S C U O L @ P E R

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7/30/2009
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D . D . 1 ° C i r c o l o " L u i g i S e t t e m b r i n i " Vi a R o m a , 1 4 - 8 1 0 2 4 M A D D A L O N I - D i s t r e t t o n . 1 3 Te l . 0 8 2 3 4 3 4 1 3 8 Fax 0823203069 e-mail: ceee03300c@istruzione.it SCUOL@PERTA Il sindaco e la cittadinanza stufi per la mancata bonifica E’ ora di smetterla Foro boario L’Editoriale a cura della redazione Nonostante tutto i maddalonesi sperano Le iniziative La leggenda di Pinocchio Ricominciamo da due e con gli stessi problemi a crisi dei rifiuti rimbalzata sui giornali di tutto il mondo ha provocato danni devastanti all’immagine di Napoli e della Campania, con ripercussioni gravissime sul turismo sui prodotti tipici da esportazione, dalla mozzarella ai pomodori. Per porre rimedio è necessario e urgente che lo stato intervenga con provvedimenti di agevolazioni: dalla gratuità dei musei all’abolizione delle tasse per alberghi, ristoranti, sconti liberi nei negozi, per incoraggiare i turisti. Sarebbe auspicabile la creazione di buoni da spendere nelle strutture campane. E l’Europa la smetta di minacciare continuamente provvedimenti restrittivi e pensi viceversa a un piano internazionale di durata poliennale. Solo così potrà partire un’inversione di tendenza per tornare a galla dopo aver toccato il fondo. Abbiamo inteso aprire il primo numero di Elidepress con un editoriale diverso, senza perderci nell’astrattismo delle responsabilità del disastro ambientale in atto. E’ facile prendersela con la politica. Siamo tutti responsabili. La raccolta differenziata non decolla e la mancanza del senso civico non abbandona quelle persone che sono brave solo a puntare il dito contro gli altri. Diamoci da fare. Tutti. Nessuno escluso! L Alla pag. 5 La ceramica maddalonese Analisi choc. Inquinati l’aria, le acque e pure il suolo. È un disastro dagli effetti incontrollabili: la discarica urbana dell’ex foro Boario (circa 2 mila tonnellate di rifiuti solidi nel pieno dell’autocombustione) ha danneggiato le falde freatiche, l’aria grazie alle emissioni di diossine e le superfici agricole a causa della successiva ricaduta al suolo di diossine, metano, idrocarburi incombusti e ossidi di carbonio. La diagnosi impietosa emerge da uno studio della Cia agricoltura locale e da una campagna scientifica di campionamento, monitoraggio e analisi effettuata dal dipartimento di Scienze della Terra dell’Università Federico II di Napoli.Sul Comune di Maddaloni, che si è dichiarata parte lesa, cadranno comunque per intero i costi «per il recupero e lo smaltimento della eventuale porzione incombusta, ancora classificabile come rifiuto solido urbano». Alla pag. 2 Alla pag. 4 All’interno A scuola d’inglese Senza sicurezza e controlli aumentano gli incidenti E’ indegno morire sul lavoro anni scorsi, è infatti diminuito meno che nel resto d'Europa. Negli ultimi dieci anni, nel periodo compreso tra il 1995 e il 2004, da noi il calo registrato è stato pari al 25,49 per cento mentre nella media europea la flessione è stata pari al 29,41 per cento. Tra i rimedi necessari indicati ci sono un maggiore investimento sulle attività di prevenzione e controllo, l'introduzione di sanzioni adeguate alla gravità ed alle conseguenze dei comportamenti, l'organizzazione di un apparato amministrativo e giudiziario che assicuri l'applicazione certa e rapida delle sanzioni e la promozinoe di iniziative informative, formative e culturali che sviluppino nel medio-lungo periodo una maggiore attenzione alla prevenzione. Alla pag. 3 Alla pag. 8 L’Europa unita Diventa il sogno di tutti vivere in una dimensione non più nazionale Alla pag. 6 Mai più razzismo Resta all'Italia il non invidiabile primato delle vittime sul lavoro in Europa. Nel nostro paese il numero delle "morti bianche", seppure in calo rispetto agli L’incontro tra le diverse razze è il punto d’arrivo a cui tendere Alla pag. 7 D . D . 1 ° C i r c o l o " L u i g i S e t t e m b r i n i " Vi a R o m a , 1 4 - 8 1 0 2 4 M A D D A L O N I - D i s t r e t t o n . 1 3 Te l . 0 8 2 3 4 3 4 1 3 8 Fax 0823203069 e-mail: ceee03300c@istruzione.it SCUOL@PERTA P e r i c i t t a d i n i è g e n t e cassonetti della spazzatura perché anche un pezzo di formaggio indurito aiuta a sbarcare il lunario. Particolarmente ambiti sono i sacchettoni pieni di alimenti di cui i supermercati si disfanno quando mozzarelle e yogurt, biscotti, insac- L’Editoriale a cura della redazione i n v i s i b i l e E’ allarme povertà F stanno per arrivare alla scadenza. Cittadini qualsiasi, non barboni, ma anche immigrati clandestini, sempre più spesso vengono sorpresi con le mani nel sacchetto della spazzatura per rimpolpare la dis p e n s a . A pag. 5 Emergenza Rovistano nei rifiuti e la gente gira la faccia I rifiuti…solidi umani rugano nei cati e altre cibarie n dibattito intenso, segnato da scambi polemici e contrapposizioni sulla politica dei rom. Così la stragrande maggioranza degli italiani si confronta sulla questione dei rom. Certo è che è forte la condanna delle violenze nei confronti dei nomadi e qualcuno dimentica che è dovere degli stati dell’Ue garantire la sicurezza delle persone sul loro territorio. I rom non sono criminali o meno Giovani intelligenti di altri e non li si può stigmatizzare come criminali. Non si può impedire ai cittadini romeni, che sono cittadini europei, di godere dei diritti sanciti dalla direttiva sulla libera circolazione dei cittadini. In base a questa direttiva l’espulsione è possibile in presenza di una minaccia reale alla sicurezza, ma deve essere decisa caso per caso e comunque rappresenta “una misura estrema di limitazione di una libertà fondamentale” I rom devono essere integrati, invece di A pag. 8 preoccuparsi di mettere in atto una vera e propria pulizia etnica. Sono solo voci di corridoio, niente di ufficiale, ma si farebbe strada una nuova proposta per rendere più efficace il pacchetto sicurezza, varato pochi giorni fa. Di che si tratterebbe? Sui treni che portano i rifiuti della Campania in Germania potrebbero salire anche i rom. Così l’opera di bonifica e pulizia del territorio sarebbe un successo su tutti i fronti. Oltre ai rifiuti solidi urbani, sarebbero smaltiti anche i rifiuti…solidi umani. C’è da inorridire, ma si è trattato solo di uno scherzo della redazione. RiA pag. 2 flettendoci bene, vuoi vedere che a qualcuno l’idea piace? U in contestazione Nella recessione mondiale ci finiscono anche i minori Non hanno mai conosciuto un gioco Anche in Italia i bambini sono sfruttati nella manodopera stiga, a volte li uccide: raramente li Rifiuti Bullismo ascolta, mai li comprende. E’ bene coIn piena emergenza, Continuano gli epi- munque ricordare che non sono sempre la pol’analfabetismo i moventi principali del in Campania prende sodi di bullismo vertà e minorile. lavoro piede il biodegrada- nell’indifferenza to- Tra le principali forme di lotta contro lo sfruttamento si ricordano quella dell’IPEC (Probile tale gramma internazionale per l’eliminazione del A pag. 4 lavoro minorile), quella dell’Unicef e quella della Global March. A pag. 3 L a società li spreme, li controlla, li ca- La polemica Dopo i rifiuti, conosciuti al mondo per il film Gomorra di Garrone A pag. 7 Il caso Spezzata una vita di un giovane di Verona per una sigaretta negata A pag. 6 S C U O L @ P E RTA Maggio 2 Ambiente Sacchetti biodegradabili al mais e girasole Passa al biodegradabile L’ u s o d e v e e s s e r e c e r t i f i c a t o di Francesco Coppola M “ entre nei grandi centri urbani, con in testa Napoli, la raccolta differenziata annaspa, raggiungendo globalmente, secondo i dati di Legambiente Campania, una soglia appena superiore al 13 per cento, la palma del quelle destinate alla raccolta differenziata di carta e cartone. Una degradazione che avviene in pochi mesi, a tutto vantaggio dello stato di salute dell'ambiente. Infatti, solitamente ogni anno vengono immesse al consumo circa 300mila tonnellate di prodotti in plastica , in prevalenza di polietilene riciclato ed in Italia si consuma oltre un quarto del totale utilizzato nell'Unione Europea. ILa tecnologia Sacchetti per la differenziata prodotti in mais al 100 % vincitore come "comune riciclone" va ad Atena Lucana in provincia di Salerno, che vanta percentuali di riciclo e riuso superiori al 60 per cento, tali da far invidia a molti comuni "virtuosi" del Nord Italia. A fare la differenza il tipo di raccolta adottata. I comuni campani virtuosi, infatti (nella top ten sono da poco entrati anche quelli della provincia di Avellino) adottano un sistema di raccolta porta a porta o " d o m i c i l i a r e " . Determinante, in particolare, la gestione dei rifiuti organici, quali scarti di cucine e mense, carne, pasta, pane, i cosiddetti rifiuti freddi, "verde", carta ed imballaggi in legno. Le frazioni di biodegradabili, dunque, nell'ambito della raccolta differenziata, rappresentano la maggioranza con percentuali superiori al 60 per cento. Ma, affinchè si possa parlare di rifiuti davvero biodegradabili è fondamentale che lo siano anche i sacchetti che vengono utilizzati per il loro smaltimento. A segnare un punto vincente nello “ Il riciclo La frazione organica umida in contenitori riutilizzabili Secondo un'analisi condotta dalla Coldiretti in Europa, con la sostituzione dei normali sacchetti di plastica con materiali biodegradabili di origine agricola, si evita di disperdere nell'ambiente un milione di tonnellate di plastica all'anno, riducendo di 1,4 milioni di tonnellate le emissioni di anidride carbonica e risparmiando fino a 700mila tonnellate di petrolio. I cento miliardi di sacchetti di plastica utilizzati ogni anno in Europa vengono importati prevalentemente da alcuni paesi asiatici, in particolare Cina, Tailandia e Malesia. Per la loro decomposizione, secondo dati statistici, occorreranno almeno duecento anni. Via libera, dunque, all'utilizzo di buste in bioplastica. Ma c'è un ma: l'attuale differenza di prezzo. Gli 8 centesimi per la bag biodegradabile rispetto ai 5 delle buste di plastica tradizionale frena ancora alcuni comuni dallo sceglierla, Ma, progressivamente, la differenza di prezzo tenderà ad accorciarsi. E, a guadagnarci saranno tutti, a partire dall'ambiente. “ In Campania Salerno al primo posto tra i comuni virtuosi per il biodegradabile smaltimento dei rifiuti dei materiali di origine agricola. comuni virtuosi, in La palla dunque passa al mais ed al girasole, opportunamente miscelati in uguali proporzioni di un chilo ed un chilo. La materia prima viene utilizzata in forma di granulo e può essere lavorata secondo le più comuni tecnologie di trasformazione ad estrusione, per produrre prodotti bioplastici dalle caratteristiche equivalenti alle plastiche tradizionali ma biodegradabili al 100 per particolare per quelli della cento. I sacchetti provincia di Salerno, ci biodegradabili di origine pensano le "bags" prodotte agricola, poi, hanno uno attraverso l'utilizzo di spessore variabile a seconda “ del tipo di rifiuto che sono destinati a contenere: si va In provincia Arrancano, i grossi centri urbani, con in testa Napoli e Caserta da un velo sottile, tipico delle bags per pane, pasta, ortaggi e simili, a uno spessore più consistente per Maggio S C U O L @ P E RTA Diritti negati 3 Più della metà ha un'età compresa tra i 5 e i 15 anni Tutti ne parlano Lo scandalo Nel mondo ci sono più di 250 milioni di bambini che lavorano Infanzia sfruttata di Vittorio Bianco Umberto Fattore C apita spesso, soprattutto d’inverno, che ci troviamo a bere una tazza di cioccolata calda, senza neanche sapere che quella cioccolata è il risultato del lavoro di molti e molti giovani, costretti a svolgere un lavoro ed ad accettare anche le paghe più misere per continuare a vivere. Mentre noi viviamo nel benessere più totale i bambini che fanno parte delle popolazioni in via di sviluppo sono costretti a lavorare per portare avanti le famiglie anche nelle condizioni peggiori. Bam- Per la maggior parte sono bambini poveri bini di tutte l’età, costretti a spezzarsi la schiena giorno e notte, a lavorare per pochi spiccioli, a sottomettersi del tutto dinanzi alla perfidia degli adulti che approfittano di loro. Sono tante le persone che ignorano questo immenso problema, ma i dati parlano chiaro: 246 milioni di minorenni compresi tra i 5 e i 17 anni sono soggetti allo sfruttamento minorile. 111 milioni di questi minorenni lavorano in E poi ancora, altri vengono uticondizioni di estremo pericolo. lizzati come soldati nell’esercito e messi così in pericolo mortale, altri ancora lavorano nell’industria dello sfruttamento sesLa povertà e l’anal- suale. A volte i datori di lavoro fabetismo i moventi violentano i loro stessi dipendenti, di qualunque età e sesso principali essi siano. Ma la domanda maggiore, quella che ci dobbiamo porre prima di qualunque altra, Il 70 % di questi non riceve ne- è perché esiste lo sfruttamento anche una retribuzione per ciò minorile? La risposta è semche fanno e quelli che la rice- plice: la quasi totalità dei giovono non riescono di certo a vi- vani soggetti a sfruttamento vere dignitosamente con essa. minorile è costretta a farlo per Ma in quali settori vengono via della propria condizione sfruttati i minori? La maggior economica. Sono spesso le parte di essi vengono sfruttati stesse famiglie dei bambini, a nei campi, altri nelle casa, come costringere questi a rinunciare domestici, nelle fabbriche per la all’istruzione scolastica per cerrealizzazione di prodotti come care di portare a casa anche fiammiferi e fuochi d’artificio; pochi euro. Disattese le norme di Ciro Paolo Guadagno Mario Petrella O rmai sono passati quasi cinquant’anni da quando è iniziata la battaglia dell’ONU (l’Organizzazione delle Nazioni Unite) per cercare di impedire lo sfruttamento minorile. Da quel giorno, l’organizzazione per la pace per antonomasia ci ha provato in tutti i modi, ma di risultati soddisfacenti neanche l’ombra. Si inizia nel 1989 quando nel palazzo di vetro i membri approvano l’art. 32. Gli stati membri riconoscono il diritto del fanciullo ad essere protetto da qualunque sfruttamento. A pochi anni fa risale invece l’art. 182, secondo cui gli stati membri eliminano e perseguitano tutte le peggiori forme di lavoro minorile nel mondo. Neanche questo sembra funzionare, neanche questo sembra porre fine all’incubo di 200 milioni di minorenni sfruttati in tutto il mondo. Lo sfruttamento continua, forse non appariscente come prima, ma comunque presente. Le società più grandi del mondo vedono alcuni dei loro prodotti fatti da poveri ragazzi, costretti, loro malgrado, a lavorare; Palloni, scarpe, cioccolata, the, fuochi d’artificio, una buona parte dei prodotti che compriamo sono prodotti laddove i diritti non valgono; i bambini non sono altro che robot e la felicità per loro è solo utopia. S C U O L @ P E RTA Maggio 4 Pianeta Scuola Educazione & Scuola Così si distrugge tutto di Umberto Fattore B ullismo. Una parola forte per indicare un fenomeno in continua evoluzione, soprattutto in questi ultimi anni. Certo, il bullismo è presente da molto tempo come testimoniano anche diversi romanzi. C’è sempre stato il ragazzo grosso e prepotente che, con grande crudeltà, si diverte ad infastidire un ragazzo magari più piccolo oppure più indifeso, perché senza amici. Gli amici, sembra che servano solo per perdere un po’ di tempo e invece possono fare la differenza tra un anno scolastico fantastico e un vero La scuola, che dovrebbe essere l'ambiente educativo per eccellenza, cela una cultura di violenza ignorata dagli adulti e proprio inferno. Sono, infatti, gli alunni più soli, quelli che non hanno amici, a soffrire di più del bullismo. Sono le vittime prescelte dai gruppi di ragazzi che più si divertono ad offendere gli altri, perchè il bullismo non è solo fisico, ma anche psicologico. Le parole, si sa, possono bruciare più di un ferita d’arma da fuoco; possono rimanere più impresse nel cuore di una persona di quanto rimangono impressi i ricordi belli e gioiosi. Possono uccidere moralmente un individuo fino a fargli scomparire la voglia di vivere. Quante volte ai telegiornali sono state riportate notizie di ragazzi che si suicidano. Sono tutte vittime del bullismo, tutti ragazzi che, stufi di essere continuamente perseguitati, mettono così fine alla loro breve esistenza. Buttandosi giù da un tetto, accoltellandosi, fanno diventare quelle offese che li opprimevano solo un lontano ricordo, ma si proibiscono allo stesso modo di continuare una vita che forse, sarebbe stata illuminata da grandi successi. Sono i ragazzi più bravi a scuola, i cosiddetti “secchioni” a essere le vittime predilette oppure i ragazzi che hanno qualcosa, qualunque cosa, di diverso. Risale a pochi giorni fa l’ultimo avvenimento, quando un ragazzo è stato offeso, preso in giro e picchiato, paragonato ad un sacco di immondizia solo perché di origine napoletana. “Vivete in un mare di spazzatura, come a Napoli”. Sono queste le parole dette da un bullo. Queste parole possono sembrare innocue, ma, dette ad una persona timida come il protagonista, possono corrodere il cuore come il peggiore degli acidi. Ma la cosa che lascia più preoccupati è che oggi tutto ciò avviene nell’ambiente scolastico. La maggior parte delle azioni di bullismo, infatti, avvengono in aula, nei corridoi o nel cortile della scuola. Ci si chiede, dunque, come può essere che nella scuola, l’ambiente dove risiede la cultura del nostro paese, dove si dovrebbe insegnare prima di tutto l’educazione, ci sono tutti questi atti di bullismo? Io credo che questo sia un altro punto a favore della teoria secondo la quale l’istituzione italiana sta decadendo. La mia amara constatazione è che anche gli adulti, i professori, non danno la giusta importanza al problema. Sinceramente non saprei trovare una soluzione per questo problema. Posso solo dire che, avendo testato la scuola inglese, lì il problema non c’è o almeno c’è Una recente inchiesta ha mostrato che il 27% degli episodi di bullismo avviene in aula, il 14% nei corridoi e il 16% nel cortile poco. Sarà per la differenza del tipo di persone presenti in Italia rispetto a quelle inglesi, ma tornare in Italia e scoprire quanto era diverso da questo punto di vista è stato come ricevere un muro in faccia. Maggio S C U O L @ P E RTA Fatti locali 5 Frugano nei cassonetti della spazzatura anche per un pezzo di formaggio Povertà a Maddaloni E’ così che si combatte la miseria di Federica Bove he a Maddaloni si fa largo la miseria è un fatto scontato. Ma scavare tra i rifiuti per trovare un tozzo di pane è una scena che nemmeno nel Terzo Mondo si può fotografare. Sì, perche nel Terzo Mondo i rifiuti per strada non ci sono. Come fanno a tenere le strade pulite, non è dato sapere. Comunque il Terzo Mondo non ha di questi problemi. Ma chi è il vero Terzo Mondo? Noi o quelli conosciuti attraverso filmati o foto che fanno il giro per il mondo? Per intenderci anche noi adesso siamo conosciuti in tutto il mondo. Il perché lo sappiamo. Fatto sta che la redazione raccoglie il grido d’allarme di Pasquale Marotta, giornalista della Gazzetta di Caserta, che il giorno 15 ha lasciato la comunità senza parole per l’articolo titolato: “Frugano nei cassonetti, cercando cibi scaduti”. Bravo Marotta. Bravo perché è la verità. Non lo scopriamo certo oggi. E’ da un bel po’ di tempo che le cataste di rifiuti sono presi di mira da tanta gente. Non per raccoglierla e smaltirla, ma per trovare uno scarto buono per cibarsi. E’ una vergogna. E’ inutile ricorrere alla demagogia ed alle speculazioni di rito di cui sono ghiotti i politici. C’è soltanto da prendere atto di quello che succede, e non solo a Maddaloni, e ini- temere perché già siamo ad un punto di non ritorno. E’ fatta. Ci stiamo autodistruggendo e quello che più fa rabbia è vedere come di fronte a tanta sciagura si rimane indifferenti. Il povero? Che muoia povero. Il ricco? E’ una persona in gamba. E’ l’uomo modello perché ha le macchine, i soldi, gli immobili e per di più riesce bene nella vita. I poveri non contano. I ricchi sì. Anche Calvino si stupirebbe a tale considerazione. Ma che importa tutto questo. Il Napoli è in Coppa Uefa, l’Inter ha vinto lo scudetto ed il Milan è in Champions League. Poi a casa un piatto caldo ce lo serviranno comunque. Accontentiamoci. Questa è la vita. C’è chi nasce barbone, chi ziare a riflettere sulle sorti malato e chi benestante. dell’umanità. In giro c’è il presenti- Tutto il resto è relativo. A ciascuno mento che prima o poi succederà il suo, come direbbe Leonardo Sciaqualcosa di grave. Ma non bisogna scia. Ci rimane la speranza che pre- C Cittadini qualsiasi, non barboni, ma anche immigrati clandestini, sempre più spesso vengono sorpresi a frugare sto ritornerà la solidarietà tra gli uomini; che la fede ci riporterà a prendere in considerazione chi soffre. Come si sa la speranza è l’ultima a morire, anche se molti l’hanno persa. Domani forse con qualche intervento provvidenziale tutto si aggiusterà. Si ritornerà ad interessarsi del povero, quel povero che invece di rovistare nell’immondizia avrà il suo posto di lavoro che gli restituirà dignità. Si ritornerà ad avere rispetto per l’umanità e per l’ambiente.Che bel mondo sarà quello di domani. Ma sì, perché tanto pessimismo. Che importa che quattro morti di fame prendano d’assalto i rifiuti. Anzi meno male che ci sono i rifiuti. Chi l’ha detto che non servono. Servono, servono. E’ il nuovo banco alimentare dei poveri. A pensarci bene, sarebbe il caso anche di chiedere alla Caritas ed alle Particolarmente ambiti sono i sacchetti pieni di alimenti di cui i supermercati si disfano prima della scadenza associazioni preposte di abolire le mense dove gli indigenti vanno a ristorarsi. Tanto ci sono i rifiuti. S C U O L @ P E RTA Maggio 6 Costume&Società Sono ritornati Il fatto Ammazzano a Verona per una sigaretta, mettendo ansia al Paese C'è chi bolla la morte del giovane Nicola Tommasoli a Verona come una bravata. Non è vero è un’escalation di matrice fascista Naziskin via <<...Siamo stanchi di sopportarli>> di Alfonso Piscitelli iolenza! Questo forse è il motto di questo gruppo di persone unite dall’ideologia comune della violenza e dell’intolleranza. L’ ul- V avente la sola colpa di non aver assecondato una richiesta di questi ragazzi: una sigaretta. Un giovane picchiato selvaggiamente e ucciso a suon di botte. Segue la classica scena del dopo delitto. I tre ragazzi tentato la fuga, scappando dapprima in Austria poi in Germania e infine in Inghilterra. Ma avevano prio i genitori. E c o s ì , s c e s i all’aeroporto di Orio al S e r i o hanno trovato gli agenti d e l l a Digos, che li agenti è stata data l’impressione di voler fare a scarica. La colpa viene scaricata a vicenda. E’ proprio a questo punto che la pubblica opinione si divide. C’è chi afferma che l’omicidio di Tommasoli sia una bravata; chi invece nell’ammazzamento vede un motivo politico, bollandolo di matrice fascistoide. Secondo me, è stata una bravata. E’ impossibile vedere un movente politico in un omicidio così. Perchè prendersela proprio con quel ragazzo, se veramente fosse stato un omicidio politico? Sono senz’altro burlate finite male. Magari non volevano ucciderlo, ma solo e poi c’è scappato il morto. Sicuramente, questo non è il primo di episodi di questo genere e non sarà l’ultimo, purtroppo. La cultura di violenza è sempre più in crescita in uno stato che non è più stato, in una democrazia che non è più democrazia. Si vive senza più il rispetto delle regole. Ognuno crede di fare ciò che vuole, forte probabilmente dalla impunità che di questi tempi sembra garantita. Chi delinque deve pagare. A tal proposito c’è una bellissima frase di Giorgio Faletti che afferma: “… e siamo stanchi di sopportare ciò che succede in questo paese, dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese”. E’ una frase che riassume il nostro tempo, la situazione che viviamo. Ecco cosa permette che certi episodi accadano. Nella mente di molti delinquenti passa questo pensiero: “se ammazzo non vado neanche in galera”. Naziskin o non naziskin, di sicuro è stato ammazzato un povero giovane, vittima di un sistema che è impazzito. Un sistema che ci fa etichettare le morti. Si muore per mano della camorra o della politica estrema della o dei tifosi violenti o dei poliziotti che perdono la testa o dei bulli a scuola. Proviamo a chiederci se con meno indulti e con la garanzia della pena tutto ciò avrebbe fine. Che ne pensano i politici. timo episodio si è a Ve- finito i soldi e così i ge- hanno arrestati, per rona. La vittima? Un nitori li hanno convinti omicidio premeditato. ragazzo perbene, a rimpatriare. Sì pro- Ognuno di loro ha ammesso la partecipazione al pestaggio della vittima, ma nessuno dei tre parla dei calci che sono stati dati a Tommasoli, quando era già a terra ormai privo di sensi. Agli “ La morte del giovane Nicola Tommasoli a Verona, pur nella sua drammaticità, divide. “ ” Allarme per una società, quella del Nord-est, dove il fenomeno sembra essere più radicato. ” Maggio S C U O L @ P E RTA Cultura 7 Il cast è stato preso quasi tutto sul luogo, ragazzi di Scampia e rom Il film dalle mille polemiche Una pellicola destinata a essere di scottante attualità di Luca Sferragatta omorra. Questo è il titolo di un libro di Saviano, un libro diventato Best Seller. Un libro che ha scatenato migliaia di polemiche. Per alcuni è stato solo un copia e incolla di articoli di giornali, per altri è stata una denuncia di come la camorra è parte integrante della politica. Il libro parte dalla guerra di Secondigliano, dove il clan Di Lauro compie la sua ascesa al potere, causando più di 80 morti. Ma Gomorra non è solo camorra, non è solo G Campania, non è solo sud. Gomorra racconta un film. Anche Pino Daniele si è espresso sul film anche il capitalismo. Oggi la camorra ha il pre- che viene presentato come la grande sorpresa di dominio su tutto. Non ha paura più di niente, ma Cannes. “Mostrano un’immagine negativa del questo è normale. Non c’è Sud - ha spiegato Pino niente di cui avere paura. È la Daniele. - A me piacerebbe ingiustizia in Italia che, molte vece che si raccontasse che al volte, permette simili scempi. Sud non siamo tutti camorristi A che serve pensare prima di e che non c’è solo la politica uccidere, se poi so che non ne che ha portato allo sfascio. In avrò una ritorsione? Oggi si Italia abbiamo una cultura e ruba, si uccide e non si viene una storia straordinarie”. È puniti. Questo ha solo favorito giusto anche questo, ormai lo sviluppo di questo “carcisiamo diventati un fascio noma societario” arrivato forse d’erba, dove non si distingue ad uno stadio troppo avanzato più il singolo, ma si guarda la per poterlo combattere. E’ almassa. Ormai quando andiamo in un’altra regione o all’estero e diciamo che veniamo da Napoli, il ritornello è sempre lo stesso: “Questo è un camorrista, non è una brava persona!”. L’Italia, la Campania è abitata da tante persone perbene che fanno il loro dovere e che ogni giorno combattono contro la criminalità. E’ di pochi giorni fa la notizia dell’imprenditore si S. Maria Capua Vetere ucciso perchè aveva denunciato dei criminali che volevano fargli pagare il pizzo. Non arrendiamoci ed andiamo avanti. Facciamo prevalere il buono sul meno buono, di modo che un giorno potremmo veramente essere orgogliosi di dire “sono napoletano e non ho niente da nascondere o di cui pentirmi”. Allora tutti a vedere Gomorra, il film tanto atteso che uscirà prossimamente in tutte le sale cinematografiche d’Italia. E’ il film della nostra vita, quella che viviamo senza bisogno di alcun lora arrivato il momento di arrendersi? Roberto regista. E’ la vita di tutti i giorni, che basta Saviano ci può essere d’esempio per non arren- sfogliare le pagine di un giornale locale per stilare dersi. Nonostante sapesse i pericoli che avrebbe un bollettino di guerra. E’ pur vero quello che corso, non ha avuto paura di denunciare ciò che dice Pino Daniele. Non siamo tutti camorristi, ma è la camorra e il siquando dobbiamo stema capitalista. aspettare ancora per Può sembrare un liberare la nostra personaggio scoterra. Forse un modo per la cagiorno raccontermorra, ma per come emo ai nostri figli le la penso, non lo è disgrazie di un terristato abbastanza. Ritorio distrutto dalla cordo a questo procamorra. Lo prendo posito mio padre che come auspicio diceva sempre: “se anche se rimane in un personaggio per me la convinzione la camorra deve che non ci liberscomparire, scompare! Non c’è scorta che tenga! eremo mai. Soprattutto per colpa nostra. SopratRicordati che per Falcone fecero saltare 150 tutto per colpa di una cultura che crede di più metri di autostrada per toglierselo d’avanti”. Ed nell’antistato e non nello stato. A partire da quei ecco che questo libro, diventato best seller, ispira giovani che non hanno futuro. Tratto dall’omonimo bestseller di Roberto Saviano e diretto da Matteo Garrone “ Garrone: molte scene violente e strazianti per raccontare un’umanità senza speranze ” S C U O L @ P E RTA Maggio 8 Noi & gli altri Anche il linguaggio è diverso dalla generazione passata Non ce la fanno più Hanno più facilità a parlare in chat che guardare negli occhi una persona di Grazia Razzano ’idea che hanno gli adulti dell’adolescenza? E’ l’età migliore, la più spensierata, quella che per tutta la vita si ricorderà con notevole nostalgia. Per me l’adolescenza è un passaggio difficile, un cammino irto di difficoltà, con paure, ansie e angosce. Per di più, l’adolescente, il più delle volte, Sempre più difficile il è costretto a sdoppiare la personalità, rapporo con i più grandi in relazione alla situazione che vive. Certezze ed incertezze si mescolano fino a dare luogo a momenti di vita particolari, con idee che sono proprie dell’età che definisco del bambino – adulto. Abbandonare il bambino per diventare adulto non è facile. Mi diventa difficile stabilire se è più bello vivere da adulto o da bambino. Ecco quindi che si arriva allo sdoppiamento della personalità. Si è bambino quando c’è bisogno di premura e degli affetti. Adulti quando il mondo si vede da un’altra prospettiva, quella che ci porta a difendere i Educare i propri figli valori, gli ideali, l’impegno civico. ricerca di non è un compito facile Si è, quindi,ealla continuasoprattutto valori saldi stabili, ma di modelli di vita a cui ispirarsi, che ogni adolescente tende ad imitare e a perseguire nei diversi contesti riguardanti il mondo dello spettacolo, della moda, della musica: come, ad esempio, cercando di assomigliare al proprio idolo musicale, vestirsi come Bob Marley o Eminem, o rifarsi alle icone del rock, del reggae o dell’heavy metal. Che dire poi dell’influenza dei mass – media. Ci condizionano a tal punto da farci diventare tutti uguali e rispondenti alla Eurispes: non hanno logica del branco. O sei così o sei tagliato fuori dal gruppo degli amici. prospettive di lavoro E’ serio quello che dico. Questo porta alle manifestazioni che riempiono le cronache nere dei giornali. Ma in tutto questo i grandi che ruolo giocano? Pensano ad altro. La fami- L I giovani Gli adulti “ Usano i cellulari e internet per divulgare su youtube video di vita scolastica, spogliarelli nei bagni, bullismo e altre situazioni colpo, di fronte a certe richieste, la famiglia si “sveglia”. Il Papà impegnato si scopre moralista; la mamma, ossessionata al portare avanti la famiglia, si fa prendere dall’isterismo. Il fratello o la sorella ha altri problemi. Insomma, che fare? Il ricorso all’analisi serve a ben poco. Bisogna che il bambino nasca già adulto. E’ difficile. E’ questa l’amara constatazione di una società oramai alla deriva. Non esiste più niente. I valori? I soldi, la macchina bella, la discoteca L’amicizia invece non esiste più, perché l’amicizia oggi e solo quella che interessa, quella che ti può dare qualcosa. In che mondo viviamo? Non sono io ad esagerare. Stiamo esagerando tutti. Abbiamo messo da parte i cosiddetti vecchi, perché non servono se non pensionati. Indietro non si può tornare. E dicono che stare dietro ai giovani è La statistica “ I mass-media Morboso è il rapporto con le nuove tecnologie Spesso i genitori pensano di poter colmare la loro assenza riempiendo il proprio figlio di regali inutili glia è diventata un lontano ricordo. Tutti insieme a tavola? Nemmeno per sogno. I Genitori hanno orari diversi dai figli. La sera a casa, stanchi, ognuno per la sua strada. Ciascuno con il proprio televisore, per non perdere il programma preferito. E’ vita questa? Tornare indietro non si può. Nemmeno, però, possiamo andare avanti in questo modo. Questo è niente rispetto alle continue contrapposizioni che si hanno in famiglia. Il rapporto con i genitori diventa sempre più ostile e conflittuale. Si des i d e r a l’indipendenza, ma è solo un sogno. Di ” ” S C U O L @ P E RTA Aprile 2 Ambiente Emergenza rifiuti La polemica Si fa sempre più violenta la protestadei maddalonesi sui ritardi della bonifica del Foro Boario, diventato fumarola dei rifiuti Persa la sua destinazione originaria, il Foro si è trasformato in un sito di trasferenza permanente. Nascosta la verità ai cittadini Bugie sulla bonifica Nel l a di ossi na vanno i n fumo anche l e s peranze dei maddal onesi i rifiuti furono ricoperti con terra. di Da quel periodo ad Domenica Piscitelli oggi la discarica non è stata mai spenta deIl mostro foro boario finitivamente rappreè nato nel 2001 e fu sentando di fatto un creato per far fronte alla emergenza rifiuti. L’amministrazione comunale di allora decise di utilizzare l’area dell’ex foro boario come sito di trasferenza per liberare la città di Maddaloni dalla monnezza. Il sito, che doveva essere di trasferenza (quindi da liberare da lì a poco), divenne in pochissimo tempo un sito permanente. Nato per accogliere solo i rifiuti di Maddaloni divenne poi discarica intercomunale accogliendo i rifiuti di gravissimo rischio per la salute pubblica, in altri comuni. Nel periodo aprile quanto dalla stessa dimaggio 2004 la disca- scarica fuoriescono rica foro boario fu in- sostanze altamente incendiata per quinanti, tra cui le l’ennesima volta. diossine. Dopo un primo inter- Nel novembre del vento di spegnimento, 2006 fu prodotto un protocollo d’intesa nel quale fu stabilito che in cambio della creazione della discarica LO UTTARO ci sarebbe stata la bonifica di alcuni siti altaterra con funzione di tappo. Questa soluzione, in attesa della bonifica, è stata ottenuta grazie alla forte mobilitazione dei cittadini e mente inquinati tra cui l’area dell’ex foro boario. Ad oggi la bonifica, più volte annunciata, non è stata fatta, le fumarole sono state spente, o meglio, soffocate con dell’atra del comitato. Dagli atti ufficiali risulta che la bonifica dovrà essere fatta entro e non oltre il 31 gennaio 2008. Speriamo bene. Lo scetticismo comunque prevale. Educare le coscienze al riciclo di Michela Verdicchio La soluzione del problema della gestione dei rifiuti non è sicuramente semplice ma è tuttavia chiaro che sotterrare i rifiuti in discarica o incenerirli è impresa costosa ed accompagnata da rischi non trascurabili. Il corretto approccio invece vede nella gestione integrata, che contempla il concorso di più modalità operative e la collaborazione di tutti, singoli e istituzioni, la migliore strategia e nel rispetto delle quattro priorità introdotte dal Decreto Ronchi, la regola delle “quattro erre”, l’enucleazione del processo da adottare: Riduzione Riutilizzo - Riciclo - Recupero. Riduzione: minore produzione di rifiuti all’origine. Non bisogna sottovalutare il nostro potere come consumatori, con le nostre scelte possiamo orientare l’andamento commerciale generale su prodotti eco compatibili. Pertanto, siamo chiamati in prima persona a: preferire prodotti con imballaggi costituiti da minor materiale; evitare prodotti in cui le singole porzioni da consumare sono a loro volta contenute in involucri singoli; andare a far la spesa con la borsa di juta o cotone portata da casa; scegliere prodotti di uso quotidiano sfusi, non confezionati; preferire le eco ricariche disponibili per alcuni detersivi; mentre i produttori a: impiegare tecnologie pulite nella produzione dei beni che utilizzino meno materie prime, meno energia e determinino meno scarti; progettare prodotti di lunga durata, facilmente riutilizzabili, recuperabili o smaltibili senza rischi per l’ambiente; ridurre ed eliminare gli imballaggi superflui; Riutilizzo: il prodotto va utilizzato piú volte cosí da diminuirne il bisogno di nuovo. Noi consumatori possiamo: usare un determinato materiale piú volte; preferire i contenitori con vuoto a rendere; preferire le pile con ricarica o comunque gli apparecchi alimentati sia a batteria che a rete; preferire gli imballaggi recuperabili e riutilizzarli il piú possibile in casa per altre necessità domestiche; Riciclo: il materiale che non serve piú al suo scopo viene trasformato per essere utile ad un altro. A noi consumatori sta il compito di selezionare quanti piú tipi diversi di materiale dai rifiuti, adottando la raccolta differenziata, in modo che possano essere in seguito sottoposti a processi di lavorazione per produrre nuovi materiali. Per realizzare ciò è comunque indispensabile attuare una buona selezione, così da poterli lavorare senza ulteriori passaggi tecnologici volti a rimuovere le impurità. Recupero: valorizzazione del rifiuto per ricavare materia seconda o energia I rifiuti non riutilizzabili e non riciclabili possono essere bruciati per produrre energia o utilizzati per produrre come materia seconda oggetti completamente diversi da quelli di par- Aprile S C U O L @ P E RTA Diritti negati 3 I n Te r r a d i L a v o r o i l t a s s o d i i n a t t i v i t à d e l l e p e r s o n e d i e t à c o m p r e s a t r a i 1 5 e i 6 4 a n n i Basta morti bianche Nella nostra regione, il reddito procapite annuo è di 13mila settecento euro di Alfonso Piscitelli Di lavoro si continua a morire. Ad ogni latitudine e nelle più svariate e singolari cause e circostanze. Quasi una sorta di maledizione e/o un perfido, malvagio sortilegio dovuti a qualche spirito maligno riversati “ Sono 175mila i contratti registrati nel settore s u l l a dei servizi di Can o s t r aserta. Troppi stupenisola denti recidendo i abbandonano la fili della vita discuola. E’ l’indachi esce gine dell’Istituto la mattina di Nazionale di casa per Statistiche del portare a sera, mese di maggio con un onesto lavoro, il frutto di una intensa e stressante giornata lavorativa. È il quotidiano tributo di vite umane sacrificate sull’altare del progresso, della tecnologia, dell’economia, della politica, del sociale: i veri mandanti e carnefici. Nel corso degli anni, al lavoro è stato sottratto un aggettivo, subito sostituito con un termine ad effetto, esterofilo, acquisito di prepotenza, entrato a far parte, come tanti altri, nel gergo comune. Il lavoro, dai quarti di nobiltà, dalle particolari stimmate, che un tempo elevava l’uomo, contribuendone all’accrescimento della dignità e del decoro, a prescindere dal ceto – ‘il lavoro nobilita l’uomo’ è stato il refrain che, a lungo, ci ha perseguitato – è scaduto al rango di assassino, anzi, di killer. Senza mezze misure, si è passati, tout-court, da un eccesso all’altro, una costanza della nostra quotidianità. Così, siamo costretti ad assistere, impotenti, al blaterare spocchioso e supponente degli esperti di turno, sempre pronti a somministrare la ricetta miracolosa, salvavita ad ogni notizia di un consumato tragico evento. Con la richiesta di passare ad un inasprimento delle sanzioni e delle pene per i trasgressori (servono se costoro sono prestanomi e/o nullatenenti?), si invocano corsi di formazione e informazione (da tenere però sui vari posti di lavoro) si spara addosso ai controllori, accusati di essere latitanti (i primi controlli tangibili sui vari luoghi di lavoro che si propongono sui vari territori vanno eseguiti da coloro i quali conoscono e vivono su quel territorio, ovvero i responsabili degli uffici tecnici comunali, gli appartenenti alla polizia municipale, i Carabinieri; ma il top per un efficace controllo: satellitare, ad ampio ragIl ritratto della gio, per l’intera Campania, con- provincia ferma una situa- e una videosorvezione glianza drammatica no- per ogni singolo nostante, i 7 mi- cantiere liardi di euro e d i l e , spesso stanziati dal- n e f a s t o l’Unione Euro- palcoscenico di pea nel periodo 2001-2006. Preoccupa la scuola Record di disoccupati A Napoli, 124 mila persone sono a caccia di un contratto di lavoro stabile. Un esercito di disperati, che compila domande, invia curriculum e spera. Sono 123 mila uomini e 95mila donne che aspettano risposte. Solo 1,7 milioni sono gli occupati nella nostra regione: 867mila nella provincia di Napoli, 357mila in quella di Salerno, 255mila a Caserta, 148mila ad Avellino e meno di 100mila a Benevento. Continua a tirare il settore dei servizi che assorbe in Campania 1,2 milioni di lavoratori, 883mila dei quali dipendenti e 331mila indipendenti. A Napoli i contratti rilevati dall’Istat sono 638mila (471mila dipendenti e 167mila indipendenti), a Salerno sono 246mila lavoratori (171mila dipendenti e 75mila indipendenti); 175mila a Caserta, più di 60mila a Benevento e meno di 100mila ad Avellino. Per il Mezzogiorno l’Istat rileva inoltre un peggioramento per l’istruzione: dal 2004 al 2007 le regioni del Sud hanno visto aumentare la popolazione in possesso della sola licenza media di 2,4 punti percentuali. Nell’analisi per regione emerge che Sardegna, Sicilia, Campania e Puglia presentano un maggior numero di abitanti fermi agli studi di scuola media inferiore, con quote intorno al 56-57%. Sono aumentati gli studenti che abbandonano troppo presto la scuola (-29%), la spesa dell’istruzione arranca ed è ampiamente al di sotto della media europea e di alcuni paesi di recente ingresso come la Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia, dove nel 2007 nove studenti su dieci hanno conseguito almeno il diploma superiore. un lavoro crudele). Sembra un paradosso, eppure, quando le misure di prevenzione e sicurezza erano rudimentali, quando i mezzi di protezione un optional, quando le leggi erano tutte contemplate in quel testo rosso, unico vademecum degli addetti ai lavori, si verificavano molto meno infortuni sul lavoro - sia di una certa rilevanza che mortali - rispetto a quanti ne stiamo contando in questi tempi. La chiave di lettura delle morti sui luoghi di lavoro sta anche nel progresso, nell’evoluzione tecnologica, nell’economia, nella politica e nello stato sociale. Se poi a questi fattori aggiungiamo la mancanza di serenità, di tranquillità, ecc., in uno a terminali di spicco, a specchiati punti di riferimento, a personaggi esemplari che continuano a scarseggiare, per non dire non esistono più, il quadro è completo. Una carenza endemica che si avverte e si coglie dappertutto: in ogni classe sociale, nelle famiglie, nella scuola, sui posti di lavoro. In breve, non c’è più traccia dei valori di un a volta, superati dal facile arricchimento. Stiamo peggiorando, andando indietro, verso uno stato di povertà che pochi ricordano mentre i più, non essendo abituati, non intendono intraprendere e percorrere la strada dei sacrifici. Le morti bianche sono diventate un verminaio di orrore. E pensare che si muore per tre euro al giorno. ” S C U O L @ P E RTA Aprile 4 Pianeta Scuola Scuole Aperte Laboratorio di ceramica La Redazione Sta per giungere al termine il primo gruppo di lavoro del modulo Ceramica presso la scuola elementare “Luigi Settembrini” di via Roma. Inutile ricordare che particolarmente sentita ed entusiastica è la partecipazione Nell’ambito delle attività previste dal laboratorio di Ceramica saranno attuate uscite sul territorio comunale, finalizzate alla rivalutazione dei vecchi mestieri e delle tradizioni locali. Cosi come ha ricordato la dirigente didattica Anna Maria Lettieri – “L’obiettivo dei corsi è di fornire ai nostri studenti già dalle scuole elementari una for- Partita con Scuole Aperte, l’attività si integra perfettamante con quella del giornale online e della drammatizzazione di tutti i corsisti, genitori e docenti che sotto la professionale guida degli esperti, appartenenti al Gruppo Archeologico Calatino, e degli insegnanti Carangelo, Lerro, Petrone e Renda, coordinati dalla prof.ssa Maria Iovine si sono appassionati alle tecniche della lavorazione della La valenza culturale della lavorazione della ceramica porta alla riscoperta di antichissime tradizioni di Maddaloni mazione tale, da permettere a ciascuno, di esprimere le proprie capacità e le proprie potenzialità creative nell’arte della ceramica”. ceramica, trasformandosi in artisti quali verranno esposti durante la Voluto dalla dirigente scolastica, ceramisti. Mostra-mercato di prossima attua- Anna Maria Lettieri, il laboatorio di Notevole per quantità e qualità la zione presso il I Circolo Didattico ceramica e diventato uno dei centri produzione di manufatti, molti dei “Settembrini”. di aggregazione dei maddalonesi. E’ vera arte venivano livellati: in ogni caso, il fondo veniva essiccato a temperatura ambiente e poi cotto vicino al fuoco. La superficie poteva essere resa più gradevole se il vasaio interveniva su di essa decorandola in qualche modo prima di essiccarla. Ecco quindi le prime decorazioni impresse naturalmente, tipo unghiate; oppure per mezzo di strumenti sulla superficie molle, come tacche e affossamenti; con cordicelle e rotelle, con stampigliature di punzoni in legno o in terracotta , tanto da ottenere punte impresse, depressioni rettangolari , quadrate o circolari: ma si poteva anche incidere con punte, oppure ottenere dei rilievi come cordoni, costolature ecc. Col tempo la ceramica migliorò anche sotto il profilo tecnico: si scoprì ad esempio la qualità dell’argilla migliorava dopo un lungo processo di decantazione, come pure si comprese la possibilità di mascherare le irregolarità della superficie usufruendo di un ingobbio o barbottina, ossia argilla molto fluida e decan- Alla scoperta del manufatto Associazione diversamente abili Una delle maggiori conquiste dell’età neolitica è stata indubbiamente la ceramica, la cui scoperta deve essere stata del tutto casuale: una volta compreso che l’argilla, impastata e lavorata, sotto l’azione del fuoco si consolidava, era comodo foggiarla prima della cottura per poi poterla sfruttare come recipiente e contenitore. sembra che di queste operazioni si occupassero le donne, in quanto agli uomini era riservata la produzione di mezzi di sussistenza o, al limite, l’arte religioso-sepolcrale (costruzione di dolmen, menhir, ecc.). La pasta era di solito argilla naturale non decantata; le forme si ricavavano dalla manipolazione del blocco di pasta, oppure utilizzando una forma che poi veniva estratta , oppure ancora con la sovrapposizione a spirale di cilindretti di terra che poi tata, data per colaggio e immersione; dopo essere stato lisciato e levigato, l’oggetto poteva essere decorato incidendo l’ingobbio prima dell’essiccamento e della cottura. La pittura su ceramica invece si fa risalire solo all’età eneolitica (50004000 a.c.) e sembra abbia avuto origine in Mesopotamia; ma era senz’altro una decorazione molto semplice: a linee, puntini,losanghe, scacchi o disegni geometrici in rosso, bruno o nero sulla superficie bianco-grigiastra dell’ingobbio. Infine, nell’età del ferro (dopo il 2000 a.c.) vennero scoperti gli usi della ruota - il precedente del tornio - per dare agli oggetti uniformità di linea, e del forno per ottenere uniformità di cottura. Aprile S C U O L @ P E RTA Tempo libero 5 Scuole Aperte Laboratorio teatrale A Scuola con Pinocchio Vanno avanti a ritmo serrato le prove per l’evento di fine corso Il musical La Redazione Proseguono con entusiasmo le lezioni nel “laboratorio teatrale” nell’ambito del progetto scuole aperte promosso dall’assessorato Istruzione Formazione e Lavoro della Regione Camnpania guidato dal dott. Corrado Gabriele. A coordinare il tutto è l’Associazione Culturale e Teatrale “Arte La storia che ha tenuto con il fiato sospeso intere generazioni viene messa in scena grazie a Scuole Aperte. Il successo è assicurato dalla grande partecipazione Arsa” che vanta numerose precedenti esperienze di animazione di gruppo. “Il lavoro svolto - dice l’animatore regista del gruppo, Giuseppe Iaculo – ha fatto ulteriormente maturare la convinzione che il teatro possa, se usato in un certo modo, contribuire fortemente al miglioramento del dialogo nelle attività scolastiche”. L’impegno con i genitori, i bambini, gli insegnanti ed i giovani ci con- cretizzerà nella realizzazione di un musical liberamente ispirato alla fiaba di Pinocchio. L’obiettivo primario del progetto è quello di raggiungere una maggiore integrazione sociale e un miglioramento delle dinamiche relazionali intergenerazionali. Per rendere più funzionale l’organizzazione del lavoro sono state istituite le sezioni: teatrobambini (recitazione e dizione), teatro-giovani (mim i c a , coreografia, musica e canto) e teatro-contatto per consentire lo sviluppo delle potenzialità creative e comunitarie dei disabili, il tutto con il forte coinvolgimento dei genitori, alcuni dei quali sono stati così coinvolti da trasformarsi in attori, coreografi e maestri di danza. Il progetto si avvale della collaborazione dell’insegnante, dell’Iti Villaggio dei Ragazzi, Luisa Tagliaferro, del gruppo di lavoro “Arte Arsa” per la parte tecnica del progetto e di un gruppo di docenti del “Settembrini” (Leonetti Rosanna, Ferraioli Giuliana, Masullo Patrizia e Fortunata Cerreto). Quest’azione si pone abbondantemente fuori dalla logica solo ricreativa, è un incontro tra il volontariato teatrale, quello sociale e con la “mission” della scuola, al fine di creare un circolo virtuoso che unisce istituzioni e territorio. Il rilevante coinvolgimento dei giovani maddalonesi e dei genitori a questa iniziativa è in linea con progetti pilota già realizzati dal gruppo “Arte Arsa” con la collaborazione di “People handicap association” di Benevento e della compagnia “Teatro d’oltre confine” di Milano. Storia di un burattino è il titolo della fiaba musicata, che ha come protagonista un notissimo personaggio di finzione, appunto Pinocchio, che l’autore chiama impropriamente burattino, pur essendo morfologica- mente più simile a una marionetta . Si tratta di un classico della cosiddetta letteratura per ragazzi e u scritto nel 1881 da Collodi. Il personaggio di Pinocchio - burattino umanizzato nella tendenza a nascondersi dietro facili menzogne e a cui cresce il naso in rapporto ad ogni bugia che dice - è stato fatto proprio con il tempo anche dal mondo del cinema e da quello dei fumetti. Sulla sua figura sono stati inoltre realizzati album musicali e allestimenti Genitori, alunni, adulti ed il mondo delle associazioni uniti nel dare alla città una risposta che parte dalla scuola. Nessun professionista è presente nel gruppo teatrali in forma di musical. Nelle intenzioni di Collodi pare non vi fosse quella di creare un racconto per l’infanzia: nella prima versione, infatti, il burattino moriva, impiccato.Solo nelle versioni successive, pubblicate a puntate su un quotidiano (il Giornale per bambini), la storia venne modificata con il classico finale che oggi si conosce, con il burattino che assume le fattezze di un ragazzo in carne ed ossa. S C U O L @ P E RTA Aprile 6 Costume&Società Uno Stato senza frontiere L’unità degli Stati dell’Europa è una realtà. Lo scenario mondiale è cambiato da quando è in vigore la moneta unica. “ Procede a ritmo serrato l’integrazione degli Stati dell’Unione Europea. Resta ancora da perfezionare l’interscambio monetario, da noi avvertito maggiormente dall’aumento del costo della vita. di Massimiliano Turco A seguito degli ampliamenti successivi dell’Unione europea (UE) e dell’accresciuta mobilità dei cittadini, il contributo degli Stati membri allo sviluppo delle culture è diventato essenziale. In questo spirito, l’UE si doterà di uno strumento unico di sensibilizzazione e di promozione del settore culturale per favorire una gestione civica della nostra diversità culturale. Per questo motivo la Commissione europea ha proposto che il 2008 venga dichiarato anno europeo del dialogo interculturale. Questa iniziativa si inserisce nel rispetto di numerosi principi fondamentali dell’Unione europea enunciati dal trattato che istituisce la Comunità europea e dalla carta dei diritti fondamentali dell’Unione che pongono segnatamente l’accento sul rispetto e sulla promozione della diversità culturale. In conformità a numerose priorità definite in seno alla strategia di Lisbona, la Commissione insiste sul contributo che questo dialogo interculturale potrà anche apportare alla realizzazione di tali obiettivi di ordine economico. L’economia della conoscenza ha ad esempio bisogno di persone capaci di adeguarsi ai cambiamenti e di trarre profitto da tutte le possibili fonti di innovazione. La Commissione ricorda che questa iniziativa non limita assolutamente l’azione a livello nazionale; imprime invece un impulso comunitario. Gli obiettivi generali si concentrano sulla promozione e sulla sensibilizzazione del dialogo interculturale a vantaggio dei cittadini europei e di tutti coloro che vivono nell’Unione europea. L’anno europeo riguarda principalmente gli Stati membri dell’UE. Sarà assicurata, tuttavia, la complementarietà fra l’anno europeo del dialogo interculturale e l’insieme degli aspetti esterni delle iniziative di promozione del dialogo culturale. Si tratta ad esempio di iniziative intraprese con i paesi dei Balcani o quelli partner della politica europea di vicinato (PEV). Nessun settore è specificatamente interessato al dialogo culturale. Tutti i settori della società sono implicati. Tutti i cittadini europei e tutti coloro che vivono nei paesi dell’UE sono invitati a partecipare a questo dialogo. ” La globalizzazione è la sfida dell’Europa di Rita Piscitelli Una delle principali realizzazioni dell’Unione europea è stata la creazione di un vasto spazio senza frontiere, all’interno del quale i cittadini sono liberi di circolare senza essere soggetti a controlli alle frontiere. Le sue autorità giudiziarie e le sue forze di polizia devono inoltre operare in stretta collaborazione per assicurare che, in qualsiasi paese dell’Unione europea, i cittadini europei godano della stessa protezione dalla criminalità, abbiano lo stesso accesso alla giustizia e possano eser- citare pienamente i loro diritti. L’Unione europea sta sviluppando una politica più coordinata in materia di asilo e immigrazione affinché i richiedenti asilo siano trattati equamente e gli immigrati che risiedono legalmente nell’Unione europea siano integrati nelle società europee. Sono inoltre in via di adozione iniziative volte ad impedire gli abusi e combattere l’immigrazione clandestina. Del resto, in un mondo globalizzato, è fondamentale che i paesi dell’Unione europea collaborino efficacemente per combattere la criminalità e il terrorismo. Tutto ciò garantirà che l’Unione eu- Adesso tocca ai popoli ed un contributo che sia ispirato ai valori dell’europeismo. Si spera nonostante tardi ad arrivare una carta costituzionale . I cittadini europei sono liberi di scegliere in quale paese dell’Unione europea stabilirsi e lavorare. Perché sia possibile godere appieno di queste libertà, l’Unione europea deve gestire efficacemente le sue frontiere esterne. L’ingresso dei paesi dell’ Est contribuirà a rafforzare il dialogo. L’Inghilterra non può più tirarsi indietro. Potrebbe diventare il motore europeo. ropea sia effettivamente uno spazio unico di libertà, sicurezza e giustizia per tutti. Serve a questo punto il coinvolgimento totale dei popoli ed una coscienza che vada oltre il nazionalismo Aprile S C U O L @ P E RTA Cultura 7 Il razzismo ? Il male della libertà “ La nostra è una società aperta e matura, che, pur tenendo conto di mille disfunzioni e ritardi, considera la tolleranza verso chi è diverso uno dei valori fondamentali di Elena Razzano Tutto ciò che è diverso fa paura perchè il nostro cervello non lo capisce e quindi è diffidente..menomale che siamo sapiens sapiens!è dentro di noi..sono i nostri pregiudizi..è il modo di vivere e di pensare..è la nostra ignoranza. Il razzismo rappresenta uno dei tanti abbagli ideologici presi dalla mente umana nel corso della storia e credo che nessuno possa sostenere, al giorno d’oggi, in maniera fondata, con argomentazioni scientifiche e senza timore di essere sonoramente disapprovato, che una razza sia superiore a un’altra. Ammesso che all’interno della specie umana sia possibile individuare delle razze pure. Il nazismo, per citare una delle ultime vittoriose (almeno per un certo periodo) concezioni politiche razziste, che si basava sull’idea di superiorità della razza ariana, oggi ripugna alla quasi totalità delle persone ed è considerato un obbrobrio ideologico non più ripetibile. Eppure la guardia non va mai abbassata e la cronaca ci riferisce, con cadenza presso che quotidiana, di episodi di discriminazione avvenuti sulla base del colore della pelle o del luogo di provenienza. Si tratta, per lo più, di microepisodi di intolleranza o di xenofobia. Certo siamo lontani, almeno qui in Italia, da quanto scritto nei libri di Wright o nei racconti della Gordimer. Speriamo ci sia risparmiato di assistere ad esperienze umilianti per la dignità umana come la schiavitù in tante parti del globo, o l’apartheid in Sudafrica o la violenza rivoltante del Ku Klux Klan negli Stati Uniti. Non bisogna nascondersi che l’ondata di immigrati dal Terzo Mondo, ” che ha raggiunto l’Italia negli ultimi decenni, ha scosso equilibri secolari, abitudini consolidate, modi di vivere e di pensare sedimentati nei secoli, provocando inquietudini. Da noi esisteva, tutt’al più, la contrapposizione fra Nord e Sud, l’annosa e irrisolta questione meridionale, ma lo sviluppo industriale del Paese ha finito col metabolizzare le insofferenze razziste. Molti operai e intel- I diversi sono coloro che In aumento i fenomeni di alimentano la cultura del intolleranza verso i debrazzismo. boli e gli indifesi. lettuali meridionali hanno contribuito alla crescita economica della nazione. Oggi non è così. La crisi economica, la disoccupazione, l’insicurezza fanno vivere lo Straniero come una minaccia a un benessere da poco acquisito e già precario. La psiche umana, sempre in cerca di un facile capro espiatorio, responsabile delle proprie disavventure, può facilmente individuare nell’Altro, nel Diverso, l’origine di tutti i mali. Per contro, culture quasi totalmente estranee al nostro modo di pensare, con valori spesso antitetici ai nostri, reclamano oggi attenzione, diritti, considerazione. Come In punta di penna L’Italia del domani di Gennaro Traviso cambieremo solo 15mila rimpatri. Questo perché sono più numerosi i ricongiungimenti familiari e le nascite e si registra un numero più alto di minori. Con tali percentuali l’Italia tra 20 anni è quindi destinata a superare la vicina Germania che nel frattempo ha saputo affrontare la situazione e che oggi è diventata realmente “multiculturale” (un cittadino su 5 ha un passato migratorio). Per questo il direttore della Caritas, che ha collaborato per la stesura del libro, precisa che una una collabora- Tra 20 anni l’Italia diventerà come la Germania lo Stato con i più alti tassi di immigrazione. Questo vuol dire che presto il nostro Paese avrà il più alto numero di cittadini stranieri in tutta l’Unione Europea. Sarebbe quindi utile sapere come fronteggiare la situazione confrontandoci con le esperienze positive tedesche, anche se l’obiettivo primario resta quello di far capire cosa sia realmente l’integrazione e quanto essa sia importante. Da una ricerca con- dotta per la stesura del libro “Da immigrato a cittadino: esperienze in Germania e in Italia” a cura del Cnel, realizzato in collaborazione con la Fondazione Friedric Ebert e dal Dossier statistico Immigrazione Caritas/Migrantes, emerge che l’Italia si sta apprestando a diventare un paese di grande immigrazione e nei prossimi 20 anni vivrà ciò che la Germania ha vissuto negli ultimi 50 anni contando ben 36,3 milioni di ingressi. In base ai dati dell´anno 2006, il paese tedesco registra 6.751.000 cittadini stranieri su una popolazione complessiva di 82 milioni, mentre in Italia oggi ci sono 3.690.0000 stranieri su 59 milioni di abitanti. Ma mentre la situazione per la Germania appare stabile (550mila nuovi ingressi e 500mila rimpatri nell’ultimo anno), l’Italia tende al rialzo con 600mila nuovi ingressi e zione tra gli Stati è necessaria, poiché solo con il dialogo si possono fare confronti e trarre suggerimenti e “se gli Stati dell’Unione non dialogano fra di loro come riusciranno a farlo con i migranti provenienti da ogni parte del mondo?”. S C U O L @ P E RTA Aprile 8 Noi & gli altri Lachiavedelfuturo Bilinguismo al Settembrini In tutto il mondo l'inglese è la lingua di comunicazione che supera ogni barriera di Antonio Formato di Daniela Di Nuzzo Sempre più persone hanno necessità di conoscere e usare l'inglese per studio o per lavoro La scuola elementare “L.Settembrini” di via Roma, guidata dalla dirigente scolastica Annamaria Lettieri, partecipa sempre più, con grande ritmo, alle nuove iniziative e aspetttative per l’utente. Infatti tra tanti progetti inseriti nel Pof, quest’anno per la prima volta ne è stato attuato uno di lingua inglese con lo scopo di far certificare le competenze linguistiche dei propri allievi dall’ente Trinity. Il “Trinity College London” è un ente certificatore britannico fondato nel 1872 e patrocinato dal Duca di Kent. La certificazione delle competenze linguistiche non rappresenta solo un indice di qualità per la scuola, ma è soprattutto un’occasione per gli allievi di ottenere crediti spendibili nell’ambito scolastico e lavorativo e di abituarli ad interloquire con esperti madrelingua. Il suddetto progetto è stato coordinato internamente dalle docenti di lingua inglese Lucia De Capua e Teresa Renga e ha coinvolto gli alunni delle classi terze e quarte. Gli alunni interessati a tale progetto sono stati selezionati dagli esaminatori bilingue dott. Giuseppe Osci e dott. Patrick Siviero, attra- gua inglese. Superato il testo iniziale, gli alunni, in tutto 98, sono stati ammessi ad un corso di formazione-preparazione della durata di 22 h al fine di conseguire il “Trinity Certificate in Spoken English (Grade 1)”. I corsi hanno avuto inizio verso la metà di gennaio e sono tenuti dai docenti Roberta Mirra, Fabio Gli esami orali Trinity nella lingua inglese come lingua straniera costituiscono un sistema di valutazione valido ed affidabile mediante il quale studenti, insegnanti e genitori possono stando anche piccoli progressi. Ogni studente in base ai progressi compiuti e al proprio ritmo sceglie il grade che vuole sostenere. A tal fine, durante l’anno scolastico, per gli misurare i progressi alunni delle classi compiuti. Un vantag- terze che lo desidegio importante di un rano, la nostra scuola “ occasione. Ancora un ringraziamento va alla vicaria della scuola ins. Mariarosaria Cortese, al personale di segreteria, Giobbe (esperti bilingue), Fiona Cusano, Domenico Parente (esperti madrelingua), provenienti dal “Centro Studi Jus” di Caserta sitoin via Roma. L’esame finale, che gli alunni sosterranno verso la metà di giugno con un docente proveniente direttamente da Londra, non solo permetterà di conseguire la certificazione, ma rappresenta nel contempo un’esperienza unica e motivante nell’ambito del percorso di apprendimento della La certifica- lingua inglese. Concludendo, un particolare zione è spendi- ringraziamento va al bile in ambito dott. Osci, direttore del Centro Studi Jus, nonlavorativo ché referente provinciale del Trinity, il quale segue il progetto con verso un “entry test” ba- grande professionalità, sato sull’uso reale e supportando le insecomunicativo della lin- gnanti interne in ogni L’esperienzacontribuisce ad accrescere l'autostima in particolare alla sig.ra Maria Ferriello e ai genitori degli alunni per la loro collaborazione. Ai piccoli alunni va, invece, il più affettuoso augurio e soprattutto un… “in bocca al lupo” per l’esame.La nostra scuola è un centro esami Trinity. Gli alunni che lo desiderano possono iscriversi e sostenerli in sede, conseguendo una certificazione internaziosistema d’esame granale. Il Trinity College Lon- duato è che esso costidon è un ente certifica- tuisce anche uno tore accreditato dalle strumento attraverso il autorità competenti nel quale motivare gli stuRegno Unito; in Italia è denti ad ampliare le stato uno degli enti in- proprie competenze e clusi nel protocollo di a migliorarsi, atteintesa tra Enti Certificatori e Ministero dell’Istruzione. Conduce i nt e r na z i onal me nt e esami dal 1880. Tali esami sono strutturati su 12 livelli equiparati ai vari livelli comuni di riferimento contenuti nel Quadro Comune europeo di riferimento per le lingue: apprendimento, insegnamento, valutazione (Consiglio d’Europa 2001). Le abilità acquisite potranno quindi essere identificate facilmente e il certificate dal Trinity. Essere in grado di documentare la propria competenza in questa lingua significa accedere ad un mondo più grande prevede un quarto spazio settimanale supplementare di inglese e offre un corso di potenziamento in conversazione, tenuto da un’insegnante madrelingua. ”

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