DOVE SONO FINITA _ by pengxuebo

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									                                    FANFICTION su HARRY POTTER
                                  DOVE SONO FINITA?!?
                                          Capitolo unico (concluso)

                                                   Note: R
                                              Autrice: Kikyo90


ATTENZIONE: questa fanfiction tratta argomenti riservati ad un pubblico maturo. Se continui a leggere, ti
prendi la responsabilità di dichiararti con più di 14 anni.

- I personaggi di questa fanfiction sono tutti maggiorenni, e in ogni modo si tratta di un’opera di finzione
che non trova alcun riscontro nella realtà. -


                                             Dove sono finita?!?

Hermione Jane Granger é la strega più brillante di Hogwarts, Ambra Smith una comune Babbana. Per capire
cosa ha fatto incrociare le loro vite, bisogna tornare un po' indietro nel tempo...



Hogwarts, sesto anno.

Gli studenti si stanno preparando per sostenere l'esame per il M.A.G.O e ognuno stava perfezionando
l'incantesimo prescelto per l'esame.

Nella Sala Comune di Grifondoro, una certa strega era sul punto di impazzire per colpa di... HERM: Questo
stramaledettissimo incantesimo!

RON: Lascia perdere Mione. Ne puoi sempre portare un altro al M.A.G.O, no?

HERM: Io non mi arrendo! Sono o non sono Hermione Granger?

RON: S-si, credo di si.

HERM: E allora dovresti sapere che non accetto di fallire. So fare tutti gli incantesimi che esistono, ma
questo non mi riesce. Sto diventando matta!

RON: Stai diventando?

HERM: Cosa vorresti insinuare?

RON: No, niente.

HERM: Allora lasciami concentrare, per favore.

RON: Va bene, ma non ti affaticare troppo.

HERM: Tranquillo.

RON: Senti, io raggiungo Harry nel parco. Vieni anche tu?
HERM: Tra poco arrivo.

RON: Allora, ciao.

HERM: Ciao.

E ora a noi, stupido incantesimo.- disse rivolta al libro. Quella magia era stata spiegata dalla professoressa
McGranit (che aveva vivamente sconsigliato di fare perché molto pericolosa e complicata) e aveva lo scopo
di far smaterializzare la persona da un luogo e farla apparire invisibile nell'altro luogo. Bastava un solo
sbaglio e l'effetto sarebbe stato completamente diverso.

HERM: Forza. Legimens Incantus, Legimens Incantus, Legimens Incantus...

In quel momento accadde una cosa strana. La testa prese a girarle vorticosamente, finché non si accasciò sul
tavolo priva di sensi.

Intanto, Ron aveva raggiunto Harry nel parco e, dopo che terminarono i loro discorsi sul Quiddich, Ron
parlò al moro di Hermione.

HARRY: Non cambierà mai, é proprio incorreggibile. Non accetta proprio nessun fallimento.

RON: Già. L'ho lasciata che stava ancora provando quel “Legimens qualcosa”. Aveva detto che ci avrebbe
raggiunti, ma non é ancora arrivata...

HARRY: Si sarà fossilizzata su qualche libro. Raggiungiamola noi, ti va?

RON: Si, perché no?

I due entrarono nel castello, ma fecero pochi passi prima che una voce li chiamasse.

McGRA: Potter, Weasley! Aspettate!

RON: Ha bisogno di noi?

MCGRA: Dovreste solo dirmi dove trovare la signorina Granger.

HARRY: É in Sala Comune che studia.

RON: Si é incaponita con quel “Legimens qualcosa”.

La professoressa impallidì.

MCGRA: Non starete parlando del Legimes Incantus, vero?

HARRY: Si, proprio quello. Ha deciso di prepararlo per il M.A.G.O.

MCGRA: Dobbiamo assolutamente fermarla.

RON: Perché?

MCGRA: Quell'incantesimo é troppo pericoloso per praticato da una strega inesperta.

HARRY: Ma é la più brava di Hogwarts!
MCGRA: Sarà pure la più brava ma per il Legimes non basta. Se lo dovesse sbagliare...

Il terzetto si avviò al ritrovo di Grifondoro.

RON: Mi scusi professoressa, cosa dovrebbe succedere se Hermione dovesse sbagliare?

MCGRA: Non ci voglio neanche pensare...

Intanto erano arrivati, avevano oltrepassato il ritratto della Signora Grassa ed entrarono nella Sala Comune.

Quella che però era china sul tavolo priva di sensi, però, non era Hermione.

RON: O mio Dio! Chi é quella?

MCGRA: É successo quello che temevo. La Granger ha scambiato il posto con questa ragazza.

Sarà meglio svegliarla...

Le si avvicinò e la scosse gentilmente.

MCGRA: Su signorina, svegliati.

La ragazza aprì gli occhi e squadrò bene l'ambiente in cui si trovava.

- Dove sono? Chi siete?- chiese piuttosto spaventata.

MCGRA: Non preoccuparti. Sei alla scuola di Magia di Hogwarts. Tu come ti chiami?

AMBRA: Ambra Smith. Ha detto “scuola di Magia”? Cos'é, uno scherzo?

MCGRA: No, non é uno scherzo. Vuoi dire che non sei una strega?

AMBRA: Assolutamente no!

RON: É una babbana!

AMBRA: Una cosa?

MCRA: Lascia stare, ce ne occuperemo dopo. Ora é meglio fare le presentazioni. Io sono la professoressa
McGranit e insegno trasfigurazione. Il ragazzo coi capelli scuri é Harry Potter e quello coi capelli rossi é
Ronald Weasley.

RON: Per gli amici, Ron.

AMBRA: Piacere di conoscervi, ma...

MCGRA: Vorresti sapere come sei arrivata qui, vero?

AMBRA: Si, mi piacerebbe, grazie.

MCGRA: Ancora non so come sia avvenuto. Ne parlerò a Silente per trovare una soluzione, ma temo che
prima dovremo cercare di fare tornare qui Hermione Granger per capire dove ha sbagliato, e poi potremo
mandare te a casa. Mi sa che dovrai aspettare un po'... Comunque, per adesso, non devi dire a nessuno che
sei una babbana, cioé che non hai poteri magici.

AMBRA: Va bene.

MCGRA: Per ora diremo che sei una strega che si é trasferita qui dall'accademia magica di Beauxbatons per
uno scambio culturale a cui ha partecipato anche Hermione Granger. Frequenterai le lezioni con gli altri
studiando solo la teoria e...

AMBRA: Ha detto Hermione Granger?

MCGRA: Si, perché?

AMBRA: É un nome che ho già sentito, ma non mi ricordo dove...

La professoressa si congedò lasciando i tre ragazzi soli nella stanza. Per un attimo ci fu un silenzio carico di
tensione che Harry fu il primo a rompere.

HARRY: Allora, sei una babbana.

AMBRA: Si. Voi due invece siete stregoni, giusto?

RON: Di solito ci definiamo maghi.

AMBRA:Oops, scusatemi.

RON: Non é niente. Tu dove vivi?

AMBRA: Nel centro di Londra, in un paesino che si chiama Cat Flower. Lo conoscete?

Mentre Ron scuoteva la testa, Harry disse di si.

HARRY: Ma é vicino a Privet Drive, dove abito io! Come mai non ti ho mai vista?

AMBRA: Uhm, dopo un attento esame, direi che la ragione per cui non ci siamo mai visti può essere il
centinaio di chilometri che separa questa scuola da casa mia.- ironizzò la ragazza facendo ridere quei due.

RON: Buona questa!

AMBRA: Grazie Ronald.

RON: Chiamami Ron, per favore.

AMBRA: Ok. Ehi,- aggiunse poi rivolta ad Harry- come ti sei procurato quella cicatrice?

HARRY: Beh, é una storia lunga. Devi sapere che...

Proprio in quel momento arrivò Ginny.

GINNY: Oh, ragazzi, proprio voi cercavo. Sapete che fine ha fatto Hermione? Doveva aiutarmi con
erbologia, ma... ehi, chi é questa?

RON: Lei é Ambra Smith ed é una babbana.
GINNY: Come, prego?

Ron spiegò a sua sorella come stavano le cose, e lei era sempre più scioccata.

GIN: Caspitroll, che notizia. Comunque,- disse rivolgendosi alla ragazza- io sono Ginny Weasley. Piacere di
conoscerti.

AMBRA: E io sono Ambra, piacere mio.

GIN: Ti va di fare il giro della scuola?

AMBRA: Molto volentieri. Harry, Ron, venite anche voi?

RON: No, ci vediamo dopo in sala grande.

HARRY: Si, a dopo.

Così le due ragazze uscirono. Ginny fece visitare alla nuova arrivata tutta la scuola, dopodiché si sedettero
su una panchina fuori dal castello, dove c'erano altri studenti.

AMBRA: Ehi Ginny, mi sai dire chi é quel ragazzo?

GIN: Quale?

AMBRA: Quello biondo con la cravatta verde vicino alla porta. É carino...

GIN: Ah, tu intendi Draco Malfoy. Ti consiglio di lasciarlo perdere.

AMBRA: Perché? State insieme?

GIN: No, che vai a pensare! É che lui odia i babbani e chiunque abbia a che fare con loro.

AMBRA: Ma tu sei una strega.

GIN: Si, e anche una purosangue. Ma lui mi odia lo stesso.

AMBRA: Ti piace?

GIN: No! Ci odiamo reciprocamente, e poi a me piace Harry...

AMBRA: Oh!

GIN: Già, ma a lui piaci tu. Prima ho notato che ti guardava in un certo modo...

AMBRA: Ma no, ti sarai sbagliata. Magari guardava te.

GIN: Lo spero proprio.

Le due ragazze rientrarono e andarono direttamente nel dormitorio femminile.

GIN: Visto che sei qui al posto di Hermione, dividerai la stanza con me.

AMBRA: Ok.
Continuarono a parlare, quando ad un certo punto ad Ambra venne in mente una cosa.

AMBRA: Un momento! La McGranit ha detto che avrei seguito le lezioni, ma con quali libri?

GIN: Nel baule vicino alla finestra ci sono i libri di Hermione. Lì dentro troverai anche l'orario. Comunque,
domani mattina alle prime ore hai pozioni con i Serpeverde.

AMBRA: Perché “hai”?

GIN: Io sono al quinto anno, perciò non seguiremo i corsi assieme.

AMBRA: Oh!

GIN: Non ti preoccupare, ci sono Harry e Ron. Ti aiuteranno loro.

AMBRA: Come ha fatto Harry a procurarsi una cicatrice come quella che ha?

Ginny le spiegò di come Harry aveva perso la sua famiglia a causa di Voldemort e di come sia stato quasi
ucciso dal Signore Oscuro.

Le due parlarono per un bel po', poi si addormentarono. O per lo meno, Ginny si addormentò.

Ambra pensava ai suoi genitori e a LUI. Chissà cosa stavano facendo?

La notte passò in fretta lasciando il posto alla mattina. Ambra si lavò, si pettinò i suoi lunghi capelli corvini
dai riflessi rossi e si vestì. Stranamente, al suo risveglio, aveva trovato sul baule due uniformi pulite della
sua taglia.

Purtroppo Ginny era andata via, ma uscendo dal ritratto trovò Harry e Ron ad aspettarla.

AMBRA: Grazie, siete stati gentili ad aspettarmi.

HARRY: Figurati cara. Non vogliamo certo che tu ti perda.

Ambra aggrottò le sopracciglia a quel “cara”.

Dopo colazione si recarono nei sotterranei pronti ad affrontare due ore con Piton. Ambra si sedette in un
banco vuoto e poco dopo le si sedette vicina un'altra ragazza.

CALì: Ciao, io sono Calì Patil.

AMBRA: Ambra Smith. É difficile fare pozioni?

CALì: Qui non tanto, e a Beauxbatons com'é?

AMBRA: Ehm, si anche lì é facile...

In quel momento, entrò il professore.

PITON: Chiudete quelle bocche e fate silenzio. Smith, dove trovo e cos'é un Bezoar?

AMBRA: Il Bezoar é una pietra che si trova nella pancia delle capre e cura da molti veleni.
Piton parve sorpreso per un attimo, poi tornò in se.

PITON: Oggi preparerete la pozione “Ocean” che fa attraversare il fuoco restando indenni. Lavorerete in
coppie... che formerò IO.

Un brusio generale si alzò dalla classe.

PITON: Silenzio!- tuonò mentre faceva comparire un calice con dei bigliettini dentro.- Allora, le coppie
sono: Patil-Zabini, Brown-Nott, Smith-Malfoy...

Tutti presero posto nelle loro postazioni, mentre Ambra cercava il suo compagno. Si voltò, e vide un bel
biondino che le faceva segno di avvicinarsi.

AMBRA: Sei tu Malfoy?

DRACO: In persona, bella. Ho sentito che vieni da Beauxbatons.

AMBRA: Si, i miei genitori mi hanno mandata lì dato che ci sono andati anche loro.

DRACO: Interessante. Come te la cavi in pozioni?

AMBRA: Bene, credo.

DRACO: Allora rimbocchiamoci le maniche. Pelle di girilacco, occhi di tritone e...

AMBRA: ... polvere di spirilippi, che é...

DRACO: ... nell'armadio laggiù.

AMBRA: Giusto.

La ragazza si diresse all'armadietto e cercò quella polvere, ma non la trovò. Vide invece una scatola con
scritto “spirilippi”. La portò al banco e l'aprì. Dentro c'erano dei cosi che sembravano piccoli sassi. Mentre
Draco mescolava gli altri ingredienti, lei cominciò a pestare quei sassolini, o almeno ci provò.

AMBRA: Dannazione!

DRACO: Sembra che tu non abbia mai usato un mortaio!

AMBRA: Certo che l'ho usato, ma a Beauxbatons li abbiamo più grandi.

DRACO: Vieni, ti aiuto io.

Così dicendo, le prese la mano per aiutarla. Ambra arrossì e il suo cuore cominciò a battere a mille.

Anche Draco era arrossito lievemente, ma lei non ci fece caso perché quando alzò lo sguardo vide una
ragazza dai capelli corti e neri che la guardava con odio.

AMBRA: Dimmi, quella che mi guarda con occhi omicidi é forse la tua fidanzata?

DRACO: Chi, Pansy? No, lei é solo un'amica molto protettiva.

Tu sei fidanzata?
AMBRA: No.

Gli occhi le si velarono e abbassò lo sguardo. Perché pensava sempre a LUI?

DRACO: Scusami, non volevo...

AMBRA: Non é niente. Allora, é finita la pozione?

DRACO: Si, certo...

La misero in una boccetta e la consegnarono a Piton. Dopodiché, uscirono dall'aula.

Il resto della giornata, come delle due settimane, passò in fretta.

In un bel sabato soleggiato, Ginny ed Ambra erano nel parco, sedute sotto una grande quercia a parlare.

GIN: Su, non ci pensare. Vedrai che la tua famiglia sta bene.

AMBRA: Lo spero. É incredibile che io, una non-strega, sia capitata in una scuola di magia.

GIN: In effetti é molto strano. Ooops, dovevo vedere Dean mezz'ora fa. Sai ritornare da sola?

AMBRA: Si, no problem.

Ginny se ne andò e Ambra tirò fuori dalla tasca la foto di un ragazzo. Mentre la guardava, delle lacrime
silenziose le rigavano le guance. Ad un certo punto, udì una voce alle sue spalle.

DRACO: Ma che bella foto, di chi é?

AMBRA (voltandosi): Oh, sei tu.

DRACO (notando gli occhi lucidi e le guance umide): Cos'hai?

AMBRA: Niente.

DRACO: Non dire cazzate. Se una ragazza piange non é mai per “niente”.

Poi, notando lo sguardo stranito della ragazza, aggiunse

- Ti va di parlarne? Dopo ti sentirai meglio.

Lei sospirò. Dopo sarebbe DAVVERO stata meglio, d'altronde nel suo mondo non aveva potuto dirlo a
nessuno...

DRACO: Era una foto babbana, vero?

AMBRA: Si. É una foto del mio mio migliore amico, o meglio del mio ex-migliore amico.

La ragazza raccontò di come lo aveva conosciuto e di come se ne era innamorata. Mentre parlava, Draco
l'ascoltava comprensivo.

Quella ragazza aveva qualcosa che stava sciogliendo il ghiaccio che contornava il suo cuore.
AMBRA: Oh, com'é tardi. Scusa se ti ho annoiato, ma ora devo andare dentro. Ciao...

Appena si alzò, sentì una mano che la tratteneva per un braccio. Il ragazzo la voltò e la baciò. La sua lingua
chiese l'accesso alla bocca di Ambra che non glielo negò. Si staccarono dopo quelle che parvero ore.

AMBRA: Perché...

DRACO: Era il mio ciao.

Senza indugi, la ragazza lo baciò di nuovo.

AMBRA: E questo era il mio ciao.

Dopodiché, scappò in direzione del castello lasciando Draco leggermente interdetto.

Una volta nella sala comune, si sedette su una grande poltrona vicino al fuoco. Poco dopo, fu raggiunta da
Harry che si sedette accanto a lei.

HARRY: Ciao.

AMBRA: Ciao, ma cosa...

Lei non fece in tempo a rendersi conto di niente che Harry la stava baciando. Ambra si staccò subito.

AMBRA: Cosa fai?

HARRY: Io... scusa. É che mi piaci, e volevo dirtelo.

AMBRA: Mi dispiace, ma io non... cioé, non sei il mio tipo. Mi dispiace.

HARRY: Perché?

AMBRA: Domani ne parliamo, ora sono stanca. Scusa...

E scappò nel suo dormitorio. Ron entrò nella sala comune giusto in tempo per vedere la ragazza che fuggiva
via.

RON: Ma che le prende?

HARRY: Colpa mia, che idiota! L'ho baciata e lei...

RON: ... ha risposto picche, vero?

HARRY: Già.

RON: Forza amico, fatti coraggio.

In quello stesso momento, Ambra si sfogava con Ginny.

Il bacio di Draco l'aveva fatta sentire in Paradiso, mentre Harry... beh, lui era solo un amico e poi Ginny era
innamorata di lui.
L'indomani avrebbe chiarito la situazione e avrebbe detto ad Harry che non lo amava perché ormai il suo
cuore apparteneva a Draco. Oramai non aveva più dubbi.

Il giorno dopo, finita la colazione, Ambra invitò Harry a fare una passeggiata nel parco. Erano tra gli alberi
che parlavano tranquillamente, ma poco dopo il ragazzo cominciò ad urlare attirando l'attenzione di Draco
che fumava poco lontano. Lui si precipitò nella direzione dalla quale provenivano le voci e quello che vide
lo fece restare di stucco. Harry aveva inchiodato Ambra con la schiena alla quercia e tentava di baciarla.

DRACO: Ehi, Sfregiato. Lasciala stare.

HARRY: Sennò?

DRACO: Se non ti stacchi subito da lei, ti Crucio. Santo cielo, lei piange ancora il suo ex e tu la importuni?
Ma che razza di persona sei?

Harry la lasciò disgustato e mentre se ne andava aveva mormorato un “tienitela”.

Ambra era scossa, ma appena si riprese si buttò in lacrime tra le braccia del Serpeverde.

DRACO: Su su, buona. É finita adesso.

AMBRA: Grazie. Se non fossi arrivato tu, me la sarei vista brutta.

DRACO: Già. Vieni a fare un giro con me?

AMBRA: Dove?

DRACO: Sorpresa. Non preoccuparti, non ti voglio violentare- aggiunse sorridendo.

AMBRA: Lo so, mi fido di te. Andiamo.

Draco la condusse nel castello, nel corridoio del terzo piano dove c'era la Stanza delle necessità. Appena la
porta si aprì, Ambra vide che c'erano un divano e un letto. Draco si sedette sul divano, e invitò lei a fare lo
stesso.

DRACO: Ambra, posso sapere cosa hai detto a quel demente?

AMBRA: Prima di tutto gli ho detto che non lo amo perché non é il mio tipo e perché amo un altro, e lui ha
iniziato ad urlare. Ha detto “ lui no, é il mio peggior nemico. Lui é un Serpeverde, e tu devi amare un
Grifondoro” e così via.

Il ragazzo le si avvicinò fino ad essere a pochi centimetri da lei.

DRACO: Quindi mi ami.

AMBRA: Ecco, io... cioé... non... io...

Lei era visibilmente imbarazzata e lui, per tranquillizzarla, la baciò. Le passò una mano sotto la maglietta
mentre la sdraiava sul divano.

DRACO: Ambra, ti amo.

La ragazza si fece triste e si alzò.
DRACO: Cosa c'é?

AMBRA: Ti amo anch'io, ma devo dirti una cosa. So che non ti piacerà, ma...

DRACO: Sei già fidanzata?

AMBRA: No, io...

DRACO: Sei lesbica?

AMBRA: No, che schifo! Lasciami finire, per favore.

DRACO: Ok, scusa.

AMBRA: Ecco, io non sono una strega. Non ho alcun potere magico e sono una di quelle che voi chiamate
babbane. Mi dispiace...

Fece per andarsene, ma Draco la fermò.

DRACO: Fermati, dove vai?

AMBRA: Adesso mi odierai. Ho saputo che tu odi tutti coloro che hanno a che fare con noi babbani, quindi
me ne vado.

DRACO: Ma io sapevo già tutto. Ti amo lo stesso, Ambra.

AMBRA: Come facevi a saperlo?

DRACO: Ho sentito mentre ne parlavi alla Weasley. Stavo fumando nelle vicinanze e ho ascoltato senza
volere.

AMBRA: Quindi non mi odi?

DRACO: Assolutamente no.

Ricominciarono a baciarsi e lui stavolta la diresse verso il letto.

AMBRA: Draco, io non l'ho mai fatto.

DRACO: Ambra, non temere.

La ragazza si abbandonò alle sue carezze e fecero l'amore. Alla fine, lei si sentiva bene come non lo era mai
stata.

AMBRA: Ti prego solo di una cosa: non dire in giro...

DRACO: Che stiamo insieme?

AMBRA: No, che hai capito. Volevo dirti di non spifferare che sono una babbana. Per il resto, sono così
felice che vorrei gridarlo ai quattro venti. Ti amo Draco, e ne sono felice.

Si baciarono ancora, dopodiché si rivestirono e uscirono dalla Stanza.
AMBRA: Senti, non é che la tua Pansy tenterà di farmi qualche fattura, vero?

DRACO: No, te l'ho già detto. É solo un'amica e poi lei é già fidanzata con Blaise.

AMBRA: Che sarebbe...

DRACO: Il mio migliore amico da una vita.

Passeggiavano per la scuola tenendosi per mano suscitando molti sguardi incuriositi e qualche esclamazione
di sorpresa.

DRACO: É quasi ora di cena. Ti va di sederti al tavolo con me?

AMBRA: Veramente, io non...

DRACO: Non ti preoccupare. Finché i miei compagni ti crederanno una strega purosangue, gli piacerai di
sicuro.

AMBRA: Perché, loro forse...

DRACO: Loro odiano i babbani, così come la mia famiglia. Io, purtroppo, ho dovuto fingere di essere come
loro per non essere punito.

AMBRA: Mi dispiace. Allora immagino che non parlerai mai di noi ai tuoi genitori.

DRACO: Oh no, cara. Ora sono maggiorenne e posso fare ciò che voglio.

Si avvicinarono alla Sala Grande mentre lei era contenta di poter evitare il tavolo dei Grifondoro e gli
sguardi di Harry.

DRACO: Ok, ci siamo. Ricordati solo di fingere bene e di far finta di niente se sentirai delle battutine
sgradevoli sui babbani.

AMBRA: Va bene.

Tutti gli occhi nella Sala erano puntati sulla coppia. Draco Malfoy non aveva mai portato una ragazza al suo
tavolo, di solito si limitava a portarle a letto.

PANSY: Ma é quella nuova! Draco, ti sei accertato che non fosse una stupida mezzosangue?

L'altra la interruppe.

AMBRA: Come osi TU confondere ME con un volgare mezzosangue? Dillo un'altra volta e la sola persona
con cui dialogherai per i prossimi mesi sarà l'infermiera.

PANSY: Oh no-no, scusami. É ovvio che se Draco ti ha portata qui sei una purosangue.

Stavano tutti mangiando, quando Blaise fece una domanda?

BLAISE: Ambra, dove lavorano i tuoi?

Per poco la ragazza non si strozzò con un pezzo di pollo.
AMBRA: S-scusa, puoi ripetere?

BLAISE: Che lavoro fanno i tuoi?

AMBRA: Ehm... loro... lavorano in... ehm... banca. Si, lavorano in banca, alla Gringott.

All'improvviso, sentirono qualcosa sotto il tavolo. Era la gatta di Gazza che controllava fosse tutto a posto.

AMBRA: Ancora questa gatta! Ieri sera per poco non mi faceva scoprire.

Blaise e Pansy la guardarono interrogativi.

AMBRA: Ecco, non avevo sonno così sono uscita e sono andata a farmi un giro nella Foresta.

BLAISE: Nella Foresta Proibita?! Ma sei matta?

AMBRA: Io non ho paura, e poi non sarà certo un semplice divieto a fermarmi.

BLAISE: Però...

La cena proseguì tranquilla, tra gli sguardi ammirati degli altri e un Draco che se la rideva sotto i baffi.

Quando poi finirono di mangiare e si alzarono dai tavoli, il ragazzo le chiese:

DRACO: Come diavolo sapevi della Gringott?

AMBRA: Era citata su un libro che ho letto.

DRACO: Ma non sarai andata nella Foresta Proibita, però.

AMBRA: No, tranquillo.

DRACO: Voglio sperarlo! É pericoloso come pochi altri posti. La mia ragazza non deve correre pericoli.

AMBRA: Già, ma a quanto pare, il pericolo più grande ha una cicatrice a forma di saetta sulla fronte.

DRACO: Se quello Sfregiato ti toccherà ancora...

AMBRA: No, ormai si sarà arreso. O almeno spero...

DRACO: Sarà... senti, é ora di andare a dormire. Vieni con me?- aggiunse malizioso.

AMBRA: Perché no?

La portò nella Stanza delle necessità, e passarono nuovamente la notte insieme.

Il tempo passava e, anche se lei era felice per la sua relazione con Draco, le mancava la sua famiglia. Chissà
come avevano reagito alla sua scomparsa e all'improvvisa apparizione di Hermione. Quel nome... dove lo
aveva sentito?

Mentre era persa nei suoi pensieri, fu affiancata da Ron.

RON: Cosa fai?
AMBRA: Guardo il panorama. Con la Luna é ancora più bello.

RON: Solo questo?

AMBRA: No. A dire la verità, stavo pensando anche a come continuare a evitare Harry.

RON: Perché?

La ragazza gli disse di come il suo amico avesse perso la testa alla notizia della sua storia con Draco.

RON: Strano, non é da lui. Sapevo che ti amava, ma non lo credevo capace di una cosa simile. Vedrò di
parlargli... ma, cambiando discorso, Malfoy sa chi sei?

AMBRA: Si, e ha detto che non gli importa nulla e che mi ama ancora di più. Non é incredibile?

RON: Molto, in effetti. Beh, io vado al Dormitorio. Vieni con me?

AMBRA: Si, certo.

Si incamminarono insieme ed erano quasi arrivati al ritratto della Signora Grassa, quando qualcuno fece
un'incantesimo che Schiantò Ron. Ambra non fece in tempo ad accorgersi di niente che si sentì venir meno.

Si risvegliò poco dopo in una stanza piccola e angusta. Cercò di alzarsi a sedere ma si accorse di poter
muovere solo la testa. La ruotò di quel tanto che bastava per scorgere due occhi verdi che la osservavano.
Quegli occhi appartenevano a Harry Potter.

HARRY: Ciao Ambra. Benvenuta nella Stamberga Strillante.

AMBRA: Cosa ci faccio qui? Voglio andarmene!

Lui sciolse l'incantesimo che la bloccava, ma le disse che non se ne sarebbe andata finché non l'avesse detto
lui.

AMBRA: Cosa? AIUTO!

HARRY: Inutile gridare. Siamo sotto il Platano Picchiatore, l'albero più pericoloso che esista. Inoltre,
nessuno sa come si entra qui oltre a me e a Silente. Dubito però che lui sappia che sei qui.

AMBRA: Ma perché?

HARRY: Non avresti dovuto respingermi per stare con Malfoy. Io ti amo, e resteremo qui finché tu non mi
dirai che mi ami.

AMBRA: Non posso, io amo Draco!

HARRY: Va bene. Se non lo capisci con le BUONE, lo capirai in un'altro modo.

Le fece nuovamente l'incantesimo della pastoia parziale, lasciando in funzione solo la bocca. Le si avvicinò
e cominciò a toccarla.

AMBRA: Co-co-cosa credi di fare? Smettila subito!
In tutta risposta, lui le tolse la maglietta e le abbassò i pantaloni fino a sfilarglieli. Cominciò a baciarle la
pancia risalendo fino al seno e alle labbra. Ambra cercò di tenerle più serrate che poteva, ma la lingua di lui
riuscì ugualmente ad entrare.

Poi si staccò e le tolse reggiseno e mutande. Proprio quando stava per chinarsi a baciarla di nuovo, la porta
della Stamberga si aprì e ne entrarono un Silente arrabbiato come non lo era mai stato e un Draco ancora più
furioso. Si avvicinò ad Ambra e con un colpo di bacchetta la rivestì e la liberò dalla pastoia.

SILENTE: Si può sapere che diavolo volevi fare? Sarai espulso per questo. Violentare una ragazza
immobile é una cosa abominevole. Vergogna!

Draco trasportò un'Ambra priva di sensi in braccio. Fu portata in infermeria e, quando si svegliò, vide vicino
al suo letto Silente e Draco.

AMBRA: Dove sono?

SILENTE: Sei in infermeria.

Era ancora un po' intontita.

AMBRA: Oh, si. Ora ricordo.

DRACO: Non preoccuparti, Potter é stato espulso.

AMBRA: Si, ma come mi avete trovata?

SILENTE: É stato Draco a venir da me dicendomi che eri in pericolo.

AMBRA: Come lo sapevi?

DRACO: Ecco, io ti ho fatto l'incantesimo “Liges perillius”. Serve a leggere nella mente della persona a cui
lo fai, ma si attiva solo in caso di pericolo e funziona solo se la “vittima” é all'oscuro di tutto. Sapevo che
Potter avrebbe organizzato qualcos'altro, perciò...

AMBRA: Grazie mille Draco. É la seconda volta che... o mamma!

DRACO: Cosa?

AMBRA: Ron! Come sta? Mi ricordo che gli é accaduto qualcosa, ma...

DRACO: No, non temere. Lentic... ehm, Weasley sta bene. É stato soccorso da un Prefetto che pattugliava i
corridoi. Non ti devi più preoccupare di nulla, capito?

AMBRA: Si.

Silente si congedò per andare nel suo ufficio, lasciando i due da soli.

AMBRA: Ehm... Draco?

DRACO: Si?

AMBRA: Harry non é riuscito a farmi niente, vero? Insomma, i miei ricordi sono ancora confusi...
Lui le sorrise.

DRACO: No, siamo arrivati appena in tempo.

AMBRA: Per fortuna. Se non fosse stato per te...

DRACO: Non dirlo neanche per scherzo. Ti amo e non voglio che tu corra dei pericoli.

Lei abbassò lo sguardo.

DRACO: Cosa c'é adesso?

AMBRA: Ecco... io ti devo dire una cosa.

DRACO: Lo so che sei una babbana, e non mi interessa.

AMBRA: Non é quello. É che io...

In quel momento arrivò madama Chips.

M.CHIPS: Bene, vedo che é sveglia signorina Smith. La informo che l'incantesimo della pastoia non ha
arrecato danni né a lei né al bambino.

Poco mancò che Draco stramazzasse a terra.

DRACO: Il bambino?

M.CHIPS: Lei non lo sapeva?

Il ragazzo fece di no con la testa.

M.CHIPS: Credo di aver combinato un guaio. Forse é meglio se ne parlate, io vado...

Così dicendo, se la filò.

Tra i due ci fu un attimo di silenzio.

DRACO: Da quanto lo sai?

AMBRA: Da qualche giorno. Stavo per dirtelo.

DRACO: Perché non me lo hai detto prima?

AMBRA: Perché credevo di essere solo un'avventura, perché avevo paura e perché non mi sento pronta a
crescere un bambino da sola.

DRACO: Chi ti dice che sarai sola?

AMBRA: Vuoi dire che...

DRACO: Si, ti starò vicino. Ti aiuterò e... ti sposerò. Se vorrai, naturalmente.

AMBRA: Lo faresti davvero?
DRACO: Certo che si. Questo bambino deve avere una famiglia normale.

AMBRA: Ma non devi sentirti obbligato a sposarmi solo perché sono incinta.

DRACO: Ma smettila! Sappi che prima o poi te lo avrei chiesto e quindi la tua gravidanza ha solo anticipato
i tempi.

Ambra lo abbracciò e lo baciò e, dopo altre coccole varie, Draco la salutò.

Il giorno dopo uscì dall'infermeria e come prima cosa andò alla Sala Comune di Grifondoro per vedere Ron.
Davanti alla Signora Grassa disse la parola d'ordine ed entrò. Trovò il rosso seduto su una poltrona vicina al
fuoco e gli si avvicinò.

RON: Ehi, ciao. Stai bene?

AMBRA: Si, e tu?

RON: Anche io.

AMBRA: Mi dispiace. Se non fossi venuta con te, Harry non ti avrebbe colpito.

RON: Ma dai! Chi lo poteva immaginare? Voglio dire, é stato il mio migliore amico per anni, e adesso...

AMBRA: Non pensarci. Hai altri amici no?

RON: Si, certo.

AMBRA: E poi ci sono anch'io. Anch'io sono tua amica.

Si abbracciarono e, quando si staccarono, le orecchie di Ron erano dello stesso colore del fuoco.

AMBRA: A proposito, sai dov'é Ginny? Con tutto questo trambusto non l'ho più vista.

RON: É in camera sua. Non esce da ieri sera...

AMBRA: Ci credo, poverina. Vado un po' da lei, ti dispiace?

RON: No no, vai pure.

La ragazza andò al dormitorio e, dopo aver bussato, entrò in camera.

AMBRA: Mi dispiace che sia andata così, ma non devi piangere. Ti giuro, non ho fatta nulla per...

GINNY: Lo so. É che ancora non ci credo. Insomma, Harry é sempre stato un bravo ragazzo.

Mentre le due parlavano, la McGranit e Silente riportarono Hermione ad Hogwarts con un complicatissimo
incantesimo.

HERM: Come sono tornata qui?

SILENTE: Abbiamo usato una variante dell'incantesimo di appello.

MCGRA: Adesso dobbiamo capire l'errore che hai fatto per poter rimandare indietro quella poveretta.
HERM: Ditemi, come sta Ambra?

SILENTE: Lei sta bene, non ti preoccupare.

I tre discussero a lungo e, dopo aver esaminato con minuzia ogni piccolo particolare, trovarono l'errore e
l'incantesimo che sarebbe servito a rimandare Ambra a casa.

La McGranit era andata a chiamarla e la trovò fuori che parlava con Draco.

MCGRA: Smith, vieni nel mio ufficio. Ho trovato quello che cercavi e anche Hermione...

La professoressa cercava di mantenersi vaga.

DRACO: Non si preoccupi, so già tutto.

La donna lo guardò con tanto d'occhi.

MCGRA: Allora potete venire tutti e due.

Si avviarono verso l'ufficio mentre Ambra pensava per l'ennesima volta a dove aveva potuto sentire quel
nome. All'improvviso le venne in mente.

Quando entrò nell'ufficio, vide una ragazza coi boccoli castani.

HERM: Ambra, da quanto tempo!

Come diavolo aveva potuto dimenticarla?

AMBRA: Hermione!

Le due si abbracciarono.

DRACO: Ehi, mezzosangue. Fai piano che me la sciupi.

Lei credette di aver capito male.

HERM: Come?

Ambra le spiegò di come si erano innamorati e infine fidanzati.

HERM: Incredibile! Un Malfoy che si fidanza con una babbana.

DRACO: Che vuoi, le persone cambiano.

MCGRA: Abbiamo trovato il modo di rimandarti a casa. Avevo pensato di obliviarti la mente, ma... ti
voglio dare una possibilità. Sono sicura che tu non dirai a nessuno dell'esistenza di Hogwarts, vero?

AMBRA: Oh, si. Certo che non lo dirò a nessuno. Adesso mi dice come faccio a ritornare a casa?

MCGRA: Bisogna ripetere l'incantesimo al contrario.

AMBRA: Beh, c'é un problema...
MCGRA: Cioé?

AMBRA: Beh, io... ecco... sono incinta, e...

DRACO: Non sa come spiegarlo alla sua famiglia. Quando la rimanderete indietro, vorrei andare con lei per
aiutarla a spiegare la situazione.

Dopo qualche minuto di discussione e con suggerimento di Silente, la McGranit acconsentì.

MCGRA: Allora: semigel sutnacni, semigel sutnacni, semigel sutnacni...

D'un tratto, Ambra e Draco si trovarono nel salotto della casa di lei sotto lo sguardo attonito dei due
genitori.

GINA: Oh, figlia mia! Finalmente sei tornata. E dimmi, lui chi é?

AMBRA: Ecco, lui é il mio fidanzato.

GINO: Come come?

AMBRA: Si, papà. Lui é Draco, il mio fidanzato.

DRACO: Piacere di conoscervi.

GINO: Piacere mio, ma non é un po' prematuro parlare di fidanzamento?

AMBRA: Assolutamente no. Devi sapere che... ecco... io sono... incinta... e che...

Si fermò allo sguardo allucinato dei suoi genitori.

GINA: Eh? Credo di aver capito male...

AMBRA: No, avete capito bene. Io sono incinta.

DRACO: Ma non dovete preoccuparvi. Io la sposerò una volta finita la scuola, non ho intenzione di lasciarla
sola.

Per un momento, sembrò che Gino volesse sbranarselo vivo, ma poi si placò. Gina sembrava sul punto di
svenire, ma si riebbe subito.

GINO: Va bene, ragazzo. Do il mio permesso per questo matrimonio, ma falle del male e te la farò pagare.-
l'ultimo pezzo lo disse in modo che solo Draco potesse sentirlo.

DRACO: Non si preoccupi. Lei mi ha cambiato totalmente la vita...

GINA: Beh, che ne dite di brindare con un po' di scotch?

AMBRA: Io prendo solo un succo di frutta, sai il bambino...

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HERM: Ambra cara, i tuoi biscotti sono deliziosi. Sei stata gentile ad invitarmi, purtroppo Ron non é voluto
venire...

AMBRA: Beh, dopotutto sei la madrina di Sachiko.

HERM: Si, ma visti i miei trascorsi con Draco...

AMBRA: Oh, ma lui é cambiato.

DRACO: Chi é che parla di me?

Era appena tornato dalla passeggiata che era andato a fare con la figlia.

HERM: Ma guarda, il furetto é tornato.

AMBRA: Non mi provocare mezzosangue.

SACHI: Heione, Heione!

Una bimba di quattro anni con i capelli biondissimi si buttò tra le braccia della sua madrina.

Le vecchie canzonature erano sempre presenti, ma erano addolcite da un'amicizia che era nata negli anni.

I due protagonisti si sono sposati all'età di 20 anni, ma hanno avuto la loro bambina quattro anni prima.

Adesso ci credete che il tempo può fare miracoli?

FINE



Allora, come vi pare? Me lo inviate un commentino anche piccolo piccolo?



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                                                                                            Online da: Agosto 2008

								
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