Unità didattica lavoro minorile BENAZZATOdef
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I DIRITTI DEI BAMBINI NELLA TESTA DEI BAMBINI
Scheda progetto didattico
Titolo del progetto
IO A SCUOLA MI DIVERTO
MENTRE TU………LAVORI
Composizione dell’équipe
Docenti Scuola Indirizzo
1. Benazzato Francesca Elementare “LODOVICO Via Ca’ Balbi, 249
2.Bortolamei Emanuela GONZATI” Città 36100 VICENZA
3.Zotti Michela Istituto comprensivo VI 2 Tel/fax 0444/911026
Istituto Comprensivo VI 2 Via Piovene, 31
“G. BORTOLAN” Città 36100 VICENZA
Tel. 0444/911223
Fax 0444 917201
e.mail
istituto.comprvi2@libero.it
Classi coinvolte: 4^A – 4^B
OBIETTIVI
1.Conoscere la convenzione internazionale relativa al lavoro minorile
2.Essere consapevoli dell’esistenza del lavoro minorile nei paesi in via di sviluppo.
3.Essere consapevoli dell’esistenza del lavoro minorile anche in Italia
4.Comprendere che le bambine sono sfruttate di più e che N0N HANNO LE STESSE
OPPORTUNITA’ CHE HANNO I MASCHI
METODI:
ascolto della canzone “Batti cinque (4/4 di silenzio)” del 41° Zecchino d’oro, dibattito sul
testo della stessa, letture guidate, elaborazione grafiche, INTERVISTA ad un esperto che
ha vissuto un’esperienza significativa in Nicaragua. Dibattito.
Attività scuola elementare
Come prima attività l’insegnante propone l’ascolto della canzone Batti cinque.
Si commenta il testo e si riflette sul significato dello stesso.
Si passa alla lettura dei documenti di:
MANI TESE sul lavoro minorile,
Testimonianze di lavoro minorile in Albania e in Kossovo,
Il lavoro minorile in Italia,
I lavori più pesanti
Il lavoro in Perù e il MANTHOC.
Intervista a Mariangela Sattin.
Si conclude con il “gioco dei ruoli”.
Al termine del lavoro, gli alunni hanno proposto di coinvolgere compagni e genitori
attorno al problema del lavoro minorile con uno spettacolo teatrale.
Si è discusso sul testo da proporre, sui dialoghi e sulla scenografia.
Alla fine è stato presentato lo spettacolo, con il testo che segue, dal titolo IO COME TE.
Lo spettacolo è stato filmato; il documento finale è un DVD.
TITOLO: IO COME TE
NARRATORE: -è un giorno di scuola, in una qualsiasi classe dei nostri giorni in Italia.
Ecco cosa succede attorno alle ore 9.-
(I bambini sono seduti a terra in file ordinate, come se stessero veramente in classe
MOLTO ANNOIATI, C’è l’insegnante FEMMINA che sta finendo di spiegare la lezione e
sta per assegnare i compiti per casa)
SILVIA: - Il nostro progetto ADOTTA UN FIUME è terminato con la liberazione delle
piccole trote.-
MARCO C. -Ci siamo divertiti molto-
JESSICA: -Erano belle nell’acquario!
MARTA - Ma non potevamo tenerle sempre lì, perché soffrivano.
SOUFIANE: - E’ stato giusto liberarle.-
ERIKA S. : -Speriamo che nessuno le catturi.-
SILVIA. – Basta con le chiacchiere!
Prendete il diario e scrivete i compiti per domani:- FARE UNA RELAZIONE
SCRITTA SULLA LIBERAZIONE DLLE TROTE-
MATTIA B. :- Io non posso fare i compiti perché devo andare a nuoto-
EDOARDO -Anch’io non posso perché devo andare a calcio.-
MARTINA C. – E io devo andare a danza.-
ILARIA C. -Io vado alla festa di compleanno di……………….
LUCA P. -IO….
SILVIA : -(a voce altissima) –MA NON E’ POSSIBILE…..OGNI GIORNO LA STESSA
MUSICA! NON CAPITE CHE LE COSE DI SCUOLA DOVREBBERO
ESSERE PIU’ IMPORTANTI DELLE ALTRE
AH SE VIVESTE IN QUEI PAESI DOVE I BAMBINI COME VOI
DEVONO LAVORARE TUTTO IL GIORNO!
LORO SI’ CHE SAREBBERO FELICI DI FARE I COMPITI…..
SUMERA - Ma perché la maestra ci dice queste cose
Suona la campanella
SILVIA- Ora non ho tempo per spiegarvi, chiedete al maestro di geografia che arriva
adesso. Ciao, ci vediamo domani. ( Esce arrabbiata).
TUTTI: - UFFA!!
(Mentre aspettano che arrivi il maestro, tirano fuori dagli zaini i loro BEYBLADE e alcuni
cominciano a giocare. Entra il maestro Marco).
MARCO P.: -Tutti a posto!
( gli alunni si rimettono a sedere e uno alza la mano)
-Cosa devi dire?
SOUFIANE- Maestro, prima la maestra ci ha fatto uno strano discorso………
MARCO C.- Ha detto che in alcuni paesi della terra ci sono dei bambini che lavorano.
DESEREE: - MA SE LE SOGNA DI NOTTE QUESTE COSE? -
(Tutti ridono).
VINCENZO -Io non ci credo che i bambini vadano a lavorare.-
MARTA -I bambini devono GIOCARE
ENRICO: -e ANDARE A SCUOLA!.-
MARCO : Ho qui per caso alcune letture che parlano proprio di queste cose.
(Tira fuori dalla borsa alcuni fogli e comincia a leggere).
ILARIA - Quanti sono i bambini che lavorano?
MARCO P.:- 179 milioni, sono i bambini che in tutto il mondo vengono sfruttati.
12 sono le ore lavorate ogni giorno da un milione di bambini pakistani,
sfruttati dall’alba al tramonto per costruire mattoni.
Su 100 lavoratori, 18 sono i bambini che lavorano nelle miniere del
Perù: vengono preferiti perché sono più abili a muoversi negli stretti
cunicoli del sottosuolo.
(FACCE SORPRESE DI TUTTI I BAMBINI)
ERIKA - Ma perché lavorano?
MARCO :- A volte per poter mangiare.-
LUCA P. - Quando giocano questi bambini?
MARCO :- Mai, perché lavorano tutto il giorno. Alcuni dormono addirittura nelle
fabbriche, vicino ai macchinari.
EDOARDO - Che lavori fanno?
MARCO: -Un po’ di tutto.
(Le domande che seguono devono essere dette una dietro l’altra, senza aspettare la
risposta)
SIMONE -Lavorano anche il sabato e la domenica?
DAMIANO -Si vestono come noi?..
SUMERA: -Mettono le scarpe?
MARTINA - Hanno una casa?
DESIREE -Perché le mamme non tengono a casa i loro bambini?
JESSICA: - Hanno una famiglia?
VINCENZO - Hanno un nome?
ENRICO: -Si rendono conto della situazione in cui vivono?
LUCA -Sanno che gli altri bambini giocano, si divertono e vanno a scuola?
EDOARDO -Sanno leggere e scrivere?
SUMERA - E le bambine?
MARCO P. : (imbarazzato e parla molto lentamente) eh, eh, eh …le bambine sono
sfruttate anche s………
(SUONA LA CAMPANELLA DELL’INTERVALLO che toglie il maestro
dall’imbarazzo della risposta; ai bambini l’argomento non interessa più.
MARCO P.: (facendo finta di asciugarsi il sudore) …chissà che si dimentichino delle
bambine; non avrei proprio saputo come spiegarglielo.
(Tutti prendono la merenda e i giocattoli, spostano gli zaini ed escono in cortile a giocare.
Le merende vengono iniziate e subito abbandonate perché i bambini non hanno fame e
vogliono subito giocare. C’è chi gioca a pallone, chi con i videogiochi, chi con le figurine,
chi con i peluche e chi con le bambole, Se è possibile recuperiamo anche qualche paio di
scarpe con le luci incorporate.
Mentre si stanno divertendo parte la prima parte della canzone BATTI CINQUE, cantata
da tutti gli altri bambini della scuola.(Vedi allegato)
I BAMBINI SI BLOCCANO, ascoltano e si guardano in faccia, MOLTO SORPRESI.
Finita la prima parte della canzone, i bambini si siedono dove sono perchè, sulla musica
Bydloo , da “Quadri di un’esposizione” di Moussorgsky, vedono entrare sul palco i
bambini lavoratori. Questi, facendo finta di portare cose PESANTISSIME, entrano dalla
porta sinistra. I bambini sono vestiti di stracci e sono a piedi nudi. Sistemano sul palco gli
oggetti che servono per il loro lavoro.
Lavori:
1) Fanno i palloni_______ADRIANA, MATTEO
2) Cuciono i peluche e le bambole_______ALESSIA, ILARIA G., NICOLE
3) Costruiscono i videogiochi_________FILIPPO, LUIGI
4) Spostano le pietre__________NICOLO’, MARCO S.
5) Fanno i mattoni_______MARTINA G., ERIKA B.
6) Tessono i tappeti______ELISA, KRISTINA
7) Lavorano nei campi__________FRANCESCO, MATTIA P.
Tutti lavorano facendo tanta fatica, mentre vengono proiettati i lucidi.
(Vedi allegati).Fa da sottofondo la colonna sonora del film “LA VITA E’ BELLA”
di Benigni.
Giulia, per le femmine e Luca R., per i maschi, sono i guardiani.
LUCA: -(urlando) LAVORATE SE VOLETE MANGIARE !
MARCO S. - Se lavoro muoio di lavoro,
FILIPPO: -Se non lavoro muoio di fame!
KRISTINA -Io non ne posso più.
LUCA: - (urlando) Finitela! Lavorate più in fretta.
FRANCESCO: -Lavoriamo sempre, tutti i giorni.
MARTINA G.: -Non sappiamo cosa sia il sabato o la domenica.
ILARIA G. : -Per noi i giorni sono tutti uguali.
ELISA: - Dobbiamo pur mangiare.
LUIGI: - Non sappiamo cosa voglia dire giocare.
NICOLE: -Io ho la mamma e il papà, ma sono così poveri che non hanno niente da
darmi da mangiare.
MATTIA P. - La mia mamma piange, quando mi vede partire; vorrebbe andare lei a
lavorare, ma i padroni vogliono noi bambini perché non ci devono
pagare.
ALESSIA: -Io non ho nessuno, vivo sulla strada con i più grandi e dormo sul
marciapiede.
GIULIA. –( Rivolta alle bambine che stanno cucendo) Ehi tu, piccola, lavora, non perdere
tempo in chiacchiere.
ADRIANA - Io non ho neanche il nome; NON ESISTO.
ERIKA: - (guardando il mucchio di lavoro da finire) Non riuscirò a finire tutto
questo lavoro prima di notte!!
ADRIANA: -(Guardandosi le mani) Le mie dita sono tutte un buco! Non riesco più a
tenere l’ago in mano.
ILARIA G. - Ma chi userà tutti questi peluche?
GIULIA: - Voi no di sicuro! Non avete il tempo per giocare.
(Quelli che fanno i palloni, ne lasciano cadere uno e si mettono timidamente a giocare,
mentre la guardia è distratta),
LUCA: (quando si accorge) MA SIETE IMPAZZITI .Non sono per voi questi palloni.
Sono per ALTRI bambini.
NICOLO’: - Noi non sappiamo come vivono gli altri bambini.
FILIPPO - Saranno tutti come noi.
ERIKA B.: -Noi non sappiamo leggere e scrivere.
KRISTINA: - (Rivolgendosi a Giulia) –Posso avere un po’ d’acqua?
GIULIA -Ma dove credi di essere? Berrai quando avrai finito.
ELISA: - Non tramonta mai il sole oggi. Non ne posso più.
MATTEO: - Abbiamo visto alcune foto in un giornale dove si vedevano tanti bambini
vestiti bene che correvano dietro al pallone. Io non ho capito niente, non so
leggere.
( Dicendo questo, deposita il pallone finito nello scatolone, ma, invece di
cadere dentro, rotola giù dal palco e finisce in mezzo agli altri bambini. SI
ILLUMINA ANCHE IL PARTERRE e i bambini lavoratori vedono tutti i
giocattoli che avevano costruito loro.)
Tutti: --GUARDA DOVE SONO LE COSE CHE FACCIAMO NOI.
(I bambini della classe si guardano con le facce tristi e uno dice
Simone: -PERCHE’ LORO LAVORANO MENTRE NOI CI DIVERTIAMO?
(Parte la seconda parte della canzone). I bambini della classe salgono sul
palco e ognuno di loro prende per mano un bambino lavoratore. Il ponte è
proprio lì, sul palco.
I bambini salgono da una parte e scendono dall’altra, tenendosi per mano:
Quando la canzone batte il tempo dei quattro quarti si fermano e si guardano,
Quando invece dice batti cinque, battono il cinque.
Scendono verso il pubblico e ritornano vicino al palco, mettendosi a
semicerchio e cantano anche loro la canzone.
BATTI CINQUE(4/4 di silenzio) 3’42’’
Testo: Emilio Di Stefano
Musica. Gianfranco Fasano
Edizioni: Fucsia-Antoniano-Briciola
1° SOLISTA
Mi han detto che il pallone con cui gioco
La domenica mattina
Forse è fatto da un bambino come me.
CORO
E’ così, sì, sì purtroppo è così.
1° SOLISTA
E pure le mie scarpe, quelle nuove
Quelle tutte colorate
Con le luci incorporate, che “più belle non si può”.
CORO
E’ vero o no?
Forse sì, forse no!
2° SOLISTA
Chi sa se tutti i miei giochi elettronici,
i tuoi peluche e tutte le mie bambole
sono fatti da bambini di un paese lontano
dove il cielo si confonde con il mare.
CORO
Se è così, non si può.
Se è così, non si può!
2° SOLISTA
4/4 di silenzio per ricordare che più in là,
Oltre i monti ed il mare c’è
Chi ha solamente un sogno di felicità.
1° SOLISTA
4/4 di silenzio per chi una voce non ce l’ha;
un silenzio perché forse, meglio di me,
può dar voce alla voce del cuore.
Quest’istante è per te, solamente per te.
“Batti un cinque” da lontano con me:
CORO
E parlare di te, raccontare di te
E dar voce alla voce del cuore.
Quest’istante è per te, solamente per te.
Batti un cinque, il più forte che c’è!
1° SOLISTA
Vorrei chiamarti amico perché certo come me
Ci correresti dietro a quel pallone;
e forse nei tuoi sogni anche tu somigli a me:
saresti tu a segnare tu il campione!
Mi insegneresti come si può vincere
In certi giochi nuovi di elettronica;
diventeremmo amici, come è bello che sia,
perché un bambino vive in allegria.
CORO
Oh oh oh- Oh-oh-oh- Oh-oh-oh- Oh-oh-oh
Ssssssss…..!
2° SOLISTA
4/4 di silenzio, ma dopo “batti un cinque”, vai!
Sarà un ponte grande intorno al mondo,
ci farà incontrare in tutte le città.
“Batti cinque”, “batti un cinque”, per dire a tutti che ci sei,
che hai diritto anche tu a un domani, anche tu,
come tutti i bambini del mondo;
che il domani è di tutti, è il futuro del mondo
e il futuro ha bisogno di te.
CORO
“Batti un cinque” anche tu, “batti un cinque” anche tu
come tutti i bambini del mondo;
Perché il “tanto lontano, oltre i monti ed il mare…”
….il lontano è a due passi da qui.
Batti cinque! Batti cinque!
2° SOLISTA
Il lontano è a due passi da qui!
CORO
“Batti cinque”
Questi che seguono sono i lucidi preparati. Alcuni sono stati inseriti nel testo della drammatizzazione, altri non sono
stati proiettati per poter stare dentro ai tempi prestabiliti dallo spettacolo.
LE NAZIONI UNITE
HANNO DECISO DI PROCLAMARE IL
2004
“ANN0 INTERNAZIONALE
PER
LA COMMEMORAZIONE
DELLA LOTTA
CONTRO LA SCHIAVITU’
E
DELLA SUA ABOLIZIONE”
KOFI ANNAN,
IL SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU
HA DICHIARATO
“SOPRATTUTTO LE DONNE
E I BAMBINI
SONO VITTIME DI TUTTE
LE FORME DI SFRUTTAMENTO,
DAL LAVORO FORZATO,
ALLA PROSTITUZIONE,
ALLE ADOZIONI CLANDESTINE”
27 MILIONI
SONO
GLI SCHIAVI NEL MONDO.
70 MILA
GLI SCHIAVI IN ITALIA.
179 MILIONI
SONO I BAMBINI CHE
IN TUTTO IL MONDO
VENGONO SFRUTTATI.
500 MILA
LE DONNE DELL’EST EUROPEO
CHE VENGONO PORTATE
CON LA FORZA
O CON L’INGANNO IN
EUROPA OCCIDENTALE
DOVE VENGONO COSTRETTE A
PROSTITUIRSI.
20 MILA
LE DONNE RIDOTTE IN
SCHIAVITU’ IN LIBANO.
50 MILA
SONO LE DONNE
LATINOAMERICANE
PORTATE CLANDESTINAMENTE
OGNI ANNO
NEGLI STATI UNITI
100 MILIONI
SONO
LE SPOSE BAMBINE
NEL MONDO.
200 MILA
LE PICCOLE NEPALESI
CHE OGNI ANNO FINISCONO
NEI BORDELLI DELL’INDIA.
4 MILA
SONO I BAMBINI ALBANESI
STRAPPATI ALLE FAMIGLIE
E FATTI ARRIVARE IN ITALIA
PER ESSERE ADOTTATI
CLANDESTINAMENTE.
300 MILA
SONO I BAMBINI SOLDATO,
IN PRIMA LINEA
IN 35 PAESI DEL MONDO.
12
SONO LE ORE
LAVORATE OGNI GIORNO
DA
1 MILIONE DI BAMBINI
PAKISTANI,
SFRUTTATI DALL’ALBA
AL TRAMONTO
PER COSTRUIRE MATTONI.
SU 100 LAVORATORI,
18 SONO I BAMBINI
CHE LAVORANO NELLE
MINIERE DEL PERU’:
VENGONO PREFERITI
PERCHE’ SONO
PIU’ ABILI A MUOVERSI
NEGLI STRETTI CUNICOLI
DEL SOTTOSUOLO.
21 EURO
E’ IL CONTRIBUTO
CHIESTO
DALLA ORGANIZZAZIONE
TERRE DES HOMME
PER PAGARE LA SCUOLA,
LE CURE MEDICHE,
IL CIBO
DEI BAMBINI RIDOTTI IN
SCHIAVITU’
IN BANGLADESH,
SIERRA LEONE,
BURKINA FASO.
PER INFORMAZIONI
TEL.02 28970418
0
I PAESI
IN CUI
LA SCHIAVITU’
E’
AMMESSA
PER LEGGE.
EPPURE
CONTINUA
A ESISTERE
IN TUTTO
IL MONDO
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