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PIANO LAVORO 2004.doc - Biblioteche per la Pubblica

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					                           REGIONE MARCHE
                       Dipartimento Sviluppo Economico
                       SERVIZIO FORMAZIONE PROFESSIONALE E
                       PROBLEMI DEL LAVORO




                                                    PIANO ANNUALE
                    DELLE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO


  DEFINIZIONE INDIRIZZI E STRATEGIE DI INTERVENTO


                                                         ANNO 2004




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                     1
    In conformità alle disposizioni previste dall’art. 3 – comma 3 – della L.R. 38/98, la
Giunta Regionale, in coerenza con gli obiettivi e le linee di intervento del piano triennale
predispone il Piano annuale degli interventi per le politiche attive del lavoro che
comprende anche il programma annuale di attività dell’Agenzia Regionale Marche Lavoro.

     Coerentemente con quanto fatto nelle precedenti annualità, il Piano per le politiche
attive del lavoro 2004 conterrà la delineazione delle linee generali e delle strategie di
intervento programmate, rinviando a successivi atti della Giunta Regionale,
l’individuazione delle modalità e delle specifiche procedure operative da attivare per
ciascuno degli obiettivi programmati.

   Nel Piano triennale 2004-2006 si afferma che le Marche sono caratterizzate da una
economia basata sull’industrializzazione diffusa e su un vastissimo tessuto di piccole e
medie imprese che hanno ormai raggiunto un livello elevato di benessere. Allo stesso
tempo il mercato del lavoro marchigiano evidenzia un forte processo di invecchiamento e
una crescente discrasia fra domanda di basse qualifiche e offerta di forza-lavoro con
medio-alto livello di istruzione.

    Premesso quanto sopra, le priorità cui le politiche del lavoro e della formazione si
dedicheranno nel prossimo triennio possono essere così riassunte:
1. Potenziare e qualificare al massimo i servizi pubblici per l’impiego
2. Promuovere e valorizzare il contratto dell’apprendistato
3. Inserire con maggiore intensità ed efficacia i giovani con medio-alto livello di istruzione
    nel mercato del lavoro regionale
4. Ridurre la precarietà del lavoro femminile, aumentare la “buona” occupazione
5. Promuovere l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati
6. Promuovere l’inserimento lavorativo di disabili favorendo l’individuazione di percorsi
    mirati e rispettosi dei diritti delle persone
7. Promuovere l’integrazione degli immigrati nel mercato del lavoro e nella società
    regionale
8. Individuare nuovi strumenti per affrontare le crisi aziendali, di settore e di territorio;
9. Promuovere la formazione continua nel pubblico e nel privato, attuare la certificazione
    delle competenze
10. Favorire il passaggio generazionale e la buona imprenditoria


Sarà inoltre ritenuto fondamentale il concetto della “centralità della persona”, intesa sia
come capacità da parte della Regione di dare risposta ai bisogni formativi ed
occupazionali di tutti i cittadini, sia come punto centrale di riferimento per la
riorganizzazione dei servizi.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
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Orientamenti comunitari per l’occupazione
Il Consiglio dell’Unione Europea con Decisione del 22 luglio 2003 relativa agli orientamenti
per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione, ribadisce che una corretta
attuazione dell’agenda di Lisbona presuppone che le politiche per l’occupazione degli Stati
membri promuovano, in modo equilibrato, tre obiettivi generali complementari che si
sostengono reciprocamente.
Per un completo esame degli orientamenti comunitari, di seguito si riporta il testo integrale
dell’allegato alla suddetta Decisione del Consiglio dell’Unione Europea.

Una strategia europea per la piena occupazione e posti di lavoro migliori per tutti
Gli Stati membri condurranno le proprie politiche dell’occupazione nella prospettiva di
realizzare gli obiettivi e le priorità d’azione e di progredire in direzione dei risultati sotto
specificati. Si rivolgerà un’attenzione particolare all’azione volta a garantire una buona
gestione (governance) delle politiche occupazionali.
Oltre agli orientamenti per l’occupazione e alle raccomandazione per l’occupazione loro
associate, gli Stati membri dovrebbero dare piena attuazione agli indirizzi di massima per
le politiche economiche e garantire l’interazione coerente dei due strumenti.
In linea con l’Agenda di Lisbona, le politiche dell’occupazione degli Stati membri
promuoveranno i tre obiettivi generali e correlati della piena occupazione, della qualità e
produttività sul posto di lavoro e della coesione e integrazione economica e sociale.
Questi obiettivi dovrebbero essere perseguiti in modo equilibrato, che ne rifletta la pari
importanza nel raggiungimento delle finalità dell’Unione, nonché coinvolgendo tutti gli
operatori interessati. E’ opportuno sfruttare appieno le sinergie, basandosi sulla positiva
interazione fra i tre obiettivi. Le pari opportunità e la parità di genere sono imprescindibili,
se si vogliono compiere passi avanti in vista della realizzazione dei tre obiettivi.
Tale approccio contribuirà inoltre a ridurre la disoccupazione e l’inattività.

Piena occupazione:
gli Stati membri mireranno a ottenere la piena occupazione realizzando un approccio
politico esaustivo comprendente misure relative sia alla domanda sia all’offerta, così da
aumentare i tassi d’occupazione nella direzione degli obiettivi fissati a Lisbona e
Stoccolma.
Le politiche contribuiranno a raggiungere, per la media dell’Unione europea:
- un tasso d’occupazione complessivo del 67% nel 2005 e del 70% nel 2010
- un tasso d’occupazione per le donne del 57% nel 2005 e del 60% nel 2010
- un tasso d’occupazione per i lavoratori anziani tra i 55 e i 64 anni del 50% nel 2010
Gli eventuali obiettivi nazionali dovrebbero corrispondere al risultato previsto a livello
dell’Unione europea e tener conto di particolari circostanze nazionali.

Migliorare la qualità e la produttività sul posto di lavoro:
una migliore qualità sul posto di lavoro è strettamente collegata col passaggio a
un’economia competitiva e basata sulla conoscenza e dovrebbe essere perseguita
attraverso uno sforzo concertato fra tutti i soggetti, in particolare attraverso il dialogo
sociale. La qualità è un concetto multidimensionale che riguarda le caratteristiche sia del
lavoro sia del mercato del lavoro più in generale e comprende la qualità intrinseca del
posto di lavoro, le qualifiche, l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e lo sviluppo della
carriera, la parità uomo-donna, la salute e sicurezza sul luogo di lavoro, la flessibilità e la
sicurezza, l’integrazione e l’accesso al mercato del lavoro, l’organizzazione del lavoro e
l’equilibrio vita-lavoro, il dialogo sociale e il coinvolgimento dei lavoratori, la diversità e la
non discriminazione e la prestazione lavorativa globale.



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
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L’aumento dei tassi di occupazione deve andare di pari passo con l’innalzamento della
produttività complessiva della manodopera. La qualità sul posto di lavoro può aiutare ad
aumentare la produttività della manodopera e le sinergie fra i due aspetti che dovrebbero
essere sfruttate appieno. Ciò rappresenta una sfida specifica per il dialogo sociale.

Rafforzare la coesione e l’integrazione sociale:
L’occupazione è uno strumento determinante per l’inclusione sociale. In sinergia con il
metodo di coordinamento aperto nel campo dell’inclusione sociale, le politiche
occupazionali dovrebbero facilitare la partecipazione all’occupazione mediante un più
facile accesso a impieghi di qualità per tutte le donne e gli uomini in grado di lavorare, la
lotta alla discriminazione sul mercato del lavoro e la prevenzione dell’emarginazione dal
mondo del lavoro.
La coesione economica e sociale dovrebbe esser promossa riducendo le disparità
regionali in materia di occupazione e disoccupazione, affrontando i problemi occupazionali
delle zone sfavorite dell’Unione europea e sostenendo la ristrutturazione economia e
sociale.

                                                   ORIENTAMENTI SPECIFICI

Nel perseguire i tre obiettivi complessivi, gli Stati membri attueranno politiche che tengano
conto dei seguenti orientamenti specifici, che costituiscono altrettante priorità per l’azione.
Nel far questo, adotteranno un approccio di integrazione delle questioni di genere nel
quadro di ciascuna priorità.

     1. MISURE ATTIVE E PREVENTIVE PER LE PEROSNE DISOCCUPATE E
        INATTIVE
        Gli Stati membri elaboreranno e attuarennao misure attive e preventive per le
        persone disoccupate e inattive intese a prevenire l’afflusso verso la disoccupazione
        di lunga durata e a promuovere l’inserimento duraturo nel mondo del lavoro dei
        disoccupati e delle persone inattive. Gli Stati membri dovranno:
        a. garantire, nella fase iniziale del loro periodo di disoccupazione, a tutte le
            persone in cerca di lavoro l’individuazione precoce delle loro esigenze e servizi
            di consulenza e orientamento, assistenza per la ricerca di un impiego e piani
            d’azione personalizzati;
        b. sulla base dell’individuazione summenzionata, offrire alle persone in cerca di
            lavoro misure efficaci ed incisive per aumentarne l’occupabilità e le prospettive
            di inserimento, con un’attenzione particolare a coloro che incontrano le difficoltà
            maggiori sul mercato del lavoro.
            Gli Stati membri garantiranno che:
                  - sia offerto un nuovo punto di partenza a tutti i disoccupati prima dei sei
                      mesi di disoccupazione nel caso di giovani e prima dei dodici mesi nel
                      caso degli adulti, sotto forma di formazione, di riqualificazione, di
                      esperienza professionale, di impiego o di qualunque altra misura atta a
                      favorire l’inserimento professionale, combinata, se del caso, con
                      un’assistenza permanente alla ricerca di un posto di lavoro,
                  - entro il 2010, il 25% dei disoccupati di lunga durata partecipi a una
                      misura attiva sotto forma di formazione, riqualificazione, esperienza
                      professionale o di qualunque altra misura diretta all’occupabilità, con
                      l’obiettivo di raggiungere la media dei tre Stati membri più avanzati;




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
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           c. modernizzare e potenziare gli istituti del mercato del lavoro, in particolare i
              servizi per l’impiego;
           d. garantire una valutazione regolare dell’efficacia e dell’incisività dei programmi
              relativi al mercato del lavoro e rivederli di conseguenza.

     2. CREAZIONE DI POSTI DI LAVORO E IMPRENDITORIALITA’
     Gli Stati membri incoraggeranno la creazione di posti di lavoro migliori e più numerosi
     promuovendo imprenditorialità, innovazione, capacità di investimento e un ambiente
     imprenditoriale favorevole a tutte le imprese. Un’attenzione particolare sarà riservata
     allo sfruttamento potenziale di creazione di posti di lavoro delle nuove imprese del
     settore dei servizi e della ricerca e sviluppo. Le iniziative politiche, sostenute dal
     processo di analisi comparativa della politica delle imprese e dall’attuazione della carta
     europea per le piccole imprese, si concentreranno sui seguenti scopi:
     - semplificare e ridurre gli oneri amministrativi e normativi per la creazione di imprese
         e delle PMI e per l’assunzione di personale, facilitare l’accesso al capitale per le
         imprese nuove, per le PMI nuove o già esistenti e per le imprese con un alto
         potenziale di crescita e di creazione di posti di lavoro (cfr. anche indirizzi di
         massima per le politiche economiche, n. 11),
     - promuovere l’istruzione e la formazione in materia di capacità imprenditoriali e
         dirigenziali e fornire assistenza, anche mediante una formazione mirante a rendere
         la carriere dell’imprenditore un’opzione per tutti.

     3. AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO E PROMUOVERE L’ADATTABILITA’ E LA
         MOBILITA’ NEL MERCATO DEL LAVORO
     Gli Stati membri faciliteranno l’adattabilità dei lavoratori e delle imprese ai
     cambiamenti, tenendo conto della necessità ad un tempo di flessibilità e sicurezza e
     sottolineando il ruolo fondamentale delle parti sociali a tal fine.
     Gli Stati membri sottoporranno a revisione e, ove opportuno, riformeranno gli elementi
     eccessivamente restrittivi della normativa del lavoro che incidono sulla dinamica del
     mercato del lavoro e sull’occupazione delle categorie che incontrano difficoltà
     nell’accedere al mercato stesso, svilupperanno il dialog9o sociale, promuoveranno la
     responsabilità sociale delle imprese e vareranno altri provvedimenti adeguati per
     promuovere:
     - la diversità degli accordi contrattuali e di lavoro, compresi gli accordi in materia di
         orari, in modo da favorire la progressione della carriera, un equilibrio migliore tra
         lavoro e vita privata e tra flessibilità e sicurezza,
     - l’accesso dei lavoratori, in particolare di quelli poco qualificati, alla formazione,
     - condizioni di lavoro migliori, anche riguardo a salute e sicurezza; le politiche
         mireranno in particolare ad una riduzione sostanziale del tasso d’incidenza degli
         infortuni sul lavoro e delle malattie professionali,
     - la concezione e la diffusione di modalità innovative e sostenibili di organizzazione
         del lavoro, a sostegno della produttività della manodopera e della qualità sul luogo
         di lavoro,
     - l’anticipazione e la gestione costruttiva del cambiamento economico e della
         ristrutturazione.
     Gli Stati membri affronteranno le carenze di manodopera e le strozzature adottando
     misure che promuovano la mobilità professionali ed eliminino gli ostacoli alla mobilità
     geografica, in particolare dando attuazione al piano d’azione qualifiche e mobilità,
     migliorando il riconoscimento e la trasparenza delle qualifiche e delle competenze, la
     trasferibilità della previdenza sociale e dei diritti pensionistici, fornendo appropriati



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
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     incentivi mediante i sistemi fiscale e previdenziale e tenendo conto degli aspetti
     dell’immigrazione legati al mercato del lavoro.
     Andrebbe promossa la trasparenza delle opportunità di lavoro e formazione a livello
     nazionale ed europeo, in modo da sostenere un’effettiva corrispondenza tra domanda
     e offerta. In particolare, entro il 2005, alle persone in cerca di lavoro di tutta l’Unione
     europea si dovrà consentire di consultare tutte le offerte di lavoro formulate attraverso i
     servizi per l’impiego degli Stati membri.

     4. PROMUOVERE LO SVILUPPO DEL CAPITALE UMANO E L’APPRENDIMENTO
         LUNGO L’ARCO DELLA VITA
     Gli Stati membri realizzeranno strategie di apprendimento lungo tutto l’arco della vita,
     fra l’altro migliorando la qualità e l’efficienza dei sistemi di istruzione e formazione, per
     dotare tutti i lavoratori delle capacità richieste a una manodopera moderna in una
     società basata sulla conoscenza, consentirne lo sviluppo della carriera e ridurre la
     mancata corrispondenza fra domanda e offerta di qualifiche e le strozzature del
     mercato del lavoro.
     In particolare, in conformità delle priorità nazionali, le politiche tenderanno a
     raggiungere i seguenti obiettivi entro il 2010:
     - almeno l’85% dei ventiduenni nell’Unione europea abbia completato l’istruzione
         secondaria superiore
     - il livello medio di partecipazione a forme di apprendimento lungo tutto l’arco della
         vita nell’Unione europea sia pari ad almeno il 12,5% della popolazione adulta in età
         lavorativa (fascia di età compresa tra i 25 e i 64 anni).
     Le politiche tenderanno in particolare ad ottenere un aumento degli investimenti in
     risorse umane. Al riguardo è importante che vi sia un significativo aumento degli
     investimenti da parte delle imprese nella formazione degli adulti, al fine di promuovere
     la produttività, la competitività e l’invecchiamento attivo. Saranno agevolati gli
     investimenti efficienti nel capitale umano da parte di datori di lavoro e dei singoli.

     5. AUMENTARE LA DISPONIBILITA’ DI MANODOPERA E PROMUOVERE
        L’INVECCHIAMENTO ATTIVO

     Gli Stati membri promuoveranno una disponibilità adeguata di manodopera e di
     possibilità di impegno per sostenere la crescita economica e l’occupazione, tenendo
     conto della mobilità del lavoro, come indicato nell’orientamento specifico n. 3. In
     particolare essi dovranno:
     - aumentare la partecipazione al mercato del lavoro ricorrendo al potenziale di tutte
         le categorie della popolazione, attraverso un metodo esaustivo che comprenda in
         particolare la disponibilità e la qualità dei posti di lavoro, che facci si che il lavoro
         paghi, aumenti le qualifiche e metta a disposizione misure di sostegno adeguate,
     - promuovere l’invecchiamento attivo, in particolare favorendo condizioni di lavoro in
         grado di stimolare il permanere in attività – come l’accesso alla formazione
         continua, il riconoscimento dell’importanza particolare che rivestono la salute e la
         sicurezza sul luogo di lavoro, forme innovative e flessibili di organizzazione del
         lavoro – e rimuovendo gli incentivi al ritiro anticipato dal mercato del lavoro, in
         particolare riformando i sistemi di pensionamento anticipato, facendo si che il
         rimanere attivi sul mercato del lavoro paghi e incoraggiando i datori di lavoro ad
         assumere lavoratori anziani.
     In particolare, le politiche mireranno a ottenere entro il 2010 un aumento di 5 anni, a
     livello dell’Unione europea, dell’età media effettiva di uscita dal mercato del lavoro



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
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     (calcolata a 59,9 anni nel 2001). Al riguardo, le parti sociali hanno un ruolo importante
     da svolgere. Gli eventuali obiettivi nazionali dovrebbero essere coerenti col risultato
     atteso a livello dell’Unione europea e tener conto di particolari circostanze nazionali, e,
     ove opportuno, tenere pienamente conto dell’offerta aggiuntiva di manodopera
     risultante dall’immigrazione.

     6. PARITA’ UOMO – DONNA
     Gli Stati membri cercheranno, attraverso un approccio integrato che combini questioni
     di genere e azioni specifiche, di incoraggiare la partecipazione delle donne al mercato
     del lavoro e di ottenere entro il 2010 una sostanziale riduzione delle disparità fra i sessi
     in materia di occupazione, disoccupazione e retribuzione. Il ruolo delle parti sociali è
     fondamentale a questo riguardo. In particolare, le politiche mireranno a ottenere entro il
     2010 una sostanziale riduzione del divario retributivo di genere in ciascuno Stato
     membro, ai fini della sua eliminazione mediane un approccio multidimensionale che
     affronti i fattori alla radice del divario retributivo, comprese la segregazione settoriale e
     occupazionale, l’istruzione e la formazione, i sistemi di classificazione e retribuzione
     del lavoro, la sensibilizzazione e la trasparenza.
     Sarà rivolta un’attenzione particolare alla conciliazione di lavoro e vita privata, in
     particolare mettendo a disposizione servizi di custodia dei bambini e di assistenza alle
     altre persone a carico, incoraggiando la condivisione delle responsabilità familiari e
     professionali e facilitando il ritorno al lavoro dopo un periodo di assenza. Gli Stati
     membri dovrebbero eliminare gli elementi dissuasivi alla partecipazione delle donne
     alla forma lavoro e adoperarsi, tenendo conto della richiesta di servizi di custodia dei
     bambini e conformemente ai modelli nazionali di offerta di tali servizi, pe fornire, entro il
     2010,. Servizi ad almeno il 90% dei bambini in età compresa fra i 3 anni e l’età
     dell’obbligo scolastico e ad almeno il 33% dei bambini al di sotto dei tre anni.

     7. PROMUOVERE L’INTEGRAZIONE DELLE PERSONE SVANTAGGIATE SUL
         MERCATO DEL LAVORO E COMBATTERE LA DISCRIMINAZIONE NEI LORO
         CONFRONTI
     Gli Stati membri promuoveranno l’integrazione di quanti incontrano particolari difficoltà
     sul mercato del lavoro, come i giovani che hanno lasciato la scuola precocemente, i
     lavoratori poco qualificati, le persone con disabilità, gli immigrati e le minoranze
     etniche, sviluppandone l’occupabilità, aumentandone le opportunità di lavoro e
     impedendo ogni forma di discriminazione nei loro confronti.
     In particolare, le politiche mireranno a ottenere entro il 2010:
     - un tasso medio di abbandono scolastico inferiore al 10% nell’Unione europea
     - una significativa riduzione, in tutti gli Stati membri, del divario in materia di
         disoccupazione che riguarda le persone svantaggiate, secondo gli eventuali
         obiettivi e definizioni nazionali,
     - una significativa riduzione, in tutti gli Stati membri, del divario in materia di
         disoccupazione tra cittadini non UE e UE, secondo gli eventuali obiettivi nazionali.


     8. FAR SI CHE IL LAVORO PAGHI ATTRAVERSO INCENTIVI FINANZIARI PER
         AUMENTARE L’ATTRATTIVA DEL LAVORO
     Gli Stati membri riformeranno gli incentivi finanziari al fine di rendere attrattivo il lavoro
     e di incoraggiare gli uomini e le donne a cercare, accettare e mantenere un posto. Al
     riguardo, gli Stati membri dovrebbero elaborare politiche appropriate, finalizzate a
     ridurre il numero di lavoratori poveri. Essi sottoporranno a revisione e, ove opportuno,



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
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     riformeranno i sistemi fiscale e previdenziale e la loro interazione, al fine di eliminare le
     trappole della disoccupazione, della povertà e dell’inattività e di incoraggiare la
     partecipazione all’occupazione di donne, lavoratori scarsamente qualificati, lavoratori
     anziani, persone con disabilità e delle persone più lontane dal mercato del lavoro.
     Pur mantenendo un elevato livello di protezione sociale, gli Stati membri rivedranno in
     particolare i tassi di sostituzione e la durata delle prestazioni; garantiranno una
     gestione efficace delle stesse, in particolare per quanto riguarda il collegamento con
     una vera ricerca di un impiego, compreso l’accesso a misure di attivazione per
     sostenere l’occupabilità, tenendo conto delle situazioni individuali; considereranno la
     corresponsione di prestazioni per chi lavoro, se del caso e si adopereranno al fine di
     eliminare le trappole dell’inattività.
     In particolare, le politiche mireranno a ottenere entro il 2010 una riduzione significativa
     delle aliquote marginali effettive elevate e, se del caso, del carico fiscale sui lavoratori
     a bassa retribuzione, tenendo conto delle circostanza specifiche di ciascun paese.

     9. TRASFORMARE IL LAVORO NERO IN OCCUPAZIONE REGOLARE
     Gli Stati membri dovrebbero sviluppare e mettere in atto azioni e misure di ampia
     portata per eliminare il lavoro nero che prevedano la semplificazione del contesto in cui
     operano le imprese, rimuovendo i disincentivi e fornendo incentivi adatti nel quadro dei
     sistemi fiscale e previdenziale, dotandosi di una maggiore capacità di far rispettare le
     norme e di applicare sanzioni. Essi dovrebbero intraprendere gli sforzi necessari a
     livello nazionale ed europeo per misurare le dimensioni del problema e i progressi
     conseguiti a livello nazionale.

     10. AFFRONATRE LE DISPARITA’ REGIONALI IN MATERIA DI OCCUPAZIONE
     Gli Stati membri dovrebbero adottare una strategia di ampio respiro per la riduzione
     delle disparità regionali in materia di occupazione e disoccupazione. Essi dovrebbero
     sostenere il potenziale locale in termini di creazione di posti di lavoro, compreso il
     settore dell’economia sociale, e dovrebbero incoraggiare il partenariato tra tutti gli
     operatori interessati. Gli Stati membri dovranno:
     - promuovere condizioni favorevoli all’attività del settore privato e agli investimenti
         nelle regioni in ritardo di sviluppo
     - garantire che il sostegno pubblico alle regioni in ritardo di sviluppo privilegi
         investimenti in capitale umano e intellettuale, nonché infrastrutture adeguate (cfr.
         anche indirizzi di massima per le politiche economiche, n. 18 e 19).
     Sarebbe opportuno avvalersi pienamente del potenziale del fondo di coesione e dei
     fondi strutturali, nonché della Banca europea per gli investimenti.


In coerenza con i suddetti orientamenti comunitari, è stato redatto il Piano Nazionale
d’Azione per l’Occupazione (NAP), quale documento programmatico in cui gli Stati membri
dell’Unione Europea danno conto dell’attuazione delle politiche del lavoro effettuate
nell’anno precedente, dei progressi realizzati, delle risorse, anche comunitarie, impegnate,
ed espongono gli interventi per il triennio successivo.
Per un compiuto esame si rinvia al documento ufficiale reperibile sul sito del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali www.minwelfare.it




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                8
DINAMICHE RECENTI DEL LAVORO NELLE MARCHE

Fonte: elaborazione ARMAL


1. Gli andamenti occupazionali nel 2003

Gli ultimi dati di media dell’indagine trimestrale Istat sulle forze di lavoro evidenziano per le Marche
un incremento complessivo del numero di occupati nel corso del 2003 pari all’1,82%.

                                                                Totale occupati
              Valori assoluti                            2000              2001              2002                 2003
Marche                                                      591.126              602.457           612.811               623.956
ITALIA                                                   21.079.775           21.514.421        21.829.276            22.054.249
               Variazioni %                         2000/2001            2001/2002         2002/2003          Tot. 2000/2003
Marche                                                        1,92%                1,72%             1,82%                 5,55%
ITALIA                                                        2,06%                1,46%             1,03%                 4,62%
Fonte: elab. Osservatorio ARMAL su dati Istat


Di riflesso, i principali indicatori del mercato del lavoro registrano dinamiche che risultano ad una
prima lettura complessivamente favorevoli: il tasso di occupazione continua a crescere e rimane
decisamente superiore alla media nazionale e dell’aggregato del Centro Italia ma non colma il gap
rispetto alle circoscrizioni del Nord.

 Principali indicatori del mercato del lavoro
                                                   2000                  2001               2002                 2003
tasso occupazione = occ / pop 15 e oltre - Medie Istat
Marche                                                      46,86%                47,47%            48,08%               48,97%
ITALIA                                                      43,09%                43,83%            44,37%               44,82%
Nord-Ovest                                                  48,14%                48,90%            49,34%               50,04%
Nord-Est                                                    50,27%                50,74%            51,13%               51,68%
Centro                                                      44,39%                45,12%            45,76%               46,48%
Mezzogiorno                                                 28,53%                29,33%            29,88%               36,17%
tasso di disoccupazione = in cerca di occ. / FDL
Marche                                                       4,99%                 4,57%             4,43%                3,78%
ITALIA                                                      10,58%                 9,53%             9,02%                8,68%
Nord-Ovest                                                   5,28%                 4,32%             4,41%                4,17%
Nord-Est                                                     3,84%                 3,58%             3,32%                3,24%
Centro                                                       8,27%                 7,42%             6,60%                6,49%
Mezzogiorno                                                 21,03%                19,32%            18,32%               17,74%
Fonte: elab. Osservatorio ARMAL su dati Istat


Un’analisi più approfondita tuttavia, rivela che l’aumento dell’occupazione è quasi interamente
dovuto alla crescita della componente precaria: nelle Marche l’occupazione a carattere
temporaneo aumenta di oltre il 17% a fronte di una sostanziale staticità della componente
permanente.
Considerando anche il dato dei “collaboratori Inps”, la quota di occupazione precaria supera il 22%
con un incremento annuo di oltre 2,5 punti percentuali.
Da questo punto di vista il dato marchigiano risulta ancora più accentuato di quello nazionale.

L’occupazione a carattere temporaneo e permanente: Marche e Italia

                              Marche                                      2002              2003                 Var.%

- Permanente                                                                     388.077            389.004                0,24
- Temporanea                                                                      37.433             43.847               17,13




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                                              9
- Co.co.co                                                                        59.522                 69.605                       16,94
Totale alle dipendenze                                                           485.032                502.456                        3,59
% permanente su totale                                                              80,0                    77,4                       -2,6
% temporanea su totale                                                              20,0                    22,6                        2,6




                               Italia                                     2002                   2003                     Var.%

- Permanente                                                                14.285.966               14.463.647                        1,24
- Temporanea                                                                 1.563.342                1.582.534                        1,23
- Co.co.co                                                                   2.152.387                2.576.296                       19,69
Totale alle dipendenze                                                      18.001.695               18.622.477                        3,45


% permanente su totale                                                              79,4                    77,7                       -1,7
% temporanea su totale                                                              20,6                    22,3                        1,7
Elab. ARMAL su dati Istat e Inps

L’esame delle assunzioni per tipologia contrattuali1 fornisce un importante contributo qualitativo
all’interpretazione delle dinamiche in atto e consente di far luce sulle caratteristiche
dell’occupazione creata dal sistema d’imprese della regione. L’analisi rileva come la crescita
complessiva della domanda di lavoro si associ nelle Marche ad un utilizzo sempre maggiore di
contratti a tempo determinato.

Le modalità di utilizzo della forza lavoro
                                                                            variazioni percentuali
        Tipologia contrattuale
                                                 98/99            99/00             00/01                01/02               98/02
Apprendistato                                             11,60          6,29               -1,60                 -1,68               14,76
Contratto Form.                                           -5,61         -4,13              -19,43                -20,51              -42,04
Lavoro a domicilio                                         1,63          2,09              -10,38                -24,74              -30,02
Tempo det.                                                24,96         22,87                9,85                  6,41               79,48
Tempo ind.                                                13,70         11,12                7,35                -12,81               18,27
                         Totale regione                   18,12         15,97                6,70                 -0,56               45,35
                                                                              quote percentuali
                                                 1998             1999              2000                 2001                2002
Apprendistato                                             17,17         16,22               14,87                 13,71               13,56
Contratto Form.                                            3,56          2,84                2,35                  1,77                1,42
Lavoro a domicilio                                         0,57          0,49                0,43                  0,36                0,27
Tempo det.                                                49,17         52,02               55,11                 56,74               60,72
Tempo ind.                                                29,53         28,43               27,24                 27,41               24,03
                         Totale regione                  100,00        100,00             100,00                 100,00              100,00
Fonte: elab. Osservatorio ARMAL su dati Centri per l’Impiego e la Formazione

Già nel 1998 i contratti a termine costituivano quasi la metà degli ingressi nell’occupazione
registrati nell’intera regione e nel 2002, dopo 4 anni di crescente utilizzo, tale tipologia contrattuale
trova riscontro in oltre il 60% dei rapporti di lavoro posti in essere dalle aziende. Il loro incremento
complessivo sull’intero periodo considerato sfiora l’80% ed è circa sette volte superiore, in termini
assoluti, a quello registrato dal tempo indeterminato.
Si osserva, inoltre, come durante l’intero arco di tempo analizzato, apprendistato e formazione
lavoro presentino un andamento divergente: cresce l’apprendistato, sembra ormai del tutto in
declino il contratto di formazione lavoro.
Una caratteristica del mercato del lavoro regionale è il più elevato livello di precarietà della
componente femminile rispetto a quella maschile. Nelle Marche gli avviamenti a tempo

1
   Recentemente l’Osservatorio regionale ha condotto la prima analisi delle assunzioni realizzata in base alle registrazioni dei 13 Centri
per l’Impiego e la Formazione nel periodo 1998-2002. L’esame delle assunzioni poste in essere dalle imprese del territorio regionale è
di estremo interesse in quanto fotografa le modalità attraverso le quali la domanda di lavoro espressa dal sistema produttivo locale si
incontra con l’offerta di lavoro. Nel dato delle assunzioni non sono inclusi i rapporti di lavoro parasubordinato.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                                                       10
determinato costituiscono oltre il 64% degli ingressi nell’occupazione per le donne, mentre hanno
un’incidenza del 57% per gli uomini. All’opposto, le opportunità di lavoro più stabili ricorrono più
frequentemente per i maschi che non per le femmine (21 e 26% rispettivamente). Questa
caratterizzazione del mercato del lavoro può essere sintetizzata dall’indice di precarizzazione.

Indici di precarizzazione per genere nella regione Marche
                                                                   1998              1999                  2000               2001            2002
                         Femmine                                   0,66              0,69                  0,71               0,71            0,75
                          Maschi                                   0,59              0,61                  0,63               0,64            0,69
                           Totale                                     0,62           0,65                   0,67              0,67            0,72
Fonte: elab. Osservatorio ARMAL su dati Centri per l’Impiego e la Formazione


Le più recenti dinamiche del mercato del lavoro sono determinate da particolari andamenti
congiunturali che riguardano alcune filiere tipiche della regione. Emblematico il dato dei lavoratori
interessati da procedure di mobilità ai sensi della L. 223/91 durante il 2003 nelle principali filiere
produttive delle Marche. E’ necessario inoltre specificare che il dato è riferito solamente ad aziende
con più di 15 dipendenti e quindi sottostima la reale situazione di crisi.
Il comparto calzaturiero è quello che maggiormente soffre della crisi: in tal caso questa assume
connotazioni ormai strutturali più che congiunturali.

                                            Procedure di mobilità attivate nelle principali filiere nel 2003
                                             Calzature                                         1.027
                                              Tessile                                           639
                                              Meccanica                                         370
                                              Legno mobile                                      280
                                       Totale Marche                                  2.316
                           Elab ARMAL su dati liste di mobilità approvate dalle Commissioni Provinciali del Lavoro


Anche l’analisi della domanda di lavoro evidenzia questo aspetto.
Il dato, anche se aggiornato al 2002, evidenzia una progressiva e crescente contrazione nel
biennio 2000 – 2002.
Nel 2001, a fronte di un aumento generale delle assunzioni registrate nelle province di Macerata e
Ascoli Piceno, ambito territoriale al quale è riferita l’analisi, si registra una prima diminuzione nel
settore delle calzature di entità pari al 1,22%.
Ancora più marcata la riduzione riscontrata nell’anno successivo durante il quale il flusso di
assunzioni generato dalle imprese registra una variazione negativa, tale da condurre il livello della
domanda ad un valore inferiore a quello del 1998.

                                                    I flussi di assunzioni nel settore calzaturiero

                           Industria calzaturiera                                      Assunzioni: valori
                                                               1998          1999           2000               2001            2002
                                         Totale calzature          8.424         8.280          9.614                 9.497        8.047
                                Q.ta calzaturiero su totale        19,22         15,75           15,36                14,74          13,18

                           Industria calzaturiera                                     Variazioni assolute
                                                              98/99          99/00          00/01             01/02            98/02
                                          Totale calzature            -144       1.334              -117           -1.450              -377
                                                                                     Variazioni percentuali
                           Industria calzaturiera
                                                              98/99          99/00          00/01             01/02            98/02
                                          Totale calzature         -1,71         16,11           -1,22             -15,27            -4,48




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                                                                     11
                                STATO DI REALIZZAZIONE PIANO LAVORO 2003



    1. INTERVENTI FINANZIATI CON FONDI STATALI A DESTINAZIONE SPECIFICA

1.1 LSU
Con D.G.R. n° 328 dell’11-03-2003, impegnando un importo complessivo pari a €
795.200,00, sono stati realizzati i seguenti interventi:

     Allegato “A” - contributo ai lavoratori LSU in caso di stipula di Contratti di co.co.co.
                  - contributo a datori di lavoro privati in caso di assunzione a T.I. di
                    lavoratori LSU cosiddetti “svantaggiati”.

    Allegato “B” - contributo ad EE.LL. e AA.PP. (escluse quelle aventi carattere nazionale),
                    in caso di stipula di Contratti di co.co.co. con lavoratori LSU impegnati
                    alla data del 30-06-2001 (che non abbiano già percepito analogo
                    contributo nel corso del 2001 e 2002) e/o in progetti in corso di
                    svolgimento nell’anno 2003 (tale contributo è maggiorato se i soggetti
                    siano quelli cosiddetti “svantaggiati”).
                  - contributo a Enti che utilizzino o che abbiano già utilizzato lavoratori LSU,
                    in caso di assunzioni a T.I. (tale contributo è maggiorato se i soggetti
                    siano quelli cosiddetti “svantaggiati”).
                - ulteriore contributo a Enti che utilizzino o che abbiano già utilizzato
                    lavoratori LSU, in caso di assunzioni a T.I., pari alla quota di assegno
                    mensile ASU per ogni soggetto assunto, per il periodo dalla data di
                    assunzione sino al 31-12-2003.

      Allegato “C” - contributi agli Enti che hanno già stabilizzato i lavoratori LSU, volti a
                    favorire il passaggio al contratto a T.I., a migliorare le condizioni
                    contrattuali interne alle collaborazioni coordinate e continuative e/o ad
                    aumentare l’orario di lavoro.

Ulteriori misure programmate nel corso dell’anno 2003:
Nuovo intervento di politica attiva del lavoro finalizzato in via prioritaria ad offrire ulteriori
opportunità lavorative ai soggetti fuoriusciti dal bacino LSU per mancata stabilizzazione.
Risorse disponibili a carico del Fondo per l’occupazione.

Stato di attuazione:
Nel corso dell’anno 2003 sono stati stabilizzati ulteriori 103 soggetti, portando il
numero complessivo dal 2001 a n° 488 unità, nello stesso periodo i fuoriusciti per
vari motivi sono passati da n° 35 (nel 2001) a n° 44 unità, il numero dei soggetti non
stabilizzati risultano pari a 20 unità e coloro che sono stati prorogati nell’anno 2004
sono n° 14 unità.
Nel 2004 la Regione ha autorizzato la proroga sino al 30-12-2004 delle rimanenti n°
14 unità. Per due di esse si prevede una definitiva stabilizzazione al termine di tale
periodo. Più problematica risulta la soluzione per le altre n° 12 unità, che per le
caratteristiche soggettive e per le difficoltà di bilancio degli Enti utilizzatori,
risultano di difficile collocabilità.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                               12
1.2 APPRENDISTATO
L’art. 47 - comma 2 della legge 27 dicembre 2002 n. 289 (legge finanziaria 2003) mette a
disposizione 100 milioni di euro per l’anno 2003 per finanziare le attività formative
nell’esercizio dell’apprendistato, anche oltre il compimento dei 18 anni.

Stato di attuazione:
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha assegnato alla Regione Marche
con i decreti n. 123 del 15/5/03 e n. 294 del 23/10/2003 risorse per l’apprendistato
pari a € 8.726.823,97.
Le suddette risorse sono state ripartite e assegnate alle Amministrazioni provinciali
come segue:
                                                DM 123/2003      DM 294/2003
             Provincia                                                            Totale
                                                DGR 1123/03     DGR 1118/2003
Ancona                                          1.398.381,35    1.113.198,59    2.511.579,94
Pesaro-Urbino                                   1.405.183,76    1.118.613,73    2.523.797,49
Macerata                                         984.891,94      784.035,29     1.768.927,23
Ascoli Piceno                                   1.070.407,95     852.111,36     1.922.519,31
                              Totale             4.858.865,00    3.867.958,97   8.726.823,97


Il 10% di tale somme viene destinato per lo svolgimento di attività collegate come
individuate nelle linee guida allegate alla DGR n. 1123 del 5/8/03.
La metodologia adottata per la ripartizione delle risorse di cui al DM 15 maggio
2003 è stata quella di assegnare a ciascuna provincia un valore percentuale
calcolato sulla media annuale degli apprendisti occupati nella Regione Marche
nell’anno 2001.



1.3 L. 53/00 - 1.4 L. 236/93
Con DGR n. 448 del 01/04/2003 è stato approvato il Bando di accesso per interventi di
formazione continua individuale (F.C.I.) di cui alle leggi 236/93 e 53/2000. Con tale bando
la Regione Marche, tenuto conto del diritto degli individui di proseguire i percorsi di
formazione per tutto l’arco della vita, al fine di accrescere conoscenze e competenze
professionali volte all’incremento dell’occupabilità e dell’adattabilità, intende promuovere in
via sperimentale azioni individuali di formazione a favore dei lavoratori occupati in
applicazione dell’art. 9 – comma 3 – della Legge 236/93 ed azioni individuali di formazione
a favore dei lavoratori occupati che usufruiscono di congedi formativi retribuiti attraverso
gli strumenti previsti dall’art. 6 – comma 4 – della Legge 53/2000. L’obiettivo è quello di
finanziare le richieste di formazione individuale, scaturite quindi dalle esigenze del singolo
lavoratore, tramite l’assegnazione di un voucher del valore massimo di € 1.291,14 da
utilizzare per la frequenza di percorsi formativi presso strutture formative accreditate o
Università ubicate su tutto il territorio nazionale.
La disponibilità finanziaria per l’attuazione delle iniziative sopra riportate ammonta
complessivamente a € 617.865,56 che consentono l’attribuzione di complessivi 478
voucher così ripartiti:
     a. L. 236/93: n. 398 voucher
     b. L. 53/2000 – art. 6 (c. 4): n. 80 voucher




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                               13
E’ stato inoltre approvato il “Bando di accesso per interventi di formazione continua a
favore di lavoratori occupati i cui accordi contrattuali prevedono quote di riduzione
dell’orario di lavoro. L. 53/2000 art. 6 – comma 4 – D.M. 167/2001”. Con tale bando la
Regione Marche ha inteso promuovere iniziative di Formazione Continua rivolte a
lavoratori dipendenti di imprese private la cui contrattazione collettiva di categoria,
nazionale e decentrata, definisce il monte ore da destinare ai congedi di cui all’art. 6 della
legge 53/2000, i criteri per l’individuazione dei lavoratori da porre in formazione e le
modalità di orario e retribuzione connesse alla partecipazione ai percorsi di formazione.
Le risorse disponibili, pari a € 30.987.413,95 (60 miliardi di lire), sono state ripartite dal
M.L.P.S. tra le Regioni e le Province Autonome assegnando alla Regione Marche fondi
per complessivi € 945.481,78 (L. 1.830.708.000) ai quali si intende dare la seguente
ripartizione:
     ai progetti di tipo a) di cui al citato Bando la Regione Marche intende destinare
        risorse per € 842.190,40 (L.1.630.708.000);
     ai progetti di tipo b), ai sensi della D.G.R. n° 448 del 01/04/2003 la Regione Marche
        ha destinato risorse per circa il 10% dei fondi disponibili per un ammontare pari a
        103.291,38 (200 mil di lire)
La Regione Marche nell’ambito degli interventi previsti dalla lettera a) del decreto
ministeriale 167/2001, attuativo del comma 4 dell’art. 6 della legge 53/2000, intende
promuovere iniziative formative a carattere aziendale e pluriaziendale.
Destinatari della F.C. oggetto del ciato intervento a valere sulla legge 53/2000 sono i
lavoratori occupati presso imprese private aventi le caratteristiche previste dall’art. 6 -
comma 4 - della legge 53/2000 la cui contrattazione collettiva di categoria, nazionale e
decentrata, definisce il monte ore da destinare ai congedi per la formazione continua, i
criteri di individuazione dei lavoratori da porre in formazione e le modalità di orario e
retribuzione connesse alla partecipazione ai percorsi formativi.
Non possono essere destinatari delle iniziative di cui al citato bando i lavoratori assunti
con Contratti di Formazione Lavoro (CFL), gli Apprendisti, i lavoratori con contratto di
collaborazione coordinata e continuativa e i prestatori di lavoro occasionale.
Gli interventi formativi non potranno avere durata superiore ai 12 mesi dall’avvio
dell’attività corsuale; la frequenza ai corsi da parte dei lavoratori posti in formazione dovrà
essere effettuata durante l’orario di lavoro.
Gli interventi formativi dovranno riguardare le seguenti aree di intervento:
     Qualità;
     Innovazione tecnologica;
     Innovazione organizzativa;
     Sicurezza e protezione ambientale.

Stato di attuazione:
Con DGR n. 448 del 01/04/2003 la Regione Marche ha approvato il bando di accesso
per l’utilizzo dei voucher per un importo pari a complessivi € 617.865,56, di cui €
103.291,38 riferibili alla L. 53/2000 e € 514.574,18 riferibili alla L. 236/93. Sono
pervenute n. 1093 richieste di finanziamento attualmente in fase di valutazione.
Con DGR n. 861 del 17/06/2003 la Regione Marche ha approvato il bando di accesso
per interventi di formazione continua a valere sul comma 4 – art. 6 – L. 53/00 per un
importo complessivo pari a € 842.190,40. Risultano pervenuti n. 60 progetti,
attualmente in fase di valutazione.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                            14
1.5 IMPIEGO TRASFERIMENTI STATALI PER FUNZIONI E COMPITI CONFERITI EX D.
LGS. 469/97
Somme a disposizione per la liquidazione dei gettoni di presenza ai componenti della
Commissione Regionale Lavoro per l’anno 2003 e, in generale, per attività di promozione
e funzionamento del Servizio Formazione e Lavoro.

Stato di attuazione:
Con DDS n. 318/FPR del 17/6/04 si è disposta la liquidazione delle indennità di
presenza CRL



1.6 IMPIEGO TRASFERIMENTI STATALI PER SPESE EX AGENZIA REGIONALE
LAVORO - PARZIALE FINANZIAMENTO BILANCIO 2003 ARMAL
Trattasi dei trasferimenti operati dal Ministero del lavoro con il DPCM 05/08/1999 quale
rimborso di quota parte delle spese sostenute per il funzionamento dell’ex agenzia
regionale del lavoro, ora ARMAL.
L’utilizzo è per il parziale finanziamento del Bilancio 2003 ARMAL.

Stato di attuazione: con DGR n. 597 del 23/4/03 è stato approvato il bilancio di
previsione dell’ARMAL per l’anno 2003.
Con DDS n. 229/FPR del 5/8/03 sono stati affidati all’ARMAL € 1.401.762,00 come
contributo spese di funzionamento per l’anno 2003.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                     15
                             2. INTERVENTI FINANZIATI CON FONDI REGIONALI


2.1 IMPRENDITORIA FEMMINILE – LEGGE 215/92
I fondi della L. 215/92 pari a 516.457,00 sono destinati al cofinanziamento dei fondi a
titolarità nazionale (Ministero Attività Produttive) per il V bando (anno 2003).

Stato di attuazione:
In ordine al V bando (anno 2003) finanziato per un importo complessivo pari a €
3.719.180,32 si hanno le seguenti risultanze:
Progetti presentati n. 557 di cui finanziati n. 132, dei quali n. 4 del settore
agricoltura, 33 del settore manifatturiero, 95 del settore commercio.



2.2 CALL CENTER IMMIGRATI
Il progetto ha lo scopo di sperimentare nuovi strumenti per l’informazione e la
comunicazione a favore di immigrati che vivono e lavorano nella nostra regione o che
intendano emigrare da altri paesi verso le Marche. Rilevata la grande carenza di
informazioni e la scarsa presenza di strutture di servizio pubbliche e private nei Comuni, si
è inteso sperimentare nuove modalità relazionali, operando, innanzi tutto, una ricognizione
su tutti i servizi (pubblici e privati) offerti nel territorio regionale per gli immigrati.
L’intervento proseguirà con la selezione e la formazione degli operatori da utilizzare,
prevedendo anche l’utilizzo di personale immigrato.

Stato di attuazione:
assegnato all’ARMAL lo studio di fattibilità. Con DDS n. 403/FPR del 6/7/04 è stato
approvato il bando relativo all’attuazione della presente iniziativa.



2.3 PROGETTO INSERIMENTO LAVORATIVO ASSISTITO
Si prevede la realizzazione di un progetto per l’inserimento a tempo determinato di giovani
in situazione di disagio sociale (immigrati, nomadi) in ambiente lavorativo per la
formazione “on the job”. L’inserimento lavorativo verrà seguito da una equipe composta da
Assistenti sociali, sociologi e psicologi al fine di effettuare una costante valutazione e
verifica dell’andamento dell’inserimento e della sua funzionalità.

Stato di attuazione:
Con DGR n.1592 del 24/11/03 è stato approvato l’avviso pubblico relativo al
“Progetto ROM - Inserimento lavorativo assistito”, per la realizzazione di attività
formative on the job, a tempo determinato, a beneficio di dieci soggetti di etnia
ROM. Alla scadenza è pervenuta 1 sola domanda ritenuta non ammissibile per
mancanza di requisiti. Sono stati riaperti i termini per la presentazione delle
domande con scadenza il 10/5/04. I 2 progetti pervenuti sono stati inviati al Servizio
legale per verifica ammissibilità.




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2.4 PROGETTO BADANTI
Il progetto “Badanti” intende affrontare la delicatissima questione delle lavoratrici
immigrate che prestano la loro opera presso le famiglie in attività di cura. Si intende
cogliere un duplice obbiettivo:
    favorire la regolarizzazione di tali attività lavorative
    promuovere momenti formativi per queste donne immigrate allo scopo di offrire un
       miglior futuro alle stesse e migliori garanzie di qualità nel servizio prestato.

Stato di attuazione:
Con DGR n. 1708 del 9/12/03 è stato approvato il “Progetto Badanti –
Sperimentazione assegno servizi”. Il progetto si articola nelle seguenti quattro fasi:
    1. interventi di riqualificazione degli operatori pubblici e privati, regionali e
       locali, che dovranno cimentarsi nella gestione del nuovo modello di
       erogazione dei servizi;
    2. attività di ricerca e mappatura, funzionali ad acquisire una conoscenza
       analitica dello specifico contesto territoriale e settoriale;
    3. interventi formativi rivolti a chi presta servizi di supporto domestico e di
       prossimità, finalizzati ad accrescere il livello qualitativo delle prestazioni ed
       istituire una lista di operatori territoriali ed accreditati;
    4. sperimentazione dell’assegno servizi, in quattro contesti territoriali.
Con la DGR di cui sopra è stata, inoltre, incaricata l’ARMAL (Agenzia Regionale
Marche Lavoro), ad integrazione del relativo programma annuale di attività
approvato in ambito del Piano annuale delle politiche attive del lavoro 2003, della
realizzazione della prima e seconda fase del progetto.



2.5 FORMAZIONE E TIROCINIO PER GIOVANI ARGENTINI DI ORIGINE
MARCHIGIANA
Ridefinizione dell’intervento già attivato nel corso del 2002.
Gli obiettivi del progetto consistono nel favorire l’inserimento di 20 giovani argentini di
origini marchigiane nel contesto economico produttivo delle imprese marchigiane.

Stato di attuazione:
Con DGR n. 1813 del 23/12/03 è stato approvato il bando per la presentazione di un
progetto di formazione e tirocinio di giovani Argentini. La graduatoria è stata
approvata con DDS n. 418/FPR del 12/7/04.



2.6 FINANZIAMENTO BILANCIO ARMAL 2003
Ai sensi dell’art. 3 – comma 5 - della L.R. 38/98 si determina il finanziamento per le spese
di funzionamento e di attività dell’Agenzia Regionale Marche Lavoro sulla base del
programma di attività dell’ARMAL, parte integrante e sostanziale del presente Piano per le
politiche attive del lavoro anno 2003 sotto la lettera “B”.
Ad integrazione del predetto programma vengono affidati all’ARMAL i seguenti ulteriori
interventi:
        a) indagine su giovani e cultura d’impresa nelle Marche
        b) indagine sull’offerta formativa di professionalità sociali nella Regione



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                                                                                         17
           c) indagine per individuare caratteristiche e peculiarità della disoccupazione di
              lunga durata nella Regione Marche
           d) elaborazione di una o più ipotesi di revisione della legislazione regionale in
              materia di mercato del lavoro dopo l’approvazione della riforma del Titolo V della
              Costituzione e della Legge 30/03, con particolare riferimento alla L.R. 31/97.

Stato di attuazione:
con DGR n. 597 del 23/4/03 è stato approvato il bilancio di previsione dell’ARMAL
per l’anno 2003.
Con DDS n. 229/FPR del 5/8/03 sono stati affidati all’ARMAL € 1.401.762,00 come
contributo spese di funzionamento per l’anno 2003.




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                                                                                             18
                    3. INTERVENTI FINANZIATI CON FONDO SOCIALE EUROPEO


3.1 ASSE A

3.1.1 AZIONI DI ACCOMPAGNAMENTO E SUPPORTO ALLA MOBILITÀ
GEOGRAFICA SUD/NORD
L’obiettivo del progetto Interregionale “Azioni di accompagnamento e supporto alla
mobilita’ geografica sud / nord” è attivare azioni congiunte tra le Regioni, in una logica di
integrazione dei sistemi formazione – istruzione – lavoro, al fine di:
 assicurare interventi di qualità a sostegno dei tirocini di formazione;
 perseguire “obiettivi di sistema” grazie alla sperimentazione di modelli per migliorare il
processo di mobilità geografica.
Nello specifico, gli obiettivi primari possono essere così riassunti:
offrire esperienze formative in ambito lavorativo, che favoriscano la occupabilità delle
persone e rafforzino il sistema delle competenze nelle singole imprese, facendo incontrare
le esigenze delle persone e delle aziende, mettendo così in valore le potenzialità di
entrambi, ma anche le esigenze e peculiarità di territori diversi e sinergici tra loro;
garantire innovatività del progetto di tirocinio, dove il soggetto promotore è garante di tutto
il processo formativo e l’impresa assume un ruolo attivo nell’erogare formazione. In questa
direzione è proposto il credito di eccellenza formativa per l’impresa, ovvero l’impresa
come luogo di apprendimento;
rafforzare e mettere a sistema una rete di relazioni e cooperazione interistituzionale
sulle iniziative di mobilità geografica;
realizzare modelli di riferimento condivisi, di approccio metodologico, strumentale e di
contenuti, per la diffusione di buone prassi, per la realizzazione e valorizzazione dei
percorsi di formazione individuale nel sistema delle imprese e per la gestione dei processi
di mobilità geografica;
ipotizzare e sperimentare un modello di certificazione delle competenze acquisite
durante l’esperienza formativa e spendibili sul mercato del lavoro regionale e
interregionale;
mettere a punto un sistema informativo condiviso per la promozione dei tirocini e la
gestione delle banche dati relative.
In sostanza il progetto è finanziato come segue:
      i percorsi formativi dei tirocinanti sono finanziati dalle regioni dell’Ob. 1 con i fondi
        del POR
      le azioni di sistema (azioni che agiscono sul miglioramento qualitativo delle attività e
        sulla omogeneizzazione degli interventi comuni tra le amministrazioni regionali,
        etc.) sono finanziate dalle regioni dell’Ob. 3 che ospitano i tirocinanti con i fondi del
        POR
      le spese di viaggio, vitto e alloggio dei tirocinanti sono a carico del Fondo per
        l’occupazione di cui al DM 22/01/2001 sulla mobilità geografica nord-sud (si
        prevede un ulteriore finanziamento nell’anno 2003).
Allo stato attuale risultano aderenti al progetto n. 18 regioni (compresa la prov. Autonoma
di Trento e Bolzano), per un impegno complessivo pari a quasi sette milioni di €uro, dei
quali 4,2 milioni di €uro da parte delle regioni dell’Ob. 1 per la formazione di andata e
ritorno dei tirocinanti, ed il resto a carico delle Regioni dell’Ob. 3 per le azioni di sistema.




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Stato di attuazione:
Con DDS n. 230/FPR del 5/8/03 è stato approvato il protocollo d’intesa tra le regioni
aderenti e sono state impegnate e liquidate alla Regione Emilia Romagna, capofila
del progetto interregionale, 63.000 €, quale quota parte per la realizzazione delle
azioni di sistema sopra individuate.
A seguito di diverse riunioni organizzate dal Ministero del lavoro e delle Politiche
sociali, considerato che ITALIA LAVORO, agenzia tecnica del Ministero del lavoro,
ha già assegnati finanziamenti ministeriali per un intervento similare a questo
progetto, si è concordato di modificare la realizzazione del progetto e affidare il
tutto a ITALIA LAVORO. Si procederà pertanto a richiedere la restituzione della
somme già liquidate alla Regione Emilia Romagna.



3.1.2. NUOVO MODELLO DEI SERVIZI AL LAVORO

Quadro generale dell’intervento
Il decentramento effettuato con il D.Lgs. 469/97 ha conferito alle Regioni le funzioni ed i
compiti in materia di politica attiva del lavoro, queste ultime rafforzate dalla riforma dell’art.
117 della costituzione. Queste nuove competenze hanno portato le Regioni a sviluppare
dei sistemi regionali per favorire l’integrazione dei mercati locali del lavoro. L’obiettivo del
progetto Interregionale “Nuovo modello dei servizi per il lavoro” è attivare delle azioni
congiunte tra le Regioni, in una logica di integrazione dei sistemi formazione, istruzione e
lavoro, al fine di:
     Garantire una modalità di accesso agli utenti indipendente dall’ambito regionale
       avviando, al tempo stesso, una integrazione tra i diversi mercati regionali;
     Facilitare la mobilità del lavoro e dei lavoratori, favorendo il raggiungimento di
       “obiettivi di sistema”.

Obiettivi generali del progetto
Nell’ambito del quadro generale appena descritto, gli obiettivi primari del progetto possono
essere così riassunti:
    Creare un sistema di interoperabilità tra i sistemi informativi regionali da subito
       per i servizi per il Lavoro, ma avendo come obiettivo del medio periodo anche quelli
       riferiti all’Istruzione e la Formazione Professionale. Da subito verranno messe in
       comune le informazioni relative alle banche dati relative al Mercato del lavoro, alle
       Occasioni formative, ed alla Normativa;
    Elaborare un sistema unitario delle classificazione dei dati presenti nei diversi
       sistemi per consentire il dialogo tra sistemi regionali, al fine di massimizzare le
       possibilità di ricerca ed individuazione delle informazioni;
    Sviluppare e condividere analisi dei processi di erogazione dei servizi e di
       gestione delle informazioni;
    Costruire un sistema interregionale per i Centri Per l’Impiego standardizzando
       procedure e modalità di codificazione delle informazioni da scambiare;
    Integrare la gestione della Legge 68 sul collocamento dei disabili all’interno del SIL
       favorendo l’incontro domanda ed offerta di lavoro dei lavoratori svantaggiati;
    Favorire lo scambio delle buone prassi e la loro estensione alle altre regioni ,
       sviluppando i necessari adattamenti alle peculiarità operative locali.




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Azioni previste
Il progetto prevede le azioni di sistema riportate in tabella.

1   Sistema unitario di classificazione dei dati per consentire il dialogo tra sistemi regionali
2   Strumenti informatici per l’interscambio delle informazioni
3   Connessione interregionale dei Centri Per L’impiego per la semplificazione amministrativa
4   Integrazioni sistemi di gestione legge 68 sul collocamento dei disabili
5   Coordinamento del progetto
6   Promozione – sviluppo – diffusione

Stato di attuazione:
La Regione Marche, con DGR n. 1816 del 23/12/2003, ha aderito al progetto
interregionale “Nuovo modello di servizi per il lavoro” per l’attivazione del progetto
di cui sopra. E’ stato costituito il Comitato di Pilotaggio costituito da un
rappresentante di ciascuna Regione aderente che, allo stato attuale, sta lavorando
sulla proposta di decreto ministeriale per l’attuazione della Borsa nazionale del
lavoro, previsto dal CAPO III del D. Legislativo 276/03, trasmesso dal Ministero del
lavoro al Coordinamento delle Regioni.



3.1.3 PROGETTAZIONE DI UNA LINEA DI SERVIZIO SPECIFICA PER I CENTRI PER
L’IMPIEGO
Il Masterplan regionale dei servizi per l’impiego, approvato con DGR n. 449 del
01/04/2003, sulla base dei risultati di indagini e valutazioni circa l’operato dei Centri per
l’impiego, ha evidenziato alcune direttrici che dovrebbero caratterizzare il piano d’azione
regionale e provinciale da attuare nei confronti delle citate strutture, per il periodo 2003-
2006. Tra queste aree emerse come strategiche per lo sviluppo dei nuovi Servizi per
l’impiego, è compresa l’accelerazione del processo di attivazione dei Centri per l’impiego
nei confronti del cliente impresa, mediante l’implementazione di un approccio
consulenziale verso questo specifico target., sottolineando l’importanza di offrire servizi atti
a soddisfare le esigenze del sistema economico-produttivo locale, passando ad un
approccio attivo e propositivo, in una prospettiva che tenga insieme la consulenza
amministrativa agli incentivi e la rilevazione dei fabbisogni professionali. E’ stata inoltre
individuata di estrema importanza la costruzione di reti territoriali e di collaborazione (con
altri Servizi, con le Associazioni datoriali e dei lavoratori, con gli Enti di formazione, con le
Agenzie private e con le imprese), capaci di configurare un sistema di opportunità diffuso e
capillare facente capo ai nuovi servizi per l’impiego.
Sulla scorta di tali esigenze, anche in risposta ad espresse sollecitazioni in tal senso
formulate dalle Amministrazioni provinciali, è stato attuato, in accordo con le stesse, un
intervento che prevede la progettazione, sperimentazione e attuazione in tutti i 13 Centri
per l’impiego, di una specifica linea di servizio dedicata alle aree critiche sopra evidenziate
comprendente anche la realizzazione di appositi interventi formativi per gli operatori delle
strutture. L’obiettivo è quello di favorire lo sviluppo dei servizi per l’impiego, in un’ottica di
sistema regionale di servizi sempre più qualificato e competitivo, ovvero in grado di offrire
prestazioni e servizi adeguati, sotto il profilo dell’efficacia e dell’efficienza, in risposta ai
bisogni di cittadini ed imprese.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
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Stato di attuazione:
 Con DDS n. 353/FPR del 29/10/03 è stato predisposto il bando per l’affidamento di
attività di progettazione di una linea di servizio specifica per i Centri per l’Impiego.
Alla scadenza sono pervenuti n. 16 progetti di cui n. 14 ammessi alla fase di
valutazione dei requisiti tecnici



3.1.4 ASSISTENZA TECNICA PORTALI LAVORO E FORMAZIONE E APPLICATIVO
JOB AGENCY
L’attività di assistenza tecnica dei portali lavoro e formazione consiste essenzialmente in:
     raccolta delle informazioni già esistenti e disponibili presso le amministrazioni di
         settore, siano esse comunitarie, nazionali, regionali o provinciali;
     organizzazione e classificazione delle informazioni per settori omogenei anche
         attraverso la costituzione di una biblioteca cartacea che accolga in forma
         organizzata il materiale raccolto
     creare percorsi informativi strutturati in relazione alla tipologia di utenza che ne
         fruirà:
             o operatori della pubblica amministrazione
             o operatori professionali privati
             o aziende
             o singoli cittadini
     determinare la filosofia comunicativa standard da adottare in relazione agli utenti
         specifici (ad esclusione della definizione degli aspetti grafici)
     elaborare in proprio e pubblicare dei report riferibili ad argomenti specifici rivolti a
         specifica utenza
     eseguire il caricamento e l’aggiornamento dei contenuti informativi
L’attività di assistenza all’applicativo Job Agency consiste essenzialmente in assistenza
operativo-consulenziale e tecnico-operativa per
     l’espletamento delle funzioni amministrative connesse al collocamento ed ai servizi
         per l’impiego
     sviluppo delle competenze attribuite ai centri per l’impiego
     coordinamento e omogeneizzazione delle procedure locali con le direttive nazionali

Stato di attuazione:
 Con DDS n. 354/FPR del 29/10/03 è stata indetta una gara mediante procedura
aperta ai sensi del D.Lgs. 157/95 per l’attività di assistenza tecnico-consulenziale dei
portali lavoro e formazione. Con DDS n. 241/FPR del 29/4/04 il servizio è stato
affidato alla Camera Work di Jesi.



3.1.5 ASSISTENZA MANUTENTIVA ED EVOLUTIVA JOB AGENCY
Il programma di assistenza manutentiva ed evolutiva del Job Agency assicurerà l’usabilità
dell’applicativo alle esigenze che nel tempo verranno individuate dalla Regione o dalle
Province, come pure l’adeguamento all’evoluzione normativa e legislativa del settore.
L’intervento prevede inoltre la messa a disposizione delle Amministrazioni provinciali di un
servizio di help desk nonché attività costante di formazione e aggiornamento per gli
operatori dei Centri per l’Impiego.




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Stato di attuazione:
Con DDS n. 3/SIF del 23/1/04 è stata indetta una licitazione privata ai sensi del D.
Lgs. 157/95 per l’assistenza e manutenzione evolutiva del Sistema Informativo
Lavoro per la durata di tre anni. E’ in fase di approvazione il Decreto per
l’assegnazione definitiva del servizio all’ATI Consorzio Quadrateci (Pesaro) –
Adrialab (Jesi).



3.1.6 ASSISTENZA TECNICA ALLE PROVINCE PER SIFP
L’attività consiste essenzialmente nel fornire un help desk alle Province nell’utilizzo del
Sistema Informativo della Formazione Professionale (SIFP) prevedendo anche visite in
loco e formazione diretta agli utilizzatori del sistema.

Stato di attuazione:
Il bando è stato aggiudicato alla ditta E-partners di Falconara M.ma che sta
regolarmente prestando l’attività prevista.



3.1.7 RICERCA, ANALISI, FORMAZIONE E INFORMAZIONE SU LAVORO
IRREGOLARE
Si è individuato un intervento di ricerca e analisi del fenomeno del lavoro irregolare nel
territorio per tracciare i contorni e il contesto del fenomeno ed anche per consentire
l’attivazione di azioni dirette a favore di individui o imprese sommerse o a rischio di
immersione.

Stato di attuazione:
Il bando è stato approvato con DDS n. 186/FPR del 6/4/04. Alla scadenza sono
pervenuti n. 12 progetti che sono attualmente in fase di valutazione



3.1.8 MONITORAGGIO FUNZIONI ESPLETATE E SERVIZI EROGATI DAI CENTRI PER
L’IMPIEGO (ARMAL)
L’intervento consente la prosecuzione dell’attività di monitoraggio dei servizi per l’impiego
affidata all’ARMAL con il precedente piano lavoro 2002.

Stato di attuazione:
Tale intervento è stato assegnato con DDS n. 164 del 24/6/03.



3.1.9 INDAGINE SUGLI ESITI OCCUPAZIONALI DEGLI AIUTI ALLE ASSUNZIONI
FINANZIATI CON IL FSE
Con il presente intervento si intendeva realizzare una valutazione ex post sugli aiuti alle
assunzioni originariamente previsti dalla L.R. 31/97 e finanziati, dal 2000 ad oggi, con
risorse FSE. L’obiettivo era verificare se le agevolazioni erogate hanno contribuito a creare
occupazione stabile (cioè per un periodo di tempo superiore ai due anni per i quali è
comunque previsto che le imprese beneficiarie non licenzino gli occupati per cui hanno



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ricevuto i contributi comunitari); valutare la distribuzione settoriale dei nuovi assunti e le
loro condizioni professionali precedenti; quantificare l’occupazione incrementale netta o
l’entità di eventuali effetti piazzamento; analizzare l’efficacia dell’intervento sulla base di
dati oggettivi.

Stato di attuazione:
intervento non realizzato in quanto unificato con l’indagine placement in corso di
realizzazione.



3.1.10 PIANO TRIENNALE OCCUPAZIONE 2004/2006 (ARMAL)
L’intervento ha visto l’assegnazione di fondi all’ARMAL affinché provvedesse al
coordinamento delle operazioni di predisposizione del Piano triennale per l’occupazione
2004/2006. In tale contesto, oltre alla effettuazione delle necessarie indagini sul mercato
del lavoro marchigiano, sempre a cura dell’ARMAL, sono stati organizzati n. 3 workshop –
seminari su temi di particolare rilevanza e attualità:
    - i giovani e il mercato del lavoro
    - le donne e il mercato del lavoro
    - il ricambio generazionale.

Stato di attuazione:
Tale intervento è stato assegnato all’ARMAL con DDS n. 164 del 24/6/03.
Il Piano triennale per gli interventi delle politiche attive del lavoro 2004-2006, dopo
ampia concertazione, è stato definitivamente approvato nella seduta del Consiglio
regionale del 06/07/2004.



3.1.11 REALIZZAZIONE CAMPAGNA PROMOZIONALE SERVIZI PORTALI LAVORO E
FORMAZIONE
L’intervento si propone la realizzazione di una campagna promozionale dei servizi offerti
alle diverse tipologie di utenti dai costruendi portali lavoro e formazione.

Stato di attuazione:
Considerato lo stato di attuazione dell’intervento di realizzazione dell’assistenza
tecnica ai portali lavoro e formazione (3.1.4), il presente intervento viene rinviato al
2004.



3.1.12 AIUTI ALLE ASSUNZIONI (AREE OB. 2)
In attuazione delle disposizioni del POR Obiettivo 3 2000-06, al fine di garantire ai
residenti nelle aree Obiettivo 2 il 5% pro-capite in più di risorse FSE, la Regione ha
previsto l’erogazione di aiuti alle assunzioni (finanziati tramite il POR Obiettivo 3) a
imprese ammesse a finanziamento nell’ambito della Misura 1.1.2 del Doc.U.P. Obiettivo 2
2000-06 (Aiuti agli investimenti delle imprese artigiane di produzione e servizi alla
produzione) che, a seguito dell’investimento realizzato e cofinanziato con il FESR,
registrino un incremento occupazionale.




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Le imprese in possesso dei requisiti richiesti potranno indirizzano la domanda di
finanziamento al Servizio Formazione Professionale e Problemi del Lavoro della Regione
Marche e beneficiano, se ed in quanto compatibili, degli aiuti all’occupazione, erogati in
“de minimis”, previsti nell’Asse A Misure 1 e 2, Asse B Misura 1 ed Asse E Misura 1, con
procedura a sportello.

Stato di attuazione:
Il bando è stato approvato con DGR n. 1122 del 5/8/03. I contributi ammissibili a
finanziamento fanno riferimento alle assunzioni effettuate dal 9/1/02 (data di
pubblicazione del bando attuativo della Misura 1.1.2 del Doc.U.P. Ob.2 – aiuti agli
investimenti delle imprese artigiane di produzione e servizi alla produzione) al
28/7/03 (termine del periodo transitorio di applicazione della nuova normativa in
materia di collocamento).
Alla scadenza sono pervenute n. 42 domande per complessivi n. 98 dipendenti, di
cui n. 52 hanno ottenuto il contributo (DDS n. 90/FPR del 25/2/2004).
La spesa per tale intervento risulta:
        € 63.319,71 - Asse A, misura 2
        € 18.075,98 – Asse A, misura 3
        € 32.020,32 – Asse B, misura 1
        € 122.766,20 – Asse E, misura 1




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3.2 ASSE B

3.2.1 INSERIMENTO LAVORATIVO SOGGETTI SVANTAGGIATI

Stato di attuazione:
Con DGR n. 1551 del 18/11/03, la Regione Marche ha aderito al Protocollo di intesa
per la realizzazione del Progetto Interregionale finalizzato al sostegno di una
progettualità, innovazione e scambio di buone pratiche nel campo della inclusione
sociale, sullo specifico tema del "Mantenimento mirato: permanenza in azienda del
disabile psichico".



3.2.2 INSERIMENTO LAVORATIVO DETENUTI
Si propone la realizzazione di un intervento finalizzato all’inclusione socio-occupazionale
dei detenuti all’interno degli istituti di pena volto ad offrire risposte concrete in ordine:
     all’attuazione concreta dell’Ordinamento penitenziario che, sulla base del principio
       costituzionalmente riconosciuto della rieducazione del condannato, riafferma il
       diritto delle persone in esecuzione penale all’istruzione, alla formazione ed al
       lavoro;
     da un punto di vista sociale, a causa dell’alto tasso di recidiva relativo alla
       commissione di reati, si sta facendo strada negli operatori del settore la
       consapevolezza che il “riempire” il tempo “vuoto” della carcerazione con attività
       trattamentali rappresenti, oltre che un dovere istituzionale, anche una forma di utilità
       sociale, in quanto opera di prevenzione;
     dare concreta operatività al protocollo d’intesa che la Regione Marche ha stipulato
       con il Ministero della Giustizia il 9 marzo 2000, dove si riafferma in concreto il
       principio della corresponsabilità rieducativa da parte della società civile nei confronti
       delle persone entrate nel circuito penale.

Stato di attuazione:
Con DGR n. 1814 del 23/12/03 è stato approvato l’avviso pubblico per la
realizzazione di un intervento sperimentale integrato di orientamento, formazione e
inserimento lavorativo per detenuti. Alla scadenza non è pervenuto nessun
progetto. Si sta provvedendo alla stesura di un nuovo bando che recepisca le
anomalie evidenziate dal primo andato deserto.


3.2.3 INTEGRAZIONE DEI SISTEMI DI WELFARE
L’intervento si pone l’obiettivo di favorire l’integrazione dei sistemi di welfare regionali,
attraverso l’elaborazione di metodologie e procedure innovative, nonché tramite la
formazione di specifici profili professionali. Innanzi tutto si intende effettuare una
ricognizione sull’offerta formativa relativa alle professioni sociali per poi confrontarla con
la domanda e il fabbisogno formativo relativo al welfare. La recente riforma dei centri per
l’impiego (ma anche delle politiche attive del lavoro in generale) e l’avvio della fase
operativa del “Piano regionale per un sistema integrato di interventi e servizi sociali”
richiedono sforzi sistematici per individuare possibili sinergie e modalità di raccordo tra i
due sistemi, collegandoli all’innovazione e all’efficienza dei singoli settori di intervento.

Stato di attuazione: non attuato



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                                                                                             26
3.2.4 COFINANZIAMENTO PROGETTO BADANTI
A parziale finanziamento del progetto “badanti”, in questo ambito, verranno finanziati gli
interventi finalizzati all’accertamento delle competenze e alla formazione/riqualificazione
degli operatori (badanti).

Stato di attuazione: annullato.



3.2.5 INTERVENTI A SOSTEGNO ATTIVITÀ LUDICO MOTORIE-ADDESTRATIVE PER
DISABILI
Con la promozione di questo intervento la Regione Marche intende perseguire i seguenti
obiettivi:
    - incrementare e sviluppare tutte le attività legate alla pratica sportiva e motoria non
        di tipo fisiochinesiterapeutico, dei disabili, favorendo la nascita di nuove imprese o
        di associazioni di settore o la diversificazione di quelle già esistenti;
    - favorire la formazione specifica di operatori già in possesso di professionalità legate
        al settore ludico-motorio-addestrativo e la formazione, sempre inerente la pratica
        ludico motoria e addestrativi di disabili.
L’intervento intende ammettere ad agevolazioni nuove iniziative imprenditoriali ed
associative riconducibili a:
        a) attività imprenditoriali o associative inerenti il settore ludico-motorio-addestrativo
            riservato ai disabili;
        b) attività aziendali o associative che presentano uno spiccato livello di innovatività
            ed un significativo valore aggiunto;
        c) corsi di formazione professionale attinenti l’insegnamento di pratiche ludico-
            motorie-addestrative a disabili, riservati a diplomati/laureati in materie attinenti le
            pratiche sportive o motorie;
        d) corsi di pratiche ludico motorie, riservate a disabili.

Stato di attuazione:
Il relativo bando è in fase di predisposizione.



3.2.6 FORMAZIONE PER OPERATORI DELLE DIPENDENZE
Questo intervento si pone l’obiettivo di garantire continuità al percorso già da tempo
avviato dalla Regione Marche tendente ad attuare una strategia organica di
riqualificazione delle professionalità coinvolte nel settore della tossicodipendenza, nel
tentativo di assicurare standard di prestazioni omogenei su tutto il territorio regionale.

Stato di attuazione:
Con DDS n. 184/FPR del 1/4/04 è stato stabilito di provvedere all’affidamento, a
mezzo cottimo fiduciario, dell’intervento per realizzazione attività finalizzate ad
aggiornare il sistema delle competenze degli operatori impegnati nel settore delle
dipendenze. Importo € 50.000,00. Le n. 4 domande pervenute alla scadenza sono in
fase di valutazione.




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                                                                                                27
3.2.7 COMPETENZE INNOVATIVE AL SERVIZIO DEL “MENTORING FAMILIARE”
Questo intervento si pone l’obiettivo di validare un percorso formativo destinato a n. 20
operatori, finalizzato alla costruzione di un sistema di competenze specifiche,
proficuamente spendibile in azioni di mentoring, nell’ambito di contesti familiari
condizionati dalla sopravvenuta disabilità di uno dei suoi componenti.

Stato di attuazione:
Con DGR n. 1450 del 28/10/03 è stato approvato il bando contenente i criteri e le
modalità di assegnazione di ausili finanziari per la realizzazione di un intervento
formativo finalizzato alla costruzione di competenze innovative al servizio del
Mentoring familiare.
Sono pervenuti n. 2 progetti. Con DDS n.234/FPR del 28/4/04 è stata approvata la
graduatoria e ammesso a finanziamento il progetto posizionatosi al primo posto per
un importo di 68.853,80 euro presentato dalla FORMARCHE di Ancona.



3.2.8 SOVVENZIONE GLOBALE
Sulla base di quanto previsto dalla disciplina del FSE, un importo ragionevole degli
stanziamenti dovrà rendersi disponibile sotto forma di piccoli sussidi; l’erogazione di tali
risorse dovrà essere accompagnata da disposizioni speciali di ammissibilità, in termini di
rapidità e semplicità, per le organizzazioni non governative e i raggruppamenti locali.
Le disposizioni relative al “piccolo sussidio” sono contenute nel Reg. CE 1784/99 –
considerando 14 e art. 4 – comma 2 – e nota della Commissione europea dell’11 gennaio
2001, e si intende un importo compreso tra i 2.000,00 ed i 50.000,00 euro.
Con tali sussidi si devono finanziare microprogetti finalizzati a:
       - consolidare la qualità dei servizi offerti dalle strutture operanti nell’ambito
           dell’inclusione sociale e lavorativa;
       - sostenere l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, anche attraverso lo
           sviluppo di opportunità lavorative nel campo imprenditoriale.
Per quanto attiene ai soggetti svantaggiati, in base a quanto disposto dalla Misura B1 del
POR Marche, sono state individuate le seguenti fasce:
       - alcoolisti ed ex-alcoolisti
       - detenuti ed ex-detenuti
       - disoccupati di lunga durata
       - immigrati
       - disabili fisici, psichici e sensoriali
       - minoranze etniche
       - nomadi
       - senza fissa dimora
       - sieropositivi HIV
       - soggetti in uscita dal mondo della prostituzione
       - rifugiati
       - tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti.
Una possibile articolazione degli interventi eleggibili nell’ambito della sovvenzione globale
includono:
Azione 1: realizzazione di un intervento e di un percorso integrato finalizzato alla
creazione di micro-imprese mediante la concessione di servizi reali e incentivi finanziari a
soggetti che intendono inserirsi nel mercato del lavoro realizzando un’impresa. Tali
sovvenzioni prevederanno la concessione di un contributo a fondo perduto per un importo



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                                                                                          28
non superiore a 20.000,00 euro e comunque contenuto nella percentuale massima
dell’80% del piano di investimenti risultante da apposito piano di impresa.
Azione 2: animazione territoriale, sensibilizzazione, informazione e promozione rivolte al
contesto sociale, aziendale, scolastico e formativo.
Azione 3: misure di accompagnamento a supporto della realizzazione dell’intervento.

Stato di attuazione:
Con DGR n. 1448 del 28/10/03 è stato approvato il bando per la selezione
dell'organismo intermediario e del progetto per la gestione della sovvenzione
globale avente ad oggetto l'attuazione delle iniziative previste dalla libera di
intervento piccoli sussidi. Alla scadenza sono pervenuti n. 3 progetti; la graduatoria
è stata approvata con DDS n. 313/FPR del 10/6/04 e prevede l’assegnazione della
realizzazione dell’intervento all’ente FORMARCHE di Ancona.



3.2.9 AIUTI ALLE ASSUNZIONI (AREE OB. 2)

Vedere precedente intervento 3.1.12




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                                                                                       29
3.3 ASSE C

3.3.1 ACCREDITAMENTO
Con l’intento di perseguire l’obiettivo del miglioramento organizzativo delle strutture
formative e, conseguentemente, dell’offerta formativa, si intende finanziare l’attività di
adeguamento alle norme richieste dalle disposizioni vigenti in materia di accreditamento,
con particolare riferimento a:
1. azioni di manutenzione straordinaria delle strutture per l’abbattimento delle barriere
   architettoniche e miglioramento dell’accessibilità ai portatori di handicap alle sedi
   accreditate
2. azioni finalizzate all’informatizzazione dei processi
3. azioni finalizzate alla formazione del personale

Stato di attuazione:
Con DGR 1750 del 16/12/03 sono stati approvati criteri e modalità per l'assegnazione
di ausili finanziari per progetti di riordino degli Enti di formazione professionale.
Alla scadenza sono pervenute n. 105 attualmente in fase di valutazione.



PERCORSI DI SPECIALIZZAZIONE PER GIOVANI INOCCUPATI E/O DISOCCUPATI

Stato di attuazione:
Con DGR n. 1434 del 21/10/03 è stato approvato l’avviso pubblico per la
sperimentazione di percorsi di specializzazione innovativi nei settori
dell’information comunication technology (ITC) e delle tematiche ambientali.
I n. 70 progetti pervenuti sono in fase di valutazione.



3.3.7 CORSO PER CONSULENTI E REVISORI AMBIENTALI (EMAS)
L’EMAS (Eco-Management And Audit Scheme) è un sistema comunitario di certificazione
ambientale che, a differenza delle procedure ISO (peraltro incluse in EMAS), prevede una
dichiarazione ambientale registrata da un organismo pubblico e che, stando al Reg. CE
761/2001, deve portare tutte le organizzazioni (imprese ma anche servizi e istituzioni) a
considerare lo sviluppo sostenibile come fattore fondamentale della loro gestione.
L’intervento prevede il contributo della Regione Marche per la realizzazione di un corso
rivolto a candidati in possesso di laurea diretto a:
     creare figure professionali riconosciute, in grado di assistere le piccole imprese, per
        i loro limitati settori di attività, lungo l’intero percorso EMAS (Consulenti EMAS)
     creare figure professionali riconosciute, in grado di assistere le piccole imprese per
        le fasi specifiche di audit interno (Revisori)
     accreditare Verificatori Ambientali singoli per Micro-Imprese (15 addetti) che
        svolgano l’attività di convalida della dichiarazione ambientale in particolare per i
        settori agroalimentari e del mobile.

Stato di attuazione:
Con DGR n. 1595 del 24/11/03 è stato approvato il bando contenente i criteri e le
modalità di assegnazione di ausili finanziari per la realizzazione di un intervento




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                                                                                          30
formativo finalizzato a specializzare consulenti e revisori nel settore della
certificazione di qualità ambientale EMAS nelle PMI.
I progetti presentati (n° 8) sono stati valutati ed è in fase di approvazione la
graduatoria.



3.3.8 CORSO DI FORMAZIONE E PREPARAZIONE PRATICA SULLA LOGISTICA
(SERVIZIO REGIONALE TRASPORTI)
Il programma da attuare prevede lo svolgimento di corsi regionali per i quattro distretti
industriali principali della regione: agro industriale piceno, calzaturiero fermano-
maceratese, meccanico fabrianese, mobiliero pescarese.
I corsi di formazione si pongono l’obiettivo di creare operatori locali specializzati in ambito
aziendale e territoriale sulla logistica: organizzazione, gestione e strategia per governare
flussi di materiali e informazioni dall’acquisto delle materie prime dal fornitore alla
consegna dei prodotti finiti ai clienti, con particolare riferimento alle ICT (Information and
Communication Technologies) strumenti privilegiati per gli scambi informativi e base
favorevole allo sviluppo del territorio.
I corsi saranno rivolti a neo-diplomati o neo-laureati in attesa di occupazione da inserire
nelle funzioni logistiche aziendali o di distretto di aziende locali di produzione e/o di
trasporto.

Stato di attuazione:
Il bando è stato approvato con DDS n. 396 del 17/11/03. Sono pervenuti n. 13
progetti attualmente in fase di valutazione.



3.3.9 INTERVENTI FINALIZZATI ALLA QUALIFICAZIONE DELLE COMPETENZE E
DELLE FIGURE PROFESSIONALI OPERANTI NELL’AREA UMANITARIA
Il progetto interregionale consiste nella realizzazione di un’analisi e della definizione delle
competenze e delle figure professionali operanti nell’Area umanitaria.
Le Regioni firmatarie dell’accordo interregionale realizzeranno fin da subito alcune
iniziative, tra cui:
     - Operatore/operatrici di pace
La finalità del progetto è quella di formare laureati e diplomati che siano in grado di
intervenire nelle situazioni di crisi di convivenza per ridurre le tensioni e favorire il dialogo
come forma di risoluzione delle controversie locali, nazionali e internazionali attraverso
l’aiuto umanitario e la cooperazione internazionale. Nell’ambito della risoluzione dei
conflitti internazionali il personale formato potrà partecipare anche alla costituzione di una
prima task force di civili professionisti che a livello europeo realizzerà, valorizzando
l'apporto delle organizzazioni non governative, le attività previste dalle numerose
risoluzioni del Parlamento europeo, supportate da risoluzioni del Consiglio Europeo e
dall’OSCE

Stato di attuazione:
Con DGR n. 1200 del 8/9/03, la Regione Marche ha aderito al progetto interregionale
"Mediatore/mediatrice di pace (Peacekeeper) - esperto nella gestione degli aiuti
umanitari" finalizzato alla qualificazione degli interventi dell'area umanitaria,
individuando all'interno di tale progetto, la realizzazione di un intervento formativo



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                              31
finalizzato a qualificare un nuovo profilo professionale: "Mediatore/mediatrice di
pace (peacekeeper) - Esperto nella gestione degli aiuti umanitari", corrispondente al
quinto livello europeo come da decisione del consiglio del 16.07.1985 85/368/CEE
relativa alla corrispondenza delle qualifiche di formazione professionale tra gli stati
membri delle Comunità europee.
Sono pervenuti n. 3 progetti attualmente in fase di valutazione.



3.3.10 ANIMATORE TERRITORIALE (SERVIZIO REGIONALE AMBIENTE)
L’intervento si propone di formare la figura professionale di Animatore territoriale con la
finalità di creare condizioni lavorative funzionali alle specifiche valenze del territorio
montano.
L'Animatore territoriale può identificarsi in una duplice figura di esperto in grado di:
1) attivare con gli operatori locali le modalità per uno sviluppo integrato e differenziato
dell’economia locale che renda efficaci le azioni dei singoli settori produttivi di riferimento;
2) promuovere e valorizzare il territorio in questione, assecondando la vocazione di molti
ambiti ad essere “scoperti” e vissuti per il valore culturale e ambientale che esprimono.
Il progetto si articola in una fase propedeutica di formazione comune e prevede
successivamente l'individuazione di due percorsi formativi che prepareranno le figure
professionali allo svolgimento delle seguenti tipologie di attività:

      ricerca, coordinamento e promozione integrata delle attività socio-economiche in
       stretto confronto con gli attori locali sui diversi aspetti della realtà territoriale, riferita
       in special modo alle Aree Naturali protette dell’area appenninica; tale attività
       consentirà di mettere a sistema i vari settori economici: agricoltura, prodotti tipici,
       turismo, artigianato nell'ottica di uno sviluppo sostenibile del contesto territoriale del
       parco, che spesso non operano secondo obbiettivi strategici comuni sia nel cogliere
       le opportunità a disposizione che nel proporre soluzioni complementari sul piano
       dell’offerta. La figura professionale formata costituirà punto di riferimento per le
       imprese esistenti sul territorio e di stimolo alla nascita di opportunità di lavoro anche
       innovative, specie per la fascia giovanile;

      analisi del territorio e delle sue componenti storico - culturali per l'individuazione dei
       paesaggi dell’Appennino marchigiano,“Unità di paesaggi culturali”, che favorisca
       una programmazione di interventi utili alla valorizzazione e promozione e alla
       ottimale fruizione, attraverso progetti di: connessione in rete delle unità con la
       creazione di itinerari, punti informativi, ecc… (fruizione territoriale dei beni storico
       ambientali); specifico interesse sui singoli paesaggi (fruizione locale).

Stato di attuazione:
Il bando è stato approvato con DDS n. 12 del 22/1/04. Alla scadenza sono pervenuti
n. 7 progetti attualmente in fase di valutazione.



3.3.11 PROGETTO ARCHEOTOPO (SERVIZIO REGIONALE CULTURA)
Si propone la realizzazione di un corso di formazione la cui particolarità consiste non solo
nel dotare i destinatari degli strumenti classici di gestione e valorizzazione del patrimonio




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                                                                                                   32
culturale, ma soprattutto nel coinvolgerli nella produzione di un progetto specifico di
valorizzazione legato al proprio territorio.
L’Archeotopo è una metodologia di formazione culturale che, con la realizzazione di
progetti miranti all’indagine e allo studio del paesaggio, promuove la valorizzazione e la
salvaguardia di luoghi ove è riconoscibile un ben definito valore archeologico e culturale,
oltre che naturalistico: valorizzando i tempi archeotopici, luoghi finora trascurati o
addirittura dimenticati potrebbero tornare ad essere fonte di cultura e di turismo, oltre che
opportunità di lavoro per giovani specialisti.
Gli obiettivi perseguibili con la creazione della figura professionale specifica possono
essere così sintetizzati:
    1. valorizzare aree di interesse storico finora trascurate
    2. dare informazioni compiute ed interessanti sulla storia del luogo
    3. facilitare la leggibilità dal punto di vista storico-culturale del territorio
    4. migliorare l’offerta per lo sviluppo del turismo culturale
    5. creare nuove opportunità di lavoro nell’ambito degli operatori culturali,
        dell’animazione del turismo didattico nell’ambito della nuova offerta formativa dei
        programmi ministeriali per l’istruzione, della fruizione al pubblico del patrimonio
        culturale.

Stato di attuazione:
L’intervento non è stato attuato. Con parziali modifiche viene riproposto nel Piano
lavoro 2004.



3.3.12 CORSO DI FORMAZIONE PER LA PROGETTAZIONE E GESTIONE DELLE
AREE ECOLOGICAMENTE ATTREZZATE.
Ai sensi dell'art. 26 del D.lgs. 112 del 1998 spetta alle Regioni disciplinare con proprie
leggi le aree ecologicamente attrezzate, intese come aree industriali dotate delle
infrastrutture e dei sistemi necessari a garantire la tutela della salute, della sicurezza e
dell'ambiente.
La Regione Marche, in linea con le esperienze già maturate sul territorio nazionale, si sta
attivando in tal senso, sia elaborando una specifica normativa sia implementando progetti
pilota per la realizzazione e diffusione sul territorio regionale di tali aree, in particolare nel
Pesarese e nella provincia di Ancona (es. aree ZIPA).
A tal fine è emersa la necessità di realizzazione un progetto formativo rivolto a laureati
finalizzato alla formazione di una figura professionale altamente qualificata in grado di
coordinare la progettazione delle infrastrutture e dei servizi innovativi a favore delle PMI,
ispirati al rispetto dell'ambiente e del tessuto urbano e sociale circostante, nonché e
soprattutto in grado di guidare la gestione dei processi di tutela e valorizzazione
ambientale nelle stesse aree. In particolare la figura professionale formata sarà in grado
di fornire le strutture e le soluzioni organizzative, finanziarie, logistiche e tecniche adatte
alla nascita e allo sviluppo delle nuove aree industriali.

Stato di attuazione:
Con DGR n. 1433 del 21/10/03 è stato approvato un corso di specializzazione per
“Esperto in progettazione e gestione delle aree ecologicamente attrezzate”. La
graduatoria è stata approvata con DDS n. 382/FPR del 6/7/04.




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3.4 Asse D

3.4.1 INCENTIVI ALLE IMPRESE PER LA REALIZZAZIONE DI CONTRATTI DI
SOLIDARIETÀ’
La Regione Marche contribuisce all’integrazione delle retribuzioni dei lavoratori interessati
a contratti di solidarietà che comportino la riduzione dell’orario di lavoro, stipulati al fine di
evitare licenziamenti, sia nel caso di un più razionale impiego del personale, sia
soprattutto nel caso di crisi aziendale.
Possono beneficiare del contributo tutte le imprese, comprese le società cooperative,
aventi sede legale e/o operativa nella Regione Marche che abbiano stipulato accordi con i
sindacati, aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale,
di cui alla Legge 19/12/1984 n. 863, a partire dal 01/01/2003 e che, di conseguenza
abbiano effettuato una riduzione dell’orario di lavoro settimanale ad almeno un terzo del
personale dipendente a tempo indeterminato o del 60% del personale addetto al reparto
produttivo interessato.
Il contributo è concesso prioritariamente alle imprese del settore calzaturiero e imprese
produttrici di accessori per calzature; in subordine si procederà a favore di aziende
rientranti nel campo di applicazione della vigente normativa della CIGS.
Il contributo è pari ad un quarto del monte retributivo non dovuto a seguito della riduzione
dell’orario di lavoro e verrà erogato per un periodo non superiore a 24 mesi. L’impresa
dovrà trasferire il 50% del contributo ai lavoratori interessati.

Stato di attuazione:
Con DDS n. 212 del 4/8/03 è stato approvato il bando per accedere ai contributi. Alla
scadenza sono pervenute n. 2 domande di cui una sola finanziata per un importo di
€ 160.405,38 (ditta AEFFE SRL di Petriolo)



3.4.2. SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO
L’intervento è volto al finanziamento di progetti per favorire l’applicazione dell’art. 21 del D.
Lgs. 626/94: “informazione dei lavoratori sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”.
L’azione già attivata nel 2002 viene riproposta anche per la corrente annualità, vista la
particolare importanza dell’argomento. Pertanto, similarmente all’intervento già realizzato,
si prevede di affiancare, a supporto degli specifici obblighi di informazione che fanno
carico al datore di lavoro ai sensi dell’art. 21 del D. Lgs. 626/94, l’iniziativa regionale di
integrazione e di rafforzamento dell’informazione anche attraverso la creazione e l’utilizzo
di strumenti innovativi, consentendo la diffusione di una informazione idonea e quindi
efficace.

Stato di attuazione:
Con DGR n. 1432 del 21/10/03 sono stati determinati i criteri e le modalità generali
per la concessione di ausili finanziari per progetti volti a favorire l'applicazione
dell'art. 21 del D.Lgs. n. 626/94 "Informazione dei lavoratori sulla sicurezza nei
luoghi di lavoro".
Alla scadenza sono pervenuti 15 progetti di cui n. 5 finanziati pienamente e n. 1
parzialmente (DDS n. 160/FPL del 21/3/04).




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3.4.3 VOUCHER PER GENTE DI MARE
Le normative europee, già da alcuni anni, al fine di migliorare la sicurezza dei trasporti
marittimi, ha fissato un livello minimo di formazione della gente di mare che presta servizio
a bordo di imbarcazioni nell’ambito della Comunità Europea (direttive comunitarie94/58/CE
– 98/35/CE). E’ fatta eccezione per il personale marittimo imbarcato su navi da guerra o
altre navi acquisite o utilizzate esclusivamente per fini governativi o non commerciali. Lo
Stato italiano, tenuto conto delle direttive europee, ha provveduto a stabilire i requisiti ed i
limiti delle abilitazioni della gente di mare e a disciplinare la necessaria attività di
certificazione che presume in ogni caso la partecipazione a corsi di formazione per i quali i
marittimi debbono provvedere a proprie spese con oneri consistenti. La partecipazione
pubblica ai costi sostenuti dai marittimi per la frequenza ai corsi di formazione previsti dalle
normative nazionali vigenti si pone in un’ottica di mantenimento e miglioramento delle
posizioni lavorative del personale marittimo.

Stato di attuazione:
Il bando relativo al presente intervento è in fase di predisposizione.



3.4.4 AGGIORNAMENTO E RIQUALIFICAZIONE DEL PERSONALE DELLE
BIBLIOTECHE E DEI MUSEI DELLE MARCHE
L’iniziativa, rivolta al personale in servizio presso i musei e le biblioteche degli enti locali
delle Marche, si pone quale concreta occasione di riqualificazione, sviluppo professionale
e crescita complessiva del sistema culturale regionale. Attraverso l’attivazione di specifici
corsi, articolati per settori di competenza, si intende sviluppare un corretto approccio alla
“cultura della qualità” nei servizi culturali, rafforzando l’offerta all’utenza, promuovendo
l’innovazione dei servizi e l’utilizzo di nuove tecnologie in campo culturale, ampliando le
competenze nel campo della programmazione strategica, della progettazione e della
gestione dei servizi, in linea con le direttive progettuali nazionali ed internazionali.
Sulla base di una attenta valutazione delle esigenze e delle necessità riscontrate presso le
Istituzioni si sono individuati i seguenti moduli formativi:
     a) operatori bibliotecari
     b) operatori museali.

Stato di attuazione:
Il bando è stato approvato con DDS n. 14 del 22/1/04. Alla scadenza sono pervenuti
n.3 progetti attualmente in fase di valutazione.



3.4.5 CORSO DI FORMAZIONE PER ESPERTI IN EDILIZIA ECOSOSTENIBILE
(SERVIZIO REGIONALE DI EDILIZIA PUBBLICA)
L’architettura ecosostenibile sta divenendo sempre più una modalità di costruire che
suscita attenzione ed interesse da parte dei cittadini che richiedono una migliore qualità
dell’abitare e del vivere gli spazi urbani e nello stesso tempo del mondo imprenditoriale
che fa della qualità edilizia il proprio strumento di marketing.
In questa ottica il presente intervento prevede la realizzazione di un corso di formazione
professionale per esperti in edilizia ecosostenibile, destinato ai dipendenti della pubblica
amministrazione regionale, provinciale e comunale, con il proposito di approfondire la
competenza professionale specializzata dei tecnici della P.A. che sono chiamati da un lato



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
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a valutare progetti bioedili e dall’altro a contribuire alla diffusione e all’allargamento della
conoscenza delle tecniche ecosostenibili in edilizia e delle migliori pratiche per
raggiungere il riequilibrio ambientale in ambito urbano.

Stato di attuazione:
Il bando è stato approvato con DDS n. 395 del 17/11/03. Alla scadenza sono
pervenuti n. 9 progetti, attualmente in fase di valutazione



3.4.6 PROGETTO PER LA FORMAZIONE DI CERTIFICATORE DI SERVIZI TECNICO
AMMINISTRATIVI DELLE P.M.I. AGRO-RURALI
Si propone la realizzazione di un corso di formazione per creare la figura di Certificatore di
servizi amministrativi delle p.m.i. agro-rurali da inserire nei Centri di Assistenza Agricola
(CAA) istituiti con D Lgs. 165/99. Tali organizzazioni, che hanno svolto fin dall’inizio un
ruolo di collaborazione con la P.A. allo scopo di rendere efficaci le normative di sostegno
del settore agricolo, attualmente sono chiamate ad offrire un servizio di alta qualità e
certificabile, che, pertanto, richiede personale tecnico fortemente motivato e aggiornato.
Sono previste attività, utilizzando anche azioni “on the job”, per consentire la formazione di
un profilo di tecnico che, attraverso la consulenza e la validazione, determini una
velocizzazione dei flussi finanziari legati agli aiuti al reddito e che consenta,
parallelamente, una politica di “customer satisfation” sia per la P.A. che per le strutture
delegate.

Stato di attuazione:
Con DGR n. 1812 del 23/12/03 è stato approvato l’avviso pubblico per la
realizzazione di un intervento formativo finalizzato all’aggiornamento professionale
degli addetti di sportello dei centri autorizzati di assistenza agricola. Sono stati
inviati al Nucleo di Valutazione i n. 5 progetti pervenuti.
Con DDS n. 13/FPR del 22/1/04 è stato approvato il bando per il progetto di
formazione di giovani imprenditori agricoli, che prevede due interventi formativi:
“Management dell’impresa agricola” e “Esperto dell’offerta delle aziende agri-
turistiche”. Alla scadenza sono pervenuti n. 4 progetti, anche questi ultimi in fase di
valutazione.



3.4.7 PRESTITO D’ONORE PER MICROIMPRESE MARCHIGIANE
Si intende realizzare un progetto di finanza innovativa per le microimprese marchigiane,
inserito nel più ampio progetto di sviluppo di nuova imprenditorialità della Regione Marche,
attraverso la concessione di credito a medio e lungo termine escludendo il ricorso a
garanzie personali.

Stato di attuazione:
Lo studio di fattibilità di questo intervento è stato affidato all’ARMAL. L’Agenzia ha
prodotto il progetto esecutivo che viene inserito nel Piano lavoro 2004 aumentando
l’importo a € 1.800.000,00.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                             36
3.4.8 PASSAGGIO GENERAZIONALE
L’intervento è destinato a imprenditori senior (titolari di azienda) e junior (subentrante) che
si trovano a dover affrontare la fase di passaggio generazionale nella gestione della vita
aziendale. Il progetto si articola in un insieme strutturato e sinergico di azioni finalizzate ad
interagire con le seguenti aree di criticità:
    a) la carenza di competenze manageriali e di una sviluppata attitudine imprenditoriale
        nelle persone che succedono alla gestione aziendale
    b) la sostanziale assenza di una specifica pianificazione strategica della successione
        generazionale.
Le attività che si prevede di condurre attengono a:
Fase 1: seminario di lancio dell’iniziativa
Fase 2: ricerca
Fase 3: formazione
Fase 4: project work
Fase 5: elaborazione di un vademecum
Fase 6: sito web
Fase 7: seminario finale

Stato di attuazione: si sta valutando una proposta di progetto interregionale



3.4.9 VALORIZZAZIONE DELL’ARTIGIANATO ARTISTICO E DELLA PRODUZIONE
LOCALE.
L’intervento si propone di dare seguito al protocollo d’intesa che si intende stipulare tra le
Regioni: Umbria, Marche, Toscana e Emilia Romagna per la realizzazione di progetti
interregionali interessanti l’area dell’Appennino centrale e che, per comuni obiettivi
perseguiti, per diffusione sul territorio e/o per destinazione ad imprese con localizzazione
pluriregionale, assumano il carattere di interventi interregionali.
L’intervento tende ad individuare strumenti (costituzione di imprese di produzione e
marketing) per la valorizzazione e la commercializzazione dei prodotti dell’artigianato
artistico, nell’ottica di una crescita del territorio.
Si prevedono le seguenti azioni:
    1. identificazione dei prodotti dell’artigianato tipico e/o artistico locale per stimolare
        l’interesse dei turisti;
    2. identificazione dei mercati dove i prodotti possono avere successo commerciale,
        nonché degli standard qualitativi necessari per permetterne la penetrazione nel
        mercato;
    3. identificazione ed eventuale gestione dell’attività di marketing da effettuarsi con gli
        strumenti forniti dalle nuove tecnologie
    4. orientamento e formazione alla costituzione di impresa
I risultati attesi dall’attivazione dell’intervento vertono essenzialmente a favorire la
creazione di nuove imprese di produzione e di marketing (nuclei di 10/15 persone), che
dovranno saper coniugare gli aspetti di tipicità e tradizione delle produzioni con una forte
valorizzazione degli aspetti culturali dei luoghi di produzione, tali da interessare un
mercato selezionato e sensibile.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                              37
Stato di attuazione:
La Regione Toscana, capofila di questo progetto interregionale, ha convocato il
Comitato di Pilotaggio per individuare le modalità operative dell’intervento.



3.4.10 AZIONI DI SOSTEGNO E PROMOZIONE DEL SISTEMA MODA
Anche questo intervento, come il precedente, si propone di dare seguito al protocollo
d’intesa che si intende stipulare tra le Regioni: Umbria, Marche, Toscana e Emilia
Romagna per la realizzazione di progetti interregionali interessanti l’area dell’Appennino
centrale e che, per comuni obiettivi perseguiti, per diffusione sul territorio e/o per
destinazione ad imprese con localizzazione pluriregionale, assumano il carattere di
interventi interregionali.
L’obiettivo di questo progetto interregionale è quello di attivare azioni congiunte tra le
Regioni partecipanti, in una logica di integrazione dei sistemi formazione-istruzione-lavoro
e politiche di sviluppo locale, al fine di:
    a) assicurare interventi di qualità a sostegno e per la promozione del sistema moda
    b) perseguire “obiettivi di sistema” grazie alla sperimentazione di prototipi, modelli e
        percorsi formativi per migliorare i processi di impresa, di rete e di filiera produttiva,
        le competenze delle persone e più in generale le politiche di sostegno allo sviluppo
        locale dei territori regionali.
Nello specifico, gli obiettivi primari possono essere così riassunti:

Azioni Formative e di orientamento
offrire esperienze formative in ambito lavorativo, che favoriscano la occupabilità delle
persone e rafforzino il sistema delle competenze distintive nelle singole imprese e nei
singoli territori locali e/o distrettuali migliorando altresì l'incontro tra le esigenze delle
persone e quelle delle imprese attraverso percorsi di sviluppo di competenze individuali e
di filiera;
progettare e sperimentare percorsi di alta formazione, che favoriscano la creazione
e/o integrazione con competenze in essere per agire su aree strategiche e/o innovative
per il sistema Moda:
applicazione delle tecnologie per la innovazione di prodotto/design;
comunicazione e promozione per il sistema moda;
economia gestionale nelle imprese della moda.
progettare e realizzare percorsi di orientamento e formazione mirata a:
accompagnare con progetti individuali il rientro al lavoro per imprenditori che cessano la
attività e intendono reimpiegarsi come dipendenti;
accompagnare con progetti individuali percorsi di uscita dal settore in casi di crisi e/o
ristrutturazioni aziendali, ma anche per scelte soggettive.

Azioni di Sistema
progettare e realizzare iniziative di animazione territoriale, al fine di promuovere,
sensibilizzare e diffondere informazioni sistema della moda:
divulgazione di materiali, calendari di incontri anche a carattere internazionale su arte e
cultura della moda;
individuazione e caratterizzazione di luoghi permanenti di incontri di lavoro e promozione
nazionale ed internazionale dei prodotti realizzati nel distretto industriale;




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                              38
creazione e/o rafforzamento delle reti di relazioni e cooperazione interistituzionale, al fine
di promuovere e sostenere politiche di sviluppo ad area vasta (filiere e/o reti produttive,
commerciali ed occupazionali a media e lunga percorrenza).
tracciabilità del prodotto, realizzare un prototipo che permetta alle imprese singole e/
alle filiere produttive essere dotate di un marchio riconoscibile di qualità, e al consumatore
di poter scegliere e risalire alla catena di qualità del prodotto;
processi di mobilità nella/e filiera/e produttive, sulla base della analisi dei processi, dei
fabbisogni e dei percorsi di integrazione delle competenze individuali, progettare rendere
disponibile un prototipo di mobilità governata del lavoro nella filiera durante i periodi di
picco e di minore intensità produttiva;
autoimpiego nel sistema dei servizi alla impresa, analizzare i fabbisogni e le
esperienze di fruizione di servizi da parte delle imprese in aree di consulenza/assistenza
quali:
marketing e commercializzazione del prodotto;
processi produttivi e O.d.L;
favorire, per il sistema e per il territorio, la messa a disposizione di una mappa ampia e
qualificata di opportunità di servizi flessibili e individualizzati, da realizzare attraverso la
certificazione delle competenze possedute da singole persone.
didateca di settore, costruzione di un prototipo e realizzazione del progetto operativo;
sistema informativo, realizzazione di una banca dati delle imprese e di modalità
operative per favorire e sostenere processi di incrocio domanda/offerta di commesse-
servizi;
coordinamento, presidiare tutto il processo di realizzazione del progetto, garantendo la
unitarietà degli interventi e i risultati di sistema;
diffusione, agire con strumenti e metodologie condivisi, attività utili a fare conoscere,
sviluppare e diffondere i risultati realizzati dalle diverse azioni del progetto interregionale
moda;
monitoraggio, verificare l'efficacia dei risultati, la loro trasferibilità e l'impatto sul sistema.

Stato di attuazione:
L’intervento, come definito dal Comitato di Pilotaggio, è stato approvato con DGR n.
322 del 30/3/04. Importo complessivo 150.000 €.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                39
3.5 ASSE E

3.5.1 ATTIVITA’ DI FORMAZIONE E REINSERIMENTO LAVORATIVO PER DONNE
DISOCCUPATE.
Le modalità di attivazione del presente intervento verranno definite in apposita riunione
della Commissione Regionale Lavoro sulla scorta del monitoraggio definitivo del
precedente intervento attivato nel 2001.

Stato di attuazione:
Con DGR n. 1126 è stato approvato l’Avviso pubblico per la presentazione di attività
formative destinate a donne disoccupate o inoccupate.
Alla scadenza risultano pervenuti n. 16 progetti dei quali, dopo la valutazione, n. 8
vengono ammessi a finanziamento.



3.5.2 PROGETTO SPERIMENTALE PER LA CONCILIAZIONE TRA VITA FAMILIARE E
LAVORATIVA
Si intende procedere all’attivazione e predisposizione di servizi e infrastrutture volti a
favorire la conciliazione tra vita familiare e lavorativa, quale misura di sostegno per
consentire l’accesso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro e delle attività
formative.

Stato di attuazione:
Progetto interregionale biennale. Dei 200.000 € a disposizione, 7.500 sono stati
assegnati alla regione Liguria, capofila del progetto interregionale, da destinare a
monitoraggio e valutazione. 30.000 € sono destinati alla realizzazione di due
seminari e il residuo importo andrà a bando per la realizzazione di azioni di sistema.



3.5.3 AIUTI ALLE ASSUNZIONI (AREE OB. 2)

Vedere precedente intervento 3.1.12




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                       40
3.6 ASSE F

3.6.1 ASSISTENZA TECNICA POR
Prosecuzione nel finanziamento dei seguenti interventi:
       1. Assistenza tecnico-sistemistica e manutenzione       evolutiva   del   software
          applicativo del FSE
       2. Valutatore indipendente del POR
       3. Assistenza tecnica al POR


Stato di attuazione:
1. Rinnovo incarico per l’anno 2003 all’ATI: LOGICS – GENERAL IMPIANTI.

2. Con DDS n. 175 del 30/6/03 è stato rinnovato l’incarico all’ATS (IRS – GALGANO
ASSOCIATI).

3. Prosecuzione incarico ai 3 consulenti per la programmazione e attivazione del
POR e incarico a Tecnostruttura delle Regioni per funzioni di indirizzo dei Comitati
di Sorveglianza.



3.6.2. ASSISTENZA TECNICA POR
L’attivazione dei seguenti interventi:
       1. acquisizione mediante leasing di attrezzature informatiche quali dispositivi e
          strumenti a supporto della qualificazione del sistema informativo della
          formazione professionale
       2. 2^ fase campagna pubblicitaria generalista
       3. incarico consulenti esterni per assistenza tecnica
       4. verifiche ispettive e organizzazione Comitati di Sorveglianza
       5. incarico consulente esterno per implementazione sistema informativo SIFP per
          realizzare un Sistema regionale FAD

Stato di attuazione:
Con DDS n.102/FPR del 2/3/2004 è stato approvato il bando di gara per la
progettazione e realizzazione di una Campagna Pubblicitaria del FSE nelle Marche
per il triennio 2004-2006. Alla scadenza sono pervenuti n. 16 progetti attualmente in
fase di valutazione.

E’ stato affidato un incarico ad un consulente esterno per l’assistenza al Piano di
Informazione e Pubblicità.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                      41
  DEFINIZIONE INDIRIZZI E STRATEGIE DI INTERVENTO

                                               RISORSE ANNO 2004

                                     A TITOLARITA’ REGIONALE




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                   42
L’art. 3 – comma 3 – della L.R. 38/98 prevede che la Regione, in coerenza con gli obiettivi
e le linee di intervento del Piano Triennale, approva il Piano annuale degli interventi per le
politiche attive del lavoro con il quale definisce tipologie, priorità e livelli degli interventi ed
il riparto delle risorse finanziarie.
Il Piano triennale 2004-2006 è stato approvato in via preliminare dalla Giunta Regionale
con proprio atto n. 579 del 28/05/2004 e definitivamente dal Consiglio Regionale nella
seduta del 06 luglio 2004.
Con DGR 1042 del 29/07/2003 e DGR n. 1447 del 28/10/2003 sono stati assegnati due
anticipi sulla ripartizione finanziaria delle risorse tra Regione e Province del FSE Annualità
2004 – POR Ob. 3 2000/2006 –, di cui al Complemento di Programmazione adottato, dopo
l’approvazione del Comitato di Sorveglianza di Dicembre 2000, con DGR n. 63/2001, in
attesa di conoscere l’importo dell’assegnazione definitiva a seguito dell’approvazione da
parte del Commissione Europea della proposta di riprogrammazione di medio periodo e
dell’attribuzione definitiva degli importi relativi alla riserva di premialità.
Tale ripartizione, che tiene conto delle indicazioni fornite dalle Amministrazioni provinciali
in merito alla capacità di spesa registrata nell’ambito delle diverse Misure del POR, della
domanda di interventi espressi dal territorio e delle dinamiche del mercato del lavoro, è
stata effettuata:
     a. tenendo conto di quanto disposto dall’art. 4 della L.R. n. 2/96 il quale prevede che
         alle Province venga assegnato ogni anno almeno il 75% delle risorse destinate alla
         formazione e alle politiche attive del lavoro;
     b. utilizzando, per ciascuna Misura, i criteri di ripartizione già adottati nelle annualità
         precedenti




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                 43
Por Ob. 3 2000-2006: Programmazione finanziaria 2004

                                                                                           Pesaro           Ancona          Macerata        Ascoli Piceno         Tot
Misura                       REGIONE                SERV. ISTR.         PROVINCE
                                                                                        Stanziamento     Stanziamento     Stanziamento      Stanziamento     Stanziamento
A1                                                                       3.309.301,31       744.263,23     1.013.391,13        744.263,23       807.383,72
A2                                                                       5.604.789,08     1.256.517,46     1.106.212,63      1.571.564,09     1.670.494,90
A3                                                                       3.482.221,53       787.160,84       689.819,74        975.472,63     1.029.768,32
Totale Asse A                   940.000,00                              12.396.311,92     2.787.941,53     2.809.423,50      3.291.299,95     3.507.646,94    13.336.311,92
B1                                                                       1.881.788,48       444.891,80       558.521,56        393.552,40       484.822,72
Totale Asse B                1.285.000,00                                1.881.788,48       444.891,80       558.521,56        393.552,40       484.822,72     3.166.788,48
C1                                                                         637.593,52       159.398,38       159.398,38        159.398,38       159.398,38
C2                                                                         737.894,68       184.473,67       184.473,67        184.473,67       184.473,67
C3                                                                       2.133.948,44       533.487,11       533.487,11        533.487,11       533.487,11
C4                                                                       1.480.683,60       370.170,90       370.170,90        370.170,90       370.170,90
Totale Asse C                3.910.000,00                5.000.000,00    4.990.120,24     1.247.530,06     1.247.530,06      1.247.530,06     1.247.530,06    13.900.120,24
D1                                                                       2.156.603,28       548.644,49       533.657,22        525.662,37       548.639,20
D2                                                                         591.101,70       149.884,59       147.814,65        144.193,10       149.209,36
D3                                                                       4.434.147,01     1.125.295,02     1.105.787,37      1.081.497,20     1.121.567,42
D4                                                                       1.942.997,10       492.647,33       486.002,48        473.975,07       490.372,22
Totale Asse D                4.635.000,00                                9.124.849,09     2.316.471,43     2.273.261,72      2.225.327,74     2.309.788,20    13.759.849,09
E1                                                                       3.485.595,50       799.234,19     1.083.574,85        727.088,47       875.697,99
Totale Asse E                2.030.000,00                                3.485.595,50       799.234,19     1.083.574,85        727.088,47       875.697,99     5.515.595,50
F1                                                                         251.645,68        62.911,42        62.911,42         62.911,42        62.911,42
F2                                                                         210.415,80        52.603,95        52.603,95         52.603,95        52.603,95
Totale Asse F                 500.000,00                  400.000,00       462.061,48       115.515,37       115.515,37        115.515,37       115.515,37     1.362.061,48
TOTALE                      13.300.000,00                5.400.000,00   32.340.726,71     7.711.584,38     8.087.827,06      8.000.313,99     8.541.001,28    51.040.726,71




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                                                                                            44
Considerando quanto sopra esposto circa la ripartizione delle risorse finanziarie relative al
POR Ob. 3 – FSE 2000/2006 – Annualità 2004, per la realizzazione del Piano annuale degli
interventi per le politiche attive del lavoro 2004, sono a disposizione i seguenti fondi:



       1 TRASFERIMENTI STATALI                                          11.601.064,81
       2 FONDI REGIONALI                                                 2.350.333,60
       3 FONDO SOCIALE EUROPEO
                     ASSE A                                940.000,00
                     ASSE B                              1.285.000,00
                     ASSE C                              3.910.000,00
                     ASSE D                              4.635.000,00
                     ASSE E                              2.030.000,00
                     ASSE F                                500.000,00   13.300.000,00

                          TOTALE                                        27.251.398,41
           SERVIZIO ISTRUZIONE                                           5.400.000,00
                  IMPORTO COMPLESSIVO                                   32.651.398,41




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                          45
Sulla base delle priorità individuate nel Piano triennale 2004-2006 richiamate in premessa, di
seguito si riporta un prospetto riepilogativo delle somme stanziate suddivise per ciascuna
delle suddette priorità, successivamente esplicitate e ripartite in interventi che costituiscono
la proposta di Piano per le politiche attive del lavoro per l’anno 2004


 N                                              Priorità Piano lavoro 2004              Importo

   1 Potenziare e qualificare al massimo i Servizi Pubblici per l’Impiego              2.025.408,99
   2 Promuovere e valorizzare il contratto dell’apprendistato                          3.867.958,97
     Inserire con maggiore intensità ed efficacia i giovani con medio-alto
   3 livello di istruzione nel mercato del lavoro regionale                            9.782.524,00
     Ridurre la precarietà del lavoro femminile, aumentare la buona
   4 occupazione                                                                       2.808.333,60
   5 Promuovere l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati                     1.822.000,00
       Promuovere l’inserimento lavorativo di disabili favorendo
   6   l’individuazione di percorsi mirati e rispettosi dei diritti delle persone      2.404.266,80
       Promuovere l’integrazione degli immigrati nel mercato del lavoro e nella
   7   società regionale                                                               1.114.000,00
       Individuare nuovi strumenti per affrontare le crisi aziendali, di settore e
   8   di territorio                                                                   3.250.000,00
       Promuovere la formazione continua nel pubblico e nel privato, attuare la
   9   certificazione delle competenze                                                 3.947.906,05
 10    Favorire il passaggio generazionale e la buona imprenditoria                      729.000,00
       IMPORTO COMPLESSIVO PIANO LAVORO 2004                                          31.751.398,41
       Somme per assistenza tecnica POR (Asse F - FSE)                                   900.000,00
       SOMMA COMPLESSIVA A DISPOSIZIONE                                               32.651.398,41




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                             46
     1. POTENZIARE E QUALIFICARE AL MASSIMO I SERVIZI PUBBLICI PER
        L’IMPIEGO
        FINANZIAMENTO COMPLESSIVO € 2.025.408,99

N. 7.1
IMPIEGO TRASFERIMENTI STATALI PER FUNZIONI E COMPITI CONFERITI EX D. LGS.
469/97
Con il Decreto Legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 lo Stato ha disciplinato, ai sensi dell’art.
1 della Legge 5 marzo 1997 n. 59, il conferimento alle regioni e agli enti locali delle funzioni e
compiti relativi al collocamento e alle politiche attive del lavoro. L’art. 7 del medesimo D. L.vo
469/97 stabilisce che alla individuazione in via generale dei beni e delle risorse finanziarie,
umane e strumentali da trasferire, si sarebbe provveduto con Decreti del Presidente del
Consiglio dei Ministri, da adottarsi entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del D. L.vo
medesimo.
        A seguito di tali disposizioni sono stati emanati i seguenti atti:
D.P.C.M. 09 ottobre 1998 concernente: “Individuazione, in via generale, delle risorse da
trasferire alle regioni, nonchè di modalità e procedure di trasferimento, in materia di mercato
del lavoro”;
D.P.C.M. 05 agosto 1999 concernente: “Individuazione delle risorse in materia di mercato
del lavoro da trasferire alla Regione Marche” ;
D.P.C.M. 14 dicembre 2000 concernente: “Trasferimento alla regione Marche e alle province
della stessa regione delle risorse finanziarie per le spese del personale trasferito, in
attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministeri 5 agosto 1999 recante
individuazione delle risorse in materia di mercato del lavoro da trasferire alla Regione
Marche”.
Tali somme trasferite sono a disposizione il funzionamento e per la liquidazione dei gettoni di
presenza ai componenti della Commissione Regionale Lavoro per l’anno 2004.

N. 7.1 BIS
SPESE GENERALI DI FUNZIONAMENTO E DI ATTIVITA’ DELL’ASSESSORATO E DEL
SERVIZIO
Tali somme sono a disposizione per attività di promozione e funzionamento
dell’Assessorato e del Servizio Formazione e Lavoro.

N. 8.1
IMPIEGO TRASFERIMENTI STATALI PER SPESE EX AGENZIA REGIONALE LAVORO –
PARZIALE FINANZIAMENTO BILANCIO 2004 ARMAL
Sempre in riferimento ai fondi di cui al punto che precede, si dispone l’impiego dei
trasferimenti operati dal Ministero del lavoro con il DPCM 05/08/1999 quale rimborso di quota
parte delle spese sostenute per il funzionamento dell’ex agenzia regionale del lavoro, ora
ARMAL.
L’utilizzo è per il parziale finanziamento del Bilancio 2004 ARMAL approvato con DGR n. 29
del 13/01/2004 per un importo complessivo pari a € 1.413.744,00.

N. 21.1
Nel rispetto delle disposizioni contenute nella L.R. 38/98, una ingente parte del fondo
regionale per l’occupazione (€ 484.476,01) viene destinata a parziale copertura del
Bilancio dell’ARMAL per l’esercizio finanziario 2004 approvato con DGR n. 29 del
13/01/2004 per un importo complessivo pari a € 1.413.744,00. Il finanziamento della parte




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                               47
residua (€ 929.267,99) è assicurato con i fondi specificamente trasferiti dal Ministero del
lavoro e delle politiche sociali individuati nel precedente punto relativo alle risorse statali.
Inoltre, ai sensi dell’art. 3 – comma 3 – della L.R. 38/98, il presente piano è integrato dal
Programma annuale di attività dell’ARMAL di cui all’allegato “….”

N. 22.1
La modifica alla disciplina in tema di collocamento e di riorganizzazione del mercato del
lavoro iniziata con il D. Lgs. 469/97, è approdata ad una sua individuazione pressoché
definitiva con l’emanazione del D. Lgs. 276/03.
Con tale ultimo decreto il legislatore, perseguendo l’obiettivo specifico di ampliare le
possibilità di inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di disoccupati, inoccupati e
lavoratori appartenenti a fasce deboli o svantaggiate, ha introdotto profonde modifiche al
precedente impianto normativo, che attengono tanto all’ampliamento del mercato attraverso
l’accesso a nuove tipologie di operatori, quanto alla ridefinizione dei ruoli e delle funzioni
assegnati ai soggetti privati.
In particolare la riforma introduce le seguenti novità:
Regime delle autorizzazioni
 istituisce un regime unico di autorizzazione ministeriale che consente la creazione di
    soggetti polifunzionali (Agenzie per il lavoro) che potranno svolgere contestualmente più
    funzioni tra quelle previste di somministrazione di manodopera, intermediazione, ricerca e
    selezione del personale, outplacement;
 prevede la disciplina di un regime di autorizzazione regionale che permette l’iscrizione
    degli operatori all’interno di una apposita sezione regionale dell’albo nazionale
    esclusivamente per lo svolgimento delle attività di intermediazione, ricerca e selezione del
    personale, ricollocazione professionale, con espressa esclusione quindi della
    somministrazione di manodopera, esercitate limitatamente nei territori regionali;
 accanto agli operatori pubblici istituzionali, quali i Centri per l’Impiego, l’attività di
    intermediazione viene consentita, ope legis, anche alle Università. Seguendo un
    particolare regime di autorizzazione regionale con requisiti agevolati, potranno poi
    operare nel mercato del lavoro anche le Scuole secondarie di secondo grado e i Comuni,
    le Fondazioni universitarie, le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, le Camere
    di Commercio, gli enti bilaterali e l’ordine dei consulenti del lavoro

Regime dell’accreditamento regionale
 è prevista l’istituzione di un sistema di accreditamento regionale attraverso l’utilizzo di
  risorse pubbliche, mediante il quale viene riconosciuta ad operatori pubblici e privati
  l’idoneità ad erogare i servizi al lavoro negli ambiti regionali di riferimento, nonché la
  partecipazione attiva alla rete dei servizi per il mercato del lavoro con particolare
  riferimento ai servizi di incontro tra domanda e offerta di lavoro o di prevenzione della
  disoccupazione di lunga durata.

Le disposizioni legislative sopra elencate determinano, di fatto, l’ingresso nel mondo del
lavoro dei seguenti soggetti:
           - le agenzie per il lavoro
           - soggetti pubblici e privati autorizzati per legge e svolgere attività di
              intermediazione
           - soggetti pubblici e privati autorizzati secondo un regime particolare a svolgere
              attività di intermediazione
           - soggetti autorizzati dalle Regioni




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                              48
                 -    soggetti pubblici e privati accreditati dalle Regioni a svolgere i servizi per il
                      lavoro negli ambiti territoriali

Ancora il D. Lgs. 276/03 introduce un ulteriore elemento di autonomia di contrattazione nel
mercato del lavoro istituendo la “Borsa continua del lavoro”: un sistema aperto di incontro
domanda-offerta di lavoro finalizzato, in coerenza con gli indirizzi comunitari, a favorire la
maggior efficienza e trasparenza del mercato del lavoro, all’interno del quale cittadini,
lavoratori, disoccupati, persone in cerca di un lavoro, soggetti autorizzati o accreditati e datori
di lavoro possono decidere di incontrarsi in maniera libera e dove i servizi sono liberamente
scelti dall’utente. Il decreto stabilisce altresì che tale strumento avrà carattere nazionale, nel
senso che conterrà le informazioni relative a situazioni dell’intero territorio nazionale e dovrà
essere consultabile ed accessibile in ogni luogo, in qualunque punto della rete.

La Regione Marche sta predisponendo una propria legislazione in materia di politiche del
lavoro e, relativamente al sistema regionale dei servizi per l’impiego, perseguirà l’obiettivo
specifico di rafforzare il soggetto pubblico (Regione e Province nei rispettivi ambiti),
ponendolo al centro della rete dei servizi, attribuendogli, oltre ai compiti istituzionali, anche
quelli di guida e di coordinamento dell’intero sistema,            pur prevedendo forme di
collaborazione pubblico-privato.
In particolare, sarà confermata la centralità delle Province nell’attuazione, mediante i Centri
per l’Impiego, dei servizi al lavoro e sarà disciplinato in maniera rigorosa il sistema delle
autorizzazioni e degli accreditamenti, al fine di innalzare il livello qualitativo dei soggetti
pubblici e privati che intendano svolgere attività di intermediazione di manodopera o altri
servizi al lavoro, anche in convenzione con il soggetto pubblico.
Le risorse destinate a questi interventi saranno finalizzate ad attivare il Sistema pubblico
delle autorizzazioni e dell’ accreditamento e ad implementare la strumentazione operativa
necessaria al collegamento con la Borsa continua del Lavoro.

N. 23.1
Sulla scorta di tali innovative disposizioni legislative, sarà necessario procedere alla
definizione di strumenti e metodologie di intervento tali che, garantendo la regia e il
coordinamento pubblico del mercato del lavoro, consentano l’ingresso degli operatori
pubblici e privati.
In particolare l’obiettivo specifico relativamente a questo intervento sarà quello di procedere
con il sistematico innalzamento della qualità dei servizi offerti dall’operatore pubblico, anche
mediante la ripetizione del monitoraggio annuale dei Servizi per l’Impiego effettuato
dall’ARMAL e procedendo con l’aggiornamento sia quantitativo che qualitativo degli
standard dei servizi offerti dalle medesime strutture, operando in linea con quanto stabilito
nel Masterplan regionale dei Servizi per l’Impiego recentemente approvato.

N. 24.1
Questi interventi costituiranno l’azione propedeutica all’individuazione dei criteri per
l’attivazione del sistema di autorizzazione e accreditamento regionale a grandi linee sopra
elencati.
Naturalmente proseguiranno gli interventi volti alla realizzazione della completa funzionalità
del sistema informativo Job Agency, sia in termini di dotazioni hardware sia in termini di
manutenzione tecnica ed evolutiva del software.
Inoltre, all’interno del vasto progetto di realizzazione del SIRMAL, Sistema Informativo
Regione Marche Lavoro, nell’ottica di consentire una analisi in tempo reale dell’efficacia degli
strumenti di politica attiva posti in essere, nel corso dell’anno verranno attivati interventi



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                    49
destinati alla completa integrazione dei sistemi informativi Job Agency e SIFORM, in
quanto il primo rappresenta il sistema gestionale dei centri per l’impiego e lo strumento di
rilevazione delle dinamiche del mercato del lavoro regionale, mentre il secondo rappresenta il
sistema informativo attraverso il quale monitorare ed analizzare gli impatti degli interventi di
politica attiva del lavoro attuati dalla Regione e dalle Amministrazioni Provinciali finanziate
con l’utilizzo del Fondo Sociale Europeo.

N. 25.1
Con la decisione della Commissione europea 2003/8/CE, è stata riformata la base legale del
servizio EURES, quale esito di un importante processo di revisione e di sistematizzazione in
materia. La Decisione si applica dal 1° marzo 2003 e prevede, in sostanza, che la rete
EURES deve essere consolidata, rinforzata e integrata nei Servizi europei per l’occupazione.
La costituenda ricostituzione e contestuale riorganizzazione della rete europea in ambito
nazionale, in collaborazione con gli enti locali, persegue l’obiettivo strategico di realizzare la
diffusione capillare delle informazioni e delle opportunità concernenti il mercato europeo. Ciò
in funzione sia del miglioramento del servizio di mediazione ed incontro fra domanda ed
offerta di lavoro, in termini di assistenza e consulenza riguardo ai modi e i tempi di
erogazione dei servizi per l’utenza previsti dalla riforma anche su scala europea, sia della
rimozione degli ostacoli alla mobilità internazionale geografica e professionale, in termini di
promozione dell’inserimento lavorativo, con riferimento all’attività di consulenza e
orientamento rispetto alla domanda di competenze professionali, alle condizioni di vita e di
lavoro negli altri sistemi nazionali.
Alla luce degli orientamenti per l’occupazione e alla decisione citata, il servizio EURES deve
essere integrato tra i servizi pubblici offerti dai Centri per l’Impiego e la Formazione della
Regione. Tale obiettivo, si può perseguire pienamente attraverso la formazione delle figure
professionali degli assistenti/referenti EURES al fine di garantire la capillarità del servizio
negli uffici locali competenti.
L’assistente EURES supporta il consulente EURES nell’esercizio delle sue funzioni e svolge
alcuni compiti rapportandosi allo stesso in condizioni di relativa autonomia.
Il referente EURES svolge anche una attività di supporto tecnico e di animazione della rete
all’interno del mercato del lavoro locale per offrire un contatto ancor più esteso della rete con
l’utenza.
Finalità
Sulla base di queste premesse la Regione Marche, intende costituire una rete di sportelli
EURES, su scala provinciale ed a base anche telematica, al fine di integrare il servizio
EURES tra i servizi dei diversi Centri per l’Impiego e la Formazione e gli altri eventuali Enti
(Informagiovani e Università) che vorranno aderire all’iniziativa.
Lo sviluppo della rete contribuirà alla libera circolazione dei lavoratori, e ad un miglior
sviluppo dell’Orientamento alla formazione e al lavoro per i giovani rendendo il mercato del
lavoro europeo una realtà e permettendo di accrescere le prospettive occupazionali di coloro
che cercano lavoro, aumentandone al contempo il potenziale di impiegabilità.
Obiettivi
     1. Programmare un percorso per formare dei “referenti/assistenti”, che siano in grado di
        svolgere le attività previste per l’erogazione del servizio EURES presso le sedi dei
        Centri per l’Impiego delle Province e di altri eventuali Enti (Informagiovani, Università).
     2. Promuovere il lavoro di rete come valorizzazione dell’attività svolta dai referenti, al fine
        di garantire un’azione di formazione continua e permanente attraverso:
            
                circolazione e connessione di informazioni tra le attività dei diversi referenti;




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                 50
                 
                la costituzione di una rete stabile di relazione tra soggetti e Centri direttamente
                coinvolti, anche attraverso un efficiente scambio in rete di risorse e strumenti
                d’informazione;
            la costituzione di un centro di coordinamento della rete dei referenti, per
                rafforzarne motivazioni, identità e ruolo, qualificarne l’operato attraverso la
                formazione, favorirne l’aggiornamento tematico ed il confronto reciproco,
                produrre materiale formativo ed informativo su supporto telematico per dar vita
                ad un sistema di formazione permanente;
            l’assunzione da parte della rete di un ruolo propulsore rispetto al
                coinvolgimento ed alla formazione di altri futuri referenti.
     3. Promuovere sul territorio i servizi EURES, che saranno attivati presso i singoli Centri
        per l’impiego e gli altri eventuali Enti, attraverso:
         l’organizzazione di incontri a tema;
         utilizzo di tutti i canali di informazione presenti sul territorio, ad es. le pubblicazioni
           delle Associazioni di Categoria e degli Enti pubblici;
         la partecipazioni a manifestazioni e fiere attraverso le quali sia possibile rendere
           visibile l’operato dei servizi EURES;
         la programmazione di iniziative in collaborazione con il mondo imprenditoriale.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                  51
2. PROMUOVERE E VALORIZZARE IL CONTRATTO DELL’APPRENDISTATO
      FINANZIAMENTO COMPLESSIVO € 3.867.958,97

A seguito della emanazione del D. Lgs. 276/03 la disciplina dell’apprendistato ha subito
profonde trasformazioni: in particolare sono state individuate tre diverse tipologie di
apprendistato relative ai diversi possibili target di utenza:
     - apprendistato per il conseguimento del diritto dovere all’istruzione
     - apprendistato professionalizzante
     - apprendistato per il conseguimento di un diploma o per percorsi di alta formazione.
 Sulla base di quanto disposto dal decreto legislativo 276/03, la Regione Marche, nell’ambito
della nuova legislazione regionale e dei successivi provvedimenti attuativi, provvederà a
regolare gli aspetti formativi delle tre tipologie di apprendistato.
L’attività per l’anno 2004 vedrà anche il Comitato regionale di coordinamento della
formazione in apprendistato intensamente occupato ad individuare, d’intesa con le
associazioni territoriali dei datori e dei prestatori di lavoro, le Università e le altre istituzioni
formative, i profili formativi del contratto di apprendistato professionalizzante e quello per
l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione, come pure la disciplina dei
profili formativi del contratto di apprendistato per l’espletamento del diritto dovere di
istruzione e formazione.
In aggiunta ai temi generali sopra enunciati, il Comitato sarà anche chiamato ad elaborare
linee di indirizzo circa i seguenti aspetti:
     - part-time
     - attivazione corsi di recupero
     - crediti formativi
oltre, naturalmente, alla individuazione dei criteri di ripartizione dei fondi previsti dalla legge
finanziaria o derivanti da economie realizzate nei precedenti periodi di programmazione.
Al fine di consentire alla Regioni di adottare posizioni unitarie, su alcuni aspetti fondamentali
del nuovo apprendistato – è stata richiesta la costituzione di un tavolo nazionale tra tutti i
rappresentanti delle regioni con il coordinamento dell’ISFOL.
In particolare i temi prioritari che potranno essere affrontati a livello unitario riguardano:
-        il piano formativo individuale previsto dall’art. 48 3° comma lett.a) e art. 49 comma 4
lett.a) con l’obiettivo di definire i requisiti minimi del piano in ordine alla valutazione delle
competenze in ingresso, al ruolo del tutor aziendale, alle modalità di erogazione della
formazione, e alle modalità di verifica,
-        parametri valutativi della capacità formativa dell’azienda prevista dall’art.48 comma 4
lettera c e art.49 comma 5 lett.a), b) e c) con l’obiettivo di identificare dei requisiti logistici e
professionali al fine di valutare la capacità formativa interna,
-        profilo formativo (art.48 comma 4 e art. 49 comma 5, art. 50 comma 3, con l’obiettivo
di stabilire gli obiettivi formativi ( competenze ) e i contenuti del percorso formativo,
-        formazione formale prevista dall’art. 49 comma 5, lettera a) con l’obiettivo di definire
gli standard generali ( regole, metodologie di erogazione della formazione esterna e interna )
-        durata della formazione ( art. 48 comma 4 lett. b) e art. 49 comma 5 lett. A) e b)
definizione della “ congruità “ del monte ore previsto per gli apprendisti in obbligo formativo
-        Incentivi economici ( art. 53 comma1 )
-        Formazione interna od esterna ( art. 48 comma 4 lett. C e art. 49 comma 5 lett.
a),b)c)con l’obiettivo di individuare modelli e possibilità di coesistenza di formazione esterna
e interna all’azienda.
-        Vigilanza e controllo con l’obiettivo di predisporre una posizione comune in vista di
intese con i Ministeri e le parti sociali.



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                  52
Degli orientamenti provenienti dal Tavolo nazionale sui temi indicati, sull’evoluzione
normativa, e in ordine alle posizioni del ministero su specifici aspetti, si informerà
costantemente il Comitato regionale di Coordinamento della Formazione in Apprendistato.

N. 2.2
Come disposto dalla L. 350/03 (Legge finanziaria 2004) – art. 3, comma 137, è confermata
anche per l’anno 2004 l’assegnazione di 100 Meuro da destinare alle attività di formazione
nell’esercizio dell’apprendistato, secondo le modalità di cui all’art. 16 della L. 196/97.
La ripartizione alle Regioni e Province Autonome non è ancora stata effettuata: vengono
pertanto considerati nel presente Piano fondi pari a quelli assegnati nella precedente
annualità 2003.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                       53
3. INSERIRE CON MAGGIORE INTENSITÀ ED EFFICACIA I GIOVANI CON MEDIO-ALTO
LIVELLO DI ISTRUZIONE NEL MERCATO DEL LAVORO REGIONALE
FINANZIAMENTO COMPLESSIVO € 9.782.524,00

NN. 12.3- 13.3 – 19.3
Nell’ambito degli interventi da realizzare a sostegno dell’ingresso nel mercato del lavoro dei
giovani con alto livello di istruzione, si collocano i progetti di seguito elencati, cofinanziati dal
Fondo regionale per l’occupazione:
   - progetto e-capital, edizione 2004, organizzato dall’Università Politecnica delle
       Marche in collaborazione con Marche Capital Spa, Assessorato al Lavoro e
       Formazione della Regione Marche, Camera di Commercio di Ancona e ISTAO. Il
       concorso, rivolto a studenti universitari, dottorandi e ricercatori degli Atenei
       marchigiani ed ai giovani neo imprenditori della Regione Marche, è una competizione
       tra idee imprenditoriali innovative, che prevede premi in denaro e master, formazione,
       tutorship, assistenza legale e commerciale, con l’obiettivo di sostenere la ricerca e
       l’innovazione tecnologica finalizzata allo sviluppo economico della Regione Marche e
       per favorire il passaggio delle idee dal mondo universitario a quello imprenditoriale.
   - corso per il restauro della carta, organizzato dalla Università di Urbino all’interno e
       in estensione del corso per la formazione di restauratori di opere d’arte.
   - Corso di perfezionamento per operatori del turismo rurale delle Marche
       realizzato da Ital.Cook – Istituto Superiore di Gastronomia di Jesi basato sulla
       presentazione, sulla conoscenza e sull’uso di prodotti del territorio, sulla cucina
       tradizionale e storica. L’iniziativa si propone di insegnare le cucine regionali a giovani
       chef marchigiani, realizzando in tal modo anche una spinta promozionale ai prodotti di
       origine del territorio ed alla nostra cultura eno-gastronomica.


NN. 20.3 – 34.3
La Regione Marche, al fine di favorire l’acquisizione di nuove competenze promuove la
realizzazione di percorsi di specializzazione per giovani inoccupati e/o disoccupati,
caratterizzati da innovatività dei contenuti e delle metodologie didattiche rivolti a diplomati
e/o laureati.
Con tali percorsi di specializzazione si intende qualificare la domanda di lavoro dei diplomati
e/o laureati, valorizzando le esperienze personali e orientando la strategia di ricerca verso
quei settori che si ritengono prioritari e strategici.
Considerato il notevole interesse rivolto a questo particolare tipo di intervento, al
finanziamento dell’iniziativa verranno destinate risorse dell’Asse C3 del FSE e risorse del
fondo regionale per l’occupazione.


N. 32/4.3
Percorsi di Istruzione Formazione Tecnica Superiore (IFTS)
La Regione attiva percorsi di formazione, di durata da 2 a 4 semestri, integrati tra i sistemi di
istruzione, formazione, dell’Università e del Lavoro, nell’ambito del nuovo canale di Istruzione
e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), in connessione con le dinamiche occupazionali e lo
sviluppo economico regionale, dando priorità a profili ad alto assorbimento occupazionale nei
settori di interesse strategico nelle politiche di sviluppo regionali e locali.
I percorsi d’Istruzione e Formazione Tecnica hanno l’intento di attuare un sistema articolato e
condiviso di integrazione tra i sistemi dell’Istruzione, scolastica ed universitaria, della



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                                                                                                  54
Formazione Professionale e del Lavoro. Sono rivolti a giovani ed adulti, occupati e inoccupati
e vi accedono, di regola, coloro che sono in possesso di diploma di istruzione secondaria
superiore.
E’ consentito l’accesso anche a coloro che, pur sprovvisti di tale titolo, dimostrino il possesso
di adeguate competenze che contengono requisiti essenziali l’accesso ad un canale
d’istruzione e formazione di livello post-secondario.
Il bando per l’anno 2004 prevede progetti formativi per le 37 figure professionali individuate a
livello nazionale per le quali sono stati definiti gli standard formativi. L’avviso pubblico
prevederà altresì eventuali progetti pilota all’interno di alcuni settori d’intervento ritenuti
prioritari quali ad esempio bancari, assicurativi, veterinaria, plasturgia, servizi sociali, wireless
in linea con le direttive nazionali del MIUR.


N. 32/5.3 – 32/6.3
Master universitari e corsi di specializzazione
I Master universitari ed i corsi di specializzazione post-laurea, ai sensi del D.M. 509/99
possono essere presentati dalle Università, dalle Scuole superiori, dai Dipartimenti e Centri
interdipartimentali singolarmente o per aggregazioni sia interni all’Ateneo, sia in
collaborazione con altre Università italiane o estere.
I progetti dei Master e dei corsi di specializzazione sono destinati a:
- figure professionali nei settori di interesse strategico delle politiche attive del lavoro e dei
mercati territoriali;
- figure professionali specialistiche ad alta occupabilità.
Le modalità attuative per la realizzazione dei progetti indicati sono definite annualmente negli
appositi bandi con i quali verranno individuati anche i settori di intervento ritenuti prioritari.
L’avviso pubblico per l’anno 2004 prevede la messa a bando di n.10 progetti di Master ad
indirizzo giuridico, economico, sociale e culturale nonché n. 8 progetti ad alta tecnologia
privilegiando la compartecipazione di Atenei italiani e stranieri.

N. 37.3
In sostituzione del progetto inserito nel Piano per le politiche attive del lavoro 2003
denominato “Archeotopo” destinato alla produzione di un programma specifico di
valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale legato al territorio, su segnalazione del
Dirigente del Servizio Beni e attività culturali della Regione Marche, si conviene nella
opportunità di rendere complementare la suddetta esperienza con quella contestualmente
avviata nell’ambito del Docup Ob. 2 Misura 3.2.1, con il quale è stato finanziato il progetto
“Archeodromo” destinato alla valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale legato
alla via Salaria ed alla presenza longobarda nell’ambito della Valle del Tronto.
Si ritiene inoltre opportuno ridenominare il corso con riferimento alla qualifica: “Tecnico della
valorizzazione dei beni archeologici, storici e del paesaggio nella Valle del Tronto”.

N. 38.3
La nostra Regione è custode di uno straordinario patrimonio di beni culturali, edifici e siti
storici urbani, che costituiscono una vera e propria risorsa per lo sviluppo economico e
produttivo.
Per corrispondere alla sempre crescente domanda di una maggiore fruizione pubblica di tali
beni, si propone di effettuare un intervento tendente alla valorizzazione e promozione del
patrimonio culturale mediante la formazione di figure specializzate nel settore per
l’accesso e la conoscenza di siti storici urbani di elevato valore archeologico, storico-
artistico ed architettonico. In particolare si rendono necessarie figure capaci di realizzare



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                  55
strategie di marketing e politiche di comunicazione culturale adeguate a promuovere i siti
storici urbani e le attività ad essi connesse a livello locale, nazionale e internazionale.
Si ritiene che la presente attività di tipo sperimentale potrà assumere una importante valenza
sotto il profilo occupazionale in quanto, attraverso la realizzazione di specifiche azioni di
accompagnamento, consentirà ai giovani partecipanti di attivare iniziative di lavoro
autonomo, creando così una alternativa ai classici metodi di inserimento nel mondo del
lavoro in questo settore, basate, in passato, principalmente sull’impiego pubblico. Il progetto
prevederà infatti anche l’affiancamento nella costituzione di iniziative di lavoro autonomo (con
particolare riferimento al mondo cooperativo) a partire dal momento della definizione della
mission d’impresa e di un businnes plan, fino all’espletamento di tutte le pratiche
amministrative e burocratiche legate all’avvio di attività.

N. 40.3
A supporto degli interventi per la concessione di incentivi per la creazione di impresa attuati
interamente dalle Amministrazioni provinciali, la Regione Marche attuerà un intervento per
l’erogazione di incentivi economici attraverso il cosiddetto “prestito d’onore”. Tale iniziativa,
compresa nel Piano per le politiche attive del lavoro 2003, con la previsione di una fase
sperimentale per una spesa presunta pari a 300.000,00 euro, viene ora definitivamente
contestualizzata al mercato del lavoro marchigiano. L’ARMAL, in collaborazione con la
società c.borgomeo&co, ha proposto la realizzazione di un progetto di finanza innovativa per
le microimprese marchigiane, inserito nel più ampio progetto di sviluppo di nuova
imprenditorialità, attraverso la concessione di credito a medio e lungo termine, escludendo il
ricorso a garanzie personali. Si intende avviare nell’anno 2004 una prima sperimentazione
dell’intervento destinando per tale scopo un importo pari a 1.500.000,00 euro che, sommato
a quello precedentemente previsto, consente di disporre di un budget pari a 1.800.000,00
euro complessivi. La realizzazione dell’intervento sperimentale consentirà di valutare, sulla
base ai risultati conseguiti, la possibilità di replicare il progetto negli anni successivi, con la
prospettiva di rendere strutturale l’intervento stesso a partire dal 2006. Il target principale è
costituito da soggetti giovani “motivati” con buone idee e pochi capitali (“i brillanti
competenti”); un secondo target potenziale è dato da quanti intendono mettersi in proprio (“gli
intraprendenti”) e da coloro che, non disponendo di un adeguato sistema di relazioni, si
trovano ai margini delle opportunità di sviluppo (“i senza rete”).

N. 44/1.3
In collaborazione con il Servizio regionale sistema agroalimentare, ambiente rurale e
foreste
Il settore agricolo sta attraversando un periodo di profonde trasformazioni causate dagli
imponenti processi di globalizzazione dei mercati, dalle nuove politiche Comunitarie che
assegnano nuovi ruoli all’agricoltura e alle politiche di sviluppo rurale in particolare.
Ci si trova di fronte a nuovi scenari che richiedono un orientamento verso la tipicità e la
qualità a seguito del mutamento dei gusti e delle abitudini dei consumatori come pure verso
la multifunzionalità, ossia all’agricoltura di servizio ed alla sua funzione terziaria connessa
all’accoglienza, allo svago, all’intrattenimento, alla ristorazione, allo sport, al godimento delle
eredità culturali e culinarie delle aree rurali e dei piccoli centri.
Da tali prospettive, emergono nuovi fabbisogni formativi che possono, se soddisfatti,
contribuire al raggiungimento di altrettanti obiettivi strategici per la nostra agricoltura, quale il
sostegno allo sviluppo rurale con forte e deciso orientamento alla multifunzionalità,
valorizzando tutte le attività connesse e alternative che possono integrare i redditi degli
agricoltori e far loro assumere un nuovo ruolo sociale e ambientale: turismo rurale,
agriturismo, attività terziarie, conservazione e tutela ambientale



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                  56
Per tale obiettivo strategico, il Servizio regionale sistema agroalimentare, ambiente rurale e
foreste, propone la realizzazione del seguente percorso formativo:
Creazione di aziende agricole multifunzionali rivolte a imprenditori agricoli con priorità
a giovani, donne e aree interne
Si propone di realizzare progetti formativi innovativi per la presentazione di opportunità di
diversificazione delle attività connesse all’azienda agricola con particolare riferimento ai
servizi turistici ed ambientali. In sostanza si propongono due tipologie di corso:
-     uno diretto alle zone a forte vocazionalità turistico-paesaggistica nelle quali orientare i
produttori verso le attività di accoglienza, svago, intrattenimento, ristorazione, sport, cultura
oltre che a specifiche funzioni nell’ambito dell’agricoltura terapeutica;
-     uno più orientato alla funzione di tutela e valorizzazione paesistica e ambientale:
fornitura di servizi educativi, manutenzione del territorio, paesaggio, salvaguardia boschi
dagli incendi, difesa idrogeologica, recupero e manutenzione patrimonio edilizio rurale.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                              57
     4. RIDURRE LA PRECARIETÀ DEL LAVORO FEMMINILE, AUMENTARE LA
        “BUONA” OCCUPAZIONE
        FINANZIAMENTO COMPLESSIVO € 2.808.333,60

NN. 10.4 – 11.4
L. 215/92: IMPRENDITORIA FEMMINILE
I fondi regionali per la L. 215/92 sono destinati al cofinanziamento degli interventi attivati con
i fondi a titolarità nazionale (Ministero Attività Produttive) per i bandi relativi alle annualità
2002 e 2003.
Gli ulteriori 90.000,00 euro sono destinati ad attività formative e di assistenza tecnica e
manageriale, in quanto nucleo sostanziale delle attività di supporto alle imprese e dove si
inseriscono le azioni di contenuto più specifiche volte a creare il tessuto di una cultura
imprenditoriale consapevole, moderna e qualificata, pronta a cogliere le più innovative sfide
del mercato.
Conformemente a quanto previsto dall’art. 21 del DPR 314/2000, la Regione Marche ha
predisposto, in base alla Legge 215/92 – Azioni positive per l’imprenditoria femminile – un
programma di promozione e sostegno all’imprenditoria femminile (art. 2 e art 12 del DPR
314/2000) approvato dal Ministero per le attività produttive, con decreto dirigenziale del
27/11/2003 che prevede :

     1. promozione della formazione imprenditoriale delle donne;
     2. sviluppo dei servizi di assistenza e consulenza tecnica e manageriale in favore
        dell’imprenditoria femminile.

   1. Promozione della formazione imprenditoriale delle donne
Riguardo ai contenuti della formazione, conformemente a quanto previsto dall’art. 21 del
DPR 314/2000, i percorsi formativi dovranno comprendere le seguenti aree tematiche:

          area dell’innovazione (introduzione nell’azienda di innovazione tecnologica, di prodotto
           ed organizzativa, tecniche innovative della commercializzazione, ecc.);
          area dell’internalizzazione (moduli sulla conoscenza dei mercati esteri e sulle tecniche
           di accesso all’esportazione);
          area della qualità (attenzione ai temi della qualità del prodotto, del processo e della
           qualità ambientale);
          area del territorio (conoscenza del patrimonio culturale, del tessuto economico,
           approfondimento delle questioni critiche e delle opportunità presenti nel territorio);
          area della finanza e del credito ( guida all’analisi dei fabbisogni finanziari ed al
           reperimento delle fonti finanziamenti) in tale ambito sarà necessario dedicare un
           particolare approfondimento della conoscenza delle metodologie di valutazione dei
           progetti da parte delle banche, alla capacità di presentazione di un progetto
           “bancabile” ed alle modalità di instaurazione di rapporti con le banche in modo da
           interessarle alle prospettive di successo dell’iniziativa);
          area dell’organizzazione del lavoro e della flessibilità, con particolare riguardo alle
           esigenze del lavoro e della famiglia ed ad una nuova cultura del lavoro e dell’impresa
           (approfondimenti specifici su Legge 53/2000 ed altre normative connesse);




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                58
          area didattica destinata a promuovere e sostenere processi di innovazione e
           qualificazione coerenti con le politiche regionali.

     2. Servizi di assistenza e consulenza                    tecnica   e   manageriale     in   favore
        dell’imprenditoria femminile:
I servizi di assistenza e consulenza tecnica dovranno prevedere un piano di consulenze
personalizzato rivolto alle donne imprenditrici, quali:

                     consulenze tecniche specialistiche quali ad esempio: Sviluppo servizio per
                      migliorare la qualità e l’efficienza del servizio reso, Lean Production per
                      ricercare e sperimentare nuovi modi di lavorare in produzione, Information
                      Tecnology per progettare e sviluppare un sistema informativo congruente ai
                      bisogni e alle strategie aziendali, Logistica Integrata per implementare un
                      sistema logistico integrato interno ed esterno, ecc.
                     approfondimenti specialistici sulle aree tematiche di interesse strategico, quali
                      l’innovazione, l’internazionalizzazione, la qualità, l’ambiente e la conciliazione
                      dei tempi;

Particolare attenzione dovrà essere riservata a progetti di assistenza manageriale che
prevedano oltre la figura del tutor/consulente, la figura del mentoring, cioè la presenza di una
imprenditrice/imprenditore esperta/o che mette a disposizione dell’impresa assistita le
proprie competenze professionali ed umane.


NN. 54.4 – 55.4 – 56.4
La promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro verrà attuata ricorrendo
a tre diverse tipologie di intervento:
    1. la prima prevede la riproposizione, anche per l’annualità 2004, di un intervento
        formativo che sostenga, anche attraverso l’erogazione di una borsa di studio per il
        periodo dedicato alla formazione, l’inserimento o il reinserimento nel mercato del
        lavoro delle donne. La modulazione dell’intervento verrà effettuata sulla scorta delle
        risultanze ottenute con i precedenti simili interventi attuati nelle annualità 2002 e
        2003;
    2. una seconda tipologia di intervento prevede la realizzazione di un servizio di
        consulenza e assistenza tecnica e specialistica per lo start up di impresa
        destinato a donne disoccupate con l’obiettivo di fornire gli strumenti necessari all’avvio
        di una propria autonoma attività o impresa
    3. la terza prevede l’attivazione del cosiddetto “prestito d’onore” esclusivamente rivolto
        alla concessione di credito a medio e lungo termine, escludendo il ricorso a garanzie
        personali, per imprese a titolarità femminile.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                     59
5.         PROMUOVERE L’INSERIMENTO LAVORATIVO DEI SOGGETTI SVANTAGGIATI
           FINANZIAMENTO COMPLESSIVO € 1.822.000,00

N. 1.5
LSU
Risulta possibile affermare che il processo di definitivo svuotamento del bacino LSU e gli
obiettivi di una stabilizzazione occupazionale di buona qualità (n° 371 sono stati assunti a
tempo indeterminato presso i medesimi Enti pubblici), sono stati pressoché raggiunti.
Tali risultati sono il frutto di un insieme di azioni e di misure di incentivazione adottate dalla
Regione, nonché della volontà di raggiungere il medesimo risultato anche da parte, sia degli
Enti utilizzatori che di altri Enti coinvolti in tale processo.
Nel 2004, pur non potendo più contate sulle assegnazioni di finanziamento da parte del
Ministero del Lavoro, la Regione ha autorizzato la proroga sino al 31/12/2004 delle n° 14
unità per le quali non si è potuto concludere il processo di definitiva stabilizzazione.
Le misure di incentivazione previste per l’anno 2004 e un ulteriore sforzo di iniziativa e di
contatti potrebbero consentire un ulteriore risultato positivo a beneficio di tali lavoratori.


N. 26.5
Nell’ambito delle azioni di politica attiva del lavoro promossa dalla Regione Marche in
collaborazione con le Amministrazioni Provinciali, si intende realizzare un progetto destinato
agli over 45, con priorità alle donne, che, iscritti nelle liste di mobilità ex legge 223/91 e
236/93, siano stati cancellati per decorrenza dei termini di permanenza nelle liste, con lo
scopo di trovare uno sbocco occupazionale per il maggior numero possibile di lavoratori e,
contestualmente, innalzare la loro professionalità allo scopo di aumentarne la spendibilità sul
mercato del lavoro.
In considerazione della eterogeneità dei soggetti destinatari degli interventi, dell’articolazione
della azioni sul territorio e delle metodologie e degli strumenti che si intendono adottare, il
progetto rappresenta la sperimentazione di un primo modello di misure ed azioni specifiche
per la gestione dell’attività di placement su lavoratori espulsi dal processo produttivo al fine di
individuare percorsi standardizzabili e trasferibili come esempi di buone pratiche.
Per poter operare nelle migliori condizioni e per ottenere la massima efficacia, sarà
essenziale:
    - uno stretto raccordo con le amministrazioni pubbliche locali
    - una stretta collaborazione con i CPI, i quali, come strutture territoriali operative,
        dovranno costituire una rete di promozione e di attuazione del progetto.
Al fine di incentivare l’occupazione dei soggetti destinatari dell’intervento saranno finanziati
tirocini formativi e di orientamento, incentivi alle imprese ed enti e incentivi all’autoimpiego ed
alla creazione di impresa.

N. 28.5
Intervento di inclusione occupazionale per minori stranieri non accompagnati
Il fenomeno della immigrazione di minori stranieri non accompagnati giunti non per motivi di
adozione o per emergenza sanitaria, ma spinti dal fattore economico e dalla voglia di
conquistare autonomia e benessere, sta assumendo entità sempre più preoccupanti. La
Regione Marche non fa eccezione a questo fenomeno che non si traduce solo in ampie
sacche di marginalità sociale, ma incide significativamente sul sistema di welfare regionale.
Molti minori stranieri non accompagnati vengono infatti presi in carico dalla rete dei servizi
sociali che offre tutele e garanzie sino al compimento della maggiore età. Questo limite
rappresenta dunque una soglia estremamente discriminante poiché rischia di lasciare i



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                60
ragazzi in balia di se stessi, riportandoli in una condizione di clandestinità, indigenza, quando
non addirittura di devianza.
Alla luce di queste considerazioni si ravvisa l’esigenza di attivare processi sperimentali di
inclusione socio-occupazionale dei minori stranieri non accompagnati presi in carico dal
sistema dei servizi, per assicurare loro l’opportunità di costruire reali percorsi di autonomia
personale e lavorativa.
Le azioni che si reputa a tal fine opportuno condurre includono quindi:
    1. L’elaborazione di buone pratiche di network (protocolli di intesa tra Enti
       Locali/AUSL/FFOO/Terzo Settore/Centri per l’impiego, attraverso la messa a rete di
       modelli sperimentati di intervento nei diversi contesti territoriali, in grado di assicurare
       approcci integrati sia sul versante della protezione sociale, sia su quello
       dell’inserimento lavorativo.
    2. La conduzione di “Bilancio di competenze”, quale strumento intervento strutturato di
       consulenza ed orientamento con l’obiettivo di definire con precisione le proprie
       capacità, competenze ed aspirazioni professionali, al fine di progettare e metter in atto
       percorsi occupazionali pienamente soddisfacenti non solo nel breve periodo, ma lungo
       tutto l’arco della propria vita lavorativa
    3. La gestione di “Bilanci di prossimità”, intesa quale metodologia in grado di monitorare,
       in itinere, la coerenza (prossimità) degli skills professionali dei destinatari (rilevati con
       il bilancio di competenze), rispetto alle possibili qualifiche professionali oggetto
       dell’inserimento lavorativo
    4. Elaborazione di progetti di tirocinio personalizzati, in grado di valorizzare le specifiche
       competenze ed attitudini rilevate nei destinatari, individuando anche opportuni percorsi
       di inserimento lavorativo da attuarsi al termine del progetto. A tal fine, occorrerà
       evidenziare in maniera esplicita le procedure di raccordo e di collaborazione che l’Ente
       Gestore intende istituire con i Centri per l’Impiego provinciali, al fine di massimizzare i
       risultati occupazionali dell’intervento.
    5. Gestione di tirocini formativi, utili ad accrescere il sistema delle competenze dei
       discenti attraverso metodologie di learning on the job. Tale azione prevede lo
       svolgimento di almeno 400 ore di tirocinio, distribuite in un arco temporale di 5 mesi
       consecutivi. La distribuzione dei tempi di lavoro potrà essere calibrata sulla base delle
       istanze particolari dei diversi beneficiari finali; dal progetto dovranno risultare in
       maniera esplicita i criteri e le modalità che verranno utilizzati per definire l’orario
       formativo.
    6. La concessione di incentivi all’avvio di attività imprenditoriali autonome e/o associate,
       utili ad assicurare percorsi sostenibili di inserimento lavorativo dei ragazzi coinvolti.



N. 29.5
Inclusione giovani con disagio psichico
L’iniziativa in oggetto intende promuovere la sperimentazione di strumenti e percorsi
innovativi, efficacemente spendibili nell’inserimento e mantenimento mirato della particolare
tipologia di utenza rappresentata da una ampia fascia di popolazione, prevalentemente
giovanile, che manifesta fenomeni di inadeguatezza prevalentemente psichica e relazionale,
ma che non risulta ascrivibile nelle classiche categorie dello svantaggio sociale.
Gli interventi che si prevede di condurre includono:
    1. Una ricerca, utile a tipizzare la specifica tipologia di vulnerabilità, individuando i fattori
        causali e le diverse manifestazioni fenomenologiche che la stessa assume;




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                  61
     2. Una mappatura, condotta a livello regionale, indispensabile a costruire un quadro di
        conoscenze oggettivo, presupposto indispensabile per la progettazione di interventi di
        politica attiva efficienti e mirati
     3. Una ricognizione critica dei diversi dispositivi di inserimento lavorativo (orientamento,
        bilancio competenze, formazione, tirocinio, …) che consenta di individuare gli
        strumenti ed i processi più adeguati per gestire la complessità dei bisogni di cui sono
        portatori i beneficiari
     4. Azioni di counselling individuale, supportate da azioni di sostegno sociale e
        psicologico, utili ad assicurare la costruzione condivisa di un progetto di inclusione
        lavorativa o di mantenimento mirato in azienda
     5. Interventi di tirocinio formativo che consentano ai singoli soggetti di “rimettere in moto”
        le proprie competenze ed attitudini individuali. Tale attività, che verrà affiancata anche
        dall’erogazione di borse lavoro per tutta la durata dell’intervento, presuppone un
        sistema di affiancamento dei destinatari sia interno che esterno all’impresa, con
        l’intento di mediare l’ambiente esterno ed assicurare la necessaria progressività
        all’esperienza di inserimento.


N. 32/2.5
Azioni riguardanti la dispersione scolastica
Si prevede la realizzazione di iniziative di supporto sociale e pedagogico alle famiglie con
componenti a rischio di dispersione scolastica.
In particolare si procederà all’ideazione e creazione di sportelli rivolti alle famiglie, con tutor
che si impegnano alla costruzione di percorsi individualizzati, che possano informare,
indirizzare, orientare, razionalizzare confusioni ed aspettative, fare da congiunzione scuola-
famiglia-centri per l'impiego-consultori -servizi sociali (quando servono) per rendere
consapevole il ragazzo nella costruzione del proprio progetto di vita.
Gli sportelli si inseriranno nei Centri per l'impiego ad implementazione del personale
provinciale impegnato nelle competenze dell'obbligo formativo.
In questo quadro si inserisce la maggiore difficoltà delle famiglie extra comunitarie o di quelle
con figli con handicap fisico o psicofisico.
Gli sportelli sono richiesti a gran voce anche dal mondo della scuola che si sente impotente,
per scarsità di organico, all'ascolto delle reali esigenze pratiche, psicologiche e sociali delle
famiglie con figli a rischio di dispersione scolastica.
Gli sportelli, oltre ad essere un valido supporto nell'emergenza, costituiranno un ottimo
momento di prevenzione, di lavoro di rete, di collaborazione fra Enti pubblici e privati per la
progettazione di azioni integrate programmate, per il monitoraggio e l’accompagnamento di
situazioni critiche e particolari della nostra regione.


N. 32/3.5
Educazione degli adulti
In tema di educazione degli adulti, la Regione Marche nell’anno 2004 intende realizzare i
seguenti interventi:
 Incontri tecnici con rappresentanti dei Centri Territoriali Permanenti, degli Enti sede dei
    Comitati locali, ecc. per la messa a punto della modulistica da mettere in uso nella
    costituenda rete dei Centri.
 N. 13 seminari, uno per ogni ambito territoriale, per la formazione del personale che
    opera nei Comitati locali previsti nell’Accordo Governo Regioni Province, Comuni e
    Comunità Montane del marzo 2000.



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                62
    Corso di recupero linguistico per persone non udenti: quattro edizioni di uno stesso corso,
     uno per ogni Provincia.
    Pubblicazione atti del seminario Lifelong learning : obiettivi e strategie della Regione
     Marche.
    Corso di formazione integrato per operatori della formazione professionale e docenti della
     scuola che operano nelle carceri e personale del Ministero della Giustizia.
    Monitoraggio sui bisogni formativi relativamente al Lifelong Learning della popolazione in
     ciascun ambito dei Comitati locali.
    Azioni di sistema individuate attraverso la concertazione con il Comitato regionale
     dell’EDA.

N. 57.5
Interventi di inserimento lavorativo delle vittime della tratta
La presente proposta ha come obiettivo quello di sperimentare una nuova modalità mirata di
orientamento e formazione professionale in grado di facilitare l’inserimento lavorativo dei
beneficiari del progetto: donne e uomini vittime di tratta, prostitute ed ex prostitute. Una
opportunità operativa in questo senso è offerta dall’art. 18 del D.Lgs 286/98, soprattutto se
seguito da azioni che possono promuovere l’inclusione sociale e lavorativa delle vittime del
traffico di esseri umani, con percorsi integrati di recupero della persona, sostegno psicologico
e legale, azioni di formazione e orientamento propedeutiche all’inserimento socio-lavorativo.
L’esigenza di promuovere un intervento sperimentale nasce dunque dal presupposto che
azioni formative tradizionali, gestite con modalità corsale e setting prevalentemente frontale,
risultano spesso inadeguate per rispondere ai bisogni ed alla complessità di target marginali
e ad alta esclusione sociale.
Le sperimentazioni di azioni innovative, quali l’orientamento individualizzato e la Formazione
Pratica in Impresa, riteniamo possano offrire una reale opportunità di inserimento del mondo
del lavoro per tali tipologie di destinatari, valorizzandole le potenzialità endogene e
promuovendo processi di autonomia individuale.
Le attività che si reputa opportuno sviluppare per il conseguimento delle finalità definite
prevedono:
    1. Analisi comparativa degli interventi condotti a livello nazionale, attraverso la
        mappatura delle esperienze, lo scambio di buone prassi e attività di benchmarking;
    2. Individuazione e contatto imprese: ricerca, sensibilizzazione e coinvolgimento di
        imprese presenti nel contesto di svolgimento del progetto stesso, creazione banca dati
        aziende disponibili alla collaborazione;
    3. Attività di orientamento: orientamento e formazione individualizzata, rivolta ai possibili
        partecipanti alla Formazione Pratica in Impresa. Tale attività è finalizzata a verificare
        le capacità, le attitudini, le aspirazioni e le potenzialità dei destinatari.
    4. Formazione Pratica in Impresa: attivazione di una serie di percorsi individualizzati di
        Formazione Pratica in Impresa, alla fine dei quali si valuti la possibilità che vengano
        inserite al lavoro nelle imprese stesse o, in seconda istanza nell’accresciuta possibilità
        di inserimento lavorativo anche in altre ditte grazie al percorso formativo portato a
        termine. La finalità è quella di offrire un’opportunità concreta di misurarsi in contesti
        lavorativi normali, di intraprendere il difficile percorso di affrontare i tempi, i ritmi, la
        regolarità del lavoro, di acquisire dunque la strumentazione attitudinale e
        comportamentale di base che possa facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                  63
     6. PROMUOVERE L’INSERIMENTO LAVORATIVO DI DISABILI FAVORENDO
        L’INDIVIDUAZIONE DI PERCORSI MIRATI E RISPETTOSI DEI DIRITTI DELLE
        PERSONE
        FINANZIAMENTO COMPLESSIVO € 2.404.266,80

N. 5.6
La Legge 12 marzo 1999, n. 68 recante: “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” costituisce
già da diversi anni, la nuova disciplina sul collocamento obbligatorio. In netta inversione di
tendenza rispetto al passato, perviene al superamento della mera funzione assistenziale, per
orientarsi verso la costruzione di un sistema di inserimento lavorativo condiviso e
consensuale.
L’art. 13 della citata Legge 68/99 istituisce il Fondo Nazionale per il diritto al lavoro dei
disabili la cui dotazione viene annualmente stabilita con Decreto Ministeriale che ne fissa
anche i criteri di ripartizione fra le Regioni e le Province Autonome.
Sulla base di tale assegnazione e utilizzando i medesimi criteri, la Regione Marche con
proprio atto provvede alla ripartizione dei citati fondi alle Amministrazioni Provinciali.

N. 6.6
 La Regione Marche, considerando di preminente interesse tutte le attività volte
all’inserimento lavorativo dei disabili e in attuazione dei principi sanciti dalla L. 68/99, con la
L.R. n. 24 del 03 aprile 2000, ha istituito il Fondo regionale per l’occupazione dei disabili
alimentato da:
     - proventi delle sanzioni amministrative di cui all’art. 15 della L. 68/99
     - contributi esonerativi di cui all’art. 5, comma 3, della L. 68/99
     - recuperi e economie per interventi finanziati dalla L.R. 24/00
     - eventuali apporti di soggetti comunque interessati
     - somme che la Regione stanzierà annualmente con legge di Bilancio
L’utilizzo di tale fondo, ai sensi dell’art. 2 della L.R. 24/00 è destinato alla concessione di
contributi per:
            a) attività di valutazione, all’atto del collocamento, delle capacità lavorative e
                attitudinali del disabile in relazione al posto di lavoro da ricoprire
            b) azioni positive di sostegno per il miglior inserimento del disabile, quali corsi
                formativi propedeutici o periodici e l’istituzione di un tutor
            c) rimozione degli ostacoli architettonici, ambientali e di tipo strumentale che
                impediscono l’inserimento dei disabili nelle unità lavorative
            d) acquisto di beni strumentali finalizzati al telelavoro.
La nuova legislazione regionale in tema di politiche del lavoro verterà anche sul tema
dell’inserimento lavorativo dei disabili, valorizzando e rilanciando i principi sanciti dalla citata
L. 68/99, promuovendo ogni forma di sostegno a favore del collocamento mirato e
dell’inserimento lavorativo dei soggetti disabili, nonché l’avvio e il consolidamento di attività
autonome da parte degli stessi soggetti, anche attraverso la costituzione di cooperative
sociali di tipo B.
E’ prevista anche la revisione della composizione della Commissione paritetica per il
collocamento dei disabili al fine di consentirne un più efficace funzionamento.
Sarà istituita infine la figura del difensore civico dei disabili “Ombudsman”.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                 64
N. 36.6
L’Unione Europea dedica tempo e attenzione alla tematica del turismo per tutti, sia per motivi
legati alla tematica dell’inclusione sociale delle persone con disabilità, sia per aver creduto
nel potenziale economico rappresentato nel settore turistico da clienti disabili.
Si propone pertanto la realizzazione del progetto denominato :“Guida turistica per non
udenti” con l’obiettivo di formare una figura professionale specializzata, in grado di gestire la
presentazione e la valorizzazione del prodotto turistico integrato nel territorio regionale, così
da invidiare nuove nicchie di mercato e soprattutto garantire un servizio turistico
specializzato, che consenta l’abbattimento delle barriere di comunicazione e una vera e
completa integrazione sociale delle persone non udenti. Il corso si propone di fornire ai
partecipanti una visione globale e interdisciplinare dei problemi politici, economici, finanziari,
gestionali e psico-sociali connessi con lo sviluppo turistico della regione, oltre alle tecniche
applicative relative all’organizzazione, accoglienza, gestione ed assistenza delle diverse
tipologie di turisti e turismi, ed in particolare di quelli con bisogni speciali.



N. 31.6
In collaborazione con i Servizi regionali Sanità e Servizi Sociali si intende promuovere la
realizzazione di un convegno per la costruzione di modello regionale di integrazione della
persona disabile nel mondo del lavoro.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
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     7. PROMUOVERE L’INTEGRAZIONE DEGLI IMMIGRATI NEL MERCATO DEL
        LAVORO E NELLA SOCIETÀ REGIONALE
        FINANZIAMENTO COMPLESSIVO € 1.114.000,00


N. 27.7
A seguito delle positive esperienze trasnazionali già attuate con l’Argentina e con la Tunisia,
e con l’obiettivo di promuovere il sistema produttivo marchigiano, si intende proporre un
intervento che coinvolga 40 lavoratori provenienti dalla Romania. Il progetto, analogamente
ai precedenti, visti i buoni risultati raggiunti, avvia un percorso misto formativo-occupazionale
con l’ottica di perseguire due obiettivi specifici:
a) contribuire a rispondere alle esigenze delle imprese edili marchigiane, alle prese da
      anni con una carenza di manodopera qualificata che rischia di contingentarne le
      potenzialità endogene ed esogene di sviluppo;
b) facilitare, nell’ambito delle azioni di cooperazione e di interscambio istituzionale, che
      hanno da sempre caratterizzato le scelte di politica internazionale della Regione
      Marche, l’integrazione di comunità estere appartenenti all’area balcanica.
Il perseguimento congiunto delle due finalità esplicitate consente di promuovere il sistema
marchigiano, ponendo i presupposti per la concreta cantierabilità di specifiche strategie di
sviluppo e di rilanciarlo ulteriormente nei confronti della Romania come fonte di ricchezza e di
occupazione.

N. 30.7
Prestito d’onore per immigrati
La presenza di un fenomeno strutturale di immigrazione nel territorio marchigiano appare un
dato ormai consolidato. Nel corso degli anni, i connotati assunti hanno subito tuttavia una
progressiva evoluzione che ha visto il crescente sviluppo di imprese avviate da cittadini
extracomunitari. Tale circostanza appare di estremo interesse poiché fa rilevare non solo una
spiccata attitudine all’imprenditorialità, ma anche un significativo impatto socio-economico.
Da semplici lavoratori, gli immigrati divengono infatti imprenditori di se stessi e, in alcuni casi,
datori di lavoro per altre persone.
Se si va ad esaminare in maniera analitica la specifica morfologia di tali aziende, si rileva
che:
 si tratta di organizzazioni di piccole dimensioni con una significativa prevalenza di ditte
    individuali;
 la natura delle attività svolte si caratterizza per il basso livello di capitalizzazione richiesto,
    e richiede dunque un ricorso contenuto ad investimenti.
Alla luce di questi presupposti, si ritiene quindi non solo percorribile, ma anche
estremamente interessante sperimentare lo strumento del prestito d’onore, a sostegno di
interventi di inserimento lavorativo di immigrati.
A tale proposito, si procederà quindi all’individuazione di un soggetto intermediario che, per
conto della Regione Marche e secondo le procedure sancite dai regolamenti del FSE dovrà
gestire le diverse azioni, che prevedono:
    1. servizi di orientamento ed informazione; servizi di formazione in termini di
        conoscenza/capacità di adempiere a funzioni di progettazione, coordinamento e
        implementazione dei progetti, assistenza tecnica nello sviluppo dell’idea progetto e
        nella definizione del progetto di impresa; servizi di assistenza logistica e informativa.
    2. Assistenza tecnica nel primo anno di avvio delle attività imprenditoriali, funzionale ad
        assicurare la sostenibilità del progetto e consentire l’andata a regime dell’azienda



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                  66
     3. Concessione di contributi a fondo perduto, nella misura massima di 20.000 euro,
        corrispondenti ad una percentuale agevolativi comunque non superiore all’80% del
        piano di investimenti programmati

N. 35.7
Nell’ambito delle azioni di sistema destinate a promuovere l’integrazione tra la formazione,
l’istruzione e il lavoro, si prevede la realizzazione di un progetto relativo all’ Educazione
interculturale nelle scuole. Il fenomeno dei ricongiungimenti familiari e la crescita
progressiva di immigrati di seconda generazione sta ponendo con forza il problema
dell’integrazione culturale nell’ambito dei sistemi di istruzione.
In questo contesto, l’autonomia degli istituti ha affermato un’ampia discrezionalità
nell’affrontare la questione, lasciando troppo spesso all’autonomia ed alla sensibilità dei
singoli, l’elaborazione di percorsi e strategie di educazione interculturale.
Vista l’importanza strategica che le scuole rivestono nella formazione dei giovani ed il ruolo
che le stesse svolgono nella formazione dei futuri lavoratori, la Regione Marche ritiene quindi
opportuno sperimentare un progetto pilota che consenta di omogeneizzare e promuovere
buone prassi, in grado di assicurare la gestione di corretti ed efficaci processi di integrazione
nei sistemi di istruzione.
A tal fine, si rileva come molte discipline dispongono già di una matrice legata
all’interculturalità (si pensi alla letteratura, alla storia, alle scienze, alla matematica, ..), ma nei
tradizionali processi di apprendimento, tali potenzialità endogene rischiano di restare troppo
spesso disattese, schiacciate da un’attenzione autoreferenziale alle “nozioni”.
La presente proposta intende quindi ovviare a tali lacune, attraverso la sperimentazione di
percorsi innovativi che consentano di valorizzare la scuola come “tempo” e “spazio” di
coesione e di sviluppo di cittadinanza; il tutto nella consapevolezza che lo sviluppo delle
capacità dei ragazzi dipendono anche dalla loro attitudine a conoscere e confrontarsi
dialetticamente con la complessità.
Le azioni che verranno a tal fine realizzate prevedono:
     1. Un intervento di ricerca azione, finalizzato a rivisitare criticamente le diverse discipline,
         elaborando materiali di riferimento e sussidi utilmente spendibili nella formazione dei
         formatori e nella gestione della didattica interculturale con i ragazzi delle scuole;
     2. La gestione sperimentale di un percorso formativo, dedicato ai docenti delle discipline
         selezionate, attraverso il quale si procederà a presentare i risultati delle elaborazioni
         prodotte, illustrando metodologie, settings e strumenti che potranno essere utilizzati
         nell’ambito dell’ordinaria attività didattica, per interventi continui e sistematici di
         educazione interculturale.
     3. Azioni di sensibilizzazione, rivolti a tutto il sistema dell’istruzione regionale, utili a
         promuovere la più ampia diffusione dei risultati validati.

N. 44/2.7
In collaborazione con il Servizio regionale sistema agroalimentare, ambiente rurale e foreste,
al fine di soddisfare nuovi fabbisogni formativi espressi dal sistema agricolo e con l’intento di
perseguire l’obiettivo strategico di addestramento, riorientamento professionale e
qualificazione delle maestranze di provenienza extracomunitaria in alcuni settori e professioni
fortemente caratterizzanti le produzioni regionali, è stato individuato il seguente percorso
formativo:
Formazione e riorientamento professionale degli immigrati occupati in agricoltura
Si propone la realizzazione di interventi formativi volti alla preparazione di figure professionali
di difficile reperimento sul mercato del lavoro essendo particolarmente gravose e/o che
vengono svolte in periodi limitati dell’anno. L’intervento formativo potrebbe articolarsi in un



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                     67
periodo di formazione teorica e un periodo di work esperience: una qualificazione
professionale di questo tipo consentirebbe ai soggetti extracomunittari di acquisire
competenze specifiche e quindi competitività oltre a concorrere a coprire le particolari
carenze dell’offerta di lavoro agricolo.

N. 58.7
La realizzazione del progetto denominato “Badanti”, iniziata nell’annualità 2003, intende
affrontare la delicatissima questione delle lavoratrici immigrate che prestano la loro opera
presso le famiglie in attività di cura. Si intende cogliere un duplice obbiettivo:
     favorire la regolarizzazione di tali attività lavorative
     promuovere momenti formativi per queste donne immigrate allo scopo di offrire un
        miglior futuro alle stesse e migliori garanzie di qualità nel servizio prestato.
Con DGR n. 1708 del 09/12/2003 è stato approvato il progetto, suddiviso in quattro fasi,
relativo all’iniziativa denominata “Progetto badanti – Sperimentazione assegno servizio”,
con il quale ci si propone di sperimentare nella Regione Marche un intervento destinato a
erogare incentivi “mirati” alle famiglie, affinché acquistino prestazioni sociali domiciliari
qualificate, all’interno di un mercato accreditato e trasparente.
Con la medesima DGR è stata incaricata l’ARMAL (Agenzia Regionale Marche Lavoro) della
realizzazione della prima e della seconda fase della sperimentazione, ovvero, la formazione
dei soggetti (dipendenti di Regione, Province, Comuni) che dovranno tenere la regia del
Progetto e di quelli che dovranno predisporre e seguire la fase operativa (Osservatorio
regionale sociale ed assessorato, centri per l’impiego, anagrafi e strutture sociali comunali,
sportelli della banca individuata, Inps e Inail territorialmente competenti, attori sociali),
nonché l’attività di ricerca e mappatura territoriale dei servizi domiciliari di cura alle persone
che consentirà maggiore conoscenza quantitativa e qualitativa del fenomeno nel territorio.
Queste prime due fasi della sperimentazione, già attivate dal primo semestre del 2004,
saranno ultimate entro l’anno in corso.
A seguito dell’analisi dei risultati emersi nella 2^ fase, in stretto coordinamento con interventi
similari posti in essere dall’Assessorato ai Servizi Sociali, saranno attivate le fasi 3 e 4 della
sperimentazione riguardanti rispettivamente: la formazione e la riqualificazione delle
operatrici di servizi di cura, supporto domestico e prossimità e la messa in circolazione del
vero e proprio Assegno Servizi per assicurarsi le prestazioni di queste ultime. La
determinazione dei contenuti, dei criteri e delle modalità operative della terza e quarta fase
della sperimentazione, vengono demandate a successivi atti della Giunta Regionale. I fondi
per la fase quattro della sperimentazione dell’Assegno Servizi nei quattro contesti territoriali
provinciali faranno carico al Servizio Sanità della Regione Marche.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                               68
     8. INDIVIDUARE NUOVI STRUMENTI PER AFFRONTARE LE CRISI AZIENDALI, DI
        SETTORE E DI TERRITORIO
        FINANZIAMENTO COMPLESSIVO € 3.250.000,00

N. 9.8
Il Ministero del Lavoro ha manifestato il proprio impegno a destinare la riserva di premialità
del PON FSE Ob. 3 - Azioni di sistema, pari a 8,5 Milioni di Euro, alle Regioni e alle
Province Autonome per sostenere la sperimentazione di azioni formative idonee a ridurre o
contrastare l’impatto occupazionale negativo conseguente a crisi settoriali e locali.
La Regione Marche concorre alla eventuale ripartizione di tali fondi subordinatamente alla
approvazione di una serie di iniziative progettuali riguardanti interventi formativi rivolti a
soggetti che a causa della crisi del settore calzature, pelli e cuoio si trovano in una
situazione di oggettiva debolezza nel mercato del lavoro.
Sulla base delle esigenze che il territorio esprime sono state individuate le seguenti aree di
intervento:
 accompagnamento dei processi di riorganizzazione aziendale, con interventi di
    formazione e aggiornamento per imprenditori, loro collaboratori, ivi compresa la gestione
    dei processi di successione in azienda e di passaggio generazionale
 l’accompagnamento dei processi di innovazione in materia di prodotto, processo
    (informatizzazione, introduzione nuovi materiali, nuove tecnologie produttive, ecc.),
    organizzazione e mercato, attraverso interenti formativi improntati all’eccellenza e tesi a
    sviluppare creatività e valore aggiunto nelle fasi “a monte” (progettazione, design,
    introduzione di nuovi materiali e nuove tecnologie) ed “a valle” del processo produttivo
    (servizi pre e post vendita, nuove forme distributive, logistica);
 azioni di raccordo con il sistema scolastico-formativo per preparare nuove figure
    professionali, per rafforzare il legame scuola-impresa, per sviluppare momenti di
    sensibilizzazione e di conoscenza delle opportunità occupazionali che il sistema moda
    può garantire;
 accompagnamento ai processi di ristrutturazione e diversificazione aziendale attraverso
    momenti di riqualificazione del personale coinvolto da processi di crisi, mobilità, CIG, ecc.
    e/o del personale di aziende interessate a processi di diversificazione intra/extra
    settoriale;
 accompagnamento dei processi di integrazione dei lavoratori immigrati nel tessuto sociale
    locale, già fortemente caratterizzato da tale componente.

N. 14.8
Sempre nell’ottica di porre in essere nuovi strumenti per affrontare le crisi aziendali, si
intende sperimentare in un’area o in un settore una ipotesi di ammortizzatore sociale a
favore di lavoratori che, stante la normativa vigente, non risultano fruitori di nessun beneficio
economico. L’individuazione delle modalità di erogazione, come pure dei soggetti possibili
destinatari dell’intervento, sarà oggetto di apposito approfondimento con le parti sociali e tutti
gli attori coinvolti nel sistema (INPS, Ministero del lavoro, etc.)

N. 43.8
A supporto degli interventi di formazione continua attuati interamente dalle Amministrazioni
provinciali, la Regione Marche, oltre a gestire direttamente i fondi della L. 236/93 e della L.
53/90 citati in precedenza, intende rinnovare l’emanazione di un bando destinato




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                               69
all’erogazione di incentivi alle imprese per la realizzazione di contratti di solidarietà
difensivi.
Con l’attivazione di tale intervento la Regione Marche contribuisce all’integrazione delle
retribuzioni dei lavoratori interessati a contratti di solidarietà che comportino la riduzione
dell’orario di lavoro, stipulati al fine di evitare licenziamenti, sia nel caso di un più razionale
impiego del personale, sia soprattutto nel caso di crisi aziendale.
Possono beneficiare del contributo tutte le imprese, comprese le società cooperative, aventi
sede legale e/o operativa nella Regione Marche che abbiano stipulato accordi con i sindacati,
aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale, di cui alla
Legge 19/12/1984 n. 863, a partire dal 01/01/2004 e che, di conseguenza abbiano effettuato
una riduzione dell’orario di lavoro settimanale ad almeno un terzo del personale dipendente a
tempo indeterminato o del 60% del personale addetto al reparto produttivo interessato.
Il contributo è pari ad un terzo del monte retributivo non dovuto a seguito della riduzione
dell’orario di lavoro e verrà erogato per un periodo non superiore a 24 mesi. L’impresa dovrà
trasferire il 50% del contributo ai lavoratori interessati.


N. 53.8
A seguito della crisi nell’ambito del settore manifatturiero del sistema moda del fermano-
maceratese, è stato approvato un “progetto per rilancio del polo pellettiero di Tolentino”
scaturito da un tavolo di confronto tra l’Amministrazione comunale di Tolentino, altre
Amministrazioni locali, parti sociali. Tale accordo prevede, tra le altre, una azione di
progettazione ed implementazione di un piano di interventi formativi, ritenendo la formazione
e le politiche attive del lavoro come ruolo centrale nel programma di rilancio del polo.
Sono stati individuati i progetti formativi di seguito elencati:
-     formazione di giovani tecnici superiori per la formazione di nuove figure tecniche in
      possesso di un bagaglio di competenze e conoscenze adeguate per accompagnare e
      supportare i processi di innovazione programmati
-     formazione per imprenditori e loro collaboratori per accelerare la formazione di una
      nuova classe imprenditoriale agendo sia sull’imprenditore già impegnato in azienda, sia
      sui suoi collaboratori, ovvero sui familiari o comunque sulle figure in procinto di
      subentrare nella conduzione aziendale
-     riqualificazione di tecnici e maestranze rivolto ai lavoratori interessati dai processi di
      ristrutturazione, al fine di rende il più veloce e il meno traumatico possibile il
      reinserimento lavorativo all’interno della filiera, ma con competenze, funzioni, abilità
      differenti.




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                                                                                                70
     9. PROMUOVERE LA FORMAZIONE CONTINUA NEL PUBBLICO E NEL PRIVATO,
        ATTUARE LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE
        FINANZIAMENTO COMPLESSIVO € 3.947.906,05

N. 3.9
L. 53/00
Per le iniziative che fanno capo alla L. 53/00 il Ministero del lavoro stanzierà risorse per
complessivi € 30.987.413,75, dei quali 969.906,05 euro saranno a disposizione della
Regione Marche per il finanziamento di progetti di formazione per lavoratori occupati
presentati da imprese, sulla base di accordi contrattuali che prevedano quote di riduzione
dell’orario di lavoro, o direttamente dai singoli lavoratori.

N. 4.9
L. 236/93
In relazione alla L. 236/93, alla Regione Marche risultano assegnate risorse pari a €
1.565.000,00. Tali risorse, sulla base delle direttive indicate nel D.M. 296/V/2003, dovranno
essere utilizzate come segue:
    - il 70% per interventi di formazione rivolti alle seguenti tipologie di lavoratori:
       1. lavoratori dipendenti da imprese con meno di 15 dipendenti
       2. lavoratori di qualsiasi impresa privata con contratti di lavoro a tempo parziale, a
           tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa nonché inseriti
           nelle tipologie contrattuali a orario ridotto, modulato o flessibile o a progetto
           previste dalla legge 30/03
       3. lavoratori di qualsiasi impresa privata collocati in cassa integrazione guadagni
           ordinaria e straordinaria
       4. lavoratori di qualsiasi impresa privata con età superiore ai 45 anni
       5. lavoratori di qualsiasi impresa privata in possesso del titolo di licenza elementare o
           di istruzione obbligatoria
     - il 30% per interventi di formazione con target stabiliti dalla Regione.
Sono inoltre disponibili circa € 1.700.000,00 provenienti da economie delle precedenti
annualità e che possono sicuramente integrare il 30% dei fondi a disposizione della Regione
sopra individuati.

N. 17.9
Al fine di contribuire alla nascita di nuove idee, di creare nuove opportunità e di assicurare la
crescita economica in regioni/aree che per troppo tempo hanno vissuto uno svantaggio
strutturale, oltre alla promozione dell’assistenza delle aree rurali e delle loro economie, la
Regione Marche intende cofinanziare la realizzazione di misure finalizzate all’accrescimento
delle competenze tecniche di settore, mediante investimenti in capitale umano, partecipando
alla realizzazione del progetto di mobilità trasnazionale Leonardo da Vinci II denominato
“RURAL-TRACK 2004, progetto promosso e coordinato da SVIM - Sviluppo Marche S.p.A.,
società di sviluppo economico-territoriale della Regione Marche, che opera in stretta
collaborazione con le forze sociali ed economiche del territorio, elabora progetti locali,
europei e/o trasnazionali, con lo scopo di sostenere lo sviluppo dei principali comparti
produttivi regionali, l’occupazione giovanile e la promozione di politiche formative.
Il sistema agricolo e alimentare marchigiano infatti, nonostante i problemi di fondo, quali la
perdita di occupazione/scarso ricambio generazionale e la riduzione dei redditi, è un




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                              71
comparto vitale che è capace di esprimere esperienze operative di eccellenza e di rilevanza
internazionale.
In tale ottica, il progetto, attraverso una esperienza di formazione professionale della durata
di 1 settimana in Paesi UE o in Adesione, si pone i seguenti obiettivi:
 trasferire/acquisire competenze, prassi, metodologie di formazione professionale,
    innovative tra soggetti attivi nel settore agricolo-rurale, attraverso il confornto di
    esperienze/know-how maturati in paesi, contesti istituzionali, condizioni storico economico
    e sociali diverse
 sviluppare nei beneficiari pubblici/privati contributi di conoscenza e idee, supporto tecnico
    progettuale per lo sviluppo rurale e per le specifiche filiere agroalimentari
 rafforzare il contributo della formazione professionale agricolo-rurale al processo
    innovativo al fine di migliorare la competitività e l’imprenditorialità nel settore, anche nella
    prospettiva di nuove possibilità di occupazione
 rafforzare la cooperazione tra i soggetti del mondo agricolo-rurale a livello trasnazionale
    anche a seguito dell’adesione dei paesi PECO;
 condividere la conoscenza, aumentare e qualificare l’informazione in agricoltura

N. 18.9
Sempre nell’ambito del Programma Comunitario Leonardo da Vinci II, la Regione Marche,
sempre in collaborazione con SVIM – Sviluppo Marche S.p.A., intende farsi promotore di un
progetto denominato “IDEA.R.E.”il cui obiettivo è quello di sviluppare un metodo formativo
innovativo per il trasferimento di competenze professionali nell’ambito della progettazione
europea per il settore agricolo e delle aree rurali. Il progetto mira a promuovere la
realizzazione delle attività in 5 aree pilota localizzate in regioni con forti tradizioni agricole e
connotati rurali e dove i territori costituiscono elemento di forte identità per le popolazioni dei
seguenti Paesi:
    - Italia
    - Ungheria
    - Repubblica Cecoslovacca
    - Lituania
Con il progetto si intende elaborare un modello formativo innovativo, definendo standard
qualitativi, anche in fase di disegno del modello, coniugando, in modo innovativo per il settore
di riferimento, metodi didattici avanzati e tecnologie, in risposta all’esigenza di qualificazione
e trasferimento delle competenze professionali per lo sviluppo del mondo agricolo e delle
aree rurali, per operare in uno scenario di profondi cambiamenti in atto che interessano non
soltanto i mercati agricoli ma le stesse economie delle zone rurali e le dinamiche sociali.
La proposta si prefigge i seguenti e principali obiettivi specifici:
          Conoscere e descrivere la situazione esistente, attraverso la realizzazione di una
            analisi di contesto e di studi comparativi, nei Paesi partner di progetto, sullo stato
            delle competenze in materia di progettazione europea;
          Definire e sperimentare una metodologia formativa innovativa per lo sviluppo di
            competenze professionali relative alla progettazione europea per il settore agricolo
            e le aree rurali
          Definire la figura professionale di esperto in progettazione europea per il settore
            agricolo e le aree rurali e promuovere uno standard europeo relativo a tale figura




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                 72
N. 32/1.9
Il progetto Athena 2004 prevede lo svolgimento di due laboratori sui temi:
1.     sistema generale di certificazione delle competenze e del riconoscimento dei crediti
  formativi, incluso libretto formativo;
2.     standard minimi delle competenze professionali delle strutture eroganti attività
  formative e di orientamento.
I due laboratori termineranno entro febbraio-marzo 2004.
Al termine delle attività laboratoriali di Athena 2004 è prevista l’organizzazione di un
convegno-seminario per la presentazione dei documenti in esito ai laboratori. Il convegno-
seminario sarà organizzato in collaborazione dai Servizi Istruzione e Diritto allo Studio e
Formazione Professionale e Problemi del Lavoro appartenenti all’Assessorato Formazione
Professionale e problemi del lavoro e Politiche all’istruzione.


N. 33.9
In linea con gli obiettivi posti dagli orientamenti comunitari in tema di occupazione e nell’ottica
di rendere effettiva la possibilità di esercizio del diritto di apprendimento da parte del singolo
individuo, ovvero del diritto ad una formazione “di qualità per tutti e per ciascuno, lungo tutto
l’arco della vita”, risulta necessario realizzare un sistema centrato sull’accertamento e la
certificazione delle competenze (in termini di mix di conoscenze, abilità e comportamenti)
quali risultanti da:
-      percorsi formativi formali (istruzion e e formazione professionale)
-      esperienze di tipo non formale
-      esperienza di tipo informale
In tale ottica il Servizio Formazione professionale e lavoro, in stretta collaborazione con il
Servizio Istruzione, intende aderire ad un progetto interregionale che consenta l’attivazione di
un sistema comune di standard di competenze con la funzione primaria di rispondere a tre
esigenze ritenute fondamentali ed essenziali per la modernizzazione del sistema formativo
italiano:
        a) favorire la personalizzazione dei percorsi formativi mediante la diversificazione e la
            flessibilità dei percorsi formativi al fine di rispondere ai bisogni individuali e
            sviluppare le attitudini individuali
        b) consentire il dialogo e l’integrazione tra i diversi sistemi per rendere possibili i
            percorsi formativi individuali attraverso i diversi sistemi della formazione,
            dell’istruzione, dell’educazione non formale, del lavoro con un solo quadro comune
            di riferimento, al fine di rendere effettiva l’esistenza di passerelle che consentono la
            mobilità degli individui tra sistemi anche e soprattutto nei casi di interruzione delle
            carriere formative
        c) assicurare ai cittadini e alle imprese un sistema più semplice di declinazione di
            famiglie e profili professionali che accresca la qualità dei servizi per l’impiego e la
            trasparenza delle certificazioni
Il perseguimento di tali obiettivi passa attraverso:
            e) l’attivazione di un processo di costruzione di standard minimi nazionali partendo
                 dalla logica bottom up e rispettando l’indipendenza dei sistemi regionali coin
                 volti in un’ottica di non “invasività” dei sistemi e di valorizzazione dell’esistente
                 favorendo nel contempo la collaborazione tra modelli regionali presenti allo
                 scopo di favorire il trasferimento di metodologie e soluzioni;
            f) la costruzione di una posizione ed una pratica di lavoro condivisa tra le regioni
                 sull’argomento, nonché un punto di riferimento nei confronti degli altri progetti




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                   73
                      interregionali che hanno parti inerenti alla descrizione per competenze delle
                      figure professionali

N. 39.9
La Formazione in generale e quella continua lungo tutto l’arco della vita in particolare
riveste estrema importanza in tutto il contesto di crescita sociale e di investimento in risorse
umane: per questo motivo si intende ampliare il gruppo di lavoro sulla formazione continua
già attivo e finora composto esclusivamente dalle parti sociali, coinvolgendo le
Amministrazioni provinciali, l’ISFOL e gli enti bilaterali che gestiscono i fondi
interprofessionali.
L’intenzione è quella di formare esperti di formazione continua per consentire la costituzione
di un vero e proprio laboratorio progettuale sulla materia specifica.

N. 41.9
Vista la buona riuscita della prima edizione, si propone il finanziamento di una seconda
edizione del Corso per esperti di protezione civile direttamente effettuata dal Servizio di
Protezione e Sicurezza locale della Regione Marche.
Scopo del corso è formare i responsabili di organizzazioni di volontariato di protezione civile,
e di fornire loro competenze che consentano di gestire al meglio le organizzazioni di
appartenenza, diffondere le conoscenze acquisite fra i volontari, in modo da garantire
uniformità di linguaggi e di procedure fra le diverse organizzazioni, e quindi di operare in
maniera sinergica con le altre componenti del Sistema Nazionale della Protezione Civile.
Gli obiettivi specifici del corso possono essere così sintetizzati:
 Costituire uno standard comune di formazione per i responsabili delle organizzazioni di
    volontariato di modo che siano in grado di:
 Collaborare all’organizzazione sul piano logistico degli aiuti e soccorsi;
 Applicare una corretta gestione finanziaria alle risorse impiegate e alle strutture utilizzate;
 Progettare, coordinare e dirigere un piano di intervento formativo attraverso l’uso delle
    tecniche di comunicazione interpersonali e intrapersonali e dinamiche di gruppo.
Attraverso l’azione delle persone così formate ci si aspetta una crescita complessiva del
volontariato di protezione civile, che potrà così:
 Fornire concreto supporto alle Autorità locali per le attività di previsione e prevenzione;
 Collaborare con le Autorità locali alla gestione delle situazioni di rischio mappate sul
    territorio, relazionandosi con i soggetti e le istituzioni preposte alla tutela dell’incolumità
    pubblica e alla gestione delle emergenze;
 Collaborare con le Autorità nella gestione dei piani di emergenza comunali;
 Supportare gli organismi preposti al coordinamento dei soccorsi, definendo l’impiego di
    risorse, mezzi e materiali

N. 46.9
In raccordo con le disposizioni contenute nel nuovo Testo Unico delle Attività Produttive della
Regione Marche, approvato con L.R. n. 20 del 28/10/2003, con il quale, nell’ottica di favorire
lo sviluppo ecocompatibile, si prevede l’erogazione di contributi in conto capitale alle PMI
industriali e artigiane per la realizzazione di interventi e l’introduzione di tecnologie, impianti,
macchinari e attrezzature che riducano l’impatto ambientale, l’Autorità Ambientale della
Regione Marche propone la formazione di una figura professionale qualificata in grado di
fornire consulenze alle imprese artigiane con l’obiettivo di promuovere la certificazione ISO
14001 e la registrazione EMAS, denominata Addetto specializzato nella consulenza
ambientale e nella realizzazione e gestione di sistemi di qualità ambientale per le



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                                                                                                 74
imprese artigiane. Tale figura professionale dovrà essere in grado di fornire non solo
assistenza generale ma anche soluzioni operative specifiche per ogni settore di attività (ex
edile, meccanica, alimentare, pelle-cuoio-calzature, mobili, trasporti).
Il corso sarà rivolto a persone già occupate all’interno di associazioni di categoria degli
artigiani, con esperienza professionale nell’ambito dell’ambiente, della qualità e della
sicurezza.

N. 47.9
Visto il notevole interesse suscitato e riconoscendone l’indubbia utilità, si procederà con
l’attivazione della terza edizione del bando relativo alla determinazione dei criteri per la
concessione di contributi per finanziare progetti volti a favorire l'Informazione dei
lavoratori sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. L’intervento è volto al finanziamento di
progetti per favorire l’applicazione dell’art. 21 del D. Lgs. 626/94: “informazione dei lavoratori
sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”. L’azione, già attivata nel 2002 e nel 2003, viene
riproposta anche per la corrente annualità, vista la particolare importanza dell’argomento.
Pertanto, similarmente all’intervento in corso di realizzazione, si prevede di affiancare, a
supporto degli specifici obblighi di informazione che fanno carico al datore di lavoro ai sensi
dell’art. 21 del D. Lgs. 626/94, l’iniziativa regionale di integrazione e di rafforzamento
dell’informazione anche attraverso la creazione e l’utilizzo di strumenti innovativi,
consentendo la diffusione di una informazione idonea e quindi efficace.

N. 48.9
Per migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione è necessario attivare una puntuale
attività di formazione e valorizzazione delle risorse umane coinvolte nei processi di
riorganizzazione che ormai investono tutta la Pubblica Amministrazione.
In tale ottica si proseguirà con l’attuazione del programma 2003-2005 di attività
formativa rivolta al personale degli enti locali della Regione Marche, predisposto dalla
Scuola di Formazione del Personale Regionale e approvato con DGR n. 295 del 04/03/2003
(importo complessivo pari a € 1.162.500,00) per il residuo importo pari a 277.00,00 euro.
Vengono altresì messi a disposizione della Scuola di formazione del personale regionale altri
255.000,00 euro da destinare all’attività formativa del personale regionale per l’anno
2004.

NN. 49.9 – 50.9 – 51.9
Nell’ambito dei rapporti di collaborazione intercorrenti con il Servizio Servizi Sociali, si
individueranno le modalità operative per attuare dei percorsi formativi per operatori
pubblici con contratto di lavoro dipendente o di lavoro atipico, riguardanti le seguenti
tematiche:
-     organizzazione e ruolo degli Uffici di Promozione Sociale: con il percorso formativo
      si intende fornire e sviluppare modalità organizzative e competenze professionali che
      rendano possibile la gestione dei servizi territoriali, cogliendo le sinergie e le relazioni
      tra i diversi attori coinvolti. A fronte di processi di cambiamento organizzativo dei servizi
      e di impiego di risorse umane in ambito sociale, il ruolo attribuito allo stesso operatore
      sociale necessita di essere profondamente rivisto. In sostanza si tratta di fornire a
      coloro che hanno il compito di iniziare in via sperimentale interventi operativi nella
      pianificazione degli interventi a livello territoriale, i giusti supporti metodologici e



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                75
        operativi che li mettano in grado di svolgere quella funzione anticipatoria a cui si
        attribuisce fondamentale importanza nella creazione degli Uffici di Promozione Sociale
        per la cittadinanza. Risulta infatti necessario e possibile porre le basi per creare un
        modello che abbia come oggetto il fabbisogno di competenze e che attivi un processo di
        diagnosi e di intervento che definisca metodologie di analisi diversificate per obiettivi
        conoscitivi e di operatività. In questo senso la formazione dell’operatore sociale deve
        assumere come propria un’ottica in grado di proporre, anche attraverso il
        coinvolgimento dei diversi soggetti istituzionali, percorsi di innovazione e di
        sperimentazione attraverso la possibilità di formare operatori per migliorare la qualità
        dei processi di pianificazione, programmazione, progettazione e gestione degli U.P.S.
        valorizzando le competenze in vista di una maggiore integrazione tra le differenti risorse
        ed i diversi sistemi territoriali.
-       introduzione all’interno della Pubblica Amministrazione del “Bilancio sociale”
        Il Bilancio Sociale è uno strumento straordinario che legittima il ruolo di un ente pubblico
        in termini strutturali, costituisce un momento per enfatizzare il legame con il territorio,
        un’occasione per affermare il concetto che, perseguendo l’interesse collettivo
        prevalente, si contribuisce a migliorare la qualità della vita dei membri della società in
        cui si è inseriti. Il bilancio sociale ha destato attenzione all’interno della Pubblica
        Amministrazione, inizialmente a livello di enti pubblici economici e ultimamente anche di
        enti locali. Effettivamente esso rappresenta uno strumento adatto alle esigenze proprie
        della autonomie locali: la forza dell’ente locale proviene dalle relazioni che stabilisce
        con gli attori dello sviluppo del territorio e il bilancio sociale praticamente consente di
        vedere in una nuova ottica le spese per:
        - infrastrutture
        - formazione
        - iniziative sociali.
        Introdurre il bilancio sociale in un ente locale significa andare al di là dei meri termini
        numerici e finanziari offerti dal bilancio tradizionale, per capire quanto, e soprattutto, in
        che modo, l’attività dell’ente locale ha inciso sul contesto sociale di riferimento: i valori
        finanziari sono così riletti e riorganizzati nell’ottica di un confronto con i risultati ottenuti.
        La formazione specifica in questo ambito permette di rileggere il bilancio sociale quale
        strumento di comunicazione strettamente connesso con la reale attività svolta dall’ente,
        e sottolinea l’impatto che questa ha avuto all’esterno.
-       formazione in materia di accreditamento per accompagnare, formare e uniformare
        metodologie di intervento in relazione alla L.R. 20/02
        L’obiettivo del progetto è quello di fornire una serie di servizi specialistici di formazione
        in materia di accreditamento volti ad accompagnare, formare ed uniformare
        metodologie di intervento in relazione alla L.R. 20/02. L’iter di accreditamento può
        portare alla definizione di elementi utili alla promozione della cultura della qualità
        all’interno della struttura, alla individuazione di attività finalizzate al miglioramento
        continuo delle prestazioni ed allo sviluppo di una maggiore sensibilità nei confronti delle
        esigenze dei singoli soggetti. La capacità di standardizzare il modo di lavorare degli enti
        territoriali che necessitano di accreditamento può far si che le istituzioni con ideali più



Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
                                                                                                       76
        elevati abbiano il giusto riconoscimento davanti alla comunità professionale e che le
        istituzioni con standard inferiori siano stimolate a migliorare la qualità del loro lavoro.
        Il tema dell’accreditamento di una struttura può essere affrontato dal punto di vista della
        progettazione impiantistica, della progettazione organizzativa e della consulenza per la
        certificazione e l’accreditamento della struttura. Le competenze coinvolte nel progetto
        formativo permettono di acquisire elementi relativi all’accreditamento tra i quali:
        - elementi normativi e legislativi in materia di accreditamento
        - standard impiantistici e tecnologici, volti alla valutazione dell’adeguatezza degli
          impianti con riferimento alle normative vigenti
        - standard organizzativi, finalizzati alla valutazione degli strumenti adottati per gestione
          ed il controllo dei processi: redazione di documentazione, formazione, analisi dei
          processi ed implementazione di strumenti di controllo
        - programmi e gestione di piani di miglioramento.


N. 52.9
Nel quadro delle linee strategiche di sviluppo dell’e-government e di innovazione
amministrativa e organizzativa, la Regione Marche nel corso del 2003 ha avviato le attività di
realizzazione ed implementazione sperimentale di un Market Place Regionale: la
piattaforma tecnologica di commercio elettronico individuata è accessibile via web ed offre gli
strumenti tecnologici necessari all’espletamento delle procedure telematiche di acquisto per
l’approvvigionamento di beni e servizi.
L’intervento complessivo che prevede diverse fonti di finanziamento, comunitarie, statali e
regionali, prevede due momenti formativi:
-     uno destinato alla formazione di operatori di impresa che svolgono attività
      amministrativo/contabile riferita ai bandi di gare per la fornitura di beni
-     l’altro destinato ai dipendenti di enti locali che svolgono attività o mansioni
      amministrativo/contabili riferita alla predisposizione di bandi di gara per l’acquisizione di
      beni e servizi.



N. 45.9
Si intende realizzare un corso di aggiornamento per tecnici agricoli diplomati e laureati
sulle problematiche relative alla commercializzazione dei prodotti, al rispetto dell’ambiente e
alla promozione della cultura della qualità.




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     10. FAVORIRE IL PASSAGGIO GENERAZIONALE E LA BUONA IMPRENDITORIA
         FINANZIAMENTO COMPLESSIVO € 729.000,00

N. 15.10
La responsabilità sociale delle imprese nelle Marche.
La Commissione della Comunità Europea nel Libro Verde definiva la responsabilità sociale
delle imprese (RSI) come: “l’integrazione su base volontaria dei problemi sociali ed
ambientali delle imprese nelle loro attività commerciali e nelle loro relazioni con le altre parti”.
Dato per assunto il fatto che della RSI oltre all’impresa può beneficiarne la società, la
Pubblica Amministrazione deve incoraggiare l’adozione di pratiche responsabili sia sul piano
sociale sia sul piano ambientale, sostenendo lo sviluppo di un quadro di azione atto a
promuovere e sostenere pratiche socialmente responsabili, trasparenti e credibili sulla base
di valori di riferimento chiari e verificabili.
In questa ottica la Regione Marche, riconosce la necessità di innalzare il livello della
responsabilità sociale delle imprese presenti sul territorio regionale, anche al fine di
aumentare la loro competitività e dinamicità; di sviluppare processi di crescita economica
sostenibile e migliorare la qualità dell’occupazione; aumentare la coesione sociale.
A questo scopo si sperimenterà una ricerca-intervento su uno o più campioni regionali
settoriali di imprese innanzitutto allo scopo di promuovere un’opera di sensibilizzazione, di
informazione e di formazione sui temi della RSI.
Tenderà, secondariamente, a costruire, insieme agli attori coinvolti, un sistema di indicatori
che, pur partendo dalle specificità delle PMI, possano tuttavia condurre a pratiche
imprenditoriali certificabili e misurabili, valevoli sul piano della sicurezza nei luoghi di lavoro,
del rispetto dei CCNL, dei diritti e della tutela degli occupati, dell’equilibrio ambientale, della
tutela della salute degli occupati e dei cittadini della comunità in cui insiste l’impresa, del
rapporto con fornitori che non abusino di forze lavoro e che non siano responsabili di
fenomeni di inquinamento.
Si provvederà, infine, in via sperimentale, a mettere in atto la certificazione e la misurazione
di tali indicatori nelle imprese coinvolte.


N. 16.10
La difficile realtà odierna del mondo professione ed occupazionale richiede alle istituzioni
centrali e locali di tipo governativo di incentivare e facilitare al massimo l’esplorazione di
percorsi alternativi che permettano alle categorie più deboli della società produttiva quali
giovani, inoccupati e disoccupati, di attivare forme di lavoro autonome ed innovative.
E’ necessario incentivare la creatività e la fantasia imprenditoriale, affiancandola alla
disponibilità di una serie di strumenti tecnici e finanziari per permettere e sostenere la
realizzazione di imprese o figure professionali innovative che trovino un proprio posto nel
processo produttivo e nel tessuto economico.
Per raggiungere tali obiettivi, l’Agenzia SVIM - Sviluppo Marche SpA - ha proposto la
realizzazione di una iniziativa denominata “Incubatore virtuale on-line” che si propone di
portare il singolo soggetto dall’idea imprenditoriale all’avvio dell’attività attraverso varie fasi
quali l’analisi della fattibilità delle singole proposte di impresa, le loro probabilità di crescita,
assicurando un filtro tra la potenzialità imprenditoriale ed il mercato di riferimento, cercando
di massimizzare gli sforzi individuali alla ricerca di settori di attività in cui sia possibile
inserirsi e crescere: si tratta in sostanza di ridurre al minimo il fattore di rischio implicito nella




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realizzazione di un’idea imprenditoriale nuova mettendo a disposizione una fonte di
consultazione facilmente raggiungibile.
Lo strumento di supporto adeguato agli obiettivi di cui sopra è l’incubatore virtuale on-line:
tale strumento associa l’immediatezza della disponibilità di informazioni basilari con la
professionalità di personale in grado di offrire un supporto a coloro che intendono affacciarsi
a percorsi di questo tipo.
L’incubatore on-line può offrire, in particolare:
    - l’idea da realizzare o gli spunti per renderla più innovativa;
    - le metodologie e gli strumenti per elaborare il piano di fattibilità;
    - gli strumenti per acquisire una formazione imprenditoriale adeguata;
    - le informazioni su come ottenere contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati,
       ecc.;
    - gli adempimenti burocratici connessi con l’avvio della attività.

Un’idea imprenditoriale, pertanto, viene in primo luogo passata al vaglio di una verifica di
fattibilità; superato tale esame, si passa alle successive fasi del business plan, del
reperimento delle fonti di finanziamento, della formazione imprenditoriale e dell’iter
burocratico amministrativo che è necessario seguire per la realizzazione del progetto di
impresa.

N. 42.10
Nell’ottica di concorrere al consolidamento del tessuto di piccole e medie imprese che
costituiscono l’ossatura dell’economia marchigiana verranno avviate azioni di supporto e
interventi formativi finalizzati a favorire il ricambio generazionale portato a termine con
successo nelle PMI, trasformandolo in un momento di crescita dell’impresa, e identificando,
quali fattori di successo la creazione/mantenimento del fattore imprenditoriale e il “contenuto
innovativo” nella formula imprenditoriale.
Verranno attivati interventi che abbiano quale principale obiettivo quello di accrescere le
competenze e le abilità imprenditoriali e manageriali dei giovani candidati alla successione,
aiutandoli ad individuare idonei spazi aziendali di crescita e, contemporaneamente, a
preparare gli imprenditori “padri” a costituire le migliori condizioni affinché il passaggio
generazionale possa avvenire con successo.
La complessa realtà imprenditoriale marchigiana, i fabbisogni manifestati dalle imprese e le
esperienze fino ad ora acquisite rispetto alle tematiche suddette, consentono di individuare le
seguenti priorità di intervento:
-     attivare una articolata opera di sensibilizzazione su tutte le aziende del territorio
-     offrire ai soggetti interessati e coinvolti un percorso integrato fra formazione e
      affiancamento in azienda
-     attivare azioni specifiche per imprese artigiane e piccoli commercianti, così come per
      aziende cooperative, che notoriamente si trovano più in difficoltà nel gestire eventi
      traumatici come il passaggio generazionale perché poco strutturate e spesso ridotte nel
      numero ai soli componenti il nucleo familiare
-     attivare interventi individualizzati per affrontare con maggiore efficacia i problemi delle
      singole micro-aziende e fornire ai diretti interessati un supporto concreto
      nell’elaborazione di strategie di sopravvivenza.

N. 44/3.10
Nell’intento di corrispondere ai nuovi scenari del settore agricolo, già precedentemente
illustrati, che richiedono un orientamento verso la tipicità e la qualità a seguito del mutamento
dei gusti e delle abitudini dei consumatori come pure verso la multifunzionalità, ossia



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all’agricoltura di servizio ed alla sua funzione terziaria connessa all’accoglienza, allo svago,
all’intrattenimento, alla ristorazione, allo sport, al godimento delle eredità culturali e culinarie
delle aree rurali e dei piccoli centri, emergono nuovi fabbisogni formativi.
In particolare, relativamente al problema del ricambio generazionale, il Servizio regionale
sistema agroalimentare, ambiente rurale e foreste, propone la realizzazione del seguente
percorso formativo:
Tutoraggio formativo per aziende agricole condotte da giovani imprenditori
Lo scopo di questo intervento è l’assistenza continuativa di giovani imprenditori, con
particolare attenzione all’imprenditoria femminile, nel caso di nuove attività o attività
complesse quali quelle delle trasformazioni aziendali, al fine di facilitare l’avvio e sostenere il
giovane nelle prime fasi produttive e commerciali, con specifiche funzioni di assistenza nella
realizzazione di uno specifico programma di addestramento correlato alla realizzazione di
investimenti nella propria azienda. Si prevedono azioni di tutoraggio per l’affiancamento
dell’imprenditore agricolo da parte di un professionista esperto individuato tramite apposito
bando.

N. 44/4.10
In collaborazione con il Servizio regionale sistema agroalimentare, ambiente rurale e foreste,
al fine di far fronte ai nuovi scenari che caratterizzano il mondo agricolo, già precedente
espressi, sono stati individuati fabbisogni formativi specifici con l’obiettivo di favorire la
promozione e la diffusione di una agricoltura di qualità che punti alla qualificazione dei
processi e dei prodotti, alla valorizzazione delle produzione tipiche e tradizionali e alla
riscoperta dei sistemi di coltivazione ecocompatibili.
A tal fine è stato individuato il percorso formativo di seguito sintetizzato:
Aggiornamento professionale volto al riorientamento produttivo, alla valorizzazione
commerciale delle produzioni per imprenditori agricoli.
Si propone di realizzare un percorso formativo per imprenditori al fine di migliorare le
conoscenze e le competenze in ambito alla: qualità delle produzioni, (tipicità, sanità,
tracciabilità) alla innovazione di prodotto e di processo, da dislocare sul territorio in relazione
alle produzioni tipiche: vino, olio, ortofrutta, miele, cereali minori. L’evento formativo ha lo
scopo principale di ricercare nuove alternative colturali e di allevamento per valorizzare le
eccellenze produttive delle Marche ed individuare modalità operative per costruire filiere
corte al fine di giungere al consumatore finale e dare maggior valore aggiunto al prodotto.




Piano Lavoro 2004 – versione definitiva del 26/07/2004
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AZIONI DI SISTEMA

N. 59 - 60
Questo Asse dedicato ad azioni di accompagnamento al Programma Operativo, sarà
prioritariamente destinato alla copertura delle spese derivanti dagli incarichi già conferiti per
l’assistenza tecnica, delle spese relative all’organizzazione dei due Comitati di
Sorveglianza annuali e delle spese derivante dalle attività di ispezione e controllo delle
azioni formative.
Saranno compresi in questo Asse anche l’intervento per l’attuazione della seconda fase del
piano di informazione e pubblicità del Fondo Sociale Europeo e l’intervento per
l’indagine placement.




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