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PSICOLOGIA GENERALE

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PSICOLOGIA GENERALE Powered By Docstoc
					                                 PSICOLOGIA GENERALE
Cap. 1 – La psicologia. Storia e metodi                                                                Matteo Paolucci
 psicologia   studio comportamenti e processi mentali
    •     prospettiva bio-psico-sociale
 inquadramento storico
 _prime ricerche fisiologiche su apparati sensoriali e percezione:
    •    Von Helmotz, Fechner
    •    Fechner: studio scientifico dei processi mentali        osservazione reazioni a modificazioni degli stimoli sensoriali
                    o     rapporti prevedibili modificazione stimolo/esperienza psicologica        nascita psicofisica
 _nascita psicologia scientifica: 1875 – Wundt        laboratorio per ricerca psicologica
    •    ricerca comprensione della coscienza attraverso analisi delle esperienze immediate (sensoriali)
    •    tecnica dell’introspezione: per analisi esperienza conscia (descrizione sensazioni ed emozioni create da uno stimolo)
                    o     2 elementi essenziali:
                                   qualità
                                   intensità
                    sensazioni rimandabili a piacere/dispiacere, tensione/rilassamento, eccitazione/depressione
 _Tiichener: strutturalismo
    •    utilizzo introspezione     obiettivo: definire struttura della coscienza
 _Ebbinghaus: studi su memoria e apprendimento – no introspezione
 _Gestalisti (Gestalt: forma, insieme):coscienza come esperienza globale (se si vuole comprendere, non va spezzettata)
    •    critica Wundt: introspezione ingannevole
                    o     illusioni: sistema globale di stimoli non equiparabile alla somma delle parti
 _Freud e la psicoanalisi
    •    esplorazione inconscio (ipnosi)
    •    tutti i comportamenti sono motivati da processi psicologici, in particolare dai conflitti inconsci nella mente dell’individuo
                    o     nevrosi: esperienze infantili traumatiche poi rimosse dalla coscienza
 _James e il funzionalismo
    •    critica Wundt e Titchener; influenze darwiniane (selezione naturale)
                    o       in che modo la coscienza contribuisce all’adattamento degli individui al proprio ambiente
                    o     coscienza: flusso continuo; differenze individuali nei processi mentali
 _Watson e il comportamentismo
    •    influenze darwiniane       studio comportamento umano e animale
                    o     comportamento osservabile: più importante fonte di informazione scientifica
                    o     antiscientifico fare ipotesi su eventi mentali (critica strutturalisti, funzionalisti e freudiani)
                                   coscienza esiste, ma non è indagabile scientificamente
                                   analisi comportamento esplicito e risposte a stimoli
    •    influenze pavloviane       apprendimento determina comportamento e quindi adattamento al proprio ambiente
          Skinner       condizionamento operante: modellamento apprendimento (premi/punizioni)                 modificazione comportamento
          abbandonato lo studio della coscienza
 La psicologia oggi
 ritorno a studio dei processi mentali       nuove tecniche per studio (stavolta) scientifico: bio-immagini
 studio comportamento + studio processi cognitivi (coscienza)
 _approccio biologico
    •    caratteristiche comportamentali         fattori genetici, ormonali, alterazioni a livello cerebrale
    •    processi mentali determinati da processi biologici
 _approccio evoluzionistico
    •    forme di vita attuali     risultato evoluzione (selezione)
                    o     geni favorevoli      sopravvivenza     trasmissione di questi geni
    •    comportamento umano: risultato dell’evoluzione           valore adattativo del comportamento
                    o     ricerca dei meccanismi anatomo-fisiologici che rendono possibile comportamento
                    o     ricerca delle condizioni ambientali che influenzano comportamento
 _approccio psicodinamico
    •    da psicoanalisi freudiana      comportamenti riflettono lotte costanti e inconsce nell’individuo
                    o     lotte: conflitto tra impulsi (soddisfacimento desideri/necessità di adeguarsi a regole sociali)
                    o     studio disturbi della personalità
 _approccio comportamentista
    •    in contrasto con i precedenti: comportamento e processi mentali determinati da apprendimento
                    o     Watson: fattori genetici/biologici     materiale grezzo modellato da apprendimento e esperienze personali
                          per formare caratteristiche individuali


                                                                       1
                    o    caratteristiche psicologiche comprese tramite storia degli apprendimenti e dei modelli personali
                         comportamenti problematici eliminabili disapprendendo vecchie abitudini
   •    ipotesi cognitivo-comportamentista: oltre a studio comportamenti osservabili, studio dei processi mentali
                    o    rapporto apprendimento/pensieri e credenze
                    o    rapporto modelli cognitivi/comportamento osservabile
_approccio cognitivo
   •    studio modalità di introiezione, rappresentazione mentale e archiviazione delle informazioni
                    o    modalità di percezione ed elaborazione
                    o    modalità di correlazione tra processi cognitivi e schemi integrati del comportamento osservabile
                        eventi mentali che accompagnano il comportamento esplicito
                    individuo come attivo elaboratore di informazioni
_approccio umanistico o fenomenologico
   •    comportamento determinato da capacità di ogni individuo di scegliere in che modo agire e pensare               scelte determinate
        non da istinti né da processi biologici: determinate da percezioni individuali
                    o    no ricerca leggi generali    studio esperienze individuali immediate
   •    Rogers, Maslow (teoria della gerarchia dei bisogni)
Introduzione ai metodi della psicologia
comportamento:
         insieme delle attività direttamente e oggettivamente osservabili che un individuo svolge
processi mentali:
         non osservabili direttamente e legati all’attività del sistema nervoso centrale, che influenzano il comportamento
         dell’organismo e il suo adattamento all’ambiente
psicologia    metodo scientifico – concetti chiave:
   •    oggettività
   •    variabili indipendenti/dipendenti
                    o    definizione e misurazione
   •    controllo
strategie di ricerca     ricerche sperimentali, studi correlazionali, studi descrittivi – di laboratorio o sul campo
   •    ricerche sperimentali: relazione causa-effetto (      controllo sulle variabili)
   •    ricerche correlazionali: no manipolazione variabili, ma osservazione e misura di 2 o più variabili
                    o    no sicurezza: nonostante correlazione, una delle variabili può non influenzare l’altra
   •    studio descrittivo: descrizione comportamento di uno o più soggetti
   •    metodo clinico: studio dei casi singoli




                                                                     2
Cap. 2 – Genetica del comportamento
 relazione tra trasmissione genetica ereditaria dei caratteri e comportamento
    •    influenze dei fattori ereditari sul comportamento umano e animale: rapporti tra variazioni genotipiche e fenotipo
         comportamentale
    •    caratteristiche psichiche: sono più importanti i fattori ereditari o quelli ambientali?
 problema nature/nurture (eredità/ambiente)
    •    comportamento = fattori ereditari + ambiente:
                    o   prodotto del funzionamento di strutture dell’organismo ben definite ed ereditate (SNC) e sotto il loro
                        controllo
                    o   ma estrinsecazione fenotipica è sottoposta all’azione dell’ambiente
 ogni carattere è acquisito nel corso dello sviluppo, ma è anche geneticamente determinato (predisposizione genetica)
 carattere di comportamento = interazione genotipo e ambiente
    •    ma è possibile dimostrare differenze genetiche tra individui rispetto a un determinato carattere comportamentale
    •    determinante capire importanza relativa di geni e ambiente per ogni carattere (interazione non addittiva)
                    o      studio della genetica del comportamento
 requisiti fondamentali di ogni carattere perché possa essere sottoposto ad analisi genetica:
    •    necessarie differenze individuali rispetto al carattere in esame
    •    carattere deve essere specifico e definito
    •    meno interazioni tra geni e ambiente assicurano un risultato più affidabile
    •    carattere deve essere mono- o oligo-genico
        non rispettate da caratteri comportamentali: valutazioni della relativa importanza di geni e ambiente sensate solo se
    riferite a popolazioni statistiche
                    o   caratteri comportamentali sono continui (individui dispersi senza soluzione di continuità           non sono
                        possibili categorizzazioni rigorose) e difficilmente misurabili
 3 metodi principali di ricerca sull’uomo:
    •    alberi genealogici – Galton (ma difficili da usare con caratteri comportamentali)
                    o   non possono distinguere i contributi dei singoli fattori e delle loro interazioni
    •    studio di coppie di MZ e DZ – Galton
                    o   MZ: genotipo identico; DZ: condividono 50% del genotipo             differenze tra MZ: determinate da fattori
                        ambientali
                    o   ma spesso gemelli condividono stesso ambiente prima e dopo la nascita
                                    dati più affidabili si ottengono da coppie di gemelli separati (adottati): somiglianze saranno
                                    effettivamente dovute a fattori genetici
    •    metodo delle adozioni: studio delle correlazioni tra bambini allevati precocemente e i loro parenti sia biologici che
         adottivi
 caratteri comportamentali influenzati da fattori genetici
    •    caratteri monogenici
                    o   corea di Huntington (aut. dom., pen. compl., sintomi tardivi e andamento progressivo)
                    o   fenilchetonuria (PKU) (aut. rec.)
    •    caratteri poligenici
                    o   ereditarietà delle capacità cognitive – intelligenza dovuta a fattori ereditari?
                                    intelligenza o capacità cognitive – definizioni ancora insoddisfacenti
                                             troppo generiche: “capacità di rispondere adattativamente alle situazioni problematiche”
                                             incomplete: “fattore g di intelligenza generale + capacità specifiche”
                                             definizioni operative – risultati di test: Galton e Binet
                                                  •    test di intelligenza generale di Binet: costanza tra livello difficoltà delle
                                                       domande e età dei bambini
                                                  •    introduzione concetto di età mentale       indice del livello delle capacità
                                                       intellettive individuali
                                                  •    QI: misura delle capacità individuali in rapporto a una determinata popolazione
                                                  •    QI = EM/EC x 100 [EM età mentale; EC età cronologica]
                                                            o    QI < 100: EM superiore a EC e viceversa
                                                  •    test influenzati da fattori ambientali, anche se oggi esistono i test “culture free”
                                    ereditarietà dell’intelligenza
                                             ipotesi ambientalista: individui geneticamente correlati allevati in contesti familiari
                                             differenti non potrebbero avere le medesime capacità cognitive          metodi educativi
                                             determinano sviluppo intellettivo
                                             genetica del comportamento: differenza genetiche sono la principale causa nelle
                                             capacità cognitive tra individui, indipendentemente da cure parentali
                                         ricerche su MZ allevati separatamente : correlazione del QI tra 0.72 e 0.78
                                                                        3
                              •      fattori genetici importanti anche se non esclusivi
                   analisi globale: 50% varianza dovuto a fattori genetici, altro 50% dovuto a ambiente
                   condiviso e non condiviso (+ errori)
                          Bouchard: singolo fattore più importante è rappresentato dalla componente genetica
                          nuova ipotesi interazionista: capacità cognitive come prodotto di interazione tra fattori
                          genetici e fattori ambientali (interazione non addittiva)
                   nuove scoperte:
                              •      ereditabilità delle capacità cognitive aumenta nel corso della vita (o diminuzione
                                     effetto esperienze formative o presenza di geni ad espressione tardiva)
                              •      medesimi geni possono influenzare capacità cognitive differenti
o   aggressività
              fattori biologici su base ereditaria influenzano la tendenza ad esibire comportamenti aggressivi
                          maschi più aggressivi: differenze ormonali geneticamente determinate
                              •      dati costanti nel tempo e in culture diverse
                              •      anomalia XYY – base predisponente (ma non sufficiente) a un’aggressività
                                     elevata
o   autismo
              componente genetica – storie familiari di disturbi del linguaggio
o   alcolismo
              ipotesi di componente genetica, ma difficilmente analizzabile
                          tendenza all’alcolismo nei parenti di soggetti alcolisti
                          frequenza alcolismo nei figli di alcolisti è molto maggiore che nei figli di non alcolisti (ma
                          ciò è spiegabile anche da fattori ambientali)
                              •      ma figli di alcolisti adottati da famiglie normali hanno maggiore probabilità di
                                     diventare alcolisti
              aspetti socio-culturali molto importanti
              esperimenti su animali: ceppi con preferenza per etanolo hanno alterazioni del metabolismo della
              aldeidodeidrogenasi
         3 possibilità:
                          comportamento geneticamente legato ad altri disturbi comportamentali
                          reazione abnorme a stimoli ambientali stressanti da parte di individui mal inseriti nella
                          società
                          risposta palliativa a deficit metabolici congeniti
         4 prospettive di ricerca sulle influenze genetiche:
                          correlazione con disturbi psichiatrici
                          studio della suscettibilità all’intossicazione alcolica (diversa nelle popolazioni già nei
                          neonati)
                          analisi dei meccanismi di detossificazione (ricerche su gemelli)
                          studio anomalie metaboliche legate a alcoldeidrogenasi
Le psicosi
o   disturbi dell’umore
              frequenza in crescita negli ultimi decenni           influenza ambientale
         2 tipi
              disturbo unipolare (depressione maggiore)
              disturbo bipolare
                          fase maniacale: aumento noradrenalina e catecolamina
                          fase depressiva: aumento acetilcolina, diminuzione catecolamina
         importanza dei fattori genetici aumenta con la gravità della malattia e con il grado di parentela
                          donne sono maggiormente colpite: forse legame con cromosoma X, più altri geni
                          autosomici
         componente genetica riscontrabile da esame popolazioni
         apparentemente la predisposizione genetica è maggiore per la forma bipolare
         gradiente di gravità: unipolari tardivi           unipolari precoci   bipolari tardivi   bipolari precoci
                          modello poligenico
o   schizofrenia (demenza precoce)
              sintomi fondamentali + accessori
              4 forme fondamentali: paranoide, catatonica, ebefrenica, semplice
              elevata incidenza: 1% popolazione
         aspetti genetici
                                                     4
             elevata familiarità – consanguinei stretti: rischio 10 volte maggiore
             parenti affetti: stesso tipo di schizofrenia
             anche fattori ambientali sono importanti
             concordanza cresce con gravità della malattia
             malattia più frequente in classi sociali inferiori    tendenza al degrado so0ciale degli
             individui malati
patogenesi
             dopamina, serotonina: livelli elevati
             a volte presenza di agenti virali
             fattori di rischio: povertà della madre (prenatale), denutrizione, depressione, epidemie,
             esposizione ad eventi bellici
                    •   esposizione a stress     (surrene) rilascio cortisolo   alterazione attività
                        neurotrasmettitori
malato non eredita schizofrenia, ma sarebbe geneticamente predisposto a svilupparla           dipende da
stress ambientale
             numero elevato di geni        fattori predisponenti




                                       5
Cap. 3 – Biologia, cultura, individuo: modelli e implicazioni
per la medicina
  studio cultura e suo ruolo nel modellamento del comportamento
     •    Tylor: cultura o civilizzazione      insieme complesso di conoscenze, credenze, leggi morali, usanze e altre capacità e
          consuetudini acquisite dall’uomo, in quanto membro della società
     •    ‘900: studio dell’influenza dei fattori biologici sul comportamento sociale umano            costanti e diversificazioni nelle diverse
          culture
                    o    prospettiva evoluzionistica – comportamento risultante di:
                                fattori trasmissibili
                                     eredità genetica (selezione + adattamento)
                                     ambiente
                                fattori non trasmissibili geneticamente
                                     comportamento appreso (interazione)
                                     esperienze individuali
                                  elementi culturali: lingua, religione, organizzazione sociale…
  _approccio biologico: sociobiologia (Wilson) e psicologia evoluzionistica
     •    differenze tra popolazioni umane         primariamente di origine genetica
                    o    cultura: ruolo ausiliario        mediare trasmissione di queste differenze attraverso i suoi prodotti
                    o    Wilson: cultura        epifenomeno della selezione naturale – funzionale alla fitness
                                     co-evoluzione gene-cultura
                                     cultur-geni (unità culturali) trasmessi attraverso apprendimento         eredità genetica influenza
                                     probabilità di usare determinati cultur-geni e pone limiti allo sviluppo della cultura
                    o    psicologi evoluzionisti: socializzazione umana in funzione della fitness della specie
                                     differenze nel comportamento e nelle società           strategie che si sono evolute biologicamente per
                                     permettere adattamento efficace a diversi ambienti
                    o    Freedman: studi su neonati            differenze biologiche nel comportamento in ceppi diversi
  _approccio bio-culturale: chiariscono ruolo cultura          sopravvivenza oggi dipende più da ambiente artificiale
     •    presupposti delle teorie bio-culturali:
                    o    analogia cultura-biologia: fondate su meccanismi di selezione e soggette all’evoluzione
                    o    interazione e interdipendenza tra eredità biologica e eredità culturale nell’orientare il comportamento
                         umano
     •    Cloak: cultura-biologia       processi analoghi ma fenomeni distinti
                    o    evoluzione cultura basata su istruzioni culturali (        geni)
                    o    meccanismi distinti di trasmissione: geni concepimento; istruzioni culturali apprendimento
                    o    istruzioni culturali ad elevato impatto adattativo: trasmesse in tutte le generazioni e immagazzinate nel
                         SNC (IC: intrasomatic culture)
                                     si esprimono in comportamenti osservabili (MC: material culture)
     •    Durham: cultura è comunque biologicamente adattativa
                    o    differenze tra culture e modificazioni di una stessa cultura           favoriscono adattamento
                    o    pratiche culturali consolidate diventano parte integrante ambiente             influenzano diffusione di nuove unità
                         culturali (vantaggiose rispetto a cultura esistente e non rispetto ad ambiente)
                    o    spiegazione di tratti culturali non riducibile a sole predisposizioni genetiche
                                     uomo spende tempo e energie per scopi privi di significato riproduttivo (ricchezza, potere,
                                     conoscenza, felicità)
     •    Ruyle: analisi idee
                    o    riproduzione selettiva idee dipende da elementi culturali e non biologici
     •    Dawkins: analisi unità di replicazione dell’informazione culturale          memi
                    o    memi: IC + MC (info immagazzinate nel SNC + loro espressioni fenotipiche)
                    o    geni e memi: egoisti           tendono a replicare se stessi utilizzando i veicoli di cui dispongono
                    o    geni controllano comportamento solo indirettamente
                                     situazioni imprevedibili      fondamentale capacità di apprendimento (acquisizione di istruzioni
                                     comportamentali e strategie culturali che favoriscono adattamento)
                                               simulazione (previsioni)       consapevolezza soggettiva (simulazione completa del mondo
                                               che comprende modello di sé)
                                               decisioni non dipendono dai geni        SNC si emancipa
     •    Mundinger: cultura       popolazione di istruzioni che si replicano nello spazio e nel tempo
                    o    popolazione culturale manifesta (MC) + non visibile (codici neurali, IC)
                    o    indipendenza reciproca tra sistema ereditario biologico e culturale (ma forti analogie            selezione)
                                     evoluzione biologica: cambiamento in popolazione di organismi


                                                                          6
                                  evoluzione culturale: cambiamento nelle popolazioni culturali (MC e IC) che caratterizzano
                                  ciascuna società
                                           aspetto dinamico cultura – evolve attraverso cambiamenti divergenti
   •   Richerson e Boyd: posizione dualistica – doppio sistema ereditario: biologico e culturale
                  o    varietà di comportamenti dipende massimamente da meccanismi culturali
                                  apprendimento attraverso imitazione, condizionamento in base alle conseguenze, esplorazione
                                  libera dell’ambiente
                  o    alcuni messaggi culturali sono millenari – riappresi o trasmessi ad ogni generazione
                                  trasmissione per imitazione, via orale, per mezzi extrasomatici (scrittura)
                  o    per prevedere il fenotipo di organismo dotato di cultura è necessario conoscere genotipo, ambiente,
                       culturotipo
                  o    differenze e analogie tra trasmissione biologica e culturale:
                                  evoluzione mediante selezione; trasmissione da un individuo a un altro (variazione)
                                           riproduzione differenziale di culturotipi (adattamento all’ambiente)
                                  in ogni ambiente, genotipo e culturotipi ottimali possono non combaciare
                                  trasmissione genetica: in parallelo (non è modificabile durante la vita); trasmissione culturale: in
                                  serie (apporto di nuove informazioni)
                                  contributo genitori: paritario geneticamente, non per forza culturalmente
                                  trasmissione genetica: passaggi generazionali; cultura utilizza altri veicoli
                  o    spesso i due sistemi sono in competizione – ottimizzazione fitness va a scapito di uno dei due
                  o    comunque capacità per la cultura è controllata da selezione naturale operante sul genotipo
                                  tale capacità ha incrementato la fitness nell’uomo a tal punto che comportamento è
                                  massimamente dipendente da apprendimento e eredità culturale
Emergenza della coscienza e selezione psicologica
   •   SNC: struttura e modalità di funzionamento comuni a tutti – ma differenze nel comportamento:
                  o    diverso peso e significato attribuiti alle informazioni (a seconda della propria cultura)
                  o    maggior parte del comportamento acquisito mediante meccanismi culturali
                                  interculturazione: processo attraverso il quale il bambino assorbe istruzioni comportamentali dalla
                                  famiglia e dal contesto sociale
   •   ma individuo non è veicolo passivi di informazioni        selezione
                  o    Crook: fenotipo individuale
                                  vi agisce selezione naturale
                                  ma crea idee per comunità
                  o    uomo ha risorse energetiche limitate – possibile elaborare solo poche informazioni alla volta
                                  per svolgere attività, uomo utilizza attenzione
                                           funzione psichica fondamentale, rende l’individuo consapevole degli stimoli e delle
                                           informazioni provenienti sia dal mondo esterno che dal suo stato interno, e gli permette
                                           di elaborarli a livello della coscienza, concentrandosi su di essi
                                           risorsa psichica limitata       regola entrata nella coscienza delle info, operando su di esse
                                           in ogni momento una selezione attiva e in gran parte intenzionale
                                           James: “senza interesse selettivo, l’esperienza è caos”
                  o    scuola di Chicago: studio emergenza coscienza e uso attenzione
                                  selezione dell’attenzione: funzione attiva dell’individuo
                                  selezione psicologica quotidiana (decide stimoli da elaborare e da ignorare)
   •   individuo tende a riprodurre selettivamente nella vita quotidiana situazioni e attività che producano stati esperienziali
       positivi e gratificanti
                  o    modello di organizzazione della coscienza: percezione soggettiva di challenges & skills
                                  challenges: opportunità di azione presenti nell’attività in corso
                                  skills: capacità personali che individuo ritiene di possedere in quell’attività
                                  Esperienza Ottimale – Flow: situazioni o attività in cui individuo percepisce livelli di opportunità di
                                  azione ambientali e capacità personali superiori alla media, e bilanciati tra loro
                                           caratterizzata inoltre da concentrazione, controllo situazione, piacere, motivazione
                                           intrinseca nello svolgere l’attività
                                           assenza di ansia, noia, distrazione
                                 Flow attivamente ricercato dall’individuo – replicate attività che ne favoriscono insorgenza: nucleo
                            psichico attorno al quale si effettua selezione psicologica individuale
                                           tendenza a coltivare queste attività:
                                                •    maggiore ricerca opportunità d’azione
                                                •    progressivo aumento proprie capacità
                                                                       7
                                        ”tema di vita” – nucleo centrale di investimento dell’energia psichica
Selezione psicologica e tendenza alla complessità
   •    tendenza sistema psichico umano a teleonomia – attualizzazione di progetti – e all’entropia negativa – ordine
                  proprietà comuni di sistemi viventi e sistemi psichici
                  o    teleonomia      ricerca di stati stazionari lontani da equilibrio: richiede ordine e complessità, quindi spesa
                       energetica
                  o    stato stazionario non è stabile: va mantenuto con spesa energetica
                  o    possono esistere più stati stazionari in un individuo; altri stati esperienziali (noia, apatia) conducono al
                       disordine psichico (entropia positiva         contro le leggi dei viventi)
                  o    challenges e skills come catalizzatori di reazioni
                  o    selezione naturale opera su challenges e skills: capacità di valutare relazione tra ch. esterni e sk. interni
                       presente già nel comportamento infantile            importante per sopravvivenza
                  o    importanza dell’ambiente esterno – opportunità d’azione: effetti destruenti della deprivazione sensoriale
                       (isolamento da stimoli)
                  o    proprietà dinamica dell’esperienza sensoriale – possibile innalzare infinitamente livelli di challenges e skills
                       ottenendo sempre maggior positività           replicazione preferenziale di tale stato di coscienza
                  o    regolarità e prevedibilità sono le risposte che individuo oppone a causalità dell’ambiente (basate su
                       valutazione dei valori di ch. e sk.)
Implicazioni per la medicina: il modello bio-psico-sociale
   •    approccio bio-psico-sociale: Engel – visione della medicina centrata sul paziente come individuo
                  o    proprio bagaglio culturale
                  o    proprio punto di vista personale rispetto a proprie condizioni di salute
                  o    in contrasto con modello bio-medico, incentrato su componenti bio-fisiche di malattia
   •    OMS, 1986 – salute: non semplicemente assenza di patologia, ma condizione di benessere fisico, sociale e psicologico
                  o    relazione tra salute e ambiente culturale circostante
                  o    origine non esclusivamente bio-medica della maggior parte delle malattie
                                influenze culturali, stile di vita
   •    ruolo attivo dell’individuo nel valutare e gestire propria salute
                  o    indicatori soggettivi del benessere e della qualità della vita        dipendono da vissuto individuale e selezione
                       psicologica
                                qualità della vita non è associata solo a condizioni di salute: attenzione a risorse dell’individuo
                                associazione dell’Esperienza Ottimale alle attività quotidiane necessaria per sviluppo individuale e
                                integrazione sociale
                                          programmi riabilitativi si devono avvalere della qualità dell’esperienza percepita
   •    ICF – international classification of functioning – valutare funzionamento di individuo nel quotidiano
                  soddisfare esigenze, perseguire obiettivi, godere di qualità di vita reputata dalla persona stessa adeguata e
                       soddisfacente




                                                                       8
   Cap. 4 – La percezione
conoscenza mondo attraverso sensazioni e percezioni
   •    sensazione: direttamente determinata dalla stimolazione degli organi di senso
   •    percezione: processo di elaborazione cognitiva attraverso cui le informazioni sensoriali vengono interpretate (le è dato
        significato) utilizzando le conoscenze e le esperienze precedenti
                   o    non è lavoro passivo, anche se per la maggior parte è automatico e inconsapevole (rapido)
azione dell’ambiente sugli individui:
   •    stimolazioni quantitativamente e di intensità sufficiente (ma non eccessive)
   •    reazioni diverse dell’organismo a stimoli differenti
Effetti della quantità o intensità della stimolazione – effetti generici
   •    esiste livello di stimolazione ottimale (variabile)
                   o    in mancanza assoluta di stimoli       disturbi di vario genere e calo dell’efficienza
                   o    in situazioni monotone (stimoli ridotti), vigilanza può essere aumentata con introduzione di stimoli
                        aggiuntivi (elevano il livello di arousal)      miglioramento capacità attenzione
                   o    stimolazioni troppo intense (sovraccarico)          lesioni agli organi di senso
                                   sovraccarico attraverso:
                                            stimolazione molto intensa di un’unica modalità sensoriale
                                            stimolazione contemporanea di diverse modalità sensoriali           distrazione (specialmente
                                            con compiti impegnativi)
                                                  •   fenomeno del cocktail party: attenzione selettiva (2 organi si senso stimolati,
                                                      ma solo i messaggi di uno dei due vengono percepiti consciamente – ma
                                                      messaggi emotivamente carichi provenienti dall’altro organo vengono percepite
                                                      comunque)
Effetti specifici degli stimoli – legati a caratteristiche specifiche
   •    necessario individuare stimolo (discriminare)
   •    necessario determinare se due stimoli sono uguali o diversi – confronti percettivi
                   o    soglia differenziale: differenza più piccola tra stimoli che può essere individuata
                   o    valutare con precisione le dimensioni della differenza
   •    Fechner e Weber – valutare quanta energia deve possedere uno stimolo per determinare una percezione conscia
                   o    soglia assoluta: quantità minima individuabile
                                   stimoli divisi in subliminali e sovraliminali
                                   soglia psicologica assoluta non è un fenomeno tutto o nulla – viene definita come la quantità
                                   minima di energia che può essere individuata nel 50% delle sue presentazioni
                                            varia da un soggetto all’altro, a seconda delle situazioni e dell’età
   •     capacità di individuare differenza nella quantità o nell’intensità della stimolazione – 2 fattori:
                   o    dimensioni originarie dello stimolo: capacità di individuare differenze è inversamente proporzionale alle
                        dimensioni dello stimolo
                   o    modalità sensoriale stimolata
                   Legge di Weber-Fechner: differenza minima identificabile nell’energia dello stimolo è una costante fissa della
                   sua intensità
                                   costante di Weber – diversa per ogni modalità sensoriale; più è piccola, maggiore è la sensibilità
                                   dell’organo
                   Legge di Stevens: permette di prevedere la relazione tra l’intensità dello stimolo in una data modalità e
                   l’intensità della sensazione
                   Teoria della detenzione del segnale: soglie percettive – variabilità nelle capacità individuali di identificare gli
                   stimoli presenti
                                   rumore sempre presente (rumore interno o neurale) – per identificare stimolo si deve decidere se
                                   si ha esperienza solo del rumore o del rumore sommato allo stimolo
                                   decisione determinata da 2 fattori:
                                            sensibilità
                                            criterio di risposta (desiderio dell’individuo di affermare che lo stimolo è presente)
                                            influenzato da motivazioni, desideri, aspettative…
   •    esistono condizioni in cui uno stimolo presente non può essere identificato – dipende da:
                   o    sensibilità a livello periferico e centrale – accuratezza della discriminazione tra stimoli differenti è limitata
                        da precisione e sensibilità dell’apparato sensoriale
                   o    esercizio ed interesse – con esperienza, caratteristiche discriminanti delle classi di stimoli sono più
                        facilmente individuabili
                                   esperienza: predisposizione verso alcuni stimoli (attenzione verso determinate caratteristiche…)
   •    facilità del riconoscimento degli stimoli è legata a ambiguità degli stimoli (quando sono molto diversi, è facile)


                                                                        9
                    o    stimoli ambigui: tendenza a riconoscervi stimoli o categorie di stimoli conosciuti bene (predisposizioni
                         percettive)
Errori percettivi
   •    problema della dissociazione percezione/sensazione
                    o    fenomeni di costanza e illusione
                                    costanza percettiva: vediamo gli oggetti più o meno come essi sono realmente, anche quando
                                    vengono presentati in condizioni inusuali o che li distorcono
                                             costanza di dimensione o di grandezza (dimensioni corrispondono a quelle dell’oggetto
                                             reale e non a quelle della sua proiezione)
                                             costanza di forma
                                           importante la percezione della profondità o della distanza
                                             costanza di luminosità e di colore
                                    illusioni percettive: rappresentano percezione imprecisa anziché precisa
                              stesso principio di fondo: osservatore vede particolare configurazione di stimoli che dà l’impressione di
                              un arrangiamento spaziale tridimensionale
                                 percezione degli eventi esterni è organizzata
Organizzazione della percettività – Gestalt
   •    insieme è più della somma delle parti che lo costituiscono
                    o    studio esperienza nella sua complessità
   •    Leggi della Forma – principi fondamentali dell’organizzazione percettiva
                    o    vicinanza
                    o    somiglianza
                    o    direzione
                    o    chiusura
                        riassumibili in 2 leggi fondamentali:
                                    principio della pregnanza o della “buona forma”
                                             se l’insieme è incoerente, viene modificato a favore di una maggiore coerenza
                                    legge dell’appartenenza
                                             elemento come appartenente a un certo insieme organizzato
Innato o acquisito?
   •    introspezione       gestalisti: analisi processi interni
                    o    individuo è inconsapevole se si verifica un processo di inferenza – non se ne accorge, ma non è detto che
                         sia assente
                    o    camera distorta di Ames       inganno dovuto a caratteristiche del nostro sistema senso-percettivo
                    o    se organizzazione percettiva fosse innata         medesime caratteristiche in tutti i percipienti
                                    ma ci sono sensibili differenze, soprattutto tra individui di cultura diversa
Sviluppo della percezione
   •    valutazione percezione nei neonati (risposte in base a segnali insegnati tramite condizionamento classico)
                    o    es.: stimoli diversi – se percepiti come uguali, risposta condizionata in entrambi i casi
   •    periodo neonatale – consapevolezza dei rapporti figura-sfondo (macchie indistinte su sfondo indefinito)
   •    1-15 settimane – in grado di discriminare tra disegni diversi
   •    dopo primo mese – riconoscimento volto umano disegnato
Studio di pazienti che hanno recuperato la vista in età adulta
   •    sussistono problemi di percezione
                    o    transfert trans-modale (utilizzo di altre sensazioni per ricostruire oggetti visivamente) limitato
                        organizzazione percettiva dipende da apprendimenti approfonditi in età precoce
       capacità di accorgersi della presenza di uno stimolo è innata, quella di identificare esattamente lo stimolo sia appresa
Percezione del mondo fisico risulta da compromesso tra natura reale oggetti e impressione sugli organi i senso
   •    regressione fenomenica
Riconoscimento selettivo e percezione motivata
   •    percezione indirizzata dagli stati interni dell’organismo       vediamo ciò che ci aspettiamo e ciò che desideriamo vedere
                        collegamento con ipotesi freudiana di soddisfazione dei desideri: nei bambini, processo di allucinazione
                    primario (bambino vede oggetti necessari per soddisfacimento desideri)
                                    adulto: processo primario rimane, ma è subordinato a processo secondario (percezione realistica)
                                       presente in allucinazioni, sogni, stimolazioni ambigue
   •    stati motivazionali influenzano riconoscimento stimoli ambigui
   •    difesa percettiva contro stimoli minacciosi
   •    ricevimento di uno stimolo scatena numerose risposte, tra cui processo di identificazione verbale e reazione autonoma
        affettiva
                                                                      10
                  o    identificazione autonoma precede quella verbale – può inibire completamento stimolo percettivo
Percezione subliminale
   •    percezioni di stimoli la cui intensità sia appena inferiore alla soglia assoluta
   •    informazioni subliminali possono influenzare transitoriamente il comportamento, ma non ci sono prove che modifichino
        abitudini e capacità senza che i soggetti se ne accorgano
Difficoltà di identificazione stimoli che sono stati sicuramente recepiti da apparato sensoriale
   •    test dei triangoli   percezione del mondo basata su valutazioni globali e superficiali (generalmente sufficienti) e non su
        un’analisi dettagliata
                  o    lettura e ascolto basati su campionamento probabilistico
   •    è più probabile trovare quello che si sta cercando – search-image
                  o    stimoli non vengono interpretati in modo univoco e costante – interpretazione può variare con il contesto
   •    è possibile affinare capacità percettive con esercizio e esperienza
percezione sempre basata sul confronto con schemi di riferimento preesistenti
   •    stesse cose possono essere viste in maniera diversa
   •    vedere: effettuare un’ipotesi basandosi sulla selezione di alcune parti del complesso di informazioni disponibili
                  selezione influenzata da fattori inconsapevoli (circostanze, atteggiamento, aspettative)




                                                                   11
  Cap. 5 – L’apprendimento
apprendimento      principale meccanismo di adattamento – processo cognitivo fondamentale
   •    utilizzo esperienza precedente per modificare proprio comportamento (per il fatto che quella situazione sia stata
        sperimentata)      migliore adattamento
                  o     2 modalità di adattamento:
                                 evoluzione biologica
                                 apprendimento – comportamenti acquisiti: risultato dell’interazione con ambiente                soggetti a
                                 cambiamento
_prospettiva ecologica-evoluzionistica: capacità è risultato di processo evolutivo         maggiore plasticità comportamentale
_prospettiva comportamentista: apprendimento come stimoli e risposte
   •    sostituita da prospettiva cognitivista: apprendimento come acquisizione di informazioni e di formazione di
        rappresentazioni mentali
                  o     processo cognitivo per acquisizione di conoscenze, abitudini e comportamenti
_Hilgard e Bauer: processo che porta a cambiamento del comportamento di fronte a data situazione (sperimentata
ripetutamente)
   •    relazione tra modificazioni dell’organizzazione interna e del comportamento dell’individuo e modificazioni dell’ambiente
        esterno
apprendimento legato a cambiamento
   •    acquisizione conoscenze
   •    sviluppo e mantenimento nuovi comportamenti
   •    modificazione comportamenti preesistenti
apprendimento è processo interno non direttamente osservabile
   •    non necessariamente si traduce in una modificazione comportamentale direttamente osservabile
                  o     distinzione tra apprendimento e prestazione
Condizionamento classico (pavloviane o rispondente):
   •    esperimenti fisiologici sui cani      risposte anticipatore allo stimolo
                  o     risposte non solo a stimolo naturale ma anche a stimoli inizialmente neutri
   _interpretazione comportamentista: teoria stimolo-risposta (S-R)
                  o     condizionamento classico: appreso nuovo riflesso – nuova connessione stimolo e risposta
   _interpretazione cognitivista: teoria stimolo-stimolo (S-S)
                  o     condizionamento classico: individuo forma rappresentazione mentale (aspettativa) dello stimolo
                        incondizionato originale
   •    principi del condizionamento classico:
                  o     forma di apprendimento associativo – individuo impara che due eventi che si verificano in stretta
                        contiguità temporale sono tra loro associati (uno anticipa l’altro)
                                 risposte già presenti nell’individuo possono essere elicitate da stimoli diversi da quelli naturali
                                              stimolo neutro acquisisce significato
                  o     stimolo incondizionale (SI): provoca spontaneamente e automaticamente una determinata risposta
                        (risposta incondizionale, RI)
                                 legame SI-RI: riflesso incondizionale
                  o     stimoli neutri (SN): provocano risposta aspecifica – possono diventare stimoli condizionali (SC) quando
                        ripetutamente associati a SI
                                 SC provoca stessa risposta di SI anche se presentato da solo          risposta condizionale (RC)
                                              legame SC-RC: riflesso condizionale
                  o     perché si instauri una RC necessario un certo numero di associazioni tra SC e SI
                                 fase di acquisizione: presentazione combinata di SN e SI          rinforzo associativo    SN si trasforma
                                 in SC
                  o     SC non si sostituisce completamente a SI: RC è sempre più debole, più breve e meno stabile di RI
                  o     condizioni per sviluppare condizionamento forte:
                                 intensità SC e SI
                                 intervallo temporale tra SC e SI (condizionamento retrogrado – prima SI poi SC – è molto
                                 difficile)
                                              difficoltà a creare legame se intervallo supera 1-2 sec o se è meno di 0.45 s
                                                  •    intervalli maggiori: inibizione esterna   interferenze di altri stimoli
                                                  •    in caso di forti avversioni, intervallo può essere anche di ore
                  o     RC:
                                 latenza progressivamente minore con progredire del condizionamento
                                 forza aumenta con progredire del condizionamento
                                 resistenza all’estinzione aumenta con progredire del condizionamento
Estinzione e recupero spontaneo
                                                                      12
   •    dopo instaurazione condizionamento, se SC non è più seguita da SI, RC tende progressivamente a scomparire
                      estinzione (per Pavlov: inibizione interna)
   •    è sufficiente ripresentare SI dopo SC per riattivare legame SC-RC
                  o    estinzione diversa da oblio: risposta viene inibita, ma non dimenticata
                                 estinzione: processo attivo – risposta emessa senza essere seguita da evento rinforzante
                                 oblio: processo passivo – risposta dimenticata per interferenza o decadimento (non viene
                                 eseguita)
                  o    recupero spontaneo – alla ripresa degli esperimenti avviene reintroduzione automatica della risposta che
                       era stata inibita
   •    estinzione utile in caso di risposta disadattativa (paure… - eliminabili con ripetute esposizioni allo stimolo in assenza di
        conseguenze negative)
Generalizzazione e discriminazione
   •    Pavlov: stimoli simili a SC acquisiscono spontaneamente caratteristiche analoghe a SC            generalizzazione
                  o    ma stimoli simili elicitano risposte tanto più deboli quanto più sono lontani dallo SC originario
                                 entità della risposta è inversamente proporzionale alle differenze tra stimolo originario e
                                 successivo
                                 risposta elicitata da stimoli simili è la stessa dello stimolo originario     SC
   •    discriminazione tra due stimoli (     esiste certo grado di generalizzazione): è necessario che uno venga costantemente
        seguito da SI e altro mai
                  o    dopo certo numero di prove        risposta differenziale ai due stimoli
                  o    meccanismi discriminativi importanti in ogni processo di condizionamento              sempre presenti stimoli di
                       sfondo potenzialmente significativi (ma presenti anche in assenza di SI) discriminati da SC
Condizionamento di ordine superiore
   •    associazione di nuovo stimolo a RC        suscitata nuovamente risposta iniziale ma con intensità ridotta
                  o    cond. di secondo ordine (nel cane, non oltre terzo ordine)
                  o    capacità di elicitare risposte non attraverso associazione diretta con SI, ma attraverso associazione con SC
                       di primo ordine
Validità del condizionamento pavloviano è relativa soprattutto alle risposte involontarie (muscoli lisci, sistema endocrino
controllati da SNA)
   •    risposte volontarie: soggette a condizionamento strumentale o operante (molte eccezioni)
   •    risposte incondizionate passabili di condizionamento classico        interessano sistema circolatorio, digestivo, muscolare
                  _prospettiva comportamentista – studi sull’uomo:
                                 salivazione, riflesso patellare, riflesso palpebrale, riflesso pupillare, riflesso cardiaco e riflesso
                                 psicogalvanico     comprensione meccanismi condizionamento classico
Risposte emotive condizionate
   •    condizionamento classico      apprendimento reazioni emotive specifiche (paure)
                  o    possibile sviluppo di paure irrazionali e non volute
                  o    studiosi evoluzionisti: paura è una delle emozioni fondamentali (primarie)            risposte fisiologiche e
                       comportamentali con funzione adattativa (specie-specifiche e universali           geneticamente determinate)
                                 risposta emozionale incondizionale provocata da stimoli pericolosi
                            ma esistono paure o fobie acquisite       provocate da stimoli non pericolosi: risultato di
                            condizionamento classico
Condizionamento classico riguarda anche le reazioni anticipatorie a somministrazione farmaci
   •    vari tipi di stimoli possono essere associati a sostanze di vario genere e indurre risposte simili a quelle prodotte dalle
        sostanze stesse
                  o    si può influenzare anche il funzionamento del sistema immunitario
Condizionamento operante (o strumentale o skinneriano): apprendere nuovi comportamenti
   _comportamentismo
   •    adattamento attraverso:
                  o    acquisizione e mantenimento nuovi comportamenti
                  o    modificazione comportamenti inefficaci e disadattivi
   •    Thorndike: problem box
                  o    soggetti sperimentali imparano a risolvere il problema attraverso tentativi ed errori
                                 latenza della risposta corretta diminuisce progressivamente con il crescere del numero delle
                                 esperienze ricompensate
                      legge dell’effetto – delle varie risposte emesse in una determinata situazione, quelle che vengono
                  accompagnate o immediatamente seguite da una soddisfazione saranno collegate più stabilmente a quella
                  situazione     quando situazione si ripresenta, maggiori probabilità di essere nuovamente emesse


                                                                    13
                                    risposte accompagnate da fastidio: indebolimento legame con situazione        minor possibilità di
                                    essere nuovamente riemesse
                                    maggiori soddisfazione e fastidio      maggiori rafforzamento e indebolimento
                                    comportamento di un individuo dipende dalle conseguenze
legge dell’effetto – 2 accezioni:
   •    empirica: rinforzo di una risposta in presenza di uno stimolo          maggiore probabilità che stimolo evochi quella risposta
   •    teorica: principio del rinforzo S-R (tenta di spiegare motivo)
                    o   probabilità della risposta aumenta perché il rinforzo (ricompensa) rafforza i legami S-R
   _interpretazione cognitivista: non appresa soltanto una relazione S-R, ma una relazione mezzo-fine (comportamento è mezzo
   per ottenere un certo fine)
Skinner (comportamentismo, psicologia sperimentale)
   •    Skinner-box (maggiore affidabilità e controllo)
                    o   animale libero di agire; determinate risposte gli fanno ricevere ricompensa (rinforzo): emissione risposte è
                        così influenzata
   •    comportamento individuale:
                    o   effetto sul mondo circostante
                    o   effetto retroattivo      conseguenze modificano probabilità che comportamento si ripeta
differenze condizionamento classico e operante
   •    operante: soggetto libero di eseguire risposte non predeterminate – libera interazione con ambiente
   •    operante: risposte non di tipo riflesso o automatico provocate da stimoli conosciuti, ma risposte di tipo volontario
        emesse indipendentemente da stimoli identificabili
   •    operante: non vi è relazione preesistente tra comportamento e rinforzo




Rinforzi e punizioni
   •    rinforzi: favoriscono comparsa e mantenimento del comportamento – evento che si verifica subito dopo determinata
        azione della quale aumenta la possibilità di ripetersi in quella situazione
                    o   positivo: comparsa o presentazione dell’evento          aumento possibilità
                                    importante stato motivazionale del soggetto
                    o   negativo: scomparsa o rimozione dell’evento           aumento possibilità
                                    risposte di fuga – evitamento (prevengono verificarsi di evento spiacevole)
                    rinforzi sono distinti in primari e secondari
                    o   primari: naturali      soddisfano bisogni biologici
                    o   secondari: azione rinforzante acquisita mediante associazione con rinforzi primari
                    in base al contenuto sono distinti in
                    o   materiali (commestibili e non commestibili)
                    o   dinamici e manipolativi (attività piacevoli)
                    o   sociali     soddisfano bisogni di appartenenza, di affetto, di considerazione
                    possibile ottenere rinforzi condizionati (secondari e di ordine superiore)
                                    sia positivi che negativi (stimoli aversivi condizionati)
                                    più stabili delle risposte condizionate di ordine superiore
   •    punizioni – eventi che riducono la probabilità che il comportamento immediatamente precedente si verifichi nuovamente
        in futuro
                    tipologie:
                    o   comparsa di uno stimolo negativo
                    o   abolizione o sottrazione di uno stimolo desiderato o di interesse per l’individuo
                    stimoli punitivi:
                    o   punizione fisica      stimoli che provocano sensazioni dolorose o spiacevoli
                                    punitivi incondizionali
                                                                      14
                               punitivi condizionali (acquisiscono potere punitivo se associati a stimoli punitivi incondizionali)
                 o    rimprovero
                 o    time-out (sospensione del rinforzo)
                 o    costo della risposta
                     soppressione temporanea della risposta indesiderata
                 Skinner: non è migliore modalità per eliminarli          più efficace estinzione attraverso il non rinforzo e il
                 contemporaneo rinforzo di un’alternativa
                               punizione utilizzata inappropriatamente può avere effetti negativi o dannosi
                               punizione non insegna cosa fare ma sopprime solo comportamento contro cui è rivolta
procedura e principi generali del condizionamento operante
   •   necessario ripetersi dell’esperienza per acquisizione comportamento
                 o    inizialmente comportamento che sblocca rinforzo avviene casualmente, poi di prova in prova
                      comportamento diviene sempre più probabile (continuamente rinforzato) fino a livello stabile
                               da casuale a volontario: si è instaurato apprendimento
   estinzione – avviene quando emissione della risposta condizionata non viene più seguita dal rinforzo
                 o    correlazione nulla tra risposta e rinforzo      diminuzione della frequenza della risposta
                               comportamento non è stato dimenticato             può ricomparire spontaneamente
                 o    tanto più un comportamento è resistente all’estinzione, tanto più è forte l’apprendimento
                               estinzione       misura della forza dell’apprendimento
                               estinzione è più efficace quando viene contemporaneamente rinforzato un comportamento
                               alternativo
                 o    è più difficile estinguere un comportamento se questo è stato rinforzato in modo intermittente e non
                      continuamente (effetto del rinforzo parziale)
   il modellaggio o shaping
                 o    Skinner: modellaggio per approssimazioni successive            rinforzo selettivo e progressivo delle
                      approssimazioni successive alla risposta prescelta (influenza azione libera e casuale indirizzandola verso
                      risposta desiderata)
                 o    permette di plasmare il comportamento del soggetto nel modo desiderato
                 o    metodo di modificazione del comportamento
   generalizzazione e discriminazione
                 o    generalizzazione: estendere un comportamento a nuovi contesti
                               in base a somiglianza fisica, concetto
                 o    discriminazione: fare la cosa giusta al momento giusto
                     classificazione e categorizzazioni stimoli: necessario per sopravvivenza
                 rinforzo, oltre ad aumentare probabilità comportamento, pone la risposta sotto il controllo degli stimoli presenti
                 nel momento della sua comparsa
                 o    stimoli discriminativi: associai al rinforzo    acquisiscono controllo sul comportamento
                               controllo non è assoluto:
                                          generalizzazione dello stimolo (stimolo simile fa comunque aumentare probabilità del
                                          comportamento)
                                          generalizzazione della risposta (favorita comparsa di comportamenti simili mai rinforzati
                                          direttamente)
                               discriminazione tra due stimoli (o categorie di): soggetto si comporta diversamente in presenza di
                               ciascuno di essi
programmi di rinforzo – modalità di somministrazione del rinforzo
   •   rinforzo continuo – a ogni risposta corrisponde un rinforzo (contrario dell’estinzione)
   •   rinforzo parziale (o intermittente) – non tutte le risposte sono seguite da rinforzo         effetto del rinforzo parziale
                 o    estinzione è molto più lenta che dopo un programma di rinforzo continuo
                 programmi a rapporto (fisso o variabile)
                               variato il rapporto tra numero di risposte e quello di rinforzi
                               fisso: es.: 10      1 rinforzo ogni 10 risposte
                               variabile: es.: 10      in media 1 rinforzo ogni 10 risposte
                 programmi a intervallo (fisso o variabile)
                               specificato tempo intercorrente tra risposta rinforzata e momento della successiva disponibilità
                               del rinforzo
                               fisso: es.: 30”      rinforzata prima risposta dopo 30” da precedente rinforzo
                               variabile: es.: 30”     rinforzata prima risposta dopo un intervallo in media di 30” da precedente
                               rinforzo
                 aumento delle frequenze di risposta è più rapido nei programmi a rapporto
                                                                     15
biofeedback – tecnica che fornisce all’individuo informazioni di ritorno (feedback) sul suo stato fisiologico      controllo e modifica
di alcune risposte normalmente involontarie (addestramento condizionato)
   _terapia del comportamento (modifica comportamento pazienti)
Apprendimento latente (esplorativo)
   •    caratteristiche di una determinata situazione apprese e memorizzate senza che quanto è stato appreso venga messo
        immediatamente in opera e in assenza di rinforzi espliciti
                  o    esplorazione senza specifiche motivazioni o obiettivi      ma conoscenza (incidentale) ambiente
   _Tolman (precursore cognitivisti) – distinzione tra processo di apprendimento e prestazione; mette in discussione necessità
   del rinforzo per apprendimento
                  o    organismi      elaboratori attivi di informazioni
                                  apprendimento: formazione di rappresentazioni mentali (es.: mappe cognitive)
                                           esplorazione: mappa mentale        apprendimento latente poi attivato dal rinforzo
                                                  •   si ricorre a rappresentazione mentale quando vi è necessità o utilità
       apprendimento come acquisizione di informazioni avviene in base alla pura esperienza
                  o    motivazione o ricompensa traducono ciò che si è appreso in una specifica prestazione
Apprendimento per insight (intuizione)
   •     caso particolare di apprendimento latente
                  o    individuo utilizza informazioni acquisite in precedenza organizzandole in un nuovo modo per risolvere un
                       problema
   _Köehler     scimpanzè: riorganizzazione improvvisa del comportamento
                  o    non passa per serie di tentativi ed errori come nell’apprendimento strumentale
                  o    in situazione analoga, azione ripetuta con successo
   •    uomo     imprevedibilità – soluzione creativa problemi
                  o    apprendimento per insight più facile quando si è sfiduciati sul metodo utilizzato      più propensi a rimettere
                       in discussione soluzione
   •    concetto legato a pensiero produttivo di Wertheimer: visualizzazione della situazione in una nuova luce          colti aspetti
        prima non percepiti
   •    necessarie abilità:
                  o    identificare quali tra le informazioni disponibili meritino di essere elaborate ulteriormente
                  o    capacità di scoprire modi nuovi e inusuali di combinare elementi del problema
apprendimento sociale e apprendimento operativo
   •    apprendimento non solo attraverso interazione con ambiente, ma anche attraverso interazione con gli altri e
        osservazione del loro comportamento
                  o    interazioni con ambiente        apprendimento individuale (condizionamento o insight)
                  o    interazione e osservazione altri      apprendimento sociale (imitazione o insegnamento)
                                  base della trasmissione sociale e culturale del comportamento
                                           trasmissione sicura di conoscenze pericolose da ottenere attraverso tentativi ed errori
                                           presupposti essenziali per sviluppo della cultura (uomo: capacità di accumulare
                                           conoscenze e informazioni e di trasmetterle alle generazioni successive)
   apprendimento sociale: si apprende aspetto del comportamento di individuo modello (interazione sociale)
                  o    incentivazione dello stimolo
                  o    condizionamento osservativo
                  o    imitazione (riproduzione azione dopo averla vista eseguire da un altro individuo         assenza di rinforzo)
                                  attraverso osservazione si apprendono non solo azioni ma stili generali di comportamento
                                  (aggressività – ma il verificarsi o meno dell’imitazione dipende da diversi fattori, come il fatto che
                                  il comportamento visto sia seguito da rinforzo o punizione, come le caratteristiche del modello
                                  osservato e come la situazione in cui il modello viene presentato)
                  o    emulazione dell’obiettivo
                  _Meltzoff    Homo imitans
                  apprend. sociale può portare ad acquisizione di risposte emotive e fobie
                                  condizionamento osservativo (modello manifesta comportamento emotivo in una determinata
                                  situazione      viene appreso)   apprese sia risposte socialmente adeguate che comportamenti
                                  disadattativi
   influenza o incentivazione sociale: si è influenzati da presenza di un altro individuo senza imparare niente di specifico da esso
                  o    contagio
                  o    esposizione
                  o    sostegno sociale
                  o    apprendimento matched dipendent
                  (mangiare in compagnia, sbadiglio, risata)
                                                                    16
   •   ruolo centrale nello sviluppo dell’individuo, della sua personalità, delle tendenze…
apprendimento per imprinting
   •   periodi critici solo nei quali sono acquisite determinate info che possono rimanere latenti o estrinsecarsi immediatamente
                     sviluppo del linguaggio: predisposizioni innate a trattenere informazione linguistica; al di fuori di periodo
                 critico è compromessa acquisizione del linguaggio
   •   imprinting – animali: riconoscimento madre e partner sessuale
                 o    suscettibilità all’imprinting limitata a periodo precoce e ben determinato (poche ore dopo schiusa)
                      risposta motoria di inseguimento innata (tende a scomparire successivamente)               maturità sessuale:
                      comportamenti di corteggiamento verso oggetti simili a quello iniziale
                 o    se ala schiusa ci sono due stimoli (madre + oggetto), vince stimolo naturale
                     sviluppo di familiarità con lo stimolo senza necessità di ricompense
                                caratteristica peculiare: intensità della risposta di inseguimento aumenta se per eseguirla il
                                soggetto deve compiere uno sforzo (superare ostacoli)
                                stabile e irreversibile (entro certi limiti)
                     legame con acquisizione di costanza percettiva
                                risposta iniziale indifferenziata a grande varietà di oggetti (difficile da subito riconoscere madre in
                                ogni aspetto e momento)          poi si restringe a numero limitato di stimoli significativi
                 o    al termine della fase di riconoscimento, subentra la paura per l’estraneo
                 o    legame preferenziale con madri artificiali       caratteristiche più rilevanti: pelo, calore, morbidezza
                                no soddisfacimento bisogni elementari
                                crescita con madri artificiali     comportamenti anormali – animali non in grado di accoppiarsi
                 o    separazione da madre – isolamento           nevrosi e asocialità proporzionali al tempo in isolamento
                 _teoria dell’attaccamento (Bowbly) – bambino: predisposizione a creare precoce legame di attaccamento nei
                 confronti di una figura sociale (madre biologica)
                           riconoscimento caratteristiche madre poche ore dopo nascita (preferenza voce, odore e volto madre)




                                                                    17
   Cap. 6 – La memoria
capacità di ricordare necessaria per adattamento         utilizzo esperienza appresa per agire nel presente e pianificare e prevedere
eventi futuri
memoria: capacità dell’individuo di immagazzinare e conservare informazioni ed esperienze, per attingervi quando necessario
   •    retrospettiva: ricordo di info e esperienze precedentemente appresi
   •    prospettica: ricordi di attività da compiere nel futuro
       ruolo centrale nell’identità
differenze tra memoria biologica e meccanica:
   •    info immagazzinate in modo diverso a seconda delle loro caratteristiche e significato
                   o    soggette a diversa elaborazione e oblio
   •    eventi passati influenzano attivamente quelli successivi e ne vengono a loro volta influenzati
                   _cognitivisti: ricostruzione attiva    eventi originali vengono rielaborati, riorganizzati e ricostruiti dall’individuo
                   sia attraverso processi di elaborazione e codifica intenzionale, sia in modo automatico
                                ricordo può essere cambiato o distorto
                                  rapporto molto stretto tra memoria e apprendimento
processo di memorizzazione – 3 fasi:
   •    fissazione o acquisizione o apprendimento
   •    ritenzione (info conservata in modo latente)
   •    rievocazione o ricordo (riattivato ciò che è stato acquisito     condotte mnestiche, comportamenti osservabili)
2 tipi di condotte mnestiche
   •    riconoscimento – capacità del soggetto di identificare correttamente uno stimolo o un evento presentato in precedenza e
        che è presente nel suo campo percettivo, unitamente ad altri eventi e stimoli che non aveva percepito precedentemente
   •    rievocazione – capacità del soggetto di ricordare un evento o un’informazione in sua assenza
                   o    libero richiamo – ricordo di maggior numero items
                   o    ricostruzione seriale – ricordo degli items in ordine di presentazione
gerarchia delle prestazioni mnestiche in termini di rendimento:
   •    riconoscimento
   •    libero richiamo
   •    ricostruzione seriale
i diversi tipi di memoria
   •    memoria biologica non può essere considerata un sistema unico            funzione complessa e multicomponenziale
                   o    sottocomponenti distinte e interconnesse – caratteristiche funzionali e basi neuroanatomiche differenti
                   3 distinti sistemi (modello seriale della memoria – Atkinson e Shiffrin)
                                  memoria sensoriale
                                  memoria a breve termine (MBT)
                                  memoria a lungo termine (MLT)
                                fasi diverse e successive dell’elaborazione delle informazioni




memoria sensoriale
   •    memoria periferica – mantiene per tempi brevissimi (1-2 sec) l’info presente nella stimolazione
   •    ruolo fondamentale per l’esatta elaborazione dei dati percettivi e per il riconoscimento percettivo
   •    elaborazione molto scarsa
   •    conservate caratteristiche fisiche dello stimolo sugli organi di senso (memoria iconica, ecoica)
   •    se info non è utilizzata, decade rapidamente e viene dimenticata, altrimenti è conservata e codificata nella MBT
memoria a breve termine – memoria di lavoro
   •    capacità limitata
   •    breve durata (pochi secondi       poi info dimenticate o scartate)
   •    rapido oblio
   tipo verbale o fonologico (num. di telefono) – senza ripasso articolatorio (es.: attraverso ripetizione subvocalica o rehearsal)
   viene presto dimenticata; con ripasso, mantenimento in MBT e eventualmente passaggio in MLT
                   o    ruolo importante nello sviluppo e apprendimento del linguaggio
   tipo visuo-spaziale – consente di formare immagini mentali
   fenomeni caratteristici:
                                                                    18
                 o      distrazione fa dimenticare
                 o      effetto di posizione seriale – probabilità di ricordare una parola è strettamente dipendente dalla sua
                        posizione nella lista (le prime e le ultime vengono ricordate di più    effetto di priorità e di recenza)
                                  aggiungendo distrazione (interruzione)       effetto di recenza scompare (invece prime parole della
                                  lista rimangono perché hanno maggiore probabilità di essere reiterate)
   memoria di lavoro (ML)
                 o      superamento sequenzialità (MBT        MLT) del modello seriale:
                                  sequenzialità non necessaria
                                  probabilità di ricordo dell’info non è necessariamente legata alla ripetizione ma anche al livello di
                                  elaborazione
                                  MBT svolge funzioni più complesse della semplice archiviazione temporanea
   •   _Baddeley – working memory
                 o      conserva caratteristiche MBT
                 o      sistema più complesso di elaborazione attiva         trattenimento e manipolazione info mentre si eseguono
                        compiti cognitivi (apprendimento, ragionamento, comprensione)
                 ciclo fonologico – componente verbale
                                  elaborazione e mantenimento componente linguistica
                                  comprensione linguistica, capacità di fare i conti mentalmente
                 taccuino visuo-spaziale
                                  elaborazione e mantenimento della componente visuo-spaziale
                                  lettura, formazione di immagini mentali, pianificazione movimento
                 esecutivo centrale
                                  sistema con capacità attentive limitate
                                  controlla e coordina le due componenti
                                           programma l’azione, distribuendo le risorse cognitive (consente di svolgere
                                           simultaneamente due compiti)
   MBT – basi neuroanatomiche differenti da MLT
                 o      corteccia parietale inferiore dell’emisfero sinistro    MBT verbale
                 o      corteccia posteriore destra (temporo-parieto-occipitale)       MBT visuo-spaziale
                 o      + lobo frontale (corteccia prefrontale)     delayed response task (attesa prima di risposta ritardata
                        mantenimento attivo info per effettuare scelta alla fine dell’attesa)
                       emisfero sinistro: info verbali; emisfero destro: info non verbali (musica)
memoria a lungo termine
   •   ritenzione duratura e stabile delle informazioni
                 o      conoscenze che individuo ha su di sé, sugli altri e sul mondo esterno
                 o      conservato ciò che è stato appreso e che serve per interagire in modo adattativo con ambiente e con altri
                                  concetti, linguaggio, esperienze personali, abilità motorie acquisite
   •   durata lunghissima (anni o tutta la vita)
   •   capacità pressoché illimitata
   •   oblio è lento
                 o      forse info non scompaiono mai, ma diventano sempre meno accessibili (recupero più difficile, info distorte)
   prima distinzione: memoria dichiarativa / memoria non dichiarativa o procedurale
                 o      m. dichiarativa (o esplicita): ricordi consapevoli     apprendimento e rievocazione coscienti
                                  info che sappiamo descrivere e su cui siamo in grado di riflettere
                                  recuperate quando tornano utili
                                “sapere che”
                 o      m. non dichiarativa: (o implicita):
                                “sapere come”
                                  comprende memoria procedurale e condizionamento
                                           info che non siamo in grado di descrivere, non oggetto di riflessione consapevole
                                           esecuzione di una prestazione specifica
   seconda distinzione: Tulving
                 m. dichiarativa si distingue in
                 o      memoria semantica – conservazione di conoscenze generali sul mondo (lobi temporali)
                 o      memoria episodica – registrazione accurata di specifici eventi (diencefalo)
                                  tipo particolare: memoria autobiografica – capacità di rievocare gli eventi della propria vita (sia
                                  componente semantica che episodica)
   diverse componenti interagiscono tra loro in modo armonico e integrato           svolgimento attività
                 o      ma da pazienti amnesici emerge distinzione funzionale e neuroanatomica             fenomeno della dissociazione
                                                                    19
   •    3 tipi di strutture coinvolte nell’immagazzinamento info in MLT
                  o    ippocampo (sistema limbico)
                  o    diencefalo
                  o    strutture frontobasali
   memoria prospettica – memoria per il futuro
                  o    ricordarsi di compiere determinata azione in un dato momento senza esplicita istruzione al ricordo
                       compito difficile
                                 si ricorre a forme di memoria esterna (segnali)
                  o    m. prospettica e retrospettiva sono indipendenti
                                 meno ricca di dettagli rispetto a quella retrospettiva
                                 riguarda soprattutto il quando rispetto al cosa
                                 diverso valore della dimenticanza
                                           fallimenti della retrospettiva: dimenticanza     neutri
                                           fallimenti della prospettica: attribuiti a caratteristiche personali (disattenzione,
                                           superficialità)
                  o    può essere basata sull’evento (assolvere un compito in presenza di un dato evento) o basata sul momento
                       (fare una cosa in un determinato momento futuro)
                                 anziani    buone prestazioni di memoria prospettica basata sull’evento ma non in quelli di
                                 memoria prospettica basata sul momento
L’oblio – dimenticanza delle informazioni
   •    perdita di info dalla memoria o impossibilità di recuperarle
                  o    può verificarsi a diversi livelli del processo di memorizzazione
                  o    può essere transitorio o permanente
                  o    può essere rapido o lento
   •    fenomeno naturale e fisiologico con valore adattativo
   _Shacter (psicologia evoluzionistica): caratteristiche tipiche memoria biologica
                  o    labilità (indebolimento del ricordo nel tempo)
                  o    distrazione (informazione non viene registrata affatto o non registrata in modo appropriato – attenzione
                       concentrata altrove)
                  o    blocco (impossibile recuperare info memorizzate: “sulla punta della lingua”)
                      responsabili oblio (peccati di omissione)
   •    influenzato da vari fattori:
                  o    passare del tempo (decadimento traccia mnestica)
                                 calo nella ritenzione rapido soprattutto nelle prime fasi, poi rallenta
                  o    interferenza da parte di altre info, esperienze, attività
                                 proattiva (info precedenti interferiscono con nuova memorizzazione)
                                 retroattiva (info precedenti danneggiate da nuova memorizzazione)
                  o    attenzione
                  o    accuratezza con cui info è appresa e codificata
                                 elaborazioni superficiali   ricordi più labili
                  o    significato del materiale (ciò che è compreso viene ricordato meglio, meno sensibile ad interferenza)
                                                                   20
                  per alcuni studi, oblio dovuto a mancato immagazzinamento o consolidamento delle info nella MLT
                  oppure oblio imputabile a mancato recupero dell’info da MLT (ricordo non disponibile)
                                    ricordo può essere influenzato da contesto        anche momento del recupero ne sarà influenzato
   •    conoscenze procedurali (“sapere come”) sono meno suscettibili all’oblio di quelle dichiarative (“sapere che”), in
        particolare di quelle semantiche
                  o     più facile dimenticare una nozione che un’abilità
   •    oblio riducibile tramite:
                  o     ripetizione
                  o     categorizzazioni esplicita
                  o     semplificazione del materiale
                       prime informazioni sono quelle più ricordate
L’accuratezza dei ricordi
   •    corrispondenza tra ciò che viene acquisito e il ricordo conservato
   •    ma ricordi non sono copia esatta dell’esperienza vissuta            esperienza rielaborate e riorganizzate: possibili errori –
        versioni falsate di certi avvenimenti e periodi
   •    si possono confondere le fonti e i contesti, si può essere influenzati da suggerimenti e domande tendenziose, si possono
        incorporare nei ricordi informazioni fuorvianti
                  o     errata attribuzione
                  o     suggestionabilità
   •    ricordo di evento passato può essere distorto a causa delle conoscenze e delle convinzioni attuali dell’individuo
                  o     testimoni: memoria episodica          influenzabile da memoria semantica (conoscenze generali attuali)
   •    fattori che influenzano accuratezza:
                  o     natura più o meno traumatica dell’evento cui si è assistito
                  o     caratteristiche individuali
                                    ansia: ricordi diventano più dolorosi
                               tendenza di far coincidere le proprie esperienze con proprie opinioni e aspettative
                  o     ciò che succede dopo l’evento
                  o     modalità di recupero dei ricordi (ricordo libero, domande, interviste)
memoria ed età
   •    col passare degli anni le funzioni cognitive dell’individuo subiscono un calo fisiologico
   •    perdita della memoria nell’invecchiamento è però influenzata da diversi fattori
                  o     giovani/anziani        differenza nel ricordo non dovuta a diverso funzionamento memoria:
                               dovuta a diverse caratteristiche dei ricordi recenti
                                    preferenze: giovani ricordi recenti; anziani ricordi lontani – dovute a 2 caratteristiche:
                                              vividezza (ricchezza di immagini visive e particolari)
                                              fatti vissuti per la prima volta
                                         ricordi recenti sono vividi per i giovani e poco salienti per anziani
   •    anziani hanno memoria meno efficiente, ma solo in determinati compiti
                  o     no differenze particolari di prestazione nei compiti che impegnano MBT
                  o     alcune differenze nella ML
                  o     differenze nella MLT soprattutto nella rievocazione di materiale non bene appreso
                                    ma memoria semantica, eventi bene appresi e memoria procedurale funzionano bene
                  o     compiti di riconoscimento – no particolari differenze – ma utilizzo di processi diversi da quelli utilizzati dai
                        giovani (riconoscimento: giovani        info connesse al contesto; anziani familiarità stimolo)
                  o     memoria prospettica non peggiora, ma anziani possono anche superare i giovani come prestazione:
                                    maggior uso di strategie per ricordare
       età non determina necessariamente un peggioramento diffuso della memoria, ma vi sono differenze legate a situazioni e
   compiti specifici
                  o     altri fattori pesano di più sul funzionamento della memoria:
                                    stato di salute
                                    stile di vita
                                    ambiente (più stimoli      maggior numero neuroni; ambiente privo di stimoli peggioramento
                                    memoria – proporzionale a tempo passato in quell’ambiente)
La memoria e le emozioni
   •    stato emotivo influenza acquisizione e elaborazione informazioni
   •    per compiti di difficoltà media, la prestazione di un individuo aumenta con l’aumentare del suo livello di attivazione
        (arousal) – sopra un certo livello di attenzione, prestazione si deteriora
                  o     es.: ansia eccessiva          compito cognitivo compromesso


                                                                       21
                   o   tuttavia, eventi emotivamente significativi possono essere più facili da ricordare    rielaborati spesso,
                       maggior investimento attentivo
                                 stimoli altamente emotigeni attirano automaticamente l’attenzione dell’individuo
   _ipotesi della congruenza con lo stato emotivo (state-congruency)       ricordati meglio gli episodi la cui tonalità emotiva è più
   vicina allo stato emotivo in cui si trova il soggetto che ricorda
   _ipotesi della dipendenza dallo stato emotivo (state-dependency)       info memorizzate in un determinato stato emotivo
   verrebbero ricordate meglio nello stesso stato emotivo indipendentemente dalla natura emotigena del materiale
       in generale, depressi ricordano meglio eventi negativi (inoltre sono poco motivati    ulteriore influenza sulla memoria)
       ansiosi meno efficienti nei compiti che impegnano ML, ma normali nell’apprendimento a lungo termine
   •    in situazioni particolarmente drammatiche o traumatiche si può verificare un’amnesia totale
                   o   tende a scomparire dopo un certo periodo di tempo
I disturbi della memoria
   •    deficit a carico di una o più componenti della memoria
   •    imputabili a diversi fattori
   •    sia transitori (amnesia post-traumatica, causata da farmaci o anestesia) che permanenti (sindrome amnesica, Alzheimer)
   tipi di disturbi:
                   o   in seguito a danno cerebrale (disturbi organici)
                   o   disturbi psicogeni (non vi è compromissione delle strutture o delle funzioni cerebrali)
                                 perdita di memoria dovuta a evento o processo scatenante che non risulta in un danno o una
                                 malattia, ma che produce più oblio
                                         stato di umore alterato o di estrema eccitazione interferisce con codifica
                                         dell’informazione
   2 tipi di amnesia
                   o   anterograda – deficit di memoria che riguarda apprendimento di nuove informazioni dopo il trauma
                   o   retrograda – incapacità di ricordare eventi accaduti prima del trauma
                   amnesia globale transitoria    entrambi i tipi




                                                                    22
  Cap. 7 – Pensiero e risoluzione dei problemi
processo di elaborazione delle informazioni        incessante
   •    caratteristiche diverse a seconda del tipo di informazione su cui si opera
                  o    pensiero che elabora informazioni linguistiche
                                  consapevole e sequenziale
                  o    pensiero per immagini
                                  consapevole ma non sequenziale
                  o    pensiero astratto
                                  in gran parte inconsapevole       difficile spiegare percorsi mentali
                                  utilizzato per risolvere problemi
categorizzazione e formazione dei concetti
   •    varietà e complessità stimoli        necessarie strategie organizzative per elaborazione e memorizzazione
                  o    categorizzazione e concettualizzazione: utilizzo caratteristiche di stimoli esterni per assimilarli ad altri già
                       noti e ricondurli a modello più generale (categoria)
   •    concetti: entità astratte non rappresentabili né reperibili nella realtà concreta
                  2 insiemi di elementi
                                  attributi caratteristici
                                             prototipo (esempio migliore e più tipico) – molto differenti tra culture diverse
                                  elementi comuni ed essenziali per definizione categoria
   •    formazione concetti e categorizzazione          processi legati all’esperienza individuale (riferimento a conoscenze possedute)
                  o    in base al livello di conoscenza di un ambito specifico, creazione categorie più o meno articolate
                  costruzione concetti – in base a diverse caratteristiche oggetti:
                                  caratteristiche formali (colore, forma, dimensioni)
                                  caratteristiche funzionali (uso che se ne fa)
                                  caratteristiche affettive (qualità espressive degli oggetti comunicabili e connesse al vissuto
                                  emozionale e al significato per gli individui e la collettività) – bellezza, originalità, valore
                                  caratteristiche relazionali (collocazione degli oggetti tra loro)
                  o    più i concetti sono generali, più perdono di definizione
                                  concetti più definibili delimitano classi di oggetti limitate   prototipi più aderenti a oggetti
                                  concreti
La soluzione dei problemi
   •    sequenze comportamentali adeguate a raggiungimento obiettivo
   •    problema: situazione in cui si deve riflettere su cosa fare e su come farlo
                  3 tipi fondamentali:
                  o    problemi di organizzazione o riordinamento: elementi da organizzare in insieme significativo
                  o    problemi di scoperta o induzione delle strutture: stimoli e indizi esterni         risalire a struttura sottostante o
                       a sistema di relazioni che leghi gli elementi
                  o    problemi di trasformazione: obiettivo chiaro        strategia mirata tenendo conto di situazione e risorse di
                       partenza
   •    ciclo della soluzione dei problemi – sequenza di 7 fasi
                  o    identificazione problema
                                  presa di consapevolezza dell’esistenza del problema
                  o    definizione problema
                                  rappresentazione del problema        errori pregiudicano soluzione: strategie sbagliate
                  o    costruzione strategia di soluzione
                                  pianificazione attraverso analisi (scomposizione problema nelle sue parti) o sintesi (prospettiva
                                  generale)
                                  valutazione possibili strategie attraverso pensiero divergente o convergente (delimita alternative)
                            4 strategie fondamentali:
                                             riduzione della differenza: distanza condizione presente-obiettivo       via più adeguata per
                                             raggiungerlo ; spesso scomposizione in sotto-obiettivi
                                             analisi mezzi/fini: più articolata – oltre a scomposizione, valutazione della rilevanza di
                                             ogni sotto-obiettivo per soluzione problema
                                             procedimento all’indietro: (non esperti)tendenza a formulare ipotesi da informazioni
                                             limitate
                                             procedimento in avanti: (conoscenza approfondita del problema) disponibilità di
                                             rappresentazioni mentali delle possibili soluzioni alternative
                  o    organizzazione informazione relativa al problema
                                  strategia resa operativa – decisione riguardo modalità di attuazione strategia; integrazione di
                                  nuove info con precedenti e riorganizzazione info in base a cambiamenti nelle situazioni
                                                                      23
                   o   allocazione delle risorse
                   o   monitoraggio della soluzione
                                 importante flessibilità (capacità di valutare situazione in modo critico e di immaginare scenari
                                 alternativi di fronte a imprevisti)
                   o   valutazione finale della soluzione
                                 problema è risolto? ne sono sorti di nuovi?
   •    fattori di facilitazioni e di ostacolo alla soluzione di problemi
                   o   fattori facilitanti – esterni e interni
                                  esterni – variabili (disponibilità risorse, supporto relazionale, condizioni logisticamente favorevoli)
                                 interni – transfer positivo e competenze e conoscenze precedenti
                                           competenze e conoscenze precedenti – fondamentali per creare strategia corretta:
                                           conoscenza non è disponibilità di informazioni, ma organizzazione delle informazioni
                                           stesse in concetti, strategie e rappresentazioni mentali della realtà
                                                •    lavoro attivo su realtà
                                                •    esperti: strategie diverse da principianti      si soffermano su fasi iniziali
                                                     (identificazione, pianificazione, organizzazione info)
                                                •    soluzione creative      apprendimento per insight: possibile solo laddove
                                                     individuo ha acquisito tutte le informazioni disponibili sul problema
                                           transfer positivo – transfer di apprendimento è l’influenza che conoscenze o abilità
                                           apprese hanno su comportamenti, apprendimenti, soluzioni di problemi successivi
                                                •    positivo quando conoscenze precedenti agevolano la soluzione dei problemi
                                                •    utilizzo di strategie acquisite in situazioni analoghe per affrontare un dato
                                                     problema
                                                •    può avvenire tra contesti diversi
                   o   fattori ostacolanti – interni ed esterni
                                 esterni – molto vari, dipendono da situazione e tipo di problema
                                 interni – 4 tipi
                                           stereotipi – categorie cognitive       processo di generalizzazione      associano a diversi
                                           gruppi specifici attributi
                                                •    attributi: credenze riguardo individuo o oggetto tipo del gruppo         estesi ad altri
                                                     membri
                                                •    crea difficoltà quando stereotipo non corrisponde a descrizione accurata
                                                             o   in caso di stereotipo negativo, dà origine a pregiudizi
                                                             o   possono provocare false attribuzioni casuali
                                                             o   impediscono di tenere in considerazione altre strategie
                                           fissità funzionale – incapacità di concepire utilizzo di un oggetto per scopi diversi da
                                           quelli abituali
                                           set mentale – forma di rigidità del pensiero
                                                •    rappresentazione del problema preesistente utile in altre occasioni         tendenza
                                                     a riapplicarla senza coglierne fallacia
                                                             o   impedisce possibilità di individuare strategie migliori
                                           transfer negativo – conoscenze precedenti ostacolano soluzione di problemi presenti
il ragionamento
   •    attività mentale attraverso la quale informazione è elaborata al fine di prendere una decisione o arrivare a conclusio
                   o   info può derivare da situazione e da esperienze e conoscenze posteriori
   2 categorie
   •    per induzione – dai dati empirici si risale a generalizzazione
                   o   tipico del ragionamento scientifico (raccolta dati         ipotesi   leggi)
   •    per deduzione – da assunti generali a applicazioni particolari         sillogismo (3 proposizioni: 2 premesse + 1 conclusione)
   entrambe si prestano a rischi di errore
                   o   deduttivo: procedimento logico errato, falsità affermazioni di partenza
                                 a volte ragionamento deduttivo è corretto ma non corrisponde al vero
                                 errori nei sillogismi spesso dovuti a stereotipi e a fissità funzionale
                   o   induttivo: necessario sottoporre le conclusioni a verifiche
                            errori:
                                           verifica insufficiente delle ipotesi
                                           scorrettezze procedurali
                                           interpretazioni inadeguate dei risultati
i processi di decisione e le euristiche
                                                                      24
    •    decisione corretta dovrebbe essere basata su algoritmo (rappresentazione mentale di tutte le possibili alternative e delle
         loro conseguenze)         irrealistico
    •    utilizzo euristiche    procedimenti non rigorosi (intuitivi e approssimativi) – 2 tipi:
                    o   euristica della rappresentatività – utilizzato quando si deve stimare probabilità che certo evento rientri in
                        una determinata categoria di eventi più ampia
                                     si basa però su legge dei piccoli numeri, anche se giunge a conclusioni relative all’universo
                    o   euristica della disponibilità – decisione presa in base a facilità con cui si richiamano alla memoria esempi di
                        quella situazione
stili decisionali
    •    differenze tra le persone nel modo di prendere decisioni – legate a:
                    o   personalità – caratteristiche stabili dell’individuo (geni + ambiente)
                    o   bisogno di chiusura cognitiva: esigenza che una persona avverte di giungere a una conclusione sulla base
                        delle informazioni che possiede
                                     chiude processo di elaborazione evitando di esplorare possibili alternative
                               5 principali componenti:
                                                  bisogno di ordine e strutturazione
                                                  intolleranza dell’ambiguità
                                                  tendenza a prendere decisioni rapidamente
                                                  bisogno di prevedibilità
                                                  chiusura mentale
                                     entità diverso da persona a persona e da situazione a situazione
    •    Petersen, Heesacker, Schwartz e Marsh: modello di stili decisionali con 4 strategie comportamentali (riconducibili a entità
         del bisogno di chiusura)
                    o   valuta anche grado di consapevolezza con cui individui elaborano info (da teoria della mindfullness
                        consapevolezza + riflessione, elaborazione attiva e ponderata delle info)
                    o   modello considera:
                                     quantità di info che persona ritiene sufficiente per prendere la decisione
                                                  scarso bisogno di chiusura in chi tende a incrementare il più possibile la quantità di info
                                                  elevato bisogno di chiusura in chi si basa solo su info che già possiede
                                     partecipazione più o meno attiva e consapevole al processo decisionale
                                                  chi si affida ad altri per decidere   mindless: non partecipano consapevolmente a
                                                  decisioni che li riguardano personalmente
                                                  mindful    protagonisti delle proprie decisioni, agiscono autonomamente, escogitano
                                                  nuove alternative
                    4 strategie:
                                     ricercare informazioni (information seeking): persone con basso bisogno di chiusura ed elevata
                                     consapevolezza
                                                  allargano il più possibile ambito conoscenze
                                                  decidono autonomamente
                                     elaborare informazioni (information processing): persone con elevato bisogno di chiusura ed
                                     elevata consapevolezza
                                                  decidono sulla base delle info che già hanno
                                                  decidono autonomamente
                                     rimuginare (ruminating): persone con basso bisogno di chiusura e scarsa consapevolezza
                                                  eterni indecisi, non giungono a conclusioni    continuano ad acquisire info
                                                  non organizzano info       mindless, poco consapevoli
                                     seguire consigli (advice following): persone con elevato bisogno di chiusura e scarsa
                                     consapevolezza
                                                  nelle mani degli altri, non affrontano decisione   non cercano info
                                          non decidono, ma delegano ad altri; accettano consigli acriticamente (mindless)




                                                                             25
   Cap. 8 – Lo sviluppo cognitivo e l’intelligenza
sviluppo del comportamento           influenza di evoluzione e selezione naturale
   •      es.: sensazioni nel bambino        attenzione dei genitori     soddisfacimento bisogni
   •      maturazione biologica del sistema nervoso           sviluppo funzioni cognitive superiori
lo sviluppo fisico
   •      vita prenatale – 3 stadi
                     o   zigote (da fecondazione a impianto su parete uterina)
                     o   embrione (3° - 9° settimana) – inizio formazione organi e SN
                     o   feto (fino alla nascita) – maturazione funzioni fisiologiche e apparati sensoriali
                     ambiente uterino esposto a influenze esterne – feto: percezione di stimoli visivi ed auditivi
   •      periodo neonatale – prime 4 settimane di vita
                     o   modificazioni dell’apparato respiratorio e cardiovascolare
                     o   proporzioni diverse dall’adulto (capo:        lunghezza corpo)
                     o   risposte riflesse caratteristiche:
                                     riflesso di prensione: dita si chiudono se si tocca il palmo
                                     riflesso di cercamento: labbra si contraggono e testa si gita se si sfiora la guancia
                                     riflesso di suzione: neonato tende a succhiare dito sulle labbra
                                     riflesso di fuga: gamba è ritratta se si tocca pianta del piede
   •      primo anno (1-12 mesi: lattante)
                     o   crescita staturale e ponderale molto rapida
                     o    sviluppo a livello neuromotorio e psichico
                     o   4° mese: definitiva maturazione funzionalità visiva (fissazione immagine e percezione colori)
                     o   sviluppo linguaggio
                     o   posizione seduta (7° mese)          stazione eretta (9°-10° mese)      primi passi
   •      infanzia e adolescenza – 3 periodi
                     o   prima infanzia (fino a 2° anno)
                     o   seconda infanzia (3-6 anni)
                     o   terza infanzia (fino a 12 anni – periodo scolare)
                     o   adolescenza
                     accrescimento più graduale; si stabiliscono proporzioni definitive (capo: 1/8 corpo)
                     inizio maturazione sessuale         si compie nell’adolescenza
lo sviluppo cognitivo
   •      evoluzione delle capacità intellettive, ovvero tutte le attività mentali che permettono all’individuo di esplorare e
          conoscere ambiente (acquisizione, elaborazione e memorizzazione informazioni + utilizzo quando necessario)
   •      segue linee evolutive geneticamente determinate – su questa base possono agire fattori di modificazione
                     o   SNC: plasticità      potenzialità di modellarsi in rapporto alle richieste ambientali
                     o   ambiente ricco di stimoli        sviluppo più precoce delle capacità intellettuali
                                     ambiente scolarizzato: evoluzione linguaggio e capacità logico-matematiche
                                     ambiente naturale: sviluppo funzioni motorie, visive, di orientamento
                              ma potenzialità sono le stesse dal punto di vista biologico:
                                              distinzione tra competenze (abilità dell’individuo) e rendimento (uso effettivo di tali
                                              competenze)       ruolo dell’ambiente soprattutto nel rendimento
   •      attiva elaborazione delle info esterne (dapprima interazione fisica, poi rappresentazione simbolica        pensiero formale)
_Piaget
   •      presupposti della sua teoria dello sviluppo:
                     o   uomo interagisce in modo attivo con ambiente
                                     gli attribuisce significato e se lo rappresenta con schemi cognitivi
                     o   funzioni cognitive si evolvono nel tempo secondo una successione di stadi
                     o   sviluppo delle funzioni cognitive – 2 processi concomitante interdipendenti:
                                     maturazione biologica di SNC (geneticamente determinata)
                                     ambiente esterno (stimoli e esperienze)
                     o   2 meccanismi complementari:
                                     assimilazione
                                              bambino integra stimoli esterni con i suoi schemi di rappresentazione della realtà
                                     accomodamento
                                              bambino adegua i suoi schemi cognitivi (modificandoli) alla realtà stessa
                              sia assimilazione che accomodamento portano a raggiungimento di un temporaneo equilibrio
                                              si interrompe quando arriva nuovo stimolo
                                                     •   dapprima tentativo di assimilazione
                                                     •   eventualmente subentra accomodamento
                                                                        26
                               progressivo aumento di complessità nelle attività mentali e nell’interazione con ambiente
                                           maggiore adattamento
   •    4 stadi sviluppo cognitivo
                   o   stadio senso-motorio (nascita – 2 anni)
                                 da funzioni fisiologiche di base a interazioni più autonome con ambiente (sorriso sociale,
                                 lallazione, balbettii)
                                 tramite con esterno: azione       schemi cognitivi: rappresentazioni delle sequenze d’azione
                                 prime rappresentazioni mentali verso la fine
                                 funzioni cognitive strettamente legate a esperienza fisica e sensoriale
                            6 fasi
                                 fase dei riflessi automatici innati (attività riflesse di base)
                                 fase delle reazioni circolari primarie (schemi di azione ripetitivi    effetto sul corpo del bambino)
                                 fase delle reazioni circolari secondarie (bambino cerca di protrarre e ripetere esperienze piacevoli;
                                 effetti anche sull’ambiente      inizio del comportamento intenzionale)
                                 fase del coordinamento degli schemi secondari (primo nucleo del comportamento strumentale)
                                 fase delle reazioni circolari terziarie (introduzione di variazioni in sequenze già note,
                                 osservandone gli effetti)
                                 fase delle rappresentazioni cognitive (rappresentazione mentale della realtà; non più risoluzione
                                 problemi tramite tentativi-errori ma attraverso esplorazione mentale ambiente)
                               primi concetti di oggetto, spazio, dimensione, peso, volume, causalità
                               compaiono tutte capacità intellettive umane in forma embrionale
                   o   stadio pre-operatorio (2 – 6-7 anni)
                                 linguaggio      strumento privilegiato di comunicazione
                                 sviluppo disegno, gioco di finzione, imitazione adulti      impiego simboli
                                           non più pura interazione fisica con ambiente        uso rappresentazioni simboliche
                                           non ancora concetti e categorizzazione
                                 rappresentazione mentale della realtà, ma non connette immagini mentali tramite operazioni
                                 logiche      stadi intuitivo o pre-concettuale (visione realtà ancora legata a dato percettivo)
                                 egocentrismo: bambino non è in grado di immaginare realtà da punto di vista diverso dal suo
                   o   stadio delle operazioni concrete (7 – 11 anni)
                                 prime operazioni mentali (azioni interiorizzate e coordinate tra loro; dotate di reversibilità)
                                           categorizzazione: inclusione di uno o più elementi in classi – gerarchia tra categorie
                                           seriazione: ordinare oggetti secondo criterio quantitativo
                                           giudizi di conservazione di sostanza (cambiamento della forma non cambia quantità di
                                           materia) – necessari principio di identità o equivalenza e quello di decentramento
                                           (capacità di considerare contemporaneamente più caratteristiche degli oggetti) e
                                           principio di reversibilità
                                 ancora stretto rapporto con mondo materiale (operazioni logiche su oggetti concreti, ma no leggi
                                 generali né connessioni teoriche)
                   o   stadio delle operazioni formali (dopo 11 anni)
                                 prime operazioni di astrazione
                                           sviluppo ragionamento ipotetico-deduttivo
                                           capacità di formulare previsioni e generalizzazioni teoriche partendo da fenomeni
                                           problema       valutazione ipotesi e esplorazione possibili soluzioni
                                 capace di riflettere su se stesso (autoosservazione e autodescrizione) e su concetti astratti
                                           prima ricerca di comprensione globale realtà e suo significato
                                 influenza contesto culturale
_sviluppi teorici successivi – critiche a Piaget
   •    funzioni cognitive di tipo logico-matematico (culmina nell’astrazione)       valgono per società occidentali
                   o   logica formale è una direzione evolutiva, ma non l’unica
   •    divisione in stati non tiene conto di fenomeni quali apprendimento e accumulo esperienza           con addestramento, bambini
        possono arrivare prima a tappe successive
                   o   critiche a tipologie esperimenti Piaget – non alla portata dei bambini (soprattutto nel linguaggio)
   •    egocentrismo bambini in età prescolare: da rivedere, perché esperimenti hanno dimostrato che bambini possono capire
        punto di vista degli altri
_Vygotskij – influenza del contesto sociale
   •    dipendenza dell’individuo dalle strutture sociali
   •    contesto culturale guida lo sviluppo cognitivo


                                                                        27
   •    studia non solo prestazioni dei bambini, ma anche potenzialità (ovvero ciò che sono in grado di fare se aiutati da persone
        con maggiori competenze)
                   o    capacità nella zona di sviluppo prossimale (ZSP)
                   o    misurazioni dinamiche della competenza: test          se risposta è sbagliata, informazioni aggiuntive al
                        bambino        se allora bambino risponde correttamente: competenze latenti
_Bruner
   •    nello sviluppo non identifica capacità diverse, ma modalità e strategie differenti che bambino utilizza per risolvere
        problemi
                   o    strategie connesse a tipologie di rappresentazioni mentali:
                                  rappresentazione esecutiva
                                  rappresentazione iconica
                                  rappresentazione simbolica
                               corrispondono a stati Piaget (1. senso-motorio, 2. pre-operatorio, 3. operazioni concrete)
   •    ruolo fondamentale della cultura e delle relazioni interpersonali
_teorie dell’elaborazione dell’informazione
   •    non spiegano sviluppo cognitivo, ma descrivono passaggi mentali per svolgere un compito
                   o    prospettiva dinamica – quadro dei meccanismi con cui info è immessa nel SNC, è ritenuta, codificata,
                        trasformata ed elaborata
   •    struttura dei processi cognitivi e loro modifica durante crescita del bambino
                   o    fattori chiave:
                                  apprendimento basato sul rinforzo
                                  processo di maturazione biologica
                                  continua riorganizzazione del sistema cognitivo dopo nuove acquisizioni e individuazioni di
                                  modalità di soluzione dei problemi
   •    formazione schemi (aspetti essenziali di un evento conservati in un modello unico)           compaiono intorno ai 2 anni
   •    esplorazione abilità meta-cognitive (funzioni superiori):
                   o    riflessione su propri processi cognitivi
                   o    controllo e direzione propria attenzione
                   o    determinazione scopi
                   o    scelta strategie migliori
                   o    pianificazione ordine operazioni
                   es.: differenze tra comportamento impulsivo e riflessivo (        vantaggioso)
_teoria dei sistemi di simboli (Gardner)
   •    ricerca comprensione delle funzioni mentali coinvolte nei diversi sistemi di comunicazione con l’esterno
   •    analisi capacità e prestazioni cognitive possibili (alcune universali, altre circoscritte a contesti, ambienti, culture)
                   o    sviluppo: raggiungimento e superamento stadi di competenza sempre più elevati
                                  capacità in altri ambiti possono non essere soddisfacenti
                       multidimensionalità delle capacità mentali (autonomia di sviluppo)
l’intelligenza e la sua misurazione
   •    Sternberg: capacità dell’individuo di apprendere dall’esperienza, utilizzando i processi metacognitivi per apprendere
        meglio e per incrementare la propria capacità di adattamento all’ambiente, inteso come contesto sociale e culturale
   •    intelligenza come funzione mentale descrivibile e misurabile – 2 concezioni:
                   o    Spearman – intelligenza come competenza unitaria molto generale
                                       fattore g: permette sviluppo capacità intellettuali più specifiche
                   o    Thurstone – esistenza di più capacità di base indipendenti
                                  regolano ciascuna la risoluzione di compiti specifici
i test di intelligenza – primo: Binet e Simon (1916); oggi sono articolati in 2 gruppi:
   •    intelligenza come fattore generale e misurabile attraverso un unico valore per ogni individuo
                   o    scala di intelligenza Stanford-Binet (un punteggio), WAIS-R, WPPSI, WISC-III (3 punteggi – verbale,
                        prestazione, totale)
   •    concetto di multidimensionalità delle capacità intellettive
                   o    PMAT – non risultato globale, ma valutazione specifiche capacità
   ma influenza fattori ambientali, culturali, caratteristiche di personalità, stato emotivo, salute…
recenti avanzamenti – teorie multidimensionali
   _Sternberg      teoria componenziale dell’intelligenza – 3 tipi di competenze e abilità (teoria triarchica): abilità pratiche
   (svolgimento prestazioni), analitiche (processi di metacognizione) e creative (acquisizione conoscenza)
                   o    intelligenza      capacità di valorizzare i propri punti di forza
   _Gardner     modello delle intelligenze multiple (7)
                   logico-matematica, linguistica, musicale, spaziale, corporeo-cinestesica, introspettiva e interpersonale
                                                                      28
  Cap. 9 – Linguaggio e comunicazione
Il linguaggio – sistema convenzionale di segni verbali, che rimandano a concetti e rappresentazioni mentali
   •    linguaggio verbale: sistema di comunicazione specificatamente sviluppato dalla specie umana
                  o      apparato fonatorio sopralaringeo           produzione di suoni articolati
                  o      corrispondenti meccanismi neurali (corteccia, SNP)
   •       convenzionalità: costituito da un insieme di elementi che rappresentano la realtà in base a criteri puramente arbitrari,
        e condivisi all’interno di un gruppo umano
                  o      differenziazione linguistica nelle varie società degli stessi concetti      origine composita lingue, influenza di
                         elementi puramente culturali sullo sviluppo, trasmissione nel tempo
   •    sistema discreto e combinatorio: costituito da elementi separati e distinti            ricombinabili a formare numero infinito di
        frasi dotate di significato
   •    studiato da psicolinguistica
Gli elementi e la struttura del linguaggio
   •    unità di base del linguaggio: fonemi – diverse emissioni di suoni che costituiscono una lingua
                  o      lettere, accenti acuti e gravi, consonanti raddoppiate, elisioni, inflessioni della frase
   •    morfemi: più piccole unità del linguaggio dotate di significato
                  o      parole, suffissi e prefissi
                  o      lessico: insieme dei morfemi
   •    sintagmi: morfemi combinati tra loro             concetti più o meno complessi
   •    pensieri simbolici: unione di più sintagmi           periodo: unione di soggetto, predicato e complementi (sintagmi)
   sistema linguistico – 4 livelli:
                  o      fonologia: studio fonemi e regole per il loro legame (origine parole)
                  o      semantica: descrive processi implicati nella determinazione del significato delle frasi (importante contesto)
                  o      grammatica: regole che permettono di combinare le parole in frasi
                                     sintassi (funzione delle parole nelle frasi e regole per combinarle)
                                     morfologia grammaticale (forme delle parole: declinazioni, coniugazioni)
                  o      pragmatica: studio meccanismi e rappresentazioni verbali che permettono agli individui di interpretare il
                         messaggio (influenzati da contesto)
importanza del contesto
   •    possibili ambiguità del linguaggio            risolte considerando contesto in cui le frasi vengono pronunciate
                  ambiguità:
                  o      lessicali – parole con più significati (ma sempre nella medesima categoria – sostantivo con 2 significati)
                  o      superficiali – una parola con diversi significati a seconda della funzione (sost., verbo)
                  o      profonde – necessarie informazioni più ampie sull’oggetto della frase per interpretazione giusta
sviluppo del linguaggio – successivi stadi di complessità analoghi in tutte le lingue e le culture
   •    balbettio (4° mese) – ripetizione semplici sillabe
   •    dopo i 12 mesi – rapida evoluzione linguaggio             18 mesi: linguaggio telegrafico (composizioni di prevalentemente 2
        parole) – espressione linguistica dell’intelligenza senso-motoria; circa 50 parole totali
   •    2-4 anni – ampliamento vocabolario, più chiari i rapporti tra termini e significato
                  o      errori caratteristici: sovraestensione o sottoestensione di un concetto
                  o      introduzione capacità sociali nel linguaggio (rispetto turni, messaggi non verbali…)
                                     rispetto turni      contro egoismo definito da Piaget
   •    4-5 anni – raggiunto elevato grado di complessità             padronanza di regole e significati
                  o      sviluppo competenza metalinguistica (consapevolezza linguaggio come funzione di cui si dispone e su cui si
                         riflette)     autocorrezione, comprensione diversi significati in contesti differenti
   •    5-8 anni – tendenza a usare un gran numero di indicatori nella costruzione delle frasi, ridondanza (uso ripetuto e non
        necessario delle parole         modalità di sperimentare i vari significati)
   •    dopo gli 8 anni – pieno possesso del linguaggio, sviluppo aspetti astratti e metaforici; discriminazione significato parole a
        seconda del contesto (         periodo delle operazioni formali)
linguaggio tra natura e cultura
   •    diversi approcci riguardo:
                  o      apporto fattori innati e appresi per lo sviluppo
                  o      linguaggio come strumento di comunicazione o di costruzione rappresentazioni mentali
   _approcci innatisti      uomo geneticamente predisposto a parlare (strutture anatomo-fisiologiche)
                  o      corteccia – 2 zone deputate a funzioni linguistiche (emisfero sinistro)
                                     lobo frontale sinistro (in caso di danno, comprensione ma non si riesce a parlare)
                                     lobo temporale (in caso di danno, si parla scorrettamente e non si comprendono gli altri)
                  o      periodo critico per apprendimento del linguaggio – dopo i 13 anni non è più possibile apprendere
                         facilmente a parlare correttamente           predisposizione innata
                  o      Chomsky – funzione autonoma, non necessariamente finalizzata alla comunicazione
                                                                         29
                                  meccanismo biologico di acquisizione linguistica (LAD)        esiste grammatica universale condivisa
                                  da tutte le lingue
   _approcci interazionisti      natura sociale ed appresa del linguaggio
                  o    predisposizioni biologiche non sufficienti a determinare sviluppo del linguaggio
                  o    Ferguson: in tutte le culture gli adulti usano nel dialogo con i bambini un linguaggio semplificato: baby-
                       talk o motherese       caratteristiche ricorrenti:
                                  semplificazione
                                  chiarificazione
                                  espressività
                              permette apprendimento linguistico più precoce ed efficace – modificato gradualmente in base a
                              crescente complessità del linguaggio dei bambini
                              genitori tendono a valorizzare chiarezza semantica rispetto a correttezza grammaticale del bambino
                              sviluppo capacità connesse a semantica e pragmatica del linguaggio
                  o    importante qualità della relazione tra il bambino e chi si prende cura di lui
                  o    sviluppo linguaggio influenzato anche da classe sociale di appartenenza e livello di scolarizzazione
                                  capacità di leggere e scrivere permette lo sviluppo precoce della capacità di astrazione
                  o    anche nel linguaggio, distinzione tra competenze e rendimento (non differenze in capacità ma nel
                       contesto)
L’uso del linguaggio nella comunicazione con il paziente
   5 diversi stili di comunicazione tra medico e paziente
                  o    strettamente bio-medico – poco spazio al paziente, domande chiuse riguardo sintomatologia
                  o    bio-medico allargato – alcuni riferimenti a aspetti psicosociali
                  o    bio-psico-sociale – spazio di espressione al paziente, domande aperte, paziente può domandare ed esporre
                       dubbi
                                  “finestre di opportunità”       paziente diventa protagonista del rapporto con il medico (non
                                  recettore passivo di prestazioni)
                  o    psico-sociale – carattere di dialogo paritario, enfatizza aspetti personali e relazionali    usato con pazienti
                       affetti da disturbi psichici
                  o    diretto al consumatore – medico come tecnico esperto che eroga servizio, informazioni accurate su aspetti
                       pratici, ma non su quelli relazionali
                  si cerca di promuovere modello bio-psico-sociale
Relazione tra pensiero e linguaggio
   _comportamentisti – identificano il linguaggio con il pensiero (forma di linguaggio interiorizzata)
                  o    linguaggio è prodotto dell’apprendimento (condizionamento operante)
                  o    agisce su sviluppo cognitivo       etichetta verbale degli oggetti ne permette categorizzazione
                      non considera capacità creative bambini (neologismi) e inoltre genitori rinforzano espressioni scorrette ma
                  chiare
   _cognitivisti – approccio basato su teorie Piaget e teorie elaborazione dell’informazione
                  o    linguaggio dipendente dal pensiero          pensiero precede il linguaggio e lo include
                                  descrizione verbale della realtà ne presuppone la conoscenza (necessarie funzioni cognitive e
                                  capacità simboliche)
                                  sviluppo cognitivo favorisce nel tempo il graduale aumento di complessità del linguaggio
                      non considera che apprendimento linguaggio è più veloce dello sviluppo cognitivo
   _innatisti (Chomsky) – linguaggio come funzione a sé stante
                  o    facilita comunicazione del pensiero, non il pensiero stesso        prima si impara a comprendere, e poi a
                       parlare
                      non considera influenze di capacità cognitive più generali sullo sviluppo del linguaggio
   _determinismo linguistico – il pensiero dipende dal linguaggio           la lingua determina le modalità di percepire e pensare
                  o    differenti linguaggi      differenti modi di rappresentare la realtà
                  o    linguaggio come comodo sistema di classificazione della realtà
                      non considera che differenze lessicali non sono necessariamente differenze semantiche
   _Vygotskij – linguaggio e pensiero sono in origine autonomi, ma col tempo si integrano in processo di reciproco
   potenziamento       linguaggio razionale e pensiero verbale
   _Bruner – linguaggio come forma di pensiero (oggettivato verbalmente)
                  o    esercita funzione strutturante sul pensiero
                  o    facilita apprendimento attraverso istruzioni verbali
nuova interpretazione – riferimento a concetto della multidimensionalità dell’intelligenza:
   •    costrutti sintattici appresi in strutture specializzate


                                                                      30
   •    supporto dei processi cognitivi interviene nello sviluppo delle funzioni semantica e pragmatica (significante della realtà e
        mezzo di comunicazione con l’ambiente)
la comunicazione non verbale – sempre compresente a comunicazione verbale
   •    comunicazione verbale è modulata da elaborazione consapevole
                  o    organizzazione discorso costruita su concetti previamente formulati a livello della coscienza e
                       dell’intenzionalità
   •    comunicazione non verbale (CNV) – meccanismi fisiologici legati a quelli delle emozioni
                  o    a volte può sottrarsi al controllo della consapevolezza e dell’intenzionalità
Struttura della comunicazione non verbale
   •    mimica facciale
                  o    importante: uomo – stazione eretta          contatto oculare interpersonale + muscolatura facciale articolata
                  o    2 famigli di espressioni in funzione dell’evoluzione
                                   minaccia/dominanza (corrugamento fronte, sguardo diretto, inclinazione sopracciglia verso il
                                   centro, abbassamento angoli bocca)
                                   affiliazione/sottomissione (distensione fronte, sguardo verso basso, sopracciglia verso esterno,
                                   innalzamento angoli bocca)
                  o    linguaggio universale
   •    postura – modalità con cui il corpo occupa lo spazio
                  o    minaccia/dominanza (massima espansione corpo, distensione articolazioni, gambe divaricate, mani sui
                       fianchi)
                  o    affiliazione/sottomissione (massima riduzione possibile corpo, braccia ripiegate, spalle curvate; postura
                       inginocchiata)
   •    gestualità – 4 categorie:
                  o    gesti illustratori – accompagnano comunicazione verbale e ne sottolineano gli elementi salienti
                                   minaccia/dominanza       gesti sottolineano aggressione o superiorità (indice puntato)
                                   affiliazione/sottomissione    gesti sottolineano posizione di inferiorità o non ostilità (braccia dietro
                                   la schiena oppure palmi in avanti)
                  o    gesti regolatori – modulano i turni di conversazione
                  o    emblemi – significato intrinseco ancorato alla cultura
                  o    gesti di manipolazione – specchio dello stato emotivo (si intensificano in caso di disagio o ansia)
   •    distanza interazionale – analizzata da prossemica
                  o    minaccia/dominanza          distanza elevata da interlocutore
                  o    affiliazione/sottomissione       distanza elevata (con manifestazione di inferiorità) oppure avvicinamento e
                       contatto
   •    elementi paralinguistici
                  o    prosodia (tono della voce, intonazione, velocità, silenzi, pause)
                  o    coloritura emotiva e relazionale del messaggio verbale
                  o    minaccia/dominanza          tono alto, intonazione assertiva (oppure tono basso con pause)
                  o    affiliazione/sottomissione       tono basso, intonazione affermativa (oppure rapido e affannoso)
   •    fenotipo esteso – artefatti di cui gli uomini si rivestono e si circondano       rappresentano l’individuo
                  o    mezzi di espressione personalità; scelti personalmente           presentano rappresentazione che ci siamo creati
                       di noi stessi
                                   alcune parti vengono mascherate, altre esaltate
                  o    minaccia/dominanza          abiti appariscenti
                  o    affiliazione/sottomissione       abiti poco appariscenti
Comunicazione non verbale e relazioni sociali
   •    oltre a minaccia/dominanza e affiliazione/sottomissione, esistono modalità di comunicazione fondate su relazioni sociali
        paritarie o su legami affettivi      più simili a affiliazione, ma con differenze
   •    aspetti non verbali in rapporto paritario:
                  o    entrambi interlocutori utilizzano forme di segnalazione analoghe
                                   accoglienza reciproca, tono simile
                  o    contatto fisico favorito
                  o    finalità, motivazioni e connotazioni emotive dell’interazione si manifestano con maggiore spontaneità da
                       entrambe le parti
   •    maggiore è intensità emotiva, più è evidente involontarietà delle manifestazioni della CNV
comunicazione non verbale in ambito sanitario
   •    importante ridurre al minimo le segnalazioni di dominanza            registro paritario
   •    CNV del paziente è importante fonte di informazioni
Lo sviluppo della socializzazione
                                                                        31
   _apprendimento sociale: tendenza a socializzazione non è tendenza innata                 motivazioni legate ai bisogni fondamentali per
   la sopravvivenza
                   o    cupboard-love – amore interessato: neonato ha bisogno di cibo               cibo è rinforzo primario, madre che lo
                        sfama è rinforzo secondario
                                    presenza della madre diventa gratificante di per sé         generalizzazione dello stimolo agli altri
                                    individui
                   o    teoria psicoanalitica freudiana          pulsioni di autoconservazione (tra cui sessualità e tendenza sociale)
                                    primi oggetti sessuali sono persone che si prendono cura del bambino            da grande, seleziona
                                    come oggetti sessuali persone con caratteristiche simili a figure parentali
   _approccio cognitivistico – bambino per natura sensibile a determinati tipi di stimoli (mobili, rumorosi, con aree di contrasto,
   con contorni irregolari)       caratteristiche degli essere umani: attirano l’attenzione del bambino
                   o    socializzazione non è innata, ma comportamento sociale risultato dell’apprendimento attraverso rinforzo
                                    vale sia per bambino che per madre (ognuno è gratificato dall’altro)
   _approccio etologico (Bolwby) – comportamento sociale non deriva da bisogni o istinti                fenomeno esistente di per se
                   o    origina da innato attaccamento tra madre e bambino
                   o    non tutti gli individui che circondano il bambino sono in grado di evocare attaccamento (paura estranei)
                   o          attaccamento selettivo
   _Bower – componenti motivazionali
                   o    presenza di comportamenti gratificanti di per sé            naturale motivazione intrinseca a metterli in atto
                   o    comportamento sociale è gratificante di per sé            uomo nasce come animale sociale
                                    si autoriproduce automaticamente
                                    non richiede cause esterne per manifestarsi
                                                presenza madre è ricercata perché rappresenta opportunità di mettere in atto
                                                comportamento sociale
interazioni sociali precoci
   •    attaccamento del bambino alla madre (              imprinting)
                   o    propensione stabile a cercare contatto e vicinanza
                   o    comportamenti di attaccamento: vicinanza attiva, ricerca di contatto, segnalazioni (sorriso, pianto,
                        chiamata)
                   o    nel processo è implicato apprendimento             impara a distinguere madre da altre persone
                                    attaccamento parallelo con sviluppo capacità cognitive e motorie
                                                concetto di permanenza dell’oggetto       può cercare attivamente madre non visibile
                   o    importante ruolo adattativo (soprattutto nella 2° metà del primo anno             inizio libera esplorazione:
                        necessario punto di riferimento)
                                    tendenza all’esplorazione più marcata se madre è presente
                                    tendenza del bambino ad obbedire            garanzia di sicurezza
                   o    aspetto interattivo: deve coinvolgere entrambe le parti
                                    atteggiamento materno – 4 dimensioni fondamentali:
                                                sensibilità (   responsività)
                                                accettazione
                                                cooperazione
                                                accessibilità
                   o    da tenere in considerazione in ambito sanitario (in caso di ricoveri, esami, ambulatori…)
   •    rapporto con i coetanei
                   o    sincronia interazionale – comportamento interattivo, già dai primi mesi
                                    rispetto turni comunicazione
                                    stimolazione comunicazione dell’altro
                                    prolungamento interazione
                                    discriminazione segnali inizio e fine interazione
                   o    spontanea interazione con coetanei si incrementa mentre il bambino cresce (e diventa più autonomo)
                                    4° anno       declino interazioni con adulti – sviluppo interazione con coetanei
                   o    selettiva tendenza all’interazione con coetanei per Bower            caratterizzata da eguaglianza cognitiva
                                    comunicazione deve essere reciproca
                                                da obbligo a disponibilità (rapporto con adulto     obbedienza)
                                    bambino tenta di instaurare rapporto di reciprocità (invece che di obbedienza e dipendenza) con i
                                    genitori
Lo sviluppo della moralità
   •    assunti: incapacità iniziale del bambino di distinguere tra morale e convenzioni sociali            progressiva evoluzione verso
        concezione di moralità adulta basata sull’adesione a principi etici universali
                                                                         32
_Piaget – 2 stadi in questo processo:
              o    fino a 11 anni      realtà valutata attraverso principio del realismo morale
                               visione rigida di ciò che è giusto e di ciò che non lo è
                               riferimento all’autorità degli adulti
                               metro di misura: effetto di punizione o premio (indipendentemente dalle motivazioni)
              o    dopo gli 11 anni       relativismo morale
                               idea più astratta di giustizia
                               diritti di attenzione e considerazione (morale cooperativa         legame sociale è più importante
                               comportamento morale, di cui reciprocità è manifestazione più elevata)
_Kohlberg – 3 livelli (ognuno diviso in 2 stadi)
              o    livello preconvenzionale
                               egocentrismo e realismo morale           indiscussa autorità adulti; giudizio sul comportamento dipende
                               dalle conseguenze
                               II stadio: prima traccia di reciprocità; comportamento          perseguimento di un fine individuale (è
                               buono se ci si arriva senza ostacolare gli altri)
              o    livello convenzionale
                               dichiarata reciprocità      altri nutrono aspettative nel bambino
                               I stadio: comportamento giusto          soddisfa le richieste degli altri e dell’autorità in funzione della
                               fiducia e del rispetto che individuo ha per gli altri (e non di punizioni/gratificazioni)
                               II stadio: bambino aderisce in pieno alle regole sociali (sistema unitario che bisogna impegnarsi a
                               seguire e rispettare)
              o    livello postconvenzionale (dei principi)
                                 relativismo morale di Piaget
                               I stadio: sistema sociale      insieme di regole non infallibili di per sé, ci si conforma nell’interesse
                               della società (rappresentano contratto sociale)
                               II stadio: individuo prende conoscenza dell’esperienza di principi etici universali, cui aderire
                               autonomamente a prescindere dalle norme vigenti nella società             risultano valide solo le leggi o
                               le regole sociali che poggiano su questi principi; ci si sente autorizzati a non accettare
                               passivamente quelle che li contraddicono
_avanzamenti successivi
              o    obiezioni      non tengono conto di ricerche transculturali         moralità e regole sociali influenzate da fattori
                   culturali
              o    altri studiosi: moralità non processo che parte da egocentrismo iniziale, ma comprensione intuitiva
                   presente nel bambino
                               distinguono capacità riflessive da capacità intuitive       per loro Piaget e Kohlberg hanno analizzato
                               solo quelle riflessive
                                   bambini tra 4 e 6 anni sanno già distinguere tra regole morali e convenzionali




                                                                   33
   Cap. 10 – La motivazione
tentativo di comprendere perché delle azioni umane
   •    comportamenti possono avere origine biologica, culturale, nei valori e nelle norme
perché si fa qualcosa – 2 tipi di risposte
   •    risposta riferita alle cause del comportamento
                   o          comportamenti istintivi, prevale predeterminazione genetica
   •    risposta riferita agli scopi del comportamento
                   o          scopi sono intenzionalmente fissati dalla persona (capacità di auto-consapevolezza)
                   o    non contribuiscono al ripristino dell’omeostasi, ma allo sviluppo di competenze e all’integrazione sociale
                        dell’individuo
bisogni, istinti e pulsioni
   _Darwin: distinzione tra comportamenti istintivi e comportamenti intelligenti
                   o    istinti: forze che orientano il comportamento in funzione di bisogni biologici (        omeostasi)
                                    innati (no apprendimento, geneticamente determinati)
                                    inconsci (non intenzionali, possono manifestarsi in contrasto con la volontà e le decisioni coscienti
                                    dell’individuo)
                                    stabili (non subiscono modificazioni, non variano tra gli individui)
                                    adattativi (frutto della selezione)
   _etologia (Lorenz, Tinbergen) – studio comportamenti abituali (ethos)
   •    distinzione tra comportamenti innati e acquisiti con l’apprendimento
                   o    istinti: ciechi (non finalizzati a raggiungimento obiettivo)        semplice scatenamento comportamento
                   o    comportamenti appresi          rivolti ad obiettivi definiti e si plasmano in funzione dell’ecosistema
                   istinto scatena comportamento, ma per riuscire a portare a compimento l’istinto è necessaria conoscenza
                   dell’ambiente       necessario apprendimento (es.: mancanza di cibo scatena fame, ma atto di alimentarsi
                   dipende dal fatto che animale trovi o meno il cibo           necessarie strategie per trovarlo)
                                    prima attraverso imprinting e istinto di seguitazione
                                    poi attraverso scambi di informazione con i conspecifici
                   o    componenti innate ed apprese coesistono, coniugando aspetto causale istinto con quello finalistico del
                        raggiungimento di un obiettivo
   _Freud – agire umano determinato da moventi innati ed inconsci
                   o    prima teoria: 2 sistemi psichici fondamentali – conscio e inconscio
                                    fonte motivazionale collocata nell’inconscio       eccitazione somatica interna: dà luogo alle pulsioni
                                              spinte all’azione   comportamenti finalizzati a risoluzione eccitazione
                   o    seconda teoria: sistema psichico in 3 istanze
                                    Es (sede inconscia dei bisogni pulsionali innati)
                                    Io (prevalentemente conscio, in relazione con la realtà esterna)
                                    Super-Io (crea gli standard comportamentali di riferimento, a partire da norme interiorizzate
                                    dall’ambiente familiare e sociale)
                               Io come modulatore delle pulsioni incinse attraverso l’interazione con il mondo esterno
                                              es.: meccanismi di difesa       pulsioni inconsce arginate ed incanalate in comportamenti
                                              socialmente accettabili
                               2 grandi categorie di pulsioni:
                                              Eros    funzioni sessuali, meccanismi di vita e conservazione
                                              Thanatos     pulsioni di morte e distruzione)
Il comportamentismo: bisogni e rinforzi
   •    apprendimento per condizionamento             soddisfazione di bisogni primari – attraverso:
                   o    risposte innate a stimoli specifici (Pavlov)
                   o    operazioni più complesse messe in atto in vista di una ricompensa (Skinner)
   •    bisogno di per sé non costituisce causa scatenante dell’azione
                   o    innesca un drive (spinta ad agire aspecifica e non direttamente osservabile)
                                    si concretizza e si definisce attraverso mediazione di stimolo di spinta pulsionale
                                                 messa in atto di comportamento adeguato a raggiungimento obiettivo
                       drive aspecifico + comportamento specifico            creazione abitudini (habits) – rimangono stabili finchè
                   risultano adattative
   •    incentivo più autonomo rispetto a pulsione          motivazione non ha come unico fine la riduzione delle pulsioni, ma anche il
        perseguimento di nuovi obiettivi
                   o    aspettativa        disposizione comportamentale appresa e basata sull’anticipazione mentale del risultato
                        dell’azione
                                    emozioni positive o negative        responsabili dell’orientamento alla meta o dell’allontanamento da
                                    essa
                                                                        34
                            per i comportamentisti è ancora una pulsione acquisita
       limiti approccio comportamentista: non è possibile fornire spiegazioni soddisfacenti dell’agire facendo unicamente
   riferimento ai comportamenti osservabili
                  o    necessaria rilevanza a processi intrapsichici (rappresentazione della realtà)
   •    studi sul SNC: presenza di centri regolatori dei comportamenti istintivi
                  o    ipotalamo         regola funzioni fisiologiche di base attraverso sistema endocrino
                                    identificazione centri e circuiti del piacere
                                              ipotalamo modula sequenze comportamentali innate, ma si aggiunge meccanismo
                                              finalistico   ricerca piacere (associato a compimento delle azioni che conducono al
                                              ripristino dell’omeostasi)    obiettivo indipendente da soddisfazione bisogni primari
                                                   •    meccanismo adattativo: duplice motivazione
                  o    amigdala
Incentivi, aspettative e valori
   •    interazione individuo-ambiente           motivazione da contestualizzare nella dimensione sociale e culturale
                  o    concetti di aspettativa ed incentivo
   •       spazio alla soggettività: enfatizzato ruolo delle funzioni di elaborazione cosciente delle informazioni
                  o    non fonti di motivazione, ma di valutazione
                                    funzioni cognitive orientano il comportamento, ma non lo motivano (meccanismi di motivazione
                                    sono autonomi)
   _Lewin – campo: spazio costituito dall’individuo, dal suo ambiente circostante e dalle loro relazioni ed influenze reciproche
                  o    individuo        propositi da mettere in atto (scaturiscono dal suo interno o da stimoli ambientali)
                            componenti di questo processo:
                                    tensione interna verso realizzazione proposito (agente motivante         drive o pulsioni)
                                    valenza che si attribuisce a proposito
                                              fattore interno: valutazione soggettiva della rilevanza e dell’entità del bisogno
                                              fattore esterno: probabilità che l’ambiente offre di realizzare proposito
                      forza che sostiene comportamento varia in funzione della desiderabilità soggettiva del proposito e delle
                  circostanze esterne, che possono facilitare o ostacolare la realizzazione
   _McClelland: modello dell’arousal affettivo          ruolo delle emozioni nel processo motivazionale
                  o    motivi dell’agire rappresentano caratteristiche tendenzialmente stabili per ogni individuo
                                    si costruiscono nel corso della vita, nelle prime relazioni famigliari e attraverso apprendimento ed
                                    esperienza
                                    si fondano sulla valutazione dello stato affettivo:
                                              associazione di una situazione esterna con una variazione affettiva in senso positivo
                                              porterà, nel tempo, una spinta motivazionale nei confronti di quella situazione
                                              esperienza con negativizzazione dello stato affettivo     evitamento della situazione
   _Atkinson – valenza di un obiettivo: insieme di un motivo o bisogno e di un incentivo, cioè dell’aspettativa affettiva associata
   ad un obiettivo
                  o    incentivo di successo: tanto maggiore quanto minore è la probabilità di perseguire obiettivo (compito più
                       difficile      maggiore gratificazione)
                                    risorse per cercare successo
                  o    incentivo da insuccesso: tanto maggiore quanto più elevata è la probabilità di perseguire obiettivo
                       (compito più facile        maggiore frustrazione)
                                    risorse per evitare insuccesso
Elaborazione cognitiva e pianificazione del comportamento – approccio cognitivista
   •    una delle necessità fondamentali dell’essere umano è il porre ordine negli eventi           ordine di causalità
                  o    Heider: classificazione delle cause che uomo attribuisce ad eventi o comportamenti (collocazione
                       interna/esterna all’individuo; stabilità/variabilità nel tempo)
                  o    Weimer introduce anche aspettative e incentivi (attribuzione di causa agli esiti del comportamento             locus
                       of causality)
                                             Personale         Situazionale
                        stabile              capacità          difficoltà
                        variabile            motivazione       caso
                                    esito di comportamento può essere causato dall’individuo (interno) in virtù di caratteristiche
                                    stabili della persona (capacità) o variabili (spinta motivazionale, impegno)
                                    oppure può essere dovuto a cause esterne: variabili (caso) o stabili (difficoltà insite nel compito)
                                   attribuzione causale importante nell’influenzare incentivi ed aspettative: fallimento     individuabili
                            cause interne od esterne         cambia futura attrattività dell’obiettivo e aspettative dell’individuo


                                                                       35
                                          generalmente successi attribuiti a cause interne ed insuccessi attribuiti a cause esterne
                                             preservare autostima e senso di valore personale, ma può condurre a errori di
                                          valutazione
   •    carattere intenzionale delle motivazioni     capacità di pianificazione consapevole del comportamento
                  _Wundt:
                                atti volitivi semplici (impulsi, singolo motivo)
                                atti volitivi arbitrari (più spinte ad agire, comportamento per risoluzione conflitto tra spinte)
                                atti volitivi di scelta (diverse possibilità di scelta   decisione guidata da intenzionalità)
                            autonomia della volontà
                  _Miller, Galanter e Pribram      individuo in grado di porsi obiettivi, concepire piani e rappresentare in anticipo
                  sequenza e risultati – processo dinamico, 3 fasi:
                                I fase: incentivi ed aspettative
                                II fase: pianificazione intenzionale – definizione obiettivi
                                III fase: attuazione del piano – monitoraggio azione
                  _Snyder, Duval e Wicklund: ruolo della pianificazione nella motivazione            uomo ha consapevolezza oggettiva
                  di sé: armonizza propri piani di azione con opportunità ambientali e tendenze motivazionali personali
                  _Kuhl: motivazione selettiva (identificazione scopo a cui tendere) e motivazione realizzativa (influisce sul
                  perseguimento      meccanismi di monitoraggio e controllo)
                  _Gollwitzer, Wicklund e Hilton: definizione obiettivi       importante identità personale (uomo tende a perseguirla
                  nei vari ambiti): obiettivi funzionali a raggiungimento identità
                  _Bandura – auto-efficacia      percezione di avere capacità adeguate per far fronte a richieste ambientali
                                caratteristica sviluppata nel corso della vita
                                influenza la motivazione attraverso la definizione degli obiettivi, delle aspettative e degli incentivi
                  _Prochaska – modello di perseguimento intenzionale degli obiettivi – 5 stadi
                                precontemplazione (non si ha consapevolezza)
                                contemplazione (si prende consapevolezza degli obiettivi)
                                intenzione (formulazione piano d’azione)
                                azione (messa in atto del piano)
                                mantenimento (nella nuova condizione acquisita) – non necessariamente stabile
                  _Gollwitzer e Oettingen – 2 processi nel comportamento relativo alla salute
                                valutazione della minaccia (permette pianificazione strategie)
                                perseguimento dell’obiettivo
la piramide dei bisogni e l’approccio umanistico - Maslow
                                                                            sforzo di ricomprendere tutti i bisogni e le tendenze
                                                                            umane in una visione globale della persona come unità
                                                                                •    bisogni di mancanza: soddisfazione colma uno
                                                                                     squilibrio – carenze specifiche
                                                                                •    bisogni di crescita: promuovono sviluppo
                                                                                     individuale e raggiungimento di livelli di
                                                                                     complessità maggiore
                                                                            modello gerarchico: per soddisfare bisogni del livello
                                                                            superiore, bisogna aver soddisfatto quelli del livello
                                                                            inferiore
                                                                                •    bisogni fisiologici: fame, sete, sonno
                                                                                •    b. sicurezza:    contatto con madre
                                                                                •    b. affiliazione: sentirsi parte di gruppo sociale
                                                                                •    b. stima: esigenza di manifestare propria
                                                                                     individualità


   •    bisogno di autorealizzazione: si pongono obiettivi personali da perseguire
sopra la piramide: bisogno di trascendenza – superamento propri confini individuali
critiche al modello: non condivisa gerarchia dei bisogni; non necessariamente universale (differenze culturali)
motivazione intrinseca e teoria dell’auto-determinazione
   •    esplorazione ambiente: comportamento non finalizzato
                  o   non soddisfa bisogni e non persegue rinforzi
                  o   drive o pulsione di esplorazione, di origine genetica – ma mancano caratteristiche dei drive innati:
                                non legato a carenza o bisogni
                                non include atti consumatori che pongono fine a stato di carenza
                                gratificazione derivante non implica riduzione del bisogno
                                                                    36
_cognitivisti: comportamento esplorativo innescato da percezione di incongruenza tra ciò di cui individuo ha già esperienza e
nuove info offerte dall’ambiente
               o   incongruenza ottimale: divario tra conoscenze acquisite e nuovi stimoli
                             arousal ottimale: stato di attivazione fisiologica ideale per indurre ad azione esplorativa
_approcci successivi – ricerca identificazione moventi non riconducibili alla biologia – 2 fattori psicologici:
               o   competenza (incremento proprie informazioni)
               o   auto-determinazione (prevale attribuzione interna della causa del comportamento – individuo come locus
                   of causality)
               _Deci: motivazione intrinseca      origine interna all’individuo
                             importanza della percezione di sfide o opportunità d’azione ambientali (challenges) abbastanza
                             elevate da stimolare comportamento
                        teoria dell’auto-determinazione (SDT) – alla base della motivazione intrinseca, 3 bisogni psicologici
                        innati:
                                       bisogno di competenza
                                       bisogno di autonomia
                                       bisogno di connessione (relatedness)
                                   ambiente deve essere sicuro e favorevole – analisi fattori ambientali che influenzano motiv.
                             ulteriore modello di analisi delle motivazioni all’interno della SDT
                                   uomo agisce lungo continuum motivazionale compreso tra due polarità:
                                           •    situazioni completamente regolate dall’esterno (attività obbligate o imposte)
                                           •    situazioni in cui il comportamento è totalmente auto-determinato (motivazione
                                                intrinseca)
                                                        •     regolazione esterna pura: comportamento totalmente determinato
                                                              da cause esterne, ma individuo agisce intenzionalmente
                                                        •     regolazione introiettata: individuo non costretto a compiere
                                                              un’azione, ma ha interiorizzato norme e spettative esterne, pur non
                                                              condividendole
                                                        •     regolazione identificata: attività non motivata da bisogno di
                                                              competenza o autonomia, ma percepita come tramite per
                                                              perseguimento di obiettivi auto-determinati
                                                        •     regolazione integrata: attività consona ai propri obiettivi (non auto-
                                                              determinata, ma si armonizza con aspettative e valori individuo)
                                                        •     regolazione intrinseca: comportamento auto-determinato; attività
    come fine in sé, non strumento per raggiungere altri obiettivi




                                                                37
  Cap. 11 – Le emozioni
componente emotiva in ogni attività
   •    controllata da funzioni cognitive superiori
   •    alla base delle emozioni: forte intensa forza motivante         interdipendenza tra processi motivazionali e processi affettivi
   •    significato originariamente adattativo delle emozioni: risposte rapide e immediate a situazioni improvvise
struttura delle emozioni
   2 elementi fondamentali e caratteristici:
                    o    reazione fisiologica
                    o    insieme di eventi psichici
                    _James      primato della risposta fisiologica (si prova emozione perché è in atto processo fisiologico)
                    _Cannon      trasmissione info a organi periferici è lenta e aspecifica, mentre elaborazione centrale e corticale
                    degli stimoli e rapida e precisa      avviene processo fisiologico perchè si prova emozione
                    in realtà struttura modulare e multicomponenziale delle emozioni
   •    componenti fisiologiche – sostanzialmente 2:
                    o    attivazione del sistema nervoso autonomo
                                  predispone organismo ad azione
                    o    componente espressiva
                                  modificazioni muscolari nella mimica facciale, nella postura e modificazioni negli elementi
                                  paralinguistici
                    emozioni: fenomeni di esaltazione o depressione di numerose funzioni fisiologiche
                                  attività SNA e sistema endocrino (antagonismo sistema simpatico/parasimpatico)
                                            eccitazione simpatico      esaltazione funzioni periferiche (azione)
                                                   •   rabbia, paura, felicità
                                            eccitazione parasimpatico        depressione (distensione e rallentamento attività)
                                                   •   tristezza, vergogna
                                  attività SNC (muscolatura volontaria, innesco azioni e sequenze comportamentali intenzionali)
                    reazioni fisiologiche più evidenti in alcuni apparati (relativamente poco differenziate per i vari stati emozionali):
                                  sistema cardio-circolatorio
                                            battito cardiaco aumenta maggiormente nelle emozioni negative
                                  apparato-respiratorio
                                  funzioni secretorie
                                  apparato digerente
                                  sistema muscolare
                    componente espressiva
                                  grande differenziazione e articolazione della muscolatura del volto       capacità di auto-
                                  osservazione molto sviluppata; facile decodificazione espressioni altrui
                                  soprattutto: arcata sopraccigliare, fronte, rima labiale
                                  maggior parte delle espressioni: linguaggio universale
   •    componenti psicologiche – eventi durante emozione:
                    o    percezione soggettiva delle modificazioni fisiologiche (attivazione SNA e espressione corporea)
                    o    valutazione cognitiva del tipo di emozione che si vive
                    o    valutazione cognitiva dello stimolo o della situazione che ha provocato emozione
                    o    predisposizione ad agire
                        struttura multidimensionali delle emozioni (modificazioni dell’organismo, aspetti motivazionali, processi
                    decisionali, componenti metacognitive)
strutture neurali
   •    principale centro di coordinamento delle emozioni a livello dell’amigdala (struttura sottocorticale del sistema limbico)
                    o    doppio interscambio tra amigdala e:
                                  aree corticali associative e sensoriali
                                  nuclei talamici
                                 2 tipi di elaborazione dell’informazione emozionale
                                            via bassa (talamica) trasmette a amigdala info povere ma sufficienti a innescare risposte
                                            neurovegetative innate e non controllate dalla coscienza
                                            via alta (corticale) conduce info a aree sensoriali    pianificazione e organizzazione di
                                            risposta emotiva volontaria
                              amigdala – crocevia delle componenti cognitive e autonomiche delle emozioni
                                            invia info efferenti a SNA, SNneuro-endocrino, sistema piramidale ed extra-piramidale
                    o    emisfero destro        prevalenza nel riconoscimento e elaborazione di stimoli emozionali (ma emisferi sono
                         uguali per la produzione di risposte)
                    o    produzione di risposte emozionali
                                                                      38
                                 em. destro        emozioni a tonalità negativa
                                 em. sinistro      emozioni a tonalità positiva
teorie e classificazioni delle emozioni – 3 approcci principali
   _teorie di ispirazione evoluzionistica
                  o    sottolineano valore adattativo delle emozioni        aspetto più importante
                                 privilegiata indagine delle caratteristiche emozionali universali
                  o    ogni emozione ha preciso significato adattativo        risposte innate (geneticamente determinate)
                  tipi di emozioni:
                                 Emozione I: coinvolge SNA e endocrino            ripristino omeostasi, senza necessità di espressioni
                                 manifeste particolari
                                 Emozione II: mediata da espressione corporea mimica e gestuale – nelle specie sociali
                                 Emozione III: implica consapevolezza dei propri stati interni – nelle specie con capacità cognitive
                                 superiori; consapevolezza        permette di mettere in atto volontariamente comportamenti specifici
                                 adeguati alla situazione
                  emozioni primarie – universali, comuni a tutte le culture – 6:
                                 felicità
                                 tristezza
                                 ira
                                 disgusto
                                 sorpresa
                                 paura
                  seconda classificazione basata su analisi linguistica delle emozioni (termini utilizzati) – 8 emozioni fondamentali
                  raggruppate in 4 coppie di opposti:
                                 rabbia-paura
                                 gioia-tristezza
                                 accettazione-disgusto
                                 sorpresa-anticipazione
   _teorie cognitivistiche componenziali
                  o    non esistono emozioni innate in quanto tali: esistono eventi elementari (fisiologici e mentali) che si
                       possono combinare variamente a costituire le emozioni
                                 insorgenza e manifestazione emozioni         fenomeni soggettivi
                                             assume grande rilevanza l’apprendimento e capacità cognitive e motivazionali
                                             dell’individuo
                                             di fronte a medesimo stimolo, persone provano emozioni differenti
   _teorie dimensionali (Scherer)
                  o    negano esistenza di emozioni primarie innate
                  o    enfatizzano ruolo della valutazione cognitiva
                  o    unità di base dei processi emozionali: categorie di risposta molto generali
                                 adoperate in base a proprie valutazioni
                  o    operazioni di controllo che vengono effettuate sullo stimolo emotigeno – 5 tipi: (SEC 1-5)
                                 grado di novità dello stimolo
                                 grado di piacevolezza dello stimolo
                                 rilevanza dello stimolo per il perseguimento degli obiettivi che individuo si propone
                                 entità delle risorse di cui individuo dispone per controllo della situazione
                                 grado di compatibilità dello stimolo con le norme sociali e con il concetto di sé dell’individuo
                               emozione è risultante di questo sistema di controlli
                                             non tutti i controlli sono sempre necessari
   _teorie costruttivistiche (studi transculturali)
                  o    enfatizzano ruolo della cultura nello sviluppo delle emozioni
                                 emozioni e loro manifestazione appresi da contesto culturale
                                             alcune emozioni tipiche di una cultura, altre non riconosciute da un’altra
i sentimenti
   •    emozioni: fenomeni a comparsa brusca, ad andamento accessuale, a risoluzione più o meno rapida (emozioni shock)
                  o    carattere improvviso e intenso
   •    sentimenti: fenomeno stabili, duraturi, generalmente meno intensi
   _comportamentismo: risposta immediata (emozione), risposta secondaria e effetti persistenti dell’emozione (sentimenti)
sentimenti contraddistinguono persona dal punto di vista affettivo
   •    vero fondamento personalità
   •    abitudini emotive che possono instaurarsi col ripetersi delle emozioni
                                                                     39
   •    alla base dei sentimenti – forza motivazionale (meno intensa e senza carattere di improvvisazione e emergenza che
        caratterizza emozione)         sentimenti più controllabili
evoluzione delle emozioni e dei sentimenti
   •    all’inizio, simili per tutti gli individui
   •    in seguito a maturazione e interazione con ambiente             stile personale nell’espressione delle emozioni
                   o     inoltre differenziamento delle emozioni dopo prime settimane di vita (inizialmente unica eccitazione
                         diffusa)
                   o     si impara anche a contenere e controllare emozioni (         educazione, cultura…)
   •    manifestazione emozioni sono mezzo di comunicazione del bambino (può esprimere esigenze e bisogni)
   •    capacità di provare sensazioni di piacere o disagio           da seconda metà periodo di gestazione (feto)
   •    emozioni e sentimenti hanno base innata, ma vengono poi associati a specifici stimoli            apprendimento per
        condizionamento
tappe dello sviluppo delle emozioni
   maturazione SNC e funzioni percettive
   •    prime settimane – immaturità delle funzioni percettivo-motorie
                   o     pianto di fame e di dolore       attenzione adulti
   •    sviluppo capacità percettive e motorie         esplorazione
                   o     paura
                   o     comportamento intenzionale         felicità e rabbia (frustrazione)
   •    primi 2 mesi: gioia, disagio, interesse/eccitazione, malessere di varia origine
   •    dal 3° mese si distinguono maggiormente espressioni di paura, dolore, sofferenza, piacere e gioia
   •    poi compare espressione trionfo in seguito a raggiungimento scopo
   •    7° mese: paura degli estranei
   •    con apprendimento linguaggio e regole di comportamento appaiono disgusto, biasimo,vergogna, timidezza e colpa
   Izard: ogni emozione dotata sin dall’inizio di specificità (ma altri studiosi sostengono tesi della differenziazione)
comportamento infantile          sorriso e reazione di paura di fronte ad estranei
   •    sorriso – già dai primi mesi di vita
                   o     segnale di comunicazione sociale
                   o     indice di vissuto interiore positivo
                   sorriso completo        3° settimana – stimolato da voce materna
                                    5° settimana – stimolo predominante sono gli occhi         bambino stabilisce primi legami sociali
                   o     bambini sorridono quando apprendono informazioni nuove dall’esterno (in particolare quando scoprono
                         relazione tra loro comportamento e modificazione nell’ambiente)
                   o     gioco      apprendimento – sorriso da esperienza positiva
                   o     sorriso provocato da esperienze sensoriali piacevoli
   •    paura degli estranei – da 8° mese a secondo anno
                   o     ricerca protezione materna di fronte a sconosciuti
                                    inizia capacità di memorizzare       riconoscimento elementi familiari
                                    in caso di stimoli nuovi troppo differenti dai precedenti (si è sviluppata capacità di discriminare tra
                                    stimoli diversi)
                                    intrusività dell’estraneo nel rapporto con la madre
lo stress e le patologie psicosomatiche
   •    influenze somato-psichiche
   •    influenze psico-somatiche
stress – prolungata condizione di allerta
   •    eccessiva e persistente mobilitazione delle risorse psicofisiche che l’individuo mette in atto per far fronte alle richieste
        dell’ambiente      eccesso di sollecitazioni ambientali per lungo periodo
                   o     situazione di continua incertezza o allarme – scarse possibilità recupero risorse psicofisiche
                   o     alterazione dell’equilibrio dell’organismo
burn-out – esaurimento emozionale + depersonalizzazione + percezione di scarsi risultati o di competenze inadeguate
   •    condizione patologica da alti livelli di stress
   •    soprattutto in ambito lavorativo (lavoro eccessivo, mancanza gratificazioni, basse motivazioni, situazioni sociali
        problematiche, fattori personali)




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posted:5/20/2011
language:Italian
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