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FEDERICO VECCHIONI

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									                    CONFAGRICOLTURA
         UNIONE PROVINCIALE AGRICOLTORI DI VARESE
                    DICEMBRE 2004 2004

FEDERICO VECCHIONI E’ IL NUOVO PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA
            ELETTO ALL’ASSEMBLEA DEL 2 DICEMBRE A ROMA

Federico Vecchioni, 37 anni, nato a Padova, residente in Toscana in provincia di
Grosseto, dove da 11 anni è titolare di un’azienda agricola di 440 ettari ad
orientamento olivicolo, specializzato cerealicolo ed agrituristico. E’ laureato in
scienze agrarie presso l’Università di Firenze e iscritto all’ordine degli agronomi di
Grosseto. Sposato, due figlie.
Il suo percorso in Confagricoltura inizia nel 1992, come consigliere dell’Unione
provinciale agricoltori di Grosseto. Poi come vicepresidente dell’Associazione
nazionale giovani agricoltori di Grosseto.
Nel 1998 diventa presidente dell’Unione provinciale agricoltori. Nel 2001 entra nella
giunta nazionale, della quale fa attualmente parte con la delega per l’ambiente.
E’ presidente di Confagriconsult, la società per la internazionalizzazione creata da
Confagricoltura per assistere le imprese che decidono di investire all’estero.
Presidente dal 2002 della Camera di Commercio di Grosseto, il più giovane ad aver
ricoperto questa carica, a livello nazionale.
Presidente presso Unioncamere dell’associazione Certicommerce, associazione per
l’e-commerce.
Accademico corrispondente presso l’Accademia dei Georgofili di Firenze, in seno
alla quale presiede il Comitato per l’impresa agricola.

IL PROGRAMMA DI FEDERICO VECCHIONI
Il mio programma: ciò che gli agricoltori si aspettano da un sindacato.

Parte dalla verifica e dall’affinamento delle mie opinioni sul futuro dell’agricoltura e della
Confagricoltura, con gli imprenditori su tutto il territorio nazionale.

Ho ritenuto più opportuno, ma soprattutto più utile, un percorso programmatico partecipato e
condiviso.

La linea di Confagricoltura di questi anni è il risultato di una attività a cui ho preso parte come
componente di giunta e che intendo proseguire.

La stabilità della nostra azione dovrà trarre origine dalla dinamica interpretazione della continuità.
Ciò non significa tradurre la continuità in immobilismo, ma al contrario alimentarla con nuove
iniziative che tengano conto di un quadro generale in costante evoluzione.

Il sindacato del terzo millennio dovrà essere aperto, coraggioso, e ardito, se necessario. Al
contempo dovrà essere anche capace di programmare nel lungo periodo la sua azione puntando a
distinguere il contingente dalle prospettive.

Un Sindacato che interpreta la volontà dei soci, che organizza tutte le tipologie di impresa, tutte le
agricolture, tutti i territori, promuove la verticalizzazione delle imprese e ne alimenta la crescita.
Un Sindacato datoriale, che dialoga con le parti sociali, forte della sua leadership nel campo del
lavoro.

Un Sindacato aperto al confronto con le altre Organizzazioni professionali, che alla linea della
fermezza sappia abbinare, nel rispetto della propria storia, elementi di mediazione tesi al
conseguimento degli obiettivi generali dell’impresa.
Un Sindacato autonomo dalla politica perché il presente e anche il passato confermano l’utilità di
una scelta laica. Le grandi idee richiedono consenso, soprattutto se innovativo.

Un Sindacato coadiuvato dall’azione dei suoi giovani, risorsa utile per azioni anche audaci, ma
comunque presupposto per la nascita di nuove imprese.

Un Sindacato che sia capace di descrivere e prevedere scenari e concepire disegni in materie
importanti (biotecnologie, ambiente e ricerca) e riprendersi la leadership dello sviluppo sostenibile
in agricoltura.

Un Sindacato capace di dare fiducia a chi rappresenta e a coloro che ne costituiscono la struttura.

Una Confagricoltura che permetta ai dirigenti di crescere sindacalmente, restando sempre capaci
imprenditori.



              LA NUOVA GIUNTA ESECUTIVA DELLA CONFAGRICOLTURA

Oltre alla nomina del presidente Federico Vecchioni, l’Assemblea della Confagricoltura ha
proceduto all’elezione dei nove componenti della Giunta che lo affiancheranno nei prossimi
tre anni, tra i quali il Comitato direttivo sceglierà i tre vicepresidenti.

Sono stati eletti in ordine di preferenze:
Sergio Lenzi, Onofrio Giuliano, Salvatore Giardina, Bartolomeo Bianchi, Carlo Siciliani,
Mario Vigo, Andrea Vergati, Antonio Borsetto, Mario Maestroni.

								
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