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Rappresentanza Italiana nella EAC

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  • pg 1
									                                                       traduzione a cura di Francesca Pronti




A:         tutte le Associazioni di Counselling e di Psicoterapia Italiane.
Da:        Colin Kirkwood,
           Presidente della EAC,
           A nome del Comitato Esecutivo della EAC .


                                                                         25 Febbraio 2007
          Cari Amici,


Vi scrivo per due motivi. Per prima cosa desidero presentarmi in qualità di nuovo
Presidente della European Association for Counselling; inoltre voglio invitare i
rappresentanti delle vostre associazioni ad unirsi a me e ai miei colleghi del comitato
esecutivo della EAC nel processo di dialogo, di scambio e di accordi mirati al
raggiungimento di una presenza del counselling e della psicoterapia italiane ampia e
rappresentativa, nella EAC e nell’esecutivo della stessa EAC.


      Sono subentrato in qualità di Presidente della EAC presso la nostra AGM di
Laren, in Olanda, il 13 Gennaio di quest’anno. I miei colleghi sono: in qualità di Vice
Presidente Milita Haritos Fatouros dalla Grecia; in qualità di Segretaria Elsa Bell dal
Regno Unito; Tesoreria Arjen Punter dall’Olanda. Tutti noi speriamo d’incontrarvi
presto.


      Penso che possa essere d’aiuto una breve presentazione della mia storia personale.
Ho esperienza nell’ambito della formazione agli adulti e nello sviluppo della
comunità, in questo ambito ho scritto tre libri. Sono un counsellor abilitato, counsellor
per la coppia, e psicoterapeuta psicoanalitico membro di COSCA (la struttura
professionale Scozzese per il counselling e la psicoterapia, di cui sono stato
responsabile per le convocazioni per quattro anni); membro di SAPP, Scottish
Association for Psychoanalytic Psychotherapy; membro di BACP,                       British


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Association for Counselling and Psychotherapy (di cui sono socio); e membro del
British Psychoanalytic Council (in cui rappresento la Scozia).


   Fino al momento del mio pensionamento, avvenuto nel 2004, sono stato per dieci
anni assistente universitario in Counselling all’Università di Edimburgo, dove ho
istituito e diretto il corso di perfezionamento in Counselling, basato sull’integrazione
fra l’approccio centrato sulla persona e il modello psicoanalitico. Attualmente lavoro
due giorni alla settimana in un ospedale con ragazze e giovani donne che soffrono di
gravi disturbi dell’alimentazione.


   Spero, attraverso quanto detto, di essere riuscito a comunicare la mia esperienza
professionale e    la mia familiarità con le complessità geografiche e le rivalità
nazionali tipiche del nostro campo. Ho un forte mandato rispetto al dialogo, con
l’obiettivo d’individuare terreni comuni mantenendo al tempo stesso alti standards.


   Noi dell’EAC siamo molto onorati di aver avuto contatti con il Dr. Vincenzo
Masini della FAIP, con il Dr. Sergio Stranieri di SICO, con il Dr. Alessandro Rasetta
di ALFOUR e con il Dr. Antonio Caruso di SICIS. Sappiamo anche dell’esistenza di
altre associazioni (e Vi prego di informarmi qualora le mie informazioni fossero
errate) quali AICO, CNCP e REICO. Una copia di questa lettera è stata inviate a tutte
le Associazioni Italiane di cui abbiamo l’indirizzo e-mail, invitandole a lavorare le
une con le altre e con noi, così come con altre associazioni di cui noi non fossimo a
conoscenza. Vi chiediamo personalmente di agevolare questo processo sia inoltrando
questa lettera ad altre Associazioni che Voi conoscete, sia inviandoci i loro indirizzi e-
mail in modo che noi possiamo inviargliela.


    Sono consapevole del fatto che la EAC in passato ha intrattenuto in modo
insoddisfacente le relazioni con il counselling e la psicoterapia italiane . Di questo
sono molto dispiaciuto e spero che siate d’accordo con me che combattere ancora
quelle vecchie battaglie non sarebbe d’aiuto. Credo che noi abbiamo bisogno di
concordare una strada comune per il futuro.

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    All’interno della EAC ho istituito un gruppo che lavorerà con voi. Il gruppo è
formato da me, Mika Haritos-Fatouros, Elsa Bell e Augusto Sabbadini della
Associazione Svizzera. Inoltre speriamo di coinvolgere anche Christine Meier.


    Fra le cose fatte da quando ho preso la presidenza della EAC c’è la revisione della
struttura attuale, le categorie di appartenenza, i criteri di rappresentanza e i livelli
delle quote di adesione. Sono giunto alla conclusione che tutto ciò deve essere rivisto
in modo che rappresenti sensibilmente lo sviluppo del counselling e della psicoterapia
in ogni paese e che rispetti la cultura e le tradizioni di ogni paese. Ciò di cui hanno
bisogno i nostri membri Greci dalla EAC è molto diverso da quello di cui hanno
bisogno i nostri membri Inglesi che è ancora diverso da quello di cui hanno bisogno
gli Olandesi e gli Svizzeri. Oltre ai bisogni vanno poi considerati le potenzialità, i
punti di forza e i diversi contributi di ogni tipo.


    Noi non vogliamo imporre un unico modello di sviluppo organizzativo per ogni
paese; e non vogliamo ripetere l’errore del passato dando lo status di Associazione
Nazionale ad una organizzazione italiana che di fatto non sia rappresentativa.


    Lasciate che renda questo concetto in positivo. Noi vorremmo individuare – no,
noi vorremmo che voi creaste, con il nostro aiuto – una forma di presenza all’interno
della EAC che sia veramente e in modo soddisfacente rappresentativa rispetto a:
   il territorio: che copra tutto il paese
   l’orientamento: che includa tutti o i più importanti approcci d’orientamento come:
    approccio centrato sulla persona, approccio psicodinamico, Gestalt, integrativo,
    cognitivo    comportamentale,       transpersonale,   sociale   costruttivista,   analisi
    transazionale, Jungiano, ecc.
   le forme d’intervento: individuale, di coppia, per la famiglia, di gruppo, alle
    organizzazioni, ecc.
   i bisogni sociali: disponibile per i meno abbienti e per gli immigrati, così come per
    quelli che possono permettersi di sostenere costi più elevati.

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   istituti di formazione: una buona diffusione di Università, Scuole, strutture
    professionali ecc.
   standards professionali: procedure efficaci e ben articolate per l’accreditamento
    dei counsellors e degli psicoterapeuti, dei corsi, dei formatori, codici di etica e di
    pratica operativa, procedure per l’indagine ed il risarcimento di reclami, ecc.


       L’obiettivo è quello di comprendere il più possibile queste diverse dimensioni
    della professione. Ci sembra abbastanza improbabile che un’associazione italiana
    fra quelle esistenti possa avere tutti questi requisiti . Al tempo stesso è chiaro che
    il counselling e la psicoterapia sono altamente sviluppati in Italia. Noi abbiamo
    molto da imparare da voi.


       Quello che vorremmo fare è lavorare insieme a voi per creare soluzioni che
    corrispondano al tessuto della cultura italiana e che non vadano contro questa.
    Potrebbe voler dire per esempio, creare una Confederazione Italiana di
    Associazioni di Counselling e Psicoterapia . Voi potreste essere interessati a
    sapere che l’acronimo di COSCA, l’associazione Scozzese, originariamente stava
    a significare Confederazione di Agenzie di Counselling Scozzesi, che fu istituita
    nel 1992 dopo un periodo di ricerca: ne sono a conoscenza in quanto fui coinvolto
    come ricercatore. Questo ci portò a creare un sistema costituente per cercare di
    assicurare che tutti gli aspetti del counselling e della psicoterapia scozzesi fossero
    rappresentati.


       Non sto proponendo per l’Italia un lungo processo di ricerca, né voglio
    imporvi una soluzione scozzese. Voi potete creare una soluzione del tutto diversa.
    Ora voglio invitarvi ad impegnarvi gli uni con gli altri e insieme a noi, in un
    dialogo limitato nel tempo e strutturato in tre fasi:
    (1) Iniziale scambio di e-mails che indichino la vostra struttura organizzativa, il
    numero dei soci e la presenza sul territorio, con riferimento alle suddette
    categorie; a seguire ulteriori scambi mirati all’analisi di suggerimenti creativi per



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   possibili soluzioni. Questa attività dovrà essere svolta da ora alla metà di Maggio
   di quest’anno.
   (2) Workshop intensivo di due ore, con noi a Lugano Domenica 20 Maggio, dalle
   10 alle 12, ospiti dell’Associazione Svizzera. Suggeriamo che ogni associazione
   italiana invii due rappresentanti. Riceverete in anticipo il programma di questo
   evento. La nostra speranza è che a Lugano possa emergere un paradigma o un
   modello condiviso, fermo restando che potrebbe essere necessaria una messa a
   punto e una breve ricerca affinché questo possa essere rappresentativo per tutti.
   (3) Messa a punto, breve ricerca e creazione di una serie di strutture operative, per
   arrivare alla fase conclusiva: la presentazione, da tenersi a Roma il 27/28 Ottobre.
   Il periodo di questa attività va da fine Maggio a fine Ottobre.


      Nel frattempo Vi invitamo ad            associarvi alla EAC sia in qualità di
   organizzazioni sia come singoli. Invitiamo inoltre la vostra associazione a
   partecipare al prossimo incontro del comitato esecutivo EAC in qualità di
   osservatori. L’incontro si terrà a Lugano il 20 maggio dalle 13.00 alle 15.00 (i
   dettagli precisi verranno confermati).


      Di seguito le condizioni dell’invito:
   (1) Durante questo processo di dialogo, ricerca e accordo, Voi e la Vostra
   organizzazione affronterete le spese in autonomia.
   (2) L’invito ha come obiettivo il dialogo, le consultazioni ed il raggiungimento di
   un accordo e non il combattere vecchie battaglie. La EAC ribadisce che è piuttosto
   improbabile      selezionare una associazione italiana e assegnarle il ruolo di
   Associazione Nazionale: ciò che è stato proposto non è una competizione ma un
   processo di cooperazione         a cui prendere parte con buona volontà e
   apprezzamento reciproco.
   (3) Ogni attività verrà condotta in inglese che è la lingua comune nell’ambito
   dell’associazione. La Vostra lingua comune è l’Italiano; il nostro obiettivo sarà
   assicurare che tutti i partecipanti possano comunicare pienamente i loro punti di
   vista e che tutti i partecipanti possano altrettanto comprendere tutti i contributi che

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   verranno dati. Proponiamo quindi che le e-mails vengano scambiate in Inglese
   durante la fase 1. Il workshop (fase 2) sarà tenuto in doppia lingua per quanto
   possibile. La fase tre sarà tenuta, speriamo, da una rappresentanza del gruppo
   italiano e le loro attività verranno condotte in Italiano, ma ci aspettiamo che tutti i
   documenti di riferimento, concetti e accordi vengano tradotti in Inglese al fine di
   assicurare l’osservanza dei requisiti EAC.


         Di seguito trovate elencati gli attuali criteri EAC per il riconoscimento ad
   interim    di Associazione Nazionale (pagina 8). Tale documento ha valore di
   supporto e non è una “tavola dei comandamenti”.


         Allego inoltre una copia del comunicato fatto da me a Laren, Olanda, a
   Gennaio di quest’anno (pagina 9) relativo alla “Visione del Ruolo              e dello
   Sviluppo futuro della EAC”. Il testo è stato ampiamente diffuso dai membri
   dell’esecutivo della EAC. Spero fortemente che vorrete accettare il mio invito.
   Resto in attesa di ricevere vostre notizie e di incontrarvi .


   La nostra segretaria in organico è Jenny Anagnostopoulos, che vive e lavora ad
Atene.
Indirizzo: P.O.Box 78017, Ag. Dimitrios, 17310, Athens, Greece.
Tel/fax: +30 10 9756047
Email : eac@hol.gr


Ho invitato il Dr Augusto Sabbadini della Associazione Svizzera a coordinare le
prime due fasi di questo processo.
Indirizzo: Vicolo Cappella 16, CH-6596, Gordola
Telefono ufficio.: +41 91 825 99 44
Cell: +41 78 854 85 04
Email: info@shantena.com


I dettagli di riferimento dei membri del gruppo di lavoro della EAC sono:

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Colin Kirkwood
Indirizzo: 14 Suffolk Road, Edinburgh, EH16 5NR, Scotland, UK
Tel.: +44 131 466 0115
Email: colinkirkwood@blueyonder.co.uk


Mika Haritos Fatouros
Indirizzo: Kleomenous 28-30, 10676, Athens, Greece.
Tel/fax: +30 210 7224625
Email: mikahar@otenet.gr


Elsa Bell
Indirizzo: Head of Counselling, University of Oxford,
         11 Wellington Square, Oxford, OX1 2ES
Tel:    +44 1865 270300
Email: elsa.bell@counserv.ox.ac.uk


   Penso che la cosa migliore sia inviare tutti i messaggi a tutti i partecipanti. Questo
creerà più lavoro a tutti, ma minimizzerà il pericolo di faziosità.


   Con i migliori e più sentiti auguri di successi futuri,


                             Cordiali saluti,


                                                                       Colin Kirkwood.


NOTE: sarebbe molto di aiuto se alla prima risposta a questo invito voleste allegare
una breve presentazione della Vostra associazione, indicando l’intestazione l’indirizzo
per esteso, il numero dei socie e delle organizzazioni associate, utilizzando la traccia
citata sopra (diffusione territoriale, orientamento, ecc.). La presentazione       dovrà
essere breve, all’incirca una pagina. In questa fase non è necessario inviare
documenti. Colin.

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 Criteri per il completo riconoscimento come Associazione Nazionale

 Per essere pienamente riconosciuti dalla EAC come Associazione Nazionale
     per il vostro paese, devono essere osservate tutte le condizioni sotto
                                  elencate:

      1. L’associazione deve essere no-profit e rendersi parte attiva
      esclusivamente allo sviluppo del counselling così come definito dalla
      EAC.
      2. Essa stessa deve rappresentare un numero di altre associazioni       e
      di singoli.
      3.    Deve comprendere differenti prospettive teoriche, ambiti di
      intervento del counselling e interessi professionali.
      4. Deve appoggiare gli scopi, gli obiettivi e la regolamentazione della
      EAC.
      5. Deve cercare di rappresentare le prospettive del counselling nel
      paese, in accordo con la EAC, e rappresentare non solo gli interessi di
      un particolare gruppo.
      6. Eleggerà un Rappresentante Nazionale, fra tutti i membri iscritti alla
      EAC nel suo paese, che presti servizio nei Consigli, Comitati e Gruppi di
      Lavoro della EAC. I Membri possono richiedere di esercitare il loro voto
      in paesi differenti al momento della domanda d’iscrizione o in un
      secondo tempo.
      7.     L’associazione parteciperà, su richiesta, alle elezioni EAC
      nell’ambito del suo paese.
      8. L’associazione accetta di agire come un agente della EAC
      distribuendo materiale EAC e raccogliendo le sottoscrizioni dei suoi
      Membri.
      9. L’associazione deve essere costituita in via legale in accordo con le
      leggi del suo paese.
      10. Almeno 25 dei suoi membri devono essere iscritti come soci
      ordinari alla EAC.
      11. L’associazione deve poter dimostrare in modo evidente le proprie
      attività di sviluppo nel paese in ottemperanza agli scopi e agli obiettivi
      della EAC. Questa evidenza deve comprendere sviluppo territoriale,
      promozione e programmi di attività per un periodo di tre anni.
      12. Dopo un periodo di 5 anni l’associazione deve dimostrare di avere
      un codice etico e una procedura di reclamo e strumenti di
      riconoscimento delle competenze professionali compatibili con gli
      standard professionali indicati dalla EAC.

     Criteri per il ricoscimento come Associazione Nazionale ad Interim
      Un’Associazione può far richiesta del riconoscimento in qualità di
      Associazione Nazionale ad Interim se può soddisfare i criteri dal punto
      1 al punto 10 compreso. Dopo tre anni potrà far richiesta di
      riconoscimento dello status di Associazione Nazionale se può
      soddisfare i criteri dal punto 1 al punto 12.


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              UNA VISIONE PER IL RUOLO FUTURO E LO SVILUPPO
               DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA DI COUNSELLING

Di seguito il discorso introduttivo di Colin Kirkwood (Scozia e Regno Unito)
presidente entrante della EAC, in occasione dell’incontro annuale dell’Associazione
Europea di Counselling tenutosi a Laren in Olanda, Sabato 13 gennaio 2007 .


Colin gradirebbe ricevere commenti agli indirizzi: colinkirkwood@blueyonder.co.uk
e al eac@hol.gr. Inoltre gradirebbe un’ampia diffusione del suo discorso attraverso le
Associazioni Nazionali di Counselling e altre organizzazioni di Counselling,
attraverso riviste e newsletter.


Prima di tutto voglio che siamo realisti. Noi siamo una piccola associazione su base
volontaria con una sola persona in organico in part time, la nostra segretaria Jenny
Anagnostopoulos. Voglio esprimere tributo all’eccellente lavoro fatto da Jenny negli
ultimi 6 anni. Noi non dobbiamo cercare di appesantire il nostro carico ma cominciare
con le risorse che abbiamo a disposizione e crescere gradualmente.


Secondo, vorrei che ci impegnassimo in una maggiore cooperazione con le
Associazioni Nazionali, e con altre organizzazioni nazionali e a diffusione europea, e
con i singoli. Questo significherebbe, in particolare, non porre l’attività della EAC in
conflitto con quello delle Associazioni Nazionali (NAs) e delle altre organizzazioni.
Al contrario noi dovremmo lavorare strettamente uniti con la ricerca continua di
coinvolgimento delle Associazioni Nazionali e delle altre organizzazioni da parte
della EAC. Loro hanno fatto così tanto. Non reinventiamo la ruota che hanno già
inventato, ma cerchiamo piuttosto di essere sicuri che il lavoro creativo già realizzato
venga reso disponibile ad altri paesi e organizzazioni che stanno partendo con il
Counselling, cominciando da piccoli inizi piuttosto che dal nulla.


    Questo mi porta a domandarmi: a cosa serve la EAC? La mia risposta è che serve
allo sviluppo e alla promozione del counselling, della formazione al counselling, dei
valori del counselling in tutta Europa. Noi dovremmo essere, io credo, come

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missionari evangelici appassionati rispetto al counselling, lavorando attraverso il
dialogo, sviluppando sensibilità, aiutando e supportando lo sviluppo di abilità e non
imporci. Il Counselling è qualcosa di speciale. Non si tratta di individualismo
autocentrato, niente affatto. E’ proprio l’opposto. Il Counselling è centrato sull’altro.
Si tratta di pratica all’altruismo, si tratta di un impegno nell’accompagnare, facilitare,
e conoscere l’altro (singoli, coppie, famiglie, gruppi, organizzazioni) quando sono in
lotta e in difficoltà. Si tratta al tempo stesso di volontariato e di professionalità:
volontariato nel senso che ci impegnamo con gli altri in un atto di libera volontà, di
voluntas; professionalità nel senso che esprimiamo competenza in alcune pratiche di
aiuto come risultato della nostra formazione, della nostra conoscenza di noi stessi e
degli altri, la nostra aderenza a codici etici basati su sani principi che sono stati
definiti, condivisi e mantenuti.


   Quindi, invece di chiedere: cosa prendiamo dalla EAC, io dico: questa è la
domanda sbagliata. La domanda è: cosa possiamo dare alla EAC; in che modo
possiamo contribuire attraverso la EAC allo sviluppo del Counselling in Europa,
partendo da ciò che di meglio siamo riusciti a creare nel nostro paese, la nostra
organizzazione, la nostra pratica, per quei paesi novelli, spesso più poveri che si
sono uniti da poco alla Unione Europea. Sto pensando alle regioni Baltiche, alla
Polonia, all’Ungheria, alla Repubblica Ceca, alla Slovacchia, ed ora alla Romania ed
alla Bulgaria. Noi dovremmo essere pronti e desiderosi di raggiungere gli altri paesi
compresi nella nostra casa comune Europea, come la Russia, l’Ucraina ed i paesi che
formavano la Jugoslavia. Prepariamoci a raggiungerli se cercheranno il nostro aiuto e
prepariamoci a trovare le risorse per far questo.


   Vorrei che noi sviluppassimo e divulgassimo una visione ottimista e lungimirante
del counselling, come elemento costitutivo e vitale di una buona società.


   Al momento siamo consapevoli dello squilibrio nello sviluppo del counselling in
Europa. Molto è accaduto in diversi anni, nel nord e ad ovest dell’Europa, nel Regno
Unito, in Scozia, in Irlanda ed in Olanda. Molto meno è successo e molto più

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recentemente nel sud e ad est. Notevoli, come sappiamo, sono stati gli sviluppi in
Grecia dal lontano 1980. Una delle nostre priorità dovrebbe essere valorizzare e
costruire sulla base degli sviluppi Greci un trampolino per ulteriori sviluppi del
counselling nel sud e ad est dell’Europa, e presso i paesi da poco aderiti all’Unione
Europea ed aspiranti.


     Dicendo questo dovremmo inoltre dare il benvenuto ad emozionanti sviluppi nel
cuore dell’Europa, in Svizzera, Italia e Germania. Inoltre con piacere apprendiamo i
recenti sviluppi a Malta.


     Come può la EAC così piccola e relativamente debole sostenere tutto questo?
Come possiamo riunire tutte le risorse? Come possiamo ottenere le tre cose di cui
abbiamo bisogno per implementare la nostra buona volontà: denaro, personale pagato
e ciò che io chiamo i frutti dello sviluppo esistente ?


     Suggerisco che abbiamo bisogno di fare diverse cose contemporaneamente:


1) contattare tutte le Associazioni Nazionali, territoriali, e tutte le organizzazioni di
counselling nazionali e a diffusione europea, ed invitarle a cooperare con e attraverso
la EAC per raggiungere obiettivi condivisi.
2)    fare appello agli irlandesi e agli scozzesi per riprendere la loro affiliazione alla
EAC, proprio perché i loro contributi sono stati così creativi, così apprezzati e ora ne
sentiamo la mancanza.
3)     invitare ogni Associazione Nazionale e le altre organizzazioni di counselling
(comprese quelle che lavorano con particolari gruppi di clienti e che rappresentano
orientamenti e approcci particolari) per rendere disponibili, in collaborazione con la
EAC, le loro strutture, gli standards e le procedure, non in senso prescrittivo “questo è
quello che dovreste fare” ma come esempio, come frutto della loro esperienza. Il
messaggio dovrebbe essere: questo è ciò che facciamo, questo è ciò che abbiamo
sviluppato, perché sembra calzare la nostra situazione e corrisponde re ai nostri



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bisogni e ci aiuta a crescere. Sentitevi liberi di prenderlo e riadattarlo perché sia
d’aiuto nel vostro sviluppo.
4)    più specificamente invitare la Associazione di Counseling e Psicoterapia
Britannica a considerare di rendere disponibile, ad un costo appropriato, per tutti i
membri delle Associazioni Nazionali e per le organizzazioni di Counselling
appartenenti alla EAC e alla IAC, una rivista allargata. La rivista mensile della BACP,
Therapy, è molto buona: con una sezione Europea e internazionale potrebbe divenire
il più importante veicolo di comunicazione per gli sviluppi relativi al counselling a
livello Europeo e a livello mondiale.
5)   Per esplorare queste possibilità e dialogare con tutte le Associazioni Nazionali
attuali, della loro organizzazione, io suggerirei che la EAC potesse cooperare con le
suddette organizzazioni al fine di organizzare una conferenza con lo scopo di
focalizzare e mettere a punto concretamente, modalità operative per la condivisione di
abilità e concertazione di attività in tutta Europa. Questa conferenza potrebbe
rappresentare un momento di scambio di bisogni, competenze e potenzialità.
Qualcuno potrebbe dire: questo è ciò di cui abbiamo bisogno. Qualcun altro potrebbe
dire: questo è ciò che possiamo offrire. E altri ancora potrebbero dire: queste sono le
potenzialità che possono essere sviluppate.
6) La stessa EAC ha bisogno dell’impegno della comunità del counselling europeo,
per poter contare sulle risorse di personale da impiegare. Noi abbiamo necessità di
presentare delle proposte concrete e concertate con le suddette organizzazioni, da
sottoporre alla EU, all’UNESCO, alla WHO, ai governi nazionali e a fondi privati.
Per esempio, mi piacerebbe vederci cooperare per approcciare il governo del Regno
Unito, una volta che Gordon Brown sarà diventato Primo Ministro, poiché io credo
che vorrà migliorare la reputazione dell’Inghilterra in Europa e nel mondo. Un tale
approccio, enfatizzo ancora, avrebbe necessità di essere intrapreso dalla EAC in
partnership con le Associazioni Nazionali e con le altre organizzazioni di counselling
al fine di ottenere risorse condivise per la popolazione europea e possibilmente
progetti di counselling a sviluppo globale.
7) Alcune delle nostre collaborazioni di maggior successo sono state quelle con una
Associazione Nazionale, con la EAC, con una Università e con le organizzazioni ad

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orientamento specifico o con gruppi specifici, per l’organizzazione congiunta di
conferenze. L’evento dello scorso anno, Il Counselling in Europa, tenuto in Grecia, ne
è stato un esempio. Voglio dare il mio migliore benvenuto all’evento svizzero e
irlandese pianificati per la fine di quest’anno. Esistono già esempi di collaborazione
fra organizzazioni. Dovremmo continuare a supportare e promuovere tali eventi.


Gli eventi dell’ Irlanda, della Svizzera e della Grecia hanno altre interessanti
caratteristiche in comune: cooperazione internazionale in Europa e oltre Europa.
Abbiamo bisogno di accrescere il nostro coinvolgimento con le Associazioni
Internazionali di Counselling, lì dove possibile. Abbiamo bisogno di cooperare con le
organizzazioni di psicoterapia e di psicologia e con prospettive spirituali e religiose;
in ogni caso far progredire i valori e le pratiche associate al counselling, attraverso il
dialogo.


In conclusione, dobbiamo essere lungimiranti, visionari, dialettici, cooperativi,
dobbiamo costruire alleanze e, come detto all’inizio, dobbiamo essere realisti.


Resto in attesa di ricevere i vostri commenti.


Grazie per l’attenzione dedicata a questo discorso.




                                                                      Colin Kirkwood




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