MESSINA_ BERLUSCONI IL DISASTRO
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Giovedì 3 Giugno 2010 - Anno XV - Numero 22 - Direttore Isabella Liberatori SOMMARIO 1 ATTUALITA’ 4 SOCIETA’ 6 ECONOMIA 8 EUROPA 9 SPORT 10 VISTI DA FUORI 12 MADE IN ITALY 13 REGIONI 16 ITALIA NEL MONDO 19 FARNESINA ATTUALITA’ ISRAELE, SONO LIBERI I SEI ATTIVISTI ITALIANI (Nove Colonne ATG) Roma - Giuseppe Fallisi, Angela Lano, Marcello Faraggi, Manolo Luppichini, Manuel Zani e Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin sono liberi. I sei attivisti italiani, fermati dopo il blitz israeliano contro la flottiglia umanitaria che portava aiuti umanitari per la striscia di Gaza, sono stati rilasciati e dopo essere saliti a bordo di un pullman nel centro di detenzione di Beer Sheva hanno raggiunto, sotto scorta, l'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Insieme agli italiani si sono messi in viaggio anche altri attivisti internazionali, caricati dalla polizia israeliana su un volo per la Turchia. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha confermato che per i 6 italiani “non ci sono problemi di salute”. Il titolare della Farnesina ha spiegato che “i nostri funzionari hanno visto e accompagnato i nostri connazionali in aeroporto”. Frattini ha poi affermato che “questa vicenda non si deve ripercuotere sul processo di pace” ricordando che “gli sforzi per la pace sono ora la parola d'ordine”. Il ministro ha poi sottolineato che “siamo stati il primo ed unico paese europeo quando c'era ancora la crisi in atto a portare dei beni fino alla frontiera di Gaza”, aggiungendo che tutto ciò che c‟era da fare “lo abbiamo fatto, lo facciamo, e lo faremo”. Papa Benedetto XVI, al termine dell‟udienza generale, ha rivolto un appello “a quanti hanno responsabilità politiche a livello locale e internazionale perché ricerchino soluzioni giuste attraverso il dialogo in modo da garantire alle popolazioni dell'area migliori condizioni di vita, in concordia e serenità”. “Ancora una volta – aggiunge il pontefice - ripeto con animo accorato che la violenza non risolve le controversie ma ne accresce le drammatiche conseguenze e genera altra violenza”. Il governo turco ha invitato a ristabilire un clima sereno, affinché “la rabbia lasci spazio alla calma”. Le autorità turche hanno inoltre detto di essere pronte a normalizzare i rapporti con Israele, se quest‟ultimo revocherà il blocco della Striscia di Gaza. Dura la posizione del presidente dell‟Anp Abu Mazen, che ha giudicato l‟azione di Israele nelle acque internazionali come “terrorismo di Stato”. FESTA REPUBBLICA, NAPOLITANO: COSTITUZIONE FORZA PROPULSIVA (NoveColonne ATG) Roma - “Abbiamo vissuto anni non sempre facili, anni di duro lavoro resi però fecondi dalla forza propulsiva dei valori della nostra Carta Costituzionale: democrazia, libertà, eguaglianza, giustizia”: questo il messaggio inviato dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano al capo di Stato maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini, in occasione della Festa della Repubblica. Il Presidente ha ripercorso le origini della Repubblica Italiana, ringraziando le forze armate, che nel corso degli anni ne hanno accompagnato la crescita: “Nel celebrare il 64esimo anniversario della Repubblica Italiana raccolto dinanzi al mausoleo del Milite Ignoto, il mio primo deferente pensiero va ai militari di ogni arma, grado e specialità che hanno perso la vita nell'adempimento del dovere al servizio della Patria. Il 2 giugno del 1946 – prosegue Napolitano - ha avuto inizio un periodo nuovo e straordinario nella storia dello stato nazionale unitario”. Il Presidente, che ha reso omaggio alla Tomba del Milite ignoto ed ha assistito alla parata militare ai Fori Imperiali, ha parlato del futuro dell‟Italia che dovrà essere “soggetto protagonista della comunità internazionale e di un‟Europa che è chiamata a rafforzare la sua unità”. “In un mondo sempre più interdipendente – sostiene Napolitano -, non potrà esservi vera sicurezza se permarranno focolai di minaccia; non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell'umanità sarà costretta a vivere nell‟indigenza. Dobbiamo lavorare insieme – conclude il Capo dello Stato - per la sicurezza e il benessere comune: insieme in Italia, insieme in Europa”. Alla mattinata di celebrazioni sono intervenuti anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente del Senato Renato Schifani, che ha ricordato l‟importanza delle forze armate: “Un pensiero ai nostri militari impegnati all'estero e soprattutto ai nostri caduti. Oggi più che mai non possiamo esimerci dal ricordare il loro sacrificio e il loro spirito di abnegazione”. La seconda carica dello Stato ha sottolineato che “è grazie al loro sacrificio che abbiamo potuto garantire e continuiamo a garantire la pace e la sicurezza anche all'interno del nostro Paese contro il terrorismo internazionale”. Il presidente della Camera Gianfranco Fini si è recato invece a Herat, in Afghanistan, in visita presso il contingente italiano. Dopo aver deposto una corona d‟alloro al monumento commemorativo per militari italiani caduti in Afghanistan, Fini ha detto di essere “orgoglioso di portare ai nostri militari in Afghanistan il sostegno di tutto il nostro popolo”. In occasione della Festa della Repubblica sono giunti anche gli auguri degli Stati Uniti: il sottosegretario di Stato dell‟amministrazione Obama Hillary Clinton si è congratulata “con il popolo italiano che celebra la 64esima Festa della Repubblica”, ribadendo che i due paesi sono uniti dalla “condivisione di valori che stanno alla base della nostra alleanza, come la libertà, l'uguaglianza, il rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto”. Strascico polemico nelle parole di Gianni Alemanno, sindaco di Roma, che nel constatare l‟assenza dei ministri leghisti ha parlato di un “brutto segnale”, sottolineando però che “quello che conta è che l‟83% degli italiani è orgoglioso di far parte di un'unica grande nazione”. INTERCETTAZIONI, FINI: DUBBI SU TESTO ARRIVATO AL SENATO (NoveColonne ATG) Roma - “Ho dubbi sul testo al Senato del ddl sulle intercettazioni”. Queste le parole del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha citato in particolare la norma transitoria, - che consente di applicare le nuove norme ai procedimenti in corso – sostenendo che sia “in contrasto con il principio di ragionevolezza”. “Mi inquieta un po‟ – ha aggiunto il presidente della Camera – anche il limite di tempo. Io non so se i 75 giorni sono un numero giusto o sbagliato: ma se si capisce che il giorno successivo al 75° accade qualcosa non si può continuare?”. Ma alla fine il limite rimarrà nel ddl. Per Fini “non si può perciò usare la mannaia” ma bisogna anzi affrontare “queste questioni che non sono state valutate bene specialmente dalla maggioranza. Se i deputati alla Camera lo riterranno necessario si potrà intervenire”. Il presidente della Camera ribadisce che il ddl sulle intercettazioni è necessario, in particolare a causa dell‟uso “eccessivo” che è stato fatto di questo strumento: “Non sposo la tesi di chi dice che la legge non serve. – spiega Fini –. Basta pensare che le spese per le intercettazioni in Italia sono cinque volte maggiori di quelle degli Stati Uniti d‟America”. L‟ex leader di An critica anche “l‟effetto strascico, che porta ad ascoltare cose non attinenti all‟indagine”, ma bisogna evitare, aggiunge, “di usare la scimitarra, che va bene nei comizi” usando, invece, “il fioretto”. Per questi motivi è necessario un intervento ma “sul testo arrivato oggi al Senato – conclude il presidente della Camera – ho dei dubbi”. Critico sulle parole di Gianfranco Fini il presidente del Senato, Renato Schifani: “Da quando sono presidente del Senato – afferma – non mi sono mai occupato di dare valutazioni politiche sul merito di argomenti all‟esame di questo ramo del Parlamento. Il ruolo del presidente del Senato è quello di essere garante delle regole e dei diritti della maggioranza e dell‟opposizione. È un dovere di terzietà. Men che meno mi sognerei di dare giudizi politici o di merito su argomenti all‟esame dell‟altro ramo del Parlamento”. A riaccendere la polemica interna al Pdl contribuisce anche il ministro dei Beni culturali e coordinatore del partito, Sandro Bondi: “Mi chiedo non se sia corretto ma se sia utile e ragionevole che il presidente della Camera esprima un giudizio politico nel merito di un provvedimento nel mentre lo si sta discutendo nell‟aula del Senato”. PEDOFILIA, BAGNASCO: ANCHE IN ITALIA POSSIBILI COPERTURE (NoveColonne ATG) Roma - Anche nella Chiesa italiana potrebbero esserci state delle coperture di casi di pedofilia. Ad ammetterlo è il cardinale Angelo Bagnasco, che non ha escluso omissioni dei vescovi su denunce a carico di preti pedofili ma ha affermato con forza che se verranno accertate “coperture di abusi sessuali anche in Italia, il giudizio della Chiesa è quello noto: si tratta di una cosa sbagliata che va corretta e superata". Bagnasco ha anche ricordato che “la pedofilia è un peccato terrificante che riguarda tutta la società e la Chiesa fa parte della società”. Per combattere il fenomeno dal proprio interno, poi, la Chiesa continuerà ad affidarsi ai propri vescovi sul territorio senza ricorrere all‟istituzione di una commissione specifica su questo tema. Il cardinale, poi, rispondendo a una sollecitazione dei giornalisti, ha detto di non essere in grado in questo momento di fornire maggiori dettagli sui circa cento procedimenti canonici avviati contro preti sospettati di pedofilia negli ultimi dieci anni in Italia, né tantomeno di dare un numero alle possibili vittime. Il presidente della Cei, però, ha raccontato di una sua esperienza personale, l‟unico caso di presunta pedofilia che si è trovato a dover gestire durante tutta la sua carriera ecclesiastica, nel periodo in cui era responsabile della diocesi di Pesaro: ''Mi era stata segnalata una situazione e ho dovuto verificare l'attendibilità di un'accusa che, dopo una valutazione puntuale e attenta, è risultata inconsistente. E anche la Congregazione per la dottrina della fede, a cui era stato segnalato il caso, aveva deciso di non procedere''. Bagnasco ha affrontato anche i temi dell‟agenda politica ed economica del Paese, senza tuttavia entrare nel merito della manovra finanziaria che il Parlamento si appresta a varare. Di fronte a una situazione economica difficile come quella attuale, la Cei chiede un‟attenzione particolare alle famiglie e alle piccole e medie imprese: "Un grande affanno – ha sottolineato Bagnasco - si avverte nelle famiglie che hanno difficoltà a sopravvivere” e questo si ripercuote anche in un calo demografico che l‟alto prelato non esita a definire “suicidio”. Parole di comprensione e vicinanza, e una richiesta di sostegno, anche per tutti quegli imprenditori che “soffrono spesso fino al crollo personale e che altrove non ottengono sufficienti aiuti”. REGIONI, LA CONFERENZA CONFERMA ERRANI PRESIDENTE (NoveColonne ATG) Roma - La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, chiamata a rinnovare gli assetti dopo il voto di fine marzo, ha scelto di rieleggere Vasco Errani alla guida del parlamentino delle Regioni. I presidenti delle Regioni si sono confrontati per arrivare ad una posizione comune sulla manovra del governo e sull'utilizzo dei fondi per le aree sottutilizzate per colmare debiti sanitari nelle regioni con i conti in rosso. A dare per prima la notizia della riconferma di Errani è stata Renata Polverini lasciando la sede di via Parigi. Il governatore del Lazio, parlando della nuova finanziaria, ha detto: "Si tratta di una manovra eccessivamente pesante, che penalizza fortemente le Regioni che dovranno pagare oltre la metà dei 24 miliardi del provvedimento varato dal Cdm". Conferma anche per la vicepresidenza con Michele Iorio, governatore del Molise. Tra le novità la nomina del nuovo ufficio di presidenza, composto dai rappresentanti di Lombardia, Molise, Basilicata e Calabria e che vedrà l'ingresso di diritto del coordinatore delle regioni a Statuto speciale. Positivi i commenti per il lavoro svolto, di "occasione per dare un segnale di tranquillità, di distensione e dialogo tra le parti politiche" parla il governatore del Veneto, Luca Zaia, che commenta l'elezione di Vasco Errani sottolineando "la linea della continuità" e "il buon lavoro" svolto dal presidente dell'Emilia-Romagna e "la sua posizione super partes". Di continuità, “anche nel modo di fare il presidente” parla lo stesso Errani. A sollecitare la conferma del governatore dell‟Emilia Romagna alla presidenza della Conferenza delle Regioni sarebbe stato anche il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, che specifica: “Ne ho parlato con il premier Berlusconi e con il ministro Bossi all‟inizio di aprile”. La rielezione all'unanimità conferma comunque che a pensarla così erano in molti. “L‟abbiamo sostenuto dall'inizio, pensiamo sia la persona giusta, è un uomo di capacità che sa fare bene il ruolo di mediazione” ha detto il presidente del Veneto, Roberto Cota. Nei prossimi mesi le regioni si dovranno confrontare su temi importanti e trovare soluzioni di compromesso di fronte alle richieste del governo per la parte attuativa della manovra Finanziaria. “Come sempre - spiega il vice presidente Iorio - ci assumeremo le responsabilità per il taglio delle spese inutili, ma nello stesso tempo non transigeremo nell‟accettare ipotesi che portino ad una riduzione della qualità e della quantità dei servizi che dobbiamo offrire ai nostri cittadini”. “Il risultato unitario di oggi - ha aggiunto Iorio - evidenzia un buon lavoro fatto negli scorsi anni in sede di Conferenza per difendere gli interessi di tutte le Regioni e dei loro cittadini. Abbiamo mantenuto sempre un atteggiamento collaborativo con il governo e gli altri enti locali, non rinunciando mai alle nostre prerogative e responsabilità”. SOCIETA’ LOS ANGELES ATTENDE L’E3, IL FUTURO SI METTE IN VETRINA (NoveColonne ATG) Roma - Se il cinema ha la sua notte degli Oscar i videogame hanno l‟E3 di Los Angeles: dietro questa sigla, acronimo di Electronic Entertainment Expo, si nasconde infatti la più importante fiera mondiale dedicata all‟intrattenimento video ludico, vero e proprio must annuale per gli appassionati che, in soli tre giorni, hanno modo di vedere tutto ciò che giocheranno nei mesi a seguire. La fiera, nata nel 1995, si tiene quest‟anno dal 15 al 17 giugno nell‟ormai consueta e mastodontica location del Convention center di Los Angeles, dove arriveranno delegazioni dei più importanti produttori mondiali di software e hardware: Activision, Capcom, Electronic Arts, Konami, LucasArts, Sega, Take-Two e ovviamente Sony, Microsoft e Nintendo. OCCUPAZIONE FEMMINILE, SI ACCENTUA IL DIVARIO TRA NORD E SUD (NoveColonne ATG) Roma - Il divario Nord-Sud, per quanto riguarda la dinamica dell'occupazione femminile, dal 2003 ad oggi è aumentato “in misura considerevole”, al punto che “l‟analisi economica deve necessariamente fare riferimento ad almeno due realtà distinte: da una parte il Centro-Nord, omogeneo al contesto dell‟Unione Europea, dall‟altra il Mezzogiorno che, in assenza di politiche efficaci, capaci di incidere sul tessuto socio-cultuale prima ancora che su quello economico, pare destinato ad una deriva spontanea verso le economie più arretrate dell‟Africa mediterranea”. Questa l‟analisi contenuta nel rapporto sul Mezzogiorno 2010 dell‟Ires e presentata oggi a Caserta dalla direttrice Giovanna Altieri nel corso dell‟iniziativa nazionale su “Donne e Mezzogiorno”. Secondo l‟istituto di ricerca della Cgil “la differenza territoriale tra tassi di attività, se letta per titolo di studio, è particolarmente rilevante nella componente a basso livello di scolarità. La partecipazione femminile tra le non scolarizzate del Sud (fino alla licenza media) raggiungeva nel 2008, nella fascia di età tra i 30 e i 49 anni, un magro 25%, contro il 63% del Nord ed il 51% del Centro”. Questo dato, “più che riflettere i diversi orientamenti culturali chiama in causa ambiti e qualità delle occasioni di lavoro offerte alle donne meridionali a basso livello di scolarità: quando ad un‟occupazione modesta e insicura - rileva il rapporto Ires - corrisponde una retribuzione insufficiente a compensare il reddito equivalente al lavoro domestico e di cura a cui si rinuncia e quando il sistema di welfare non garantisce i servizi minimi di sostegno alla famiglia, non deve sorprendere lo scoraggiamento che induce molte donne a ritirarsi dal mercato, soprattutto dopo la nascita di un figlio”. ADOZIONI, NO DELLA CASSAZIONE A COPPIE RAZZISTE (NoveColonne ATG) Roma - Chi decide di adottare un bambino non può fare discriminazioni legate all‟etnia del piccolo. Niente bambini, dunque, alle coppie di aspiranti genitori che, nelle procedure delle adozioni internazionali, comunicano al giudice di voler adottare solo minori di determinati popoli. A stabilirlo è la Cassazione: “Il decreto di idoneità all‟adozione pronunciato dal tribunale dei minorenni ai sensi dell‟articolo 30 della legge numero 184 del 1983 e successive modifiche - si legge infatti nella sentenza delle Sezioni unite civili - non può essere emesso sulla base di riferimenti all‟etnia dei minori adottandi, né può contenere indicazioni relative a tale etnia”, ove tali “discriminazioni - spiegano ancora gli ermellini – siano espresse dalla coppia di richiedenti, esse vanno apprezzate dal giudice di merito nel quadro della valutazione dell‟idoneità degli stessi all‟adozione internazionale”. Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi “la sentenza della Cassazione contro le coppie „razziste‟ è corretta”: “Questa sentenza – spiega Giovanardi - da un lato ribadisce che un atto pubblico non può avallare una posizione di discriminazione razziale, dall‟altro si fa anche carico delle procedure complesse attraverso le quali, anche per mezzo dei servizi sociali e dei tribunali per i minorenni, la coppia si orienta ad adottare uno o più bambini in un determinato Paese senza che questo comporti un giudizio negativo rispetto ad altri Paesi”. Il ricorso era stato sollevato dalla procura generale della Cassazione sulla base di un‟istanza avanzata dall‟Ai.Bi., dopo che il tribunale per i minorenni di Catania aveva dichiarato idonea una coppia siciliana che aveva dichiarato di non essere disponibili ad accogliere “bambini di pelle scura o diversa da quella tipica europea”. L‟Ai.Bi., associazione Amici dei Bambini, è un‟organizzazione non governativa costituita da un movimento di famiglie adottive e affidatarie che da anni lotta contro i decreti razzisti. La Corte, sottolineando che “l‟interesse superiore del minore” è “criterio guida cui deve uniformarsi ogni percorso decisionale” relativo ai bambini e che “il bisogno di genitorialità dal quale nasce l‟iniziativa del rapporto adottivo deve coniugarsi con l‟accettazione dell‟identità e della diversità del minore, nell‟ottica del perseguimento dei diritti fondamentali di questo”, osserva che “l‟esigenza di rispetto dei diritti fondamentali del minore impedisce che possa legittimarsi con un provvedimento della pubblica autorità” una “selezione” basata su discriminazioni etniche. “Il relativo divieto - si legge nella sentenza – trova fondamento in una serie di disposizioni costituzionali, internazionali e interne che formano un sistema compiuto di protezione di tali diritti”. Le sezioni unite civili, infine, pongono l‟attenzione sull‟“esigenza di un percorso di formazione dei nuclei familiari” che intraprendono la procedura di adozione internazionale: servizio sociale ed enti preposti devono guidare “la coppia verso una più profonda consapevolezza del carattere solidaristico e non egoistico, della scelta dell‟adozione”. DISOCCUPAZIONE, ISTAT: MENO 307 MILA POSTI IN UN ANNO (NoveColonne ATG) Roma - In Italia la disoccupazione avanza, con un tasso che ad aprile è arrivato all‟8,9 per cento, 0,1 per cento in più rispetto a marzo e 1,5 punti percentuali superiore ad aprile 2009. A rivelarlo sono le stime mensili diffuse dall‟Istat su occupati e disoccupati relative ad aprile 2010. Uno dei dati più significativi che emerge dai numeri forniti dall‟istituto di statistica è quello sulla disoccupazione giovanile: 29,5 per cento, con un aumento dell‟1,4 per cento sul mese precedente e del 4,5 rispetto ad aprile 2009. Il numero complessivo di occupati ad aprile 2010 è pari a 22 milioni 831 mila unità (dati destagionalizzati), in aumento dello 0,2 per cento (più 56 mila unità) rispetto a marzo e inferiore dell‟1,3 per cento (meno 307 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Il tasso di occupazione è pari al 56,9 per cento, in aumento, rispetto a marzo, di 0,1 punti percentuali, ma ancora inferiore di 0,9 punti percentuali rispetto ad aprile dell‟anno precedente. Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta pari a 2 milioni 220 mila unità, in crescita dell‟1 per cento (più 21 mila unità) rispetto al mese precedente e del 20,1 per cento (più 372 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Il numero di inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni è pari a 14 milioni 810 mila unità, con una riduzione dello 0,5 per cento (meno 76 mila) rispetto a marzo 2010 e un leggero aumento dello 0,1 per cento (più 9 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Il tasso di inattività è pari al 37,5 per cento (meno 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e meno 0,1 su aprile 2009). Ad aprile l‟occupazione maschile è rimasta invariata rispetto al mese precedente (13 milioni 613 mila) ed è in calo dell‟1,9 per cento (meno 263 mila unità) rispetto ad aprile 2009. L‟occupazione femminile, invece, conta 9 milioni 218 mila unità, in aumento dello 0,7 per cento (più 61 mila unità) rispetto a marzo ma in calo dello 0,5 per cento (meno 44 mila) rispetto ad aprile 2009. Il tasso di occupazione maschile risulta pari al 67,6 per cento, invariato nell‟ultimo mese e in calo di 1,4 punti percentuali negli ultimi dodici mesi. Quello femminile è pari al 46,1 per cento, con un aumento di 0,3 punti percentuali rispetto a marzo ma in calo di 0,4 punti percentuali rispetto ad aprile 2009. La disoccupazione maschile raggiunge, ad aprile, un milione 190 mila unità, in aumento del 2,7 per cento (più 31 mila unità) rispetto al mese precedente e del 27,6 per cento (più 257 mila) rispetto allo stesso mese dell‟anno precedente. Il numero di donne disoccupate è un milione 29 mila unità, con un calo dello 0,9 per cento rispetto a marzo (meno10 mila) e un aumento del 12,5 per cento rispetto ad aprile 2009 (più 115 mila). Il tasso di disoccupazione maschile è uguale all‟8 per cento, in crescita sia rispetto a marzo (più 0,2) sia rispetto ad aprile 2009 (più 1,7). Il tasso di disoccupazione femminile è del 10 per cento, in calo rispetto a marzo (meno 0,1) ma in aumento rispetto al mese di aprile 2009 (più 1,1). Gli uomini inattivi sono pari, ad aprile, a 5 milioni 179 mila unità (meno 0,6 per cento rispetto al mese precedente), in aumento su base annua dello 0,5 per cento (più 23 mila unità). Le donne inattive, infine, sono 9 milioni 631 mila, con una riduzione congiunturale dello 0,4 per cento (meno 43 mila unità) e una tendenziale dello 0,2 per cento (meno 15 mila). GLI AZZURRI AMANO VASCO E LIGABUE MA LA HIT E' “UN’ESTATE ITALIANA" (NoveColonne ATG) Roma - Gli artisti italiani più amati dalla nostra nazionale di calcio? Vasco e Ligabue. La canzone che più rappresenta lo spirito mondiale? “Un‟estate italiana” di Gianna Nannini ed Edoardo Bennato. Sono questi i risultati di un sondaggio ideato da Radio Italia e realizzato in collaborazione con Samsung Electronics Italia che, attraverso la Figc, hanno chiesto ai giocatori e a tutto lo staff della nazionale di stilare una playlist di artisti preferiti e di canzoni italiane che meglio esprimono senso di appartenenza, emozione, carica ed entusiasmo. Il risultato? Maggioranza di voti per i due rocker emiliani, 13 a pari merito, seguiti da Jovanotti con 8 voti e in ordine Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Negramaro. Nella lista di cantanti figurano anche Renato Zero, Gianna Nannini, Elisa, Adriano Celentano, Lucio Battisti, Tiziano Ferro, gli Stadio, Piero Pelù, Gianluca Grignani, Giorgia. “Un‟estate italiana” di Gianna Nannini ed Edoardo Bennato è la canzone più ascoltata dai giocatori della nazionale italiana che inseriscono nella playlist brani significativi come “Il giorno dei giorni”, “Una vita da mediano” e “Certe notti” di Ligabue, “Siamo solo noi” di Vasco, “Meraviglioso” dei Negramaro e “Si può dare di più” del trio Morandi-Ruggeri- Tozzi. Le preferenze musicali dei giocatori della nazionale sono state raccolte in un lettore Mp4 touch screen con display da 16 milioni di colori e interfaccia Beat DJ, consegnato alla squadra e allo staff Figc in occasione dello Sponsor Day della nazionale a Sestriere. “Una colonna sonora tutta italiana che accompagnerà la formazione azzurra e tutto il team coinvolto nei Mondiali nella nuova avventura sportiva – hanno commentato Mario Volanti, presidente ed editore del Gruppo Radio Italia e Sandro Sciaky, strategic marketing director di Samsung Electronics Italia - il frutto di una fortunata collaborazione tra Radio Italia, partner musicale ufficiale ed esclusiva della Figc e della nazionale, e Samsung, partner ufficiale della Figc”. ECONOMIA RETRIBUZIONI, ISTAT: AD APRILE +2,4% ANNUO (NoveColonne ATG) Roma - Ad aprile le retribuzioni contrattuali orarie hanno presentato un incremento dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 2,4% rispetto ad aprile 2009. Lo rileva l‟Istat, sottolineando che l‟aumento registrato nel periodo gennaio-aprile 2010, in confronto al corrispondente periodo dell‟anno precedente, è del 2,3%. “La variazione congiunturale dello 0,3% dell‟indice orario delle retribuzioni contrattuali registrata nel mese di aprile – spiega l‟Istat - è il risultato dell‟applicazione di diverse clausole contrattuali”. Nel mese di aprile, a fronte di una variazione tendenziale media di + 2,4%, gli incrementi più elevati si osservano per alimentari, bevande e tabacco (5,2%), regioni e autonomie locali e servizio sanitario nazionale (4% per entrambi), commercio (3,9%) Gli incrementi minori riguardano ministeri, scuola, forze dell‟ordine e militari difesa (per tutti la variazione è dello 0,3%). La variazione è, invece, nulla per l‟agricoltura. Alla fine di aprile – rileva sempre l‟istituto di statistica - i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore relativamente alla sola parte economica riguardano il 55,1% degli occupati dipendenti: a essi corrisponde una quota del 53,8% del monte retributivo. Relativamente all‟insieme dei contratti monitorati dall‟indagine nel mese di aprile – spiega l‟Istat - si registra nell‟industria sia il recepimento dell‟accordo dell‟edilizia, sia la contestuale scadenza di otto accordi. Conseguentemente, alla fine di aprile risultano in vigore 31 contratti, che regolano il trattamento economico di circa 7,2 milioni di dipendenti; a essi corrisponde un‟incidenza in termini di monte retributivo pari al 53,8%. Per contro, risultano in attesa di rinnovo 47 accordi, relativi a circa 5,9 milioni di dipendenti e al 46,2% del monte retributivo totale. La quota di contratti nazionali vigenti – sottolinea L‟Istat - è molto differenziata a livello settoriale: nel mese di aprile si rilevano quote di copertura dell‟81,1% per l‟industria, del 69,1% per i servizi privati e del 6,5% per l‟agricoltura. Nel settore della pubblica amministrazione tutti i contratti a partire da gennaio sono scaduti e, pertanto, la copertura è nulla. Ove non avvenissero rinnovi - spiega l‟Istat - la quota (in termini di monte retributivo contrattuale rispetto al totale osservato nel dicembre 2005) dei contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore osservata ad aprile si manterrebbe costante per i successivi due mesi, scenderebbe al 53,3% a luglio e al 51,6% alla fine del semestre. L‟indice delle retribuzioni orarie contrattuali per l‟intera economia, proiettato per l‟anno 2010 in base alle sole applicazioni previste dai contratti in vigore alla fine di aprile, registrerebbe un incremento dell‟1,9%. Con riferimento al semestre maggio-ottobre 2010, in assenza di rinnovi il tasso di crescita tendenziale dell‟indice generale diminuirebbe progressivamente dal 2,4% di maggio all‟1,3% di ottobre. Ad aprile, relativamente all‟intera economia, la quota di dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 44,9%, lievemente superiore a quella di marzo (43,2%) e molto più elevata rispetto ad aprile 2009 (18,2%). I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto ad aprile sono in media 8,5, in aumento rispetto a marzo (8,2) e in netto calo rispetto a un anno prima (16,2). L‟attesa media distribuita sul totale dei dipendenti è di 3,8 mesi, un valore superiore a quello di marzo (3,5 mesi) e a quello di aprile 2009 (3 mesi). INDUSTRIA: PREZZI PRODUZIONE APRILE +1%, +3,1% ANNO (NoveColonne ATG) Roma - Ad aprile l‟indice totale dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali è aumentato dell‟1 per cento rispetto al mese precedente e del 3,1 per cento rispetto ad aprile 2009. Nel confronto tra la media degli ultimi tre mesi (periodo febbraio-aprile) e quella dei tre mesi precedenti l‟indice è aumentato dell‟1,3 per cento. L‟indice relativo ai prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno ha registrato un incremento congiunturale dell‟1,2 per cento e un incremento tendenziale del 3,2 per cento. Nella media degli ultimi tre mesi l‟indice è aumentato dell‟1,4 per cento rispetto alla media dei tre mesi precedenti. Per i beni venduti sul mercato estero l‟indice ha segnato un aumento dello 0,6 per cento in termini congiunturali e del 2,6 per cento in termini tendenziali. Nella media degli ultimi tre mesi l‟indice è cresciuto dell‟1,3 per cento rispetto ai tre mesi precedenti. Ad aprile l‟indice dei prezzi dell‟insieme dei prodotti industriali (venduti sui mercati interno ed estero) ha registrato, rispetto a marzo, variazioni positive per beni di consumo (più 0,1 per cento), per i beni intermedi (più 1,5 per cento) e per l‟energia (più 2,6 per cento); la variazione risulta nulla per i beni strumentali. Nel confronto tra aprile 2010 e lo stesso mese dell‟anno precedente, l‟indice è diminuito dello 0,6 per cento per i beni strumentali ed è aumentato dello 0,1 per cento per i beni di consumo, del 2,9 per cento per i beni intermedi e del 14,0 per cento per l‟energia. Nel confronto tendenziale relativo alla media gennaio-aprile, si registrano variazioni negative per i beni di consumo (meno 0,3 per cento) e per i beni strumentali (meno 0,7 per cento), positive per i beni intermedi (più 0,2 per cento) e per l‟energia (più 8,6 per cento). Ad aprile, l‟indice dei prezzi dei prodotti industriali venduti sul mercato interno (tabella 2) ha registrato, in termini congiunturali, variazioni positive per i beni di consumo (più 0,3 per cento), per i beni strumentali (più 0,1 per cento), per i beni intermedi (più 1,7 per cento) e per l‟energia (più 2,3 per cento). Nel confronto tra aprile 2010 e lo stesso mese dell‟anno precedente, l‟indice è aumentato dello 0,1 per cento per i beni di consumo, del 3,4 per cento per i beni intermedi e dell‟11,1 per cento per l‟energia, mentre è diminuito dello 0,3 per cento per i beni strumentali. Nel confronto relativo al periodo gennaio-aprile, le variazioni tendenziali sono risultate negative per i beni di consumo (meno 0,3 per cento) e per i beni strumentali (meno 0,7 per cento), mentre sono risultate positive per i beni intermedi (più 0,8 per cento) e per l‟energia (più 6,2 per cento). EUROPA GERMANIA: PRESIDENTE SI DIMETTE DOPO FRASI SU AFGHANISTAN (NoveColonne ATG) Roma - Il presidente della repubblica tedesca, Horst Koehler, si è dimesso dopo le polemiche scatenatesi in seguito alle sue controverse affermazioni sull‟impegno del contingente tedesco nelle missioni militari in Afghanistan, giustificandolo con la necessità di proteggere gli interessi commerciali della Germania all‟estero. “Mi dispiace che i miei commenti abbiano portato a un „misunderstanding‟ su una questione importante e difficile per la nostra nazione” ha affermato Koehler in una breve dichiarazione nella quale ha inoltre spiegato che sono state le critiche espresse nei suoi confronti, le quali hanno rappresentato una “mancanza di rispetto per la funzione” da lui ricoperta, ad averlo spinto alle dimissioni. “Un Paese delle nostre dimensioni, concentrato sull‟export e quindi sulla dipendenza dal commercio estero, deve rendersi conto che gli sviluppi militari sono necessari in un‟emergenza per proteggere i nostri interessi – aveva detto il presidente Koehler in una intervista alla radio pubblica Deutschlandfunk dopo una visita al contingente tedesco in Afghanistan –, ad esempio per quanto riguarda le rotte commerciali o per impedire instabilità regionali che potrebbero influire negativamente sul nostro commercio, sull‟occupazione e sui redditi”. Negli ultimi giorni la posizione del capo dello Stato era stata criticata duramente sia dall‟opposizione che dagli esponenti della coalizione (Cdu-Csu, Fdp) guidata dalla cancelliera Angela Merkel. Anche il ministro della Difesa tedesco, Karl-Theodor zu Guttenberg, aveva preso le distanze dal presidente Koehler, che era stato eletto per un secondo mandato solo un anno fa. Durissime anche le parole del costituzionalista Ulrich Preuss, il quale aveva definito “estremamente irritanti” le dichiarazioni del presidente Koehler, dalle quali “traspare un accento imperiale, che ricorda gli imperialisti inglesi del XIX secolo, che difendevano con gli stessi argomenti la loro dominazione dei mari”. Anche la reazione del presidente della commissione Esteri del Bundestag, Puprecht Polenz (Cdu), era stata di forte imbarazzo, poiché il presidente della Repubblica si era “espresso in modo un po‟ ambiguo”, aggiungendo inoltre che Koehler “per dirla in maniera prudente, non ha usato una formulazione felice”. MEDIO ORIENTE: E’ CRISI DIPLOMATICA TRA ISRAELE E TURCHIA (NoveColonne ATG) Roma - È grave la crisi diplomatica tra Israele e la Turchia. L‟uccisione da parte dell‟esercito israeliano di una decina di civili che viaggiavano a bordo di una delle navi della Freedom Flotilla diretta a Gaza per portare aiuti umanitari alla popolazione, è stata definita dal ministero degli Esteri turco “una azione deprecabile, condotta in acque internazionali in grave violazione del diritto internazionale e può causare danni alle nostre relazioni a cui sarà impossibile rimediare”. Ancora più duro il commento del primo ministro di Ankara Recep Tayyip Erdogan che ha interrotto una visita ufficiale in America latina e sulla via del ritorno ha definito l‟assalto israeliano “un atto di terrorismo di Stato”. Molte delle vittime tra i cooperanti civili sono di nazionalità turca, così come turca è la nave della Freedom Flotilla vittima dell‟attacco, la "Mavi Marmara". La protesta di Ankara è stata immediata. L‟ambasciatore israeliano Gaby Levy è stata convocato per condannare quanto accaduto ma soprattutto per chiedere l‟immediato rilascio dei civili turchi rimasti feriti nell‟assalto. Il governo turco ha poi richiamato il proprio ambasciatore in Israele e interrotto i rapporti diplomatici con Tel Aviv, annullando come prima cosa tre manovre militari congiunte in programma da tempo. I rapporti tra i due Paesi, un tempo alleati strategici nell‟area mediorientale, hanno cominciato a deteriorarsi dopo la guerra a Gaza, nel 2008, e oggi sembrano definitivamente compromessi. Ne è convinta anche la stampa israeliana. Il quotidiano Ha‟aretz ha pubblicato un editoriale nel quale si sottolinea che “la Turchia ha molte opzioni e tutte potrebbero influenzare negativamente Israele”. Secondo fonti turche citate da Ha‟aretz, il governo di Ankara starebbe mettendo a punto i prossimi passi da compiere in seguito all‟attacco israeliano e tra le opzioni possibili, secondo il quotidiano, ci sarebbe anche una azione legale contro Israele per violazione del diritto internazionale e negoziati diretti con l‟Egitto per convincere il governo del Cairo ad aprire il valico di Rafah nella Striscia di Gaza e riconoscere il governo di Hamas. Il premier turco Erdogan ha chiesto la convocazione urgente della Nato perché l‟attacco si è svolto in acque internazionali. Intanto in Turchia sale la protesta della popolazione. Ad Istanbul migliaia di persone scese in strada per manifestare nei pressi del consolato israeliano. Proteste anche ad Ankara davanti alla residenza dell‟ambasciatore israeliano in Turchia Gaby Levi. MEDIO ORIENTE, ERDOGAN: ISRAELE DEVE ESSERE PUNITO (NoveColonne ATG) Roma - “Il comportamento di Israele deve essere assolutamente punito”: non usa mezzi termini il premier turco Tayyip Erdogan, condannando Israele per l‟attacco contro la flottiglia umanitaria internazionale, in cui sono rimasti uccisi quattro connazionali: “Nulla sarà più come prima nelle relazioni tra il nostro Paese e Israele” tuona Erdogan, aggiungendo che “nessuno deve mettere alla prova la pazienza della Turchia. È tempo per la comunità internazionale di dire basta. E l‟Onu non deve fermarsi davanti a una risoluzione che condanna Israele ma deve appoggiarla”. Intanto, Israele replica alla dichiarazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, che ha votato l‟apertura di un‟inchiesta internazionale sugli eventi, esprimendo profondo dispiacere “per la perdita di vite umane e per i feriti provocati dall‟uso della forza durante l'operazione militare israeliana in acque internazionali contro una flottiglia che stava navigando verso Gaza. Il Consiglio, in questo contesto – si legge nella dichiarazione -, condanna questi atti che sono sfociati nella perdite di almeno dieci civili e molti feriti, ed esprime le sue condoglianze alle famiglie”. “Ipocrita” e “precipitosa”, così il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Yigal Palmor, ha definito la posizione del Consiglio di sicurezza, perché “non ha lasciato un tempo di riflessione per considerare tutti i fatti” ed è stata frutto di “un riflesso condizionato basato unicamente su certe immagini televisive e su una certa dose di ipocrisia, non sulla conoscenza dei fatti”. SPORT F1: PASTICCIO RED BULL IN TURCHIA, DOPPIETTA MCLAREN (NoveColonne ATG) Roma - Sembrava una gara finita, già chiusa. A 17 tornate dal termine le due Red Bull stavano dominando incontrastate il Gran Premio della Turchia, settima prova del mondiale di Formula Uno, con le McLaren che inseguivano senza riuscire a dare la sensazione di poter stravolgere l‟ordine di arrivo. Mark Webber si stava avviando, per la terza volta consecutiva, a tagliare per primo il traguardo, seguito dal compagno, Sebastian Vettel. Anche la struttura del circuito, non proprio favorevole ai sorpassi, non pareva lasciare spazio a chissà quali sorprese o imprevisti. E invece, al 41° giro, accade l‟imponderabile. Il giovane tedesco, probabilmente frustrato dal dominio dell‟australiano, ha uno scatto d‟orgoglio e tenta un disperato sorpasso ai danni del compagno. L‟impatto è inevitabile. La spericolata manovra costa il primato a Webber, che viene sopravanzato sia da Lewis Hamilton che da Jenson Button, e la gara stessa a Vettel, costretto al ritiro. Il Gran Premio non è ancora finito e poco dopo anche le due frecce d‟argento vanno vicine allo scontro. Evidentemente, la lezione impartita dalle Red Bull non è stata imparata da Button, che tenta il tutto per tutto attaccando il compagno. Hamilton, però, è bravo a respingere l‟assalto e chiudere al comando, precedendo l‟ex pilota di Williams e Renault. La doppietta McLaren è servita. Webber, così, deve accontentarsi del terzo posto. Subito dopo il podio si piazzano le Mercedes di Michael Schumacher e Nico Rosberg e Robert Kubica su Renault. La ricorrenza degli 800 Gran Premi disputati non ha portato molta fortuna alle Ferrari. Anche Istanbul, infatti, è avara di soddisfazioni. Già le prove e le qualificazioni avevano fatto capire che, per le due Rosse, questo GP sarebbe stato tutto tranne che una passeggiata. Felipe Massa fallisce il quarto successo in terra turca, chiudendo settimo, e precedendo l‟ex campione del mondo, Fernando Alonso. Vanno a punti anche Adrian Sutil (Force India) e Kamui Kobayashi (BMW Sauber). Al termine della gara, nel box Red Bull non può che esserci insoddisfazione. Oltre il danno, per il team austriaco c‟è la beffa, rappresentata dalla perdita del primato nella classifica costruttori a vantaggio della McLaren, avanti di una sola lunghezza. L‟unico motivo per sorridere riguarda Webber: l‟australiano, con 93 punti cinque in più di Button, mantiene la leadership tra i piloti. Anche in casa Ferrari umore sotto i tacchetti. Nonostante l‟ennesima prova incolore, Fernando Alonso cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno: “I punti di oggi sono utili, ne avremmo voluti ottenere di più, è ovvio. Ero terzo in classifica, ora sono quarto: in fondo, siamo sempre lì. Non abbiamo la monoposto più veloce, eppure sono davanti a Vettel di un punto. Non stiamo andando così male”. Lo spagnolo, però, è realista e non nasconde le difficoltà che il Cavallino rampante sta incontrando in questa prima fase della stagione: “Red Bull e McLaren sono molto lontane, noi siamo al livello della Renault. E non è abbastanza. Avremo miglioramenti – continua il ferrarista - per il Canada e poi per Valencia avremo a disposizione un pacchetto più ricco. Sappiamo che McLaren e Red Bull sono molto lontane, dobbiamo lavorare sodo perché non sappiamo se le novità saranno sufficienti”. CALCIO, REAL PRESENTA MOURINHO: NON DIMENTICHERO’ MAI L’INTER (NoveColonne ATG) Madrid – “Non dimenticherò mai l‟Inter”. Nel giorno della sua presentazione ufficiale al Real Madrid, Josè Mourinho trova modo e voglia di ricordare e ringraziare la formazione nerazzurra, con la quale poco più di una settimana fa ha conquistato la Champions League. A pochi giorni di distanza lo Special One torna al Bernabeu, ma questa volta non lo fa in veste di ospite, bensì come padrone di casa. Il tecnico portoghese è giunto allo stadio accompagnato dal suo agente Jorge Mendes e in sala stampa dal dirigente “blanco” Jorge Valdano, che ha detto di “essere onorato di averlo al Real”. Poi la parola è passata all‟allenatore lusitano, che ha da subito spiegato le motivazioni che lo hanno portato in Spagna: “Sono stato attratto dal Real Madrid per la sua storia, per le frustrazioni degli ultimi anni e le prospettive di vittoria. La cosa più bella non sarà allenare il Real, ma vincere con questa squadra”. Mourinho, che ha firmato un quadriennale con la società madridista, ha fatto il punto sulla sua permanenza in Castiglia: “Tutti gli allenatori devono essere pronti per un eventuale esonero, ma con la paura non si lavora bene. Ho una grande autostima e fiducia in me stesso e credo che non sarò licenziato. Quattro anni saranno sufficienti per vincere, creare un gruppo con un‟identità e preparare il futuro”. L‟ex allenatore interista ha poi accennato al lavoro svolto dal suo predecessore Manuel Pellegrini: “Il suo esonero non mi ha fatto piacere, ma il calcio è così. Credo nei miei nuovi giocatori e penso che loro si fidino di me. Prometto che non cambierò, con le mie qualità e miei difetti”. Intervistato dai media iberici sulla sua fame di vittoria Mourinho ha indicato la strada, che porterà alla conquista della tanto desiderata “decima”: “Non prometto la Champions, ma il Real non dovrà avere paura dei sorteggi. Saranno i nostri avversari a dover avere paura. Non voglio vedere la paura negli spogliatoi del Real”. Il tecnico ha chiuso il suo intervento con una frase ormai celebre, che ha portato l‟Inter alla conquista dell‟Europa: “La Champions deve essere un sogno per il Real, non un‟ossessione”. VISTI DA FUORI LOS ANGELS TIMES: UCCISO NUMERO 3 DI AL QAEDA? (NoveColonne ATG) Roma - Si pensa che il numero tre nella linea di comando di Al Qaeda, nonché parente di Osama bin Laden, sia stata ucciso in Pakistan da un drone americano. Lo scrive il Los Angeles Times, spiegando che l‟egiziano Sheik Said Masri, noto anche come Mustafa Abu al Yazid, è considerato uno dei membri fondatori dell‟organizzazione terroristica ed ex tesoriere di Osama bin Laden. Come altri, Masri è stato dato per morto più volte in passato, ma questa volta diversi siti web di estremisti hanno confermato la notizia, rivelando che assieme a lui, nel raid, sarebbero morti anche la moglie, le tre figlie, la nipote e altre persone, tra cui donne e bambini. Sebbene gli ufficiali americani stiano cercando di minimizzare il rischio dell‟uccisione di civili innocenti, nel caso di Yazid hanno comunque deciso di sparare un missile provocando “vittime collaterali”. Solitamente, quando un leader muore, al Qaeda provvede subito a nominarne uno nuovo, ma questa volta sembra che la “sostituzione” non sia ancora avvenuta. L‟uccisione di Yazid segue infatti quella di altri due capi dell‟organizzazione Abu Laith al Libi, che ha perso la vita lo scorso dicembre, e Hussein Yemeni, morto in un attacco a marzo. AMNESTY: LACUNE GIUSTIZIA SONO CONDANNA PER MILIONI DI PERSONE (NoveColonne ATG) Roma - Nonostante il 2009 sia stato un anno fondamentale per la giustizia internazionale, le lacune esistenti nella giustizia globale sono state acuite dal potere della politica. È quanto affermato da Amnesty International, che ha presentato il Rapporto Annuale 2010. Nella sua analisi sulla situazione dei diritti umani nel mondo nel periodo gennaio - dicembre 2009, Amnesty International segnala violazioni in 159 paesi e punta il dito contro quei governi potenti che stanno bloccando i passi avanti della giustizia internazionale, ponendosi al di sopra delle norme sui diritti umani, proteggendo dalle critiche gli alleati e agendo solo quando politicamente conveniente. "La repressione e l'ingiustizia prosperano nelle lacune della giustizia globale, condannando milioni di persone a una vita di violazioni, oppressione e violenza" - ha dichiarato Christine Weise, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International, nel corso della presentazione del Rapporto annuale (pubblicato in Italia da Fandango Libri), che si è svolta presso l'Associazione della Stampa Estera di Roma. "I governi devono assicurare che nessuno si ponga al di sopra della legge e che ogni persona abbia accesso alla giustizia, per tutte le violazioni dei diritti umani subite. Fino a quando i governi non smetteranno di subordinare la giustizia agli interessi politici, la libertà dalla paura e dal bisogno rimarrà fuori dalla portata della maggior parte dell'umanità" - ha affermato Weise. L'organizzazione per i diritti umani ha pertanto rinnovato la richiesta ai governi di garantire che renderanno conto del loro operato, dare piena adesione alla Corte penale internazionale e assicurare che i crimini di diritto internazionale saranno sottoposti a procedimenti giudiziari ovunque nel mondo. Agli stati che rivendicano una leadership globale, tra cui quelli del G20, compete la responsabilità specifica di dare l'esempio. WALL STREET JOURNAL: MAREA NERA, GLI ERRORI DELLA BP (NoveColonne ATG) Roma - Una settimana prima che la Deepwater Horizon esplodesse, la British Petroleum aveva chiesto alle autorità regolatrici di approvare tre successivi cambiamenti al suo pozzo petrolifero nell‟arco di 24 ore. Lo scrive il Wall Street Journal citando le registrazioni effettuate dalle autorità che investigano sul disastro del Golfo del Messico. E una di queste decisioni avrebbe reso il pozzo più vulnerabile. La Minerals Management Service avrebbe infatti impiegato meno di cinque minuti ad accettare le proposte della Bp. Queste nuove informazioni sono diventate pubbliche – sottolinea il quotidiano economico – in conseguenza all‟aumento di frustrazione e rabbia nei confronti di quello che è diventato il più grande disastro ambientale della storia degli Stati Uniti. Dopo il fallimento del “top kill”, la compagnia petrolifera tenterà ora di tagliare la conduttura danneggiata e chiuderla con l‟ausilio dei robot sottomarini che proveranno ad attaccare un sifone. M.O., WSJ: ISRAELE SPROFONDA NEL SUO ISOLAMENTO (NoveColonne ATG) Roma - Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha respinto le accuse rivolte al suo Paese sostenendo che si tratta “un‟ipocrita offensiva internazionale”, mentre cresce giorno dopo giorno l‟isolamento del suo Stato per l‟attacco mortale contro una delle imbarcazioni della Freedom Flotilla. Il premier ha poi ribadito che l‟embargo su Gaza è necessario a prevenire gli attacchi missilistici su Tel Aviv e Gerusalemme. Ma la situazione che si sta creando nei confronti di Israele preoccupa seriamente alcuni membri del governo. Le critiche della comunità internazionale iniziano in verità nel 2006, con i bombardamenti sul Libano e sono proseguite con l‟operazione condotta lo scorso anno sulla Striscia di Gaza, nota come “Piombo fuso”. Negli ultimi anni sono state diverse le manifestazioni di protesta contro il blocco della Striscia, tra cui alcune misure diplomatiche, come il boicottaggio dei prodotti israeliani messo in atto dai canali di distribuzione di beni alimentari britannici, o la decisione dei fondi pensionistici scandinavi di disinvestire nella società di difesa israeliana o la “Settimana dell‟apartheid israeliano”, indetta “da gruppi di sinistra dell‟Occidente” in oltre cinquanta città del mondo. MADE IN ITALY TRE SU QUATTRO DELUSI DA PIATTI ITALIANI ALL’ESTERO (NoveColonne ATG) Roma - Tre italiani su quattro restano delusi dai piatti “italiani” serviti all‟estero dove vengono portate in tavola le piu‟ bizzarre versioni delle ricette tradizionali, come l‟abitudine belga di “violentare” la carbonara con la panna senza il pecorino, quella tedesca di impiegare l‟olio di semi nella cotoletta alla milanese, quella olandese di non usare il mascarpone nel tiramisu, fino agli inglesi che hanno votato come piatto preferito gli spaghetti alla bolognese che sono del tutto sconosciuti nella città emiliana. E‟ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione del Forum Internazionale a Bruxelles dove sono stati "serviti" gli errori più comuni che vengono commessi all‟estero nella preparazione dei piatti della tradizione culinaria Made in Italy. Tra le specialità più “tradite” ci sono anche - continua la Coldiretti - la tipica caprese servita con formaggio industriale al posto della mozzarella di bufala o del fiordilatte, mentre in quelle liguri non mancano i casi di pasta al pesto proposta con mandorle, noci o pistacchi al posto dei pinoli e con il formaggio comune che sostituisce l‟immancabile parmigiano reggiano e il pecorino romano. Per non parlare poi della pizza che viene offerta nelle versioni piu‟ inimmaginabili, da quella hawaiana con l‟ananas a quella di pollo. Le sorprese aumentano - continua la Coldiretti - se ci si rivolge alle numerose catene di fast food, che si ispirano al Made in Italy, che si stanno moltiplicando in numerosi Paesi, a partire dagli Stati Uniti dove si contano ben 22 grandi catene che ispirandosi al Made in Italy realizzano nel loro insieme un giro di affari di 5,3 miliardi di euro, con oltre 2.500 punti vendita (da Olive garden a Famous Famiglia, dalla Buca di Beppo a Bravo, da The Old spaghetti Factory a Il Fornaio). Aumenta anche l‟offerta di piatti italiani pronto uso sugli scaffali dei supermercati all‟estero, dove è possibile acquistare dal sugo liofilizzato per spaghetti alla bolognese ai torti alle lasagne in lattina, dai ravioli di tre formaggi (non quattro) fino ad un fantomatico piatto all‟italiana in barattolo fatto di polpette di carne e pastina da minestra che farebbe inorridire qualsiasi consumatore del Belpaese. La mancanza di chiarezza sulle ricette Made in Italy offre terreno fertile alla proliferazione di prodotti alimentari taroccati all‟estero dove - precisa la Coldiretti - le esportazioni di prodotti agroalimentari tricolori potrebbero quadruplicare se venisse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale che è causa di danni economici, ma anche di immagine. All'estero - stima la Coldiretti - sono falsi tre prodotti alimentari di tipo italiano su quattro, con il mercato mondiale delle imitazioni di cibo Made in Italy che vale oltre 50 miliardi di euro. Il rischio reale è che si radichi nelle tavole internazionali un falso Made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialità nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili. E‟ il caso - spiega la Coldiretti - dei formaggi tipici dove, dopo il Parmesan, è stato scoperto in Romania il Parmezan, ma anche la Fontina svedese, il Parmi olandese, la polenta che diventa “palenta” in Montenegro, il barbera bianco venduto un supermercato rumeno, il Cambozola in Germania o la pasta Milaneza venduta in Portogallo. Per garantire l‟arrivo anche sui mercati esteri di prodotti alimentari genuinamente Made in Italy la Coldiretti sta promuovendo un progetto per una filiera agricola tutta italiana con l'obiettivo di tagliare le intermediazioni e arrivare ad offrire in Italia e all‟estero prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori attraverso la rete delle cooperative e dei Consorzi Agrari. DAL SUDAFRICA AL CILE I NUOVI STORE DI SNAIDERO (NoveColonne ATG) Roma - Forte apertura ai mercati internazionali per contrastare la crisi: ne ha fatto una strategia decisa la Snaidero che negli ultimi tempi ha portato avanti azioni di sviluppo, soprattutto nei cosiddetti mercati emergenti. Capitale di un paese destinato ad avere prossimamente visibilità planetaria per il campionato del mondo di calcio, che vi si svolgerà nel prossimo giugno, Johannesburg è stata recentemente testimone dell‟apertura di un nuovissimo concept store Snaidero. L‟esclusivo punto vendita di 150 metri quadri è situato in posizione strategica nel quartiere commercialmente più vivace e vitale della città sudafricana. "Considerato il momento storico- economico, l‟apertura di Johannesburg assume un‟importanza ancora maggiore per il marchio e il suo settore export - si legge in una nota - nell‟ottica di internazionalizzazione del brand e di penetrazione dei mercati emergenti". In questo scenario, va inserita anche la recente inaugurazione di un corner store Snaidero esclusivo in Cile (nella capitale Santiago), altro Paese le cui potenzialità internazionali sono riconosciute da tempo. Di imminente apertura anche un corner in Libia a Tripoli. Grazie alla collaborazione con un partner d‟eccellenza che ha sposato il gusto italiano e il design made in Italy scegliendo di proporre nel suo punto vendita esclusivamente il fiore all‟occhiello della produzione made in Italy nel campo del design, della moda e dell‟arredamento. MADE IN ITALY, CAFFE' ESPRESSO ALLA CONQUISTA DELL’ASIA (NoveColonne ATG) Roma - “Lavazza, che in cassa ha più di mezzo miliardo da spendere, va avanti con l`espansione internazionale, alla faccia della crisi”. Lo scrive oggi La Stampa ospitando una intervista a Marco Lavazza, quarta generazione della famiglia, che nel gruppo fa il manager delle acquisizioni: “Il 40% del nostro fatturato - spiega -, cioè circa 450 milioni su un totale di 1,1 miliardi, viene realizzato all‟estero, il 60% invece in Italia. Nel mondo si bevono ogni anno 14 miliardi di tazzine di caffè Lavazza”. Dopo aver rilevato i coffee shop della bulgara Onda e nei giorni scorsi il 100% del capitale della società argentina Coffice, il colosso torinese del caffè espresso ha messo un piede a Shanghai e Singapore, dove ha aperto due sedi di rappresentanza. REGIONI L’IFS EMILIA-ROMAGNA FESTEGGIA IL 2 GIUGNO A CORDOBA (NoveColonne ATG) Roma - La missione a Cordoba, in Argentina, dell‟Istituto Italiano Fernando Santi Sede Regionale Emilia Romagna è cominciata il 31 maggio, quando il presidente regionale Marco Luciani, il presidente nazionale e consultore degli emiliano-romagnoli nel mondo Luciano Luciani e il presidente della sede di Parma e docente all‟Università di Parma Giovanni Gonzi, hanno visitato il campus dell‟Università Nazionale di Villa Maria, nella provincia di Cordoba, e incontrato i rappresentanti dell‟ateneo. L‟incontro è stato organizzato dalla docente Nella Ana Bonfiglioli, presidente della sede locale dell‟Istituto e discendente dell‟artista plastico di origine bolognese Fernando Bonfiglioli, al quale è dedicato il locale museo visitato dalla delegazione del Santi. Presso l‟Auditorio dell‟Instituto de Extensión Universitaria dell‟Università Nazionale di Villa Maria si è svolta una conferenza sul tema “Garibaldi e la Costituzione Italiana” che ha ripercorso le tappe dell‟epopea garibaldina, alla presenza di esponenti delle istituzioni, della Scuola e della Società Dante Alighieri e della comunità italiana. Il 1° giugno la delegazione ha incontrato il Console Generale d‟Italia a Cordoba Andrea Luca Lepore, il Segretario Generale del Governo della Provincia di Cordoba Ricardo Roberto Sosa e il direttore della Cooperazione internazionale della Provincia di Cordoba Roberto Eduardo Santamaria, per approfondire i contenuti di due progetti di cooperazione presentati all‟Unione Europea, in collaborazione con l‟Istituto Italiano Fernando Santi sede di Bologna e con l‟Acel di Torino. Quindi presso il Museo Evita - Palazzo Ferreyra di Cordoba si è replicata la conferenza su Garibaldi, su iniziativa del Consolato Generale d‟Italia e con la partecipazione della Faic (Federazione Associazioni Italiane di Cordoba). In occasione del 2 Giugno la delegazione ha partecipato in Piazza San Martin alla manifestazione per la Festa della Repubblica Italiana, promossa dal Consolato Generale d‟Italia a Cordoba, alla quale hanno preso parte le rappresentanze del Governo della Provincia di Cordoba, le autorità locali, quelle diplomatiche e la comunità italiana. In seguito si è tenuto l‟incontro con il ministro dell‟Industria e Lavoro della Provincia di Cordoba Roberto Avalle, che sarà a Parma e in Emilia Romagna il prossimo autunno in rappresentanza del Governatore Juan Schiaretti, originario di Parma. In serata presso il teatro San Martin si è tenuta, ad iniziativa del Consolato Generale d‟Italia, una manifestazione per la Festa della Repubblica con un brindisi conclusivo. Nell‟ultimo giorno di visita la delegazione aveva in programma l‟incontro con la direttrice dell‟Istituto Italiano di Cultura di Cordoba Donatella Canova, in vista delle future manifestazioni della sede regionale del Santi su mosaici, ceramica e Unità d‟Italia. EMILIA-ROMAGNA, TRASFERTA IN CINA PER IL TEATRO REGIO DI PARMA (NoveColonne ATG) Roma - Quasi due secoli di ininterrotta storia e tradizione, di passione e di qualità consegnano il Teatro Regio di Parma a un ruolo di primo piano in campo internazionale. A dimostrazione del prestigio affermato nel Festival Verdi e nelle sue stagioni liriche e concertistiche, le importanti trasferte dell‟orchestra, del coro e delle maestranze tecniche da Città del Messico a Mumbai, da Nuova Delhi a Parigi, da Bilbao a Hong Kong. Tra gli ultimi appuntamenti la trionfale doppia trasferta del Teatro in Germania e in Cina nel nome di Giuseppe Verdi, interamente sostenute dai partner internazionali, con Nabucco a Wiesbaden per l‟Internationale Maifestspiele - il Festival tedesco più antico dopo quello di Bayreuth - e con Rigoletto al Nuovo Teatro Nazionale Cinese di Pechino, straordinario e imponente gioiello di vetro e titanio simbolo della nuova Cina. E ancora a Bilbao nell‟ambito del progetto pluriennale “Tutto Verdi” promosso da Olbe Abao, Asociación Bilbaina de Amigos de la Ópera, che ha presentato l‟Aida e il Falstaff al Palacio Euskalduna. Con l‟Orchestra del Teatro Regio di Parma e il Coro de Opera de Bilbao diretto da Bori Dujin, è stato Marco Armiliato a guidare il cast di grande valore composto da Michele Pertusi (Falstaff), Amarilli Nizza (Alice), Ángel Odena (Ford), Manuela Custer (Meg Page), Ewa Podles (Mrs Quickly), Lisette Oropesa (Nanetta), José Luis Sola (Fenton), Nikolai Didenko (Pistola), Mikeldi Atxalandabaso (Bardolfo), Gregory Bonfatti (Dr Caius). Dopo Bilbao, sempre per il progetto “Tutto Verdi”, un‟altra conferma internazionale attende a breve il Teatro Regio di Parma, invitato nuovamente a Pechino dal 16 al 19 giugno a presentare Rigoletto al National Centre for the Performing Arts. BENEVENTO, CONSEGNATI I PREMI DEL CONCORSO ‘L’EMIGRAZIONE DEI SANNITI’ (NoveColonne ATG) Benevento - L‟assessore provinciale di Benevento Giovanni Bozzi, i consiglieri provinciali Alfredo Cataudo e Paolo Visconti ed il provveditore agli studi Pietro Esposito hanno consegnato alla Rocca dei Rettori i Premi del Concorso dal tema “L‟emigrazione dei Sanniti nel mondo vista e raccontata dalla scuola attraverso le storie vissute e tramandate dagli emigranti”, promosso dalla Provincia - Assessorato Sistema Formativo, retto dall‟assessore, Annachiara Palmieri con la cooperazione dell‟Ufficio Scolastico provinciale. Il Premio consisteva in una somma di denaro consegnata ai dirigenti scolastici; a tutti gli allievi, invece, è stato consegnato uno zainetto. Nel corso della premiazione la Scuola media “G. Pascoli” ha eseguito anche una rielaborazione di celebri arie musicali e canzoni, liberamente da loro riattate, con l‟accompagnamento di chitarra e flauto, per ricordare il dramma dell‟emigrazione italiana. E‟ stato prodotto un Dvd da parte degli studenti, a coronamento del lavoro, che è stato proiettato nell‟Aula Consiliare. Il concorso intendeva sensibilizzare le giovani generazioni alle tematiche dell'emigrazione che ha portato fuori dal nostro Paese milioni di individui tra i secoli XIX e XX. Molte le Scuole che hanno partecipato al Concorso lanciato dall‟assessorato provinciale: sono infatti pervenuti numerosi elaborati in base alle competenze e conoscenze di singoli allievi, delle classi e degli istituti. TRENTO: INAUGURATA AD OURO FINO, IN BRASILE, UNA VIA INTITOLATA A ZANDONAI (NoveColonne ATG) Roma - Già nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa di Rino Zandonai, a seguito del disastro aereo del volo Air France da Rio de Janeiro a Parigi del 1° giugno 2009, il Circolo trentino di Ouro Fino (stato di Minas Gerais, in Brasile) aveva annunciato l‟intenzione di omaggiare il direttore dell‟Associazione Trentini nel mondo intitolandogli una via della città. La proposta aveva trovato immediato appoggio da parte del sindaco Luiz Carlos Maciel, che il 27 aprile scorso ha firmato il decreto municipale che autorizza la creazione di “Rua Rino Zandonai”. L‟inaugurazione ufficiale è avvenuta mercoledì scorso, 19 maggio, quasi ad un anno esatto da quel venerdì 22 maggio 2009, quando Rino Zandonai si trovava ad Ouro Fino per inaugurare la piscina per il trattamento idroterapico dei bambini affetti da paralisi cerebrale, una struttura realizzata grazie ad un‟iniziativa di solidarietà promossa dal Circolo trentino, sostenuta dalla Trentini nel mondo e finanziata dalla Provincia Autonoma di Trento. La piscina è stata costruita presso la sede dell‟APAE (Associação de Pais e Amigos dos Excepcionais) e viene utilizzata per curare oltre duecento bambini con disturbi fisici e neurologici, appartenenti a famiglie con basso reddito della città e dei dintorni. Nel pomeriggio di quello stesso giorno, insieme al Consultore della Provincia per il Brasile, José Eraldo Stenico, Zandonai aveva partecipato alla cerimonia di inaugurazione di “Rua Provincia Autonoma di Trento”. La strada intitolata a Zandonai si diparte proprio da “Rua Provincia Autonoma di Trento”. Alla cerimonia erano presenti il vice presidente della Trentini nel mondo, Maria Carla Failo, il consigliere dell‟Associazione, Cesare Ciola, il Consultore della Provincia, José Eraldo Stenico, il vice sindaco di Ouro Fino, Deoclecio Consentino, l‟attuale presidente del Circolo trentino, Fabio Bolognani, ed il suo predecessore, Paulo Enrique Chistè, che aveva proposto l‟intitolazione della via. “Rino - ha detto la vice presidente nel suo saluto - è lassù felice e ci guarda sorridendo, vedendo con piacere l‟intensificarsi di questo processo di integrazione e di disponibilità dei trentini verso il volontariato e verso chi ha bisogno di aiuto”. Ouro Fino è una cittadina di 35 mila abitanti sparsi su 533 chilometri quadrati collinosi nel sud dello stato del Minas Gerais, in una zona dove nel passato si ricercava il prezioso metallo giallo, come testimoniano il nome della città ed un monumento posto all‟ingresso del Municipio. Oggi Ouro Fino ha una fiorente economia agricola, basata sul caffè, ma molti sono anche i laboratori di maglieria. EMIGRAZIONE, SOGGIORNI PER GIOVANI DISCENDENTI EMILIANO- ROMAGNOLI E TOSCANI (NoveColonne ATG) Roma - Sono aperte le iscrizioni per la partecipazione alla seconda edizione del soggiorno formativo-stage in Appennino per “ambasciatori affettivi” del Parco Nazionale dell‟Appennino Tosco-Emiliano, a favore di giovani discendenti di emigrati provenienti dalle zone del parco o comunque di origine toscana o emiliano-romagnola (dieci per la Regione Toscana e dieci per la Regione Emilia-Romagna). Il Parco nazionale dell‟Appennino Tosco-Emiliano istituisce in totale venti posti, all‟interno del bando “Ambasciatori affettivi del Terzo Millennio”, finalizzato ad accrescere l‟interesse per l‟Appennino tra le giovani generazioni residenti all‟estero ma con radici nelle aree del Parco nazionale, mantenendo e rafforzando l‟identità culturale e la memoria dell‟origine della propria famiglia, con particolare attenzione all‟ambiente, alla cultura e alle tradizioni di questi luoghi. Con questa edizione l‟iniziativa “Orizzonti Circolari” vuole completare la rete internazionale di contatti con la formazione di nuovi “ambasciatori” in grado di promuovere le eccellenze dei territori del Parco Nazionale e delle Regioni Emilia-Romagna e Toscana nel mondo. Il corso è gratuito e le spese di viaggio, vitto e alloggio sono a carico dell‟Ente Parco con il contributo delle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna. E‟ tuttavia previsto un cofinanziamento del 10% per le spese di viaggio da parte di ciascun partecipante. Il corso avrà la durata di due settimane con svolgimento indicativamente previsto dal 5 al 19 settembre prossimi. I partecipanti – giovani di età compresa tra i 19 e i 35 anni - saranno alloggiati presso foresterie o ostelli preferibilmente pubblici presenti nel territorio del parco; se assenti o non disponibili, la proposta sarà rivolta a strutture ricettive private. Saranno alternate visite guidate ed esperienze dirette sul territorio (laboratori) a incontri di approfondimento (workshop, mini- conferenze, incontri con specialisti e operatori economici) sugli aspetti più caratteristici dei territori del Parco. Incluse nelle escursioni due o tre uscite per la visita di alcune città d‟arte toscane e emiliane BELLUNESI NEL MONDO, PREOCCUPAZIONE PER DIFFICOLTA’ ECONOMICHE (NoveColonne ATG) Roma – L‟esame del bilancio è stato al centro dell‟ultimo consiglio direttivo dell‟Associazione bellunesi nel mondo che ha espresso preoccupazione per “le difficoltà alle quali va incontro”, “soprattutto a seguito delle riduzioni decise dal governo del contributo per la stampa italiana rivolta all‟estero e delle abolizioni delle agevolazioni tariffarie postali, provvedimenti che colpiranno pesantemente il nostro mensile „Bellunesi nel mondo‟”. Durante l‟assemblea di luglio l‟associazione sarà costretta a proporre l‟aumento della quota associativa. Il consiglio è poi proseguito con l‟approvazione del programma e delle relative risorse del progetto “bellunoradici.net” per il 2010, con l‟illustrazione delle attività della sezione giovani, delle lezioni sull‟emigrazione tenuti nelle scuole della Provincia per iniziativa della commissione scuola e delle iniziative della commissione per la promozione economica. E‟ stato poi illustrato il programma della Festa dei Popoli del 20 giugno prossimo. Nell‟occasione al consiglio è stato presentato il nuovo collaboratore dell‟Associazione e responsabile della Sezione Giovani, Marco Crepaz. ITALIA NEL MONDO CGIE, A FRANCOFORTE RITROVATA UNITA' CONTRO I TAGLI (NoveColonne ATG) Roma - La Commissione continentale del Cgie Europa e Africa del Nord e le rappresentanze dei Comites e delle Associazioni venute dalla Germania, dal Belgio, dalla Svizzera, dalla Francia dal Lussemburgo, dall‟Olanda, dal Regno unito, dai Paesi Scandinavi, dalla Grecia e dall‟Algeria riunitasi in assemblea pubblica a Francoforte sabato 29 maggio fanno proprio quanto contenuto nell‟appello dell‟assemblea generale del Cgie. Lo straordinario incontro ha permesso di rafforzare il legame delle varie rappresentanze di tutta l‟Europa e Africa del nord. E' stato convenuto che la questione italiana all‟estero non può essere più considerata una questione residuale e di retroguardia, al contrario le comunità oggi rappresentano, sul piano economico e culturale, una realtà importante tanto per i Paesi in cui vivono quanto per l‟Italia. Lo smantellamento delle politiche e degli interventi verso le questioni essenziali quali ad esempio la lingua e la cultura italiana, l‟informazione, l‟assistenza agli anziani, i servizi consolari e l‟attenzione alle giovani generazioni, unitamente alla negazione dei diritti quale la sospensione e il rinvio del rinnovo degli organismi di rappresentanza (Comites e Cgie) mettono la comunità italiana residente all‟estero in una situazione di emergenza. L‟Assemblea degli italiani all‟estero “non considera giustificato il rinvio delle elezioni dei Comites con l‟alibi della riforma degli organismi di rappresentanza. L‟Assemblea non considera questa riforma la priorità delle priorità, anzi ritiene valida e pertinente la legge attuale, al contrario è prioritario un rafforzamento delle competenze dei due organismi. L‟Assemblea dà mandato ai Comites ed al Cgie di riaprire il dialogo ed il confronto con il Parlamento ed il Governo. Per questa prospettiva si devono manifestare le condizioni affinché questo dialogo e confronto siano veri e le ragioni degli uni e degli altri vengano tenute nella giusta considerazione. Questo impegno deve determinare le condizioni per la rapida approvazione della legge in modo tale da consentire di rinnovare gli organismi di rappresentanza entro giugno 2011. L‟Assemblea ha elaborato un programma di lavoro che i Comites ed il Cgie congiuntamente dovranno consegnare alla rappresentanza parlamentare del collegio estero. I punti principali scaturiti dall‟assemblea riguardano la lingua e la cultura italiana, i servizi della rete consolare e soprattutto l‟attenzione alle giovani generazioni”. “Nessuno – si legge nel documento - può permettersi di sottovalutare il contributo economico e culturale che le comunità italiane nel mondo danno ancora oggi allo sviluppo dell‟Italia”. L‟Assemblea degli italiani all‟estero rivendica inoltre "la preparazione per dicembre 2011 della seconda Conferenza mondiale dei giovani, che darà continuità ai risultati della conferenza precedente, mettendo al centro la valorizzazione delle conoscenze dei giovani cresciuti in emigrazione e di quelli che ancora oggi lasciano l‟Italia, le cosiddette nuove mobilità". L‟Assemblea ribadisce che "la rappresentanza degli italiani nel mondo è unica ed è composta da quattro anelli: associazionismo, Comites, Cgie e rappresentanza parlamentare. A loro si chiede di lavorare in maniera unitaria. I parlamentari, in modo particolare, devono trovare i metodi più idonei, attraverso il confronto ed il consenso affinché punti individuati possano essere affrontati immediatamente in modo da riportare l‟attenzione del Paese, sul sistema Italia per ottenere da subito i risultati che le Comunità italiane attendono da tempo”. DI BIAGIO SULLA MANOVRA: SALVARE L’IPSEMA (NoveColonne ATG) Roma - “La soppressione dell‟Ipsema prevista dalla manovra sui conti pubblici sa di paradossale, poiché la sua confluenza nell‟Inail comporterebbe delle non trascurabili ripercussioni sulla specificità nel settore, con ovvie difficoltà per il personale navigante e per i datori di lavoro del comparto marittimo. Tutte criticità sulle quali è opportuno aprire gli occhi per evitare – con la scusa di una non chiara razionalizzazione – di creare problemi ben più gravi di quelli che si intendeva superare”. E‟ quanto dichiara Aldo Di Biagio, membro della Commissione lavoro di Montecitorio, nonché relatore del progetto di legge istitutivo dell‟Ente Sociale Italiano della Navigazione (Esin) al momento in sede referente nella stessa Commissione, che è rivolto a Tremonti per avere chiarimenti sulla manovra. “L‟Ipsema non è un ente inutile su cui agire con i bisturi della finanziaria - spiega – anche perché gli ottimi risultati finanziari, la fattività con la quale si supporta il comparto marittimo delle oltre seimila imprese armatoriali italiane, rappresentano un dato non sottovalutabile, considerando anche l‟importanza per l‟Italia, che ha 8000 Km di coste, di poter correttamente gestire e supportare l‟economia del mare, che è pari al 3% del Pil ed è in costante crescita sul versante occupazionale”. “Piuttosto ben si inserirebbe nel tessuto della razionalizzazione di questo provvedimento la proposta di legge istitutiva dell‟Ente Sociale Italiano della Navigazione (Esin) – al momento in commissione lavoro - il cui obbiettivo è proprio quello di avviare un percorso di sintesi organizzativa nel settore e nel quale confluirebbe la stessa Ipsema. Una proposta pienamente sostenuta a livello bipartisan e condivisa dalle sigle sindacali”. “L‟Esin andrebbe ad accorpare tutte le competenze in materia di welfare, - evidenzia Di Biagio - offrendo un valore aggiunto in termini di governo efficace delle politiche di settore e comportando significativi risparmi di gestione – che ammonterebbero a circa 15 milioni di euro - un miglioramento dei servizi all'utenza, una razionalizzazione delle competenze assicurative, un potenziamento delle attività in materia di prevenzione e di salute nonché una valorizzazione della specificità del settore marittimo”. “Pieno sostegno ai lavoratori marittimi, agli armatori e a tutto il personale del comparto direttamente coinvolto dalle disposizioni – conclude – perché la razionalizzazione non può significare un passo indietro, ma ottimizzazione che in questo caso non coincide con la chiusura di uno degli enti pubblici più fattivi ed operativi. Urge salvaguardare la specificità di un settore valido, ed invito il ministro Tremonti a riflettere sulle chiare difficoltà che la manovra potrebbe comportare sulla nostra economia marittima”. EMIGRAZIONE, CAROZZA (CGIE): SERVE CONFRONTO DIRETTO CON ISTITUZIONI (NoveColonne ATG) Roma - Continua a rimanere argomento primario la grande manifestazione del 28 e 29 maggio a Francoforte. A ritornare sulla protesta in Germania è stato il segretario generale del Cgie, Elio Carozza. “Erano numerosissimi sabato a Francoforte gli italiani – ha scritto Carozza nel suo lungo comunicato –. Giunti in treno, in macchina, in pullman, in aereo da molti Paesi d‟Europa ed anche dall‟Africa. Centinaia e centinaia e tutti fortemente motivati nel rivendicare la propria italianità. E fra questi tanti, tantissimi, giovani che si sono organizzati autonomamente per manifestare insieme ai rappresentanti del Cgie, di tutti i Comitati degli italiani all‟estero in Germania e di molti altri Comites in Europa ed in Nord Africa, per dire basta alla politica di smantellamento dei loro diritti. Per dimostrare al Governo ed alle istituzioni italiane la ritrovata unità degli italiani all‟estero, al di fuori ed al di là delle sigle e degli schieramenti politici”. Carozza parla dell‟attuale crisi e spiega come la vivono gli italiani all‟estero sottolineando che “il periodo complesso e difficile non è un dato di fatto di cui le comunità italiane all‟estero ignorino la portata. Tutt‟altro. In Germania, come in Spagna, in Grecia come in Algeria, in Francia come in Argentina la preoccupazione e l‟angustia per il Paese del quale sono, e si sentono a pieno titolo, parte integrante, è forte, fortissima”. Il segretario generale del Cgie usa toni forti contro l‟intenzione del Governo di diminuire il numero degli organi di rappresentanza degli italiani all‟estero. “A fronte delle affermazioni del premier circa il rinvio delle riforme a tempi migliori – ha spiegato Carozza – ci domandiamo quale sia il criterio che presiede alla necessità riformatrice nei confronti della rappresentanza degli italiani all‟estero. Gli italiani all‟estero e le loro rappresentanze non intendono sottrarsi all‟iniziativa riformatrice – prosegue Carozza – ma chiedono che vi sia un confronto diretto e concreto delle istituzioni con le proprie rappresentanze. Che siano ascoltate le esigenze. Si prospetta l‟idea di Comites più incisivi in quanto territorialmente vicini alle comunità ma non è diminuendone il numero che ciò avverrà”. Carozza focalizza il discorso sul Cgie. “Credo che la migliore risposta sul Cgie – stigmatizza il segretario generale – quale momento di sintesi, di dibattito e di proposta per interloquire con la rappresentanza parlamentare degli italiani all‟estero, sia venuta proprio dalla manifestazione di Francoforte, in cui è stato accolto e pienamente recepito, dai singoli come dalle organizzazioni dei connazionali, l‟appello al dialogo ed al dibattito lanciato dal Cgie al termine dell‟ultima assemblea plenaria dell‟aprile scorso. Ci auspichiamo che i parlamentari della Circoscrizione estero trovino, al di là dell‟impegno di partito, una sede di dialogo e di confronto, senza il quale con tutta probabilità, come aveva preconizzato Tremaglia, sarà difficile incidere positivamente a vantaggio degli italiani all‟estero. A loro – ha concluso Carozza – l‟assemblea dei Comites e del Cgie ha affidato un compito, un impegno nei confronti della rete consolare, della promozione della lingua e cultura italiana, dell‟informazione e dei giovani. Negare interventi in questi quattro ambiti vorrà dire rendere impossibile quella continuità del legame che le giovani generazioni di italiani all‟estero e di italiani che numerosi stanno lasciando l‟Italia per studiare, e sempre più spesso lavorare all‟estero, richiedono. I prossimi appuntamenti di Vancouver e Buenos Aires sono sicuro daranno un ulteriore fondamentale apporto in questa direzione”. EMIGRAZIONE: CNE CONFERMA PROPRIA LINEA POLITICA (NoveColonne ATG) Roma - L'Assemblea Generale della Consulta Nazionale dell'Emigrazione convocata il 18 maggio scorso per il rinnovo degli organismi ha provveduto ad eleggere con voto unanime il nuovo Ufficio di Presidenza. Al termine della riunione l'assemblea ha anche votato un documento finale che dà una valutazione positiva sul lavoro svolto dall'Ufficio di Presidenza negli anni scorsi riconfermando anche per il futuro l'autonoma linea di politica associativa portata avanti e impegna anche l'Ufficio di Presidenza eletto “a dare continuità ed impulso alla sua iniziativa per la ricerca di una unitaria azione con le associazioni regionali e locali per trovare forme di coordinamento più impegnative; per far ripartire il tavolo congiunto con le regioni; per richiedere con forza che il parlamento riconosca con legge il ruolo di promozione sociale delle associazioni italiane all'estero”. Il documento infine, recependo la richiesta avanzata nel dibattito in Assemblea, ha dato all'Ufficio di Presidenza due mandati: “il primo, quello di promuovere la costituzione della Cne a livello regionale ed all'estero, il secondo quello della promozione di iniziative che evidenzino nel 150° dell'Unità d'Italia l'impegno di ieri e di oggi degli italiani all'estero nella valorizzazione dell'Italianità”. FORUM ONU, MERLO (MAIE): ALTRI PAESI APPREZZANO ESPERIENZA DEL VOTO ESTERO (NoveColonne ATG) Roma - Si è tenuto a Rio de Janeiro, in Brasile il terzo Forum delle Nazioni Unite per l'Alleanza delle Civiltà. L‟Italia era rappresentata dal deputato del Maie Ricardo Merlo, vicepresidente del Gruppo italiano dell'Unione interparlamentare, relatore sul tema dell'esperienza italiana del voto all'estero. “Lo scopo di questo forum – ha detto Merlo - era discutere e individuare azioni comuni per migliorare le relazioni tra le diverse culture, lottare contro i pregiudizi nei confronti di determinate comunità religiose e culturali e contribuire a costruire una pace duratura”. Per questo motivo, nel suo intervento ha sottolineato la grande opportunità rappresentata dall'avere nelle massime istituzioni italiane degli eletti provenienti da tutto il mondo. “La presenza di eletti nella circoscrizione estero nel nostro Parlamento- ha dichiarato Merlo - rappresenta un'occasione di scambio culturale ed arricchimento di esperienze per tutti. Negli anni a venire, ci saranno sempre di più parlamentari italiani nati all'estero (seconde, terze, quarte generazioni) che quindi rappresenteranno il nuovo cittadino italiano, portatore di una cultura internazionale, globale; fusion di cultura, tradizione e lingua italiana mescolata con quelle del paese da dove proviene. L'Italia è nel mondo tra le nazioni pioniere, in questo senso". FARNESINA FARNESINA: BRASILIA VARA ‘AMBASCIATA VERDE’ CON ENEL GREEN POWER (NoveColonne ATG) Roma - Nel quadro delle iniziative varate dalla Farnesina in favore dell‟ambiente, è stato posto in opera, sul tetto dell'Ambasciata d'Italia in Brasilia, un primo lotto dei 405 pannelli fotovoltaici che fanno parte del progetto "Ambasciata Verde", condotto in collaborazione con Enel Green Power e in stretto coordinamento con le competenti autorità brasiliane. Nell'arco dei prossimi 4 mesi verrà completata l‟installazione dei pannelli e saranno effettuati i collegamenti con l'impianto elettrico dell'Ambasciata e con la rete di distribuzione della città di Brasilia. Entro la fine dell'anno si prevede che la produzione di energia fotovoltaica raggiunga i 50 chilowatt e sia tale da supplire in buona parte al fabbisogno dell'Ambasciata. La prospettiva é di rendere l'Ambasciata stessa completamente autosufficiente dal punto di vista energetico. L'Aneel (Autorità nazionale brasiliana per l‟energia elettrica), segue con grande interesse la realizzazione del progetto, che costituisce una utile iniziativa pilota per verificare sul terreno le grandi potenzialità di impiego di sistemi di produzione di energia fotovoltaica distribuita. A questo fine, l‟Aneel ha dato il proprio assenso di massima ad assorbire il surplus di produzione di elettricità che si verificherà nelle ore diurne, fornendo in cambio una identica quantità di energia nelle ore di scarsa o nulla irradiazione solare. Il progetto "Ambasciata Verde" nasce da due opportunità convergenti. Da un lato risponde alle esigenze di una più oculata ed efficiente gestione della cosa pubblica, in un‟ottica di contenimento della spesa. Dall‟altro, consente di sperimentare sul terreno le tecnologie più avanzate per l'utilizzo di una fonte di energia rinnovabile a emissione zero di cui il Brasile dispone in abbondanza. Per questo secondo aspetto è stato fondamentale il contributo fornito da Enel Green Power, impresa leader nel settore delle energie rinnovabili operante in Europa, negli Stati Uniti ed in America Latina con circa 5.700 MW installati. Il varo di “Ambasciata Verde” in coincidenza con le celebrazioni di Brasilia per la Festa della Repubblica Italiana coniuga tradizione, tecnologia e rispetto per l‟ambiente e manifesta l‟impegno della Farnesina e della rete diplomatico-consolare italiana nella ricerca di soluzioni eco-sostenibili per la sua operatività. Enel Green Power, nata nel dicembre 2008, è la società del Gruppo Enel dedicata allo sviluppo e alla gestione delle attività di generazione di energia da fonti rinnovabili a livello internazionale, presente in Europa e nel continente americano. E' leader mondiale di settore grazie a circa 21 miliardi di chilowattora prodotti da acqua, sole, vento e calore della terra, in grado di soddisfare i consumi di circa 7,5 milioni di famiglie ed evitare ogni anno 13 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica. La capacità installata è di circa 5.700 MW. Gli impianti in esercizio sono oltre 600 in 16 paesi in Europa e nelle Americhe e il mix di generazione include eolico, solare, idro, geotermico e biomasse. M.O., FRATTINI ESPRIME CORDOGLIO A MINISTRO TURCO BAGIS PER VITTIME (NoveColonne ATG) Roma - Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha incontrato alla Farnesina il ministro per gli Affari europei della Turchia, Egemen Bagis. “Nel corso del cordiale colloquio – si legge in una della Farnesina -, il ministro Frattini ha innanzitutto espresso le condoglianze sue personali e del governo italiano per la perdita di vite umane a seguito dell'azione militare israeliana ed ha espresso la ferma convinzione che in alcun modo l'uso della forza e l'uccisione di vite umane possano divenire strumenti per far valere la propria posizione. Il ministro Frattini ha ribadito al suo interlocutore la conferma dell‟impegno dell‟Italia a sostegno delle ambizioni della Turchia, che il governo italiano considera un punto di riferimento imprescindibile sotto il profilo economico- commerciale, politico e strategico. Il ministro Frattini - prosegue la nota - ha inoltre espresso l‟auspicio che questa visione venga in futuro veicolata meglio all‟opinione pubblica europea, affinché si radichi il principio che l‟adesione di Ankara all‟Ue è nell‟interesse diretto dell‟Europa. A questo fine, l‟Italia ritiene utile rafforzare l‟azione del gruppo Amici della Turchia così come il coordinamento con il Parlamento Europeo. Il ministro turco ha, da parte sua, espresso a nome del proprio governo il sincero ringraziamento per il convinto sostegno italiano alle aspirazioni europee della Turchia”. Auspicando che “ il negoziato di adesione prosegua nei tempi più brevi possibili con l‟avvio di nuovi capitoli a partire da quello sulla sicurezza alimentare”, il ministro Frattini ha, da un lato – si legge nella nota della Farnesina -, accolto con soddisfazione l‟impegno turco a chiudere il negoziato di riammissione con l‟Ue e, dall‟altro, assicurato pieno sostegno all‟avvio di un dialogo che porti alla liberalizzazione dei visti, affinché anche i cittadini turchi, dopo quelli dei Balcani occidentali, possano sentire l‟Europa più vicina”. Il ministro Bagis e il ministro Frattini, infine, nel passare rapidamente in rassegna alcune tematiche bilaterali, hanno entrambi espresso la comune volontà dei rispettivi esecutivi di fissare in tempi rapidi le date per il secondo Vertice italo-turco. FARNESINA: MISSIONE IN SIRIA DEL DG COOPERAZIONE BELLONI (NoveColonne ATG) Roma - Nuovi progetti nel settori sanitario e culturale al centro della missione in Siria del Direttore generale della Cooperazione allo sviluppo, Elisabetta Belloni, che segue alla visita di Stato del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (accompagnato dal Ministro Franco Frattini), avvenuta dal 17 al 20 marzo scorsi. Il Direttore Generale discuterà con le istituzioni di Damasco di nuovi progetti della Cooperazione italiana, in particolare nel settore sanitario e in quello della salvaguardia del patrimonio culturale e archeologico. Inoltre, esaminerà in dettaglio con le autorità locali la linea di credito di 20 milioni di euro per le Piccole e medie imprese (Pmi) siriane, firmata da Frattini il 18 marzo. Le attività della Cooperazione italiana in Siria sono disciplinate dall‟Accordo-Quadro del 1972, teso a promuovere e incoraggiare la cooperazione tecnica tra i due Paesi. Successivamente, è stato concordato un programma triennale (2001-2003) che ha previsto finanziamenti per circa 83 milioni di euro per la realizzazione di progetti nei settori della sanità, dell‟agricoltura, dell‟agro-industria, della valorizzazione del patrimonio culturale nonché del sostegno alle Pmi. L`11 settembre 2008 si è giunti alla firma di un nuovo Memorandum d‟Intesa per gli anni 2008-2010, il quale prevede finanziamenti per circa 90 milioni di euro per i settori agricolo e dell‟agro-industria, ma anche sanità, sostegno alle Pmi, emergenza rifugiati iracheni, difesa dell‟ambiente e gestione delle risorse naturali. COOPERAZIONE: DUE PROGRAMMI A SOSTEGNO DI MINORI SERBI CON DISABILITA’ (NoveColonne ATG) Roma - “I cento linguaggi della diversità” e “Sostegno ai minori con disabilità e alle loro famiglie”: sono due programmi, finanziati dal Mae con due milioni di euro, che servono a migliorare le prospettive d‟inclusione sociale di bambini e adolescenti svantaggiati, in particolare di quelli con disabilità, in Serbia. I due programmi ai quali partecipano le Regioni Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia e l‟ Unicef, presentati nel corso di una conferenza stampa dall‟Ambasciatore d‟Italia a Belgrado, Armando Varricchio, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali della Repubblica di Serbia, Rasim Ljajić, il Capo-missione di Unicef in Serbia, Judita Reichenberg, la Direttrice dell‟Utl di Belgrado, Anna Zambrano, il rappresentante della Regione Emilia-Romagna a Belgrado, Luca De Pietri e Roberto Panizzo in rappresentanza della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. I programmi prevedono strategie d‟azione complementari e un ampio coinvolgimento della società civile. Fra le iniziative previste, il sostegno alla partecipazione attiva dei giovani nelle scuole e nella società, ad attività economiche realizzate da giovani con disabilità, la creazione di un database e di una piattaforma online, collegata al Consiglio per i Diritti dei Minori del Governo della Repubblica di Serbia, il rafforzamento del coordinamento multisettoriale a livello nazionale nella riforma dell‟assistenza ai bambini e il supporto alle istituzioni e organizzazioni locali impegnate nell‟assistenza ai bambini con disabilità a livello locale. GEORGIA, IL DOSSIER PAESE DELL’UNITÀ MULTIMEDIALE (NoveColonne ATG) Roma - Uno Stato in continua evoluzione, terra di frontiera tra Europa ed Asia: la Georgia, ex repubblica dell‟Unione Sovietica, dall‟indipendenza nel 1991 ha fatto grandi sforzi per riprendere la strada della democrazia, del libero mercato e dei rapporti con l‟estero. L‟Italia negli anni ha stabilito un solido dialogo con Tbilisi ed è stata tra i primi Paesi a dare il proprio sostegno dopo il conflitto russo-georgiano dell‟agosto 2008. Gli ottimi rapporti bilaterali in campo economico e culturale e l‟impegno della Cooperazione italiana sono illustrati in un “Dossier Paese” realizzato dall‟Unità Multimediale del MAE con il materiale raccolto durante una missione in Georgia nell‟aprile del 2010. L‟Ambasciata d‟Italia è presente nella capitale Tbilisi dal 2000, ma nel 2003, all‟indomani della “Rivoluzione delle Rose” che ha portato alla Presidenza della Repubblica Mickail Saakashvili, si è intensificato il numero degli incontri tra i due Paesi, che hanno dato vita ad un “dialogo rafforzato”. Sul fronte economico, l‟Italia è il secondo partner commerciale della Georgia nell‟UE, mentre dal 2003 è attivo a Tbilisi un comitato di imprenditori italiani. Per quanto riguarda i rapporti culturali, il MAE e le università dei due Paesi favoriscono la promozione e la diffusione della lingua e della cultura italiana in Georgia. Allo stesso tempo, la Cooperazione Italiana è impegnata per assistere la popolazione colpita dal conflitto dell‟agosto 2008 in Ossezia del Sud. I progetti attivati servono a migliorare le condizioni abitative, l‟approvvigionamento idrico e l‟accesso al lavoro, alla scolarizzazione e alla sanità: l‟obiettivo è il reinserimento degli sfollati nel tessuto produttivo e sociale georgiano. UE: PROPOSTA ABOLIZIONE VISTI PER ALBANIA E BOSNIA (NoveColonne ATG) Roma - La Commissione Ue ha proposto l'abolizione del visto per i cittadini di Albania e Bosnia Erzegovina in possesso di un passaporto biometrico, nell'area di libera circolazione Schengen. Un risultato che premia gli sforzi dell‟Italia per l‟integrazione tra Ue e Balcani occidentali: la liberalizzazione dei visti, infatti, è al primo punto del Piano promosso dal Ministro Franco Frattini. L'Italia è tra i primi Paesi impegnati a sostenere il processo d'integrazione europea dei Paesi dei Balcani occidentali, come dimostra sul versante parlamentare la ratifica degli Accordi di stabilizzazione e associazione (da ultimo quelli tra l'Ue e l'Albania e la Bosnia Erzegovina), l'impegno del governo per l'implementazione del piano Frattini, nonché il sostegno attivo alle iniziative di cooperazione regionale, come l'Iniziativa Centro Europea (Ince) e l'Iniziativa Adriatico Ionica (Iai).
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