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ARTE_METROPOLITANA.doc - ARTE METROPOLITANA

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					ARTE METROPOLITANA



La Street Art è il nome dato dai media di
diffusione di massa atto a comprendere quelle
forme di arti che si manifestino in luoghi
pubblici (dall'inglese 'Arte di strada'), spesso
illegalmente, nelle tecniche più disparate:
spray, sticker art, stencil, proiezioni video,
sculture ecc. La sostanziale differenza tra la
Street Art e i Graffiti si riscontra nella
tecnica non per forza vincolati all'uso di
vernice spray e al soggetto non obbligatoriamente
legato allo studio della lettera, mentre il punto
di incontro che spesso fa omologare le due
discipline rimane il luogo e alle volte alcune
modalità di esecuzione, oltre all'origine mass-
mediatica della terminologia (originariamente
semplicemente Writing).

Ogni artista che pratica Street Art ha le proprie
motivazioni personali, che possono essere molto
varie. Alcuni la praticano come forma di
sovversione, di critica o come tentativo di
abolire la proprietà privata, rivendicando le
strade e le piazze; altri più semplicemente
vedono le città come un posto in cui poter
esporre le proprie creazioni e in cui esprimere
la propria arte. La Street Art offre infatti la
possibilità di avere un pubblico vastissimo,
spesso molto maggiore di quello di una
tradizionale galleria d'arte.

Nonostante una maggiore eterogeneità e differenze
sostanziali di tecniche in gioco, la Street-Art
ha maturato nel corso degli ultimi anni una
connotazione Culturale propria. Le tecniche
utilizzate, oltre allo spray, comprendono poster,
sticker, stencil, installazioni, performance.

A tre decenni dalla sua comparsa il fenomeno
socio-culturale del graffitismo urbano ha ormai
guadagnato, tramite le sue influenze sulle arti
visive, una rilevanza unica sul panorama della
creatività contemporanea. I Graffiti influenzano
la grafica pubblicitaria, le campagne di
marketing, il gusto di migliaia di persone.



ARTE METROPOLITANA IN ITALIA
Associazione Italian Street Art (ISA)


ISA, „Associazione Italian Street Art‟, nasce nel
2007 grazie alla collaborazione di alcune delle
più significative realtà associative, artistiche
e professionali italiane che applicano le
tendenze visive legate ai fenomeni
artistico\culturali del graffitismo, del
muralismo e della street-art al design urbano,
all‟arte contemporanea ed ai progetti socio-
culturali.
ISA è un progetto indipendente, senza scopo di
lucro, di aggregazione sociale e politica super-
partes, al servizio di artisti e progetti nel
pieno rispetto delle culture che li sostengono.

Presidente Onorario: Prof. Vittorio Sgarbi


Storia

A partire dal primo progetto associativo italiano
sul tema graffiti e street art, nato con
l‟Associazione “BrixiaFame” a Brescia nel 1999,
molti altri progetti associativi si sono
sviluppati su tutto il territorio nazionale. In
tutte le maggiori Città italiane sono presenti
associazioni che da anni collaborano attivamente
con istituzioni pubbliche ed altri enti di
promozione sociale e culturale.
Queste associazioni sono contraddistinte da una
rilevanza sociale non indifferente su scala
nazionale, esse infatti sono in grado di
comunicare efficacemente con ampi settori della
popolazione giovanile grazie anche alla tipologia
delle attività promosse, per loro natura di
estremo interesse per giovani, ma anche per
persone creative ed attive.

Sono passati anni dai primi ostacoli burocratici
ed istituzionali che queste forme organizzative
hanno dovuto superare man mano che la società
italiana si accorgeva dell‟immenso capitale
culturale che poteva essere capitalizzato dai
movimenti dei graffiti e della street art. Oggi
in ogni grande città sono stati promossi progetti
di lungo periodo patrocinati da prestigiosi enti
pubblici e privati; è il caso del Comune di Roma,
del Comune di Torino, della Regione Campania e
tanti altri ancora.

Data la maturità di questi progetti
associazionistici in ambito sociale e culturale
si è imposta la necessità di creare una forma di
coordinamento. Così è nata Italian Street Art e
si è partiti con un lungo dialogo, tuttora in
corso, con le più significative realtà artistiche
associative della penisola.

L‟Italian Street Art è ad oggi una realtà unica a
livello internazionale anche se si sta delineando
un ambizioso progetto che mira a generare
strutture simili in paesi in cui esistono realtà
associative che già collaborano occasionalmente
con I.S.A., è il caso di Germania, Olanda,
Inghilterra, Francia, Svizzera e Spagna.


Altre Associazioni Italiane

ARTEFICE (Brindisi)
ARTECA (Torino)
ARTETECA (Campania)
ARTKITCHEN (Milano)
IL CERCHIO E LE GOCCE (Torino)
TRIBU‟ DELL‟INDICE (Lombardia)
URBAN CODE (Venezia)
ZEROUNO3NOVE (Roma)
XPRESSION (Bergamo)




Per chiarire il significato di Street Art
ospitiamo di seguito un intervento-intervista a
Roberto Malpensa, dal 1992 attivo nel campo della
street art e del writing, collaboratore della
rivista "Artlab", ed ideatore di varie
pubblicazioni, tra cui "Pressure" e "Taking
Over", nonché autore del reportage fotografico
"Agitare prima dell’uso".


Quando e come nasce la street-art?

"La street art, o meglio quel mix di adesivi,
stencil, volantini e interventi grafico-pittorici che
viene così definito negli ultimi anni, nasce e si
evolve da una costola del writing, dal quale prende
l‟idea di ripetizione ossessiva e il modo di
rapportarsi agli spazi urbani, ai mezzi di trasporto
e ad alcuni materiali. Sappiamo che nella prima metà
degli anni ‟90 alcuni noti writers francesi lasciano
il writing più tradizionale, per elaborare dei veri e
propri logotipi costituiti da lettere ed elementi
figurativi. Di lì a poco, in numerose città francesi,
il collettivo Space Invaders realizza una vera e
propria invasione di alieni, derivando l‟iconografia
da un videogioco e riproponendola su piastrelle e
composizioni a mosaico. Stabilire con certezza quando
nasca il fenomeno è però impossibile, in quanto si
possono trovare alcuni precedenti sia in Europa che
negli Stati Uniti".

Esistono opere "monumentali"?

"A livello di writing c‟è il pezzo lungo cinquanta
metri e alto quasi dieci eseguito illegalmente dalla
Crew C4 sulla parete di una fabbrica di Marsiglia,
visibile dalla linea ferroviaria, e la ripetizione
della sua tag in quasi tutte le città e ferrovie
d‟Italia da parte di un writer romano di nome Hekto.
Per la street art vanno sicuramente ricordate le
campagne Obey Giant (www.obeygiant.com) e Space
Invaders (www.space-invaders.com), che hanno avuto
una diffusione globale oltre ogni aspettativa,
arrivando a generare anche un notevole merchandising,
o l‟opera di persone come Banksy (www. banksy.co.uk),
che è riuscito a far parlare di sé e delle tematiche
che propone ogni tipo di testata giornalistica del
Regno Unito".

Roberto Malpensa, writer e street artist.




Qual è la filosofia del writer?

"Non esiste una filosofia comune: c‟è chi preferisce
la quantità alla qualità, chi preferisce la
dimensione legale e rilassata alla visibilità di
luoghi senza permesso o chi intende il writing solo
nella sua applicazione sul treno. Nella maggior parte
dei casi però non c‟è solo la voglia di marcare il
territorio: c‟è la volontà di elaborare qualcosa di
proprio e riconoscibile, di farlo meglio degli altri
e di fare in modo che sia il più visibile possibile".

Esiste un‟etica della street art?

"Anche in questo caso non esiste un‟etica condivisa.
Nel writing coprire opere altrui è universalmente
segno di poco rispetto, ma per quanto riguarda
monumenti ed edifici storici, le opinioni sono
purtroppo molto diverse: c‟è chi li considera off-
limits e chi non fa differenze, deturpando tutte le
superfici che incontra. Nella street art si cerca di
raggiungere il più possibile gli spazi più visibili
senza fare troppa differenza tra un muro antico o
meno, forse ritenendo che interventi come stickers o
volantini incollati possano comunque essere rimossi
senza lasciare gli stessi segni lasciati da una tag;
c‟è anche chi all‟interno della street art vede i
monumenti addirittura come bersaglio preferito per
realizzare una impresa di impatto maggiore rispetto a
qualsiasi altro elemento urbano".


Graffiti, writing, adesivi, a parte le tecniche,
hanno una loro specificità?

"Nel writing, come dice il nome stesso, l‟importante
è scrivere, interpretare ed evolvere lettere, come
riportato in un‟intervista ad un writer
milanese:‟Puoi essere bravo a disegnare, a creare
personaggi, ma se non fai le lettere sei un bravo
decoratore, non sei un writer‟.

Nella street art si cerca di elaborare una o più
immagini legate a volte ad un messaggio, a volte
semplicemente riconducibili alla stessa mano, e di
farle conoscere grazie alla ripetizione ossessiva
talvolta con leggere varianti. Purtroppo però la
notorietà viene ottenuta spesso più grazie ad
un‟attività di autopromozione via web, che
effettivamente „sul campo‟, cosa quantomeno
incoerente per chi opera in ambiti legati in maniera
indissolubile alla dimensione urbana".


Dov‟è più facile incontrare interventi di writing e
street art?

"Sia gli interventi di writing sia quelli di street
art sono ormai facili da incontrare in ogni città,
con una concentrazione particolare in quei luoghi e
su quegli elementi dell‟arredo urbano che consentono
una visibilità maggiore: dai muri delle linee
ferroviarie a quelli visibili da autostrade e
tangenziali, dai pali dei semafori ai cartelli
stradali".

La street art è un linguaggio globale o esistono
delle specificità locali?
"Essendosi diffusa così tanto e così in fretta, la
street art ha sicuramente assunto un carattere di
linguaggio più globale che locale, portando persone
di luoghi diversi e lontani a produrre adesivi o
stencil molto simili per soggetto o trattamento
dell‟immagine; va detto però che chi porta avanti un
proprio percorso in maniera ragionata e coerente,
tende a far confluire nella propria produzione
elementi della realtà che lo circonda e delle
esperienze che vive: chiari sono per esempio i
riferimenti a San Francisco e San Diego e l‟influenza
dell‟arte e messicana in autori come Barry „Twister‟
McGee e Dave Kinsey".

Quanto influisce il business sulla street-art?

"L‟idea di poter produrre una serie di gadget,
adesivi, magliette o cappellini e venderli una volta
imposto un simbolo, ha portato molti autori a
fossilizzarsi su poche immagini senza continuare ad
evolversi.

Ci sono però alcuni casi in cui il merchandising è
diventato una parte coerente di alcune campagne di
street art: il collettivo Space Invaders, dopo i
primi interventi in alcune città francesi, ha
prodotto e venduto le cartine geografiche che
mostravano i punti delle città raggiunti dagli
alieni, riuscendo così a finanziare parte degli
interventi successivi. Una volta „invase‟ abbastanza
città e fatto conoscere globalmente il progetto, ha
fornito attraverso il proprio sito web le istruzioni
e i kit di tessere da mosaico utili a persone di
tutto il mondo per riprodurre nella propria città gli
ormai famosi alieni e continuare così l‟invasione".




Le opere di street art hanno un carattere per lo più
effimero. C‟è qualcuno che si sta prendendo la briga
di catalogarle o comunque documentarle nella loro
molteplicità?

"Sia sul writing che sulla street art sono già stati
pubblicati svariati libri, a cui si vanno ad
aggiungere le riviste di settore e il numero sempre
crescente di siti web dedicati a questi argomenti. La
parte testuale è a volte carente o scritta da chi
dell‟argomento conosce ben poco, ma almeno a livello
di raccolta di immagini, queste pubblicazioni offrono
una buona documentazione del fenomeno".

				
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