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					        I.C “Caroli” Stezzano Scuola Primaria “Caroli Classi TERZE C/D
         anno scol 2008/2009 Area Antropologica ins.SILVIA NANI

Premessa
Laddove c‟è storia c‟è vita……laddove c‟è vita c‟è storia.
La piazza principale di Stezzano è stata nel corso del tempo teatro di tante
storie……..storie comuni, di tutti i giorni e storie di una comunità che si riuniva
nel cuore del suo paese per mantenere a volte inconsapevolmente la sua
identità di insieme di persone, di cittadini, di fedeli….
Ancora oggi le tradizioni culturali, religiose, politiche, hanno una loro ragion
d‟essere nel cosiddetto “centro” del paese, racchiuso tra le mura di nobili ville
ed edifici che trasudano di voci, rumori, musiche, preghiere, gioie, dolori,…..
E‟ nata così l‟idea di partire dalla Piazza della Libertà, (già il nome racchiude
nella sua semplicità un valore universale irrinunciabile!) per studiare la Storia .
Le fotografie antiche, archiviate dal 1919 ai giorni nostri e commentate da
testimoni preziosissimi ci hanno permesso di conoscere la vita vera di chi c‟è
stato prima di noi!
Mi piace pensare che alle mie ragazze ed ai miei ragazzi, rimarrà impresso lo
sguardo pensante, la voce a volte tremante e l‟emozione di chi ci ha raccontato
la quotidianità e gli eventi significativi di questa piazza, che ha tanto in
comune con tutte le altre piazze dello spazio e del tempo passato.
Forse sarà più facile capire il presente e …….costruire un futuro migliore!
                                    Silvia Nani




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        I.C “Caroli” Stezzano Scuola Primaria “Caroli Classi TERZE C/D
         anno scol 2008/2009 Area Antropologica ins.SILVIA NANI




Immagina di trovarti nel centro di una grande piazza, in un'ora di punta, nel
traffico caotico. Ci sono scritte dappertutto: insegne di negozi, di cinema, di
teatri, indicazioni stradali e turistiche, marchi pubblicitari sulle fiancate dei
furgoni

Si possono distinguere gli edifici: antichi, nuovi, modernissimi; si riconoscono
piccole opere d'arte, per esempio la facciata della chiesa o la fontana. E tante
altre cose.

La piazza offre molte attrattive in tutte le stagioni dell'anno e nelle varie
occasioni:

      il giorno del mercato è atteso da tutti, c'è chi ama andar per
      bancarelle, comprando il formaggio o la verdura direttamente dal
      produttore;
      la festa del paese, la mostra degli antichi mestieri, le fiere, i
      carnevali e le sfilate, le sagre e le cene in piazza si rincorrono
      durante l'anno;

      la storia e le tradizioni si respirano tra i vicoli del centro e
      spesso si incontrano mercatini e mostre di ogni genere;

    eventi musicali, culturali, religiosi e folkloristici si     organizzano per
creare momenti di grande gioia collettiva.




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         E‟ IL CUORE DI OGNI CENTRO ABITATO, PERCHE‟ ATTORNO AD ESSA
         RUOTA LA VITA RELIGIOSA, LA VITA POLITICA E COMMERCIALE DEL
         COMUNE



VITA RELIGIOSA                      VITA POLITICA                                 VITA COMMERCIALE
LE FESTE RELIGIOSE                  Il Municipio si affaccia in                   In piazza si affacciano tanti
(Congresso Eucaristico              piazza. Nell‟antichità in                     negozi; è in piazza (non in
Diocesano, Prima                    piazza si discutevano                         piazza della Libertà) che si
Comunione, Cresima,                 problemi importanti per la                    svolge il mercato
matrimoni,funerali……..)             comunità)                                     settimanale.




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GLI ESERCIZI COMMERCIALI INPIAZZA                                   LE FESTE IN PIAZZA



     Panificio/pasticceria
     Edicola                                                             CARNEVALE                     febbraio
     Servizi immobiliari                                                 ANNIVERSARIO LIBERAZIONE       aprile
     Centro estetico                                                     FESTA DELLE CONTRADE          maggio
     Fruttivendolo                                                       MANUFEST. CALENDIMAGGIO       maggio
     Phone center                                                        FESTA DEL TRICOLORE            giugno
     Agenzia viaggi                                                      FESTA DELLO SPORT             settembre
     Bar                                                                 SAGRA D’AUTUNNO               ottobre
     Gelateria                                                           ANNIVERSARIO DEI CADUTI       novembre
     Tabaccheria                                                         MERCATINI DI NATALE           dicembre
     Ristorante
     Pasticceria
     Merceria
     Agenzia assicurativa                                             Durante queste feste la piazza viene chiusa al
     Due banche                                                       traffico ed i commercianti allestiscono
                                                                       bancarelle, gonfiabili ed è proposta la
                                                                       degustazione di prodotti tipici della campagna
                                                                       bergamasca (polenta e costine, caldarroste…..)




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Durante il nostro primo incontro a scuola , ci siamo presentati: erano presenti
quattro “nonne”, una signora non è venuta perché stava male.



         Nome                        Età                   Data di nascita
         Maria                      78 anni                    1930
       Teresina                     94 anni                     1914
         Gelma                      87 anni                     1921
    Carolina (Maria)                93 anni                     1915




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1900    1910      1920     1930          1940         1950       1960         1970        1980   1990   2000   2008




       Teresina
       1914              Carolina 1925



                   Gelma
                   1921
                              Maria 1930




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Le nonne poi hanno raccontato ciò che ricordavano in riferimento alla
                   fotografia scattata in piazza .




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A) N° DI FOTOGRAFIA                        539
(da archivio “ Stezzano la storia “)

B)) TITOLO FOTOGRAFIA                      VIVA IL CARNEVALE!



C) QUANDO?                                 1935
CLASSIFICAZIONE TEMPORALE



D) DOVE?                                   PIAZZA VITTORIO EMANUELE ora
CLASSIFICAZIONE SPAZIALE                   PIAZZA DELLA LIBERTA‟.



E) ELEMENTI IMPORTANTI PER LA              -Abbigliamento molto diverso.
LETTURA STORICA DELLA                      -C‟è un pupazzo molto grande
FOTOGRAFIA                                 -Alcune persone sono vestite di nero
                                           -Una persona ha una frusta




G) RACCONTO DEI NONNI                      Durante il Carnevale si sfilava in
                                           piazza.
                                           Molti non si travestivano ed
                                           indossavano i loro vestiti neri.Il
                                           signore vestito da donna è il sig.
                                           Bottoni, mentre il signore coi
                                           pantaloni rigati si chiamava MOMOL
                                           .Il carro era stato costruito per
                                           prendere in giro gli studenti in
                                           particolare il figlio del farmacista che
                                           giocava molto spesso con lo jo-jo. Il
                                           carro si è recato alla sfilata
                                           organizzata in città.I bambini
                                           seguivano il carro a piedi, indossando
                                           gli zoccoli che portavano anche
                                           d‟inverno.


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ALICE GIASSI
Martedì 7 ottobre 2008 siamo andati in direzione nell‟aula più grande della
scuola.
Sono arrivati alcuni signori della casa di riposo che ci hanno raccontato come
facevano a prendere l‟acqua: mandavano i loro figli con dei secchi a prendere
l‟acqua alle fontane che c‟erano solo in piazza. Non c‟erano le scarpe ma gli
zoccoli. Santa Lucia non portava i giochi come a noi ma portava due caramelle,
un‟arancia, un fico secco e un pezzo di torrone.




MARTINA CORREALE
I nonni della casa di riposo di Stezzano sono venuti a trovarci alla scuola
Caroli. Erano accompagnati da due signore e ci hanno raccontato di quando loro
andavano a scuola,con le borse al posto degli zaini.
Raccontavano che non c‟era l‟elettricità,e si studiava con la luce di un lume o di
una candela.
Neanche l‟acqua scendeva dai loro rubinetti e infatti la prendevano dalle
fontanelle.
Le loro case erano molto povere e non c‟erano tanti mobili.
I loro vestiti erano un grembiule e un paio di zoccoli.
La loro visita mi è piaciuta e spero di rivederli presto.


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TOMMASO AGAZZI
Martedì 7 Ottobre io e i miei compagni siamo saliti in aula magna, per
incontrare alcune signore della casa di riposo che si sono presentate e poi ci
hanno raccontato i loro ricordi di quando erano bambine.
Mi sono divertito a sentire raccontare di quando andavano a prendere l‟acqua
al “ Surbù” con i secchi di legno, perchè a quel tempo non c‟ erano i tubi che
portavano l‟ acqua in casa.
I loro genitori lavoravano nei campi, quindi toccava a loro fare la fila alla
fontana.
Teresina ci ha detto di essere nata nei campi.
Ci hanno anche raccontato del carnevale, quando in piazza prendevano in giro
gli studenti e soprattutto il figlio della farmacista che passava il tempo a
giocare con lo yo-yo.
Mi sembrava incredibile che anche d‟inverno andassero in giro con gli zoccoli di
legno e senza giacca.
Per me è stato bello conoscere queste nonne e sono contento di poterle
incontrare di nuovo.

SOFIA MESIANI
Martedì mattina alle ore 9.30 sono venuti a trovarci delle nonne della casa di
riposo.Ci hanno raccontato come si vestivano quando erano piccole:portavano
gli zoccoli aperti anche d‟inverno. Ci hanno anche detto che a quei tempi si
andava nei bar a vedere la tv e d‟inverno si andava a letto molto presto. Ci
hanno poi spiegato che a Stezzano a quei tempi non c‟era l‟acqua in casa quindi
occorreva andare a prenderla alla fontana.

DAVIDE CANDIANI
La scorsa settimana nell‟aula magna abbiamo ospitato quattro signore della
casa di riposo.
Prima di tutto ci siamo presentati, poi ad una ad una le signore hanno
raccontato della loro vita faticosa.
In casa non c‟erano i rubinetti quindi dovevano andare con i secchi di legno alla
fontanella vicino alla chiesa per portare a casa un po‟ di acqua che serviva per
cucinare, bere e lavarsi.
Dovevano andare sempre con gli zoccoli anche d‟inverno.
Poi ci siamo messi a fare un po‟ di domande: come erano vestiti i carabinieri,
se la chiesa era stata sempre lì, ci hanno parlato del panettiere e del
fotografo della piazza.
Alla fine le signore erano molto contente la maestra Silvia ci ha detto che un
venerdì andremo alla casa di riposo per incontrarle di nuovo.
Qualcuno là incontrerà un parente.



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MATTEO OLMI
Martedì mattina sono arrivate alla nostra scuola quattro nonnine che abitano
alla casa di riposo.
Tre di loro erano in carrozzella mentre una non aveva né la carrozzella né il
bastone, sebbene avesse novantaquattro anni. Le nonne ci hanno raccontato
che nei banchi della scuola tanti anni fa c‟era un buco dove si metteva
l‟inchiostro per intingere il pennino. Ci hanno raccontato anche che ogni
mattina andavano in piazza a prendere l‟acqua al Surbu‟




GIORGIO CORRADO
Oggi, 7 ottobre 2008, siamo andati in aula magna e ad un certo punto sono
arrivati le anziane della casa di riposo. Ci siamo presentati insieme, e loro
hanno incominciato a raccontare la storia di Stezzano e la loro.
Per esempio ci hanno raccontato che per il Carnevale non si mascheravano ma
si vestivano eleganti. Poi abbiamo incominciato a far loro delle domande.
Tutti volevamo sapere se la villa Zanchi, il panettiere, il fotografo sono rimasti
sempre in quel posto e loro ci hanno risposto di sì. Abbiamo chiesto se i campi
sportivi esistevano a quel tempo e loro ci hanno risposto di no.
Tanto tempo fa l‟oratorio era in via Caroli. Ci hanno raccontato dei loro giochi
che per le femmine erano bambole di pezza, mentre per i maschi erano palloni
di stoffa e giochi di legno fatti dai loro papà.
Alla fine ci siamo salutati e ci rivedremo il 10 ottobre.




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CATERINA PANZETTI
Il giorno 7 ottobre 2008 noi alunni della terza c/d abbiamo conosciuto le
quattro signore della casa di riposo di Stezzano. Le signore ci hanno
raccontato che ai loro tempi gli insegnanti erano molto severi: c'era solo un
maestro/a per ogni classe e le classi erano miste ed erano quattro; quando gli
alunni sbagliavano le maestre li bacchettavano.Visto che non c'era il
riscaldamento a scuola ogni bambino portava da casa un pò di legna per far
funzionare la stufa. Le signore ci hanno raccontato che i bambini/e portavano
un grembiulino e anche d'inverno usavano gli zoccoli.
La piazza non era come al giorno d'oggi: c'era il tram e tante "surbette" cioè
fontanelle.
In certe case il tetto era rotto e quando pioveva usavano gli ombrelli.
Non c'era l'elettricità e quindi usavano o le candele o le lanterne.
Per Natale i regali erano:un pezzettino di torroncino e due caramelle.le nonne
ricordavano la festa di carnevale che si festeggiava in piazza.

GLORIA UBBIALI
Martedì mattina alle ore nove e trenta sono venuti a trovarci delle nonne dalla
casa di riposo.
Ci hanno raccontato come si vestivano quando erano piccole, ad esempio
portavano gli zoccoli aperti anche d‟inverno.
Ci hanno anche detto che, a quei tempi, si andava nei bar a vedere la tv e,
d‟inverno andavano a letto molto presto.
Poi ci hanno spiegato come era Stezzano a quei tempi e che l‟acqua non
arrivava nelle case ma bisognava andarla a prendere.




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PAOLA GODOY
L‟altra mattina sono venuti a visitarci a scuola quattro nonne della casa di
riposo, accompagnate da due assistenti. Ci hanno raccontato come loro
giocavano da bambine e come si vestivano; le loro case non erano così
confortevoli come adesso:non c‟erano i rubinetti e quindi per prendere l‟acqua
bisognava uscire dalla casa e andare alla fontana. Anche il paese era molto
diverso:c‟erano meno case e più campi. Noi abbiamo ascoltato le nonne con
molto interesse e con curiosità .E‟stata una mattina interessante.

ALESSIA PARIMBELLI
Martedi 7 ottobre 2008 sono venuti le anziane dalla casa di riposo e ci hanno
raccontato quando erano piccole e spiegato che le cose erano diverse rispetto
ad adesso. Per esempio a Carnevale non si usavano le maschere , non avevano
l‟acqua in casa quindi dovevano uscire nel cortile anche se faceva freddo. Poi
abbiamo fatto noi le domande e alla fine abbiamo fatto un grande applauso; è
stata proprio una bella mattinata.

ELENA PERLETTI
•Martedì sono venuti alla nostra scuola quattro nonne che sono ospiti alla casa
di riposo<Villa della Pace >. Queste quattro nonne ci hanno raccontato com‟era
la vita tanti anni fa : che cosa mangiavano , con cosa giocavano , che mettevano
gli zoccoletti . Ci hanno anche raccontato com‟era il paese a quei tempi :
c‟erano tanti campi,le case erano poche , c‟ era solo un panificio . È stata una
bella avventura.

LORENZO SCABURRI
Martedì 7 Ottobre 2008 sono venuto a trovarci a scuola i nonni della casa di
riposo di Stezzano.
I nonnetti ci hanno detto i loro nomi, poi una maestra che non conosco ha fatto
vedere una foto di carnevale.
I nonnetti ci hanno spiegato che abitavano a Stezzano, in case vecchie senza
bagno, luce e acqua.
Per vederci usavano le candele e per lavarsi prendevano l‟ acqua di fuori nel
pozzo.
Ci hanno anche detto che avevano fratelli e sorelle.
Quando erano bambini andavano alla scuola “Caroli” che e‟ la nostra scuola.
A scuola giocavano a nascondino e a palla avvelenata.




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STEFANO NESI
Questa mattina sono venute a trovarci a scuola delle signore anziane che
vivono alla casa di riposo.
Tre erano sulla sedia a rotelle, una invece no, ma ci sentiva poco.
Ci hanno raccontato di quando loro erano bambine, che non avevano le scarpe
ma hai piedi indossavano gli zoccoli.
Avevano un grembiule per la scuola e uno per la domenica.
Non avevano l‟acqua in casa e andavano a prenderla ad una fontana in piazza e
se non ubbidivano venivano sculacciate.
Quando andavano a scuola loro c‟era solo una classe per anno e i maschi quando
non c‟era la maestra uscivano dalla finestra per andare a giocare.
Una signora ci ha raccontato che una sua maestra è morta, un maestro è
andato al manicomio e un anno aveva due maestre sorelle che insegnavano un
po‟ ciascuna.
L‟ altra signora ci ha raccontato che quando si è sposata la figlia del conte da
un elicottero hanno buttato dei mazzetti di fiori e lei li ha raccolti; era così
emozionata che non è andata a scuola.
Abbiamo fatto vedere alle signore una foto antica di Carnevale e loro hanno
detto che la maschera che si vede era di un loro compagno che giocava sempre
con lo jo-jo.
Per ringraziarle dei racconti abbiamo regalato loro delle cornici.



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ALIDA BERTULESSI
 Quando sono venuti i nonni ero un po‟ emozionata ma quando ci siamo
presentati ero ancora più emozionata poi mi sono calmata .Alcuni anziani
avevano 91 anni e altri un po‟ meno;dopo alcune domande ci hanno detto come
erano vestiti i Carabinieri,dove era la scuola e che non avevano i lavandini
quindi andavano con le brocche o con i secchi e facevano la fila per riempirli di
acqua. Alla fine abbiamo dato loro un regalo.

LIDIA D’ASCOLI
Martedì 7 ottobre la mia classe e la terza D hanno incontrato quattro nonne
molto simpatiche.
Queste nonne sono molto anziane e si ricordano tante cose del passato.
Appena arrivate a scuola si sono presentate e ci hanno descritto una
fotografia del Carnevale di tanti anni fa. Poi noi bambini abbiamo incominciato
a fare domande su come si vestivano da piccole e su come erano le loro scuole
e le loro case. Le nonne ci hanno raccontato che loro erano vestite con un
grembiule abbottonato con una cintura e indossavano gli zoccoli. Per ripararsi
dal freddo avevano solo una sciarpa e un cappello. Ci hanno raccontato anche
che riscaldavano la classe accendendo il fuoco nel camino. Ai loro tempi nelle
case non c‟era l‟acqua corrente e quindi bisognava andarla a prendere alla
fontana .Abbiamo visto una fotografia antica che ritraeva un gruppo di
persone mascherate con semplici costumi di Carnevale. Durante quel
Carnevale le nonne avevano giocato a prendere in giro il figlio del farmacista
che giocava sempre con lo jo-jo. Mi è piaciuto molto incontrare queste nonne e
sentire i loro racconti della vita di tanti anni fa.

DAVIDE BONAFINI
Martedi 7 ottobre 2008 sono venute quattro nonne a trovarci a scuola e ci
hanno raccontato di quando loro erano piccole come noi.
Ci hanno spiegato come e‟ anche cambiata la Piazza della Libertà: ad esempio,
alcuni negozi che oggi sono in piazza una volta non esistevano.
La loro vita era molto diversa dalla nostra: abitavano in case che se guardavi in
alto vedevi il cielo ed i loro giochi erano molto differenti. Le bambole erano di
lana e te le dovevi fare da solo.
Le nonnine, lo dico sul serio, erano e sono davvero brave.

LETIZIA FACCHETTI
Martedi‟ mattina alla nostra scuola sono arrivate delle nonne della
casa di riposo, a farci visita.
Insieme alle nonne abbiamo parlato della loro gioventù‟.
Raccontavano che erano tante povere, le loro case non avevano il tetto e per
proteggersi dalla pioggia si riparavano con l‟ombrello.

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Il loro abbigliamento consisteva in pochi vestiti.
Quando faceva freddo si proteggevano con una maglietta, pantaloni,un
grembiulino, una sciarpa, un cappellino ed infine degli zoccoli con delle calze
lunghe.
Il loro passatempo era quello di giocare con giocattoli costruiti da loro.
Le bambole erano di stoffa, come braccia e gambe avevano dei bastoncini di
legno. Il viso della bambola lo disegnavano loro, i capelli erano fatti con fili di
lana. I maschi giocavano a macchinine fatte di legno.
Nei loro ricordi c‟è un fatto alquanto bizzarro: la figlia del proprietario della
Villa Zanchi si sposava e per l‟occasione venivano lanciati mazzi di rose da un
elicottero, in quel giorno non erano andate a scuola.
Noi bambini eravamo curiosi di sapere tutta sulla loro infanzia uno alla volta
gli chiedevamo le nostre curiosità. C‟era la luce? Esisteva la televisione? Come
vi vestivate?Eravate povere? Com‟erano i vostri giochi?
Le nonne gentilmente rispondevano a tutto.
E‟ stata una giornata davvero speciale, penso anche per le nonne che vedevo
sorridere felici.




MANUEL ABATI
Martedì 7 Ottobre sono venute a scuola alcune nonne della casa di riposo per
raccontarci come era Stezzano tanto tempo fa.
La nonna più anziana era nata nel 1914, le altre qualche anno dopo.


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Ci hanno raccontato i giochi e le abitudini di quando erano bambine
sottolineando la povertà di quei tempi.
Questa esperienza mi ha permesso di confrontare le abitudini del passato con
quelle di oggi.

SIRIA BONCORAGLIO
Il giorno 7/10/08 siamo andati in direzione didattica perché sono venuti alcuni
anziani della casa di riposo e ci hanno raccontato alcune cose di tanti anni fa
che noi non sapevamo.
Gli abbiamo fatto vedere una foto e ce l‟ hanno spigata per bene.
Ci hanno detto che a Carnevale prendevano un alunno e lo travestire e
facevano festa in mezzo alla piazza.
 Non ci hanno spiegato solo la foto, ma hanno parlato della loro vita quotidiana.
Ci hanno spiegato di quando andavano a prendere l‟ acqua di come si vestivano,e
della loro casa.
 Mi e‟ piaciuto davvero tanto di averli incontrati e conosciuti,aspetto ansiosa di
rincontrarli.

CHIARA PESSINA
Martedì sette ottobre sono venute a trovarci delle nonne della casa di riposo.
La signora Carolina ci ha raccontato che un giorno è passato un‟ elicottero e ha
buttato dei fiori bianchi.
La signora Gemma ci ha detto che andavano a prendere dell‟acqua alla
fontanella con i secchi di legno, le signore per tutte le stagioni usavano gli
zoccoli di legno, non indossavano vestiti ma solo grembiuli a bottoni.
Abbiamo fatto delle domande come ad esempio : la chiesa si trovava dove si
trova adesso ? La signora ha risposto sì
Dopo aver chiacchierato le donne sono tornate a casa.

DAVIDE COTICELLI
Martedì 7 Ottobre sono andato insieme ai miei compagni in sala riunioni ,e lì
abbiamo aspettato tutti insieme l‟ arrivo delle nonne della casa di riposo, di
Stezzano. Erano in quattro, tre sulla sedia a rotelle ; una la più anziana senza
sedia a rotelle,ci hanno raccontato tantissime cose sui loro tempi:a casa non
c‟erano i rubinetti ma soltanto dei secchi di legno che usavano per prendere
l‟acqua ad una fontana chiamata il Surbù. Per andare a quella fontana facevano
più di duecento metri. di strada a piedi , andata con due secchi vuoti il ritorno
con due secchi pieni d‟acqua che erano pesantissimi . Il Surbù non era dov‟è
adesso ma era tra la chiesa e il campanile. Il monumento dei caduti in guerra
era in piazza mentre adesso è fuori il cimitero, mentre l‟ oratorio, nemmeno lui
era dov‟è adesso ma in via Caroli . D‟ inverno non avevano tante cose per
ripararsi dal freddo,ai piedi non avevano scarpe ma zoccoli di legno,a scuola

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non c‟era il riscaldamento coi termosifoni ma in ogni aula c‟era una stufa e ogni
bambino alla mattina doveva portare un po‟ di legna ma solo chi l‟aveva. Il
Municipio d‟adesso non era un Municipio ma era una villa dei conti.Quando si
sposò la figlia del conte buttarono mazzi di fiori dall‟elicottero e lo sposo e la
sposa erano in una bellissima carrozza con i cavalli. La nonnina che ci ha
raccontato questo fatto rimase così stupita che quel giorno non andò a scuola
e quando i suoi genitori lo vennero a sapere si prese una bella sgridata. Al
centro di Stezzano cioè in piazza passava il tram che collegava Stezzano a
Bergamo. Le case una volta erano mezze rotte avevano dei buchi nei tetti e
quando pioveva dovevano aprire l‟ombrello in casa, addirittura sentivano
passeggiare sul tetto i topi e questo me lo ha raccontato anche la mia nonna.
La maggior parte delle case non avevano i bagni come noi in casa ,ma avevano
uno specie di water in mezzo al cortile utilizzato da tante famiglie per lavarsi
dovevano riempire delle grandi bacinelle d‟acqua che usavano come vasca da
bagno. I bambini non avevano tanti giochi,ed erano costruiti da loro, le
bambine avevano delle bambole di pezza con disegnati: gli occhi, il naso e la
bocca e i capelli di lana,mentre i maschi avevano carretti macchinine o trottole
fatti di legno.
Un altro gioco era chi tirava più lontano i sassi, poi c‟era il gioco dello scambio
delle carte e poi il gioco dello yo-yo,tanto è vero che una volta alla sfilata di
carnevale hanno fatto un carro con il pupazzo che giocava allo yo-yo per
prendere in giro gli studenti.
I ragazzi quando giocavano a calcio non erano su campi di erba sintetica ma in
mezzo alla strada o sulle piazzette; le macchine non passavano quasi mai
perché erano pochi quelli che le possedevano. Quasi nessuno aveva la
televisione perché erano molto costose ma le prime arrivarono verso il 1940.
È stata una bella esperienza parlare con queste nonne e sono contento che tra
qualche settimana andrò con i miei compagni a trovarle alla casa di riposo!




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LUCA FORNONI
Questa mattina sono venute quattro signore della casa di riposo .
Ci siamo presentati e ci hanno raccontato com‟ era una volta Stezzano. Per
prima cosa ci hanno detto che quando erano piccole a scuola si andava poco
 c‟ erano, infatti, solo: la prima, la seconda e la terza elementare.
Ci hanno raccontato anche, che a quei tempi non c‟era la luce e in casa usavano
una lanterna o una candela .
Non c‟era neanche la televisione, non era ancora stata inventata, infatti le
prime televisioni sono state prodotte nel 1950 poiché erano costose la gente
le andava a vedere solo al bar .
I giochi erano semplici particolari; per esempio prendevano un foglio lo
appoggiavano contro il muro vinceva chi indovinava l‟inclinazione che avrebbe
avuto cadendo, oppure, se qualcuno aveva papà falegname, questi costruivano le
macchinine artigianalmente .
Giocavano anche con lo jo-jo.
Le case non erano belle come quelle di oggi, ci hanno infatti raccontato che dal
tetto di legno pioveva dentro la casa, e se pioveva forte dovevano stare in casa
con l‟ombrello !!
In casa non c‟era acqua corrente ed andavano a prendere l‟acqua alla fontana
“Sorbeta “ vicino alla chiesa .
La chiesa invece è sempre quella di tanti anni fa, in centro al paese come è
oggi.
L‟incontro è stato interessante, la prossima volta andremo noi da loro.

MIRIAM ACETI
Alcune nonne della casa di riposo sono venute a scuola per raccontarci come
era la vita ai loro tempi.
Una di queste signore ha iniziato raccontando che le loro famiglie erano
numerose, la sua comprendeva diciassette figli più i genitori.
Una volta c‟erano tante famiglie numerose e povere ed abitavano in grandi
cortili con i bagni in comune.
Per avere l‟acqua dovevano recarsi con i secchi di legno alla fontana più vicina a
casa.
Continuando il suo racconto ci ha descritto come era composta allora la
piazza:c‟era la chiesa,il sorbù,il fornaio,le due ville storiche di cui una si è
stata trasformata in comune e i binari del tram.
Non tutti potevano andare a scuola,che era un privilegio,dato che era molto
costosa.



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Per coloro che potevano andarci dovevano indossare gli zoccoli più belli e
trovavano maestre molto cattive che davano bacchettate.
I loro giochi erano più poveri infatti le bambine avevano bambole di pezza
cucite dalle loro madri mentre i ragazzi le biglie,la palla e i dadi.
S.Lucia era molto povera e portava pochi doni come i fichi secchi o un pezzo di
arancia.
Ora molte cose sono cambiate in meglio ma noi non sappiamo accontentarci.

MICHELE SALVI
Il giorno 7 ottobre 2008 alle ore 9:30 la classe terza d è salita in direzione ,
ma gli anziani della casa di riposo di Stezzano erano già lì e allora abbiamo
iniziato a chiacchierare.
Gli anziani hanno detto che la chiesa e la villa ”Zanchi” sono sempre stati lì ,
poi abbiamo chiesto come erano le loro case gli anziani hanno risposto che
erano strette e non avevano il bagno; poi gli abbiamo chiesto se c‟ era la
povertà loro hanno risposto di sì, ce ne era tantissima.
Una signora poi ha preso la parola ed ha raccontato che lei diceva che la sua
maestra era cattiva , ma poi ha scoperto che era malata .
Alla fine , per ricordarsi di noi , gli abbiamo regalato un porta foto .




DAVIDE REGONESI
Oggi 7 Ottobre sono venute a trovarci quattro signore ospiti della casa di
riposo di Stezzano.


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Dopo esserci presentati ci hanno raccontato come era la vita tanti anni fa.
La chiesa parrocchiale era sempre allo stesso posto di oggi, ma, ovviamente,
per la piazza di Stezzano non passavano auto, ma carretti trainati da cavalli!
Ci hanno poi raccontato che nelle case non c‟era la corrente elettrica ma
usavano le lanterne; non c‟era neanche l‟acqua corrente e quindi si andava a
prendere l‟acqua alla fontana chiamata “Sorbeta”.
Le case inoltre non erano belle come quelle di oggi, addirittura se pioveva a
dirotto l‟acqua trapassava dalle travi del tetto e dovevano stare in casa con
l‟ombrello!
La scuola durava pochi anni, c‟erano le classi prime, seconde e terze: quasi
nessuno proseguiva gli studi oltre, e quando un bambino sbagliava, la maestra lo
bacchettava sulle mani!
La maggioranza delle persone era povera ed i giochi dei bambini erano semplici:
yo-yo, palla di cuoio, pezzi di carta e bambole di pezza.
Nelle case non c‟era la televisione: la gente si riuniva al bar per vederla.
E’ stato interessante sentire com’ era la vita tanti anni fa, la prossima volta
saremo noi ad andare a trovare loro alla casa di riposo.

ALESSIA MONTESANTI
Martedì 7 ottobre, sono venute a trovarci a scuola, delle signore anziane, per
raccontarci come era la piazza e cosa facevano loro quando erano più giovani.
Gelma , una delle signore, ci ha raccontato che loro indossavano degli zoccoli di
legno e dei grembiuli abbottonati davanti.
La signora Carolina, invece ha detto che una volta aveva sentito un rumore e
non riusciva a capire cosa era. All‟improvviso si è accorta che era un elicottero
che buttava dei fiori bianchi dal cielo, perché c‟era una festa per il conte.
Ci hanno raccontato che la chiesa è ancora uguale e sempre allo stesso posto.
In più c‟era una piccola chiesetta dove adesso ci sono i vigili urbani.
In casa non avevano i rubinetti dell‟acqua e così andavano con dei secchielli di
legno a prenderla alla fontana in piazza.
Mi ha colpito anche il fatto che le bambole che portava Santa Lucia e Babbo
Natale erano di pezza e che gli occhi li disegnavano le loro mamme con la
matita. Questo incontro mi è piaciuto molto e l‟ho trovato molto interessante.

NICOLE ROSSETTI
SONO VENUTE QUATTRO NONNINE DALL CASA DI RIPOSO,CI HANNO
RACCONTATO QUESTO:QUANDO ERANO BAMBINE DAGLI OTTO ANNI
IN POI GIOCAVANO CON LE BIGLIE DI VETRO E UNA BAMBOLA DI
PEZZA.
AVEVANO LE CASE CON UNA CUCINA,DUE STANZE,E IL BAGNO ERA
FUORI.



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IL TETTO ERA TUTTO ROTTO E QUANDO PIOVEVA DOVEVANO STAR
TUTTA LA NOTTE CON IN MANO UN OMBRELLO E CON I SECCHI.
LA SCUOLA CAROLI ERA MOLTO PI POVERA AVEVA LE CARTELLE DI
PEZZA E DUE QUADERNI UNO A RIGHE E UNO A QUADRETTI, I
BANCHI IN LEGNO DA DUE POSTI .
LA PIAZZA NON ERA COME ADESSO NON C‟ERANO TANT NEGOZI E
DOVE SI FANNO LE FOTO PRIMA C‟ERA UN NEGOZIO CHE VENDEVA
DI TUTTO, IL MUNICIPIO E‟ SEMPR STATO LI‟ E PRIMA NON C‟ERA LA
BIBLIOTECA AL SUO POSTO C‟ERANO GLI UFFICI.




FEDERICO ZUCCHETTI
La visita degli anziani della”casa di riposo”
Martedì 7 Ottobre alcuni ospiti della “Casa di riposo” sono venuti nella nostra
scuola a raccontarci la storia della loro vita. Siamo andati con Elisabetta,Silvia
Daniela,Isabella,Marina e i nostri ospiti in sala riunioni dove abbiamo parlato
molto. I nostri ospiti ci hanno raccontato cosa facevano quando avevano la
nostra età,si sono presentati e hanno le nostre domande. Io ho chiesto se il
municipio era nello stesso posto,loro mi hanno risposto di no.
È stata per me una bella esperienza.




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LUCIA PELLIZZOLI
Martedì 7 ottobre noi e la terza C siamo saliti su, in sala riunioni dove abbiamo
trovato quattro nonne della casa di riposo che ci hanno raccontato la loro
storia di quando erano piccole:erano povere e non c‟erano i lavelli come adesso,
ma bisognava andare a prendere l‟acqua alle fontane con i secchi di legno. Non
c‟era l‟elettricità ma c‟erano le lampade a petrolio. Il bagno era uno solo per
tutte le famiglie che vivevano in un‟unica cascina. Le spose si vestivano di nero;
le scarpe non c‟erano ma c‟erano gli zoccoli di legno d‟estate aperti e d‟inverno

SHARON FANELLI
MARTEDI' SIAMO ANDATI CON LE NONNE IN DIREZIONE.
CI HANNO RACCONTATO LE STORIE DI TANTI ANNI FA E ABBIAMO
FATTO VEDERE LORO,UNA FOTO CHE HA PORTATO LA MAESTRA
SILVIA, DEL CARNEVALE DI ALLORA.
VI SCRIVO ADESSO COSA HANNO RACCONTATO LE NONNE, CI HANNO
RACCONTATO CHE NON C' ERA L'ACQUA DOVEVANO ANDARLA A
PRENDERE ALLA FONTANA CON I SACCHI . QUANDO SI FACEVA SERA,
SI ACCEDEVANO LE CANDELE O LA LANTERNA,PER SCALRDARSI
QUANDO FACEVA FREDDO SI MATTEVA LA LEGNA NEL CAMINO DOVE
SI CUOCEVA LA MINESTRA O POLENTA.
PER LAVARE I PANNI SI USAVA IL SAPONE FATTO IN CASA, CON LE
OSSA E PER SBIANCARE LE LENZUOLA SI USAVA LA CENERE POI SI
STENDEVANO I PANNI NEL PRATO, SULL' ERBA.




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ANDREA VANGERI
MARTEDI' 7 OTTOBRE SONO VENUTI ALLA NOSTRA SCUOLA ALCUNI
OSPITI DELLA CASA DI RIPOSO DI STEZZANO.
ABBIAMO PARLATO CON LORO E CI HANNO RACCONTATO COME
VIVEVANO QUANDO AVEVANO LA NOSTRA ETA'.
ORA SCHEMATIZZO ALCUNE LORO ABITUDINI DI VITA.
ACQUA: NON C'ERA IN CASA E ANDAVANO ALLE FONTANE PER
PRENDERLA.
VESTITI: AVEVANO DUE GREMBIULIUNO PER LA SETTIMANA E UNO
PER LA DOMENICA. PORTAVANO DEGLI ZOCCOLI.
IGIENE:C'ERA UN SOLO BAGNO PER TANTE FAMIGLIE E LAVAVANO
PIU' BAMBINI IN UN SOLO SECCHIO.
GIOCHI: I PIU' FORTUNATI AVEVANO MACCHININE DI LEGNO E
BIGLIE DI VETRO ALTRI GIOCAVANO A LUPO,A MONDO E A
NASCONDINO .C'ERANO BAMBOLE DI PEZZA.
SANTA LUCIA: RICEVEVANO DUE CARAMELLE, UN TORRONCINO E
UN' ARANCIA.




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Durante questo incontro abbiamo conosciuto la signora Rosa, di 92 anni, che
martedì non ci è venuta a trovare perchè stava poco bene.
Insieme abbiamo analizzato le prime cinque fotografie.
Ci siamo così accorti che erano presenti discordanze riguardo alla datazione
(l‟anno di riferimento della fotografia) e la data che i nostri amici della Casa di
Riposo ci fornivano.
Questo significa che LO STORICO, QUANDO RICOSTRUISCE UN
PERIODO, DEVE SEMPRE CONFRONTARE DIVERSE FONTI CHE A VOLTE
NON COICIDONO. LA RICERCA SERVE PROPRIO A QUESTO: AD ESSERE
SICURI DULLE NOTIZIE CHE SI RICAVANO. ORA ABBIAMO CORRETTO
CONFRONTANDOCI ANCHE CON UNA FONTE SCRITTA: IL VOLUME
“STEZZANO, IMMAGINI E RICORDI”




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CRONOLOGIA FOTO PIAZZA DELLA LIBERTA’
(gia‟ Piazza Vittorio Emanuele )

N° fotografia         N° fotografia dalla     DATAZIONE      Fonte scritta
nostro archiv.              fonte                             “Stezzano
                           Archivio                           immagini e
                     “Stezzano la storia “                      ricordi”


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6                6                           1929           Vedi pag.68
7                592                         1930           Vedi pag. 10
8                539                         1935           Pag.50
9                2011                        1945           Pag.49
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17               333                         1977
18               323                         1977
19               766                         1988
20               575                         1990
21               621                         1990
22               423                         1991




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              I.C “Caroli” Stezzano Scuola Primaria “Caroli Classi TERZE C/D
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1919                         1924                                     1926




       1926                     1928                         1929              1930




                                           28
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1935                   1945                         1950




1955                        1957                                               1957




       1957                        1970                           1975




                                           29
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1977                1977                                          1988




1990                1990                                       1991




                                    30
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fotografia n°1




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A) N° DI FOTOGRAFIA                     623
(da archivio “ Stezzano la storia “)    per noi è la n°1

B)) TITOLO FOTOGRAFIA                   INVENTO IO
Inventato da noi                        IL TRENO A VAPORE IN PIAZZA

C) QUANDO?                              1919
CLASSIFICAZIONE TEMPORALE



D) DOVE?                                Piazza Vittorio Emanuele II
CLASSIFICAZIONE SPAZIALE



E) ELEMENTI IMPORTANTI PER LA           FONTE SCRITTA:”Stezzano, immagini
LETTURA STORICA DELLA                   e ricordi”
FOTOGRAFIA                              “….un giorno lavorativo:il carico e
                                        scarico del tram a vapore, la pesa di un
                                        carro di fieno, la scarsa presenza della
                                        gente…In primo piano la tramvia a
                                        vapore Bergamo, Treviglio, Lodi.”

                                        E‟ BEN VISIBILE LA VILLA CONTI
                                        MORONI
F) RACCONTO DEI NONNI                   E‟ difficile ricordarsi di questa
                                        fotografia:è troppo vecchia..
                                        Rosa, che allora aveva sette anni,
                                        aveva cinque fratelli e quando rimase
                                        orfana di tutti e due i genitori fu
                                        costretta ad abbandonare i suoi
                                        studi:avrebbe tanto voluto
                                        insegnare!!!Però ha sempre letto molto,
                                        tuttora ama leggere .




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Fotografia n°2
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A) N° DI FOTOGRAFIA                     625
(da archivio “ Stezzano la storia “)    Per noi è la n°2

B)) TITOLO FOTOGRAFIA                   INVENTO IO
Inventato da noi                        PASSEGGIATA IN PIAZZA

C) QUANDO?                              1924
CLASSIFICAZIONE TEMPORALE



D) DOVE?                                Veduta della piazza, allora Vittorio
CLASSIFICAZIONE SPAZIALE                Emanuele II e villa Moroni



E) ELEMENTI IMPORTANTI PER LA           FONTE SCRITTA:”Stezzano, immagini
LETTURA STORICA DELLA                   e ricordi”
FOTOGRAFIA                              “…Un momento di quiete…
                                        Il portone a sinistra , dove sono
                                        appoggiate le due donne, dava accesso
                                        al forno Fusari, appena costruito.Il
                                        nuovo fornaio aveva rilevato la licenza
                                        dai Gentili. Quei locali, adibiti a
                                        panetteria, anticamente erano stati le
                                        scuderie dei conti Maffeis.”
F) RACCONTO DEI NONNI                   Carolina racconta: Prima che lavorasse
                                        il fornaio, un portone era adibito a
                                        portineria della villa Maffeis;”OL
                                        CARRER” era il portinaio. C‟erano dei
                                        gradini.
                                        Il pavimento della piazza non era
                                        asfaltato ma selciato in ciottoli, come
                                        si può vedere nella fotografia.




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Fotografia n°3


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A) N° DI FOTOGRAFIA                     1280
(da archivio “ Stezzano la storia “)    Per noi è la n° 3

B)) TITOLO FOTOGRAFIA                   INVENTO IO
Inventato da noi                        E‟ ARRIVATO IL TRAM ELETTRICO!!
C) QUANDO?                              13 giugno 1926
CLASSIFICAZIONE TEMPORALE
D) DOVE?                                Piazza Vittorio Emanuele
CLASSIFICAZIONE SPAZIALE
E) ELEMENTI IMPORTANTI PER LA           Inaugurazione del tram elettrico .
LETTURA STORICA DELLA                   FONTE SCRITTA:”Stezzano, immagini
FOTOGRAFIA                              e ricordi”
                                        “..Un simbolo del progresso diventato
                                        realtà….”
                                        “I collegamenti con Bergamo, oltre che
                                        a piedi,con carretti o
                                        calessi,avvenivano per mezzo della
                                        tramvia a vapore(soppressa alcuni anni
                                        prima)….
                                        L‟arrivo del tram a trazione elettrica
                                        segnò un grande passo avanti per i
                                        contatti con Bergamo;era comodo,
                                        partiva una corsa ogni mezz‟ora, era
                                        economico(lire 1,70 a/r nel 1935e per
                                        parecchi anni dopo)Favoriva in
                                        particolare gli operai del Grès a
                                        Colognola;scomparve così il sacrificio
                                        delle donne che alle 11partivano dal
                                        paese con il cestino del desinare per
                                        portarlo ai loro uomini in fabbrica
F)RACCONTO DEI NONNI                    Rosa racconta :si ricorda quando venne
                                        inaugurato il tram, tutti erano in
                                        piazza e lei, che era bambina, recitò
                                        una poesia;le fu regalata anche una
                                        medaglia in ricordo di quel giorno




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A) N° DI FOTOGRAFIA                     76
(da archivio “ Stezzano la storia “)    Per noi è la n° 4

B)) TITOLO FOTOGRAFIA                   INVENTO IO
Inventato da noi                        FESTA IN PIAZZA
C) QUANDO?                              13 giugno 1926
CLASSIFICAZIONE TEMPORALE
D) DOVE?                                Piazza Vittorio Emanuele
CLASSIFICAZIONE SPAZIALE
E) ELEMENTI IMPORTANTI PER LA           Inaugurazione del tram elettrico .
LETTURA STORICA DELLA                   FONTE SCRITTA:”Stezzano, immagini
FOTOGRAFIA                              e ricordi”
                                        “..Un simbolo del progresso diventato
                                        realtà….”
                                        “I collegamenti con Bergamo, oltre che
                                        a piedi,con carretti o
                                        calessi,avvenivano per mezzo della
                                        tramvia a vapore(soppressa alcuni anni
                                        prima)….
                                        L‟arrivo del tram a trazione elettrica
                                        segnò un grande passo avanti per i
                                        contatti con Bergamo;era comodo,
                                        partiva una corsa ogni mezz‟ora, era
                                        economico(lire 1,70 a/r nel 1935e per
                                        parecchi anni dopo) Favoriva in
                                        particolare gli operai del Grès a
                                        Colognola;scomparve così il sacrificio
                                        delle donne che alle 11partivano dal
                                        paese con il cestino del desinare per
                                        portarlo ai loro uomini in fabbrica
F)RACCONTO DEI NONNI                    Eravamo vestiti in modo molto
                                        semplice:si usava un grembiulino per i
                                        giorni feriali e uno per la domenica che
                                        non doveva essere sporcato!
                                        Indossavamo gli zoccoli di legno. Non
                                        esistevano cappotti.




                                       37
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fotografia n° 4




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fotografia n° 7




                                               39
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A) N° DI FOTOGRAFIA                     592
(da archivio “ Stezzano la storia “)    Per noi è la n°7

B)) TITOLO FOTOGRAFIA                   INVENTO IO
Inventato da noi                        LA PIAZZA DESERTA

C) QUANDO?                              1930
CLASSIFICAZIONE TEMPORALE



D) DOVE?                                Piazza Vittorio Emanuele
CLASSIFICAZIONE SPAZIALE


E) ELEMENTI IMPORTANTI PER LA           Si vedono i binari del tram
LETTURA STORICA DELLA                   La piazza non è asfaltata
FOTOGRAFIA                              La piazza è deserta
                                        Vicino all‟attuale negozio di
                                        ferramenta, c‟è il monumento ai
                                        Caduti che ora si trova il piazza delle
                                        Rimembranze , davanti al cimitero.

G) RACCONTO DEI NONNI                   Carolina racconta:
                                        Al posto dell‟attuale tabaccheria c‟era
                                        il bar RAVASIO; erà il caffè più bello
                                        di Stezzano.Aveva anche i tavolini
                                        fuori.
                                        Il monumento dei Caduti che si vede a
                                        destra ora non c‟è più.Durante la
                                        seconda guerra mondiale i Tedeschi lo
                                        fusero perché avevano bisogno di
                                        ferro per costruire cannoni e varie
                                        armi. Fusero anche pentole in rame,
                                        campane….
                                        Il monumento di oggi è quindi una
                                        riproduzione.


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Al nostro secondo incontro alla Casa di Riposo eravamo tutti più tranquilli
perché già abituati alle nostre chiacchierate con le nonne ed i nonni ospiti
della casa.
Infatti ci stavano aspettando e subito abbiamo analizzato le due fotografie
“del giorno”, per alcuni aspetti diverse ma per altri simili. Ambedue parlavano
di un giorno di festa per il paese di Stezzano:il primo, nel settembre del 1929
in occasione del Congresso Eucaristico Diocesano; il secondo, il 24 aprile 1945
in occasione della fine della guerra.
I nonni si ricordavano molto bene questi due momenti anche se lontani nel
tempo e a volte parlavano tutti insieme come spesso facciamo anche noi!
Avevano voglia di raccontare!




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IV CONGRESSO EUCARISTICO DIOCESANO
“L’avvenimento, svoltosi nei giorni 5-6-7-8 settembre 1929 condusse a
Stezzano una moltitudine di gente proveniente da tutta la bergamasca e da
vari paesi lombardi.
Questo congresso riuniva i fedeli per le funzioni religiose, per le
“adunanze generali” e per le “sezioni di studio” riservate ai sacerdoti,
uomini, giovani, donne e ragazzi.
Il lavoro per la preparazione delle cerimonie, per gli addobbi delle
contrade durò più di tre anni, ma i giorni precedenti l’apertura furono
addirittura frenetici. La cronaca riferisce di fontane costruite
appositamente, archi in legno nelle varie contrade, di ben quindici
altoparlanti installati nella piazza e della magnifica e suggestiva
illuminazione del campanile e della chiesa ….
……L’alloggio ai forestieri fornito a prezzi modici dalle poche trattorie
del paese, era offerto anche ai contadini, nei fienili e nei cortili. Chi non
trovava posto dormiva nella vecchia chiesa o addirittura all’addiaccio
lungo la statale o al campo sportivo.
Erano stati predisposti persino dei punti di distribuzione di razioni
alimentari che potevano essere consumati sul posto, eccezion fatta per le
donne che dovevano consumarlo nei locali dell’Oratorio femminile. E’
ancora vivo nella memoria di coloro che hanno vissuto quei giorni il
ricordo della grandiosa e solenne processione di chiusura, con 350
vessilli, 100 stendardi, 10 corpi musicali e una fiumana di gente che
riempì la piazza per il solenne Pontificale della sera dell’8 settembre 1929
…..”




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fotografia n° 6




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A) N° DI FOTOGRAFIA                     6
(da archivio “ Stezzano la storia “)    Anche per noi e‟ la numero 6

B)) TITOLO FOTOGRAFIA                   INVENTO IO
Inventato da noi                        LA PIAZZA ANIMATA

C) QUANDO?                              SETTEMBRE 1929
CLASSIFICAZIONE TEMPORALE

D) DOVE?                                PIAZZA VITTORIO EMANUELE II
CLASSIFICAZIONE SPAZIALE

E) ELEMENTI IMPORTANTI PER LA           A sinistra si intravede l‟attuale
LETTURA STORICA DELLA                   municipio;rispetto alla fotografie n°3
FOTOGRAFIA                              e 4 di soli tre anni prima,
                                        l‟abbigliamento è molto diverso:più
                                        elegante, con vestiti neri, cappelli e
                                        bastoncini da passeggio.Alcune signore
                                        si riparano dal sole (si vedono delle
                                        ombre) con un ombrellino.In basso a
                                        destra si vede un tendone di un bar
                                        Milano (attuale ristorante Michele).
                                        Da notare gli addobbi.
G) RACCONTO DEI NONNI                   Teresina e Carolina raccontano:
                                        …La gente veniva dai paesi vicini;agli
                                        abitanti di Stezzano si consigliava di
                                        andare in chiesa di notte per poter
                                        ospitare di giorno i “forestieri”: Gli
                                        addobbi erano dappertutto:la via
                                        Canonici era coperta di fiori che
                                        formavano una galleria , via Caroli
                                        addobbata da lenzuola, il campanile
                                        illuminato In quella occasione .Elisa ha
                                        ricevuto la sua prima Comunione e la
                                        Cresima.In chiesa era sempre esposto
                                        l‟ostensorio……


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fotografia n° 9




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A) N° DI FOTOGRAFIA                     2011
(da archivio “ Stezzano la storia “)    Per noi è la n°9

B)) TITOLO FOTOGRAFIA                   INVENTO IO
Inventato da noi                        LA GIOIA DELLA FINE DELLA
                                        GUERRA
C) QUANDO?                              24 APRILE 1945
CLASSIFICAZIONE TEMPORALE



D) DOVE?                                PIAZZA DELLA LIBERTA‟
CLASSIFICAZIONE SPAZIALE



E) ELEMENTI IMPORTANTI PER LA           L‟edificio che si vede nella fotografia
LETTURA STORICA DELLA                   è quello che oggi occupa il Ristorante
FOTOGRAFIA                              da Michele.( attualmente la
                                        tabaccheria si trova di fronte.) a
                                        sinistra delle due donne si vede una
                                        viuzza che dalla piazza conduceva in
                                        via Canonici; si chiamava il
                                        “Porteghet” e attualmente è stata
                                        sbarrata(è comunque ancora in parte
                                        visibile)Alcune persone sono
                                        affacciate alla finestra, .il clima è
                                        festoso:un signore batte le mani ed è
                                        molto vicino al carro armato nel quale
                                        i soldati non si proteggono. Altre
                                        signore sono in piazza in
                                        atteggiamento di curiosità.
G) RACCONTO DEI NONNI                   Il sig. Teani ci ha aiutato a capire
                                        quale parte della piazza fosse stata
                                        inquadrata. Il carro armato proveniva
                                        da Zanica dai “quater cantù”e in
                                        quell‟occasione Don Brevi avvertì il
                                        campanaro di far suonare le campane
                                        a festa.”Il Camelì” era il fotografo
                                        che generalmente fotografava gli
                                        avvenimenti importanti



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                                         Carolina ricorda che si piangeva dalla
                                         contentezza. Ricorda però anche che
                                         non tutti erano felici perché alcuni
                                         “non potevano più comandare”.
                                         Laura, la nonna di Barbara, ricorda che
                                         si correva in piazza e si applaudiva
                                         perché gli Americani lanciavano dai
                                         carri armati caramelle, cioccolato e
                                         biscotti (in tempo di guerra si soffriva
                                         la fame).
FONTE SCRITTA                            “…Così scriveva don Giuseppe Falconi,
(DA”Stezzano immagini e ricordi”)        coadiutore a Stezzano, sul bollettino
                                         parrocchiale del maggio 1955
                                         ricordando quei giorni:
                                         “I Tedeschi delle scuole e dell‟asilo
                                         dopo breve resistenza s‟avviano
                                         incolonnati e mogi mogi verso Zanica.
                                         A sera arrivano rombando i
                                         mastodontici carri armati degli
                                         Americani. Arrivano da Zanica dove
                                         fra quel paese, Urgnano e Comunnuovo
                                         durante la giornata battagliarono coi
                                         Tedeschi, una cui colonna di carri
                                         armati rimase incendiata sulla strada
                                         principale cremasca come scheletri di
                                         ferro anneriti.
                                         ……La colonna alleata attraverso via
                                         Roma viene in piazza e s‟avvia verso
                                         Bergamo.



I nostri amici ed amiche hanno nominato “i fascisti” di cui noi abbiamo sentito
parlare l‟anno scorso , quando abbiamo analizzato gli stemmi presenti sui
vecchi registri scolastici. Evidentemente quei registri sono stati compilati nel
periodo della guerra o prima della guerra. Andremo a rivedere quei documenti
controllando in particolare la datazione.




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Finalmente è arrivato il nostro turno!!!
Eccoci alla Casa di Riposo insieme ai nostri amici e amiche!
Dopo esserci accomodati e presentati, abbiamo festeggiato il compleanno di
Elisa e ascoltato la poesia sulla gallina di Serafina




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Abbiamo poi continuato l‟analisi delle nostre fotografie:è per noi molto
impegnativo ascoltare le testimonianze (fonte orale) dei nonni perché a volte
si fa un po‟ di confusione , le notizie non sono chiare e i nonni parlano tutti
insieme ! Del resto già sappiamo che il nostro è un lavoro SPECIALE perché
invece di studiare la storia sui libri come si fa in genere, NOI STIAMO
RICOSTRUENDO LA STORIA ATTRAVERSO LE FONTI!!!
Il risultato del nostro lavoro sarà un “libro vivo” perché vissuto da ognuno di
noi!
Rileggere le schede è a volte difficoltoso ma sappiamo che in classe rivedremo
tutto il materiale raccolto attraverso il computer e potremo chiarire tutti i
nostri dubbi!!!
Forza! AL LAVORO!!




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A) N° DI FOTOGRAFIA                     1381
(da archivio “ Stezzano la storia “)    Per noi è la n°11

B)) TITOLO FOTOGRAFIA                   INVENTO IO
Inventato da noi                        FIENO IN PIAZZA

C) QUANDO?                              1955
CLASSIFICAZIONE TEMPORALE               La data approssimativa (non è precisa)



D) DOVE?                                Piazza della Liberta‟
CLASSIFICAZIONE SPAZIALE



E) ELEMENTI IMPORTANTI PER LA           In mezzo alla piazza c‟è un carro
LETTURA STORICA DELLA                   trainato da un cavallo che trasporta
FOTOGRAFIA                              fieno:sembra che si sia rovesciato e
                                        due uomini stanno raccogliendo il
                                        fieno caduto. Si vedono un signore
                                        elegante e un ragazzino che osservano
                                        la scena. La piazza è deserta e si nota
                                        che non è asfaltata.



G) RACCONTO DEI NONNI                   ELISA PINACOLI riconosce i suoi
                                        due zii negli uomini che raccolgono il
                                        fieno col forcone.
                                        Carolina:”le “BALE” di fieno venivano
                                        controllate da due figure:Il FATUR
                                        era il capo a cui doveva rispondere il
                                        CAMPER il quale controllava i
                                        contadini. Si andava in piazza perché
                                        lì c‟era la PESA PUBBLICA cioè
                                        un‟enorme bilancia (lastra di ferro su
                                        cui si fermavano i carri;sotto c‟era
                                        una bilancia che la sig.ra Defendi
                                        controllava dalla sua cucina.


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CAROLINA , ELISA e LAURA raccontano:
“….I signori in fotografia sono i contadini del conte Moroni
(il padrone della villa che appare in fotografia.)
I contadini pesavano il raccolto in piazza perché per il loro
lavoro nei campi non venivano pagati col denaro ma con
parte del raccolto. Era quindi necessario pesare quanto
ottenuto dalla terra per averne una parte. E‟ capitato che i
FURBI aggiungessero delle pietre per far figurare un
raccolto maggiore (si vede anche nel film “L‟albero degli
zoccoli” di Ermanno Olmi Alla PESA PUBBLICA si pesava
anche la legna che veniva portata dai montanari
".Ricordiamoci che non esisteva il riscaldamento!”




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fotografia n° 11




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fotografia n° 10




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        I.C “Caroli” Stezzano Scuola Primaria “Caroli Classi TERZE C/D
         anno scol 2008/2009 Area Antropologica ins.SILVIA NANI




A) N° DI FOTOGRAFIA                     622
(da archivio “ Stezzano la storia “)    Per noi è la n°10

B)) TITOLO FOTOGRAFIA                   INVENTO IO
Inventato da noi                        E‟ ARRIVATA LA CORRIERA

C) QUANDO?                              Nell‟archivio fotografico di “Stezzano
CLASSIFICAZIONE TEMPORALE               la storia”appare il 1950 ma i nostri
                                        amici hanno dei dubbi in proposito

D) DOVE?                                Piazza della Libertà
CLASSIFICAZIONE SPAZIALE



E) ELEMENTI IMPORTANTI PER LA           La piazza non è ancora asfaltata e non
LETTURA STORICA DELLA                   appare \alcuna segnaletica
FOTOGRAFIA                              orizzontale(strisce pedonali, ….)
                                        Si vede una CORRIERA (non ha più
                                        binari né fili elettrici), vicino a una
                                        moto parcheggiata; vicino all‟attuale
                                        ferramenta è parcheggiata
                                        un‟automobile.
                                        A sinistra si vedono due automobili,
                                        una persona in bicicletta e una in
                                        moto.Un bambino e un cane sono in
                                        mezzo alla strada!!
G) RACCONTO DEI NONNI                   ANTONIA ha sollevato dubbi circa la
                                        datazione della foto:è sicura di aver
                                        usato il tram per andare a lavorare
                                        fino al 1956.
                                        CAROLINA racconta che la corriera
                                        aveva le fermate a Stezzano, Levate e
                                        arrivava a Treviglio.




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E‟ proprio analizzando fotografie sulla Piazza Della Liberta‟ di Stezzano che ci
siamo posti domande sulla STORIA DEL TRASPORTO PUBBLICO che ha
coinvolto il nostro paese.
Ci siamo infatti accorti che diversi sono stati i mezzi di trasporto fotografati:
    1. 1919             tram a vapore
    2. 13 giugno 1926 tram a trazione elettrica
    3. anni ‟50         la corriera
    4. oggi             autobus
Per avere ulteriori informazioni sull‟argomento ci siamo recati al MUSEO DEL
TRASPORTO PUBBLICO (presso la sede dell‟A.T.B. di Bergamo).




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Ecco quanto era scritto sui pannelli informativi che il Direttore Generale sig.
Scarfone ci ha gentilmente illustrato:

 TRA 1800 E 1900
 LE DUE CITTA‟
 Tra la fine del 1700 e la seconda metà del 1800 (fino al 1850)
 il centro della città si sposta sempre più dalla città alta alla
 città bassa. I quartieri di Bergamo bassa aumentano i propri
 abitanti. Nel 1857 sorgono la stazione ferroviaria e lo scalo
 merci.
                                 Fotografia tratta da archivio de L’ECO DI BERGAMO




 PIONIERI DEL TRASPORTO
 SIGNORI, IN CARROZZA
 Il primo trasporto pubblico a Bergamo rappresentato dal tram
 a cavalli che poteva essere utilizzato solo al piano.Per
 raggiungere Bergamo Alta , nel 1887 viene inaugurata la
 funicolare.(collega Via Vittorio Emanuele II con Piazza
 Mercato delle Scarpe.)




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                Fotografia tratta da archivio de L’ECO DI BERGAMO




DAL VAPORE ALL‟ELETTRICITA‟
IL SERVIZIO MIGLIORA
E‟il momento dell‟elettricità. Per quanto le vie fossero ancora
illuminate dai lampioni a gas, nel 1892 l‟impianto della
funicolare fu dotato di un motore elettrico. La funicolare fu
così il primo mezzo pubblico a Bergamo a funzionare grazie
all‟elettricità.
Nel 1898 il tram elettrico collegò la stazione ferroviaria alla
funicolare (non più il tram a cavalli.

           Fotografia tratta da archivio de L’ECO DI BERGAMO




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LA MUNICIPALIZZATA
IL REFERENDUM
Nel 1907 fu costituita l‟AMFETE Azienda Municipalizzata
Funicolari e Tramvie Elettriche in seguito a un referendum
(venne cioè chiesto ai cittadini di Bergamo se fossero
d‟accordo nel rendere comunale (municipalizzazione) il servizio
di trasporto pubblico.)

PIU‟ TRAM E PIU‟ CHILOMETRI
L‟AMPLIAMENTO DEL SERVIZIO
Nel corso del tempo l‟AMFETE migliorò il suo servizio
prolungando al esempio nel 1908 la linea da Borgo Palazzo al
Cimitero subito molto frequentata.

                  Fotografia tratta da archivio de L’ECO DI BERGAMO




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DALLA ROTAIA ALL‟AUTOBUS
VIA I TRAM DAL CENTRO
Dopo la Prima Guerra Mondiale (1915-1918) ci fu una crisi
economica .Nel 1926 fu completato l‟ampliamento della
rete fuori città

DOPOGUERRA:LA RICOSTRUZIONE
IL LENTO RITORNO ALLA NORMALITA‟
Al termine della Seconda Guerra Mondiale (1939-1945)
Il sistema tranviario di Bergamo era completamente da
rifare.Per anni vetture, rotaie e attrezzature erano
rimaste senza manutenzione.
Ritornata la normalità, i tram furono sostituiti coi filobus
(via di mezzo tra tram elettrico e autobus a benzina),sulle
linee principali che attraversavano il centro cittadino.



                        Fotografia tratta da archivio de L’ECO DI BERGAMO




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BOOM DELL‟AUTOMOBILE
LO SVILUPPO DELLA RETE VIARIA
Dopo il passaggio dal tram al filobus negli anni ’60ci fu un
periodo di sviluppo economico. Lo sviluppo della
motorizzazione (le automobili) cambiò le abitudini degli
Italiani;cambiò anche la città. l‟Azienda introdusse così gli
autobus(senza né rotaie né fili di alimentazione )più
comodi nel movimento. Inoltre il motore a scoppio
richiedeva una più semplice manutenzione.




GLI SCENARI ATTUALI E IL FUTURO
LA GESTIONE INTEGRATA DELLA MOBILITA‟
Oggi ,con il traffico attuale, si cerca di risolvere il
problema con un sistema di trasporto pubblico sempre più
fitto:verrà introdotto il nuovo tram elettrico da Albino a
Bergamo, esiste il piedibus cittadino e la rete di trasporto
viene sempre migliorata.




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               1892                    1907                          1926                        ANNI 50-60           OGGI
1857           LA                      NASCE                         AMPLIAMENTO                 DAL TRAM AL          -PIEDIBUS
NASCE LA       FUNICOLARE              L’AMFETE                      DELLE RETI                  FILOBUS              -NUOVI
STAZIONE       HA UN                   (ATTUALE ATB )                FUORI CITTA’                                     AUTOBUS A
FERROV.e       MOTORE                                                                                                 METANO
lo scalo       ELETTRICO                                                                                              -TRAM
merci                                                1908                                                             ELETTRICO DA
                                                     SI PROLUNGA LA                                                   ALBINO A
                                                     LINEA DA BORGO                                                   BERGAMO
                        1898                         PALAZZO AL
  1887                  IL TRAM ELETTRICO            CIMITERO
                                                                                  DOPOGUERRA
  VIENE                 COLLEGA LA STAZIONE                                       (II GUERRA               ANNI ’60
  INAUGURATA            FERROV. ALLA                                              MONDIALE)                VIENE
  LA FUNICOLARE         FUNICOLARE                                                RITORNO ALLA             INTRODOTTO
  IN CITTA’ ALTA                                                                  NORMALITA’
                                                                                                           L’AUTOBUS




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ALICE GIASSI
Il giorno Venerdì 14 Novembre 2008 io e i miei compagni siamo andati all‟
A.T.B. dove abbiamo visitato il museo del Trasporto.
Il signor Gianni Scarfone, ci ha raccontato le storie del tram a carbone e del
tram elettrico che erano illustrati su dei pannelli; abbiamo posto le nostre
domande.
Ci siamo divisi in due gruppi cioè nelle due classi.
Noi della terza C , siamo andati con una signora che ci ha portato in una
funicolare vecchia, abbiamo schiacciato dei tasti e sulla parete apparivano le
immagini: si sentiva solo la voce di un signore, sembrava di andare veramente
sulla ferrovia ma eravamo fermi.
Poi siamo scesi e il signore ci ha raccontato che quelle cose che giravano
servivano a fare andare la funicolare.
Ci ha dato delle torce e ci siamo messi allo schermo e con le torce dovevamo
eliminare gli autobus che apparivano.
Siamo saliti sul trenino che la domenica è in Città Alta e abbiamo fatto il giro
nel piazzale dell‟A.T.B.
Siamo andati nella sala del Consiglio dove abbiamo fatto merenda e infine ci
hanno dato il cappello del piedibus di Bergamo e siamo ritornati a scuola




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MARTINA CORREALE
Il 14 novembre siamo andati in gita all‟A.T.B. (Azienda Trasporti di Bergamo).
Quando siamo arrivati un signore ci ha raccontato che tanto fa l‟ingegnere
Alessandro Ferretti fece il progetto della funicolare.
Nel museo c‟erano tanti cartelloni che raccontavano la storia dell‟A.T.B. .
I titoli erano: Funicolare di città alta,Funicolare di San Vigilio 1965,Luoghi
volti e mezzi,Le nuove sfide.
Poi ci ha detto che la corriera portava ottanta persone e che il tram scorre
sui binari.
Dopo ci hanno diviso per classe,ed io sono andata a vedere un tram molto
vecchio,e con una torcia abbiamo visto su una parete delle immagini che
cambiavano sempre.
Alla fine della gita ero un po‟ stanca ma molto contenta.
TOMMASO AGAZZI
La guid dell‟azienda ATB ci ha fatto salire su una funicolare dove abbiamo
visto un filmato.
Per poterlo vedere si dovevano schiacciare dei bottoni.
Dopo il direttore ci ha fatto giocare con delle torce elettriche. Illuminando,
con la torcia, un telo, scomparivano e comparivano immagini di pullman, in città
diverse.
Poi siamo saliti su un trenino con le ruote che ci ha portato a vedere i pullman
che si trovavano all‟aperto.
Ci ha spiegato che ci sono anche pullman con la scritta “IO VADO A
METANO”; c‟erano anche pullman in affitto.
Abbiamo visto i distributori di metano o gasolio; siamo ritornati nell‟azienda e
abbiamo fatto merenda.
Ci siamo salutati e siamo tornati a scuola in pullman.
La visita mi è piaciuta molto!

MATTEO OLMI
Venerdì 14 Novembre siamo andati al museo del trasporto. Le maestre ci
hanno consegnato dei cartellini con la nostra foto, il nostro nome ecc. Arrivati
al museo un signore ci ha raccontato che un tempo le carrozze erano trainate
dai cavalli, poi a vapore e a seguire con l‟elettricità. Ci hanno mostrato tutti i
tipi di carrozze, dalle più antiche fino alle più moderne come gli autobus a
metano e il tram delle valli. Siamo entrati in un tram ed abbiamo visto delle
immagini che ci hanno riportato nel passato. Nel piano di sotto ci hanno fatto
giocare con delle pile che cancellavano, disegnavano e coloravano le immagini. Il
signore ci ha fatto fare un giro su un trenino ed abbiamo visto molti autobus,
erano quasi tutti smontati. Infine abbiamo pranzato in un'altra sala. Questa
gita mi è piaciuta molto.



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.DAVIDE CANDIANI
Il 14 novembre siamo andati a visitare il museo dell‟ A.T.B. a Bergamo.
Per prima cosa abbiamo visto immagini vecchie di mezzi di trasporto, poi siamo
entrati in un tram che se si schiacciava un tasto incominciava un filmato e
raccontava la storia dei mezzi di trasporto degli anni passati.
In un altro tram abbiamo visto come era fatto veramente il suo interno con le
panchine disposte in due cabine, un volante davanti e uno dietro che servivano
per guidare.
Poi siamo scesi al piano di sotto dove c‟erano gli ingranaggi dei tram e abbiamo
visto foto, non recenti, di macchinari come per esempio un vecchio motore.
Siamo entrati in un‟altra sala nello stesso piano dove c‟erano delle pile appese
al soffitto che servivano per un gioco; noi bambini ci siamo messi in fila vicino
alle pile, sul muro c‟erano proiettate delle immagini di autobus dell‟ATB e se
noi bambini con le pile in mano puntavamo contro l‟immagine, la cancellavamo e
ne compariva un‟altra e così via…
La nostra compagna Paola ha incontrato suo zio Franco che lavora all‟ATB.
Siamo andati poi in un‟aula importante dove si riuniscono tutti i dipendenti
dell‟ATB e abbiamo fatto merenda.
Finita la merenda abbiamo fatto un giro con il trenino e abbiamo visto: degli
autobus pitturati, tutti rotti, senza vetri e senza ruote, autobus di linea
parcheggiati e tra questi ce ne era uno che funzionava a metano, abbiamo visto
anche il magazzino, ma non al suo interno.
Dopo un pò è arrivato l‟autobus della scuola, siamo saliti e io ho pensato:
”vorrei diventare un autista di autobus”.
Arrivati a scuola la maestra ci ha fatto vedere l‟autobus di cartoncino che
prima era da colorare, poi costruire e infine addobbare di pubblicità




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MICAL WOLDU
Il 14 novembre siamo andati al museo del trasporto che si trova a Bergamo.
Siamo stati ricevuti dal direttore e da una persona incaricata a fare la guida.
Ci ha raccontato la storia del trasporto cioè prima c‟era il tram trainato dai
cavalli, tram a vapore,tram elettrico,filobus,corriera eAutobus.
Ci siamo spostati in una sala dove c‟erano pezzi di macchinari vecchie da
trasporto.
Ci hanno fatto una sorpresa era più o meno un gioco ed si cancellava l‟autobus
e colorarlo.
All‟esterno c‟erano diversi mezzi trasporto vecchi, alcuni ma non
tutti c‟erano scritti “io vado a metano”e ci ha spiegato tutto il direttore.
Dopo abbiamo fatto merenda e siamo ritornati a scuola.

GIORGIO CORRADO
Venerdì 14 novembre siamo andati al museo del trasporto dell‟ATB.
Ci hanno fatto vedere dei cartelloni e dei pannelli che rappresentavano la
storia.
La cosa che mi ricordo meglio è che l‟ ATB è stata creata dall‟AMFETE.
Poi siamo saliti su una funicolare che ci ha portato indietro nel tempo con delle
immagini proiettate sui televisori.
Poi siamo andati al piano inferiore dove il direttore ci ha fatto una sorpresa.
C‟erano anche dei televisori che proiettavano delle immagini sui pullman e con
l‟uso delle torce facevano cambiare l‟immagine al televisore e abbiamo potuto
vedere diverse immagini di pullman sia vecchi che nuovi. .
Poi ci hanno spiegato come funziona la funicolare.
Siamo saliti sul trenino turistico che utilizzano durante la domenica e ci hanno
portato a vedere i pullman parcheggiati e ne abbiamo visto uno a metano.
Finito il giro siamo andati a fare la merenda e alla fine ci siamo salutati e ci
hanno dato un cappello del piedibus.in ricordo di questa giornata.



CATERINA PANZETTI
Il giorno 14 Novembre siamo andati al museo del trasporto di Bergamo.
Abbiamo scoperto in questa gita che il primo trasporto pubblico a Bergamo è
rappresentato dal tram a cavalli, che poteva essere utilizzato solo al piano.
I duri anni della prima guerra mondiale e il conseguente prolungato blocco
delle tariffe avevano indebolito le casse dell'Amfete che si trovò così ad
affrontare una difficile situazione economica.
Il costo del tram elettrico era di 1 lira e 70 e dicevano che era un prezzo
popolare e anche adesso i biglietti sono così.
La corriera può portare ottanta persone, viaggia in mezzo al traffico, il tram
invece avendo i binari non viaggia in mezzo al traffico. Abbiamo saputo che sul

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tram si possono portare le biciclette, poi siamo entrati in una funicolare e su
uno schermo sono apparsi dei binari, altre funicolari e c'era un uomo che
raccontava! E' stato bellissimo. Quando siamo scesi nel piano di sotto abbiamo
visto tantissimi macchinari, tubi e tubicini ingranaggi di tutte le misure, poi
siamo entrati in una stanza dove c'erano due schermi e tante torce; la
maggioranza delle torce erano scariche e così a turno cancellavamo gli schermi
mentre appariva una immagine.
Poi siamo andati a fare un giro sul trenino turistico e abbiamo fatto il giro
dell'ATB e c'erano tanti autobus.




GLORIA UBBIALI
Venerdì 14 novembre, io e la mia classe e la classe 3°D, siamo andati al Museo
dei mezzi pubblici dell‟A.T.B.
Per prima cosa, ci hanno portato in una sala, dove erano appese delle immagini
e dove c‟era uno schermo che ne proiettava altre. Poi ci siamo divisi per classi:
la 3°C con una signora e la 3°D con il direttore.
La signora ci ha fatto salire su una funicolare, poi ha chiuso la porta e ha detto
al bambino che era davanti di schiacciare un bottone. Quando il bottone venne
schiacciato,improvvisamente si sentirono delle vibrazioni sotto i piedi; sul
finestrino davanti e su quelli di sinistra si vedevano delle immagini: persone
che salutavano, alberi, prati, strade…… Mentre si vedevano le immagini, si
sentiva una voce che spiegava cosa succedeva negli anni passati. Questa
bellissima cosa l‟abbiamo ripetuta quattro volte, ogni volta cambiando anno. Poi
la signora ci ha accompagnati su un‟altra funicolare più antica, fatta di legno; a
me sembrava più comoda dell‟altra.
Quando siamo usciti dalla funicolare antica le classi si sono scambiate: la 3°D
con la signora e la 3°C con il direttore. Il direttore ci ha fatto scendere le

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scale e ci ha portati in una piccola sala, dove erano attaccati al soffitto dei fili
con appese, alcune torce. Attaccati al muro c‟erano dei pannelli con delle
immagini di mezzi di trasporto in bianco e nero; quando un bambino con la
torcia accesa, la puntava e muoveva la luce sul pannello, i mezzi cominciavano a
colorarsi. Quando tutti hanno provato almeno una volta siamo tornati di sopra.
Poi il direttore ci ha portati fuori, dove ci aspettava un bellissimo trenino
rosso e giallo. Naturalmente, ci siamo saliti e abbiamo fatto un giro, che a me è
piaciuto tantissimo; abbiamo visto: dei pullman con la scritta: ”Vado a metano”,
dove si lavano i pullman e dove si fabbricano. Quando avevamo finito il giro
sono arrivati i bambini della 3°D che come noi, sono saliti sul trenino, mentre
noi ci siamo avviati nella stanza dove poi abbiamo mangiato la merenda. Alla
fine ci hanno dato il cappello del piedibus e noi abbiamo ringraziato e siamo
tornati alla nostra scuola.

MICHELE PIAZZOLI
Quando siamo andati al museo del trasporto abbiamo visto cinque filmati n una
carrozza che tremava , era la sensazione di andare velocissimo.
Poi siamo saliti sul trenino che ci ha portati a vedere i pullman e i loro
rifornimenti, abbiamo visto anche un pullman a metano e ci ha detto che ogni
giorno li lavano alle undici. Poi siamo andati a fare intervallo in un ufficio e una
volta finito questo ci siamo recati al piano sotto hanno proiettato alcune
immagini che cambiavano e si coloravano muovendole con delle pile,e poi siamo
saliti su una carrozza ferma e c‟ha spiegato come funzionavano i tram una
volta. Infine siamo andati in una sala dove c‟erano alcuni cartelloni e piccole
vetrine con dentro degli strumenti del tram e abbiamo fatto delle domande al
direttore del museo.

ALIDA BERTULESSI
All‟inizio della gita ci hanno fatto vedere delle foto, spiegandoci che a quei
tempi c‟erano i carri trascinati dai cavalli, poi, con l‟andar del tempo il carro
scomparve e al suo posto misero il tram. Passò del tempo e al suo posto misero
le macchine e i pullman. I tram sono scomparsi ma al loro posto ci sono delle
gallerie sottoterra con dei treni superveloci chiamati metropolitane.
Nel museo ci hanno fato salire su un tram risistemato e appena abbiamo chiuso
la porta e schiacciato un tasto il pavimento si è messo a tremare. Quando
siamo usciti siamo andati su un tram vecchio e ci siamo seduti sugli scalini di
legno. Infine siamo saliti su un trenino e fatto un giro del museo.
Abbiamo visto che alcuni pullman funzionano a metano e altri a benzina. Siamo
infine andati in una stanza dove i proprietari decidevano i tipi di trasporto più




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vantaggiosi per la città.




ELENA PERLETTI
Il giorno 14 novembre io e i mie compagni siamo andati a Bergamo a visitare
l‟ATB. Ci hanno spiegato come funzionavano i tram tanti anni fa; ci hanno fatti
salire e sembrava di viaggiare veramente . Poi siamo saliti su un trenino e
l‟autista ci ha portati a vedere tutti i pullman parcheggiati nell‟autorimessa
(erano 244) . Abbiamo poi fatto merenda in una sala riunioni
LORENZO SCABURRI
Venerdì 14 Novembre 2008 siamo andati al museo dell‟ATB a Bergamo.
Entrando nel museo il direttore ci ha raccontato la storia del tram.
Tutti insieme siamo saliti su un tram vecchio dove abbiamo visto dei filmati.
Questi filmati spiegavano come erano i tram una volta.
Poi siamo saliti su un altro tram tutto di legno verde dove c‟erano molti posti a
sedere.
Con il direttore siamo andati poi in un‟ altra stanza al piano di sotto a vedere
molte altre fotografie vecchie di auto, filobus e tram.
Ci ha mostrato poi dei giochi fatti con le luci.(erano divertentissimi).
Siamo usciti fuori dove abbiamo visto il trenino rosso, nero e giallo che porta i
passeggeri- turisti a visitare la città. Con questo treno siamo andati a vedere i
pulman vecchi e nuovi.
Tornati al museo abbiamo fatto merenda e ci hanno regalato un cappellino
rosso (piedibus Bergamo).
Poi siamo tornati a scuola.
È stata una bella gita.




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STEFANO NESI
Venerdì 14 novembre 2008 siamo andati in visita al Museo del Trasporto
dell‟ A.T.B.
Siamo partiti con il pullman alle 8:45 e siamo arrivati al museo alle 9:10 .
Una volta entrati nel museo ci ha accolti il capo dell‟ A.T.B. e ci ha fatto
mettere gli zaini in un angolo.
Poi ci ha riuniti in una sala e ha parlato del signor Ferretti un uomo
importantissimo per i trasporti e ci ha detto che lì A.T.B. è nata nel 1907 , poi
su uno scherma ci ha fatto vedere i guidatori dell‟ultimo tram.
Successivamente ci hanno diviso in classi.
La mia classe è stata accompagnata dall‟assistente del capo, siamo saliti su una
funicolare moderna e io ho schiacciato un tasto e si sono proiettate delle
immagini sui trasporti in Piazza Libertà a Bergamo e un signore raccontava la
storia dei trasporti nei vari anni, poi siamo saliti su una funicolare di legno,
siamo anche scesi nei sotterranei per vedere gli attrezzi per far muovere la
funicolare.
Abbiamo anche fatto un gioco, con una pila bisognava cancellare quello che
c‟era sullo schermo e colorare un autobus.
Siamo risaliti e siamo andati a fare un giro con un trenino, abbiamo visto dove i
pullman vecchi vengono smontati per farne altri, e abbiamo anche visto il
parcheggio di quelli nuovi, alcuni dei quali funzionano a metano così non
inquinano.
Siamo andati nella sala amministrativa per far l‟intervallo e ci hanno regalato
un cappellino.
Alla fine il direttore ci ha salutato e ci ha detto che forse le nostre maestre
ci riporteranno quando funzionerà il tram.
E‟ stata una bellissima e interessante gita.


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SOFIA MESIANI
Venerdì 14 siamo andati a Bergamo a visitare l‟A.T.B. e abbiamo visto i tram sui
quali siamo saliti, prima su un tram dove abbiamo visto come era in funzione e
dopo su un altro non in funzione, in legno, diverso dal primo Siamo poi saliti su
un trenino che ci ha portato a vedere altri pullman. .

LIDIA D’ASCOLI
Venerdì 14 novembre noi alunni della terza C e D siamo andati a visitare il
museo del trasporto dell‟A.T.B. cioè Azienda Trasporti Bergamo. In questo
museo sono conservati parti di motori di antichi mezzi di trasporto come ad
esempio i filobus, i tram e anche i vecchi pullman. Abbiamo visto anche due
funicolari che servivano per trasportare le persone da Bergamo bassa in Città
Alta e viceversa. La guida ci ha fatto salire sulle funicolari per farci fare un
viaggio nel tempo:ci ha fatto vedere un filmato con la storia dei mezzi di
trasporto a partire dal dopoguerra fino ai giorni nostri.Il mio mezzo di
trasporto preferito tra quelli visti è la funicolare. Infatti mi piace molto
quando vado con la mia famiglia in funicolare in Città Alta. Questa gita mi è
piaciuta molto e proporrò ai miei genitori di ritornarci col mio fratellino.

ALESSIA MONTESANTI
Venerdì 14 novembre sono andata con le mie maestre al museo del trasporto
dell‟A.t.b . Ci hanno raccontato che il museo l‟hanno inaugurato l‟anno scorso
per i cento anni di A.t.b.
Gianni ci ha spiegato che il primo trasporto è stata la funicolare che collegava
Città Alta a Città Bassa. C‟era anche il tram a vapore formata da due vetture.
Dopo tanto tempo i tram sono diventati elettrici e poi sono comparse le
macchine.
La gente, la prima volta che vide la macchina sulla strada, si mise a rincorrerla
e tutti volevano salirci.
Alla fine Gianni ed Elisabetta ci hanno fatto salire su un tram vecchio e su un
trenino.
Questa gita al museo mi è piaciuta molto e mi ha fatto capire che una volta le
persone andavano a piedi o utilizzavano i mezzi pubblici , mentre adesso tutti
hanno la macchina.




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LETIZIA FACCHETTI
Venerdì 14 Novembre 2008 siamo andati al Museo del trasporto
di Bergamo.
Il direttore del museo ci ha spiegato che a quei tempi non c‟erano le macchine,
le autostrade e tutti quei mezzi che ci sono adesso.
Ci ha fatto vedere dei giochi bellissimi che a me sono piaciuti molto.
C‟era un gioco che tu prendevi delle torce, il fascio di luce veniva
Proiettato sullo schermo e apparivano delle immagini di pullman, strade,
carrozze e io mi sono divertita molto.
Un altro gioco consisteva nell‟entrare dentro un tram, schiacciavi un bottone,
chiudevi bene la porta e lo schermo che c‟era davanti
raccontava il passato e delle foto che facevano vedere la piazza di Stezzano.
Poi abbiamo fatto il giro con un trenino di tutto il museo, c‟erano molti pullman
e il direttore ci ha spiegato che i pullman che funzionano li tenevano loro
invece i pullman che non andavano li smontavano.
Poi siamo andati a fare merenda, alla fine ci hanno regalato dei cappellini, sono
stata molto felice di questa bella gita, infine siamo ritornati a scuola in
pullman.

MIRIAM ACETI
Oggi siamo andati a Bergamo per vedere il museo dell‟ATB.
Arrivati al museo siamo stati accolti dal direttore e dalla sua vice che ci hanno
fatto vedere gli antichi sistemi di trasporto e spiegato come funzionavano i
tram a vapore.
Dopo aver giocato con le pile,siamo saliti sul tram e sul trenino.
Poco dopo abbiamo fatto merenda e infine siamo tornati a scuola.
È stata una bella esperienza perché mi sono divertita vedendo i vecchi sistemi
di trasporto.




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MICHELE SALVI
Il giorno venerdì 14 Novembre le classi 3c/d sono andate al museo dell‟ ATB
dove ci aspettavano il presidente Gianni Scarfone e la sua collaboratrice
Elisabetta.
Poco dopo ci hanno fatto entrare in una sala dove abbiamo visto molti pannelli
che raccontavano la storia del trasporto bergamasco e due funicolari : una in
legno, dotata di panchine per i passeggeri e di un volante in ciascuna delle due
carrozze per guidare la funicolare nelle due direzioni.
Le porte non erano automatiche, ma le chiudeva il controllore con un
catenaccio.
L‟altra funicolare, invece, era in metallo e aveva quattro divanetti da tre
persone ciascuno;in questa funicolare abbiamo visto una video-presentazione
che parlavo del trasporto dagli anni ‟30 ad oggi.
All‟ inizio sembrava che si muovesse e si sentivano le vibrazioni sul pavimento.
Poi abbiamo fatto un giro per l‟azienda col trenino che,la domenica,viene usato
per i tratti turistici sulle mura.
Abbiamo visto anche un pullman a metano e l‟autolavaggio dei pullman.
Infine abbiamo fatto merenda nella sala del consiglio d‟amministrazione e,
dopo aver ricevuto un cappellino con il logo del piedibus e i modellini di cartone
per costruire un pullman tridimensionale,abbiamo ringraziato e salutato,poi
siamo tornati alla nostra scuola Caroli.




DAVIDE BONAFINI
Venerdì 14 novembre siamo andati in gita al museo dell‟A.T.B. di Bergamo.
Abbiamo visto molte cose; siamo saliti su un tram e, quando le porte erano ben
chiuse, si potevano premere quattro tasti ed apparivano delle vecchie
immagini che mostravano Bergamo di molti anni fa.
Siamo poi scesi al piano di sotto e ci hanno dato delle pile. Se ne puntavi una
contro lo schermo, questo cambiava immagine…

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Siamo poi saliti su un altro tram. Dopo aver fatto merenda, siamo saliti su un
trenino che, girando, ci ha mostrato i pullman di oggi
Ci siamo poi salutati e siamo tornati a scuola con i cappelli che ci hanno
regalato. MI E‟ PIACIUTA MOLTO QUESTA GITA!!!

FORNONI LUCA
Venerdì 14 Novembre 2008 io e i miei compagni siamo andati a visitare il
“Museo del trasporto pubblico ” .Ci ha accolti il direttore .
Ha iniziato la visita spiegandosi che il primo tram era a vapore , aveva solo due
vetture e funzionava con il carbone che facevano bruciare in una caldaia .
Quando è nata l‟ elettricità hanno costruito il tram elettrico .
Col passare del tempo arrivò il filobus .Era un bus con i fili e funzionava con l‟
elettricità .
Successivamente venne introdotto il bus che funzionava a benzina o a metano.
Ancora oggi è utilizzato.




L‟ azienda Trasporti Bergamo , l‟ anno scorso a compiuto 100 anni .




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Abbiamo poi fatto un gioco : c‟ erano degli schermi sui quali venivano
proiettate delle immagini , che noi , con delle torce cancellavamo ,subito dopo
ne appariva un‟altra , e così via . Siamo poi saliti su una vecchia funicolare ,
abbiamo visto foto e immagini sulla storia del trasporto pubblico, dal primo
tram al bus di oggi .
Siamo saliti su un‟altra funicolare di legno ,la prima , costruita per collegare
città bassa a città alta.




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Successivamente abbiamo fatto il giro dell‟ azienda con un trenino, abbiamo
visto il deposito dei bus, alcuni erano parcheggiati e quelli funzionanti a
metano portavano la scritta “….Io vado a metano…”.
Abbiamo poi fatto merenda e ci hanno poi dato i cappellini del piedi bus.
Soddisfatti della bella esperienza siamo tornati a Stezzano e rientrati in
classe




                     Questo sara‟ il tram del futuro.




NICOLE ROSSETTI

LA MIA CLASSE E LA TERZA C SIAMO STATI INVITATI A VISITARE IL
MUSEO ATB .
IL DIRETTORE HA SPIEGATO COME ERANO I PULMAN E SU UN
CARTELLONE E UNA TELEVISIONE C‟ERANO DELLE INFOMAZIONI
SCRITTE CHE SPIEGANO TUTTA LA DOCUMENTAZIONE .
IL DIRETTORE HA SPIEGATO CHI ERA L‟INVENTORE DEI PULLMAN.
DOPO AVER SPIEGATO TUTTO IL PROCEDIMENTO, CI HA PORTATO
DOVE C‟ERANO LE MACCHINE PER FAR FUNZIONARELA FUNICOLARE.
CI HANNO FATTO FARE DELLE ATTIVITA‟ :CON DELLE TORCE ABBIAMO
DISEGNATO DEI PULMAN.
DOPO AVER COLORATO, UNA COLLEGA DEL DIRETTORE CI HA PORTATI
SU UNA FUNICOLARE MOLTO VECCHIA, ABBIAMO SCHIACCIATO UN

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BOTTONE , ED E‟ PARTITO IL VIDEOPROIETTORE CHE CI HA FATTO
VEDERE BERGAMO E STEZZANO.
SIAMO SALITI SUL TRENINO E ABBIAMO VISTO VARI PULLMAN
ANCHE QUELLI CHE ANDAVANO A METANO.
PRIMA DI USCIRE,ABBIAMO FATTO MERENDA, CI HANNO REGALATO
UN CAPPELLINO E SIAMO RITORNATI A SCUOLA

DAVIDE REGONESI
Oggi la scuola ha organizzato una gita al museo dell‟ATB. Siamo andati col
pullman, ci ha accolti un signore di nome Gianni e ci ha detto che nel 2007
l‟ATB ha compiuto 100 anni.
Ci ha raccontato che negli anni passati era difficoltoso collegare città alta con
città bassa e ci ha anche detto che il primo tram di Bergamo era a cavalli e poi
a vapore; in seguito è arrivato il tram elettrico.
Durante la seconda Guerra mondiale le rotaie del tram furono usate per fare
le bombe: così il tram elettrico fu sostituito dal filobus.
Abbiamo poi fatto dei giochi: sul muro c‟erano delle immagini di pullman o
funicolare, noi avevamo in mano delle torce e se le puntavamo sull‟immagine
proiettata, questa cambiava; siamo poi saliti su una vecchia funicolare e sui
vetri hanno proiettato un filmato sui mezzi di trasporto.
Dopo siamo saliti su un trenino ed abbiamo fatto un giro per tutto il museo, al
termine del quale, ci hanno dato i cappellini del Piedibus ed abbiamo quindi
fatto merenda.
E‟ stato proprio interessante!

LUCIA PELLIZZOLI
Venerdì 14 novembre io, la mia classe e la terza C, siamo andati al museo
dell‟A.T.B.
Li ci hanno spiegato tutta la storia dei mezzi di trasporto pubblici, e ci hanno
anche raccontato che il Piedibus di Bergamo è gestito da loro.
Ci hanno poi fatto fare due giochi molto divertenti:
nel primo gioco dovevamo usare delle torce per tracciare e colorare disegni su
una parete;il secondo gioco si svolgeva sulla corriera dove ci hanno fatto salire
(ovviamente da fermi).
Elisabetta, un‟assistente dell‟A.T.B., ha chiuso le porte e ha fatto partire un
filmato sul grande vetro della corriera.Così per quattro volte.
Ci hanno poi fatti salire su in sala riunioni, dove abbiamo fatto merenda.
Alla fine c‟è stata un‟altra sorpresa che non ci aspettavamo:
ci hanno dato un cappellino con il logo del Piedibus.
Infine ci hanno fatto fare un giro sul trenino e siamo ritornati a scuola dove le
maestre ci hanno dato un modellino di pullman in cartoncino da montare



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ANDREA VANGERI
VENERDI' 14 NOVEMBRE LE CLASSI 3' D E 3' C SONO ANDATE IN
VISITA ALLA SEDE DELL' AZIENDA TRASPORTI DI BERGAMO (ATB).
QUANDO SIAMO ARRIVATI AD ATTENDERCI C' ERA IL DIRETTORE
DELL' TB CHE CI HA PORTATO IN UN GRANDE SALONE DOVE ERANO
APPESE TANTE FOTOGRAFIE CHE RIGUARDAVANO I MEZZI DI
TRASPORTO IN USO NEI PAESI DELLA BERGAMASCA DA 100 ANNI AD
OGGI.
C' ERANO RAFFIGURATI CARRETTI ,CALESSI,TRAM A VAPORE ED
ELETTRICI E LE DUE FUNICOLARI:UNA CHE COLLEGA CITTA' BASSA
CON CITTA' ALTA ,L'ALTRA DA CITTA' ALTA A SAN VIGILIO. TRA
QUESTE FOTOGRAFIE C' ERA ANCHE UNA CHE RIGUARDAVA STEZZANO
E IN PARTICOLARE RAFFIGURAVA LA PRIMA CORRIERA A STEZZANO
DAVANTI ALLA VILLA MORONI.
TRA TUTTE MI HANNO COLPITO DUE FOTOGRAFIE: UNA CHE
RAFFIGURAVA DELLE PERSONE CHE TOGLIEVANO I BINARI DI UN
TRAM ELETTRICO PER COSTRUIRE CANNONI DURANTE LA SECONDA
GUERRA MONDIALE . LA SECONDA RAFFIGURAVA TANTISSIMI TRAM
ELETTRICI ORMAI NO PIU' UTILIZZATI,CHIUSI IN UN ENORME
CAPANNONE. DOPO AVERCI MOSTRATO TUTTE QUESTE

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FOTOGRAFIE,CI SIAMO DIVISI NELLE DUE SEZIONI E A TURNO
SIAMO SCESI AL PIANO INFERIORE.
QUI, SEMPRE IL DIRETTORE,CI HA MOSTRATO IL MECCANISMO PER
AVVIARE UNA FUNICOLARE E DAVANTI A DUE MAXI-SCHERMI
ABBIAMO FATTO UN GIOCO CON LA TORCIA.
SULLO SCHERMO TI APPARIVA LO SCHELETRO DI UN BUS E DI
FUNICOLARI CHE POTEVI ABBELLIRE E COLORARE CON LA TORCIA.
DOPO AVER FATTO QUESTO GIOCO, SIAMO RISALITI AL PIANO
SUPERIORE E SIAMO ENTRATI IN DUE VECCHIE FUNICOLARI POSTE
NEL SALONE.
UNA VOLTA SEDUTI, ABBIAMO VISTO UN FILMATO CHE RIGUARDAVA
IL FUNZIONAMENTO DELLE FUNICOLARI ED I LORO PERCORSI.
TERMINATE QUESTE ATTIVITA',SEMPRE A TURNO,SIAMO ALITI SU
UN TRENINO E CI HANNO MOSTRATO IL DEPOSITO DEI BUS CHE
SONO OGGI IN SERVIZIO (ALCUNI ENTRAVANO ED USCIVANO DI
CONTINUO).DOPO UNA BREVE PAUSA, LI ABBIAMO RINGRAZIATI
,SALUTATI E SIAMO RIENTRATI ALLA NOSTRA SCUOLA.

FEDERICO ZUCCHETTI
Venerdì 4 novembre siamo andati al museo del trasporto Bergamo. Quando
siamo arrivati abbiamo visto delle fotografie che scorrevano in un televisore e
il direttore del museo spiegava come si usavano i mezzi di trasporto. Poi le due
classi sono divise, noi siamo scesi a fare un gioco con le pile che dovevamo
puntare su uno schermo. Finito il gioco siamo risaliti e con una signora siamo
saliti su un vecchio tram per vedere quattro filmati. Abbiamo poi visitato
l‟ azienda a bordo di un trenino e alla fine del giro abbiamo fatto merenda,
salutato il direttore e la signora Elisabetta e siamo tornati a scuola




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MANUEL ABATI
Venerdì 14 Novembre siamo andati al museo del trasporto a Bergamo.
Siamo partiti alle ore 9:00 da Stezzano e siamo arrivati a Bergamo alle 9:30
circa. Siamo entrati in un edificio e passando attraverso degli uffici siamo
arrivati alla sala dove c‟erano vecchi tram, funicolari e corriere.
La guida Elisabetta ci ha fatto salire su una funicolare dove abbiamo visto un
filmato sui vecchi tram. Quando siamo scesi dal tram ci hanno fatto giocare
con delle pile . Successivamente abbiamo fatto un giro in trenino per visitare il
posto e vedere tutti gli autobus dell‟ azienda . Terminato il giro siamo andati in
una sala e abbiamo fatto merenda . Infine siamo ritornati a scuola.
E‟stata una bella esperienza, mi è piaciuta molto, e mi sono divertito.

PESSINA CHIARA
Noi della 3 d e gli alunni della 3 c siamo partiti con il bus dalla scuola per
andare all‟ A.T.B. Mi sono seduta in prima fila con la mia amica Siria.
Ad un certo punto del viaggio non mi sono sentita tanto bene, però ho retto
fino a quando siamo arrivati. All‟ A.T.B. ci hanno spiegato che cosa sono in
verità gli autobus e tram, ci hanno fatto giocare a un gioco ed è stata
un‟esperienza fantastica e vorrei tornarci ancora . Ho fatto amicizia con il
direttore dell‟azienda e con una sua collega, mi sono divertita un mondo e ci
hanno fatto salire su un treno e ci hanno spiegato delle cose che non sapevamo.
Abbiamo mangiato nella sala del direttore e a dato un cappello a tutti.
Il ritorno è stato emozionante




DAVIDE COTICELLI
Venerdì 14 Novembre insieme ai miei compagni, andato al museo del trasporto
ATB quando siamo arrivati, siamo entrati nel museo abbiamo incontrato una
segretaria che ci ha accompagnato a visitare i tram . Dopo pochissimo tempo è

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arrivato il direttore del museo,che ci ha spiegato moltissime cose interessanti.
Poi siamo scesi al piano di sotto, abbiamo fatto un gioco con le pile
(che consisteva nel cambiare l‟immagine proiettata sul muro con le pile.) Finito
il gioco siamo saliti di nuovo al piano superiore e abbiamo fatto un viaggio nel
tempo, a bordo di una funicolare,
abbiamo visto i mezzi dal 1878 al 1930 ,dal 1930 al 1957, dal 1957 al 1995, dal
1995 al 2007. Poi siamo saliti su un trenino a metano, il direttore ci ha
spiegato che stanno inventando i mezzi a metano, perché consumano molto
meno di quelli a benzina, diesel e gpl. Durante il giro con il trenino abbiamo
visto più di 300 autobus parcheggiati tra questi c‟ erano anche quelli dell‟ATM.
(Il direttore ci ha anche spiegato che una volta i dipendenti ATB erano più di
800, mentre adesso
sono circa 400.)In fine il direttore ci ha messo ha disposizione la sala
convegni.




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IN PIAZZA DELLA LIBERTA‟ SI AFFACCIANO DUE IMPORTANTI VILLE :
LA VILLA MAFFEIS(ora sede del Municipio) e la VILLA MORONI.

      LA VILLA MAFFEIS (ora sede del Municipio)

Analizzando la fotografie del nostro archivio n° 2, 5 e 20 abbiamo raccolto le
seguenti informazioni:
   1. La villa un tempo era abitata dai Conti Grumelli-Pedrocca, poi dai Conti
      Maffeis, infine da Cortinovis (non sappiamo per certo se fossero
      conti);ancora oggi è costituita da un corpo centrale e due corpi
      laterali.(come tutte le altre ville di Stezzano)
   2. L‟entrata principale era delimitata da una cancellata (ancora
      presente).Nella fotografia n°5, del 1928, si vede chiaramente l‟aiuola
      “tagliata” da un vialetto che permetteva alle carrozze di attraversare il
      cortile.
   3. Il corpo laterale di destra era un tempo occupato dalle scuderie .(luogo
      dove si alloggiavano i cavalli) dei Conti Maffeis
   4. 4 Carolina ci ha raccontato che il portinaio della scuderia veniva
      chiamato OL CARRER. Inoltre per accedere alla scuderia c‟erano dei
      gradini.
   5. 5 In seguito l‟antica scuderia fu occupata dal fornaio sig. Gentili; nel
      1924 fu costruito il nuovo forno dalla famiglia Fusari.
   6 OGGI il forno è occupato dalla famiglia Girvazzi Angelo (Michele ci ha
      portato lo scontrino dal negozio).
   7 Se osserviamo la fotografia n° 5e la confrontiamo con la fotografia
      n°20, ci accorgiamo che si possono notare delle differenze abbastanza
      evidenti a partire dal monumento posto in mezzo al cortile.




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   LA VILLA MORONI

   L‟entrata principale della Villa Moroni si affaccia in piazza. Appare in 11
   delle nostre fotografie .

Abbiamo osservato che:
  1 Non ci sono differenze importanti tra le varie fotografie ciò vuol dire
      che il tempo non ha cambiato questa villa (ancora oggi è un palazzo
      privato che si può quindi visitare se i padroni danno il permesso.)
  2 Ancora oggi è costituita da un corpo centrale e due corpi laterali.(come
      tutte le altre ville di Stezzano). Il cortile interno è delimitato da una
      cancellata.
  3 Per il Conte Moroni lavoravano parecchi contadini controllati dal
      “FATUR”( Vedi analisi fotografia n°11).
  4 Il raccolto, come abbiamo potuto imparare anche dal film”L‟albero degli
      zoccoli” era dato in parte ai contadini che pesavano quindi il loro
      prodotto alla PESA PUBBLICA.
  5 Come per la Villa Maffeis, nella parte dietro è ancora oggi visibile un
      parco privato mentre il parco comunale è aperto al pubblico(lo
      attraversiamo tutte le volte che andiamo dai nostri/e amici/che della
      Casa di Riposo ).




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   IL MONUMENTO AI CADUTI
   Analizzando la fotografia n° 7 (nostro archivio), ci siamo accorti che il
   MONUMENTO AI CADUTI ha una storia particolare:
   -nella fotografia scattata nel 1930 , a destra, si vede il monumento (al suo
   posto ora c‟è un piccolo parcheggio davanti al negozio di ferramenta e alla
   fermata dell‟autobus )
   -i nostri amici e le nostre amiche dalla Casa di Riposo ci hanno raccontato
   che durante la seconda guerra mondiale (1939/1945),dato che occorreva
   materiale per costruire cannoni e altre armi, vennero fusi pentole di rame,
   campane, e la statua AI CADUTI.




-Oggi, per ricordare tutti i caduti in guerra, il monumento è stato riprodotto
in PIAZZA DELLE RIMEMBRANZE (vicino al cimitero)



                                                  Da archivio “Stezzano la storia “




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LA GUERRA

I nonni e le nonne non amano parlare della guerra, forse perché hanno sofferto
troppo e non è piacevole far affiorare brutti ricordi!!




Ci hanno comunque raccontato alcuni episodi:
Carolina ricorda che si piangeva dalla contentezza. Ricorda però anche che non
tutti erano felici perché alcuni “non potevano più comandare”.
Laura, la nonna di Barbara, ricorda che si correva in piazza e si applaudiva
perché gli Americani lanciavano dai carri armati caramelle, cioccolato e
biscotti (in tempo di guerra si soffriva la fame).
Claudia e Barbara, le gentili signore che lavorano alla Casa di Riposo, ci hanno
dato un documento importante riferito alla guerra, che forse vale la pena di
leggere anche se per noi è difficile capire certe problematiche.
In questo documento, che ha partecipato anche a un concorso,si racconta la
testimonianza di due anziani della Casa, Maria e Pacio, i quali hanno vissuto la
guerra in prima persona.
La cosa importante che emerge è che durante la guerra tutti vivono un
enorme disagio:



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     I LORO NOMI NON SONO SUI LIBRI DI STORIA

“………Pacio inizia a parlare e tutti lo guardiamo stupiti e ammirati:<Già a
Civitavecchia ho avuto prova della malvagità e della crudeltà dei tedeschi. Era
l‟8 settembre del ‟43, verso le dieci del mattino, io e la mia truppa sentimmo l‟
assordante rumore dei carrarmati, sperando fossero quelli inglesi; purtroppo
erano i nazisti. Tra lo stupore generale e la paura del non sapere cosa ci
sarebbe successo, ci intimarono di arrenderci; il giorno seguente fummo
caricati come merce di scambio su un treno ancora peggiore di quelli che si
vedono nei film. Arrivati a Varsavia un ufficiale tedesco ci chiese il nostro
mestiere, e io, ignaro del fatto che mi avrebbero costretto a lavorare notte e
giorno per un tocco di pane, risposi che facevo il muratore. Mi spedirono così a
Vienna a riparare la pista di un aeroporto bombardato dagli americani. E come
se non fosse bastato a farmi prendere coscienza della cattiveria tedesca, mi
spedirono di nuovo a Varsavia nel ‟44.> Ramona rimane stupita dall‟emozione con
cui il vecchio signore sta raccontando la sua storia; dal sentimento e dalla
passione con cui parla, i ricordi sembrano ancora vivi dentro di lui, dentro quel
corpo ormai acciaccato dall‟età, dentro quell‟anima segnata da un esperienza
così crudele, così dura, eppure così vera……..……..Sentendo queste parole l‟altra
anziana, quella che sedeva accanto a Pacio, dopo aver annuito, inizia a parlare.
<Io invece posso raccontarvi una bella storia di quand‟ero ragazza, riguardo i
tedeschi… Avevo circa la vostra età, tenevo il bar di famiglia, ogni giorno era
frequentato da ufficiali tedeschi. Erano normalissimi clienti, brave persone, e
se non fosse stato per la divisa non si sarebbero distinti dagli altri paesani;
tra questi ufficiali c‟era un capitano, un bel uomo, che aveva il vizio di
accarezzare mio figlio appena nato. Appena vedeva questo pargoletto gli si
illuminavano gli occhi, diventava ancora più buono; probabilmente si ricordava
della sua famiglia, che era stato costretto a lasciare per andare a
combattere>. Un sorriso taglia in due le lacrime colate sul volto di Ramona; io
guardo Maria, e in lei rivedo gli occhi di mia madre. <Quando le sue grandi
mani si posavano su quel viso piccolo e morbido, non provavo paura, ma solo un
gran senso di protezione per mio figlio. Erano le mani di quel papà che non
aveva ancora visto; mio marito infatti era autista di un ufficiale tedesco,
vicino a Viterbo. Ogni tanto poi avvolgeva mio figlio nel suo pesante cappotto
da soldato, se lo teneva bello stretto a se, e lo portava al negozio di fronte,
proprio come un padre avrebbe fatto con suo figlio… Come vedi, mia cara,
anche i tedeschi potevano essere stupende persone, esattamente come tra noi
italiani potevano esserci individui non proprio esempi di civiltà>.




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 Da archivio “Stezzano la storia “




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IL MONUMENTO AI CADUTI
All‟interno del cortile della Villa Maffeis, (ora sede del Municipio), ha attirato
la nostra attenzione un monumento al centro del cortile. Ci siamo chiesti quale
fosse la sua storia e il suo significato. Ecco il risultato :




questa fotografia è stata scattata da noi nel mese di ottobre 2008. Ecco due
fotografie del 1958:




Esse, recuperate nell‟archivio del gruppo “Stezzano, la storia , rappresentano il
giorno dell’inaugurazione del monumento.

Ricercando ancora abbiamo trovato questo DOCUMENTO SCRITTO
dell‟epoca: è tratto dal libro” STEZZANO, IMMAGINI E RICORDI.”.(pag. 52,
53)




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Un monumento a perenne ricordo di Coloro i quali
pagarono personalmente e totalmente per eventi,la cui
portata non era forse da loro ben compresa, nelle cui
cause, però, credevano –per quel “buon senso” ereditato
dai padri.
INAUGURAZIONE DEL MONUMENTO DEI CADUTI
Con una folta partecipazione gli Stezzanesi hanno
voluto rendere omaggio al concittadino Luigi Monte
(Monti all‟anagrafe)autore del monumento. Monti,avendo
un innato senso artistico, completa la sua formazione
all‟Accademia Carrara …….disegnatore presso il Museo
della storia naturale di Bergamo, dipinge, affresca,
scolpisce , incide medaglie……Delle sue opere a
Stezzano ricordiamo un medaglione di marmo di Papa
Giovanni XXIII al Santuario della Madonna dei Campi,
monumenti funerari nella chiesetta del cimitero,
affreschi presso la scuola materna Umberto I .
Officiante il parroco don Angelo Locatelli.




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DESCRIZIONE DEL MONUMENTO
(documento scritto pag. 53 “Stezzano, immagini e ricordi”)


 “La scultura si trasforma nel tempo pur rimanendo intatto l‟impulso
 che l‟ha generata”. Sono le parole dette dall‟autore Monte al suo
 amico scultore Mariani per spiegare il significato dell‟opera.
 Nei quadri marmorei sono riprodotti i momenti più salienti, più
 drammatici, ma nello stesso tempo più teneri e dolci che
 scandiscono l’arco della vita umana.
     1. La famiglia toccata dalla guerra; sono le prime tre figure a
        sinistra
     2. Il saluto delle donne ai parenti; le due figura subito dopo.
     3. Il mutilato che guarda il compagno “Caduto” e sembra
        dimenticare la sua tragedia.
     4. La disperazione ed il pianto della donna per il caduto
     5. La figura della donna che col braccio alzato scruta lontano
        vuol dire l’ansiosa attesa del ritorno.
     6. La figura del Reduce che abbraccia festoso la sua sposa.
     7. Le due ultime figure rappresentano la ricostruzione:il
        contadino riprende la zappa e il fabbro la sua mazza.
     Sul retro del monumento sono scolpiti due gruppi:quello di destra
     racconta la morte del soldato decapitato, la guerra di trincea, la
     paura di una madre che cerca di proteggere il figlio; vuol dire
     morte violenta, terrore e orrore della guerra
 Quello di sinistra raffigura un soldato ferito caricato su un cavallo
 dal commilitone:vuol significare il cameratismo, l’umanità, la pietà;
 l’istinto della sopravvivenza e la speranza di salvezza.




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      IN QUESTA SEZIONE SONO
      RACCOLTI I LAVORI DELLE
      RAGAZZE E DEI RAGAZZI
      FRUTTO DI UNA
      RIELABORAZIONE
      CONCLUSIVA DELLE NOTIZIE
      STORICHE RACCOLTE.
      Sono produzioni interdisciplinari
      che spaziano dalla progettazione
      di monumenti al racconto
      ispirato da una fotografia a
      dialoghi immaginari tra i
      personaggi presenti nelle foto
      alla realizzazione di un plastico
      della piazza della Libertà.




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      Anche noi abbiamo provato a progettare un monumento che poi è stato
votato da tutta la classe. Ecco i quattro vincitori eletti “SCULTORI
DELL‟ANNO”




      DAVIDE COTICELLI      “Proteggiamo il verde”




      ANDREA VANGERI “Proteggiamo il verde”




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LORENZO SCABURRI “La fantasia dei bambini”




CATERINA PANZETTI “La fantasia dei bambini”




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DESCRIZIONE MONUMENTI
CLASSE TERZA D
“PROTEGGIAMO IL VERDE
    1. DAVIDE COTICELLI
    Descrizione:le due vasche in marmo, il sentiero in cemento, i due pesci in
    acciaio e il tubicino dei getti d‟acqua in ferro;faretti acciaio e pannelli
    ferro.
2. VANGERI ANDREA marmo colorato
CLASSE TERZA C
“LA FANTASIA DEI BAMBINI
    1. LORENZO SCABURRI materiale:marmo colorato
    PANZETTI CATERINA




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   Prendendo come riferimento la pianta della Piazza della Libertà che il sig.
   Roberto Terzi architetto              , dell‟Ufficio Tecnico presso il Municipio
   ci ha fornito , abbiamo provato a realizzare un plastico aiutandoci anche con le
   fotografie che abbiamo scattato in piazza da diverse angolazioni.

              SEDE                                          VILLA
              MONUMENTO AI                                  MORONI
              CADUTI DI MONTI


MUNICIPIO
GIA’ VILLA
MAFFEIS                                                             IMBOCCATURA
                                                                    “PORTEGHET”
                                                                    OGGI NON PIU’
                                                                    ACCESSIBILE
  ANTICO
  PANIFICIO
  GIA’                                                       SEDE MONUMENTO AI
  SCUDERIA                                                   CADUTI ORA IN
                                                             PIAZZA DELLE
                                                             RIMEMBRANZE




                           CHIESA


                                      CAMPANILE




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“RACCONTIAMO” LA FOTOGRAFIA N°10
Personaggi:Luigi e Pierina coi figli Gioachino, Beppe e Luisa

LETIZIA FACCHETTI
UN REGALO PER LUISA.

La famiglia di Luigi è composta da cinque persone : la moglie
Pierina, i figli Gioachino, Beppe e Luisa. Vivono in una cascina e fanno i
contadini, è una famiglia fortunata perché hanno cibo per vivere. Hanno
mucche nella stalla, animali da cortile e campi coltivati. Con la vendita dei
loro prodotti possono acquistare altri generi alimentari e legna per
riscaldarsi d’ inverno.
Un giorno Luisa la più piccola della famiglia, chiese alla madre:<< Mamma
ho visto in piazza un paio di scarpette, posso comprarle?>>
La madre rispose:<< Non è possibile, i soldi servono per acquistare un
nuovo vitellino.>>Luisa zitta zitta, ritornò al suo lavoro di cucito. I
fratelli che avevano sentito tutto, decisero di fare una sorpresa a Luisa,
con il ricavato della vendita delle uova, tornarono a casa con un bel paio
di scarpette. Al sabato mattina, Gioachino e Beppe, prendevano la
corriera per andare al mercato ad acquistare nuove sementi per l’orto.Si
vestivano per l’occasione con i vestiti della festa e al ritorno si
concedevano un bicchiere di vino al bar della piazza. Pierina e Luigi erano
orgogliosi dei loro figli, perché erano tutti dei bravi ragazzi.




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MIRIAM ACETI

Nel periodo del 1950 la famiglia di Pierina e Luigi con i loro figli,Gioachino
Luisa e Beppe una domenica decisero di andare con la corriera a Bergamo.
Era un evento straordinario perché in quel periodo storico del dopo guerra
c‟era povertà,però quella domenica decisero di divertirsi andando in Bergamo
con dei loro amici.
Arrivati in Porta Nuova i figli di Pierina e Luigi furono meravigliati dai
giardini,dalle fontane e dalle automobili.
Fecero sosta ai giardini pubblici per fare merenda,giocarono parecchio con
quello che trovarono nel parco.
Verso sera fecero ritorno entusiasti della bella domenica vissuta in città.
Per un pò di tempo se la raccontarono in famiglia.


SIRIA BONCORAGLIO

LUIGI E PIERINA STANNO ANDANDO A COMPRARE IL PANE DAL LORO
AMICO GIOACHINO CHE DICE :<<AVETE VISTO QUEL CANE IN MEZZO
ALLA STRADA?>>. <<SI‟,CHE COSA CI FA LI‟?>>CHIEDE LUIGI. RISPONDE
GIOACHINO:<<E‟ IL CANE DI BEPPE,SE LO VOLETE PRENDETEVELO PURE;
SAPETE MI FA MOLTA PENA VEDERLO SOLO >>. <<LO PORTIAMO A CASA
NOI IN MACCHINA!>>. GIOACHINO CORIOSO CHIEDE:<<COME MAI NON
SIETE VENUTI CON LA CORRIERA?>>. PIERINA RISPONDE CHE AVEVA
DEI PACCHI DA PORTARE A LUISA LORO FIGLIA. USCENDO DAL
PANETTIERE INCONTRANO I CUSTODI DELLA VILLA MORONI E SI
FERMANO A CHIACCHIERARE DEI LORO FIGLI CHE UTILIZZANO LA
CORRIERA PER ANDARE A TREVIGLIO A LAVORARE. QUANDO
GIOACHINO FINISCE DI LAVORARE INCONTRA IL MARITO DI LUISA E
GLI CHIEDE:<<VIENI A MANGIARE DA NOI CHE CI SONO ANCHE LUIGI E
PIERINA?>>. GIOACHINO RISPONDE:<<SI SI,VENGO SUBITO>>. QUANDO
ARRIVANO A CASA MANGIANO TUTTI INSIEME I CASONCELLI ALLA
BERGAMASCA E PASSANO UNA BELLA SERATA.




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DAVIDE BONAFINI

Un giorno di tanti anni fa la Signora Pierina era in piazza con i suoi bimbi ed
incontra il Sig. Pierino. “Buongiorno Signora Pierina!” “Buongiorno Signor Luigi,
come va?” “Molto bene grazie, e questo bel bambino chi è?” “E‟ mio figlio
Beppe….ma guardi i suoi due bambini, come sono grandi! Come si chiamano?”
“Gioacchino e Luisa. Stiamo andando a prendere la corriera per Bergamo; sa,
c‟è il mercato”. “Ah già, è vero! Oggi è lunedì. Ed il marito non c‟è?” “No, è
appena andato nei campi a raccogliere il grano. Sua moglie?” “E‟ a casa. Ma
adesso      la     saluto,    corra     altrimenti     perde     la    corriera!”
“Ha ragione, scappo! La saluto Sig. Luigi, ciao Beppe” “Arrivederci Signora, ciao
bimbi… divertitevi!”



GIORGIA MAFFIOLETTI

C‟era una volta una signora di nome Pierina con il marito di nome Luigi che
abitavano in una vecchia fattoria colma di animali. Per fortuna avevano tre figli
di nome Gioachino, Luisa e Beppe che aiutavano molto i loro genitori. Dopo aver
preso l‟autobus che li portava a scuola la mattina tornavano a casa e dopo
pranzo facevano i compiti, andavano nell‟orto a raccogliere le verdura, poi le
uova rotte dalle galline, poi pulivano la stalla. Finito tutto andavano finalmente
in centro nel loro paese a comperare le figurine e le biglie giocare tra loro
fratelli. erano contenti ed emozionati ; ….. la corriera partì! A metà strada
Beppe, stanco, si addormentò; mentre i fratelli incuriositi osservavano il
paesaggio dal finestrino. Arrivati Beppe si svegliò, tutti scesero dalla
corriera e andarono a passeggio. Ad un certo punto videro un tram elettrico, i
tre fratelli insieme dissero : “ …Ma scusa non hanno inventato la corriera?” e
Pierina disse: ”Forse ne sono rimasti alcuni” Proseguirono la passeggiata.
Incontrarono, poi dei loro carissimi amici. Dopo essersi salutati, Luigi disse
:”Perché non andiamo tutti insieme in città alta con la funicolare? “ i bambini
tutti insieme risposero : “Si, che bello !! “ Quando arrivarono andarono a fare
merenda. Decisero poi di non scendere con la funicolare ma di fare una
passeggiata sulle mura. I bambini correvano allegri sulle mura, mentre i
genitori chiacchieravano tra loro. Così arrivarono a Bergamo bassa a piedi.
Dopo una giornata indimenticabile andarono a riprendere la corriera per
ritornare a casa , a Stezzano.




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NICOLE ROSSETTI
LA CORRIERA
Una mattina , il signor Luigi andò al lavoro con la corriera.
Sua moglie Pierina,andava ogni mattina a prender il pane dal fornaio,i suoi
figli, Gioachino, Luisa e Beppe andavano a scuola e se non andavano venivano
puniti dai loro genitori.
Loro,stavano in mezzo alla strada perchè non c‟erano i marciapiedi.
Quando il signor Luigi ritornava a casa dal lavoro,aveva un buon pranzo rispetto
agli altri,così,alla fine si addormentarono tutti nei propri letti.
La mattina seguente,arrivò un‟ estraneo con la moto, lui però non aveva niente
da mangiare,così, andò alla casa di quella famiglia dove tutti erano a casa, così,
gli offrirono un po‟ di cibo e alla fine diventarono tutti amici.

LUCIA PELLIZZOLI

UNA GIORNATA DI SOLE, LA FAMIGLIA RICIENI VA IN PIAZZA: IL
PAPA‟ LUIGI E IL FRATELLO MAGGIORE, BEPPE, PRENDONO LA CORRIERA
PER ANDARE A LAVORARE.
LA MAMMMA E I DUE FRATELLI INTANTO VANNO A COMPRARE IL
PANE; MENTRE LA MAMMA FA LA CODA, LUISA E GIOACHINO VEDONO
LA CORRIERA (CHE E‟ TORNATA) E SALGONO, PERCHE‟ E‟ LA PRIMA
VOLTA CHE LA VEDONO.
MENTRE LORO SALTANO DA UN SEDILE ALL‟ALTRO
SALE L‟AUTISTA E LA CORRIERA PARTE, LORO SPAVENTATI MA FELICI
SI METTONO SUBITO A SEDERE.
LA MAMMA INTANTO AVEVA COMPRATO IL PANE ED ERA ANDATA A
CERCARLI CREDENDO CHE SI FOSSERO ALLONTANATI PER GIOCARE IN
PIAZZA, MA NON VEDENDOLI CORSE A CASA SPERANDO CHE FOSSERO
RITORNATI DA SOLI, PERO‟ NON LI TROVO‟.
NEL FRATTEMPO SULLA CORRIERA ERA SALITO IL BIGLIETTAIO E
AVEVA CHIESTO I BIGLIETTI AI BAMBINI; LORO GLI RACCONTARONO
LA FACCENDA E LUI LA RIFERI‟ ALL‟AUTISTA IL QUALE DISSE: << NON
POSSO TORNARE INDIETRO ORA, DEVO ARRIVARE A TREVIGLIO E POI
TORNARE INDIETRO >>.
INTANTO ERANO ARRIVATI A CASA PAPA‟ E FIGLIO E TUTTI E TRE
ERANO PREOCCUPATI.



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ALESSIA MONTESANTI
LA FAMIGLIA DEL SIGNOR LUIGI

Era il 1950, il signor Luigi di buon ora si alza, và in cucina e inizia a gustarsi la
buona colazione che gli ha preparato la moglie Pierina.
Poi di corsa si dirige in piazza a prendere la corriera per andare a lavorare in
fabbrica. La signora Pierina sveglia anche i suoi tre bambini per la colazione ,
poi accompagna Gioachino e Luisa a scuola. Beppe, il più piccolo và alla
panetteria con la mamma. In mezzo alla piazza trova un cagnolino tutto
solo,Beppe convince la mamma a portarlo a casa. Quando tornano da scuola i
suoi fratelli non credono ai loro occhi:.
finalmente anche loro avrebbero avuto un bellissimo cagnolino con cui giocare!
Vivevano in un cortile insieme ad altre famiglie, poco lontano dalla piazza.
Gioachino quando tornava da scuola aiutava gli zii nei campi a raccogliere il
fieno,
Luisa aiutava la mamma nei lavori di casa e aveva il compito di curare le galline.
Durante la cena si parlava di tutto quello che era successo durante la giornata
e dopo, prima di andare a letto il papà Luigi raccontava sempre qualche storia
che il nonno aveva raccontato a lui, davanti al grande camino che c‟era in
cucina.

DAVIDE COTICELLI
La famiglia Lombardini abita sopra la tabaccheria che è in piazza di Stezzano.
I componenti di questa famiglia sono :il sig. Luigi il papà che lavora al mulino,la
mamma che è Pierina fa la casalinga,hanno tre figli:Luisa ha 15 anni e la
mattina sta a casa ad aiutare la sua mamma,mentre al pomeriggio và a fare le
pulizie nella villa Morlani.
Gioachino è il secondo figlio e ha otto anni,frequenta la terza elementare ed è
un pò vivace e quasi tutti i giorni prende una nota di comportamento.
Beppe è il terzo figlio ha sei anni e frequentala prima elementare è cicciotto
perchè il suo passatempo preferito è mangiare,adora polenta e cervo.
In realtà i bambini erano cinque ma due sono morti due mesi dopo la nascita di
Luisa (perchè in quel tempo che era il 1950 erano frequenti le morti
deibambini).
Era un lunedì mattina e i due bambini si preparano per andare a scuola si
stanno vestendo e per le scale litigano perchè Gioachino vuole stare per
primo;poi scende Luisa e li fa smettere di litigare sgridandoli:"Forza smettete
di litigare è tardi e muovetevi a andare a scuola!!”
Poi Luisa torna in casa,dopo aver fatto i letti dei suoi fratelli chiede alla
mamma cosa deve fare.




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La mamma dice a Luisa:"Luisa vai a comprare il pane" “Sì !! vado mamma!!!
“Luisa s'incammina e incontra la sua amica Serafina e le chiede:"dove stai
andando? “
Serafina risponde :"Sto andando a comprare il pane. “
Luisa risponde:"Anch‟io !dai andiamo a comprarlo insieme?” “Si!!" Quando
uscirono dal fornaio videro un bel cagnolino; Luisa decise di portarselo a casa.
Quando arrivò a casa Luisa disse:”Mamma guarda che bel cagnolino! Lo
teniamo?” La mamma esclamò :"Si! ma solo se
tu Luisa lo porterai a fare la pipì e la cacca!” Luisa rispose:” Si!!! “Quando
Gioachino e Beppe tornarono da scuola ,furono molto contenti di vedere il
cagnolino,Gioachino non mangiò e andò subito a giocare con il cane poi dopo
aver mangiato anche Beppee Luisa andarono anche loro a giocare con il cane.
Luisa decise di chiamare il cane Billi e giocarono tutti felici e contenti.

GRETA PACCHIANI

Mentre la signora Pierina andava a comprare il pane in paese, il sig. Luigi suo
marito, andò con Gioachino a comprare il giornale.
Presero tutti insieme la corriera per andare in Bergamo a fare una passeggiata
poi ritornarono a casa.
Il signor Luigi andò in paese coi suoi amici a giocare a carte, arrivò Pierina
preoccupata con Beppe, Luisa e Gioachino. Pierina si arrabbiò molto con Luigi
per un giorno non gli diede da mangiare perché era stato troppo brutto quello
che aveva fatto a lei e ai suoi bambini. Gioachino allora decise di andare a
mangiare fuori in giardino e gli diede un po‟ del suo cibo poi arrivò Beppe con
Luisa che invitò anche la mamma e tutto tornò alla normalità.

MANUEL ABATI

Mi chiamo Gioacchino, un po‟ di giorni fa rovistando tra le vecchie fotografie
di famiglia, ne ho trovata una degli anni 50, quando a Stezzano arrivò per la
prima volta la corriera. Anche se avevo solo sei anni mi ricordo ancora, quel
giorno in paese sapevano tutti che sarebbe arrivata la corriera che portava a
Bergamo. Io con la mia famiglia: mia mamma Pierina, mio papà Luigi, i miei
fratelli più piccoli Luisa e Giuseppe, siamo andati in piazza vederla. La piazza
era diversa da adesso, allora non c‟erano insegne, cartelli, anche i negozi erano
pochissimi, ma c‟era tanta gente che come noi aspettava di vedere il nuovo
mezzo di trasporto. Quando arrivò a noi bambini sembrò molto grande e bella
siamo stati a guardarla fino a quando è partita.
Solo alcuni mesi più tardi siamo saliti per andare a Bergamo, ed è stata una
grande emozione.



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CHIARA PESSINA

Un giorno dell‟ anno 1950 la signora Pierina e il signor Luigi andarono nella
piazza di Stezzano per accogliere i loro tre figli Gioachino ,Luisa e Beppe
dopo una gita scolastica . La signora Pierina e il signor Luigi sono amici del
sindaco della villa MORONI, dato che si sposeranno in chiesa a Stezzano,
passano da lui per chiedergli se parteciperà alle nozze .Il sindaco
accetta e il giorno dopo tutti erano in chiesa in ciesa a Stezzano . Il
prete disse a Luigi:”Tu Luigi vuoi sposare Pierina?” “Sì lo voglio“. “E tu
Pierina vuoi sposare Luigi ?” “ Si lo voglio “ “Allora vi dichiaro marito e
moglie.” Finita la cerimonia vanno in gelateria e prendono il gelato ai loro
figli e vanno a casa felici e contenti.

ANDREA VANGERI

LA FAMIGLIA FERRI DI STEZZANO
Sono gli anni 50 e da qualche anno la vita a Stezzano è tornata alla normalità
ed è diventata un abitudine vedere in piazza della Libertà fermarsi la corriera
che porta a Treviglio.
In quegli anni era diventata un‟abitudine incontrare una famiglia che abitava in
paese ed era quella del signor Luigi Ferri che oltre alla moglie Pierina era
composta da tre figli:Gioachino di diciannove anni, Luisa di diciotto e Beppe di
dieci . Il signor Luigi era proprietario di un negozio di dolciumi ,giornali, zoccoli
sull‟angolo di via Adua in piazza della Libertà e ogni giorno raggiungeva il suo
negozio con la sua Vespa.
La signora Pierina, invece, oltre ad aiutare suo marito in negozio al bisogno,
preparava gli addobbi per la chiesa visto che era una brava sarta.
Tutti i giorni però aveva un‟abitudine:andare a comprare il pane alle dieci,
darne un boccone ad un cagnolino randagio che girava sempre per la piazza e
andare a bere un caffè al bar Ravasio.
Il loro primo figlio si chiamava Gioachino, studiava a Treviglio e prendeva la
corriera delle sette e trenta ma quasi sempre rimaneva a letto così suo padre
lo portava alla fermata in piazza con la vespa.
Invece a Luisa, la loro unica figlia, non era mai piaciuto studiare così dopo
qualche anno che ripeteva la stessa classe decise di andare a lavorare nel
cotonificio Ponte Lambro a Stezzano in via Isonzo . Era una ragazza sempre
impegnata e quando finiva il lavoro trascorreva tanto tempo in oratorio per
dare una mano a Don Gian Maria.
 A Beppe, il più piccolo dei figli, dopo la scuola piaceva andare a giocare
all‟oratorio e i suoi giochi preferiti erano mondo e toc.
La domenica faceva il chierichetto in chiesa.


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Era una famiglia conosciuta da tutti :se qualcuno aveva bisogno erano sempre
disponibili.
Prima di concludere volevao raccontare di quella volta che Angelino, un
bambino di 6 anni che viveva alla cascina Marchetina era venuto a tagliare i
capelli dal barbiere vicino al negozio del sig. Luigi.
Prima di arrivare dal barbiere Angelino era caduto perché gli si era rotto uno
zoccolo e, purtroppo gli si erano rotte anche le uova che aveva portato per
pagare il barbiere. Il sig. Luigi che aveva visto tutto dopo aver pagato per lui
gli regalò un nuovo paio di zoccoli e Angelino tornò alla cascina felicissimo.



DAVIDE REGONESI

Oggi e‟ l‟anniversario di nozze della signora Pierina e del signor Luigi e per
festeggiare questa lieta ricorrenza hanno deciso di fare una gita a Bergamo
Alta con i loro tre figli Gioachino, Luisa e Beppe.
Tutta l‟allegra famiglia ha preso la corriera in partenza da Piazza della
Libertà alle ore 10 della mattina che porta a Bergamo: è proprio comoda!
Da Bergamo centro si sono diretti a piedi, facendo una bella passeggiata, alla
stazione della funicolare in Viale Vittorio Emanuele: che emozione la salita e
che panorama!
Si sono diretti quindi in Piazza Vecchia dove hanno scattato qualche foto
ricordo.La signora Pierina guarda l‟orologio e, si accorge con stupore, che è già
ora di pranzo; si recano così al ristorante “Da Mimmo” dove mangiano la
specialità della casa : “ Polenta e osei “. La signora Pierina è molto felice, si
sente una regina! Dopo il pranzo si sono recati in Colle Aperto ed hanno bevuto
un buon caffè al bar “La Marianna”, il più bel bar di Città Alta.
Tutta la famiglia è poi ridiscesa verso Bergamo bassa dalle Mura Venete , è
stata una bellissima passeggiata perché si poteva ammirare il paesaggio di
tutta la pianura.
Alle 16,30 sono risaliti sulle corriera in partenza per Stezzano un po‟ stanchi
ma felici!



KEVIN MOUSSILIOU
Personaggi:Signora Pierina, signor Luigi, figli:Beppe, Luisa e Giacomino.
Pierina dice a Giacomino:”Giacomino! Vai a chiamare il tuo papà Luigi!”
“Sì mamma!” Giacomino:”Papà, aspetta prima di salire sul tram perché ti chiama
la mamma”
Papà:”Dille che sono i ritardo!”
“Prima chiama tua sorella Luisa e tuo fratello Beppe per preparare la cena!”



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Giacomino va a chiamare i suoi fratelli per preparare la cena poi va a dire alla
sua mamma che è in ritardo.
Verso le venti vanno a casa a cenare.


                               MICHELE SALVI

                                    Anni „50

La signora Pierina con suo marito Luigi e i suoi figli : Gioacchino , Luisa e
Beppe stanno andando a prendere la corriera per recarsi a Levate , ma,
ad un certo punto , la corriera chiude le porte e la famiglia la rincorre
fino a Levate! Alla fermata della corriera l‟ autista scende e dice:”Dai
avete fatto un po‟ di ginnastica”! Così la famiglia, piano piano ,torna a
Stezzano molto arrabbiata.

SHARON FANELLI

Siamo negli anni Cinquanta ,la guerra e‟ finita da poco.
La gente e‟ povera e la vita e‟ dura mamma Pierina lavora alla filanda e si
occupa anche dei suoi tre bambini e dei lavori di casa.
Papà Luigi e‟ contadino e lavora nei campi e,quando mamma Pierina e‟ in filanda
,deve prendersi cura di Luisa,la bimba più piccola.
Gioacchino di dodici anni va ad aiutare al mulino per raggranellare qualche
monetina e Beppe,di sei anni frequenta la prima.
Il lavoro e‟ pesante,non ci sono macchinari,tutto viene fatto con le braccia.
L‟unico giorno di svago e‟ la domenica,al mattino si va in chiesa con gli zoccoli
perchè non ci sono i soldi per comprare le scarpe.
Dalla cascina si andava in chiesa a piedi passando per la piazza centrale.
I bambini vedono per la prima volta la corriera e la guardano ammirati.
La gente in piazza si muove a piedi camminando anche in mezzo alla strada
perchè non c‟è pericolo:il traffico e‟ praticamente inesistente.
 Dopo essersi divertiti a correre su e giù per la piazza, tornano in cascina dove
li aspetta il solito lavoro e il pranzo di mezzogiorno:un pezzo di polenta e un
uovo.
Questa era la vita della maggior parte delle famiglie negli anni Cinquanta




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CRISTINA BOFFETTI

Nel 1950 una famiglia composta da:il signor Luigi, la signora Pierina e i figli
Gioachino, Luisa, Beppe era venuta ad abitare a Stezzano in piazza della
Libertà.
Il signor Luigi faceva il calzolaio ed aveva il negozio in piazza; la moglie faceva
la casalinga mentre i figli Gioachino , Beppe e Luisa andavano a scuola, il primo
alle elementari il secondo e la terza andavano alle medie.
Era una famiglia molto felice.
Una notte, però, dei ladri entrarono nel negozio del signor Luigi e rubarono
tutte le scarpe, fu così che la famiglia del signor Luigi fu costretta a cambiar
professione.

FEDERICO ZUCCHETTI

Era il1950 a Stezzano finalmente arrivò la corriera che da Bergamo passando
da Stezzano arrivava a Treviglio. Il signor Beppe prendeva ogni mattina la
corriera per andare al lavoro. Luisa una volta alla settimana prendeva la
corriera per andare a Treviglio a salutare la sua mamma. Luigi e Giacomino
prendevano la corriera per andare a Treviglio ad aiutare un loro amico nei
campi. Pierina purtroppo non aveva i soldi per salire sulla corriera e ogni
mattina andava in piazza a vederla.



                              LUCA FORNONI
                          UN VIAGGIO IN CROCIERA

Era un giorno degli anni 50, il signor Luigi e la signora Pierina con i suoi figli :
Gioachino, Luisa e Beppe andarono in Piazza Della Liberta‟ per prendere la
corriera che portava da Stezzano a Bergamo . Era ,per Stezzano, una novità
perché dal tram elettrico si era passati alla corriera. I tre fratelli erano
curiosi di provare la corriera anche Luigi e Pierina lo erano. Quando salirono
erano contenti ed emozionati ; ….. la corriera partì! A metà strada Beppe,
stanco, si addormentò; mentre i fratelli incuriositi osservavano il paesaggio
dalfinestrino.    Arrivati Beppe si svegliò, tutti scesero dalla corriera e
andarono a passeggio. Ad un certo punto videro un tram elettrico, i tre
fratelli insieme dissero : “ …Ma scusa non hanno inventato la corriera?” e
Pierina disse: ”Forse ne sono rimasti alcuni” Proseguirono la passeggiata.
Incontrarono, poi dei loro carissimi amici. Dopo essersi salutati, Luigi disse
:”Perché non andiamo tutti insieme in città alta con la funicolare? “ i bambini
tutti insieme risposero : “Sì che bello !! “ Quando arrivarono andarono a fare
merenda. Decisero poi di non scendere con la funicolare ma di fare una

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passeggiata sulle mura. I bambini correvano allegri sulle mura, mentre i
genitori chiacchieravano tra loro. Così arrivarono a Bergamo bassa a piedi.
Dopo una giornata indimenticabile andarono a riprendere la corriera per
ritornare a casa , a Stezzano.

“RACCONTIAMO” LA FOTOGRAFIA N°4




ALICE GIASSI
Siamo a Stezzano nel 1926.
Papà Tone, mamma Bepina e i loro tre figli Cecco, Maria e Santina sono andati
all‟ inaugurazione del tram elettrico in Piazza Vittorio Emanuele.
Maria dice: “Guarda, andremo sul L‟Eco di Bergamo, vedi lì il fotografo, fate
un bel sorriso”.
“Ma va!!” le risponde Cecco.
Santina dice a Cecco: “Tu uscirai sicuramente bruttissimo”.
“Basta Cecco, Santina e Maria” li rimprovera la mamma, “così vostro padre
farà prima ad arrivare al lavoro al Gres”.
Tone dice a Cecco: “Vai a chiedere al bigliettaio quanto costa il biglietto”.
“Vado subito” risponde Cecco.
Dopo un momento ritorna e dice:” Costa 1,70 lire il biglietto di andata e
ritorno”.
La famiglia Rossi ritorna a casa perché mamma Bepina deve andare alla filanda
a lavorare.



GIORGIO CORRADO
La signora Giuseppina soprannominata Bepina,lavorava alla FILANDA

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Ha 3 figli Cecco,Maria e Santina.
Il marito si chiama Antonio soprannominato Tone, lavorava al GRESS costruiva
i tubi.
Quando fu inaugurato il tram elettrico era più facile muoversi,perché un
giorno il signore Antonio doveva andare al GRESS e arrivò alle 8:30 e di solito
arriva alle 9:30: quindi c‟era differenza!
I 3 figli andarono a scuola con il tram e si sono anche seduti.
Arrivarono a scuola alle 8:45 ed era prestissimo, arrivarono a casa alle 13:05
anziché alle 13:30: quindi c‟era differenza!
Bepina andò a piedi alla filanda perché era vicina alla casa ma un giorno aveva
deciso di provarlo perché le interessava.

Tram       Tram      Tram         filobus    corriera   autobus      Autobus
A          A         Elettrico*                                      a
cavalli    vapore                                                    metano

*anno della storia letta

MARTINA CORREALE
C‟era una volta, Giuseppina che lavorava in filanda e suo marito Tone che
lavorava come operaio.
Avevano tre figli che si chiamavano Cecco,Santina e Maria.
Ogni mattina andavano a scuola a piedi.
Un giorno ci fu l‟inaugurazione del tram elettrico. In paese c‟era una grande
festa per la grande novità.
Giuseppina era molto contenta e disse al marito”Ah Tone,che meraviglia
finalmente non mi stancherò più di arrivare a piedi in filanda!”.
Toni le rispose:”Bepina anch‟io sono felice perché non farò più tardi al lavoro”.
Il mattino dopo,si prepararono per andare in piazza per la festa di carnevale.
Maria si travestì da Colombina,Santina da Arlecchina e Cecco da Gioppino e
vinsero la gara per le maschere più belle.



TOMMASO AGAZZI
Il tram elettrico

La signora Bepina sta aspettando suo marito Tone che è salito sul tram
elettrico, a salutare i suoi parenti che erano venuti a vedere il tram, il giorno
dell‟ inaugurazione.
La signora Bepina esclama:- Muoviti Tone, devo andare alla filanda!
La figlia Santina dice:- Che cos‟ è la filanda?
La figlia Santina ha solo tre anni e non sa cosa è la filanda.
La signora Bepina dice:- E‟ dove si lavorano i bachi da seta.
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Il figlio maggiore, che si chiama Cecco, chiede alla mamma:- Ma che cosa sono i bachi da
seta?
La signora dice al bambino che glielo spiegherà il papà Tone,perché è gia tardi e lei deve
andare al lavoro.
Alla fine il papà ha finito di salutare i suoi parenti al calar della sera.
La mamma si arrabbia molto perché non è riuscita ad andare al lavoro.
La mamma,il papà ed i figli Cecco, Maria e Santina tornano a casa.
La mamma dice al papà che deve spiegare a Cecco che cosa sono i bachi da
seta, e il papà risponde: - Emm… Io non lo so

STEFANO NESI

RACCONTO STORICO .COM
A Stezzano vive la famiglia di Antonio e della signora Giuseppina, hanno tre
figli: Cecco, Maria e Santina.
Siamo nel 1926 e finalmente a Stezzano è arrivato il tram elettrico.
La signora Giuseppina tutte le mattine porta a scuola i suoi bambini e poi in
bicicletta và a lavorare in filanda.
Oggi è molto felice, perché non dovrà più uscire dal lavoro alle 11:00 per
portare da mangiare al marito che lavora al Gres.
Anche per il signor Antonio oggi è un gran giorno, prenderà per la prima volta il
tram elettrico.
Alla sera racconta ai suoi bambini come è stato emozionante andare con il tram
elettrico.
Il signor Antonio promette ai bambini che se prenderanno una bella pagella li
porterà in gita a Bergamo con il tram elettrico.

ALIDA BERTULESSI
ERA UNA DOMENICA DI GIUGNO DEL 1926 , LA PIAZZA DI
STEZZANO ERA GREMITA DI GENTE : C‟ERA CHI ANDAVA A MESSA, CH
I FACEVA LA PASSEGGIATA DOMENICALE E CHI PRENDEVA IL TRAM
A TRAZIONE ELETTRICA .
TRA QUESTE PERSONE C‟ERA ANCHE LA SIGNORA GIUSEPPINA ,
DETTA BEPPINA , CHE ERA INSIEME AI SUOI TRE FIGLI ,CECCO,
MARIA, SANTINA ASPETTAVA La PARTENZA DEL TRAM ELETTRICO
DELLE ORE 10.05 IL QUALE ERA LEGGERMENTE IN RITARDO ..ESSI
INFATTI VOLEVANO RAGGIUNGERE BERGAMO PER PASSARE LA
DOMENICA CON I LORO PARENTI. MARIA, CHE AVREBBRE COMPIUTO
OTTO ANNI QUEL MESE SI ASPETTAVA UN BEL REGALO DAI NONNI
MENTRE CECCO, IL PRIMOGENITO DI QUINDICI ANNI ERA FELICE
PERCHE‟ POTEVA USCIRE DAL PAESE E VEDERE I SUOI CUGINI E
ANDARE IN CITTA‟ ALTA CON LA FUNICOLARE. SANTINA INVECE ,

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LA PIU‟ ERA COCCOLATA DAI NONNI I I QUALI LA RIENPIVANO DI
CAREZZE E BACI . I BAMBINI ERANO VESTITI CON IL GREMBIULE
DELLA FESTA E INDOSSAVANO GLI ZOCCOLI DI LEGNO .IL MARITO
DELLA BEPPINA IL SIGNOR TONE ERA RIMASTO A CASA A FARE
DEI LAVORI STRAORDINARI DELLA CASA.

GLORIA UBBIALI
Una famiglia felice
Un mattino, nel 1926 la signora Giuseppina svegliò i suoi figli Maria, Cecco e
Santina e gli disse: <Sveglia! Dobbiamo andare in piazza, perché oggi c‟ è l‟
inaugurazione del tram elettrico!> Allora Maria, Cecco e Santina si vestirono
con i loro vestiti più belli, e insieme alla mamma Giuseppina e al papà Antonio
andarono in piazza.
In occasione dell‟inaugurazione era possibile fare un giro omaggio, così,
Giuseppina, Antonio, Maria, Santina e Cecco si sedettero sul posto davanti e si
sono divertirono molto.
Il giorno successivo, Antonio prese il tram a trazione elettrica per andare al
Gress a lavorare.
Giuseppina, invece, faceva la casalinga e aveva un gatto di nome Silvestro.
Cecco andò a scuola, mentre Santina e Maria rimasero a casa per aiutare la
mamma. La sera cenarono insieme e andarono a dormire




Il giorno dopo, il papà, come tutte le mattine, andò al Gress, ma, appena tornò,
andò in piazza con tutta la famiglia per ammirare la statua ai caduti visto che
lo zio di Cecco, Maria e Santina era morto in guerra.
Poi, andarono dalla loro zia a cenare e giocare con i loro cugini.
Alla fine, tornarono a casa e andarono a dormire.




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                            ALESSIA PARIMBELLI

L‟ arrivo del tram
Nel 1926 arrivo il tram Stezzano.
Antonio e Bepina con i loro tre figli Cecco , Maria e Santina
andarono in piazza incuriositi per vederlo. Per festeggiare la novità Antonio
propone alla sua famiglia un viaggio in città.
Arrivati a Bergamo si fermarono a guardare le bancarelle
perché era un giorno di festa. Rientrati verso sera stanchi ma molto
felici, una giornata cosi bella non l‟ avevano mai trascorsa.

                               TOMMASO CASSINA
                                  Racconto storico
E' la primavera del 1926, la signora Giuseppina e il marito Antonio sono con i
loro tre figli: Santina ,Maria e Francesco in piazza a Stezzano per
l'inaugurazione del tram elettrico .
La signora Giuseppina fa la lavandaia, invece Antonio è l'aiutante del
panettiere.
Francesco va a scuola mentre le sue sorelle stanno a casa con i nonni.
I bambini hanno il grembiulino e la mamma e il papà sono vestiti di nero.
Oggi è un giorno felice perchè sono tutti insieme ma fino a poco tempo fa
erano tristi, infatti il signor Antonio aveva perso il lavoro perchè il forno dove
lavorava si era rotto e la sua famiglia non aveva neanche la legna per la stufa.
Santina, che era una bambina molto furba, di notte uscì di casa per andare a
rubare la legna agli altri; poca ciascuno cosi non se ne accorsero mai.
Francesco,che era molto intelligente, riparò il forno, il suo papà torno al lavoro
e tutto finì bene.



CATERINA PANZETTI
Il tredici giugno 1926 è una bella giornata di sole, e la famiglia Maffioletti si
riunisce in piazza della libertà a Stezzano con tanta gente per vedere una
grande novità: si tratta del tram elettrico.
Mamma Bepina esclama: "Töne finalmente non dovrò fare tutta quella strada in
bicicletta per portarti il pranzo! Da domani andrò con questo nuovo tram
elettrico!".
E Töne dice:"E così potrai tornare prima al bar Ravasio e uscirai prima alla
sera!". Il piccolo Cecco dice alla mamma:" Non ho mai visto un tram elettrico
prima d' ora". Santina e Marina esclamano:"Noi invece l' abbiamo già visto a
Milano! Quando siamo andate a trovare zia Adelina".




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LIDIA D’ASCOLI
C‟era una volta,
tanti anni fa, una famiglia di Stezzano composta dal signor Tone, che faceva
l‟operaio al Grès di Colognola,dalla signora Bepina,che lavorava in filanda, e dai
tre figli Cecco,Maria e Santina,che andavano a scuola.
Un giorno la sciura Bepina e il marito Tone dicono ai loro figli:”Madona
me…..,arriviamo in ritardo dai nonni, il tram sta partendo! Veloce!!”. “Gata
fresusa che te set mamma,ah, no! Sta per partire.Corriamo a metteri le
galosce “
Il tram per fortuna si fermò per una decina di minuti e la sciura Bepina,il
marito Tone e i figli riuscirono ad andare dai loro nonni (Rosa e Angelì).
“Finalmente siamo arrivati!”dicono le due bambine in coro.”E‟ vero,
finalmente!”dice il figlio Cecco.
La signora Bepina dice alla sua mamma Rosa:”Mamma,siamo arrivati; le due
signorine si sono svegliate in ritardo,bambine…”. “Ehm….scusateci”. “Vi……
perdoniamo”.



MATTEO OLMI
RACCONTO STORIA

Il 13 Giugno 1926 in piazza Vittorio Emanuele a Stezzano venne
inaugurato il tram elettrico e tutti gli abitanti erano in piazza. La
signora Giuseppina disse a suo marito Antonio:”Che bello! Adesso puoi
andare a lavorare in tram, anch‟ io utilizzero‟ il tram per portarti il
pranzo. I loro 3 figli:Cecco,Maria e Santina dissero che anche a loro
sarebbe piaciuto prendere il tram ma la mamma rispose che la scuola
era vicina
PAOLA GODOY
Una giornata speciale
La signora, Giuseppina fa la casalinga, ha tre figli e ha il marito che fa il
contadino.
Era una domenica d‟estate e ad un certo punto il marito Antonio vide tanta
gente in piazza allora chiese: “Cosa c‟è in piazza?” Giuseppina andò a vedere e
disse:”C‟è l‟inaugurazione del tram elettrico!”Cecco, Maria e Santina i figli
dissero in coro:”Mamma, mamma andiamo dai nonni a Bergamo con il tram
elettrico!”La mamma rispose:”Va bene! Preparatevi!”Tutti emozionati presero il
tram elettrico per la prima volta. Arrivati dai nonni, Antonio propose di fare
una passeggiata, andarono così a prendere un gelato e trascorsero una bella
giornata.

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ELENA PERLETTI
LA FAMIGLIA NEGLI ANNI VENTI

Molti anni fa , negli anni Venti c‟era una famiglia composta da cinque persone ,
il papà si chiamava Tone ,la mamma si chiamava Bepina e i loro tre figli si
chiamavano:Cecco ,Maria e Santina.
La moglie faceva la casalinga e si prendeva cura dei suoi piccini. A quei tempi
loro si vestivano con dei grembiulini,c‟era il grembiule per i giorni feriali e
quello per la Domenica . Tone,il papà lavorava al Grès e la moglie gli portava il
pranzo al lavoro, mentre i bambini stavano nel cortile a giocare ,Cecco che era
il più grande ,si prendeva cura delle sue sorelline .Un giorno tutti insieme
andarono a vedere il tram elettrico appena arrivato e i tre bambini urlarono
dalla gioia .



DAVIDE CANDIANI
IL TRAM ELETTRICO

“Finalmente è arrivato il tram elettrico, lo sai Antonio?” dice Bepina al
marito:”Domani in piazza Vittorio Emanuele II faranno l‟inaugurazione e
dobbiamo esserci! Con questo nuovo mezzo non farò più tardi e nemmeno più
tanta fatica per andare in filanda.”
“Hai ragione Bepina, io invece con la mia bicicletta vado a lavorare al mulino qui
in paese e per me è più facile” risponde il marito.
I tre figli,Cecco, Maria e Santina dicono in coro: “Servirà anche a noi il tram?”
“No bambini, la scuola è vicina, poi vi fa bene una bella camminata” dice la
mamma Bepina.
E così il giorno dopo con i vestiti della domenica vanno tutti insieme
all‟inaugurazione del tram e si fanno fare una bella foto di famiglia

LORENZO SCABURRI

Stezzano, 13 giugno 1926

LA FAMIGLIA DEL SIGNOR ANTONIO (DETTO TÖNE)

Il signor Töne deve andare al lavoro molto presto: inizia alle 6,00.



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Si deve svegliare presto e andare in Piazza Vittorio Emanuele a prendere il
tram elettrico che passa alla ore 5,15. Il suo lavoro è alla ”Gres” di Colognola e
per fortuna ora c‟e il tram elettrico che lo porta al lavoro.

Anche la moglie Giuseppina, detta Bepina, si alza presto per preparare la
colazione per tutti.
Hanno tre figli: Cecco, Maria e Santina. La signora Beppina lavora in filanda a
Stezzano, però lei va a piedi perchè la filanda è in paese. Il figlio Cecco, il più
grande, accudisce le sorelle minori. Tutti i tre figli aiutano in casa anche se
sono piccoli. La signora Bepina deve lavorare in filanda perchè il marito, che è
operaio, guadagna poco. Tutti in casa aiutano la mamma che altre a lavorare in
filanda deve crescere tre figli, accudire il marito e la casa.
La vita a quei tempi era molto difficile.

MICAL WOLDU

La famiglia Locatelli nel 1927
   Nel 1927 c‟era l‟innaugurazione del tram elettrico.

    Tutto il paese era in piazza Vittorio Emanuele 2° tutti curiosi di
vedere nuovo mezzo di trasporto. Con la folla c‟era anche la famiglia
Locatelli c‟era Tone,la moglie Beppina e i tre figli Cecco, Santina e Maria.
C‟ era un giro gratuito per Bergamo e i Locatelli sono andati a Bergamo
per provare il mezzo di trasporto. Dopo aver provato il tram Tone
ripeteva che “ Sarebbe tornato a casa presto,pulito e non
sarebbe stanco dal rumore.” Mentre Beppina sarà in orario per
desinare e non dovrà partire a metà mattinata il viaggio sarà
confortevole.




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SOFIA MESIANI
       “Dai Tone presto sali è arrivato il tram elettrico! Arrivo! Arrivo!
   Cecco, Maria, Santina dicono i coro:”Ciao papà! Ciao! Ci vediamo più tardi
                           quando tornerai dal Gres.”
  Ed ecco che il tram parte e i bambini, con il grembiulino di tutti i giorni, lo
     rincorrono. Che cagnara dietro il tram!Che fracasso quegli zoccoli!”
           Il papà si è affacciato dal finestrino e saluta i suoi figli.
La Bepì grida:”Dove andate ? Ritornate subito a casa! Presto dobbiamo andare
                            al fiume a lavare i panni!”




                            CATERINA PANZETTI

 Nella foto n°1 ci sono due contadini con il loro carro.Pino dice a Gianluca :”Sai
             ho fatto il furbo:ho messo delle pietre nel raccolto!”
                              Gianluca:”E allora?”
                             Pino:”Così pesa di più!”
Gianluca:”Aaah, allora imbrogliamo il padrone e ci portiamo a casa più raccolto!”




Ma nella foto n°11 vediamo che quando Pino e Gianluca arrivano a pesare il
raccolto sal “Fatur” Marco(usando la pesa publica della piazza di Stezzano) lo
scaltro fatur s‟accorge dell‟ingannoe i due furboni tornsano a casa a mani
vuote.




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SIRIA BONCORAGLIO




Il signore che sta attraversando dice alla signore dall‟altra parte della
strada”Hai visto che poco traffico oggi?””E‟ vero”risponde la signora “Però ci
sono tante auto parcheggiate, pensa che differenza quando tanti anni fa
passava solo il tram a vapore e in un angolo della piazza c‟era la pesa pubblica
con cui pesavano il fieno appena raccolto!”


NICOLE ROSSETTI
In piazza a fare una corsa



                                                  E‟ una bellissima giornata e
                                                  tantissimi ragazzini fanno una
                                                  corsa in fila.
                                                  Corrono e corrono che alla
                                                  fine a tutti facevano male le
                                                  gambe e dicono:”Andiamo a
                                                  prendere un po‟ d‟acqua” così
                                                  si rimettono in fila e alla fine
                                                  vincono tutti e vanno ognuno a
                                                  casa con un po‟ di pane.




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ALESSIA MONTESANTI




Nel 1919 davanti alla villa Moroni la
piazza non era asfaltata, la gente
per spostarsi usava i carretti                Nel 1950 si iniziano a vedere le
trainati dai cavalli.                         corriere; ecco se ne vede una alla
C‟era anche il tram a vapore che              fermata1
veniva usato per andare a Bergamo.            Ci sono anche macchine e moto, ma
                                              la strada non è ancora asfaltata.




Nel 1926 venne inaugurato il tram             Adesso è tutta un‟altra cosa!
elettrico, la gente era molto feilce          Ci sono gli autobus che passano
perché adesso per andare a                    comodamente non solo in piazza ma
Bergamo era molto più veloce ,                anche in varie zone del paese.
comodo ed economico.                          La piazza è asfaltata, si può vedere
Anche per gli operai che lavoravano           già nella foto riferita al 1990: ci
a Colognola era molto comodo.                 sono le strisce pedonali, i cartelli
Le mogli erano contente perché non            stradali, i parcheggi e i lampioni.
dovevano più andare a portare il              Chissà in futuro cosa cambierà
pranzo ai mariti in fabbrica.                 ancora

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MANUEL ABATI
Due anziane ultranovantenni commentano una
vecchia foto della piazza di Stezzano
Foto 1 “Maria ti ricordi negli anni venti come era la
piazza?”
“Certo che mi ricordo Carolina!Anche se ero
bambina mi ricordo la strada sterrata, non c‟erano i
lampioni, circolavano solo carri”

                                        “Poi che emozione quando è arrivato il
                                        tram, siamo andati tutti in piazza a
                                        vederlo” foto 4




“Carolina c‟è anche da ricordare il
grande evento del Congresso
Eucaristico del 1929! Quanta gente è
venuta a Stezzano” foto 6




“Mi ricordo anche il passaggio dei
carri armati per la fine della
guerra “ foto 9




                                      “Maria c‟è anche la corriera che ha
                                     sostituito il tram negli anni ‟50 foto 10




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“E poi tutte le evoluzioni che la piazza ha avuto: i primi negozi, le prime auto, il
Municipio nella Villa Maffeis, la strada asfaltata , le illuminazioni ecc.ecc
foto 12-15-16-20-22
“Hai ragione Carolina! Di anni ne sono passati tanti e i cambiamenti della piazza
sono stati tanti ma ci hanno lasciato tanti bei ricordi!”




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PROGETTO “INCONTRIAMOCI IN PIAZZA”


  PRIMA SEZIONE:
  a) La premessa ………… …..pag 2

  b) Perché la piazza?…………………..,pag 3

  SECONDA SEZIONE:Gli incontri con le amiche e gli amici della Casa di
  Riposo di “Villa della Pace” di Stezzano (ANALISI DELLE FOTOGRAFIE
  SUPPORTATE DALLA FONTE ORALE E ALCUNE FONTI SCRITTE)

  a) 7 ottobre2008    il nostro primo incontro …….……………..pag.6

     -Resoconto del primo incontro…………………………..pag.10

  b) 10 ottobre 2008 la terza C alla Casa di Riposo ……………pag.26

   -Le fotografie del nostro archivio ………………….pag. 28

  c) 17 ottobre 2008 la terza C al suo secondo incontro……pag.41

  d) 24 ottobre 2008anche la terza D alla Casa di riposo ….pag.48




 TERZA SEZIONE:L’evoluzione del trasporto pubblico a Bergamo

  a)14 novembre 2008:visita al Museo del Trasporto A.T.B pag. 55

  b)La nostra striscia del tempo…………………………..pag.61

  c)”Raccontiamo noi…”………………………………………….pag. 63

  QUARTA SEZIONE:La storia della Piazza della Libertà raccontata dalle
  fotografie e dalla voce delle nonne e dei nonni
 a)La villa Maffeis (ora sede del Municipio)… …..pag.82

  b)La villa Moroni………………………………………………pag.84

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c)Il Monumento Ai Caduti ( ora in Piazza delle Rimembranze)…………pag.85

d)La guerra…………………………………………….pag.86
  “I loro nomi non sono sui libri di storia””…….pag.87

e) Il Monumento ai Caduti (nel cortile del Municipio). pag…..89

APPENDICE
IN QUESTA SEZIONE SONO RACCOLTI I LAVORI DELLE RAGAZZE E
DEI RAGAZZI FRUTTO DI UNA RIELABORAZIONE CONCLUSIVA DELLE
NOTIZIE STORICHE RACCOLTE.
a)Anche noi scultori…………………..….pag.93
b)Anche noi architetti………….….…..pag.96
c)Anche noi scrittori storici…….....pag. 102
d) Infine…..(libere rielaborazioni).pag. 120


      MATERIALI
             1. 22 FOTOGRAFIE ANTICHE DELLA PIAZZA DELLA
                LIBERTA‟ IN ORDINE CRONOLOGICO(vedi striscia del
                tempo)

             2. MAPPA DELLA PIAZZA DELLA LIBERTA‟ con corrispondenti
                fotografie attuali dei punti salienti della piazza)



          1. FONTI ORALI:
             RACCONTI DELLE NOSTRE AMICHE AMICI DELLA CASA DI
          RIPOSO “VILLA DELLA PACE “DI STEZZANO

          2. FONTI ICONOGRAFICHE:
          FOTOGRAFIE DI STEZZANO ANTICA MESSE A DISPOSIZIONE
          DAL GRUPPO ”STEZZANO LA STORIA” DI STEZZANO

          FOTOGRAFIE SCATTATE DAGLI ALUNNI/ALUNNE




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          3. FONTI SCRITTE:
           TESTI TRATTI DA”STEZZANO, IMMAGINI E RICORDI…”
          Edizioni Studio Clap ;
          “I LORO NOMI NON SONO SUI LIBRI DI STORIA”                 racconto
          messo a disposizione dalla Casa di Riposo              (1° Concorso
          Narrativo Regionale in RSA “Dalla Terza   Giovinezza , Racconti tra
          Fantasia e Realtà      )

 Ringrazio di cuore:
-Claudia e Barbara animatrici della Casa di Riposo, ancora una volta ottime
“compagne di viaggio”
-Il sig .Antonio Lamera del gruppo “Stezzano, la storia” che ci ha fornito le
fotografie antiche
-il sig. Gianni Scarfone,Direttore dell‟A.T.B .e la sua collaboratrice sig.ra
Elisabetta Olivari per la loro ospitalità
-il sig. Roberto Terzi architetto, dell‟Ufficio Tecnico presso il Municipio che
ci ha fornito la pianta della piazza della Libertà.
-Emanuela Valietti, sempre pronta a fornire la sua preziosa consulenza
informatica e non solo…..
-Nicoletta per il suo generoso contributo
-tutte le persone che hanno creduto in questo progetto
- ultimi ma primi per importanza le mie ragazze e i miei ragazzi , senza i quali
non sarei riuscita a realizzare tutto ciò.
   Silvia Nani




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