MÁS QUE MIL IMÁGENES

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					        MÁS QUE MIL IMÁGENES
         Programa de radio de la E.O.I. de Albacete
                            masquemilimagenes@yahoo.es

             5ª temporada / Curso 2009-2010
 02 Italiano               Enero 2010                masquemilimagenes                    09-10        italiano02 19’50”
                                      ( escucha o descarga el programa pulsando la tecla «Ctrl» y pinchando en el enlace con el ratón)



  0’00” / 1. Presentazione (Musica: “Pigliate „na pastiglia”, Renato Carosone) (0’55”)
   Ciao a tutti! Bentornati nel nostro programma, Più di mille immagini che vi terrà
compagnia nei prossimi minuti, avvicinandovi alla cultura italiana. Grazie per averci scelto
stasera. Speriamo di non deludervi con gli argomenti che abbiamo preparato.
  Nella prima puntata del 2010, parleremo soprattutto di moda, un chiaro esempio
dell’affermazione internazionale del Made in Italy.



  0’55” / 2. INTERVISTA / Incontri: Stefano, informatico di Milano (Musica: “Gocce di
  memoria”, di Giorgia) (3’05”)

   Ma, apriamo il nostro programma come sempre con la rubrica Incontri e lasciamo subito
la parola a Laura, che oggi viene accompagnata da Stefano. Buonasera e a voi la linea!

                                        (L: MQMI / S: Stefano)

L: Buon anno e bentornati a tutti, cari ascoltatori. Dopo una meritata pausa natalizia
   rieccoci qui, con tanti progetti e buoni propositi per l’anno appena iniziato. Stasera
   abbiamo in studio un ospite d’onore, col suo contributo guarderemo, magari sotto
   un’altra ottica, la città di Albacete. Questa è quindi le percezione di un italiano ad
   Albacete. Ciao, Stefano e benvenuto!
S: Ciao, ciao a tutti...
L: È un piacere averti qui con noi. Dunque, puoi farci una
   tua presentazione?
S: Mi chiamo Stefano Pozzi, sono di Milano, vivo ad
   Albacete da giugno scorso, perché ho aperto un pub
   in Calle Tejares di Albacete che si chiama Dixieland. Mi
   sono sempre occupato di Informatica, ma il mio sogno
   è sempre stato quello di aprire un locale.
L: Senti ma, prima di venire dalle nostre parti, avevi mai
   sentito parlare di Albacete?
S: Sì, ho lavorato a Milano per conto di una società di
   Informatica molto importante qui a Albacete.



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L: Come mai hai deciso di sistemarti in questa città?
S: Come sempre, per amore.
L: Oh! Ti sei mai chiesto cosa lasciavi dietro e, soprattutto, verso cosa andavi incontro?
S: Sì, sì, moltissime volte! Ma mi piacciono le sfide e soprattutto rimettermi in gioco.
L: La nostra puntata di oggi ha come argomento centrale la moda: qual è, appunto, il
   tuo rapporto con la moda?
S: Mmm, abbastanza strano. Sicuramente non mi piace indossare qualcosa che
   indossano tutti. Mi piace essere me stesso senza schierarmi con nessuna tendenza.
L: Sei un fanatico del corpo?
S: Sì, sì, di quello femminile... No, scherzo!
L: Cioè, ti consideri molto attaccato alle cure del corpo?
S: Il giusto, senza eccedere. Cura sicuramente, ma non maniacale.
L: Quali sono, secondo te, le differenze più salienti tra le scelte stilistiche a Milano e ad
   Albacete?
S: Beh, Albacete è una città piuttosto piccola e Milano è una metropoli. Lì ci sono, cioè a
   Milano, ci sono più risorse da dedicare alla ricerca e lo sviluppo della moda. E Milano
   è una città che fa tendenza e le novità vengono poi esportate nel mondo.




L: Dimmi, un accessorio che non faresti mai mancare nel tuo guardaroba?
S: Ecco, io qui sono abbastanza fanatico di cinture, quindi le cinture. Ne ho tantissime. Mi
   piacciono le cinture di tutti i tipi.
L: D’accordo. Quale accessorio invece preferisci per
   abbellire il corpo di una donna?
S: Senza dubbio un bel gran paio di calze nere.
L: Va benissimo. Ti ringraziamo allora di essere venuto e
   per averci dedicato un po’ del tuo tempo a
   disposizione. Noi ti facciamo in bocca al lupo per tutto
   e speriamo che il tuo soggiorno nella nostra città sia
   pieno di successi a livello professionale oltre che
   umano.
S: Grazie. Ti ringrazio molto e, a proposito, invito tutti a
   passare al Dixieland per conoscere il localee per
   provare tutte le nostre specialità italiane.



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  4’00” / 3. CANZONE / “Albachiara”, di Vasco Rossi (4’13”)
   Grazie, amici. E adesso ascoltiamo la canzone che ci ha suggerito Stefano, Albachiara,
di uno dei più famosi cantautori italiani, Vasco Rossi.


Respiri piano per non far rumore;
ti addormenti di sera et ti risvegli col sole.
Sei chiara come un'alba,
sei fresca comel'aria.

Diventi rossa se qualcuno ti guarda,
sei fantastica quando sei assorta
dei tuoi problemi, dei tuoi pensieri...

Ti vesti svogliatamente,
non metti mai niente
che possa attirare attenzione,
un particolare,
solo per farti guardare...

E con la faccia pulita
cammini per strada
mangiando una mela,
coi libri di scuola,
ti piace studiare,
non te ne devi vergognare...

E quando guardi con quegli occhi grandi,
forse un po' troppo sinceri,
si vede quello che pensi, quello che sogni.
Qualche volta fai pensieri strani,
con una mano ti sfiori, tu, sola,
dentro la stanza e tutto il mondo fuori.

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  8’13” / 4. MODA / Milano (Musica: “Milano”, di Alex Britti) (2’34”)
    Be’, dopo aver parlato con un milanese, ci è venuta la voglia di scoprire un po’ la sua
città. Milano è conosciuta come la capitale della moda, ma è pure l'inedito, il segreto, la
città dei templari e quella vista dall'alto oppure quella religiosa, delle sue chiese, sobrie e
ricche di capolavori d'arte. Ci accompagnate in questo breve viaggio immaginario
attraverso le strade di Milano?
                                      Vi proponiamo una visita a piedi per alcuni dei
                                   Duomo
                                      luoghi più famosi di Milano. Si parte dal Duomo
                                      e poi si visitano corso Vittorio Emanuele, la
                                      Scala e San Babila. La Galleria Vittorio
                                      Emanuele II è un
                                          passaggio
                                      coperto        che
                                      collega     piazza
                                      della Scala e
                                      piazza Duomo. In
                                      Galleria    hanno
sede numerosi negozi di griffe e marchi prestigiosi
oltre che famosi caffè e ristoranti. È considerata, con
Via Montenapoleone e Via della Spiga, una delle
sedi dello shopping di lusso meneghino. Percorrendo
San Babila, un quartiere che fa tendenza, pieno di
gente soprattutto quando fa bello, si giunge a Porta
Genova. E partendo da lì si può fare shopping in
Corso Buenos Aires, dove c’è un’ampia scelta alla                    Galleria Vittorio Emmanuele
portata di tutti.
   Insomma, il modo migliore per scoprire Milano sembra proprio essere quello di
percorrerla a piedi per cogliere così ogni sfumatura. Ciascun itinerario proposto suggerisce
un'infinità di occasioni da non perdere. Il quartiere della moda, all'interno del celebrato
“quadrilatero”, è solo una delle innumerevoli “vetrine” della città. Ē qui che tutti sono attirati
dalle griffe più prestigiose che lanciano le novità del momento.



  10’47” / 5. MODA / Storia ed evoluzione della moda (Musica: “Strumentale”, di Alex Britti /
  “Bella”, di Jovanotti) (6’17”)
  Ed è proprio qui che ci fermiamo adesso, perché vi vorremmo raccontare la storia della
moda.
   La moda, come affermazione sociale ed importante mezzo di comunicazione, nasce
alla fine dell’Ottocento, a Parigi. In Italia nasce all’inizio del secolo scorso, ma è il 12
febbraio 1951 che acquista una fama internazionale. In questa data infatti, il conte
Giovanni Battista Giorgini ha l’idea di presentare in un solo ed unico luogo, Firenze, le
collezioni delle diverse case di moda sparse tra Roma, Milano e Firenze. Organizza la
prima grande sfilata nella sua villa: Villa Torrigiani e inizia così il “Rinascimento” della
moda italiana.
   Tra la fine degli anni ’60 e ’70 e l’inizio degli anni ’80 il prête-à-porter italiano conquista
il mondo. Milano diventa una capitale della moda insieme a Parigi e New York. Lo sforzo
delle aziende italiane dà i suoi frutti: il Made in Italy diventa simbolo di prestigio, altissima
qualità e design.

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   In Francia la moda era nata come l’espressione artistica dei grandi sarti. In Italia diventa
industria, come negli Stati Uniti.
   Negli anni ’60 e ’70, la critica verso prodotti di moda come simbolo di status sociale e
ricchezza porta i consumatori a preferire abiti meno cari e più casual. Dall’Alta Moda al
prêt-à-porter, dalla minnigonna ai blue jeans, tra un continuo rinnovarsi e alternarsi di stili
si attua l’evoluzione della moda. Di questo ce ne parlano ora alcuni nostri amici.

(13’08”) Con gli anni ’60 cambiano i ruoli e gli status sociali, sono
gli anni della contestazione e di un nuovo rilancio industriale. Si
capisce ormai che l’abito dovrà essere visto come idea e
progettazione. Nascono i modelli della confezione in serie,
destinati a vestire elegantemente e a poco prezzo le donne di
mezzo mondo. Si arriva così all’affermazione internazionale del
made in Italy, con il trionfante prêt-à-porter degli anni Settanta e
Ottanta quando Milano diventa polo di attrazione per la moda:
dall’Alta Moda al prêt-à-porter, dalla minigonna ai blue-jeans, tra
un continuo rinnovarsi e alternarsi di stili si attua l’evoluzione della
moda.                                                                                      Armani

   Nata dalle idee innovative che si diffusero alla fine degli anni
sessanta, la moda degli anni settanta assunse la forma di un vero e
proprio movimento. Gli Hippy indossarono camicioni larghi e
lunghi, tuniche trasparenti, colori sgargianti, fiori giganti e questo
look un po' straccione al di là della moda ufficiale diventò una
vera e propria antimoda, simbolo di libertà.
   Negli anni ottanta si assistette a una ridefinizione
completamente nuova della professione dello stilista. Non bastava
più essere un buon artigiano e creare capi di ottima fattura e
qualità ma dare un'immagine accattivante del proprio prodotto. Si                          Ferrè
crearono grandi imperi finanziari, dove si produceva tutto ciò che
stava attorno all'abito, non solo gli accessori, ma l'arredamento
stesso dell'abitazione.
    Il successo del Made in Italy in questo periodo derivò anche da
abili strategie di marketing. Milano, il centro industriale della
penisola, strappò la palma di capitale della moda a Torino, Firenze
e Roma. Diventarono famosi stilisti come Giorgio Armani, Missoni,
Gianfranco Ferrè, Gianni Versace, Dolce & Gabbana e Krizia. Il
successo di D&G fu dovuto alla pop star Madonna, entusiasta degli
abiti dall'erotismo chic e trasandato, con calze nere e biancheria
intima da portare in vista.                                                               Versace

   Nei primi anni ’90 si fa conoscere una nuova generazione di
creatori giovani e d’avanguardia che costituiscono l’ elemento di
punta di un nuovo movimento: il decostruttivismo. Gli abiti
decostruttivisti sono in genere neri, e quanto alla taglia, possono
essere oversize o striminziti, oppure sembrare indossati a rovescio,
con orli diseguali, cuciture visibili e tagli.
    La moda contemporanea è piena di vitalità e fantasia. Essa si
rifà ai periodi precedenti come per esempio gli anni 60, 70, 80 e 90
cambiando qualcosa negli accessori o reinterpretando lo stile,
                                                                                  Dolce e Gabbana
che in questo modo diventa unico.

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  17’04” / 6. MODA / Gucci (Musica: “Le onde”, di Ludovico Einaudi) (2’46”)

   Il “Sistema Moda” italiano è completo: crea abiti, tessuti, accessori, fa crescere nuovi
professionisti e nuove attività. Per chiudere il nostro programma, vi raccontiamo la storia
della Gucci, una casa di moda famosa nel mondo.

                                                                                 La casa di moda Gucci
                                                                              nasce a Firenze grazie a
                                                                              Guccio      Gucci.      Nel
                                                                              negozio si dovevano
                                                                              vendere prodotti in pelle,
                                                                              ideati e realizzati dai
                                                                              migliori artigiani locali.
                                                                              Negli anni ‟30 3 ‟40 il
                                                                              successo di Gucci cresce
                                                                              e si aprono i primi negozi
                                                                              nelle principali città
                                                                              italiane. Negli anni ‟50 la
                                                                              casa di moda Gucci apre i
                                                                              suoi      negozi     anche
                                                                              all‟estero. Gucci oggi
                                                                              produce solo prodotti di
                                                                              lusso, dall‟accesssorio al
                                                                              capo di abbigliamento.
                                                                              Mitica è la borsa con il
                                                                              manico in bambù, che gli
                                                                              artigiani Gucci realizzano
                                                                              per la prima volta nel
                                                                              1947, in pelle nera. La
                                                                              borsa viene montata a
                                                                              mano, appoggiando i
                                                                              pezzi su una forma di
                                                                              legno.
                                                                                   Famosissimo è anche
                                                                              il mocassino Gucci,
                                                                              presentato per la prima
                                                                              volta nel 1950 e che ha
                                                                              avuto subito un enorme
                                                                              successo. Viene ancora
                                                                              realizzato completamente
                                                                              a mano con gli stessi
                                                                              procedimenti di tanto
                                                                              tempo fa.


  Beh, purtroppo non abbiamo più tempo a disposizione. Vi salutiamo, dandovi
appuntamento al 24 febbraio. Non mancate, perché la cultura italiana vi aspetta! Ciao!




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