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DOMENICA 10 GENNAIO 2009

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DOMENICA 10 GENNAIO 2009 Powered By Docstoc
					                                  DOMENICA 10 GENNAIO 2010




                                              I TITOLI




1. Si conclude il Natale ortodosso

2. Massacro in una chiesa copta nel sud dell'Egitto. Nove le persone uccise

3. La comunità copta a Reggio

4. Immigrati in rivolta in Calabria a Rosarno: una spia di indegno sfruttamento

5. Festa dei Giornalisti e dei comunicatori in seminario sabato 30 gennaio con Don Bruno Fasani

6. Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani dal 18 al 25 gennaio sul tema “Voi sarete testimoni
di tutto ciò“

7. É morto il diacono Di Donato, della parrocchia del Preziosissimo Sangue

8. La parrocchia di Cadelbosco Sopra ha deciso la costruzione di un nuovo Oratorio.

TERZA PAGINA: Tonnellate di pane nella spazzatura: iniziative per distribuire le eccedenze di
cibo

NOTIZIE IN BREVE
                                          PRIMA PAGINA

1. Domenica 10 gennaio, con il battesimo di Gesù, conclusione del tempo liturgico di Natale. Il
Natale della maggioranza degli ortodossi e dei cattolici ucraini che seguono il rito bizantino si
conclude lunedì 18 sempre con il Battesimo di Gesù.
Come è noto le Chiese orientali che seguono il calendario giuliano hanno celebrato il Natale il 7
gennaio, preceduto dai riti della Vigilia. Tra queste le Chiese di Russia, Serbia, Georgia, Repubblica
Ceca, e Polonia, a cui si aggiungono la Chiesa copta, etiopica e armena. Hanno invece celebrato il
Natale il 25 dicembre la chiesa ortodossa di Costantinopoli, della Grecia, della Romania e di Cipro.
In Libano il 7 gennaio viene celebrato il Natale solo dalla comunità ortodossa.
In Ucraina il Natale ortodosso è simile al Natale cattolico. Inizia la sera del 6 gennaio.
Molte voci nel mondo ortodosso riconoscono che il calendario giuliano (di Giulio Cesare) va
corretto, ma ritengono che per ragioni pastorali si debba conservare la data antica, cioè 13 giorni
dopo il 25 dicembre.
Sebbene nel calendario civile si imponga quello occidentale, sia in Russia che in Ucraina, il 14
gennaio si festeggia il “vecchio capodanno”. Chiaramente l’oppressione comunista ha irrigidito la
chiesa ortodossa russa, la quale si sente sempre più forte, ora assecondata dal governo, che dopo la
caduta del sistema sovietico, cerca anche nella religione tradizionale punti di riferimento per molta
gente smarrita.
Non si usa fare il presepe, ma negli ultimi tempi in molte case è possibile trovare un piccolo presepe
sotto l’albero. Il giorno 18 gennaio chiude le festività natalizie
Vale la pena di soffermarsi sul Natale in Russia. Ovunque Chiese e città sono addobbate per il
Natale, che in Russia viene dopo l’anno nuovo e quindi è un clima già molto ricco di gioia.
 Sostanzialmente il rito delle celebrazioni non si differenzia molto da quello del rito latino: c’è la
Messa notturna, ci sono le celebrazioni, un po’ più lunghe come nel rito bizantino.
Il Natale delle Chiese orientali è l’icona della Natività, un’icona analoga alle scene natalizie
occidentali. C’è la grotta con la Madonna ed il Bambino, gli angeli, i pastori, la natura trasfigurata
ed alcune scene di San Giuseppe tentato dal diavolo, delle donne che lavano il Bambino che
vengono dalla tradizione apocrifa. Mentre in Occidente abbiamo la scena vivente del Natale, con
tutti i personaggi. In realtà, l’icona già ricorda in modo ancora più netto la profezia della morte e
della Resurrezione del Signore: il sepolcro di Gesù è raffigurato nella grotta della Natività per
unificare tutto il mistero stesso del Signore.
Per certi aspetti, almeno in Russia, molti orientali nella celebrazione natalizia sono favoriti dal fatto
che il calendario liturgico sposta il Natale dal 25 dicembre a dopo il Capodanno. Tutto l’aspetto più
consumistico, più laico della festività viene già consumato prima, durante il cenone di Capodanno.
Le feste del Natale hanno, da questo punto di vista, un aspetto ancor più spirituale e si protraggono
fino al 19 gennaio, quando, secondo il calendario, c’è l’Epifania, la festa del Battesimo di Gesù. Si
fa addirittura la benedizione dell’acqua facendo un buco nel ghiaccio, andando sui fiumi dove si
può prendere l’acqua della vita nuova.
 Dopo 20 anni di ricostruzione, dopo tanti anni di persecuzione le chiese orientali oggi stanno
vivendo un periodo di rinascita. Cercano di andare ancora più in là della semplice ricostruzione, di
ritrovare proprio le fonti vive della fede, del Vangelo. Non possiamo però dimenticare che ci sono
Chiese orientali – soprattutto in Medio Oriente – che stanno vivendo un periodo di grande
sofferenza
Concludiamo l’argomento con un accenno a quanto accaduto in città a Reggio.
- La parrocchia degli ortodossi rumeni e moldavi intitolata a San Spiridione e che si riunisce nella
chiesa del Cristo con il parroco p. Mihail Ciocirlan, dipende dal patriarcato di Romania, segue il
calendario gregoriano, pertanto ha celebrato il Natale il 25 dicembre e il 6 gennaio ha celebrato
festa dell’Epifania.
- Gli Ucraini cattolici di rito Bizantino nella chiesa di S. Giorgio hanno celebrato liturgia del Natale
il 6 gennaio, festa dell’Epifania per il rito romano, alle ore 14.00 con il nuovo parroco p. Michele.
- La comunità dei copti in San Domenico, con il monaco Padre Pacomios, il 6 gennaio alle ore 21
hanno iniziato la grande e unica liturgia del Natale, che si è protratta fin oltre la mezzanotte.
- La parrocchia ortodossa di San Jov di Pochaiev che si riunisce in S. Zenone con Padre Dimitriv
Nazarov ha celebrato il Natale il 7 gennaio alle ore 10.



2. Massacro dopo la celebrazione natalizia in una chiesa copta nel sud dell'Egitto. La notte di Natale
celebrata in una chiesa ortodossa copta egiziana è finita in tragedia per la morte di nove persone, tra
cui un agente di sicurezza musulmano, durante un attacco sferrato da tre persone su un veicolo.
L'attentato è avvenuto dopo la fine della Messa di Natale (che secondo il calendario della Chiesa
ortodossa copta si celebra la notte del 6 gennaio) nella città di Nagaa Hamadi, nella provincia di
Quena, a circa 65 chilometri dalle rovine di Luxor, in Egitto. I fedeli stavano uscendo dalla chiesa
della Vergine Maria. Oltre alle vittime, ci sono stati anche nove feriti.
I cristiani residenti in questa località avevano già ricevuto varie minacce nei giorni precedenti la
celebrazione del Natale. Il Vescovo di Kirollos, nella Diocesi di Nag Hamadi, aveva ricevuto un
messaggio sul suo telefono cellulare in cui si diceva: “Ora è il suo turno”. A causa di queste
minacce, ha detto che si era visto costretto a terminare la Messa di Natale un'ora prima del solito.
“Non ne ho fatto nulla (del messaggio). Anche i miei fedeli hanno ricevuto minacce per la strada, e
alcuni hanno gridato loro: 'Non lasceremo che abbiate delle feste'”, ha segnalato il Vescovo di
Kirollos in alcune dichiarazioni all'agenzia AP.
I cristiani d'Egitto, in maggioranza copti, rappresentano circa il 10% della popolazione del Paese.
Su più di 83 milioni di abitanti, infatti, il 90% è rappresentato da musulmani.
Secondo quanto ha reso noto il Ministro degli Interni egiziano, la causa dell'attacco è stata la
vendetta per una presunta violenza perpetrata da un cristiano ai danni di una bambina musulmana a
novembre. Dopo questo fatto ci sono stati disordini nella località, tra cui l'incendio di proprietà di
alcuni cristiani.
Padre Rafic Greiche, direttore dell'ufficio informazioni cattolico locale, ha affermato: “Anche noi
cattolici, come il resto dei cristiani siamo preoccupati. L'atmosfera, soprattutto nell'Alto Egitto, è
più pesante. Al Cairo ci sentiamo tutti più sicuri, ma nei villaggi il clima è diverso. Gli incidenti, gli
attacchi nascono sempre da una miscela di odio religioso e pretesti occasionali”.
I cristiani si lamentano sempre più della discriminazione che subiscono a causa del
fondamentalismo islamico, soprattutto dal punto di vista lavorativo, perché i cittadini egiziani
devono portare sempre con sé un documento che identifichi la religione alla quale appartengono, e
molti non sono accettati in alcuni posti di lavoro perché sono cristiani.
3. Anche se piccola, non va ignorata una comunità ortodossa presente a Reggio; è la Chiesa copta
ortodossa di Alessandria di Egitto, una delle più antiche Chiese cristiane d'Oriente. Il termine
"copto" deriva dal greco "aigùptios" e significa "egiziano". I copti rappresentano la prima comunità
cristiana d’Oriente e pare che tra di loro abbiano avuto origine i primi passi del monachesimo.
Secondo una tradizione San Marco è considerato il fondatore della Chiesa di Alessandria.
La Chiesa copta ortodossa appartiene al gruppo delle Chiese dette precalcedonesi poiché dopo il
concilio di Calcedonia del 451 d.c. avvenne la scissione delle Chiese orientali da quelle occidentali
di Roma e Bisanzio. La liturgia è simile a quella ortodossa, anche se i Copti fanno riferimento al
patriarcato di Alessandria.
In Egitto i copti cristiani sono circa 8 milioni di persone in grande maggioranza ortodossi. Nel sec.
XVII si è costituita una comunità copta unita con Roma, la quale conta oggi circa 250mila fedeli.
 Perseguitati dalla maggioranza musulmana, molti copti hanno dovuto espatriare per essere liberi di
professare la propria religione senza discriminazioni.
Lontano dalla loro terra di nascita vivono circa 5milioni di copti; 30mila sono in Italia. I copti di
Reggio e Modena si ritrovano ogni domenica per la celebrazione eucaristica nella chiesa di San
Domenico in via Zaccagni a Reggio. L'unico sacerdote della comunità – coadiuvato da alcuni
diaconi – è il monaco egiziano Bakhomios El Bakhomy, residente a Reggio, nella canonica ed ex-
convento di San Domenico da 7 anni. Bakhomios ha 53 anni con una laurea in Scienze
dell'Educazione; ha studiato teologia nel convento di San Pacomio nel sud dell'Egitto. Come ogni
monaco ortodosso, Bakhomios è celibe. I fedeli che frequentano la parrocchia di San Domenico, 65
famiglie, complessivamente circa 150 persone. Si tratta di egiziani, residenti prevalentemente a
Reggio e di alcune famiglie copte di Modena. Ogni sabato sera la comunità si incontra per preparare
la Messa del giorno dopo leggendo le lettere di San Paolo, il Vangelo o i Salmi di Davide. Al
termine della Messa domenicale i bambini, in gruppi omogenei per età, si fermano per il catechismo
e alcune donne insegnano loro le preghiere e i canti della Messa.
Come si vede tre comunità ortodosse hanno trovato ospitalità in chiese e ambienti della Chiesa
cattolica reggiana.
4. Immigrati in rivolta in Calabria a Rosarno dopo il ferimento di due di loro in un agguato
“punitivo”. La vicenda fa emergere una situazione che va ben oltre quel paese: è la spia di un
indegno sfruttamento. Gli immigrati sono un pilastro dell'agricoltura italiana, in Italia almeno un
lavoratore dieci, nei campi e nelle stalle è straniero. Spesso contrattualizzato a tempo determinato
più che indeterminato. Ma questa è la media nazionale: se al Nord nove su dieci hanno versamenti e
contributi, al Sud i lavoratori regolari sono poco più di un terzo. Ed è qui, come documentano
Confagricoltura, Inea e Dossier Caritas-Migrantes, che si concentrano le situazioni di sfruttamento
più brutale, gestite da un caporalato spesso sotto il controllo della criminalità organizzata.
Braccianti che come nomadi si spostano seguendo le stagioni del raccolto. E vivono in condizioni
igienico sanitarie spesso peggiori di quelle dei campi profughi del Darfur.
Una forza lavoro a prezzi irrisori. È solo grazie a questi stranieri in nero che molte aziende agricole
meridionali non modernizzate riescono ad essere competitive a livello nazionale. I lavoratori
extracomunitari nel settore agricolo sono circa 75mila, contando i 64mila contratti a tempo
determinato e gli 11mila stagionali. Altri 15mila lavoratori sono a tempo indeterminato. In tutto
circa 90mila braccianti immigrati, che arrivano però a superare quota 130mila se si contano anche i
lavoratori stranieri neo-comunitari, come romeni e polacchi. Una fetta importante del milione e
passa di occupati del settore.
Gli stranieri nei campi arrivano dai paesi dell'Africa subsahariana (Malawi, Senegal, Sudan, E-
ritrea, Etiopia) e dal Maghreb (Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto). Del sud est asiatico (India e Sri
Lanka) sono molti stallieri impiegati al Nord e nell'Agro pontino. Macedoni molti pastori. Numerosi
anche gli albanesi, i bulgari e i romeni. Al Nord gli stagionali sono più di frequente polacchi e dei
paesi dell'ex-Jugoslavia.
Secondo il rapporto 2007 dell'Inea, l'Istituto nazionale dell'economia agraria, la quota dei lavoratori
regolari tocca il 70% a livello nazionale. Con grossi squilibri però tra Nord e Sud. Linea stima
infatti nel 90% i contratti regolari al settentrione, dato che scende al 36% al Sud. Il lavoro in
campagna, meno esposto ai Controlli, favorisce una certa quota di irregolarità anche al Nord, ma
non è paragonabile al sommerso che c'è al Sud, da Castel Volturno, a Caserta, da Foggia, a Lecce,
in Calabria e Sicilia.
Possiamo stimare tra i 20 e i 30mila i lavoratori in nero. Il che non equivale automaticamente a
stranieri irregolari perché al Sud lavorano migliaia di immigrati col permesso. i quali hanno perso il
posto al Nord.
Che la situazione fosse esplosiva a Rosarno lo metteva nero su bianco l’Inea già due anni fa,
sottolineando situazioni di totale violazione dei diritti umani. Lavoratori senza diritti, braccianti
nomadi che si spostano stagionalmente dalla Sila alla piana di Gioia Tauro o a quella di Sibari. Le
ore di lavoro sono tutte quelle possibili di luce, minimo 8 o 10 al giorno. E il caporalato, in genere,
è effettuato da calabresi, ai quali spesso è corrisposta anche la paga, su cui trattengono una
percentuale. Un sistema di sfruttamento perfettamente funzionale ad un'economia distorta. Che
qualche volta, come a Rosarno, si inceppa. Momentaneamente.
5. La festa del patrono San Fancesco di Sales offre l’occasione annuale più importante per un
incontro con Giornalisti e comunicatori nella carta stampata, nella TV, nella radio e nel Web
E’ l’occasione per una riflessione che stimoli a riflettere sulla importanza dei media, in particolare
quelli cattolici, sia nazionali che locali. Sono diverse le tematiche emergenti e i punti scottanti.
Basta pensare alle opportunità offerte dal Sito della S. Sede, dalla Radio Vaticana, da numerose
altre testate nazionali. In primo luogo il gruppo mediatico della Cei, ossia Il quotidiano Avvenire,
la Tv Sat2000, RadioIn blu, il sito della Cei, il Sir, Servizio di Informazione Religiosa e la Rassegna
stampa con segnalazioni di articoli che toccano la fede cristiana o la vita della Chiesa.
Pure in ambito locale, diocesano e anche parrocchiale sono presenti diverse testate di ispirazione
cattolica. Come tema è stato individuato un punto scottante di grande attualità: “MEDIA
CATTOLICI, VOCI DELLA CHIESA, O NO?”
 E’ una questione che interpella anzitutto il giornalista diciamo “laico”, che scrive o parla su testate
non di ispirazione cristiana. Di fronte ad una dichiarazione, ad un intervento, ad uno scritto, relativi
a problemi scottanti l’interpretazione più facile è presentarla come “voce della Chiesa”, espressione
del “mondo cattolico”. Talvolta questo ha costretto l’Ufficio stampa della S. Sede a precisare che si
tratta di posizioni legittime, ma personali.
A questa lettura semplificatrice il giornalista, può essere tentato fare uno scoop, o per accendere una
contrapposizione polemica che fa vendere. Ma ecco l’interrogativo: qualunque intervento che
compare su una testata cattolica è voce della Chiesa, è espressione del cosiddetto “mondo
cattolico”?
La questione “Media cattolici, voci della Chiesa” tocca anzitutto gli stessi comunicatori che operano
in quei mezzi. Possono essi esprimere posizioni o opinioni personali senza coinvolgere la Chiesa
come tale? Certo, se è un vescovo ad intervenire si tratta di una voce ufficiale per la sua diocesi. E
se si tratta di un singolo prete che interviene su testate laiche o di ispirazione cristiana? Allora forse
è più facile riconoscere che si tratta di posizioni personali. Ma se si intervenisse su una testata
cattolica ufficiale, su un settimanale diocesano? Oppure su un “bollettino” parrocchiale?
In linea generale possiamo dire che é desiderabile un pluralismo di voci. Ma una varietà o
contrapposizione di voci, tutte di area cattolica, potrebbe rischiare di provocare una Babele che
disorienta sia il lettore cattolico sia il giornalista, il quale si interroga sulla posizione della Chiesa
relativamente ad una questione particolare.
Sicuramente su tematiche che non toccano la dottrina della Chiesa è legittimo un confronto di voci.
Però anche quando si tratta di questioni marginali talvolta la possibilità di deflagrazioni polemiche
rimane alta, in particolare quando si tocca la sensibilità delle persone. Pure frequente è il rischio che
posizioni espresse su testate cattoliche vengano strumentalizzate a scopo politico. Come combinare
il rispetto della linea editoriale e l’accoglienza di voci divergenti, è problema difficile; talvolta quasi
impossibile da risolvere. È problema anche per testate laiche, che non possono sottrarsi alla linea
editoriale dettata dal “padrone”.
Di qui la necessità di riflettere sul pluralismo di voci e anche sulla tendenza ad attribuire interventi
personali alla chiesa ufficiali o al “mondo cattolico”.
Don Bruno Fasani, già direttore del settimanale “Verona fedele”, comunicatore esperto sia alla
televisione che alla radio, è una figura particolarmente qualificata per affrontare il problema.
L’appuntamento è per sabato 30 gennaio alle ore 16 in seminario a Reggio. L’incontro si concluderà
non con la Messa, ma con una celebrazione della Parola di Dio, seguita da un momento conviviale.
6. Dal 18 al 25 gennaio si celebra la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani sul tema “Voi
sarete testimoni di tutto ciò“ (Lc 24,48).
Il Vescovo ausiliare guiderà la preghiera della Veglia Ecumenica con i rappresentanti delle diverse
comunità cristiane Domenica 24 gennaio, alle 16 nella chiesa di San Giorgio via Farini 10 - Reggio
Emilia, nella quale abitualmente celebrano i cattolici ucraini di rito bizantino.
Per la Giornata del Dialogo Ebraico-Cristiano è previsto un incontro in seminario alle 20,45. Il
biblista prof. Filippo Manini tratterà il tema “Ricordati del giorno di Sabato per santificarlo (Es
20,8)”. Poi professoressa Alberta Sacerdoti Zarotti della Comunità Ebraica di Modena e Reggio
Emilia interverrà su “La presenza della comunità ebraica in Reggio”
Le parrocchie sono invitate anche a pregare con un’intenzione nella preghiera dei fedeli per il
progresso del dialogo ebraico-cristiano, in questa XXI Giornata promossa dalla Cei e dalla
Comunità ebraica in Italia, suggellata con la visita nel pomeriggio di Benedetto XVI alla Sinagoga
di Roma.

7. Giovedì 8 gennaio, dopo una lunga malattia, si è spento il diacono Salvatore Di Donato, della
parrocchia del Preziosissimo Sangue, originario di Taranto.
Era stato ordinato diacono nel 1997 all’età di 69 anni. Come professione ha sempre lavorato alla
Greco locomotive in posti di responsabilità. La sua è una famiglia numerosa. Persona molto mite,
svolgeva il servizio liturgico in chiesa, andava nelle case per le benedizioni pasquali; si è
impegnato nella catechesi. Molto gioviale, era abitualmente sorridente, mai arrabbiato. Persona
quindi molto stimata in parrocchia e nella vita sociale.
Il funerale si è svolto nella parrocchia del Preziosissimo Sangue sabato 9 gennaio alle 14,30.


8. Tra pochi mesi inizierà la costruzione del nuovo oratorio di Cadelbosco Sopra. La comunità dopo
l’approvazione del Consiglio pastorale ha approvato il progetto che prevede, tra l’altro, nuove aule
di catechismo e spazi per la Caritas parrocchiale. La struttura, progettata dall’ing. Alessandro
Pignagnoli di Campagnola, si è resa necessaria per le accresciute necessità della comunità. Negli
ultimi anni il comune di Cadelbosco ha raggiunto i diecimila abitanti e anche in chiesa, la
domenica, la presenza dei bambini e dei giovani è evidente.
Tra le attività promosse dall’oratorio e dai giovani della parrocchia merita di essere conosciuta
l’iniziativa “La Torre del Pellegrino”. Si tratta di una paninoteca aperta tutti i sabato sera per i
giovani del paese e delle parrocchie vicine. Ogni serata è caratterizzata da un tema (sociale o
inerente la vita dei ragazzi in parrocchia) e si conclude con la preghiera comune.
Sul nuovo oratorio, Mauro Gazzani ha intervistato il parroco di Cadelbosco Sopra don Walter
Beltrami.
                                           TERZA PAGINA

      Tonnellate di pane nella spazzatura: iniziative per distribuire le eccedenze di cibo

Interi sacchi di pane ogni giorno finiscono nella spazzatura. Un pugno nello stomaco di quanti
fanno fatica non solo ad arrivare alla fine del mese ma, spesso, anche a coniugare il pranzo con la
cena. L’allarme del pane sprecato è ritornato drammaticamente in primo piano in questi giorni,
insieme a quello per altre quantità di cibo gettate nella spazzatura. Ma è un fenomeno inarrestabile?
No. Da tempo infatti sono attive organizzazioni che si occupano di raccogliere il pane in eccedenza
e di distribuirlo ai poveri.
 Una di queste è Siticibo, che dal 2004 raccoglie e distribuisce cibo non consumato da refettori
scolastici, mense aziendali, ospedali, alberghi, ristoranti e da altre strutture della ristorazione orga-
nizzata. L’idea è venuta a un’imprenditrice milanese, Cecilia Canepa, che un pomeriggio, andando
a recuperare i figli a scuola, ha assistito alla preparazione degli avanzi della mensa per il camion
della nettezza urbana. Uno choc (che soltanto a Milano è quantificato in 180 quintali di pane buttato
ogni giorno) che presto si è tradotto in azione a beneficio di chi fa fatica a mettere insieme il pranzo
con la cena.
  Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia, dove si buttano, ogni anno, 6 milioni di tonnellate di cibo,
oltre 8 milioni di persone non hanno la possibilità di avere una dieta alimentare diversificata e,
rileva la Fondazione per la sussidiarietà, almeno 3 milioni sopravvivono in una condizione di vera e
propria “povertà alimentare”.
Dal 2004 al 2009, Siticibo, che fa riferimento alla Fondazione Banco alimentare ed è presente in
cinque città italiane (Milano, Como, Roma, Firenze e Modena), con i suoi 119 volontari ha raccolto
e distribuito, ad 88 enti caritativi, 350 tonnellate di pane, per un controvalore commerciale di
770mila euro. «Nelle scuole dove raccogliamo il pane non consumato – spiega la responsabile
nazionale di Siticibo, Giuliana Malaguti – abbiamo assistito anche a profondi cambiamenti nel
comportamento dei bambini nei confronti del cibo. A loro raccontiamo della fatica che, dal
contadino che semina e raccoglie il grano fino al fornaio che lavora la farina e sforna le pagnotte,
sta dietro alla rosetta che trovano sul tavolo in mensa. È una metafora che fa centro e che spinge i
bambini a rispettare il pane e a consumarlo con una consapevolezza maggiore, evitando di sprecar-
lo». Il pane non consumato dai piccoli milanesi finisce poi sulla tavola dei poveri ed emarginati. In
questo senso, è molto interessante l’esperienza in atto con i Fratelli di San Francesco, realtà che
nella metropoli lombarda gestisce una mensa da 1.200 pasti al giorno. Il quantitativo di pane
quotidianamente necessario è garantito dalla raccolta delle eccedenze alimentari di dodici scuole
della città, che coprono interamente il fabbisogno.
  Trasformare lo spreco in risorsa è anche l’obiettivo di “Last minute market”, un progetto della
Facoltà di Agraria di Bologna, che da dieci anni raccoglie e ridistribuisce, a enti caritativi che
operano nel terzo settore, eccedenze alimentari in quaranta città italiane. Grazie a una fitta rete di
volontariato locale, è garantito il recupero “a chilometro zero”, «senza costi di trasporto e costi
ambientali », come spiega il presidente Andrea Segrè, docente di Politica agraria internazionale e
comparata. «Per favorire i più bisognosi – sottolinea il docente – non ci si può permettere di
sprecare neppure un minuto e nemmeno un prodotto».
  Di grande interesse è anche il risvolto educativo che i volontari di Last minute market osservano
tra i donatori di cibo. «Nei punti di raccolta storici – racconta Segrè – le eccedenze alimentari che
noi intercettiamo sono sempre più contenute, segno che si produce e quindi si spreca di meno».
                                        NOTIZIE IN BREVE

L’agenda dei Vescovi, Mons. Adriano Caprioli e Mons. Lorenzo Ghizzoni, della prossima
settimana prevede i seguenti appuntamenti:

-Martedì 12 gennaio, alle 20.30, nel Centro Giovanni XXIII a Reggio, mons. Caprioli partecipa
all’incontro di presentazione del libro dello storico Andrea Tornielli sulla figura di Paolo VI.

- Giovedì 14 gennaio, in mattinata, presso la Villa Borettini di Canali, mons. Caprioli partecipa al
quarto incontro mensile di formazione per i preti dei primi 10 anni di ordinazione.
- Alle 21, nella parrocchia di San Prospero Strinati, nell’ambito della Visita pastorale alla Zona
Nord con Bagnolo del Vicariato urbano, il Vescovo incontra gli operatori della Caritas e delle
missioni.

- Dal pomeriggio di venerdì 15 alla domenica 17 gennaio, il Vescovo continua la Visita pastorale
nella Zona Nord del Vicariato urbano, incontrando la Comunità parrocchiale di Villa Sesso.

- Venerdì 15 gennaio, alle 21, a Villa Sesso, l’Ausiliare modera l’Assemblea parrocchiale in
occasione della Visita pastorale.

- Sabato 16 gennaio, l’Ausiliare, presso l’Oratorio di Santa Croce, partecipa e introduce con una
lectio sull’inno di Filippesi 2 alla giornata in memoria di don Alberto Altana, a dieci anni dalla
scomparsa.

- Domenica 17 gennaio, alle 18.30, presso l’Oratorio di Santa Croce, nell’ambito della Visita
pastorale del Vicariato urbano, il vescovo incontra i giovani universitari e lavoratori della Zona
Nord con Bagnolo.


* Passiamo ora alle altre notizie della settimana:

* Martedì 12 gennaio, ore 18.30, Auditorium Simonazzi (in via Turri, nella sede reggiana della
Cisl), incontro di programmazione organizzato da Punto Pace Reggio Emilia e Centro Don Gualdi.

* A Guastalla, presso l’Oratorio Don Bosco, martedì 12 gennaio, alle ore 21: 1° dei 5 incontri del
ciclo "Educare a nuovi stili di vita", per educatori del post-cresima; 2° incontro: martedì 19.

* A Reggio martedì 12 gennaio, alle ore 20.30, al Centro Giovanni XXIII (in via Prevostura), per il
ciclo "Fede e Cultura", il Circolo "G. Toniolo" (con Ac, Acli, A.Ge, Aimc, Apc, Cif, Fism, Uciim e
Vicariato urbano) propone un incontro con Andrea Tornielli, biografo dei papi, su "Paolo VI,
l'audacia di un Papa". Presiederà l'incontro il prof. Giuseppe Adriano Rossi, presidente dell'Uciim.
Il Vescovo monsignor Caprioli interverrà con le riflessioni finali.

* Mercoledì 13 gennaio, ore 18, Centro Giovanni XXIII (via Prevostura 4): l'Uciim e l'Aimc
promuovono l'incontro mensile di spiritualità guidato da don Claudio Gonzaga, consulente
ecclesiastico Uciim.

* A San Martino in Rio, giovedì 14 gennaio, alle ore 21, nella Sala dei Cappuccini di via Rubiera: il
Circolo "J. Maritain" promuove un incontro con Paolo Pagani, docente di Antropologia filosofica
all'Università Ca' Foscari di Venezia, su "Gnosi. Un'antica eresia attraversa la cultura moderna".
* Giovedì 14 gennaio, ore 21, Oratorio S. Pietro (Espansione Sud) a Correggio: parte il 2° corso
vicariale per fidanzati (14, 21, 24 e 28 gennaio; 4 e 11 febbraio).

* A Sassuolo, giovedì 14 gennaio, alle ore 21, presso la parrocchia di S. Antonio: inizia il corso
sulla preghiera sul tema "Alzare gli occhi al cielo: una possibilità dell'uomo" (relatore: Anna
Marzi). Gli incontri successivi sono in programma ogni giovedì fino al 18 febbraio. Per
informazioni tel. 0536.881543.

* Venerdì 15 gennaio, ore 20.45, Carmelo di Sassuolo: Carla Bettinelli, docente di Antropologia
filosofica all'Issr di Milano, parlerà di Edith Stein".

* Sabato 16 gennaio, ore 18, Santuario di Montericco: 3° dei sette incontri delle famiglie, promossi
dall'Unità pastorale Albinea-Montericco, su "La giustizia di Dio è per mezzo della fede (Rom 3,21-
4,25. L'uomo è giustificato dalla fede indipendentemente dalle opere della legge".

* A Reggio, nell’oratorio di via Adua, sabato 16 gennaio: giornata di studio e testimonianze su don
Alberto Altana.

* Domenica 17 gennaio, ore 16.30, Oratorio Don Bosco di via Adua: l'Ufficio di Pastorale familiare
invita gli operatori familiari all'incontro di formazione su "Il matrimonio nell'Islam". Interverrà
Baraa Elobeidi, imam di Reggio Emilia.

* A Montericco, domenica 17 gennaio, alle ore 17.30, presso l’Hospice di Montericco: interviene
don Giovanni Nicolini, della diocesi di Bologna, su "Vita da prete".

* Domenica 17 gennaio, ore 9-17.30, al Santuario di Montericco: 4a giornata di "Uomini in Cristo",
corso formativo per educatori di adolescenti e giovani promosso dal Servizio di Pastorale giovanile.
Tema: "Gesù, gli incontri e le parole".

* Lunedì 18 gennaio, nella chiesa di S. Gaetano ad Albinea, accogliendo l’invito rivolto dal
Vescovo Adriano nella sua Lettera-mandato alle comunità albinetane per l’adeguamento liturgico
delle tre chiese, l’unità pastorale di Albinea-Montericco promuove un ciclo d’incontri di riflessione
su “La celebrazione eucaristica. Aula sacra, luoghi e poli celebrativi, azione liturgica”. Si parte con
una “introduzione” all’argomento a cura di don Edoardo Ruina; lunedì 25 gennaio, alla Pieve di
Albinea, interverrà mons. Tiziano Ghirelli (direttore dell’Ufficio diocesano Beni culturali); sabato 6
febbraio sarà la volta di mons. Enrico Mazza, docente alla Cattolica.

* Mercoledì 20 gennaio, ore 20.45, cripta del seminario: 4° incontro della Scuola di preghiera
L'incontro con Dio, per giovani 19-30enni, sul tema Giuditta. La preghiera (promosso da:
Seminario, Upg, Francescane del Verbo Incarnato, Ist. Secolare F.R.A., Sdv, Vicariato urbano.

* Mercoledì 20 gennaio, ore 20.45, oratorio di via Adua, per il Corso Acr-Ac Giovani “Dedicated to
you” - che significa “dedicato a te” - (per educatori): incontro con Paolo Triani, responsabile
nazionale Ac Giovanissimi.

* Giovedì 21 gennaio, ore 21, parrocchia di Villa Sesso: Messa Penitenziale col movimento dei
Cursillos di Cristianità.

* A vent’anni dalla scomparsa di mons. Artemio Zanni (23 gennaio 1990), la parrocchia di Felina –
che il sacerdote guidò dal 1945 fino alla morte – organizza una serie di eventi in suo ricordo:
domenica 24 gennaio, alle 11, Messa solenne presieduta da mons. Paolo Rabitti, arcivescovo di
Ferrara-Comacchio; alle 13, pranzo al Parco Tegge (adulti: 20 euro); nel pomeriggio: mostra
fotografica dall’archivio di don Zanni e proiezione del documentario sulla figura del sacerdote
prodotto dall’Università di Modena e Reggio con ReLab Tv. Informazioni e prenotazioni (entro il
10 gennaio): 0522.812294, 0522.814284.

* Da mercoledì 27 a sabato 30 gennaio, presso Villa S. Maria di Fornovo Taro (PR) si terrà una
"Esperienza Cristiana" di 3 giorni per uomini dei Cursillos. Info: tel. 328.3912309.

* Il Vicariato di Correggio organizza, nell'Anno sacerdotale, un pellegrinaggio (8-10 aprile) ad Ars,
con visita anche di Paray le Monial, Nevers (ove si trova il corpo di S. Bernadette) e Annecy
(Santuario della Visitazione). Quota 310 euro. Iscrizioni (entro 31 gennaio): segreterie parrocchiali
di S. Quirino (0522.692505) e Madonna di Fatima (0522.692114; mail: m.fatima@libero.it).

* La parrocchia di Fatima (Correggio) organizza un viaggio in Siria cristiana (17-24 aprile). Info e
iscrizioni: segreteria parrocchiale (0522.692114; mail: m.fatima@libero.it).

* Visto il grande successo delle due mostre parallele Tutti per uno e Uno per tutti (oltre 300 mini
presepi provenienti da ogni parte del mondo) e Qui Francesco (selezione di dipinti ispirati alla
figura del Poverello d’Assisi), il Museo dei Cappuccini di Reggio Emilia proroga l’apertura delle
due esposizioni fino al 2 febbraio. Orari e informazioni: 0522.433201.

				
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