Decisione REMA 3 centri e 6 sottocentri per il

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4 La Posta n. 6/2003 La Posta n. 6/2003 REMA 5 Decisione REMA: 3 centri e 6 sottocentri per il trattamento delle lettere Regione Basilea Rassegna stampa Corriere del Ticino Centro Regione Lucerna Zurigo Ovest Regione San Gallo I sindacati tirano un sospiro di sollievo: transfair ha giudicato la decisione il male minore, mentre il sindacato della Comunicazione ha parlato di scelta dolorosa, nonostante il piano sociale messo a punto con l’azienda. Nelle rispettive prese di posizione i due sindacati hanno rilevato come la lotta e le proteste abbiano portato buoni frutti. Il piano presentato ieri rispecchia le attese dei sindacati per quanto riguarda la politica regionale e del personale. Tuttavia una volta di più regioni come i Grigioni, il Giura e il Vallese fanno le spese della riorganizzazione. La Posta dovrà perciò creare in questi cantoni nuove occasioni di lavoro (...). 28 maggio 2003 Die Südostschweiz Losanna Nord Ticino Regione Ginevra Regione Berna È stata grande l’attenzione che i media hanno prestato alla conferenza stampa sulla decisione del Consiglio di amministrazione della Posta in merito al progetto REMA. Il 27 maggio scorso Anton Menth, presidente del CdA, ha presentato pubblicamente l’avveniristica decisione della Posta Svizzera. Il piano sociale quadro è stato accettato da tutte le parti Die Zeichen waren deutlich, und schliesslich überraschte der Entscheid auch niemanden wirklich. Die Post schliesst im Rahmen ihrer Neuorganisation der Briefzentren das Briefzentrum Chur definitiv. 100 von 120 Stellen gehen verloren, für den Kanton Graubünden erneut ein schwerer Schlag. Denn in einer Randregion sind 100 Stellen nicht einfach Peanuts. (...) Einigermassen frustrierend dürfte dabei die Tatschache sein, dass auch das massive Lobbying wenig ausgerichtet hat (...) Und ganz ohne Resultate ist das Lobbyieren auch nicht geblieben. Immerhin überlegt sich die Post, wie sie in jenen Regionen, die von der Schliessung der Zentren am härtesten betroffen sind (Graubünden, Wallis und Freiburg) alternative Stelle schaffen kann. (...) 28. Mai 2003 La decisione del Consiglio di amministrazione sul numero di centri e sottocentri e sulle regioni d'ubicazione REMA è stata presa: dal 2009 la Posta Svizzera tratterà la posta-lettere in tre nuovi centri ubicati nelle regioni di Losanna/Yverdon, Soletta/Olten/Aarau e Zurigo. Ad essi si aggiungono sei sottocentri nelle regioni di Ginevra, Basilea, Ticino, Berna, Lucerna e San Gallo. Il principale collegamento ferroviario sarà costituito dalla linea ai piedi meridionali del Giura. Un'ulteriore, importante passo nell’ambito del progetto REMA è stato fatto a metà maggio, quando la Posta e i sindacati della Comunicazione e transfair sono infatti giunti a un accordo su un piano sociale quadro. I risultati di queste trattative sono frattanto stati ratificati dai tre organi preposti. Il piano sociale prevede che a tutti i collaboratori venga sottoposta almeno un Bieler Tagblatt Piano sociale: gli aspetti più importanti in breve Nell’insieme il servizio pubblico e la redditività ne saranno rinforzati. I prossimi passi Il piano sociale REMA è stato approvato dai sindacati e dal Consiglio di amministrazione della Posta. Ai collaboratori coinvolti nel riassetto verrà sottoposta perlomeno un’offerta d’impiego accettabile. Il piano sociale contiene anche molti altri dettagli già stipulati. Programmi occupazionali Nicht alle Regionen würden das Lob Bundesrat Leuenbergers unterschreiben. Im Wallis, in Graubünden und in Freiburg fühlt man sich übergangen. Auch Biel stimmt in den Reigen der Enttäuschten ein. Die Region zwischen Arc jurassien und Mittelland landet wieder einmal zwischen Stuhl und Bank. (...) Diese betriebswirtschaftlichen Kriterien der Post fügen der Region Biel wirtschaftlichen Schaden zu. Nichts als konsequent deshalb, dass Biel ebenfalls aus wirtschaftlichen Überlegungen nun plötzlich zur Region Bern gehören will und um das dort vorgesehene Subzentrum kämpft. (...) 28. Mai 2003 sulta migliore. Il vantaggio più significativo risiede tuttavia nel fatto che con sei sottocentri hanno potuto essere maggiormente considerate le esigenze di politica del personale di molte regioni. Per la Posta, inoltre, la migrazione del personale in tali regioni risulta semplificata. Tuttavia, con questa variante i risparmi annui si riducono a 170 milioni di franchi (variante di riferimento: circa 220 milioni di franchi). «Considero la rinuncia a risparmi maggiori un investimento nella pace sociale e nella sicurezza esistenziale di impiegati di lunga data. Anche questo è un valore rimarchevole. E per rispettarlo occorre poter fare delle concessioni sul piano finanziario», così Ulrich Gygi, direttore generale, ha spiegato il compromesso fra redditività e responsabilità sociale. Tages-Anzeiger La variante scelta dal Consiglio di amministrazione della Posta Svizzera è quella che tiene meglio conto delle esigenze di politica regionale e del personale nonché della necessaria redditività del progetto. Alla conferenza stampa che si è tenuta il 27 maggio a Berna Anton Menth, presidente del CdA ha sottolineato che la decisione in merito alle varianti è stata presa in funzione della struttura delle quantità di lettere pronosticata dalla Posta. Non è un segreto che le quantità di lettere spedite vanno diminuendo e che per il 2010 si prevede una diminuzione del volume di lettere del 10 percento. «Se nel corso degli ulteriori lavori tale struttura delle quantità dovesse cambiare significativamente, il CdA si riserva il diritto di rivedere la propria decisione e di adeguarla alle nuove condizioni», ha segnalato il presidente del Consiglio di amministrazione. Per tutti una buona soluzione impiego accettabile in seno alla Posta. Laddove ciò non dovesse essere possibile, la Posta offrirà un programma occupazionale o un’indennità di buonuscita. «Le innumerevoli misure dimostrano che assumiamo la nostra responsabilità quale datore di lavoro sociale nei confronti delle collaboratrici e dei collaboratori. Grazie al fatto che i costi del piano sociale sono costi una tantum e che i risparmi sui costi realizzati con REMA sono annui, la soluzione è sostenibile anche da una prospettiva economico-aziendale». La posizione del DATEC vizio se: • l’occupazione presso il centro è limitata a una durata determinata precedentemente negoziata; • non si può sottoporre nessuna offerta accettabile. La loro durata è fissata da 6 a un massimo di 24 mesi, a seconda dell’età e dell’anzianità di servizio. Chi ha più di 55 anni prosegue il programma occupazionale finché non gli venga sottoposta un’offerta accettabile, ma non oltre il raggiungimento dell’età dell’AVS o del pensionamento. Riduzione dell’orario di lavoro Pensionamenti Più impieghi in sei regioni e tragitti più brevi per il personale Nelle prossime settimane e mesi, nelle regioni ora note verranno scelti terreni adatti alla costruzione delle tre nuove «fabbriche di lettere». Il primo nuovo centro lettere dovrebbe entrare in funzione nel settembre 2006. Entro il 2008 saranno realizzati gli altri due centri. I sottocentri non verranno costruiti ex novo, ma presi in locazione o ristrutturati. Per garantire l’offerta di servizi di MailPost anche durante la fase di transizione si prevede che per un certo periodo i centri vecchi e quelli nuovi siano operativi contemporaneamente. L’esercizio dei tre centri sarà completo nel 2009. Testo e fotor: Gundekar Giebel Se per un grande gruppo di collaboratori in una regione non si delinea alcuna soluzione, si deve poter negoziare con i sindacati una sostanziale riduzione dell’orario di lavoro al centro. Indennità di buonuscita Ulrich Gygi, direttore generale: «Per quanto ancora potrà essere garantito il finanziamento del servizio pubblico con un volume delle lettere in diminuzione e nell’eventualità che i grandi clienti commerciali della Posta affidino i loro invii ad un altro operatore? Il riassetto dei centri lettere è un progetto chiave, alla cui realizzazione va attribuita la massima priorità». Sono previste indennità di buonuscita modulate in funzione dell’età e dell’anzianità di ser- Il pensionamento è interamente finanziato a partire dai 62 anni con 40 anni di assicurazione. A partire dai 60 anni è possibile un finanziamento parziale. In centri in cui la migrazione presenta particolari difficoltà si procederà - prima di pronunciare un licenziamento - a negoziare l’ampliamento delle presenti disposizioni fra le parti sociali. Tali ampliamenti comprendono i pensionamenti anticipati a partire al massimo dai 58 anni. In autunno 2002 la Posta aveva preso una decisione preliminare in merito al riassetto dei centri lettere, che prevedeva una soluzione con solo tre centri sull’asse dell’Altopiano. Nei mesi successivi tale prima variante (che tuttora funge da riferimento per quantificare i massimi risparmi possibili) è stata esaminata da mondo politico, comuni, cantoni e sindacati. La Posta ha fatto confluire le loro principali osservazioni nel progetto, che ha conseguentemente modificato. Rispetto alla variante con soli tre centri, la soluzione con 3 centri e 6 sottocentri la variante 3 centri e 6 sottocentri consente di salvaguardare circa 400 posti di lavoro a tempo pieno in più. Anche rispetto alle altre due alternative, sotto questo aspetto tale variante ri- La soluzione per la quale si è optato presenta vantaggi per tutti gli interessati: tiene conto nella misura del possibile dei criteri di politica sociale e regionale, riduce il carico ambientale rispetto a oggi, permette a PostMail di risparmiare sui costi e sviluppare nuovi servizi. «È importante avere strutture e processi di lavoro all’avanguardia perché altrimenti, quando il mercato sarà liberalizzato, i grandi e importanti clienti commerciali si cercherebbero rapidamente un partner diverso dalla Posta», mette in guardia Joseph Bösch, responsabile dell’unità PostMail. «L’eventuale perdita di pochi grandi clienti inciderebbe notevolmente sul fatturato della Posta con conseguenze dirette sul numero di impieghi. L’85% del fatturato di PostMail è infatti generato dai clienti commerciali», ha precisato Bösch alla conferenza stampa. Josef Bösch è il responsabile dell’unità PostMail e uno dei membri della direzione del gruppo Posta. Ora l’attuazione operativa di REMA spetta a lui e alla sua équipe. Il primo centro dovrebbe entrare in funzione nell’autunno 2006. Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) ha accolto positivamente la decisione del Consiglio di amministrazione inerente REMA. Con la sua decisione di riorganizzare i centri lettere, la Posta soddisfa gli obiettivi del Consiglio federale e del DATEC, si legge in un comunicato dello stesso DATEC, reso noto la sera dello scorso 27 maggio. La procedura scelta rispecchia le attese del Consiglio federale. Il progetto REMA è stato messo a punto con cura d'intesa con i partner sociali e i cantoni interessati. La Posta ha negoziato con i sindacati un piano sociale quadro davvero esemplare, che tiene conto degli interessi dei Cantoni e delle regioni nel limite delle possibilità consentite dall’esercizio. Per maggiori informazioni: Intranet Posta, sotto «Unità>PostMail>REMA» o www.posta.ch>chi siamo>comunicati stampa. (...) Weil Gygi weit Schlimmeres in Aussicht gestellt hatte, herrscht nun rundherum Zufriedenheit. Selbst die Gewerkschaften «können mit dem Stellenabbau leben». Das Waadtland ist fast schon begeistert. Und Basel meldet «gemischte Gefühle», was angesichts der knorrigen Zurückhaltung der Basler bereits als versteckte Zustimmung zu deuten ist. Frühere Kritiker erkennen in der vorliegenden Lösung gar positive Aspekte: Sie ist regionalpolitisch ausgewogen, im Hinblick auf die weitere Entwicklung bei der Briefpost flexibel und berücksichtigt die freien Kapazitäten der SBB am Jurasüdfuss. (...) Die Taktik ist offensichtlich aufgegangen. PostChef Gygi hat dank der Provokation vom letzten Herbst erreicht, was für ihn im besten Fall erreichbar war (...). 28. Mai 2003

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