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Otello

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					                              Giuseppe Verdi


                                 OTELLO
                              Dramma lirico in quattro atti

                              Libretto di Arrigo Boito
                     Dalla tragedia omonima di William Shakespeare




                                  PERSONAGGI
     Otello moro, generale dell’armate veneta                        tenore
     Jago alfiere                                                     baritono
     Cassio capo di squadra                                          tenore
     Roderigo gentiluomo veneziano                                   tenore
     Lodovico ambasciatore della Repubblica Veneta                   basso
     Montano predecessore di Otello nel governo di Cipro             basso
     Un araldo                                                       basso
     Desdemona moglie di Otello                                      soprano
     Emilia moglie di Jago                                           mezzosoprano


     Soldati e marinai della Repubblica Veneta, Gentildonne e gentiluomini vene-
     ziani, Popolani cipriotti d’ambo i sessi, Uomini d’arme greci, dalmati, albanesi,
     Fanciulli dell’isola, Un taverniere, Quattro servi di taverna, Bassa ciurma.

     Scena: Una città di mare nell’isola di Cipro
     Epoca: La fine del XV° secolo




Prima esecuzione:
Milano, Teatro alla Scala, 5 febbraio 1887
                                                                                   Verdi: Otello - atto primo

                                            ATTO PRIMO
L’esterno del Castello. Una taverna con pergolato. Gli spaldi nel fondo e il mare. È sera. Lampi, tuoni,
uragano.

Scena I°                                              verso lo spaldo)
Jago, Roderigo, Cassio, Montano, più tardi Otello.    Dio, fulgor della bufera!
Cipriotti e Soldati veneti.                           Dio, sorriso della duna!
                                                      Salva l’arca e la bandiera
CIPRIOTTI                                             Della veneta fortuna!
Una vela! – Una vela! – Un vessillo! –                Tu, che reggi gli astri e il Fato!
Un vessillo!                                          Tu, che imperi al mondo e al ciel!
                                                      Fa che in fondo al mar placato
MONTANO                                               Posi l’àncora fedel.
È l’alato Leon!
                                                      JAGO
CASSIO                                                È infranto l’artimon!
Or la folgor lo svela.
                                                      RODERIGO
CIPRIOTTI                                             Il rostro piomba
Uno squillo!                                          Su quello scoglio!
Uno squillo! – Ha tuonato il cannon!
                                                      CIPRIOTTI
CASSIO                                                Aita! Aita!
È la nave del Duce!
                                                      JAGO
MONTANO                                               (a parte, a Roderigo)
Or s’affonda,                                         (L’alvo
Or s’inciela…                                         Frenetico del mar sia la sua tomba!)

CASSIO                                                CIPRIOTTI
Erge il rostro dall’onda.                             È salvo! è salvo!

CIPRIOTTI                                             VOCI INTERNE
Nelle nubi si cela e nel mar,                         Gittate i palischermi!
E alla luce dei lampi ne appar.                       Fermi al timon! Fermi!
Lampi! tuoni! gorghi! turbi tempestosi e fulmini!
Treman l’onde! treman l’aure! treman basi e cul-      CIPRIOTTI
mini.
                                                      Forza ai remi! Alla riva!…
(entrano dal fondo molte donne del popolo)
                                                      (scendono la scala dello spaldo)
Fende l’etra un torvo e cieco spirto di vertigine.
Iddio scuote il cielo bïeco, come un tetro vel.       VOCI INTERNE
Tutto è fumo! tutto è fuoco! l’orrida caligine        Ancorate il vascello!
Si fa incendio, poi si spegne più funesta. Spa-
sima                                                  CIPRIOTTI
L’universo, accorre a valchi l’aquilon fantasima,     Evviva! Evviva! Evviva!
I titanici oricalchi squillano nel ciel.

(con gesti di spavento e di supplicazione e rivolti

                                                                                                           1
Verdi: Otello - atto primo

OTELLO                                                  JAGO
(dalla scala della spiaggia salendo sullo spaldo con    Su via, fa’ senno, aspetta
seguito di marinai e soldati)                           L’opra del tempo; a Desdemona bella,
                                                        Che nel segreto de’ tuoi sogni adori,
Esultate! L’orgoglio musulmano
                                                        Presto in uggia verranno i foschi baci
Sepolto è in mar; nostra e del ciel è gloria!
                                                        Di quel selvaggio dalle gonfie labbra.
Dopo l’armi lo vinse l’uragano.
                                                        Buon Roderigo, amico tuo sincero
                                                        Mi ti professo, né in più forte ambascia
CIPRIOTTI                                               Soccorrerti potrei. Se un fragil voto
Evviva Otello! Evviva! Vittoria! Vittoria!!             Di femmina non è tropp’arduo nodo
                                                        Pel genio mio né per l’inferno, giuro
(Otello entra nella rôcca, seguito da Cassio, Mon-      Che quella donna sarà tua. M’ascolta
tano e soldati)                                         Benché finga d’amarlo, odio quel Moro…
Vittoria! Stermino,
Dispersi, distrutti,                                    (Entra Cassio: poi s’unisce a un crocchio di soldati)
Sepolti nell’orrido                                     JAGO
Tumulto piombâr
Avranno per requie                                      (sempre in disparte a Roderigo)
La sferza dei flutti,                                    E una cagion dell’ira, eccola, guarda.
La ridda dei turbini,
L’abisso del mar.                                       (Indicando Cassio)
Vittoria, ecc.
                                                        Quell’azzimato capitano usurpa
Si calma la bufera.
                                                        (continua il passaggio della bassa ciurma nel fondo)
JAGO
(in disparte a Roderigo)                                Il grado mio, il grado mio che in cento
                                                        Ben pugnate battaglie ho meritato;
Roderigo,                                               Tal fu il voler d’Otello, ed io rimango
Ebben, che pensi?                                       Di sua Moresca Signoria l’alfiere!

RODERIGO                                                (dalla catasta incominciano ad alzarsi dei globi di
D’affogarmi.                                            fumo sempre più denso)
                                                        Ma, come è ver che tu Roderigo sei,
(Nel fondo è un andirivieni della ciurma che sale       Cosi è pur vero che se il Moro io fossi,
dalla scala della spiaggia ed entra nel castello por-   Vedermi non vorrei d’attorno un Jago.
tando armi e bagagli, mentre dei popolani escono da     Se tu m’ascolti...
dietro la rôcca portando dei rami da ardere presso
lo spaldo; alcuni soldati con fiaccole illuminano la     (Il fuoco divampa. I tavernieri illuminano a festa il
via percorsa da questa gente.)                          pergolato)
JAGO                                                    CIPRIOTTI
Stolto                                                  Fuoco di gioia! l’ilare vampa
È chi s’affoga per amor di donna.                       Fuga la notte col suo splendor,
                                                        Guizza, sfavilla, crepita, avvampa
RODERIGO                                                Fulgido incendio che invade il cor.
Vincer nol so.                                          Dal raggio attratti vaghi sembianti
                                                        Movono intorno mutando stuol,
(Alcuni del popolo formano da un lato una catasta       E son fanciulle dai lieti canti,
di legna: la folla s’accalca intorno turbolenta e       E son farfalle dall’igneo vol.
curiosa)                                                Arde la palma col sicomoro,
                                                        Canta la sposa col suo fedel;
                                                        Sull’aurea fiamma, sul gaio coro

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                                                                                  Verdi: Otello - atto primo

Soffia l’ardente spiro del ciel.                        JAGO
Fuoco di gioia, rapido brilla!                         (sottovoce a Roderigo)
Rapido passa, fuoco d’amor!
Splende, s’oscura, palpita, oscilla,                   (Lo ascolta)
L’ultimo guizzo, lampeggia e muor.
                                                       CASSIO
(Il fuoco continua a splendere gaiamente ancora per    Col vago
qualche minuto. – Jago, Roderigo, Cassio e parecchi    Suo raggiar chiama i cori a raccolta.
altri uomini d’arme intorno a un tavolo dove c’è del
vino: parte in piedi, parte seduti)                    RODERIGO
JAGO                                                   Pur modesta essa è tanto.
Roderigo, beviam! Qua la tazza,
                                                       CASSIO
Capitano.
                                                       Tu, Jago,
CASSIO                                                 Canterai le sue lodi!
Non bevo più.
                                                       JAGO
JAGO                                                   (piano a Roderigo)
(avvicinando il boccale alla tazza di Cassio)          (Lo ascolta)
Ingoia                                                 (Forte a Cassio)
Questo sorso.
                                                       Io non sono che un critico.
CASSIO
(Ritirando il bicchiere)
                                                       CASSIO
                                                       Ed ella
No.                                                    D’ogni lode è più bella.

JAGO                                                   JAGO
Guarda! Oggi impazza                                   (a Roderigo, a parte)
Tutta Cipro! È una notte di festa,
Dunque…                                                (Ti guarda
                                                       Da quel Cassio)
CASSIO
Cessa. Già m’arde il cervello
                                                       RODERIGO
Per un nappo vuotato.                                  (Che temi?)

JAGO                                                   JAGO
Sì… ancora                                             (Ei favella già con troppo bollor, la gaglïarda
Bever devi… Alle nozze d’Otello                        Giovinezza lo sprona, è un astuto
E Desdemona!                                           Seduttor che t’ingombra il cammino.
                                                       Bada…)
TUTTI
Evviva!
                                                       RODERIGO
                                                       (Ebben?)
CASSIO
(alzando il bicchiere e bevendo un poco)
                                                       JAGO
                                                       (S’ei s’innebbria è perduto!
Essa infiora                                            Fallo ber)
Questo lido.
                                                       (ai tavernieri)
                                                                                                          3
Verdi: Otello - atto primo

Qua, ragazzi, del vino!                                 Quand’io son brillo!
                                                        Sfido l’ironico
(Jago riempie tre bicchieri: un per sé, uno per Rode-   Nume e il destin!
rigo, uno per Cassio. I tavernieri circolano colle
anfore).                                                CASSIO
JAGO                                                    (bevendo ancora)
(a Cassio, col bicchiere in mano)                       Come un armonico
                                                        Lïuto oscillo;
Innaffia l’ugola!
                                                        La gioia scalpita
Trinca, tracanna!
                                                        Sul mio cammin!
Prima che svampino
Canto e bicchier.
                                                        JAGO
CASSIO                                                  (c.s.)
(a Jago, col bicchiere in mano)                         Chi all’esca ha morso, etc…
Questa del pampino
                                                        TUTTI
Verace manna
Di vaghe annugola                                       Chi all’esca ha morso, etc…
Nebbie il pensier.
                                                        (ensemble)
JAGO                                                    JAGO
(a tutti)                                               (c.s.)
Chi all’esca ha morso                                   Un altro sorso
Del ditirambo                                           E brillo egli è!
Spavaldo e strambo
Beva con me!                                            RODERIGO
                                                        (c.s.)
TUTTI
Chi all’esca ha morso                                   Un altro sorso
Del ditirambo                                           E brillo egli è!
Spavaldo e strambo
Beve con te!                                            JAGO
                                                        (ad alta voce)
(ensemble)
                                                        Fuggan dal vivido
JAGO                                                    Nappo i codardi…
(piano a Roderigo indicando Cassio)                     che in cor nascondono
                                                        Frodi…
(Un altro sorso
E brillo egli è)                                        CASSIO
                                                        (interrompendo)
RODERIGO
(a Jago)                                                In fondo all’anima
                                                        Ciascun mi guardi!
(Un altro sorso
E brillo egli è)                                        (beve)

JAGO                                                    Non temo il ver…
(ad alta voce)                                          (barcollando)
Il mondo palpita                                        Non temo il ver… e bevo…

4
                                                                           Verdi: Otello - atto primo

TUTTI                                           CASSIO
(ridendo)                                       (c.s.)
Ah! ah!                                         Andiamo ai baluardi…

CASSIO                                          RODERIGO POI TUTTI
(vorrebbe ripetere il primo motivo, ma non si   Ah, ah!
sovviene)
                                                CASSIO
Del calice
Gli orli s’imporporino!…                        Chi ride?

JAGO                                            RODERIGO
(a Roderigo)                                    (provocandolo)

(Egli è briaco fradicio. Ti scuoti.             Rido d’un ebbro…
Lo trascina a contesa. È pronto all’ira,
T’offenderà…ne seguirà tumulto!                 CASSIO
Pensa che puoi così del lieto Otello            (scagliandosi contro Roderigo)
Turbar la prima vigilia d’amor!)
                                                Bada alle tue spalle!
                                                Furfante!
RODERIGO
(risoluto)                                      RODERIGO
(Ed è ciò che mi spinge)                        (difendendosi)

(ensemble)                                      Brïaco ribaldo!

(Tutti bevono)                                  CASSIO
MONTANO                                         Marrano!
                                                Nessun più ti salva!
(entra e si rivolge a Cassio)
Capitano,                                       MONTANO
V’attende la fazione ai baluradi                (separandoli a forza e dirigendosi a Cassio)

CASSIO                                          Frenate la mano,
                                                Signor, ve ne prego.
(barcollando)
Andiamo!                                        CASSIO
                                                (a Montano)
MONTANO
                                                Ti spacco il cerèbro
Che vedo?
                                                Se qui t’interponi.
JAGO                                            MONTANO
(a Montano)
                                                Parole d’un ebro…
(Ogni notte in tal guisa
Cassio preludia al sonno)                       CASSIO
                                                (sguainando la spada)
MONTANO
                                                D’un ebro?!
(Otello il sappia)
                                                (Montano s’arma anch’esso. Assalto furibondo. La
                                                folla si ritrae)

                                                                                                   5
Verdi: Otello - atto primo

JAGO                                          VOCI
(a parte a Roderigo)                          (in scena e dentro)
(Va al porto, con quanta più possa            All’armi! All’armi!
Ti resta, gridando: sommossa! sommossa!
Va’! spargi il tumulto, l’orror; le campane   (Campane a stormo)
Risuonino a stormo)
                                              TUTTI
(Roderigo esce correndo)                      Soccorso!! Soccorso!!)

JAGO                                          Scena II°
(si volge ai due combattenti)
                                              OTELLO
Fratelli! l’immane
                                              (Otello seguito da genti con fiaccole)
Conflitto cessate!
                                              Abbasso le spade!
MOLTE DONNE
(fuggendo)                                    (I Combattenti s’arrestano.Montano s’appoggia a un
                                              soldato. – Le nubi si diradano a poco a poco)
Fuggiam!
                                              Olà! Che avvien? Son io fra i Saraceni?
JAGO                                          O la turchesa rabbia è in voi trasfusa
                                              Per sbranarvi l’un l’altro?… Onesto Jago,
Ciel! già gronda                              Per quell’amor che tu mi porti, parla.
Di sangue Montano!�Tenzon furibonda!
                                              JAGO
ALTRE DONNE:
                                              Non so… qui tutti eran cortesi amici,
Fuggiam, fuggiam!                             Dianzi, e giocondi…ma ad un tratto, come
                                              Se un pianeta maligno avesse a quelli
JAGO                                          Smagato il senno, sguainando l’arme�s
Tregua!                                       S’avventano furenti… Avess’io prima
                                              Stroncati i pie’ che qui m’addusser!
TUTTI
Tregua!                                       OTELLO
                                              Cassio,
LE ALTRE DONNE                                Come obliasti te stesso a tal segno?…
(fuggendo)
                                              CASSIO
S’uccidono!
                                              Grazia… perdon… parlar non so…
UOMINI
                                              OTELLO
(ai combattenti)
                                              Montano…
Pace!
                                              MONTANO
JAGO                                          (sostenuto da un soldato)
Nessun più raffrena quell’ira pugnace!
                                              Son ferito…
(agli astanti)
                                              OTELLO
Si gridi l’allarme! Satàna gl’invade!!        Ferito!… pel cielo.
                                              Già il sangue mio ribolle, ah! l’ira volge
                                              L’angelo mio più tutelare in fuga!


6
                                                                                 Verdi: Otello - atto primo
(Entra Desdemona)                                    Oh! com’è dolce il mormorare insieme:
                                                     Te ne rammenti!
OTELLO                                               Quando narravi l’esule tua vita
(accorrendo a Desdemona)                             E i fieri eventi e i lunghi tuoi dolor,
Che?… La mia dolce Desdemona anch’essa               Ed io t’udia coll’anima rapita
Per voi distolta da’ suoi sogni? Cassio,             In quei spaventi e coll’estasi in cor.
Non sei più capitano.
                                                     OTELLO
(Cassio lascia cadere la spada che è raccolta da     Pingea dell’armi il fremito, la pugna
Jago)                                                E il vol gagliardo alla breccia mortal,
                                                     L’assalto, orribil edera, coll’ugna
JAGO                                                 Al baluardo e il sibilante stral.
(porgendo la spada di Cassio ad un soldato)
                                                     DESDEMONA
(Oh, mio trionfo!)
                                                     Poi mi guidavi ai fulgidi deserti,
OTELLO                                               All’arse arene, al tuo materno suol;
                                                     Narravi allor gli spasimi sofferti
Jago, tu va nella città sgomenta
                                                     E le catene e dello schiavo il duol.
Con quella squadra a ricompor la pace.

(Jago esce)                                          OTELLO
                                                     Ingentilìa di lagrime la storia
Si soccorra Montano.                                 Il tuo bel viso e il labbro di sospir;
                                                     Scendean sulle mie tenebre la gloria,
(Montano è accompagnato nel Castello)
                                                     Il paradiso e gli astri a benedir.
Al proprio tetto
Ritorni ognun.                                       DESDEMONA
                                                     Ed io vedea fra le tue tempie oscure
(a tutti con gesto imperioso)
                                                     Splender del genio l’eterea beltà.
Io da qui non mi parto
Se pria non vedo deserti gli spaldi.                 OTELLO
                                                     E tu m’amavi per le mie sventure
(La Scena si vuota. Otello fa cenno agli uomini      Ed io t’amavo per la tua pietà.
colle fiaccole che lo accompagnano di rientrare nel
castello).                                           DESDEMONA
Scena III°                                           Ed io t’amavo per le tue sventure
                                                     E tu m’amavi per la mia pietà.
Restano soli Otello e Desdemona

OTELLO                                               OTELLO
                                                     Venga la morte! e mi colga nell’estasi
Già nella notte densa
                                                     Di quest’amplesso
S’estingue ogni clamor.
                                                     Il momento supremo!
Già il mio cor fremebondo
S’ammansa in quest’amplesso e si rinsensa.           (Il cielo si sarà tutto rasserenato: si vedranno alcune
Tuoni la guerra e s’inabissi il mondo                stelle e sul lembo dell’orizzonte il riflesso ceruleo
Se dopo l’ira immensa                                della nascente luna)
Vien quest’immenso amor!
                                                     Tale è il gaudio dell’anima che temo,
DESDEMONA                                            Temo che più non mi sarà concesso
Mio superbo guerrier! Quanti tormenti,               Quest’attimo divino
Quanti mesti sospiri e quanta speme                  Nell’ignoto avvenir del mio destino.
Ci condusse ai soavi abbracciamenti!

                                                                                                          7
Verdi: Otello - atto primo

DESDEMONA                                   DESDEMONA
Disperda il ciel gli affanni                Otello!
E amor non muti col mutar degli anni.
                                            OTELLO
OTELLO                                      Un bacio… ancora un bacio.
A questa tua preghiera
“Amen” risponda la celeste schiera.         (alzandosi e mirando il cielo)
                                            Già la pleiade ardente al mar discende.
DESDEMONA
“Amen” risponda.                            DESDEMONA
                                            Tarda e la notte.
OTELLO
(appoggiandosi ad un rialzo degli spaldi)   OTELLO
Ah! la gioia m’innonda                      Vien… Venere splende.
Sì fieramente… che ansante mi giacio…
Un bacio…                                   DESDEMONA
                                            Otello!

                                            (s’avviano abbracciati verso il castello)




8
                                                                               Verdi: Otello - atto secondo

                                      ATTO SECONDO
Una sala terrena ottagona nel Castello. Una invetriata la divide da un grande giardino. Due vastissimi
veroni… I veroni sono praticabili. Al verone sinistra Cassio e Jago conversano e avanzano: Cassio dal di
fuori della sala, Jago dal di dentro.

Scena I°                                             Credo in un Dio crudel che m’ha creato
                                                     Simile a sé e che nell’ira io nomo.
JAGO                                                 Dalla viltà d’un germe o d’un atòmo
(al di qua del verone, a Cassio)                     Vile son nato.
Non ti crucciar. Se credi a me, tra poco             Son scellerato
Farai ritorno ai folleggianti amori                  Perchè son uomo;
Di Monna Bianca, altiero capitano,                   E sento il fango originario in me.
Coll’elsa d’oro e col balteo fregiato.               Sì! questa è la mia fe’!
                                                     Credo con fermo cuor, siccome crede
CASSIO                                               La vedovella al tempio,
                                                     Che il mal ch’io penso e che da me procede,
(al di là del verone)                                Per il mio destino adempio.
Non lusingarmi…                                      Credo che il giusto è un istrion beffardo,
                                                     E nel viso e nel cuor,
JAGO                                                 Che tutto è in lui bugiardo:
                                                     Lagrima, bacio, sguardo,
Attendi a ciò ch’io dico.
                                                     Sacrificio ed onor.
Tu dêi saper che Desdemona è il Duce
                                                     E credo l’uom gioco d’iniqua sorte
Del nostro Duce, sol per essa ei vive.
                                                     Dal germe della culla
Pregala tu, quell’anima cortese
                                                     Al verme dell’avel.
Per te interceda e il tuo perdono è certo.
                                                     Vien dopo tanta irrision la Morte.
                                                     E poi? E poi? La Morte è il Nulla
CASSIO
                                                     E vecchia fola il Ciel.
Ma come favellarle?
                                                     (Si vede passare nel giardino Desdemona con
JAGO                                                 Emilia. Jago si slancia al verone di destra, al di là
È suo costume                                        del quale è appoggiato Cassio)
Girsene a meriggiar fra quelle fronde
Colla consorte mia. Quivi l’aspetta.
                                                     JAGO
Or t’è aperta la via di salvazione;                  (a Cassio)
Vanne.                                               Eccola! Cassio… a te… Questo è il momento.
                                                     Ti scuoti… vien Desdemona.
(Cassio scompare)
                                                     (Cassio va verso Desdemona, la saluta, le s’accosta)
Scena II°
                                                     S’è mosso; la saluta
JAGO                                                 E s’avvicina. Or qui si tragga Otello!… aiuta,
(seguendo coll’occhio Cassio)                        aiuta
                                                     Sàtana il mio cimento!…
Vanne; la tua meta già vedo.
                                                     Già conversano insieme… ed essa inclina,
Ti spinge il tuo dimone,
                                                     Sorridendo, il bel viso.
E il tuo dimon son io.
E me trascina il mio, nel quale io credo,            (si vedono passare tra la scena e il fondo Cassio,
Inesorato Iddio.                                     Desdemona ed Emilia)
(allontanandosi dal verone seza più guardar Cassio   Mi basta un lampo sol di quel sorriso
che sarà scomparso fra gli alberi)                   Per trascinare Otello alla ruina.
                                                     Andiam…
                                                                                                             9
Verdi: Otello - atto secondo
(fa per avviarsi ma s’arresta subitamente)         JAGO
Ma il caso in mio favor s’adopra.                  Il mio pensiero è vago
Eccolo… al posto, all’opra.                        D’ubbie, non di malizia.

(Si colloca immoto al verone, guardando verso il   OTELLO
verone)                                            Di’ il tuo pensiero, Jago.

Scena III°                                         JAGO
JAGO                                               Vi confidaste a Cassio?
(simulando di non aver visto Otello)
                                                   OTELLO
Ciò m’accora…
                                                   Spesso un mio dono o un cenno
                                                   portava alla mia sposa.
OTELLO
(avvicinandosi a Jago)                             JAGO
Che parli?                                         Dassenno?

JAGO                                               OTELLO
Nulla…voi qui? una vana                            Sì, dassenno.
Voce m’uscì dal labbro…
                                                   (calmo)
OTELLO                                             Nol credi onesto?
Colui che s’allontana
Dalla mia sposa, è Cassio?                         JAGO
                                                   (imitando Otello)
(E l’uno e l’altro si staccano dal verone)
                                                   Onesto?
JAGO
Cassio? No… quei si scosse                         OTELLO
Come un reo nel vedervi.                           Che ascondi nel tuo core?

OTELLO                                             JAGO
Credo che Cassio ei fosse.                         Che asondo in cor, signore?

JAGO                                               OTELLO
Mio signore…                                       “Che ascondo in cor, signore?”
                                                   Pel cielo, tu sei l’eco dei detti miei, nel chiostro
OTELLO                                             Dell’anima ricetti qualche terribil mostro.
Che brami?                                         Sì, ben t’udii poc’anzi mormorar: “Ciò m’ac-
                                                   cora.”
JAGO                                               Ma di che t’accoravi? Nomini Cassio e allora
Cassio, nei primi dì                               Tu corrughi la fronte. Suvvia, parla, se m’ami.
Del vostro amor, Desdemona non conosceva?
                                                   JAGO
OTELLO                                             Voi sapete ch’io v’amo.
Sì.
Perchè fai tale inchiesta?                         OTELLO
                                                   Dunque senza velami
                                                   T’esprimi, e senza ambagi. T’esca fuor dalla
                                                   gola
10
                                                                            Verdi: Otello - atto secondo

Il tuo più rio pensiero colla più ria parola!      (sottovoce)
                                                   vigilate…
JAGO
S’anco teneste in mano tutta l’anima mia           (Si vede ricomparire Desdemona nel giardino, dalla
Nol sapreste.                                      vasta apertura del fondo: esse è circondata da donne
                                                   dell’isola, da fanciulli, da marinai cipriotti e alba-
OTELLO                                             nesi che si avanzano e le offrono fiori e rami fioriti
Ah!…                                               ed altri doni. Alcuni s’accompagnano, cantando,
                                                   sulla guzla – una specie di Mandòla –, altri hanno
JAGO                                               delle piccole arpe ad armascollo)
(avvicinandosi molto ad Otello e sottovoce)        DONNE E MARINAI
Temete, signor, la gelosia!                        Dove guardi ecc.

(cupo)                                             FANCIULLI
È un’idra fosca, livida, cieca, col suo veleno     (spargendo fiori di giglio)
Sé stessa attosca, vivida piaga le squarcia il     T’offriamo il giglio
seno.                                              Soave stel
                                                   Che in man degl’angeli
OTELLO                                             Fu assunto in ciel,
Miseria mia! No! il vano sospettar nulla giova.    Che abbella il fulgido
Pria del dubbio l’indagine, dopo il dubbio la      Manto e la gonna
prova,                                             Della Madonna
Dopo la prova (Otello ha sue leggi supreme),       E il santo vel.
Amore e gelosia vadan dispersi insieme!
                                                   DONNE E MARINAI
JAGO                                               Mentre all’aura vola
(con piglio più ardito)                            Lieta la canzon,
                                                   L’agile mandòla
Un tal proposto spezza di mie labbra il sug-
                                                   Ne accompagna il suon.
gello.
Non parlo ancor di prova; pur, generoso Otello,
                                                   MARINAI
Vigilate, soventi le oneste e ben create
Coscienze non sospettano la frode: vigilate.       (offrendo a Desdemona dei monili di corallo e di
Scrutate le parole di Desdemona, un detto          perle)
Può ricondur la fede, può affermare il sospetto.   A te le porpore,
                                                   Le perle e gli ostri,
DONNE E MARINAI                                    Dalla voragine
(molto lontani)                                    Côlti del mar.
                                                   Vogliam Desdemona
Dove guardi splendono
                                                   Coi doni nostri
Raggi, avvampan cuori,
                                                   Come un’immagine
Dove passi scendono
                                                   Sacra adornar.
Nuvole di fiori.
Qui fra gigli e rose,
                                                   DONNE E FANCIULLI
Come a un casto altare,
Madri, bimbi, spose                                Mentre all’aura vola ecc
Vengono a cantar.
                                                   DONNE
JAGO                                               (spargendo fronde e fiori)
Eccola…                                            Per te la florida

                                                                                                      11
Verdi: Otello - atto secondo

Messe dai grembi                                        OTELLO
A nembi, a nembi                                        Era lui
Spargiamo al suol.                                      Che ti parlava sotto quelle fronde?
L’april circonda
La sposa bionda                                         DESDEMONA
D’un etra rorida
                                                        Lui stesso, e il suo dolor che in me s’infonde
Che vibra al sol.
                                                        Tant’è verace che di grazia è degno.
                                                        Intercedo per lui, per lui ti prego.
FANCIULLI E MARINAI                                     Tu gli perdona.
Mentre all’aura vola etc…
                                                        OTELLO
TUTTI                                                   Non ora.
Dove guardi ecc.
                                                        DESDEMONA
DESDEMONA                                               Non oppormi il tuo diniego.
Splende il cielo, danza                                 Gli perdona.
L’aura, olezza il fior.
Gioia, amor, speranza                                   OTELLO
Cantan nel mio cor.
                                                        (con asprezza)
TUTTI                                                   Non ora.
Vivi felice! addio. Qui regna Amor.
                                                        DESDEMONA
OTELLO                                                  Perchè torbida suona
(soavemente commosso)                                   La voce tua? Qual pena t’addolora?

Quel canto mi conquide.                                 OTELLO
S’ella m’inganna, il ciel sé stesso irride!
                                                        M’ardon le tempie…
JAGO                                                    DESDEMONA
(Beltà ed amor in dolce inno concordi!…
                                                        (spiegando il suo fazzoletto e appressandolo alla
I vostri infrangerò soavi accordi.)
                                                        fronte d’Otello)
(Desdemona bacia la testa d’alcuni tra i fanciulli, e   Quell’ardor molesto
alcune donne le baciano il lembo della veste, ed essa   Svanirà, se con questo
porge una borsa ai marinai. I Cipriotti s’allonta-      Morbido lino la mia man ti fascia.
nano. Desdemona, seguita poi da Emilia, entra nella
sala e s’avanza verso Otello)                           OTELLO
                                                        (gettando a terra il fazzoletto)
Scena IV°
                                                        Non ho d’uopo di ciò.
DESDEMONA
(a Otello)                                              DESDEMONA
D’un uom che geme sotto il tuo disdegno                 Tu sei crucciato,
La preghiera ti porto.                                  Signor.

OTELLO                                                  OTELLO
Chi è costui?                                           Mi lascia! mi lascia!

DESDEMONA                                               (Emilia raccoglie il fazzoletto dal suolo)
Cassio.
12
                                                                        Verdi: Otello - atto secondo

DESDEMONA                                     JAGO
Se inconscia, contro te, sposo, ho peccato,   Dammi quel vel!
Dammi la dolce e lieta
Parola del perdono.                           (afferra violentemente il braccio di Emilia)
La tua fanciulla io sono                      Su te l’irosa
Umile e mansueta;                             Mia man s’aggrava!
Ma il labbro tuo sospira,
Hai l’occhio fiso al suol.                     EMILIA
Guardami in volto e mira
Come favella amore.                           Son la tua sposa,
Vien ch’io t’allieti il core,                 Non la tua schiava.
Ch’io ti lenisca il duol.
                                              JAGO
OTELLO                                        La schiava impura
(Forse perchè gl’inganni                      Tu sei di Jago.
D’arguto amor non tendo.
Forse perchè discendo                         EMILIA
Nella valle degli anni,                       Ho il cor presago
Forse perchè ho sul viso                      D’una sventura.
Quest’atro tenebror,
Ella è perduta è irriso                       JAGO
Io sono e il core m’infrango                  Né mi paventi?
E ruinar nel fango
Vedo il mio sogno d’or.)                      EMILIA
                                              Uomo crudel!
JAGO
(a Emilia sottovoce)                          JAGO
Quel vel mi porgi                             A me…
Ch’or hai raccolto.
                                              EMILIA
EMILIA                                        Che tenti?
(sottovoce a Jago)
                                              JAGO
Qual frode scorgi?
Ti leggo in volto.                            A me quel vel!

                                              (con un colpo di mano Jago ha carpito il fazzoletto
JAGO
                                              ad Emilia)
T’opponi a vuoto
Quand’io commando.                            (Già la mia brama
                                              Conquido, ed ora
EMILIA                                        Su questa trama
                                              Jago lavora!)
Il tuo nefando
Livor m’è noto.
                                              EMILIA
JAGO                                          (Vinser gli artigli
                                              Truci e codardi.
Sospetto insano!
                                              Dio dai perigli
                                              Sempre ci guardi)
EMILIA
Guardia fedel                                 DESDEMONA
È questa mano.
                                              Dammi la dolce e lieta
                                                                                                 13
Verdi: Otello - atto secondo

Parola del perdon.                                    OTELLO
                                                      (balzando)
OTELLO
                                                      Tu!? Indietro! fuggi!!
Uscite! Solo vo’ restar.
                                                      M’hai legato alla croce!…
                                                      Ahimè!… Più orrendo d’ogni orrenda ingiuria
JAGO                                                  dell’ingiuria è il sospetto.
(sottovoce ad Emilia che sta per escire)              Nell’ore arcane della sua lussuria
Ti giova                                              (E a me furate!) m’agitava il petto
Tacer. Intendi!                                       Forse un presagio? Ero baldo, giulivo…
                                                      Nulla sapevo ancora; io non sentivo
(Desdemona ed Emilia escono. Jago finge d’uscire       Sul suo corpo divin che m’innamora
dalla porta del fondo, ma giuntovi s’arresta)         E sui labbri mendaci
                                                      Gli ardenti baci
Scena V°                                              Di Cassio! Ed ora!… ed ora…

OTELLO                                                Ora e per sempre addio sante memorie,
(accasciato, su d’un sedile)                          Addio, sublimi incanti del pensier!
                                                      Addio schiere fulgenti, addio vittorie,
Desdemona rea!                                        Dardi volanti e volanti corsier!
                                                      Addio, vessillo trionfale e pio!
JAGO                                                  E diane squillanti in sul mattin!
(nel fondo guardando di nascosto il fazzoletto, poi   Clamori e canti di battaglia, addio!…
riponendolo con cura nel giustacuore)                 Della gloria d’Otello è questo il fin.
(Con questi fili tramerò la prova
                                                      JAGO
Del peccato d’amor!… Nella dimora
Di Cassio ciò s’asconda)                              Pace, signor.

OTELLO                                                OTELLO
Atroce idea!                                          Sciagurato! mi trova
                                                      Una prova secura
JAGO                                                  Che Desdemona è impura…
                                                      Non sfuggir! non sfuggir! nulla ti giova!
(fissando Otello)
                                                      Vo’ una secura, una visibil prova!
(Il mio velen lavora)                                 O sulla tua testa
                                                      S’accenda e precipita il fulmine
OTELLO                                                Del mio spaventoso furor che si desta!
Rea contro me! contro me!!!
                                                      (Afferra Jago alla gola e lo atterra)
JAGO                                                  JAGO
(cupo)                                                Divina grazia difendimi!
(Soffri e ruggi!)
                                                      (rialzandosi)
OTELLO                                                Il cielo
Atroce!!! atroce!!!                                   Vi protegga. Non son più vostro alfiere.
                                                      Voglio che il mondo testimon mi sia
JAGO                                                  Che l’onestà è periglio.
(portandosi accanto ad Otello)                        (fa per andarsene)
Non pensateci più.
                                                      OTELLO
                                                      No…rimani.
14
                                                                            Verdi: Otello - atto secondo

Forse onesto tu sei.                              JAGO
                                                  Io non narrai
JAGO                                              Che un sogno.
(sulla soglia fingendo d’andarsene)
                                                  OTELLO
Meglio varebbe
Ch’io fossi un ciurmador.                         Un sogno che rivela un fatto.

OTELLO                                            JAGO
Per l’universo!                                   Un sogno che può dar forma di prova
Credo leale Desdemona e credo                     Ad altro indizio.
Che non lo sia. Te credo onesto e credo
Disleale… La prova io voglio! io voglio           OTELLO
La certezza!!                                     E qual?

JAGO                                              JAGO
(ritornando verso Otello)                         Talor vedeste
                                                  In mano di Desdemona un tessuto
Signor, frenate l’ansie.                          Trapunto a fior e più sottil d’un velo?
E qual certezza v’abbisogna? Avvinti
Verderli forse?                                   OTELLO
OTELLO                                            È il fazzoletto ch’io le diedi, pegno
                                                  Primo d’amor!
Ah, morte e dannazione!!
                                                  JAGO
JAGO
                                                  Quel fazzoletto ieri
Ardua impresa sarebbe; e qual certezza            (Certo ne son) lo vidi in man di Cassio.
Sognate voi se quell’immondo fatto
Sempre vi sfuggirà?… Ma pur se guida              OTELLO
È la ragione al vero, una sì forte
Congettura riserbo che per poco                   Ah! Mille vite gli donasse Iddio!
Alla certezza vi conduce. Udite.                  Una è povera preda al furor mio!!
                                                  Jago, ho il cor di gerlo.
(avvicinandosi molto ad Otello e sottovoce)       Lungi da me le pïetose larve.
                                                  Tutto il mio vano amor esalo al cielo,
Era la notte, Cassio dormìa, gli stavo accanto.   Guardami, ei sparve.
Con interrotte voci tradia l’intimo incanto.      Nelle sue spire d’angue
Le labbra lente, lente movea, nell’abbandono      L’idra m’avvince! Ah! sangue! sangue! sangue!
Del sogno ardente, e allor dicea, con flebil
suono                                             (s’inginocchia)
“Desdemona soave! Il nostro amor s’asconda.
Cauti vegliamo! L’estasi del ciel tutto m’in-     Sì, pel ciel marmoreo giuro! Per le attorte fol-
nonda.”                                           gori!
Seguìa più vago l’incubo blando; con molle        Per la Morte e per l’oscuro mar sterminator!
angoscia                                          D’ira e d’impeto tremendo presto fia che sfol-
L’interna imago quasi baciando, ei disse          gori
poscia:
                                                  (levando le mani al cielo)
“Il rio destino impreco che al Moro ti donò”.
E allora il sogno in cieco letargo si mutò.       Questa man ch’io levo e stendo!

OTELLO                                            (Fa per alzarsi, Jago lo trattiene inginocchiato)
Oh! mostruosa colpa!

                                                                                                      15
Verdi: Otello - atto secondo

JAGO                                                 Che ad Otello io sacro ardenti, core, braccio ed
Non v’alzate ancor!                                  anima
                                                     S’anco ad opere cruenti s’armi il suo voler!
(s’inginocchia anch’esso)
                                                     JAGO E OTELLO
Testimon è il Sol ch’io miro, che m’irradia e ina-
nima,                                                (alzando le mani al cielo come chi giura)
L’ampia terra e il vasto spiro del Crëato inter,     Sì, pel ciel marmoreo giuro ecc.
                                                     Dio vendicator!




16
                                                                                     Verdi: Otello - atto terzo

                                            ATTO TERZO
La gran sala del Castello. A destra un vasto peristilio a colonne. Questo peristilio è annesso ad una sala di
minori proporzioni; nel fondo della sala un verone. – La scena è divisa… La linea delle colonne taglia il
palcoscenico in due parti, ma i personaggi attraversano quella grande linea bianca come aggirandosi in
un unico locale.
Scena I°                                               Scena II°
Otello, che sarà con Jago nella sala                   DESDEMONA
L’ARALDO                                               (dalla porta di sinistra, ancora presso alla soglia)
(dal peristilio, a Otello)                             Dio ti giocondi, o sposo dell’alma mia sovrano.
La vedetta del porto ha segnalato
                                                       OTELLO
La veneta galea che a Cipro adduce
Gli ambasciatori.                                      (andando incontro a Desdemona)
                                                       Grazie, madonna, datemi la vostra eburnea
OTELLO                                                 mano.
(fa cenno all’Araldo di allontanarsi)
                                                       (le prende la mano)
Bene sta.
                                                       Caldo mador ne irrora la morbida beltà.
(L’araldo esce)
                                                       DESDEMONA
OTELLO
                                                       Essa ancor l’orme ignora del duolo e dell’età.
(a Jago)
Continua.                                              OTELLO
                                                       (con eleganza)
JAGO
                                                       Pur già qui annida il demone gentil del mal con-
Qui trarrò Cassio e con astute inchieste               siglio,
Lo adescherò a ciarlar.                                Che il vago avorio allumina del piccioletto arti-
                                                       glio.
(indicando il vano del verone)
                                                       Mollemente alla prece s’atteggia e al pio fer-
Voi là nascosto                                        vore.
Scrutate i modi suoi, le sue parole,
I lazzi, i gesti. Pazïente siate                       DESDEMONA
O la prova vi sfugge. Ecco Desdemona.                  Eppur con questa mano io v’ho donato il
Finger conviene…io vado.                               core…
                                                       Ma riparlar vi debbo di Cassio.
(per uscire, poi si avvicina ad Otello e dice)
Il fazzoletto…                                         OTELLO
                                                       Ancor l’ambascia
OTELLO                                                 Del mio morbo m’assale; tu la fronte mi fascia.
Va! volentieri obliato l’avrei.
                                                       DESDEMONA
(Jago esce)                                            (sciogliendo un fazzoletto)
                                                       A te.

                                                       OTELLO
                                                       No; il fazzoletto voglio ch’io ti donai.

                                                                                                              17
Verdi: Otello - atto terzo

DESDEMONA                                         DESDEMONA
Non l’ho meco.                                    A Cassio perdona…

OTELLO                                            OTELLO
Desdemona, guai se lo perdi! guai!                Il fazzoletto!!!
Una possente maga ne ordia lo stame arcano.
Ivi è riposta l’alta malia d’un talismano.        DESDEMONA
Bada! smarrirlo, oppur donarlo, è ria sventura!   Gran Dio! nella tua voce v’è un grido di minac-
                                                  cia!
DESDEMONA
Il vero parli?                                    OTELLO
                                                  Alza quegli occhi!
OTELLO
Il vero parlo.                                    DESDEMONA
                                                  Atroce idea!
DESDEMONA
Mi fai paura!…                                    OTELLO
                                                  (prendendola a forza sotto il mento e per le spalle e
OTELLO                                            obbligandola a guardarlo)
Che? l’hai perduto forse?
                                                  Guardami in faccia!
                                                  Dimmi chi sei!
DESDEMONA
No.                                               DESDEMONA
                                                  La sposa fedel d’Otello
OTELLO
Lo cerca.                                         OTELLO
                                                  Giura!
DESDEMONA
                                                  Giura e ti danna…
Fra poco…
Lo cercherò…                                      DESDEMONA
                                                  Otello fedel mi crede.
OTELLO
No, tosto!                                        OTELLO
                                                  Impura
DESDEMONA
                                                  Ti credo.
Tu di me ti fai gioco.
Storni cosi l’inchiesta di Cassio; astuzia è      DESDEMONA
questa
                                                  Iddio m’aiuti!
Del tuo pensier.

OTELLO                                            OTELLO
                                                  Corri alla tua condanna,
Pel cielo! l’anima mia si desta!
                                                  Di’ che sei casta.
Il fazzoletto…

DESDEMONA                                         DESDEMONA
                                                  (fissandolo)
È Cassio l’amico tuo diletto.
                                                  Casta… Io son…
OTELLO
Il fazzoletto!!
18
                                                                                   Verdi: Otello - atto terzo

OTELLO                                                DESDEMONA
Giura e ti danna!                                     Ciel! No… no… pel battesmo della fede cri-
                                                      stiana…
DESDEMONA
Inginocchiata fisso lo sguardo tuo tremendo,           OTELLO
In te parla una Furia, la sento e non l’intendo.      Che!
Mi guarda! il volto e l’anima ti svelo; il core
infranto                                              DESDEMONA
Mi scruta…io prego il cielo per te con questo         Ah!… non son ciò che esprime quella parola
pianto,                                               orrenda.
Per te con queste stille cocenti aspergo il suol.
Guarda le prime lagrime, che da me spreme il          OTELLO
duol.
                                                      (mutando d’un tratto l’ira nella più terribile calma
                                                      dell’ironia, prende Desdemona per mano e la con-
OTELLO
                                                      duce alla porta)
S’or ti scorge il tuo demone, un angelo ti crede
E non t’afferra.                                      Datemi ancor l’eburnea mano, vo’ fare
                                                      ammenda.
DESDEMONA
                                                      Vi credea (perdonate se il mio pensiero è fello)
Vede l’Eterno la mia fede!                            Quella vil cortigana che è la sposa d’Otello.
OTELLO                                                (Otello sforza con un’inflessione del braccio Desde-
No! la vede l’inferno.                                mona ad escire. Poi ritorna nel il contro della scena
                                                      nel massimo grado dell’abbattimento)
DESDEMONA
La tua giustizia impetro,                             Scena III°
Sposo mio!                                            OTELLO
                                                      (con voce soffocata)
OTELLO
Ah! Desdemona! Indietro! indietro! indietro!          Dio! mi potevi scagliar tutti i mali
                                                      Della miseria, della vergogna,
DESDEMONA                                             Far de’ miei baldi trofei trionfali
                                                      Una maceria, una menzogna…
Tu pur piangi?… e il singulto freni dal core
                                                      E avrei portato la croce crudel
ansante…
                                                      D’angoscie e d’onte
(con disperazione)                                    Con calma fronte
                                                      E rassegnato al volere del ciel.
E son io l’innocente cagion di tanto pianto!…         Ma, o pianto, o duol! m’han rapito il mirraggio
Qual è il mio fallo?                                  Dov’io, giulivo, l’anima acqueto.
                                                      Spento è quel sol, quel sorriso, quel raggio
OTELLO                                                Che mi fa vivo, che mi fa lieto!
E il chiedi?… Il più nero delitto                     Tu alfin, Clemenza, pio genio immortal
Sovra il candido giglio della tua fronte è scritto.   Dal roseo riso,
                                                      Copri il tuo viso
DESDEMONA                                             Santo coll’orrida larva infernal!
Ahimé!
                                                      Scena IV°
OTELLO                                                OTELLO
Che? non sei forse una vil cortigiana?                Ah! Dannazione!
                                                      Pria confessi il delitto e poscia muoia!

                                                                                                          19
Verdi: Otello - atto terzo

Confession! Confession!                               JAGO
                                                      L’attendi…
(entra Jago)
La prova!                                             (conducendo Cassio accanto alla prima colonna del
                                                      peristilio)
JAGO                                                  E intanto, giacchè non si stanca
(indicando l’ingresso)                                Mai la tua lingua nelle fole gaie,
                                                      Narrami un po’ di lei che t’innamora.
Cassio è là!…
                                                      CASSIO
OTELLO
                                                      Di chi?
Là!… Cielo! Oh, gioia!

(con raccapriccio)
                                                      JAGO
                                                      (sottovoce assai assai)
Orror! Supplizî immondi!!
                                                      Di Bianca
JAGO
Ti frena! Ti nascondi!
                                                      OTELLO
                                                      (Sorride!)
(spingendolo nel fondo a sinistra nel vano del
verone. – Jago, appena condotto Otello nel verone,    CASSIO
corre nel fondo del peristilio dove incontra Cassio   Baie!
che esita ad entrare)
                                                      JAGO
Scena V°                                              Essa t’avvince
JAGO                                                  Coi vaghi rai.
(a Cassio)
                                                      CASSIO
Vieni, l’aula è deserta.                              Rider mi fai.
T’inoltra, o Capitano.
                                                      JAGO
CASSIO                                                Ride chi vince.
Questo nome d’onor suona ancor vano
Per me.                                               CASSIO
                                                      (ridendo)
JAGO
Fa cor, la tua causa è in tal mano                    In tal disfide, per verità,
Che la vittoria è certa.                              Vince chi ride - Ah! Ah!

CASSIO                                                JAGO
Io qui credea di ritrovar Desdemona.                  Ah! Ah!

OTELLO                                                OTELLO
(nascosto)                                            (dal verone)

(Ei la nomò!)                                         L’empio trionfa, il suo scherno m’uccide.

                                                      (con disperazione)
CASSIO
Vorrei parlarle ancora,                               Dio frena l’ansia che in core mi sta!
Per saper se la mia grazia è profferta.

20
                                                                            Verdi: Otello - atto terzo

CASSIO                                          (le parole si perdono ancora)
Son già di baci                                 OTELLO
Sazio e di lai.
                                                Le parole non odo…
JAGO                                            Lasso! e udir le vorrei! Dove son giunto!!
Rider mi fai.                                   CASSIO
CASSIO                                          …Un vel trapunto…
O amor’ fugaci!                                 JAGO
JAGO                                            (come sopra)
Vagheggi il regno d’altra beltà?…               È strano! è strano!
Colgo nel segno?
                                                OTELLO
CASSIO                                          D’avvicinarmi Jago mi fa cenno
Ah! ah!
                                                (Otello passa con cautela e si nasconde dietro le
OTELLO                                          colonne)
L’empio m’irride, il suo scherno m’uccide;      JAGO
(c.s.)                                          (sottovoce)

Dio, frena l’ansia che in core mi sta!          Da ignota mano?…

                                                (molto forte)
CASSIO
Nel segno hai côlto.                            Baie!
Sì, lo confesso.
M’odi…                                          CASSIO
                                                Da senno.
JAGO                                            Quanto mi tarda
(assai sottovoce)                               Saper chi sia…

Sommesso                                        (Jago gli fa cenno di parlare ancora sottovoce)
Parla. T’ascolto.
                                                JAGO
(Jago conduce Cassio in posto più lontano da    (guardando rapidamente dalla parte d’Otello - fra
Otello)                                         sè)
CASSIO                                          (Otello spia)
Jago, t’è nota
La mia dimora…                                  (a Cassio ad alta voce)
                                                L’hai teco?
(le parole si perdono)

OTELLO                                          CASSIO
(avvicinandosi cautamente per udir le parole)   (estrae il fazzoletto)

Or gli racconta il modo,                        Guarda.
Il luogo e l’ora…
                                                JAGO
CASSIO                                          (prendendo il fazzoletto)
…Da mano ignota…                                Qual meraviglia!

                                                                                                    21
Verdi: Otello - atto terzo
(a parte)                                                OTELLO
(Otello origlia.                                         (nascosto dietro la colonna e guardando di tratto in
Ei s’avvicina                                            tratto il fazzoletto nelle mani di Cassio)
Con mosse accorte)                                       (Tradimento, la tua prova,
                                                         Spaventosa mostri al Sol)
(mettendo le mani dietro la schiena perchè Otello
possa osservare il fazzoletto; a Cassio scherzando)      (poi a tre)
Bel cavaliere, nel vostro ostello                        (Otello sarà ritornato nel vano del verone. – Squillo
Perdono gli angeli l’aureola e il vel.                   interno e colpo di cannone)
OTELLO                                                   JAGO
(avvicinandosi al fazzoletto, dietro le spalle di Jago   Quest’è il segnale che annuncia l’approdo
e nascosto dalla prima colonna)                          Della trireme veneziana… Ascolta…
È quello! è quello!                                      (Squilli da varie parti)
Ruina e morte!
                                                         Tutto il castel co’suoi squilli risponde.
JAGO                                                     Se qui non vuoi con Otello scontrarti,
(Origlia Otello)                                         Fuggi.

OTELLO                                                   CASSIO
(a parte sottovoce)                                      Addio.

(Tutto è spento! Amore e duol!                           JAGO
L’alma mia nessun più smuova)                            Va’.
JAGO                                                     (Cassio esce velocemente dal fondo)
(indicando il fazzoletto)
                                                         Scena VI°
Questa è una ragna
Dove il tuo cuor                                         OTELLO
Casca, si lagna,                                         (avvicinandosi a Jago)
S’impiglia e muor.
Troppo l’ammiri,                                         Come la ucciderò?
Troppo la guardi;
Bada ai deliri                                           JAGO
Vani e bugiardi.                                         Vedeste ben com’egli ha riso?
Questa è una ragna, etc…
                                                         OTELLO
CASSIO                                                   Vidi.
(guardando il fazzoletto che avrà ritolto a Jago)
                                                         (Di tanto in tanto salve di gioia e squilli che si avvi-
Miracolo vago                                            cinano)
Dell’aspo e dell’ago
Che in raggi tramuta                                     JAGO
Le fila d’un vel,                                         E il fazzoletto?
Più bianco, più leve
Che fiocco di neve,                                       OTELLO
Che nube tessuta
                                                         Tutto vidi.
Dall’aure del ciel.
                                                         VOCI LONTANE
                                                         Evviva!
22
                                                                                 Verdi: Otello - atto terzo

Alla riva! Allo sbarco!                              Scena VII°
                                                     (Entrano Otello, Jago, Lodovico, Roderigo,
OTELLO                                               l’Araldo, Desdemona ed Emilia gentiluomini e
È condannata.                                        dame, trombettieri).

VOCI LONTANE                                         TUTTI
Evviva!                                              Viva il Leon di San Marco.
                                                     Evviva, evviva!
OTELLO
                                                     (in mano una pergamena)
Fa’ ch’io m’abbia un velen per questa notte.
                                                     LUDOVICO
JAGO                                                 Il Doge ed il Senato
Il tosco no…                                         Salutano l’eroe trionfatore
                                                     Di Cipro. Io reco nelle vostre mani
VOCI LONTANE                                         Il messaggio dogale.
Evviva il Leon di San Marco!
                                                     OTELLO
JAGO                                                 (prendendo il messaggio)
Val meglio soffocarla,                               Io bacio il segno
Là! nel suo letto, là! dove ha peccato.              Della Sovrana Maestà.
OTELLO                                               (Poi lo spiega e legge)
Questa giustizia tua mi pace.
                                                     LUDOVICO
JAGO                                                 (avvicinandosi a Desdemona)
A Cassio                                             Madonna,
Jago provvederà.                                     V’abbia il ciel in sua guardia.

OTELLO                                               DESDEMONA
Jago, fin d’ora                                       E il ciel v’ascolti.
Mio Capitano t’eleggo.
                                                     EMILIA
JAGO                                                 (a Desdemona, a parte)
Mio Duce,
Grazie vi rendo.                                     (Come sei mesta!)

(Il tumulto è sempre più vicino. Fanfare e grida)    DESDEMONA
Ecco gli Ambasciatori.                               (ad Emilia, a parte)
Li accogliete. Ma ad evitar sospetti,                (Emilia, una gran nube
Desdemona si mostri a quei Messeri.                  Turba il senno d’Otello e il mio destino!)

OTELLO                                               JAGO
Si, qui l’adduci.                                    (a Lodovico)
(Jago esce dalla porta di sinistra; Otello s’avvia   Messere, son lieto di vedervi.
verso il fondo per ricevere gli Ambasciatori)
                                                     (Si sarà formato un crocchio tra Desdemona, Lodo-
                                                     vico e Jago)



                                                                                                        23
Verdi: Otello - atto terzo

LUDOVICO                                               TUTTI
Jago,                                                  Orrore! Orrore!
Quali nuove?…ma in mezzo a voi non trovo
Cassio.                                                LUDOVICO
                                                       La mente mia non osa
JAGO                                                   Pensar ch’io vidi il vero.
Con lui crucciato è Otello.
                                                       OTELLO
DESDEMONA                                              (a un servo)
Credo
                                                       A me Cassio!
Che in grazia tornerà.
                                                       (il servo esce)
OTELLO
(sempre in atto di leggere. A Desdemona rapida-        JAGO
mente)                                                 (ad Otello)
Ne siete certa?                                        Che tenti?

DESDEMONA                                              OTELLO
Che dite?                                              (a Jago sottovoce)

LUDOVICO                                               Guardala mentre ei giunge
Ei legge, non vi parla.                                TUTTI
JAGO                                                   Ah! triste sposa!
Forse                                                  LUDOVICO
Che in grazia tornerà.
                                                       (si avvicina a Jago e gli dice a parte)
DESDEMONA                                              Quest’è dunque l’eroe? quest’è il guerriero
Jago, lo spero;                                        Dai sublimi ardimenti?
Sai se un verace affetto io porti a Cassio…
                                                       JAGO
OTELLO                                                 (alzando le spalle)
(sempre in atto di leggere, ma febbrilmente a Desde-
                                                       È quel ch’egli è.
mona, sottovoce)
Frenate dunque le labbra loquaci…                      LUDOVICO
                                                       Palesa il tuo pensiero.
DESDEMONA
Perdonate, signor…                                     JAGO
                                                       Meglio è tener su ciò la lingua muta.
OTELLO
(avventandosi contro Desdemona e scagliando il         Scena VIII°
piego a terra)
                                                       OTELLO
Demonio, taci!
                                                       (che avrà sempre fissato la porta; a Jago)
LUDOVICO                                               Eccolo! È lui!
(arrestando il gesto d’Otello)
                                                       (appare Cassio)
Ferma!
                                                       Nell’animo lo scruta!
24
                                                                      Verdi: Otello - atto terzo

OTELLO                                   E le navi e il castello
(ad alta voce a tutti)                   Lascio in poter del nuovo Duce.

Messeri! Il Doge…                        LUDOVICO
(a parte a Desdemona)                    (additando Desdemona che s’avvicina
                                         supplichevole)
(ben tu fingi il pianto)
                                         Otello,
(c.s.)                                   Per pietà la conforta o il cor le infrangi.

…Mi richiama a Venezia…                  OTELLO
RODERIGO                                 (a Lodovico e Desdemona)

(Infida sorte!)                           Noi salperem domani.

OTELLO                                   (afferra Desdemona furiosamente che cade)
(c.s.)                                   A terra! e piangi!
…e in Cipro elegge                       (Otello avrà, nel suo gesto terribile, gettata la per-
Mio successor colui che stava accanto    gamena al suolo, e Jago la raccoglie e legge di
Al mio vessillo, Cassio.                 nascosto. Emilia e Lodovico sollevano pietosamente
                                         Desdemona)
JAGO
(fieramente e sorpreso)                   DESDEMONA
                                         A terra!… Sì… nel livido
(Inferno e morte!)
                                         Fango… percossa… io giaccio…
                                         Piango… m’agghiaccia il brivido
OTELLO                                   Dell’anima che muor!
(continuando e mostrando la pergamena)   E un dì sul mio sorriso
La parola Ducale è nostra legge.         Fioria la speme e il bacio,
                                         Ed or… l’angoscia in viso
CASSIO                                   E l’agonia nel cor.

(inchinandosi ad Otello)                 EMILIA
Obbedirò.                                (Quell ‘innocente un fremito
                                         D’odio non ha né un gesto,
OTELLO                                   Trattiene in petto il gemito
(rapidamente a Jago)                     Con doloroso fren.
                                         Ah chi non piange
(Lo vedi?… non esulta                    Non ha più core in sen.
L’infame?)                               La lagrima si frange
                                         Muta sul volto mesto:
JAGO                                     No, chi per lei non piange,
(No)                                     Non ha pietade in sen.)

OTELLO                                   CASSIO
(ancora ad alta voce a tutti)            (L’ora è fatal! un fulmine
                                         Sul mio cammin l’addita.
La ciurma e la coorte                    Già di mia sorte il culmine
                                         S’offre all’inerte man.
(sottovoce a Desdemona)
                                         Or l’’ebbra fortuna incalza
(Continua i tuoi singulti)               La fuga della vita.

                                                                                             25
Verdi: Otello - atto terzo

Questa che al ciel m’innalza                  Slancia la tua vendetta! Il tempo vola.
È un’onda d’uragan)
                                              OTELLO
RODERIGO                                      Ben parli.
(Per me s’oscura il mondo,
S’annuvola il destin,                         JAGO
L’angiol soave e biondo                       È l’ira inutil ciancia. Scuotiti!
Scompar dal mio cammin)                       All’opra ergi tua mira! All’opra sola!
                                              Io penso a Cassio… Ei le sue trame espia.
LUDOVICO                                      L’infame anima ria l’averno inghiotte!
(Egli la man funerea
Scuote anelando d’ira;                        OTELLO
Essa la faccia eterea                         Chi gliela svelle?
Volge piangendo al ciel.
Nel contemplar quel pianto                    JAGO
La carità sospira,
                                              Io.
E un tenero compianto
Stempra del core il gel)
                                              OTELLO
DONNE                                         Tu?
Pietà! Pietà!
                                              JAGO
CAVALIERI:                                    Giurai.
Mistero! Mistero!
                                              OTELLO
DONNE                                         Tal sia.
Ansia mortale e bieca
Ne ingombra. Anime assorte in lungo error!
                                              JAGO
                                              Avrai le sue novelle in questa notte.
UOMINI
Quell’uomo nero è sepolcrale, e cieca
                                              JAGO
Un’ombra è in lui di morte e di terror!       (va a Roderigo; ironico)
                                              I sogni tuoi saranno in mar domani
DONNE                                         E tu sull’aspra terra!
Ei la colpì! Vista crudel!
Ei la colpì! Quel viso pallido e santo        RODERIGO
Si china e tace e piange e muor…              Ahi triste!
Piangon così nel ciel lor pianto gli angeli
Quando perduto è il peccator.                 JAGO
JAGO                                          Ahi stolto!
                                              Stolto! Se vuoi, tu puoi sperar; gli umani
(avvicinandosi a Otello)                      Cimenti afferra. Attento m’odi).
Una parola.
                                              RODERIGO
OTELLO                                        Ascolto.
E che?
                                              JAGO
JAGO                                          Col primo albor salpa il vascello, e Cassio
T’affretta! Rapido                            È il Duce.�Eppur se avvien che a questi accade
                                              Sventura… allor… qui resta Otello.
26
                                                                             Verdi: Otello - atto terzo

RODERIGO                                       LUDOVICO
Lugubre                                        (fa per trascinare Desdemona)
Luce d’atro balen!
                                               Mi segui…
JAGO                                           (fanfara lontana)
Mano alla spada!
                                               VOCI DI DENTRO
(cupo)                                         Evviva!
A notte folta io la sua traccia vigilo,
E il varco e l’ora scruto; il resto a te.      DESDEMONA
Sarò tuo scolta. A caccia! a caccia! Cingiti   (sciogliendosi da Lodovico corre verso Otello)
L’arco!
                                               Mio sposo!
RODERIGO
                                               OTELLO
Sì! t’ho venduto onore e fé.
                                               (terribile)
JAGO E UOMINI                                  Anima mia,
Tuoni in clamor di gloria                      Ti maledico!
Che sperda il nostro duol!
L’astro della vittoria                         TUTTI
Splenda su questo suol!                        (escono inorriditi)

RODERIGO                                       Orror!…
Il dado è tratto! Impavido t’attendo,          (Desdemona, fra Emilia e Lodovico, esce.)
Ultima sorte, occulto mio destin.
Mi sprona amor, ma un avido, tremendo          Scena IX°
Astro di morte infesta il mio cammin.
                                               Restano soli Otello e Jago.
(Ensemble)
                                               OTELLO
OTELLO                                         Fuggirmi io sol non so! Sangue Ah! l’abbietto
Fuggite!                                       Pensiero! “Ciò m’accora!”
                                               Vederli insieme avvinti… il fazzoletto!
TUTTI                                          Ah!…
Ciel!                                          (sviene)

OTELLO                                         JAGO
(slanciandosi contro la folla)                 (Il mio velen lavora)
Tutti fuggite Otello!
                                               VOCI INTERNE
JAGO                                           Viva Otello!
(a tutti)
                                               JAGO
Lo assale una malìa                            (ascoltando le grida)
Che d’ogni senso il priva.
                                               L’eco della vittoria…
OTELLO
                                               VOCI INTERNE
Chi non si scosta è contro me rubello.
                                               Evviva, evviva!


                                                                                                    27
Verdi: Otello - atto terzo

JAGO                                          VOCI ESTERNE
…porge sua laude estrema.                     (più vicine)

(osserva Otello disteso a terra tramortito)   Evviva! Evviva Otello! Gloria
                                              Al Leon di Venezia!
VOCI INTERNE
Evviva!                                       JAGO
                                              (ritto e con gesto d’orrendo trionfo)
JAGO
                                              Ecco il Leone!…
Chi può vietar che questa fronte prema
Col mio tallone?                              VOCI ESTERNE
                                              (c.s.)
                                              Viva! Viva! Otello!




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                                                                                 Verdi: Otello - atto quarto

                                       ATTO QUARTO
La Camera di Desdemona. Letto, inginocchiatoio, tavolo, specchio, sedie. Una lampada arde appesa
davanti all’immagine della Madonna che sta al disopra dell’inginocchiatoio. Porta a destra. Un lume
acceso sul tavolo. È notte.

Scena I°                                             (ad Emilia)
Desdemona ed Emilia                                  Affrettati; fra poco giunge Otello.
                                                     «Scorreano i rivi fra le zolle in fior,
EMILIA                                               Gemea quel core affranto,
Era più calmo?                                       E per le ciglia le sgorgava il cor
                                                     L’amara onda del pianto.
DESDEMONA                                            Salce! Salce! Salce! ecc.
Mi parea. M’ingiunse
                                                     Scendean ‘augelli a vol dai rami cupi
Di coricarmi e d’attenderlo. Emilia,
                                                     Verso quel dolce canto.
Te ne prego, distendi sul mio letto
                                                     E gli occhi suoi piangean tanto, tanto,
La mia candida veste nuziale.
                                                     Da impietosir le rupi.»
(Emilia eseguisce)
                                                     (a Emilia, levandosi un anello dal dito)
Senti. Se pria di te morir dovessi
                                                     Riponi quest’anello.
Mi seppellisci con un di quei veli.
                                                     (alzandosi)
EMILIA
Scacciate queste idee.                               Povera Barbara! Solea la storia
                                                     Con questo semplice suono finir:
DESDEMONA
                                                     «Egli era nato per la sua gloria,
Son mesta, tanto, tanto.                             Io per amar…»
(sedendo macchinalmente davanti allo specchio)       (interrompendo, ad Emilia)
Mia madre aveva una povera ancella,                  Ascolta!…�Odo un lamento.
Innamorata e bella.
Era il suo nome                                      (Emilia fa qualche passo)
Barbara. Amava
Un uom che poi l’abbandonò; cantava                  Taci. Chi batte a quella porta?…
Una canzone: la canzon del Salice.
                                                     EMILIA
(Ad Emilia)                                          È il vento.
Mi disciogli le chiome…
                                                     DESDEMONA
Io questa sera ho la memoria piena                   «Io per amarlo e per morir…
Di quella cantilena:                                 Cantiamo!
                                                     Salce! Salce! Salce!»
«Piangea cantando
Nell’erma landa,                                     Emilia, addio. Come m’ardon le ciglia!
Piangea la mesta…                                    È presagio di pianto. Buona notte.
O Salce! Salce! Salce!                               Ah! Emilia, Emilia, addio!…
Sedea chinando
Sul sen la testa!                                    (Emilia ritorna e Desdemona l’abbraccia – Emilia
Salce! Salce! Salce!                                 esce)
Cantiamo! il Salce funebre
Sarà la mia ghirlanda.»
                                                                                                         29
Verdi: Otello - atto quarto

Scena II°                                                OTELLO
DESDEMONA                                                Se vi sovviene
                                                         Di qualche colpa commessa che attenda
(all’inginocchiatoio)                                    Grazia dal ciel, imploratela tosto.
Ave Maria, piena di grazia, eletta
Fra le spose e le vergini sei tu,                        DESDEMONA
Sia benedetto il frutto, o benedetta,                    Perché?
Di tue materne viscere, Gesù.
Prega per chi adorando a te si prostra,                  OTELLO
Prega pel peccator, per l’innocente,                     T’affretta. Uccidere non voglio
E pel debole oppresso e pel possente,                    L’anima tua.
Misero anch’esso, tua pietà dimostra.
Prega per chi sotto l’oltraggio piega                    DESDEMONA
La fronte e sotto la malvagia sorte;
Per noi tu prega, prega                                  D’uccider parli?
Sempre e nell’ora della morte nostra.
Prega per noi, prega.                                    OTELLO
                                                         Sì.
(Resta ancora inginocchiata e appoggiando la fronte
sull’inginocchiato io ripete mentalmente l’orazione      DESDEMONA
di cui non s’odono che le prime e le ultime parole)      Pietà di me, mio Dio!
Ave Maria… nell’ora della morte.
Ave!…Amen!                                               OTELLO
                                                         Amen.
(Si alza e va a coricasi)
                                                         DESDEMONA
Scena III°
                                                         E abbiate
Otello compare sulla sogliaa, depone la spada sul        Pietà voi pure.
tavolo, s’arresta davanti alla face, titubante se spe-
gnerla o no. Guarda Desdemona. Spegne la face.           OTELLO
Movimento di furore. Si avvicina all’alcova. Rialza
                                                         Pensa ai tuoi peccati.
le cortine, contempla lungamente Desdemona che
dorme. Dà un bacio a Desdemona – un altro bacio
                                                         DESDEMONA
– un altro ancora.
                                                         Mio peccato è l’amor.
DESDEMONA
(si desta)                                               OTELLO
                                                         Perciò tu muori.
Chi è là?

(Si alza)                                                DESDEMONA
                                                         E perché t’amo m’uccidi?
Otello?
                                                         OTELLO
OTELLO
                                                         Ami Cassio.
Sì! – Diceste questa sera
Le vostre preci?                                         DESDEMONA
DESDEMONA                                                No! sull’anima mia!
Orai.                                                    OTELLO
                                                         Quel fazzoletto
                                                         Ch’io ti donai gli desti.
30
                                                                      Verdi: Otello - atto quarto

DESDEMONA                                    DESDEMONA
Non è vero.                                  Otello… non uccidermi…

OTELLO                                       OTELLO
Nella sua man lo vidi.                       Tu invano
                                             Ti difendi.
DESDEMONA
Io rea non sono!                             DESDEMONA
                                             (con disperazione)
OTELLO
                                             Ch’io viva ancor…
Confessa!
                                             OTELLO
DESDEMONA
                                             Giù! cadi,
Giuro!                                       Prostituta!

OTELLO                                       DESDEMONA
Bada allo spergiuro…                         Pietà!
Pensa che sei sul tuo letto di morte.
                                             OTELLO
DESDEMONA
                                             Muori!!
Non per morir.
                                             DESDEMONA
OTELLO
                                             Ch’io viva
Per morir tosto.
                                             Questa notte…
DESDEMONA
Aita!                                        OTELLO
Cassio non amo… ch’ei qui venga… ei parli.   No!

OTELLO                                       DESDEMONA
(Cupo)                                       Un’ora…
Muto è per sempre.
                                             OTELLO
DESDEMONA                                    No!
Cielo! Morto?
                                             DESDEMONA
OTELLO                                       Un istante…
(freddo)
                                             OTELLO
Morto.                                       No!

DESDEMONA                                    DESDEMONA
Son perduta! ei tradito!                     Sol ch’io dica un’Ave.

OTELLO                                       OTELLO
(con forza)                                  È tardi!
E pianger l’osi?
                                             (La soffoca)

                                                                                              31
Verdi: Otello - atto quarto

DESDEMONA                                     EMILIA
(un grido)                                    (accorrendo al letto)
Ah!                                           Chi geme là?… Orror!

(Emilia dal di fuori bussa alla porta)        DESDEMONA
OTELLO                                        Muoio innocente…
(contemplando il corpo di Desdemona inerte)
                                              EMILIA
Calma come la tomba.                          Gran Dio!… Chi fu? chi fu?

EMILIA                                        DESDEMONA
(picchia di nuovo)                            Nessuno… io stessa… Al mio
Aprite! Aprite!                               Signor mi raccomanda… muoio innocente…
                                              Addio.
OTELLO                                        (muore)
Chi è là? Chi batte?
                                              OTELLO
EMILIA                                        O mentitrice! io l’uccisi.
(c.s.)
                                              EMILIA
Signor mio…ven prego,
Lasciate ch’io vi parli… Aprite!              Assassino!

OTELLO                                        OTELLO
(aprendo)                                     Fu di Cassio la druda… A Jago il chiedi.

Emilia!                                       EMILIA
Che avvenne?                                  A Jago?

EMILIA                                        OTELLO
(entrando)                                    A Jago.
Un gran delitto! Cassio uccise
Roderigo.                                     EMILIA
                                              Stolto!! E tu il credesti?
OTELLO
E Cassio?                                     OTELLO
                                              (fa per avventarsi contro Emilia)
EMILIA
                                              Negarlo ardisci?
Vive.
                                              EMILIA
OTELLO
                                              Non ti temo.
Cassio vive!
                                              OTELLO
DESDEMONA
                                              Bada!
(dal letto)
Ingiustamente… uccisa ingiustamente…          (La afferra)




32
                                                                                    Verdi: Otello - atto quarto

EMILIA                                                   CASSIO
(si svincola e corre verso la porta, gridando dispera-   E nella mia dimora
tamente)                                                 Trovai quel vel.
Olà! Soccorso! Aiuto! Otello uccise
                                                         MONTANO
Desdemona!
                                                         (Entrando con armati ed indicando Jago)
Scena IV°                                                Rodrigo morente
Entrano Lodovico, Cassio e Jago                          Mi svelò di quest’uom l’arti nefande.

CASSIO, JAGO, LODOVICO                                   OTELLO
Quai grida!                                              (a Jago)

(vedendo Desdemona)                                      Ah! discolpati!

Orrore! Orror!                                           JAGO
                                                         (fuggendo)
EMILIA
(a Jago)                                                 No!

Jago, smentisci quel vile assassino.                     LODOVICO
Hai tu creduto Desdemona infida?                          Ferma!
Parla!
                                                         MONTANO
JAGO
                                                         S’insegua.
Tal la credea.
                                                         (alcuni escono inseguendo Jago)
OTELLO
Quel fazzoletto                                          CASSIO, LODOVICO
Che un dì le diedi, a Cassio essa donava.                Afferratelo!

EMILIA                                                   OTELLO
O potenza divina!                                        (slanciandosi per afferrar la spada)
                                                         E il ciel non ha più fulmini?
JAGO
(ad Emilia)                                              LODOVICO
Taci!                                                    La spada a me!

EMILIA                                                   OTELLO
No,                                                      Tant’osi?… Niun mi tema
Tutto rivelo!                                            S’anco armato mi vede. Ecco la fine
                                                         Del mio camin… Oh! Gloria! Otello fu.
JAGO
                                                         (Lascia cadere la spada. Va presso al letto, contem-
Taci!
                                                         plando Desdemona)
EMILIA                                                   E tu…come sei pallida! e stanca, e muta, e
No! Costui                                               bella,
Dalla mia man quel fazzoletto svelse                     Pia crëatura nata sotto maligna stella.
A viva forza.                                            Fredda come la casta tua vita… e in cielo
                                                         assorta.
                                                         Desdemona! Desdemona!… Ah… morta!
                                                                                                            33
Verdi: Otello - atto quarto

morta! morta!…                                    LODOVICO, MONTANO
                                                  Sciagurato!
(estraendo furtivamente dalle vesti un pugnale)
Ho un’arma ancor!                                 OTELLO
                                                  Pria d’ucciderti… sposa… ti baciai.
(si ferisce)                                      Or morendo… nell’ombra… in cui mi giacio…
                                                  Un bacio… un bacio ancora… ah!… un altro
CASSIO
                                                  bacio…
Ah! ferma!
                                                  (muore)




                                       FINE DELL’OPERA




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