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					              Bergamo in rete
              Scuola media Muzio “Villaggio degli sposi”
                 Classe 1^C lab. Multimediale 06-07




 Sport          Quartiere     Attività economiche Monumenti
Gastronomia      Territorio           Cultura      Personaggi
                                      popolare
 Il nostro quartiere:
Il Villaggio degli Sposi
       Il centro Sportivo


                  i
Il nostro quartiere     sorge alla periferia sud-ovest
della città . All’inizio il Villaggio era composto da tre
cascine (Trucca, Dalcio Sopra, Dalcio Sotto). Esso è nato
in tempi recenti per volontà di un prete coraggioso,
Don Bepo Vavassori che voleva dare una casa ai
giovani reduci della seconda guerra Mondiale.
Don Bepo voleva acquistare la terra per costruire
il Villaggio degli Sposi, ma non aveva un soldo in
tasca (1945). Nel 1950 Don Bepo va            a chiedere
soldi a destra e sinistra e li trova. Nel 1955 sorsero
24 appartamenti di 4 vani, altri 24 analoghi furono
costruite nel 1956 assieme a 4 appartamenti di 5
vani; nello stesso anno        fu inaugurata la prima
chiesa     del   Villaggio. Nel       1960    sorsero   8
appartamenti con annessi 7 negozi e i garage ;
furono costruiti anche viali giardini , l’oratorio e i
campi sportivi.
Quando Don Bepo morì, in suo onore si compì il giro del
Villaggio.
La chiesa è stata costruita nel 1961 dall’architetto Sesti ed è stata
consacrata nel 1967 dal vescovo Mons. Gaddi. Prima gli abitanti
del quartiere avevano solo una chiesetta di legno.
L’oratorio invece è stato costruito nel 1970 da Don Franco
Seghezzi e insieme fu costruita la casa del parroco.
Racconta il nostro parroco attuale, Don Achille, “il grande
oratorio era costituito da un garage e da una casa privata in via
Tommaso Grossi dove assistevo i ragazzi. Poi la gente del
Villaggio è cresciuta ed è diventata una comunità viva, all’inizio
eravamo poche centinaia di persone, adesso raggiungiamo quasi
seimila abitanti”.
Nel 1951 Don Achille è arrivato al Villaggio con tutta la famiglia
(i genitori e 8 fratelli). Don Achille è stato nominato parroco nel
1993.
La scuola media “Virginio Muzio”, fu
intitolata all’architetto Virginio Muzio
nato      a    Colognola     nel   1864.
L’inaugurazione della nuova scuola
avvenne il 1 ottobre 1969. La sede
principale della nostra scuola si trova
a Colognola, in via San Pietro ai
Campi. Attualmente lì la scuola è
frequentata da 139 alunni divisi in 6
classi (sezioni A e B). La nostra sede
al Villaggio è stata costruita all’inizio
degli anni ’70. Siamo in 143 anche
noi compresi in 6 classi (sez. C e D).
Il centro sportivo è stato costruito 3 anni fa nel 2004 e
sorge vicino alla scuola media. Per gli abitanti del
villaggio la costruzione del centro è stato un momento
molto importante perché questo luogo rappresenta un
punto di ritrovo con gli amici che cementa i rapporti già
stretti tra gli abitanti. C’è stata anche una grande
manifestazione per inaugurarlo, a cui ha partecipato
tutto il villaggio e ogni anno si ripete una festa a
ricordo della sua inaugurazione. Nella sua zona sono
presenti:
 un campo a 11 da calcio;
 un campo a 9 da calcio;
 due campi a 5;
 uno all’aperto;
 uno al chiuso che comprende due campi da tennis;
 un parchetto con dei giochi;
 un campo da bocce,dove da un po’ si fa judo
(coperto);
 all’interno un bar e all’esterno un prato dove è
possibile giocare;
 una pista da skateboard.
TERRITORIO
BERGAMASCO
PRESENTAZIONE DI BERGAMO
Bergamo si trova nella parte centro-orientale della Lombardia.
La superficie della provincia è di 2.722,86 kmq e conta 1.022.428
abitanti, con una densità di 375,5 ogni kmq.
La città, tradizionalmente divisa in alta e bassa, conta circa
120.000 abitanti.
Il territorio è suddiviso in 244 comuni.
La maggior parte del territorio è montuoso (63,5%). Ricordiamo
tra le catene bergamasche le Alpi Orobie.
Il 24.7% è pianeggiante, occupato maggiormente dalla Pianura
Padana, infine l’11.8% è occupato dalla collina.




                                                              collina
                                                              montagna
                                                              pianura
Un‟area protetta che abbraccia la nostra bellissima città,
racchiusa tra i fiumi Serio e Brembo, è il Parco Regionale dei
Colli di Bergamo, un territorio posto ai limiti della Pianura
Padana e ai piedi delle Prealpi Orobiche. Esteso su una
superficie di 4.800 ettari, il parco interessa dieci comuni tutti
nella provincia di Bergamo (Ponteranica, Sorisole, Villa
d‟Almè, Almè, Paladina, Val Brembo, Mozzo, Torre Boldone,
Ranica e Bergamo). È stato costituito nel 1977 come terzo
parco in ordine di tempo e si inserisce nel disegno
regionale di attenzione all‟ambiente. L‟area del parco infatti
si distingue, oltre che per i requisiti naturalistici, anche per le
molteplici valenze storico – culturali. Nel parco sono presenti
corsi d‟acqua e laghetti cava che sono siti di riproduzione di
diverse specie di anfibi.
      LE PRINCIPALI VALLI
La parte settentrionale della provincia è essenzialmente
montuosa. Qui si trovano le principali valli bergamasche:
la Val Brembana (attraversata dal fiume Brembo), la Val
Seriana (dal Serio), la Val Cavallina (dal Cherio), la
Vall’Imagna (dal torrente omonimo) e la Val di Scalve
(dal Dezzo).

               -VAL BREMBANA
È delimitata a Nord dalle Alpi Orobie, a Ovest dal Pizzo del
Diavolo, a Est dalla Presolana e a Sud dalla Pianura: si
trova nel cuore della bergamasca.
È la valle più prospera e sviluppata della provincia e il
fiume Brembo, che l’attraversa, nasce a circa 2000m nella
catena Orobica.
In Val Brembana sopravvive la tradizione, grazie anche
alle numerose feste popolari. Un esempio è la Mascherata di
Dossena in cui la rappresentazione teatrale e la musica
sono veramente suggestive.
                 -VAL SERIANA
Il Serio nasce sulle pendici occidentali a 2500 m. di
quota. Sopra Bondione il corso si trasforma in suggestive
cascate, che risultano al 1° posto in Italia e al 2° in
Europa.
Il paesaggio varia in breve da montagne, a colline, a
pianure accompagnato dal Serio. Risalendo la Valle si
incontrano altopiani, guglie calcaree e pascoli della Val
Gandino. L’importante centro di Clusone è il suo
capoluogo.

                -VAL CAVALLINA
La Val Cavallina conserva un ambiente naturale
impareggiabile. Vi sono paesi ricchi di storie d’arte,
circondati da giardini, chiese e castelli.
Troviamo anche sorgenti termali (terme di Trescore) e
bacini lacustri (lago di Endine), che fanno dell’acqua
l’elemento caratteristico della Valle.
Particolari sono la Valle dell’Acqua di Luzzana e l’oasi
naturalistica della Valle del Freddo.
               -VALLE IMAGNA
La Valle Imagna è delimitata a Nord dalla catena del
monte Resegnone, culminante verso Lecco, con la vetta
del monte Serranda.
Il torrente Imagna confluisce con il Brembo. Il clima è
subalpino, con inverni freddi ed estati calde e ventilate.
Le precipitazioni sono abbondanti nelle stagioni
intermedie.
La vegetazione è costituita principalmente da latifoglie,
sono diffusi anche i faggi.

               -VAL DI SCALVE
La Val di Scalve confina a Nord con la Valtellina, a Est
con la Val Camonica, a Ovest con la Val Seriana e a Sud
con la provincia di Brescia; si estende per 19km tra una
cerchia di montagne.
Nel passato    costituiva   il   cuore   minerario   della
bergamasca.
           LE ALPI OROBIE
         IL PARCO DELLE OROBIE
        OCCIDENTALI BERGAMASCHE
Per secoli le Orobie sono state popolate dagli uomini, che
  crearono su di esse centri abitati, malghe, stavoli e, con
    laboriosa fatica di generazioni , hanno strappato al
  bosco prati e pascoli contribuendo alla diversificazione
       del paesaggio alpino che le rende inimitabili.
 Il Parco Regionale Montano e Forestale delle Orobie è
   costituito dalla parte superiore della Valle Brembana
     che ne occupa un ampio settore di estremo interesse
                  faunistico e naturalistico.
         LA FLORA DELLE OROBIE
La flora che cresce sulle Alpi Orobie è ormai protetta
definitivamente, è quindi libera di crescere indisturbata.
Specialmente in alte quote (anche se un po’ ovunque) , si
estende il regno dei fiori. Qui possiamo osservare gli
esemplari tipici della montagna, cominciando da una serie di
magnifiche orchidee selvatiche, tra cui la rarissima
SCARPETTA della MADONNA (Cypridedium calceolum). Vari
tipi di genziana maggiore (Gentiana Lutea) e di genzianella
(Gentiana kokiana) sono abbastanza diffuse. Per finire ecco
la stella alpina, che domina le alte quote affidandosi al
rispetto degli escursionisti, come gli altri fiori.
  LA FAUNA DELLE ALPI OROBIE
Selvagge e solitarie, con cime che si ergono oltre i
3000m , sono le Alpi Orobie.
Nei cieli, infatti, vola l’aquila reale che ha trovato
in queste impervie montagne luoghi tranquilli dove
annidarsi, mentre sulle rocce regna indisturbato il
camoscio; complessivamente però la fauna è ancora
varia , in montagna vivono il gallo forcello e il
gallo cedrone. Fra i mammiferi aumentano le
marmotte e gli scoiattoli, mentre il camoscio, il
cervo, il capriolo e il cinghiale sono ridotti a pochi
esemplari.     Lo    stambecco     è   un    esemplare
reintrodotto.
   AMBIENTE DELL’ALTA
       PIANURA
Ai piedi delle colline, si estende la vasta
pianura     bergamasca:      un   territorio
definitivamente ridisegnato dall’uomo, che
conserva poco del paesaggio naturale
originario.
     Un animale tipico del
       luogo: la LEPRE-
Nel territorio bergamasco
è presente ovunque in
numero ridotto a causa
della       trasformazione
degli   usi   agricoli   in
pianura     e    del  lento
abbandono delle pratiche
agricole     nella   fascia
montana.
È   un     animale    dalle
abitudini notturne, la
sua alimentazione varia
molto    e   dipende    dai
luoghi che frequenta. È’
molto veloce e nella corsa
raggiunge i 70/80 km
orari.
    AMBIENTE COLLINARE
Più ci si avvicina alla montagna, più l’
ambiente si arricchisce di boschi , di frutteti
e di animali che diventano sempre più
numerosi.
      AMBIENTE PREALPINO
Nella nostra provincia, si passa impercettibilmente dalle
colline alle montagne. A questi aspetti corrisponde anche il
variare della vegetazione boschiva. Si raggiunge
un’altitudine massima di 1.600 metri. Dopo continui lavori
di modifica, effettuati dall’uomo, l’ambiente prealpino sta
riacquistando la sua antica “naturalità”, caratterizzata
dal ritorno di specie scomparse per anni.
un animale tipico del posto: lo
SCOIATTOLO
Lo scoiattolo è presente in tutti i boschi della nostra
provincia. Durante la giornata non è facile avvistarlo,
poiché sta sempre nel fitto della foresta.
     AMBIENTE ALPINO
Le Alpi rappresentano il più grande comparto
montano e, con le altre regioni d’Italia, il
più vasto e ricco ecosistema del vecchio
continente.
un animale tipico del luogo:
     l’ AQUILA REALE
È la regina delle Orobie e da parecchi anni è
tornata a vivere sulle nostre vette. La
sopravvivenza di questo splendido rapace
sulle nostre montagne e il suo futuro sono
legati alla diffusione delle marmotte, che
rappresentano, nella bella stagione, l’ 80%
della sua dieta.
         LAGHI BERGAMASCHI

L’incantevole lago di Endine è
   un grande specchio tra i
   monti . Lo si incontra in Val
   Cavallina dopo Casazza.
Subito dopo il lago di Endine,
   nella Conca di Sebino, ecco il
   lago d’Iseo, accerchiato da
   alte vette. Al centro di esso,
   troviamo la più grande isola
   lacustre d’Europa: Monte
   Isola, un vero gioiello verde
   disseminato da discrete ville
   patrizie. L’isola è molto
   interessante da visitare e offre
   la possibilità di effettuare gite
   in barca.
Questi laghi sono di origine
   glaciale, cioè presentano una
   forma stretta e allungata.
.
E   L’industria dal secondo
    dopoguerra in poi
C
O
N   Economia oggi
O
M
I
A   Arti e mestieri tradizionali
                  L’industria dal secondo
                     dopoguerra in poi
Oggi Bergamo è diventata una delle province
più industrializzate d’ Italia.
La bergamasca aveva avuto già in età
protoindustriale un significativo sviluppo
sulle linee della seta, della lana e del ferro, poi
nel cotone e nell’acciaio. Dal ferro si è passati
alla meccanica e alla tecnologia.
L’industria bergamasca è formata da piccole-
medie imprese ben organizzate che lavorano
soprattutto per l’esportazione.
Nell’ultimo decennio la provincia di Bergamo
ha mostrato alcuni segni di rallentamento,
mitigati da una breve ripresa. A differenza di
molte altre aree Bergamo ha conservato
numerose industrie.
                                Economia oggi
Nella     bergamasca      sono    molto
importanti           l’AGRICOLTURA,
L’INDUSTRIA e le IMPRESE
ARTIGIANALI.
Bergamo risulta la prima provincia
lombarda per la vendita dei prodotti
all’estero.
Il      TURISMO         BERGAMASCO
presenta due tipologie: il turismo
montano e l’offerta culturale della
città. La nuova scommessa per il
futuro è lo sfruttamento di nuove
risorse, particolarmente il turismo
aereo che, attraverso lo scalo di “Orio
al Serio”, porta in città molti turisti
anche grazie ai voli low cost.
       Arti e mestieri tradizionali
Per il trasporto delle merci c’erano i
CARETER, che camminavano accanto ai
carri con la frusta in mano.

Il BACO DA SETA mobilitava famiglie
intere per la produzione dei bozzoli che
venivano poi conferiti alle filande per la
produzione; ce n’era una in ogni paese e la
manodopera        era     prevalentemente
femminile.

Il lavoro del CALDERAIO diventò
un’attività molto richiesta. I recipienti in
rame, infatti, con l’ usura tendevano spesso
a bucarsi rendendo necessaria la
riparazione del MAGNANO.
Il PASTORE era identificabile per il
bastone e il cane. La tendenza a isolarsi
con il gregge favorì lo sviluppo fra i
pastori bergamaschi, di un linguaggio
particolare, il gaì, incomprensibile agli
stranieri.
Compito dello SCALPELLINO era di
ridurre le lastre di arenaria o di granito
per le pavimentazioni oppure per
modellare i blocchi che servivano per i
marciapiedi o per i muri.
Lo STRACCIVENDOLO si spostava da
un angolo all’ altro della città,
raccogliendo dai contadini e cittadini
tutto ciò che era ormai vecchio e
inutilizzabile.
       Dialetti bergamaschi
Il dialetto esprime lo stile della persona che lo parla.
Il dialetto bergamasco era parlato dalla gente della
campagna e della montagna, è aspro, questo perché la
gente era costituita da boscaioli, pastori,… Oggi quasi
solo gli anziani continuano a parlarlo. Il dialetto
bergamasco è ricchissimo di voci, alcune delle quali non
hanno la corrispondente né in altri dialetti, né nella
lingua madre, essi sono quindi intraducibili.
In alcuni vocaboli si possono scoprire relazioni con altri
lingue: löcia, (piangere) deriva dal latino “lugere” – catà,
(cogliere) da “captare” .
La parola proverbio deriva dal latino e indica un’espressione popolare
per definire un concetto o un pensiero.
Vari popoli antichi usavano i proverbi per scopo didattico. In Grecia
furono usati dal popolo ed espressi come forme d’arte in alcuni canti di
poeti lirici. Nella letteratura romana si trovano in alcune commedie. Nei
tempi moderni invece l’uso dei proverbi è irregolare: lo stile può essere
sottoforma di indovinello, novella o canto. Possono essere di origine
colta o popolare. Adesso ecco alcuni proverbi in dialetto con
traduzione:
-Ol pèss gross al mangia chél pìcol -il     pesce grosso ingoia quello
piccolo
-Töcc i oséi i créd de cantà bé -tutti gli uccelli credono di cantare
bene
-Pela la poia senza fàla gridà-pela la gallina senza farla gridare
                      Arlecchino
FESTE E TRADIZIONI




                     Brighella




                      Gioppino
      FESTE E TRADIZIONI
La bergamasca è una terra ricca di tradizioni.Tra
queste ricordiamo: a dicembre S. Lucia. Sempre
in questo mese si festeggia il Natale. Molto
importante è la festa di S. Alessandro che si
festeggia il 26 agosto. Nel mese di febbraio si
festeggia il Carnevale e una tra le maschere più
importanti d’ Italia è Arlecchino. Ma sono
importanti e conosciute anche la maschere di
Brighella e Gioppino.
                       ARLECCHINO
Prima il vestito era tutto bianco, poi a furia di rattoppi è diventato
variopinto. Secondo la leggenda, invece, Arlecchino essendo molto
povero non poteva avere un vestito per la festa in maschera della
scuola. Così i suoi amici gli diedero ognuno un pezzo di stoffa del loro
vestito, con cui sua madre poté cucire un bell’abito.
Arlecchino ha un carattere stravagante e scapestrato,non è stupido,ma
ricco di fantasia e immaginazione. Fra Arlecchino ed il lavoro c’è una
profonda incompatibilità. E’ un abile maestro nel far funzionare le
gambe: capriole, piroette e salti acrobatici.
                    Brighella
Brighella è il degno compagno di Arlecchino, ma tiene a precisare
che lui è di Bergamo alta. E’ molto abile nel cantare, suonare,
ballare. Vivace con le donne, chiacchierone e coraggioso con i
poltroni, abbassa il capo solo davanti a chi lo tiene in soggezione.
E’ sempre in cerca di avventure.

Ecco una breve filastrocca:
Son Brighella,attaccabrighe.
Ho la casacca con le righe
righe verdi ed alamari
sempre le tasche senza denari
mangio molto, non spendo mai
niente soldi e niente guai!
                       GIOPPINO
Una maschera, forse meno conosciuta, è quella di Gioppino e di sua
moglie Margì. Gioppino è tozzo, tarchiato e ha la faccia bonaria.
Ma soprattutto la sua particolarità è il collo deformato da tre
gozzi che, naturalmente, non potevano sfuggire alle canzoni
satiriche. I gozzi sono delle tumefazioni della tiroide che venivano
alle persone che abitavano in montagna per la mancanza di iodio. E’
il re dei burattini. Tirato giù alla carlona, di maniere e linguaggio
rozzi, bonaccione con tanto cuore, egli è paziente finché non gli
fanno infiammare la sua gozzaia; e allora si batte sempre a
vantaggio dei piccoli e degli oppressi.
S. Alessandro, patrono        Durante
della città di Bergamo, era   l’attraversamento del
un soldato e quindi è         Vallese, in Svizzera, alla
raffigurato secondo la        legione fu ordinato di
tradizione in veste di        ricercare i cristiani , ma i
soldato romano con un         legionari, cristiani
vessillo recante un giglio    anch’essi, si rifiutarono e
bianco. La legione romana     vennero uccisi con la
di    cui    faceva   parte   decimazione ad
Alessandro      combatteva    Agaunum. Alessandro
prevalentemente          in   scappò una prima volta ,
Oriente, ma fu spostata       ma fu ugualmente
nel 301 ad Occidente a        catturato e giustiziato a
combattere i barbari.         Milano.
Durante l’esecuzione i boia non riuscirono ad ucciderlo e
fu nuovamente incarcerato. In seguito scappò e arrivò a
Bergamo dove fu ospitato dal          principe Crotagio.
Alessandro iniziò a convertire molti bergamaschi, ma fu
catturato e decapitato pubblicamente il 26 Agosto 303
dove sorge la chiesa di S. Alessandro in Colonna. Il sacro
corpo di S. Alessandro si venera nella cappella Gentilizia
del castello ducale di Pascolanciano (Isernia-Molise).
Ogni anno, il 26 agosto, si commemora il santo con la
festa durante la quale i bergamaschi vanno alle giostre.
BERGAMO NELLA STORIA
                                Biblioteca civica
         Campanone
                                       1
              2

                      Piazza vecchia
                            3



S. Maria Maggiore
e Cappella Colleoni
                      Duomo

          5             6


                                                     4

                                           via Donizetti
PIAZZA VECCHIA
    PIAZZA VECCHIA
Piazza rinascimentale si forma nel
1440/93 dalla demolizione delle
case e delle botteghe medievali. Al
centro la fontana donata nel 1780
dal Podesta’ Alvise Contarini. Sulla
destra, a definire il lato nord-est
della piazza, e’ il palazzo nuovo O
Biblioteca A. Maj, il palazzo, che
dal 1648 al 1873 fu sede municipale.
Di fronte si trova il Palazzo della
Ragione,   mentre     a   destra   è
collocato il Palazzo del Podestà. A
sinistra la piazza è racchiusa da
case nobiliari
PALAZZO DELLA RAGIONE
PALAZZO DELLA RAGIONE
 Costruito verso la metà del XII
 secolo,    ha   subito  importanti
 trasformazioni nei secoli XV e XVI,
 che     ne    invertirono     anche
 l’orientamento : originariamente
 la facciata prospettava sulla
 retrostante Piazza del Duomo.
 Nel 1453 vennero aperti i fornici e
 le trifore ogivali verso Piazza
 Vecchia e costruito lo scalone
 coperto che porta al piano
 superiore. Nel 1520 Pietro Isabello
 mise        mano        all’edificio,
 costruendo la loggia terrena a
 volte e il grande salone superiore.
    PALAZZO del PODESTA’
Sul   lato    nord-occidentale
della piazza c’è il palazzo
del     Podestà      veneziano,
costruito dai Suardi nel 1340,
trasformato nel XV secolo e
affrescato all’ esterno nel
1477 da Bramante.
Tra    le    finestre    erano
rappresentati sette filosofi,
tre soli sono stati recuperati,
restaurati e collocati nel
      TORRE DEL COMUNE
Guardando a destra del Palazzo della
Ragione, si può ammirare la torre
Comunale. Alta          52 metri è
considerata il simbolo di Bergamo. Con
la sua campana è stato testimone nel
tempo dei grandi e piccoli avvenimenti
della città. Costruita in epoca
medievale, la torre era isolata, ma
alla fine del XII secolo le famiglie
Suardi e Colleoni le costruirono
accanto un edificio e la usarono a
scopi difensivi. Nella parte inferiore
la torre fu anche adibita a prigione
fino al 1700.
    BIBLIOTECA ANGELO MAI
Aperta nel 1768 grazie al lascito testamentario del cardinale
Giuseppe Alessandro Furietti (1684-1763), è ospitata nel
Palazzo Nuovo progettato nel 1593 da Andrea Vannone, in
sostituzione di una loggia quattrocentesca. Successivamente
fu ridisegnato nel 1611 da Vincenzo Scamozzi , ma con
facciata completata solo nel 1927/28 da Pirovano.
E’ una delle più ricche e frequentate biblioteche storiche
italiane di conservazione. La biblioteca conserva notevoli
fondi librari e anche archivistici di varia natura e provenienza.
Vi sono ordinati più di 500.000 volumi e manoscritti e 1274
incunaboli di cui una settantina rarissimi.
CAPPELLA COLLEONI
          CAPPELLA COLLEONI
Questa bellissima cappella occupa oggi il posto in cui, in epoca
medievale, sorgeva la sacrestia nella basilica di santa Maria Maggiore. Il
bergamasco capitano di ventura Bartolomeo Colleoni, vincitore di molte
battaglie fece abbattere l’ antica sacrestia senza chiedere alcun
permesso. Essa rappresentava, infatti, un ostacolo alla costruzione della
sua tomba, che doveva sorgere nel luogo più importante della città. I
lavori iniziarono nel 1472 e si conclusero nel 1477 e furono affidati a un
architetto molto famoso, Antonio Amadeo, che a quel tempo stava
realizzando la Certosa di Pavia. L’ architetto utilizzò gli stessi marmi
colorati della facciata di santa Maria Maggiore. Le decorazioni, sculture a
bassorilievo rappresentano uomini illustri dell’antichità, scene
mitologiche, tutti i simboli del coraggio, della forza e intelligenza del
condottiero. All’interno si trova un grande cavallo di legno dorato
montato da un nobile cavaliere. Si tratta del Colleoni con in mano il
bastone del comando datogli da Venezia. Sotto la statua equestre si
trovano due sarcofagi: il primo contiene il corpo del condottiero, il
secondo quello della moglie Tisbe. Sulla sinistra è collocato il sarcofago
della figlia Medea.
     Basilica di S. Maria Maggiore
 E‟ stata iniziata nel 1137 per un voto fatto alla
Madonna dopo l‟epidemia di peste del 1135. Al
suo ingresso c‟è arco (protiro) appoggiato su
due leoni di marmo rosso, nell‟ingresso
meridionale invece i leoni sono di marmo bianco
e vi è una guglia gotica che racchiude tre statue
opere di G. da Campione. Il campanile fu
completato nel 1591. La costruzione è fatta con
pianta a croce greca, arricchita da 5 absidi. Ha
una cupola ottagonale. Gli affreschi furono
modificati a partire dal 1476 su indicazione di
Pellegrino Tibaldi che voleva per la chiesa
qualcosa di più sacro.
Delle decorazioni interne che consistevano in
affreschi del „300 sono tuttora visibili “L‟albero
della vita”, una rappresentazione della vita di
Cristo, e il gruppo di affreschi votivi sulla
parete opposta.
                 IL DUOMO
La costruzione del Duomo, iniziata nel 1459
su disegno del Filarete, ebbe vicende lunghe
e travagliate e venne conclusa solo nel
1886. L‟interno è a una navata a croce
latina. La zona del coro e il transetto destro
presentano numerose opere barocche. Nelle
sacrestie si trovano due tele di Giovan
Battista Moroni.
                  La Rocca


La struttura moderna della Rocca viene realizzata tra il
1331 e il 1336. A iniziare la costruzione fu Giovanni di
Lussemburgo, re di Boemia. Il complesso venne
ultimato da Azzone Visconti che dominò la città fino
all’ arrivo dei Veneziani nel 1428. Il dominio di Venezia
sulla città terminò con l’arrivo di Napoleone nel 1797.
Nel 1814 la Rocca diviene una sede delle truppe
austriache che controllavano il territorio.
La Rocca fu teatro della liberazione di Bergamo
avvenuta per mano di Garibaldi l’8 giugno 1859.
E’ degli anni ’20 il passaggio di proprietà del
complesso dallo Stato al Comune di Bergamo;
era la sede ideale per la celebrazione degli
eventi politico-militari e degli uomini che
avevano realizzato l’Unità d’Italia. All’esterno il
Parco delle Rimembranze è dedicato ai caduti
della prima guerra mondiale e ospita
monumenti intitolati ai reparti dell’ esercito
italiano nei quali hanno militato cittadini
bergamaschi.
Le mura di città alta, esistenti già in epoca romana,
vennero ricostruite nel corso del Medioevo e più
volte modificate. Della cinta romana sono rimaste
alcune tracce ancora oggi visibili in via del Vagine.
Agli inizi del „500 le mura si trovavano in condizioni
di estrema decadenza. Nel 1556 il Senato della
Repubblica di Venezia, decise di procedere alla
ricostruzione integrale della doppia cinta di
fortificazione della città. Per l‟edificazione della cinta
vennero demoliti oltre 250 singoli edifici ed alterate
nel loro aspetto naturale alcune zone di città alta.
Le demolizioni si resero necessarie per accorciare i
tempi di realizzazione e andarono così perduti
importanti opere e monumenti come la Cattedrale
paleocristiana di S. Alessandro, le chiese di S.
Lorenzo e il monastero di S. Bartolomeo. Nel 1574
le mura costituirono un esempio tra le più
significative fortezze realizzate dai Veneziani in
terraferma. Al di sotto delle mura vennero
consolidate attività agricole ed orticole.
Le Muraine, cinta muraria che racchiudeva la città
bassa, costruite nel corso del „400 da Venezia,
svolsero un ruolo urbanistico e daziario. Furono
demolite nel 1901.
      LE
 FUNICOLARI
 DI BERGAMO
Bergamo è una delle poche
città     ad    avere    due
funicolari funzionanti: la
prima che collega la città
bassa con Città Alta, fu
costruita nel 1887.
La seconda, che collega
Città Alta con il colle di S.
Vigilio, venne realizzata nel
1912.
Il nuovo centro di Bergamo è nato nel 1700, quando la città ha
cominciato ad espandersi verso la pianura.
L‟aspetto attuale di questa parte della città è stato determinato da
alcuni importanti interventi urbanistici: la realizzazione della Strada
Ferdinandea, la via principale di Bergamo bassa costruita nel
1837 dal governo austriaco per facilitare l‟attraversamento della
città bassa verso il colle; il centro piacentiniano, realizzato tra il
1914 e il 1930 su progetto dell‟architetto Marcello Piacentini, che
ha dato a questi luoghi la loro caratteristica struttura, con piazze
aperte circondate da portici ed edifici bassi per non nascondere il
panorama di Città Alta.
 Infine il Sentierone, un ampio viale alberato e pavimentato,
realizzato nel 1600 per far passare le carrozze, luoghi di passeggio
preferito dei bergamaschi, su cui affaccia il principale teatro
cittadino intitolato al grande musicista Gaetano Donizetti.
Palazzo Frizzoni



Ogni anno nella “Contrada del Prato di S.
Alessandro” si teneva una fiera nota in tutta
Italia per la sua bellezza. Palazzo Frizzoni si
costruì nello stesso luogo della fiera nel
1825 su richiesta della famiglia Frizzoni
industriali di seta svizzeri. il palazzo che fu
finito nel 1840 e donato al Comune dall’
ingegnere Enrico Frizzoni nel 1927, venne
inaugurato come sede del Comune nel1933. Il
palazzo è una delle migliori opere di Rodolfo
Valentini.
          TEATRO DONIZETTI




In un luogo chiamato “PRATO” si ergeva la
fabbrica della fiera, entro il cui recinto
si trovavano alcuni teatri provvisori in
legno .
Bortolo Riccardi, impresario, fece qui
costruire il teatro stabile che,
inaugurato nel 1791, originariamente
portava il suo nome .
               Bruno Bozzetto
Nato il 1938 a Bergamo, Bruno Bozzetto appena
ventenne realizza “Tapum! La storia delle armi”,
cortometraggio che lo impone all’ attenzione del
pubblico. Alla fine degli anni ’60 Bozzetto è ormai un
acclamato autore di cartoni animati di rilevanza
internazionale grazie ad opere come “West and Soda“
(1965), “Vip, mio fratello superuomo” (1968) ed
“Allegro ma … non troppo” (1977). Ultimamente la
passione del nostro autore lo porta a produrre :
”Mister Tao” che gli è valso l’Orso d’ oro al Festival di
Berlino del 1990; con “Cavallette” ha vinto nello
stesso anno il Nastro d’ argento a Roma.
                             Giacomo Manzu’
Giacomo Manzù è nato il 22 dicembre 1908 a Bergamo. Genio precoce,
da giovane frequenta la Scuola di Plastica Decorativa “Fantoni” di Bergamo
. Nel 1932 realizza i primi disegni della “Bambina sulla Sedia”.
Tra il 1936 e il 1940 Manzù promuove la sua arte e ottiene il meritato
successo alla Biennale di Venezia e a mostre d’arte italiana che si tengono a
Budapest, a Buenos Aires, New York ,San Francisco e Zurigo.
 Nel 1940, nominato titolare di cattedra di Scultura all’ Accademia di
Brera,si stabilisce a Milano. Lascia Brera nel 1954 per Salisburgo. Tema
centrale della sua opera diviene l’orrore della guerra. Tra il 1952 e il 1964
realizza per S.Pietro a Roma la “Porta della morte”, la sua opera forse più
famosa.Tra le sue opere ricordiamo anche il Busto e la maschera mortuaria
di Papa Giovanni XXIII.
Manzù muore a Ardea nel 1991.
               Donizetti
Gaetano Donizetti nacque a Bergamo il
29 novembre del 1797. La sua
abitazione si trova in Borgo Canale.
Nel 1816 compose la           prima   opera
intitolata “Il Pigmalione”.
Nel       1821       lasciò    Bergamo
definitivamente. Si impose con l‟opera
buffa “ L‟Ajo nell‟imbarazzo”.
Realizzò    73  opere    tra  le  quali
“L‟elisir d‟amore”    (1932), “Lucrezia
Borgia” (1933) e “Lucia di Lammermoor”
ottennero un grande successo. Nel 1844
si ammalò e morì nel 1848 a Bergamo.
        Papa Giovanni XXIII
Giovanni Roncalli nacque a Sotto il Monte
in provincia di Bergamo il 25 novembre
1881 in una famiglia contadina. Diventò
papa nel 1958.
Un anno dopo la sua elezione annunciò il
Concilio Vaticano II per aggiornare la vita
della chiesa.
Nel 1963 ha pubblicato una famosa
enciclica intitolata “Pacem in terris”.
Il Papa morì la sera del 3 giugno 1964.
Nel 2000 è stato beatificato.
Piatti
tipici
         I vini
                  I formaggi

                               I dolci
         Presentazione
 La bergamasca è sempre stata una terra povera,
dunque gli abitanti avevano a disposizione solo
prodotti elementari della terra, ad esempio
formaggi, vini , pochi ortaggi e carne allevata
in famiglia.
I formaggi sono numerosi ,come lo Strachitund,
il Branzi e il Taleggio ed i formaggi di capra.
Pochi sono i salumi.
Abbiamo molti vini da invecchiamento, che
vengono venduti in tutto il mondo: Valcalepio e
il Moscato di Scanzo passito doc.
             Piatti tipici
I piatti tradizionali bergamaschi più conosciuti
sono i casoncelli e la polenta e osèi.
Tra i piatti tipici della bergamasca ricordiamo:
• le foiade; (pasta tipo lasagna);
• I nosècc (involtini d i verza arrotolati);
• I borfadèi (farina di mais con farina bianca di
    frumento bollite per poi essere versate nel latte
    freddo);
• La polenta uncia (polenta con il burro);
• La casola (verza con carne di maiale);
• La chisola (polenta con stracchino cotti sulla
   brace);
• La polenta taragna (polenta condita con formaggi)
                     I Vini
Nel XVI sec. la provincia di
Bergamo     aveva      un’estesa
coltura di viti, non solo sulle
colline ma anche sul piano
asciutto dell’ISOLA tra i
fiumi Brembo e Adda.
La produzione vitivinicola
bergamasca sta vivendo oggi
un rilancio.
Il vino bergamasco            di
eccellenza     è     il    rosso
VALCALEPIO      doc,    la   cui
produzione      è    consentita
lungo    tutta     la     fascia
collinare estesa tra il lago
d’Iseo e il fiume Adda, dal
Sebino al Lario.
             I Formaggi
La produzione bergamasca di latte è di circa
3.000.000 di quintali, destinati al consumo fresco,
sia alla trasformazione per la produzione di
formaggi, burro e ricotta.
In pianura prevale l’allevamento di bovini di
razza Frisona.
D’estate gli animali vengono spostati in
montagna .
Negli ultimi anni l’offerta di prodotti caseari si è
arricchita di formaggi ottenuti dalla
lavorazione del latte di bufala e di capra.
         I formaggi: BRANZI e
               TALEGGIO
Il BRANZI è un formaggio originario
della valle Brembana, dove è prodotto da
secoli. È un formaggio grasso o semigrasso
a pasta semicotta, dal peso medio di 12-15
kg . Può essere consumato fresco o anche
dopo parecchi mesi o un paio d’anni di
stagionatura, grazie alla quale
acquisisce un sapore forte e piccante.
Secondo la tradizione locale viene
consumato con la polenta.

Il TALEGGIO è il più antico e tradizionale
formaggio bergamasco e nasce nella Val
Taleggio. Intorno al X-XI secolo in questa
valle è iniziata la produzione di un
formaggio artigianale conosciuto con il
nome di stracchino di Taleggio; era un
formaggio prodotto a fine estate quando
le vacche scendevano dalle alpi al piano.
Il Taleggio è prodotto con latte di vacca
intero ed ha una forma quadrata; è un
formaggio grasso a pasta dolce e
delicato.
                  I dolci
 Tra i dolci troviamo:
           la torta Donizetti,




la torta di Treviglio,




la tradizionale Polenta e Osèi
(versione dolce).
Bergamo, pur essendo una piccola città, eccelle in molti sport e annovera molti
campioni.
Calcio: Atalanta, Donadoni, Albinoleffe;
Pallavolo: FoppaPedretti;
Rugby: Lions Bergamo;
Ciclismo: Paolo Savoldelli, Giuseppe Guerini, Ivan Gotti e Felice Gimondi ;
Motociclismo: Giacomo Agostini
                STORIA ATALANTA
L‟Atalanta nasce nel 1907 il 17 ottobre da un‟idea di
Eugenio Urio, Giulio e Ferruccio Amati, Alessandro
Forlini e Giovani Roberti. Scelsero il nome Atalanta
da quello di una veloce ninfa arcaica. Allora il calcio
era molto diverso e i calciatori si esibivano in polsini e
colletto duro. In caso di pioggia, si poteva addirittura
vedere il portiere aprire l‟ ombrello. Scoppiò la guerra
e di Atalanta non si parlò per tre anni. A Bergamo
c‟era però anche un‟altra società che pretendeva
spazio, la Bergamasca. Nell‟ottobre del 1919 la
Federcalcio decise di mettere la Bergamasca e
l‟Atalanta di fronte. La sfida fu giocata a Brescia e
vinse lo spareggio l‟Atalanta per 2 a 0. Poi i dirigenti
delle 2 squadre si sedettero insieme e decisero di
fondere le 2 società. L‟unico trofeo vinto finora è una
Coppa Italia nel 1962-63.
L‟Atalanta gioca nello stadio “Atleti azzurri d‟Italia”
che contiene 26 542 posti a sedere.
La maglia in casa è di colore blu e nero e quella in
trasferta bianca con le spalle azzurre.
Donadoni, nato il 9 settembre 1963 a Cisano
Berg., è dal 13 Luglio 2006 commissario tecnico
della Nazionale di calcio italiana. Centrocampista
di fascia destra, cresciuto nel vivaio dell‟Atalanta,
cominciò la sua carriera a Bergamo, dove disputò
il campionato giovanile nella stagione 1981-1982
e l‟anno successivo quello di serie B con 18
presenze. L‟Atalanta non salì di categoria, ma
Donadoni rimase con la squadra, risultando
determinante per la promozione in A dell‟anno
successivo. Nel 1986 per una cifra da capogiro
passò al Milan con cui vinse molti campionati e
coppe. Divenne anche uno dei punti di forza della
Nazionale azzurra.
L‟Albinoleffe è stata fondata nel 1998 dalla fusione
delle società Albinese e Leffe. Attualmente gioca in
serie B e il suo presidente è Gianfranco Andreoletti.
La divisa ufficiale ha la maglia celeste, i calzoncini e
calzettoni blu.
Dopo aver disputato diversi campionati in serie C, la
squadra è approdata nella serie cadetta dove da tre
anni disputa ottimi campionati. E‟ la seconda squadra
di Bergamo e con l‟Atalanta condivide lo stadio e
talvolta il pubblico.
Il ciclismo è sempre stato sempre molto amato e
seguito nella bergamasca, forse perché per la
sua durezza esalta lo spirito di sacrificio così
tipico del carattere dei bergamaschi.Proprio per
questo non sono mai mancati campioni della
nostra provincia in questa disciplina. Anzi pare
che la conformazione del territorio, che offre tutte
le possibili tipologie, dalla pianura alla montagna,
costituisca un‟ottima palestra per gli allenamenti
dei ciclisti che anche se di altre regioni e nazioni
spesso scelgono di abitare in provincia di
Bergamo.
Giuseppe Guerini nasce il 14 febbraio 1970 a Gazzaniga
(BG.). È uno scalatore, cioè un ciclista abile in salita.
Diventa professionista nel 1993. Nel 1999 va al team
Telekom, oggi chiamato T-mobile team, per il quale corre
ancora oggi. Tra le sue vittorie più importanti ricordiamo il
terzo posto al Giro d‟Italia, nel ‟97 e nel „98, due tappe al
Tour de France nel ‟99 e nel 2005 e il secondo posto al
Giro della Svizzera nel 2003. Il momento più importante
e spettacolare della sua carriera è la vittoria all‟Alpe di
Huez al Tour del ‟99 quando a poche centinaia di metri
dall‟arrivo si scontrò con un fotografo, cadde, ma riuscì
comunque ad arrivare primo. La sua ultima vittoria è del
2005.
Felice Gimondi è nato nel ’42 a Sedrina (Bg.). Divenne professionista nel
’65. La sua carriera cominciò con una grande vittoria, il Tour de France nel
’65. Successivamente si affermò in numerose classiche e gare a tappe
arrivando a conquistare il titolo mondiale nel ’73 a Barcellona. Ha vinto per
ben tre volte il Giro d’Italia. Ha concluso la sua carriera nel ’78. È uno dei 4
corridori italiani ad aver vinto tutte e tre le grandi corse a tappe.


Ivan Gotti è nato nel ’69 a San Pellegrino terme. Ciclista e scalatore,
insieme a Marco Pantani, è stato uno dei più famosi corridori italiani di
fine secolo. Divenuto professionista nel 1991 con la Chateau d’Ax, si mise
in luce nel Tour de France nel ’95 dove vinse una tappa e stette due giorni
in maglia gialla. Gotti vinse il suo primo Giro d’Italia nel 1997 dopo un
esaltante duello col ciclista Pavel Tonkov. Fece il bis due anni dopo
quando venne squalificato il “pirata” Marco Pantani.
Il Volley Bergamo fonda le sue radici nella stagione 1991-
1992 con la partecipazione al campionato di b1 e la
conquista del suo primo trofeo, la Coppa di Lega. La
stagione seguente arriva un nuovo salto di categoria,
stavolta nella massima serie. La squadra di Malinov infatti
vince il suo primo scudetto battendo in finale Modena e la
sua prima Coppa Italiana. Nel 2002-2003 la squadra decide
di cambiare e riparte dalle conferme del nuovo capitano
Maurizia Cacciatori. Questa annata rossoblù passa alla
storia per lo strepitoso scudetto vinto in gara 5 con
l’Asystel Novara, al termine di una strepitosa rimonta mai
avvenuta nella storia della pallavolo con Bergamo sotto di
due gare a zero. Anche quest’anno la squadra si è affermata
in Italia e in Europa.
I Lions nascono nel 1983 a Bergamo e dopo 2 esperienze si
iscrivono al Campionato Nazionale. Con alti e bassi la squadra
ottiene ottimi risultati sia in campo nazionale che internazionale:
nel 1993 e 1994 i Lions partecipano alle Olimpiadi; nel 1999 salgono
nel campionato della serie A; nel dicembre del 2000 la squadra
giovanile partecipa per la quarta volta al Campionato Italiano. Nel
2002 i Lions partecipano al Superbowl Italiano e nel 2005
conquistano il loro quarto Superbowl battendo i Warriors Bologna.
Giacomo Agostini
• Giacomo Agostini è nato a Lovere Bergamo 16
  Giugno 1942. Ha vinto 122 gran premi e 15 titoli
  mondiali di motociclismo. Sin da piccolo era
  appassionato di moto. Da grande partecipò alle
  gare locali, dimostrando la sua bravura. Nel ’63,
  vinse il primo campionato juniores in Italia, poi
  partecipò per la prima volta al campionato del
  mondo e vinse il suo primo titolo mondiale nel ’66.
  Giacomo Agostini, durante la sua carriera, ha
  gareggiato con diverse motociclette come: Moto
  Morini, MV Augusta e in fine con la Yamaha. Tra le
  sue vittorie ci sono 18 titoli Italiani e 15 titoli
  mondiali. Inoltre, è titolare del record di 22 podi
  consecutivi, eguagliato solo da Valentino Rossi.
                        Polenta Taragna
Ingredienti:
•350 gr di farina di grano saraceno
•50 gr di farina di mais
•200 gr di taleggio(o 100 gr di taleggio e 100 gr di fontina)
•Alcune foglie di salvia
•1 bicchiere di latte
•100 gr di burro
•Sale
Preparazione:
Mescolate insieme le due farine. Fate bollire un litro di acqua
salata versate la miscela di farine e fate cuocere mescolando Per 40
minuti. Aggiungete il latte e metà del burro continuando a cuocere
per altri 5 minuti. Togliete dal fuoco e amalgamate il formaggio
tagliato a pezzetti mescolando finché è sciolto ma non assorbito.
Versato su un piatto o su un tagliere potete servire così oppure
sciogliete il restante burro con del peperoncino e le foglie di salvia
Il lavoro e‟ stato realizzato dai seguenti alunni :

SAFIA ABDULLAHI, SALVATORE BARBAROTTO, NICOLE
BONOMI, SAAD EL KHALFI, KEVIN FELOTTI, CLARA GAMBA,
ANNA GIABELLI, RAFFAELE GUERINI, GLORIA MAZZOLENI,
LAURA PECA, TAIRI RODRIGUEZ, SARA ROSSI LORENZI, FABIO
SCAVO, PAOLO SIGNORELLI, ERICK TOMALA‟, FEDERICO
VITALI, MATTIA ZINNI.

con la collaborazione delle professoresse: NADIA ZANOLETTI,
SUSANNA BARTOLI E DANIELA ELIA.

                    Musica di apertura di
             CLAUDE DEBUSSY: Suite Bergamasque

				
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