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15 Il fornaio

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15 Il fornaio Powered By Docstoc
					 servissero per dipingere lo
 sterna del comune scolpito
 sulla       colonna         che
 sorreggeva la fiera simbolo
 di Lucca. Una lira la ricevette
 Nicolao Carenzi “     per una
 vettura per trasportare una
 pantera da Pietrasanta ed
 una lira e sedici bolognini
 per aggiustare il panno che
 doveva servire per il carro
 che trasportava la pantera”     .
 Dall’ analisi dei documenti,
 finora in nostro possesso,
 esiste una diversità nelle
 date che, per ora, non siamo
 riusciti a spiegare visto che
 le medesime, da me citate,
 sono quelle dei documenti
 consultati. Bartolomeo
 Pellegrini, nella cronaca, ci
 tramanda una visione
 generale di come appariva
 agli inizi del XVI secolo
 piazza San Bernardino,
 descrivendo diligentemente
 le botteghe che vi si
 trovavano. Riporterò alcuni
 brani dell’      opera del
 Pellegrini così, cari lettori,
 quando passerete dalla
 piazza v’     immaginerete
 com’   era 400 anni fa. Una                                       Il fornaio
 casa a due piani con una              Ecco come doveva apparire una delle tante botteghe che si affacciavano
                                       sulla piazza San Bernardino
 sala, una camera ed una
 cucina in sesto San Pietro
 di fianco al cimitero di Santa
 Maria (quest’   ultimo si trovava sul fianco destro della Collegiata, lungo via XX Settembre dove si trova
 ); con uno spazio per andare sul campanile. Confina a sud con la chiesa, ad ovest con la piazza ed
 a nord con due botteghe del comune. Il proprietario pagava, al Vicario, 32 lire annue di pigione. Vicino
 alla Porta (quella San Pietro) il Vicario aveva una stalla che confinava ad est con una bottega del
 comune fatta per la “     becheria”(macelleria). L’  abitazione, occupata dal notaio della gabella, era in
 sesto San Martino. Da levante si affaccia sulla piazza di Camaiore, vicino alla porta. Confina a sud
 con la strada del sesto, ad ovest con gli eredi di Antonio di Squarcia, a nord con una bottega del
 comune e l’   andito delle mura del castello. Un contratto di ser Lorenzo in Poggio ci da notizia che, al
                                    era
 piano terreno di questa casa, c’ una bottega che fu data in affitto per quattro anni dietro un compenso
 annuo di 31 lire
Un’   altra bottega era in sesto San Pietro, di lato alla casa del Vicario, che dall’   anno 1503 fu data in
affitto ad un certo Antonio Lorenzi per quindici anni. Accanto alla casa del Vicario vi era una bottega
che il Pellegrini così la descrive: una bottega in sesto San Pietro, a sud confina con la casa del
Vicario, ad est con un’    altra bottega del comune ad ovest con la scala della casa del vicario ed a nord con
la strada del sesto. Nel 1502 era stata concessa, come si legge in un atto del notaio Lorenzo in Poggio,
in affitto a Francesco di Piero Fiorentini per 4 fiorini.
                                              Leonardo Ferri                                      (continua)

                                                     15

				
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posted:7/30/2011
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