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Lunedì Santo

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Lunedì Santo Powered By Docstoc
					Parrocchia San Michele di RAMERA
          Settimana Santa
  ADORAZIONE Eucaristica




per i ragazzi, giovanissimi e i giovani
  Lunedì Santo




Si fermarono
presso di Lui




                 2
Canto

Rag. 1: Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della
tua grazia i cuori che hai creato.
Rag. 2: O Spirito d’amore, suscita in me il desiderio di camminare
con Gesù: solo tu lo puoi suscitare.
Rag. 1: Vieni, luce beatissima che invadi l’anima, sciogli i nostri
dubbi, illumina le nostre scelte.
Rag. 2:O Spirito Santo, vieni in aiuto alla mia debolezza e
insegnami a pregare.



Per pregare bene, non c'è bisogno di parlare tanto. Sappiamo che il
 Buon Dio è là, nel santo Tabernacolo: gli apriamo il nostro cuore,
godiamo della sua santa presenza. E questa la preghiera migliore.


Quando ci troviamo davanti al SS. Sacramento, invece di guardarci
 attorno, chiudiamo occhi e labbra e apriamo il nostro cuore e il
Buon Dio aprirà il suo. Noi andremo a Lui ed Egli verrà a noi: noi
                    per chiedere, lui per dare.




             Dal Vangelo di Giovanni (1,35-42)
Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli
e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello
di Dio!». E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che
cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove
abiti?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro
dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le
quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano
seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo

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suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che
significa il Cristo)» e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo
sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti
chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».


Fissando lo sguardo su Gesù che passava: Giovanni Battista mette
gli occhi su Gesù, lo guarda, si accorge che è lui, lo riconosce.
Gesù passa, viene a trovarci nella nostra vita, si ferma da noi, viene
a stare da noi.
Guarda il Santissimo Sacramento sull’altare e sottovoce dì: “Tu sei
Gesù, l’agnello di Dio”. Il santo curato d’Ars ogni giorno trovava in
chiesa un contadino che quando tornava dai lavori nel campo si
fermava e stava davanti al tabernacolo a pregare. Un giorno gli chiese:
“Che cosa fai ogni giorno qui in chiesa?” e il contadino rispose: “Io
guardo lui e lui guarda me”. Anche tu fai la stessa cosa: guarda Gesù e
lui guarda te.

E i due discepoli seguirono Gesù, videro dove abitava e si
fermarono presso di lui: i due discepoli riconoscono che Gesù è
passato proprio davanti a loro e volendo stare con lui per
conoscerlo meglio lo seguono e vanno ad abitare da lui.
Gesù io voglio seguirti, voglio venire dietro a te perché voglio stare con
te.

Venite e vedrete: i discepoli accolgono l’invito di Gesù di andare da
lui, andando con lui scoprono anche quanto è bello stare con Gesù.
Gesù rendimi disponibile ad accogliere il suo invito a seguirti perché se
verrò dietro a te e starò con te troverò quanto è bello vivere per e con
te e farò cose grandi.

Lo condusse da Gesù: subito uno dei due discepoli va da suo
fratello ad annunciare la bella notizia di aver incontrato Gesù. È
così contento che prende suo fratello e lo porta da Gesù, non può
tenere solo per sé quell’incontro che gli ha cambiato la vita.
Gesù dammi il coraggio di dire a chi incontro quanto è bello stare con
te, di invitarli a messa, alla confessione, di venire al catechismo, all’acr.

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Rag. 1: Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: hai ascoltato le
parole della mia bocca.
Rag. 2: Ti sono note tutte le mie vie; la mia parola non è ancora
sulla lingua e tu, Signore, già la conosci tutta.
Rag. 1: Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono
stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo.
Rag. 2: Nella tua volontà è la mia gioia, fammi vivere sulla tua via,
fammi comprendere e avrò la vita.
Tutti: Gloria al Padre…

Una storia per comprendere…

                          Il passero in mano

C’era una volta, sulla piazza di Atene, un sapiente che rispondeva
alle più curiose e difficili domande. Un giorno si mescolò ai curiosi,
che lo stavano ad ascoltare un pastore sceso dai monti con
l’intenzione di svergognare in pubblico il cantastorie. Il pastore,
preso un passero piccolissimo, lo nascose in pugno e
presentandosi al saggio disse: “In questo pugno tengo un passero:
sai dirmi se è vivo o morto?”. Se avesse risposto: “E’ vivo!” egli
avrebbe leggermente stretto il pugno e il passero sarebbe morto.
Se invece avesse risposto: “E’ morto!”, avrebbe aperto il pugno e il
passero avrebbe preso felice il volo.
Ma il sapiente, dopo un attimo di riflessione, tra l’attesa ansiosa di
tutti, rispose: “Il passero che tieni in pugno è come tu lo vuoi. Se lo
vuoi vivo è vivo…Se lo vuoi morto è morto…”.
Il passero che tieni in pugno è come tu lo vuoi. La stessa cosa puoi
dirla per la tua vita. La vita è stata posta nelle tue mani e sarà come
tu la vuoi.

                                                                      5
I discepoli si sono accorti che Gesù passava e hanno preso al balzo
l’occasione e lo hanno seguito. Hanno aperto la porta del loro cuore
per vivere in pienezza, non hanno voluto tenerla chiusa per vivere a
metà.
E tu che cosa vorresti fare della tua vita?
Scrivilo sul foglietto che ti verrà consegnato e poi portalo davanti a
Gesù.
Una volta tornato al posto chiedi a Gesù: “Che cosa vuoi che faccia
di grande e di bello nella mia vita?”




O Signore, stammi sempre vicino.
Tieni la tua mano sul mio capo, ma fa’ che anch’io tenga il capo
sotto la tua mano.
Prendimi come sono, con i miei difetti, i miei peccati, ma fammi
diventare come tu desideri
e come anch’io desidero.
Signore, prendimi come sono e fammi diventare come vuoi tu.
Amen.




Signore Gesù, tu hai pensato a me prima che io nascessi e mi hai
amato di un amore infinito. Tu mi hai redento con il tuo sangue e ti
sei donato a me in cibo nella santa Eucaristia. Grazie, Gesù.
Signore, tu conosci la mia povertà, la mia debolezza e la mia
inclinazione al male. Vieni nel mio cuore, Gesù, e purificalo da ogni
peccato, perché possa corrispondere al tuo amore amandoti sopra
ogni cosa. Vieni, mio Dio e mio bene: a te anela il mio cuore. Vieni,
o mio Salvatore, mia gioia e mio tutto. Vieni e infondi in me il tuo
santo amore.
                                                (S. Giovanni Bosco)




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Affidiamo al Padre tutti i nostri desideri e le nostre preghiere: Padre
nostro…

Canto




                      Martedì Santo

                                                                          7
   Chi rimane in me
   e io in lui fa molto
 frutto perché senza
 di me non potete far
          nulla




Canto
                          8
Rag. 1: Vieni, Santo Spirito, guidaci sulla via della santità.
Rag. 2: Vieni, padre dei poveri, di noi, poveri di amore.
Rag. 1: Vieni, Consolatore, dolce ospite dell’anima, fa’ che ti
accogliamo come presenza viva.
Rag. 2: Vieni, riposo nella fatica, conforto nel pianto.
Rag. 1: Vieni, luce beatissima che invadi l’anima, sciogli i nostri
dubbi, illumina le nostre scelte.
Rag. 2: Vieni, tu che purifichi dal male, tu che guarisci le ferite del
cuore.
Rag. 1: Vieni, tu che ci guidi nella verità.
Rag. 2: Vieni e donaci i tuoi santi doni: amore, gioia, pace,
pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di noi
stessi.


       Sappiamo che il Buon Dio è lì, apriamo il nostro cuore,
rallegriamoci di essere davanti a Lui: questa è la preghiera migliore.

 Più preghiamo, più vorremmo pregare. Come un pesce che prima
 nuota alla superficie dell'acqua, poi si immerge e si spinge sempre
                               innanzi.




              Dal vangelo di Giovanni (15,1-11)
Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in
me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota
perché porti più frutto. Voi siete gia mondi, per la parola che vi ho
annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far
frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non
rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in
lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non
rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo
raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me
                                                                       9
e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà
dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e
diventiate miei discepoli. Come il Padre ha amato me, così anch'io
ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei
comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i
comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi
ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.




Una storia per comprendere…




                                                                      10
11
Io sono la vite e voi i tralci: chi è la vera Vite? E i tralci chi sono?

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Rimanete in me e io in voi: per portare frutto il tralcio deve stare
nella vite, dobbiamo rimanere in Gesù. Lui rimane in me e io in lui.
Gesù è fedele e chiede a me di essere fedele come lui. Rimanere
vuol dire stare nel tempo, aderire, attaccarsi fedelmente a Gesù.
Gesù, grazie perché tu rimani in me, sei sempre con me, non mi
abbandoni. Anche quando io non sono con te, tu sei con me. Tu mi vuoi
così tanto bene che non mi lasci mai da solo.

Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non
potete far nulla: se sono attaccato alla vite porto frutto, se mi stacco
muoio. Porto frutto quando faccio quello che mi chiede Gesù:
amare Dio e amare i fratelli; muoio quando voglio fare di testa mia,
quando penso di poter fare tutto quello che voglio, quando
commetto peccato.
Gesù perdonami se tante volte mi stacco da te con il peccato, se spesso
penso di potermi arrangiare, di non aver bisogno di te. Gesù grazie
perché appena mi accorgo di essermi allontanato da te e ti chiedo
perdono tu mi perdoni e mi unisci di nuovo a te.

Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore:
Gesù ci indica che cosa dobbiamo fare per rimanere nel suo amore,
per stare sempre con lui. Osservare i suoi comandamenti.
Gesù grazie perché ti preoccupi di farmi camminare sulla strada giusta,
di farmi stare sempre con te. Tu mi indichi i comandamenti come
strumento per rimanere attaccato a te, aiutami a vivere come tu mi
suggerisci. Perdonami se non sempre ci riesco.

Perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena: questo è il
desiderio di Gesù, che la sua gioia sia anche la nostra. E per noi
vuole una gioia piena non una gioia piccola.
Gesù ti ringrazio perché per me hai sempre grandi progetti. Io voglio
dirti di sì perché solo tu puoi rendere la mia vita davvero piena di gioia.


Grazie Signore:
  - perché mi hai donato la vita
  - perché mi hai donato una famiglia

                                                                          13
  - perché ogni giorno rinnovi il tuo sacrificio nella messa
  - perché hai dato la tua vita per salvarmi
  - perché mi hai fatto incontrare una sacerdote che mi dona il tuo
    perdono
  - perché abbiamo ancora sacerdoti che ci fanno incontrare te
    nell’eucaristia
  - perché non mi abbandoni mai
  - grazie …

Perdonami Signore:
  - perché voglio fare di testa mia
  - perché voglio fare senza di te
  - perché non mi fido di te
  - perché non riconosco le cose belle che fai nella mia vita
  - perché mi dimentico che ci sei anche tu nella mia vita
  - perché vedo solo i miei bisogni e non vedo quelli delle persone
    che incontro
  - perché non ti metto al primo posto nella mia vita
  - perché …


Sul foglietto che ti verrà consegnato scrivi un impegno per rimanere
attaccato alla vite, a Gesù…



Rag. 1: Signore Gesù, tu hai pensato a me prima che io nascessi e
mi hai amato di un amore infinito.
Rag. 2: Signore, Tu sei fedele e paziente con me. Ti ringrazio
perché continui ad avere fiducia in me nonostante io non mi fidi di
te e di quello che tu hai pensato per me.
Rag. 1: Grazie perché non finisci di scommettere su di me
nonostante io mi affanni a voler fare tutto da solo, senza di te.
Rag. 2: Grazie perché tu non mi abbandoni mai. So che su di te
posso contare in ogni momento. Aiutami a spendere per te tutto
quello che ho e che sono.
Rag. 1: Attaccato a te tutto mi è possibile, ma senza di te nulla io
posso fare.

                                                                   14
Rag. 2: Rendimi capace di venire da te a chiederti perdono per
quelle volte che ho tagliato il filo che mi unisce a te. Rendimi
capace di amare come tu mi ami. Amen.




Affidiamo al Padre tutti i nostri desideri e le nostre preghiere:
Padre nostro…



Canto

Padre, mi abbandono a te, fa’ di me ciò che ti piace. Qualsiasi cosa
tu faccia di me, ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto,
purchè la tua volontà si compia in me, e in tutte le tue creature: non
desidero nient’altro, mio Dio. Rimetto l’anima mia nelle tue mani, te
la dono, mio Dio, con tutto l’amore del mio cuore, perché ti amo. È
per me un’esigenza di amore, il donarmi a te, l’affidarmi alle tue
mani, senza misura, con infinita fiducia: perché tu sei mio Padre.
                                               (Charles de Foucauld)


Rit: Ti ringrazio, mio Signore, e non ho più paura, perché, con la
mia mano nella mano degli amici miei, cammino tra la gente della
mia città e non mi sento più solo; non sento la stanchezza e guardo
dritto avanti a me perché sulla mia strada ci sei Tu.




                     Mercoledì Santo


                                                                    15
   Chi mangia la mia
   carne e beve il mio
    sangue dimora in
      me e io in lui




Canto


Rag. 1: Vieni Spirito Santo, effondi sulla Chiesa la sorgente delle
tue grazie.
                                                                 16
Rag. 2: Scendi sui tuoi vescovi, sui sacerdoti, sui religiosi, sui fedeli
e su coloro che non credono, sui peccatori e su ognuno di noi.
Rag. 1: Insegnaci a capire che Dio è tutto, tutta la nostra felicità e la
nostra gioia e che solo in Lui è il nostro presente, il nostro futuro e
la nostra eternità.
 Il Buon Dio non ha bisogno di noi: se ci comanda di pregare, è solo
perché vuole la nostra felicità, e la nostra felicità può trovarsi solo in
                                 questo.
                    Oh, quanto è bella la preghiera!


  Il pesce non si lamenta mai di avere troppa acqua. Cosi, il buon
    cristiano non si lamenta mai di stare troppo con il Buon Dio.




            Dal vangelo di Giovanni (6,48-58)
 Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna
nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo,
perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal
cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io
darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui
darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse: «In verità, in verità
vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete
il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e
beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo
giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera
bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in
me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io
vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che
mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà
in eterno».



                                                                        17
                   Io sono il pane della vita, il pane vivo disceso dal
cielo: Gesù è il pane, il pane della vita. Guardo Gesù vivo e vero nel
pane esposto nel Santissimo. Grazie Gesù perché hai voluto donare
tutto te stesso a me perché io avessi la vita, la vita eterna quella che
non muore mai.
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia
la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui: Gesù è
vero cibo e vera bevanda.
Caro Gesù, solo tu puoi saziare la mia fame e la mia sete. Anche se sono
il più bravo, se tutti mi vengono dietro, se mi fanno tanti
complimenti…in tutte queste cose non sarò mai contento fino in
fondo…Signore Gesù sarò contento solo se dimorerò in te, se potrò
vivere per te, con te, in te. Solo questo renderà la mia vita piena.




Una storia per comprendere…

La storia del Card. Francois Xavier Nguyen Van Thuan

Let 1: Francois Xavier Nguyen Van Thuan, nato in Vietnam nel
1928, fatto vescovo nel 1976 e cardinale il 21 febbraio 2000. Ma
                                                                      18
pochi mesi dopo essere stato nominato vescovo venne arrestato
dai comunisti e rimase in carcere fino al 1988, quindi per ben 13
anni.
Racconta:
Let 2: “Ho passato più di 13 anni in prigione, di cui 9 in isolamento,
senza mai una visita, neanche della famiglia, con due poliziotti che
non mi parlavano, senza radio, giornale, telefono, televisione…”.
Let 1: In prigione una guardia gli permise di intagliare una croce in
un pezzetto di legno e, come catenella, si fece portare del filo
elettrico. Racconta ancora:
Let 2: “Quando venni portato in prigione una domanda mi
assillava: potrò ancora celebrare l’Eucaristia? E mi ricordavo
dell’espressione dei martiri di Abitene: “Non possiamo vivere senza
l’Eucaristia”. Quando sono stato arrestato ho dovuto andarmene
subito, a mani vuote. L’indomani mi è stato permesso di scrivere ai
miei per chiedere le cose più necessarie: vestiti, dentifricio…Ho
scritto anche: per favore, mandatemi un po’ di vino, come medicina
contro il mal di stomaco. E fuori hanno capito subito. Mi hanno
mandato una piccola bottiglia di vino per la Messa con l’etichetta:
“Medicina contro il mal di stomaco” e delle ostie nascoste in una
fiaccola contro l’umidità. Quando sono arrivate, il direttore della
prigione mi chiamò:
Let 3: “Signor Van Thuan, lei ha male di stomaco?”
Let 2: “Sì, signore!”.
Let 3: “Lei ha bisogno di medicine?”.
Let 2: “Ogni mattina”.
Let 3: “Allora eccole un flacone con l’etichetta Medicina contro il
mal di stomaco”.
Let 2: E così ogni giorno, con tre gocce di vino e una goccia di
acqua nel palmo di una mano e con un po’ di pane nel palmo
dell’altra mano ho celebrato l’Eucaristia. Le mie mani erano il mio
altare e la mia cattedrale. Era una vera medicina dell’anima e del
corpo. Con mia grandissima gioia sono state le più belle Messe
della mia vita. Così per anni mi sono nutrito del pane della vita e del
calice della salvezza. In prigione sentivo battere nel mio cuore il
cuore stesso di Cristo. Sentivo che la mia vita era la sua vita, e la
sua era la mia. L’eucaristia è diventata per me e per gli altri cristiani
una presenza nascosta e incoraggiante in mezzo a tante difficoltà.

                                                                       19
La sera alle nove e mezzo, quando bisognava spegnere la luce e
andare a dormire, mi curvavo per celebrare a memoria la Messa,
poi passavo sotto la zanzariera la comunione agli altri cinque
cattolici vicino a me. E la presenza di Gesù Eucaristia ci confortava.
L’indomani siamo andati a raccogliere la carta dei pacchetti di
sigarette con la quale abbiamo fabbricato pacchettini per il
Santissimo Sacramento. Ogni settimana, al venerdì, c’era una
sessione di indottrinamento. Tutta la prigione andava a studiare. Al
momento della pausa passavamo a dare ad ogni gruppo di
cinquanta persone un sacchettino con Gesù dentro. Ciascuno del
gruppo portava Gesù in tasca e nella prova, nella tristezza, nella
tribolazione lo sentivano con loro: lo pregavano la notte, facevano
l’ora santa e grazie all’adorazione e alla comunione, questa gente
che talvolta ha abbandonato la fede diventava veramente cristiana”.
Let 1: E ancora nei 9 anni di isolamento, non avendo potuto portare
con sé una Bibbia, Van Thuan raccolse tutti i pezzetti di carta
disponibili e vi scrisse più di 300 frasi del vangelo per rileggerle
giorno dopo giorno.



Quante volte ho una fame da lupi addosso e divoro tutto ciò che
trovo per riempire la pancia. Ma c’è fame e fame e c’è cibo e cibo:
Signore, sono davanti al cibo che tu mi dai, sono davanti al Pane
che discende dal cielo, sono davanti a Te che mi offri in cibo la Tua
Carne e il Tuo sangue. Tutti gli altri cibi periscono, questo invece
non perisce, ma rimane, dura per la vita eterna. Dammi, Signore,
tanta fame di questo cibo. Lo voglio mangiare: chi lo mangia rimane
per la vita eterna, non muore più. Lo voglio mangiare: chi lo mangia
rimane in Te, dimora in Te, sta in Te. Signore, ancora te lo ripeto
con tutto il cuore: voglio fermarmi presso di Te, rimanere in Te,
venire a stare da Te, appoggiare il mio capo su di Te. Fammi fedele
come Tu sei fedele, capace di stare non solo per qualche momento
in Te, ma per sempre e mai più staccarmi da Te. Signore, vieni,
anzi venite, Tu, il Padre e lo Spirito Santo, venite in me, fermatevi
presso di me, prendete casa in me.



                                                                    20
Quali sono gli atteggiamenti e i sentimenti che dicono che io dimoro
in Gesù e Lui in me?
Li dico a Gesù. Signore aiutami a custodirli e a mantenerli.
Quali, invece, quelli che dicono che ancora non dimoro in Gesù?
Li dico a Gesù e chiedo perdono.




Signore, tu sei la vita che voglio vivere, la luce che voglio riflettere,
il cammino che conduce al Padre, l’amore che voglio amare, la
gioia che voglio condividere, la gioia che voglio seminare attorno a
me. Gesù, tu sei tutto per me, senza te non posso nulla. Tu sei il
Pane di vita che la Chiesa mi dà. È per te, in te, con te che posso
vivere.
                                            (Madre Teresa di Calcutta)


Rivolgiamo a Gesù le nostre preghiere perché le porti al Padre.
Scrivi sul foglietto una preghiera a Gesù.

Affidiamo al Padre tutti i nostri desideri e le nostre preghiere: Padre
nostro…




                                                                       21
PER LA PREGHIERA PERSONALE DAVANTI ALL’EUCARISTIA:


          Mi metto nelle tue mani, Signore, interamente.
          Tu mi hai creato per te.
          Non voglio più pensare a me, ma solo seguirti.
          Che cosa vuoi che io faccia?
          Permettimi di fare la strada con te, di
          accompagnarti sempre, nella gioia e nel dolore.
          Consegno a Te desideri, piaceri, debolezze,
          progetti, pensieri che mi trattengono lontano
          da Te e mi ripiegano continuamente su di me.
          Fà di me ciò che vuoi!
          Non discuto sul prezzo.
          Signore, a che serve la mia vita se non per donarla?
          Voglio impegnare la mia vita, Signore,
          sulla Tua parola,
          voglio mettere in gioco la mia vita sul Tuo Amore.
          Gli altri pensano ai risparmi,

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      Tu mi hai detto di dare;
      gli altri si sistemano,
      Ti mi hai detto di camminare e di essere pronto
      alle gioie e alle sofferenze, alle vittorie e alle sconfitte;
      di non mettere la fiducia in me, ma in Te;
      di giocare il gioco cristiano senza preoccuparmi
      delle conseguenze.
      E infine di rischiare la mia vita contando sul
      Tuo Amore. Così sia, Signore Gesù!

             Preghiera per le vocazioni sacerdotali
      Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:
 “manda operai nella messe”. Nella nostra preghiera, però,
     riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:
          mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,
      aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.
             Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,
un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.
       Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.
            Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;
        soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.
           Siano apostoli appassionati del tuo Regno,
         ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.
                 Un’altra cosa chiediamo, Signore:
   assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;
                  coloro, cioè, che, in tuo nome,
       invitano, consigliano, accompagnano e guidano.
           Siano le nostre parrocchie segni accoglienti
della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.
Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:
      crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.
           Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata
            - il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,
   confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,
    custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.
             All’intercessione della tua Santa Madre,
              affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.
           Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni
                                                                      23
le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.




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