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TURISMO NATURALISTICO

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TURISMO NATURALISTICO Powered By Docstoc
					                                                       TURISMO NATURALISTICO
Molte culture e società hanno ipotizzato l’esistenza, eventualmente anche in epoche passate, di lembi della superficie terrestre
ove l’uomo sapesse vivere in piena armonia ed equilibrio con la natura. Nell’800 il Romanticismo (industrializzazione e avvento
del turismo modernamente inteso) ha ipotizzato lo STATO NATURALE raggiunto il quale l’uomo avrebbe potuto manifestare
pienamente le sue capacità e potenzialità. La ricerca di tale habitat (così come viene descritto nel Romanticismo) ha portato alla
diffusione di una moda che ha investito giovani ed adulti influenzando anche la prassi politica dell’epoca. Come tutte le mod e
anche questa risulta difficile da mantellare infatti da allora l’idea relativa all’integrità naturale dei luoghi si è mantenuta al punto
che l’ansia dei turisti post-moderni comporta la ricerca di tratti della superficie terrestre ove l’uomo non abbia ancora portato
inquinamento e ove sia possibile avere un contatto con un ambiente naturale quasi uguale a quello precedente l’arrivo
dell’uomo sulla terra. A proposito di ricorda che il turismo naturalistico ipotizza infatti l’esistenza di luoghi naturali intatti e vergini
…ovviamente di tratta di una pia illusione in quanto globalizzazione, industrializzazione, progresso scientifico, edificazione
spesso incontrollata hanno portato a conseguenze ambientali tali da poter affermare che risulta impensabile l’esistenza odierna
di luoghi non antropizzati. A proposito si ricorda che Mcannel afferma che TUTTI SIAMO TURISTI infatti oggi il mondo è sia una
regione di incomng che una regione di outgoing per cui non vi è alcun lembo di superficie terrestre ove l’uomo non sia già
giunto. L’autenticità dei luoghi, per quanto appaiano o siano fatti apparire come intatti, è attualmente sempre autenticità
rappresentata; i sogg possono solo sperimentare tale autenticità rappresentata mediante servizi commerciali appositamente
creati per veicolare e supportare l’esperienza del turista-viaggiatore. Esistono infatti degli stereotipi geografici (luoghi
semplificati e condivisi) che stabiliscono ciò che è autentico e ciò che non lo è che derivano dall’esperienza, gli studi, l’ immagine
creata per i turisti del luogo ecc. Tali stereotipi sono difficili da smantellare e risultano anche funzionali se opportunamente
sfruttati dagli organizzatori di viaggio al punto che difficilmente nell’incontro Turita-operatore turistico essi vengano messi in
discussione………..anzi le stesse località di incoming vengono organizzate e gestite in modo tale da far mantenere tali
stereotipi al punto che spesso si ha il fenomeno della MUSEIFICAZIONE DELLA CULTURA. Sebbene sia evidente la non
esistenza di un turismo relativo a luoghi naturalisticamente intatti il turismo naturalistico e la sua ideologia attirano mil ioni di
turisti; questi ultimi risultano essere completamente differenti da quelli del periodo del turismo di massa infatti:
       -   i turisti di massa erano turisti consumatori convinti che la natura fosse in grado di rigenerarsi da se: erano turisti
           spesso apatici interessati al dolce far niente, ai beni legati alla corporeità (abbronzatura, sole, mare ecc) che non
           ricercavano né la novità ne l’alternativa e ancora meno l’incontro con l’altro e l’altrove al punto che le comunità locali
           nel periodo d’oro della società di massa (45-75) si sentivano colonizzati dai turisti di massa.
       -   I turisti post-moderni cercano invece l’alternativa nelle esperienze di viaggio (turismo esperienziale); l’incontro con
           l’altro e possibilmente la possibilità di calarsi nell’autenticità (sempre rappresentata ovvero negoziata, parziale,
           creativa, continuamente reinventata) delle popolazione locali (turismo etnologico) e anche l’incontro dialogo, confronto
           con una Natura lontana e differente da quella abituale delle loro quotidianità.
L’immagine turistica anche per ciò che concerne il turismo naturalistico si delinea mediante una molteplicità di strumenti
(toponimi turistici, mass-media, letteratura, slogan, internet ecc) nella regione di turismo attivo per poi trovare soddisfazione
nella regione di incoming. In generale le immagini proposte dalle agenzie di viaggio rispecchiano ovviamente le nuove
esigenze/motivazioni della nuova popolazione mobile (nuovo ceto medio medio creativo, intellettualizzato, responsabile e
cosmopolita) e quindi si tratterà di: deserti infiniti, atolli cristallini, rifugi inerpicati, vette ostili all’uomo, grotte profonde, vulcani
attivi ecc. In Italia si ricordano, a riguardo: le grotte di stiffe in Abruzzo, le grotte Frassassi nelle Marche, la cascata delle
marmore in Umbria, il Vesuvio nei pressi di Pompei, Lo Strompoli nelle Isole eolie, L’etna sopra Catania, il Monte bianco (cima +
alta delle nostre Alpi), le grotte del Cammello di presepe perciata nelle Egadi ecc.
Precisamente le attuali mete che risultano essere + attrattive sono: CERVINO, VULCANO FUJI, DESERTO DEL SAHARA,
CASCATE VITTORIA. Queste attrazioni ovviamente non sono dotate di un’autentica wilderness in quanto oggi trovare luoghi
totalmente autentici dal punto di vista naturale è impossibile.
CERVINO: Fino al 1965 la vetta del Cervino non era ancora stata scalata da alcun alpinista. Successivamente alla scalata del
Cervino da parte dell’alpinista Whinper si susseguirono migliaia di scalate da parte di altri alpinisti e attualmente il Cervino
risulta essere un ambiente fortemente antropizato: in vetta vi è una corce issata dall’uomo, lungo i pendi vi sono rifugi inerpicati,
scale fisse per la risalita; ai piedi del cervino si trovano Cervinia e Zermatt con i loro moderni e multifunzionali impianti sciistici
che modificano i versanti e l’equilibrio idro-geologico. eppure il Cervino è l’icona per eccellenza della vetta incontaminata ostile
all’uomo?!?
A proposito del turismo alpino (legato in parte anche al turismo naturalistico) si ricorda che esso si sviluppa soprattutto col
successo dell’alpinismo nel XIX secolo momento in cui risulta essere necessario attribuire e distribuire un toponimo ad ogni
vetta, precedentemente denominata solo “montagna” in quanto priva di attrazione per autoctoni e turisti. I toponimi e i
neotoponimi turistici permettono comportano il riconoscimento dell’esistenza e dell’identità della località turistica alla quale è
attribuito valore, si tratta di un marchio commerciale evocatore di un immagine. Oggi in Italia tutte le vette delle Alpi e degli
Appeninni sono dotate di un proprio nome spesso coniato appositamente anche per attrarre non solo un turismo alpino e
naturalistico come la cima dedicata a Giovanni paolo II nel massiccio del Gran Sasso che ovviamente attira l’attenzione anche
del turismo religioso a livello di pellegrinaggio. Anche le vie alpine oggi hanno un nome, così come i rifugi e i valichi, i passi
ISOLA DI TINO A LA SPEZIA: l’isola è un ex-territorio militare abbandonato ove è possibile visionare una flora decisamente
particolare anche perché l’isola non ha residenti e le visite avvengono 2 volte all’anno e solo con relativo permesso autorizzato.
In realtà Tino presenta un paesaggio in fase di degrado con le sue caserme dimesse ereditate dal precedente periodo militare.
Se fosse attuato un turismo responsabili sicuramente in paesaggio potrebbe essere recuperato, ma il turismo responsabile
richiede di essere veicolato e “creato” mediante programmi appositi di educazione ambientale. Questi ultimi si sono
particolarmente diffusi in tempi recenti nelle regioni di turismo attivo al fine di formare turisti sostenibili, riflessivi, resposabili che
non comportino degrado nelle regioni di turismo passivo. Tali programmi permettono e sempre di più permetteranno:
       -   alle regioni già affermate turisticamente di orientarsi verso un turismo di tipo sostenibile
       -   alle regioni non affermate turisticamente di proporsi sul mercato turismo dell’ecoturimo. Tale temine è di origine
           inglese e si fonda sul fatto che la motivazione principale del viaggio è la ricerca della biodiversità e anche sul fatto che
           la fragilità della natura sia un valore da rispettare.
Il turismo naturalistico può essere definito come una forma distinta di TSM che si fonda sull’apprendimento dei vari aspetti della
natura, che si regola e autoregola nel rispetto dei controlli di gestione dei limiti dello sviluppo locale; è un turismo incentrato
sulla comunità locale e rivolto alla tutela di aree geografiche e naturali protette che necessitano di conservazione (PARCHI
NAZIONALI E REGIONALI, RISERVE NATURALI).
In Italia si ricordano le seguenti aree protette: Parco dei monti sibillini (Marche e Abruzzo) che per una serie di conflitti politico-
istituzionali e sociali è però un parco + sulla carta che altro; in Abruzzo il Parco della Maiella, del Gran Sasso e il Parno
nazionale d’Abruzzo che è un parco di antica istituzione ed è riuscito a proporsi e gestirsi in modo ottimale; il Parco dello Stelvio
(Confine Lombardia e Piemonte); il Parco del GranParadiso (Val d’Aosta); il Parco del Circeo nel Lazio; il Parco del monte
Pollino (confine tra Basilicata e Calabria). La legge che prevede l’istituzione delle aree protette è la legge 394 del 6 dic embre
1991 e distingue tali aree protette in 2 categorie:
- parchi naturali (generalmente di dimensioni + piccole) caratterizzati da 1 o + ecosistemi totalmente o parzialmente intatti
- riserve naturali (generalmente di dimensioni + ampie) caratterizzati da 1 o + specie animali o vegetali naturalisticamente
rilevanti (orso morsicano nel parco degli abruzzi)
Il turismo in tali aree può essere erosivo, ma anche motivo di valorizzazione e tutela in quanto il turista è apportatore di denaro
inoltre contribuisce ampiamente a delineare le mode turistiche nella regione di outgoing e quindi l’immagine turistica del luoghi
percepiti come meritevoli di essere visitati.
                                                      TURISMO ETNOLOGICO
Attualmente sulla terra non esistono culture o società totalmente pure e prive di condizionamenti esterni. In proposito si ricorda
che Mcannel disse che SIAMO TUTTI TURISTI. Oggi infatti il mondo è sia una regione di incoming e anche una regione di
outgoing. Insomma non vi è alcun lembo di superficie terrestre ove l’uomo non sia già giunto. Eppure enormi flussi di turisti
cercano nei loro viaggi l’incontro con culture autentiche, pure, genuine…..
Il turista della società dei consumi era un turista consumatore convinto che la natura si rigenerasse da se. Era il periodo in cui la
domanda dettava le regole del mercato turistico (oggi le regole sotto definite dalla società dell’Incoming) ove l’incontro con le
comunità locali spesso aveva un impatto negativo su di esse infatti gli autoctoni si sentivano colonizzati dai turisti di mas sa.
Questi ultimi cmq non cercavano né l’incontro con l’altro né quello con l’altrove infatti il loro viaggio era incentrato sugli aspetti
della corporeità: abbronzatura, sole, mare, dolce far niente tipici della società dei consumi soprattutto nel periodo d’oro del
turismo di massa (45-74) con le sue classiche 3 S: sun, sand, sea (in Italia c’erano le 4 M)legate alla corporeità e le successive
S: sex, spirit, sport.        Oggi, il turista post- moderno appartiene alla nuova popolazione mobile: il nuovo ceto medio
intellettualizzato, cosmopolita, responsabile, professionalizzato e creativo che ricerca l’incontro con la comunità e desidera
essere calato in essa per poter accrescere il suo bagaglio di esperienze mediante il coinvolgimento con le pratiche e i riti degli
autoctoni, la possibilità di sperimentare il loro cibo ecc. Subentrano le 3 L ovvero Leisure (esperienze polisensoriali, turismo
multimotivato), Learning (apprendimento), Landscape (attenzione alla qualità/autenticità del patrimonio culturale, paesaggistico,
eno-gastronomico ecc)
Si può quindi infatti affermare che + il turista può immergersi nella popolazione totale più risulta essere soddisfatto della sua
esperienza di viaggio……. Il turismo quindi non è + solo vendita del posto letto e relativo pernottamento ma è caratterizzato dal
consumo di un esperienza che ruota intorno all’autenticità.
Mcannel parla di autenticità rappresentata e in proposito delinea 6 fasi che la caratterizzano: front regione, front back region,
front, come back region, back region per pochi, back un po’ alterata e back region vera dell’autenticità che, come sottolinea lo
studioso, non esiste in quanto la sua esistenza implicherebbe la fusione totale del turista con la popolazione locale e per questo
cesserebbe il suo ruolo di essere turista. Quest’ultimo infatti può solo sperimentare l’autenticità rappresentata mediante appositi
strumenti commercializzati che veicolano e sostengono la sua esperienza di viaggio. Tale autenticità rappresentata è quindi:
parziale, negoziata tra le parti, creativa e non statica, impregnata di una qualità, non permanente o assoluta, ma cultura e
storica in movimento per questo essa può essere continuamente reinventata. Spesso l’espressione “cultura autentica”assume il
significato di CULTURA COM’ERA PRIMA DELL’ARRIVO DEI TURISTI O DI CULTURA COM’ERA PRIMA DELL’ARRIVO
DEGLI EUROPEI, DELL’ARRIVO DELL’INDUSTRIALIZZAZIONE O DELLA TERZIARIZZAZIONE DELL’ECONOMIA. Queste
modalità di intendere la cultura autentica sembrano presupporre che gli avvenimenti successivi a ciò che è definito “cultura
autentica” abbaino determinato solo degrado o impoverimento In realtà si è verificato anche valorizzazione e arricchimento basti
pensare ai benefici del turismo sostenibile e al fatto che attualmente il turismo è definito fattore funzionale allo sviluppo locale,
apportatore di denaro, risolutore del problema dell’occupazione e ottimo incremento per la valorizzazione della località locale,
risolutore di problemi di degrado e abbandono dei beni culturali ecc ecc.
Attualmente è come se una volta fissata l’autenticità di un luogo o un oggetto essa divenga l’unica realtà possibile proposta dal
mercato turistico. L’immagine geografica di un luogo pare essere indifferente al fatto che la comunità muta in quanto col
trascorrere del tempo è ovvio che avvenga una sua evoluzione……..è come se fissata l’autenticità di un luogo questa,
indipendentemente dal mutare della quotidianità degli autoctoni, debba obbligatoriamente rimanere tale.
Esistono degli stereotipi geografici(visone semplificata e condivisa di un luogo) e non solo (vi son anche stereotipi associati a
sogg, alimenti ecc) che definiscono ciò che è autentico e ciò che non lo è per cui l’indiano è autentico solo se vive ne tepee, il
beduino in una tenda in pieno deserto ecc. Lo stereotipo è una costruzione mentale che si fissa nelle nostre menti, difficilmente
smantellabile (soprattutto se continuamente alimentato), sulla base delle nostre esperienze, dell’istruzione, degli stili di vita ecc.
L’immagine turistica nelle nostre menti si delinea in base a come essa viene costruita nella società in cui noi viviamo e quindi
mediante appositi strumenti quali: neotoponimi turistici, letteratura, mass media (tv, cinema, giornali ecc), stili di vita e
comportamentali dell’attuale classe considerata è elevata (i VIP) ecc. Si tratta di immagini e aspettative precofenzionate che
nascono nella regione di outgoing per poi essere soddisfatte nella regione di incoming. Gli stereotipi dei turisti solitamente
vengono consolidati dal fatto che i tour operator li assecondano, anche se negativi, e mai o quasi li contraddicono. Persino la
località di turismo attivo si attrezza per non deludere le aspettative della clientela turistica contribuendo a delineare un
autenticità attesa dai turisti, ma non sempre molto reale. Spesso avviene anche che un aspetto culturale apparentemente
autentico di un luogo sia in realtà stato creato ad hoc per un occasione in particolare come è stato fatto con la tipica danza
greca denominata Siriani che di antico e tipico ha ben poco visto che è stata creata per un film nel 1964?!. Si assiste spesso ad
un fenomeno denominato museificazione della cultura ove si viaggia semrpe + spesso in un immaginario costruito dai mass
media. Persino i classici souvenir che in teoria dovrebbero essere espressione della cultura originaria di un luogo oggi sono
spesso creati ad ho in base alle esigenze dei clienti-turisti. La richiesta incalzante dei ricordini da portarsi a casa in memoria di
un viaggio potrebbero risultare funzionali per rivitalizzare l’artigianato di un luogo, ma questo implicherebbe un costo eccessivo
del souvenir non accessibile a tutti per cui accanto ai souvenir fatti a mano si affiancano una molteplicità di oggetti prodotti in
serie ed abbordabili che spesso han poco a che fare con l’autenticità del luogo. Si tratta delle ormai diffusa mercificazione della
cultura. Il turismo infatti può prendere 2 direzioni quella della valorizzazione o quella della mercificazione della cultura: la
decisione circa la via da intraprendere spetta oggi + che mai alla società dell’incoming. Sarà la comunità locale a collabora re
idoneamente e cercare di proporre prodotti e servizi autentici di qualità. Il turismo sostenibile e lo sviluppo sostenibile infatti
sono orientati alla comunità locale stessa e alle sue capacità gestionali, organizzative, di valorizzazione, tutela, conservazione,
promozione delle proprie peculiarità e specificità e questo mediante: collaborazione, buone operazioni di marketing, nuove
figure professionali simili alla nuova popolazione mobile, un economia a rete e di comunità flessibile e funzionale………..
Alla domanda se effettivamente oggi esiste ancora qlc di autentico è possibile risp solo facendo riferimento a
- all’educazione del turista sostenibile
-alla responsabilità delle comunità locali
                                            TURISMO BALNEARE eliotropio e balneotropico
Nel 1993 Lozato Giotart ha coniato l’espressione turismo balneotropico ed eliotropio a significare che la motivazione principale
del flusso turistico è la ricerca di posti soleggiati ove sia possibile fare i bagni al mare.
In passato la società di elitè aveva delineato una cultura di elitè caratterizzata dal colore bianco quale segno di distinzione
sociale dalle masse di lavoratori costretti a stare sotto il sole. Era il periodo in cui il mare era una meta per il turismo invernale e
la montagna meta del turismo estivo. I bagni al mare non erano non erano la moda e anche quando il mare divenne meta
ambita dai turisti essi giustificavano la cosa con l’alibi del turismo climatico e terapeutico. Le motivazioni terapeutiche s i
protrasse dall’800 alla fino agli anni 60 del secolo scorso a motivazione degli spostamenti dei turisti verso località che offrivano
un clima + favorevole rispetto a quello di residenza. Esistevano sulla costa servizi che offrivano servizi x coloro che
necessitavano un turismo terapeutico climatico ed accanto a tali turisti vi erano anche sogg che si recavano al mare
semplicemente per moda ma motivavano il viaggio x scopi terapeutici. a quasi la metà del secolo scorso infatti + località
turistiche marine non osarono definirsi località di soggiorno e turismo in quanto ancora soggette alla moda del turismo di
soggiorno, turismo e………..cura.
Dopo la seconda guerra mondiale le cose iniziano a cambiare e chi è stato in vacanza lo si riconosce perché torna abbronzato.
L’abbronzatura si ricorda che non è un rito ovvi anzi è una vera e propria elaborazione culturale. Si racconta che negli anni 20 in
Usa Coco Chanel tornata da una crociera col duca di Winsor mostrò una splendida abbronzatura. I giornali informarono la
nascente cultura di massa e l’invidia imitativa si scatenò. Successivamente a tale episodio si diramarono + accadimenti: la
Copperton mise in commercio i primi abbronzanti, G. Traiani pubblico il suo libro “pelle di luna, pelle di sole” ove mise in luce
come il bianco non era più segno di distinzione e seduzione, l’abbronzatura venne legalizzata e non inventata da Coco C. che la
rese moda. Negli secondo dopoguerrale pratiche legate alla corporeità raggiungono anche l’Europa e l’Italia. In proposito si
ricorda l’immagine di J.Foster bambina che mostra il segno bianco del costume rispetto al resto del corpo perfettamente
abbronzato (Copperton). Negli anni 50-60 la vacanza estiva per antonomasia è sicuramente quella marina legata appunto alla
corporeità: abbronzatura, sole, dolce far niente, mare, relax . E’ il periodo caratterizzato dalla 3 S (sun, sand, sea) che in Italia
sono associate alle nostre 4 M (mare, moglie-marito, macchina, mestiere). Tale tipologia di vacanza si afferma per una serie di
motivi: diffuso benessere economico, motorizzazione di massa, sviluppo della tecnologia della comunicazione, sviluppo della
tecnologia dei trasporti resi + sicuri e veloci.
A riguardo si ricorda che Keynes conia il modello della società dei consumi sottolineando la necessità di creare un nuovo ceto
che consumi corrispondente al ceto che produce. Stesso discorso per il Fordismo: H. Ford afferma la necessità di ridurre la
settimana lavorativa a 40 ore, concedere le ferie pagate e il riposo del WK in modo tale che i lavoratori inizino anche a
consumare…….più loro consumano, più si può produrre. Col modello si Keynes e col fordismo si riconosce che il consumo può
alimentare l’offerta e quindi la produzione. Si ricorda poi Desemberry il quale sulla base dell’effetto dimostrativo afferma che un
prodotto deve essere introdotto nelle masse ove tramite l’invidia imitativa esso potrà entrare nel tessuto del mercato.
Ovviamente questo vale anche per il prodotto “vacanza balneare” in quanto il turismo è un bene economico ovvero un bene
scambiabile, consumabile in grado di soddisfare i bisogni dei sogg. Precisamente è un bene economico però che si differenzia
dagli altri in quanto l’offerta non può spostarsi.
Non trascorre molto tempo che alle 3 classiche S se ne aggiungono altre 2 Sex and Spirit. Esse a differenza di sun-sea and
sand concernono non tanto la geografia di un luogo, ma i servizi che il luogo offre ai turisti. Si aggiunge poi un’altra S, quella
dello Sport inteso come apportatore di benessere fisico. Si verifica quindi il fenomeno della deterritorializzazione del turismo
vale a dire: i turisti non si spostano per ricercare aspetti paesaggistici ma servizi. Il rapporto esigenza-motivazione da
soddisfare/ località che la soddisfa prima forte e quasi imperativo diviene debole. Tale fenomeno investe anche il turismo
balneare. Località caratterizzate da laghi, fiumi, piscine e/o parchi acquatici divengono luoghi ove è possibile soddisfare
ugualmente le 6 S come avviene al mare. In proposito si ricorda che negli anni 80 il problema delle mucillaggini nell’adriatico ha
delineato un effetto repulsivo del mare nelle concezioni topofiliche dei turisti ricreativi e per questo le comunità locali hanno
realizzato in prossimità del mare grandi piscine; sulla riviera nasce poi l’Acquafan di Riccone e una molteplicità di parchi acqueo
atici. Contemporaneamente nasce Gardaland, inizialmente come attrattiva integrativa del turismo lacuale sul lago di Garda poi
diviene magnete a se stante in grado di attrarre enormi flussi di turisti. L’esempio + esasperato di turismo marino (sintetic o) è
SIGAIA in Giappone ove vi sono onde artificiali, spiagge artificiale e sole che abbronza ovviamente artificiale. Il problema di tali
parchi di divertimento che siano legati all’acqua in modo più pronunciato o meno (vi sono anche Mirabilandia in Italia, Disney in
Giappone, Disney land in california e francia , Disney world in florida ecc) è che qui le attività culturali o naturali (sole, mare ecc)
sono state spesso sostituite da una prassi prettamente ludica che oggi sempre più cerca di occupare il tempo libero dei turisti.
                                                           TURISMO TERMALE
Nel XIX sec la medicina non aveva ancora raggiunto i traguardi attuali e una pratica consigliata per curare coloro che non
presentavano patologie particolarmente gravi era quella di passare le acque (turismo termale). Ogni società ed ogni epoca è
caratterizzata da modelli sociali che gli ampi strati della popolazione tendono ad imitare. Tali modelli comportamentali sono
quelli della classe considerata + elevata. Nelle società europee dell’Ancien regime fino all’800 erano i modelli comportamentali
(anche dal punto di vista turistico) di nobili e regnanti ad essere emulati dalla classe borghese. E’ il periodo in cui la borghesia si
reca nelle medesime località turistiche scelte da regnanti e nobili. In proposito si ricorda che del successo turistico di alcune
località termali francesi (Vichy, plombiers) è responsabile infatti Napoleone III, amante del turismo termale. Nell’800 quindi si
diffonde una precisa moda che imponeva il soggiorno terapeutico come necessità per distinguersi socialmente. Come tutte le
mode essa fu difficile da superare e venne poi caratterizzata anche da un fenomeno preciso “ALIBI TERAPEUTICO”. I turisti
giustificavano i loro spostamenti, non solo verso le località termali ma anche montane e marine, con motivazioni terapeutiche.
Queste ultime si mantennero come prioritarie a lungo tempo e consistevano nel recarsi in luoghi ove la temperatura e il clima
risultavano essere + favorevoli di quelli di residenza. Esistevano veri e propri stabilimenti eliotropici , colonie per l’infanzia (sulla
costa, in montagna ecc) che offrivano servizi per coloro che necessitavano di un turismo terapeutico-climatico e accanto a tale
tipologia di turisti vi erano anche sogg che si recavano in tali luoghi per moda motivando il viaggio con l’alibi del turismo di cura.
L’alibi in questione ristette a lungo infatti in alcuni casi si dovettero attendere addirittura gli anni 60 del XX secolo affinché molte
località osassero smettere di definirsi COME LUOGHI DI TURISMO SOGGIORNO E CURA rinominandosi come località di
soggiorno e turismo. Negli anni 60 siamo in piena società dei consumi. Essa prende avvio negli anni 20 in Usa periodo in cui un
particolare avvenimento segna l’avvento delle esperienze e dei bisogni legati alla corporeità e del turismo di massa (1924). Si
racconta che Coco Chanel tornata (proprio nei primi anni 20) da una crociera insieme al duca di Winsor, mostra una splendida
abbronzatura. I giornali informano la nascente cultura di massa e l’invidia imitativa si scatena. Se in precedenza la società di
elitè aveva definito una cultura di elite ove il bianco fosse segno di distinzione sociale dalle masse abbronzate perché cost rette
a lavorare sotto il sole, ore le cose si modificano radicalmente. La Copperton mette in commercio i primi abbronzanti, Giorgio
Triani col suo libro “pelle di luna, pelle di sole” mette in luce come il bianco non sia + segno di seduzione e distinzione s ociale,
nasce la moda dell’abbronzatura (Coco non invento l’abbronzatura ma la legalizzò rendendola moda). Tali tematiche giungono
in Italia negli anni 50-60 (industrializzazione) periodo in cui tutti ormai conoscono la vacanza di massa. Non sono lontani i tempi
(fino alle IIguerre mondiali) in cui il turismo marino europeo caratterizzava l’inverno, il montano l’estate e il termale la mezza
stagione: tutti rigorosamente motivati dall’alibi terapeutica e climatica. Ora la vacanza estiva per antonomasia è quella marina e
la montagna diviene meta invernale. Questa particolare epoca è stata segnata da molteplici trasformazioni: benessere
economico diffuso, sviluppo della tecnologia della comunicazione che diffonde nuove immagini del turismo, sviluppo della
tecnologia dei trasporti resi + sicuri e veloci, riduzione delle ore lavorative settimanali a 40 con ferie retribuite e riconoscimento
del WK (Fordismo), motorizzazione di massa ecc. L’alibi terapeutico è ormai superato, la medicina elabora nuove scoperte
(antibiotici, vaccini ecc) e le località terapeutiche termali sono costrette a reinventarsi (divengono località montane e balneari in
funzione delle nuove mode di turismo). Nasce anche una nuova forma di turismo: QUELLA DEL FITNESS. Le località
predispongono così pacchetti benessere per ristabilire non tanto la salute del corpo, ma quella della mente: yoga, massaggi
orientali, percorsi benessere, saune, bagni nel fieno e ulteriori altre pratiche sono proposte per un pieno ristabilimento
dell’equilibrio dei soggetti-turisti stressati. Praticamente l’alibi di cura del corpo viene soppiantato con l’alibi della cura della
mente. Siamo negli anni 80-90 ove la de-differenziazione degli stili di vita comporta anche una differenziazione degli stili
turistici: la nuova popolazione mobile corrisponde al nuovo ceto medio riflessivo, intellettualizzato, cosmopolita e creativo che
da consumatore e “seguitore” incalzante delle mode esprime nuove esigenze non solo legate alle classiche 6 S (sun, sea, sand,
sex, spirit and sport). Subentrano le 3 L ovvero Leisure (esperienze polisensoriali, turismo multimotivato), Learning
(apprendimento), Landscape (attenzione alla qualità/autenticità del patrimonio culturale, paesaggistico, eno-gastronomico ecc).
E’ opportuno precisare che il turismo termale non è stato né soppiantato né è decaduto semplicemente si è de-differenziato, re-
inventato e integrato di altre attività legate al benessere di corpo e mente. Attualmente in Italia vi sono numerose località
termali: Riolo, Salso Maggiore, Tabiano, Castrocaro, Cervia (E.Romagna); Montacatini e Saturnia (Toscana); Sciacca (Sicilia);
Montegrotto terme e d Abano (Veneto), Panarea e Lipari con le sorgenti termali e fumarole, Acque sulfuree di Raiano (Abruzzi)
ecc.
                                                             TURISMO RURALE
Esempi celebri di villeggiatura in zona rurale dono: otium dei romani nelle residenze patrizie fuori porta, la vacanza papale a
Castelgandolfo ecc. Il turismo rurale si pone come semplice evasione dalla città calda e caotica dell’estate che non permette di
realizzare un riposo adeguato: questa è un evasione che si fa sempre + necessaria ed investe un numero incalzante di sogg
soprattutto dall’avvento del fenomeno dell’industrializzazione che causa lo spostamento di ingenti flussi di contadini verso le
grandi aree urbane. L’industrializzazione prende avvio nel dopo guerra e da essa il turismo rurale segue una moda altalenante:
      -     anni 50-60 diventa quasi d’obbligo un’alternativa alla vacanza estiva per antonomasia cioè la vacanza al mare tipica
            del turismo di massa (anni 20 Usa e anni 50-60 Italia e europa) e della società dei consumi
      -     anni 70-80 con il progresso scientifico, della tecnologia della comunicazione che diffonde nuove mode, lo sviluppo
            della tecnologia dei trasporti resa + sicura e veloce, la de-differenziazione degli stili di vita si afferma una moda
            turistica estofila e il TR perde un po’ della sua attrattiva
      -     negli anni recenti la villeggiatura in campagna è stata riscoperta sovente anche sotto il nome di agriturismo.
Il termine agriturismo non nasce però in ambito turistico, ma agricolo. Le leggi italiane in proposito sono:
      -     legge 991 EMERGENZA del 1952 per cercare di evitare l’esodo rurale. Al fine di attenuare il trasferimento dei
            contadini nelle città e quindi lo spopolamento della campagna si emanano leggi che cercano di migliorare le condizioni
            igienico sanitarie delle zone rurali
      -     legge del 1973 sull’agriturismo che rende esplicito la possibilità di contributi a favore dell’attività rurali agrituristiche.
            Nel 75 nasce anche la prima guida agrituristica e proprio nei primi anni 70 vengono realizzati i primi agriturismi in
            Toscana e Trentino
      -     legge 219 del 1983 che è la legge quadro sul turismo ove viene riconosciuta la figura del sogg occupato
            nell’agriturismo quale imprenditore
      -     legge 730 del 1985, legge quadro sull’agriturismo caratterizzata da un contesto normativo abb rigido per sottolineare il
            fatto che le aziende agricole debbano avere come attività primaria l’agricoltura e secondaria il turismo evitando che
            diventino aziende de servizi (limiti posti letto, notti di pernottamento, sui pasti ecc)
Negli anni 90 però tale rigidità viene superata e ciò che conta sarà che gli agricoltori non abbandonino la campagna ……..se le
aziende agricole si integrano inscindibilmente col turismo ben venga in quanto viene promossa l’azienda agricola polifunzionale.
Prima degli anni 90 infatti le regioni elaborano deroghe inerenti alla legge 730 per attuare iniziative + flessibili rispetto a quelle
delineate dalla legge quadro sull’agriturismo. Si tende quindi ad integrare ciò che prima risultava distinto e ad affermare una
nuova egemonia dello spazio turistico agricolo: nasce il TURISMO RURALE. Oggi la maggior parte della aziende agricole sono
anche aziende turistiche. Il legislatore non avrebbe però potuto immaginare che la pratica turistica alternativa del turismo verde
divenisse anche pratica di massa. Pochi decenni fa si elabora una distinzione tra i sogg che si spostano:
*I VIAGGIATORI: sogg che si distinguono dal turismo di massa per l’elevato valore attribuito al viaggio. Si tratta dell’elite : si
affermano il pessimismo critico nei confronti delle masse viste come incontrollabili e prime di responsabilità. Una critica
ampiamente portata avanti dagli intellettuali legislatori del sapere che pretendono di dire cosa è giusto in ambito turistico e cosa
non lo è senza però proporre soluzioni a riguardo. si ricorda in proposito il modello elaborato da Plog nel 1973 intriso dall’effetto
snob e dalla critica delle massa:
*I TURISTI: coloro che possiedono i caratteri tipici dei turisti di massa ovvero convinzione che la natura si rigeneri da se, legati
agli aspetti della corporetità
Anche in tempi + recenti viene elaborata da Dell’Agnese (2004) una distinzione tra:
      -     TURISTOFOBI viaggiatori e non turisti, privilegiano mete che non ritengono turistiche, credono di poter scoprire nuove
            località, non amano viaggi organizzati
      -     TURISTOFILI: turisti che amano i luoghi affollati alla moda dell’alta stagione, i pacchetti viaggio, preferiscono non
            avere contatto con l’altro
In base a tali distinzioni le località si organizzano per soddisfare le esigenze di una o l’altra tipologia di sogg.e questo viene fatto
anche nell’ambito del turismo rurale che può definirsi come TURISMOALTERNATIVO DI MASSA in quanto è divenuta una
località di massa ben organizzata e sostenibile (TSM) e anche una località alternativa in grado di soddisfare la categoria de i
turistofobi. Dal 1990 il concetto rurale cambia e come è stato osservato nel 92 dall’istituto di sociologia rurale x ambiente rurale
bisogna intendere un ambiente naturale caratterizzato dalla preponderanza della superficie a verde su quella edificata. Si
ricorda infine che le pratiche sociali e i segni valore nelle aziende rurali sono quelli tipici della popolazione metropolitana. Siamo
alla presenza di cityusers che colonizzano la campagna: amichevolmente, con responsabilità. Non vi è una fuga dalla città
all’area rurale solo una nuova interpretazione di essa in funzione di uno stile di vita metropolitano.
                                                              TURISMO RELIGIOSO
Il turismo religioso è una prassi comune a tutte le fedi: i mussulmani si recano alla Mecca, i Cristiani in Terra Santa, Gli Indù al
Gange ecc. La destinazione del TR varia da fede a fede quindi Lourdes sarà inconfutabilmente cristiana, Benares, induista, la
Mecca mussulmana ……tuttavia vi sono mete contese da diverse credenze: Nazareth (braccio di ferro tra cristiani e
mussulmani per la costruzione di una moschea), Santiago di compostela che pr ospitando un santuario cristiano (Dedicato a
S.Giacomo apostolo) è una meta ambita anche da turisti-viaggiatori appartenenti ad altre fedi o atei in quanto si tratta di un
turismo che soddisfa la richiesta di accrescimento delle proprie esperienze. Si tratta di un percorso che porta a Santiago
(spagna) passando dalla Francia. E’ un itinerario precedentemente percorso anche nel medioevo che ora è stato dichiarato
patrimonio dell’umanità dall’UNESCO: Il TR è:
       -   composito: corrisponde al risultato derivato da + componenti differenziate ed interconnesse: folklore, religione, arte,
           ambiente, cultura (Learning)
       -   multiforme: permette di realizzare una pluralità esperenziale (Leisure)
       -   sfuggente: non è immediatamente riferibile ad aspetti usuali del viaggio come per il turismo scolastico, sociale e io
           pellegrinaggio. Questi ultimi sono infatti caratterizzati da elementi ben definiti mentre il TR divaga su + profili:
           evasività, riflessività, affettività, spiritualità
       -   attento: alla qualità della propria esperienza e dei beni coi quali entra in contatto (Landscape)
In proposito si ricorda infatti che l’attuale turista appartenente alla nuova popolazione mobile corrisponde al nuovo ceto medio
riflessivo, intellettualizzato, cosmopolita e creativo e caratterizzato dalla 3L: Leisure (esperienze polisensoriali, turismo
multimotivato), Learning (apprendimento), Landscape (attenzione alla qualità/autenticità del patrimonio culturale, paesaggistico,
eno-gastronomico ecc). Il TR ha natura ambivalente e nasce dal cuore. L’esperienza del TR è una miscela rispetto ad entrambe
le figure proprie del turismo e del pellegrinaggio. Esso si compone di eventi concreti tendenti alla realizzazione di 3 desid eri:
VIVERE, VEDERE, VISITARE. Il Tr è un fenomeno recente della modernità (anni 80, eriodo della de-differenziazione degli stili
si vita e quindi differenziazione degli stili turistici) inerente al modo di gestire l’autenticità rappresentata nei luoghi s acri. In
proposito si ricorda Mcannel che delinataa delle fasi di tale autenticità (front regione, fronte back region, front come back
regione, back region per pochi, back region un po’ alterata, back region vera dell’autenticità) ove dimostra che la il turist a può
solo sperimentare l’autenticità rappresentata mediante appositi strumenti commercializzati creati per veicolare e supportare
l’esperienza del turista. L’autenticità vera quindi non esiste perché questa implicherebbe che il turista la fusione totale del turista
nella comunità locale e per questo cesserebbe il suo ruolo di turista. Tale autenticità rappresentata sarà sempre parziale,
negoziata, creativa, portatrice di qualità non permanenti o assolute, ma culturali e storiche cioè in movimento nel senso che
essa può essere continuamente reinventata. Si ricorda che il turismo religioso era noto nel linguaggio corrente (prima di divenire
fenomeno culturale, sociale e religioso) come dizione linguistica in sostituzione o come sinonimo del termine pellegrinaggio che
pur avendo aspetti in comune col TR resta cmq una parte di esso e non la medesima cosa. L’istituzione ecclesiastica ha da
secoli promosso il TR e il pellegrinaggio ovviamente con forme e modi differenti a seconda del contesto sociale, culturale,
storico e religioso. Si può affermare che l’evoluzione strutturale del Tr e delle relative sue mete sono andate di pari passo col
mutare della domanda del viaggiare. Attualmente vi sono infatti percorsi e mete consuetudinarie ma anche inedite in funzione
dei modelli turistici vigenti: Grecia ove è nata la 1 comunità cristiana, La cima dedicata a Giovanni Paolo II nel massiccio del
Gran Sasso, Polonia (patria del Papa Buono) ecc. Esistono inoltre esempi di trasposizione di siti religiosi lontani rispetto
all’ambiente quotidiano come per le grotte di Lourdes in                     che vengono visitate con la medesima devozione che si
sarebbe avuta sei ci si fosse recati laddove l’episodio ha avuto realmente luogo (Lourdes in francia nella regione del mid-
pirenei: territorio dell’occitania). Si tratta di un turismo virtuale ove il luogo turistico virtuale è sostitutivo di quello originale e
spesso comporta che il sogg-turista si senta soddisfatto a tal punto dall0esperienza da pregiudicare il viaggio nel luogo
autentico.
Il viaggiare peregrinando ha ridisegnato una inedita geografia del sacro ove vengono valorizzati BCE già noti, ma anche BCE
secondari, decadenti o abbandonati. Questo anche mediante l’utilizzo di nuovi strumenti come il Ticket che oltre ad essere
singolo può essere delineato anche come biglietto a scalare in modo tale da realizzare una visita che metta in rete i magneti
principali ma anche i minoritari. il ticket per le chiese si ricorda che può essere adottato solo previa autorizzazione del vescovo
diocesale competente in materia. Le principali mete ecclesiastiche nella storia della Chiesa sono state: ROMA CAPUT MUNDI,
SANTIAGO DI COMPOSTELA, GERUSALEMME TERRA SANTA. Vi sono poi ulteriori mete quali: certose, cimiteri, basiliche,
parchi dello spirito, itinerari storici della fede, eremi, conventi ecc. Le principali mete italiane associate ai santisono:
       -   basilica di S.Antonio a Padova
       -   Chiede dedicate a S.franceso e S.Chiara ad Assisi
       -   Il santuario della madonna delle grazie a S.Giovanni rotondo (meta + recente) dedicato a Padre Pio
Si ricorda poi che rifioriscono i santuari mariani e la devozione a Maria in Italia e ne mondo:
       -   santuario della madonna di Loreto nelle Marche (3 pareti della casa della madonna a Nazareth ristrutturate a mo di
           chiesetta) e la relativa grotta a Nazareth ove si trovavano le 3 pietre è oggi ancora venerata
       -   Santuario della madonna delle Lacrime a Siracusa
       -   santuario della madonna del Rosario a Pompei
       -   santuario della madonna del monte brico
       -   Santuario della madonna di Fatima nel distretto di Santarem (Portogallo)
       -   santuario della madonna nera di Oropa (Biella)
       -   santuario della madonna di Lourdes in francia
       -   santuario della madonna di Medjougorje nel comune di Citluk in Bosnia Erzegovina
Il Tr è caratterizzato non solo da turisti religiosi e pellegrini, ma anche da turisti culturali alla ricerca di beni culturali ed eventi-riti
della propria o altrui fede. Le prospetti del TR nella capacità di produrre una nuova cultura di viaggio mediante anche una s erie
di trasformazioni che però non hanno sostituito l’antitico bensì lo hnno arricchito: da una prospettiva sostitutiva ad una
integrativa, da una visione statica ad una promozionale e di valorizzazione, da una responsabilità prettamente ecclesiastica al
coinvolgimento dei laici.
TURISMO DI ESPERIENZE
                                                       TURISMO ALPINO/MONTANO
Il turismo alpino non esisteva fino a quasi la metà del 700. Le alpi non erano infatti considerate luogo turistico, ma solo barriera
ingombrante da superare. E’ il periodo in cui le leggende narrano che le montagne sono abitate dai draghi. Ci troviamo quindi
nella prima fase del ciclo di vita di una località turistica delineato dal geografo Miossec. E’ la fase pre-turistica momento in cui la
località è solo di passaggio per raggiungere altri luoghi o è lontana da essi: le vie di comunicazione sono poche o assenti, non
esiste un piano di sviluppo, la comunità è priva di figure professionali in grado di lanciare la località da un punto di vista t uristico.
Si tratta di località fragili e isolate. Le montagne in tale epoca non possiedono un nome geografico perché non destano
l’interesse né dei turisti né della comunità locale. Persino i Vesuvio venica chiamato semplicemente montagna; ovviamente
questo prima che la popolazione di Pompei(suo malgrado) si accorse che quello era un vulcano e per di più attivo.
Le cose cambiano quando il rinnovato interesse scientifico nell’età dell’illuminismo (700)chiama alle Alpi gli uomini di scienza. I
primi turisti delle Alpi erano infatti mossi da motivazioni scientifiche, si trattava quindi di : zoologi, topografi, geografi. Gli alpinisti
che conquistarono sovente le vette + alte della catena alpina erano sovente intellettuali ovvero i turisti allocantrici di Plog e gli
explorer di Cohen alla ricerca di luoghi sconosciuti, con un forte senso esplorativo. Siamo nella fase della scoperta di Miosecc e
nella fase pioniera di Butler. Questa fase è comprensiva della salita del Monte Rosa, del Monte Bianco (cima + alta della Alpi) e
del Cervino raggiunto nel 1865 da Whimper. Dopo di esso (com’è avvenuto per tutte le altre cime) si susseguirono migliaia di
scalate realizzate dagli altri alpinisti (fase dell’imitazione di Miosecc e del decollo di Butler). Su di esso sorgono rifugi, scale fisse
per scalate, bivacchi e a valle Cervinia e Zemiratt si attrezzano con i loro impianti sciistici per accogliere i turisti modificando
notevolmente versanti, ghiacciai ed equilibrio idrogeologico. Oggi cmq il Cervino è l’icona per eccellenza del turismo alpino
caratterizzato da un ambiente incontaminato ostile all’uomo…………in realtà tale ambiente è fortemente antropizzato.
La conquista di tali vette comporta l’affermarsi del turismo alpino (XIX) e per questo le montagne iniziano a ricevere un
toponimo in quanto ora l’uomo ne riconosce esistenza, identità e gli attribuisce un valore. In breve tempo vennero distribuiti
toponimi a tutte le vette delle Alpi e anche degli Appennini, venne poi attribuito un nome anche alle vie alpine solitamente in
memoria di grandi scalatori o alpinisti, ma anche in funzione delle emozioni che tali vie suscitavano negli animi umani. La
montagna entro a far parte dell’immaginario comune come luogo sconosciuto magico. (fase dell’organizzazione di di Miossec e
del consolidamento di Butl col turista mid centrico di Plog).
La montagna prima della seconda guerra mondiale era una meta turistica affermata per il periodo estivo in quanto i sogg si
movevano sulla base dell’alibi di cura per cui si recavano nelle località montane perché essere presentavano un clima (turismo
climatico) + favorevole rispetto al caldo della città. Dopo la seconda guerra mondiale la montagna diviene meta per il turismo
invernale e anche sulle nostre Alpi giunge il turismo di massa. (fase della saturazione di Miossec e Butler)
Le vette ora sono tutte scalate, le vie tutte percorse, i rifugi spesso sono divenuti alberghi e l’edificato ha modificato
considerevolmente le nostre montagne per cui per evitare che essere entrino nella fase del declino e della successiva morte
come affermano i modelli del ciclo di vita della regione turistica di Miossec e Blutler è necessario mettere in atto ciò che i 2
studiosi non avevano previsto ovvero il ringiovanimento della località mediante le linee guida del turismo sostenibile e strumenti
volti a responsabilizzare le masse in funzione dello sviluppo sostenibile. Le località montane italiane infatti si sono differenziate
nel tempo in funzione di diverse tipologie di turismo e a seconda della domanda di viaggio:
scolastico, ogni scuola deve avere un POF comprensivo di gite in funzione educativa e formativa ovviamente anche dal punto
di vista naturale e ambientale
sportivo di esperienze, i turisti post-moderni spesso cercano esperienze spesso estreme e rischiose anche in ambito sportivo:
parapendio, scalate ecc. basti pesate che un filone cinematografico inerente alla montagna la identifica come luogo pericoloso,
ostile all’uomo, spesso scenario di disgrazie………se in passato tale immagine avrebbe comportato repulsione oggi può anche
attrarre
climatico, termale, prima della seconda guerra mondiale il turismo alpino era giustificato con l’alibi di cura
naturalistico, il turista post-moderno ricerca l’incontro, il dialogo e il confronto con una Natura intatta lontana e differente dalla
propria. Tra le mete turistiche attuali infatti rientrano anche: vette inerpicate, valichi sospesi ecc. In proposito l’immagine per
eccellenza è quella del Cervino che risulta una delle principali mete richieste dai turisti.
culturale, ogni tipologia di turismo implica accrescimento del bagaglio culturale ed esperianziale, anche il turismo alpino
religioso (una cima del massiccio del gran sasso è stata dedicata a Giovanni Paolo II per attirare i pellegrini)
                                                        TURISMO DELLA MEMORIA
Il turismo della memoria è un tipo di turismo col quale il viaggiatore cerca di salire sulla macchina del tempo per ritornare nel
passato e rivivere alcuni momenti di esso. Nell’epoca + vicina a noi questo turismo ha riscosso enorme successo e la
motivazione di questo è legata all’ansia prettamente post-moderna per l’autenticità. I turisti post-moderno ricercano l’incontro
con l’altro e con l’altrove e risultano essere + soddisfatti se nella loro esperienza di viaggio possono calarsi nel quotidiano, nella
tradizione, nel vissuto della comunità locale. Di autenticità rappresentata ne parla Mcannel delineando 6 diversi modi di
concepire tale concetto. Mcannel dimostra che l’autenticità vera non esiste perchè una totale fusione del turista nella comunità
locale implicherebbe la cessazione del suo ruolo di turista. Quest’ultimo può solo sperimentare l’autenticità rappresentata
mediante appositi strumenti commercializzati che veicolano e supportano l’esperienza del turista. E’ un autenticità parziale,
negoziata tra le parti, creativa, impregnata di qualità culturali e storiche in movimento per cui può essere continuamente
reinventata. Sebbene l’autenticità è sempre ben costruita poter rivivere un periodo del passato, appositamente costruito per i
turisti, permette di calarsi in un ambiente ove vengono meno i condizionamenti personali e sociali nei quali si è incessantemente
immersi nella nostra quotidianità. Dinnanzi ad un mondo colmo di problemi uno dei pochi strumenti di evasione è proprio
rifugiarsi nel passato, di cui spesso si ha nostalgia e altrettanto spesso tende ad essere utopizzato ed idealizzato. In proposito si
ricorda che può esistere un idealizzazione FROM BELOVE (dalla base) di un epoca che procede in base a gusti, aspettative e
cultura dei turisti o FROM ABOVE (dall’alto) sulla base di un preciso disegno politico di interessi. In entrambi i casi si assiste a
ricostruzioni molto artificiali e a senso unico: si formano così immagini stereotipizzate di luoghi ove vige appunto un’autenticità
presunta e costruita. Questo è un processo presente nei viaggiatori di tutte le epoche basti ricordare che i granturisti del 600
avevano dell’Italia un’idea preconcetta ovvero: poiché la penisola è stata la culla della civiltà classica essa doveva,
nell’immaginario turistico, offrirsi ancora sulla base di tale immagine. Se così non avveniva perché ovviamente il tempo ha
comportato modifiche, i grantuirsti elaboravano a riguardo critiche o semplicemente rimuovevano ciò che avevano constatato.
Siamo in presenza degli STEREOTIPI GEOGRAFICI che derivano dall’educazione, dagli studi, dai modelli sociali e dalle
immagini che ci vengono presentate circa i vari luoghi. Ci si crea insomma un immagine preconfezionata della realtà che, in
quanto stereotipo (visione semplificata e condivisa di un luogo) è decisamente difficile da sradicare. I turisti odierni e in generale
le culture attuali identificano infatti una regione con oggetti geografici, tipi umani ecc. Il Tibet significa monasteri buddisti,
L’Australi canguro. Questi stereotipi li si ritrova anche per ciò che verrà riconosciuto come autentico e ciò che non lo è: l’indiano
sarà autentico se dorme nel tepee, il beduino se dorme uìin una teda sperduta nel deserto e così via. Lo stereotipo è senza
spazio (la regione presa in considerazione è caratterizzata interamente da un determinato stereotipo e non si pox incontrare
diversità; la categoria dei beduini vive nelle tende e non in altri luoghi ecc). Inoltre è senza tempo ovvero così è, così era e così
sarà o meglio deve essere; in fin dei conti anche l’autenticità rappresentata una volta fissata è l’unica realtà possibile pr oposta
dagli organizzatori di viaggio come se l’immagine del turismo resti indifferente al mutare ed evolvere della quotidianità degli
autoctoni nel tempo.
L’industria turistica sfrutta la massimizzazione dei profitti avvalendosi anche degli stereotipo geografici in quanto questi ultimi
non vengono mai smentiti dai messaggi turistici persino quando sono molto negativi gli operatori turistici inizialmente
confermano gli stereotipi e lentamente e dolcemente cercano di mitigare lo stereotipo negativo di partenza senza però
rinnegarlo. Lo stereotipo ovvero l’immagine di un luogo nascerà nella regione di outgoing per poi essete soddisfatto nella
regione di incoming che ovviamente sarà attrezzata per soddisfare le esigenze-aspettative dei turisti anche a costo di costruire
artificialmente tutto ciò che viene atteso. Spesso infatti le peculiarità di un luogo sono create ad hoc come per la danza tipica
greca, il siraki che di autentico ha ben poco visto che è nata per un film negli anni60.
Oggi hanno successo i parchi a tema storico. letterari, culturali, archeologici, etnografici che permettono ai turisti di rivivere il
passato immergendosi nella cultura locale antica e vivendola in prima persona. Si ricostruiscono e soprattutto valorizzano
episodi storici, stili di vita, attività del passato col supporto di : film, foto, oggetti, personaggi in costume, odori, sapori, musiche e
in generale i tipici strumenti dell’autenticità rappresentata che veicoleranno l’intera esperienza degli spettatori.
L’uomo spesso modifica gli ambienti per adattarli a se e spesso attribuisce loro caratteri peculiari anche a livello culturale.
Spesso l’interesse turistico di numerosi siti è proprio da ricercarsi nel significato culturale della località e delle impronte che
l’uomo ha lasciato in essa nella storia. Si ricorda in proposito proprio i parchi letterari.
Nel nostri paese la realizzazione dei parchi letterari è stata gestita dalla FONDAZIONE IPPOLITO NIEVO con sede a Roma
(Ettore fieramosca ispirato a massimo d’azeglio; la fiaccola sotto il moggio ad anversa ispirato a D’anninzio; Poesi a monterosso
ispirato a E.montale), vi sono parchi letterari finanziati dal FERS ubicati nell’Italia del mezzogiorno (Parco culturale del
Gattopardo 8sicilia del Gattopardo a Lampedusa dedicato a Giuseppe Tomasi; Parco letterario dedicato a Salvatore Quasimodo
a Messina e Modica luogo di nascita dell’autore; L’isola di Arturo a Procida dedicato a E.Morante; A Nola quello dedicato a
Gordano Bruno ecc) e parchi che usufruiscono dei finanziamenti del fondo europeocome quello dedicato a Carlo Levi e quello
in onore di Grazia Deledda.
Questi parchi si basano sulle origini di letterati italiani ed esprimono la nostalgia e l’orgoglio delle comunità locali per aver dato i
natali a letterati italiani. In realtà però la ricerca dimostra che difficilmente il flusso turismo e attratto soprattutto o solo da tali
parchi per questo è necessario che essi vengano integrati con altre attività o eventi in funzione di un economia solidale, un
approccio di comunità e un’economia a rete in grado di connettere il parco letterario con altri magneti.
Ulteriori esempi inerenti al turismo della memoria, sempre in Italia sono i vari Pali che si spalmano sull’intera penisola:
      -     Palio di Siena in P.zza del Campo (palio di Provengano a inizio Luglio; palio dell’Assunta a metà agosto)
      -     Palio delle contrade e degli sbandieratori a Trento in Settembre
      -     Palio di Asti sempre a settembre
      -     Palio di Feltre ove si è di recente costituita una banda di sbandieratori e musicisti incinerate per la nostra penisola a
            testimonianza della loro tradizione. L’approccio di comunità qui è lampante in quanto stemmi e drappi sono delineati
            dagli studenti di Feltre
      -     Palio di Montagnana e recentemente si realizzano anche attività ove gli autoctoni sono protagonisti (messi in
            costume). Si sono realizzati anche pacchetti turistici come per la cena di Capodanno rigorosamente in costume che
            richiama turisti italiani e internazionali
Altro esempio concerne i musei all’aria aperta nati a fine 800 nei paesi scandinavi che in Italia per ora non sono presenti: si
tratta di smontae e rimontare edifici particolari in spazi aperti al pubblico ove viene ricostruita l’atmosfera si un particolare
periodo del passato. Vi sono poi gli ecomusei (anche in Italia) che si aprono diacronicamente a passato e futuro. Essi si bas ano
su 3 aspetti: conoscere,. salvaguardare, valorizzare.
Si ricordano i luoghi della battaglia di solferino (vicino Mantova) ove sorgono monumenti e sacrari mete di numerosi volontar i
della Croce rRossa e della Mezzaluna Rossa affiliati al museo internazionale della croce rossa a Castiglione delle Siviere ove è
possibile fare gite guidate che permettono di ripercorre l’intera storia della croce rossa col supporto di racconti, oggetti, foto ecc.
                                                      TURISMO ENOGASTRONOMICO
Gli itinerari enogastronomici sono una delle caratteristiche peculiari delle iniziative in corso x valorizzare le economie rurali e
locali. Il turismo rurale e nelle città spesso infatti è associato al turismo enogastronomico in quanto ogni luogo presenta i suoi
prodotti tipici e come disse nel 2000 Pasolini: IL CIBO E’ UN GRANDE FARO CAPACE DI ATTIRARE L’INTERESSE DI
VIAGGIATORI E MEDIA. Insomma di tratta del PRINCIPALE ELEMENTO DI CULTURA MATERIALE CARATTERIZZANTE
UNA REGIONE E’ PROPRIO IL CIBO.. E’ difficile stabilire quale sia il prodotto tipico. Esso è entrato nella cultura corrente per
identificare le specificità di un luogo, la capacità produttiva di esso e il fatto che possieda un’identità locale che può es sere
messa a regime. Per molto tempo in passato si è cercato di promuovere e commercializzare i prodotti locali per portarli
all’estero attualmente però solo il 20% dei prodotti made in Italy nell’abito agro alimentare sono esportati mentre il restante 80%
resta in loco. Si è infatti presa coscienza che il territorio e i suoi prodotti presentano un legame che andrà poi a caratterizzare il
successo della tradizione enogastronomia infatti mandare i prodotti a casa o renderli reperibili all’estero fa perdere loro
attrattività e di conseguenza perde attrattività anche il luogo di provenienza di essi. Negli attuali itinerari enogastronomici si
assiste quindi al tentativo dei RITERRITORIALIZZARE LA COMUNICAZIONE COMMERCIALE E LA PROMOZIONE
realizzando al limite il club di prodotto turistico che comporta il rafforzamento delle infrastrutture, delle aziende e dell’identità
locale; il tutto è ovviamente incentrato sugli autoctoni, un’economia a rete, solidale e l’approccio di comunità.
Magda Antonioli (docente di economia alla Bocconi) ha realizzato uno studio inerente gli itinerari eno-gastronomici ed ha
sintetizzato l’argomento con l’espressione DISTRETTO ENOGASTRONMICO. Le componenti essenziali affinché esso abbia
successo sono appunto: comunità locale in quanto protagonista, reti economiche orizzontali per produrre un prodotto
omogeneo e completo all’interno del distretto, collaborazione intelligente tra enti pubblici e privati, coinvolgimento strategico
degli attori internazionali per sapere quali sono i potenziali clienti da richiamare e proporsi anche in funzione di essi. In proposito
si ricordano in Italia:
      -     la borsa del turismo enogastronico a Riva del Garda
     -       la biennale enogastronomia fiorentina / Vinitali a Verona (Aprile)
     -       la fiera internazionale del tartufo bianco ad Alba che quest’anno ospiterà Ezio Gregio. I proposito si ricorda che uno
             degli strumenti per creare l’immagina di una località turistica è proprio quello di inviare personaggi famosi (VIP) per
             attirare turismo e media. Questo perchè ogni epoca storica e ogni società è caratterizzata da modelli sociali che gli
             ampi strati della popolazione tendono ad imitare. Se prima la borghesia emulava i comportamenti dei regnati e della
             borghesia ora si imitano i comportamenti dei nostri Vip.
Si ricorda che se Verona è famosa per il Vinitani e Alba per il tartufo ovviamente se i turisti si recano in tali località non
prettamente per praticare turismo enogastronomico ma altre tipologie di turismo (congressuale, scolastico ecc) è ovvio che es si
si attendano che le 2 città permettano loro in tutti i periodi dell’anno di assaggiate ottimi tartufi e buon vino.
Anche la gastronomia è soggetta agli stereotipi geografici ovvero costruzioni mentale che si fissano nelle nostre menti,
difficilmente smantellabili (soprattutto se continuamente alimentati dai media), sulla base delle nostre esperienze, dell’istruzione,
degli stili di vita ecc. Si tratta di stereotipi senza tempo (così è, così era, così deve essere) e senza spazio (uno stereot ipo
caratterizza una regione nella sua interezza indipendente dalle differenze anche dal punto di vista enogastronomico da nord a
sud). Inoltre gli stereotipi l’altro e l’altrove sono sempre + arretrati e meno buoni rispetto alle anche a livello di gastronomia della
cultura di appartenenza.
A proposito si ricorda per es che:
- nell’immaginario comune L’Italia è sinonimo di pizza, gelato e spaghetti quindi i turisti si attendono di trovarvi questi alimenti
ovunque si rechino nella nostra penisola. Ovviamente tali stereotipi non vengono smentiti dagli operatori turistici finalizzati alla
massimizzazione dell’offerta e nemmeno dalle regioni di turismo attivo che si attrezzano per soddisfare le attese della clientela.
L’immagine di un luogo infatti si crea nella regione di autgoing per poi essere soddisfatto nella regione di incoming che si
organizza anche in funzione delle aspettative dei turisti. (stereotipo senza spazio)
- Nell’immaginario comune se l’Italia è la patria di un determinato alimento,usanza o altro deve esserlo sempre
indipendentemente dal fatto che la realtà quotidiana si modifichi nel tempo perché l’immaginario turistico è indifferente Il
all’evolvere della quotidianità degli autoctoni come se una volta fissato lo stereotipo che individua ciò che è autentico ess o risulti
essere l’unica realtà possibile proposta dagli organizzatori di viaggio (stereotipo senza tempo).
- Nell’immaginatio comune degli italiani il nostro cibo è migliore di quello degli altri per cui spesso si assisterà si fenomeno
ENVIROMENTAL BUBBLE (Cohen) ovvero la creazione di una bolla culturale uguale a quella della regione di appartenenza
come avviene sulle navi da crociera ove è possibile cibarsi con alimenti tipici del luogo ma ove è anche disponibile cibo italiano.
Altro esempio e inerente una cittadina del Devonshire famosa per le scuole di lingua molto frequentate da studenti italiani: qui
sono sorti ristoranti italiani per offrire agli studenti un pranzo + consono alle loro abitudini alimentari.
                                             TURISMO E GEOGRAFIA ECONOMICA POLITICA
Torino 2006: Passion lives here!: Gli impianti sportivi x i giochi olimpici invernali di Torino 2006 hanno posto gravi problemi di
fattibilità considerato l’elevato impatto ambientale che essi hanno esercitato sul territorio. Il turismo sportivo è il tipico
spostamento di chi pratica sport + chi ama assistere dal vivo a competizioni di livello agonistico. Tale turismo è responsabile
oggi di transazioni di denaro verso la regione di turismo passivo che ha l’occasione di ospitare un grande evento turistico. Oltre
ai flussi di denaro anche i flussi di beni, servizi e manodopera risentono notevolmente dei grandi eventi turistici che sovente
polarizzano l’attenzione del mondo su 1 o poche località x un periodo di tempo, solitamente breve. E’ soprattutto x questo
motivo che le città oggi si pongono in competizione le une con le altre x accaparrarsi il diritto di ospitare un grande evento nella
speranza che apporti benefici. I giochi olimpici estivi ed invernali portano all’incirca fra gli 1,5 ai 2 miliardi di dollari USA alla città
ospite dandole un’opportunità unica di sviluppo anche per le aree circostanti. Le Olimpiadi infatti lasciano un buon segno, +:
INFRASTRUTTURE, TURISMO, AMBIENTE, CULTURA, OCCUPAZIONE,SVILUPPO. Le città sempre di più entrano in
competizione e il modo con cui si presentano è chiamato CITY MARKETING. Esso è l’insieme delle tecniche con cui un
luogo offre a questa popolazione mobile le sue specificità locali. Esempio: le città competono per attrarre olimpiadi,
giubilei, le mostre cioè ciò che attira la nuova popolazione mobile. Il City marketing è la strategia per attrarre visitatori e
investimenti esterne all’area di ricezione; è una strategia che richiede dei modelli organizzativi flessibili. Le città competono tra
loro per potersi migliorare Una tecnica è quella di acquisire i mega-eventi internazionali. Questa tecnica è cresciuta negli anni
80 e il modello di riferimento per questo resta Glasgow (città scozzese) che è riuscita a trasformare la propria de-
industrializzazione con una serie di musei e attrattive culturali. Essa fu nominata capitale culturale europea in funzione de lla
propria trasformazione urbana. I mega eventi più significativi restano Barcellona e Atlanta: * Ad Atlanta l’operazione di
acquisizione delle olimpiadi è nata come esigenza di una grande multinazionale locale che voleva cogliere l’occasione per il
marketing strategico internazionale (la coca cola) e gli effetti sulla città sono stati positivi : rifatta la metropolitana, trasformati i
luoghi per ricevere gli atleti in campus universitari e l’area dei ceti più poveri è stata rimodellata.. Ovviamente è miglior ata anche
l’ospitalità cittadina. * A Barcellona sono state trasformate in occasione delle olimpiadi del 92 5 km di costa, sono stati tolti
capannono fatiscenti della città industriale e al loro posto vi sono bar ristoranti
La geografia economica e il turismo: Il turismo come tutti i beni economici (beni e servizi scambiabili, disponibili in quantità
limitata e in grado di soddisfare bisogni) è caratterizzata da una domanda, un’offerta e un mercato. Caratteristica del turismo
è che a differenza degli altri beni di consumo, l’offerta turistica non può spostarsi. L’economia contemporanea ha dimostrato un
forte interesse x il turismo tanto che è nata una branca della scienza economica che è l’economia turistica. La geografia
economica del turismo si occupa di studiare, analizzare, pianificare il comportamento economico legato al turismo della
popolazione stanziata su una regione.
                                               evoluzione della domanda e dell’offerta turistica:
La domanda turistica può essere espressa in + modi, i + usuali sono:
             termini fisici (num turisti nelle 2 tradizionali modalità: arrivi, presenze)
             termini di tasso di attività turistica: rapporto tra num turisti e numero abitanti autoctoni (popolazione locale)
             termini di valore: mediante l’ammontare della spesa turistica (variabili da considerare: reddito, livello culturale,
              capacità di movimento, moda, sicurezza ecc)
Gli elementi della domanda turistica sono: presenze nelle strutture ricettive (alberghiere, extra alberghiere, seconde case) e
arrivi. Guardiamo come si fa a passare dalla teoria alla pratica. arrivi: numero delle persone che arrivano in un luogo
presenze: numero delle persone che arrivano in un luogo moltiplicato per il numero delle notti che rimangano.tipologia dei
turisti: italiani e stranieri
L’offerta turistica viene espressa mediante la misurazione quantitativa delle attività ricettive (posti-letto ecc) e complementari
( portata impianti risalita, num cabine negli stabilimenti balneari ecc). Essa è composta da: -variabili economico-
demografiche inerenti alla popolazione che lavora nel turismo e quali sono gli impatti sociali del turismo nel luogo - strutture
ricettive: alberghiere, extralberghiere, seconde case -strutture pararicettive: settore della ristorazione, intrattenimento e
ricreazione -strutture complementari: impianti di risalita. Essa è soprattutto funzione:
      -     del costo e della qualità della manodopera disponibile
      -     della disponibilità e del costo dell’area dove si vuole localizzare l’attività turistica
      -     dell’accessibilità dalle altre regioni
      -     dell’attività promozionale e pubblicitaria effettuata
Gli elementi dell’offerta turistica sono: variabili economiche e demografiche riguardanti la popolazione coinvolta nel settore
turismo e come reagisce la popolazione che risiede nella località ricevendo visitatori, strutture ricettive (alberghiere, extra
alberghiere e seconde case per vacanza), strutture pararicettive (settore ristorazione e intrattenimento), strutture
complementari (caratteristiche specifiche di un luogo: museo, sala da ballo, casinò ecc)
Fino agli anni 60 domanda e offerta di beni turistici erano caratterizzate da alta stagionalità; le ferie si svolgevano concentrate
in un mese all’anno (ferie in un unico boccone) solitamente corrispondente al periodo estivo. Il mercato turistico durante l’epoca
industriale fu caratterizzato da una certa elasticità:
            dal lato della domanda in quanto il turismo era una delle spese ad essere sacrificate in caso di necessità
            dal lato dell’offerta in quanto l’impostazione del lavoro in ambito turistico era di tipo familiare ed esso si adattava agli
            alti e bassi della domanda
L’attività turistica non richiedeva, in genere, alta professionalità; con l’evoluzione della società industriale e post-industriale,
il mercato turistico però muta notevolmente:
            dal lato della domanda avviene un’alta diversificazione dei tipi di turismo e dalla vacanza in un unico boccone si passa
            alle ferie a bocconcini, scandite durante l’anno. Non vi è + la predisposizione, in caso di necessità, a tagliare le spese
            legate al turismo, anzi risulta ormai preferibile ridurre le spese nell’abbigliamento, nella gioielleria, nei generi alimentari
            + significati
            dal lato dell’offerta si assiste ad una riduzione della stagionalità e dell’elasticità. Le aziende a conduzione familiare
            iniziano ad essere sostituite da grandi/medie aziende professionalizzate rivolte ai nuovi turisti. I servizi offerti
            aumentano e vengono indirizzati verso l’accolgienza. Il fine della città ospitale è quello di FAR STAR BENE LE
            PERSONE CHE LA UTILIZZANO E CREARE LE CONDIZIONI PER VIVERE BENE INSIEME STIMOLANDO
            SENTIMENTI DI FAMIGLIARITA’ COI LUOGHI E LE PERSONE E UNA PROPENSIONE AL RITORNO
Il passaggio da un turismo da società industriale ad un turismo da società post-industriale ha avuto + conseguenze sul modo di
rapportarsi fra turisti e autoctoni, infatti:
            nel turismo di massa prevaleva la domanda sull’offerta e i locali si sentivano colonizzati dai turisti stranieri
TURISMO DI MASSA: il turismo di massa è governato da forze non locali e sono gli intermediari della domanda che definiscono
le regole. Si sviluppa soprattutto in settori privati        livello di qualità: minima per facilitare il settore privato        L’ideologia
dominante è quella della libertà di mercato. tempi della trasformazione:brevi o brevissimi. Gli interventi sul territorio sono stati
rapidi e lo sviluppo spesso incontrollabile. energia emozionale in essa coinvolte: vita privata dei turisti e l’attività ricr eativa ed
evasiva
            il turismo + attuale è invece considerato fattore di sviluppo locale, risorsa generatrice di reddito che può ridurre la
            disoccupazione e rivitalizzare la cultura locale
                                                         Valutando il caso dell’Italia:
         dal lato della domanda oggi il turista-tipo che visita il nostro Paese appartiene ad un ceto medio-benestante e molto
        esigente. Egli richiede professionalità ambientale, personalizzazione del servizio, professionalizzazione,
        intellettualizzazione, cosmopolitismo. Si tratta di un nuovo ceto medio intellettualizzato internazionale, dal flusso continuo
        di nuove masse responsabili appartenente ad una classe emergente creativa e internazionale. La società del turismo di
        massa standardizzato è infatti in fase di superamento, ormai oggi….
      -     si chiedono viaggi su misura, le vacanze sono desincronizzate;
      -     il mondo è diventato più piccolo, i turisti scoprono nuove destinazioni
      -     la fuga si è attenuata e il luogo è sempre più in continuità con lo stile di vita praticato nella città di residenza
      -     il viaggio diventa una componente normale dell’identità e non si pensa più che l’albergo debba essere migliore della
            casa di città o che il viaggio debba compensare un lavoro alienante
      -     la città diventa un’azienda collettiva, le destinazioni cercano di dedifferenziarsi, rafforzando l’unicità
      -     il city marketing (strategia volta ad acquisire capitali e visitatori) migliora le funzioni urbane e socioculturali della città
            ospitale per differenziare l’area di destinazione da quelle concorrenti
         dal lato dell’offerta l’Italia non è stata ancora capace di soddisfare tale domanda e x questo è scivolata dalla I posizione
         come località turistica alla V in poco tempo. Nel 1970 l’Italia, secondo l’OMT (organizzazione mondiale del turismo, ha
         sede a Mdrid, analizza il flusso in entrata e in uscita in Italia e anche in altri paesi), era la prima destinazione turistic a
         mondiale, ora è al quinto posto superata dalla Cina. Il tasso medio di crescita della presenza di stranieri in Italia è
         inferiore a quello di Francia e Olanda e il PIL turistico che rappresenta la prima industria del paese secondo i dati del
         2003 del World Travel and Tourism Council è inferiore a quello di Francia e Spagna. Sempre più italiani, secondo l’ufficio
         italiano cambi, scelgono mete estere anche per l’acquisto di prodotti tradizionali come il “sole-mare” del dolce-far-niente.
         Si ricorda che OMT fa parte dei dati statistici internazionali insieme all’EUROSTAT (organismo statistico dell’UE). Il
         declino dell’Italia turistica è connesso all’assenza di inventiva e di collaborazione nel proporre nuovi prodotti urbani di
         base da comunicare al nuovo ceto medio internazionale perché manca il ceto professionale che faciliti gli scambi di beni
         e servizi
Non c’è sintonia tra operatori dell’offerta e clienti perché il mercato turistico è cambiato e gli operatori dell’incoming italiani non si
sono rinnovati. E’ necessario quindi rialllineare le componenti della domanda con quelle dell’offerta. La società turistica e la
domanda turistica sono cambiate e, per questo, gli operatori turistici sono sollecitati a essere simili ai loro clienti. Sarà quindi
necessari formare nuovi professionisti al fine di rilanciare l’incoming italiano. Precisamente si tratta di formare figure che siano
capaci interpreti del genius loci: interpreti sono coloro che operano tra cultura locale, turistica e cultura importata
tramite il turismo.
                                                La circolazione e la distribuzione dei capitali:
Uno dei flussi + importanti del fenomeno turistico è costituito dalla transazioni finanziarie; i turisti spendono in luogo i redditi
percepiti altrove per cui si verifica un trasferimento di denaro dalle regioni di turismo attivo a quelle di turis mo passivo.
Le 3 forme principali di transazioni finanziarie turistiche sono:
     1)      nel TURISMO IN USCITA (turismo effettuato all’estero dai residenti di un paese, si ha un flusso di valuta in uscita x il
             paese considerato che, se troppo ingente, può destare preoccupazione)
       2) nel TURISMO IN ENTRATA (turismo effettuato in un paese dai non residenti, si ha un flusso di valuta in entrata
             spesso favorevole allo sviluppo del paese)
       3) nel TURISMO DOMESTICO (turismo effettuato all’interno di un paese dai residenti del paese stesso, si ha flussi di
             valuta interni che offrono opportunità di redistribuzione del reddito
Limitatamente ai capitali in entrata e uscita (mossi dal turismo internazionale) è possibile delineare una BILANCIA TURISTICA
che potrà essere in attivo se le entrate sopravanzeranno alle uscite e in passivo se avverrà il contrario.(Nel caso Italiano., negli
ultimi anni si è verificato sempre un attivo). Se si analizza il turismo internazionale su aree + grandi è possibile notare c ome: -
esso muova effettivamente somme ingenti e -vi sia una certa polarizzazione di tali flussi finanziari verso i continenti + sviluppati
del pianeta.         L’organizzazione di alcune attrattive turistiche e le attrezzature x l’ospitalità sono tanto + incidenti sul
paesaggio quanto + massiccio è il flusso di reddito proveniente dall’esterno. Si può quindi affermare che il turismo è un
IMPORTANTE APPORTATORE DI VALUTA DALL’ESTERNO; si pongono però problemi inerenti ad un equa distribuzione di
tali capitali. In + casi i turismo si è visto irrompere nelle comunità locali stravolgendo equilibri economici in positivo però alcuni
strati della popolazione hanno sfruttato adeguatamente l’occasione mentre altri hanno ricevuto delle semplici ricadute della
nuova e positiva attività economica. E’ necessaria quindi una GESTIONE TURISTICA idonea, in grado di generare un aumento
dell’occupazione in ogni strato che non si esaurisca in una generazioni, ma perduri nel tempo. Esempio di una politica
economica con scarsi risultati in termini di perequazione dei redditi è stata quella dell’edificazione delle seconde case in alcune
regioni turistiche infatti con esse i vantaggi si sono avuti solo al momento edificativi e limitatamente ad un gruppo ristret to di
imprenditori. Se si fosse sostenuta invece un’edilizia alberghiera e para-alberghiera i vantaggi sarebbero stati prolungati
maggiormente nel tempo anche tra i residenti.
 Sul turismo residenziale:si può dire che:
-determina una sorta di privatizzazione dello spazio turistico che col moltiplicarsi delle seconde case diventa + inaccessibile a
tutti coloro che non sono proprietari.
-l’intensificarsi della domanda da parte dei nn residenti porta al rialzo del prezzi tale da espellere la popolazione locale nn
abbiente
-il rialzo dei prezzi favorisca quei locali che si trovano ad essere proprietari di un bene di valore
-i negozi specializzati messi a disposizione dei proprietari delle 2°case pox tornare utili anche ai locali
-le imposte sulla proprietà delle seconde case incrementano le finanze della comunità locale
                                             Migrazioni, occupazione e formazione personale:
Con l’affermarsi della moda turistica la geografia della popolazione si arricchisce di 2 principali flussi:
             il flusso dei turisti: coloro che si spostano momentaneamente verso mete sempre +lontane(dalla periferia al centro)
             il flusso dei lavoratori: coloro che trovano impiego in professioni turistiche in zone lontane dal luogo di residenza.
             Questo da origine a migrazioni. (dalla periferia al centro)
Il turismo spesso ha la capacità di evitare o cmq attenuare i flussi migratori di una regione qualora si verifichi una crisi
economica dovuta all’esaurirsi delle risorse economiche del territorio. L’esempio classico è quello dell’alta montagna: se non
fosse stato x la moda del turismo montano le zone di alta montagna si sarebbero spopolate.
Il turismo oltre a causare una diversa distribuzione geografica degli occupati rivoluziona anche la distribuzione della
popolazione attiva nei settori economici all’interno della stessa area. Attualmente la maggior parte della popolazione attiva oggi
è occupata nel terziario. Negli anni precedenti invece il terziario ricopriva percentuali decisamente minori. Oggi quindi nei settori
del primario e secondario l’occupazione è calata resta di fatto però che tali settori avrebbero potuto offrire opportunità di
sviluppo e impiego se fossero stati gestiti in modo + idoneo. Circa l’occupazione e la stabilità della popolazione residente
bisogna esaminare 2 aspetti importanti:
       1) la formazione di un capitale umano idoneo al mercato turistico fortemente professionalizzato. Il professionista dello
            sviluppo locale , delineato da Costa, deve:
       -     essere abile nella 4P del tradizionale marketing industriale applicato al turismo di massa: confezionale i prodotto,
             definire prezzo, investire nella pubblicità, far venire il cliente nel place.
       -     conoscere le regole:del potere politico per attrarre eventuali finanziamenti o avere le autorizzazioni per costruire
             alberghi ecc e delle pubbliche relazioni per operare con sicurezza nella società dell’informazione per ottenere ampio
             consenso dagli stakeholder
       2) la sua eventuale reperibilità dall’estero qualora questo non fosse disponibile in loco
Attualmente la formazione del facilitatore o philosophic practicioner incontra problemi a causa di situazioni di deprivazione: è
infatti possibile che giovani desiderosi e capaci di intraprendere studi in tale ambito turistico siano residenti in aree dis tanti dalle
strutture di formazione e che tra l’area di residenza e quella in cui avviene la formazione non sussistano mezzi di trasporto
idonei alla fruizione del servizio scolastico. Esempio: In Valtellina pur essendo fortemente deprivata x quanto riguarda la
formazione Universitaria vi è un Istituto professionale x i servizi alberghieri e della ristorazione a Bolzano e Livigno x fornire alla
comunità locale i professionisti di cui la regione necessita. Nonostante ciò xò il 30% del personale alberghiero impiegato
proviene da paesi esteri. Qui il turismo ha evitato l’emigrazione dei montanari verso la valle e la pianura, ma è stato anche
motivo di immigrazione da parte dei lavoratori provenienti anche da paesi lontani.
                                                 Distanze, trasporti e vie di comunicazione:
Tra i principali fattori che determinano la fortuna di una stazione turistica vi è la DISTANZA che intercorre fra questa località di
turismo passivo e quelle di turismo attivo cui essa si rivolge. La nozione di distanza non è facile da definire:
       1) primo modo di intendere la distanza: misura lineare che intercorre tra 2 punti della superficie terrestre. Si parla di
          distanza espressa in termini di spazio
       2) secondo modo: misurare in termini di tempo impiegato x spostarsi da un punto all’altro della superficie terrestre. Si
          parla di spazio-tempo
       3) terzo modo: in termini di prezzo che si deve pagare x effettuare lo spostamento. Si parla di spazio-costo.
Se si vuole indicare la distanza fra regioni di turismo attivo e regioni di turismo passivo è importante indicate la
distanza espressa in termini di spazio – tempo e di spazio - costo. Oggi il mondo appare + piccolo. Ciò che conta in un
viaggio infatti è il tempo che ci si impiega ad arrivare molto più che lo spazio effettivo in km. Quando si prende il treno per
andare da Milano a Roma non si pensa infatti ai Km, ma alle ore che ci vogliono. Insomma il pianeta, attraverso delle
concatenazioni di fatti, diventa più piccolo soprattutto col contributo delle tecnologie dei trasporti e delle comunicazioni e con
l’aumento della velocità. Tale avvicinamento ha auto conseguenze sui flussi turistici:
          il minor spazio-costo ha causato un aumento ingente di turisti.
          il minor spazio-tempo ha determinato una diversa configurazione concorrenziale fra stazioni turistiche e una diversa
        calendarizzazione del tempo libero dedicato al turismo.
Le migliorate condizioni in termini di spazio-costo e spazio-tempo hanno fatto sì che accanto ad un turismo di lunga
permanenza e residenziale nascesse anche un turismo + breve durante i WK. Gli ultimi decenni hanno praticamente ridisegnato
una nuova geografia del turismo dove + che di distanza è + usuale parlare di accessibilità.
Altri fatto che hanno modificato la distanza oltre alla durata del viaggio e al suo costo sono:
             l’aumento della sicurezza in termini di rischio del viaggio e la diminuzione dei disagi di un lungo viaggio.
                                                In Italia le principali vie di comunicazione sono:
      -      trasporti ferroviari: La rete ferroviaria in italiana si compone di + di 17mila km di linee, 16mila gestite da Trenitalia il
             rimanente da altre concessionarie.
      -      trasporti aerei: gli aeroporti continentali italiani sono: Leonardo da Vinci (Fiumicino), la Malpensa (Milano). Gli
             aeroporti internazionali sono: Enrico Forlanini (Linate), Cristoforo Colombo (Genova), G.Galilei (PI), Marco Polo (VE),
             Guglielmo Marconi (BO), Capodichino (NA), Federico Fellini (RA), Orio al Serio (BG) ecc
      -      trasporti marittimi: i servizi trasporto passeggeri e veicoli + diffusi: stretto di Messina, da e per Sicilia e sardegna, da e
             per Grecia, Corsica, Malta, Croazia ecc. Vi sono poi le crociere in aumento
      -      trasporti su strada: AUTOSTRSDE: La Serenissima che unisce Torino a Trieste, Del Sole che percorre la penisola da
             Nord a Sud. PRINCIPALI STRADE STATALI: aurelia, cassia, flaminia ecc.
      -      altri mezzi di trasporto:biciclette, campers, treni di montagna, a piedi ecc.
La geografia politica, la geopolitica e il turismo: I rapporti tra geografia politica/turismo e tra turismo/geopolitica nn appaiono
molto evidenti. Tuttavia sono importanti tanto quanto i rapporti, +evidenti, tra geografia economica/turismo. Definizioni di
geografia politica di Corna Pellegrini, dell’agnese :Essa,sul governo del binomio territorio-popolazione, indaga
specificatamente la geografia politica: ne studia caratteri,modalità,individua motivazioni dell’agire politico territoriale e ne coglie i
risultati. Definizione di geopolitica di Rudolf Kjellen: studio dello Stato in quanto considerato come organismo geografico.
Definizione geopolitica critica di G. Toal e S. Dalby: approccio intellettuale xil primo,processo di esclusione spaziale xil
secondo
                                                           Geografia politica e turismo:
La scienza geografica indaga sul binomio territorio-popolazione mentre la geografia politica (che ne è una branca) indaga ha
come oggetto di studio il governo dei tale binomio.Per governo si intende il potere politico legittimo di uno Stato e tutti quei
soggetti di governance: partiti politici, sindacati, chiese ecc che assumono un importante funzione di direzione, orientamento e
controllo dell’opinione pubblica. La Governance coinvolge e connette una pluralità di poli rilevanti di azione e influenza su lle
decisioni:
             amministrazioni pubbliche e attori economici e mercati e aggregazioni di cittadini
             agenzie operative di politiche per es agenzie di sviluppo locale che spesso sono misto privato pubbliche
             organizzazioni del III settore che assumono gli effetti sociali dello sviluppo economico
Si può quindi affermare: LA GOVERNANCE, DIVERSAMENTE DAL GOVERNO CHE IMPLICA SOLO AMMINISTRAZIONE
PUBBLICA, QUANDO FUNZIONA E’ PARAGONABILE A UN CONCERTO ESEGUITO DA UN’ORCHESTRA SENZA
DIRETTORE Questa metafora è azzeccata nel senso che in qualche misura i risultati positivi sono un opera collettiva di
qualcosa che si è prodotto in concerto e sono riconosciuti come risultato collettivo. Questo concerto richiede dunque una
amministrazione intelligente capace di valorizzare le risorse di intelligenza che ci sono nel tessuto sociale conducendole
verso uno sviluppo di qualità. Di norma è il potere costituito (SETTORE QUATERNARIO) che si fa carico della gestione del
territorio però sempre + di frequente oggi si assiste ad un processo di EMPOWERMENT col quale la società politica si
riappropria del potere decisionale. Per binomio territorio popolazione si intende: azioni col fine di gestione territoriale o
demografica e azioni scelte che agiscono su distribuzione di risorse e popolazione sul territorio
L’indagine geografico politica studia quest’ultimo aspetto sotto + prospettive: nei suoi caratteri, modalità, motivazioni,
risultati. L’azione di governo del binomio avrà come risultato un’organizzazione dello spazio  rispetto a quella che esso
avrebbe assunto se non si fosse esercitata tale forza politica. Lo studio dell’organizzazione spaziale dei fenomeni turistici non
può quindi prescindere dall’analisi del contesto politico in cui tali fenomeni si manifestano.
Esempio inerente il turismo sul massiccio del Monte Rosa. L’accessibilità con impianti di risalita a fune è limitata a quote +
basse rispetto ad altri massicci delle Alpi. Questo ha influenzato la distribuzione dei turisti. Il mancato raggiungimento delle alte
quote da parte di un ingente num di turisti è frutto di una precisa volontà politica con precise caratteristiche:
      I) nei suoi caratteri: l’Autorità regionale competente ha respinto un progetto presentato da una Società di gestione di
          impianti di risalita x la costruzione di una funivia che porti sciatori e turisti a quote + elevate del massiccio del monte rosa
      II) nelle sue modalità: l’attore principale dell’azione politica che ha respinto il progetto è un’Associazione ambientalista
          riuscitanel suo intento
      III) nelle sue motivazioni: il fine che l’Associazione vuole perseguire è la tutela dell’ambiente e dei valori naturalistici
      IV) nei suoi risultati: inizialmente l’azione politica si è espletata nel respingimento del progetto, attualmente però la
          variante di tale progetto è in attesa di autorizzazione


                                LEGGE QUADRO DEL TURISMO IN ITALIA APPROVATA NEL 2001:
da tale legge risulta evidente come numerosi sono i campi dove l’autorità politica può intervenire x governare il binomio
territorio-popolazione al fine di orientare il turismo verso le direzioni condivise dalla società. Tale intervento può prendere le
forme del COORDINAMENTO, della PIANIFICAZIONE o della REGOLAZIONE. La repubblica:
      -    riconosce il ruolo strategico del turismo x sviluppo economico e occupazionela del Paese, x la crescita culturale e
           sociale di singoli sogg e collettività, x favorire relazioni tra popoli diversi
      -    favorisce la crescita competitiva dell’offerta del sistema turistico nazionale, regionale e locale
      -    tutela e valorizza: risorse ambientali, beni culturali, tradizioni locali ai fini di uno sviluppo turistico sostenibile
      -    sostiene il ruolo delle imprese operanti nel settore turistico x migliorare: organizzazione, servizi e strutture
      -    tutela i sogg che accedono ai servizi turistici formando idonei addetti
      -    valorizza il ruolo delle comunità locali
     -      promuove: ricerca, sistemi informativi, documentazione, conoscenza del fenomeno turistico
     -      promuove l’immagine turistica nazionale sui mercat mondiali
                                                           Geopolitica e turismo:
Nella geografia del turismo la geopolitica influenza i flussi turistici internazionali sia nelle origini che nelle destinazioni
                                FATTORI GEOPOLITICI CHE HANNO CONSEGUENZE SUL TURISMO:
       -    sistema politico-economico adottato da un paese. Basti pensare al nuovo flusso turistico che percorre nei 2 sensi
            l’Europa da Est a Ovest dopo lo smantellamento della cortina di ferro che divideva le economie le economie liberali da
            quelle pianificate. Fino agli anni 80 i flussi dall’Europa dell’est verso il resto del continente erano ostacolati dalla
            presenza di rigide formalità x l’espatrio. Oggi sono invece mete turistiche affermate considerato il basso prezzo dei
            pacchetti verso tali località: Praga, Budapest ecc
       -    conflitti armati e attentati terroristici: Si pensi all’azzeramento del turismo balneare in Dalmazia durante la guerra
            dei Balcani, la diminuzione del turismo legato alla frequenza di corsi d’Inglese a Londra dopo gli attentati in
            metropolitana nel 2005, il crollo del turismo negli USA dopo 11 settembre del 2001 e così via
       -    alleanze o tensioni tra le diverse potenze: Si pensi al raffreddamento dei rapporti tra Italia e Gran Bretagna a
            seguito della guerra di Etiopia che portarono alla 2 guerra mondiale.
       -    scelte politico-amministrative di ogni singolo paese: Le aree militari sono x es incompatibili con l’insediamento
            turistico, ma anche la loro vicinanza può essere di ostacolo allo sviluppo turistico delle regioni limitrofe. Anche la + o
            meno restrittiva legislazione sulle case di gioco influenza i flussi turistici
       -    cambio favorevole di una moneta nazionale con un’altra genera flussi ingenti di turisti. Si ricorda che fino agli anni
            80 la debolezza della lira sul franco causava il sopraggiungere in Liguria e non solo flussi rilevanti di turisti che
            apportavano valuta pregiata in cambio di qlsiasi bene.
Il turismo può essere usato x creare discorso geopolitico, inteso nel significato dato nella definizione che segue:
Il discorso può essere definito come l’insieme delle pratiche sociali attraverso cui il mondo è reso intelligente e dotato di
significato a se stessi e agli altri. Il discorso geopolitico sarà quindi l’insieme di categorie, concetti, pratiche di significato,
attraverso cui noi diamo un senso al mondo in quanto organizzato politicamente, all’interno di una costruzione intellettuale che
dice chi siamo NOI e chi sono gli ALTRI. Tale discorso è radicato nelle azioni della quotidianità, è naturalezza ed è situato
storicamente e culturalmente. La stessa geopolitica in quanto attività di governo, è il prodotto di un discorso.
Esempio di azione turistica finalizzata a concorrere con altri mezzi alla creazione di discorso geopolitica = DIVISIONE DELLO
SPAZIO FRA NOSTRO E LORO: manifesto alto 8 metri sul muro di separazione tra Israele ed Autorità Nazionale Palestinese
posto lì dal Ministero del Turismo israeliano. (PEACE BE WITH YOU). Vi sono poi altri numerosi esempi che celano la volontà
di creare un discorso:
       -    picchi e rifugi alpini in onore di Luigi Amedeo, esploratore alpinista, il sentiero Roma e le Vette Italia
LA NECESSITA’ DI MARCARE IL POSSESSO DEI LUOGHI TURISTICI DA PARTE DEL POTERE COSTITUITO E’ TANTO +
FORTE QUANTO + INTERNAZIONALE E’ LA PROVENIENZA DEI VISITATORI.
Il turismo sociale tra geografia politica e geografia economica: Nel 1963 il BITS (Bureau internazionale del Turismo sociale)
definì il turismo sociale come: insieme delle relazioni e dei fenomeni che scaturiscono dalla partecipazione al movimento
turistico degli strati della popolazione aventi reddito modesto ai quali tale partecipazione è resa possibile o agevolata da
provvedimenti di carattere sociale facilmente riconoscibile. In un’indagine + recente il turismo sociale è stato poi definito
secondo altre dizioni: TURISMO CHE:
       -    favorisce incontro e socializzazione - rivolto a pers senza sufficiente denaro
       -    è x specifiche categorie sociali           - permette di conoscere e valorizzare le risorse del territorio
       -    rivolto a fasce di utenza non servite dal turismo convenzionale
       -    è organizzato da enti pubblici, ecclesiastici, associazioni - è senza fini di lucro, con finalità pedagogiche
Tradizionali sogg organizzatori di turismo sociale sono: SINDACALISTI, IMPRENDITORI ILLUMINATI, SACERDOTI, CIRCOLI
DELLA SOCIETA’ CIVILE, ASSOCIAZIONI GIOVANILI O DEGLI ANZIANI ECC. Si ricorda che la TEORIA DEL TURISMO
COSNSAPEVOLE è una PRATICA POLITICA portata avanti dai sindacati che da luogo alla ricreazione democratica la quale
favorisce l’accesso per tutti al turismo in funzione dell’uguaglianza
Con tale turismo si cerca di contrastare la ricreazione liberale e il dominio del denaro con la qualità dell’esperienza sociale e
culturale nell’uso del tempo libero di lavoratori, giovani e anziani. Il turismo sociale dunque, x la sua posizione, ricopre un
grande interesse dal punto di vista della geografia politica e della geografia economica. Le organizzazioni di turi smo sociale,
soprattutto negli anni 50 e 60 hanno dato e tuttora possono dare un contributo all’equità sociale ed economica della
popolazione di un paese. Oggi turismo sociale non è + sinonimo di turismo povero, ma di turismo ESSENZIALE, EQUO, ETICO
E CHE PORTA SVILUPPO LADDOVE CE N’E’ + BISOGNO. Pertanto oggi tale turismo è fondato su una dimensione
denominata GLOCIALE. Quest’ultimo è un neologismo che unisce il concetto di una visione turistica insieme globale e locale
fortemente orientata all’equità sociale. Turismo sociale e organizzazioni che se ne occupano devono, sulla base di tale
neologismo, effettuare una profonda azione di rinnovamento in quanto non è + proponibile utilizzare metodi e strutture del
periodo aureo del Turismo sociale, superati ormai da decenni. Nelgi anni 50 e 60 il prodotto turistico sociale doveva essere
caratterizzato fondamentalmente da un presso contenuto mentre oggi questo non è + sufficiente. Sarà quindi necessaria
un’elevata professionalizzazione dell’operatore turistico che dovrà possedere: attitudini, esperienze e motivazioni idonee al
particolare tipo di clientela/utenza sempre + esigente di qualità. Dal punto di vista territoriale egli deve saper mettere in contatto
i turisti con quei siti e quegli eventi minori e + bisognosi di sviluppo che tuttavia sappiano stimolare l’utente ad intraprendere un
viaggio meno alla moda, in stagioni diverse e località insolite. L’inserimento di tali attività di turismo sociale nei STL r isulta di
primaria importanza. Si ricorda infatti che un STL non apprende senza persone che apprendono per cui esso funzionerà solo se
vi sono soggetti esperti su come organizzare servizi complessi creando reti territoriali e comunicative e filiere. L’STL raggiunge i
suoi obbiettivi se favorisce la creatività dei talenti locali e se è un servizio che facilita le iniziative individuali all’interno di una rete
di collaborazioni vere, regolari e costanti. GLI OSTELLI X LA GIOVENTU’: Gli ostelli nascono all’inizio del XX secolo come
espressione di libertà e comunione tra giovani di tutti i paesi, grazie alla genialità di un giovane maestro tedesco: Richard
Schirmann. Egli nel 1909 si è posto il problema di sviluppare il turismo scolastico come mezzo x favorire le esperienze culturali
e l’aggregazione sociale dei giovani. Per evitare che tale esperienza fosse accessibile solo a pochi ragazzi benestanti, il
maestro pensò alla semplice modifica notturna delle aule: via i banchi arrivano le brande. L’esperienza ebbe successo e i
colleghi insegnanti tedeschi seguirono l’esempio. La Germania presto dispose di una prima rete di Ostelli della Gioventù.
L’iniziativa ebbe presto molti imitatori e fu presto attuata anche in altri paesi europei. In Italia Aldo Franco Pessina fondò nel 45
l’A.I.G. e curò la realizzazione dei primi ostelli italiani. Attualmente sulla nostra penisola operano + di 100 ostelli x la Gioventù.
Lo scopo era ed è ancora quello di consentire ai giovani di muoversi in Italia e nel mondo mediante gli Ostelli a tariffe acc essibili
a tutti.
L’opportunità di fare sistema: i sistemi turistici locali e interregionali: Le leggi emanate dagli anni 90 ad oggi permettono di
renderci conto della varietà e complessità dei provvedimenti:
            nel 1993 un referendum popolare abolì il Ministero del Turismo
            la legge 203/1995 introdusse il Dipartimento del Turismo presso la presidenza del Consiglio dei Ministri
            Nel 1997 la Legge Bassanini rafforza le competenze regionali in materia Turistica
            nel 1999 il Dipartimento x il Turismo viene eliminato ed è introdotta una Direzione Generale x il Turismo al Ministero
            dell’Industria
            nel 2001 il Ministero delle Attività Produttive assorbe competenze in materia turistica
            dal 2003 nessuno al Governo avrà un preciso incarico sul turismo
            nel 2005 si da vita al Comitato nazionale x il Turismo
Nel 2001 con la legge 135/2001 si riconosce ai comuni e alle province un ruolo di qualificazione dell’offerta turistica e si
attribuisce ai privati la possibilità di promozione del territorio. I Sistemi Turistici sono individuabili come strumenti attivi nella
politica economica del paese. Un Stl è una costruzione prima socio-organizzativa e poi istituzionale per cui sarà libera e
negoziata. LA LEGGE DI RIFORMA DEL TURISMO 135/2001 istituisce i STL. Gli STL sono definiti dalla legge nazionale
come: contesti omogenei o integrati comprendenti ambiti appartenenti anche a Regioni diverse caratterizzati dall’offerta
integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici ci artigianato e agricoltura e dalla
presenza di imprese singole o associate. Le regioni definiscono le modalità e la misura del finanziamento dei progetti di
sviluppo dei STL che perseguono le seguenti finalità:
            sostenere attività e processi di aggregazione e integrazione tra le imprese turistiche
            attuare interventi intersettoriali e infrastrutturali necessari alla qualificazione dell’offerta turistica
            sostenere l’innovazione tecnologica degli uffici di informazione e di accoglienza
            sostenere la riqualificazione delle imprese turistiche
            promuove il marketing telematico dei progetti turistici tipici
Il giurista Sereno ha scritto che questa legge è la prima a poter essere definita SOCIALE E TERRITORIALE. E’ necessario
ricordare che è stata approvata recentemente la classe delle lauree specialistiche per quanto riguarda la riforma universitaria
inerente a progettazione e gestione dei Sistemi turistici e costituisce una specializzazione di II livello. Si vuole così delineare la
figura del programmatore dei sistemi turistici locali. L’operatore deve avere competenze all’interno dei sistemi turistici in contesti
omogenei e integrati comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse caratterizzati dall’offerta integr ata di
beni culturali, ambientali e di attrazione turistica o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole e associate. I progettisti o
gestori di STL sono agenti o facilitatori dello sviluppo turistico locale e costituiscono le risorse umane per il turismo italiano
affinché l’offerta italiana possa essere gestita e valorizzata nei mercati internazionali. Il progettista e gestore di STL facilita
l’omogeneizzazione dell’offerta. Le leggi sugli STL sollecitano i comuni a stipulare patti per migliorare l’offerta ; la legge 135, le
leggi regionali e la riforma universitaria sono la prova del superamenti del contrasto tra comunità locale e sistema turistico. La
letteratura scientifica a riguardo nasce con THE TOURISM SYSTEM nel 1985 con Morrison e Mil che sono i primi ad individuare
il concetto di sistema, ma lo legano al concetto di sistema industriale. Il Volume di MM inaugura una tradizione di studi che
tende ad evidenziare come il modello collaborativo interno agli attori locali è una mossa vincente per paragonarsi e vincere a
livello internazionale. Si individua quindi in una concezione a rete la possibilità di creare L’INDUSTRIA DELL’OSPITALITA’.
Questa ispirazione si estende a tutta la politica dell’offerta e si da un modello organizzativo fondato sul fatto che tutti r agionino
come se fossero un unico organismo in competizione con altre aree. Tra 85 e 89 si afferma la cocezione del turismo come
sistema. (modo di pensare sistemico è quindi dominante negli ultimi 20 anni).. Il modo di ragionare sistemico quindi implica una
concezione ordinata delle procedure, è il modo di sapersi rapportare con gli altri in funzione del capitale sociale. E’ un modo di
essere flessibile e dinamico.
Dall’art 5 della legge 135 2001 emergono in particolare 3 elementi:
      1) SISTEMA TERRITORIALE: dato dalla presenza sul territorio di monumenti o attrazioni paesistiche e dalla vocazione a
           1 o + prodotti tipici che caratterizzano il luogo geografico (bene idiosincratico)
      2) COMUNITA’ LOCALE: costtuita da imprenditori locali, commercianti, comuni, associazioni, forme di aggregazione che
           di concerto pox rilanciare la zona e migliorare i servizi
      3) PROGETTO DI SVILUPPO: prevede fondi di cofinanziamento da parte delle regioni
Scopo della legge è la valorizzazione del territorio e delle sue specificità paesistiche, storiche, enogastronomiche e turistiche in
genere.Essa vuole inoltre sostenere processi di aggregazione e riqualificare l’offerta turistica italiana, promuovendo marketing
dei prodotti tipici italiani e l’innovazione tecnologica. Ogni regione ha finora risp come credeva opportuno e liberamente.
          Le Regioni che hanno finora riconosciuto i ST sono: MARCHE, UMBRIA, VENETO.
          La LOMBARDIA e la SARDEGNA hanno provveduto solo a definire linee di indirizzo x i loro STL
          LIGURIA, ABRUZZO, PUGLIA, BASILICATA hanno posto attenzione su progetti di sviluppo che ponevano l’accento sui
         prodotti turitici
          TOSCANA, EMILIA ROMAGNA, PIEMONTE, VAL D’AOSTA non hanno risp alla creazione di STL
          CAMPANIA, MOLISE, LAZIO, CALABRIA, SICILIA hanno x ora dimostrato solo una certa sensibilità al STL
Spesso i STL coincidono con zonizzazioni o distretti già esistenti: per es quelli corrispondenti a zone termali, quelli inerenti a
zone culturali ecc. La sfida futura sarà quella di creare o modificare i ST esistenti in occasioni di promozione e marketing del
prodotto Italia all’estero.
ST DEL PO: formato da Mantova, Pavia, Lodi e Cremona. La sua presentazione in Regione Lombardia risale al 1998 mediante
un Protocollo che l’anno seguente costituì la Consulta delle Provincie del Po. Oggi tale Consulta definisce le finalità x alc uni
prodotti tipici del sistema nel rispetto della Carte x la valorizzazione del Po. La Carte persegue:
            promozione delle eccellenze produttive, agroalimentari ed enogastronomiche
            valorizzazione della natura protetta, delle vie di comunicazione alternative
            realizzazione di attracchi, ormeggi e servizi connessi alla fruizione del fiume
La provincia di Cremona ha avuto il compito di capofila del progetto. La + importante finalità è l’innalzamento e la valorizzazione
                    dell’offerta qualitativa del Sistema. Il programma di sviluppo turistico prevede 4 macroaree su cui
                 agire:PROMOCOMUNICAZIONE, INTEGRAZIONE DI RETE, COMPLETAMENTO, TRASVERSALE
                                                            IMMAGINE E TURISMO:
Una località turistica per essere tale deve essere percepita come luogo turistico meritevole di essere visitato e soprattutto in
grado di proporsi competitivamente nel mercato turistico contemporaneo, a proprio favore e a discapito delle altre località
turistiche. Attualmente esistono diverse tipologie di località turistiche in quanto a seconda della risorsa primaria che caratterizza
una località essa si sviluppera in un senso piuttosto che in un altro. Il geografo Miossec scrisse: LO SPAZIO TURISTICO E
SOPRATTUTTO IMMAGINE, IMMAGINE CHE SI FANNO DI ESSO I TUIRTI E IMMAGINE CHE VIENE DATA DI ESSO DAGLI
ORGANIZZATORI DI VACANZE. Nella realtà odierna l’immagine di una località turistica nasce nella regione di outgoing e di
soddisfa nella regione di incoming. Solitamente di tratta di un immagine preconfezionata creatasi mediante precisi strumenti,
un’immagine che deriva anche da esperienza, studi, aspettative, stile di vita, educazione, motivazioni……….un immagine legata
agli stereotipi geografici difficili da sradicare in quanto senza tempo, senza spazio e ben radicati nelle nostre menti che
solitamente vengono confermati dagli organizzatori di viaggi e dalla stessa località di incoming. L’importanza dell’immagine
turistica è enorme per la promozione di una località turistica. Per questo essa deve essere sapientemente costruita, veicolata e
sfruttata affinché la località turistica possa entrare idoneamente nel circuito turistico contemporaneo. I principali strumenti che
determinano la costruzione di un immagine turistica sono molteplici:
NEOTOPONIMO TURISTICO: Il fatto che una località fosse anonima nel passato poco importava in quanto si era in un epoca
ove il turismo era un’attività minoritaria. Oggi, con circa 6miiardi e passa di turisti che si muovono annualmente e l’afferm arsi
della classica vacanza a bocconcini spalmante nell’intero arco dell’anno, il fatto che una località sussista nell’anonimato è
decisamente disfunzionale per la località stessa. Affinché quest’ultima nn rimanga anonima è necessario dotarla di un toponimo
ovvero di un nome geografico che ne riconosca l’esistenza, l’identità e che sia un vero e proprio marchio commerciale
evocatore di immagini. Se una località affianca alla usuali attività anche quella turistica sarà necessario creare anche un
neotoponimo turistico. Esso non necessariamente sostituisce il toponimo tradizionale in quanto spesso si affianca ad esso
(Chamonix è stata ribattezzata Chamonix-mont-blanc)oppure divenne sostantivo (marbelizzazione per Marbella; Rapalizzazione
per Rapallo ecc). Es classici di toponimi e notoponimi turistici li si riscontre nel turismo alpino Italiano. nel XIX sec l’alpinismo
conosce un forte sviluppo e per questo le cime e le vette, prima denominate solo “montagne”, ricevono un toponimo. Si assiste
ad una distribuzione di nomi per tutte le vette delle Alpi ( la cima + alta è denominata Monte Bianco) e degli Appennini. Inoltre si
attribuisce un nome anche alle vie alpine (solitamente nomi di scalatori e alpinisti celebri, ma anche toponimi + creativi relati vi
alla sensazioni-emozioni scaturite negli animi di chi ha intrapreso una scalata). Si ricorda poi che una cima del massicci del
Gran Sasso è dedicata a Giovanni paolo II, ovviamente per delineare un immagine che attragga non solo alpinisti, ma anche
pellegrini.
VIP: Ogni epoca e società è stata caratterizzata da modelli sociali che gli ampi strati della popolazione sociale è stata propensa
ad imitare. Si tratta dei modelli comportamentali e delle usanze (anche turistiche) della classe considerata + elevata. Belle
società europee dell’Ancien Regime e fino all’800 erano i comportamenti di nobili e regnati ad essere emulati dalla classe
borghese, anche per quanto riguarda la scelta della destinazione turistica. Praticamente la regina Vittoria è stata la responsabile
dello sviluppo turistico di Mentone, i duchi di Genova e soprattutto il principe Tommaso i responsabili dello sviluppo dell a
villeggiatura ad Algiè nel Piemonte, Napoleone III col suo amore per le località termali ha promosso lo sviluppo turistico di +
località termali della Francia tra cui Vichy. Nella realtà odierna non si emulano i comportamenti dei sovrani, ma quelli del la
nostra classe percepita come + elevata: I VIP (attori, poeti, letterati, showgirl, calciatori, cantanti ecc). La presenza spo ntanea di
essi in una località è decisamente funzionale per l’attrazione dei flussi turistici. Basti pensare alla presenza di G.Clooney sul
lago di Como, di numerosi vip nella costa Smeralda la cui presenza è ampiamente documentata dai media e enormemente
sfruttata dagli operatori turistici. Questi ultimi è possibile anche che invitino un certo vip a trascorrere in una determinata località
parte del suo tempo libero e questo permetterà poi di delineare una precisa immagine della località in questione: Ad Alassio in
Liguria se in passato erano personaggi celebri locali ad apporre la loro firma sulla piastrella del famoso muretto di Alassio oggi
vengono invitati per effettuare tale usanza personaggi famosi, o meglio i personaggi famosi che hanno fatto parlare mooolto di
se durtante l’anno. Agliè riconobbe qlc anno fa la cittadinanza onoraria alladinese ai protagonisti della serie tv Elisa di
Rivombrosa girata presso tale comune ecc
LETTERATURA: Prima degli anni 70 del secolo scorso i geografi riconoscevano la letteratura come fonte oggettiva del sapere,
successivamente attribuirono ad essa una prospettiva + soggettivi. I geografi attuali non si preoccupano + di stabilire l’effettiva
affidabilità delle info geografie di un opera letteraria o il modo in cui la realtà è stata percepita dall’autore del testo
letterario…………essi sono molto + occupati a stabilire fino a che punto un opera letteraria ha influenzato prassi e
comportamenti dei sogg e in che modo l’autore l’ha modellata. La letteratura è un ottimo strumento per la costruzione di un
immagine turistica si ricorda:
      1) lake district. Questa regione centrale dell’Inghilterra è caratterizzata da tempo da ingenti flussi turistici e non solo per
            gli eventi rivoluzionari del 700. Il poeta inglese Wordsworth ha delineato nei suoi scritti un turismo di tipo scenico
            ovvero evocatore di immagini e suggerito i luoghi della regione dei laghi come meritevoli di essere visitati. Con
            l’avvento della ferrovia e gli scritti di tale autore la regione in questione si così affermata turisticamente
      2) Liguria. Essa si è inventata e reinventata dalla metà dell’800 ad oggi: regione pre-turistica per turisti allo centrici
            (Plog), località idonea per il turismo invernale (prima della II guerra mondiale), luogo turistico perfetto per il turismo
            balneare estivo (dopo la seconda guerra mondiale), spazio turistico idoneo per il buen retiro post-fordista ed oggi è
            una regione caratterizzata da una certa poliedricità che le permette di attrarre flussi di turistici spalmati durante lìintero
            arco dell’anno. Questo è avvenuto anche mediante la letteratura.
GUIDE TURISTICHE: LA GUIDA TRUISTICA è UN VOLUME APPOSITAMENTE CREATO PER SUPPORTARE IL TURISTCA
NELLA ORGANIZZAZIONE DEL SUO VIAGGIO. Essa svolge una duplice funzione:
                 -    creare un immagine tale da far percepire la località come meritevole di essere visitata
                 -    creare un immagine corrispondente alle mode turistiche vigenti
Essa deve presentare una parte testuale ( descrizione dei luoghi, indirizzi, orari, informazioni sulle strutture ricettive,
pararicettive, complementari) e un’articolata parte iconografica cioè illustrativa: immagini e foto (+ fotografi hanno associ ato la
loro immagine alle città come Nadar per Parigi e Vernice Abbot per NY, la citta che sale). La guita spesso contiene anche una
mappa ed eventualmente un cd room o un dvd. Essa risulta sempre essere parziale in quanto prettamente soggettiva: autore e
committenti della guida scelgono quali info rendere disponibili agli utenti e quali no, descrivono i luoghi in base ad una propri
interpretazione ecc. In passato diari e resoconti di viaggio erano le “guide turistiche” per coloro che intendevano “avventur arsi”
in luoghi e destinazioni ove gli autori di tali diari eran già stati. La guidistica, modernamente intesa nasce nella prima metà del
XIX (red book, le guide bleu ecc) sec momento in cui si afferma il turismo ciclistico e contiene: info artistiche, storiche,
gastronomiche, paesaggistiche ecc, ma non info poliche o economiche. con l’avvento della motorizzazione il turismo ciclistico
diviene + debole e si afferma il turismo automobilistico: le guidi sono così arricchite anche dalle info politico-economiche di cui
necessita il turista: strade, gommisti, benzinai ecc.
Oggi esistono guide rivolte a determinate categorie di turisti: guide dei campeggi, guida del viaggiare raffinato, guida
agrituristica (la prima nasce nel 1975 con la nascita dei primi agriturismi in toscana e trentino)
MASS-MEDIA: Fra le 2 guerre mondiali Cesar roux sottolineo l’importanza fondamentale della letteratura come strumento per
costruire l’immagine turistica ed affianco ad essa ulteriori strumenti: commercio, scienza, arte……..Se Roux fosse vivo di certo
arricchirebbe il suo intuitivo elenco con gli attuali mass-media: tv, cinema, carta stampata a larga diffusione, eventi e fiere
nazionali, internazionali e mondiali e ovviamente internet.
                  -   la tv divulga una molteplicità di informazioni circa le potenziali località turistiche contribuendo a generare
                      negli animi umani il desiderio di viaggiare. I documentari spesso veicolano gli interessi dei sogg verso
                      determinate località ecc
                  -   il Cinema contribuisce ampiamente alla definizione delle varie immagini turistiche per es il filone
                      cinematografico ove la montagna è luogo di potenziali tragedie e sventure e il filone che pone la montagna
                      come luogo incantato alimentano un turismo montano ove la montagna è concepita come luogo magico e
                      sconosciuto che commuove gli animi umani ecc
                  -   Una località turistica non può essere tale se non possiede un suo sito web: Agliè ha provveduto a fornirsi del
                      suo sito: www. rivombrosa. it ovviante associato alla serie tv Elisa di rivombrosa; sono stati messi in rete 15
                      castelli tra parma e piacenza per promuovere le località che li ospitano ecc
                  -   In Italia vi sono + fiere ed eventi che promuovono le località turistiche come il Bit di Milano (annuale,
                      febbraio) ove convogliano: compratori mondiali, day trippers, viaggiatori, turisti, espositori-stendisti ecc.Vi
                      sono poi altri eventi di tal genere: la borsa marittima del turismo archeologico a Paestum (salerno), del
                      turismo scolastico (Ge), del turismo gastronomico (Riva del Garda), del turismo religioso (Ra), del turismo
                      sportivo (Montecatini).
CARTOLINE, PIEGHEVOLI, SOUVENIR, SLOGAN, MANIFESTI ECC: Essi si possono trovare in ogni località turistica dai
rivenditori appositi, nei tabacchini, negli uffici di info ecc.
- La cartolina nasce nel 1869 ed è l’immagine per eccellenza che veicola la turisticità di un luogo. Essa è stata nel tempo
sostituita e affiancata da cabine telefoniche, cellulari, e-mail ma resta ugualmente funzionale per la costruzione dell’immagine
turistica di un luogo. Le cartoline rispecchiano le mode del momento per cui in passato mettevano in luce l’urbanizzazione
simbolo della ricchezza e del progresso oggi evitano industri e paesaggi troppo urbani (attualmente repulsivi) e preferiscono
soggetti + idonei alle aspettative turistiche: paesaggi, monumenti, piazze, basiliche, attrattive peculiari di un luogo per
sottolinearne la specificità. ovviamente come per
- Slogan come NcuoreY simbolo della grande mela, 3000 giorni di sole per la Liguria tutte frasi appositamente nate per attirare
turisti e sottolineare l’identità unica di un luogo
- Souvenir….antichi quanto il turismo ( anche i granturisti del 600 amavano portare a casa i classici ricordini) che in teoria
dovrebbero rappresentare l’autenticità originale dell’antica cultura di un luogo, ma in realtà molto + spesso ricordini ad hoc ed in
serie appositamente creati per soddisfare l’esigenza della clientela
CARTOGRAFIA: la cartografia è una rappresentazione pana (a 2 dimensioni), approssimativa (in quanto il mondo è sferico e l
carta geografia si realizza in piano), ridotta (la superficie terrestre viene ridotta, resa + picola), simbolica (dotata di simboli ed
una legenda che attribuisce loro significato). La carte geografiche come le guide sono soggettive in quanto l’autore di esse
mette in luce solo le informazioni necessarie al turista, o meglio le info che egli ritiene necessarie per il turista: centri abitati,
salite ripide, montagne, laghi, via di comunicazione, bellezze artistiche ecc. La carta geografica è uno dei primi strumenti coi
quali il turista entra in contatto prima di giungere e visitare un luogo.
ETICA: Attualmente le località cercano di sfruttare l’occasione o creare un’occasione per integrare l’offerta turistica anche di una
dimensione etica. Oggi, sempre +, il turismo viene associato al termine etico e ai suoi sinonimi: equo, compatibile, responsabile,
consapevole, sostenibile, ecologico, ambientale ecc come per sottolineare che il viaggio non è solo fine a se stesso ma anche
impregnato di aspetti etici, morali e umanitari. Alle 6 S (sun, sea, sand, sex, spirit e sport) si aggiungono quindi le 3 L:
Landscape (inerente ad una domanda turistica attenta alla qualità/autenticità anche se rappresentata di luoghi, prodotti ecc) ;
Leisure ( inerente ad una domanda turistica multimotivata che richiede un eseperienza polisensoriale); Learning (inerente ad
una domanda turistica che richiede apprendimento e accrescimento esperenziale e culturale)
Si dovrà attribuire una dimensione etica ad un luogo affinché esso attragga la nova popolazione mobile ovvero il nuovo ceto
medio: creativo, cosmopolita. intellettualizzato, consapevole, professionalizzato.
                                                       turismo e geografia ambientale
L’evoluzione e geografia ambientale: Ruocco (1999) ha sintetizzato in poche righe il complesso evolversi della scienza
geografica in fasi successive, caratterizzate ognuna dal diverso porsi dell’uomo nei confronti del mondo naturale:
            prima fase: ha caratterizzato soprattutto la cultura geografica dal XIX secolo fino alla Grande Guerra circa, viene
            solitamente definita FASE DEL DETERMINISMO. Secondo tale concezione, anche l’uomo e le sue azioni sono
            sottoposte a leggi naturali rigide e incontrovertibili. E’ la fase in cui anche la geografia politica e la geopolitica
            elaborano modelli secondo cui è la natura a determinare le scelte politiche dell’uomo e a dirigerle verso le uniche e
            sole soluzioni durevoli possibili. Il turismo moderatamente inteso in quest’epoca è appena esordiente e non ha ancor a
            assunto una dimensione di massa che lo caratterizzerà dopo la II guerra mondiale. Studi speculativi su geografia e
            turismo sono quasi assenti, ma vi è una concezione determinista che appare nei diari e nei resoconti di viaggio. Il
            viaggiatore-turista è spesso incaricato di una missione civilizzatrice mentre la comunità locale è quasi sempre
            sfavorita nel suo sviluppo dagli aspetti ambientali nei quali vive.
            seconda fase: dalla fine dell’800 fino alla Seconda guerra mondiale circa è la FASE DEL POSSIBILISMO. Essa nasce
            in Francia intorno al 1922. Non si fa + dipendere le scelte ed i comportamenti umani dalla natura, ma si incomincia a
            porre ambiente e uomo su un piano paritetico, dove il primo influenza senz’altro, ma non determina l’azione dell’uomo
            e dove l’uomo stesso ha larga autonomia sull’ambiente. In tale fase la concezione del turismo conosce un passaggio
            dalla modalità elitaria a quella di massa (realizzazione insediamenti turistici che modificano il paesaggio originario
            delle regioni di incoming ad immagine della regione di outgoing)
            terza fase: si afferma negli anni tra le II guerre, è la FASE DEL VOLONTARISMO. Tale fase vede nel rapporto fra
            uomo e ambiente una quasi totale preponderanza del primo sul secondo. Lo straordinario sviluppo della scienza e
            della tecnica appartenente al mondo occidentale nel XX sec crea l’illusione di poter ogni limite all’azione umana.
            Questa e la fase del grande sviluppo del turismo di massa con lo sconsiderato proliferare dell’edificato dalla riva del
            mare all’alte montagna, la costruzione di impianti e strutture turistiche, la convinzione che la natura si rigenera da sé,
            la diffusione dell’automobile, le ferie pagate, la costruzione di nuove vie di comunicazione ecc. Questo espandersi
            sconsiderato da luogo anche a gravi episodi: Ruocco ricorda l’incidente della nube di diossina a Severo nel 1976 che
            fu il punto di svolta che portò all’abbandono del paradigma volontarista.
            quarta fase: FASE DELL’ECOCENTRISMO che si sostituisce all’TECNOCENTRISMO. Si invoca il rispetto x la natura
            da parte dell’uomo. Con il 1972 prende avvio il ventennio che permette di definire il concetto di sviluppo sostenibile:
Nei primi anni 70 con la conferenza di Stoccolma ci si comincia a porre domande inerenti a quali direzioni debba assumere lo
sviluppo umano. Nel 72 vicino a Stoccolma, nell’ambito di un convegno internazionale, si inizia a parlare della necessità di
soddisfare i bisogni primari delle società sradicando la povertà. Quest’ultima diventa quindi un problema da rimuovere se si
vuole parlare di sviluppo. Inoltre si ritiene che lo sviluppo di ogni comunità debba partire dalle risorse e dalle capacità interne
alla comunità in questione (sviluppo endogeno e ecosviluppo che deve tener conto anche delle esigenze dell’ambiente)Nel
dicembre del 1983 il segretario generale dell’ONU affida alla socialdemocratica norvegese Brundland e ad una commissione il
compito di realizzare un’inchiesta sul rapporto tra i problemi globali dell’ambiente e lo sviluppo socioeconomico dei popoli. La
commissione B lavora 4 anni e presenta poi all’assemblea generale delle nazioni Unite (1987) il rapporto: Il futuro di tutti noi.
Per salvaguardare il futuro comune la commissione propone una politica mondiale orientate allo sviluppo sostenibile sul piano
ecologico e sociale in modo tale che l’umanità renda sostenibile lo sviluppo soddisfacendo gli attuali bisogni sena
compromettere quelli delle future generazioni. (equità intergenerazionale) Lo sviluppo economico oltre a riguardare l’ambiente è
necessario anche per eliminare la povertà accrescendo equità sociale. Spetta agli attori pubblici e privati collaborare affinché le
loro azioni possano durare nel tempo conservano le risorse. L’adozione di tale piano di sviluppo è volta a rimuovere le catti ve
pratiche proponendone di nuove e buone. Nel 1989 l’ONU si convince che è in atto un serio degrado dei sistemi globali e fissa
per il 1992 una conferenza internazionale su ambiente e sviluppo a Rio. In tale circostanza viene coniata l’espressione turismo
sostenibile ( inteso come sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future
di soddisfare i propri) all’interno dell’Agenda 21 (adottata da quasi tutti i governdal 92 in poi. L’italia l’ha adottata nel 93) che è
un progetto per il 21 secolo incentrato sui servizi ambientali e alla persona e sulla promozione di un mercato del l avoro che
richiede nuovi professionisti. L’Agenda coinvolge il turismo in quanto è possibile potenziare lo sviluppo sostenibile in
determinate comunità inoltre si sostiene che interventi disciplinati da leggi possano aiutare gli attori a modificare gli impatti
negativi del turismo di massa favorendo attività ecocompatibili e la presa di coscienza della responsabilità dei turisti nei
confronti delle comunità visitate. La prima località turistica che ha adottato l’agenda 21 è Calvia nelle Baleari (isola di M aiorca).
Il turismo sostenibile è stato quindi definito come risposta alle necessità degli attuali turisti incrementando le opportunit à future.
Nel 1995 la Carta di Lanzarote (Spagna) fissa le linee-guida del turismo sostenibile mettendo al centro le comunità locali in
quanto il turismo fa parte della comunità locale che va diversificata puntando sulla cooperazione. ( il turismo non deve essere
distruttivo delle risorse locali ma fondarsi sulla riproducibilità dei valori sociali e delle risorse naturali e deve essere teso a
garantire il profitto senza anteporlo alla qualità dell’ambiente e al diritto di godere anche in futuro del patrimonio naturale e
paesaggistico)Tale carta ha sanzionato la rinascita dei valori della ricreazione democratica. Essa è voice che trasforma le
cattive pratiche del turismo in buone
Lo SVILUPPO SOSTENIBILE quindi soddisfa i bisogni del presente senza compromettere le capacità delle generazioni future
di soddisfare i propri bisogni (equità intergenerazionale). Le sue 3 diemnsioni principali sono:
      1) sostenibilità ambientale che richiede di conservare il capitale naturale
       1)
      2) sostenibilità economica che richiede di integrare nel calcolo economico di un intervento anche il capitale naturale
       2)
      3) sostenibilità sociale che implica un miglioramento qualitativo delle condizioni di vita
       3)
 Il concetto di TURISMO SOSTENIBILE basato anch’esso sulle 3 fondamentali dimensioni: ambientale, economica e sociale. Il
turismo sostenibile deve essere ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente conveniente,
eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali (Carta di Lanzarote). Il turismo sostenibile non è solo
turismo che tutela e salvaguardia l’ambiente, è anche turismo responsabile inteso come turismo che rispetta la cultura e le
scelte della comunità locale. Si ricorda che si deve al turismo sostenibile lo spostamento di attenzione verso il turismo
responsabile (dal lato della domanda) che limita gli impatti ambientali con pratiche invasive in mare o in montagna e verso il
turismo compatibile (dal lato dell’offerta). che è incentrato sulla conservazione delle risorse x evitare che il consumo eccessivo
le deteriori. Il concetto di turismo sostenibile ha contribuito a rifondare il dialogo fra regioni di outgoing e incoming su nuove basi
x cui lo scambio tra turisti e comunità locale non è + a somma nulla, ma a somma positiva. Ruocco nel 1999 affermò che l’uomo
non va considerato solo come responsabile di degrado, ma anche come modificatore in meglio delle condizioni ambientali.
Gagliardo nel 2003 affermò poi che il polo di interesse del paineta si sta spostando dall’essere umano alle risorse che egli
stesso consuma per vivere. M.Schmidt Friedberg nel 2001 manifesta anch’esso scetticismo per il concetto di sviluppo
sostenibile. La messa in crisi del concetto in esame pone in discussione anche il concetto di turismo sostenibile, la cui
formulazione viene declassata da Friedberg: TURISMO E SOTENIBILITA’ SONO 2 CONCETTI INCONCILIABILI FRA LORO.
Nonostante tali critiche però il concetto di sviluppo sostenibile continua ad essere applicato e citato in campo turistico e oggi
non c’è programma o piano o progetto che non si ispiri al paradigma di sostenibilista.
Spazio visitato organizzato consumato: Lozato Giotard (1993) richiama l’attenzione sullo spazio turistico che da semplicemente
visitato è velocemente passato ad essere organizzato e addirittura consumato, registrando profonde modifiche sull’ambiente.
            Lo spazio quindi non è solo visitato. Per spazio visitato non si intende quindi uno spazio semplicemente osservato da
            un turista che rimane esterno rispetto all’insieme territoriale oggetto di visita senza lasciare alcuna impronta su di
            esso. Infatti uno spazio si deve intendere solo visitato se l’impatto ambientale del fenomeno turistico non modifica
            profondamente l’ambiente originario. (decisamente raro)
            organizzato nel senso di rimodellato e ristrutturato: Lo spazio organizzato coinvolge la volontà della comunità locale o
            degli imprenditori turistici provenienti dall’esterno di costruire uno spazio turistico. Infatti la risorsa turistica non è + solo
            naturale o culturale ma, è necessario considerare tale risorsa anche strutturale (infrastrutture e superstrutture
            costruite per ricevere i turisti). Esempio:Parchi di divertimento quali: I 4 parchi Disneyani: disney land californiana,
            disney world della florida, disney in giappone, disney land in francia
In essi è assente ogni attrattiva naturale o culturale che sono sostituite da strutture ludiche costruite ex novo e svincolat e dal
territorio circostante. Il parco di divertimento è l’esempio classico del fenomeno contemporaneo di tendere a ridurre a prassi
ludica il tempo libero e quindi anche il turismo. Si può dire che solo oggi lo spazio ludico costruito ad hoc si è diffuso ri sultando
molto meno distinguibile dall spazio di vita quotidiana, precisamente esso convive e coesiste accavallandosi con altri spazi.
            consumato e precisamente: inquinato, degradato. La strutturalizzazione dello spazio turistico di oggi è un attore di
            trasformazione ambientale molto + forte dell’impatto che il turista imprime normalmente con alberghi, campeggi,
            seconde case, ferrovie, strade, aeroporti ecc. Il concetto di spazio consumato è da intendersi col significato di spazio
            eroso e anche distrutto dall’insediamento turistico. Lo spazio turistico infatti è una risorsa non rinnovabile e nel suo
            organizzare lo spazio turistico l’uomo lo consuma talvolta in modo irreparabile ovvero non sostenibile. Lo spazio
            consumato può intendersi anche come goduto o acquistato.
                                                L’impatto ambientale del turismo sulle regioni:
Di incoming: Nel 1980 l’OCSE pubblicò un rapporto nel quale si enucleavano le principali pressioni che il turismo esercita
sull’ambiente delle regioni turistiche di turismo passivo. Sebbene siano passati 25 anni tale elenco è ancora una buona base di
riflessione:
      -     effetti di inquinamento, perdita dei terreni agricoli x la pastorizia, distruzione di flora e fauna,
      -     degradazione del paesaggio e dei siti artistici e monumentali, effetti di congestione, conflitto e concorrenza
Alcuni punti riguardano una pressione sull’ambiente inteso dal punto si vista naturale mentre altri concernono un ambiente
inteso dal punto di vista antropico (economico, sociale, culturale,…). Il turismo viene preso in considerazione non solo qual e
possibile causa, ma anche quale unica ed inevitabile causa di gravi danni all’ambiente della regione di incoming. Il turismo crea
desertificazione, deforestazione, distruzione di habitat naturali, è responsabile di oltre 1/5 delle emissioni totali d’ossido di
carbonio e del conseguente inquinamento atmosferico. Sta contribuendo a far scomparire le barriere coralline, oltre a piante ed
animali, consuma grandi quantità d’acqua e così via. Il turismo ha poi enormi responsabilità nei confronti delle popolazioni locali
che incontre, soprattutto quando si tratta di paesi poveri. Esempio: America del sud: Brasile, Santo Domingo e Cuba sono paesi
in cui i turisti si sentono autorizzati a mettere in vacanza anche i principi etici e morali e, poiché pagano, si permettono cose che
mai farebbero nel loro paese di provenienza come la prostituzione infantile. I locali, affascinati dai modelli di consumo e d ai
comportamenti degli occidentali tendono ad imitarli abbandonando i loro valori tradizionali e la loro identità cul turale. Lo spazio
poi si trasforma infatti altruismo crea enormi complessi che non hanno nulla a che vedere con l’architettura locale, riduce g li
spazi liberi degli autoctoni che non possono + recarsi in determinati luoghi per svolgere le solite pratiche al fine di non disturbare
i turisti come per es in spiaggia x pescare.
di transito: Luoghi di imbarco e sbarco come aeroporti, porti, autoporti, stazioni ferroviarie, autostrade, strade, ferrovie, ecc
nell’ultimo secolo hanno avuto uno straordinario e irrefrenabile sviluppo. Nel turismo tradizionalmente inteso tali siti erano solo
attraversati distrattamente dai turisti oggi invece zone di transito e mezzi di trasporto ricoprono una loro importanza turis tica
infatti vengono attrezzati appositamente per indurre i turisti a trascorrere parte del loro tempo e possibilmente fargli spendere
parte del loro reddito. Si ricorda per es che le grandi navi da crociera puntano a salpare nelle prime ore del mattino in mod o da
indurre i turisti a pernottare almeno una notte in città questo implica che tale città non è + solo zona di transito ma viene anche
conosciuta e magari visitata. Si ricorda la teoria dei non luoghi di M.Augè: . I non luoghi, che sono caratteristiche specifiche
della nuova città reticolare, sono dei nuovi insediamenti, strutture che non hanno un passato storico e con le quali l’utente che le
attraversa non riesce ad elaborare un rapporto di intimità storica né di riconoscimento collettivo.(esso si muove solo come
utente,le attraversa, le consuma. Aeroporti, centri commerciali, stazioni ferroviarie, metropolitana ecc sono organizzati in modo
tale da permettere al turista di trascorre parte del suo tempo in luoghi ospitali, pronti all’accoglienza e fargli spendere t empo e
denaro. Per gli aeroporti per es si può dire che: “oggi accanto alla tradizionali funzioni aeroportuali si sviluppano una serie di
servizi come aree commerciali, centri congressi, alberghi, ristoranti, cinema, servizi sanitari, luoghi di culto, sistemi di
connessione informatiche e telematiche, smercio di prodotti. Queste aerostazioni sono caratterizzate dal fatto che molti
passeggeri non escono dall’aeroporto ma vi rimangono per il tempo del transito. Molte stazioni aeroportuali sono diventare vere
e proprie città con una tale autonomia di funzioni, strutture e reti di comunicazione informatica e telematica, pur essendo a
disposizione di migliaia di persone solo per un tempo limitato. LA CITTA’ TEMPORANEA AEROPORTO è impostata
sull’accoglienza e sul rapporto per le partenze o sui transiti più o meno lunghi.” Anche il mezzo di trasporto diviene un’attrazione
turistica (magari richiama esperienze del passato: carrozza. trenino a vapore ecc) o è unito ad un interesse sportivo (canoa,
turismo equestre) o diventa un occasione di riposo e socializzazione (nave da crociera tipo love boat, pullman x gite scolastiche
ecc)
di outgoing: Sulle regioni di turismo attivo si dà al termine ambiente un significato solo ecologico. Il turista prima o poi torna al
luogo di residenza senza che la sua assenza abbia modificato il territorio di outgoing nel senso che nel periodo di vacanza il
turista ha pagato cmq mutuo o affitto, ha mantenuto il posto di lavoro ecc. Se si considera x ambiente anche gli scambi
economici, le relazioni sociali, le abitudini, i generi di vita allora il turismo ha un grosso impatto ambientale anche sulla regione
di outgoing!
            il turista spende denaro guadagnato nella regione di residenza nella regione di incoming per cui tale denaro è
            evidentemente sottratto alla regione di incoming
            il turista dà lavoro a + sogg professionali legate al turismo nelle regioni di fuga: agenzie viaggio, tour operator, agenzie
            di marketing ecc
            il turista nella vacanza accresce la sua cultura e acquisisce nuove esigenze che si paleseranno nella sua permanenza
            a casa
            il turista contribuisce a creare il gusto e gli interessi turistici nella sua città
Attualmente si può dire che ha assunto un posto e un ruolo elevatissimo nella scala delle priorità di un individuo insomma si è
ribaltato il rapporto lavoro/tempo libero al punto che la vacanza non è + concepita come riposo dal lavoro, ma è il lavoro ad
essere percepito in funzione della vacanza.
Il ciclo di vita della regione turistica: Il territorio è una risorsa non rinnovabile, consumabile e d esauribile (inizialmente era però
concepito come risorsa in grado di rigenerarsi da sé) e in quanto tale è soggetto ad un ciclo di vita. E’ possibile quindi elaborare
modelli evolutivi secondo i quali il territorio si trasforma. Si tratta di modelli evolutivi che vanno dalla nascita alla morte passando
dalla crescita al declino. Di questa prospettiva si sono occupati soprattutto Plog(73), Miossec(76) e Butler(80). Stanley Plog è
uno dei maggiori consulenti delle compagnie aeree internazionali il quale individua un continuum tra l’explorer o turista
logocentrico e il vacationer o turista psicocentrico. I suoi studi sono stati applicati alle compagnie aeree internazionali per
migliorare i loro processi decisionali. Egli delinea un modello scisso in 5fasi temporali ognuna caratterizzata da una figura di
turista emblematica:
      1) VIAGGIATORE ALLOCENTRICO con forte interesse esplorativo che cerca esperienze uniche (individualismo)prime
      1)
          che arrivino gli altri; l’ambiente risente poco della sua presenza. Si ricorda che Erik Cohen differenziando la domanda
         internazionale di viaggi descrive una figura simile al Viaggiatore allo centrico che è L’EXPLORER che non vuole battere
         le solite strade e inventa nuove località.
      2) TURISTA INNOVATORE QUASI ALLOCENTRICO: ama le novità ma senza correre rischi ed arriva cmq sempre
      2)
         prima degli altri; l’ambiente inizia ad organizzarsi
      3) TURISTA MID-CENTRICO O INTERMEDIO o turista di massa, che porta alla nascita di una legislazione turistica vera
      3)
         e propria. E’ il vacationer dell’all inclusive che arriva per imitazione dei primi. Cohen delinea la figura del vacationer come
         un soggetto con basso istinto esplorativo, il classico turista di massa organizzato che acquista il pacchetto di viaggi in
         agenzia.
      4) TURISTA TRADIZIONALISTA PSICOCENTRICO giunge nel luogo quando la massa è già arrivata e la regione
      4)
         turistica sta passando di moda e contribuisce al suo declino
      5) TURISTA PSICOCENTRICO viaggia per obbligo o per moda; è un turista che sceglie prima i servizi e poi le località.. Il
      5)
         territorio perde attrattive peculiari ed entra in crisi
Nel suo modello, risalente alla metà degli anni 70, Plog connette l’effetto snob col disprezzo delle masse contribuendo al
pessimismo critico. Secondo i modelli di Miossec e Blutler le comunità locali ,che puntano allo sviluppo turistico, hanno un
preciso destino che va inesorabilmente dalla stazione pioniera alla congestione, alla saturazione e alla decadenza del luogo. Il
geografo Miossec descrive con grande precisione il ciclo di vita tipico di una località turistica nella società dei consumi.
identificando le (dalla 0 alla 4) fasi evolutive attraversate da un centro turistico delle quali ognuna è caratterizzata da un livello di
crescita dell’industria turistica sempre maggiore:
      0) FASE 0 O PRE TURISTICA: La località è solo attraversata dai flussi turistici o è distante da essi.E’ dunque un luogo di
           transito o di isolamento poco conosciuto in cui i locali magari riflettono sulla possibilità di un decollo turistico visto però
           come miraggio oppure è insito un rifiuto o un atteggiamento incerto per quanto riguarda la possibilità di accogliere
           turisti. Le vie di comunicazione sono scarse o nulle, la domanda non conosce il territorio e non vi sono piani di sviluppo
      1) FASE 1 O PIONIERA: La località diventa il luogo di soggiorno per una villeggiatura pioniera liberandosi dall’isolamento
           tramite un investitore locale che realizza un albergo o investitori esterni che scelgono l’area per una localizzazione
           turistica ricettiva. Nascono nove vie di comunicazione e si accentuano leggermente i trasporti. I turisti cominciano a
           percepire la località come area di destinazione mentre i locali osservano la situazione e le sue dinamiche per delineare
           possibili opportunità per innescare lo sviluppo locale.
      2) FASE 2 O DELL’IMITAZIONE: Imitando la stazione pioniera aumentano le località turistiche. Il meccanismo si avvia
           quindi mediante l’invidia imitativa tipica della società dei consumi. Si sviluppano le infrastrutture, aumentano i trasporti
           per collegare i luoghi di soggiorno. Cresce la percezione del luogo come attrattiva turistica e tale luogo diviene un
           magnete. I turisti esplorano il luogo con itinerari e le comunità locali iniziano a collaborare avviando una politica delle
           infrastrutture e dei servizi.
      3) FASE 3 O DELL’ORGANIZZAZIONE: La località è sempre più organizzata e iniziano le gerarchie tra luoghi più o
           meno prestigiosi e le specializzazioni. Le località dunque si attrezzano e si specializzano competendo tra loro in modo
           tale che il turista può effettuare la sua scelta.Si creano anche dei sottodistretti cioè luoghi specializzati in cui prevalgono
           determinati servii di supporto. Le pratiche spaziali sono dominate dall’effetto dimostrativo (variante del consumo
           vistoso) per cui le elite tentano di segregarsi in posti prestigiosi evitando il contatto con le masse.Miossec in questa
           fase parla di dualismo nel senso che la comparazione dei consumi dei turisti con le realtà locali possono generare
           meccanismi di disuguaglianza.
      4) FASE 4 O SATURA: La gerarchizzazione e la specializzazione dei luoghi è totale e la località diventa satura: tutti i
           luoghi dell’area sono connessi, le vie di comunicazione sono congestionate, lo spazio turistico locale si disintegra,
           scompaiono alcuni tipi di turisti che vanno alla ricerca di altri luoghi in quanto l’ambiente ora è caratterizzato dalle
           stesse strutture urbane che il turista vuole evitare. Ai locali è richiesto un piano di sviluppo locale eco-compatibile per
           ridurre gli impatti negativi di un turismo diventato invadente.
Miossec afferma che vi sono possibili ritardi inerenti il passaggio da una fase all’altra e quindi il progressivo degrado può
seguire anche ritmi variabili. Tuttavia è convinto che il degrado sia inesorabile in quanto i possibili piani di sviluppo per
rivitalizzare la località non daranno i risultati desiderati in quanto il paesaggio inquinato, deteriorato, contaminato e ormai urbano
non permettere più un esperienza turistica soddisfacente. Butler, ipotizzando che il turismo il turismo sostenibile sia un pio
desiderio irrealizzabile, afferma che una località è uguale a un bene di largo consumo che segue un ciclo di vita simile a quello
di Miossec.
FASE ESPLORATIVA O DELLA SCOPERTA: Arriva un numero modesto di turiSti pionieri, il contatto con la comunità locale è
intenso, vi sono pochi servizi di base per i visitor, l’ambiente è incontaminato
FASE DEL COINVOLGIMENTO O INIZIALE: La popolazione locale intravede potenzialità economiche nel turismo ed inizia ad
organizzarsi
FASE DELLO SVILUPPO O DECOLLO: Il controllo del turismo passa ad organizzazioni esterne rispetto all’area e si avvia una
colonizzazione turistica. Il numero dei turisti in alta stagione supera frequentemente quello dei residenti mentre la qualità
comincia a diminuire a causa dell’affollamento
FASE DEL CONSOLIDAMENTO: Il numero di arrivi continua ad aumentare anche se a un tasso inferiore rispetto alla fase
precedente. Il turismo può affermarsi come attività prevalente, il Comune diventa a vocazione turistica. Compaiono i primi
sintomi di degenerativi e si propone l’adozione di incentivi per prolungare la stagione turistica
FASE DELLA STAGNAZIONE o SATURAZIONE: La comunità locale prende coscienza dei problemi economici, sociali e
ambientali provocati dl turismo di massa. Resi conto che non è possibile crescere ulteriormente si oppongono al turismo perché
scoprono che ai benefici turistici si accompagnano molteplici svantaggi
FASE DEL DECLINO O RIVALUTAZIONE: La località perde i competitività rispetto alle nuove aree di destinazione turistica, gli
arrivi decrescono rapidamente e la qualità dell’offerte si abbassa. Le autorità locali tentano di rivitalizzare l’offerta con
investimenti e nuove politiche turistiche
I critici pessimisti seguaci di tali modelli pensano che la compromissione ambientale sia irreversibile, che le massi sono
incontrollabili e la saturazione è ineliminabile per cui la fase finale del ciclo di vita della località somiglia molto a quella connessa
con l’ivecchiamento che precede la morte. Il modello segue uno schema lineare e non prevede che si possa tornare indietro. La
rivitalizzazione sarà quindi solo un’ipotesi teorica che si basa sul fatto che raggiunta la maturità il prodotto va ringiovanito con
cosmesi pubblicitarie come per un’anziana signora non resta altro che provvedere ad un imbellettamento che provveda
illusoriamente a far morire senza mostrare eccessivamente i segni dell’invecchiamento.(la località come l’individuo può
invecchiare apparentemente bene ma non stata mai veramente bene). L’adozione del ciclo di vita come categoria di analisi ha i l
suo limite in una concezione lineare dello sviluppo dove vige una legge inesorabile. La teoria dello spazio turistico come ciclo di
vita coglie solo un aspetto della realtà, quello della deresponsabilizzazione dei turisti eterodiretti de delle imprese, inol tre
convince che la missione aziendale sia il modo per evolvere in un ambiente competitivo in cui il territorio è un soggetto passivo
dello sviluppo. Diciamo che questo è un modello valido per il turismo di massa nel periodo delle società dei consumi dominata
dalla crescita senza limiti durante gli anni d’oro (45-75)dove il turista era convinto della infinita sostituibilità delle risorse naturali
come se la natura fosse in grado di assorbire i danni ambientali provocati dall’uomo senza alcun effetto negativo.
La diagnosi sul ciclo della vita nulla dice sulle regole economiche e organizzative che possono conciliare sviluppo economico e
valorizzazione delle risorse per le attuali e future generazioni. Essa evidenzia i limiti del turismo di massa ma non indica una
cura per salvare la località in quanto non ha fiducia sulla possibilità di guarirla. Tali studi e modelli dunque non anticipano il
turismo sostenibile che invece ha fiducia nel fatto che tutto il turismo possa essere riformato infatti gli articoli di P B e M sono
precedenti all’avvento del turismo sostenibile. Sono avvenuti cambiamenti inerenti a tali modelli in quanto una località turistica
non si afferma più a partire dai pionieri ma direttamente dalla collaborazione tra locali e big player che la programmano
attenendosi alle regole del turismo sostenibile. Costa propone un altro modello di classificazione delle località turistiche ove la
direzione verso la quale evolve la località turistica sta principalmente nelle scelte realizzate dai diversi sogg sociali. Ta le
modello rappresenta gli spazi turistici in funzione di 2 variabili: INTENSITA’ DEI FLUSSI E LORO REGOLAZIONE Incrociando
le 2variabili indipendenti (regolazione e flussi) si hanno 4 tipi di località turistica:             EVOLUZIONI LINEARI
       1) TAO: turismo alternativo occasionale a bassa regolazione e intensità dei flussi:
La località corrisponde alla fase 0 e 1 di Miossec perché il luogo è ignorato a solo attraversato con disattenzione. Se la
localizzazione è rada corrisponde alla fase che Buttler identifica come “esplorazione” e che Plog chiama allocentrica degli
innovator. E’ l’isola che non c’è, il luogo sognato dagli antitristi. C’è poco benessere è il Tao non è apprezzato dai locali perché
periferico rispetto all’economia globale. La comunità non vede nel turismo un’occasione di sviluppo, vive in modo tradizionale e
non è consapevole della propria specificità oppure non ha al proprio interno risorse umane preparate nel programmare lo
sviluppo locale. Località chiusa e fragile. (aree sardegna, basilicata e appennini)
L’utente del TAO non è sempre un viaggiatore allo centrico di Plog infatti quì troviamo il maturo avventuriero con denaro e
esperienze interculturali per fare viaggi alternativi e scelte occasionali soddisfando più il desiderio di vagabondaggio che l’istinto
esplorativo. Vi sono poi i giovani occidentali soccopelisti che danno origine a centri freak, non entrano in contatto con le
comunità locali perché esse li definiscono come la decanza dell’Occidente
       2) TIM: turismo insostenibile di massa a bassa regolazione e alta intensità
La domanda prevale sull’offerta, si tratta delle periferie del piacere dove è presente una massa eccessiva di turisti. Questa
località corrisponde alla fase 4 di Miossec (saturazione,disintegrazione ecc) e al superamento della capacità di carico rilevata
da Buttler. E’ la località congestionata dai turisti nei periodi di alta stagione tipica del turismo di massa della società dei consumi.
Il passaggio TAO TIM è raccontato da 2 piattaforme:
       -    secondo i pessimisti si tratta di un passo verso l’autodistruzzione del sistema locale. Dagli scienziati sociali Plog,
            Miossec e Buttler raccontano tale passaggio con un unico e rigido schema mentale di linearità apocalittica verso la
            distruzione
       -    la destinazione turistica avrebbe ottenuto più vantaggi che danni dal passaggio al TIM per cui il TIM è cmq preferibile
            al TAO.
Il passaggio po’ essere anche da TAO a TAP o da TIM a TSM. Il TAP se non ben programmato può decadere in TIM e se ben
programmato trasformarsi in TSM. La regola certa cmq è che l’assenza di regole genera l’involuzione lineare dal TAO al TIM
descritta da Miossec e Buttler.                      EVOLUZIONI NON LINEARI
       3) TSM: turismo sostenibile di massa ad alta regolazione e alta intensità di flussi
Nasce dal rinnovamento del Tim. La risorsa è conservata per i futuri turisti e si attivano modelli gestionali che richiedono
conoscenze socio territoriali e competenze operative nel saper spalmare i flussi per aumentare la soddisfazione del turista.
(esempio Riccione che trasforma alberghi in ecocompatibili vendendo poi la nuova immagine del luogo). Le buone pratiche
(agenda 21) trasformano la comunità locale che non decade. Il TSM è la conseguenza delle politiche ambientali applicate alle
città del turismo di massa quando esse hanno raggiunto la maturità nel modello di Buttler e Miossec. Esso dimostra che
l’industria dell’ospitalità è riconvertibile se le imprese adottano collaborazione e flessibilità organizzativa. Un esempio i nerente
all’applicaizione dei principi del turismo sostenibile è il DISTRETTO TURISTICO CULTURALE ISTITUZIONALE delineato da
Santagata in cui musei, itinerari culturali, fiere, festiva e enogastronomia non sono più separati. Il distretto consente di gestire i
flussi turistici durante tutto l’anno e di definire un prodotto che resta nel tempo ridefinendosi anno dopo anno.
       4) TAP: turismo alternativo programmato ad alta regolazione e bassa intensità di flussi:
Si ha quando si applica il principio precauzionale, Il passaggio dal TAO al Tap segna il troncamento del modello lineare di
Miossec e Buttler. Si istituisce un’oasi naturale e si creano i camminamenti per esercitare lo sguardo turistici. I servizi realizzati
a supporto di parchi naturali e beni culturali servono a far crescere la domanda durante l’anno e a generare nuovi posti di
lavoro. La regolazione può essere applicata a vari livelli di intensità (ticket ingresso con servizi naturalistici o proibire ogni
accesso) Il TAP è adatto per i centri storici abbandonati in cui si può realizzare strutture ricettive e di accoglienza rivolti a target
speciali della domanda. Se non si definiscono regole si può però passare dal TAP al TSM anche perché la località può divenire
popolare. Solo nel TAP e in parte nel TSM si possono trovare luoghi di qualità. Il Tap non è fatto e confezionato, ma creato da
operatori e utenti. Un luogo ospitale nel TAP non è silenzioso ed esclusivo, come nel TAO, ma effervescente,
ordinato,sicuro,amichevole, il passaggio dal TAO al TAP si ha quando la natura viene formalmente protetta e regolarizzata con
leggi specifiche. Qui si integrano bella vita e buona società.
Per il passaggio dal Tap al Tsm (si ha quando ci sono modelli di gestione) ci si affida a consulenti, programmatori, architet ti e
studiosi che hanno il compito di sviluppare iniziative basate sulla Knownledge based cioè sulla conoscenza delle
interdipendenze tra ambiente e altri settori. Un esempio di passaggio dal Tap al Tsm è la trasformazione dell’agriturismo che
riprende le politiche economiche dell’agricoltura biologia (de-differenziazione) divenendo agriturismo bioecologico e rurale
conservando però alcuni aspetti originali dell’agriturismo. Altro esempio dall’ecoturismo Tap al turismo naturalistico Tsm.
Gli indici di misura dell’impatto ambientale: I modelli di ciclo di vita di una regione turistica sono basati sul concetto che la
sostenibilità di una località è funzione di un afflusso turistico quantitativamente determinato, Fino ad una certa soglia di questo,
il turismo risulta sostenibile e porta benefici alla comunità locale, ma dopo tale soglia, il turismo inizia ad intaccare l’equilibrio
antropogeografico che alla fine si rompe irrimediabilmente. Diventa x questo necessario determinare un parametro col quale
poter misurare il livello di sopravvivenza turistica di una data regione x poter evitare di oltrepassarlo e quindi di saturarla. Alcuni
fra i + significativi tassi ed indici turistici dal punto di vista geografico- ambientale e + frequentemente impiegati sono:
INDICE DI DENSITA’ TURISTICA o di Rajotte: si calcola dividendo il numero delle presenze turistiche relative ad un
determinato arco di tempo x la superficie del territorio- E’ usato soprattutto x confrontare 2 o + momenti diversi della stessa
stazione turistica oppure 2 o + stazioni turistiche
INDICE DI FUNZIONE TURISTICA o di Deferì: si ottiene dividendo il numero dei posti letto disponibili destinati ai turisti x il num
dei residenti. E’ un indice capace di illustrare l’importanza del turismo in una località considerata e può essere impiegato x utili
raffronti diacronici e sincronici
INDICE DI INTENSITA’ TURISTICA o di Plettner: è dato dal rapporto fra il tot dei pernottamenti e la popolazione residente nello
stesso anno.
L’uso di tali parametri è facilmente applicabile a regioni turistiche a vocazione diversa, mentre in alcuni casi saranno necessari
parametri decisamente + particolari come:
L’INDICE DI CARICO TURISTICO (rapporto fra: superficie degli arenili cioè spiagge, litorali e rive/num degli stabilimenti
balneari o num di posti spiaggia)per le località di turismo balneare (Cecini e Varani)
L’INDICATORE DELLA CAPACITA’ DI ELEVAZIONE: (calcolato in funzione della portata oraria di ogni impianto di risalita e il
dislivello in metri tra la stazione a monte e quella a valle) x le località di turismo montano invernale (Bartaletti)
Negli ultimi anni si sono presi provvedimenti per bloccare la decadenza di una località turistica con interventi di
differenziazione dell’offerta. - per es il caso di Lignano Sabbia d’oro (comune dell’alto adriatico) che ha un ciclo di vita tipico
della società dei consumi. La punta massima è stata tra il 70 e il 75 e poi c’è stata una lenta e progressiva decadenza con la
decadenza del turismo di massa come stile di vita apatico. Si poi verificato un progressivo deterioramento e un successivo
riposizionamento di Lignano (anni 90) su livelli standard. E’ possibile quindi definire il ciclo di vita di una località turistica
mettendo in evidenza la sua capacità di carico. Le fasi riguardano il coinvolgimento e il declino, ma possono riguardare anche il
ringiovanimento della località se si interviene nella fase critica definita di sovraccarico e affollamento. Si trovano politiche di
accomodamento in modo tale che il declino non sia irreversibile. Questo sta accadendo ora in varie località del turismo marino e
in alcune del turismo urbano. Questa tecnica di intervento è la capacità di carico: consiste nel definire una serie di standard
cioè decidere chi deve utilizzare la risorsa, la quantità, le qualità, i comportamenti per ridurre gli effetti negativi . La
capacità di carico ha origine anglosassone, è una metodologia statistica, gestionale e manageriale che viene usata come
correttivo cioè quando i danni sono stati fatti. Lo schema concettuale per determinare la capacità di carico ha 2 livelli:
1)Il primo livello proviene dal mondo scientifico e dalle scienza naturali ed è la componente descrittiva. Si basa sulla
definizione dell’estensione dell’area presa in considerazione e dei tempi di frequenza e presenza nel luogo in questione.
2)La seconda (componente valutativa) viene dalle scienze economico sociali e consente di introdurre il ruolo della
soddisfazione degli utenti all’interno della capacità di carico..
I parametri gestionali riguardano l’analisi della situazione attuale con cui vengono gestite le caratteristiche.
I parametri d’impatto descrivono cosa accade dopo che sono stati adottati i parametri gestionali. In alcuni casi il parametro
gestionale è 0 nel senso che è consentito a tutti accedere alla risorsa naturale in altri casi vi sono vincoli e limiti. La capacità di
carico quindi ci da uno spettro di opportunità ben definito. E’ sulla tolleranza multipla tramite il coinvolgimento di multipli
soggetti che si gioca la gestione operativa della capacità di carico. Questo approccio viene dalle scienze economico-sociali ed è
presente una componente valutativa: si intervistano turisti, gestori della risorsa, rappresentanti delle popolazioni locali ecc e si
analizzano i tipi di esperienza di questi soggetti per produrre standard valutativi che determinano anch’essi la capacità di
carico.Essa è una capacità di carico sociale cioè negoziata tra le parti
E’ possibile poi utilizzare: la valutazione d’impatto ambientale o VIA: si analizza l’impatto sull’ambiente di qualsiasi opera umana
costruita sul territorio. la valutazione ambientale strategia o VAS: prende in considerazione i singoli interventi. La carryng
capacity è definita: capacità di una regione di accogliere turisti evitando di apportare danni irreparabili all’ambiente e si
distingue in: ECOLOGICAL, TOURIST SOCIAL E HOST SOCIAL a seconda che so considerino: impatto sull’equilibrio
ambientale, impatto sulla soddisfazione del turista, impatto sul benessere della comunità locale. Gli strumenti VIA, VAS e CC
presentano 2 caratteristiche che rendono felice il loro utilizzo:
       1) non si limitano ad un’analisi geografico ambientale solo dal punto di vista naturale, ma si allargano ai temi sociali.
            culturali ed economici con un approccio olistico
       2) non si limitano a determinare la soglia massima di sopportazione dell’innovazione turistica da parte dell’ambiente con
            soli parametri quantitativi, ma anche qualitativi
Strumenti di tutela ambientale e di valorizzazione turistica: Esistono alcuni strumenti atti a moderare l’impatto del turismo
sull’ambiente naturale che rivestono carattere eccezionale e che non rientrano nella normale politica di gestione del territorio.
Tali strumenti hanno doppia valenza:
                  -    tutelare l’ambiente e valorizzare l’ambente col turismo
Il turismo oltre ad assumere il ruolo di agente di erosione può anche essere usato come ottimo strumento di tutela ambientale.
Attraverso la valorizzazione turistica di un’area è spesso possibile operare una sua conservazione e tutela ambientale che
altrimenti sarebbero + difficilmente raggiungibili senza di essa. Per analizzare tali strumenti ci si può riferire alla distinzione
suggerita da Lozato.-Giotard nel 93.
siti-sfondo naturali e non modificati: giustificano l’affluenza turistica (cascate Niagara, canyon Colorado ..); strumenti idonei di
tutela di tali siti pox essere i parchi o le aree di tutela naturalistica
PARCHI E AREE NATURALISTICHE: Tali siti hanno un forte potere di attrattiva solitamente x la loro capacità di commuovere
l’animo umano perché dotati di una certa eccezionalità: grotte (grotte di Frasassi, Marche; grotte di stiffe, Abruzzo, Grotte di
castellana, Puglia, grotte di tufo, Basilicata), vulcani (etna in Sicilia), ghiacciai, cascate (cascata delle Marmore, Umbria),
piramidi, canyon, piante e animali ecc. Poiché si tratta di sito non o pochissimo modificati l’impatto umano deve essere, se non
totalmente evitato, almeno ridotto al minimo. I parchi naturali sono quindi aree di difesa del paesaggio. Ogni area territori ale
necessita di tutela ambientale, ma all’interno di uno Stato alcune richiedono strumenti + severi oppure + specifici x una loro
particolarità. Se un sito richiede una tutela naturalistica ancora + specifica e approfondita, la legge prevede la possibilit à di
istituire le AREE PROTETTE cioè parchi e riserve naturali ove un organo di gestione ad hoc sorveglia, controlla e si occupa di
ricerca e valorizzazione anche turistica. L’istituzione delle aree protette in Italia vide un vivace periodo intorno agli anni 20 e 30
momento in cui furono istituiti: Parco Nazionale del Gran Paradiso, Parco nazionale d’Abruzzo, Parco del Circeo e dello Stelvio.
Successivamente nacquero: Parco della Calabria, Parco della Maiella,del Gran Sasso. Venne emanata una legge sulle aree
protette (L.394 DEL 6 DICEMBRE 1991)per coordinare le legislazioni regionali, Tale legge distingue 2 principali categorie di
aree protette:
       1) parchi naturali (generalmente + grandi) che contengono 1 o + ecosistemi intatti o parzialmente alterati da interventi
            umani
     2)     riserve naturali (dimensioni + ridotte) che contengono specie animali o vegetali naturalisticamente rilevanti (l’orso
            marsicano Nel parco d’Abruzzo)
La presenza del turista su un’area tutelata è molto pericolosa se il suo comportamento diventa non sostenibile perché può
causare danni irreversibili. D’altra parte la presenza del turista su un’area protetta è altresì un vantaggio x la comunità locale e x
la tutela paesaggistica (mediate il denaro che il turista porta e spende).Non sempre però gli amministratori che hanno istituito
parchi e riserve sono stati consci di questi 2 aspetti, spesso vi sono stati ritardi, opinioni contrastanti, inerzie. Esempi
1) Parco dei Monti Sibillini (3/4Marche,1/4 Umbria): primo esempio di conflitti sociali che sono ancora in corso. Esso è stato
ben studiato da Fulvio Beato nel libro Parchi e Società, I CONFLITTI sono di questa natura e rendono difficile costituzione
Parco:
           confitti di carattere politico-istituzionale centro/periferia. Ad esempio si è sostenuto che l’istituzione del parco è
            stata voluta dal Governo centrale senza sentire a sufficienza le necessità delle popolazioni locali. Il parco nasce per
            proteggere la biodiversità,flora e fauna ma acquista un valore politico.
           Conflitti ambientali e locali: riguardano cacciatori e agricoltori che si sono alleati tra di loro a proposito del cinghiale.
            I cinghiali sono aumentati di numero (essi sono stati introdotti dai cacciatori) e gli agricoltori hanno una serie di
            svantaggi dovuti da una serie di limiti che gli ambientalisti hanno imposto per quanto riguarda la sua protezione. I
            cinghiali invadono i campi e li distruggono con conseguenze negative. Cacciatori e agricoltori contro ambientalisti:
            ognuno con le sue interpretazioni e non accettano lezioni dagli altri.
La conseguenza di questi conflitti è che questi Parchi vengono considerati dai fruitori inefficienti perché i conflitti politico-
istituzionali comportano che molti soldi non vengono spesi, comporta che non si fanno assunzioni nel settore pubblico e che i l
settore pubblico poi no può dare appalto per cooperative. Quando arrivano i visitatori si accorgano che i servizi sono carenti e
quel Parco è rimasto prevalentemente solo sulla carta.
2) Cartina Parco Nazionale degli Abruzzi: ha risolto conflitti creando dei modelli di gestione locale in cui le imprese hanno un
ruolo protagonista per quanto riguarda l’offerta di beni e servizi. Vi è differenza tra i 2 parchi infatti il parco nazionale degli
Abruzzi appartiene ai Parchi di antica istituzione realizzati all’inizio del secolo Ha avuto un aspetto gestionale organizzat ivo +
consolidato nel tempo. Esso ha un cuore centrale allargato con area semi-urbana, all’interno di questo Parco ci sono molteplici
servizi. I servizi messi a disposizione dal parco hanno avuto effetti sull’area circostante e sulla regione estremamente posi tivi. E’
stato messo a regime il logo; Nonostante i grandi numeri (turismo di massa) la qualità ambientale continua ad essere
un’attrattiva e contribuisce un fattore rilevante per lo sviluppo economico del Parco. Il marchio è stato utilizzato anche pe r i
prodotti locali e tutto ciò gli ha consentito al marchio una circolazione commerciale senza ledere la conservazione dell’ambiente.
Gli effetti diretti sull’economia turistica sono i seguenti: Sono stati costruiti 17 alberghi, 10 campeggi, 9 rifugi e 16 agr iturismi
(dati 1997) che oggi possono essere aumentati perché con la legge quadro del 91 si è allargata la concezione del parco in
modo multifunzionale, di conseguenza anche le attività collegate all’agricoltura vengono ulteriormente valorizzate. L’azienda
agrituristica interna al parco è una nuova realtà che permette di integrare economia ambientale con economia agricola.
siti-sfondo urbani: rappresentati dai celebri ,clichés turistici (rive della Senna,canali e piazza S.Marco); vi sono politiche
turistiche urbane come la restrizione,il controllo degli accessi che sono alla base della tutela di tali siti
Politiche turistiche urbane: Se fino a qualche anno fa il turismo di massa vedeva in prevalenza un flusso di pers proveniente da
aree urbane dirigersi verso aree extra-urbane ultimamente si assiste al successo del turismo urbano che ha come meta i centri
abitati. Durante gli anni 80, a seguito del processo di differenziazione degli stili di vita, anche le città infatt hanno attraversato un
processo di trasformazione La rinascita urbana comporta che alcune città industriali (Torino. Milano, Genova ecc) che
emettevano domanda di viaggi nell’epoca della società dei consumi ora diventino anche città che vogliono attrarre turisti
(vogliono essere etichettate come comuni turistici). Il turismo di queste città non è il fattore trainante dell’intera economia, ma ha
un ruolo crescente e offre opportunità di lavoro e di trasformazione della città in ospitale sia per i residenti che per i visitors. Le
città d’arte attirano infatti centinaia di migliaia di turisti all’anno x le loro bellezze e per i numerosi eventi anche creati
intenzionalmente come mostre, spettacoli, raduni preparati a lungo e con dispendio di denaro ed energia x rispondere alle
esigenze dei turisti. Le città sono quindi sottoposte periodicamente a pressioni ambientali turistiche che è necessario gestire,
contenere, organizzare.Esistono politiche urbane di contenimento degli effetti negativi dell’afflusso turistico eccessivo,
precisamente si tratta di una serie di tecniche di gestione:si possono distinguere in macro tecniche e micro tecniche :
 MACRO TECNICHE: riguardano un’area ampia e riguardano la pianificazione.
vaso di miele: una grande risorsa naturale viene ristretta in una piccola parte per i turisti di massa (vaso di miele) e il resto della
risorsa viene salvaguardato perché considerate parte più fragile della risorsa naturale. Occorre effettuare una definita
zoonizzazione per delineare i limiti del vaso di miele. Si devono fare strade e servizi di supporto per scoraggiare il passaggio dal
vaso di miele al resto dell’ambiente. Per esempio per il Giubileo 2000: la porta santa di s.pietro è stata il centro principale
dell’evento, ma anche le basiliche maggiori vennero indulgenziate dal Papa e l’inter Urbe fu organizzata x la ricezione dei
pellegrini convocati a Roma x grandi categorie. (Giubileo dei giovani, degli universitari, degli agricoltori ecc)
dispersione: usata da Cris Raian nel Galles con risultati non del tutto positivi. Parte dal presupposto ottimistico di allargare
l’area turistica coinvolgendo anche aree minori per cui un’area viene smagnetizzata in periodo di alta stagione offrendo
opportunità in aree limitrofe e i turisti di massa, in teoria, dovrebbero andare in queste aree così l’area principale diminuisce il
sovraccarico.
soft per sempre: modello più politico che tecnico-gestionale in cui si prevedono limiti permanenti. Nell’area ci sono divieti (per
es nei centri storici in cui vi è un ticket per parcheggiare auto)e la programmazione prevede che venga scoraggiata la presenza
di persone. un esempio è l’isola di Montecristo che è stata considerata area totalmente protetta e le poche pers che vi possono
accedere possono fare una breve escursione, ma non posson fare il bagno.
MICRO TECNICHE: riguardano la singola area :
restrizione ufficiale degli interessi: ticket a pagamento e cancellate in cui possono entrare solo pedoni, solo su prenotazione,
in num limitato ecc. Per es: La Cappella degli Scrovegni a Padova affrescata da Giotto.
spettacolo a pagamento. tramite ticket; modello post moderno che contraddice l’idea che un bene culturale è fruibile da tutti
tipico dello stato sociale che aveva favorito la società dei consumi. il bene qui deve essere pagato e vi è un controllo dei punti
di accesso. Inoltre non si fanno servizi di supporto, parcheggi e strutture che favoriscono l’accesso. si definiscono pochi punti in
cui si può accedere e quei punti sono controllati.
 informazioni responsabilizzanti: riguarda le info date dentro un museo o in un’oasi naturale su come comportarsi. ha un
valore educativo perché il turista informato e opportunamente guidato ha dei valori cognitivi di responsabilità che possono esser
stimolati affinché i suoi impatti non siano negativi nell’area.
siti-sfondo naturali ed in parte modificati:appartenenti ad un luogo o una regione turistica con basi storiche e culturali (Mont-
Saint Michel,valle della Loira,vigneti,grotte,catacombe)possono esercitare 1 buon effetto di conservazione i parchi letterari /
culturali.
Parchi letterari: Sovente la modifica aportata dall’uomo non è solo fisica o antropica ma anche culturale. Interagendo con
l’ambiente l’uomo infatti non solo lo modifica x renderlo + adatto a sé, ma gli attribuisce anche alcuni caratteri peculiari che
rilevano la sua cultura e il suo pensiero. L’interesse turistico di numerosi siti è da ricercarsi nel significato culturale della località,
nelle impronte immateriali che l’uomo ha lasciato su di essa. La tutela di tali siti riguarda il loro significato culturale a ll’interno
della società che li ha pensati. Esempio è quello dei parchi letterari che ricoprono una serie di funzioni:
            tutela e conservazione e promozione dello sviluppo regionale mediante la valorizzazione del paesaggio
- Nel nostro Paese la realizzazione dei parchi letterari è stata gestita dalla fondazione Ippolito Nievo con sede a Roma:
Cesare Pavese,La luna e i Falò a Santo Stefano Belbo; Eugenio Montale,Poesie a Monterosso;.D’Annunzio,La Fiaccola sotto il
moggio ad Anversa. Il parco letterario Ettore Fieramosca (ispirato a Massimo D’Azeglio) è caratterizzato da iniziative quali:
messa in scena della disfida di Barletta con corteo personaggi in costumi d’epoca. Questo è un es in cui il Parco letterario si
caratterizza come evento culturale e della cultura materiale. Si realizza quindi una grande festa che ha il compito di ripensare la
memori
- Esistono poi parchi letterati finanziati dal FESR ubicati in Italia esclusivamente nel mezzogiorno:
Giuseppe Tomasi di Lampedusa, La Sicilia del Gattopardo a Palermo; Santa Margherita Belice e Palma a Montechiaro; Elsa
Morante, L’isola di Arturo a Procida; Giordano Bruno a Nola ecc.
- Vi sono poi parchi che usufruiscono della sponsorizzazione della Fondazione e anche dei finanziamenti del Fondo europeo:
Carlo Levi ad Aliano, Grazie Deledda Barbagia Baronia ecc
Si ricorda anche il parco letterario Salvatore Quasimodo realizzato a Messina e Modica luogo di nascita del letterato.
Molti di questi parchi letterari si basano sulle origini di letterati italiani. Gli itinerari prevedono solitamente luoghi di accoglienza e
info. Il tutto migliora se esiste un’economia solidale, un’economia di rete che consentono di delineare un progetto stabile e
duraturo nel tempo perché non esiste nell’analisi della domanda internazionale e nazionale di viaggi la motivazione prevalente
collegata ad un autore. Nessuna ricerca evidenzia che si va in un posto perché vi è nato un letterato. Questa è + che altro una
nostalgia delle popolazioni locali orgogliose di aver dato i natali a personaggi illustri ma non rientra nella storia al futuro che è
tipica dell’immaginario collettivo turistico; Il turista ama anche il luogo dove è nato uno dei suoi autori preferiti, ma in genere
sceglie all’interno delle sue mappe mentali quello che è + vicino ad una serie di desideri ed aspettative che non è composta da
un’attrattiva letteraria come principale (è sempre aggiuntiva). Altri esempi concernono: Sui luoghi della Battaglia di Solferino
vicino Mantova oggi sorgono monumenti e sacrari mete di numerosi volontari di Società Nazionali della Croce Rossa e della
Mezzaluna rossa inoltre nella vicina Castiglione delle Siviere il Museo Internazionale della Croce Rossa organizza visite,,
convegni e riunioni alla base di un flusso turistico ingente della provincia di Mantova. Assistendo alla battaglia uno svizzero
H.Dunant rimase colpito dai molti feriti e organizzò(1859) squadre di soccorso volontarie che lo ispirarono alla successiva
fondazione del movimento della Croce Rossa
siti scrigno:sono la variate residenziale di uno spazio dominato dal turismo ove lo sfondo è in parte fabbricato dall’uomo
secondo i costumi locali o regionali; strumenti idonei x la tutela di tali sito sono: musei all’aria aperta, ecomusei ecc
Musei all’aria aperta ed ecomusei: Fra le + recenti realizzazioni museali europee c sono i musei all’aria aperta e gli ecomusei
atti a tutelare un bene culturale di primo ordine quale è il paesaggio. Si tratta di strutture finalizzate alla conservazione e alla
fruizione anche turistica di ambienti naturali e non entro cui si svolgeva la vita quotidiana delle generazioni passate. I musei
all’aria aperta nati a fine 800 nei paesi scandinavi si fondano su edifici smontati e rimontati in spazi aperti a pubblico ove viene
ricostruita l’atmosfera di un periodo del passato con oggetti, utensili e costumi d’epoca. La critica che viene rivolta a questi è
quella di trasmettere una cultura locale non solo limitata ad un paticolare momento storico, ma anche priva di quella dimensione
evolutiva che invece è propria di ogni cultura. Questi musei oggi in Italia non sono presenti. Gli ecomusei nascono in Francia
negli anni 70 del sec scorso. La finalità di essi è quella di tutelare e valorizzare le relazioni che la popolazione insediat a ha in
tempi storici intessuto col proprio territorio. Essi si aprono diacronicamente verso il passato e anche verso il futuro. Attualmente
tali ecomusei hanno anche la finalità legata allo sviluppo locale mediate attività turistiche e cercano di valorizzare l’unic ità del
territorio in un mondo globalizzato (da alcuni definito omogeneizzato) ove le identità locali vengono spesso livellate.Gli
ecomusei in Italia oggi sono presenti. Obbiettivi degli ecomusei sono: CONOSCERE (documentare il patrimonio culturale e
materiale, reinterpetare il territorio, raccontare la storia e l’evoluzione del territorio e della vita quotidiana ecc)
SALVAGUARDARE (conservare il patrimonio culturale, ambientale, storico, preservare la memoria collettiva ecc)
VALORIZZARE (contribuire allo sviluppo locale e allo sviluppo economico ecc). Finora si ricorda che solo la Regione Piemonte
e la Provincia autonoma di Trento sono gli unici enti territoriali che hanno disciplinato la materia
siti-posticci: nati da un’azione dell’assetto rivolta solo verso le attività turistiche che ha modificato in parte o totalmente il sito
naturale;in tal caso è l’immagine del sito che necessita di essere conservata;strumenti utili xla sua tutela pox essere i mar chi di
qualità
I marchi di qualità: Nel caso di tali siti uno degli strumenti + idonei a tutelare la località e salvaguardarla dal rischio di erosione
rappresentato dal turismo può essere la CERTIFICAZIONE DI QUALITA’. tali siti sono tutto turismo ; l’ambiente naturale alcune
volte è stato totalmente modificato ed è fondamentale che l’immagine che essi possiedono sia conservata. Le certificazioni di q
sono nate ai fini aziendali con lo scopo di certificare l’elevato livello qualitativo dei prodotti in un mercato semrpe +
concorrenziale. La certificazione rappresenta un ottima etichetta e inoltre fa notizia mediante mass-media coi quali la località si
fa conoscere. Si tratta insomma di marchi veicolatoti di immagine. Si è ormai istituzionalizzata (anni 90) l’idea che la marc a
territoriale o marchi d’area costituisca il centro d’identità socioculturali che possono costituire magneti territoriali. I marchi d’area
sono uno strumento per generare reputazione sulla capacità e l’affidabilità degli attori economici e culturali locali nel mantenere
costante nel tempo la qualità dell’offerta. Il marchio d’area (MdA) costituisce quindi un autocertificazione di servizio che
garantisce al turista i servizi di qualità. I MdA ambientali sono: regolamento comunitario Emas, norma internazionale ISO
14001. L’area viene identificata da caratteristiche distintive. Le fasi operative per costituire un MdA ambientale sono:
      -     individuazione di un organismo che pianifichi il progetto definendo tempi e modi di interventoe che coordini gli attori
            coinvolti e che sia in grado di accedere ai finanziamenti pubblici
      -     analisi preliminare del progetti attraverso focus group per delineare la disponibilità dei soggetti
      -     definizione congiunta di obbiettivi di miglioramento per soggetti e territorio
      -     individuazione delle azioni da intraprendere
      -     attuazione dei programmi, monitoraggio dello stato di avanzamento e coordinamento delle attività
      -     analisi dei risultati, comunicare l’MdA per farlo diventare un medium del territorio
Il MdA è uno strumento di integrazione del territorio, uno strumento di comunicazione commerciale e un generatore di
reputazione del luogo e di rassicurazione turistica. Le trasformazioni non consentono di elaborare un modello lineare unico d ella
località turistica. Tutto ciò sta avvenendo perché si è deciso di ascoltare e soddisfare i turisti, di dedifferenziare l’offerta
rendendola multifunzionale per una domanda multimotivata all’interno di regole definite dalla comunità locale.
CERIFICAZIONI ISO 14001 E 14040, EMAS ED ECOLABEL: L’ente che desidera ottenere la certificazione in ambito
internazionale UNI EN ISO 14001 dopo aver predisposto un sistema di gestione ambientale (SGA) conforme alla normativa in
materia deve presentare un apposita domanda ad un organismo accreditato x essere sottoposto ad una fase istruttoria sul suo
SGA e ad una fase valutativa de visu.Se entrambe le fasi hanno esito positivo l’organismo accreditato trasmette la proposta ad
un Consiglio x la delibera definitiva ed il rilascio della certificazione. Tale certificazione non è definitiva, ma limitata ad un
triennio durante il quale l’ente è sottoposto a visite annuali di sorveglianza al fine di potersi meritare un’ulteriore proroga.
Successiva o alternativa alla cerificazione 14001 è la possibilità di ottenere la registrazione europea EMAS decisamente +
impegnativa e vincolante. Certificazioni ISO 14040 e ed ECOLABEL verificano la qualità del prodotto che le aziende immettono
sul mercato.
LE BANDIERE BLU(validità annuale):Nell’estate 2006 l’iniziativa delle BB è giunta alla 20esima ediz. Vengono premiate le
località marine che concretamente si sono impegnate nel miglioramento dello stato dell’ambiente. Le bandiere blu sono
attribuite sulla base di alcuni parametri:
      -    stato delle acque di balneazione, corretto smaltimento rifiuti, sostegno a programmi di educazione ambientale
      -    iniziative ambientali promosse dalle amministrazioni, cura dell’arredo urbano e delle spiagge
Rimini e Riccione sono un modello interessante di utilizzazione di un bene in coerenza con l’ambiente e per questo nel 1999 il
ministero dell’ambiente ha dato loro il premio per le città sostenibili
LE BANDIERE ARANCIONE(2 anni): Nel 1999 il Touring Club Italiano (su iniziativa della regione Liguria) ha lanciato le
bandiere arancioni: un marchio di qualità turistico-ambientale x le località dell’entroterra. Tali vessilli sono attribuiti dal Centro
studi del TCI. Per ottenere il riconoscimento i comuni (autocandidatisi) devono superare una preselezione, poi sono sottoposti
ad un analisi che prende in cosniderazione i seguenti parametri:
      -    verifica della presenza e della completezza dI: servizi di info turistica e della segnaletica, grado di accessibilità alla
           località
      -    indagine sulla presenza e sul livello dell’offerta ricettiva; rilevata presenza di servizi ristorazione, attrazioni storico-
           culturali, campagne di sensibilizzazione ambientale ecc
I BORGHI + BELLI D’ITALIA: Certificazione turistico-ambientale nata nel 2001 e ideata dall’ANCI con lo scopo di tutelare quei
piccoli comuni italiani che posseggono un centro storico o una frazione dalla spiccata eticità storica. La Carta di qualità
contempla i requisiti necessari e lo Statuto contempla i casi in cui il riconoscimento può essere revocato.

				
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