Capitolo 6. Il mercato del lavoro - PowerPoint by zhangyun

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									Bongini,Di Battista, Nieri, Patarnello, Il sistema finanziario, Il Mulino 2004
    Capitolo 9. Le imprese di assicurazione e i fondi pensione




         Capitolo 9
Le imprese di assicurazione
     e i fondi pensione



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Bongini,Di Battista, Nieri, Patarnello, Il sistema finanziario, Il Mulino 2004
    Capitolo 9. Le imprese di assicurazione e i fondi pensione


                              Indice
• Le imprese di assicurazione
• Il bilancio delle imprese di
  assicurazione
• La struttura del settore
  assicurativo in Italia
• I fondi pensione
• La struttura del settore dei fondi
  pensione in Italia
                                     2
                Definizione

               INTERMEDIARI
( ex art. 2 – Regolamento ISVAP n. 5 del 16
                 ottobre 2006 )


Le persone fisiche o le Società, iscritte nel
Registro Unico elettronico ( RUI ) degli
intermediari assicurativi e riassicurativi di cui
all’art. 109 del decreto legislativo 7 settembre
2005 n. 209 ( CODICE DELLE ASSICURAZIONI
), che svolgono a titolo oneroso l’attività di
intermediazione assicurativa o riassicurativa
         Tipologie di INTERMEDIARI - 1

  L’art. 109 secondo comma del decreto
  legislativo 7 settembre 2005, n. 209 ( CODICE
  DELLE ASSICURAZIONI ) suddivide in diverse
  sezioni gli INTERMEDIARI :

• Sez.A – Gli AGENTI DI ASSICURAZIONE, che
  agiscono in nome e per conto di una o più
  imprese di assicurazione

• Sez.B – I mediatori di assicurazione, denominati
  BROKER, che agiscono su incarico del cliente e
  senza poteri di rappresentanza delle imprese
            Tipologie di INTERMEDIARI – 2
• Sez. C – I PRODUTTORI DIRETTI, che esercitano
  l’intermediazione assicurativa nei rami Vita,
  Infortuni e Malattia per conto e sotto la
  responsabilità di un’impresa di assicurazione

• Sez. D – le BANCHE, gli INTERMEDIARI
  FINANZIARI, le SIM ( Società di intermediazione
  mobiliare ), la società POSTE ITALIANE –
  Divisione Servizi di Bancoposta

• Sez. E – i soggetti addetti all’intermediazione, quali
  i dipendenti, i collaboratori, i produttori e gli altri
  incaricati degli intermediari iscritti alle sezioni A) B)
  e D) per l’attività di intermediazione svolta al di
  fuori dei locali dove l’intermediario opera
La Regolamentazione in Italia
L’organismo di controllo sul mercato assicurativo
italiano e sulle compagnie è l’Istituto per la Vigilanza
sulle Assicurazioni Private e di interesse collettivo
(ISVAP) - istituito con legge 576/1982 al fine di
“esercitare compiti di vigilanza nei confronti delle
imprese di assicurazione e riassicurazione, nonché di
tutti gli altri soggetti sottoposti alla disciplina sulle
assicurazioni private, compresi gli agenti ed i
mediatori di assicurazione”.

I poteri conferiti all’ISVAP:
���� controllo sulla gestione delle compagnie di assicurazione
(gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale e contabile);
���� emanazione di regole di comportamento;
���� garantire il rispetto delle regole di correttezza e di
trasparenza;
���� poteri sanzionatori
       Il CONTRATTO DI ASSICURAZIONE


Definizione ex art. 1882 Codice Civile
  L’assicurazione è il contratto col quale l’assicuratore,
  verso il pagamento di un premio, si obbliga a rivalere
  l’assicurato, entro i limiti convenuti, del danno prodotto
  da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una
  rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita
  umana”.
      Il CONTRATTO DI ASSICURAZIONE

                        ⇩
“Il contratto di assicurazione deve essere provato per
iscritto.
L’assicuratore è obbligato a rilasciare al Contraente
la polizza di assicurazione o altro documento da Lui
sottoscritto “

            Art. 1888 del Codice Civile
              ( Prova del contratto )
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            Il CONTRATTO DI ASSICURAZIONE

I soggetti interessati

• L’ASSICURATORE – il soggetto che si obbliga
  ad eseguire le prestazione pattuite

• Il CONTRAENTE – colui che stipula in nome
  proprio o in nome altrui
• L’ASSICURATO – colui il cui interesse è
  protetto dall’assicurazione
• Il BENEFICIARIO – la persona che beneficia
  della prestazione assicurativa

                                     9
        Le imprese di assicurazione

• Con l’assicurazione l’individuo, previo versamento di
  un importo (premio), che tuttavia è inferiore all’intero
  ammontare necessario per far fronte al bisogno
  economico, ottiene i mezzi da un altro soggetto
  quando si verifichi l’evento.
• L’assicurazione si basa sul principio mutualistico:
   - attuato direttamente da una collettività di soggetti
  esposti allo stesso rischio, che si impegnano
  reciprocamente a versare pro quota dei contributi a
  favore di coloro che sono colpiti dall’evento.
   - attuato indirettamente: tramite intermediario,
  impresa di assicurazione che assume contratti dai
  caratteri omogenei, e gestisce, istituzionalmente e
  sistematicamente, i rischi ad essa trasferiti dagli
  assicurati.
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    Gli intermediari assicurativi e
             previdenziali
• Gestiscono in pool rischi che vengono
  loro ceduti dagli assicurati, dietro
  corrispettivo di un premio, e si
  impegnano a risarcire l’assicurato se il
  rischio si verifica
• Sono intermediari trasformatori, dal
  momento che investono i premi
  incassati in attività finanziarie (e reali)

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            Il CONTRATTO DI ASSICURAZIONE

•    Particolarità delle Imprese di assicurazione

1.   INVERSIONE DEL CICLO MONETARIO – gli incassi
     dei premi precedono temporalmente gli esborsi dei
     capitali assicurati a seguito di sinistro

2.   FUNZIONE DI INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA
     – raccolta di risparmio e investitore istituzionale




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       Le imprese di assicurazione come
            intermediari finanziari
• L’attività assicurativa comporta la raccolta ex ante dei premi
  allo scopo di costituire i capitali necessari a onorare gli
  impegni verso gli assicurati. Tali risorse finanziarie anticipate
  vengono investite dalla compagnia affinché i proventi del loro
  impiego contribuiscano a coprire i costi aziendali (investitori
  istituzionali).
• Differenze con gli intermediari tipici:
    - passività delle imprese di assicurazione: peculiarità dei
  contratti stipulati con il pubblico, ovvero l’aleatorietà della
  prestazione nei confronti dei singoli assicurati (tranne nelle
  polizze        vita     a       contenuto       di      risparmio).
  -Nel caso delle assicurazioni danni: le riserve tecniche
  possono essere anche maggiori dei premi complessivi raccolti.
  Le passività si caratterizzano per un grado di liquidità
  stimabile       solo    statisticamente,     dipendendo         dalla
  manifestazione di eventi aleatori a differenza delle banche e
  degli altri intermediari.
    - Nel caso di assicurazioni vita vi è una minore incertezza
  nelle passività: la compagnia sa di dover adempiere la propria
  prestazione nei confronti di tutti gli assicurati e quindi conosce
  i destinatari delle prestazioni assicurative fin dalla stipula.
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    Capitolo 9. Le imprese di assicurazione e i fondi pensione


  Le imprese di assicurazione
• Se operano nel ramo vita gestiscono
  rischi attinenti la vita umana
  dell’assicurato:
    – rischio di longevità
    – rischio di morte
• Se operano nel ramo danni gestiscono
  rischi in capo all’assicurato:
    – attinenti il suo patrimonio (incendio, furto,
      etc.)
    – attinenti la persona (infortunio, malattia,
      responsabilità civile, etc.)
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 Condizioni per l’assicurabilità di
              un rischio
• Esistenza di un numero elevato di
  soggetti esposti in ugual misura
  allo stesso rischio
• Probabilità di accadimento
  dell’evento temuto da ciascun
  soggetto non correlate e
  indipendenti dal comportamento
  del soggetto assicurato
• Misurabilità del danno
                                     15
Le assicurazioni sulla vita


   •Per il caso di morte
        Temporanea
        Vita intera


   •Per il caso vita
        Capitale differito
        Rendita
   •Mista
                 Temporanea

L’assicuratore si impegna a corrispondere ai
beneficiari il capitale assicurato stabilito in polizza
all’epoca dell’eventuale morte dell’assicurato, a
condizione che questa avvenga entro il termine della
durata del contratto, come descritto in polizza. Le
durate usuali sono di 10, 15, 20 anni.


Una forma particolare è costituita dalla cosiddetta
“assicurazione di annualità” che consiste nell’impegno
della Compagnia di subentrare nel pagamento delle
residue rate di mutuo nel caso in cui l’assicurato
dovesse morire prima di averlo estinto.
                  Vita intera

L’assicuratore si impegna a corrispondere ai
beneficiari il capitale assicurato stabilito in
polizza alla morte dell’assicurato, in qualunque
momento essa avvenga.


A differenza di quanto avviene nella temporanea,
qui l’assicuratore affronta un impegno certo.
L’unica    aleatorietà   deriva     dall’incertezza
dell’epoca in cui la morte si verificherà. E’ una
forma assicurativa poco diffusa a causa del suo
prezzo molto elevato.
               Capitale differito

L’assicuratore si impegna a corrispondere al beneficiario
(quasi sempre l’assicurato-contraente) il capitale
assicurato a condizione che l’assicurato sia in vita dopo
un certo numero di anni dalla stipulazione del contratto.
La durata è stabilita in polizza. Se l’assicurato dovesse
premorire, l’assicuratore sarebbe sollevato da qualsiasi
impegno.
                     Rendita

L’assicuratore si impegna a liquidare non un
unico capitale ma una intera rendita cioè una
successione di importi a determinate scadenze a
condizione che l’assicurato a quelle scadenze sia
in vita.
Può avere una durata
limitata a n anni (oltre il
quale     cessa   anche    se
l’assicurato    è  in   vita:
“rendita temporanea”) o
durare per tutta la vita
dell’assicurato     (“rendita
vitalizia”).
                        Mista

MISTA SEMPLICE (O ORDINARIA)
E’ la risultante dell’unione di una temporanea caso
morte e di una caso vita: l’assicuratore si impegna a
liquidare al beneficiario il capitale assicurato o una
rendita se l’assicurato è in vita alla scadenza del termine
di differimento oppure il capitale assicurato, nel caso di
premorienza dell’assicurato.


MISTA DOPPIA
Il capitale in caso di vita è doppio rispetto a quello in
caso di morte.
Le Assicurazioni contro i danni

Possono essere di due tipi:
���� di Proprietà: coprono il rischio di perdita di
un bene
mobile o immobile
���� Contro gli incidenti: offrono protezione per
danni dei
quali l’assicurato è civilmente responsabile
Le Assicurazioni contro i danni


Tra le assicurazioni di proprietà e le assicurazioni contro gli
incidenti, si possono individuare 5 linee:

���� Incendio ed elementi naturali - proteggono contro il rischio di
incendi, fulmini e perdita di proprietà a seguito di un incendio

���� Homeowners Multiple Peril (MP) insurance - proteggono
contro il rischio di danni ad abitazioni e proprietà privata e forniscono
una copertura di responsabilità

���� Commercial Multiple Peril Insurance - proteggono le imprese
commerciali contro i rischi descritti sotto la precedente voce

���� R.C. Autoveicoli terrestri - proteggono contro perdite causate a
terzi per danni legati al possesso o all’utilizzo di un autoveicolo
(responsabilità civile autoveicoli) ed al furto o danno agli autoveicoli

���� R.C. Generale - proteggono contro responsabilità civili non
connesse al possesso o all’utilizzo di autoveicoli
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    Capitolo 9. Le imprese di assicurazione e i fondi pensione

        Il processo produttivo
    dell’impresa di assicurazione
• Un’impresa di assicurazione stima le probabilità di
  accadimento degli eventi dannosi e, sulla base di ciò,
  determina i premi da far pagare agli assicurati

• I premi pagati alimentano:

    – il pagamento delle prestazioni a favore degli assicurati:
       • risarcimenti, per il ramo danni
       • erogazioni di rendite o capitali per il ramo vita

    – e/o le riserve tecniche:
       • riserve premi, relative ai contratti ramo danni in
         essere
       • riserve sinistri, relative a eventi dannosi già
         verificatisi
       • riserve matematiche, relative ai contratti ramo vita

                                     24
SONO NECESSARIE 2 IPOTESI STATISTICHE...


 • Stima importo unitario sinistri (es. 5000
   euro)
 • probabilità di accadimento (5%)


 ESEMPIO 1:
 n. assicurati                 1000
 stima importo unitario sinistri      5000 euro
 probabilità accadimento              5%
 totale sinistri previsti      50
 ammontare totale sinistri            250000
 premio puro                   250
                  …MA NON SOLO:

 Poichè il premio è pagato in via anticipata rispetto al
 risarcimento del sinistro, i premi vengono investiti in
attività fruttifere fino alla manifestazione dell’eventuale
                            danno.

Il rendimento derivante dall’investimento può essere
    stimato e riconosciuto al cliente al momento del
 pagamento del premio, sotto forma di minor esborso
                 (ipotesi finanziaria).

Per fare ciò è necessario introdurre nell’esempio anche
un’ipotesi finanziaria di rendimento, basata sul tempo
  medio che intercorre tra il pagamento dei premi e il
 risarcimento (in tale lasso di tempo i premi saranno
 investiti in attività fruttifere). La stima di tale tempo
     medio costituisce la terza ipotesi statistica.
      ESEMPIO 2:
      n. assicurati                 1000
      stima importo unitario sinistri      5000 euro
      probabilità accadimento              5%
      totale sinistri previsti      50
      ammontare totale sinistri            250000
      premio puro                   250

      tempo medio sinistri         1 anno
      rendimento stimato           6%
      premio puro con ip. finanziaria     235,8

PREMIO PURO CON IPOTESI FINANZIARIA: è il
premio che, rivalutato del 6%, mi dà il premio puro che
mi permette di coprire tutti i sinistri stimati.
x : 250 = 100 : 106 (calcolo sopracento)
x = 235,8
Le stime influiscono sul risultato economico
    (dato che i premi sono i ricavi della
  compagnia e i risarcimenti sono i costi),
 pertanto vanno calcolate con precisione,
                 altrimenti:

  •   Se i premi sono sottostimati rispetto ai costi
      (stima statistica bassa): r.e. inferiore al previsto

  •   se i premi sono sovrastimati (stima statistica
      alta): r.e. superiore ma rischio di premio
      superiore al mercato e perdita di competitività

  •   se i rendimenti sono sovrastimati (stima
      finanziaria alta): premio inferiore ma r.e.
      inferiore
  •   se i rendimenti sono sottostimati (stima
      finanziaria bassa): premio superiore e r.e.
      superiore, ma rischio di perdita di competitività
   Obiettivo di redditività perseguito
               attraverso:



• premio di tariffa superiore al premio puro
stimato sulla base del processo assicurativo

RICARICO DEL PREMIO PURO tiene conto:
• costi di distribuzione e operativi
• margine di sicurezza (relativo ad eventuali
scostamenti tra ipotesi adottate e andamento
dei sinistri e dei mercati di investimento dei
premi)
• margine di utile

quasi tutti i contratti assicurativi hanno
durata annuale, ma difficilmente
coincidente con l’esercizio
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    Capitolo 9. Le imprese di assicurazione e i fondi pensione

     La gestione di un’impresa di
     assicurazione si distingue in
• Gestione tecnico                        • Gestione
  assicurativa o                            finanziaria e
  attuariale:                               patrimoniale,
    – assunzione dei rischi                 ovvero gestione
    – costituzione e                        degli investimenti in:
      gestione del                           – attività reali
      portafoglio rischi                     – attività finanziarie
    – attività di
      coassicurazione e
      riassicurazione
    – ispezione dei danni e
      liquidazione dei
      sinistri


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    Capitolo 9. Le imprese di assicurazione e i fondi pensione

Riassicurazione e coassicurazione
• Le imprese di riassicurazione
  svolgono una assicurazione di secondo
  livello: dietro corrispettivo di un premio,
  assicurano i rischi che vengono loro
  ceduti dalle imprese di assicurazione
  per riequilibrare il loro portafoglio
• Con la coassicurazione le imprese di
  assicurazione si scambiano
  reciprocamente quote di rischi con
  l’obiettivo di riequilibrare il loro
  portafoglio
                                     31
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    Capitolo 9. Le imprese di assicurazione e i fondi pensione

     Alcuni indici di bilancio nelle
       imprese di assicurazione
• Ramo danni:
    – Loss ratio: sinistri/premi
    – spese di gestione/premi
    – Combined ratio: sinistri+spese di
      gestione/premi
    – ROE: utile/capitale proprio
• Ramo vita:
    – spese di gestione/premi
    – ROE: utile/capitale proprio

                                     38
 Per determinare il risultato di esercizio è necessario
 determinare i premi e i costi di competenza dell’esercizio



 ESEMPIO PREMI DI COMPETENZA
a metà 2007 si incassano premi per 200 euro
a metà 2008 si incassano premi per 100 euro

la quota parte di premi incassati in un esercizio ma di
competenza dei successivi: RISERVA PREMI

PREMI DI COMPETENZA 2008 = 150
premi incassati nel 2008 = 100
- riserva premi a fine 2008 (p. incassati nel 2008 ma di comp.
2009): 50
+ riserva premi a inizio 2008 (p. incassati nel 2007 ma di comp.
2008): 100
      Per determinare il risultato di esercizio è
      necessario determinare i premi e i costi di
             competenza dell’esercizio


 ESEMPIO COSTI DI COMPETENZA
nel 2007 si verifica un sinistro che verrà liquidato nel 2008 per
300 euro
nel 2008 si verifica un sinistro che verrà liquidato nel 2009 per
400 euro

l’ammontare dei sinistri accaduti in un esercizio ma che saranno
liquidati in quelli successivi: RISERVA SINISTRI O MATEMATICA

COSTI DI COMPETENZA 2008
sinistri liquidati nel 2008 =300
+ riserva sinistri a fine 2008 (accaduti nel 2008 ma che saranno
liquidati nel 2009): 400
- riserva sinistri a inizio 2008 (sinistri di competenza es. prec.):
300
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    Capitolo 9. Le imprese di assicurazione e i fondi pensione

          La struttura del mercato
                assicurativo
• La crescita della bancassurance
• Il grado di concentrazione del
  settore è molto elevato
• Il grado di internazionalizzazione
  (in entrata e in uscita) è molto
  elevato
• La crescita della multicanalità nella
  distribuzione delle polizze
                                     41
Le imprese di assicurazione
     operanti in Italia
Canali
di vendita
dei
prodotti
Assicurativi
Ramo vita
Canali
di vendita
dei
prodotti
Assicurativi
Ramo danni
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    Capitolo 9. Le imprese di assicurazione e i fondi pensione

                 I fondi pensione
• Raccolgono contributi previdenziali
  (assimilabili ai premi assicurativi) dai
  lavoratori e dai datori di lavoro ed
  erogano prestazioni pensionistiche a
  favore dei lavoratori al verificarsi di
  determinate condizioni quali:
    – il raggiungimento dell’età del
      pensionamento: pensione
    – la sua morte: pensione di reversibilità
    – la sua invalidità: pensione di invalidità

                                     45
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    Capitolo 9. Le imprese di assicurazione e i fondi pensione

           I tre pilastri dei sistemi
                 previdenziali
• La previdenza pubblica, sistema
  obbligatorio finalizzato a garantire una
  pensione minima per invalidità e
  vecchiaia, con metodo contributivo a
  capitalizzazione figurata
• I fondi pensione, ad adesione
  collettiva volontaria, con metodo a
  capitalizzazione effettiva
• La previdenza privata, con adesione
  individuale volontaria: assicurazioni
  sulla vita e fondi pensione con adesione
  individuale
                                     46
FORME DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE
Le forme pensionistiche complementari si distinguono in
collettive ed individuali.

Sono Forme Collettive
• I fondi pensione di natura negoziale istituiti per effetto di un
contratto o accordo collettivo di lavoro anche aziendale.
• I fondi istituiti o promossi dalle regioni.
• I fondi aperti che ricevono adesioni collettive.
• I fondi istituiti dalle casse professionali privatizzate.
• I fondi preesistenti.

Sono Forme Individuali sono quelle attuate mediante fondi
aperti sulla base di adesioni rigorosamente individuali ovvero
mediante contratti di assicurazione sulla vita
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                 I fondi pensione
• Negoziali, riservati a particolari
  categorie professionali di soggetti

• Aperti, istituiti per iniziativa di
  intermediari finanziari

• Preesistenti alla legge di riforma
  del 1992
                                     48
PREVIDENZA COMPLEMENTARE
I fondi pensione negoziali nascono da contratti o accordi
collettivi anche aziendali che individuano l’area dei destinatari cioè i
soggetti ai quali il fondo si rivolge sulla base dell’appartenenza ad
un determinato comparto, impresa o gruppo di imprese o ad un
determinato territorio (es. regione o provincia autonoma). La
attività del fondo pensione negoziale consiste essenzialmente nella
raccolta delle adesioni e dei contributi, nell’individuazione della
politica di investimento delle risorse la cui attuazione viene affidata
a soggetti esterni specializzati nella gestione finanziaria ed, infine,
nella erogazione delle prestazioni.

Il fondo pensione negoziale è un soggetto giuridico autonomo
dotato di organi propri: l’assemblea, gli organi di amministrazione e
controllo, il responsabile del fondo che in genere coincide con il
direttore generale.

Per lo svolgimento di alcune attività, il fondo pensione negoziale si
avvale di soggetti specializzati ed esterni alla sua struttura; le
risorse del fondo sono depositate presso la banca depositaria; le
pensioni sono generalmente erogate da una compagnia di
assicurazione.
PREVIDENZA COMPLEMENTARE
I fondi pensione aperti sono istituiti direttamente da banche,
società di intermediazione mobiliare, compagnie di assicurazione
e società di gestione del risparmio. Nell’ambito del patrimonio
della società che li istituisce, i fondi pensione aperti costituiscono
un patrimonio separato ed autonomo finalizzato esclusivamente
all’erogazione delle prestazioni previdenziali.

L’adesione ai fondi aperti può avvenire in forma individuale o
collettiva.
Si ha adesione in forma collettiva quando la fonte istitutiva della
forma pensionistica complementare, invece di decidere di istituire
uno specifico fondo pensione negoziale, sceglie uno o più fondi
aperti come strumento per la realizzazione dell’obiettivo
previdenziale.

La gestione finanziaria del fondo aperto è svolta generalmente
dalla stessa società che lo ha istituito.

Possono farne parte rappresentanti dei lavoratori e dei datori di
lavoro quando le adesioni al fondo avvengono su base collettiva.
PREVIDENZA COMPLEMENTARE

I fondi pensione preesistenti sono forme pensionistiche
complementari già istituite alla data del 15 novembre 1992.
L’adesione a questa tipologia di fondo avviene su base collettiva e
l’ambito dei destinatari è individuato dagli accordi o contratti
aziendali o interaziendali.
Tali fondi presentano caratteristiche peculiari rispetto ai fondi
istituiti successivamente(come ad esempio la possibilità di gestire
direttamente le risorse senza ricorrere a intermediari
specializzati).
Bongini,Di Battista, Nieri, Patarnello, Il sistema finanziario, Il Mulino 2004
    Capitolo 9. Le imprese di assicurazione e i fondi pensione


   I regimi dei fondi pensione
• A contribuzione definita: le
  prestazioni sono pari ai contributi
  versati negli anni e capitalizzati secondo
  il rendimento netto ottenuto dal gestore
  delle risorse finanziarie
• A prestazione definita: vengono
  definite le prestazioni finali e i contributi
  vengono adeguati al fine di raggiungere
  la prestazione desiderata

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Bongini,Di Battista, Nieri, Patarnello, Il sistema finanziario, Il Mulino 2004
    Capitolo 9. Le imprese di assicurazione e i fondi pensione




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Bongini,Di Battista, Nieri, Patarnello, Il sistema finanziario, Il Mulino 2004
    Capitolo 9. Le imprese di assicurazione e i fondi pensione

  La struttura dei fondi pensione
               aperti




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