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Fondamenti di pianoforte

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 "i fondamenti dello studio del pianoforte"

                                  Testimonianze
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Queste testimonianze illustrano le speranze, le prove, i problemi, le tribolazioni ed i
trionfi di pianisti e dei loro insegnanti. Le testimonianze non sono solo una raccolta
di approvazioni clamorose, ma sono anche discussioni sincere su cosa significhi
imparare il pianoforte. Mi tocca il cuore il numero di insegnanti che hanno fornito la
loro testimonianza e la loro ammissione di aver ottenuto più successi dai loro
studenti usando questo tipo di metodo. È evidente che gli insegnanti che ricercano
e migliorano i loro metodi di insegnamento sono quelli che hanno più successo.
Numerosi pianisti hanno detto che i loro precedenti insegnanti avevano usato i
metodi sbagliati. Molti, a cui piaceva l'insegnante, hanno fatto notare che questi
usava metodi simili a quelli di questo libro. C'è quasi unanimità nel cosa sia giusto e
cosa sia sbagliato; quindi, quando si segue l'approccio scientifico, non si può
cadere nella situazione in cui non si può essere d'accordo su cosa sia giusto. Sono
rimasto impressionato dalla velocità con cui alcune persone hanno imparato questi
metodi.

Questi estratti sono stati redatti in modo da non poter riconoscere l'identità di chi li
ha scritti, forse solo eccetto loro stessi. I dettagli non rilevanti sono stati tolti così
come le specificità (età, nome, ecc.) sono state generalizzate o rimosse. Se
qualcuno si riconosce in qualcuno di questi e non è d'accordo, me lo faccia sapere.

Le parti tra parentesi quadre [...] sono dei miei commenti. Colgo questa occasione
per ringraziare tutti quelli che mi hanno scritto, mi hanno aiutato a migliorare il libro.
Non posso passar sopra al fatto che questi miei lettori continuano a scrivere il libro
per me (potrei ad esempio inserire i loro commenti e ci starebbero benissimo!). Nei
commenti seguenti non ho inserito solo gli elogi, ma ho scelto il materiale che mi
sembrava significativo (educativo) sia positivo sia critico.

(1) [Da un prete cristiano]
Questo libro è la bibbia del pianoforte. Ho fatto progressi così enormi dopo averlo
comprato (prima edizione). Continuo a consigliarlo agli altri.

(2) [Da un noto e rispettato insegnante di pianoforte]
Ho sfogliato la nuova sezione [sugli esercizi per gli insiemi paralleli] ed ho pensato
che avrei reso nota la mia reazione iniziale. Nei panni del Re in carica degli
OdiatoridiEsercizi, ho fatto forti pressioni per la criminalizzazione degli esercizi, di
Hanon ed altri, ed ho pensato in un primo momento che anche tu fossi caduto nella
marmaglia degli appassionati pseudovoodoo che ripetono, ripetono, ripetono senza
speranza e senza aiuto… Comunque, per arrivare al dunque, vedo un merito nel
tuo approccio se, se, se lo studente segue integralmente le tue indicazioni ed usa
come strumento diagnostico le combinazioni di tasti da te descritte senza ripeterle
tutte quotidianamente. Hai avuto enorme successo nel trovare uno strumento
diagnostico ed un conseguente rimedio! C'era qualcosa di familiare nei tuoi
esercizi, ho pertanto scavato un po' oggi nel mio studio ed ho trovato Technische
Studien di Louis Plaidy, Edizioni Peters, prima stampa 1850. Anche se la filosofia di
Plaidy nell'usare gli esercizi è completamente diversa dalla tua, le note
effettivamente stampate sulla pagina seguono alla lettera (eh… dovrei dire "alla
nota") quello che hai descritto nel capitolo relativo agli esercizi. Gli esercizi di Plaidy
erano molto rispettati in Europa per tutto il tardo 1800 e venivano usati a quel
tempo al conservatorio di Leipzig. Lo stesso Plaidy era un insegnante molto
ricercato e molti dei suoi allievi venivano accettati nella stretta cerchia di Liszt e/o
avevano qualche tipo di successo sul palco. Sei in compagnia dei grandi!

(3) Sono curioso di sapere se conosci il lavoro di Guy Maier. Il suo approccio con la
pratica dell'"impulso" delle cinque dita è simile a quello degli "insiemi paralleli" a cui
accenni? Maier usa, in uno degli esercizi, il principio di ripetere una nota con ogni
dito mentre le altre vengono tenute in silenzio sulla superficie dei rispettivi tasti. Il
nome di uno dei libri di esercizi che scrisse con Herbert Bradshaw, agli inizi degli
anni 40, è "Thinking Fingers". Uno dei suoi primi esercizi per le cinque dita sembra
rispecchiare quello che dici sulle ripetizioni "quadruple" su una singola nota usando
un solo dito, come segue:
a. Dita singole in impulsi di 1, 2, 3, 4, 8 e 16 note ripetute.
b. Esercitare ogni dito separatamente, premendo leggermente gli altri tasti o
mantenendo le dita senza suonare sulla cima del tasto.
c. Usare Do Re Mi Fa con la destra, le 5 dita sull'ottava superiore a quella del Do
centrale, pollice della destra sul Do.
d. Stessa cosa con la sinistra, un'ottava sotto a quella del Do centrale, con il dito 5
sul Do.
e. Esercitarsi a mani separate, iniziare con il pollice della destra, suonare un
impulso di Do, poi rilasciare, poi due impulsi, ecc, fino a 16. Ripetere con ogni dito,
poi con la mano sinistra [Si veda la mia Sezione di esercizi III.7B; è incredibile
come siamo arrivati indipendentemente ai gruppi di "quadruple" (quattro ripetizioni)
fino a quattro quadruple (sedici ripetizioni) in un esercizio praticamente identico al
mio esercizio N.1.]
f. I principianti dovranno suonare gli impulsi lentamente, raggiungendo la massima
velocità (e qui credo c'entrino le tue "quadruple" così tante ripetizioni al secondo è
l'obiettivo)
Maier indica 16 come suo limite. Lui dà un sacco di combinazioni diverse per usare
questo approccio agli esercizi con le cinque dita nei libri Primo e Secondo di
"Thinking Fingers" pubblicato da Belwin Mills Inc., NY, NY nel 1948. Penso che
Maier si sforzasse di aiutare gli studenti a raggiungere la scioltezza necessaria
senza ricorrere alle ripetizioni senza fine di Hanon, Pischna ed altri.

(4) Per favore, mandami il tuo libro sono un insegnante di pianoforte, da 50 anni,
che ha ancora voglia di imparare.

(5) [Questo è quasi incredibile non so che dire]
Quando ero giovane ho iniziato e poi smesso di studiare pianoforte. Quando ero un
adolescente sono andato a [un famoso conservatorio] ed ho provato per anni ad
acquisire la tecnica, ma ho fallito miseramente ed ho ripiegato su una carriera da
ingegnere. Anni dopo sono ritornato al pianoforte (Clavinova) e sto provando a fare
quello che feci anni fa. Una delle ragioni per cui smisi di studiare fu che mia moglie
e mio figlio si infastidivano nel sentirmi ripetere un passaggio molte volte. Il
Clavinova mi aiuta a studiare senza sensi di colpa a qualsiasi ora. Ho letto la tua
pagina web e sono rimasto affascinato. Mi sarebbe piaciuto avere alcune delle tue
idee anni fa. Ho una domanda e non riesco a trovare nessuna risposta che abbia
senso, eppure è una domanda banale. Mi è stato insegnato che quando si suona il
pianoforte si fa cadere il peso del braccio su ogni dito che suona. La forza di
gravità. Non si deve mai spingere, ci si deve rilassare. Chiedevo quindi ai miei
insegnanti come suonare pianissimo. La risposta era di suonare più vicino ai tasti.
Questo con me non funziona.
[Segue una lunga dissertazione su vari metodi di provare a suonare pianissimo con
il peso del braccio e del perché non funzioni. Sembrerebbe che lui possa suonare
pianissimo solo sollevando consapevolmente le mani dai tasti. Inoltre siccome tutto
viene fuori forte, la velocità è un problema].
Potresti gentilmente rispondere alla mia domanda? Cosa se ne fa uno del peso del
braccio quando suona pianissimo? Ho letto un sacco di libri sul suonare il
pianoforte ed ho parlato con tanti pianisti formati. Una cosa è sapere come suonare
qualunque cosa ed è del tutto un'altra sapere insegnare come farlo. [Non avrei
potuto dirlo meglio io stesso!]. I tuoi scritti sono brillanti e rivoluzionari in molti modi,
so istintivamente che se qualcuno mi potesse aiutare questo saresti tu.
[Dopo un complimento del genere dovevo fare qualcosa, quindi ho letto
attentamente le sue descrizioni e sono giunto alla conclusione che lui,
probabilmente, dopo tutti questi anni di tentativi, preme involontariamente sui tasti,
come se fosse ipnotizzato. Gli ho detto di trovare un modo di vedere se
effettivamente premesse in giù una cosa non facile da fare. Questa la sua risposta.]
Grazie della risposta. La verità si esamina meglio esagerando. Il tuo suggerimento
mi ha dato l'idea che forse io debba suonare SEMPRE come suono il MIO
pianissimo sollevando le mani dai tasti. Sono corso sul mio Hanon e SI! Riesco a
suonare molto più velocemente! Sono subito corso a provare i Preludi I e II di Bach,
che non sono mai riuscito a suonare a tempo (144) e con cui ho sempre avuto
problemi a tenere insieme le dita suonando veloce, a 120 le dita suonavano come
una sola nota. Nessun errore, nessuno sforzo. Non solo questo, riesco a suonare
piano o forte alla velocità che voglio. È così incredibilmente FACILE! L'ho appena
scoperto! Non posso crederci. [Segue una lunga analisi di come, negli anni, ha fatto
coincidere il peso del braccio con lo spingere in giù, principalmente per paura di
non comprendere l'insegnante che era rigoroso sul concetto di peso del braccio.
Questa è una cosa che ho sempre sospettato riguardo al metodo del peso del
braccio, enfatizzare troppo il peso del braccio con una disciplina rigorosa può
causare delle neurosi ed incomprensioni forse anche qualche sorta di ipnotismo]
Un grosso muro è appena caduto e adesso dopo così tanti anni di pensieri e di ore
di studio (studiavo fino a 10 ore al giorno al conservatorio e memorizzavo
solamente la musica senza migliorare la tecnica) ora posso vedere oltre. Ho
scoperto di essere capace di suonare più velocemente di quanto avessi mai
sognato (ho appena provato la scala di Do Maggiore e mi sono stupito di essere io
a suonare) con la dinamica di suono che voglio SENZA TENSIONE.
[Segue una lunga descrizione delle nuove cose che sta facendo ora e confronti con
gli sforzi degli anni passati e le critiche degli altri.]
Ti devo ringraziare per tutto questo. Il tuo è stato l'unico libro che abbia mai letto ad
offrire un diverso punto di vista dalle idee accettate, in modo da liberarmi la mente
da una grossa idea sbagliata. Io schiacciavo in giù, non lasciavo andare. Le mie
braccia semplicemente non pesano una tonnellata: sono libere. Siccome avevo
paura della mia insegnante ed ero ossessionato dal peso del braccio,
inconsciamente spingevo in giù. Non ho mai osato suonare ppp per lei. Sapevo
come, ma ero certo fosse la tecnica sbagliata.
[Mi dispiace che questo accada così spesso con i più giovani: non capiscono
l'insegnante ed hanno paura di chiedere, finendo per assumere la cosa sbagliata] .
Quello che mi avrebbe dovuto dire era di NON SPINGERE MAI IN GIÙ; invece mi
sono impuntato sul come il peso delle braccia fosse la chiave di tutto. [Un giovane
deve spingere in giù per dare un qualsiasi "peso" alle sue braccia! Come si spiega
che è sbagliato ad un bambino che non ha studiato fisica?] Non mi permetteva
neanche di suonare veloce [Questo è un altro commento che ho sentito dagli allievi
di insegnanti che usano il metodo del peso la velocità è tabù fino a che non viene
raggiunta una certa soglia.] perché ero teso e diceva che non avrei mai suonato
veloce stando teso. Nel tuo libro dici che dobbiamo suonare veloce per scoprire la
tecnica. Non mi è mai stato permesso di farlo! Il tuo libro e la tua email mi hanno
liberato dalle catene mentali che mi hanno imprigionato per tutti questi anni. Grazie
veramente tanto. Non riesco a descrivere quanto ti sia riconoscente per le tue
illuminazioni. [Anche se i miei precedenti commenti sembrano essere del tutto
contrari alla scuola del peso del braccio, non è questo il caso difficoltà del genere
accadono a tutti i metodi che si basano su informazioni insufficienti sulle mani da
parte dell'insegnante. Sfortunatamente un gran numero di insegnanti di pianoforte
ha ironicamente dimostrato questa sindrome.]

(6) Ho trovato il tuo libro su internet e mi considero molto fortunato. Grazie mille per
aver fatto questo sforzo nel descrivere in modo sensato la tecnica del pianoforte e
le abitudini di studio. Sono un insegnante di pianoforte. Ho solo cominciato a
leggere il libro ed ho già usato alcune tecniche con i miei studenti. A loro è piaciuto,
ed anche a me. Studiare diventa molto più interessante. Conosci il libro "The
Amateur Pianist's Companion" di James Ching, pubblicato da Keith Prowse Music
Publishing Co., 1956, London? Probabilmente hanno smesso di stamparlo ma lo ho
trovato di seconda mano su http://dogbert.abebooks.com/abe/BookSearch.
Potrebbe interessarti perché i dettagli sulla giusta posizione, movimenti e condizioni
descritte in questo libro sono il risultato di ricerche estese nella meccanica
fisiologica della tecnica pianistica fatte dall'autore con l'aiuto di H. Hartridge,
Professore di Fisiologia, e H. T. Jessop, Docente di Meccanica e Matematica
Applicata, alla University of London.

(7) Sono così grato di aver trovato il tuo sito. Sono un pianista adulto a cui è stato
insegnato tutto sbagliato quando era giovane. Sto ancora cercando di disimparare
la cattiva tecnica e le brutte abitudini. Ora prendo lezioni da un insegnante molto
bravo.

(8) Qualche settimana fa ho scaricato il tuo libro da internet ed ho iniziato a
provarlo. Sono circa a metà strada ed ancora molto lontano dall'applicare tutto, ma
sono fin'ora così contento dei risultati che ho pensato di darti qualche commento
spontaneo. Innanzitutto un po' di storia: ho studiato pianoforte fino ad un livello
avanzato ed ho cominciato a prendere il diploma, cosa che ho smesso dopo un
anno per studiare matematica. Dopo la laurea ero un pianista dilettante entusiasta,
ma negli ultimi vent'anni ho suonato sempre meno, principalmente a causa della
frustrazione dovuta alla mancanza di progressi, convinto che non sarei mai riuscito
a trovare le ore necessarie per esercitarmi e diventare un pianista migliore.
Cercavo qualche suggerimento per comprare un pianoforte ed ho trovato il tuo sito.
Dopo aver letto un paio di capitoli ho scaricato tutto ed ho iniziato a provarlo. Non
era la prima volta che provavo a migliorare con un libro o con i consigli di un
insegnante, ma sono ottuso. Ecco la mia esperienza dopo tre settimane. [Da notare
come la gente impara velocemente e fa immediatamente uso di questi metodi.]
Mi sono concentrato sullo studio di quattro pezzi a me molto cari:
- Ravel, Prelude
- Chopin, Prelude N. 26 in Lab Maggiore
- Poulenc, Novelette N.1
- Ravel, Alborada del Graziosa da Miroirs
Il Preludio di Ravel è un piccolo pezzo che apparentemente non presenta difficoltà
tecniche. Questo è un pezzo che ho sempre suonato a prima vista, ma mai
veramente bene. C'è una sezione a mani incrociate, con alcune squisite
dissonanze e qualche difficoltà, a metà, ma tutto qui. Ho applicato i metodi di studio
del libro ed immediatamente si è ravvivato con molte più sfumature che gli avessi
mai dato. È tutt'altro che il pezzaccio che pensavo fosse, ma senza il modo giusto
di studiarlo mi sarebbe sempre sembrato esserlo.
La Novelette di Poulenc è uno dei pezzi che ho suonato almeno una volta a
settimana per vent'anni e ne sono orgoglioso. Non l'ho mai suonato del tutto
soddisfatto, ma ho sempre creduto che questo fosse dovuto alla mancanza di
tempo per esercitarmi. Con l'uso dei tuoi suggerimenti ho iniziato ad analizzare
cosa non andava. A parte alcune sezioni, che ovviamente non avevo imparato nel
modo giusto, il risultato più sorprendente è stato che mi era impossibile andare a
tempo col metronomo! Un'analisi più dettagliata ne ha rivelato la causa: un sacco di
musica di Poulenc richiede degli spostamenti rapidi e strambi della posizione della
mano, dovendo al tempo stesso mantenere una linea melodica. La brutta abitudine
che avevo acquisito era quella di "afferrare" i tasti durante gli spostamenti, disfando
quindi la linea melodica con l'aumentare graduale della velocità del pezzo. Ora
sono molto soddisfatto del modo in cui lo suono e mi rimane anche un sacco di
tempo per considerare la musica.
Alborada del Graziosa è un caso a parte. Questo è un pezzo amichevolmente
difficile che ho provato ad imparare in passato, ma del quale non riuscivo a portare
alcuni passaggi alla velocità giusta. La mia solita assunzione era quella che fosse
necessario più tempo di studio e che non riuscivo a trovarlo. Ancora una volta, per
impararlo, ho applicato i metodi del tuo libro e, dopo tre settimane, non ci sono
ancora, ma posso suonarlo in gran parte alla velocità giusta e in maniera
ragionevolmente musicale. Confido di averlo tutto nelle dita tra un paio di
settimane, dopodiché posso concentrarmi sulla musica.
Da ultimo, ma non come importanza, c'è il preludio di Chopin. L' ho imparato per un
esame quando avevo 16 anni e da allora non lo ho mai veramente suonato. Ho
iniziato a reimpararlo ed ho fatto un paio di scoperte. Innanzitutto non l'avevo mai
suonato alla sua velocità, neanche all'esame, e questo era qualcosa che dovevo
sistemare. Questo, tuttavia, semplicemente non funzionò. Scoprii due ragioni per
cui non riuscivo a suonarlo velocemente. Primo, avevo imparato a fingere il legato
col pedale ma una volta che acceleri ottieni un miscuglio di suoni e se provi ad
usare il pedale non ci riesci. Secondo, la sezione centrale contiene, nella sinistra,
alcuni accordi arpeggiati ed allungati che si spostano ad ogni misura. Suonando
lentamente sono ok, ma a velocità diventano un diavolo di difficoltà ed anche
dolorosi da suonare. Fondamentalmente ho dovuto reimparare questo pezzo:
nuova diteggiatura, nuove posizioni delle mani, diverso uso del pedale, eccetera.
Ora posso suonarlo a qualsiasi velocità senza sforzo, la ho trovata essere una
dimostrazione interessante di quello che dici nel libro questo è un pezzo molto
piccolo che sembra piuttosto facile, ma a velocità cambia completamente carattere
e frustrerà qualunque studente che usi il metodo intuitivo, a meno che non sia
benedetto da una estensione della mano di una ottava e mezza.
Concludendo, vorrei ringraziarti per aver scritto il libro ed ancor di più per averlo
reso disponibile su internet. Ho speso un sacco di soldi, in passato, per insegnanti
molto raccomandabili e nessuno di essi, pur non avendo dubbi sul fatto che loro
abbiano compreso queste tecniche, ha saputo insegnarmi come studiare.

(9) Penso che il tuo libro sia una valida lettura anche se molte "regole" (come lo
studio a mani separate, l'attacco dell'accordo, ecc.) le ho già imparate da altri
insegnanti. Nella mia logica anche se una sola regola nuova del tuo libro
funzionasse varrebbe molto di più dei quindici dollari che ho speso per la prima
edizione. Mi piace anche la sezione su come prepararsi ai concerti. Sono d'accordo
che studiare a piena velocità prima del concerto sia da evitare, ne ho parlato con il
mio insegnante e vediamo diverse ragioni per non farlo [segue una estesa
dissertazione sul perché sia sbagliato ripassare il pezzo alla massima velocità il
giorno del concerto e perché può dare problemi, non la ho riportata qui perché non
la capisco]. Ripassare a velocità prima del concerto è quindi una situazione
sfavorevole. Infine mi piacerebbe saperne di più su come guadagnare velocità e su
come unire le mani in modo più efficace. Alcuna musica (mi vengono in mente le
invenzioni di Bach) è facile da suonare a mani separate ma difficile a mani unite.
Complessivamente mi è piaciuto leggere il tuo libro.

(10) Incoraggio tutti a provare lo studio a mani separate come descritto nel tuo libro.
Quando studiavo con Robert Palmieri alla Kent State University, me lo faceva fare
come parte della procedura di studio. Mi ha aiutato ad andare oltre il livello
dilettantistico verso una tecnica molto migliore e un modo musicale di suonare.

(11) Sulla base di quello che sono riuscito a racimolare dal tuo sito web, ho
applicato uno dei principi suonare a mani separate a piena velocità in un paio di
passaggi difficili in due tipi di pezzi completamente diversi: uno è un inno da chiesa,
l'altro un pezzo jazz. È interessante come l'abbia scoperto andando in chiesa ieri e,
al momento di accompagnare la congregazione, le parti difficili che ho studiato a
mani separate erano tanto solide quanto l'intero inno. Sembrava che ogni volta in
cui arrivavo ai punti difficili scattasse una molla mentale che avvisava il mio
cervello/sistema nervoso di eseguire quelle parti con particolare cura e precisione.
Lo stesso vale per le parti difficili nel pezzo jazz, che ora non è più per niente un
problema.

(12) Circa un anno e mezzo fa ho ordinato da te il libro "I fondamenti dello studio
del pianoforte". Volevo solamente ringraziarti personalmente per il contributo. Mi ha
aiutato un sacco! Non avevo mai saputo come studiare, prima del tuo libro, perché
nessuno me lo aveva mai insegnato. Sono andato a lezione, per carità, ma gli
insegnanti non mi hanno mai insegnato come studiare. Non è incredibile!? Credo
che sia una cosa comune. Il miglior consiglio per me è il tuo suggerimento di
suonare ad una velocità molto minore l'ultima volta che ripassi il pezzo che stai
studiando. Devo ammettere che sviluppare questa abitudine mi è molto difficile, ma
ci sto provando. Trovo che studiare lentamente sia di grande aiuto, anche studiare
una o due misure alla volta è prezioso! Mi piacerebbe che memorizzare fosse più
semplice, se hai qualche idea su come farlo fammela conoscere. [Ho aggiunto un
bel po' di materiale sulla memorizzazione da quando ho ricevuto questa lettera.]

(13) Grazie per aver risposto alle mie domande sullo studio del pianoforte. Devo
dirti che c'è un particolare difficile preludio di Chopin, quello in Do# minore. Quando
ho ricevuto il tuo libro ho padroneggiato in un giorno questo preludio alla sua
velocità. Di sicuro è piccolo, ma molti pianisti ci combattono. Questa esperienza è
stata molto incoraggiante.

(14) Sto studiando pianoforte da otto anni adesso ed ho comprato il tuo libro un
anno fa. Dopo averlo letto le mie sessioni di studio quotidiano da un'ora sono molto
più produttive. Imparo anche più velocemente i nuovi pezzi. Hai mostrato acume
nelle seguenti cose:
- Metodi di studio corretti.
- Come affrontare un nuovo pezzo.
- Studiare lentamente (quando farlo e perché).
- Quando suonare più velocemente del normale.
- Come prepararsi all'esecuzione in pubblico.
Non sono d'accordo con tutto quello che scrivi, ma leggo il tuo libro ogni paio di
mesi così da non perdere di vista il modo giusto di studiare.
[Questa è una cosa comune: il mio libro è una raccolta così densa che è necessario
leggerlo diverse volte.]

(15) Dopo una settimana sono rimasto contento di me stesso e del metodo perché
ho pensato di aver MEMORIZZATO (con successo!!!) un'intera pagina a mani
separate. Questo era un traguardo assolutamente sconosciuto per quel che mi
riguardava, ma i problemi sono sorti quando ho cercato di mettere insieme le mani,
cosa che ho provato a fare mentre studiavo il resto del pezzo. Ho anche scoperto,
provando ad impararlo, che avevo 'memorizzato' in modo sbagliato ed ho finito per
scrivermi delle note.
[Questo accade probabilmente più spesso di quanto saremmo indotti ad ammettere
quando si ha difficoltà a portare a velocità il pezzo a mani unite, SI CONTROLLI LO
SPARTITO! La causa potrebbe essere un errore nel leggere la musica. Gli errori di
ritmo sono particolarmente difficili da individuare.]
Il tuo libro MI HA DATO esattamente quello che stavo cercando e cioè qualche
base per scoprire come imparare più velocemente e più efficientemente. Nessun
insegnante è mai stato in grado di darmi alcun indizio su cosa fare per imparare un
pezzo. L'unico suggerimento che abbia mai ricevuto è stato: "Dai un'occhiata a
questo e vedi cosa riesci a fare" e su come migliorare la precisione e/o la velocità:
"Continua a studiare, studiare, studiare…" COSA??? Ora ho le risposte a queste
domande vitali. Grazie.

(16) Sto leggendo il tuo libro sul sito e ne sto ricavando un sacco. Mi hai ispirato a
studiare nel modo che ho sempre saputo essere il migliore, ma che non ho mai
avuto la pazienza di applicare. Quello che descrivi sugli accordi prima di provare a
suonare le parti velocemente mi ha aiutato molto. Penso che la mia incapacità a
suonare oltre una certa velocità sia dovuta a una disparità di fondo nelle dita che
non ho mai preso in considerazione. Dicevo sempre: "Non posso suonare bene
veloce e basta." Sono riuscito a studiare una piccola parte di uno studio usando
l'attacco ad accordo e posso effettivamente suonarlo del tutto uniformemente e
senza problemi! Sono curioso riguardo alle tue teorie sullo sviluppo dell'orecchio
assoluto. Il campo di studi sembra diviso su questo: ereditarietà o ambiente. [Dal
momento di questa lettera ho aggiunto gli esercizi per gli insiemi paralleli, per gli
accordi ed ho scritto un'ampia sezione sull'acquisizione dell'orecchio assoluto.]

(17) Volevo solo farti sapere quanto la mia famiglia di musicisti abbia apprezzato il
tuo libro sul suonare il pianoforte. Senza dubbio nel libro porti avanti alcune idee
innovative e poco ortodosse che funzionano veramente, anche se sembrano
estreme rispetto agli standard degli insegnanti di pianoforte. [Sono d'accordo] Il
metodo di studiare a mani separate sembra funzionare abbastanza bene così come
quello di non suonare tutto così lentamente! Inoltre il non mettere troppa enfasi sul
metronomo si sta rivelando benefico. Sicuramente i tuoi metodi hanno aiutato a
velocizzare i tempi di acquisizione dei nuovi pezzi e non posso immaginare come
abbiamo fatto fin'ora senza sapere queste tue "verità musicali". Grazie ancora per
aver scritto questo meraviglioso GIOIELLO di libro!

(18) Ho letto le sezioni online e penso che ogni insegnante di pianoforte dovrebbe
leggere questo libro. Sono uno degli sfortunati che ha speso sette anni ad
esercitarsi sulle scale e sull'Hanon senza nessuna idea sul rilassamento o sui
metodi di studio efficaci. Ho iniziato ad usare i consigli sul modo giusto di studiare
dai gruppi di discussione su internet e dai vari libri, ma il tuo è di gran lunga il più
completo e convincente che abbia trovato finora.

(19) Sono un pianista di livello intermedio. Un mese fa ho scaricato alcune parti del
tuo libro e devo dire in una parola che è favoloso! Essendo uno scienziato apprezzo
il modo strutturato in cui la materia viene presentata e spiegata ad un livello terra
terra. Ho cambiato il mio modo di vedere lo studio del pianoforte. Specialmente la
parte sulla memorizzazione mi ha aiutato a ridurre notevolmente gli sforzi per
ricordare. Il mio insegnante privato (un esecutore di concerti da solista) usa pezzi e
parti del tuo metodo. Tuttavia questo insegnante è un fedele di Czerny e non ha
mai sentito parlare del pollice sopra. È necessario porre più attenzione al pollice
sopra, specialmente su come unire gli insiemi paralleli in modo continuo. Gli ho
dato una copia del libro e lo consiglio a tutti.
[Un anno dopo]
Ti avevo già scritto una volta più di un anno fa riguardo al tuo fantastico libro su
internet. I metodi funzionano davvero. Usando i tuoi metodi sono riuscito a imparare
e padroneggiare alcuni pezzi molto più velocemente. I tuoi metodi funzionano
veramente per i pezzi famosi per essere difficili da memorizzare come alcune
sonate di Mozart ed alcuni pezzi che il mio insegnante dice esserlo come le
Invenzioni di Bach o alcuni preludi di Chopin. Facili usando il tuo metodo. Sto
affrontando la Fantaisie Impromptu e questo pezzo che sembrerebbe impossibile
ora appare alla mia portata! Mi piace anche il tuo contributo sulla mente
subcosciente. Mi chiedevo se tu conoscessi il libro di J.D.Sarno, "The Mindbody
Prescription". Questo libro parla del subcosciente nello stesso tuo modo. Nella mia
tesi di dottorato ho risolto un sacco di enigmi teorici che sembravano insolubili
proprio come hai fatto tu. Ho nutrito il cervello e qualche giorno dopo la soluzione è
saltata fuori. Quindi quello che scrivi è decisamente corretto!

(20) I tuoi suggerimenti su come memorizzare la musica creando associazioni (una
storia per esempio) mi sembravano stupidi, ma mentre studiavo non potevo fare a
meno di chiedermi a cosa avrei associato certi passaggi musicali che avevano un
accordo di Fa. Mi è venuto in mente "F come FAllire". Ho pensato che non fosse
molto incoraggiante come pensiero! Adesso però ogni volta che arrivo a quella
frase mi ricordo del Fa: ce l'ho. Capperi! Grazie. Il tuo libro è molto utile, rispecchia i
suggerimenti del mio insegnante, ma con maggiori dettagli. Quando non posso
suonare il pianoforte non c'è niente di più divertente che leggere sul suonare il
pianoforte. Nelle ultime settimane prima del mio ultimo saggio, il mio insegnante mi
ha consigliato di andare avanti nonostante gli errori e tornare indietro dopo a
lavorare sulle misure problematiche, molto di quello che suggerisci, anche se è
stato l'unico momento in cui è venuto fuori. Lei dice che la maggior parte delle
persone non si accorge neanche dell'errore a meno che non venga interrotta la
musica. Il suo punto è quello di non fermarsi e tornare dopo alla misura
problematica. Mi ritrovo a correggermi un sacco da solo (balbettare): ho intenzione
di focalizzarmi sul non farlo. Questo consiglio non è intuitivo, lo sai, uno corregge gli
errori naturalmente quando accadono. Mi rendo ora conto che così facendo non si
fa altro che aiutarli a presentarsi.

(21) Mi sono imbattuto nel tuo libro on line sullo studio del pianoforte mentre
cercavo articoli sull'orecchio assoluto. Dopo averlo letto sono rimasto impressionato
dall'approccio scientifico che hai usato. Mi ha aiutato molto specialmente il concetto
di "muro di velocità" e come superarlo. Ho trovato il tuo libro proprio al momento
giusto, perché vengono trattati molti dei problemi che incontro suonando il
pianoforte. Molti insegnanti di pianoforte sembrano non avere un chiaro concetto
scientifico di come trattare i problemi specifici degli studenti di livello intermedio. Sto
perciò affrontando il tuo libro sezione per sezione con buon successo. Mancano
parecchie cose: in alcuni capitoli delle figure sarebbero d'aiuto (come la corretta
posizione della mano, il pollice sopra, gli esercizi per gli insiemi paralleli); qualcosa
come una tabella cronologica della seduta di studio potrebbe tornare utile
("Studiare a freddo" sarebbe in prima posizione per esempio); parli sempre
dell'importanza di QUANDO fare COSA, potresti ordinare gli esercizi che spieghi in
modo che siano il più efficaci possibile? Comunque voglio esprimere la mia più
profonda approvazione per il tuo progetto!

(22) Per tutto questo inverno ho continuato ad imparare il pianoforte per conto mio
e devo dire che ogni parola del tuo libro è vera. Ho studiato pianoforte per diversi
anni ed ho fatto solo progressi medi. Siccome amo il pianoforte e la musica
romantica, questo mi fa impazzire e mi frustra profondamente. Dopo aver applicato
i tuoi metodi, da circa un anno a questa parte, ho fatto progressi tremendi. Sto
lavorando su diversi pezzi contemporaneamente, composizioni che non avrei mai
pensato di poter suonare: è magnifico. Oggi ho un piccolo repertorio che posso
suonare con grande soddisfazione.

(23) Ho ordinato e ricevuto la prima edizione del tuo libro ed ho letto alcune sezioni
della seconda. Ho trovato le tue informazioni estremamente valide. Ti sto
mandando questa email perché spero di ottenere qualche consiglio sul mio
concerto in arrivo. Sono estremamente nervoso, ma dopo aver letto le sezioni sui
concerti ne capisco l'importanza. Magari avessi avuto le tue note sulla
memorizzazione quando ho iniziato, perché ci ho messo veramente un sacco di
tempo a memorizzarlo (nel modo sbagliato). Non sono sicuro su come eseguire il
pezzo per questo concerto; nei pochi casi in cui ho suonato per gli altri incespicavo
in certi passaggi perché dimenticavo dov'ero a causa del nervosismo. Questo è il
mio primo concerto quindi non so cosa aspettarmi e qualunque consiglio o trucco
su come prepararmi è ben accetto.
[Dopo un po' di scambi su cosa doveva suonare, ecc. gli ho dato lo scenario delle
tipiche sedute di studio per preparare un concerto e cosa aspettarsi durante
l'esecuzione. Dopo il concerto ho ricevuto questa:]
Volevo solo farti sapere che il concerto è andato estremamente bene, considerando
che era la prima volta. I consigli che mi hai dato sono stati di grande aiuto. All'inizio
ero nervoso, ma poi mi sono focalizzato (esattamente come mi avevi detto sarebbe
successo). Sono stato anche in grado di focalizzarmi sulla musica piuttosto che sui
movimenti. Il pubblico è rimasto stupito dalle mie capacità di suonare a memoria
(esattamente come avevi detto avrebbe fatto). Avevi ragione anche nel dire che
un'esperienza positiva come questa mi avrebbe aiutato nella sicurezza in me
stesso: mi sento alla grande riguardo al concerto! Il mio insegnante viene da [un
famoso conservatorio] ed insegna gli esercizi Hanon ed altro materiale sulla
tecnica. Questo è il motivo per cui il tuo libro è stato una miniera d'oro. Voglio
riuscire a suonare i pezzi che mi piacciono senza dover spendere vent'anni per
impararli, ma credo di aver bisogno anche di un insegnante.
(24) Caro Signor Chang, non mi aspetto che lei si ricordi di me, ma le spedii una
email un po' più di un anno fa, ponendole alcune domande sul suo libro "I
fondamenti dello studio del pianoforte". Mi piacerebbe farle sapere come sta
andando con il pianoforte nell'ultimo anno, usando il suo metodo. Ho iniziato a
suonare circa a Natale 2002, usando il suo metodo sin dall'inizio. A metà Marzo
2003 mi sono iscritto alla competizione pianistica della mia scuola superiore, per
divertimento e per fare un'esperienza - non nella speranza di vincere la loro borsa
di studio da 500 dollari. Ho vinto inaspettatamente il primo premio, gareggiando con
alcuni dei pianisti/musicisti più esperti (che suonano da fino a 10 anni). Ho sorpreso
la giuria, dopo che ebbe pubblicato i risultati, dicendo loro che suonavo da tre mesi.
Qualche giorno fa ho vinto anche l'edizione di quest'anno. In altre parole, i
progressi sono arrivati molto velocemente. Un progresso del genere è il più grande
motivatore (oltre alla musica, ovviamente), perciò mi vedo suonare - e migliorare -
al pianoforte per il resto della mia vita. Sebbene debba dar credito anche ai miei
insegnanti, il suo metodo è la base su cui loro hanno costruito e credo sia la
ragione principale dei miei progressi. Tuttavia mi considero ancora un principiante
(secondo i miei standard) perché ho ancora molta strada da percorrere prima di
arrivare dove voglio. Questo è il mio sito web: http://www.mtm-piano.tk contiene
tutte le registrazioni che ho fatto finora (18), in modo che tutti possano ascoltarle.
(Nota: non ho potuto aggiornare l'aspetto del sito ultimamente, a causa degli esami
a scuola, ma ho ri-registrato i pezzi - i più recenti sono: il preludio "Raindrop" di
Chopin, la K466 di Scarlatti e l'Invenzione di Bach in Fa Maggiore - senza cambiare
la prima pagina). Le sarei immensamente grato se potesse ascoltarne alcuni e
dirmi cosa ne pensa! Ho intenzione di ri-registrarne la maggior parte durante
l'estate, perché non sono completamente soddisfatto di alcuni. Terrò a mente i suoi
consigli quando li ri-registrerò. La mia prossima registrazione sarà la Sinfonia di
Bach in Mi minore, e ho in programma di finirla entro la fine della prossima
settimana. Il suo libro è molto di più di quanto qualunque amante della musica e del
pianoforte possa aspettarsi, e non posso ringraziarla abbastanza per l'aiuto che mi
ha dato e che darà a tanti altri aspiranti pianisti. Continuo a consigliarlo a tutti quelli
interessati ad imparare a suonare il pianoforte.
Con affetto,
Marc McCarthy
P.S. Ha intenzione di completare la seconda edizione in qualche momento nel
futuro ? Se lo farà, la comprerò sicuramente - sarebbe di gran lunga comodo avere
un'edizione finale, cartacea, come riferimento.

(25) [Infine centinaia di comunicazioni del tipo:]
- Devo dire che il tuo libro è eccellente.
- Da quando ho letto il libro di C. C. Chang "I fondamenti dello studio del pianoforte"
ho provato i suoi suggerimenti. Grazie a chi me lo ha indicato ed al signor Chang
per aver speso il tempo di scriverlo e di averlo reso disponibile.
- Ho trovato le tue pagine web molto utili per il mio lavoro di pianista.
- Il tuo lavoro è magnifico!
- Questo è d'aiuto ed è incoraggiante, visto che ritorno al pianoforte dopo anni
senza averne avuto uno a disposizione. Grazie!
- Mi sei stato di grande aiuto.
- Da quello che ho letto fin'ora è tutto molto sensato e non vedo l'ora di provarlo.

				
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posted:7/21/2011
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