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					Alyaksandr Milinkevich
•1990: La Bielorussia ottiene l’indipendenza dall’URSS
•10 luglio 1994: viene eletto Lukashenko
•1995: la bandiera della Bielorussia indipendente, viene sostituita da
una bandiera che ricorda molto quella dell’URSS, le lingue ufficiali
dello stato diventano russo e bielorusso




•2001: ci sono le prime elezioni condannate dall’OSCE come non
libere
•2005: Milinkievich viene eletto a capo del partito “Forze
Democratiche Unite”
•2006: Elezioni in cui partecipa anche Milinkievich, vince
Lukashenko con l’85% dei voti contro il 6% del leader
dell’opposizione. Le elezioni sono condannate ancora una volta
dall’OSCE e dagli Stati di tutto il mondo
“Se non prendessimo parte alle elezioni, priveremmo il popolo della
   speranza, li priveremmo di una scelta e li guideremmo a una
   depressione ancora maggiore. Ecco perché siamo obbligati a
                      partecipare alle elezioni”
               CAMPAGNA ELETTORALE 2006


“L’arma principale delle autorità è la forza, la nostra è la
verità”
“Oggi i nostri sforzi hanno tre obiettivi fondamentali: elezioni
democratiche, libertà di parola ed un’educazione per tutti”
“Se non registreranno il nostro partito noi faremo tutto ciò che
avevamo programmato come se lo avessero fatto. Andremo dal
popolo, viaggiando il più possibile”
“Lukashenko ha abituato il suo popolo alle menzogne, e a
pensare il meno possibile. La cronica mancanza di informazione
fa si' che ancora troppe persone vivano nelle zone contaminate
dalle radiazioni di Chernobyl senza neanche saperlo.”
“La rivoluzione in Bielorussia si puo' fare solo cosi', giorno per
giorno, cercando di abbattere un po' alla volta i mille divieti che
ci rendono la vita impossibile”
Bandiera della Bielorussia
indipendente 1991-1995
“Durante la campagna presidenziale, passando per i villaggi porta a porta,
 spesso la gente mi domandava: “pensa che queste elezioni cambieranno
 qualcosa? ” La gente è pragmatica da noi, non esistono vere elezioni. Ma
dobbiamo continuare a lottare e parlare con la gente, visto che non esiste
                  televisione o giornale indipendente”.

“Desidero che l'Europa non dimentichi che esiste un paese a lui vicino dove
     vige la dittatura, con una storia, tradizioni e mentalità europee.”




                                                                       4:10 - 4:46
  “Questo riconoscimento, rappresenta il segno che l'Europa non ci
abbandonerà fintanto che non avremo raggiunto la democrazia. Sono
 davvero contento di tutto questo sostegno, dato che la nostra non è
                   affatto una situazione facile."

                                

“Qualcuno mi dipinge come un dittatore, nascosto dietro la bandiera
pseudo- democratica, aggiunge Milinkevich, ritengo che ci troviamo
in uno stato di guerra, ecco perchè abbiamo bisogno di un generale,
            di un quartier generale, di ufficiali e soldati.”

                                

   “Vorrei vedere sempre più politici interessarsi al nostro morale
piuttosto che agli interessi economici, come nel Parlamento europeo
            che ha scelto di sostenere i diritti dell'uomo.”
Wei Jingsheng
               CRONOLOGIA
 1966 inizia la Rivoluzione Culturale;
 1976 morte di Mao Zedong e ascesa di Deng Xiaoping;
 1978 Wei pubblica “La Quinta Modernizzazione”;
 1979 Wei viene condannato a 15 anni di carcere;
 1996 Wei vince il premio Sacharov;
 1997 la pena carceraria viene trasformata in esilio; Wei
viene trasferito negli USA;
 2009 Wei è tra i candidati al premio Nobel per la pace.
“Noi vogliamo essere padroni del nostro destino, non abbiamo
bisogno di alcun dio od imperatore, non crediamo nell’esistenza di
alcun salvatore, vogliamo essere padroni del nostro mondo e non
strumenti utilizzati dagli autocrati per realizzare le loro selvagge
ambizioni. Vogliamo uno stile di vita moderno e democrazia per la
gente. Libertà e felicità sono i nostri unici obiettivi nel completamento
della modernizzazione”
                                   

  “Possiamo sicuramente fare la differenza se alziamo la nostra voce
  tutti insieme all’unisono. Perciò dobbiamo unirci in solidarietà con
    coloro che non possono parlare e continuano a soffrire sotto le
                     repressioni del governo cinese”
“Osservando Mao Zedong incoraggiare la lotta di classe nelle
campagne, […] cominciai a capire, Mao aveva raggruppato le persone
in insiemi immaginari a seconda degli interessi e li aveva messi in
conflitto gli uni contro gli altri in modo che perdessero il contatto con
la realtà e non potessero più vedere dove fossero i loro veri interessi”

				
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posted:3/17/2011
language:Italian
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