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De amore

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  • pg 1
									                               Facoltà di Scienze Umane e Sociali
                                 Anno accademico 2008-2009

                                  LETTERATURA ITALIANA
                                    Prof. Donato Pirovano


Il trattato De amore di Andrea Cappellano
Il De amore fu scritto in latino, forse a Parigi, negli anni a cavallo tra il XII e il XIII secolo. Si tratta
del testo fondamentale dell'erotismo medievale. Movendo dall'Ars amandi di Ovidio, ma con
l'apporto di altri autori antichi e medievali, Andrea mette a punto una vera e propria summa
dell'amor cortese, riferimento imprescindibile per tutti i successivi poeti e prosatori romanzi che si
cimentarono nella materia amorosa.
Questo trattato ha avuto infatti grandissima fortuna nel Medioevo (e oltre), allorché era venuto a
sostituirsi al modello imperante dell’Ars amandi di Ovidio, da cui traeva la forma didascalica, la
struttura, la tipologia e la tecnica degli inserti paradigmatici, conciliando però l'amore cortese con la
visione cristiana del mondo; e dunque diventando a sua volta modello imprescindibile per imitatori
discettatori moralisti e predicatori.
I poeti siciliani e toscani (da Jacopo da Lentini a Guittone d'Arezzo, da Cavalcanti a Dante)
studiando, si potrebbe dire con Cino da Pistoia, «nel libro di Gualtieri,/ per trarne vero e novo
intendimento», guardano al De amore come a una summa sapienziale che coniuga l'autorità delle
Scritture con la tradizione letteraria latina e cristiana, araba e cortese.
A conferma della fortuna del De amore si ricorda che numerosi volgarizzamenti circolavano in
Italia. A noi sono pervenute cinque di queste traduzioni anonime, contenute in quattro codici
fiorentini e in uno vaticano.
Indicato nei manoscritti come cappellano del re di Francia, confuso con un Andrea più tardo,
cappellano di Innocenzo IV, rintracciato in un Andrea cappellano di Maria di Champagne negli anni
1184-1186, identificato infine o scovato come ciambellano di Filippo Augusto, Andrea Cappellano
(sicuro non ha nemmeno il titolo: cappellano o ciambellano? potrebbe trattarsi di un tipico caso di
corruzione, dal momento che l'abbreviazione 'capellan' di capellanus e 'cabellan' di cambellanus
contiene una sola lettera differente e la confusione tra p e b è facilissima; se però Andrea è attestato
come ciambellano del re a Parigi negli anni 1190-91, invece che di corruzione manoscritta del titolo
potrebbe trattarsi di un avanzamento di grado: Andrea cappellano diventa ciambellano del re, o più
semplicemente scrive il De amore quando è in carica come cappellano, o addirittura quando è
cappellano di Maria di Champagne, della quale si spiegherebbe così la continua presenza da un
capo all'altro del trattato. Ciambellano del re di Francia è sicuramente Gualtieri, identificato con
Gautier il giovane, nato intorno al 1163. Gli studi più recenti in base agli elementi interni ed esterni
all'opera, tendono a postulare che Andrea, vissuto tra il 1150 e il 1220, non è parigino ma arriva a
Parigi passando da Troyes alla corte del fratellastro di Maria di Champagne, e che la stesura del De
amore, sicuramente diffuso prima del 1238, è posteriore al 1174.
Il 7 marzo 1277 viene solennemente e pubblicamente condannato dal vescovo di Parigi Etienne
Tempier, con l’accusa di contenere soltanto un cumulo di contraddizioni e di affermare principi
contrari alla religione.
Edizione di riferimento (latino e italiano):
E. TROJEL: Andreas Capellanus regii Francorum De amore libri tres, Hauniae 1892, ristampa,
München 1972.
A. CAPPELLANO, De amore, traduzione di J. Insana, Milano, SE, 2002.

                                      DE AMORE, LIBER PRIMUS

                    Capitulum I:                                               Capitolo I
                    Quid sit amor                                             Cos’è amore
[1] Amor est passio quaedam innata procedens ex         L'amore è una passione innata che procede per
visione et immoderata cogitatione formae alterius       visione e per incessante pensiero di persona d'altro
sexus, ob quam aliquis super omnia cupit alterius       sesso, per cui si desidera soprattutto godere
potiri amplexibus et omnia de utriusque voluntate       l'amplesso dell'altro, e nell'amplesso realizzare
in ipsius amplexu amoris praecepta compleri.            concordemente tutti i precetti d'amore.
[2] Quod amor sit passio facile est videre. Nam         Che l'amore sia passione, si vede facilmente.
antequam amor sit ex utraque parte libratus, nulla      Infatti, prima che l'amore sbocci da tutte e due le
est angustia maior, quia semper timet amans ne          parti, non esiste angoscia maggiore, perché
amor optatum capere non possit effectum, nec in         l'amante teme sempre che l'amore non ottenga
vanum suos labores emittat.                             l'effetto desiderato e che siano inutili le sue
[3] Vulgi quoque timet rumores et omne quod             fatiche. Teme anche i pettegolezzi della gente e
aliquo posset modo nocere; res enim imperfectae         tutto ciò che gli può nuocere, perché le cose non
modica turbatione deficiunt.                            compiute vengono meno al più piccolo
[4] Sed et si pauper ipse sit, timet ne eius mulier     turbamento. Se 1'amante è povero, teme che la
vilipendat inopiam; si turpis est, timet ne eius        donna disprezzi la sua povertà; se è brutto, teme
contemnatur informitas vel pulchrioris se mulier        d'essere disprezzato per la sua bruttezza o che la
annectat amori; si dives est, praeteritam forte         donna si leghi a un altro più bello; se è ricco teme
tenacitatem sibi timet obesse.                          che la sua spilorceria di una volta possa
[5] Et ut vera loquamur, nullus est qui possit          danneggiarlo. A dire il vero, non c'è nessuno che
singularis amantis enarrare timores. Est igitur         possa elencare le paure che sono proprie di ogni
amor ille passio, qui ex altera tantum est parte        amante. È dunque passione quell'amore che sorge
libratus, qui potest singularis amor vocari.            da una parte sola, e si può chiamare amore di uno
[6] Postquam etiam amor utriusque perficitur, non       solo.
minus timores insurgunt; uterque namque timet           E anche quando si compie l'amore di entrambi,
amantium ne quod est multis laboribus acquisitum        paure non diminuiscono perché l'uno e l'altro
per alterius labores amittat, quod valde magis          amante teme di perdere per le fatiche di un altro
onerosum constat hominibus quam si spe frustrati        ciò che con molta fatica ha ottenuto - cosa che
nullum sibi suos fructum sentiant [sibi] afferre        risulta più dura dell'essere delusi nella speranza e
labores.                                                sentire che la fatica non porta frutti. È più doloroso
[7] Gravius est enim carere quaesitis quam sperato      perdere quanto si è ottenuto che essere spogliati
lucro privari. Timet etiam ne in aliquo offendat        della speranza di ottenere. Teme anche di
amantem; tot enim timet quod nimium esset               offendere in qualche modo l'amante. E sono tante
narrare difficile.                                      le paure che è troppo difficile enumerarle.
[8] Quod autem illa passio sit innata, manifesta tibi   Ti dimostro chiaramente che la passione è innata
ratione ostendo, quia passio illa ex nulla oritur       poiché la passione, a ben guardare la verità, non
actione subtiliter veritate inspecta; sed ex sola       nasce da nessuna azione; ma la passione procede
cogitatione quam concipit animus ex eo quod vidit       dal solo pensiero che l'animo concepisce davanti
passio illa procedit.                                   alla visione. Quando, infatti, uno vede una donna
[9] Nam quum aliquis videt aliquam aptam amori          che corrisponde al suo amore e che è bella secondo
et suo formatam arbitrio, statim eam incipit            il suo gusto, subito in cuor suo comincia a
concupiscere corde; postea vero quotiens de ipsa        desiderarla, e quanto più la pensa, tanto più arde
cogitat, totiens eius magis ardescit amore,             d'amore, fino a che non giunge a più pieno
quousque ad cogitationem devenerit pleniorem.           pensiero. E comincia a pensare alle fattezze della
[10] Postmodum mulieris incipit cogitare facturas,      donna, a riconoscere le sue membra, a immaginare
et eius distinguere membra suosque actus                i propri gesti, e a frugare i segreti di quel corpo che
imaginari eiusque corporis secreta rimari ac            desidera possedere tutto per il proprio piacere.
cuiusque membri officio desiderat perpotiri.            Ma poi che giunge al pensiero pieno, l'amore non
[11] Postquam vero ad hanc cogitationem                 sa tenere il freno, e passa subito ai fatti; subito
plenariam devenerit, sua frena nescit continere         s'affanna a cercare complici e messaggeri. E
amor, sed statim procedit ad actum; statim enim         comincia a pensare come incontrare la sua grazia,
iuvamen habere laborat et internuntium invenire.       a chiedere luogo e tempo giusto per parlare, e
[12] Incipit enim cogitare qualiter eius gratiam       un'ora gli pare un anno, perché non c'è nulla che
valeat invenire, incipit etiam quaerere locum et       possa subito saziare l'animo desideroso; e si sa che
tempus cum opportunitate loquendi, ac brevem           spesso succede così. Dunque la passione, innata
horam longissimum reputat annum, quia cupienti         procede da visione e da pensiero. Al sorgere
animo nil satis posset festinanter impleri; et multa   dell'amore non basta il semplice pensiero, ma
sibi in hunc modum evenire constat. [13] Est igitur    occorre che esso sia smisurato, perché il pensiero
illa passio innata ex visione et cogitatione. Non      misurato non torna insistentemente alla mente, e
quaelibet cogitatio sufficit ad amoris originem, sed   da lì dunque non può sbocciare amore.
immoderata exigitur; nam cogitatio moderata non
solet ad mentem redire, et ideo ex ea non potest
amor oriri.

                   Capitulum II:                                              Capitolo II
            Inter quos possit esse amor                             Tra chi può esserci amore
[1] Hoc autem est praecipue in amore notandum,         Quanto all'amore bisogna precisare che non può
quod amor nisi inter diversorum sexuum personas        esserci amore se non tra persone di sesso diverso.
esse non potest. Nam inter duos mares vel inter        Tra due maschi o tra due femmine l'amore non ha
duas feminas amor sibi locum vindicare non valet;      luogo perché due persone dello stesso sesso non
duae namque sexus eiusdem personae nullatenus          sembrano in nessun modo adatte a reciproco
aptae videntur ad mutuas sibi vices reddendas          scambio d'amore o ad atti secondo natura: ciò che
amoris vel eius naturales actus exercendos. Nam        la natura nega, l'amore si vergogna di fare.
quidquid natura negat, amor erubescit amplecti.        A questo tende desiderio d'amante, a questo
[2] Ad hoc totus tendit conatus amantis, et de hoc     incessantemente pensa: fare l'amore con l'amata,
illius assidua est cogitatio, ut eius quam amat        perché con lei desidera realizzare tutti i
fruatur amplexibus; optat enim ut cum ea omnia         comandamenti d'amore, quelli cioè che sono
compleat amoris mandata, id est ea quae in amoris      riportati nei trattati d'amore.
tractatibus reperiuntur inserta.                       […]
[…]


                   Capitulum III:                                          Capitolo III
                Unde dicatur amor                                  Da dove amore prende nome
[1] Dicitur autem amor ab amo verbo, quod              Amore prende nome dal verbo amare che significa
significat capere vel capi. Nam qui amat captus est    prendere o essere preso, perché chi ama è preso
cupidinis vinculis aliumque desiderat suo capere       nelle catene del desiderio e desidera prendere
hamo.                                                  l'altro al suo amo. Come il bravo pescatore
[2] Sicut enim piscator astutus suis conatur           s'ingegna di attrarre i pesci con l'esca per prenderli
cibiculis attrahere pisces et ipsos sui hami capere    all'amo, così chi è preso d'amore si sforza di
unco, ita vero captus amore suis nititur alium         attrarre l'altro con lusinghe e mette tutta la sua
attrahere blandimentis, totisque nisibus instat duo    energia per unire due cuori in un vincolo incor-
diversa quodam incorporali vinculo corda unire,        porale o per tenerli sempre uniti, una volta che i
vel unita semper coniuncta servare.                    cuori sono uniti.


                 Capitulum IV:                                            Capitolo IV:
             Quis sit effectus amoris                                   L'effetto d'amore

[1] Effectus autem amoris hic est, quia verus          Questo è l'effetto d'amore: poiché il vero amante
amator nulla posset avaritia offuscari; amor           non può peccare di avidità, l'amore dà bellezza
horridum et incultum omni facit formositate            all'uomo incolto e rozzo, dà nobiltà anche ai più
pollere, infimos natu etiam morum novit nobilitate     umili, rende umili anche i superbi, e l'innamorato
ditare, superbos quoque solet humilitate beare;        generalmente è molto compiacente con tutti. Che
obsequia cunctis amorosus multa consuevit              cosa meravigliosa è l'amore che fa splendere
decenter parare. O, quam mira res est amor, qui        l'uomo di tante virtù e gli insegna ad avere tanti
tantis facit hominem fulgere virtutibus, tantisque     buoni costumi!
docet quemlibet bonis moribus abundare!                C'è nell'amore un altro merito, degno di lunga
[2] Est et aliud quiddam in amore non brevi            lode: l'amore rende l'amante quasi casto perché chi
sermone laudandum, quia amor reddit hominem            è illuminato dal raggio di un solo amore,
castitatis quasi virtute decoratum, quia vix posset    difficilmente pensa di fare l'amore con un'altra
de alterius etiam formosae cogitare amplexu, qui       anche se bella. Finché pensa esclusivamente al suo
unius radio fulget amoris. Est enim suae menti,         amore, orrida e brutta gli appare alla mente
dum de amore suo plenarie cogitat, mulieris             qualsiasi altra donna.
cuiuslibet horridus et incultus aspectus.               […]
[...]

                Capitulum V:
                                                                           Capitolo V:
      Quae personae sint aptae ad amorem
                                                                   Le persone adatte all'amore

[1] Est nunc videre quae sint aptae personae ad         Considero ora quali persone siano adatte a portare
amoris arma ferenda. Et scire debes quod omnis          le armi d'amore. E devi sapere che chi è padrone
compos mentis qui aptus est ad Veneris opera            della propria mente, è pronto a svolgere le opere di
peragenda, potest amoris pertingi aculeis, nisi         Venere, tanto che può essere trafitto dagli aculei
aetas impediat vel caecitas vel nimia voluptatis        d'amore, a meno che non glielo impedisca l'età, la
abundantia.                                             cecità o l'eccesso di piacere. L'età è un
[2] Aetas impedit, quia post sexagesimum annum          impedimento per i maschi dopo i sessantacinque
in masculo et post quinquagesimum in femina,            anni e per le femmine dopo i cinquanta: l'uomo è
licet coire homo possit, eius tamen voluptas ad         in grado di accoppiarsi ma il suo piacere non
amorem deduci non potest, quia calor naturalis ab       diventa amore perché il calore naturale, a partire
ea aetate suas incipit amittere vires, et humiditas     da quell'età, comincia a perdere le sue forze,
sua validissime inchoat incrementa fovere, atque        mentre il freddo cresce sempre di più e getta
hominem in varias deducit angustias et                  l'uomo in varie angustie e l'assale con l'insidia di
aegritudinum diversarum molestat insidiis,              molte malattie, sicché altro piacere non ha a
nullaque sunt sibi in hoc saeculo praeter cibi et       quest'età oltre al mangiare e al bere. Analogamente
potus solatia.                                          la femmina prima dei dodici anni, e il maschio
[3] Similiter ante duodecim annos femina et ante        prima dei quattordici, non può militare
decimum quartum annum masculus non solet in             nell'esercito d'amore. Dico tuttavia e affermo con
amoris exercitu militare.                               certezza che il maschio prima dei diciotto anni non
[4] Dico tamen et firmiter assero quod masculus         può essere un vero amante perché fino a quell’età
ante decimum octavum annum verus esse non               arrossisce d'ogni minima cosa, e il rossore non
potest amans, quia usque ad id tempus pro re satis      solo impedisce all'amore di realizzarsi ma
modica verecundo rubore perfunditur, qui non            realizzato lo spegne. E c'è un'altra ragione ancora
solum perficiendum impedit amorem sed bene              più valida, perché prima di questa età l'uomo non è
perfectum exstinguit.                                   per niente fedele ma è variabile e mutevole. E
[5] Sed et alia ratio efficacior invenitur, quia ante   questo limite, tipico dell'età, non consente di
praefatum tempus nulla in homine constantia             riflettere sulle arcane cose d'amore. Spiegherò
viget, sed in omnibus variabilis reperitur. Nec         forse altrove perché l'amore s'accenda nella
enim aetatis de amoris imperii arcanis posset tanta     femmina prima che nel maschio.
infirmitas cogitare. Cur vero citius in muliere amor    La cecità impedisce l'amore, perché il cieco non
quam in masculis exardescit, alibi forte docebo.        può vedere ciò che nell'animo suscita pensiero
[6] Caecitas impedit amorem, quia caecus videre         smisurato, e dunque, come dicevo, in lui non può
non potest unde suus possit animus immoderatam          nascere amore. Ma ammettendo che questo è vero
suscipere cogitationem; ergo in eo amor non potest      per conquistare amore, affermo che l'amore
oriri, sicut plenarie supra constat esse probatum.      conquistato prima della cecità resiste pure nella
Sed hoc verum esse in amore acquirendo profiteor;       cecità.
nam amorem ante caecitatem hominis acquisitum           L'eccesso di piacere impedisce l'amore perché ci
non nego in caeco posse durare.                         sono uomini che per troppo desiderio di piacere
[7] Nimia voluptatis abundantia impedit amorem,         non riescono a legarsi ai lacci d'amore, e pure
quia sunt quidam qui tanta voluptatis cupidine          facendo tanti pensieri su una donna o cogliendone
detinentur quod amoris non possent retineri             i frutti, quando vedono un'altra donna, subito
reticulis; qui post multas etiam de muliere             desiderano fare l'amore con lei, senza gratitudine
cogitationes habitas vel fructus assumptos,             dimenticando i favori dell'amante precedente: anzi
postquam aliam vident statim illius concupiscunt        sono tali che vogliono unirsi al piacere di tutte le
amplexus, et obsequii a priore amante suscepti          donne che vedono, perché il loro amore è tale e
obliviosi et ingrati exsistunt.                         quale l'amore del cane che non conosce vergogna,
[8] Illi tales quot vident tot cupiunt libidini         e meglio ancora si potrebbe paragonare all'amore
immisceri. Istorum talis amor est qualis est canis      degli asini, perché sono unicamente mossi da
impudici. Sed nos credimus asinis comparandos;          quella natura che mostra gli uomini eguali alle
ea namque solummodo natura moventur quae                bestie, e non dalla vera natura che per intelletto ci
ceteris animantibus homines ostendit aequales, non      distingue da tutti gli animali. […]
vera quae rationis differentia nos a cunctis facit
animalibus separari. [...]
                    Capitulum VI:                                               Capitolo VI
      Qualiter amor acquiratur et quot modis                  Come e in quanti modi si conquista amore
[1] Nunc igitur sequenti restat loco videre quibus        Ora dunque resta da considerare come si conquista
modis amor sit acquirendus. Et quorundam fertur           amore. Alcuni sostengono che ci sono cinque modi
narrare doctrina quinque modos esse quibus amor           per conquistare amore, e cioè: bellezza, gentilezza,
acquiritur, scilicet formae venustate, morum              facondia, ricchezza e disponibilità dell'oggetto
probitate, copiosa sermonis facundia, divitiarum          amoroso. La mia opinione però è che soltanto i
abundantia et facili rei petitae concessione.             primi tre modi servono a conquistare amore,
[2] Sed nostra quidem credit opinio tantum tribus         mentre gli ultimi due devono essere discacciati
prioribus modis amorem acquiri, duos autem                dalla corte d'amore, come la mia dottrina a tempo
ultimos modos omnino credimus ab aula                     debito ti dimostrerà.
propulsandos amoris, sicut mea tibi suo loco              La bellezza con poca fatica conquista amore,
doctrina monstrabit.                                      soprattutto se cerca l'amore di semplice amante.
[3] Formae venustas modico labore sibi quaerit            L'amante semplice, infatti, crede che nell'amante
amorem, maxime si amorem simplicis requirit               non si deve cercare altro se non l'aspetto, la
amantis. Simplex enim amans nil credit aliud in           bellezza del volto e la cura del corpo. […]
amante quaerendum nisi formam faciemque                   Dunque la donna saggia si cerchi un amante
venustam et corporis cultum.                              pregevole per gentilezza e non uno che si profuma
[...]                                                     e si liscia, avendo cura del corpo come una
[8] Sapiens igitur mulier talem sibi comparare            femmina, perché non s'addice al maschio
perquirat amandum qui morum sit probitate                 imbellettarsi come femmina o essere schiavo della
laudandus, non autem qui mulierum se more                 bellezza del corpo. […]
perungit vel corporis se cultu perlustrat. Non enim       E se vedi una donna troppo dipinta e colorata, non
potest virili congruere formae mulierum se more           devi amare la sua bellezza, se prima non la guardi
ornare vel corporis ornatui deservire. [...]              attentamente in altra occasione non festiva, perché
[9] Sed et si mulierem videris nimia colorum              la donna che confida soltanto nel belletto del corpo
varietate fucatam, eius non eligas formam nisi alia       non ama molto ornarsi di bei costumi. Come
vice primo ipsam extra festiva diligenter aspicias,       dunque ti dicevo del maschio, così anche nella
quia mulier in solo corporis fuco confidens non           femmina, credo, si deve ricercare non tanto la
multum solet morum muneribus ornari. Sicut igitur         bellezza quanto l'onestà. Non farti ingannare,
in masculo diximus, ita credimus in muliere non           Gualtieri, dalla vana bellezza femminile, perché è
formam tantum quantum morum honestatem                    tanta l'astuzia della femmina e così ricca la sua
sectandam.                                                parlantina che una volta che hai cominciato a
[10] Cave igitur, Gualteri, ne inanis te decipiat         godere dei suoi doni, non ti riuscirà facile liberarti
mulierum forma, quia tanta solet esse mulieris            del suo amore. La gentilezza conquista l'amore che
astutia et eius multa facundia quod, postquam             splende di gentilezza. Il saggio o la saggia amante
coeperis eius acquisitis gaudere muneribus, non           non respinge l'amante che non è bello se è molto
videbitur tibi facilis ab ipsius amore regressus.         gentile, perché l'amante gentile e accorto non devia
[11] Morum probitas acquirit amorem in morum              dal sentiero d'amore e non tormenta l'altro. Il
probitate fulgentem. Doctus enim amans vel docta          saggio dunque, se si lega a un saggio amore potrà
deformem non reiicit amantem, si moribus intus            sempre con grandissima facilità occultare il
abundet. Qui enim probus invenitur et prudens             proprio amore, e con la sua dottrina rende più
nunquam facile posset in amoris semita deviare vel        saggio l'amante saggio mentre rende più cauto,
suum coamantem afficere turbatione.                       grazie alla sua moderazione, l'amante non saggio.
[12] Sapiens igitur, si sapientem suo connectit           Similmente la donna non cerchi bellezza o cura o
amori, suum amorem in perpetuum facillime                 casato, perché «Bellezza senza virtù non piace»;
poterit occultare, et sapientem coamantem                 solo la gentilezza dà vera nobiltà e abbagliante
sapientiorem sua solet exhibere doctrina, et minus        bellezza.
sapientem sua consuevit moderatione reddere               […]
cautiorem.                                                Fin dal tempo antico quattro sono i gradi
[13] Mulier similiter non formam vel cultum vel           dell'amore: il primo consiste nel dono della
generis quaerat originem, quia «Nulli forma placet,       speranza, il secondo nell'offerta del bacio, il terzo
si bonitate vacet»; morum atque probitas sola est         nel piacere dell'abbraccio, e il quarto si conclude
quae vera facit hominem nobilitate beari et               con l'offerta di tutta la persona.
rutilanti forma pollere.                                  […]
[...]                                                     Tuttavia alle donne sagge non conviene concedersi
[60] Ab antiquo quatuor sunt gradus in amore              a nessuno così in fretta da saltare direttamente
constituti distincti. Primus in spei datione consistit,   all'offerta del quarto grado, tralasciando i primi tre
secundus in osculi exhibitione, tertius in amplexus       gradi, tanto è vero che di solito esse procedono
fruitione, quartus in totius personae concessione         grado per grado. La donna deve prima di tutto
finitur.                                                usare il dono della speranza, e se capisce che
[...]                                                   l'amante, ricevuto il dono, migliora i propri
[63] Sapientes tamen feminas non decet tam              costumi, non esiti a passare al secondo grado. E
repentina quemquam concessione ditare, ut               così, di grado in grado, giunga al quarto, se scopre
prioribus praetermissis gradibus ad quarti statim       che l'uomo ne è pienamente degno. Se chiedi
gradus prosiliant largitionem, sed ordine solent        perché, nel caso supposto, deve essere riconosciuto
procedere tali. Debet enim primo spei uti largitione    degno d'amore al primo grado il giovane che non
mulier, et si cognoverit amantem spei largitione        ha fatto nessun bene, e invece al quarto grado si
accepta in bonis moribus augmentari, ad gradum          sceglie chi ha fatto moltissimo bene, la ragione
mulier non vereatur devenire secundum.                  appare evidente, perché fino al terzo grado la
[64] Et sic gradatim usque ad quartum deveniat          donna può tornare indietro senza biasimo, mentre
gradum, si ipsum hac re invenerit per omnia             se consolida l'amore al quarto grado, non può
dignum. Si rationem quaeris cur in articulo             senza giusto motivo tornare indietro; e questo non
praescripto iuvenis qui nulla bona fecit in primo       solo per la conferma d'amore che generalmente
gradu amandus eligitur, in alio vero articulo quarti    avviene al quarto grado ma anche per la gran parte
gradus eligitur qui bona plurima fecit, ratio           della sua persona che la donna ha concesso. Cosa
evidenter apparet, quia usque ad tertium gradum         può dare di più la donna se non lasciare la propria
potest mulier retro sine blasmo abire; si vero in       persona alla volontà di un altro?
quarto gradu consolidavit amorem, non postea sine       […]
causa iustissima retro decet abire, et hoc non          Però mi meraviglio molto che all'affetto coniugale,
solum propter amoris confirmationem, quae quarto        che tutti i coniugi con il vincolo del matrimonio
consuevit fieri gradu, sed etiam propter rem            sono tenuti a scambiarsi, voi volete dare
magnam quam in sua mulier est largita persona.          impropriamente il nome d'amore, quando invece si
Quid enim mulier maius dare potest quam si suam         sa che tra marito e moglie l'amore non può avere
personam alieno disponat arbitrio?                      luogo. E pure ammettendo che siano legati da
[…]                                                     grande e smisurato affetto, tuttavia il loro affetto
[367]      Vehementer tamen admiror quod                non può prendere il posto dell'amore giacché non
maritalem affectionem quidem, quam quilibet inter       può essere inteso in base alla vera definizione
se coniugati adinvicem post matrimonii copulam          d'amore. Che altro è l'amore se non smisurato e
tenentur habere, vos vultis amoris sibi vocabulum       concupiscente desiderio di abbracci furtivi e na-
usurpare, quum liquide constet inter virum et           scosti? Ma quale abbraccio furtivo, per favore, può
uxorem amorem sibi locum vindicare non posse.           esserci tra coniugi, quando si dice che l'uno
[368] Licet enim nimia et immoderata affectione         possiede l'altro e senza paura di rifiuto entrambi
coniungantur, eorum tamen affectus amoris non           possono soddisfare tutti i desideri e le voglie che
potest vice potiri, quia nec sub amoris verae           hanno? Persino l'importantissima legge dei
definitionis potest ratione comprehendi. Quid enim      prìncipi insegna che nessuno può usare una sua
aliud est amor nisi immoderata et furtivi et latentis   propria cosa con piacere furtivo. E non vi sembri
amplexus concupiscibiliter percipiendi ambitio?         assurda la mia affermazione che, sebbene le per-
Sed quis esse possit, quaeso, inter coniugatos          sone sposate siano unite da profondissimo affetto
furtivus amplexus, quum ipsi se adinvicem               d'amore, tuttavia il loro affetto non può fare le veci
possidere dicantur et cuncta sine contradictionis       d’maore, perché vediamo che la stessa cosa accade
timore suae voluntatis desideria vicissim valeant       nell’amicizia. Anche se padre e figlio sì amano più
adimplere?                                              di tutti di reciproco amore, tuttavia tra loro non c’è
[369] Nam et ipsa excellentissima principum             vera amicizia perché, secondo le parole di
doctrina demonstrat suae rei neminem posse usum         Cicerone, è soltanto la consanguineità che
furtiva fruitione percipere. Nec vobis videatur         mantiene tra loro l’affetto d’amore. Tra il
absurdum quod dixerim, quamvis omnimoda                 grandissimo amore degli sposi e il legame degli
coniugati dilectionis affectione iungantur, eorum       amanti corre dunque tanta differenza quanta ne
tamen affectum amoris non posse vice perfungi;          corre tra il reciproco amore di padre e figlio e la
quia videmus idem in amicitia evenire.                  saldissima amicizia di due uomini, e come lì non si
[370] Licet enim mutua se in omnibus pater et           dice che c’è amore, così qui non si dice che c'è
filius diligant affectione, vera tamen inter eos        amicizia. Perciò vedete bene che amore non può
amicitia non consistit, quia Ciceronis hoc              assolutamente avere spazio tra coniugi, e
traditione testante sanguinis sola propago inter eos    addirittura ha annullato i suoi privilegi. Ma c’è
dilectionis conservat affectum. Tantum igitur           un’altra ragione che impedisce l’amore tra coniugi,
distare constat inter omnimodam coniugatorum            poiché la sostanza d’amore, e cioè la gelosia, senza
affectionem et amantium obligationem quantum            la quale non può esserci vero amore, è
distat inter patris et filii mutuam dilectionem et      assolutamente riprovevole tra coniugi che devono
firmissimam duorum virorum amicitiam, quia,             scacciarla come peste nociva, mentre gli amanti
sicut nec ibi dicitur esse amor, ita et amicitia hic    devono sempre abbracciarla come madre e nutrice
fertur abesse.                                          d'amore. Ne consegue che tra voi e vostro marito
[371]     Sic ergo manifeste videtis amorem             non può esserci amore. Pertanto, poiché a ogni
nullatenus posse suas inter coniugatos interponere       donna gentile conviene amare saggiamente, senza
partes, sed penitus voluit sua privilegia derogari.      offesa potete accogliere le preghiere di chi chiede
Sed alia iterum ratio coniugatis mutuum                  amore e dare amore a chi lo chiede».
contradicit amorem, quia ipsius amoris substantia,       […]
sine qua verus amor esse non potest, scilicet            E poi, col pretesto della definizione d'amore, voi
zelotypia inter eos scilicet coniugatos per omnia        condannate l’amore tra coniugi, sostenendo che
reprobatur et ab eis tanquam pestis debet semper         non possono avere abbracci furtivi giacché
nociva fugari; amantes vero illam oportet semper         scambievolmente, senza paura di rifiuto, possono
tanquam matrem et amoris amplexari nutricem.             soddisfare i propri desideri. E però la definizione,
[372] Unde liquide vobis constat inter vos et            correttamente intesa, non può impedire l’amore tra
virum vestrum amorem nullatenus posse vigere.            coniugi, perché l'espressione "abbraccio nascosto”
Ergo, quum cuilibet probae expediat mulieri              precisa l'uso metaforico del vocabolo e non
prudenter amare, sine vestra igitur iniuria potestis     contiene nessuna ragione per proibire ai coniugi di
petentis preces admittere et vestro postulantem          darsi abbracci nascosti e non lo proibisce neppure
amore ditare.                                            la possibilità di fare liberamente tutto, senza paura
[...]                                                    di rifiuto. E tutti dovrebbero scegliere l'amore che
[374] Praeterea sub amoris definitionis velamine         la certezza nutre di assidui abbracci, e che anzi,
inter coniugatos amorem damnare contenditis,             cosa ancora più importante, si può fare tutti i
dicentes eorum esse non posse furtivos amplexus,         giorni senza peccato. Voglio perciò un amore
quod sine contradictionis metu adinvicem sua             pronto a godere dei miei abbracci, che per me
possunt desideria adimplere. Sed si recte                prenda il posto di marito e amante, perché
definitionem intelligatis, ea inter coniugatos amor      qualunque sia l’insegnamento della definizione
impediri non potest.                                     d'amore, l'amore non mi sembra altro se non
[375]     Nam quod in ea ponitur «latentis               smisurato desiderio di piacere carnale, che non è
amplexus»,      expositionem      denotat      termini   assolutamente vietato tra coniugi».
praecedentis translate prolati, et latentes amplexus     Dice l'uomo: «Se la dottrina d'amore vi fosse nota
sibi vicissim porrigere coniugatos non videtur           e le frecce d'amore vi avessero almeno una volta
impossibilitatis ratio prohibere, nec obstare potest     toccato, la vostra opinione confermerebbe
sua cuncta sine contradictionis timore omnimoda          veramente che senza gelosia non può esserci vero
perficiendi facultas.                                    amore, perché, come vi spiegavo, la gelosia tra
[376] Ille enim amor ab omnibus est eligendus            amanti è lodata da ogni esperto d'amore mentre fra
quem obsequendi securitas assiduis facit                 coniugi è disapprovata, in ogni parte del mondo;
amplexibus enutriri, immo, quod maius est, qui           intendendo la descrizione della gelosia, saprete
sine crimine quotidianis potest actibus exerceri.        con precisione perché succede così. Dunque, la
Talis igitur est meis fruiturus amplexibus               gelosia è vera passione dell'anima per cui si teme
eligendus, qui mecum valeat mariti et amantis vice       fortemente che la sostanza d'amore si assottigli
potiri, quia, quidquid definitio tradat amoris, non      nell'impossibilità di assecondare i desideri
videtur aliud esse amor nisi de aliquo habita            dell'amante, ma è anche trepidazione perché
immoderata carnalis dilectionis ambitio, quam nil        l'amore non è eguale ed è anche sospetto che si
inter coniugatos contradicit haberi.                     nutre senza però pensare male dell'amante. Di qui
[377] Homo ait: Si plenius esset vobis amoris            appare chiaro che la gelosia ha tre facce. Il vero
manifesta doctrina, et amoris vos unquam                 geloso da una parte teme che i suoi servizi non
venabula tetigissent, re vera vestra sententia           siano sufficienti a conservargli l'amore e dall'altra
confirmasset sine zelotypia verum amorem non             teme di non essere amato come lui ama, e pensa da
posse consistere, quia, ut plenius est vobis superius    quanto dolore sarebbe oppresso se l'amante si
enarratum, zelotypia invenitur ab omni inter             accoppiasse a un altro amante, anche quando non
amantes amoris commendata perito et inter                crede che questo possa accadere. È molto chiaro e
coniugatos in universis mundi partibus reprobata;        manifesto che quest'ultima forma di gelosia è
quod quare contingat, zelotypiae descriptione            impossibile tra coniugi, perché il marito non può
percepta lucidissima vobis veritate constabit.           nutrire sospetti senza pensare necessariamente
[378] Est igitur zelotypia vera animi passio, qua        male della moglie. E la semplice gelosia, quando
vehementer timemus propter amantis voluntatibus          afferra il marito, viene contaminata dalle colpe del
obsequendi       defectum       amoris       attenuari   geloso e non è più com'era. Infatti l'acqua limpida
substantiam, et inaequalitatis amoris trepidatio ac      e chiara se scorre in un letto arenoso, prende la
sine turpi cogitatione de amante concepta suspicio.      torbidezza dell'arena e perde la naturale
Unde manifeste apparet tres species in se                limpidezza, così come è dell'elemosina che, pure
zelotypiam continere.                                    meritando per sua natura il premio dell'eterna bea-
[379] Nam verus zelotypus semper timet ne ad             titudine, se è distribuita ai poveri dall'ipocrita o dal
suum conservandum amorem propria non valeant             vanaglorioso perde la sua funzione naturale e fa
sufficere obsequia, et ut qualiter amet ametur,          perdere sostanza e ricompensa. Risulta che è
atque recogitat quanto cogeretur anxiari dolore, si      ampiamente provato che la gelosia non può
coamans eius alteri copularetur amanti, quamvis          naturalmente avere luogo tra coniugi, e di
hoc credat posse nullatenus evenire. Hanc autem          conseguenza cessa necessariamente l’amore
ultimam speciem coniugatis convenire non posse           perché una cosa si accompagna all'altra. Invece si
satis patet et est manifestum.                           dice che la gelosia tra amanti serve a mantenere
[380]      Nam maritus de uxore sine turpi               l’amore, perché tutt'e tre le facce della gelosia si
cogitatione suspicionem habere non potest. Pura          considerano necessarie all'amante; e perciò non si
namque zelotypia applicata marito ex ipsius              condanna la gelosia tra amanti.
subiecti vitio maculatur, et desinit esse quod erat.     […]
Nam et aqua omnimoda limpiditate praeclara, si           E quando con la vostra risposta avete voluto
alveo incipiat arenoso decurrere, obscuritatem ab        affermare, che cioè deve essere scelto l'amore che
ipsa noscitur arena contrahere, et naturalis             si può fare senza peccato, non pare che regga,
claritudo eam destituit; sicut ipsa elemosyna,           giacché tutto il piacere che gli stessi coniugi
quamvis aeternae beatitudinis praemia sui                reciprocamente si danno, oltre il desiderio di figli
mereatur natura, ab hypocrita tamen vel vanae            o la dovuta soddisfazione, non può essere privo di
gloriae cupido pauperibus erogata suum naturale          peccato, e anzi è punito più aspramente quando
perdit officium et rem ipsam cum praemio facit           l’abuso deforma l'uso del sacro piacere, che non
amitti.                                                  quando si fa abuso continuo. Ed è peccato più
[381]      Satis igitur constat evidenter esse           grave nella moglie che in altra donna, perché
probatum, zelotypiam inter coniugatos naturalem          l'ardente amante, come insegna la legge apostolica,
sibi locum vindicare non posse, et per                   è adultero con la propria moglie. Pare che nessuno
consequentiam inter eosdem amorem est cessare            possa accettare la vostra interpretazione della
necesse, quia haec duo pariter se per omnia              definizione d'amore, perché si sa dai maggiori
comitantur. Inter amantes vero ipsa zelotypia            autori che nella definizione delle cose non si
amoris conservativa narratur, quia omnes tres            devono usare parole di spiegazione; perciò appare
partes supra zelotypiae attributae necessariae           chiaro a tutti che la vostra interpretazione è
iudicantur amanti; ergo zelotypia inter amantes          destituita di fondamento di verità perché risulta
ipsos non damnatur.                                      svolta contro lo spirito della definizione. E non è
[...]                                                    valida neppure la definizione che avete dato
[382] Quod autem voluistis vestra responsione            dell'amore, perché contemplerebbe il cieco e il
firmare talem esse penitus eligendum amorem qui          folle che la dottrina di Andrea, cappellano della
possit sine crimine exerceri, stare non posse            regia corte, dimostra estranei alla corte d'amore.
videtur.                                                 Poiché, dunque, non avete saputo opporre alle mie
[383] Nam quidquid solatii ab ipsis coniugatis           intenzioni una risposta ragionevole, non si potrà
ultra prolis affectionem vel debiti solutionem           considerare a vostro onore se mi farete languire
alterna vice porrigitur, crimine carere non potest;      d'amore e soffrire tanti tormenti».
immo satis acrius vindicatur, si sacrae rei usum         […]
deformet abusus, quam si consueta utamur
abusione. Gravius est in uxore quam in alia
reperitur. Nam vehemens amator, ut apostolica
lege docetur, in propria uxore iudicatur adulter.
[384] Interpretatio autem vestra, quae supra
definitione processit amoris, a nullis approbanda
videtur, quia ab ipsis maioribus traditum constat
auctoribus expositiva verba non esse in ipsis rerum
definitionibus adhibenda. Unde cunctis liquide
constat interpretationem vestram rationis veritate
destitui, quia contra mentem videtur definitionis
inducta. Sed nec definitio vestra, quam constat vos
de amore tulisse, aliqua potest ratione subsistere.
[385] Nam ea caecus continetur et amens, quos
ab amoris curia penitus esse remotos amatoris
Andreae aulae regiae capellani evidenter nobis
doctrina     demonstrat.     Quum meis          igitur
intentionibus vestra rationabili non potestis
responsione obsistere, vobis nullus hominum
reputabit honori, si vestro me feceritis amore
languere et tanta pro vobis subire tormenta.
[…]
                  [Capitulum VI]:                                         [Capitolo VI]
[Epistola remissa a comitissa Campaniae.]                    [Lettera della contessa di Champagne]
[...]                                                   […]
[397] Dicimus enim et stabilito tenore firmamus         Con certezza dico che amore non può affermare il
amorem non posse suas inter duos iugales                suo potere tra due coniugi, perché gli amanti si
extendere vires. Nam amantes sibi invicem gratis        scambiano gratis ogni piacere senza nessun tipo di
omnia largiuntur nullius necessitatis ratione           costrizione, mentre i coniugi sono per legge tenuti
cogente. Iugales vero mutuis tenentur ex debito         a obbedire l'uno alla volontà dell'altro senza
voluntatibus obedire et in nullo se ipsos sibi          potersi rifiutare. E come può accrescersi l'onore
invicem denegare.                                       della coppia se fanno l'amore come gli amanti, dal
[398] Praeterea quid iugalis crescit honori, si sui     momento che non cresce la gentilezza né della
coniugalis amantium more fruatur amplexu, quum          moglie né del marito e non hanno niente di più di
neutrius inde possit probitas augmentari, et nihil      quanto per diritto avevano prima? E dico questo
amplius [augmento] videantur habere nisi quod           anche per un'altra ragione, perché il precetto
primitus iure suo tenebant? Sed et alia istud ratione   d'amore insegna che neppure la moglie del re può
asserimus, quia praeceptum tradit amoris quod           meritare la corona d'amore se non è legata alla
nulla etiam coniugata regis poterit amoris praemio      cavalleria d'amore fuori del vincolo matrimoniale,
coronari nisi extra coniugii foedera ipsius amoris      mentre un'altra regola d'amore insegna che
militiae cernatur adiuncta.                             nessuno dei due può essere ferito da amore.
[399] Alia vero regula docet amoris neminem             Giustamente dunque amore non può accampare
posse duorum sauciari amore. Merito ergo inter          diritti tra coniugi. Ma un'altra ragione ancora
coniugatos sua non poterit amor iura cognoscere.        contrasta l'amore tra coniugi, perché non può
Sed et alia quidem ratio eis obstare videtur, quia      esserci tra loro vera gelosia senza la quale non c'è
vera inter eos zelotypia inveniri non potest, sine      vero amore, secondo la regola d'amore che dice:
qua verus amor esse non valet, ipsius amoris            Chi non è geloso non può amare.
norma testante quae dicit: qui non zelat amare non      Dunque, considerate sicura e certa questa mia
potest.                                                 sentenza, espressa con equità e confortata dal
[400] Hoc igitur nostrum iudicium cum nimia             consiglio di moltissime altre donne.
moderatione prolatum et aliarum quam                    Maggio 1174, settima indizione.
plurimarum dominarum consilio roboratum pro
indubitabili vobis sit ac veritate constanti.
Ab anno MCLXXIIII Kal. maii. Indictione VII.


                    Capitulum VI:                                          Capitolo VI:
     Qualiter amor acquiratur et quot modis                     Il più nobile parla alla più nobile
            Loquitur nobilior nobiliori
[403] Credo quidem et est verum bonos omnes             Credo, ed è vero, che gli uomini buoni sono stati
ob hoc a Deo in hac vita disponi, ut vestris et         creati da Dio in questa vita con lo scopo di
aliarum dominarum voluntatibus obsequantur, et          assecondare la volontà vostra e delle altre donne, e
lucidissima videtur mihi ratione constare quod          ragionevolmente mi pare che gli uomini non sono
homines nil esse possunt nilque de bonitatis valent     niente e non attingono niente alla fonte del bene se
fonte praelibare, nisi dominarum hoc fecerint           non sono spinti dalla forza persuasiva delle donne.
suadela commoti. Sed quamvis et mulieribus              Anche se ogni bene sembra provenire dalle donne,
cuncta videantur bona procedere, et multam eis          alle quali Dio ha concesso molti privilegi, tanto
Dominus praerogativam concesserit, et omnium            che si dice che sono principio e origine di ogni
dicantur esse causa et origo bonorum, necessitas        bene, tuttavia su di loro incombe la necessità di
sibi tamen evidenter incumbit ut tales de debeant       mostrarsi in modo tale che per amor loro la
bona facientibus exhibere, ut eorum probitas            gentilezza di quanti fanno il bene possa in tutti i
earum intuitu de virtute in virtutem modis omnibus      modi crescere di virtù in virtù. E se il loro
crescere videatur.                                      splendore non dà luce a nessuno è come una
[404] Nam, si nulli lucem ipsarum claritudo             candela nascosta sotto un moggio, il cui raggio
contulerit, erit tanquam candela sub modio latenter     non arriva a scacciare le tenebre né a splendere per
abscondita, cuius radius nullius meruit tenebras        nessuno. È chiaro, dunque, che ognuno si deve
propulsare nec cuiusquam splendere profectui.           sforzare di offrire servizi alle donne per brillare
Patet ergo quod quilibet toto debet elaborare           della loro grazia, mentre le donne devono
conatu sua dominabus impartiri ministeria, ut           preoccuparsi di costringere alle buone azioni il
earum possit gratia coruscari. Ipsae autem              cuore degli uomini buoni e di onorare tutti secondo
plurimum tenentur esse sollicitae in bonis actibus      i meriti, perché tutto il bene che i viventi fanno e
corda servare bonorum et quemlibet pro suis             dicono, lo fanno sempre in lode delle donne e così,
meritis honorare.                                      mettendosi a servizio delle donne, si comportano
[405] Nam quidquid boni faciunt dicuntque              in modo d'essere onorati della ricompensa, senza la
viventes, totum mulierum solent laudibus               qual nessuno in questa vita potrà avere successo o
indulgere et eis obsequendo ea perficere, ut earum     essere degno di lode.
possint gloriari muneribus, sine quibus nemo           […]
posset in hac vita proficere nec aliqua laude dignus   E voglio svelarvi un'altra cosa che ho in mente e
haberi.                                                che molti cuori, si sa, non conoscono, e però non
[…]                                                    credo che voi non sappiate che c'è amore puro e
[470] Ego quoddam aliud vobis cupio reserare           amore misto. È puro l'amore che unisce i cuori di
quod mente gero, quod multorum scio corda latere,      due amanti con tutto il sentimento d’amore, e
vos tamen ignorare non credo, quod amor quidam         consiste nella contemplazione della mente e
est purus, et quidam dicitur esse mixtus. Et purus     nell'affetto del cuore, e arriva fino al bacio della
quidem amor est, qui omnimoda dilectionis              bocca, all'abbraccio e al contatto verecondo
affectione duorum amantium corda coniungit.            dell'amante nuda, senza raggiungere l'estremo
[471]      Hic autem in mentis contemplatione          piacere, che non è lecito a chi vuole l'amore puro.
cordisque consistit affectu; procedit autem usque      È questo l'amore che con tutta la forza deve
ad oris osculum lacertique amplexum et                 abbracciare chi nell'amore mette tutto il suo
verecundum amantis nudae contactum, extremo            desiderio. Questo amore cresce sempre senza fine
praetermisso solatio; nam illud pure amare             e si sa che nessuno si pentì mai di praticare i suoi
volentibus exercere non licet. Hic quidem amor est     atti; e quanto più se ne ha tanto più se ne vuole
quem quilibet, cuius est in amore propositum,          avere. Questo amore si sa che ha tanta forza che da
omni debet amplecti virtute.                           lui discende principio di gentilezza e non deriva
[472] Amor enim iste sua semper sine fine              nessuna offesa e in lui Dio vede piccola offesa. Da
cognoscit augmenta, et eius exercuisse actus           tale amore né vergine corrotta né vedova né
neminem poenituisse cognovimus; et quanto quis         maritata può sentire inganno o patire perdita di
ex eo magis assumit, tanto plus affectat habere.       reputazione. Questo amore io amo, lo seguo e
Amor iste tantae dignoscitur esse virtutis quod ex     sempre adoro e non smetto mai di chiederlo a voi.
eo totius probitatis origo descendit, et nulla inde    Invece è detto amore misto l'amore che si presta a
procedit iniuria, et modicam in ipso Deus              ogni diletto della carne e si conclude nell'estremo
recognoscit offensam. Ex tali nempe amore neque        atto di Venere. Da quanto s'è detto prima, potete
virgo nunquam corrupta nec vidua vel coniugata         intendere che amore è questo che finisce presto e
potest aliquod sentire gravamen vel propriae famae     dura poco e spesso ci si pente d'averlo fatto; per lui
dispendium sustinere.                                  si danneggia il prossimo e si offende il Re del
[473] Hunc ergo colo amorem, hunc sequor et            cielo, e da lui derivano pericoli molto gravi. E però
semper adoro et instanter vobis postulare non          dico così non perché intendo condannare l'amore
cesso. Mixtus vero amor dicitur ille, qui omni         misto ma perché desidero mostrare quale dei due si
carnis delectationi suum praestat effectum et in       deve preferire, perché anche l'amore misto è vero
extremo Veneris opere terminatur. Qui qualis sit       amore, degno di lode e principio di ogni bene,
amor, ex superiori potestis notitia manifeste          come si dice, anche se da lui vengono pericoli
percipere. Hic enim cito deficit et parvo tempore      molto gravi. Perciò io approvo tanto l'amore puro
durat, et eius saepe actus exercuisse poenituit; per   quanto l'amore misto, ma mi piace di più praticare
eum proximus laeditur, et Rex coelestis offenditur,    l'amore puro.
et ex eo pericula graviora sequuntur.
[474] Hoc autem dico non quasi mixtum amorem
damnare intendens, sed ostendere cupiens quis ex
illis alteri sit praeferendus. Nam et mixtus amor
verus est amor atque laudandus et cunctorum esse
dicitur origo bonorum, quamvis ex eo immineant
pericula graviora.
[475] Ergo tam purus quam mixtus amor mihi
probatus exsistit, sed puri amoris actuum magis
placet exactio.
                                  DE AMORE, LIBER SECUNDUS

                      Capitulum I:                                     Capitolo I:
      Qualiter status acquisiti amoris debeat          Come si deve conservare l'amore conquistato
                       conservari
[1] Quoniam igitur sufficienter superius a nobis      Poiché dunque ho trattato sufficientemente della
est de amoris acquisitione tractatum, non immerito    conquista d'amore, giustamente ora devo
subsequenter videndum et addendum est qualiter        considerare e aggiungere in che modo si deve
acquisiti debeat amoris status conservari. Qui        conservare l’amore conquistato. Chi desidera
suum igitur cupit amorem diu retinere illaesum,       tenere vivo a lungo il proprio amore, deve
eum sibi maxime praecavere oportet, ut amor extra     soprattutto fare in modo che l'amore non sia
suos terminos nemini propaletur, sed omnibus          svelato a nessuno oltre i propri confini e resti
reservetur occultus.                                  nascosto a tutti. Quando l'amore arriva a
[2] Amor enim postquam ad plurium coepit              conoscenza di tutti, subito perde il naturale
devenire notitiam, statim naturalia deserit           incentivo e viene a mancare. L'amante deve in
incrementa et defectum prioris status agnoscit.       ogni cosa mostrarsi saggio all'amante, misurato e
Debet etiam amator in cunctis se coamanti             gentile e mai turbarne l'animo con atti odiosi. Ma è
ostendere sapientem, moderatum moribusque             anche tenuto ad andare incontro ai bisogni
compositum et in nullo ipsius debet animum            dell'amante condividendo le sue fatiche e
odiosis actibus irritare.                             assecondandone i giusti desideri. E anche quando
[3]      Sed et necessitatibus quisque tenetur        non conosce bene il suo giusto desiderio, tuttavia
occurrere coamantis et eius cunctis compatiendo       deve essere pronto ad assecondarlo dopo la prima
laboribus et iustis eius voluntatibus obsequendo.     richiesta.
Sed etsi quandoque minus sciatur ipsius iusta         […]
voluntas, ei tamen esse debet obsecundare paratus     Inoltre ognuno deve avere portamento che piace
revocationis primitus admonitione praemissa.          all'amante e curare con misura la bellezza perché
[...]                                                 l'eccessiva cura del corpo generalmente suscita
[6] Praeterea quisque placibilis debet esse ornatu    fastidio, e naturalmente ne consegue il disprezzo
amanti et suam moderate colere formam, quia           della bellezza. A conservare l'amore vale anche la
corporis immoderata cultura taediosa cunctis          grande generosità dell’amante, perché tutti gli
exsistit, et naturalis inde sequitur contemptio       innamorati devono disprezzare ogni terrena
formae.                                               ricchezza e donarla a chi ne ha bisogno; e niente
[7] Valet etiam ad statum amoris conservandum         nell'amante si riconosce più degno di lode come la
largitas coamantis abundans; amatores enim            grande generosità.
omnes terrenas debent contemptui habere divitias      […]
et eas necessitatem habentibus erogare. Nil           L'innamorato deve fare ogni sforzo per frequentare
namque in amante laude dignius approbatur quam        persone oneste e per rifiutare assolutamente la
si largitatis virtute reperiatur indutus.             compagnia dei malvagi perché stando con persone
[…]                                                   spregevoli finisce per essere disprezzato
[12] Praeterea omni conatu curare debet amator        dall'amante. E sappi che vale per l'amante, sia
cum bonis assidue conversari et malorum               maschio che femmina, quanto vado dicendo sui
societatem penitus evitare. Vilium namque             mod per conservare amore.
consortio amatoris iuncta persona sui ipsius          […]
contemptum parit amanti. Haec autem ad utriusque
sexus amantem pertinere cognoscas, quae de
amoris tibi retentione narramus.
[...]




                 Capitulum II:                                        Capitolo II:
  Qualiter perfectus amor debeat augmentari              Come cresce amore dopo che si è compiuto

[1]      Qualiter autem perfectus amor valeat         Ti spiegherò brevemente come può crescere
augmentari breviter tibi curabimus indicare. Et       l'amore una volta che si è compiuto. Prima di tutto
quidem imprimis dicitur augmentari, si rarus et       si dice che cresce se gli amanti si vedono e
difficilis inter amantes visus interveniat et         incontrano raramente e con difficoltà, perché
oculorum aspectus; quanto etenim maior                quanto più è difficile scambiarsi piaceri, tanto più
difficultas accedit mutua praestandi ac percipiendi   cresce la voglia e il desiderio di amare. E l'amore
solatia, tanto quidem maior aviditas et affectus      cresce anche quando uno degli amanti si mostra
crescit amandi. Crescit etiam amor, si unus            all'altro arrabbiato, perché subito l'amante teme
amantium alteri se ostendat iratum; statim etenim      che la rabbia dell'amante duri per sempre. L'amore
timet amans vehementer, ne perpetuo duret animus       cresce quando vera gelosia che è nutrice d'amore
concitatus amantis.                                    afferra uno dei due amanti. E se pure l'amante non
[2]     Amor praeterea tunc quoque sumit               è afflitto da vera gelosia ma da volgare sospetto,
augmentum, quum alterum amantium zelotypia             ugualmente l'amore cresce e acquista più forza.
vera detentat, quae quidem nutrix vocatur amoris.      E se l'amante sogna il suo amante, nasce e quindi
Immo et si amans non zelotypia vera sed turpi          cresce amore. E se vieni a sapere che qualcuno si
suspicione laboret, amor semper tamen inde             dà da fare per toglierti l'amante, immediatamente
cognoscit augmentum et sua fit virtute potentior.      cresce amore, e l'amerai di più. E ti dico di più: se
[3]      Praeterea, si coamantem somnium               sai perfettamente che un altro fa l'amore con la tua
repraesentet amanti, oritur inde amor et ortus sumit   amante, avrai più desiderio dei suoi piaceri,
augmenta. Sed et, si cognoveris aliquem ad tuae        quando grandezza e nobiltà di cuore non ti
amantis subversionem laborare, illico tibi sine        difendono da questa perversione. E anche il
dubio augmentatur amor, et maiori eam incipies         cambio di residenza, passato o futuro, fa crescere
affectione diligere.                                   amore, come pure i castighi e i rimproveri che i
[4]    Immo amplius tibi dico: etsi manifeste          genitori infliggono agli amanti, perché i rimproveri
cognoveris quod alius tuae coamantis fruatur           e le botte non solo fanno crescere l'amore che è già
amplexu, magis ex hoc eius incipies affectare          compiuto ma spingono al compimento l'amore che
solatia, nisi magnanimitas et cordis nobilitas ab      è ai suoi inizi. Alla crescita d'amore serve il
hac te improbitate defendat. Augmentare consuevit      pensiero continuo e desiderante dell'amante, così
amorem mutatio facta vel facienda locorum, nec         come lo sguardo segreto e timoroso e il
non correctiones et verbera, quae a parentibus         compimento degli atti d'amore che avviene con
patiuntur amantes.                                     grande voglia.
[5] Verberum namque sive sermonis correctio
non solum perfectum crescere facit amorem, sed
etiam nondum coepto perfectam exsistendi
praestat originem. Valet autem ad amoris
augmentum frequens cogitatio de coamante cum
dilectione assumpta et oculorum cum timore
secretus aspectus et actuum amoris exactio cum
aviditate suscepta.


             Sunt autem regulae tales:                                   Regole dell’amore
I. Causa coniugii ab amore non est excusatio recta.        1.    Per ragioni di matrimonio non è giusto
II. Qui non zelat amare non potest.                              rinunciare all'amore.
III. Nemo duplici potest amore ligari.                     2.    Chi non è geloso, non può amare.
IV. Semper amorem crescere vel minui constat.              3.    Nessuno può legarsi in doppio amore.
V. Non est sapidum quod amans ab invito sumit              4.    Si sa che l'amore sempre cresce o
coamante.                                                        diminuisce.
VI. Masculus non solet nisi plena pubertate amare.         5.    Sa di poco ciò che l'amante prende contro
VII. Biennalis viduitas pro amante defuncto                      la volontà dell'altro.
superstiti praescribitur amanti.                           6.    Il maschio non può amare prima del suo
VIII. Nemo sine rationis excessu suo debet amore                 pieno sviluppo.
privari.                                                   7.    All'amante superstite si prescrive una
IX. Amare nemo potest, nisi qui amoris suasione                  vedovanza di due anni per riguardo
compellitur.                                                     all'amante morto.
X. Amor semper consuevit ab avaritiae domiciliis           8.    Nessuno senza motivo dev'essere privato
exsulare.                                                        del suo amore.
XI. Non decet amare quarum pudor est nuptias               9.    Nessuno può amare se non lo spinge
affectare.                                                       amore.
XII. Verus amans alterius nisi suae coamantis ex           10.   L'amore è sempre bandito dalle dimore
affectu non cupit amplexus.                                      dell'avidità.
XIII. Amor raro consuevit durare vulgatus.                 11.   È vergogna amare la donna che si ha
XIV. Facilis perceptio contemptibilem reddit                     vergogna di sposare.
amorem, difficilis eum carum facit haberi.                 12.   Il vero amante non desidera di cuore altro
XV. Omnis consuevit amans in coamantis aspectu                   amplesso se non col proprio amante.
pallescere.                                                13.   L'amore divulgato raramente è destinato a
XVI. In repentina coamantis visione cor                          durare.
contremescit amantis.                                      14.   Il facile possesso svilisce l'amore, il
XVII. Novus amor veterem compellit abire.               difficile lo fa prezioso.
XVIII. Probitas sola quemque dignum facit amore.    15. Ogni amante impallidisce sotto gli occhi
XIX. Si amor minuatur, cito deficit et raro             dell'amante.
convalescit.                                        16. Alla vista improvvisa dell'amante trema il
XX. Amorosus semper est timorosus.                      cuore dell'amante.
XXI. Ex vera zelotypia affectus semper crescit      17. Un nuovo amore scaccia il vecchio.
amandi.                                             18. Solo la gentilezza rende le creature degne
XXII. De coamante suspicione percepta zelus et          d’amore.
affectus crescit amandi.                            19. Se l’amore si smorza, presto muore e
XXIII. Minus dormit et edit quem amoris cogitatio       raramente risorge.
vexat.                                              20. L’amoroso è sempre timoroso.
XXIV. Quilibet amantis actus in coamantis           21. Da vera gelosia nasce sempre desiderio
cogitatione finitur.                                    d’amore.
XXV. Verus amans nil bonum credit nisi quod         22. Quando si sospetta dell’amante, nasce
cogitat coamanti placere.                               gelosia e desiderio d’amore.
XXVI. Amor nil posset amori denegare.               23. Non dorme e non mangia chi è tormentato
XXVII. Amans coamantis solatiis satiari non             dal pensiero d’amore.
potest.                                             24. Qualunque azione dell’amante finisce nel
XXVIII. Modica praesumptio cogit amantem de             pensiero dell’altro.
coamante suspicari sinistra.                        25. Il vero amante crede che nulla è bello se
XXIX. Non solet amare quem nimia voluptatis             non piace al suo amante.
abundantia vexat.                                   26. L’amore nulla può negare all’amore.
XXX. Verus amans assidua sine intermissione         27. L’amante non può saziarsi dei piaceri
coamantis imaginatione detinetur.                       dell’amante.
XXXI. Unam feminam nil prohibet a duobus amari      28. Piccolo indizio getta l’amante in atroci
et a duabus mulieribus unum.                            sospetti.
                                                    29. Di solito non ama chi è tormentato da
                                                        eccesso di piacere.
                                                    30. Il vero amante è legato senza posa
                                                        all’immagine dell’altro.
                                                    31. Nulla impedisce a una donna d’essere
                                                        amata da due uomini e a un uomo
                                                        d’essere amato da due donne.

								
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