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La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro

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					La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro


                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Indice

                                  Introduzione


                                        1.   Scelta
                                        2.   Definizione di progetto
                                        3.   Produzione
                                        4.   Metadati
                                        5.   Pubblicazione sul web
                                        6.   Conservazione
                                        7.   Costi


                                  APPENDICI

                                        1. Fotografie
                                        2. Periodici


                                                                                    INIZIO
                                               FONTI                                CREDITI                                      SIGLE

                                                                                     Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 25 agosto 2004




http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/0-INDICE.html11/11/2006 9.41.14
La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro


                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Introduzione

                       Da alcuni anni anche in Toscana, come nel resto d'Italia, si sono moltiplicate le iniziative ed i progetti nel campo della
                       digitalizzazione. La sensazione prevalente, da parte dei pubblici amministratori che si trovano a finanziare molte di
                       queste iniziative è, tuttavia, che l'entusiamo che accompagna la progettualità non sia spesso sostenuto da conoscenze
                       appropriate e da metodologie consolidate frutto anche di raffronti con esperienze altrui, sia italiane che estere e di cui si
                       dispone in rete di ampia documentazione.
                       Da questo presupposto nasce l'idea di fornire, attraverso un percorso progettuale ideale - dalla scelta alla realizzazione -
                       una sorta di strumento di riferimento per l'impostazione e l'avvio di un progetto di digitalizzazione.

                       Tutte le fonti a cui si fa riferimento sono solo ad accesso pubblico e disponibili su Internet.
                       Lo scopo è quello di mettere a disposizione in modo ordinato e ragionato una serie di suggerimenti disponibili in rete, per
                       permettere di evitare errori e di replicare soluzioni già realizzate da altri. La maggior parte dei documenti è in inglese ma
                       in ogni caso, dove possibile sono citate e segnalate fonti italiane.

                       Nel testo sono inseriti i link attivi sia alla fonte sia alla traduzione, dove prevista; quest'ultima, che è possibile
                       visualizzare in una finestra separata cliccando su [Versione italiana], è la vera novità di questa edizione,
                       unitamente all'introduzione di pagine dedicate ad alcuni temi specifici.

                       Nelle traduzioni, non di rado, ci si è trovati in difficoltà a riprodurre in italiano un linguaggio ed una terminologia
                       fortemente gergali; in taluni casi è stata fatto un adattamento ed una riduzione del testo originale oppure sono stati
                       omesse le indicazioni interne all'ente. Le omissioni sono segnalate da (...) mentre le inserzioni a cura della redazione
                       sono in corsivo tra parentesi [ ].
                       Gli autori ringraziano in anticipo coloro che invieranno segnalazioni di errore ma anche commenti, critiche e indicazioni
                       di ulteriori strumenti di approfondimento e ne terranno conto per eventuali integrazioni ed aggiornamenti.


                                                                                     INDICE                                    avanti
                                               FONTI                                 CREDITI                                     SIGLE

http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/0-Intro.html (1 di 2)11/11/2006 9.41.22
La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro


                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       La scelta

                       In ogni studio sulla progettazione digitale il primo punto affrontato è quello della scelta, che non è solo relativo alla
                       scelta del materiale ma parte da problemi più ampi e generali sulle finalità di digitalizzare. Esattamente come si fa per
                       la politica degli acquisti o per quella dei servizi.
                       Questo problema, dunque, si inquadra nell'ambito più ampio della definizione di una politica del digitale tanto che
                       molte università e biblioteche (estere) hanno definito un proprio percorso ed una propria "carta del digitale".
                       E' interessante attraverso questi strumenti confrontare i vari punti di vista sul problema della scelta per arrivare a
                       determinarne uno proprio. E' quanto invitiamo a fare con la breve rassegna che segue.

                       Stabilire dei principi è fondamentale; lo ricorda Paul Convey nel breve Summary of Key Principles and Points al
                       termine di un capitolo introduttivo del Handbook for digital projects, edito da NDCC.
                       La serie dei punti segue un ordine logico che arriva fino alla parte relativa alla documentazione degli errori e delle
                       difficoltà; un aspetto non secondario legato alla comunicazione sul progetto stesso (si veda in meriro la seconda parte
                       del capitolo sul Web). [Versione italiana]


                       L'intero cap. 4 del già citato Handbook è dedicato alla scelta. In particolare, l'autrice Diane Vogt-O'Connor si domanda
                       Why Select for Scanning?
                       Tra le altre cose l'autrice pone l'accento sul rapporto tra la qualità del prodotto digitale e la credibilità dell'istituzione
                       che ne è all'origine; inoltre essa richiama l'attenzione necessaria verso l'impatto sociale della pubblicazione digitale
                       considerata anche la destinazione molto più ampia che essa ha tramite Internet. [Versione italiana]


                       Un altro contributo molto ampio e qualificato Guidance for selecting materials for digitisation redatto da quattro
                       enti prestigiosi quali il RLG, JISC, UKOLN e NPO, propone una tabella di domande dedicate alla scelta.
                       Si tratta di 20 domande suddivise in quattro ambiti: valutazione generale, vantaggi, standard e aspetti amministrativi.
                       Segnaliamo, tra le altre, l'ultima domanda della prima riga che pone la questione: conservazione o tutela? Due
                       concetti e due scopi sui quali è assai opportuno riflettere. [Versione italiana]


http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/2-scelta_1.html (1 di 2)11/11/2006 9.42.17
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                       Un vero e proprio percorso ad ostacoli è la tabella denominata Decision making Matrix; sono più o meno le medesime
                       domande esposte sotto forma di flowchart. Se riuscite ad arrivare indenni all'ultima casella potrete iniziare a valutare
                       seriamente l'ipotesi di avviare un progetto digitale.


                                           indietro                                     INDICE                                        avanti

                                                                                        Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 13 agosto 2004




http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/2-scelta_1.html (2 di 2)11/11/2006 9.42.17
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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       La scelta (2)

                               Il problema della scelta viene affrontato anche nel capitolo 2.3 del manuale Digitisation guidelines edito dal
                               NCECHO con una lista di domande seguita da un esempio. Le domande ripropongono in modo forse meno organico
                               di altri manuali argomenti analoghi ai precedenti.
                               L'esempio [non tradotto] di scelta, tratto da una situazione reale, illustra bene cosa si intende per progetto
                               sostenibile ed il senso di una scelta orientata a privilegiare la qualità sulla quantità. [Versione italiana]


                               Un documento da prendere in considerazione è quello, molto sintetico, predisposto dalla Library of Congress
                               Selection Criteria for Preservation Digital Reformatting. La breve pagina riguarda la scelta in vista della
                               digitalizzazione a fini di tutela. [Versione italiana]


                               Interessante il documento proposta dalla Columbia University Selection Criteria For Digital Imaging che
                               suddivide i propri principi sei categorie:

                                     1.   sviluppo delle raccolte,
                                     2.   valore aggiunto,
                                     3.   proprietà intellettuale, (copyright)
                                     4.   conservazione,
                                     5.   fattibilità tecnica,
                                     6.   criteri di controllo (organizzazione e gestione intellettuale dei prodotti digitali).

                               [Versione italiana]



                               L'Università della California nei suoi Selection Criteria for Digitization suddivide in due grandi categorie i suoi
                               criteri:

http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/2-scelta_2.html (1 di 2)11/11/2006 9.42.46
La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro

                                     1. rispetto alle raccolte da trattare
                                        (sviluppo delle raccolte / conservazione e organizzazione)
                                     2. rispetto alle raccolte digitali prodotte
                                        (sviluppo delle raccolte / conservazione / accesso e organizzazione)

                               [Versione italiana]


                                           indietro                                     INDICE                                        avanti

                                                                                        Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 25 agosto 2004




http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/2-scelta_2.html (2 di 2)11/11/2006 9.42.46
La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro



                       Summary of Key Principles and Points / Paul Convey.

                       In: Handbook for digital projects : a management tool for preservation and access : 1st ed. / Maxine K. Sitts Editor. Northeast Document
                       Conservation Center, Andover, Massachusetts, 2000. [cap II. p. 27-28]


                       Traduzione

                       Sommario dei punti e dei principi chiave

                              q   Definire confini chiari per un progetto di conversione digitale, in modo particolare il punto finale
                              q   Sviluppare nuove idee attraverso discussioni propositive (brainstorming): in termini non tecnici, stabilire i risultati finali
                                  desiderati secondo le fonti ed i requisiti funzionali per le riproduzioni digitali
                              q   Dar ragione del perché la riproduzione digitale, piuttosto che l’analogica, sia necessaria, ovvero:
                                        r  descrivere l’utenza e i suoi bisogni
                                        r  descrivere cosa le copie digitali potranno fare che le analogiche non possono
                              q   Progettare la vita per le riproduzioni digitali
                              q   Pianificare: elaborare il piano del progetto e il budget e l’altra documentazione relativa alla pianificazione, fissare un limite
                                  temporale
                              q   Fare un bilancio preventivo per il flusso di lavoro, pianificandolo sulla base dei risultati della scansione e della catalogazione di
                                  un campione significativo di materiale
                              q   Fare un bilancio preventivo (in tempo, se non in denaro) per l’addes-tramento
                              q   Attuare: coordinare flussi di lavoro simultanei o sovrapposti
                              q   Separare il materiale in serie per la conversione e per il controllo di qualità
                              q   Documentare le fasi del progetto
                              q   Elaborare una relazione conclusiva sulle esperienze acquisite, in modo particolare sui fallimenti e sui vicoli ciechi; aiutare voi
                                  stessi ed i vostri colleghi ad imparare dagli errori


                                                                                                                                                               (trad. ES)


                                                                                         Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin
                                                                                                 Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 3 giugno 2003


                                                                            chiudere la finestra




http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/trad_01.html11/11/2006 9.43.14
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                       Why select for scanning / Diane Vogt-O'Connor

                       In: Handbook for digital projects : a management tool for preservation and access : 1st ed. / Maxine K. Sitts Editor. Northeast Document
                       Conservation Center, Andover, Massachusetts, 2000 [cap IV]


                       Traduzione

                       Perchè scegliere per la scansione?

                       L’accesso web come pubblicazione. Quando vengono proposte sul web, le collezioni digitali raggiungono un pubblico
                       assai diversificato e ampio, mondiale. L’utenza del web è composta di ricercatori, studenti, grande pubblico,
                       professionisti dell’informazione, sponsor, creatori di collezioni, registi, editori e specialisti di settore, ma anche da utenti
                       meno desiderabili, quali potenziali ladri, vandali e chi infrange i diritti sulla proprietà intellettuale.
                       Una volta al corrente del patrimonio di un’istituzione, questi utenti sono inclini a richiedere riproduzioni, di alta qualità,
                       permessi per la pubblicazione e accesso agli originali. La difesa delle collezioni, le politiche per la duplicazione, i
                       permessi per la pubblicazione e per l’accesso dovrebbero essere poste in essere molto prima che la migliorata visibilità
                       delle collezioni generi un aumento delle richieste e degli accessi [all'originale]. Un’efficace pre-programmazione può
                       mitigare l’impatto dell’aumento delle richieste di accesso, duplicazione e quelle per i permessi di pubblicazione o di
                       esposizione degli oggetti digitalizzati.

                       Alti costi e bilanci limitati. Alla maggior parte delle istituzioni mancano le risorse per digitalizzare il loro intero
                       patrimonio, per quanto opportuno ciò possa risultare per migliorarne l’accesso.
                       I costi iniziali per la selezione e la digitalizzazione scompaiono a fronte di quelli per il controllo di qualità, per la
                       produzione dei metadati, per l’indicizzazione e la catalogazione. Quando acquisire digitalmente l’intera collezione non è
                       finanziariamente fattibile, la selezione diventa non soltanto possibile ma essenziale.

                       L’ipoteca digitale. I file digitali arrivano con una ipoteca. Ogni istituzione deve preventivare di trasferire i vecchi file in
                       nuovi formati allorchè software e hardware cambiano e e i media elettronici raggiungono il punto finale della loro
                       relativamente breve aspettativa di vita (Puglia, 1999). Il budget preventivato provvede a finanziare non solo il
                       sostanzioso investimento iniziale per la digitalizzazione ma anche l’infrastruttura digitale che comprende il personale, i
                       contratti, l’attrezzatura e il software. Poiché i file digitali sono significativamente più costosi da gestire nel tempo rispetto
                       al materiale cartaceo, le istituzioni devono identificare e programmare risorse consistenti per la gestione delle grandi
                       raccolte di file digitali che hanno creato (Lowry &Troll, 1996; Marcum, 1998). I costi del progetto non vengono a cessare
                       quando esso appare sul sito web.

                       Aspetti legali. Le istituzioni spesso non detengono i diritti di proprietà intellettuale e i permessi sul materiale in loro

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                       possesso. Copyright, diritti di riservatezza e di pubblicità, problemi connessi all’oscenità e alla diffamazione, informazioni
                       su luoghi protetti dalla legge (siti sacri, siti archeologici protetti), se non trattati adeguatamente, possono portare a
                       cause e a costosi risarcimenti . La digitalizzazione intrapresa senza una selezione ragionata può dare luogo alla
                       creazione di file digitali che non possono essere effettivamente usati a causa di restrizioni legali (Smith Levine, 1995).
                       Individuare lo stato legale dei materiali destinati alla scansione è un passo cruciale in ogni processo di selezione digitale.
                       La richiesta dei permessi per i materiali scelti inizia subito dopo la selezione.
                       (...)


                       L'attenzione verso i partecipanti [indiretti] al progetto ("stakeholders"). [i] Pubblicare sul web materiale
                       sensibile da un punto di vista culturale o etnico può sollevare una valanga di proteste, anche se le collezioni non sono
                       soggette per legge ad alcuna restrizione. Si deve esercitare un giudizio ponderato che concili il bisogno di rispettare le
                       comprensibili preoccupazioni delle persone [indirettamente] coinvolte nel progetto con il desiderio di evitare una censura
                       arbitraria. Consultatevi con gli "stakeholders" se trattate tipi di materiali quali:

                              q   informazione culturale normalmente circoscritta a membri di speciali gruppi o culture, informazioni di carattere sacro,
                                  [informazioni che possano arrecare danno se divulgate in modo particolarmente ampio, ecc.]
                              q   materiali soggetti a vincoli da parte di un donatore, quale la richiesta di evitarne la divulgazione [entro un certo numero di anni]
                                  dalla morte del donatore.


                       Documentazione. Durante la selezione, si deve verificare che i materiali candidati alla scansione siano ben
                       documentati e completi di accurati dati catalografici. Se così non è, l’istituzione sta rischiando una significativa spesa
                       supplementare per fare ricerche sui materiali, controllare le informazioni e scrivere appropriate descrizioni di
                       accompagnamento che forniscano un contesto chiaro ed accurato. Gli addetti dei National Archives stimano che fino ai
                       due/terzi del costo reale della digitalizzazione durante i primi 10 anni di un progetto digitale sono dati dalla creazione dei
                       metadati e dal lavoro del controllo di qualità (Puglia, 1999). (...)

                       La credibilità istituzionale. Durante la selezione, si devono verificare l’esattezza e l’autorevolezza di tutte le
                       informazioni da inserire nelle risorse elettroniche. Si devono correggere le informazioni inesatte per proteggere la
                       propria credibilità e reputazione. Sempre più, il pubblico che utilizza il web valuta le risorse elettroniche per la qualità. I
                       criteri comuni di valutazione sono l’autorevolezza di una istituzione, la formazione culturale e la reputazione dell'autore,
                       le note a piè di pagina o le citazioni che si affiancano ai materiali trattati.




                       [i] Il termine stakeholder è ormai diventato un neologismo, al quale economisti e non ricorrono per indicare l'insieme dei
                       soggetti interessati dall'attività d'impresa e in grado, direttamente o indirettamente, di influenzarne gli esiti In:
                       Reference Finanza Marketing e Produzione n.4 dicembre 1994, p.201 (ndt)

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                      Guidance for selecting materials for digitisation / Paul Ayris. RLG, 1999.

                      Traduzione

                      Tabella a supporto dell’attività di selezione per la digitalizzazione




                                                    Domanda n.1                      Domanda n. 2            Domanda n. 3            Domanda n.4           Domanda n. 5

                       Valutazione                  C’è un supporto per              Quali sono le            Verrà dato un          Esiste già un         E’ conservazione o
                                                    gli utenti?                      politiche di sviluppo contributo nazionale      prodotto simile       tutela?
                                                                                     delle collezioni locali? o internazionale?      altrove?



                       Vantaggi                     La digitalizzazione              Il contenuto            La navigazione è        Vengono unificate     Viene migliorato
                                                    riduce l’uso degli               intellettuale del       facile?                 collezioni diverse?   l’uso del materiale
                                                    originali o apre                 lavoro viene                                                          originale
                                                    l’accesso al materiale?          migliorato?                                                           danneggiato?



                       Standard                     Sono stati seguiti gli           Gli originali sono      Il software è           I metadati           Quali sono i
                                                    standard adeguati?               disponibili da          disponibile e di facile corrispondono agli   requisiti per
                                                                                     piattaforme             uso?                    standard concordati? l’archiviazione?
                                                                                     hardware diverse?




                       Questioni                    Avete denaro a                   Sono stati assicurati   La vostra istituzione   Avete un accordo di I benefici
                       amministrative               sufficienza?                     il copyright e le       ha competenze           collaborazione con giustificano i costi?
                                                                                     questioni relative ai   sufficienti?            una società di
                                                                                     diritti?                                        servizi (provider)
                                                                                                                                     commerciale?



                                                                                                                                                                       (trad. ES)

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                       Digitization Guidelines / NCECHO. 2004

                       http://www.ncecho.org/Guide/2004/toc.htm

                       Cap. 2


                       Traduzione

                       Selezionare

                       [La traduzione si basa sulla versione precedente del manuale; quella attuale ripropone le stesse domande riclassificate in
                       modo più ordinato]

                       (…) Come si fa a scegliere i materiali migliori per la digitalizzazione? Pur riconoscendo che la selezione è il più delle volte
                       guidata da valutazioni soggettive, le seguenti sono domande che possono guidare le decisioni di selezione in modo più
                       obiettivo.

                              q   Chi sono gli utenti attesi? Chi è l’audience destinataria?
                              q   Il materiale sarà interessante per un vasto pubblico?
                              q   La digitalizzazione fornirà un migliore accesso ai materiali per un pubblico ampio?
                              q   Il progetto duplicherà dei materiali disponibili altrove o si tratta di materiali unici per la vostra collezione?
                              q   La collezione digitale che verrà prodotta avrà un valore duraturo nel tempo?
                              q   La digitalizzazione aiuterà la tutela di materiali in fase di deterioramento?
                              q   Resisteranno i materiali sottoposti alla manipolazione ed ai processi richiesti dalla digitalizzazione? Sarà necessaria una cura
                                  speciale per maneggiarli? Sarà costosa questa particolare attenzione?
                              q   Disponete del copyright sui materiali che state per digitalizzare o potete ottenere il permesso da chi detiene il copyright per
                                  digitalizzarlo?
                              q   La richiesta per i materiali/oggetti è già soddisfatta da un surrogato? Il surrogato si trova presso un’altra istituzione?
                              q   La digitalizzazione fornirà una migliore indicizzazione e un miglior controllo bibliografico del materiale?
                              q   Il costo della conservazione del materiale [originale] sarà ridotto grazie all’accesso digitale?
                              q   Lo scopo del progetto è alla portata del vostro budget e del vostro organico?
                              q   Le vostre conoscenze tecnologiche sono sufficienti a risolvere le esigenze del materiale?
                              q   Il prodotto avrà utilità immediata?
                              q   I materiali originali saranno adatti per diversi livelli di utente o per una utenza specifica?
                              q   Il progetto renderà il contenuto disponibile in modo più ampio?
                              q   Il progetto renderà disponibili materiali ad una popolazione che altrimenti sarebbe impossibilitata ad usare la collezione (per
                                  esempio, popolazione disabile, utenti internazionali o costretti a casa)?
                              q   La digitalizzazione incrementerà la richiesta per i materiali o per altri, correlati materiali? (e se così, siete organizzati a gestirne
                                  le richieste?)
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                              q   La digitalizzazione darà alla collezione un valore aggiunto?
                              q   La versione digitale migliorerà l’utilizzo grazie ad accessi standard?
                              q   La digitalizzazione migliorerà la leggibilità degli originali?
                              q   Il progettò fornirà materiale di studio che può essere usato nell’apprendimento basato sulle fonti?
                              q   Le collezioni digitalizzate avranno la capacità di attrarre fondi, sia attraverso elargizioni esterne (per esempio [essendo coerenti
                                  con i principi di] enti finanziatori?) o in termini di raccolta di entrate (per esempio essendo commerciabile)?
                              q   Il progetto genererà un prestigio istituzionale?
                              q   Il progetto inalzerà le competenze del personale all’interno dell’istituzione?
                              q   Il progetto sarà in armonia con le politiche a livello istituzionale?
                              q   Il sito web avrà elementi di attrazione on line?


                                                                                                                                                                        (trad. ES)


                                                                                                  Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


                       Pagina creata il 14 agosto 2004

                                                                                     chiudere la finestra




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                       Selection criteria for digital imaging / Columbia University Libraries. 2001

                       Traduzione

                       I criteri di sviluppo della raccolta

                       L’importanza del contenuto dei materiali e i vantaggi derivati dall’accesso alle versioni digitali giustificano il dispendio di
                       tempo e lo sforzo per realizzare un progetto di digitalizzazione. Il contenuto dovrebbe avere un sufficiente valore
                       intrinseco per assicurare un uso costante da parte di un definito bacino di utenti e/o oltre la comunità della Columbia
                       University per un significativo periodo di tempo.

                       Il valore.
                       Molti fattori contribuiscono, ma certamente comprendono il contenuto intellettuale, il valore storico e materiale:

                              q   la rarità o l’unicità
                              q   il valore intrinseco o in associazione ad altri
                              q   l’importanza per comprendere l'ambito di riferiemnto [la materia, il soggetto]
                              q   la copertura ampia o profonda del soggetto pertinente
                              q   un contenuto utile e preciso
                              q   l’informazione su soggetti o gruppi altrimenti scarsamente documentati
                              q   il miglioramento della rilevanza storica dell’istituzione
                              q   il potenziale della forma digitale per renderne durevole il valore e


                       La domanda
                       Per giustificare lo sforzo e la spesa, dovrebbe esserci la ragionevole prospettiva che il prodotto avrà un’utilità immediata
                       per i membri della comunità della CU e/o per altri tipi di pubblico:

                              q   sostegno alle attività prioritarie in corso
                              q   importanza per il funzionamento dell’istituzione
                              q   una utenza destinataria effettiva
                              q   un patrocinio per il progetto da parte della comunità della CU
                              q   una prospettiva realistica di attrarre nuovi utenti anche se l’uso corrente è basso
                              q   richieste da partner potenziali diretti a sforzi collaborativi o consortili


                       La non duplicazione
                       Non c’è nessun prodotto identico o simile che possa ragionevolmente incontrare i bisogni espressi.


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                       I criteri del valore aggiunto

                       La conversione digitale può incoraggiare un nuovo uso per gli studiosi o per l’insegnamento attraverso:

                       Potenziale collaborativo

                               q   è parte di una raccolta, divisa tra diverse istituzioni, che potrebbe essere unita online come una raccolta virtuale
                               q   contribuisce allo sviluppo di una massa critica di materiali digitali su un soggetto
                               q   da un contributo alla ricerca online o agli strumenti per l’insegnamento
                               q   permette una integrazione flessibile e la sintesi di una varietà di formati o di materiali correlati sparsi in posti diversi


                       Il miglioramento dell’accesso intellettuale

                               q   il miglioramento del controllo intellettuale attraverso la creazione di nuovi strumenti di ricerca, collegamenti a record
                                   bibliografici e lo sviluppo di indici e di altri strumenti
                               q   l’abilità a ricercare ampiamente, e studiare una varietà di immagini e testi in nuovi contesti
                               q   la diffusione molto estesa di raccolte locali o uniche


                       (...)


                       I criteri di tutela

                       Mentre la digitalizzazione non costituisce di per se stessa una tutela (preservation), ci sono tuttavia aspetti di tutela da
                       considerare, sia in termini di materiali originali sia in termini di file che saranno creati.

                       Fornitura di surrogati

                               q   significativa riduzione nella manipolazione dei materiali delicati
                               q   accesso ai materiali che non possono essere facilmente utilizzati in altro modo
                               q   protezione dei materiali ad alto rischio di furto o danneggiamento


                       Digitalizzazione sicura

                               q   le condizioni dei materiali permettono loro di essere acquisiti in sicurezza
                               q   le condizioni degli originali richiedono un intervento di conservazione o di nuova collocazione per una acquisizione sicura; deve
                                   essere assicurato il finanziamento per questo lavoro
                               q   la possibilità di digitalizzare materiali fotografici intermediari al posto degli originali

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                       La tutela delle versioni digitali
                       Se le risorse digitali sono ritenute un valore di lungo termine, si deve pensare all’archiviazione e al mantenimento delle
                       immagini attraverso il tempo e i cambiamenti tecnologici.


                       Criteri di fattibilità tecnica

                       I potenziali progetti dovrebbero essere valutati in base al fatto che sia tecnicamente possibile, con le attrezzature
                       correnti e il software, catturare, mostrare e immagazzinare le immagini in modo che incontrino i bisogni dell’utente.

                       Si considerano i seguenti fattori:

                               q   il livello al quale una versione digitale può rappresentare il contenuto completo dell’originale
                               q   comprendere come la gente userà le versioni digitali e il livello di qualità dell’immagine che questo implica
                               q   se i materiali saranno mostrati bene in forma digitale
                               q   capacità di accedere alle immagini dalle piattaforme correnti supportate e dalla rete con una velocità ragionevole
                               q   previsione di futuri utenti con una migliore attrezzatura, per evitare il bisogno di rifare la scansione dopo pochi anni
                               q   autenticazione delle immagini, se necessario
                               q   avere personale e risorse per sostenere il progetto, il design dell’interfaccia, lo sviluppo del motore di ricerca per assicurare che
                                   il progetto possa adempiere alle funzioni per cui la digitalizzazione è stata pianificata


                       Materiali che richiedono una speciale considerazione comprendono:

                               q   i materiali   che richiedono una risoluzione insolitamente alta
                               q   i materiali   per i quali la fedeltà al colore originale è essenziale
                               q   gli oggetti   fuori misura standard
                               q   gli oggetti   tridimensionali
                               q   gli oggetti   con una scarsa leggibilità


                       (...)

                                                                                                                                                        (riduz. e trad. ES)


                                                                                           Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


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                       Selection criteria for digitization / University of California. 1997

                       Traduzione

                       (...)


                       A.Criteri applicabili alla raccolta da convertire

                       Lo sviluppo della raccolta:
                       1. incontra le necessità informative della Facoltà, degli studenti e degli studiosi all’interno ed oltre la comunità della UoC
                       2. ha un forte sostegno pubblico da parte di uno o più gruppi organizzati di studiosi.

                       Tutela/archiviazione:
                       3. ha un problema di salvaguardia (per esempio, rischio di danno o perdita dovuto all’alto uso, luogo di conservazione
                       inadeguato o deterioramento fisico).

                       Organizzativo/finanziario:
                       4. incontra gli interessi dell’ente finanziatore.
                       5. genera prestigio istituzionale.


                       B. Criteri applicabili alle versioni digitali

                       Lo sviluppo della raccolta:
                       6. aggiunge valore informativo alle copie su carta:

                               q   maggiore circolazione dell’informazione
                               q   maggiore funzionalità come la capacità di richiamare connessioni a risorse correlate


                       7. contributo alla “massa critica” dei materiali digitali su un soggetto, incrementando quindi il valore dell’informazione.

                       Tutela/archiviazione:
                       8. gode di un impegno da parte della Biblioteca per il suo mantenimento attraverso il tempo e i cambiamenti tecnologici
                       (aggiornamento e migrazione), e i rischi relativi alla sicurezza (disastro naturale, guasti tecnici e corruzione intenzionale
                       dei file), sulla base di una politica bibliotecaria che assicuri un accesso permanente a materiali sempre validi per la

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                       ricerca.
                       9. può essere adeguatamente acquisita in forma digitale, senza danneggiare gli originali, abilitando il documento digitale
                       a fungere da surrogato del documento originale, e riducendo quindi la richiesta (e l’uso e il danneggiamento) degli
                       originali.

                       Accesso:
                       10. può essere integrato nei programmi del servizio bibliotecario.
                       11. è accessibile da piattaforme sw supportate e da ambienti di lavoro in rete conformi agli standard in uso nella
                       comunità bibliotecaria.
                       12. può essere fruito con una velocità ragionevole.
                       13. risolve i problemi tecnici di accesso agli originali (per esempio: formati delicati, grandi) e/o mette insieme formati
                       diversi (per esempio: combinazione di carta e pellicola in un solo lavoro bibliografico).
                       14. è garantito da qualsiasi necessaria restrizione all’accesso dettata dal contenuto dei materiali.
                       15. usa interfacce che l’utente normale possa padroneggiare facilmente
                       16. ha metadati appropriati su:

                              q   l’identificazione del documento
                              q   le informazioni relative all’acquisizione tecnica
                              q   la provenienza
                              q   la navigazione verso la fonte dell’informazione e al suo interno (per esempio punti di accesso multiplo, indicizzazione, ricerca
                                  full-text, struttura del documento)


                       17. può essere autenticato.

                       Organizzativo/finanziario:
                       18. incontra gli interessi dell’ente finanziatore.
                       19. è coerente con iniziative digitali nazionali e consortili.
                       20. ha una commerciabilità in forma digitale e/o crea accordi con fornitori commerciali di informazione.

                                                                                                                                                                        (trad. ES)


                                                                                                  Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       La scelta (3)

                               Infine i criteri della National Library of Canada Selection of Materials for Digitization riassunti dalla tabella
                               iniziale.
                               Nonostante la concisione, il documento è interessante soprattutto per il richiamo alla crescita sociale ed ai bisogni
                               dell'utenza.
                               Consapevole dei compiti propri di un istituto centrale la Nazionale canadese stabilisce un criterio propedeutico a
                               qualunque scelta di digitalizzazione:

                                       Before embarking on developing criteria for the selection of materials for digitization, the Task Force realized
                                       that it was necessary to take stock of current federal digitization activities.

                               Criterio pienamente condivisibile. [Versione italiana]


                               Per chi desidera approfondire questo argomento suggeriamo una serie di messaggi raccolti dal moderatore di lista,
                               sotto il titolo DigLib Collection Development Policies è visibile sulla lista DigLib alla data del 22 Feb 2002.


                               Infine, il problema è trattato nella Guida alle buone pratiche di MINERVA (trad. italiana basata sulla ver 1.2,
                               2003) al capitolo Selezione (p.21), con rinvio a numerose altre fonti.

                               La scelta riguarda fin qui la selezione per la produzione, cosa diversa dalla scelta di fonti digitali native da
                               proporre alla propria utenza. In quest'ultimo caso il problema si sposta sui criteri di valutazione, tema sul quale c'è
                               un'ampia pubblicistica.
                               A titolo di sommario segnaliamo un esempio di criteri adottati da un istituto specializzato in Scienze della terra; si
                               tratta di un esempio facilmente trasferibile in altri ambiti disciplinari. DLESE - How to Identify the Best
                               Resources for the Reviewed Collection.
                               A parte i criteri ci sembrano interessanti sia la tabella proposta, sia il processo di valutazione sotto forma di
                               flowchart in cui si evidenzia il ruolo affidato all'utente nel giudizio finale da esprimere.
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                       Issue 2: Selection of Materials for Digitization

                       In: Towards a Learning Nation: the Digital Contribution Recommendations Proposed by the Federal Task Force On Digitization. National Library
                       of Canada. 1997.


                       http://www.collectionscanada.ca/8/3/r3-407-e.html

                       Traduzione

                       La selezione dei materiali da digitalizzare

                       I progetti di digitalizzazione basati sulle raccolte e sul patrimonio di informazioni possedute a livello federale e sostenute
                       da un finanziamento apposito dovrebbero:

                              q   sostenere l’educazione e l’apprendimento permanente
                              q   rinforzare una coscienza nazionale condivisa e (un diritto alla) cittadinanza informata
                              q   essere collegati alla crescita economica e alla creazione di (posti di) lavoro.


                       Le decisioni in merito alla selezione dei materiali per la digitalizzazione dovrebbero anche basarsi su un approccio simil-
                       aziendale che:

                              q   identifichi l'utenza destinataria
                              q   capisca i bisogni e le aspettative degli utenti
                              q   identifichi risultati misurabili a dimostrazione dei benefici (della digitalizzazione)
                              q   comprenda un piano di promozione/commercializzazione
                              q   determini costi unitari
                              q   tenga in conto il lavoro necessario per chiarire le questione sul copyright per il materiale da digitalizzare


                                                                                                                                                            (trad. ES)


                                                                                      Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       La definizione del progetto

                       Un progetto si suddivide sostanzialmente nelle seguenti fasi:

                             1.   Selezione
                             2.   Pianificazione
                             3.   Produzione
                             4.   Pubblicazione

                       All'interno o oltre questi grossi blocchi operativi vi possono essere altre fasi o operazioni quali l'immagazzinamento, il
                       test, l'aggiornamento.
                       Ne da conto con una dovizia di dettagli significativa la Checklist predisposta dalla Library of Congress per American
                       Memory che suddivide in ben 9 fasi tutto l'iter.

                       Come fa notare la stessa LOC:

                                  "Not every collection requires all of the steps listed; some collections require additional steps not listed".

                       E nel caso in cui si volesse tradurre su un GANNT l'intera procedura si tenga presente che:

                                  "many of the operations are carried out in parallel and not sequentially".

                       Da notare, infine, che la sola fase II Plan the approach to digitization è di gran lunga la più complessa, suddivisa in due
                       parti per un totale di ca. 30 passi da compiere. [Versione italiana]


                       Della stessa Checklist è disponibile anche una sintesi di una paginetta.
                       Da questa versione riportiamo le semplici regole indicate per avviare il controllo di qualità. [Versione italiana]

http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/3-progettazione_1.html (1 di 2)11/11/2006 9.52.05
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                                           indietro                                            INDICE                                        avanti

                                                                                               Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 25 agosto 2004




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                       NDLP Project Planning Checklist / Library of Congress, National Digital Library Program. 1997

                       Traduzione

                       La lista di controllo della NDLP per la pianificazione di un progetto

                       (...)

                       II. Pianificare l’approccio alla digitalizzazione

                             A. Sviluppare metodologie e risorse per la preparazione e la digitalizzazione della raccolta.


                                          1. Sviluppare un piano per il trattamento richiesto.

                                          2. Sviluppare un piano per il trattamento di salvaguardia.

                                          3. Completare la valutazione delle condizioni fisiche dei documenti con suggerimenti.

                                          4. Definire i formati per la cattura, l’archiviazione e la presentazione

                                          5. Definire il formato fisico (numero dei caratteri, immagini) e gli speciali requisiti di produzione.

                             B. Definire i requisiti per il deposito.


                                          1. Determinare uno schema per l’assegnazione dei nomi dei file.

                                          2. Registrare un nome aggregato per la raccolta.

                                          3. Fare una stima dello spazio richiesto per l’immagazzinamento della collezione digitale.

                                          4. Aggiornare le previsioni per l’immagazzinamento.

                                          5. Valutare gli strumenti per la ricerca già disponibili ed i record bibliografici e sviluppare un piano per gli
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                                          strumenti di accesso.

                                          6. Sviluppare un piano per la struttura [in cui si inseriranno gli oggetti digitali].

                                          7. Sviluppare un piano per le restrizioni e l’implementazione [dei file] (copyright, vincoli delle donazioni,
                                          pubblicità e riservatezza).

                       (...)

                       III. Produrre la collezione digitale e strumenti per l’accesso

                             C. Cattura dell’oggetto.


                                          1. Preparazione

                                                          a) preparare gli oggetti

                                                          b) preparare le istruzioni per la scansione, specifiche per la raccolta

                                          2. Catturare l’immagine.

                                                          a) scannerizzare la collezione

                                                          b) trattare le immagini scannerizzate

                                                          c) rivedere le immagini per la qualità

                                                          d) coordinare la ri-lavorazione

                                                          e) notificare all’appaltatore l’approvazione delle immagini [in caso di outsourcing]

                                          3. Archiviare le immagini in un deposito.

                                          4. Cattura del testo.

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                                                          a) Preparare le istruzioni per la digitazione del testo specifiche per una raccolta o una serie

                                                          b) Marcatura e digitazione del testo

                                                          c) Revisionare il testo completo per la qualità

                                                          d) Coordinare la ri-lavorazione

                                                          e) Trattare il testo in una forma finale

                                          5. Archiviare il testo in un deposito.

                       (...)

                             D. Lo sviluppo degli strumenti per l’accesso


                                          1. Modifica degli strumenti di ricerca esistenti

                                                a) sviluppare le istruzioni per la digitazione

                                                b) fotocopiare e marcare gli strumenti di ricerca a stampa esistenti

                                                c) coordinare la digitazione fuori sede

                                                d) marcare secondo EAD (Encoded Archival Description)[standard deciso per la LOC]

                                                e) revisionare gli strumenti di ricerca per accuratezza e completezza.

                                    2. Creazione di un nuovo strumento di ricerca

                                                a) verificare il trattamento finale e l’ordinamento della raccolta

                                                b) elaborare una bozza di strumento di ricerca

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                                                c) marcare secondo EAD

                                                d) revisionare lo strumento di ricerca per accuratezza e completezza.

                                                                                                                                                              (addatt. e trad. ES)


                                                                                                  Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


                       Pagina creata il 14 agosto 2004

                                                                                     chiudere la finestra




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                       Steps in the Digitization Process / Library of Congress. 1996

                       Traduzione

                       Controllo di qualità

                                                •     Verificare la consegna del 100% dei file

                                                •     Ispezionare il 10% del contenuto dei file

                                                •     Assicurarsi che i requisiti tecnici siano stati rispettati

                                                •     Fornire un riscontro al fornitore [nel caso di outsourcing]

                                                •     Revisionare ogni nuova lavorazione

                                                                                                                                                               (trad. ES)


                                                                                         Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


                       Pagina creata il 14 agosto 2004

                                                                            chiudere la finestra




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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       La definizione del progetto (2)

                       Per avere un'idea della stima percentuale per le varie fasi di progetto si può fare riferimento ad un capitolo del già
                       citato manuale Digitisation guidelines edito dal NCECHO ; in questo caso le fasi elencate sono 8 e le due fasi
                       preliminari Scelta e Organizzazione occupano già il 40% del progetto.[Versione italiana]


                       Come rilevano gli autori, una volta terminato il progetto e pubblicato sul Web, non lo si può abbandonare all'oblio:

                                  It should be noted that just because a project has been completed and mounted on the Web, does not
                                  mean that staff may ignore the digital product. It is at this point that concerns regarding site maintenance
                                  and data migration begins.

                       Allo scopo di facilitare la preparazione di un progetto il settore Preservation Resource di OCLC mette a disposizione
                       dei formulari scaricabili (in PDF) che si riferiscono sia a progetti di microfilmatura sia di scansione.
                       Rispetto alla digitalizzazione i materiali per cui sono offerti i formulari sono:

                              q   periodici,
                              q   volumi a stampa,
                              q   manoscritti,
                              q   ritagli sciolti (scrapbook),
                              q   fotografie.



                                           indietro                                   INDICE                                        avanti

                                                                                      Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 25 agosto 2004

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                     Digitization Guidelines / NCECHO. 2004

                     8.5 PROJECT STEPS AND TIMELINES


                     Traduzione

                     Fasi di progetto e definizione temporale

                     In un progetto di digitalizzazione le tappe generalmente seguono gli “8 elementi comuni” sotto elencati, ma dettagliano i processi che si trovano all’interno di questi
                     elementi. I tempi per la digitalizzazione delle collezioni saranno naturalmente determinati dagli scopi istituzionali dei vari progetti digitali, dal personale dell’istituzione, e
                     dal budget disponibile. (...) Il quadro può aver bisogno di alcuni adattamenti a seconda degli obiettivi di ogni singola istituzione.




                                                                                                                                                      Percentuale
                                                                                                                                                      indicativa del tempo
                                                                                     Fasi


                     Preparazione della raccolta                                                                                                                20%



                     Stabilire gli scopi e gli obiettivi del progetto
                     Selezionare gli oggetti o la raccolta
                     Cercare in modo adeguato informazioni sul copyright, sulle restrizioni all’uso e le altre informazioni
                     - registrare tali informazioni
                     Pianificare il progetto
                     - progetto piccolo o una piccola raccolta?
                     - progetto trasversale alle raccolte?
                     - per quali destinatari?
                     - quali tipi di accesso? qualimetadati?
                     Sviluppare il piano di lavoro con il personale e l’amministrazione
                     Prendere o ridistribuire il personale
                     Definire la divisione del lavoro e i ruoli del personale
                     Addestrare il personale al trattamento del materiale
                     Definire uno spazio di lavoro

                     Organizzazione                                                                                                                             20%


                     Determinare la struttura e/o l’ordinamento del materiale

                     Preparare il materiale:
                     - Organizzare: riordinare il materiale se necessario
                     - Preservare: riparare o aggiustare il materiale
                     - Descrivere: sviluppare strumenti di ricerca, cataloghi o database




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                     Definire le liste di autorità per nomi e soggetti:
                     Definire le convenzioni per i nomi dei file digitali
                     Stabilire i processi per la movimentazione fisica:
                     - Materiali fragili
                     - Materiali fuori formato
                     Stabilire modalità di accesso e le linee guida per l’utente

                     Esternalizzazione dei servizi (opzionale)                                                             --



                     Definire i costi dei servizi contrattati
                     Stabilire il livello richiesto del servizio
                     Assegnare le parti da lavorare in esterno
                     Preparare un RFP (Request For Proposal) se necessario
                     Elaborare una bozza del rapporto di lavoro
                     Fare la bozza delle scadenze temporali
                     Valutare le proposte

                     Scansione/processo di cattura digitale                                                                15%

                     Fare la scansione
                     Realizzare il post-trattamento:
                     - creare i file multipli (accesso, immagini francobollo, etc.)
                     - assegnare il nome ai file
                     - convertire il testo, formattarlo, creare i titoli, comprimere i file ed adattare tutto per il web

                     Controllo di qualità                                                                                  10%


                     Ispezionare il 10% dei record per accuratezza
                     Ispezionare il 10% delle immagini per la qualità
                     Verificare il rispetto dei requisiti tecnici e gli standard
                     Dare riscontro all’amministrazione o ai service sotto contratto
                     Registrare la valutazione
                     Fare le correzioni dove necessario

                     Archiviare                                                                                            10%


                     Definire il metodo d’immagazzinamento per l’archiviazione
                     Registrare tutte le informazioni necessarie per la migrazione

                     Preparazione per l’accesso web                                                                        20%


                     Preparare i file html
                     Creare gli indici
                     Fissare la qualità della creazione web:
                     - accessibilità web per i disabili
                     - conformità agli standard correnti
                     Testare e ridisegnare, se necessario
                     Preparare moduli formativi, se possibile


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                     Valutazione                                                                                                                               5%


                     Valutazione qualitativa
                     Valutazione quantitiva



                     Va sottolineato che, solo perché un progetto è stato portato a compimento e montato sul web, non significa che il personale possa ignorare il prodotto digitale.
                     E’ a questo punto che inizia la cura relativa alla manutenzione del sito e della migrazione dei dati. Anche se i prodotti digitali si mantenessero da soli continuerebbero a
                     coinvolgere il personale.
                     La maggior parte delle raccolte digitali ha come risultato l’aumento degli impegni connessi alle attività di reference delle istituzioni che le hanno create.

                                                                                                                                                                                                    (trad. ES)


                                                                                                                              Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


                     Pagina creata il 14 agosto 2004

                                                                                     chiudere la finestra




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La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro


                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       La produzione

                       I vari tipi di file ed il loro trattamento tramite scansione sono trattati nello Studio di fattibilità sulla BD sia nella sua
                       prima versione (2001) ai capitoli 2.2.1 e sgg. sia al cap. 3.1.1.
                       Maggiori approfondimenti sono invece disponibili nell'Aggiornamento dello Studio (2002); in particolare richiamiamo
                       i due capitoli 6 e 7 dedicati rispettivamente ai formati digitali ed ai connessi problemi di storage
                       (immagazzinamento).

                       Una guida esauriente sui problemi tecnici della conversione è Guides to Quality in Visual Resource Imaging del
                       2000, predisposta dal RLG in collaborazione con la DLF. Suddivisa in 5 parti di autori diversi tratta tutte le tematiche
                       tecniche tra cui un ampio capitolo dedicato alla scelta di uno scanner.
                       Segnaliamo, nello stesso capitolo (par 5.6) una tabella riguardante la relazione che intercorre tra qualità dell'immagine
                       (della scansione) e tipo di documento trattato.

                       Sullo stesso argomento segnaliamo anche il capitoletto Selecting scanner dal manuale Introduction to Imaging:
                       Issues in Constructing an Image Database edito dalla Getty Information Institute.
                       Nonostante l'età del manuale (quasi 10 anni) resta valido per una prima classificazione degli scanner e delle loro
                       caratteristiche d'uso. [Versione italiana]


                       Resta sempre di grande interesse il documento predisposto nel 1996 dalla Library of Congress Recommendations for
                       the Evaluation of Digital Images Produced from Photographic, Microphotographic, and Various Paper
                       Formats scaricabile in PDF (884 K)


                       Il tutorial Moving theory into practice della Cornell University tratta la materia nel capitolo Conversion, in cui,
                       dall'ultimo paragrafo rimanda ad una tabella comparativa molto interessante: vi si confrontano le soluzioni adottate in
                       vari progetti. La tabella riguarda materiale a stampa, immagini, grandi formati e manoscritti. In calce alla tabella
                       si trova il rinvio a varie esperienze e metodi di lavoro, tra cui gli esempi della Vaticana (studio IBM) e del Centro di

http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/4-imaging_1.html (1 di 2)11/11/2006 9.57.42
La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro
                       digitalizzazione tedesco (Gottinga).[Versione italiana]


                                           indietro                                      INDICE                                        avanti

                                                                                         Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 25 agosto 2004




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                       11. Selecting scanners

                       In: Introduction to imaging : issues in constructing an image database / Howard Besser e Jennifer Trant. J. Paul Getty Trust, 1995


                       Traduzione

                       Selezionare gli scanner

                       Il processo di scansione è un lavoro impegnativo e costoso e richiede un investimento significativo nei lavori di gestione
                       del materiale e di scansione dei prodotti artistici o delle loro immagini surrogate. I materiali devono essere portati allo
                       scanner, l’illuminazione sistemata, il materiale centrato, cambiato il fuoco delle lenti, eseguita la scansione, il materiale
                       rimesso a posto e si deve produrre un’adeguata documentazione durante il processo. (...)
                       Immagini di qualità sufficiente (ad alta risoluzione e di conseguenza in file di dimensione molto ampia) dovrebbero
                       essere catturate per permettere una larga gamma di usi. Comunque, le risorse richieste per fornire immagini di alta
                       qualità on-line sono di solito al di sopra dei mezzi finanziari e tecnici della maggior parte delle istituzioni. Una strategia è
                       catturare una immagine ad una qualità veramente alta e mantenerla come immagine d’archivio, immagazzinandola off-
                       line su strumenti più economici quali il nastro magnetico o il CD-ROM [ora sconsigliato; lo scritto è del 1995 (Ndr)].
                       Tecniche come la compressione con perdita di dati o la riduzione di immagine (subsampling) possono quindi essere
                       usate per produrre una immagine più piccola da mantenere on-line. Col tempo, sviluppandosi la capacità di rendere
                       disponibili immagini di qualità superiore, sarà possibile ritornare al file archiviato e creare una immagine di qualità
                       superiore da mettere on-line senza i costi di una nuova acquisizione. Questo metodo aiuterebbe a rendere a prova di
                       futuro l’investimento iniziale nell’acquisizione delle immagini.

                       I progetti che catturano immagini di alta qualità usando una macchina fotografica digitale sono di solito rari; questa
                       sezione riguarda la cattura dell’immagine da un surrogato fotografico. La scansione richiede sia un dispositivo hardware,
                       cioè uno scanner, sia un software che controlli parte del processo di scansione. Spesso le due cose si trovano in uno
                       stesso pacchetto. Il software viene usato per un certo numero di finalità, che comprendono il controllo dell’esposizione,
                       l’aggiustamento della risoluzione, l’inquadratura dell’immagine e l’immagazzinamento del file d’immagine in un formato
                       adeguato.

                       La scansione può essere fatta in proprio o appaltata fuori. L’efficacia economica dipende dal volume e dal tipo dei
                       materiali da trattare e questo cambia rapidamente con le condizioni del mercato. Il tipo di scanner scelto per un
                       progetto sarà influenzato dal fatto che la cattura avvenga da originale o da riproduzione fotografica. Preoccupazioni sulla
                       salvaguardia possono influenzare la scelta di un metodo che usi una copia intermediaria fotografica. Molti scanner
                       possono gestire solo materiale trasparente, altri scanner possono gestire solo materiale riflettente. La maggior parte
                       degli scanner non possono gestire materiali oltre determinati formati. Alcuni scanner richiedono un materiale
                       bidimensionale o materiale abbastanza flessibile da potersi arrotolare intorno a un largo rullo. Prima che sia scelto uno
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                       scanner o un servizio di scansione, si dovrebbero esaminare la natura e le caratteristiche del materiale per definire tutte
                       le possibili limitazioni.

                       Ci sono 5 tipi generali di scanner: a planetario, piano, a rullo, per slide, e digitalizzatori video (cattura-fotogrammi).
                       Ogni scanner ha i suoi punti di forza e di debolezza.

                       (immagine) Gli scanner a planetario assomigliano ai planetari per la microfilmatura; una macchina fotografica digitale è
                       usata al posto di una macchina fotografica a pellicola normale. Il materiale sorgente è posto sul piano e la macchina
                       fotografica viene alzata o abbassata per far collimare il materiale all’interno del suo campo di ripresa. Questo permette
                       la scansione di originali di varie dimensioni.

                       (Immagine) Negli scanner a rullo il materiale sorgente è posizionato su un tamburo che poi viene fatto ruotare sotto una
                       fonte luminosa ad alta intensità che cattura l’immagine. Gli scanner a rullo tendono ad offrire la più alta qualità di
                       immagine, ma richiedono un materiale sorgente flessibile di misure limitate che possano essere arrotolati attorno al rullo.

                       (Immagine) Gli scanner piani assomigliano a delle macchine fotocopiatrici; il materiale sorgente è sistemato piano sul
                       vetro e catturato dalle componenti ottiche (CCD arrays) che vi passano sotto. Gli scanner piani richiedono un materiale
                       sorgente che non sia più largo del vetro e che giaccia con il verso in giù e piatto.

                       (Immagine) Gli scanner per diapositiva assomigliano a piccole scatole con una fessura sul lato grande abbastanza per
                       inserirvi una diapositiva di 35mm. Dentro la scatola, la luce passa attraverso la diapositiva per colpire un dispositivo
                       ottivo (CCD array) dietro la diapositiva. Gli scanner per diapositiva possono generalmente scannerizzare solo i materiali
                       sorgenti trasparenti delle dimensioni di 35mm.

                       Gli scanner che digitalizzano i video (cattura-fotogrammi) sono schede inserite dentro un computer, connessi ad una
                       videocamera standard. Tutto quello che può essere ripreso da una videocamera può essere digitalizzato, includendo gli
                       oggetti tridimensionali e i film. Gli scanner cattura video-fotogrammi offrono la scansione più veloce (1/30 di secondo)
                       ma sono limitati dalla qualità dell’immagine video. (...)

                       Una volta ristretto il campo dei tipi di scanner, deve essere fatta una scelta tra le caratteristiche e le capacità dei vari
                       modelli, prestando attenzione a caratteristiche quali la risoluzione massima possibile e la gamma dinamica. Altre
                       caratteristiche da considerare quando si sceglie uno scanner includono le funzioni di anteprima quali il ritaglio dei
                       margini, la centratura dell’immagine, l’individuazione automatica dei bordi e l’esposizione automatica. Una supervisione
                       manuale per ogni funzione automatica è essenziale perché la macchina potrà occasionalmente valutare male le
                       caratteristiche del materiale. Sono desiderabili anche gli aggiustamenti post-scansione (come il ritaglio, l’aggiustamento
                       di luminosità, il contrasto, ombre, etc.); e il trattamento di una parte o dell’intera immagine (come la possibilità di
                       eliminare difetti di sfondo, ammettere la correzione del colore, e la possibilità di unire testo e immagini da differenti
                       scanner). (...)
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                       Il software di scansione dovrebbe essere scelto sulla base delle sue funzionalità, che includono l’abilità di salvare un file
                       di immagine in una varietà di formati di immagazzinamento standard (che includono TIFF, GIF, JFIF, SPIFF, PICT, TGA,
                       EPS, CGM, e Photoshop) usando una gamma di schemi di compressione differenti (come il JPEG, JBIG, LZW e
                       Quicktime). Questa abilità fornirà la più ampia gamma di opzioni di consegna delle immagini. Il software dovrebbe anche
                       rendere possibile l’importazione di file che possono essere stati creati con altri scanner, immagazzinati in vari formati
                       standard e compressi secondo una varietà di differenti schemi. Utili anche gli strumenti che convertono i file di immagine
                       da un formato ad un altro.

                       (...)

                                                                                                                                                                        (trad. ES)


                                                                                                  Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


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                                                                                     chiudere la finestra




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                       3. Conversion

                       In: Moving theory into practice : digital imaging tutorial / Cornell University. c2000-2003 [cap. 3]


                       Traduzione

                       La conversione

                       Introduzione

                       La cattura digitale delle immagini deve prendere in considerazione i processi tecnici coinvolti nella conversione dalla
                       rappresentazione analogica alla digitale ed anche le carratteristiche delle fonti documentarie stesse: le dimensioni fisiche
                       e l'aspetto esteriore, il livello di dettaglio, la gamma dei toni e la presenza del colore. I documenti possono essere anche
                       caratterizzati dal processo di produzione usato per crearli, che comprendono i mezzi manuali, meccanici, fotografici e più
                       recentemente elettronici. Tutti i documenti cartacei e su pellicola possono ricadere in una delle seguenti 5 categorie che
                       condizioneranno la loro ripresa digitale.

                       I tipi di documenti

                                          ü Testo a stampa (a linea semplice): rappresentazione basata su una linea distinta, senza variazioni tonali,
                                          come sono i libri che contengono testo e grafica a linea semplice

                                          ü Manoscritti: rappresentazioni “morbide”, basate su linea distinta, prodotte a mano e a macchina, ma che
                                          non mostrano i bordi definiti tipici del processo meccanico, come una lettera o un disegno

                                          ü Mezzitoni: riproduzioni di materiali grafici o fotografici rappresentati da una griglia di segni, di punti e
                                          linee, di varia misure e regolarmente spaziati, spesso sistemati con certe angolazioni. Vi sono comprese
                                          alcune arti grafiche, come le incisioni

                                          ü Tono continuo: oggetti come le fotografie, gli acquarelli e alcune rappresentazioni con toni sottilmente
                                          variabili.

                                          ü     Miste: i documenti che contengono due o più delle categorie summenzionate, come i libri illustrati


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                                                                                                                                                                        (trad. ES)


                                                                                                  Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


                       Pagina creata il 14 agosto 2004

                                                                                     chiudere la finestra




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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Introduzione ai metadati (a cura di G.Bergamin)

                       Un'ampia parte dello Studio di fattibilità sulla BD è dedicata alla problematica dei metadati, rispettivamente al cap.
                       3.1.3 della prima parte e al cap. 1.6.1.2 della seconda sezione. La situazione è aggiornata al 2000.
                       Infine nell'aggiornamento al 2003 l'intero cap.5 parla dei metadati.


                       Non è semplice fissare la questione dei metadati considerato che essa si basa su standard in continua evoluzione e
                       sperimentazione. Questo manuale non pretende quindi di dare tutte le risposte, ma di suggerire il maggior numero di
                       "precauzioni" necessarie in un progetto di digitalizzazione. La complessità del tema, dunque, ha imposto una trattazione
                       più articolata e più ampia.

                            1.    Cosa sono i metadati
                            2.    Tipologie di metadati
                            3.    I metadati descrittivi
                            4.    MARC e Dublin Core
                            5.    Progetto di digitalizzazione e oggetto della catalogazione
                            6.    Edizione e born again digital. UNIMARC: etichette 856 e 956
                            7.    Risorse digitali
                            8.    Il modello OAIS
                            9.    Risorsa digitale e supporto
                           10.    Metadati gestionali in biblioteca
                           11.    Metadati e progetti di digitalizzzazione
                           12.    MAG
                           13.    Un esempio MAG commentato
                           14.    Ancora su MAG
                           15.    Strumenti e obiettivi
                           16.    Nota bibliografica
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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Cosa sono i metadati

                       Un recente articolo si chiede se non sia arrivato il tempo per una moratoria sui metadati Negli ultimi dieci abbiamo
                       avuto una produzione davvero rilevante di standard relativi ai metadati (con convegni, discussioni su riviste professionali
                       ecc.). Nello stesso periodo l'uso dei metadati per la creazione di strumenti di accesso e di gestione dell'informazione non
                       è stato invece molto significativo: un metaparadosso?

                       Tutti in genere concordano con l'affermazione che i metadati sono dati usati per descrivere altri dati: si dice - ad
                       esempio - che il record bibliografico ha la funzione di metadato nei confronti del libro (il dato)

                       Questa parte del manuale si occupa dei metadati in quanto realmente usati nei progetti di digitalizzazione. Per i metadati
                       in generale, potrà essere utile rinviare a Riccardo Ridi, Metadata e metatag: l'indicizzatore a metà strada fra
                       l'autore e il lettore (1999):


                              q   «Metadata (o metadati, a seconda dei gusti): niente di nuovo sotto il sole, ovvero vino vecchio in botti nuove o
                                  catalogare sotto un altro nome, come a più riprese hanno fatto notare in pubblicazioni, corsi e convegni
                                  numerosi specialisti... »
                              q   «il termine metadata è attualmente utilizzato in letteratura quasi esclusivamente con riferimento al contesto
                                  dell'informazione elettronica in rete».




                       Quello che cambia nel mondo digitale è infatti la dipendenza tra il dato (la risorsa) e i relativi metadati: nel mondo
                       digitale infatti l'esistenza stessa di una risorsa dipende dai metadati. La risorsa digitale - ad esempio questa pagina html
                       - non è altro che un inseme di bit, ma questi possono veicolare contenuti solo se sono sempre accompagnati da una
                       chiave che li rende comprensibili da un eleboratore oltre che da un essere umano -- è la codifica in html che permette al
                       browser di visualizzare questo testo


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                       Inoltre molti usano oggi il termine metadati con un significato esteso (non limitato cioè alle risorse digitali):

                              q   «In questo testo si farà uso di una definizione del tutto liberale. Metadati è qui usato per riferirsi a qualsiasi
                                  informazione strutturata su risorse informative (che possono presentarsi su qualsiasi supporto e in qualsiasi
                                  formato. In questo contesto non è rilevante che le informazioni strutturate siano elettroniche, oppure che le
                                  risorse informative siano reperibili o meno in rete»[Caplan, Priscilla. Metadata fundamentals for all librarians.
                                  Chicago: American library association, 2003, p. 2-3]

                                                                 indietro                                                 avanti

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                       Tipologie di metadati

                         I metadati possono essere distinti in due grandi categorie:
                              q   metadati finalizzati al recupero della risorsa (metadati descrittivi);
                              q   metadati necessari alla gestione della risorsa (metadati gestionali).

                          Per riprendere l'esempio del libro potremmo dire che il record bibliografico può contenere oltre a informazioni
                       bibliografiche propriamente dette (metadati descrittivi) anche informazioni (metadati) di tipo gestionale: per esempio
                       l'inventario, la collocazione o lo stato di conservazione di un determinato esemplare.

                        Nel mondo dei metadati la terminologia si sta ancora consolidando e in letteratura si possono trovare distinzioni più
                       articolate tra le varie tipologie di metadati come ad esempio:

                              q   metadati descrittivi, strutturali e ammininistrativi: distinzione proposta dalla Library of Congress con METS
                              q   metadati amministrativi, descrittivi, per la conservazione, tecnici, per l'utilizzo (use) è invece una distinzione
                                  proposta da Anne Gilliland-Swetland in Introduction to Metadata: pathways to digital information (2000,
                                  2. edizione)

                          Le varie proposte sembrano concordare su:
                              q   può essere utile distinguere i metadati su base funzionale: a che cosa serve questo determinato metadato?
                              q   uno stesso metadato può rientrare in categorie diverse (per esempio il fatto che un file sia in formato pdf è un
                                  metadato utile sia alla conservazione che all'amministrazione)

                       A ben vedere i metadati sono strumenti che assolvono determinate funzioni. Potranno quindi esserci tante categorie di
                       metadati quante sono le funzionalità che una determinata tipologia di metadati è in grado di garantire. In altre parole
                       l'elenco delle tipologie è aperto (può sempre nascere l'esigenza di nuove e specifiche funzionalità)


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                       I metadati descrittivi

                       I metadati descrittivi hanno come obiettivo il recupero e l'identificazione della risorsa.

                       La proposta Dublin Core è in questo campo quella più conosciuta: «rendere più facile il ritrovamento dell'informazione» è
                       il motto in evidenza nella Home Page della Dublin Core Metata Initiative


                       Il set dei 15 elementi DC si possono trovare in versione italiana: Dublin Core Metadata Element Set, versione 1.1:
                       traduzione italiana a cura dell'ICCU.


                       Lo stato dell'arte aggiornato si può trovare in DC-2004 .


                       In estrema sintesi si può dire che Dublin Core:

                              q   nasce - 1995 - per l'autocatalogazione delle risorse pubblicate su internet da parte degli stessi/autori e
                                  produttori, ma viene scarsamente usato a questo proposito. Su questo tema è fondamentale Who will create
                                  metadata for the internet di Charles F. Thomas e Linda S.Griffin - 1998;
                              q   sta raccogliendo sempre più consensi come standard che facilità l'interoperabilità tra domini (musei, archivi e
                                  biblioteche -- ma non solo) in quanto minimo comune denominatore. Un lavoro molto citato è A Grammar of
                                  Dublin Core di Thomas Baker - 2000.


                       Quello che si può affermare con sicurezza è che Dublin Core non intende sostituire gli standard descrittivi (o di resource
                       discovery) specialistici che provengono da vari domini o comunità: (es ISBD per le biblioteche, ISAD per gli archivi ecc.).
                       Dublin Core è interessato alla ricerca attraverso i vari domini che - con standard differenti - pubblicano risorse
                       informative (metadati) in rete.



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                       MARC e Dublin Core

                       Ecco la risposta di Rebecca S. Guenther a una bibliotecaria della American University of Beirut che chiedeva: «In futuro
                       Dublin Core sostituirà il MARC?».
                       (Risposta pubblicata il 23-10-2001 nella mailing list DC-LIBRARIES@JISCMAIL.AC.UK)



                                  Cara Signora Medawar,
                                  Il suo messaggio mi è stato inoltrato. Sono esperta in standard bibliografici e mi occupo sia
                                  di MARC che di Dublin Core. Coordino anche Gruppo di lavoro DC-Libraries (Dublin Core per
                                  le bibliotehce) Non conosco esattamente quale è l'uso che voi fate dei record bibliografici
                                  (numero di elementi e livello di spcificità richiesti), ma posso ragionevolmente pensare che i
                                  vostri record siano molto vicini al MARC visto che vi trovate in una una biblioteca
                                  universitaria.

                                  No, noi non ci aspettiamo che Dublin Core possa sostituire MARC. Le finalità sono davvero
                                  differenti e DC non ha le stesse funzionalità del MARC visto che non gestisce tutta la
                                  complessità di un insieme di elementi MARC. La scelta tra MARC e DC dipenderà dall'uso che
                                  farete dei dati bibliografici

                                  L'insieme elementi Dublin Core è pensata come un minino comune denominatore tra i diversi
                                  schemi di metadati (il MARC è uno di questi). E' un linguaggio semplice che altri linguaggi
                                  più complessi possono usare per comunicare reciprocamente a un livello veramente
                                  generale. Usare il Dublin Core significa guadagnare molto in semplicità e perdere molto in
                                  specificità. In un ambiente bibliotecario, per soddisfare ricerche complesse è necessario uno
                                  schema di metadati più complesso

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                                  Per esempio, Dublin Core prevede 3 elementi per i responsabili associati ad una risorsa:
                                  Creator, Contributor e Publisher. DC non prevede regole per la formulazione di questi
                                  elementi, pertanto non è possibile sapere

                                         q   come quel nome sia stato espresso: in ordine inverso (cognome, nome) o diretto
                                             (nome cognome);
                                         q   se si tratta di una persona oppure di un ente il ruolo che la persona/ente ha avuto
                                             per quella risorsa. se vi sono elementi aggiunti al nome (qualificazioni) per
                                             permettere la distinzione tra omonimi

                                  D'altro canto, il MARC permette di indicare attraverso l'uso di una determinata codifica
                                         q   se si tatta di un nome di persona o di un ente ,
                                         q   il ruolo che la persona/ente ha avuto per quella risorsa
                                         q   la forma controllata di un determinato nome (attraverso il confronto con gli
                                             authority files)
                                         q   campi separati per fornire ulteriori informazioni sul nome, etc.

                                  Questo permette precisione nella ricerca e nella identificazione dei documenti - attraveso
                                  l'uso dei sistemi informatici per la gestione delle biblioteche

                                  C'è un enorme investimento sul MARC a livello mondiale, con molti milioni di record
                                  bibliografici (ma anche di record di autorità e di record relativi al posseduto che
                                  contribuiscono alla ricchezza dei dati). E' l'insieme di metadati più affermato ed usato per i
                                  dati bibliografici. Il MARC definisce sia una sintassi che un insieme di elementi con le relative
                                  definizioni. Si possono prevedere cambiamenti per quanto riguarda la sintassi, ma ma è
                                  improbabile che l'intero insieme elementi MARC possa essere sostituito. Dublin Core è solo
                                  un insieme di elementi senza alcuna regola per la loro formulazione.

                                  Sarò felice di rispondere ad ogni altra domanda che vorra' pormi.

                                  Rebecca S. Guenther
                                  Senior Networking and Standards Specialist - Network Development and MARC Standards
                                  Office - Library of Congress

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                       Per approfondire il rapporto MARC-Dublin Core è fondamentale la lettura di Metadati o catalogazione di Michael
                       Gorman (tradotto in italiano da Stefano Gambari e Mauro Guerrini) e - sempre dello stesso Gorman - di From card
                       catalogues to WebPACS


                                           indietro                                           INDICE                                         avanti

                                                                                             Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 30 dicembre 2004




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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Progetto di digitalizzazione e oggetto della catalogazione

                       Un progetto di digitalizzazione può avere differenti obiettivi. Semplificando molto potremmo avere:

                              q   la digitalizzazione come valorizzazione dell'oggetto analogico (un libro, un manoscritto, un disco). Qui per
                                  valorizzazione si intende la predisposizione di altre (e non sostitutive) modalità di fruizione dell'oggetto
                                  analogico. [Per il rapporto tra digitalizzazione e conservazione si veda il Capitolo 7 di questo manuale] Si
                                  tratta dell'uso della digitalizzazione con obiettivi analoghi a quello della microfilmatura. Per esempio la
                                  digitalizzazione della rivista Il ponte
                              q   la digitalizzazione come riedizione dell'oggetto analogico. Prendendo un esempio da Liber Liber si può
                                  facilmente rilevare che le funzionalità offerte dalla edizione elettronica del 2002 dei Promessi sposi sono
                                  davvero diverse di quelle dell' edizione analogica di riferimento del 1995


                       Alla domanda Quale standard dovrò usare per la descrizione dell'oggetto digitale? si può ragionevolmente rispondere
                       che:

                              q   nel primo caso è sufficiente segnalare nel proprio Catalogo (OPAC) nella descrizione bibliografica dell'edizione
                                  originale che - ad esempio - il periodico è accessibile come copia digitale : si ritiene infatti che al pari dei
                                  microfilm in questo caso la copia digitale non sia ricercabile come edizione originale: l'utente è semplicemente
                                  interessato al periodico su carta e potrebbe trovare in molti casi utile l'accesso alla copia digitale.
                              q   nel secondo caso è abbastanza evidente che si tratta di due edizioni diverse che come tali vanno offerte alla
                                  ricerca dell'utente

                                           indietro                                  INDICE                                         avanti

                                                                                    Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 30 dicembre 2004



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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Edizione e born again digital. UNIMARC: etichette 856 e 956

                       Tornando al caso della digitalizzazione come valorizzazione dell'oggetto analogico (chiamato anche rinato digitale o born
                       again digital : si discute se la copia digitale prodotta nelcorso di un progetto di digitalizzazione e disponibile in rete sia da
                       considerarsi come pubblicata e quindi descrivibile autonomamente come edizione.

                       ISBD(ER) recita infatti al punto 4. che «In the context of applying the ISBD(ER), all remote access electronic resources
                       are considered to be published».

                       Una spia del problema può essere vista nelle scelte descrittive di Gallica per la descrizione copia digitale del 1995
                       dell'edizione del 1914 di Du côté de chez Swann di Marcel Proust


                       In UNIMARC come è noto l'etichetta 856 ospita il puntamento all'oggetto digitale (in genere URL).



                       Tuttavia UNIMARC prevede che l'etichetta 856 si riferisca esclusivamente alla localizzazione (ELECTRONIC LOCATION
                       AND ACCESS) della edizione descritta. In pratica non si dovrebbe usare l'etichetta 856 per quello che abbiamo chiamato
                       la copia digitale

                       Se si guarda a MARC21 si vede invece che l'etichetta 856 prevede anche il caso della copia digitale: con il il valore del
                       secondo indicatore si può precisare «that the location in field 856 is for an electronic version of the resource described
                       by the record. In this case, the item represented by the bibliographic record is not electronic but an electronic version is
                       available»

                       Con 856 di UNIMARC non è quindi possibile puntare a una versione della risorsa ma solo alla risorsa originale.


                                           indietro                                          INDICE                               avanti
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                                                                                             Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 30 dicembre 2004




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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


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                       Risorse digitali

                       Come si diceva - oltre ai metadati descrittivi - nel mondo digitale sono particolarmente importanti i metadati necessari
                       alla gestione della risorsa (metadati gestionali)

                          Una definizione molto generale (e molto citata) di risorsa è quella che segue:


                                  A resource can be anything that has identity. Familiar examples include an electronic document, an image,
                                  a service (e.g., "today's weather report for Los Angeles"), and a collection of other resources. Not all
                                  resources are network "retrievable"; e.g., human beings, corporations, and bound books in a library can
                                  also be considered resources.

                       Come si diceva la risorsa digitale non è altro che un'insieme di bit. Citiamo - questa volta da una edizione a stampa (Il
                       mondo digitale. Introduzione ai nuovi media di Fabio Ciotti, Gino Roncaglia. Roma [ecc.], Laterza, 2000, p. 348)

                                  Informazioni di tipo diverso possono essere tutte ridotte allo stesso codice di base, alle lunghe catene di 0
                                  e di 1 dell'informazione digitalizzata. Questa, che potremmo chiamare convergenza di codifica, diventa
                                  anche una vera e propria convergenza tecnologica nel momento in cui il computer si propone come
                                  strumento in grado di gestire efficacemente grosse quantità di informazioni in formato digitale; ecco allora
                                  che al posto di strumenti basati su tecnologie totalmente diverse (macchina tipografica, televisore, radio,
                                  telefono, macchina da presa, proiettore cinematografico, macchina fotografica...) compaiono strumenti
                                  certo spesso diversi per funzioni e interfaccia, ma il cui "cuore" è costituito da un microchip e la cui
                                  funzione è quella di acquisire, manipolare e distribuire informazione in formato digitale.

                       Si tratta di lunghe catene di 0 e 1 disposte in un certo modo o codificate


                                           indietro                                         INDICE                                avanti

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                                                                                            Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 10 ottobre 2004




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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


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                       Il modello OAIS

                       Per un punto di vista funzionale sui metadati gestionali occorre riferirsi a un modello di archivio. Il modello OAIS
                       (attenzione non OAI) sta raccogliendo sempre più consensi e merita di essere visto più da vicino.


                       Una delle raccolte più complete di informazioni sul modello OAIS si può trovare sul sito web RLG.


                       Un modello di archiviazione ci consente di capire

                              q   quali servizi deve fornire un determinato archivio
                              q   quando si può dire che un archivio ha raggiunto il suo scopo

                       Il termine archivio in questo contesto sta per «un'organizzazione di soggetti e sistemi che hanno accettato la
                       responsabilità di conservare l'informazione e di mantenerla disponibile per la comunità di riferimento»

                       Una presentazione molto chiara in lingua italiana del modello OAIS è quella di Gloria Cirocchi al Seminario nazionale
                       sui metadati, ICCU, 3 aprile 2001.
                       Può essere inoltre utile fare riferimento a Open Archival Information System Reference Model: Introductory
                       Guide di Brian F. Lavoie del 2004. [Versione italiana]


                       Il modello OAIS vede la risorsa digitale (Content information nella terminologia OAIS) come inseparabilmente composta
                       da:

                              q   A.1 Content data object che consiste in una sequenza (stream) di bit o in un set di sequenze di bit
                              q   e da A.2 Representation information (metadati che traducono il Content data object in conoscenza accessibile -
                                  per esempio processabile da un computer - e dotata di significato - per esempio comprensibile ad un essere
                                  umano). Come esempio di Representation information si può pensare alla codifica di un documento eseguita
http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/5-10-metadati.html (1 di 2)11/11/2006 10.01.44
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                                  tramite il ben noto programma Microsoft Word

                       Il modello OAIS individua inoltre altre tipologie di metadati che, a differenza della Representation information, sono
                       logicamente esterni alla risorsa digitale:
                              q   B. Descriptive information: i famosi metadati descrittivi
                              q   C. Packaging information: danno informazioni relative al tipo di rapporto tra risorsa e supporti che la veicolano
                                  (per esempio in che server in che directory ecc. si trova quel determianto file);
                              q   D. Preservation description information: veicolano informazioni che hanno come obiettivo primario la
                                  conservazione nel tempo della risorsa

                       L'insieme logico composto da A + B + C+ D forma l'Information Object

                       Occorre notare infine che:

                              q   la preoccupazione principale del modello è la conservazione nel lungo periodo (vista la ben nota fragilità del
                                  digitale) e che quindi
                              q   il modello non da evidenza diretta ad altre tipologie di metadati come quelli relativi ai diritti di proprietà, alle
                                  autorizzazioni di accesso ecc.)
                              q   per applicare il modello OAIS non occorre fare ricorso a software e/o hardware specifici: si tratta appunto di un
                                  modello, non di una particolare tecnologia

                                           indietro                                          INDICE                                         avanti

                                                                                            Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 30 dicembre 2004




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La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro



                       Open Archival Information System Reference Model: Introductory Guide / Brian F. Lavoie. 2004

                       Traduzione

                       Open Archival Information System Reference Model: Introductory Guide

                       Avvertenza
                       Questa traduzione non vuole essere una traduzione letterale del testo: vengono qui tradotti, con semplificazioni e
                       adattamenti che facilitano la lettura, i primi sei capitoli.

                       Data la dimensione del testo si è deciso di renderlo disponibile in formato PDF (279 K)

                                                                                                                         (trad. ES ; riduzione ed adattamento G.Bergamin)


                                                                                            Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


                       Pagina creata il 30 dicembre 2004

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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Risorsa digitale e supporto

                       Può essere significativo ricordare brevemente come la legislazione italiana abbia - in questi ultimi anni - preso in
                       considerazione le risorse digitali (o documenti informatici)

                       E' interessante rilevare la contraddittorietà tra due differenti definizioni di documento informatico:

                              q   La prima identifica - erroneamente - il supporto informatico con il documento:

                                             "per documento informatico si intende qualunque supporto informatico contenente dati o
                                             informazioni aventi efficacia probatoria o programmi specificamente destinati ad
                                             elaborarli" [Articolo 491-bis del codice penale, introdotto dalla legge 23 dicembre 1993, n. 547]

                              q   La seconda - più correttamente - rende indipendente il documento informatico dal suo supporto e lo definisce
                                  come

                                             "la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti "[DPR 10 novembre
                                             1997, n. 513]

                       La rappresentazione informatica "come ormai tutti sanno, è una sequenza di bit, che, elaborata da un sistema
                       informatico, può essere resa visibile su uno schermo, stampata sulla carta o inviata a distanza".

                       Si tratta di "un cambiamento radicale nella concezione e nell'uso del documento, così come lo conosciamo da migliaia di
                       anni, nella sua natura di res signata, cioè di una cosa che riporta dei segni, delle informazioni. "

                       Più in generale il documento digitale non dipende quindi necessariamente da un supporto ma assume "una funzione
                       autonoma rispetto alla sua (eventuale) fissazione su un supporto materiale ".

http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/5-50-metadati.html (1 di 2)11/11/2006 10.02.13
La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro

                       Più in generale abbiamo visto come il modello OAIS definisca la risorsa digitale come un insieme logico e non separabile
                       di dati e relativi metadati.

                       Nota: le citazioni di questa pagina sono tratte dall'interessante lavoro di Manlio Cammarata e Enrico Maccarone La
                       natura del documento informatico


                                           indietro                                         INDICE                                         avanti

                                                                                            Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 12 ottobre 2004




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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Metadati gestionali in biblioteca

                       L'informazione digitale si è resa indipendente dal supporto ma come abbiamo visto è strutturalmente dipendente dai
                       metadati che la rappresentano: una sequenza (stream) di bit è inutilizzabile senza metadati in grado di trasformarla in
                       risorsa

                       Il modello OAIS può così contribuire a mettere meglio a fuoco l'oggetto della catalogazione. In particolare la distinzione
                       che ISBD(ER) propone tra risorsa ad accesso locale e risorsa ad accesso remoto appare ancora come dipendente da
                       considerazioni relative al supporto della risorsa stessa e può dar luogo ad equivoci: ad esempio repertori bibliografici su
                       CD ROM (risorse ad accesso locale) sono disponibili in rete in molte biblioteche (in questo modo diventano risorse ad
                       accesso remoto). Analoghi problemi sono posti dalla distinzione tra risorse online e offline.

                       Gli standard di catalogazione mettono ancora troppa enfasi nella descrizione analitica del supporto della risorsa. In realtà
                       è l'Information object che occorre prendere in considerazione: a questo accede l'utente in biblioteca e su questo
                       oggetto occorre investire per la conservazione nel lungo periodo. Il supporto fisico - come abbiamo visto - non è parte
                       essenziale e costitutiva della risorsa digitale

                       Si può verificare il caso - non tanto raro - che una determinata risorsa sia fruibile solo a partire da un determinato
                       supporto. Vengono cioè messi in atto meccanismi che limitano o che impediscono la possibilità di copiare, eseguire ecc. i
                       file. In questo caso la risorsa sarebbe indipendente da supporto, ma - di solito per proteggere i diritti di proprietà
                       intellettuale - l'editore ricorre a particolari funzionalità che impediscono che la risorsa sia fruita indipendentemente dal
                       supporto di origine. La recente legge sul deposito legale (che estende il deposito legale ai "documenti diffusi su
                       supporto informatico" e ai "documenti diffusi tramite rete informatica") prevede un bilanciamento tra le esigenze di
                       accesso e le esigenze di protezione dei diritti d'autore. Sulla base di questo le biblioteche depositarie si dovranno
                       attivare per assicurare in questo come in tutti gli altri casi che l'informazione archiviata non sia legata al supporto

                       Più in generale spesso le risorse hanno una Representation information non aperta o - come si dice - di tipo proprietario.
                       Questo pone serie ipoteche sulla loro fruibilità futura quando per le mutate condizioni tecnologiche non sarà più a
                       disposizione un hardware e software appropriato. Ma questo significa anche che le biblioteche possono dichiarare di
http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/5-51-metadati.html (1 di 2)11/11/2006 10.02.24
La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro
                       possedere una risorsa solo se possiedono sia il Content data object che la Representation information. A questo fine è
                       poco rilevante che la risorsa sia offline o online.

                       Rinvio alle pagine del servizio PADI per tutte le problematiche di conservazione nel lungo periodo delle risorse digitali


                                           indietro                                          INDICE                                         avanti

                                                                                            Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 30 dicembre 2004




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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Metadati e progetti di digitalizzazione

                       In questi ultimi anni le biblioteche e molte altre "istituzioni della memoria" hanno dato vita a rilevanti - almeno dal punto
                       di vista degli investimenti economici - progetti di digitalizzazione

                       In generale gli obiettivi di un progetto di digitalizzazione possono essere così riassunti:

                              q   promuovere un nuovo utilizzo da parte degli studiosi mediante la diffusione su larga scala di collezioni locali o
                                  uniche;
                              q   migliorare l'uso dei documenti attraverso tecniche di manipolazione dell'immagine (per esempio per aumentare
                                  la leggibilità di testi macchiati, rovinati ecc.);
                              q   creazione di collezioni virtuali attraverso l'integrazione di vari formati o di materiali distribuiti in luoghi diversi;
                              q   limitare la consultazione diretta di documenti originali in particolari condizioni di criticità;
                              q   facilitare l'accesso a materiale di difficile fruizione (per esempio carte geografiche di notevoli dimensioni).

                       Molti progetti di digitalizzazione ancora oggi non si pongono il problema dei metadati gestionali. In un progetto di
                       digitalizzazione si producono normalmente molti file: questi vanno archiviati, conservati, resi disponibili alle applicazioni
                       attuali e a quelle future. Le soluzioni artigianali sono ampiamente insufficienti: ad esempio - nel caso della
                       digitalizzazione di un libro - metadati inseriti nel nome del file (pagina1.tif, pagina2.tif ecc.) o nell'organizzazione in
                       directory (che prendono il nome dal titolo oppure dal numero d'inventario ecc.).

                       Oltre ai metadati strutturali (in grado di rendere conto della struttura dell'oggetto digitalizzato) un progetto di
                       digitalizzazione dovrebbe farsi carico della raccolta - in un formato standard - di tutti quei metadati che renderanno
                       possibile l'archiviazione, la conservazione e la fruizione.

                       Tra le proposte di standard per questi metadati è da segnalare il lavoro della Library of Congress noto con l'acronimo
                       METS. Lo standard METS - Metadata Encoding & Transmission Standard - è basato sul modello OAIS e fa uso della
                       sintassi XML per i metadati gestionali. Si tratta di uno Schema XML per la "codifica dei metadati descrittivi,
                       amministrativi e strutturali relativi a oggetti che fanno parte di una biblioteca digitale".
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                                           indietro                                          INDICE                                         avanti

                                                                                            Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 10 dicembre 2004




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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


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                       MAG

                       Tenendo conto dello standard emergente METS, la riflessione italiana del Gruppo di studio sugli standard e le
                       applicazioni di metadati nei beni culturali e della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è orientata verso un
                       Application profile in grado guidare la raccolta di metadati durante il processo di digitalizzazione


                       Con l'acronimo MAG - Metadati Amministrativi e Gestionali - viene proposto uno Schema XML che ha appunto
                       l'obiettivo "di dare le specifiche formali per la fase di raccolta e di trasferimento dei metadati e dei dati digitali nei
                       rispettivi archivi" . La raccolta di questi metadati può essere quasi interamente automatizzata, ma va prevista in fase di
                       acquisizione degli oggetti digitali. Inoltre dato che per l'attività di digitalizzazione le istituzioni ricorrono sempre più a
                       servizi esterni (outsourcing), le specifiche riguardanti i metadati gestionali da raccogliere dovrebbero essere indicate nei
                       capitolati di gara al pari - ad esempio - delle specifiche per la risoluzione delle immagini

                       L'ultima versione con esempi di MAG può essere trovata sul sito web della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
                       e sul sito web dell'Istituto centrale per il catalogo unico


                       Lo schema si compone di sei sezioni:

                              q   GEN: metadati generali sul progetto di digitalizzazione
                              q   BIB: metadati descrittivi generalmente importati dal sistema di catalogazione in uso
                              q   IMG: metadati tecnici sui file digitali (digitalizzazione in formato immagine di materiale nato in forma digitale:
                                  p. es. libro a stampa)
                              q   OCR: metadati tecnici sul riconoscimento ottico (OCR) del testo
                              q   STRU: metadati relativi alla struttura del testo digitalizzato(per esempio capitoli)
                              q   DOC: metadati tecnici sui file digitali ("nati" digitali: p. es. un file html

                                           indietro                                         INDICE                                 avanti

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                   Un esempio MAG commentato

                   Scopo della presentazione di questo esempio non è quello di fare l'analisi dettagliata di MAG, ma quello di dare qualche idea sul tipo dei metadati trattati Non è necessario essere esperti del linguaggio XML per dare una utile occhiata
                   all'esempio.




                   In questa prima parte dell'esempio vengono presentate:

                          q   la dichiarazione iniziale - a partire dal tag <metadigit> - sul tipo di schema usato e dove - URL - si trova lo schema
                          q   metadati generali - a partire dal tag <gen>. In questo caso si tratta di un progetto BNCF denominato ARSBNI
                          q   metadati descrittivi - a partire dal tag <bib> codificati in Dublin Core.



                   Nella seconda parte dell'esempio si possono vedere alcuni metadati tecnici relativi alle prime due immagini digitali del libro oggetto di scansione. Si tratta della Sovvracoperta e della Copertina.




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La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro




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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Ancora su MAG

                       Come si diceva MAG è un application profile ovvero un insieme definito di elementi pensato per una particolare
                       applicazione.

                       MAG per quanto possibile cerca di fare uso di elementi tratti da schemi definiti e riconosciuti a livello nazionale o
                       internazionale.
                       Ad esempio per i metadati tecnici relativi alle immagini MAG fa uso dello standard definito da NISO (ecco perché alcuni
                       metadati nell'esempio precedente avevano il prefisso "niso:"). Solo dove non siano reperibili definizioni già consolidate
                       MAG propone un proprio insieme di elementi (gli elementi che non hanno prefisso).

                       E' in corso una evoluzione di MAG (l'attuale è la versione 1.5). Le novità principali riguardano l'introduzione di tre nuove
                       sezioni. Due riguardano le risorse digitali audio e video. La terza è pensata per la fruizione della risorsa all'interno di
                       circuiti di cooperazione quali il Network turistico culturale. In questo modo MAG potrà essere inserito all'interno di
                       una "riposta" del protocollo OAI (attenzione ... non OAIS).

                       Inoltre per garantire maggiori possibilità di interoperabilità verrà prodotto a cura del Gruppo di studio sugli standard e le
                       applicazioni di metadati nei beni culturali uno strumento per la conversione da MAG a METS.


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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Strumenti e obiettivi

                       Un progetto di digitalizzazione presenta oggi molti rischi. Uno di questi è sicuramente la confusione tra strumenti
                       (soluzioni tecnologiche) e finalità (servizi da offrire). Molti progetti ad esempio ruotano attorno alla scelta di un
                       determinato software o di un determinato hardware con il rischio di mettere in secondo piano gli obiettivi: "se l'unico
                       strumento che hai è un martello, tutti i problemi cominceranno ad assomigliare a un chiodo" .


                       Per quanto riguarda la scelta di strumenti informatici può essere utile richiamare le raccomandazioni CNIPA . In
                       generale un sistema informatico dovrebbe:

                              q   adottare soluzioni informatiche aperte di tipo web oriented (non legate a uno specifico produttore o a una
                                  specifica applicazione; che fanno largo uso del protocollo HTTP e della sintassi XML);
                              q   favorire un quadro di riferimento per lo sviluppo/acquisizione di applicazioni semplici e snelle, largamente
                                  indipendenti tra di loro ma interoperabili;
                              q   essere sostenibile anche in termini di gestione: tutti i componenti di questa architettura comunicano in rete e
                                  sono indipendenti sia dal luogo, sia dal gestore con la possibilità di:
                                         r   avere soluzioni altamente scalabili (crescere a secondo delle esigenze, ma anche a secondo delle
                                             risorse economiche disponibili);
                                         r   avere più gestori del servizio;
                                         r   evolvere nel tempo senza vincoli imposti da fornitori.

                       In particolare un progetto di digitalizzazione deve essere inserito all'interno di architetture informatiche in grado di:

                       q  ridurre la frammentarietà delle esperienze;
                       q  aumentare la visibilità e la possibilità di coordinamento tra i progetti di digitalizzazione;
                       q  valorizzare i servizi locali (della singola istituzione) in quanto inseriti in una o più reti di cooperazione (p. es. una
                       biblioteca può cooperare sia in una rete a livello nazionale, sia in una a livello regionale e contemporaneamente fare
                       parte di una rete di biblioteche specializzate su uno specifico argomento);
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                       In tutto questo i metadati gestionali giocano un ruolo sempre più importante. Oggi gli strumenti che abbiamo a
                       disposizione ci permettono di concentrarci sugli obiettivi. Le barriere degli alti costi e delle limitazioni tecnologiche si
                       stanno sempre più abbassando. Possiamo finalmente progettare i servizi che attraverso la digitalizzazione vogliamo
                       erogare e scegliere - di conseguenza - gli strumenti più adatti.


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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Nota bibliografica

                              q   Baker, Thomas. A Grammar of Dublin Core, <<D-Lib Magazine>> 6(2000), 10,
                                  http://www.dlib.org/dlib/october00/baker/10baker.html


                              q   Breeding , Marshall. The emergence of the Open Archives Initiative. <<Information Today>> 19(2002), 4, p.
                                  46-47

                              q   Cirocchi, Gloria. Il modello OAIS, http://www.iccu.sbn.it/semimeta.htm


                              q   Day, Michael. Application profiles: interoperable friend or foe? (2002)
                                  http://www.europeanlibrary.org/doc/tel_milconf_presentation_day.doc


                              q   DC-2002: Metadata for e-Communities: Supporting Diversity and Convergence Florence, October, 13-17,
                                  2002, http://www.bncf.net/dc2002


                              q   Dekkers, Makx - Weibel , Stuart L. Dublin Core Metadata Initiative progress report and workplan for 2002,
                                  <<D-Lib Magazine>>, 8(2002), 2,
                                  http://www.dlib.org/dlib/february02/weibel/02weibel.html


                              q   Dublin Core metadata element set, versione 1.1 / traduzione italiana [a cura di] Istituto centrale per il catalogo
                                  unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU),
                                  http://www.iccu.sbn.it/dublinco.html


                              q   Dublin Core Metadata Initiative (DCMI) home page, http://dublincore.org/


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                              q   Gilliland-Swetland, Anne J. Setting the stage in Introduction to Metadata: pathways to digital information /
                                  edited by Murtha Baca. Version 2.0 (2000)
                                  http://www.getty.edu/research/institute/standards/intrometadata/


                              q   Gorman, Michael. Metadati o catalogazione? : una falsa alternativa / a cura di Stefano Gambari e Mauro
                                  Guerrini <<Biblioteche oggi>> 19(2001), 5 anche in:
                                  http://www.bibliotecheoggi.it/2001/200106gorman8.pdf


                              q   Gruppo di studio sugli standard e le applicazioni di metadati nei beni culturali,
                                  http://www.iccu.sbn.it/metadati.htm


                              q   MAG Schema, http://www.bncf.firenze.sbn.it/progetti/mag/index.html


                              q   Malinconico, Michael. S. Biblioteche digitali : prospettive e sviluppo. <<Bollettino AIB>>. 38(1998), 3, p.275-
                                  299 (reperibile anche in
                                  http://www.aib.it/aib/boll/1998/98-3-275.htm


                              q   Metadata Encoding and Transmission Standard (METS) / maintained in the Network Development and MARC
                                  Standards Office of the Library of Congress, http://www.loc.gov/standards/mets/


                              q   Open Archival Information System (OAIS) Resources / RLG, http://www.rlg.org/longterm/oais.html.


                              q   Reference Model for an Open Archival Information System (OAIS). Blue Book. Issue 1. January 2002 (this
                                  recommendation has been adopted as ISO 14721:2002),
                                  http://ssdoo.gsfc.nasa.gov/nost/isoas/ref_model.html


                              q   Ridi, Riccardo. Metadata e metatag: l'indicizzatore a metà strada fra l'autore e il lettore,
                                  http://www.aib.it/aib/commiss/cnur/dltridi.htm


                              q   Smith, Abby. Why digitize.. Washington : CLIR, 1999, p. 9-10 reperibile anche in
                                  http://www.clir.org/pubs/reports/pub80-smith/pub80.html


                              q   Tennant, Roy. XML: the digital library hammer, <<Library journal>>, 15-3-2001
                                  http://libraryjournal.reviewsnews.com/index.asp?layout=article&articleid=CA156526


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                              q   Thomas, Charles F. - Griffin, Linda S., Who will create metadata for the internet?, <<Firstmonday>>, 3(1998),
                                  12,
                                  http://www.firstmonday.dk/issues/issue3_12/thomas/index.html

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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Il Web

                       La letteratura professionale su questo tema è talmente vasta che ci limiteremo a poche indicazioni.
                       Si tratta di un argomento su cui, anche in Italia, principalmente grazie all'AIB, si è manifestato un forte interesse con
                       particolare attenzione alle tematiche dell'accessibilità.


                       La creazione di un sito per la pubblicazione dei prodotti digitali deve essere finalizzata alla tipologia di utenti che si
                       vogliono servire o raggiungere. E' questo il senso dei brevi incisi dedicati all'ambiente in cui si fruiscono le risorse digitali
                       e all'utenza che trovate nel manuale (già citato) del Getty Institute.

                       Il primo argomento è affrontato in The working environment. - [Versione italiana]
                       Il rapporto con l'utenza in Various Users, Various Uses. - [Versione italiana]


                       Il corretto dimensionamento delle infrastrutture è un problema affrontato anche dall'Aggiornamento allo Studio sulla
                       BD, del Min. BBAACC al capitolo 8 Le infrastrutture telematiche e Internet


                       The Basics of Designing a Web Sitedi Lara Greenwood è uno slideshow molto chiaro che insegna come costruire delle
                       pagine web. Anche se è dedicato ai musei puo essere usato per qualunque tipo di web. Contiene indicazioni pratiche e di
                       facile comprensione. Intercalato da esempi propone nelle ultime slide dei link di approfondimento.

                       Segnaliamo infine, dalla rivista on-line NET-MECHANIC la pagina Accessibility Resource Center dedicata agli
                       strumenti utilizzabili per la costruzione di siti web comunque accessibili.


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                       Introduction to Imaging: Issues in Constructing an Image Database / The Getty Information Institute. 1995

                       Cap 15


                       Traduzione

                       15 L’ambiente di lavoro

                       L’implementazione di un database di immagini richiede il bilanciamento dei bisogni degli utenti conosciuti e potenziali
                       con l’infrastruttura tecnologica disponibile per sostenere la disponibilità elettronica delle immagini e l’impegno di risorse
                       umane e finanziarie. Il numero degli utenti, all’interno e all’esterno dell’istituzione, deve essere previsto (all’inizio, al
                       momento dell’implementazione a regime e per il futuro). Si deve considerare la dislocazione degli utenti (tutti in un solo
                       posto, locati in un solo edificio o ampiamente distribuiti in un campus o nel mondo). Si devono definire le capacità
                       tecnologiche della postazione di lavoro dell’utente (sistema operativo, memoria interna, capacità di immagazzinamento,
                       qualità del monitor, capacità della rete e velocità). Si dovrebbe anticipare anche l’uso potenziale delle immagini, come
                       l’integrazione con altri strumenti o applicazioni (vedi Utenti diversi, diversi usi).

                       Si devono predisporre anche i mezzi per consegnare i dati di un’immagine. L’accesso on line può essere offerto
                       attraverso la rete digitale, o il database di immagini può essere distribuito ad ogni utente attraverso un mezzo di
                       pubblicazione (come il Cd-rom o il videodisco). Se si desidera l’accesso in rete on line e multi-utente, si devono prendere
                       ulteriori decisioni su dove le differenti capacità debbano essere implementate; per esempio, sulla postazione di lavoro di
                       un client o sul server in un sistema client/server.

                       Si devono identificare i formati dei file da supportare. Per ragioni amministrative, può essere consigliabile
                       immagazzinare le immagini in un solo formato (come TIFF, GIF, PICT o JFIF), sebbene la capacità di scrivere immagini
                       in altri formati sia utile per lo scambio di informazioni. Si dovrebbero stabilire le linee guida per assicurare che la stessa
                       versione di un formato scelto sia usata all’interno dell’istituzione (per esempio, ci sono molte versioni del formato TIFF)
                       (...).

                                                                                                                                                   (adatt. e trad. ES)


                                                                                      Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


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La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro

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                       Introduction to Imaging: Issues in Constructing an Image Database / The Getty Information Institute. 1995

                       Cap. 18


                       Traduzione

                       Utenti diversi, usi diversi

                       La scelta delle tecnologie per il trattamento digitale delle immagini sarà influenzata dagli utenti e dall'uso che si vorrà
                       fare del database di immagini. Capire i bisogni dell’utenza richiede la verifica delle caratteristiche di gruppi diversi. Gli
                       studi sull’utenza tengono conto di suddivisioni per soggetto (per esempio: arte rinascimentale, fotografia
                       contemporanea, architettura buddista, scultura romana); per funzione o ruolo (curatori, storici dell’arte, conservatori,
                       ecc.); o per tipo di uso (scorsa, ricerca, analisi).
                       Usi ed utenti specifici possono essere associati a particolari requisiti, che comprendono un livello desiderato di qualità
                       dell’immagine, la richiesta di facilitazioni per l'accesso, o una infrastruttura di rete predefinita (vedere l’Ambiente di
                       lavoro).
                       Quando si completa un’analisi sui requisiti per l’utenza, si dovrebbero prendere in considerazione tanto gli utenti e gli usi
                       correnti (per esempio, in un sistema non elettronico) quanto gli utenti e gli usi del prossimo futuro. Le attività future
                       potrebbero includere il riutilizzo delle immagini digitali nelle pubblicazioni su cd-rom, chioschi interattivi, siti web o come
                       fonte per il tradizionale prodotto a stampa, che include cartoline, cataloghi di mostre e manifesti.

                       Il modo in cui un’immagine sarà utilizzata determinerà l’ammontare delle informazioni che deve obbligatoriamente
                       contenere – cioè la risoluzione richiesta e la gamma dinamica. Per esempio, immagini di una particolare raccolta con una
                       risoluzione media possono essere sufficienti per un uso scolastico da parte di studenti di scuole superiori, ma
                       contengono troppo poche informazioni per un conservatore che esamini la costruzione tecnica di un’opera. Un’immagine
                       a 256 colori può essere adeguata a scopo di riconoscimento, ma troppo poco definita per poter sostenere un’analisi
                       comparativa della tavolozza di un’artista. Un file immagine che verrà utilizzato per un prodotto a stampa deve essere di
                       una qualità molto superiore a quello usato solo per una visualizzazione sullo schermo.

                       Devono essere inoltre esaminati i bisogni funzionali di ogni categoria di utenti potenziali.

                              q   Sarà necessaria una “postazione di lavoro da studioso”, con molteplici funzioni di ricerca?
                              q   Gli utenti vorranno integrare la visualizzazione dell’immagine con altre informazioni? (Per esempio, gli utenti potrebbero volere
                                  visualizzare un record da un database di ricerca, o una critica da un articolo on line, accanto all’immagine?).
                              q   Potrebbe un utente desiderare che i risultati di una ricerca in un sistema di gestione delle raccolte museali visualizzino
                                  immagini per ogni record?
                              q   Gli utenti vorranno integrare la visualizzazione delle immagini con vari servizi di informazione personali? (Per esempio, vorranno
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                                  inserire le immagini in documenti di word-processing o inserire un testo che descrive immagini in una bibliografia o in una nota
                                  a piè di pagina?)



                       Le risposte a tutte queste domande influenzeranno la selezione di un sistema di gestione delle immagini.

                       All’interno di una istituzione, può essere necessario integrare il database di immagini con le altre funzioni automatizzate
                       per svilupparne completamente il potenziale. In tal caso, il database di immagini dovrebbe essere inserito in un piano di
                       automazione generale dell'istituto che prenda in considerazione l’hardware, il software, i sistemi operativi, le reti, e
                       soprattutto bilanci e priorità. (...)
                       Inoltre, [si] vorranno integrare i database di immagini con i sistemi di gestione delle raccolte esistenti o previsti, con i
                       cataloghi per l’accesso on line (OPAC), con sistemi di publishing, e/o con i sistemi amministrativi o commerciali. Ci sono
                       molte modalità di trasferimento di immagini e informazioni descrittive tra uno di questi sistemi e i database di immagini,
                       e devono essere fissati degli standard per tale trasmissione.

                       E' anche necessario identificare i bisogni dell’utente del database di immagini relativamente alle modalità di
                       visualizzazione e al trattamento delle informazioni. Gli utenti richiedono immagini per la navigazione e, in tal caso, che
                       tipo di identificazione dovrebbe accompagnare ogni immagine? Avranno bisogno di vedere le immagini a vari livelli di
                       risoluzione? Il trattamento delle immagini o le funzioni per la loro manipolazione (come cambiare i colori, lo zoom, o le
                       annotazione) potrebbero essere utili? I requisiti richiesti dagli utenti forniranno le linee guida per la scelta di un sistema
                       per la gestione delle immagini.

                                                                                                                                                                         (trad. ES)


                                                                                                   Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


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La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro


                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Il Web (esempi)

                       Dai numerosi esempi di Biblioteca Digitale disponibili riteniamo interessante segnalarne alcuni notevoli per la semplicità
                       della presentazione e l'efficacia comunicativa.

                       Il primo esempio è l'Archivio Tyrrell curato dall'Università di Toronto, un sito dedicato ad una raccolta mista di 5,000
                       documenti digitalizzati comprendenti appunti di viaggio, corrispondenza, foto, mappe e pubblicazioni a stampa.
                       L'esempio si segnala per la semplicità della ricerca possibile in varie modalità tra cui la navigazione attraverso le mappe
                       interattive , il percorso archivistico (finding aid), le liste di scorrimento.
                       Le immagini vengono rese visibili a diversi livelli di zoom e i documenti manoscritti sono affiancati dalle rispettive
                       trascrizioni.

                       Gli esempi successivi sono tratti dai numerosi progetti sviluppati sotto il programma American Memory, per
                       sottolineare un aspetto ancora poco considerato nei progetti italiani: quello della descrizione tecnica della
                       realizzazione del progetto.
                       Si tratta di notizie preziose per progetti analoghi e un minimo sforzo dovrebbe sempre essere pianificato all'interno di un
                       progetto per redigere le notizie tecniche e la documentazione metodologica.
                       Lo schema adottato (Building the Digital Collection) da tutti i progetti di American Memory può servire da modello.

                       Gli esempi sono tratti da:

                              q   un archivio musicale: Band Music from the Civil War Era / (descrizione tecnica)

                                  Si tratta della descrizione di uno dei primi progetti di AM; sintetico ma completo nell'indicare le scelte tecniche
                                  sia come formati sia come strumenti hw e sw utilizzati.[Versione italiana]


                              q   un archivio (prevalentemente) manoscritto:The Hanna Arendt papers / (descrizione tecnica)

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La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro
                                  Suddiviso in sei parti, da conto con molta precisione degli interventi che sono stati necessari per trattare un
                                  materiale manoscritto deperibile e spesso bisognoso di essere ricostruito per garantire integrità e coerenza
                                  della versione digitale rispetto all'originale.[Versione italiana]


                              q   un archivio cinematografico: Origins of American Animation / (descrizione tecnica)

                                  Interessante pur se breve, riguarda il trattamento delle immagini in movimento.

                       Un altro esempio interessante è la descrizione del progetto Feeding America. Al di là dell'argomento trattato (libri di
                       cucina antichi) la descrizione propone una scaletta chiara che potrebbe costituire uno standard di riferimento.
                       I punti trattati sono i seguenti:

                             1. Descrizione generale (Overview) : informazioni di carattere generale sulle caratteristiche e gli scopi
                             2. La digitalizzazione (Digitization process) : tutti i dettagli tecnici relativi a scanner, formati, ecc.
                             3. Interventi di tipo editoriale (Editorial intervention) : convenzioni adottate per i testi, le note, le illustrazioni, i
                                termini arcaici
                             4. Linee guida per la codifica (Encoding guidelines) : dettagliata descrizione sulle codifiche XML, formati e
                                standard adottati per ogni tipo di materiale trattato
                             5. Lo staff (Staff) : tutti i partecipanti al progetto con i propri ruoli, e-mail, ecc.
                             6. Le raccolte (MSU cookery collection) : la descrizione dettagliata del materiale trattato


                       Ecco quali sono stati gli Interventi di tipo editoriale.[Versione italiana]


                       Concludendo sulla base di questi pochi ma significativi esempi crediamo di poter affermare che ignorare questo aspetto
                       finale di un progetto significa disperdere un patrimonio di conoscenze prezioso quanto il progetto stesso.


                                           indietro                                   INDICE                                        avanti

                                                                                      Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 25 agosto 2004




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La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro



                       Band Music from the Civil War Era / Music Division. Library of Congress

                       In: American Memory http://memory.loc.gov/ammem/cwmhtml/cwmhome.html


                       Traduzione

                       La costruzione della raccolta digitale

                       Band Music from the Civil War Era è una collezione ricca di materiali diversi e per la sua digitalizzazione ha richiesto un
                       proprio approccio diversificato. Manoscritti musicali, spartiti, fotografie e registrazioni sonore sono tra i materiali
                       digitalizzati (...)

                       I libri delle bande sono stati digitalizzati dal microfilm (...). Per ogni pagina sono state consegnate tre immagini: una
                       immagine TIFF bitonale a 600 dpi, una immagine JPEG in toni di grigio a 200dpi, una immagine JPEG in toni di grigio a
                       200 dpi di soli 600 pixel di larghezza. Queste immagini fungono rispettivamente da immagine per la stampa, da
                       immagine dettagliata e da immagine “da sfogliare”.

                       I libri delle bande sono stati spesso organizzati e pubblicati come serie di spartiti specifici delle varie parti musicali. Ogni
                       spartito contiene tutte le canzoni per un particolare strumento. Per salvaguardare questo formato ma anche per rendere
                       le parti di ogni canzone facilmente disponibili, il personale della Music Division della Library of Congress ha organizzato
                       la raccolta on line in modo tale che, laddove necessario, ogni libro possa essere visto sia a partire dallo spartito specifico
                       sia dal titolo della canzone. Le registrazioni sonore sono state prese dai cd registrati Our musical Past, vol. 1: A Concert
                       for Brass Band, Voice and Piano (Library of Congress OMP 101/102). La presentazione on line di queste registrazioni
                       consiste di file di formato WAVE, MP3 e RealAudio. I file WAVE e MP3 sono stati creati in serie dal compact disc usando il
                       pacchetto software Audio Catalyst. I file di formato RealAudio sono stati derivati dai file WAVE usando il pacchetto
                       software Sound Forge.

                       Gli spartiti completi dell’edizione moderna sono stati creati dal personale della Music Division usando Finale2000 (Coda
                       Music Software). Il file risultanti in formato Finale sono stati convertiti in file di immagini bitonali TIFF per la
                       presentazione on line. I fogli delle canzoni sono stati acquisiti (...) direttamente dall’originale cartaceo con uno scanner
                       AGFA Horizon Ultra. Le immagini sono state catturate a colori, a 300dpi come TIFF prima di essere convertite in
                       immagini di servizio JPEG (64 colori e una compressione JPEG di 90) e a immagini da sfogliare GIF (16 colori). Le
                       immagini nella Photo Gallery sono state acquisite dallo staff ITS della Library of Congress con uno scanner Phase One FX
                       e trattate con MagicScan 4.0. Le immagini sono state acquisite a colori a 7000x7000 dpi TIFF prima di essere convertite
                       in immagini di servizio JPEG (64 colori e compressione JPEG di 90) e a immagini francobollo GIF.

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                                                                                                   Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


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                                                                                      chiudere la finestra




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                       The Hanna Arendt papers : at the Library of Congress / Manuscript Division. Library of Congress

                       In: American Memory: http://memory.loc.gov/ammem/arendthtml/arendthome.html


                       Traduzione

                       La costruzione della raccolta digitale

                       Nel corso del progetto Arendt Papers, è stata scannerizzata l’intera raccolta di 25.000 oggetti, per un totale
                       approssimativo di 75.000 immagini digitali, una selezione delle quali è accessibile su Internet. La versione completa
                       della raccolta digitale è stata resa disponibile per i ricercatori presso la sala studio della Manuscript Division della Library
                       of Congress, presso l’Hannah Arendt Center della New School University, la Fogelman Library e l’Hannah Arendt Center
                       dell’Università di Oldenburg in Germania. (...)

                       Le Hannah Arendt Papers sono state acquisite come immagini in toni di grigio a 300 dpi compresse, usando la
                       compressione JPEG, producendo immagini con formato file di interscambio JPEG (JFIF).

                       Il National Digital Library Program (NDLP) ha di solito usato i toni d grigio per digitalizzare i manoscritti storici
                       nell’intento di catturare e visualizzare le differenze dei toni degli oggetti manoscritti e le varie sfumature della scrittura
                       manuale a matita e a inchiostro. Il formato in toni di grigio può spesso anche eliminare l’effetto della diffusione sulla
                       carta dell’inchiostro tipico dei documenti manoscritti presenti nelle Arendt Papers. A causa del considerevole tempo
                       richiesto per scaricare immagini JPEG, sono state create immagini in toni di grigio GIF per fornire un accesso facile se si
                       utilizza la funzione "sfoglia-pagina" disponibile nel sw della NDPL.

                       I materiali sono stati acquisiti sul posto (...) per la scansione del cartaceo e la conversione del testo, (...). Il PULNiX
                       MFCS-50 H/S Digital Overhead Scanning System, un dispositivo "fixed-array" capace di scannerizzare immagini in toni
                       di grigio ad 8 bit e bitonali, è stato utilizzato per digitalizzare tutti gli oggetti della raccolta, compresi manoscritti, volumi
                       rilegati e materiale fuori misura. Il team di produzione Arendt e il personale del System Integration Group [il fornitore
                       esterno]hanno lavorato con i conservatori della Library of Congress per assicurare un’adeguata gestione dei manoscritti
                       durante il trattamento fisico della raccolta e la successiva acquisizione digitale.

                       L’acquisizione digitale del materiale manoscritto

                       Dal momento che si sono compiuti sforzi per salvaguardare l’aspetto dei documenti originali, le immagini digitali
                       riflettono la condizione fisica del documento. Molti dei documenti originali sono sbiaditi, macchiati, o fragili a causa del
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                       tempo e dell’uso. Le loro immagini digitali, quindi, possono mostrare scoloramenti, pesanti segni di piegatura e varie
                       tonalità sulla carta stessa. I documenti su carta insolitamente sottile mostrano il passaggio di colore, condizione - non
                       eliminabile nemmeno con la ripresa in toni di grigio - in cui l’inchiostro o la stampa sul verso di una pagina possono
                       essere visti sul recto. Le poche lettere scritte su carta colorata hanno prodotto immagini più scure essendo state
                       acquisite in toni di grigio e non a colori. Alcune immagini digitali della corrispondenza sembrano avere un testo leggero e
                       evanescente, potenzialmente difficile da leggere, a causa di tratti della scrittura molto sottili o per lo scoloramento
                       dell’inchiostro o della matita sui materiali originali. A causa dello sbiadirsi delle fotografie nel tempo o per la loro
                       originale oscurità, le loro immagini digitali possono essere altrettanto scure. Quelle scannerizzate da ritagli fotocopiati
                       sembrano essere bitonali piuttosto che in toni di grigio.

                       Poiché la Arendt Papers è una raccolta del 20. secolo, i materiali si trovavano in condizioni relativamente buone. Durante
                       la preparazione per la scansione, alcuni dei materiali più delicati sono stati riposti in camicie di carta non acida, da cui
                       sono stati rimossi per la scansione. Camicie di mylar (pellicola in tereftalato di polietilene) trasparente hanno protetto i
                       documenti estremamente fragili o friabili, e hanno permesso la scansione senza la rimozione dei documenti. Talvolta la
                       presenza del mylar può essere rintracciata nell’immagine digitale, come nella visibilità dei bordi, ma nella maggior parte
                       dei casi la camicia di mylar non è percepibile.

                       Hannah Arendt spesso copiava le sue risposte sul verso delle lettere che aveva ricevuto. Quando la sua risposta occupa
                       più di una pagina, spesso inizia sul verso dell’ultima pagina della lettera e prosegue sul resto delle pagine. Per facilitare
                       la visualizzazione online di questi documenti, sono state acquisite per prime tutte le pagine della lettera alla Arendt
                       secondo l’ordine di disposizione, poi è stata acquisita la replica della Arendt.


                       I documenti fuori misura

                       L’inventario della raccolta originale elenca i documenti fuori misura in una serie a parte. Questi documenti sono riposti
                       separatamente, in larghe scatole, e fogli di segnalazione nel posto da cui sono stati estratti avvisano i ricercatori della
                       loro collocazione originale. Poiché in ambiente digitale non c’è bisogno di separare gli oggetti per dimensioni fisiche,
                       questi documenti sono stati digitalizzati in sequenza ed appaiono on line all’interno dei loro fascicoli originali. Non sono
                       quindi elencati separatamente in serie di documenti fuori misura. L’inventario EAD continua a riflettere l'originale
                       localizzazione della raccolta fisica e fa riferimento alle serie di documenti fuori misura.

                       Talvolta le immagini digitali per i documenti fuori misura, come i giornali o le bozze dei libri, sono state ritagliate più a
                       filo del bordo standard di un quarto di pollice – che rifinisce i limiti delle pagine - per permettere a pagine più larghe di
                       entrare in una sola immagine. In questi casi, nessun testo è stato toccato; solo i bordi della carta sono stati tagliati dove
                       non appariva nessun testo.


                       Pagine bianche e il verso dei ritagli

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                       Sebbene le Arendt Papers siano state acquisite in digitale nella loro interezza; ci sono stati pochi casi in cui un lato o una
                       pagina che contenevano inserzioni o altro contenuto non correlato non sono state scannerizzate.

                       Nella maggior parte dei casi è stato acquisito solo il verso rilevante di un ritaglio di giornale: quello che conteneva
                       l’articolo che era stato ritagliato. In questi casi, un segno è stato posto sul verso dei ritagli quando solo una inserzione o
                       altri articoli non correlati erano stati facilmente identificati, avvertendo l’appaltatore del servizio di scansione di saltare
                       quel lato durante le acquisizioni. Questa procedura si è ripetuta molto frequentemente ne Clippings File, sebbene fosse
                       seguita anche per altri parti della raccolta, quando appropriata.

                       Per i volumi rilegati, come le rubriche degli indirizzi, i quaderni di appunti e i calendari, sequenze di più di 5 pagine
                       bianche – per esempio, completamente bianchi o con testo stampato o standard come gli appuntamenti di un calendario
                       etc., ma senza testo manoscritto – non sono state acquisite. Queste omissioni sono indicate con un’immagine sostitutiva
                       visualizzata nel punto in cui le pagine bianche iniziano, che definisce l’estensione delle pagine omesse.
                       Per esempio:Pagine vuote omesse: da pagina 12 fino a 31;
                       Pagine vuote omesse: pagine vuote datate Ottobre 5, 1975, fino a Dicembre 31, 1975 e pagina vuota intitolata “Conto
                       cassa-Gennaio”.


                       L’acquisizione dei discorsi e degli scritti

                       Si è data particolare attenzione alla scansione delle bozze scritte a macchina della serie Discorsi e Scritti e dell’Appendice
                       I. Questi documenti erano particolarmente complicati a causa degli innumerevoli frammenti di testo e delle inserti
                       (cartacei) di carattere editoriale originati dal processo di scrittura e di redazione della Arendt. Nella maggior parte dei
                       casi, i frammenti sono stati attaccati o incollati ai bordi delle pagine pertinenti e ripiegati quando il documento veniva
                       inserito nel fascicolo.
                       I frammenti ancora attaccati ad una pagina sono stati semplicemente aperti per la scansione e l’intera pagina è stata
                       acquisita come una sola immagine. In molte occasioni, tuttavia, i frammenti si erano separati dal documento originale,
                       sebbene macchie residuali del nastro [adesivo?] abbiano qualche volta forniti indizi sulla loro posizione originale.
                       Durante il ri-trattamento della raccolta, i frammenti staccati sono stati identificati, raggruppati con le pagine pertinenti e
                       sistemati in camicie cartacee. Quando questi documenti erano pronti per essere digitalizzati, tutti i pezzi sono stati
                       riassemblati, mettendo il blocco principale del testo nel centro e usando segni ingialliti, visibili del nastro per posizionare
                       i frammenti dove questi avrebbero dovuto originariamente essere attaccati. Nel caso in cui non fosse possibile
                       determinare la precedente collocazione del frammento sulla pagina, questo veniva posizionato sotto la pagina pertinente
                       e tutti i pezzi venivano acquisiti come una sola immagine.

                       [si rimanda all'immagine di esempio nel testo originale di cui traduciamo la didascalia]
                       Prima pagina/seconda pagina
                       Esempi di testo addizionale attaccato ai bordi della pagina con il testo sostitutivo attaccato sul testo originale.
                       Nella seconda immagine, il testo sostitutivo è stato rimosso in modo tale da permettere la visione del testo originale.
                       [fine didascalia]
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                       Grandi frammenti di inserti, una volta attaccati sul documento originale per sostituire interi paragrafi o pagine, sono
                       stati acquisiti in modo simile. Inoltre, alcuni frammenti ancora attaccati sono stati acquisiti senza rimozione, ma nei casi
                       in cui si erano staccati, la pagina originale è stata catturata prima con l’inserto editoriale, poi una seconda volta con
                       l’inserto rimosso, rivelando talvolta il testo sottostante.


                       L’inventario EAD

                       Lo strumento già in uso per accedere all'archivio è stato revisionato per riflettere i cambiamenti nell’organizzazione della
                       raccolta. E’ stato codificato in conformità con l’Encoded Archival Description (EAD) Document Type Definition
                       (DTD), uno standard di tipo SGML designato per la codificazione degli strumenti di ricerca.

                                                                                                                                                                (adatt. e trad. ES)


                                                                                                   Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


                       Pagina creata il 14 agosto 2004

                                                                                      chiudere la finestra




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                       Feeding America : the historic American cookbook project / Michigan State University

                       http://digital.lib.msu.edu/projects/cookbooks/

                       In: About the project


                       Traduzione

                       L’intervento editoriale

                       I seguenti interventi editoriali sono stati compiuti nella trascrizione dei libri di cucina.
                       L’ortografia arcaica e la punteggiatura sono stati mantenuti. E’ stata indicata l’ortografia alternativa per facilitare la
                       ricerca ed è stata contrassegnata con <alt> con l'attributo del valore di “sinonimo”, contenente l’ortografia alternativa
                       della parola.

                       Gli a capo non sono stati mantenuti. I trattini di fine riga ambigui sono stati mantenuti, anche attraverso una
                       interruzione di pagina. I trattini di fine riga non ambigui sono stati eliminati. Quando un trattino non ambiguo divide una
                       parola tra due pagine, il trattino è stato eliminato e la parte che seguiva della parola è stata spostata dall'inizio della
                       seconda pagina e riunita alla parte iniziale della parola alla fine della prima pagina. L'interruzione di pagina è stata
                       quindi inserita prima della prima parola completa della seconda pagina.

                       Sono state rilevate le parole che differiscono per lo stile del carattere dal testo circostante (grassetti, corsivi, caratteri
                       decorati).

                       Le lettere iniziali che sono semplicemente più grandi del testo circostante sono state trascritte senza uno speciale
                       contrassegno. Le iniziali decorate sono state trattate due volte: prima sono state contrassegnate come <'illustrazione'>
                       e poi rese come una parte della trascrizione. Questo assicura che il testo sia ancora leggibile se le illustrazioni non sono
                       visualizzate come segni grafici all'interno della riga.

                       Le testatine e i numeri delle pagine non sono stati trascritti. I numeri di pagina o gli identificativi della pagina sono stati
                       usati come l’attributo "n" del contrassegno <pb>. (Per esempio, <pb n="72"> o <pb n="titolo pagina">). Le sigle
                       (inserite dallo stampatore per assemblare correttamente le pagine piegate e raccolte) non sono state trascritte.

                       Le annotazioni sono state trascritte se appaiono essere coeve alla pubblicazione originale del libro. Le tavole del libro
                       sono state anche trascritte, ma le annotazioni come il prezzo, le segnature e i numeri di inventario che sembrano essere
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                       stati aggiunte più tardi dai bibliotecari o dai librai sono state ignorate.

                       Le note a piè di pagina il cui testo di estende attraverso più di una pagina sono state inserite in una sola nota.

                       Le illustrazioni sono state segnalate con l'etichetta <illustrazione>. Le decorazioni tipografiche sono state anch'esse
                       segnalate se rappresentavano un qualche oggetto riconoscibile. Per esempio, una piccola riga di fiori potrebbe essere
                       contrassegnata come una figura, ma una riga orizzontale non potrebbe [essere definita tale], sebbene entrambe
                       potrebbero essere state impiegate per segnalare la fine di un capitolo.

                       Nelle trascrizioni sono state ignorate le pagine vuote. Sono state create immagini delle pagine vuote come parte delle
                       copie di salvataggio di ogni libro, ma sono state lasciate cadere dalla sequenza delle immagini [visibili]per comodità del
                       lettore.

                                                                                                                                                                         (trad. ES)


                                                                                                   Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       La conservazione

                       Una volta prodotte risorse digitali si devono affrontare le questioni relative al loro immagazzinamento (storage) ed alla
                       loro conservazione.

                       Per una prima comprensione degli aspetti tecnici rimandiamo al capitolo 2.2.4 dello Studio di fattibilità sulla BD,
                       dedicato alla memorizzazione di dati.
                       L'aspetto specifico dello Storage è molto approfondito, invece, al Cap. 7 dell'Aggiornamento al medesimo studio.


                       Si rinvia ancora al modello OAIS (dal 2002 norma ISO) per capire il ruolo giocato dalla conservazione all'interno di un
                       archivio. Queste le componenti funzionali:

                              q   Immissione (Ingest): in questa fase l'archivio riceve i dati
                              q   Archiviazione dei dati (Archival Storage): la gestione della informazione archiviata
                              q   Gestione dei dati (Data Management): la gestione dei metadati
                              q   Accesso (Access): permettere la fruizione dell'archivio; anche quella a lungo termine
                              q   Amministrazione dell'archivio (Administration): le operazioni giornaliere di mantenimento (salvataggi compresi)
                              q   Pianificazione della conservazione (Preservation Planning) attivare/documentare tutte le azioni di
                                  conservazione messe in atto

                       Per fugare ogni dubbio su quanto spazio occupino i vari oggetti digitali la tabella di Steve Gilheany dovrebbe essere
                       d'aiuto.
                       Per un'idea di cosa e quanto si possa immagazzinare in un disco da un terabyte (1000 GB) la nuova rivista DDQ ve lo
                       elenca nella tabella inserita in un breve articolo sul numero 1 (Volume 1, Number 1, 1Q2002): How Quickly is
                       Technology Changing? (stampandolo si trova a pag 5).

                       Cosa ci riserva il futuro lo illustra The future of magnetic data storage technology di D. A. Thompson and J. S.
                       Best, pubblicato in Directions in information technology (vol 44, Num 3, 2000), rivista IBM.
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                       Si tratta in entrambi casi di due interventi molto tecnici.


                                           indietro                                             INDICE                                        avanti

                                                                                                Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 25 agosto 2004




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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       I costi

                       Una delle questioni più aperte del digitale è quella dei costi. In questo capitolo daremo conto di alcuni contributi che
                       hanno fatto una analisi dei costi da vari punti di vista possibili e di alcuni strumenti di ausilio per calcolarli.

                       Un contributo tra i più importanti è quello di Steve Puglia The Costs of Digital Imaging Projects pubblicato sulla
                       rivista RLG DigiNews. In questo articolo trovate numerose tabelle comparative in cui non sono tanto le cifre che
                       interessano (relative al mercato americano) quanto la segnalazione dell'incidenza percentuale delle varie fasi di un
                       progetto sulla variabile costi.
                       Un'attenzione particolare in fondo all'articolo è data ai costi di manutenzione.[Versione italiana]


                       Per i costi di immagazzinamento (storage) a parte la formuletta di calcolo proposta dal più volte citato manuale
                       Digitization guidelines edito da NCECHO se ne parla in un paragrafo del capitolo sulla Conservazione.


                       Digitisation: How Much Does it Really Cost? di Simon Tanner and Joanne Lomax Smith del 1999, analizza il
                       problema a partire dalla scaletta delle operazioni da compiere e si suddivide tra costi di base, costi tecnici rispetto alla
                       risoluzione d'immagine adottata e conclude con un confronto tra progetti in-house ed in outsourcing. Scaricabile in PDF
                       (61 K). [Versione italiana]


                                           indietro                                 INDICE                                         avanti

                                                                                     Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 25 agosto 2004




http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/8-costi_1.html11/11/2006 10.16.07
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                       The costs of digital imaging projects / Steven Puglia

                       In: RLG DigiNews, Vol 3, Num 5, oct 1999


                       Traduzione

                       Introduzione

                       Quando si pianifica e si elabora il budget per un progetto di scansione digitale ci sono molte componenti da prendere in
                       considerazione, tra cui le seguenti:

                               q   Selezione
                               q   Preparazione
                               q   Creazione dei metadati: catalogazione/descrizione/indicizzazione
                               q   Conservazione/tutela dell’oggetto fisico
                               q   Produzione di prodotti intermedi
                               q   Digitalizzazione
                               q   Controllo di qualità delle immagini e dei metadati
                               q   Infrastrutture tecnologiche
                               q   Manutenzione corrente delle immagini e dei metadati


                       L'ultima voce di costo spesso non viene considerata come parte dei costi di progetto, ma ricade sull'istituzione l'onere di
                       sostenerla, perciò è meglio pianificare tali costi correnti fin dal'inizio del progetto.

                       (...)


                       Costi di manutenzione correnti

                       Sono stati pubblicati solo pochi modelli per la stima dei costi per la manutenzione delle immagini digitali e dei dati e tali
                       modelli variano considerevolmente.
                       Nel 1996, Charles Lowry e Denise Troll hanno stimato che i file digitali sarebbero 16 volte più costosi da mantenere e da
                       rendere accessibili delle loro controparti cartacee (11). Uno studio del Governo federale [statunitense], elaborato
                       dall’Environmental Protection Agency, ha indicato, come minimo, che i costi per l’installazione, per il personale e per il
                       mantenimento dell’infrastruttura della rete e dei dati digitali per i primi 10 anni è fino a 5 volte l’investimento iniziale
                       (12).


http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/trad_81.html (1 di 4)11/11/2006 10.16.11
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                       Due anni fa, il costo di mantenimento, per i primi 10 anni, dei file delle immagini master (off-line) e quelli di accesso
                       (on-line) del NARA-EAP fu stimato pari ad una cifra dal 50% al 100% dell’investimento iniziale.

                       (…)

                       I costi per lo sviluppo del database comprendeva le personalizzazioni del software e costi, oltre 2,5 volte superiori alla
                       somma spesa per la digitalizzazione delle immagini e il costo per l’aggiornamento dei server per ospitare le immagini on-
                       line era pari quasi a quello per la digitalizzazione. Spesso le spese più rilevanti per l’infrastruttura IT vengono inseriti nel
                       bilancio separatamente dai progetti di digitalizzazione, e quindi l’aggiornamento della rete e i costi per lo sviluppo del
                       database non sono stati inclusi nelle stime di spesa per la manutenzione a lungo termine delle immagini digitali. Se i
                       costi dell’infrastruttura sono inclusi, le stime qui sotto citate saranno sostanzialmente più alte.

                       Una stima del 1999 per la manutenzione delle immagini EAP per i successivi 10 anni era definita nel modo seguente:

                              q   Manutenzione minima di solo una copia del master file
                                      r Copia su nuovi dischi due volte in 10 anni a $0.45-1.95 per immagine
                                      r Conversione del formato del file una volta in 10 anni a $0.80 per immagine
                              q   Manutenzione dell’accesso e dei file francobollo (thumbnail) on-line
                                      r Stimato da $0.50 a $1.45 per Mb per ogni anno


                       Questi due costi insieme rappresentano da $1.70 a $4.70 per immagine per i primi 10 anni, ovvero dal 14% al 38% del
                       costo iniziale per immagine ($211.000 a $583.000).

                       Un secondo approccio potrebbe essere usare il modello di costo presentato nel Cornell Report on computer output
                       microfilm, che riferisce che le stime, provenienti da diversi studi, si aggirano intorno a $0.10-$ 0.11 a Mb per anno. La
                       stima per mantenere i file NARA EAP sarebbe pari ad una cifra da $9.65 a $10.62 per immagine per i primi 10 anni, per
                       un totale di un milione e duecentomila-un milione e trecentomila dollari. Questo rappresenterebbe dal 55 al 60% del
                       costo iniziale per immagine.

                       Un terzo approccio potrebbe essere quello di pagare un service commerciale per mantenere le immagini digitali e i
                       metadati associati. Un modello commerciale proposto per un servizio commerciale per la manutenzione dei file è:

                              q   Immagazzinamento del salvataggio 62%
                              q   Ammortamento dell’immagazzinamento su disco 27%
                              q   Manutenzione hardware 11%


                       Questo presuppone la manutenzione di copie multiple dei file per sicurezza e per il recupero dei dati. La percentuale più
                       ampia del costo di manutenzione sarà il lavoro umano. Così sebbene i costi dell’immagazzinamento digitale
http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/trad_81.html (2 di 4)11/11/2006 10.16.11
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                       continueranno a decrescere (con una percentuale stimata del 37.5% l’anno), i costi complessivi continueranno a
                       crescere.
                       Utilizzando queste percentuali, possiamo ricavarne una terza stima basata sull’impiego di un service commerciale di
                       $13.60- $39.40 per immagine per i primi 10 anni, che rappresenta dal 77 al 224% del costo iniziale per immagine (da
                       un milione e settecentomila a 4 milioni e novecentomila dollari). Se i costi dell’immagazzinamento digitale non
                       diminuiscono, i risultati saranno di $48.30-$140.00 per immagine per i primi 10 anni - ovvero dal 275% al 796% del
                       costo iniziale per immagine (da 6 milioni a 17 milioni e quattrocentomila dollari).

                       Considerando la grande disparità nelle proiezioni di costo per la manutenzione delle immagini digitali e dei dati associati,
                       la pianificazione di un costo pari al 50-100% del costo iniziale per immagine per la manutenzione nei primi dieci anni
                       sembra tuttavia ragionevole poiché è nella media delle proiezioni. Questo ammonta al 5-10% del costo iniziale per
                       immagine per anno, sebbene la copia dei file e la conversione non vengano effettuate ogni anno.

                       Un esempio convincente può essere fatto per la scansione digitale fatta allo scopo di facilitarne l’accesso e migliorarne il
                       processo di commercializzazione, ma potrebbe non essere l’approccio più adeguato per la conservazione a lungo termine
                       dell’informazione. In una rassegna del 1998, elaborata per conto dell’Association of Image and Information Management
                       (AIIM), su 10 tecnologie che avranno effetto nella gestione documentale per i prossimi 2 anni, al quinto posto c'era «il
                       rimpiazzo dei sistemi di dischi ottici con microfiche COM» da parte di aziende che stanno trovando il costo della
                       manutenzione digitale proibitivo.


                       Conclusione

                       Questa presentazione delle ricerche sui costi tratta dai progetti di scansione digitale porta alle seguenti conclusioni:

                               q   Le istituzioni saranno in grado di giustificare solo la manutenzione delle immagini digitali che vengono usate
                               q   Le istituzioni avranno bisogno di compiere un’analisi costi-benefici per determinare quanto utilizzo è necessario
                               q   L’immagazzinamento analogico, come il mantenere gli originali o i microfilm, offre una longevità più grande e un minor rischio
                                   per la conservazione a lungo termine
                               q   L'approccio ibrido, che usa di ogni tecnologia i suoi aspetti più vantaggiosi per minimizzare gli svantaggi di un'altra tecnologia, è
                                   probabile che continui ad essere il più interessante.


                       (...)

                                                                                                                                                     (adatt. e trad. ES)


                                                                                      Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


                       Pagina creata il 14 agosto 2004
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                                                                                      chiudere la finestra




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                       Digitisation: How Much Does it Really Cost? / Simon Tanner and Joanne Lomax Smith. 1999

                       Traduzione

                       I costi base

                       [Ecco] un’indicazione di alcuni costi base – quei costi nei quali si incorrerà in ogni progetto. Questi sono i costi di
                       personale nell'ambito della pianificazione progettuale, della preparazione dei materiali, dell'assicurazione sulla qualità e
                       di controllo del prodotto, di ritorno degli originali al loro posto nelle raccolte.

                       Il più grande di questi costi è di gran lunga la preparazione, che può includere:

                              q   La movimentazione dei materiali da un posto ad un altro – che richiede inventari e imballaggi per gli spostamenti (anche
                                  quando viene raccomandato il lavoro sul posto).
                              q   Il tempo preso dall’assegnazione di identificatori unici degli originali, se questo non è già stato fatto.
                              q   Il costo per la rimozione dei punti metallici o per la pulizia delle diapositive o per altrimenti preparare i documenti fisici.
                              q   Il costo di definire copyright o altri diritti sull’uso dei materiali.


                       [E' stato] stimato che la preparazione ammonta a fino il 30% dei costi totali per i progetti complessi.

                       Quando si prende in considerazione l’esternalizzazione dei servizi, si dovrebbe pensare attentamente alla preparazione
                       e, piuttosto che consegnare una grande quantità di oggetti originali, considerare cosa si possa fare sul posto per ridurre i
                       costi del fornitore finale.
                       In alternativa, potreste scoprire che il fornitore esterno ha costi di personale molto più economici e che può fare gran
                       parte del lavoro di preparazione, come togliere i punti metallici e sciogliere le rilegature, a costi molto più economici di
                       quanto voi possiate. La cosa giusta in tal caso è solo l’esternalizzazione di un lavoro che non richiede grande iniziativa o
                       abilità, giacché questo tende a costare di più; se non potete facilmente scrivere un piano dettagliato o una serie di
                       regole su come volete che il lavoro sia fatto, allora aspettatevi di pagare di più per qualcuno che lo elabori per voi!

                       HEDS recentemente ha preso in considerazione una serie di documenti di studenti universitari che una università
                       sperava di avere in forma digitale a scopi di documentazione sui suoi “alumni". I documenti relativi alla prima parte del
                       secolo erano in un seminterrato umido infilati in buste di plastica (...). Non erano in un ordine particolare, in misere
                       condizioni e non avevano un identificatore unico (...). Quindi avrebbero dovuto essere messi in ordine, puliti ed
                       identificati in qualche modo. Il costo base per la scansione ogni tessera (cartellino) era di circa 11 pence per oggetto,
                       ma il costo complessivo è salito a 28 pence ciascuno mentre i costi di indicizzazione assommavano ad altri 8 pence.
                       Quella che inizialmente sembrava una prospettiva attraente fu ritenuta troppo costosa solo per i costi di preparazione.
http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/trad_83.html (1 di 2)11/11/2006 10.16.18
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                       I costi tecnici

                       Quando si mettono a fuoco da vicino i costi puri dell'operazione di scansione si può dire che siano due:

                               q   Il costo di gestione fisica del materiale originale durante il processo di scansione
                               q   Il costo relativo alla produzione di un file alla risoluzione richiesta, come profondità di bit e come qualità.


                       (...)

                       La risoluzione: è l’ammontare dei dettagli inclusi nell’immagine prodotta misurati in punti per indice (dpi). A seconda
                       dell’originale a disposizione si deve scegliere la risoluzione adatta così da ottenere un adeguato livello di informazioni.
                       Per un foglio A4 stampato con una buona qualità, potrebbe essere adeguata una bassa risoluzione di 200 dpi solo per
                       leggerne il contenuto - uno standard in uso negli applicativi commerciali. Comunque Cornell University, JSTOR e TASI
                       raccomanderebbero tutti 600 dpi per ottenere un’accuratezza più "scientifico-legale" (forensic). La scansione a 600 dpi
                       costa molto di più di quella a 200 dpi - così per progetti di acquisizioni di dispense universitarie 200-300 dpi sarebbero
                       convenienti, mentre per libri rari 400-600 dpi sarebbero più ragionevoli poiché il risultato sarebbe coerente con l’uso
                       finale richiesto.

                       Più risoluzione significa:

                               q   tempi di scansione più lenti
                               q   più tempo (macchina) per scrivere i dati perché le dimensioni dei file sono maggiori
                               q   un’attrezzatura più costosa
                               q   più supporti di consegna come i cd-rom
                               q   più tempo-uomo complessivo nel gestire le operazioni.


                       (...)

                                                                                                                                                                (adatt. e trad. ES)


                                                                                                   Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


                       Pagina creata il 14 agosto 2004

                                                                                      chiudere la finestra

http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/trad_83.html (2 di 2)11/11/2006 10.16.18
La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro


                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       I costi (2)

                       Vi segnaliamo due strumenti in grado, se opportunamente adattati, di aiutare nel calcolo dei costi.

                       HEDS (Higher Education Digitisation Service) propone uno schema per il calcolo dei costi (HEDS matrix) utilizzabile
                       per qualsiasi tipo di progetto.

                       Un vero e proprio formulario per la determinazione dei costi è quello predisposto dal RLG. (Scaricabile in PDF 115 K).
                       E' suddiviso nei seguenti 11 punti:

                              q   A. Select materials
                              q   B. Determine the size of the collection
                              q   C. Prepare documents
                              q   D. Determine imaging requirements (benchmarking)
                              q   E. Determine requirements for and create metadata
                              q   F. Determine imaging costs
                              q   G. Determine text conversion costs
                              q   H. Determine SGML encoding costs
                              q   I. Determine Finding Aid Conversion Costs
                              q   J. Post-process digital files
                              q   K. Estimate additional local costs

                       La [Versione italiana] propone alcune considerazioni di base delle parti A, C, D, E, F, G.

                                                                                        [Versione italiana]


                       In conclusione ci sembra interessante citare un progetto come The cost of digital image distribution - MESL Project
                       (Museum Educational Site Licensing Project) che ha analizzato in dettaglio il problema dei costi, legato soprattutto alla
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La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro
                       distribuzioine ed uso del digitale a fini didattici. Dalla pagina indice si accede ai singoli capitoli sia in HTML che in PDF.
                       Proponiamo in [Versione italiana] un breve estratto che definisce oggetto e scopo dello studio.

                                                                                        [Versione italiana]


                                                indietro                                     INDICE
                                               FONTI                                         CREDITI                                      SIGLE

                                                                                              Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 25 agosto 2004




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                       RLG Worksheet for estimating digital reformatting costs / RLG

                       Traduzione

                       Foglio di lavoro RLG per la stima dei costi di digitalizzazione

                       Questo foglio di lavoro è una guida alla preparazione di un budget per le attività che coinvolgono la digitalizzazione. Può
                       essere usato per progetti di scansione interni o per quelli che utilizzano un fornitore esterno. Le attività sono organizzate
                       in 11 passi:

                       A. Selezione del materiale
                       B. Definizione della dimensione della raccolta
                       C. Preparazione dei documenti
                       D. Definizione dei requisiti per la scansione digitale delle immagini (benchmarking)
                       E. Definizione dei requisiti per i metadati e loro creazione
                       F. Definizione dei costi per la scansione digitale dell’immagine
                       G. Definizione dei costi di conversione del testo
                       H. Definizione dei costi per la codifica SGML
                       I. Definizione dei costi per la conversione degli strumenti di ricerca
                       J. Post-trattamento dei file digitali
                       K. Stima dei costi locali addizionali




                       A. La selezione del materiale

                       Questa fase comprende:

                              q   l’identificazione dei materiali
                              q   la definizione delle restrizioni legali (copyright, diritto alla riservatezza, diritti del donatore, etc.)
                              q   la ricerca della disponibilità della versione digitale e di altre, come i microform (ricerca on line)
                              q   l’eliminazione di oggetti a causa di condizioni e di completezza
                              q   la definizione di un adeguato processo di conversione (per esempio, ripresa con pellicola poi scansione, sciogliere le rilegature
                                  degli originali, etc.)


                       Fare la stima del tempo/uomo occorrente, quindi quella del costo basato sul livello del personale richiesto per ogni fase
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                       elencata.




                       C. La preparazione dei materiali

                       Questa fase riguarda la preparazione fisica e intellettuale dei documenti e comprende:

                              q   portare dal magazzino i documenti
                              q   ritirare i documenti dalla circolazione
                              q   registrare la condizione fisica dei documenti
                              q   collazionare e identificare le pagine mancanti e i danni
                              q   riparare le pagine, rimpiazzando le pagine mancanti o illeggibili
                              q   preparare media di lavorazione intermedia (per esempio microform, diapositive, fotocopie, etc.)
                              q   sciogliere le rilegature degli originali (se richiesto)
                              q   creare la documentazione e istruzioni per il controllo bibliografico, l’indicizzazione, l’attribuzione dei tag e la codifica
                                  dell’informazione (laddove richiesto)


                       Fare la stima del tempo/uomo occorrente, quindi quella del costo basato sul livello del personale richiesto per ogni fase
                       elencata.




                       D. Definizione dei requisiti di trattamento delle immagini (benchmarking)

                       Questa fase comprende:

                              q   Accertare le caratteristiche essenziali dei documenti per definire i requisiti per la scansione (risoluzione, profondità, interventi di
                                  miglioramento, formato del file, compressione)
                              q   Confermare l'accertamento mediante la scansione di un sottocampione di documenti
                              q   Effettuare l’ispezione del sottocampione sia a schermo sia a stampa


                       Fare la stima del tempo/uomo occorrente, quindi quella del costo basato sul livello del personale richiesto per ogni fase
                       elencata.




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                       E. La definizione dei requisiti per i metadati e loro creazione

                       Stimare i costi associati alla creazione dei metadati richiesti per la ricerca ed il recupero dei file digitali. Far riferimento
                       agli standard correnti di metadati per la catalogazione e per l’attribuzione del nome al file.
                       Questa fase include:

                              q   la creazione di record nel catalogo per le risorse digitali
                              q   la definizione del nome del file e dei dati strutturali (per le immagini singole e per gruppi di immagini)
                              q   la creazione di indici aggiuntivi (per esempio l’indicizzazione a livello di articolo per la letteratura periodica) e la revisione/
                                  miglioramento degli strumenti di ricerca esistenti


                       Fare la stima del tempo/uomo occorrente, quindi quella del costo basato sul livello del personale richiesto per ogni fase
                       elencata.




                       F. La definizione del costo del trattamento dell’immagine

                       Definire i costi della conversione basati sulla dimensione e sulla natura della raccolta (Sezione B) e sui requisiti per il
                       trattamento dell’immagine (Sezione D).
                       Assicurarsi valide offerte da almeno due fornitori per il costo dell’immagine, che comprende:

                              q   installazione e strumentazione
                              q   scansione
                              q   gestione speciale del materiale
                              q   ispezione di controllo
                              q   nuova scansione [eventuale]
                              q   organizzazione di base e taggatura
                              q   manipolazione aggiuntiva (per esempio ritaglio, ripulitura da macchie, divisione della immagini di un fotogramma in immagini
                                  per pagina, etc.)
                              q   strumenti di immagazzinamento
                              q   consegna ed assicurazione


                       I costi vanno stimati differenziando tra: testo a stampa, manoscritti, toni continui, mezzi toni, misto.




                       G. Definire i costi della conversione dei testi
http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/trad_85.html (3 di 4)11/11/2006 10.17.31
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                       Definire la natura e l’estensione della conversione dei testi (per esempio, testo completo di tutti i documenti, testo
                       completo di specifici documenti, sommario soltanto) e i requisiti di accuratezza.
                       Il tempo del personale per creare le istruzioni per la conversione dovrebbe essere incluso nella Sezione C: Preparazione
                       dei documenti.

                       La conversione può avvenire trattando un’immagine attraverso un programma di Optical Character Recognition (OCR), o
                       mediante un ridigitazione dall’immagine o da una versione a stampa (direttamente dai documenti originali o da stampe
                       di immagini digitali). Il livello di accuratezza sarà basato sulle finalità della conversione del testo. I requisiti per
                       l’accuratezza varieranno in ragione di una conversione per la codifica o di una creazione di file di testo per finalità di
                       indicizzazione o di sola ricerca. Se si stanno creando file di testo per finalità di indicizzazione o di ricerca, potrebbe
                       essere sufficiente un minor livello di accuratezza.
                       Le fasi sono le seguenti:

                              q   Ridigitazione o OCR
                              q   Controllo
                              q   Correzioni
                              q   Atrezzature
                              q   Trattamenti speciali
                              q   Supporti di consegna
                              q   Consegna ed assicurazione


                       La stima va effettuata calcolando il num. pagine x num medio dei crt per pagina; va calcolato in modo differenziato tra
                       documenti a stampa e manoscritti.

                                                                                                                                                                         (trad. ES)


                                                                                                   Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


                       Pagina creata il 14 agosto 2004

                                                                                      chiudere la finestra




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La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro



                       The cost of digital image distribution : The Social and Economic Implications of the Production, Distribution and
                       Usage of Image Data / Andrew W. Mellon Foundation. 1998

                       Traduzione

                       Sommario

                       Numerose comunità sono interessate alla fattibilità della biblioteca digitale. Lo studio qui riassunto è un passo
                       importante verso la comprensione delle questioni che probabilmente influenzano la fattibilità economica di un tipo
                       specifico di biblioteca digitale: una raccolta di immagini digitali di foto di oggetti del patrimonio culturale e dei loro
                       relativi metadati descrittivi, allorchè distribuiti alle comunità universitarie.
                       (...)

                       Lo scopo di questo studio era identificare, definire ed esplorare i principali centri di costo nella distribuzione di immagini
                       e di testo in rete attraverso il progetto MESL.
                       Il progetto MESL è stato il primo tentativo di prendere una raccolta di immagini e i relativi metadati da una varietà di
                       musei e renderli disponibili in forma digitale ad utenti universitari attraverso le reti dei campus. MESL ha visto la
                       collaborazione sperimentale di 7 musei e 7 università per un periodo di due anni ed ha distribuito, per un uso didattico,
                       oltre 9.000 immagini digitali e testi associati.
                       (...)

                       Lo studio che ne è derivato confronta i costi del metodo di distribuzione di MESL a precedenti analoghi metodi di
                       distribuzione di immagini, tramite diapositiva da 35mm. Il “Rapporto finale. Luglio 1998” dello studio (disponibile a
                       http://sunsite.berkeley.edu/Imaging/Databases/1998mellon) espone criticamente vantaggi e svantaggi della
                       distribuzione delle immagini digitali, e identifica gli ostacoli verso l’accettazione della distribuzione dell’immagine digitale
                       da parte dell’utente.
                       (...)

                                                                                                                                                   (adatt. e trad. ES)


                                                                                      Manuale virtuale per la progettazione digitale, a cura di G. Lunati e G.Bergamin


                       Pagina creata il 14 agosto 2004


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                       Regione Toscana. Servizio biblioteche, musei e attività culturali


                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       APPENDICE 1 - Il materiale fotografico

                       Per il materiale fotografico anche in italiano esistono esempi e documentazione significativi; il sito dell'AIB nella pagina
                       predisposta da Laura Gasparini è una buona fonte. Suddivisa in varie sezioni e costantemente aggiornata riporta sia
                       contributi a stampa sia online; la sezione che qui interessa segnalare è quella relativa alla Digitalizzazione.


                       Altra fonte italiana di riferimento è l'ICCU con il suo lavoro per la definizione di standard e di metodologie. Per le foto
                       segnaliamo il documento Linee di indirizzo per i progetti di digitalizzazione del materiale fotografico: 10 capitoli
                       che spaziano dalla tipologia dei vari archivi, alle norme di catalogazione, alle modalità di scansione, alla conservazione,
                       al copyright, al web.

                       Uscendo dal'Italia, segnaliamo per primo il sito di SEPIA (Safeguarding European Photographic Images for Access) che
                       recentemente ha reso disponibile, tra le altre cose, la versione 2002 delle Guidelines for selecting and using
                       scanning equipment for digitisation of historical photographs un sintetico documento di 11 pagine disponibile
                       anche in francese.

                       Fuori d'Italia sono talmente numerosi i progetti dedicati alle foto che ci limitiamo a qualche esempio.

                       Un progetto interessante da esaminare è quello del Charles W. Cushman Photograph Collection dell'Indiana
                       University Archives, Digital Library Program. Nella sezione descrittiva del progetto Cushman Project Information
                       potete trovare una sezione "Behind the scene" con descrizioni accurate di tutte le fasi progettuali e realizzative.
                       In particolare segnaliamo le seguenti sezioni:

                              q   Digitization Process: un breve sommario delle specifiche adottate.
                              q   Digitization Proposal (PDF file): il testo del documento RFP (Request for Proposals) per l'esternalizzazione del
                                  servizio di scansione.
                              q   Technical Implementation: tutte le tecnologie adottate per mettere online la raccolta digitale.

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                       Per la parte di restauro del colore il progetto si è avvalso della collaborazione con l'Università di Basilea, di cui ci
                       sembra interessante segnalare gli esempi di restauro digitale proposti dal sito dell'Abteilung für Bild-und
                       Medientechnologien, Philosophisch-Historische Fakultät.

                       Infine, la Library of Congress ha riunito in una unica sezione le proprie raccolte digitalizzate, accessibili attraverso un
                       Catalogo unico comprendente al momento 54 collezioni, in parte provenienti anche dal progetto American Memory. Tra
                       gli strumenti di approfondimento messi a disposizione sul sito, segnaliamo le 8 pagine (in forma di tabelle) delle
                       Technical specifications.


                                                                                       INDICE

                                                                                                                        Pagina creata il 23 agosto 2004.




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                       APPENDICE 2 - I periodici

                       Sotto il profilo strettamente tecnico i periodici non presentano caratteristiche particolarmente problematiche. In genere
                       ci si orienta sulla scansione a scala di grigi e con definizioni da 300 a 600 dpi. La scelta della definizione dipende
                       dall'esigenza di lanciare programmi di riconoscimento del testo (OCR). L'evoluzione di questi sw rende oggi possibile
                       scansioni anche a 200 dpi.

                       Concentreremo, invece, la nostra attenzione sulle varie modalità in cui i periodici vengono proposti sul Web.

                       Un primo esempio si può vedere sul sito di PubMed Central che offre un accesso su documenti digitalizzati (Backfile) e
                       su digitale nativo direttamente al sito degli editori aderenti.
                       Esempio di kardex virtuale
                       Esempio di articoli in forma sommario/immagine
                       Esempio di pagine a scorrimento


                       Un altro esempio di visualizzazione è quello proposto da Paper Past un progetto curato dalla Biblioteca Nazionale
                       della Nuova Zelanda.
                       L'esempio riportato (il giornale New Zealander) permette di navigare dallo schedone fino alle immagini delle singole
                       pagine, per vedere le quali si rende neccessario lo scaricamento di un plugin di visualizzazione. L'applicativo impiegato è
                       DejaVu della Lizardtech.


                       L'utilizzo di plugin (sw da scaricare sul proprio pc), non è sempre ben vista, anche in considerazione delle difficoltà che
                       taluni sistemi di rete pongono allo scaricamento di sw dall'esterno. In alternativa si preferisce allora utilizzare la
                       soluzione Acrobat PDF, che per la sua diffusione come strumento di lettura e trasmissione di file è divenuto oramai uno
                       standard di fatto. Un esempio in tal senso lo troviamo nel progetto Utah Digital Newspapers.
                       L'applicativo impiegato per la creazione delle pagine è ContentDM della DiMEMa Inc.


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                       Un ultimo esempio è relativo alla soluzione oggi considerata come la più sofisticata (e costosa) che sia stata realizzata
                       per i giornali antichi.
                       Si tratta del progetto condotto in collaborazione tra la British Library, OCLC e la società israeliana Olivesoftware.
                       Gli automatismi insiti nel sw, che tratta i contenuti strutturali (pagine, righe e colonne) e testuali di ogni pagina
                       scannerizzata, uniti all'uso dell'XML, permettono di fare ricerche molto sofisticate sui contenuti delle singole pagine,
                       siano essi testi, immagini o pubblicità.
                       La pagina demo della British Library da accesso ad un consistente numero di periodici storici, interrogabili
                       singolarmente o tutti assieme.
                       L'applicativo impiegato è ActivePaper Archive della Olive sw Inc.


                                                                                       INDICE

                                                                                                                      Pagina creata il 23 agosto 2004.




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                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Fonti

                       In ordine di titolo con precedenza alle fonti italiane.

                       Guida alle buone pratiche : ver 1.2 / Karl-Magnus Drake, Hanna Eriksson, Borje Justrell. MINERVA, 2003. Trad
                       italiana ICCU (Mario Sebastiani)
                       Come recita l'introduzione:"... una guida concreta alla realizzazione, all’esecuzione e alla gestione dei progetti di
                       digitalizzazione, con particolare riferimento al settore della cultura (biblioteche, musei, archivi)."

                       Manuale per la qualità dei siti Web pubblici culturali : edizione italiana a cura di Fedora Filippi. Ministero per i
                       Beni e le Attività Culturali, Progetto MINERVA, 2004.
                       Scopo dichiarato del manuale: "...è quello di offrire un modello aperto, una serie di indicazioni, una traccia all’interno
                       della quale ciascun soggetto possa concepire progetti originali seppure legati dalla comune tensione verso il risultato di
                       una offerta di qualità"

                       Studio di fattibilità della Biblioteca Digitale del Min. BBAACC, 2001
                       Organizzato in due parti, la prima descrittiva (Situazione attuale) e la seconda (Il progetto di massima) dedicata alle
                       ipotesi progettuali per il Ministero BBCCAA che lo ha commissionato.

                       Studio di fattibilità della Biblioteca Digitale : Aggiornamento del Min. BBAACC, 2003.
                       Dedicato all'approfondimrnto degli aspetti prevalentemente tecnici e a tutti gli argomenti che, accennati nella prima
                       edizione, hanno subito significative evoluzioni. Suddiviso in 10 capitoli.




                       Comparison of methods & costs of digital preservation di Tony Hendley, 2000.
                       Ampia trattazione sui metodi e sui costi. [scaricabile in PDF e HTML]

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                       Digitisation guidelines / NCECHO. 2004
                       Arrivato alla seconda edizione online, è un manuale chiaro e molto ben strutturato con numerosi esempi. Per ogni
                       capitolo offre anche poche ma ben scelte risorse di approfondimento.

                       A Framework of Guidance for Building Good Digital Collections / IMLS (Institute of Museum and Library Services).
                       2001.
                       Una fonte importante curata da membri del Digital Library Forum; molto stringato ed orientato all'ambito anglo-
                       americano ha una impostazione per problemi.

                       Guides to Quality in Visual Resource Imaging a cura di RLG, CLIR e DLF. 2000.
                       Una serie di 5 guide destinate, come si ricorda nell'introduzione "for those who have already decided what they will
                       digitize and what purposes the digital images will serve.

                       Le guide, monografiche, sono opera di differenti autori:

                              q   1. Planning an Imaging Project, by Linda Serenson Colet, Museum of Modern Art
                              q   2. Selecting a Scanner, by Don Williams, Eastman Kodak Company
                              q   3. Imaging Systems: the Range of Factors Affecting Image Quality, by Donald D'Amato, Mitretek Systems
                              q   4. Measuring Quality of Digital Masters, by Franziska Frey, Image Permanence Institute Rochester Institute of
                                  Technology
                              q   5. File Formats for Digital Masters, by Franziska Frey

                       Handbook for digital projects : a management tool for preservation and access a cura di Maxine K. Sitts.
                       Northeast Document Conservation Center, 2000.
                       Uno dei manuali più completi ed organici. Scaricabile in PDF (1,3 MB).

                       Introduction to Imaging: Issues in Constructing an Image Database di Howard Besser e Jennifer Trant. J. Paul
                       Getty Trust, 1995.
                       Un manuale dedicato a tutti gli aspetti tecnici della produzione digitale, Completano l'opera sia un glossario che una
                       bibliografia mirata. La trattazione si ferma al 1994.

                       Moving Theory into Practice: Digital Imaging for Libraries and Archives di Anne R. Kenney e Oya Y. Rieger. RLG,
                       2000.
                       Riprende gli argomenti più estesamente trattati dall'omonimo volume a stampa, pubblicato sempre dal RLG nel 2000.
                       Semplice, pragmatico e bilingue (inglese, spagnolo).


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                       Moving theory into practice : digital imaging tutorial / Cornell University Library, 2003.
                       Un ottimo corso in tre lingue (anche spagnolo e francese) suddiviso in 10 capitoli sintetici ma completi di esempi e
                       suggerimenti di approfondimento.(Scaricabile anche in PDF)

                       Why digitize? / Abby Smith. CLIR, 1999.
                       Oramai un classico il breve testo della Smith, introduce e spiega il concetto di "progetto sostenibile".


                                               SIGLE                                    INDICE

                                                                                        Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 31 agosto 2004




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                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Sigle utilizzate

                              q   AIB - Associazione Italiana Biblioteche
                              q   ALA-ACLR - American Library Association - Association of College and Research Libraries
                              q   CEDARS - Curl exemplars in digital archives
                              q   CLIR - Council on Library and Information Resources
                              q   CNI - Coalition for Networked Information
                              q   DLESE - Digital Library for Earth System Education
                              q   DLF - Digital Library Federation
                              q   HEDS - Higher Education Digitisation Service
                              q   ICCU - Istituto Centrale per il Catalogo Unico
                              q   JISC - The Joint Information Systems Committee
                              q   NCECHO - North Carolina Exploring Cultural Heritage Online
                              q   NDCC - Northeast Document Conservation Center
                              q   NPO - National Preservation Office. British Library
                              q   NSF - National Science Foundation Grant
                              q   OCLC-PR - OCLC Preservation Services
                              q   RLG - Research Library Group
                              q   UKOLN - UK Office for Library and Information Networking


                                               FONTI                                INDICE

                                                                                       Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 3 giugno 2003




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                       Manuale virtuale per la progettazione digitale
                       a cura di Gabriele Lunati e Giovanni Bergamin


                       Gli autori

                       Gabriele Lunati

                       Attivo da 30 anni nelle biblioteche italiane. Ha lavorato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze dal 1972 al
                       1986.
                       Dal 1988 è Amministratore della società Ifnet srl di Firenze.
                       Coautore dello Studio di fattibilità della Biblioteca Digitale del 2001 e del successivo Aggiornamento (2003) per
                       conto del Ministero BBAACC, continua a seguire questo filone professionale anche come consulente di vari enti ed
                       amministrazioni.
                       Dal 2000 è docente al Master in Gestione e direzione di biblioteca organizzato dall'Università Cattolica di Milano.
                                                                                                                                   g.lunati@ifnet.it


                       Giovanni Bergamin

                       Lavora presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze dal 1985 e dal 1990 è responsabile del Settore Servizi
                       Informatici della BNCF. In questa veste ha lavorato - e lavora - anche per numerosi progetti di biblioteca digitale. Tra i
                       più importanti: NEDLIB , TEL, EDEN, ARSBNI e EUROPE
                       Dal 1998 insegna Organizzazione informatica delle biblioteche presso l'Università degli Studi di Macerata.
                       Dal 2000 è docente al Master in Gestione e direzione di biblioteca organizzato dall'Università Cattolica di Milano.
                                                                                                      giovanni.bergamin@bncf.firenze.sbn.it


                       Le traduzioni sono opera di Enrica Serinaldi che gli autori ringraziano.



                                               FONTI                                    INDICE                               SIGLE


http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/9-crediti.html (1 di 2)11/11/2006 10.21.46
La rete delle biblioteche toscane - Strumenti di lavoro
                                                                                        Pagina creata il 10 maggio 2003, ultimo aggiornamento 25 agosto 2004.




http://www.ifnet.it/lunati/toscana/manuale/9-crediti.html (2 di 2)11/11/2006 10.21.46

				
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posted:7/3/2011
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