Docstoc

8-Il_tempo_di_lavoro

Document Sample
8-Il_tempo_di_lavoro Powered By Docstoc
					  LA NUOVA DISCIPLINA
DELL’ORARIO DI LAVORO
 Decreto legislativo 8 aprile 2003, n.
66, come modificato dal d. lgs. n. 213
                             del 2004
L’orario di lavoro nella
regolamentazione giuridica:
le funzioni tradizionali dell’istituto
    L’orario di lavoro          La necessità di fissare
  come parametro per la       limiti massimi alla durata
   determinazione della      della prestazione lavorativa
       retribuzione             richiedibile dal datore




                              La necessità di
                      tutelare la salute e la sicurezza
                                dei lavoratori
   Le diverse qualificazioni
giuridiche del tempo di lavoro

 Orario normale di lavoro
 Orario massimo
 Orario “medio” (flessibile)
 La dimensione giuridica del
  tempo di non lavoro (e del
       tempo libero)
In particolare, la disciplina delle
   pause e dei riposi:
1) La “pausa” giornaliera;
2) Il riposo giornaliero;
3) Il riposo settimanale;
4) Le ferie annuali.
Il tempo di lavoro “antisociale”:
       il lavoro notturno
L’ordinamento regolamenta il
  lavoro notturno, sia sotto il
  profilo della durata, che sotto
  quello della tutela della
  salute e sicurezza del
  lavoratore o della lavoratrice
  addetta a lavori notturni
  (visite mediche, divieti, etc.).
    Il tempo di lavoro nella
          Costituzione
Art. 36 Cost., comma 2:
“la durata massima della giornata
  lavorativa è stabilita dalla legge”.
Art. 36 Cost., comma 3:
“il lavoratore ha diritto al riposo
  settimanale e a ferie annuali retribuite,
  e non può rinunziarvi”
La durata normale e massima
  della settimana di lavoro
R.d.l. n. 692 del 1923    Legge n. 196 del
                            1997, art. 13



8 ore giornaliere o
       48 ore            40 ore settimanali
    settimanali             riducibili dalla
                           contrattazione
                               collettiva
Il ruolo della contrattazione
          collettiva
      Nel settore privato, la
  contrattazione collettiva, specie
    a partire dagli anni ’60, ha
    ridotto progressivamente il
  tempo di lavoro sino a 40, 39 o
        38 ore settimanali
    Il ruolo della legge


Nel settore pubblico, la legge ha
     fissato il limite delle ore
settimanali a 36 ore, secondo un
 criterio di maggior favore per il
          lavoro pubblico.
    L’orario flessibile


 Il metodo          Il metodo della:
                          l’orario
tradizionale:
                       computato su
  l’uso dello               archi
straordinario         multiperiodali
(funzionale al        o orario medio
modello fordista)   (indispensabile nel
                       nuovo contesto
                          produttivo)
  La nuova normativa di
recepimento della direttiva
       comunitaria
Il decreto legislativo 8 aprile 2003, n.
66, attuativo della legge delega n. 39
del 2002, recepisce nel nostro
ordinamento la direttiva europea n.
93/104/Ce, modificata dalla Direttiva
2000/34/Ce (ora codificate nella
direttiva n. 2003/88/Ce)
La tecnica normativa: la
     funzione della
contrattazione collettiva
Il decreto fa salvo il ruolo
tradizionalmente svolto dalla
contrattazione collettiva in materia
di orario di lavoro.
Molti sono i rinvii e molte le deroghe
consentite alla contrattazione
collettiva, anche di secondo livello.
 AMBITO DI APPLICAZIONE
La nuova normativa sull’orario di lavoro si applica a
    tutti i settori di attività, pubblici e privati, compresi
    gli apprendisti maggiorenni.
Sono fatte salve alcune “tassative” eccezioni (con
    applicazione di discipline speciali):
1) Gente di mare;
2) Personale di volo nell’aviazione civile;
3) Autotrasportatori;
4) Personale della scuola, forze armate, forze di
    polizia, vigili urbani;
Casi di parziale applicazione, in relazione a particolari
    esigenze del servizio: a) vigili del fuoco; b)
    protezione civile; c) lavoratori delle strutture
    giudiziarie e penitenziarie etc.
Le nozioni “contrapposte” di
   ORARIO DI LAVORO e
    PERIODO DI RIPOSO
Art. 1, comma 2, lett. a): “qualsiasi periodo
       in cui il lavoratore sia al lavoro, a
      disposizione del datore di lavoro e
  nell'esercizio della sua attività o delle sue
                     funzioni”.

Art. 1, comma 2, lett. b): “qualsiasi periodo
     che non rientra nell’orario di lavoro”
 I tempi “esclusi” dall’orario di
             lavoro
 1) Riposi intermedi e soste di lavoro non inferiori a
         quindici minuti e complessivamente non
       superiori a due ore nella giornata lavorativa;
2) Il tempo impiegato per recarsi nel posto di
     lavoro;
Vi sono poi dei casi dubbi:
a) il tempo per raggiungere la sede di lavoro in
     caso di trasferta o, comunque, in ipotesi di
     funzionalità dello spostamento alla prestazione
     lavorativa;
b) il tempo per indossare gli indumenti o gli
     strumenti di lavoro.
c) Il tempo della “reperibilità”
   COMUNICAZIONE
DELL’ORARIO DI LAVORO
   AL LAVORATORE

La lettera di assunzione deve indicare
    l’orario normale di lavoro e
   specificarne la distribuzione
  nella giornata, nella settimana,
        nel mese e nell’anno
     ORARIO NORMALE
     DI LAVORO (art. 3)
L’orario normale di lavoro non può
            superare le
       40 ORE SETTIMANALI

La contrattazione collettiva potrà
 stabilire una durata minore e riferire
 l’orario normale alla media in un
 periodo non superiore ad un anno.
IL LAVORO STRAORDINARIO
         (art. 5)
   Il lavoro straordinario è quello prestato
   oltre l’orario normale (le 40 ore settimanali)

   Il ricorso al lavoro straordinario deve
   essere contenuto

   In difetto di regole definite dalla
   contrattazione collettiva, è ammesso
   previo accordo e per un numero di ore
   non superiore a 250 ORE annuali
 DURATA MASSIMA (ma in verità
MEDIA) dell’orario di lavoro (art. 4)
La durata massima dell’orario di lavoro è stabilita dai
  contratti collettivi di lavoro
La durata media dell'orario di lavoro non può in ogni
  caso superare, per ogni periodo di sette giorni, le
  48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario.
La durata media dell'orario di lavoro deve essere
  calcolata con riferimento a un periodo non
  superiore a quattro mesi.

        L’ipotesi standard: 48 ORE
               SETTIMANALI
                    MEDIE
            NEL QUADRIMESTRE
IL CALCOLO DELLA MEDIA

     I contratti collettivi possono
stabilire una durata massima inferiore
e riferirla alla media su un periodo più
lungo, da 4 mesi a 6 mesi o anche 12
(annualizzazione), a fronte di ragioni
obiettive, tecniche o inerenti alla
organizzazione del lavoro.
            LE MAGGIORAZIONI
               ECONOMICHE

Il lavoro straordinario deve essere
   computato a parte e compensato con
   le maggiorazioni previste dalla
   contrattazione collettiva.

I contratti collettivi possono consentire che i
lavoratori usufruiscano di riposi compensativi,
in aggiunta o in alternativa alle maggiorazioni
    RIPOSO
GIORNALIERO (art. 7)
  Al lavoratore spettano ogni 24 ore

 11 ORE DI RIPOSO CONSECUTIVO

 Il riposo deve essere fruito in modo
  consecutivo , fatte salve la attività
   caratterizzate da periodi di lavoro
      frazionati durante la giornata
 ORARIO GIORNALIERO
Benché la legge non faccia espresso
riferimento alla “durata giornaliera della
prestazione di lavoro”, dalla disposizione
sul riposo giornaliero si ricava una durata
massima giornaliera dell’orario di lavoro,
salve le pause obbligatorie per legge, pari
ad un massimo di

               13 ORE
L’abrogazione implicita del limite di
orario massimo giornaliero, soppiantato
dalla previsione di un riposo giornaliero di
“undici ore di riposo consecutivo ogni
ventiquattro ore” determina l’estensione
della giornata di lavoro sino ad un
massimo possibile di (13) tredici ore
consecutive e della settimana sino ad un
estremo di settantasette (77) ore, con
rilevanti chance di gestione flessibile dei
tempi di lavoro
(e non lavoro) da parte dell’impresa.
     RIPOSO SETTIMANALE
  Il lavoratore ha diritto ad almeno 24 ORE
    consecutive di riposo ogni sette giorni, di
    regola in coincidenza con la DOMENICA;

  vanno cumulate alle ore di riposo giornaliero;

   Le eccezioni e le deroghe:
a) I casi di riposo settimanale in giorno
   diverso dalla domenica;
b) I casi di periodicità diversa da quella
   prevista dalla legge (riposo su base
   multiperiodale)
Il trattamento economico del lavoro
    domenicale e del “superlavoro”

a)   Il lavoro domenicale, in ragione del suo particolare
     carattere disagiato, va retribuito in ogni caso con
     una specifica maggiorazione, ancorché sia previsto
     un riposo compensativo in altro giorno della
     settimana;
b)   Il lavoro svolto nella giornata dedicata al riposo
     settimanale determina il diritto a cumulare alla
     normale retribuzione, una più elevata maggiorazione
     economica;
c)   In caso di mancata fruizione del riposo
     compensativo, è dovuto anche il risarcimento del
     danno per “usura” psico-fisica.
                       Il diritto alle
                      FERIE ANNUALI

La ratio secondo la consolidata interpretazione
  giurisprudenziale: l’esigenza di reintegrare le
  energie psico-fisiche del lavoratore, oltre che
  consentire la fruizione di quote di tempo da
  dedicare alla famiglia, gli hobbies, etc.
Per queste ragioni, le ferie non sono cumulabili
  con altri periodi di congedo (per es. maternità).
  Inoltre, l’insorgere di un grave evento morboso
  determina l’interruzione del periodo delle ferie.
                      FERIE
                    ANNUALI (Art.
                        10)
      Il lavoratore ha diritto ad almeno

                4 SETTIMANE

 di ferie all’anno, che non possono essere
  sostituite da una indennità “per ferie non
godute”, salvo in caso di risoluzione anticipata
              del rapporto di lavoro

  La contrattazione collettiva potrà stabilire
 condizioni di miglior favore (per es. la quinta
               settimana di ferie)
                          FERIE
                        ANNUALI (Art.
                            10)
Le modalità di fruizione delle ferie (l’art. 10, in
   questa parte, è stato modificato dal d. lgs. n.
   213 del 2004):
a) Le prime due settimane, consecutive in caso
   di richiesta del lavoratore, vanno fruite nel
   corso dell’anno di maturazione;
b) Le restanti due settimane vanno fruite nei 18
   mesi successivi alla fine dell’anno di
   maturazione;
c) Eventuali settimane extra possono essere
   oggetto di “monetizzazione”
IL LAVORO
NOTTURNO
              LAVORATORE
                NOTTURNO
E’ il lavoratore che svolge durante il periodo notturno:
  3 ORE del suo orario giornaliero normale
  o una parte del suo orario, secondo le norme
  definite dai CONTRATTI COLLETTIVI
  e, in mancanza, 80 GIORNI lavorativi
  all’anno
                  PERIODO
                NOTTURNO
       PERIODO DI ALMENO

    7 ORE CONSECUTIVE
  COMPRENDENTI L’INTERVALLO FRA

LA MEZZANOTTE E LE CINQUE
          DEL MATTINO
         PERIODO
        NOTTURNO

dalle ore 22 alle ore 5
dalle ore 23 alle ore 6
dalle ore 24 alle ore 7
             Le ipotesi di
             DIVIETO
         di lavoro notturno

a) Donne in stato di gravidanza o puerperio
 (dall’accertamento dello stato di gravidanza   ad un anno dopo il parto)


b) Minori di 18 anni, compresi gli apprendisti
 (fatte salve talune eccezioni per gli adolescenti)
    I casi di ASTENSIONE
      dal lavoro notturno
Non sono obbligati a prestare lavoro notturno:
a)la lavoratrice madre di un bambino fino a 3 anni
  o in alternativa il padre con lei convivente
b)il genitore unico affidatario di un figlio fino a 12 anni,
c) i genitori che abbiano a proprio carico un disabile
d)altri lavoratori esclusi dall’obbligo dai contratti
  collettivi
                      DURATA
            del lavoro notturno
L’orario dei lavoratori notturni non può superare le


          8 ORE nelle 24 ORE

 che i contratti collettivi possono riferire alla media
 in un periodo di riferimento più ampio di 24 ore,
 salvo particolari lavorazioni elencate con D.M.
       MAGGIORAZIONI
       per lavoro notturno
La contrattazione collettiva definisce
eventuali riduzioni di orario ed
eventuali trattamenti indennitari nei
confronti dei lavoratori notturni
              OBBLIGHI PER
                 L’AZIENDA
1)Consultazione sindacale

2)Comunicazione alla D.P.L.

3)Protezione adeguata, personale e collettiva

4)Visite di controllo preventive e periodiche
    CONSULTAZIONE
        SINDACALE

L’introduzione del lavoro notturno deve
essere preceduta dalla consultazione
delle rappresentanze sindacali aziendali o
in mancanza con le organizzazioni
territoriali, effettuata e conclusa in 7 giorni
     COMUNICAZIONE
          ANNUALE
L’esecuzione di lavoro notturno in
modo continuativo o in turni regolari,
deve essere comunicato annualmente
alla Direzione Prov.le del Lavoro ed alle
rappresentanze sindacali, salvo sia
previsto dal contratto collettivo
                     MISURE DI
                    SICUREZZA
Durante il lavoro notturno il datore di lavoro garantisce:
previa informativa alle rappresentanze
sindacali
un livello di servizi e sicurezza adeguato ed
equivalente a quello del lavoro diurno
misure di protezione personale e collettiva
appropriate per le lavorazioni che comportano
rischi particolari
                    VISITE DI
                  CONTROLLO
Lo stato di salute dei lavoratori notturni deve
essere valutato attraverso visite di controllo


   PREVENTIVE e PERIODICHE
              INIDONEITA’
                  al lavoro
                  notturno
L’inidoneità al lavoro notturno può essere
accertata     dalle    strutture  sanitarie
                  pubbliche

L’inidoneità può essere accertata anche
dal medico competente dell’azienda
effettuando le visite mediche preventive e
periodiche
  TRASFERIMENTO
    AL LAVORO
     DIURNO
    il lavoratore verrà adibito al lavoro diurno,
    qualora sopraggiungano condizioni di salute,
  che comportino la INIDONEITÀ al lavoro notturno

in mansioni equivalenti se esistenti e disponibili

Se non è possibile, si seguono le modalità stabilite
           dalla contrattazione collettiva

				
DOCUMENT INFO
Shared By:
Categories:
Stats:
views:11
posted:3/17/2011
language:Italian
pages:44