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Chi siamo - Lilia Infelise

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									      Manifesto del movimento Oltre il mare per la democrazia partecipata
                                                                                                      novembre 2006


Chi siamo

       Siamo persone che hanno abbandonato la comoda neutralità dell'impegno professionale per fare una
scelta di campo, quella dell'innovazione profonda della politica, a cui in pochi, oggi osano credere, ma che
noi siamo certi è possibile, se uniamo le nostre risorse intellettuali e i nostri più profondi e autentici desideri.
Sappiamo che la saggezza popolare afferma che tra il desiderio e il suo realizzarsi vi è il grande abisso del
mare, ma noi crediamo che sia possibile superare questa barriera. Preferiamo seguire altri esempi e
guardare con speranza a una vicenda che ha avuto un peso stravolgente sulla storia dell'uomo e che
costituisce una inesauribile fonte di indicazioni per chi si avventuri sul sentiero del cambiamento ….abbiamo
solo cinque pani e due pesci…

Il progetto di cambiamento nasce sempre come grande sproporzione, come sfida al comunemente ritenuto
ambizioso, non fattibile, come smarrimento di fronte all'abisso che ci separa dalla meta, come sproporzione
tra bisogni e risorse disponibili.
Vogliamo essere non avanguardie eroiche e solitarie, ma umili facilitatori di cambiamento, mediatori tra
realismo e visione di dimensioni inesplorate, più vicine alla natura più vera delle cose di quanto non lo sia, la
sfiducia e la rinuncia, il pregiudizio e la pigrizia di chi non vuole abbandonare i propri angoli comodi, la
resistenza al cambiamento, la protervia del potere e la violenza dell'interesse individuale opposto al bisogno
collettivo.

Siamo persone impegnate a utilizzare tutte le nostre capacità professionali, 'senza risparmiarci‟; operiamo
nel mondo della ricerca, dei media e comunicazione, della scuola, delle amministrazioni pubbliche,
dell‟economia; siamo specialisti di risorse umane, economisti, imprenditori, componenti di organi di
rappresentanza dei lavoratori o delle imprese, amministratori pubblici, siamo semplicemente „adulti all‟opera‟.
Abbiamo sofferto lo scoraggiamento di chi ha visto ridurre l'impatto del proprio lavoro o addirittura disperdere
completamente lunghe fatiche (impegno per l‟emersione dal lavoro nero e uscita da lunghi periodi di sotto
occupazione e disoccupazione, creazione di imprese e marketing di interi territori,…) a causa dei dominanti
interessi di parti, o a causa dell‟inefficace operare da parte delle istituzioni preposte al governo locale,
regionale e nazionale.
Abbiamo visto le istituzioni, specialmente al sud del nostro paese, stravolgere la propria missione,
concentrate su interessi delle poche persone appartenenti alle „classi dominanti‟, lontane dai bisogni veri e
incapaci di riconoscere e valorizzare le risorse.
Abbiamo ritenuto di non assistere distratti al progressivo degrado delle istituzioni che abbiamo ereditato
come esito del movimento di coscienze che ha strappato l‟Europa al baratro della seconda guerra mondiale.

Siamo convinti di vivere in un momento decisivo della storia, non solo del nostro Paese, per cui ci sentiamo
interpellati e avvertiamo come un‟ imperdonabile 'indifferenza' il non uscire allo scoperto, lasciando gli angoli
delle nostre 'confortevoli vite professionali'.
Crediamo alla possibilità del cambiamento di singoli e di intere collettività, grazie all‟impiego di metodi
strutturati di sviluppo e formazione.
Siamo certi che il nostro paese abbia una particolare vocazione a farsi interprete del bisogno di dialogo
interculturale tra i popoli, assumiamo sempre una prospettiva che riporta il particolare che viviamo alla
dimensione internazionale.

Rifiutiamo la protervia della violenza, sempre.


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                                              largo S. Stefano, palazzo Severino 87040 Tarsia (CS) _ tel.| fax +39 0981 952043
                                              via Castiglione, 80 40124 Bologna _ tel. +39 051 6448304 _ fax +39 051 6447901
                                                                                   www.oltreilmare.net _ info@oltreilmare.net
Ci rivolgiamo a chi

   ha coraggio per stare con la schiena dritta di fronte ai soprusi, agli arroganti; coraggio per innovare e
    non solo 'riformare', ma anche umiltà per imparare da chi ha da insegnarci; rispetto, per chi ci può
    essere maestro, anche il più 'piccolo'; sfrontatezza verso chi usa violenza e si fa maestro di dipendenza
    per i più deboli;
   è convinto che il primo cambiamento inizia da sé e non pensa che cambiare sia sempre un compito di
    altri;
   crede che al metodo in cui prevale l‟attenzione all‟ingegneria della regolazione dell‟esercizio del potere e
    la tattica dell‟intercettazione/estorsione di voti, sia possibile sostituire la dimensione della costruzione
    partecipata delle visioni e degli obiettivi e la loro declinazione in strategie per il reperimento delle risorse
    e il loro impiego;
   avverte un moto di intensa ribellione per la distrazione e disinteresse dei responsabili del governo dei
    territori e dell‟intero paese rispetto a bisogni pressanti e urgenti di larghe fasce di popolazione del nostro
    paese e trascura opportunità e risorse disponibili;
   è convinto che le soluzioni tecniche sono a portata di mano, ma che il punto debole siano i modelli di
    assunzione di decisioni da parte degli organi di governo.


Verso quale meta siamo diretti

        Lavoriamo per affermare una concezione della politica, che esprima la tradizione più nobile della
cultura democratica europea e si distingua per specificità di metodo e di contenuto:
 un metodo di ricerca del consenso fondato sul partenariato degli attori e sulla composizione dal basso
     di comuni visioni sugli obiettivi (dialogo sociale);
 un programma politico incentrato sulla ricerca di compatibilità di crescita economica e coesione
     sociale, tutela e valorizzazione della identità/libertà individuale e della dimensione collettiva.
Lavoriamo per contribuire alla formazione di un largo movimento culturale che promuova la convergenza di
crescita economica e coesione sociale ed accetti la sfida di costruire una nuova identità politica, superando
linguaggi e definizioni del secolo scorso, a partire dalla identificazione e approfondimento delle comuni
ragioni ideali delle tradizioni liberali, socialiste e del cattolicesimo democratico.
Intendiamo creare uno spazio libero di confronto, che, senza timori reverenziali, permetta di elaborare
posizioni ideologiche del secolo passato e sviluppare nuovi modelli concettuali, nuovi linguaggi, forme di
aggregazione e di leadership.
Intendiamo favorire la rottura dell’attuale modello oligarchico di formazione delle classi dirigenti e
delle decisioni e favorire forme di partecipazione diffusa e consapevole.
Intendiamo operare perché i partiti, pezzi essenziali delle moderne democrazie europee, non diventino
„caste chiuse e autoreferenti‟; anche attraverso di essi, nelle società democratiche, cresce, si legittima la
rappresentanza degli interessi nelle istituzioni preposte al governo nazionale, regionale e locale.
Siamo impegnati a promuovere una grande azione di civic education, su cui un grande movimento si sta
sviluppando in Europa, perché siamo convinti che senza educazione non vi sia autentica democrazia e si
aprano le porte a forme di totalitarismo inedite che, nell‟utilizzo manipolatorio dei media radio televisivi,
trovano una leva di straordinaria efficacia.

L’azione

Lo spazio pubblico
L‟azione politica (praxis), come per Hannah Arendt, è per noi l‟intero operare che ha luogo nello spazio
pubblico, ovvero in quello spazio che riguarda tutto ciò che è comune (Koinon).



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                                              largo S. Stefano, palazzo Severino 87040 Tarsia (CS) _ tel.| fax +39 0981 952043
                                              via Castiglione, 80 40124 Bologna _ tel. +39 051 6448304 _ fax +39 051 6447901
                                                                                   www.oltreilmare.net _ info@oltreilmare.net
L’azione politica
È nella nostra prospettiva, l‟esercizio concreto dell‟appartenenza a questo spazio comune, inteso come
luogo di relazione tra pari che a turno si parlano e ascoltano avendo a cuore il bene comune e la ricerca
delle vie percorribili per perseguirlo.

Il territorio e l’interterritorialità
Al cuore del nostro intervento si trovano le comunità territoriali e le loro relazioni, con altri territori dello
stesso paese, ma non solo, con il mondo.
Concepiamo la comunità locale come un vero e proprio essere vivente, con propri attributi originali, un‟unica
mappa cognitiva, una trama di network innovativi (secondo la definizione di B. Johansson), con una loro
morfologia, un linguaggio, stili di apprendimento e motivazione, una riconoscibile storia affettiva, società
plurali, non omogenee.

Nuovi spazi e strumenti di esercizio della democrazia
Quanto più plurali sono le comunità, tanto più importante è che il processo di assunzione delle decisioni
preveda spazi e forme di autentica costruzione partecipata delle visioni (consenso), la nostra azione è
dunque impegnata a sviluppare strumenti e a creare uno spazio dove le prospettive soggettive sono
considerate e negoziate e dove i conflitti sono affrontati e risolti costruendo e condividendo prospettive
comuni più „alte‟.

L’apprendimento fulcro del cambiamento
Un soggetto è capace di innovare è un soggetto in apprendimento continuo, è una comunità che mette al
centro l‟educazione di sé e degli altri, in un grande impegno di educazione civica.
La nostra azione si propone di promuovere/accompagnare intere comunità in un consapevole, esplicito
percorso di innovazione dei processi di decisione politica, promuovendo la rottura di modelli oligarchici ed
„escludenti‟, attraverso un processo strutturato di apprendimento.
Siamo convinti che non ci sono né demoni né angeli: i buoni (la società civile), i cattivi (i politici), ciascuno ha
le sue responsabilità e solo un soggetto che si concepisce in „formazione permanente‟ è un soggetto in
grado di partecipare da attore a processi di cambiamento.

Oltre il mare per la democrazia partecipata concepisce il proprio agire come un autentico percorso di
apprendimento-azione. Sono tre le declinazioni operative:
    1. azioni di sviluppo diffuso di competenze di costruzione del consenso, attraverso metodologie di
         apprendimento-azione, volte a promuovere processi di democratizzazione delle decisioni;
    2. azioni di formazione, soprattutto di donne e di giovani interessati a assumere ruoli elettivi;
    3. azioni culturali che incidano sul sentire diffuso, sul modo di stare insieme, di fare festa, di fare arte
         rigenerando le forme e gli spazi della partecipazione politica.

Il cambiamento e la leadership

Non si promuove un‟azione di rigenerazione della politica se non dentro una visione di come un soggetto
collettivo cambia, senza una visione del cambiamento e della leadership.
Come sostiene B. Å. Lundvall, risorsa più importante in una moderna economia è la conoscenza. Il processo
più importante è l'apprendimento: le varie forme dell'apprendimento conducono alla crescita dello stock di
conoscenze, quindi l'apprendimento può essere definito come la fonte dell'innovazione.
Così come B. Å. Lundvall ci insegna l‟innovazione ha bisogno di una „pedagogia della „dimenticanza‟ ovvero
di strategie e leader capaci di aiutare quel difficile processo di learning forgetting, di abbandono e
allontanamento da abitudini, radicate convinzioni che vincolano il cambiamento.
L'apprendimento è un processo in cui è predominante l‟interazione tra soggetti ed è quindi un fenomeno
strutturalmente incorporato nel tessuto socio-relazionale e non può essere compreso senza prendere in
considerazione la morfologia, il funzionamento di queste relazioni e il contesto in cui esse si sviluppano.



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                                              largo S. Stefano, palazzo Severino 87040 Tarsia (CS) _ tel.| fax +39 0981 952043
                                              via Castiglione, 80 40124 Bologna _ tel. +39 051 6448304 _ fax +39 051 6447901
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Quando abitudini divengono generalizzate, comuni a gruppi di persone, esse generano forme di routine di
comportamento divenendo norme, tradizioni, leggi, regole che vanno rimosse senza un guidato processo di
„distruzione creativa‟, ovvero con una leadership che si contraddistingua per due solide capacità:
     1. interpretare e rappresentare i soggetti portatori di istanze di cambiamento;
     2. promuovere consenso e composizione degli interessi, senza rinunciare alle necessarie rotture
         (distruzione creativa) essenziali al cambiamento, introducendo nuove forme di esercizio della
         democrazia, lontane dal vecchio consensualismo, ma anche da nuove forme di semplificazioni
         tecnocratiche.

Occorrono leader di nuova generazione (autentici pedagoghi della dimenticanza e della distruzione
creativa) che attraverso una consapevole pedagogia del cambiamento/apprendimento collettivo,
incoraggino, diano sicurezza agli attori implicati in esperienze di rotture, sia dei tradizionali sistemi oligarchici
di assunzione delle decisioni e di formazione e legittimazione delle rappresentanze, sia delle politiche che
tali rappresentanti sono chiamati a sviluppare per impostare le fondamenta su cui dovrà crescere e
svilupparsi il paese dei prossimi 50–60 anni.
La riforma istituzionale, in particolare delle forme di esercizio della democrazia (riforma elettorale e dei
partiti), è oggi il campo privilegiato di azione e legittimazione di questa leadership.

L’emergere di un nuovo attore sociale

“Se qualcuno ha coscienza in Italia si alzi in piedi” scriveva Ralf Dahrendorf sul Corriere, agli inizi di quel
fenomeno di attacco al muro delle oligarchie politiche, che fu chiamato Tangentopoli.
Sono trascorsi quasi 15 anni e molti elementi nuovi sono diventati storia, in un vorticoso sviluppo degli
eventi.
Il 16 ottobre 2005, in occasione delle primarie per la designazione di un nuovo presidente del consiglio,
quattro milioni e 311.000 persone si sono alzate in piedi, non pochi tra questi erano e sono lontani dalla
militanza in partiti e spesso neppure iscritti; nessuno potrà negare che questa voce, inascoltata, da anni,
chiede da mesi attenzione.
Chi sono queste persone? Sono soggetti pensanti, attenti, partecipi, collaborativi: persone che non
accettano di assistere indifferenti al degrado del nostro paese, al suo mancare ai più importanti
appuntamenti, sullo scenario in cui si progetta il futuro delle nostre civiltà; persone a cui non basta più
scegliere l‟uno o l‟altro schieramento e affidare loro la sorte delle proprie opere e del futuro dei propri figli.
Lo hanno già fatto con esiti molto discutibili in questi ultimi due decenni; ora non è più possibile chiedere
deleghe, questa gente avverte di essere „interpretata‟, letta da sondaggi, descritta da accademici acuti, mai
interpellata. Queste persone oggi chiedono di partecipare.
Una risorsa questa che altri paesi europei ci invidiano, una risorsa che potrà portare il nostro paese ad
essere motore di innovazione, di energia e di speranza per un‟Europa in declino, al di la di più confortanti
dati statistici che la vedono in ripresa.
L‟Europa ha bisogno ed avverte la mancanza del nostro contributo.
In Italia le primarie, dell‟ottobre 2005, hanno permesso di far scoprire l‟emergere di un nuovo soggetto/attore
sociale, che l‟evoluzione culturale ed economica dei paesi europei degli ultimi due decenni (a partire dalla
seconda metà degli anni ottanta) ha generato e alimentato, come per altro Robert Reich nel „The Work of
Nations‟ preconizzava.
Sono persone che vivono nel cuore dei propri territori, nelle diverse regioni d‟ Europa e del mondo, non
attraverso fugaci partecipazioni a convegni, né nei salotti chic dei pochissimi membri del gota politico ed
economico, ma nella quotidianità del lavoro dei milioni di imprenditori, ricercatori, formatori, insomma nei
diversi pezzi pulsanti di vita delle nostre civiltà, occidentali e non; gangli vitali di quel mondo che i dati
statistici rappresentano (abbiamo in Europa 20 milioni di imprese di cui 19,5 piccole e medie e circa 8 milioni
senza addetti, un mondo in cui si è allargato il numero di coloro che creano la propria ricchezza e il proprio
futuro e hanno una cultura medio alta, viaggiano e si sentono parte di un mondo dai confini vasti).




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                                               largo S. Stefano, palazzo Severino 87040 Tarsia (CS) _ tel.| fax +39 0981 952043
                                               via Castiglione, 80 40124 Bologna _ tel. +39 051 6448304 _ fax +39 051 6447901
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E‟ un soggetto pacato, che sta in fila, non è massimalista, se può evita i riflettori, ha a cuore il proprio lavoro,
ma oggi si accorge che proprio questo lavoro, questo investimento, è ad alto rischio, ecco perché è pronta
ad „esporsi‟ ma non a tutte le condizioni.
E‟ un soggetto che ha investito nell‟educazione dei figli, ricerca la qualità, la sicurezza dei servizi e delle
infrastrutture, si sente avvilito dal crescere delle povertà, del degrado urbano, dal non rispetto per i popoli e
le fasce deboli che chiedono sostegno e, come i cittadini ateniesi, che quando si presentavano situazioni di
grave rischio e pericolo, avvertivano che vi erano circostanze che potevano mettere a rischio e decretare la
morte del bene comune, in prima persona e non attraverso la rappresentanza, si recavano nell'agorà e
discutevano delle questioni più alte, impegnandosi poi a mettere in pratica quanto era stato detto, così ora
accade in Italia.
Sta emergendo un soggetto, un nuovo attore sociale forte che ha bisogno di una leadership che ne sappia
ascoltare, interpretare, rappresentare le aspirazioni, gli interessi anche contrastanti, trovando ragioni,
innanzitutto, spazi e forme di mediazione .




Oltre il mare per la democrazia partecipata, una risorsa non un nemico per i partiti

Per tutto questo, i temi e gli approcci teorici all‟ innovazione e alla pedagogia del cambiamento
(versione mediterranea del change management anglosassone) di singoli e comunità sono connessi ai temi
della democrazia (soggetti, luoghi, metodologie).
La storia economica delle innovazioni (da questo punto di vista è magistrale il testo di Nathan Rosenberg -
The black box) ci insegna che l‟innesto di paradigmi esterni a un sistema è in grado di innescare processi di
radicale innovazione.
Con le primarie dell’ottobre 2005 l ’Europa era tornata a guardare all’Italia con interesse, il politologo
francese Alain Minc, presidente del consiglio di sorveglianza di Le Monde, definiva, in una intervista
al Corriere, l’Italia uno ‘straordinario laboratorio’ e le primarie, un grande esempio di autentica
democrazia, una boccata di immaginazione e libertà.”
Se non si persevera, si protegge e sostiene questa innovazione, l'impatto delle primarie rischia di
rappresentare un piccolo sasso gettato in acque stagnanti (vecchio modo di fare politica) e quando i nostri
leader di partito che tanto hanno citato „il popolo delle primarie‟ si rivolgeranno a questo „popolo‟ e lo
interpelleranno nuovamente troveranno il vuoto.

Gli attuali partiti, se non trovano forme di affiancamento, „contaminazione‟, apertura ad altre dimensioni della
partecipazione, non saranno in grado di rinnovare se stessi, per creare un nuovo soggetto e non sapranno
neppure affrontare con successo il rinnovamento profondo di logica, stili e contenuti di governo di cui il
paese ha bisogno: andranno dunque incontro al fallimento del progetto di alternativa al passato governo.
Diciamo alle attuali classi dirigenti dei partiti: “Non fatevi attrarre dal mito della manipolazione dei media, se
pure il nostro paese nei dati medi soffre ancora un deficit di istruzione, siamo convinti che, per ragioni
strutturali e storiche che qui non possiamo approfondire, ha un alto livello di '„sensibilità politica” e riconosce
nel lungo termine le manipolazioni. Diciamo ancora “Affidatevi meno alle campagne mediatiche e di più
all‟incontro vero con la gente”.
Senza questa azione faticosa, dispendiosa di energie daremo respiro al mai sopito „progetto di riunificazione
delle anime centriste‟, che costituisce un errore storico, una prospettiva miope di lettura.

Siamo con i partiti e per i partiti, ma ne auspichiamo un loro profondo rinnovamento; perché sia credibile e
abbia successo il progetto di costruzione di una grande formazione unitaria che finalmente riesca a guardare
senza filtri al presente, elaborare il passato e lavorare a un progetto per il futuro, perché sia diverso da
quello che pare inevitabilmente si prospetti, di guerra, impoverimento, precarietà, sopruso del più forte sul
più debole, etc.




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                                              via Castiglione, 80 40124 Bologna _ tel. +39 051 6448304 _ fax +39 051 6447901
                                                                                   www.oltreilmare.net _ info@oltreilmare.net
Siamo dunque alleati, abbiamo rispetto di chi nei partiti ha lavorato con passione, ha dato l‟anima con
convinzione e non sempre in prima fila, ma siamo e saremo severi con chi ne ha fatto il proprio personale
progetto di affermazione.

Solo nel rispetto reciproco di storie e percorsi, nell‟apertura delle porte a questo nuovo soggetto che invade
la vita politica, dopo anni di invasione delle oligarchie ottuse e insaziabili, ego abnormi e malati di eterno
protagonismo, può rinascere la vita nelle sezioni, nei nuclei vitali dei partiti politici e si potranno preparare le
condizioni per un solido percorso, non breve né facile, verso una nuova formazione politica guidate da
autentici leader, non come semplice fusione o sommatoria dei presenti partiti, ma come una aggregazione
totalmente nuova, ben più ampia, che pone al centro la convergenza tra obiettivi di crescita economica e di
coesione sociale, dando credito alla visione e mettendo al servizio competenze, intelligenze e cuori per
ricercare e mettere in atto le strategie necessarie per trasformarle in realtà.

Ridiamo alla politica l‟alto valore che nella storia del nostro paese ha avuto ed ha per molti tra noi.
Ora la politica diventi l‟arte del rendere possibile ciò che appare ai più impossibile!

Noi crediamo che:

    1. la maggioranza della leadership, nel nostro caso di centro sinistra, stia sottovalutando la portata
         (ampiezza, profondità) dell'evoluzione in atto nella cultura e sentimenti di larghe fasce delle nostre
         comunità, territoriali e professionali; vi sono segni precisi di questo; la forte sostanziale resistenza
         verso le diversità di genere e di cultura, che lascia in seconda fila giovani e donne;
    2.   le leadership politiche possono solo interpretare e dare il via a quanto è già maturato nella realtà
         delle cose; oggi, lo vogliano o no i partiti, la storia, i fatti, sono più avanti (è un fenomeno noto nei
         processi di innovazione radicale); le leadership più 'intelligenti' ovvero capaci di 'vedere' saranno
         quelle che capiranno e asseconderanno quanto la realtà già in tanti modi sta 'esigendo'; in parole
         semplici, il nostro paese ha una ampia, vasta componente che non intende essere 'raggirata,
         manipolata',                                                                                         con
         approcci mediatici (le candidature dei „famosi‟ ci umiliano). Questa stessa componente non si
         accontenta più di una partecipazione che si esprima solo con il voto; questo modello di democrazia
         non interessa, si cercano forme inedite, nuove di partecipazione, è gente che ha visioni e
         competenze;
    3.   in queste circostanze occorrono (e nascono senza che lo vogliamo) movimenti che agiscano da
         'lieviti', che lavorino in profondità attraverso la creazione di 'comunità innovative' ;
    4.   i partiti dovrebbero contare sulla forza del rinnovamento autentico e favorire l‟emergere di nuovi
         leader e modelli di leadership che si pongano alla guida di un serio, concreto, condiviso processo di
         cambiamento. Non vi sono scorciatoie, né sono possibili „aggiramenti‟ della questione!


La missione del movimento Oltre il mare per la democrazia partecipata

Il progetto per la creazione di una forza che unisca tutte le anime della nostra storia che ricercano la
convergenza di crescita economica, sviluppo civile e coesione sociale, è una strada lunga e difficile e vedrà
a lungo piccole minoranze seriamente e autenticamente impegnate, ma ha il fascino di un impresa utile al
bene comune. Se queste minoranze avranno risorse rare, quali la capacità di unirsi, in modo non
opportunistico, ma grazie al riconoscimento del patrimonio comune e al rispetto delle diversità di ciascuno;
se saprà valorizzare le competenze disponibili, condividerle e sviluppare le nuove necessarie competenze;
se avrà la capacità di sviluppare intelligenza collettiva oltre che individuale, allora queste minoranze
potranno influenzare percorsi e negoziare l‟affermazione di proprie posizioni: è quanto abbiamo imparato in
questo primo anno di azione politica e dobbiamo mettere in pratica, noi siamo già oltre quel mare che
normalmente separa il dire dal fare.



                                                                                                            oltre il mare
                                              largo S. Stefano, palazzo Severino 87040 Tarsia (CS) _ tel.| fax +39 0981 952043
                                              via Castiglione, 80 40124 Bologna _ tel. +39 051 6448304 _ fax +39 051 6447901
                                                                                   www.oltreilmare.net _ info@oltreilmare.net
Questo movimento si rivolge a tutti coloro che vogliono creare le condizioni per una politica autenticamente
democratica che oltre alla dimensione del voto voglia individuare e praticare nuove forme di partecipazione
democratica, per esempio costituendo un „Forum della Democrazia Partecipativa‟, con espressioni territoriali
e tematiche e un coordinamento nazionale, che riunisca tutti gli attori interessati dai e ai problemi di un
territorio e alla loro soluzione, creando momenti di formazione ed educazione diffusi.
Vorremmo provarci a spaccare questo muro; non è il muro fisico di Berlino, ma non è meno ostacolo ed
appartiene al passato, al nostro paese è affidato il compito di iniziare il lavoro e mostrare che non è più il suo
posto. Ma occorre visione lunga, strategia adeguata, soprattutto nel creare connessione con chi questo muro
vuole sgretolare realmente; ma forse le fondamenta sono già minate, proviamoci!

Gli obiettivi di medio termine

Siamo impegnati a promuovere:
1. il rispetto della legalità e della sicurezza per i singoli e le comunità in cui essi vivono, come bisogno e
    diritto primario di ogni componente una società civile moderna;
2. la maturazione delle tradizioni dei movimenti italiani ed europei, che a partire da, e senza rinunciare a,
    identità e tradizioni diverse (laiche e cristiane) hanno sempre ricercato modelli che rendessero
    compatibile la crescita economica e la promozione delle aree e fasce deboli;
3. la pratica politica, non ridotta ad 'arte per pochi iniziati‟ di regolazione dell‟esercizio del potere, bensì
    come capacità e metodo di costruzione di visioni comuni, di strategie di scoperta e utilizzo delle risorse;
4. la partecipazione delle popolazioni alla costruzione di nuovi scenari di crescita delle nostre comunità, in
    una prospettiva che si apre ai bisogni di giustizia, libertà e sviluppo di tutte le comunità e identità, quelle
    fisicamente vicine e quelle apparentemente lontane;
5. la comprensione dei dati oggettivi che misurano le distanze del nostro paese e dell‟Europa dalla meta di
    una società in crescita, capace di mettere a valore il suo capitale (tangibile e intangibile) e la discussione
    di possibili strategie operative, attuando un ampio confronto internazionale;
6. la rimozione di pregiudizi, la conoscenza e diffusa consapevolezza dei divari tra nord e sud del paese e
    la comprensione delle ragioni di tali divari territoriali;
7. la declinazione territoriale del disegno politico complessivo, evitando particolarismi, ma anche visioni
    generiche che non comprendano le specificità del Mezzogiorno e in generale delle aree più deboli;
8. lo sviluppo di soggetti politici forti e autentici, al sud come al nord, capaci di interlocuzione autorevole
    con i leader nazionali;
9. la consapevolezza del ruolo della educazione e formazione come unica via per superare la crisi dei
    modelli democratici occidentali e fronteggiare rischi di manipolazione dovuti alla concentrazione del
    potere dei media della comunicazione e informazione;
10. l‟avvicinamento degli standard di qualità ed efficacia dei sistemi educativi e formativi a livelli accettabili
    cui le nostre giovani generazioni e i lavoratori ad ogni livello hanno diritto;
11. la partecipazione diretta di tutti i soggetti interessati alla costruzione delle scelte e piani di sviluppo dei
    territori.




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                                              largo S. Stefano, palazzo Severino 87040 Tarsia (CS) _ tel.| fax +39 0981 952043
                                              via Castiglione, 80 40124 Bologna _ tel. +39 051 6448304 _ fax +39 051 6447901
                                                                                   www.oltreilmare.net _ info@oltreilmare.net

								
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