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Crisi Usa - DIGILA

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Crisi Usa - DIGILA Powered By Docstoc
					    Lavoro di approfondimento di gruppo di Diritto ed Economia Aziendale – classe V^B Erica – Prof. Monica Masoch
                                  LA CRISI DEI MERCATI FINANZIARI




                           -PIANO                          PAULSON-


Gli interventi governativi USA – di Marro Federica e Spicciariello Jessica                                          20
     Lavoro di approfondimento di gruppo di Diritto ed Economia Aziendale – classe V^B Erica – Prof. Monica Masoch
                                   LA CRISI DEI MERCATI FINANZIARI
Di Marro Federica e Spicciariello Jessica

Obbiettivo del gruppo: Ricercare informazioni sugli interventi governativi elaborati dal
Governo USA – Il piano Paulson

Una breve sintesi introduttiva sulla crisi USA:
Le banche americane hanno prestato soldi a famiglie che non potevano permetterseli, quando
i tassi di interesse erano bassi, poi quando i tassi sono saliti, le rate dei mutui principalmente
a tasso variabile, sono salite anche loro e molti debitori si sono trovati nell’impossibilità di
pagare. Le banche allo scopo di reperire liquidità avevano nel frattempo cartolarizzato questi
mutui, trasformandoli in titoli e immettendoli sul mercato di borsa. Con la crisi dei mercati
finanziari, dato che nessuno sapeva quale intermediario avesse questi titoli bancari (ormai
titoli “spazzatura”) nel proprio portafoglio, si è diffuso un panico generale, con una
conseguente crisi di liquidità, e il fallimento (o la statalizzazione, o l’incorporazione da parte di
competitors più adeguati) di colossi della finanza mondiale come Lehman Brothers. Il governo
USA, attraverso il segretario del tesoro Henry Paulson, ha proposto un piano di salvataggio.

                                      CHI E’ HENRY PAULSON?
                    Henry Paulson è il segretario del Tesoro degli Stati Uniti. Si è laureato presso
                    il Dartmouth nel 1968, dove è stato un membro della Phi. Ha ricevuto un
                    MBA presso Harvard nel 1970. Lui e sua moglie Wendy hanno due figli,
                    Amanda e Merritt.

                    Il presidente Gorge W. Bush ha nominato Henry Paulson Jr come 74°
Segretario del Tesoro il 19 giugno 2006. Il Senato Usa ha confermato all‘unanimità la sua
posizione il 28 giugno 2006. Ha fatto il suo giuramento davanti al capo della Corte Suprema
John Roberts. Come segretario del Tesoro, Paulson è il leader dei consulenti politici del
Presidente su una vasta scala di servizi, nazionali e internazionali e su questioni economiche.

Prima di arrivare al Tesoro, Paulson è stato Capoufficio e capo esecutivo di Goldman Sachs
sin dal momento che l‘impresa divenne pubblica, nel 1999. E‘ entrato a far parte di
quest‘impresa nell‘ufficio di Chicago nel 1974 ed ha continuato ad avere avanzamenti nella
carriera, come Managing Partner dello studio di Chicago, Co-direttore della Divisione nella
ditta Investiment Banking, Presidente e Chief Operatine Officier e Senior Co-partner.

Prima di entrare a far parte di Goldman Sachs, Paulson è stato un membro della Casa Bianca
nel Consiglio Nazionale, servì come Assistente Personale del Presidente dal 1972 al 1973, e
come personale Assistente del Segretario della Difesa presso il Pentagono dal 1970 al 1972.


                                           IL PIANO PAULSON


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Questo è l‘appellativo attribuito al piano salva-finanza elaborato dal Ministro del Tesoro USA
Henry Paulson e approvato sabato 4 ottobre dalla Camera dei rappresentanti Usa. Vale 850
miliardi di dollari: 700 miliardi per soccorrere il sistema finanziario, ai quali il Senato ne ha
aggiunti ulteriori 150 sotto forma di ―pacchetto‖ avente una validità di dieci anni costituito da
sgravi e riduzioni fiscali.
L‘obiettivo della ‗Legge di stabilizzazione d’economia d’urgenza 2008’ (il Piano Paulson) è
quello di proteggere i risparmi e i beni immobiliari dei contribuenti, mantenere la proprietà,
promuovere la crescita economica e massimizzare il ritorno sugli investimenti.
I punti principali del progetto sono i seguenti:


       Vengono fissati al 31 dicembre 2009 i tempi per il piano di salvataggio, anche se in
       caso di richiesta del Governo il limite può essere esteso per un massimo di due anni
       dall‘approvazione della legge.
       Nel documento si stabilisce che il segretario del Tesoro possa acquistare in un primo
       tempo fino a un massimo di 250 miliardi di dollari di asset ―tossici‖:su richiesta del
       presidente, però, il tetto può essere alzato a 350 miliardi. Al di sopra di tale cifra, il
       Congresso ha diritto di veto e comunque ―non si potranno superare i 700 miliardi‖. Le
       uscite di cassa faranno salire il debito a ―11.315.000.000.000‖ di dollari.
       Lo Stato può partecipare al capitale e ai profitti delle società che entrano a far parte del
       progetto, approfittando così dei benefici che deriverebbero da un eventuale
       miglioramento delle condizioni di mercato.
       Il Segretario al Tesoro potrà coordinarsi con le autorità di altri Paesi.
       A controllare le operazioni del segretario del Tesoro sarà un consiglio di sorveglianza,
       composto fra gli altri dal presidente della Federal Reserve e da quello della Sec. Anche
       la corte dei conti americana (Government Accountability Office, Gao) supervisionerà il
       piano di acquisti, così come un ispettore generale indipendente supervisionerà le
       decisioni del Tesoro, che saranno esaminate dalla giustizia.
       Il progetto di legge stabilisce inoltre un maggior raggio d‘azione per la Fdic, l‘organismo
       federale di assicurazione dei depositi, che potrà chiedere, fino alla fine del 2009, prestiti
       illimitati al Tesoro per garantire depositi fino a 250.000 dollari per un anno.
       Viene poi ribadito per la Sec il potere di sospendere le cosiddette pratiche di mark-to-
       market (valutazione di mercato)
       Sono inoltre previste norme contro buone uscite d‘oro per i dirigenti: il piano vieta,
       almeno fino a quando lo Stato sarà azionista, i paracadute d‘oro per gli amministratori
       delegati o i dirigenti licenziati o dimissionari da società che hanno ceduto i propri asset

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      al Tesoro. Limiti anche per le indennità che incoraggiano prese di rischio eccessive e
      un tetto di 500.000 dollari per le remunerazioni di dirigenti che possono beneficiare di
      deduzioni fiscali.
      Il testo prevede delle misure a tutela dei proprietari di abitazioni minacciati da
      pignoramenti e l‘autorizzazione per rivedere, in caso di difficoltà del contribuente, le
      condizioni a cui sono stati accesi i mutui. Sono previsti anche crediti d‘imposta per la
      classe media e le piccole imprese.
      Sgravi fiscali per le società americane che girano film o telefilm negli Usa (costo 397
      milioni)
      18 miliardi di dollari di esenzioni per l‘energia pulita. Rientrano in questa voce agli
      sgravi per coloro che sceglieranno di parcheggiare l‘auto privilegiando la bicicletta.
      Misure per alleggerire il peso della ―alternative minimum tax‖ per 24 milioni di famiglie
      Riduzione di alcuni dazi all‘import su alcuni prodotti di lana (costo 148 min).




                              I PROBLEMI DEL PIANO PAULSON

                                    IL WALL STREET JURNAL                                 EVIDENZIA             TRE
                                    FONDAMENTALI PROBLEMI:

                                            Primo, come quantificare il prezzo degli asset che il
                                            governo dovrebbe acquistare. L‘informazione sul valore di
                                            questi titoli è ―asimmetrica‖, cioè gli attuali possessori ne
                                            sanno di più del Tesoro, che probabilmente li pagherà
                                            troppo. Non basta una settimana per raccogliere le
                                            informazioni necessarie a quantificare il prezzo giusto.
                                            Secondo: è preferibile che il Tesoro acquisti gli asset o
                                            direttamente gli Istituti? E nel primo caso, << perchè mai
      perdite (soprattutto di quegli istituti non insolventi) dovrebbero essere ripianate dai
      contribuenti e non dagli azionisti e dai debitori?>> Si pone quindi il problema di
      ―elaborare una procedura di acquisto degli asset trasparente, che eviti arbitrarietà e

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          favoritismi‖. Di non facile soluzione, visto che non c‘è precedente nella storia americana
          di un tale acquisto di asset negativi.
          Terzo e ultimo problema: ―I costi dell‘inazione per l‘economia americana sono grandi‖,
          così come lo sarebbero i costi fiscali. Tuttavia, i costi fiscali dell‘azione sono
          <<sostanziali>>: 700 miliardi di dollari, se non addirittura oltre 1.000 miliardi. ―Un piano
          efficiente potrebbe ridurre i costi a carico dei contribuenti‖. I medesimi obiettivi indicati
          da Paulson possono essere conseguiti a costi più contenuti. ―I funzionari eletti
          dovrebbero agire rapidamente, ma con attenzione‖, concludono i tre economisti che
          hanno elaborato l‘analisi.


ARTICOLI DI QUOTIDIANI CORRELATI:

-G8:Paulson, dollaro forte è nell’interesse degli Usa (Tratto dalla Repubblica del 14
giugno 2008)

Il segretario al Tesoro americano, Henry Paulson, ha ribadito che l‘Amministrazione Usa vuole un rafforzamento del dollaro. ―Il mio punto di
vista non è cambiato‖, ha affermato in una conferenza stampa al G8 di Osaka, ―un dollaro forte è nell‘interesse della nostra nazione‖. Paulson
ha ammesso che l‘economia americana attraversa ―un periodo difficile‖, ma ha sottolineato che le prospettive di lungo periodo sono positive e
si rifletteranno in un apprezzamento del biglietto verde. ―Mentre stiamo lavorando sul settore immobiliare e sulla questione dei mercati di
capitali, cosa che pensiamo di dover fare ancora per un pò di tempo — ha detto Paulson — ci attendianmo anche un ritmo più sostenuto della
crescita entro la fine dell‘anno pur riconoscendo che i recenti aumenti dei prezzi petroliferi rischiano di prolungare la fase recessiva‖.


-    Lehman Brothers: Paulson, nessun aiuto dal governo (tratto dalla Repubblica del 14
     settembre 2008)

     Il ministro del Tesoro Usa, Henry Paulson, fa sapere che il governo non interverrà con un sostegno economico per far fronte al
     rischio di un fallimento di Lehman Brothers. Una posizione netta, quella del Tesoro, che Paulson aveva già preso venerdì
     scorso, già prima di questo intenso fine settimana di negoziazioni su una possibile acquisizione della banca d’affari da parte di
     privati. Oggi però le trattative si sono rotte, con l’abbandono del tavolo da parte della Barclays, che era in pole position per
     l’acquisizione di Lehman. Così la possibilità di un accordo si fa sempre più lontana e si profila invece la via del fallimento.
     Intanto è iniziata una sessione ‘urgente’ di negoziazione tra gli operatori di Wall Street specializzati in swap e derivati e la
     controparte Lehman Brothers con l’obiettivo di ridurre i rischi di un imminente fallimento della banca d’affari. Lo annuncia
     l’International Swaps and Derivatives Association. La sessione durerà sino alle 22 ora italiana e tratterà le tematiche riguardo a
     crediti, capitali, tassi, forex e derivati sulle merci.


-    Crisi Usa: Paulson chiede a Congresso di appoggiare piano(Tratto dalla Repubblica
     del 19 settembre 2008)

Il segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson chiede al Congresso di appoggiare un coraggioso piano per vincere la debolezza dei mercati
finanziari e considera questo piano la migliore garanzia per proteggere i soldi dei contribuenti.

Dobbiamo prendere ulteriori, decisive azioni per rimettere suklla giusta strada in maniera decisiva e onnicmprensiva il nostro sistema
finanziario―. ‖Il governo federale — aggiunge — deve applicare un programma per rimuovere le attività illiquide che stanno appesantendo le
nostre istituzioni finanziarie e minacciano la nostra economia―. ‖Questo programma — dice ancora — deve essere definito correttamente e
abbastanza vasto per avere il massimo impatto, oltre che proteggere il massimo numero possibile di contribuenti―.


-    Crisi Usa: Paulson, Congresso approvi piano senza rallentamenti (Tratto dalla
     Repubblica del 23 settembre 2008)

Il segretario del Tesoro americano Henry Paulson chiederà oggi al Congresso di non appesantire il piano di salvataggio dei mercati finanziari
con emendamenti che potrebbero ritardarne o sviarne l‘approvazione.

Nel testo preparato per l‘intervento in Parlamento, Paulson sottolinea che ― la crisi dei mercati ha raggiunto un nuovo livello nei giorni scorsi, e
si è già diffusa in tutta l‘economia‖. Per Paulson, ―è necessario adottare azioni decise per colpire radicalmente e senza errori la causa della
crisi stessa‖. Secondo il segretario del Tesoro Usa, la rimozione dai mercati delle attività illiquide attraverso il piano di salvataggio proposto
avrà un impatto minore sui contribuenti rispetto all‘alternativa del tracollo dei mercati finanziari stessi. Paulson conclude invitando il


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Congresso a ―evitare di rallentare l‘approvazione del piano con emendamenti non essenziali o che non hanno un appoggio completo‖ da parte
dei senatori.


-    Crisi Usa: Paulson e Bernanke a Congresso, fate presto (Tratto dalla Repubblica del
     23 settembre 2008)

Il segretario al Tesoro, Henry Paulson e il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke invitano il Congresso Usa ad agire rapidamente per approvare
una legge che dia corpo al piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari del sistema finanziario e minacciano terribili conseguenze in caso di ritardi. Nel
testo già preparato della loro audizione davanti alla commissione bancaria del Senato, Bernanke sostiene che un’“azione del Congresso è urgentemente
richiesta per stabilizzare la situazione, senza la quale ci sarebbero serie conseguenze per i nostri mercati finanziari e per la nostra economia”. E aggiunge: “I
mercati sono sottoposti ad uno stress eccezionale”. “Abbiamo visto — dice Paulson — le turbolenze dei mercati raggiungere un nuovo livello la settimana
scorsa e travasare verso il resto dell’economia”. “Ora — dice ancora — dobbiamo prendere un’ulteriore, decisiva azione per indirizzare in modo
fondamentale e complessivo le cause profonde delle turbolenze”. Paulson e Bernanke fanno pressione sul Congresso affinché agisca in fretta. Paulson dice
che c’è un “consenso bipartisan” per una rapida approvazione del provvedimento e invita il Congresso “a non rallentarlo con altre misure non pertinenti e
che non hanno un’ampio appoggio”. Paulson si dice consapevole della necessità di introdurre ampie riforme del sistema finanziario, include misure capaci
di rispondere a “pecche ed eccessi”, ma aggiunge che per tutto ciò è meglio aspettare un altro giorno. bernenke insiste sugli stressa cui è sottoposto il
mercato. “Se non riusciremo a migliorare le condizioni del mercato si potranno avere ripercussioni molto negative sull’economia”. Anche lui dice che le
riforme del sistema dei controlli possono aspettare. ―In questa congiuntura — spiega — alla luce dei veloci sviluppi è essenziale intervenire
concretamente sulla crisi‖. ―Lo sviluppo di una complessiva proposta di riforma — aggiunge — avrebbe bisogno di analisi attente ed estese
sarebbe difficile comprimere‖.


-    Crisi usa: Congresso freddo su piano dopo audizioni (Tratto dalla Repubblica del 24
     settembre 2008 )

Il Congresso resta scettico sulla bozza di piano anti-crisi presentata dal governo, dopo le audizioni di ieri al Senato del segretario al Tesoro
Henry Paulson e del presidente della Fed Ben Bernanke, che hanno invece fatto pressioni sui parlamentari affinché procedano spediti. Molti
dubbi ha lasciato la precisazione di Bernanke, secondo il quale il prezzo delle attività da acquistare dovrebbe essere vicino a quello delle
―cedole di scadenza‖, piuttosto che a quello stracciato attuale. E questo per procurare ―benefici‖ al sistema bancario. I democratici insistono
che bisogna introdurre dei tetti ai rimborsi dei top manager delle società che usufruiranno del piano. ―Il partito — spiega la speaker
democratica della Camera dei deputati, Nancy Pelosi — è contro questi compensi ai ceo, i quali si costruiscono dei paracadute d‘oro mentre
conducono le loro imprese al disastro‖. Inoltre democratici e repubblicani, con una visione bipartisan, vogliono che gli acquisti di attività
avvengano tramite warrant, cioé opzioni, per dare più garanzie ai contribuenti nelle operazioni d‘acquisto.Ed ora Henry Paulson arriva e
annuncia che i banchieri si sono cacciati in un casino come risultato della loro avidità e stupidità, e insiste che ogni contribuente
americano gli faccia un prestito immediato…


-
               LE PROPOSTE DI RISANAMENTO DEL PRESIDENTE OBAMA


       LA BOCCIATURA DEL PIANO DA PARTE DEL SINDACATO

Nella votazione del Senato Usa del 3 febbraio, il progetto di emendamento avanzato dai
parlamentari democratici di incremento di 25 miliardi di USD al piano di stimolo economico da
più di 800 miliardi avanzato dal presidente Obama, è stato bocciato per l'opposizione dei senatori
repubblicani.

Secondo il progetto di emendamento, i 25 miliardi di USD in più sono destinati alla costruzione di
autostrade, trasporto pubblico, impianti idrici e altre infrastrutture pubbliche. Visto il precedente
scontento dei repubblicani per il gigantesco piano di stimolo economico proposto da Obama,
questi persistono nel taglio di capitali in altri settori per poter aumentare gli stanziamenti nelle
infrastrutture.

Nella votazione dello stesso giorno, il progetto di emendamento per l'incremento di 25 miliardi di
USD avanzato dai senatori democratici è stato sostenuto solo da due senatori repubblicani, quindi
non è riuscito a passare. Nonostante ciò, ha ottenuto 58 voti favorevoli, due in meno del quorum

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richiesto, perciò molti senatori sono convinti che di seguito il partito democratico farà un'altra
campagna di persuasione in merito, mentre il dibattito fra parlamentari democratici e
repubblicani sull'intero piano di stimolo economico di Obama continuerà ad infervorarsi.

Nel frattempo, la Casa Bianca ha nuovamente sottolineato che una volta approvato e attuato, il
progetto di stimolo creerà più di 800 mila posti di lavoro in dieci Stati orientali, la maggioranza
per New York, Pennsylvania e Ohio, ecc., con quasi 200 mila nuove opportunità di occupazione
per lo Stato di NY.

Durante il dibattito dello stesso giorno sui contenuti dell'emendamento, i senatori democratici
sostenitori hanno detto che i nuovi 25 miliardi di USD creeranno come minimo 655 mila
opportunità di lavoro nel settore edilizio; mentre quelli repubblicani, contrari, ritengono che il
piano di stimolo di Obama non offra un sufficiente sostegno di capitali ai progetti
"immediatamente attivabili", da cui il loro scetticismo sulla possibilità o meno di un suo rapido
effetto e dissenso per l'eccesso dei capitali implicati.

Il senatore repubblicano dello Stato del Texas, John Cornyn, ha votato no al progetto di
emendamento. Egli ha detto: "Dall'attuale situazione del progetto, non ho ancora trovato una
persona molto fiduciosa sulla sua possibilità di funzionare veramente." Da cui l'impossibilità di
accettare l'aggiunta di più di 25 miliardi di USD ad un piano così poco promettente.

Dopo l' approvazione alla Camera la scorsa settimana, il piano di stimolo economico da 819
miliardi di USD avanzato dal presidente Obama questa settimana è approdato all'esame del
Senato. I contenuti del piano comprendono l'incremento del budget finanziario, stanziamenti per
la costruzione di strade e altre infrastrutture, lo sviluppo del settore delle nuove risorse
energetiche, sgravi fiscali, ecc. Dopo l'approvazione alla Camera la scorsa settimana, i
parlamentari repubblicani avevano affermato che senza un emendamento ai contenuti, avrebbero
ostacolato la sua approvazione al Senato. Perciò, Obama e i leader del partito democratico hanno
urgentemente discusso delle contromisure, appellandosi nel frattempo al partito repubblicano
affinché faccia perno sul quadro generale e rinunci alla diatribe fra fazioni, ed esprimendo la
speranza che i parlamentari si attivino immediatamente con "il senso di urgenza provato ogni
giorno dal pubblico americano".

Tuttavia i parlamentari repubblicani ribadiscono che il loro obiettivo non è affatto ostacolare
l'approvazione del piano, ma che sperano nel suo emendamento, comprese la riduzione delle
uscite governative non necessarie, il risanamento del mercato immobiliare e il continuo e
consistente sgravio fiscale nei confronti delle imprese commerciali. Il leader della minoranza al
Senato, il repubblicano dello Stato del Kentucky Mitch McConnell, ha detto che a quanto gli
risulta, nessuno tenta di impedire l'approvazione del piano, tuttavia egli avanza la necessità di
qualche emendamento al contenuto riguardante il settore immobiliare. Inoltre la parte del partito

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repubblicano spera che durante la discussione dell'intero piano di stimolo economico di questa
settimana, vengano votati alcuni piani concreti da questa avanzati.

Attualmente, il piano preparato dal partito repubblicano comprende principalmente lo stimolo
del mercato immobiliare ad uscire dalla china tramite la riduzione degli interessi sui mutui
ipotecari, tuttavia questo piano da 885 miliardi di USD è incorso nel biasimo dei parlamentari di
entrambi i partiti, secondo i quali neanche questo riuscirà a rilanciare l'economia sul breve
periodo.




                    Una delle tante conseguenze di questa crisi che ha colpito il mercato immobiliare




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