VENDITA DI AUTO USATE _CONSIDERAZIONI FISCALI E

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VENDITA DI AUTO USATE _CONSIDERAZIONI FISCALI E Powered By Docstoc
					         VENDITA DI AUTO USATE (CONSIDERAZIONI FISCALI E CORRELATE)




Vendita dell'usato

Nel settore della vendita dei beni usati, i concessionari che adottano il metodo della "procura a
vendere", ritirando dal cliente l'automezzo usato per poterlo commercializzare, sono esclusi da
qualunque obbligo Iva. Essi prendono, infatti, in deposito l'automezzo al solo fine di collocarlo
sul mercato mentre la vendita verrà poi effettuata direttamente dal proprietario. Il
concessionario non effettua pertanto alcuna operazione soggetta alla disciplina Iva.
Diversamente, chi "acquista" l'usato per la successiva rivendita, verificandosi le condizioni,
deve applicare ai fini Iva il cosiddetto regime del margine.

Regime del margine

Il regime del margine è stato introdotto a seguito del recepimento della Direttiva CEE
94/5/CEE con il D.L. 23 febbraio 1995, n. 41 ed ha l'obiettivo di evitare la duplicazione dell'Iva
nel passaggio di beni da impresa a privato, quando gli stessi beni sono preventivamente
acquistati da privati ai quali è stata definitivamente addebitata l'Iva, senza possibilità di poter
detrarre l'imposta assolta sull'acquisto effettuato. Nella prassi, per evitare questo problema, i
concessionari utilizzano lo strumento della "procura a vendere", evitando di "acquistare"
l'usato.

Il regime del margine elimina tali incongruenze in quanto consente di applicare l'imposta non
sull'intero corrispettivo di vendita, ma sul valore aggiunto realizzato dal venditore, costituito
dalla differenza tra il prezzo di vendita del bene ed il suo prezzo di acquisto, maggiorato delle
spese di riparazione ed accessorie (sistema di detrazione "base da base", già applicato nella
normativa italiana dalle agenzie di viaggio).

Oggetto della norma è la rivendita dei beni usati, degli oggetti d'arte, da collezione e
d'antiquariato, acquistati da:

      privati;
      residenti nel territorio italiano o comunitario;
      imprenditori e professionisti che hanno ceduto beni per i quali non hanno potuto
       detrarre l'Iva relativa all'acquisto per effetto delle disposizioni contenute negli articoli 19
       e 19-bis1 del D.P.R. n. 633/1972;
      soggetti passivi di altri stati CEE in regime di franchigia nel proprio Stato;
      altri soggetti passivi che adottano il regime del margine.

Ne segue che la rivendita di un'auto usata acquistata con applicazione dell'Iva non è soggetta
al regime del margine, ma sarà applicata l'imposta nei modi ordinari.

Nel settore in esame è possibile applicare il sistema del margine con due metodi alternativi:

1. margine analitico;
2. margine globale.

Metodo globale

Il regime naturale è quello del margine globale, in base al quale l'imposta viene calcolata
sulla differenza tra l'ammontare delle cessioni e degli acquisti di beni usati, incluse le spese di
riparazione ed i servizi accessori, effettuati in ciascun periodo di liquidazione (mese o
trimestre). Se l'ammontare degli acquisti effettuati nel periodo di riferimento supera quello
delle cessioni, l'eccedenza di costo può essere riportata a credito nel periodo di liquidazione

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successivo; nel caso opposto, sulla differenza dovrà essere calcolata l'Iva da versare con il
criterio dello scorporo. Supponendo la seguente situazione:


                          Ricavi derivanti da beni             Costi sostenuti per
                           soggetti al regime del         l'acquisto di beni soggetti al
                                  margine                      regime del margine

          Gennaio                             2.000.000                       1.500.000

          Febbraio                            1.500.000                       2.000.000

          Marzo                               2.800.000                       2.000.000


la liquidazione del mese di gennaio rileva una posizione a debito pari a L. 500.000, da cui
bisogna scorporare l'Iva, che rappresenta il debito verso l'Erario.


          (1) Margine lordo                                                   L.500.000

          (2) Margine netto (1*100/120)                                       L.416.667

          (3) IVA (2*20%)                                                     L. 83.333


In febbraio si presenta invece la situazione opposta, in cui i costi superano le vendite. Il
contribuente potrà contare su un credito di costo pari a L. 500.000, da riportare a nuovo nella
successiva liquidazione. In marzo il margine a debito è pari a L. 800.000; da questo si dovrà
detrarre il credito della precedente dichiarazione e quindi versare l'eventuale Iva dovuta sulla
differenza (L. 300.000).


          Margine lordo                                                       L.300.000

          Margine netto                                                       L.250.000

          IVA                                                                   L.50.000


Ove fossero ceduti beni ad aliquote diverse, si deve procedere ad una ripartizione percentuale
del margine globale in base al rapporto percentuale fra i corrispettivi assoggettati alla stessa
aliquota. Ad esempio, un soggetto passivo che realizza nel periodo di riferimento cessioni per
un totale di 100, di cui 20 con aliquota al 4 per cento e 80 con aliquota ordinaria del 20 per
cento, e acquisti per 80, realizza un margine complessivo di 20, da cui va scorporata l'Iva
come segue:


                              Peso % dei        Margine lordo    Margine netto          IVA
                              corrispettivi

Margine soggetto al              20/100               4               3,8               0,2
4%                                               (20/100*20)      (4*100/104)        (3,8*4%)

Margine soggetto al              80/100               16              13,4              2,6
20%                                              (80/100*20)      (16*100/20)       (13,2*20%)


È necessario sottolineare che sulle fatture emesse per le operazioni assoggettate al regime di
imposizione sul margine non può essere indicata l'imposta distintamente dal corrispettivo.
Occorre invece indicare la dicitura "Operazione soggetta al regime del margine, di cui
all'articolo 36 del D.L. n. 41/1995; imposta assolta dal venditore compresa nel corrispettivo".




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In capo ai soggetti che adottano il regime del margine globale c'è, inoltre, l'obbligo di annotare
in apposito registro gli acquisti dei beni ivi considerati, con l'indicazione della natura, qualità e
quantità degli stessi, e del relativo corrispettivo. Le cessioni devono essere annotate in un altro
registro con le stesse indicazioni prescritte per gli acquisti, con l'accortezza che i corrispettivi
devono essere indicati comprensivi dell'Iva e distinti per aliquota. Le annotazioni relative agli
acquisti devono essere effettuate entro 15 giorni dalla data della loro esecuzione e comunque
non oltre la data di annotazione della rivendita. Le cessioni devono essere registrate con
riferimento al giorno in cui le operazioni sono effettuate, entro il giorno non festivo successivo
a quello in cui si è realizzata la vendita.

Le operazioni per le quali è rilasciato lo scontrino fiscale, effettuate in ogni mese solare,
possono, invece, essere annotate con un'unica registrazione entro il giorno 15 del mese
successivo.

In sede di liquidazione periodica è preferibile riportare nel registro dei corrispettivi l'ammontare
del margine globale positivo evidenziatosi nel periodo di riferimento.

Metodo analitico

Chi intendesse usufruire della modalità di applicazione del margine secondo il metodo
analitico o ordinario deve esercitare l'opzione nella prima dichiarazione annuale Iva da
presentare successivamente alla scelta operata.

In questo caso il margine va calcolato su ogni singola operazione, nel senso che si deve
procedere al ricalcolo del delta da assoggettare ad Iva come differenza tra il prezzo di vendita
di un singolo bene praticato dal rivenditore ed il suo prezzo d'acquisto, costituito da quanto
dovuto al fornitore, aumentato delle spese di riparazione ed accessorie.

Ad esempio, un concessionario che acquista un veicolo usato da un privato per L. 2.000.000,
sostenendo spese di riparazione per L. 240.000 (IVA compresa), rivendendo poi il veicolo a L.
3.000.000, deve calcolare il margine secondo la seguente metodologia:


                    Costo sostenuto                                           L.
                                                                      2.240.000

                    Ricavo di vendita                                         L.
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                    Margine lordo                                    L. 760.000

                    Margine netto                                    L. 633.334

                    IVA                                               L.126.666


Nel caso in cui il margine sia negativo non è dovuta alcuna imposta ed in sede di liquidazione
occorre indicare un margine pari a zero.

Registro unico di scarico e carico

I contribuenti che adottano il regime del margine analitico devono tenere un registro unico di
carico e scarico dei beni, in cui annotare gli acquisti e le cessioni dei beni soggetti al regime del
margine, rilevando la data della relativa operazione, la natura, qualità e quantità dei beni, il
prezzo d'acquisto e di vendita al lordo dell'Iva e la differenza tra i due importi. Il totale
complessivo delle differenze positive, distinto per aliquote, relativo ad ogni singolo periodo di
riferimento (mese o trimestre), deve essere riportato nel registro dei corrispettivi, al fine di
poter effettuare la liquidazione periodica. I termini di registrazione sono gli stessi previsti per il
regime globale.

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Coloro che non commercializzano abitualmente i beni usati sono esonerati dalla tenuta del
registro di carico e scarico, ed annoteranno le relative operazioni nei registri usualmente
utilizzati.

Anche in questo caso le fatture emesse in relazione a cessioni che siano soggette al regime del
margine non devono in alcun modo evidenziare l'imposta, ma unicamente il corrispettivo lordo
comprensivo dell'Iva.

Indetraibilità dell’Iva

I soggetti che applicano l'imposta secondo il metodo del margine non possono detrarre l'Iva
sull'acquisto e sull'importazione di beni usati, nonché sulle prestazioni di riparazione ed
accessorie.

Se il contribuente opta per il regime normale di determinazione dell'imposta, ove ne ricorrano
le condizioni, può detrarre l'Iva sui beni acquistati, nella liquidazione periodica in cui si
contabilizza la cessione e previa registrazione degli acquisti nell'apposito registro. In sostanza
la detrazione dell'imposta verrà effettuata con riferimento alla liquidazione periodica in cui
viene computata la cessione del bene.

Opzione per il regime normale

L'adozione del regime analitico consente la possibilità di optare per il regime normale di
determinazione dell'imposta anche per singole cessioni, possibilità preclusa a chi permane nel
regime del margine globale. Pertanto, il contribuente che avesse un particolare vantaggio ad
adottare il regime normale di determinazione dell'imposta, deve esercitare l'opzione per il
regime analitico. L'opzione viene esercitata nella prima dichiarazione annuale Iva da
presentare successivamente alla scelta operata; è valida sino a revoca, da comunicarsi con le
stesse modalità dell'opzione, ma in ogni caso non può essere inferiore ad un biennio.

Il concessionario che abbia optato per il regime normale è soggetto alle consuete regole di
determinazione dell'imposta dovuta, avendo diritto a portare in detrazione l'imposta assolta
sull'acquisto dei beni usati, ma con riferimento al momento di effettuazione dell'operazione
assoggettata al regime ordinario e pertanto solo quando il bene usato viene rivenduto. Inoltre,
per i beni ceduti optando per il regime normale è sempre obbligatoria l'emissione della fattura.

Operazioni con l’estero

L'importazione di auto usate è soggetta ad Iva, e pertanto tali acquisti sfuggono al regime del
margine e seguono la disciplina ordinaria dell'Iva, con possibilità di recupero immediato
dell'imposta pagata in dogana. L'esportazione di auto usate è non imponibile ai sensi dell'art. 8
e seguenti del D.P.R. n. 633/1972.

Il margine, al netto dell'Iva, rientra nel volume d'affari ai fini della determinazione dello status
di esportatore agevolato.

Operazioni intracomunitarie

Nell'ambito delle operazioni intracomunitarie si ha cessione di mezzi di trasporto usati
unicamente quando questi presentino le seguenti caratteristiche:

      abbiano percorso più di 6.000 Km;
      siano passati più di sei mesi dalla prima immatricolazione.

Le auto usate, per le quali non si è recuperata l'Iva all'atto dell'acquisto e cedute a privati
residenti in Paesi comunitari, costituiscono operazioni esenti da Iva ai sensi dell'articolo 10,

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numero 27-quinquies. Gli stessi beni, ceduti ad un soggetto passivo U.E., generano operazioni
non imponibili ai sensi dell'articolo 41 del D.L. n. 331/1993.

Per gli acquisti di auto usate effettuati nella U.E. il rivenditore nazionale dovrà verificare se i
beni siano già stati assoggettati ad Iva con il regime del margine nello stato di provenienza; in
tal caso anche la successiva rivendita rientra nel regime del margine. Se invece sono stati
acquistati senza Iva in quanto considerati operazioni intracomunitarie non imponibili, devono
essere assoggettati ad Iva in Italia e la successiva rivendita sconta l'imposta sul prezzo pieno.

Attività mista: nuovo e usato

I soggetti che commercializzano beni nuovi ed usati non sono tenuti ad avere una contabilità
separata per l'attività soggetta al regime del margine. In ogni caso applicheranno l'Iva nei
modi ordinari per l'acquisto e le cessioni dei beni nuovi e l'Iva con il regime del margine per
quelli usati, salvo opzioni.




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