Corso “Addetto fornaio panificat by fjzhangxiaoquan

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									                   Corso “Addetto fornaio panificatore”
                          matricola LU20070289

                           Verifica finale azione

              Documentazione relativa alle iniziative svolte

Nota metodologica: Lo scopo della presente verifica finale azione è dare
alla Provincia di Lucca utili strumenti per capitalizzare nel lavoro le
competenze sviluppate nel corso in oggetto, nonché sottolineare i punti
di forza e le criticità messe in atto dallo svolgimento del progetto.
Il presente documento è stato elaborato a partire dalle indagini
telefoniche e dai colloqui svolti durante il corso e alla fine, con gli allievi
e fra i soggetti sostenitori, per valutare l'esito del corso sulla base degli
obiettivi prefissati in fase di progettazione, nonché sulle eventuali
problematiche evidenziate in corso di svolgimento.



Il progetto provinciale formativo dal titolo: "Addetto fornaio panificatore"
è stato realizzato dal soggetto capofila Cescot Lucca in collaborazione con
il soggetto partner Sogeseter e i soggetti sostenitori Confcommercio e
Confesercenti di Lucca ed era rivolto ai giovani in uscita dall'obbligo
scolastico che intendessero però conseguire l'obbligo formativo ed essere
introdotti in uno specifico ambiente di lavoro.
Gli allievi coinvolti nell'intervento formativo, finanziato dal F.S.E.
(Obiettivo: 3, Misura prevalente: A2) sono stati complessivamente n. 13.
Di questi n. 10 si sono iscritti inizialmente al corso e hanno iniziato a
frequentarlo regolarmente dal 29/10/2007.
In data 16/11/2007 un allievo è stato dimesso e contestualmente è stata
data la possibilità ad un nuovo partecipante di fruire dell'intervento


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formativo. Il numero complessivo dei partecipanti è rimasto in questo
modo invariato (n. 10 persone).
Successivamente, in data 30/11/2007 sono stati ammessi ulteriori due
allievi che avevano segnalato il loro forte interesse nei confronti del corso
di cui in oggetto e in questo modo il numero complessivo degli allievi
costituenti la classe si è incrementato sino a n. 12 persone.
Ma il 17/12/2007 un altro allievo (il secondo) è stato dimesso e così da
quel momento gli allievi sono stati n. 11 persone.
Tali n. 11 allievi sono stati tutti ammessi alla prova finale ottenendo un
risultato finale calcolato in centesimi che risulta compreso fra 67 e 91 e
tutti hanno così potuto conseguire l'idoneità.

L'intervento formativo ha riscontrato una discreta assiduità di
frequentazione, tant'è che nelle statistiche che abbiamo elaborato la
percentuale di ore di frequenza effettiva media per gli allievi non dimessi
si attesta intorno all'84,71%, ovvero quasi 15 punti percentuali sopra il
minimo consentito.

Sulla base di tali statistiche è stato elaborato un prospetto (Tabella 1) che
mostra le ore di lezione svolte da ogni allievo per ogni mese. Il diagramma
non comprende le ore di stage, ma riporta anche le ore svolte dagli allievi
dimessi.

Analizzando la relazione fra le ore effettive di lezione in aula frequentate
(colore bordeaux) e il risultato della prova finale (colore blu) si evince che
in generale chi ha frequentato maggiormente le lezioni è riuscito a
portare a termine la prova finale con un risultato maggiore. Si veda in
proposito la Tabella 2.




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                                              Tabella 1: Prospetto ore allievo
                                    800

                                    700
                                                                                            novembre
                                    600                                                     maggio
Ore svolte




                                                                                            aprile
                                    500                                                     marzo
                                                                                            febbraio (reg2)
                                                                                            febbraio (reg1)
                                    400
                                                                                            gennaio
                                                                                            dicembre
                                    300                                                     novembre
                                                                                            ottobre
                                    200

                                    100

                                     0


                                              Tabella 2: Frequenza / Voto Finale
                                     120
     Frequenza in % / Voto Finale




                                     100


                                      80


                                      60


                                      40


                                      20


                                          0




                                                                                   PAGINA 3 DI 19
Questo a riprova della validità e dell'utilità delle lezioni svolte in aula.

L'attività formativa è stata suddivisa in unità formative capitalizzabili
concernenti: l'informatica di base, i diritti/doveri del lavoratore e
specificità professionali, igiene e sicurezza sul luogo di lavoro, la
conduzione del negozio e i rapporti con i fornitori, relazionarsi, materie
prime e agenti lievitanti dosaggi e impasti, tempi di cottura e di
lievitazione, i macchinari e gli strumenti di lavorazione, modellamento, le
tendenze del gusto, prodotti innovativi e nuove merceologie.

Alle suddette UFC sono state dedicate complessive 700 ore di lezione,
distribuite nel corso di un biennio, cui si sono andate ad aggiungere 500
ore di stage.

La distribuzione delle ore è stata fatta in modo che agli allievi fossero
anzitutto fornite quelle competenze di base che consentissero loro la
conoscenza dei procedimenti e delle procedure atte alla produzione del
pane in qualità e sicurezza, successivamente si è dato agli allievi la
possibilità di spendere queste nozioni e metterle alla prova sul campo in
un contesto lavorativo reale. Infine, prima della prova conclusiva, gli
alunni hanno fatto ritorno in aula e questo ha consentito loro di
condividere le esperienze di stage svolte, consolidando le esperienze più
importanti e portando a compimento il processo formativo.

La principale finalità dello stage è stata infatti quella di impratichire i
corsisti coinvolgendoli entro un contesto pratico nuovo, dinamico,
composito e stimolante, fortemente connotato dallo studio concreto e
dalla messa in opera della teoria appresa in aula.

Gli allievi hanno evidenziato come lo stage abbia consentito loro di fruire
di un'opportunità in più per avvicinarsi al mondo del lavoro, realizzare un


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confronto diretto ed effettivo con la realtà lavorativa di riferimento
rispetto al profilo professionale prescelto, mettere in pratica gli
insegnamenti consolidati tramite le lezioni frontali e accrescere le
possibilità di aumentare la propria professionalità.

L'intervento formativo è riuscito nel l'intento di favorire la crescita di
figure altamente qualificate, capaci di apportare alle nuove e vecchie
imprese dei Pubblici esercizi nel settore della ristorazione un valore
aggiunto in termini di qualità del servizio, incrementando sostanzialmente
la competitività e garantendo una tenuta e uno sviluppo dei livelli
occupazionali.

Punto di forza di questo progetto è stata l'acquisizione di competenze
realisticamente spendibili nel mondo del lavoro, quello dell'addetto
fornaio panificatore è infatti un profilo professionale effettivamente
richiesto dal mercato.

L'intervento aveva come obiettivo quello di combattere la disoccupazione
giovanile puntando sulla prevenzione. Nello specifico, l’intervento è
riuscito ad attivare una connessione costruttiva tra il mondo del lavoro e i
ragazzi in cerca di un’occupazione, fornendo loro competenze quelle
competenze che sono necessarie per svolgere un impiego con adeguata
preparazione.
L’Amministrazione Provinciale di Lucca, come anche Cescot e Sogeseter,
avevano rilevato la carenza di tali figure e la necessità di qualificarle
adeguatamente, in nome di una reale esigenza espressa unanimemente
dagli esercenti attività del comparto, che ne lamentavano una cronica
carenza ed inadeguatezza alle attuali richieste di mercato. Il percorso
formativo attuato ha preso spunto in primo luogo proprio dal bando
provinciale e dimostra che tale esigenza formativa sia stata già



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perfettamente individuata dalla Provincia stessa.
Ne è seguita un’approfondita analisi frutto dell’interazione tra i partner
basata sulla disamina dei profili oggi più richiesti dal mercato delle
professioni nel settore dei pubblici esercizi, della ristorazione, delle
realtà alberghiere.
L'indagine semestrale sulle forze lavoro, condotta dall'Amministrazione
Provinciale di Lucca nelle ultime tre settimane del mese di luglio 2004,
evidenziava ancora un quadro in chiaro scuro che contrappone una
difficoltà ad imboccare con decisione la strada del rilancio dei livelli di
occupazione, inevitabilmente condizionati da una congiuntura economica
caratterizzata da una crescita estremamente contenuta, a segnali di
confortante reattività del mercato locale, specialmente nel confronto con
l'indagine del luglio 2003, alla sempre maggior diffusione del lavoro
atipico.
Scandagliando i dati della più recente rilevazione di luglio si rintracciano
poi segnali di fenomeni più tipicamente "sociali" di non immediata ed
univoca interpretazione e che merita tenere sotto osservazione come nel
caso del sensibile aumento della cosiddetta "forza lavoro potenziale",
ovvero di coloro che dichiarano di cercare lavoro pur non avendo
compiuto azioni di ricerca "attiva" o essere disponibili ad accettare
immediatamente un impiego qualora a loro offerto. Tali segnali positivi
riguardano soprattutto il consolidamento di alcune tendenze di fondo
come, ad esempio, il tasso di disoccupazione che permane sotto controllo
in particolare nel periodo estivo; il recupero del tradizionalmente
contenuto tasso di partecipazione al mercato del lavoro da parte della
componente femminile.
Quanto ai principali risultati, l’indagine evidenzia, nei dati complessivi
sull’occupazione, sui livelli di partecipazione e sul tasso di
disoccupazione, un netto miglioramento dello stato di salute del mercato
del lavoro lucchese. Cresce sia il numero di occupati sia la partecipazione



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complessiva al mercato (forza lavoro) rispetto al gennaio 2003:
rispettivamente +3,2% (+4.500 unità) e +2,0% (+3.000 unità). A trainare la
crescita dell’occupazione contribuiscono in maniera determinante il
settore terziario (+5.200 occupati in più rispetto al gennaio dello scorso
anno) e dell’agricoltura (+1.700 unità) che vanno a controbilanciare la
pessima performance dell’industria (2.400 occupati in meno).

        GIUGNO/LUGLIO
              2004
                                    Lucca           Toscana
         (In migliaia di
             unità)
          Forze lavoro              153,4            1569
            Occupati                147.5             1486
       In cerca di lavoro            5.9              83
            Tasso di
                                     3,9              47,7
        disoccupazione
            Tasso di
                                    44,2              5,3
          occupazione
       Fonte: Istat, 2004


                2000

                1500

                1000                                    Lucca
                                                        Toscana
                 500

                  0
                         occupati     in cerca di
                                     occupazione




                                                                PAGINA 7 DI 19
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Passando agli occupati, il loro numero sale a luglio a 147.500 unità, 100
in più rispetto a gennaio ma, soprattutto, 2.500 in più rispetto a luglio
2003, per una crescita congiunturale dello 0,1% ma un importante
aumento tendenziale dell'1,7%. Il risultato risulta influenzato
positivamente soltanto dalla componente femminile soprattutto, ma non
solo, grazie all'effetto "stagionalità" che tradizionalmente la coinvolge
(ben 6.100 donne al lavoro in più in anno ma anche 1.900 rispetto a
gennaio 2004). Per contro arretra l'occupazione maschile sia nella sua
componente tendenziale (-3.600 occupati dal luglio 2003) sia in quella
congiunturale (-1.800 unità rispetto a gennaio 2004). Sono soprattutto il
terziario (commercio in testa) e l'agricoltura a determinare la crescita
dell'occupazione femminile mentre arretra la componente industriale "in
rosa". Per quanto riguarda la componente maschile si assiste ad un
andamento opposto: cresce l'occupazione nell'industria (che forse segnala
una certa ripresa del comparto specie in Versilia) mentre arretra quella
nell'agricoltura e nei servizi. L’emergere di una maggiore flessibilità del
mercato, poc'anzi rilevata, è confermata dal fatto che se, rispetto al
luglio 2003, si contano complessivamente circa 2.500 occupati in più, è
proprio perché sono cresciuti di 3.300 unità i lavoratori indipendenti (di
cui ben 2.300 collaboratori “coordinati e continuativi“ o “a progetto”).
A tale risultato contribuiscono la bassa, seppur in forte ripresa,
partecipazione femminile al mondo del lavoro che ha raggiunto nel luglio
2004 il 36,1% mentre era solo il 32,5% del luglio 2003. La popolazione
attiva femminile è infatti cresciuta di 6.800 unità nel giro di un anno
(+12%) occupando ben 6.100 posti di lavoro (+11,3%) e aumentando di 700
unità le file delle donne in cerca di occupazione.
Fra le 15 professioni più richieste nella provincia di Lucca, proprio in base
ai dati censiti dall’analisi luglio 2004 la categoria degli operatori generici
di cucina si colloca al 4° posto ed il settore del commercio e dei servizi in
questa provincia risulta particolarmente incline ad assorbire manodopera
adeguatamente formata:


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                    Occupati in provincia per settore
                         %       sul Variazione rispetto al
                         totale      Luglio 2003
            Agricoltura 3,2          + 1,4
            Commercio 21,4           +0,8
            Industria    33,2        - 1,6
            Servizi      42,2        + 1,9



                               3,20%
                                          21,40%              Agricoltura
               42,20%
                                                              Commercio
                                                              Industria
                                                              Servizi
                                       33,20%




Rispetto a luglio 2003, le forze di lavoro, oltre ai citati 2.500 occupati in
più sono cresciute complessivamente di 3.100 unità determinando, quindi,
un aumento di persone in cerca di lavoro di 600 unità, per tale motivo il
tasso di disoccupazione sale al 3,9%. A livello congiunturale, ovvero
rispetto a gennaio 2004, quando il tasso provinciale si collocava al 4,8% si
registra il consueto miglioramento. Da sottolineare come il tasso rimanga
stabile per la componente maschile mentre aumenti quella femminile
passando dal 5,2% del luglio 2003 al 5,8% del luglio 2004. Se per gli uomini
si conferma quindi una sostanziale "piena occupazione", per le donne il
tasso specifico aumenta a causa di un incremento della forza lavoro


                                                             PAGINA 10 DI 19
femminile maggiore del numero di donne che hanno trovato un'
occupazione. L'aumento dei posti di lavoro, ovvero le maggiori possibilità
di trovare un impiego nel periodo estivo, quando anche le donne possono
contare su una maggiore quantità di tempo libero, sembrano esser state
sopravvalutate dalla componente femminile. Tornando ai dati, il numero
di persone in cerca di lavoro è complessivamente aumentato, rispetto a
dodici mesi fa, anche in questo caso, esclusivamente nella componente
femminile. Tale evoluzione risulta frutto da un lato dalla diminuzione dei
disoccupati in senso stretto (coloro che hanno perso una precedente
occupazione) pari a 700 unità, dall'alto dall'aumento delle persone in
cerca di prima occupazione, +1.000 persone, e delle "altre persone in
cerca di impiego": +400 unità.


Il 22,6% dei giovani dei giovani lucchesi dichiara di essere alla ricerca di
lavoro. Nella fascia di età fra i 20 e i 24 anni uno su quattro svolge attività
di ricerca; fra gli over 24 è impegnato nella ricerca ancora un giovane su
cinque. Cercano lavoro, dunque, non solo i disoccupati e coloro che
entrano nel mercato per la prima volta, ma anche molti occupati che
puntano a migliorare la propria condizione. In particolare sono alla ricerca
di lavoro l'11% sia degli studenti che degli occupati e il 17% delle
casalinghe. Si riconferma lo squilibrio di genere: il 28,2% delle donne si
dichiara alla ricerca di lavoro, mentre fra gli uomini la percentuale è del
17,2%.
La tipologia del rapporto di lavoro dimostra che il 50% dei lucchesi ha un
contratto a tempo indeterminato, mentre solo il 9% ha un’occupazione a
tempo determinato. Percentuali sicuramente inferiori per i contratti di
formazione a termine e di apprendistato.




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                               La tipologia del rapporto di lavoro


                                       8%          5%
                                  1%
                            14%

                                                                           50%
                             3%
                              5%
                                    5%
                                              9%



                    contratto a tempo indeterminato     contratto a tempo determinato
                    contratto a termine                 contratto di formazione lavoro
                    contratto apprendistato             lavoro autonomo
                    lavoro socialmente utile            nell'impresa familiare
                    altro


Per quanto riguarda l'influenza del titolo di studio, si può osservare che ha
un contratto a tempo indeterminato solo il 39.9% dei laureati mentre il
17,2% ha un'occupazione a tempo determinato. Tuttavia, un laureato
occupato su quattro svolge un lavoro autonomo. L'88,6% degli occupati
lucchesi ha un lavoro a tempo pieno. Tale dato varia dal 90,5%, per i più
bassi titoli di studio, all'80% per la maturità liceale e all'80,3% per la
laurea. In riferimento alla posizione nel lavoro il 28,5% dei giovani
occupati è operaio, uno su quattro è impiegato, mentre gli imprenditori, i
liberi professionisti, i lavoratori in proprio, gli artigiani e i soci lavoratori
sono il 29,4%.
In relazione al titolo di studio, oltre la metà di coloro che hanno i livelli di
istruzione più bassa è operaio o ha una mansione non qualificata, mentre
uno su quattro è lavoratore in proprio o artigiano. Il 44,8% degli occupati
che hanno il diploma di maturità tecnica o magistrale è impiegato. Ed è


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impiegato anche un occupato su due con maturità liceale e ben il 58,7%
deilaureati che hanno un lavoro.
Per ricostruire il profilo formativo dei giovani lucchesi è necessario
considerare anche la frequenza di corsi di formazione. Un giovane su
cinque ha frequentato almeno un corso di formazione.
Il dato è consistente ma la domanda potenziale di formazione è
significativamente più alta di quella soddisfatta. La quota di coloro che
avvertono delle lacune nel proprio curriculum formativo è, infatti, più
alta di coloro che hanno partecipato a corsi di formazione. Sembra quindi
delinearsi una quota di domanda che non si traduce nell'effettivo utilizzo
delle opportunità di formazione per migliorare il curriculum vitae.
L'esigenza di maggiori conoscenze sia nel campo delle lingue straniere e
sia in quello dell'informatica è espressa da 1 giovane su 3; in misura più
contenuta è sentita l'esigenza di corsi professionalizzanti (circa il 10%
sente il bisogno di arricchire con quest'ultimo tipo di corsi il suo
curriculum).

Da quest’approfondita disamina, frutto di un’analisi economica ampia
sulla realtà provinciale, integrata da specifiche valutazioni di settore, è
nato il presente progetto, incline a recepire precise indicazioni desunte
analizzando il mercato dell’offerta col duplice scopo di dar vita ad un
profilo specifico per la panificazione, creando nei soggetti formati un
coacervo di competenze realmente spendibili nella Provincia di Lucca,
ricca di strutture che necessitano di questa figura qualificata per offrire
un servizio sempre migliore.

L’individuazione del problema è avvenuta tramite i contatti del
responsabile dell’organizzazione del progetto con i vari soggetti attuatori
che, condividendo l’analisi della Provincia di Lucca, si propongono come
soggetti in grado di dare una risposta in termini di metodologie, contenuti
e qualità dell’intervento didattico. Pertanto ha elaborato un percorso


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formativo che risulta di notevole interesse per il contesto locale ed
extraprovinciale, vista la sua componente integrata e varia, incentrata
sull’approfondimento degli aspetti tecnico-professionali del profilo, allo
scopo di incentivare un’acquisizione specialistica delle varie competenze
professionali, mantenendo sempre vivo il legame con la realtà di
riferimento, in virtù della connessione con Confcommercio, Confesercenti
e con le varie attività commerciali della zona, di qualsiasi tipologia ed a
qualsiasi livello di servizio, ad essa afferenti.

Il sistema dell’offerta provinciale, nel settore dei Pubblici esercizi,
manifesta trends in linea con quelli che animano il comparto a livello
regionale:
    •  Una tendenza netta alla terziarizzazione dell’economia, che ha
       coinvolto in pieno anche i servizi al consumatore, ambito entro il
       quale vengono classificati i servizi della panificazione
    •  Una concentrazione decisa di detti servizi nei centri urbani
    •  Una politica di delocalizzazione che ha visto puntare su mega Centri
       Commerciali ubicati nelle periferie della città
    •  Uno sviluppo dei servizi al consumatore più legato allo sviluppo del
       turismo che a politiche di reale diversificazione dell’offerta.
Nell’ultima parte degli anni ’90, la terziarizzazione si è ulteriormente
sviluppata, deconcentrandosi nelle aree limitrofe delle città, ma
lasciando per lo più irrisolti i problemi legati alla qualità della vita nei
contesti non centrali, che continuano a patire una carenza cronica di
pubblici esercizi, spesso compressi dalla concorrenza dei grandi Centri
commerciali, nel frattempo sorti in tutto il perimetro urbano. Questo
modello di sviluppo, rischia di comprimere potenzialità notevoli, ancora
inespresse, che il settore dei pubblici esercizi comincia ad esprimere
anche a Lucca, spesso sulla base dell’esperienza dei grandi centri urbani
del centro - nord. Modelli nuovi di offerta commerciale, diversificazioni
nelle produzioni e nei servizi prestati, sistemi avanzati di distribuzione,


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che iniziano ad utilizzare le Nuove tecnologie dell’informazione, si stanno
sviluppando anche nella nostra città. Il progetto intende sostenere questi
processi di innovazione e diversificazione dell’offerta: dotando le imprese
di giovani esperti sia nelle tecniche professionali più avanzate nel campo
della panificazione, ma anche capaci di un’offerta innovativa e
diversificata.
Obiettivo dell'intervento formativo è stato fornire una risposta concreta
alle esigenze emerse dagli attori economici del territorio, attraverso
l'acquisizione da parte dei partecipanti al corso, di competenze adeguate
alla figura professionale che si intende formare. Il contributo del presente
progetto/corso al contesto locale risiede nella possibilità di offrire ai
giovani che sono usciti dai percorsi scolastici tradizionali stanziati, sul
territorio una precisa qualifica professionale spendibile nel vasto
comparto della panificazione, all'interno di imprese artigiane e industriali,
di qualsiasi tipologia ed a qualsiasi livello il servizio venga effettuato,
evitando il rischio di andare ad incrementare il lavoro precario e/o
sommerso- consentendo così a questa fascia di lavoro di emergere e di
consolidarsi.
La tenuta del progetto sarà assicurata dalla rete creata mediante il
supporto dei soggetti sostenitori.
Sottolineiamo la disponibilità delle stesse strutture ad accogliere stagisti
ben formati. Infine, la presenza costante ed il monitoraggio stabile di
tutto il percorso consentiranno agli utenti di essere seguiti
costantemente.

L'intervento formativo si è inserito in maniera coerente all'interno del
territorio provinciale lucchese. Fondamentale in questo senso il sostegno
allo stesso da parte dell'associazione Città del Pane di Altopascio. Questa
associazione è nata con lo scopo di:
-promuovere il riconoscimento e la valorizzazione dei pani e di tipologie
specifiche di pane legate a determinati territori;


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-operare in collaborazione con i panificatori e con gli enti pubblici
competenti per la maggior tutela della qualità del pane e delle risorse
storiche e culturali ad esso legate;
-coordinare le manifestazioni promozionali, tecniche e culturali sul pane,
realizzare materiale documentario e promozionale per favorire la
conoscenza del pane da ogni punto di vista;
-stimolare la cultura del pane anche attraverso la creazione di un centro
di documentazione, di convegni, di manifestazioni espositive;
-promuovere la valorizzazione delle risorse ambientali, paesaggistiche,
artistiche, storiche e culturali dei territori che fanno parte
dell'Associazione;
-costituire una rete di collaborazione e solidarietà tra gli associati, per
favorire l'animazione territoriale e lo sviluppo economico e sociale.
Insomma la tradizione del pane e dell'ospitalità è quindi radicata nella
cultura della gente di Altopascio, ma più in generale del territorio
provinciale lucchese all'interno del quale le tradizioni legate alla
riscoperta delle tradizioni antiche è fondamentale per l'economia del
territorio.
Il contributo di questa Associazione al progetto risulta quindi di
fondamentale importanza perché vuole valorizzare la tradizione della
panificazione e di tutto ciò che vi è legato, ma nello stesso tempo
favorisce anche lo sviluppo economico e sociale del territorio. Per tutte
queste ragioni può rappresentare una risorsa importante per i partecipanti
che termineranno il percorso formativo e andranno ad inserirsi nel mondo
del lavoro.

Il Patto territoriale generalista settore manifatturiero e Servizi coinvolge
tutta la provincia di Lucca e si pone l’obiettivo di una crescita del
territorio secondo i principi di ecosostenibilità ambientale utilizzando il
patrimonio di competenze e di capacità progettuali esistenti a livello
locale.


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Il progetto si pone in linea con questo patto territoriale in quanto offre
l’opportunità di sviluppo delle potenzialità del territorio locale, nel
comparto di riferimento.
Per queste ragioni è emersa l'esigenza di monitorare anche
successivamente alla conclusione del corso l'attività degli allievi. A sei
mesi dalla conclusione del corso è previsto un sondaggio che indichi se
almeno il 30% dei partecipanti al corso che hanno conseguito la qualifica
finale, siano riusciti a trovare un posto di lavoro. Sono previste ulteriori
verifiche successive. Questo consentirà una valutazione il più oggettiva
possibile sulle reali possibilità che il corso ha messo a disposizione agli
allievi.

Ma l'esigenza dell'intervento era nata anche a partire dalle analisi
effettuate sulla dispersione scolastico-formativa negli istituti professionali
dell'Area Lucchese. Si è così riusciti non solo a fornire ai giovani nuove
prospettive occupazionali consentendo loro di portare a termine un
percorso di obbligo formativo, ma in questo modo si è inteso compiere un
primo importante passo per dare un valore aggiunto alla tipica produzione
del pane nella provincia lucchese.

L'articolazione dei moduli è risultata proficua, allorché lo sviluppo delle
competenze volte al miglioramento dell'attenzione al cliente ha
evidenziato l'esigenza di un modulo formativo specifico inerente le
tecniche di comunicazione che ha consentito agli interessati di ottenere
un duplice vantaggio: se da un lato questo ha consentito agli allievi una
maggiore capacità di relazionarsi con l'esterno, ovvero con la clientela,
dall'altro permetterà di avere anche riscontri positivi all'interno
nell'azienda, cioè nei rapporti tra gli stessi addetti ai lavori.

Al di là dei vantaggi di una migliore gestione delle relazioni (sia con i
clienti, sia con i colleghi che i fornitori) non bisogna dimenticare che gli


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allievi sono stati forniti anche delle competenze utili ad incontrare le
esigenze della clientela prestando attenzione alle nuove merceologie e le
nuove tendenze del gusto della clientela. Questo modulo è stato
particolarmente apprezzato dagli allievi che sono stati messi in condizione
di sperimentare nuovi mezzi e hanno potuto trovare stimoli e motivazioni
ulteriori nel mettere in gioco la propria creatività.

Tutto l'iter del processo di formazione ha contemplato una verifica finale
per ogni UFC in modo da creare strumenti didattici ed documenti
indispensabili per supportare l'argomento successivo: grazie a questa
metodologia la progressione dell'iter formativo è stata seguita e
controllata regolarmente consentendo di esaminare la soddisfazione
dell'aula, l'efficacia dei successivi argomenti trattati, i progressi effettuati
dagli allievi come gruppo e singolarmente.

Sono stati infatti messi in atto anche accertamenti periodici che hanno
coinvolto l'aula nel suo insieme. Questo processo è stato valutato assai
positivamente sia dai docenti che dagli stessi allievi, consentendo la
discussione collettiva sugli argomenti trattati a lezione e la conseguente
riflessione foriera di spunti e proposte innovative.

Questi accertamenti collettivi sono stati messi in atto sotto forma di
semplici interrogazioni, domande dirette, test di profitto strutturati e
semistrutturati, prove concrete, risoluzioni di casi pratici che hanno reso
possibile non solo rendere meno pesante il consistente monte ore del
corso, ma anche concretizzare, con l'ausilio di casi pratici ed esperienze,
la parte di teoria prevista e consolidare l'affiatamento e la coesione del
gruppo, facendo percepire l'importanza del concetto di team e la logica
collaborativa nel particolare ambiente della pizzeria e della ristorazione
in genere.



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Hanno concorso alla valutazione finale dell'allievo l'andamento del corso e
la valutazione dello stage nella misura rispettivamente del 30% e del 19%,
mentre il restante 51% è dipeso dalla prova finale stessa articolata in una
simulazione, una prova scritta e un colloquio.

Il modello progettuale del corso e le metodologie in esso sviluppate
rappresentano elementi che risultano facilmente riproducibili in tutta la
realtà regionale. Non solo per l’emergenza costituita dalle tematiche
affrontate, quelle legate alle difficoltà in cui versa il sistema distributivo
di vicinato della Toscana, che comunque riguardano la tenuta del sistema,
ma anche potenzialità che se sfruttate produrrebbero migliaia di nuove
opportunità imprenditoriali ed occupazionali. In tal senso è non solo
possibile, ma auspicabile che il modello proposto dal progetto per addetto
fornaio panificatore venga riprodotto in altre realtà provinciali, visto che
il problema evidenziato, non appartiene a questa o quella provincia, ma
all’intero territorio regionale.




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