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					1     IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                 Anni 1980/ 1982


                    .ESSER PRESI PER LA MANO
                                N° 1, non datata, del 1980



    A  lfin dovea giunger ancor questa
                  sera mia,
    che tra voi io porto la mia parola
                                                       e per karma tuo, tu ne cammini e ne
                                                                  sei fatta tua.

        e sto in allegra compagnia.                     E allora sorridi a vai per la tua via
                                                          e accetta in silenzio la tua ora;
      Pace a voi, fratelli miei,                          e con silenzio e re spiro piano,
      che da Dio io vengo ora.                         se tu sentirai qualcuno che ti prende
  Le Sue Vibrazioni che a voi dono                                  per la mano,
sono un pegno d’amor, ché Lui vi ama                     allor son giunto io, che ti parlo,
             e vi adora.                                 ti consiglio e ti accompagno per
                                                                      quella via
Oh, quanto è bello il figlio che a Lui                          che non credevi tua.
            avvicinato era,
  e chiamato ancor a Lui, consolato                     Eppur era buia e stretta quella via.
                 avea.                                  Oh, quanta sofferenza - tu dicevi
E quando camminava nella strada sua,                                 ancora -
   quel sorriso, quell’amor divino,                        ho trovato sì per questa mia
         avea trovato ancora.                                    disgraziata via.
                                                         Oh, me meschino, quanto soffro
      Felice era allor quell’ora mia,                                ancora!
             che tanto amor,
    che io camminavo con voi allora,                        E io che ti parlavo piano,
    vi consigliavo, insieme per la via                   dicevo a te, tenendoti per mano:
    e vi dedicavo la mia piccola ora.                         Taci, taci fratello mio,
                                                       tu non sai che in questa strada tua,
   Oh, quante volte a voi insieme in                    che è torta e pien di spine allora,
                preghiera,                             alla fine troverai que lla luce che ti
      sono stato ancor quella sera                               invaderà ancora:
         che era diventata mia;                               non è, ma ne farai tua.
 e quanto ancor doveo sudar per quei                  Non l’hai comprata, ma l’hai sofferta
              fratelli miei,                                           allora!
   che per la via avean preso quella
              strada torta,                                         Dirai allor:
che li portava nella confusione piena.                  “Ho conquistato quella Luce mia,
E giungea sempre insieme quella sera                     e benedetta sia quella strana via
   e non avea mai a nessun risposta.                   che era torta e pien di spine allora!

         Perché, si domandava,                        L’ho persa, e non mi giro per la via,
       io debbo camminare ancor                            perché giunta è la mia ora:
    per quella strada che non è mia?                   ora cammino per questa nuova mia
                                                                      via,
    Io cercavo di suggerirgli ora                    perché quella luce piena che m’invade
che quella strada che non credevi tua,                                ora,
       tu l’avei scelta allora,                       cammino felice in questa nuova mia
                                                                      via.”

                 Centro di Ricerca Spirituale "IL SENTIERO" del Maestro NERI FLAVI
2     IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                 Anni 1980/ 1982

                                                                   Su, su fratello,
 E allora sorridendo, io ti ho lasciato                  vien con me che ti accompagno i o:
                 allora,                                   troverai me e l’Amor di Dio.”
e ti ho visto camminare in quella luce
             diventata tua.                               E allor dovrai dir, piano piano:
   Son tornato allegro, e girandomi                             “Benedetto è Colui
                 ancora                                  che mi ha dato quel giorno quella
 ho sorriso piangendo e ho detto a te,                                mano.”
              fratello mio:
 “Hai visto, ti ho tenuto per la mano;                      Pace e amor io vi ho donato
allor dovrai fare quel che ho fatto io.”                       e vi dono questa sera,
                                                         e vi prometto ancora che vi darò
  Arrivato a un punto che lo sa solo                              quella mano mia
                  Iddio,                               e vi accompagnerò per la vos tra via,
    torna indietro e dai la tua mano                  e giungerete ancor nella vostra dimora
  a chi dovrà percorrer quella stessa                 con un cuore leggero e pieno di luce e
               strada tua,                                            di amor.
        che anche lui dovrà dir                                  Allora dite piano:
  che è buia e stretta e pien di spine                     “O Signor, benedetto è colui
                 ancora;                                   che mi ha dato quella mano.”
  e tu sorriderai ma piangerai allora
                dicendo:                                E io di nascosto lì, in un cantuccino
“Quanto ho sofferto anch’io un giorno                                   mio,
             per quella via!                                accanto a voi prego anch’io.




                                             FEDE
                                     N° 2, del 14-03-1980

                                                       non la distingue, bella e facile a dir,
     O anima mia, dolorante e sola,                         che sulle labbra ognuno sa
                                                               pronunciare ancora.
    oh, quanto amaro è il calice da me
                   bevuto,
        versato sì in quell’ora mia!                      Fede, breve, schiacciante, dolce,
                                                                        sonante
    Tormentata era, penosa, piangente                   e ripetuta dolcemen te, può sembrare
                l’anima mia,                                         un canto che
            straziata dal dolor,                         sì, è piacere e che mai ti addolora.
    che tanti infangano invano questa
                   parola                                 La fede, oh, la fede! risonante sì
     che si disperde nel vento allora.                             nell’anima mia,
                                                                è però parola vaga.
      Trovato sì, o fede, fede amara,                     Io vedo in te, non più la poesia:
    vede, vede che non conosce ancora                    guardandomi appieno, tutte queste
            quella parola sua,                                       mie parole

                  Centro di Ricerca Spirituale "IL SENTIERO" del Maestro NERI FLAVI
3      IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                  Anni 1980/ 1982

       ti potean sembrare tanto sole.                   io l’ho nascosta in una breve poesia.

 Io vedo, non più fede ma delitto in                         Fede… fede… fede… fede
                 questa,                                            schiacciante,
commesso tante volte allora, nascosta                   inchiodante sì in quella croce allora,
            sì la mia ombra                              e morto era su quella croce allora,
 dietro a questa tanto piccola parola.                     ma Lui, veramente aveva Fede!

   Fede, fede, io ripeto, tu sei grande                  Oh, quanti, quanti mormorando ora,
              tanto ancora,                                       gridano al pianto:
     ma sbagliando, vergognando,                        “Fede mia, non ti ho mai conosciuta
il mio cuore si rifugia dietro a questa,                               ancora,
   che tanto piccola diventava allora,                         e ritrovandoti sola ora,
      ed io chiuso dietro a quella,                     come sorella ti abbraccio per la via.”
         gridavo vergognando:
       “Oh, fede, fatti grande ora,                           Oh, tu fossi un bastone ora,
 affinché dietro nascondermi io possa                         appoggiandomi camminerei
                 allora!”                                              lentamente
                                                                  con te, fede, accanto;
    Oh, quanto male ch’io ho fatto sulla                     io troverei qui, nella mia via,
                  terra mia,                               la pace perduta, e ritrovar non so
         e dietro questa mia parola,                                      ancora
       trastullandomi in questa sola,                               quella voce mia.




                            DOLORE DI UN PADRE
                                    N° 3, dello 08 -12-1980


      S tanco era ed assetato e solo                    Rimpiangeva quel tempo suo e adorar
                                                                  quella creatura
      e sul bastone si reggea appena.
     Invocar aiuto lui potea e nessuno
                   ancora                                 che tanto, tanto amava e la voleva
       lo reggea in quella strada buia.                                   sua.
                                                          Accarezzava nei suoi sogni quelle
      Stanco, e ormai giunta la sera,                               chiome brune,
dove potea mai riposar la sua chioma                          eppur non si facea sentir,
                bianca,                                 per non aver tanta, tanta consolazione
   se nessuno ancora più lo sentia?                          oppur tanta commiserazione.
    Amar, amar che lui sentiva ora,
  e perché tanto, tanto avvilito era e                     Non volea farsi compatire allora:
            pensava allora,                                 meglio nasconde rsi o viaggiar
         in quella triste sera,                                        lontano,
a un tempo passato che più nessuno lo                         che avere una smorfia sua!
                sentia?                                     Oh, quanto dovea patire allora!

                   Centro di Ricerca Spirituale "IL SENTIERO" del Maestro NERI FLAVI
4      IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                  Anni 1980/ 1982

     Solo, affaticato, al suo bastone si                   E se un ricordo buono tu sai darmi
              arreggeva allora.                                           ora,
    Il giaciglio era lì pronto per quella                 pensa, quella vita che tu hai ora, un
                 notte buia.                                         giorno era mia.

Ahimè … e guardando allor le stelle                      Tu mi appartenevi allora e non fosti
 che gli sembravan sempre più bel le,                                    mia;
chiese a quella che gli sembrava sua:                   mi appartieni ora e non ti conosco per
“Abbi pietà di me e dell’anima mia”,                                     mia.
           soggiunse allora.
                                                              Vago stanco, affaticato ora.
 Una lacrima, che veloce gli scorreva                         In quelle notti buie ti penso
                allora,                                         e il cuore mi consola ora
        trovò la forza di dir:                            di esser già giunto nella strada mia.
    “Ti amo ancora bambina mia,                           Ma se un regalo ti dovessi fare ora,
  eppur non trovo tanta forza ora di                      un fiore, un abbraccio e un bacio ti
          chiederti perdono,                                              darei,
      perché tarda è l’ora mia.”                              insieme ad una lacrima mia.

  “Più mi sentisti in quella veste tua;                   Oh, queste parole amare in quest’ora
   giovane e fragile eri allora ed io,                                     sola!
 io che non seppi amarti teneramente,                    Io parlo per lui che non ti p uò parlare
       mi nascosi fra tanta gente,                                  per una cosa mia.
eppur cercavo di ascoltar fra tutte una                    Parlo per lui perché nel suo cuore,
               parola mia,                                         che io conosco ora,
   e non la sentii da nessuno allora,                          posso dirti che tu sei sua.
  e lungo quella via, io mi sentii solo
                  allora.                                E se l’inganno di quei tempi allora,
  Ma ad una lacrima che mi scendeva                           non seppe cercarti allora,
                  allora,                                  quale, quale, quale colpa aveva
     gridai: dove sei bambina mia?”                                commesso allora
                                                                 per non sentirti sua?
     Fragile e affaticato sono ora                      O forse la vergogna che si nascondeva
      e non ti chiederò perdono                                         allora?
  perché tanto male io ti feci allora:
è giusto che io paghi ora quella colpa                     Ma io dico a te che sei figlia sua:
                  mia.                                  tante volte nei suoi sogni ti ha baciato
Non seppi conoscer né te né l’ora mia,                                    allora,
  ma ti conosco ora perché sei figlia                    e per la via, accarezzandoti, ti faceva
                 mia!                                                      sua.

       Teneramente ti porto nel cuore                     Non chiede perdono e non lo vuole
     e cammino, stanco, per la mia via.                                  ancora:
      Perdono non ti chiedo perché sei                  il perdono non si compra, ma si dona!
                figlia mia.                             E se il tuo cuore sa palpitare un poco,
                                                           dagli la tua mano nel tuo pensiero,
       Il tuo cuor che è tanto buono,                         tanto bisogno, lui ne ha ora!
        ricambiami con una lacrima
    che allor vers ai per te e che era mia.                     Ma sia fatta la volontà tua,

                    Centro di Ricerca Spirituale "IL SENTIERO" del Maestro NERI FLAVI
5      IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                  Anni 1980/ 1982

ché tutto questo tu devi donarlo e non                    e tu mai, mai hai ricambiato, mai,
             comprarlo…                                                  mai!
           non si potrà mai!
    Ma se un giorno tu sbagliassi,                              Quale fu la colpa sua,
           penseresti allor:                            di nascondersi la vergogna che avea
  “Quanta sofferenza ha provato lui                                   nel cuore?
     che l’amor non seppe darti,                        E tu gli hai negato il tuo sorriso e un
 come non ti ha mai rubato ancora!”                                  po’ di amore,
                                                             che tanto lo cercava allora!
       È stanco, e cammina ora
   per la sua strada stretta e buia,                       Se la stader a pesasse giusto ora,
e cerca invano un rifugio ed un corpo                   non so se la vendetta che tu avevi nel
           che l’accetti ora.                                             cuore,
  Aspetta, stanco, una parola buona.                     fosse più piccola della sua vergogna
                                                                         allora.
        Io ti regalo il sorriso suo,                    Ma quella lacrima che io ti dono ora,
    che tante volte ti ha donato assai,                è quella che lui versò per te, con tanto
                                                                         amore!




                                    MADRE TERRA
                                    N° 4, dello 03 -01-1981


      a vita serena che nell’ora sua si
    L           affaccia,
terra umana gli allarga le sue braccia.
                                                               con grande gioia e amore.

                                                        Oh, a quanti avea donato il suo calore
 Dall’Alto il Padre suo e la Sua mano                   e come una mamma dava la sua gioia
 pone un figlio che sulla terra avrà le                                 allora,
               sue pene.                                   un frutto e del pane e del vino,
                                                             porgeva felice a tutti, senza
Oh, terra amata e quanto mai agognata                             distinzione allor:
e posseduta e poi lasciata da potenti e                       non han compreso ancora
                signori!                                      che questa terra è di tutti!
     Quanti intrighi per una zolla,
  quanto male ormai ci fu su questa                      Oh, zolla umana, che sai cambiar in
                  terra,                                                frutto,
   che tanto bella era e nulla dava                                 in cibo bello!
     a chi tanto la volea comprar!                       E quanto calpestata! Il sangue ti ha
                                                                      macchiata
    Non han compreso che questa terra                        e dolorante ti sentivi allora.
    è solo una grande casa, abbellita sì
     da fiori e foglie e frutti e piante.                Terra mia, anch’io ti ho voluto bene
     È una grande casa e ospitato tutti                     perché un pezzo tu fosti mia!
                   aveva

                   Centro di Ricerca Spirituale "IL SENTIERO" del Maestro NERI FLAVI
6     IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                 Anni 1980/ 1982

Ti amavo per il tuo valo re e ti lasciai                 e riscaldi quel corpo suo malfermo
              piangendo,                                                  allora,
e mi trovai sperso quassù, fra le stelle                    e quelle vesti lacere che dovrà
                 allora,                                             indossare ora,
     e quando ti vidi da lontano,                               poche saranno, sgualcite,
   seppi darti il tuo giusto valore.                      e tenere le sue mani infreddolit e.
                                                           Cullalo te, terra mia, dagli il tuo
    Non sei da comprar ma da adorar,                                      calor,
    che tieni tanti figli in vita ancora!                   sprigiona da quelle tue viscere
      Tu doni te stessa e accogli chi                          e avvolgilo col tuo tepore.
               dall’alto viene,                         E quei poveri panni suoi, tienli stretti
    e gli dai il tuo frutto e il fiore per                             con amore,
                consolazione.                                 e se seduto si è per la via,
                                                        fa che insudiciarsi lui non possa mai,
          O terra, terra mia,                               e sentire con quella mano su a,
    quanto, quanto ti amai allora                           il freddo, la guazza ed il fango
e quanto rivorrei ora che tu fossi mia!                                  ancora.

    Abbracciarti vorrei interamente,                        Ma tu, madre terra, cullalo e
    e insieme a te, tanta, tanta gente                                 prendilo,
        che fratelli mi sono ora.                       è un figlio tuo e ha scelto la sua via!

       Il tuo giust o valor, nessuno                            Oh, io aiutar che voglio,
         ti ha saputo dare ancora,                          non so per quanto tempo ancor
          per guerre e conquiste!                             potrò fare ciò che io vorrei.
                                                           Ma tu che ferma stai, dagli il tuo
     Oh, quanto, quanto madre terra                                       amor,
                paziente sei                            e a lui, seduto lì ancora, fai sbocciare
     per tutti i figli che accogli ora,                             un fiore accanto,
         ma ti prego dolcemente:                          e quel fiore profumato dia gioia a
    un figlio che ora tornerà fra tanta                             quell’anima sua,
                    gente,                                 e per un attimo dimentichi quelle
       accoglilo nelle tue braccia.                                membra che tanto,
                                                             tanto dolor gli daranno allora.
Oh, terra, t erra mia, dagli il frutto più
             saporito che hai                              Donagli un fiore, lì vicino a lui;
 a questo figlio che ora ti abbraccia,                        non mancherà l’acqua sua,
    e dagli il tuo fiore profumato                        perché le lacrime che ogni giorno
e accoglilo per quella che sarà la sua                              verserà allora,
                  pena!                                    saran mischiate con la terra tua.

      Tu piangerai, o terra mia,                                     Donagli fior,
  sapendo che qui, lui muoversi non                      che di purezza circondarsi lui vuole
              potrà allora,                                               ora.
      e allor dagli il tu o calore,                          E bianco sia il suo calore,
sprigiona da quella forza interiore che                       e bianco sia il suo tepore,
                 tu hai;                                       bianco sia il suo amore,
 dagli il calore, che dalla terra tua si                       bianco sia il suo brillare
                sprigioni                                       e chiaro sia quel fiore,

                   Centro di Ricerca Spirituale "IL SENTIERO" del Maestro NERI FLAVI
7      IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                  Anni 1980/ 1982

     tanto da dargli tutto il tuo amore!                che un raggio di sole illumini sempre
                                                                     il volto suo,
    Madre terra, abbraccia un figlio tuo.                   affinché sorridendo veda Te,
        Io pregherò dall’alto Iddio                                   Padre mio!




                             CAMMINARE SERENI
                                      N° 5, del 31 -01-1980


           L ieve è l’anima mia                        Non pensar tristemente a quei pensieri
      di un soffio così candido e puro
            si trastulla e vola via,                                     tuoi
           lontano su quelle cime,                       che vagano e ti tormentano assai,
         che tanto apparian bianche.                      ma pensa, io che ti son vicino e
                                                                  t’aiuto per la via.
             Oh, umana gente,                             Non ti girar indietro, ma guarda
    che tanto, tanto soffrir soavemente,                              avanti a te
     dovete incontrar per la vostra via                   e se un dolore ti attanaglia ora,
     l’umano che non vi fa compagnia,                     alza gli occhi al Cielo che tutto
          ma raramente vi consola                                      svanirà.
            e tutto vi porta via.
                                                          Oh, quanto, quanto, quanto insisto
 State attenti, per qual destino strano                  e cammino con voi in ogni mia ora,
  vi circondate di uno strano umano,                      e pur vi accarezzo, e per la mano
   che non è compagno o amico mio                              vi porto vagando lontano,
e nemmen conoscea la volontà di Dio,                           col pensiero mio a pensar,
  ma solo la volontà dell’amore suo                        e tranquillità io vi do, nel cuore
        di arraffare e portar via,                                       vostro,
         quello che non era suo                            ci lascio un po’ dell’amore mio.
          e non gli appartenea.
                                                             Camminar sereni voi dovete,
 Stai attento allor a camminare per la                    ora che la Luce trovata avete, alla
                   via,                                               buon’ora!
e prova sì, piano piano, ad allungar la
                  mano,                                   Allor sereni e sorridendo ancora,
       e sentirai quel calore Suo                                  guardate in Alto,
  e troverai allor la pace che c’è nel                    e se un raggio vi illumina allora,
               cuore tuo;                              dite: “Grazie o Signor per questo mio
 provando sentirai la sensazione mia.                                  cammino,
                                                        che la Tua Luce mi rischiara ancora,
Oh, quanta pace e amor io ti davo per                      e facile sarà il mio palpito ora,
                la via,                                non più affannato o dolorante per cose
     e camminando dolcemente,                                        mie terrene,
        te ne vai piano piano.                           che tanto soffrir m’avean fatto ora,
                                                          ma il caldo Tuo respiro mi ristora
                   Centro di Ricerca Spirituale "IL SENTIERO" del Maestro NERI FLAVI
8       IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                   Anni 1980/ 1982

    e tanta pace al cuor mi dona ora!”

                                     La pace sia con voi.




                         IL FARDELLO E L’AIUTO
                                     N° 6, del 14 -02-1981



    I
    o vidi su, tra quelle nubi bianche
                    mie,
quel cielo tanto sereno e bello che io
                                                         Ma quel fardello che no n era mio,
                                                       un po’ ve lo avevo tenuto per amor di
                toccavo,                                                 Dio.
    e non sentivo il mio fardello.                       Ma quelle pene che voi dovevate
 Quant’era bello camminar leggero                                     provare,
       sopra a quelle vette mie,                        posso aiutarvi, ma non ve le posso
  e accarezzar quelle anime vostre                                     levare!
     e raccoglier sì quei pensieri
 che ognun di voi lasciava andare.                       Hai capito? Mi rivolgo un po’ al
                                                                     sogno tuo,
      Oh, quante volte ho fatto mio                      che è un po’ anche il sogno mio,
    un pensiero vostro e un desiderio,                   perché questa è una famiglia mia
           che diventava mio!                          e di ognuno di voi io sento il palpito
                                                               che vi batte in cuore.
        Io vi aiutavo in silenzio,                       Io mi avvicino e con gran timore
  e in quel momento non ero più io.                         ascolto il vostro ticchettio.
Ma è in voi che io agivo e vi aiutavo,
   e piano piano io sentivo il vostro                     Oh, come è bello quell’orologio
                  cuore,                                              umano!
e quell’affanno che era diventato mio,                    E se sento un po’ che aumenta e
    io lo calmavo per amor di Dio.                               diventa affannoso,
                                                         io porgo allora sul vostro cuor la
            Bello era allor,                                         mano mia
ché mi sentivo anch’io insieme a voi;                       e calmo quel vostro affanno
   e prendevo un po’ quel fardello,                     che in quel momento sembrava mio,
 che piano piano, io portavo su con                          perché con voi soffrivo io.
                  me,
       fra quelle nubi bianche,                           Oh, vi abbraccio ora, cari, cari,
  e vi vedevo leggeri camminar più                            cari, belli, famiglia mia!
            spediti allora,                             Vi dico addio o arrivederci a presto:
         a trovar quella pace                           voi siete tutti parte dell’anima mia.
 che vi avevo lasciato io per un po’,
che poi il fardello vi dovevo rendere                  Vi voglio bene, siate uniti c ome ora,
                ancora,
            e voi dicevate:                             saprò donarvi un po’ della mia gioia
   “Oh, come brutta sta diventando                      e del mio amor, e fermerò quell’ora
              quest’ora!”
                  Centro di Ricerca Spirituale "IL SENTIERO" del Maestro NERI FLAVI
9     IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                 Anni 1980/ 1982

    e starò zitto zitto a sentir quel                             allor la sveglio,
            cuoricino umano                            perché soffrir non voglio e questo sia
         che batte piano piano,                                          mai,
     come farò con la mamma mia,                                 ché dove vado io,
che allor le stringo quella manina sua,                l’amor ch’io porto è un dono che non
  e se sento che il suo sogno dive nta                                 è mio,
               triste assai,                                        ma è di Dio!




                ASCOLTIAMO LA SACRA PAROLA
                                   N° 7, dello 06 -06-1981


     S arà vistoso all’anima vostra:                      ad ascoltare il fruscio del vento,
                                                             pensa sì, al suo tormento.
 lo Spirito si accende, la mensa è
             imbandita.
Umile silenzio di anime in preghiera,                    In silenzio ascolta la Tua Parola o
   circondano il vostro corpo in                                     mio Signore;
            timidezza…                                  ascolto al sole che mi riscalda ora,
 umile silenzio di concentrazione.                     e pace sia all’anima mia ed all’anima
                                                                    vostra ancora.
  Ahimè, vita amara, desolata al sole:
riscalda sì il corpo che tiepido, freddo                  Ora taci in quest’ora e ascolta.
                 appare.                                 Ascolta, non il fruscio del vento,
        In umile silenzio tace,                         ma la Sacra Parola che a te viene in
       ombra vuota, senza parola                                     quest’ora.




               SE LA PAROLA FOSSE PREGHIERA
                                     N° 8, del 20 -06-1981


      T riste e desolata anima mia,                    Oh, amata gente illuminata al sole,
                                                      vagate lentamente, parlate e portate le
     immenso e muto il silenzio mio,
      vedo in voi l’anima mia che si                               mie parole.
               illumina ora.
                                                       Non tormentate, sì, in silenzio vuoto,
     Ognuno di voi rispecchia in me                             in silenzio state,
    ed ognuno di noi rispecchia in voi                  ma meditate ora e portate sì la mia
      quelle che sono le mie parole.                                  parola;
                                                         ed io penso e penso in silenzio


                  Centro di Ricerca Spirituale "IL SENTIERO" del Maestro NERI FLAVI
10   IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                Anni 1980/ 1982

      e penso che non rimane.                       e tante parole che escono e seguono il
       Il silenzio non è solo,                                      mio filo,
 perché ogni parola che è rimasta in                        il mio discorso ancora,
                 me,                                     io le rincorro e giro intorno.
           non è più sola,
     è accompagnata dalla mia.                       Materializzate, io le ho formate ora,
                                                     e le trastullo nel mio cuore e parlo a
Oh, quale parola, quale parola si parla                                voi,
                 ora,                                  vi giro intorno volando, vagando,
  accompagnata da un’altra ancora,                   e ad ognuno di voi io regalo una mia
eppur nella mente mia medita e parla,                                parola.
e confusioni di parole si susseguono,                 Insieme, un discorso si forma ora,
        si rincorrono ancora.                           poche parole, una frase ancora,
                                                     si ferma e si racchiude in silenzioso
  Ma ognun di voi che circondato è,                                 pensiero.
 rimane muto e non sente, in silenzio
                 ora,                                     Parola che si forma amore,
la mia parola breve, allorché medita e                    amore o luce dilargarsi ora,
                pensa.                                 e nella mente mia, ogni parola io
                                                                regalo a voi ora.
 Oh, se la parola fosse una preghiera                     Regalatemi la vostra a me,
                ancora,                                che la faccio mia e la porterò nel
  potrei vagare nello spazio infinito,                                cuore
     e raccoglierle ad una ad una                                 stretta a me,
e portarle nel mio cuore per farne una               come ogni parola, io racchiudo in me
               preghiera.                                      l’immagine vostra
                                                        e a voi regalo l’immagine mia.
 Una mia parola, che vaga e si unisce
           alla vostra parola,                          Pace, silenzio, tormento, amore,
       e vaga nell’infinito spazio                                consolazione;
insieme ai vostri pensieri che formano                rimango muto nel mio pensiero ora,
                la parola,                           e tengo stretto a me, il mio pensiero e
 o forse la parola è formata dalla voce                           la parola tua.
                 ancora.
    No, la parola è formata da ogni                   Un discorso formato a mo do mio, di
          pensiero accumulato,                                 ogni frase ancora,
 che si disperde o si allontana, vaga…                 l’accomodo, lo plasmo, lo faccio
                                                                     bello,
   Immensa, immensa parola mia,                         lo ridimensiono, lo faccio mio,
accompagnata da un pensiero ancora!                      e penso a voi e lo regalo ora.
     Parola lenta, mai completa,
  perché per formare una frase ora,                          Regalarmi una parola,
   dovrei tanto dilungarmi ancora;                      è vita mia e vita vostra ancora,
     ma il pensiero, che si forma                   perché a voi ho regalato la mia parola.
           immediatamente
   e non si disperde mai, oh, io lo                    La pace sia a voi, e la pa ce che fu
           rincorro e vago,                                           mia,
  giro intorno a quella parola mia;                   io la dono e non rimango sprovvisto
                                                                     ancora,

                Centro di Ricerca Spirituale "IL SENTIERO" del Maestro NERI FLAVI
11     IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                  Anni 1980/ 1982

      perché tanta pace ho da donare                      le faccio mie e le regalo a voi, cari
                  ancora.                                                fratelli,
                                                                  luce viva, luce vera!
     Bellezza infinita in quello spazio
                   mio...                               Pensate un po’: un pensiero, cos’era il
           lo guardo in silenzio,                                     pensiero?
       e se vedo tante parole che si                       Il pensiero è sola mente un atto
             innalzano ancora,                                         d’amore
      io le rincorro e le faccio mie.                   o un atto di disperazione o un atto di
                                                                         odio!
     Fratelli, s orelle, amici, parenti...
     un mondo piccolo in un universo                            Non parlerò dell’ultimo,
       che non fu mai grande ancora.                     ma parlerò di quello che a me piace
      Pensate, io lo vago in un attimo                                  tanto ora,
     e voi non lo pensereste in un’ora!                   una mente creata per questo scopo,
                     Mio!                                una mente creata per parlare di tante
                                                                       cose belle,
  E cosa fu quel pensiero, che tanto                          e formare, non inutilmente,
              breve era,                                      costruire castelli di parole.
 e che fugge e che mai nessuno pensa                        Bastano tre o quattro o cinque
               ancora?                                      o sei o sette, numero perfetto!

   Quanti, quanti... parole, parole,                          L’amore che si sprigiona ora,
              parole...                                             torni a voi ad unire
 pensieri immersi, perduti nel nulla!                      quelle poche pene che vi escono
  Oh, quante parole, sciocchezze e                                         ancora.
               vaghe!                                   Io le fermo inutilmente, le strappo dal
      Oh, quanta consolazione!                                         vostro cuore,
  Oh, quanta disperazione io sento                        le disperdo e le bu tto via al vento,
               allora!                                       e le riempio – del vuoto che è
                                                                         rimasto –
Accarezzo chi pensa bene, incoraggio                             di tante piccole parole,
            chi pensa male,                               e riempio quello spazio vuoto ora,
    perché quelle parole che escono                         e felice vado nel mio momento.
                 ancora
           così velocemente,                             Rincorro ancor una parola, una parola
oh, io non arrivo a raggiungerle con la                                   ancora,
               mia mente                                 e le dono sì, e un sorriso che strappo
   e non potrò mai formarle ancora,                                       ancora,
 perché quel pensiero che pur non era                     e la tristezza che tramuto in amore,
                 uscito                                         goda felice in ogni cuore
    dalla mente sua, mai riuscirei a                           e trovi sì quella pace mia.
            fermarlo allora
  e formarne una bella frase che mi                        Tanto amor io dono a voi, e gioia
          desse consolazione!                                             sento
                                                              che mi allontano ora nel mio
Quanto potere che io posso avere ora?                                 firmamento,
       Raccolgo solo i fiori belli                          a cercar le mie parole e donarle
 e le parole belle che escono ancora:

                    Centro di Ricerca Spirituale "IL SENTIERO" del Maestro NERI FLAVI
12   IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                Anni 1980/ 1982

     a tante sorelle e fratelli che si
              sentivan soli.                                      La pace sia con voi.




                                   MORTE E VITA
                                 N° 9, del 1981, non datata



C  ammino, o dolce, duro, sudato mio
              cammino…
       cammino senza posa,
                                                       Di questo tu ti appaghi e calma ancor
                                                                       ti riposi.
 ma non mi lamento del mio destino.                          Prendilo questo corpo mio,
                                                       a te lo dono senza nessun rimpianto.
L’accettar mi fu dato ed io ora mai, in                     Così libero sarò da ogni mio
             ogni sua posa                                            rimpianto
        e camminando ancora,                           e quel fardello che tanto sudato era,
   coltivo il mio corpo con la mia                     a te lo lascio, e libero sarò nella mia
            lacrima muta,                                                 ora!
     e trovo sì quella pace mia,
  rivolgendomi a Lui che con tanta                           Finalmente, sorridendo ora,
               armonia,                                 posso trovar quella pace mia e volar
 mi dà il riposo or, dell’anima mia.                                nel cielo puro.
                                                        Trovo Lui, quella Luce mia, che mi
Oh, e te morte che te ne stai nascosta,                             abbraccia ora,
     agghiacciata, fredda, calma,                        e stretto a Lui, finalmente riposo:
               tranquilla,                                  nella Sua dimora che fu mia,
aspetti il tuo momento di aggredire il                     ho trovato ora quella pace mia.
           mio corpo ancora,
 ché vorresti carpirmi in quella mia                        Io odo, nel mio camminare,
            determinata ora.                               un passo lento accanto al mio
                                                                     rintoccare;
O morte, morte, sei nel tuo inganno di                 odo, ascolto e mi fermo e non odo più
             essere ancora!                                         il passo mio.
         Guarda, io or ti dono
e lascio a te per eredità questo corpo                           Nuda morte, il mio io
                   mio;                                       si tramuta nella Luce Sua !
 prendilo, fal lo tuo: carne frantumata
                 ed ossa!




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13     IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                  Anni 1980/ 1982


                           LA PAROLA PERDUTA
                                    N° 10, del 20-02-1982


     U mana forma, triste e adagiata;                    e “vivo!” io gridavo nell’universo
                                                              e giravo intorno ancora,
umana sofferenza da chi contemplata
        nel suo amor per te.                                 e trovar, e soffermandomi
     Oh, quanto, quanto fu lieta                                 ogni tanto ancora,
la mia permanenza per chi dovea dar                     la pace piena ritrovaa l’anima mia.
        il mio ultimo saluto.
                                                            Allor io dissi: “Cos’è la vita
Fragile la mia vita, inutile esistenza                  se la parola mia non esiste ancora?”
di un amor che passò lieve, leggero e                       E guardandomi ancora in giro
          profumato al sole,                             non vedeo più quella figura mia…
   e confondeo coi suoi raggi puri.                              eppur non ci sono,
                                                                ma odo la voce mia!
     E trasformar le mie parole,                                    E dove sono?
accarezzavo quella luce del mio sole.
                                                            E cercarmi, giravo intorno,
      E pallido lui è al suo confronto                 veloce io giravo nell’universo intero
                   ancora,                              a cercar quella voce, a rincorrerla:
       trovar l’amor che perduto era                     “O voce fermati, che tu sei mia!
          nell’ultima mia dimora.                         Fermati! Fermati! Abbracciarti
                                                                      ancora,
         Solo, smarrito io mi sentii                      fermarti io vorrei nelle braccia
           nell’universo ancora,                                e toccarti ancora!”
     e trovavo, e cercavo ancor quella
                parola mia.                             Ma non ho le braccia per stringer la
                                                                    parola mia!
 E allor pensavo e non poteo parlar:                    Oh, quanto, quanto allor doveo far
  perduta aveo la mia parola allora.                                   durar
    Oh, frasi spente, addolorate,                               quella fatica mia!
immerse in quella grande Luce ancora
 che tutto mi confondea e non sapeo                   E poi mi accorsi: non aveo le braccia
             comprender                                                da poter
         cos’era quell’aurora.                              stringer quella parola mia.
                                                      Mi sfuggiva, era lei che mi circondava
  O Luce piena, vieni a riscaldar                            e mi girava intorno assai
             l’anima mia                               e mi portava a spasso per l’universo
   e riscalda ancor la mia parola,                                      intero
che tu l’hai rubata e l’hai fatta tua.                            a trovare ancora
    Rendi a me quella frase mia,                              e a conoscer tante cose
  che possa urlare e dirla ancora,                         che mai immaginavo ancora.
        nell’universo ancora!
Vivo io son perché ho ritrovato allor                  Allor non era lei che seguiva l’anima
          quella parola mia.                                            mia,
                                                          oppur ero io che giravo intorno
     Più perduto io mi sentivo allora                      a rincorrer quella parola mia.


                  Centro di Ricerca Spirituale "IL SENTIERO" del Maestro NERI FLAVI
14     IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                  Anni 1980/ 1982

   Gridar, gridar, gridar sempre più                   Sono ricco perché una parola ancora,
                 forte,                                   e susseguirla ancor con tante mie
e sentivo l’eco nell’universo intero…                                   parole,
   Laggiù la voce, si sperde laggiù                    riempir l’universo con una frase sola:
                ancora,                                   “Io ti amo, tu sei il mio amore!”
     corrigli dietro e torna a me
        che te ne faccio mia!                                Fermarmi pensieroso, dissi:
                                                             “Non l’ascoltate Padre mio,
   Ma pur non riuscivo a toccarla                               quella mia parola?”
        e si sperdeva ancora.
 E più che correvo e si allontanava                    Eppur mi sentivo solo in quella frase
             leggermente.                                               mia.
                                                                La ripetei più forte,
             Allor pensai:                              e una Luce allora venne incontro a
    ma io la pos so fermar nella mia                                     me,
                 mente.                                 e giocai con lei, con la parola mia.
   E fatto ancor pochi passi ancora,
           pensai dolcemente                                    E allora dolcemente,
a far tornare in me quella parola mia.                        a salire nella mia mente
                                                      quella Luce che venia dall’alto allora,
            Non ci riuscii:                               parlando io la seguivo allora,
 spenta e spanta era nell’universo                         e sempre, e sempre più larga
                allora.                                     quella luce si facea ancora;
Mi sentii povero senza quella parola,                 e poi ritrovarmi in quella Luce piena,
      ma poi venne alla mente                                          io dissi:
         in un pensiero mio,                             “Ma dov’è fermata quella p arola
         che un’altra parola                                            mia?”
         poteo inventare io.
                                                        Ma una pace che m’invase allora,
Oh, ricco sono! - allor dissi allora, -               dolcemente dondolarmi in quella Luce
    una parola che io faccio mia                                       mia,
     la dono all’universo allora.                      accanto a me riposava quella parola,
                                                                quella parola mia.




                                         PENSIERI
                                    N° 11, di maggio 1982

                                                                           mai,
            C ome vagabondo                               trova sì il riposo della tua mente
                                                                         ancora
     vago silenzioso in un mondo mio,
              fatto di fantasie                              e trova quella pace a pensar
        che allontanano il mio io.                                     all’aurora;
                                                               e quel sole che ti riscalda
 Oh, vago pensiero che non ti fermi                           e nasce dentro di te allora,

                  Centro di Ricerca Spirituale "IL SENTIERO" del Maestro NERI FLAVI
15    IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                 Anni 1980/ 1982

       trova sì negli occhi tuoi,                           Pensiero, oscuro tu mi sei,
  quella luce viva che mai s i spenge                          di luce tu diventa ora!
                ancora.                                 E allor, non pensare più nel dubbio
                                                                         tuo,
    Trova, trova allor quel silenzio                      ma porta qui, interiormente, un
in quell’attimo tuo, e ferma la tua ora;                            pensiero tuo.
         oh, fermata sì che era,
            ti troverai allora                               E un pensier di luce allora,
        come a quei tempi tuoi,                               tratto da quelle che eran
       a respirar quella luce tua                        le radici eterne della Luce di Dio,
  che silenziosa inspiravi e la facevi                        portalo alla dimora mia,
                   tua.                                    che di luce fui, di quella stessa
                                                                    pianta nato io.
  Oh, luce esterna che ti cir condava
                allora,                                  Infondi in me allor pensiero puro;
 respirandola più fortemente ancora,                     quella mente mia, illuminata allor
illuminavi interiormente l’anima tua.                         di tutta la sua armonia,
                                                                    trascina a sé.
         E dir: “Son di luce fatto,                         Piano, senza accorgermene,
           o forse il mio pensier                         torno da Lui e illuminato sono:
          ché di questa cosa mia,                                       pace!
            ne ho fatto un patto
         solo con un pensiero mio,                     E paziente penso allor profondament e
     di giocarmi ora quell’armonia...”                                   io,
                                                        e allor ogni pensiero vago è sparito
   Ma forse è quella mia fantasia,                                      ora,
        oppur è un fatto vero                           e nel mio pensier, una sola parola:
 che quella luce ora è dentro l’anima                        “T’amo tanto o mio Dio!”
                 mia?
                                                                   Se quel pensier
             Ahimè! E penso,                                 m’avea fatto morire allora,
      e nel pensier pensando ancora,                     in Te la resurrezione io sento ora,
       mi accorgo che piano piano,                           ora e allora, e sarà sempre,
          scuro io divento allora.                     e nell’armonia Tua, la mia testa chin a
                                                                 nel Tuo cuor riposa.
  Oh, sciocco me! - dico allora io -                     E un po’ di luce che vi lascio ora,
nel pensar tanto affannosamente in un                  trovi a voi sollievo, coraggio e amor.
             pensiero mio,
non ho saputo fermar quella luce mia,                  Nulla perduto è mai per chi sa cercar
             dentro di me.                                  senza dubbio e con fede sua,
L’ho trascurata e solo mi ha lasciato,                 e trovar quella pace e armonia nella
          se n’e andata via.                                        sua dimora.
    Questo non deve più accadere!                          Giungerà quella Luce bramata
                                                        che attende sempre e arriva piano
   Oh, allor dovrei maledire quel                                      piano,
            pensiero mio?                                           nell’ora Sua.
 No, devo richiamarlo e trasformarlo
                 ora.                                   Oh, risorgete voi nell’anima vostra!


                  Centro di Ricerca Spirituale "IL SENTIERO" del Maestro NERI FLAVI
16   IL BAMBIN O: RAC C OL T A POESIE DEL L E RIVEL AZ ION I SPIRIT UAL I.
                                Anni 1980/ 1982

 Attendete con ansia e respiro piano,                              risveglio,
 l’occhio vigile e la mano tesa a Lui                   e con Lui rinascete purificati,
           che è Sovrano!                                la vostra vita rinnovata oggi,
                                                     sempre di più nella vostra mente pura,
 Attendete silenziosi, amanti del suo                     ché la pace tanto, è sicura!


                                    La pace sia con voi.




                          DESIDERIO D’UNIONE
                                   N° 12, del 15-10-1982


        S e la vita fosse poesia,                        “Il corpo che io non vedo allor,
     vorrei trasformar la vita vostra
             insieme alla mia                                         dov’è?
                                                         E dove finisce l’anima mia se si
  e riempir di fiori quella vostra via                        confonde con la tua?”
  ed insieme camminar nel mezzo e
                 sentir                                Oh, quanto vorrei trasformar questo
 quel profumo che la riempie sempre                               scherzo allora,
                ancora.                                    far scomparire i vostri corpi
                                                        e vedere e sentir quel raggio mio
  Ma per la mano vostra io mi sento                        che si trasforma nel vostro!
             vivo allora;
 poter di questi fiori riempir l’animo                 Unito allor vorrei fare un girotondo
                  mio,                                 e abbracciare allor l’universo intero
  oh, quanto felice allor mi sentirei!                   e non veder più corpi piangenti,
                                                                sudati, affannosi,
Perché? Ma cammina r per la mano con                          pieni di lacrime allor,
                   voi                                         oh no! Io vorrei dir:
  io non sento il vostro corpo allora,
  un raggio di luce che stringo nella                            “Sorridete allora,
             mano mia…                                   e questo corpo che scompaia via,
          confuso, allor dico:                            lontan da me… e vivete con me
                                                             in quella stessa mia via!”




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