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Greggio Comunicazione e WTT Monaco Greggio Comunicazione

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Greggio Comunicazione e WTT Monaco Greggio Comunicazione Powered By Docstoc
					           Da martedì 25 a sabato 29 novembre al Grimaldi Forum di Monaco
 il Monte-Carlo Film Festival de la Comédie con la supervisione artistica di Mario Monicelli

 Claude Pinoteau, il creatore del “Tempo delle Mele”
        presiede la Giuria dell’ottava edizione
     del Festival della commedia di Ezio Greggio.
     Anna Galiena, Barbara Bouchet, Antonia Liskova,
     Caroline Ducey e Lando Buzzanca gli altri giurati
        Otto film in concorso, uno fuori concorso e un omaggio a Dino Risi nel nutrito
                           programma della manifestazione


        Claude Pinoteau, l’ottantenne, attivissimo regista che creò negli anni
ottanta il fenomeno cinematografico giovanile mondiale con la “saga” per teen-
agers del “Tempo delle mele”, protagonisti una giovanissima Sophie Marceau e
Pierre Cosso, è il Presidente della Giuria dell’ottava edizione del Monte-Carlo
Film Festival de la Comédie, la manifestazione ideata e realizzata da Ezio
Greggio che si avvale della supervisione artistica del “padre” della comemdia
all’italiana Mario Monicelli, che si svolgerà nel Grimaldi Forum della capitale
monegasca da martedì 25 a sabato 29 novembre. Della Giuria fanno parte
anche Lando Buzzanca (da “Il merlo maschio” della commedia all’italiana al
ruolo oggi drammatico ne “I Vicerè”), Anna Galiena (un titolo su tutti “Il
marito della parrucchiera”, film italo-francese con Jean Rochefort), grandi
interpreti di commedie apprezzatissimi anche in territorio francese; la
rivelazione francese, la giovane attrice feticcio di Catherine Breillat, di cui ha
interpretato il film-scandalo “Romance” e in Italia “Prendimi l’anima” accanto
alla pornostar Rocco Siffredi, Caroline Ducey; la prolifica e ironica attrice
italo-francese di origine ceca Barbara Bouchet, personalità prorompente della
commedia cinematografica internazionale, di recente diventata per gli
apprezzamenti espressi da Quentin Tarantino, un vero e proprio personaggio
“cult” del cinema internazionale e Antonia Liskova, giovane attrice di origine
slovacca che in Italia ha interpretato film di commedia come “C’era un cinese
in coma” di Carlo Verdone e fiction drammatiche come “I figli strappati” di
Massimo Spano.
       Il Festival di Monte-Carlo dopo aver premiato lo scorso anno un film che
poi ha ottenuto un grande successo ai botteghini delle sale cinematografiche
italiane,”Lezioni di cioccolato” con Luca Argentero e Violante Placido, ricorderà
quest’anno uno dei “padri” riconosciuti anche dalla critica e dal pubblico
francese, della commedia all’italiana, Dino Risi con un documentario intitolato
“Una bella vacanza” a cura di Fabrizio Corallo con la regia di Francesca Molteni,
produzione 3Divideo di Didi Gnocchi in cui attori italiani e d’oltralpe ricordano il
grande regista recentemente scomparso.
       Ma un’altra occasione speciale sarà il confronto tra “Il tempo delle mele”
interpretato da una Sophie Marceau appena adolescente e “Lol”, film in
concorso insieme con altri sette e con un’opera fuori concorso,
selezionati da Giorgio Gosetti con la supervisione del grande Monicelli, in cui la
Marceau si trasforma in mamma sensibile e attenta ai problemi sentimentali
della figlia adolescente. Un omaggio insomma alla Marceau e a Claude Pinoteau
chiamato a dirigere la Giuria di questa edizione del Festival. Fuori concorso il
francese “Le plaisir de chanter”, commedia nera di Ilan Duran Cohen con
Caroline Ducey, componente della Giuria, che inaugurerà martedì 25 alle 19.45
nella grande Sala del Grimaldi Forum l’ottava edizione del Festival. Chiuderà
venerdì 28 invece in concorso “Torno a vivere da solo”, sequel ideale di “Vado
a vivere da solo” di Jerry Calà del 1982. Protagonisti, lo stesso Calà, Tosca
D’Aquino, Enzo Iacchetti, Don Johnson, Paolo Villaggio, Eva Henger, Randi
Ingerman. In concorso anche l’attesissimo “Ti stramo” diretto da Pino
Insegno, garbata parodia dei film sentimental-giovanilistici alla Federico
Moccia del genere “Ho voglia di te”.
       Eric Cantona, il grande giocatore di calcio francese, noto negli anni
ottanta e novanta per la sua bravura e per il suo carisma ma anche per il suo
carattere ribelle ed esplosivo. che lo ha portato a squalifiche e allontanamenti
dai campi di calcio di Francia e d’Inghilterra, è il protagonista di “French film”,
un film inglese del Jackie Oudny nel quale interpreta un celebre regista
francese che si autocelebra come un grande esperto in questioni di cuore
previsto in concorso. “Lost Islands” è invece il titolo del film israeliano di
Reshef Levi ambientato in una famiglia israeliana degli anni ottanta. Con
brutale umorismo invece una commedia spagnola intitolata “Gente de mala
calidad” del regista Juan Cavestany, affronta il tema della considerazione che si
trasforma negativamente agli occhi delle persone di cui abbiamo più bisogno.
Tra i protagonisti, Maribel Verdù attrice almodovariana di grande vivacità e
carisma. Miguel Angel Silvestre, attore di grande popolarità in Spagna, è
invece protagonista di “3:19” del messicano Dany Saadia che affronta con
garbo e ironia i temi dell’amore, dello humour e dell’amicizia.
       Al Festival, patrocinato dal Principato di Monaco sarà presente S.A.S.
il principe Alberto, grande appassionato di cinema e sostenitore della
manifestazione.
       Sono state intanto annunciate le presenze, in qualità di ospiti, di
importanti attori sia italiani che francesi. Tra gli altri ci saranno Anna Falchi
(rivelatasi di recente anche intelligente produttrice cinematografica), Massimo
Ghini (ormai stabilmente presente nei film comici natalizi ma anche in fiction
di ambiente storico come “Raccontami” attualmente in onda), Enzo Iacchetti,
Eva Henger e Randi Ingerman.




Organizzazione:                         Ufficio Stampa Italia:
Greggio Comunicazione e WTT Monaco      Greggio Comunicazione
Paola Greggio – Gianpiero Garelli       Laura Frigerio +39 339.1434112
Direttore del Comitato Artistico:       Via Monte Rosa 51 – 20149 Milano
Mario Monicelli                         Tel. +39 02 48024963 – 02 43511959
Comitato Artistico:                     Fax +39 02 43511957
Giorgio Gosetti, Mario Di Francesco     e-mail:montecarlofilmfestival@greggiocomunicazione.it
Paola Greggio, Elizabeth Missland
Programmer: Sergio Rios Pérez           Ufficio Stampa Francia:
                                        Agence Tournée Générale
Direttore Comunicazione:                Frédéric Cassoly – Clément Lemoine
Mario Di Francesco +39 335.6307289      3 Rue Gabriel Péri – 94200 Ivry sur Seine
www.montecarlofilmfestival.com          Tel. +33 1 45211525 Fax +33 1 45216758
                                        e-mail: presse.agencetg@wanadoo.fr
                                              Calendario
                                         Martedì 25 novembre

11.30 – Conferenza stampa di apertura
(Hot el Fairmont)

19.45 – "Le plaisir de Chanter" di Ilan Duran Cohen (Francia, 2008, 98‟) – Fuori
Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)

Sceneggiatura                    Ilan Duran Cohen & Philippe Lasry
Fotografia                       Christophe Graillot
Produttore                       Anne-Cécile Berthomeau, Farès Ladjimi & Edouard Mauriat
Produzione                       Mille et Une Productions
Cast                        Marina Foïs , Lorànt Deutsch , Jeanne Balibar , Nathalie Richard, Caroline Ducey

Sinossi
Agenti dei servizi segreti, Muriel e Philippe formano un improbabile duo amoroso. La loro nuova missione
consiste nel mettere le mani su una chiavetta usb nascosta da Constance, la vedova di un trafficante
d‟uranio appena assassinata. Questa giovane borghes e stranament e ingenua condurrà la coppia in un corso
di canto lirico dove si mischieranno altri spioni dalla voce ammaliante. In questa commedia di spionaggio, le
corde vocali vibrano, i corpi si liberano e gli animi si rincorrono.

                                       Mercoledì 26 novembre
15.00 – “French Film” di Jackie Oudney (Gran Bretagna, 2007, 89‟) - Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)

Sceneggiatura                     Aschlin Ditta
Fotografia                        Sean Van Hales
Produttore                        Rachel Connors, Arvind David, Stewart Le Marechal, Jonny Persey
Produzione                        Slingshot Studios
Cast                              Eric Cantona, Hugh Bonneville, Anne -Marie Duff, Victoria Hamilton,
Douglas Henshall

Sinossi
Il giornalista Jed Wint er si prepara per intervistare il celebre regista francese Thierry Grimandi, che si é auto
celebrato « esperto in questioni di cuore ».
Jed non ci mette un secondo a smontare le teorie sull‟amore e il romanticismo, che conside ra pretenziosi
nonsensi, non applicabili a pers one vere e con vere relazioni d „amore.
Ma quando la sua fidanzata di sempre Cheryl rifiuta di sposarlo e lo forza addirittura a seguire una terapia di
coppia e il suo amico Marcus vuole parlare meno di calcio e più d‟amore, Jed si ritrova a pensare che
Grimandi possa veramente avere le ris poste dopotutto. Ma non lo ammetterà assolutamente!
19.30 – “Una bella vacanza” (Omaggio a Dino Risi) di Francesca Molteni (Italia, 2008,
57‟)
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)

Coordinamento                     Fabrizio Corallo
Produttore                        Didi Gnocchi
Produzione                        3D produzioni

Sinossi
Il maestro della commedia italiana autore di P overi ma belli, Il s orpasso, Una vita difficile, I mostri, P rofumo
di donna e di tanti indimenticabili ritratti dell'Italia dal dopoguerra a oggi, ripercorre la sua carriera e la sua
vita rievoc ando la stagione più feconda del nostro cinema e 60 anni di storia del costume. Il regista milanese
si racconta come protagonista di emozionanti momenti di vit a quotidiana e come testimone schietto ed
ironico di eventi imprevedibili con aneddoti sui suoi film e sulla società in evoluzione.



20.30 – “Ti Stramo” di Pino Insegno, Gianluca Sodaro (Italia, 2008, 110‟) – Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum )

Sceneggiatura                     Franc esca Draghetti
Fotografia                        Massimiliano Trevis
Produttore                        Anselmo Parrinello, Nicola De Angelis
Produzione                        Dap Italy
Cast                              Marco Rulli, Carlotta Tesconi, Stefano Pinto, Emanuela Aurici

Sinossi
I lucchetti di Ponte Milvio s ono testimoni della nascita dell‟ennesimo amore adolescenziale: quello t ra Stram
e Bambi. Stram è un rubacuori imbranato: tutta la sua vit a gira attorno alla sua mot o, i suoi amici, le gare (in
moto), le feste, gli atti vandalici… Bambi è una studentessa -modello in cerca di riscatto dalla sua bruttezza,
attratta dal pericoloso modo di vivere del protagonista. In una travolgente parodia che si ispira ai maggiori
successi del recente cinema nostrano, un film che offre un capovolgimento dei ruoli, un‟occasione per
sbeffeggiare le romanticherie banali della “nouvelle vague” italiana. Cors e clandestine, violente risse,
innamoramenti pseudo-eterni e furiosi litigi per un nonnulla… Nient e viene tralasciato, in questa caricatura di
una gioventù s vaporata, più che bruciata.


                                         Giovedì 27 novembre
11.00 – “Lost Islands” di Reshef Levl (Israele, 2008, 103‟) - Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)

Sceneggiatura                     Reshef Levi, Regev Levi
Fotografia                        Ofer Harari
Produttore                        Mosh Danon, Dudi Zilber
Produzione                        Yanosan Production, United King Films, Metro Communications
Cast                              Michael Moshonov, Oshri Cohen, Ofer Schechter, Yuval Sharf

Sinossi
Israele, inizio degli anni ‟80. In seno alla famiglia Levi, il giovane Erez ha tutto per essere felice.
Si divide tra scuola, feste ed amici, ma l‟arrivo della bella Neta sconvolge la sua esistenza e quella di suo
fratello gemello Ofer, anche lui sensibile al fascino della giovane fanciulla…
Grazie a questi due giovani, scoprirete la storia di una famiglia molto unita, al suono dei s uccessi della
canzone dell‟epoca in sottofondo
15.00 – “Gente de mala calidad” di Juan Cavestany (Spagna, 2008, 90‟) - Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)

Sceneggiatura                     Juan Cavestany
Fotografia                        David Azcano
Produttore                        Tomás Cimadevilla, David Serrano
Produzione
Cast                              Alberto San Juan, Maribel Verdú, Fernando Tejero

Sinossi
Manuel ha vissuto lontano dalla sua città facendo il gigolo e “il saccoapelista” in Scozia.
Il suo ritorno a casa per cominciare da capo coincide con un grande incendio nella foresta, presto
costringerà famiglia e amici a lavorare come volontari per la squadra di soccorso.
In un intreccio di bugie, si renderà cont o che, presto o tardi, dovrà fare chiarezza sul suo passato.
Commedia che narra c on brutale umorismo di come si fanno terribili scelte; senza volerlo veramente, e di
come la vita ci puo‟ trsformare in low quality people, persone di basso profilo, agli occhi delle persone di cui
abbiamo piu‟ bisogno.

19.45 – “Lol” di Lisa Azuelos (Francia, 2008, 107‟) - Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)

Sceneggiatura                     Nans Delgado, Lisa Azuelos
Fotografia                        Nathaniel Aron
Produttore                        Romain Le Grand
Produzione                        Pathé Films
Cast                              Sophie Marceau, Christa Theret, Marion Chabassol, Jérémy Kapone, Emile
Bertherat, Félix Moati

Sinossi
LOL? Nel linguaggio delle chat significa “morir dal ridere”. È anche il nome con cui viene chiamat a dai suoi
amici Lola, 15 anni. Ma nel primo giorno di scuola Lola non ha molta voglia di ridere. A rthur, il suo ragazzo,
la provoca dicendole che l‟ha t radita nel corso dell‟estate ed i loro amici sono bravissimi nel rendere tutto
ancora più complicato. Esattamente come sua madre, Anne, con cui ogni forma di dialogo è divenuta
impossibile, e non soltanto perché lei non ha alcuna idea di cosa LOL voglia dire. Che i suoi genitori siano
divorziati è una cosa, ma che Anne tratti sua figlia adolescente come una bambina, nascondendole cose
fondamentali quali il fatto di incontrare nuovamente il suo ex di nascosto o che si faccia corteggiare da un
poliziotto è tutt‟altra cosa. Dal canto suo Anne si chiede cosa sia potuto accadere alla s ua dolce bambina. In
mezzo a tanta confusione la relazione madre -figlia ribolle comunque d‟amore e di... LOL!



                                         Venerdì 28 novembre

11.00 – “En mand kommer hjem” di Thomas Vinterberg (Danimarca, 2008, 96‟) -
Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)


Sceneggiatura                     Thomas Vinterberg, Morten Kaufmann, Mogens Rukov
Fotografia                        Anthony Dod Mantle
Produttore                        Morten Kaufmann
Produzione                        Nimbus Film
Cast                              Oliver Møller Knauer, Ronja Mannov Olesen, Helene Reingaard Neumann,
Thomas Bo Larsen

Sinossi
Una pittoresca cittadina è in subbuglio per il ritorno a casa del grande Karl Kristian Schmidt, cantante lirico di
fama internazionale. Fervono i preparativi per il suo rientro quando Sebastian, un adolescente tormentato
dalla balbuzie che sta per spos arsi con Claudia, scopre di essere il figlio segreto del grande Karl e di essere
ancora innamorato di Maria, sua antica fiamma, riapparsa improvvis ament e. Durante una cena in onore
della celebrità locale, ogni misfatto verrà scoperto con conseguenze imprevedibili.
15.00 – “3:19” di Dany Saadia (Messico, Spagna, 2008, 104‟) - Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)

Sceneggiatura                    Dany Saadia
Fotografia                       Leon Chiprout
Produttore                       Pablo Gil, Antonio Mansilla
Produzione                       Sorolla Films
Cast                             Miguel Ángel Silvestre, Félix Gómez ,Bárbara Goenaga , Juan Díaz, Diana
Bracho

Sinossi
E se la vita fosse una serie di casi fortuiti? E se non si potesse né conquistare, né scappare davanti alle
leggi che governano la nostra esistenza ? E se il sudore della nostra fronte potesse salvarci dalla polvere
verso la quale torneremo inevitabilmente? Queste sono domande poste in questo film, che parla anche di
amore, humour e amicizia. La vita non finisce con l‟ultimo respiro che incont riamo nello sguardo di uno
straniero. Ed è da questo sguardo che un gruppo di giovani scoprirà la vita vera.

19.45 – "Torno a vivere da solo" di Jerry Calà (Italia, 2008, 106‟) – Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)

Sceneggiatura                    Jerry Calà, Gino Capone
Fotografia                       Duccio Cimatti
Produttore                       Massimiliano Caroletti
Produzione                       Anteprima
Cast                             Jerry Calà, Tosca D‟Aquino, Enzo Iacchetti, Don Johnson, Paolo Villaggio,
E va Henger, Randi Ingerman

Sinossi
Torno a vivere da solo, sequel ideale di Vado a vivere da solo (1982), è una divertent e commedia sul
matrimonio, sulla vita di coppia e sulla famiglia odierna in genere. Ma Giacomo dalla moglie Francesca (una
napoletana approdata a Milano negli anni 80 e tutta tesa a mostrarsi meneghina al cento per cento) resiste,
anche s e intorno vede dissolversi uno dopo l‟altro i matrimoni degli amici della sua cerchia. Ma la resistenza
ha un limite e così anche lui, stufo di farsi in quattro come agente immobiliare per portare a casa soldi che
non bastano mai e di sentirsi trattato da moglie e figli come se non esistesse, prende a pretesto l‟arrivo
improvviso della suocera partenopea, scaricata a sua volta dal marito, che gli si piazza in c asa
costringendolo a dormire sul divano, e decide di tornare a vivere da solo ristrutturando il vecchio loft, già
usato        da       giovane       per         sottrarsi     all‟affettuoso     assillo      dei      genitori.


                                         Sabato 29 novembre
11.30 – COCKTAIL PRINCIPAUTE’ – Hotel Hermitage – Salle Belle Epoque
Proclamazione vincitori con Ezio Greggio
Interviste TV/stampa con gli artisti
20.00 – SERATA DI GALA – Grimaldi Forum
Cerimonia di consegna degli Awards. Presenta Ezio Greggio
                     La Giuria Internazionale
                 dell’VIII Monte-Carlo Film Festival
                          “de la Comédie”
                               CLAUDE PINOTEAU
                                       Presidente




        Nato a Boulogne-Billancourt (Francia) il 25 maggio 1925, Claude Pinoteau è
regista e sceneggiatore. Una passione di famiglia, quella per il cinema: anche suo fratello
Jacques, infatti, ha dedicato la sua vita alla regia.
Claude Pinoteau è un personaggio particolarmente eclettico: nel suo curriculum troviamo
anche esperienze come produttore e attore. La sua prima e unica volta davanti alla
macchina da presa risale al 1955 in “Lola Montès” di Max Ophuls.
Dopo aver lavorato come aiuto-regista per vent‟anni, esordisce alla regia nel 1973 con “Le
Silencieux” a cui fa seguito (nel 1974) la commedia “Lo schiaffo”, grazie alla quale si fa
conoscere ed apprezzare sia da critica che da pubblico. Quest‟ultima si aggiudica nello
stesso anno il “Prix Louis Delluc”. Nel 1977 dirige un film farsesco dal titolo “Il genio”,
mentre nel 1979 è la volta del poliziesco “Labirinto”.
        Il grande successo internazionale arriva però negli anni‟80 con la famosa trilogia de
“Il tempo delle mele” (1980,1982,1988), che ha avuto lanciato come fenomeno giovanile
ma che coinvolse un target complessivamente familiare, Sophie Marceau. “Il tempo delle
mele” è stata una delle prime commedie romantiche adolescenziali ad entrare non solo
nella storia del cinema, ma anche nel cuore e nell‟immaginario delle persone. Nel mezzo
si colloca un altro titolo importante, ovvero “La 7ème cible”: un thriller (che vede in un
brillante cast francese anche i nostri Lea Massari e Lino Ventura) premiato come “Best
Original Story” al Myfest.
Negli anni‟90 Claude Pinoteau dirige tre pellicole: “Le Neige et le feu” (1991), “Cache
cash” (1994) e “Le Palmes de M. Schutz” (1997), che vede nel cast Isabelle Huppert e
Philippe Noiret. Il suo lavoro più recente è un documentario tv del 2005 intitolato “Un abbé
nommé Pierre, une vie pour les autres” dedicato alla vita del mitico Abbè Pierre.


                                   ANNA GALIENA




Anna Galiena, romana, è una delle attrici italiane più stimate all‟estero, in particolar modo
in Francia. In grado di passare con grande scioltezza dal cinema al teatro come dalla tv
alla radio, si è sempre distinta per la sua innata classe.
Formatasi artisticamente a New York (dove ha studiato con Caroline Ducrocq, Michael
Moriarty e Sandra Seacat), debutta a Broadway nel 1978 nel ruolo di Giulietta in “Romeo e
Giulietta” di Shakespeare e due anni dopo diventa membro dell‟Actors Studio.
L‟esordio al cinema è invece datato 1981 con la commedia “I carabbinieri” di Francesco
Massaro. Alla fine del 1984 torna nuovamente in Europa e lavora al Teatro Stabile di
Genova, interpretando il ruolo di Natasha nelle “Tre sorelle” di Anton Cechov con la regia
di Otomar Krejca. Nel frattempo partecipa a produzioni televisive come “Una donna a
Venezia” di Sandro Bolchi e “L‟altro spettacolo” di Gianni Minà in veste di cantante. Nel
1985 la troviamo nel cast del celebre “Sotto il vestito niente”(1985) di Carlo Vanzina, ma il
grande successo internazionale lo conquista nel 1990 con il film francese "Le Mari de la
coiffeuse" (Il marito della parrucchiera), diretto da Patrice Leconte, in cui è co-protagonista
con Jean Rochefort. Questa esperienza le apre le porte del cinema d‟autore europeo, da
cui è tuttora richiestissima. Nel 1991 lavora al Teatro Odéon di Parigi in “Le balcon” di
Jean Genet, per la regia di Lluis Pascal, mentre poi si sposta in Spagna è sul set di
“Prosciutto, prosciutto” di Bigas Luna, dove recita insieme a a Penelope Cruz, Javier
Barden e Stefania Sandrelli.
Nel 1992 è tra i protagonisti de “Il grande cocomero” di Francesca Archibugi, di “Being
Human” di Bill Forsyth con Robin Williams e de “L‟ecrivan public” di Jean François
Amiguet. L‟anno successivo prende parte a “Senza pelle” di Alessandro D‟Alatri, film per
cui viene premiata con il Globo d‟Oro dalla Stampa Estera in Italia e con la Grolla d‟Oro.
Negli anni successivi Anna Galiena continua a dividersi tra palcoscenici e set
cinematografici, sia in Italia che all‟estero, interpretando ruoli drammatici e anche molta
commedia. Nel 1994 vince la Maschera Lauro D‟Oro per lo spettacolo teatrale “La vita è
un canyon”. Altre pellicole a cui partecipa: “La scuola” di Daniele Luchetti, “Cervellini fritti
impanati” di Maurizio Zaccaro, “Come te nessuno mai” di Gabriele Muccino, “The Venice
Project” di Robert Dornheim.
Nel 2000 le viene assegnato il Premio Vittorio De Sica per la carriera artistica, mentre nel
2001 il Prinx Cinefemme e il Prix Art Et Essai dell‟Associazione C.I.C.A.E. al Festival du
Film D‟Amour di Mons/Belgio per il film “Oltre il confine”.
Nel 2003 Anna Galiena è stata membro della giuria del Festival Cinematografico
Internazionale di Berlino.
Tra i suoi ultimi film ricordiamo “Lezioni di volo” di Francesca Archibugi e “Decameron” di
David Leland.




                                ANTONIA LISKOVA




Antonia Liskova è nata a Bojnice (Slovacchia), ma può essere considerata italiana. E‟
infatti arrivata nel nostro paese a diciotto anni come turista e ci è rimasta: prima lavorando
come cameriera a Roma e successivamente facendosi spazio come modella nel mondo
della moda e della pubblicità. La recitazione è arrivata in un secondo momento: esordisce
al cinema con “C‟era un cinese in coma” di Carlo Verdone (2000). L‟anno seguente inizia
la sua avventura nel mondo della fiction televisiva, che la fa conoscere al grande pubblico.
Prima compare in un episodio di “Don Matteo 2”, poi partecipa a “Il commissario” e “Via
Zanardi 33”. La svolta, soprattutto in termini di popolarità, arriva nel 2003, quando insieme
a Lorenzo Ciompi è protagonista della sesta stagione di “Incantesimo”, una delle soap più
seguite. Nonostante la televisione continui a chiamarla, Antonia Liskova si ritaglia del
tempo anche per coltivare la sua passione per il cinema: tra i suoi film ricordiamo “Gioco
con la morte” di Maurizio Longhi (2001) “Piacere di piacere” di Luca Verdone (2002),
“Promessa d‟amore” di Ugo Fabrizio Giordani (2004) e “Riparo – Anis tra di noi” di Marco
S. Puccioni (2007). Nei giorni scorsi l‟abbiamo vista in una puntata de “Il Commissario
Montalbano” accanto a Luca Zingaretti. Presto la vedremo invece ne “Il premio” di
Giuseppe Piccioni. Siamo anche in attesa della messa in onda di altre due fiction che la
vedono coinvolta in primo piano: “Il giudice Mastrangelo 3” di Enrico Oldoini e “Il bene e il
male” di Giorgio Serafini. Nello scorso giugno a Taormina è stata premiata, insieme con
Kasia Smutniak, con il prestigioso Nastro d‟argento europeo del Sindacato nazionale dei
Giornalisti Cinematografici per il film “Riparo”.
                                 BARBARA BOUCHET




Barbara Gutscher, in arte Bouchet, è nata nella Cecoslovacchia occupata dal Terzo Reich
(per la precisione a Reichenberg, ora Liberec), ma è cresciuta negli Stati Uniti.
Dotata di una bellezza non comune, inizia a muovere i primi passi nel mondo dello
spettacolo lavorando come modella, per poi fare alcune apparizioni televisive che le danno
una certa popolarità. Il suo esordio cinematografico risale al 1964 con “A Global Affair”, a
cui fanno seguito nello stesso anno: “Bedtime Story”, “Good Neighbor Sam” e “Sex and
the Single Girl”. Nel 1967 Barbara Bouchet ha l‟onore di essere scelta per una parte nella
celebre pellicola “James Bond 007 – Casino Royale”.
All‟inizio degli anni‟70 si trasferisce in Europa e trova nell‟Italia una seconda patria: diventa
infatti una delle attrici più apprezzate della prima generazione della commedia sexy
italiana, di cui interpreta un po‟ tutti i filoni. Qualche titolo: “Il debito coniugale” (1970), “Non
commettere atti impuri” (1970), “Il prete sposato” (1971), “Le calde notti di Don Giovanni”
(1971), “Amore vuol dire gelosia” (1975), “Spogliamoci così, senza pudor” (1976), “Come
perdere una moglie e trovare un‟amante” (1978). Da segnalare anche la sua
partecipazione al noir-poliziesco “Milano calibro 9” (1972) e ad una delle commedie più
amate dal pubblico italiano degli ultimi trent‟anni, ovvero “L‟anatra all‟arancia” (1975) con
Ugo Tognazzi e Monica Vitti. Ogni tanto trova anche il tempo per tornare negli Stati Uniti e
nel 1983 entra nel cast del film tv “The scarlet and the black”.
Con il passare degli anni si trasforma da icona sexy a personaggio (sia televisivo che
cinematografico) colto e raffinato. Nel 1985, tra le altre cose, si dedica al fitness e lancia
una serie di libri e videocassette di aerobica, che hanno un notevole successo e la
incoraggiano ad aprire una palestra a Roma. Negli ultimi anni anche per la rivalutazione
lanciata dal grande regista Quentin Tarantino si è trasformata in personaggio “cult” del
cinema internazionale.Tornando al cinema, ricordiamo che nel 2002 Barbara Bouchet ha
partecipato al film campione d‟incassi “Gangs of New York” di Martin Scorsese. Seguono
numerose fiction tv: “Incantesimo 6” (2003), “Diritto di difesa” (2004), “Capri” (2006) e “Ho
sposato uno sbirro” (2008). Sempre quest‟anno ha recitato nella commedia “Bastardi” di
Federico Del Zoppo e Andres Alce Meldonado. Il 12 luglio 2008 Barbara Bouchet ha
ricevuto un premio alla carriera nel corso del Gran Galà dello Sport e della Tv-Grand Prix
Corallo (che si svolge ad Alghero).
                                 CAROLINE DUCEY




Caroline Ducey (vero nome Caroline Trousselard) è una giovane attrice nata a Parigi che
negli ultimi anni si è posta all‟attenzione del pubblico europeo (e non solo) grazie ad una
serie di ruoli interessanti. Il suo esordio risale al 1994 con “Trop de bonheur” e solo tre
anni dopo viene nominata per il premio Michel Simon come migliore attrice per “Familles je
vous hais”. A darle la sua prima grande opportunità è la regista Catherine Breillat che nel
1999 la vuole nel suo film erotico “Romance”, un‟opera definita scandalosa da molta critica
sia in Francia che in Italia in cui recita al fianco di Rocco Siffredi. Nel 2001 è la volta della
commedia “Carrement a l‟Ouest” di Jacques Doillon. In seguito Caroline lavora anche in
Italia con Salvatore Mereu per “Ballo a tre passi” (2003) e con Roberto Faenza per
“Prendimi l‟anima” (2003). Ritorna poi a recitare prevalentemente in Francia: tra i film da
ricordare “Amateur” (2004), “Naissance de l‟orgueil” (2005) e “Convivium” (2005). Anche
lei, come molte sue colleghe, si fa attrarre dal mondo della fiction e partecipa tra gli altri a
“L‟inventaire” (1998), “L‟amour prisonnier” (2000), “Petit Ben” (2000) e “Reporters” (2007).
Ora la vedremo invece nella commedia “Le Plaisir de Chanter” di Ilan Duran Cohen
presentato fuori concorso all‟ottava edizione del Monte-Carlo Film Festival de la Comèdie..
Da segnalare in uscita anche il film “Just Ines”.


                                 LANDO BUZZANCA




Quando si parla di commedia all‟italiana è facile pensare a lui, Lando Buzzanca (nome
d‟arte di Gerlando Buzzanca). Nato a Palermo il 23 agosto 1935, si trasferisce a Roma a
16 anni con il sogno di fare l‟attore. Dopo alcuni lavori precari, arrivano i primi ruoli da
comparsa e nel 1961, finalmente, il debutto ufficiale con Pietro Germi che lo vuole ne
“Divorzio all‟italiana”. Da qui arriva un film dietro l‟altro: “La parmigiana” di Antonio
Pietrangeli (1963), “I mostri” di Dino Risi (1963), “Il magnifico cornuto” (1964) sempre di
Pietrangeli (1964) e “Sedotta e abbandonata” di Pietro Germi (1964), solo per citarne
alcuni. Successivamente si ritrova spesso ad interpretare ruoli stereotipati di maschio
siciliano in pellicole considerate “minori”, ma non mancano ruoli da protagonista, come
quello nel “Don Giovanni in Sicilia” (1967) di Alberto Lattuada e in “Un caso di coscienza”
(1969) di Giovanni Grimaldi. Grazie alla sua verve e alla sua spontaneità riesce a
conquistare il pubblico, che lo segue anche nella sua esperienza televisiva “Signore e
Signora” (1970) che lo vede alle prese, insieme a Delia Scala, con una divertentissima
carrellata di personaggi e situazioni incentrate sul tema del matrimonio e della vita di
coppia in genere. La trasmissione ottiene un grandissimo successo e la sua battuta “mi
vien che ridere”, diventa un tormentone che viene ricordato anche oggi.
 Si questa rinnovata popolarità di Lando Buzzanca beneficiano anche i suoi film, c he
cominciano ad ottenere ottimi risultati al botteghino. Il 1971 è l‟anno di una nuova svolta:
recita ne “Il merlo maschio”, commedia erotica all'italiana del 1971 diretta da Pasquale
Festa Campanile. Qui interpreta un colletto bianco che sfoga le proprie frustrazioni
facendosi prendere dalla smania di esporre pubblicamente le grazie intime della moglie
(Laura Antonelli): un ruolo che fa aumentare la sua notorietà e gli permette negli anni
successivi di recitare al fianco della attrici più belle del momento come Claudia Cardinale,
Catherine Spaak, Barbara Bouchet, Senta Berger e persino Joan Collins.
Il successo è così tanto che Buzzanca inizia anche a scegliersi da solo i ruoli da
interpretare: sono sue, per esempio, le idee di film come “L'arbitro”, “Il sindacalista” e
“All'onorevole piacciono le donne - Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo
sappia”, in cui vengono tratteggiate gustose parodie di personaggi realmente esistenti e
facilmente riconoscibili. Alcuni giornalisti, citando il titolo di un suo film, lo definiscono
scherzosamente “Homo Eroticus”: un essere a metà strada tra Homo erectus e Homo
sapiens, a rischio di estinzione negli anni‟70 a causa dell‟evento del femminismo. A metà
del decennio esplode la commedia all‟italiana un po‟ “scollacciata”: Buzzanca non accetta
di lavorare in questo tipo di pellicole e preferisce dedicarsi ad altro, in primis a radio e
teatro. Passano gli anni e nel 2005 Lando fa il suo g rande ritorno con un‟intensa fiction tv
dal titolo “Mio figlio”, in cui interpreta il ruolo del padre di un giovane omosessuale. Il
pubblico così lo riscopre e con esso anche il mondo del cinema, tanto che Roberto Faenza
nel 2007 gli chiede di partecipare al suo nuovo film “I Vicerè”. In seguito gira altre due
fiction: “Chiara e Francesco” (2007) e “Mio figlio, altre storie per il commissario Vivaldi”
(2008). Lando Buzzanca è molto famoso anche all‟estero, in particolare in paesi come
Francia, Giappone, Grecia, Israele, Spagna e Svizzera.
                           Una buona idea, il sorriso
        Correva l‟anno 2000. Nei primi mesi del secolo, venne a trovarmi un vecchio e caro
amico, un giornalista cinematografico che mi propose di realizzare insieme un suo
progetto già collaudato a Boario con il Funny Film Festival. Si trattava di un Festival di
cinema dedicato esclusivamente alla commedia. Un modo per dare a questo genere
scarsamente preso in considerazione dalla critica e dagli addetti, una giusta valutazione e
un adeguato spazio nella comunicazione.
        L‟idea di questo giornalista che da 30 anni lavorava per la più importante agenzia
italiana di informazione, l‟ANSA, mi piacque molto, piacque agli altri “pionieri”, mia sorella
Paola e Mario Di Francesco e piacque soprattutto a Sua Altezza Serenissima, il Principe
Ranieri e a suo figlio Alberto, grandi appassionati di cinema. Facendo base nel Principato,
nacque il Festival di Monte-Carlo “de la Comédie” che quest‟anno giunge alla ottava
edizione.
        Quel giornalista si chiamava Franco Cauli e purtroppo è scomparso proprio
quest‟anno. E‟ a lui che dedichiamo questa edizione. Ma la dedichiamo anche a un “padre”
della commedia cinematografica che ci ha lasciati, Dino Risi. Paradossalmente, come
avviene spesso a noi attori, proprio mentre mi occupo di far ridere il pubblico alla tv con
“Striscia la notizia”, lo stesso quest‟anno non è avvenuto al cinema dove il grande Pupi
Avati mi ha chiamato a interpretare il mio primo ruolo drammatico nel suo film
superapplaudito al Festival di Venezia e dagli spettatori di tutta Italia, “Il papà di Giovanna”
dove ho avuto la fortuna di lavorare con straordinari attori come Silvio Orlando, Francesca
Neri, Alba Rohrwacher.
        Ma il Festival di quest‟anno sarà ricordato soprattutto per la partecipazione di grandi
star italiane e internazionali, per la qualità dei film in concorso e per le anteprime ai quali
auguriamo il successo ottenuto da quelli presentati lo scorso anno: fra tutti, quello che si è
aggiudicato la vittoria, “Lezioni di cioccolato” poi affermatosi nei botteghini.
        E allora auguri a tutti di buon Festival e…largo al sorriso.



Ezio Greggio
Presidente del Festival
                                  Ezio Greggio
Il 2008 si è rivelato un anno molto importante per Ezio Greggio, in quanto pieno di
soddisfazioni professionali. La sua svolta drammatica ne Il papà di Giovanna, film di Pupi
Avati in concorso alla 65° Mostra d‟Arte Cinematografica di Venezia e accolto con calorosi
applausi sia da critica che pubblico, ha convinto davvero tutti. Poco prima è stato invece
tra i protagonisti di Un’estate al mare (2008), film di Carlo Vanzina, nella consueta veste
comica: a dimostrazione di come un attore, se di talento, può passare con grande
dimestichezza da una dimensione all‟altra.
Continua poi con successo anche la sua vita da conduttore: la scorsa estate ha condotto
Veline al posto di Teo Mammuccari e ora è tornato al timone di Striscia la notizia insieme
a Enzo Iacchetti, attirando come sempre milioni di italiani davanti al televisore.
Nato a Cossato (Biella) il 7 Aprile 1954, segno zodiacale Ariete con ascendente Ariete.
Mezzo busto storico di Striscia la Notizia, Ezio Greggio è giornalista iscritto da oltre
ventiquattro anni all‟Ordine Nazionale dei Giornalisti. Nell‟ottobre del 1978 prende parte a
La sberla al fianco di Gianfranco D‟Angelo, Enrico Beruschi e Gianni Magni. Poi nel 1981
è tra i protagonisti di Tutto compreso su Rai Due. Ma il suo vero debutto televisivo arriva
nel 1983 con la prima edizione del Drive in, il varietà più popolare e innovativo di tutti gli
anni ‟80, ideato da Antonio Ricci. Nel 1984 con Drive In arriva anche il primo dei 24
Telegatti che ha collezionato nella sua carriera. Il 7 novembre 1988 conduce al fianco di
Gianfranco D‟Angelo la prima edizione di Striscia la notizia, il TG satirico ideato da
Antonio Ricci con il quale Greggio, “che incarna meglio di chiunque altro lo spirito del
programma” (Aldo Grasso) ha già vinto vari Telegatti e Oscar Tv. Tra le edizioni di
maggior successo, quelle degli ultimi anni condotte al fianco di Enzo Iacchetti e Michelle
Hunziker.
Sempre in televisione è protagonista di alcune fiction che ottengono ottimi riscontri di
pubblico, come Anni 50 e Anni 60 ma anche Benedetti dal Signore (2003), film tv in
quattro puntate che Ezio ha interpretato e scritto con Enzo Iacchetti e che nel 2004 ha
vinto il Telegatto come miglior fiction breve, senza dimenticarci di O la va o la spacca
(2004).
Come attore Greggio ha interpretato anche numerosi film, diretto dai più importanti registi
della comicità italiana come Carlo Vanzina, Castellano e Pipolo, Enrico Oldoini e Neri
Parenti. Ha inoltre lavorato in produzioni internazionali come autore, regista e produttore
(insieme a Julie Corman) del film The Silence of the Hams (1993) e di The Good Bad
Guy (1997) e come attore nei film Dracula: Dead and Loving It (1995) di Mel Brooks e
2001 – A Space Travesty (2000) di Allan Goldstein, con Leslie Nielsen. Nel 1999 ha
prodotto, scritto e diretto la commedia Svitati, recitando al fianco del grande Mel Brooks.
Dal 2001 Ezio Greggio è presidente ed organizzatore del Monte-Carlo Film Festival “de
la Comédie”, rassegna cinematografica internazionale interamente dedicata alla
commedia che nel novembre 2008 compirà 8 anni. Come autore ha scritto 5 libri di grande
successo “In una certa manieeera”, “Presto che è tardi!”, “Chi se ne fut-fut”, “E‟ lui o non è
lui?”, “E su e giù e Trik e Trak”.
Con le royalties dei libri ha costituito l‟Associazione Ezio Greggio per l’aiuto ai bimbi
nati prematuri, con la quale – in collaborazione con l‟Associazione “Un calcio al bisogno”
– in dieci anni di attività ha donato apparecchiature ai centri neonatali ad oltre 60 ospedali
italiani fra cui Genova, Torino, Biella, Milano, Cremona, Pescara, Novara, Olbia, l‟Aquila,
Bari, Messina, Reggio Calabria, Palermo, Monza, Pavia, Foggia, Avellino, Isernia, Brescia
e altre ancora (l‟elenco completo con la tipologia di apparecchiature è visibile su
www.eziogreggio.it cliccando su “associazione”).
Tra le donazioni segnaliamo le incuba trici da trasporto che hanno contribuito a salvare
oltre 5.000 neonati prematuri. Nell‟ultimo anno l'associazione Ezio Greggio ha donato a
una trentina di ospedali riconosciuti quali Centri di Terapia Neonatale di Piemonte e
Lombardia saturimetri per uso domiciliare. Questi saturimetri con moderne e avanzate
tecniche ventilatorie permettono la sopravvivenza di neonati di bassissimo peso affetti da
gravi patologie respiratorie. Nel dicembre 2005 per i 10 anni della sua associazione, è
stato insignito "Neonatologo ad Honorem" dalla Soc. Italiana di Neonatologia. Sul suo
sito personale, www.eziogreggio.it, non mancano notizie, foto, videoclip, curiosità su 20
anni di carriera televisiva, cinematografica e di scrittore.
        La commedia? Lassù nel più alto dei cieli
Strano destino quello del cinema di commedia in questo scorcio di secolo: più è osannata
e ricercata, più si fa rara e difficile da definire. Prendiamo il caso, esemplare per Francia e
Italia, del fenomeno Bienvenue chez les Ch’ties, tradotto in italiano con un suggestivo Giù
al Nord: in patria diventa il più grande successo di tutti i tempi, nel resto del mondo viene
guardato con sospetto come un “fenomeno” appunto inesportabile, buono semmai per i
diritti di remake. Poi qualcuno prende il coraggio a due mani, elabora una strategia di
traduzione e marketing fuori dagli standard abituali e conquista il successo anche presso
spettatori che sembravano impermeabili alle peripezie di un povero travet spedito “au nord
du nord du Pas de Calais”. Che cosa ha garantito questa improvvisa universalità di una
storia e di personaggi talmente locali da sembrare intraducibili? Proprio l‟enzima originale
della commedia che mette alla berlina i nostri comportamenti, che fotografa le nostre
debolezze e provincialismi ma lo fa con il tocco lieve del sorriso, il desiderio di offrire un
sorriso anziché sterile sarcasmo. Il segreto, apparentemente inspiegabile, del film di Dany
Boon sta tutto nella sua solare semplicità, ma dice anche molto a chi si fermi a riflettere e
lo confronti con monumenti del genere quali i Tempi Moderni di Chaplin o il Sorpasso/ Le
Fanfaron di Dino Risi: cambiano i tempi e se all‟epoca della Grande Depressione la
commedia usava l‟arma del paradosso o ai tempi del boom economico italiano usava gli
umori acri della satira, il mondo ammalato di recessione che oggi ci circonda cerca una via
di fuga che non offra solo sogni ma desiderio di umanità. Proprio come seppe capire Frank
Capra ai tempi del New Deal.
L‟umanità della gente, il desiderio di capirsi e aiutarsi delle persone: un compito non facile
ma necessario che il cinema di commedia si assume con una sensibilità sociale che aspira
a divenire guida ideologica in un tempo deprivato dalle Grandi Speranze.
La selezione del Montecarlo Film Festival allinea dunque anche quest‟anno voci
diversissime tra loro, provenienti da mondi e culture diverse, ma tutte collegate allo stesso
obiettivo: descrivere un possibile mondo diverso, un mondo che sta ad un passo appena
da quello in cui viviamo quotidianamente ma capace di aprirsi a prospettive antitetiche. Il
che non esclude la ferocia della satira (ne sa qualcosa il nostro inimitabile punto di
riferimento, Mario Monicelli) o l‟eccesso ella slapstick comedy, ma che sa riunirsi – come
nei momenti più difficili e cupi della Storia – in un‟unica risata liberatrice. Le terapie
mediche del sorriso, a vantaggio di chi soffre, erano una passione segreta per Franco
Cauli che per primo avviò l‟idea di un festival della commedia in accordo con il nostro
Presidente, Ezio Greggio. Cauli credeva davvero che il cinema potesse svolgere un ruolo
non marginale nel far stare meglio le persone. Ci piacerebbe che oggi trovasse conferma
alle sue speranze nel lavoro che facciamo ricordando le sue intuizioni.

Giorgio Gosetti                                                      Sergio Rios Perez
(Selezione)                                                             (Programmer)

				
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