Il sottoescritto…………………………………… nato a…………………

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Il sottoescritto…………………………………… nato a………………… Powered By Docstoc
					                                 FAC-SIMILE DI RICORSO ex 6a qf

        Ricorrente:     Il  Sig. ……………………………………                         nato a………………….. ……
………………… assunto il ………. ………….. dal Comune/Provincia di ………………… con
contratto di lavoro a tempo indeterminato con la qualifica di Istruttore di vigilanza (ex 6a q.f.) il
cui rapporto di lavoro è regolato in conformità alla Legge Quadro n°65/86 (Ordinamento delle
Polizie Municipali) del D.Leg. n°29/93 (.. Revisione della disciplina in materia di pubblico impiego..)
e dai CCNL delle “Regioni           ed Autonomie Locali”, con            il   procuratore         Avv.
…………………………………. che lo rappresenta e difende, presso il cui studio sito in
…………………………. il ricorrente elegge domicilio, in virtù di procura alle liti in calce al
presente atto:

Premesso che:
 l’inquadramento professionale delle Polizie Locali è stato normato fino al 31.3.99 dal DPR
   n°347 del 25.06.83 che prevedeva quattro qualifiche funzionali, ed esattamente:
   5a q.f. (Vigile Urbano), 6a q.f. (Istruttore di Vigilanza Urbana), 7a q.f ( Istruttore Direttivo di
   Vigilanza Urbana), 8a q.f. (Funzionario di Vigilanza Urbana)
 la declaratoria del DPR di cui sopra (con successiva modifica dell’art.71 del DPR n°268/87)
   per la figura di Istruttore Vigilanza Urbana inserito nell’Area di Vigilanza recitava
   testualmente:
   “Sono comprese nella presente Area le funzioni di Coordinamento delle attività di Polizia
   Locale svolte dai Nuclei di Vigilanza. I compiti consistono … (omissis). I compiti della
   presente qualifica funzionale assorbono anche quelli propri della qualifica inferiore.”
 successivamente a tale data, entrava in vigore nel 1986 la Legge Quadro n°86 denominata
   “Ordinamento della Polizia Municipale” in cui all’art. 7 ( Regolamento Comunale sullo stato
   giuridico del personale) si definiva che l’ordinamento dei Corpi si articola di norma in:
   a) responsabile del Corpo (Comandante)
   b) Addetti al Coordinamento e Controllo
   c) Operatori (Vigili)
 l’art.12 della stessa legge estendeva anche agli altri Enti Locali l’obbligo di svolgere
   funzioni di Polizia Locale, per le materie di cui gli stessi erano titolari
 successivamente in base all’art. 6 della citata L.Q., la Regione …………….. con Legge
   Regionale n°…………. provvedeva con l’art.….. ad individuare tra le figure “addette al
   Coordinamento e Controllo” anche gli Istruttori di Vigilanza
 la stessa Legge Quadro all’art. 5 riconosce agli addetti al “Coordinamento e controllo”
   l’importante qualifica di “Ufficiale di Polizia giudiziaria” ai sensi dell’art.57 del c.p.p. e che tale
   qualifica di fatto si espleta nell’attività ordinaria dell’interessato
 il Comune/ Provincia adottava il Regolamento previsto dall’art.7 della L.Q. n°65/86, con
   formale provvedimento quale Deliberazione n°……. del ………… in cui venivano assegnati
   alla figura dell’Istruttore di Vigilanza avente grado visivo di Maresciallo/Ispettore compiti di
   responsablità /coordinamento e controllo del servizio.
 il Comune/Provincia           in data ……………… provvedeva all’indizione di un Concorso
   interno/esterno per n° ……………… “Istruttori di Vigilanza” e che lo scrivente risultava
   esserne vincitore come risulta da Delibera/Contratto di Lavoro del ………..
 nella dotazione organica del Corpo/Servizio al 31.3.1999 (inizio del nuovo CCNL) risultavano
   assegnati/previsti numero ………. di “operatori (vigili)” inquadrati nella ex 5a q.f. ai sensi del
   DPR n°347/83
 il 1.4.99 è entrato in vigore il nuovo CCNL 1998-2001 che recependo il CCN sul “Nuovo
   Ordinamento Professionale” del 31.3.99 ha ridotto le ex otto qualifiche funzionali istituite con
   il DPR n°347/83, raggruppandole in quattro categorie (A, B, C e D).
 l’art.3 del CCN del NOP recita testualmente che “tutte le mansioni ascrivibili alla categoria in
   quanto professionalmente equivalenti sono esigibili”
 in base a quanto previsto dall’art. 7/4°comma CCN del Nuovo Ordinamento Professionale la
   ex 5a q.f. dell’Area Vigilanza viene posizionata a partire dal 1.1.98 in categoria “C” livello
   retributivo “1” (C1)
 in base all’art.7 del suddetto CCN , “secondo le prescrizioni dell’allegata tabella “C”, la ex 6a
  q.f. dell’Area vigilanza viene anch’essa posizionata in “C1”.
 le declaratorie inserite a fine contratto evidenziano che alla categoria “C”, appartiene il
  profilo di: “agente di polizia municipale o locale”, mentre alla categoria “D” appartiene il profilo
  di : “specialista dell’area di vigilanza”
 l’art.7 CCN del N.O.P. recita però testualmente: “A seguito della riclassificazione del personale
  dell’Area di vigilanza di cui al comma 4, gli enti adottano tutte le misure atte a dare adeguata
  valorizzazione alle posizioni di coordinamento e controllo collocate nella ex 6a q.f. della
  medesima area a seguito di procedure concorsuali.

e considerato che:

 successivamente alla definizione delle piante organiche previste dall’art. 6 del D.leg n°29/93
  ed in base ai contenuti della Delibera di Giunta n°……… approvata in data ……….., si è
  proceduto a posizionare gli ex Istruttori di Vigilanza, in categoria “C ...” alla luce del Nuovo
  Ordinamento Professionale, ovvero nella medesima categoria in cui sono inseriti gli agenti
  od operatori semplici di Polizia Locale in fase di primo inquadramento
 in altre Amministrazioni locali quali …………………….. si è riconosciuta una diversa
  collocazione funzionale della ex 6a q.f. Area Vigilanza , riconoscendo la “specializzazione”
  prevista dalla declaratoria per la categoria “D” di cui all’allegato del CCN “Nuovo
  Ordinamento Professionale” oltre che per le suesposte ragioni, anche per le qualifiche,
  l’esperienza e l’importanza dei compiti svolti dagli ex Istruttori in seno all’Ente
  d’appartenenza
 comunque siffatto inquadramento nell’ambito della categoria “C” , modificherebbe “ in peggio “
  il mansionario assegnato ( vedi art.2103 del C.C.) dalla precedente normativa alla mia
  qualifica, rendendo di fatto “equivalente e quindi esigibile” la mansione del semplice agente
  e degli ex Istruttori di Vigilanza (leggere i contenuti dell’art. 3 CCN dell’Ordinamento
  Professionale del 31.3.99), in palese violazione di legge, stante peraltro l’orientamento
  giurisprudenziale consolidato in materia di mansioni, inquadramenti e livelli retributivi
  equivalenti.
 contrariamente a tale volontà dell’Ente invece, gli intendimenti legislativi tendono a meglio
  qualificare l’attività e la professionalità di tutti i dipendenti degli Enti Locali, a fronte del
  continuo processo di decentramento amministrativo in atto da parte dello Stato verso le
  Autonomie locali (vedi L.n°142/90, L.n°241/90, L.n°127/97 , L.n°59/97 ) e che siffatto
  processo implica la conseguenza di specifiche assunzioni in termini di responsabilità
  individuali, a cui il nuovo Ordinamento Professionale dovrebbe dare risposte
 il contratto stesso regolante il Nuovo Ordinamento del 31.3.99, recependo in parte tali
  intendimenti, qualifica già meglio, rispetto alla precedente normativa, il personale ascritto
  alla categoria “A” , portando la ex 1a q.f., 2a q.f., al livello della ex 3a q.f. (trattamento
  economico iniziale £.11.697.000) ponendo le basi quindi per un vero e proprio “scorrimento”
  verso le altre tre categorie (B, C e D), di tutti i dipendenti degli Enti Locali
 che le attuali funzioni svolte dall’ex Istruttore di Vigilanza Urbana, possono essere ben
  ricomprese nella dicitura riportata nella tabella “A” sulle declaratorie esemplificative
  dell’Ordinamento Professionale per la categoria “D” ovvero, “ lavoratore che espleta attività
  d’istruzione, predisposizione e redazione di atti e documenti riferiti all’attività amministrativa
  dell’Ente, comportanti difficoltà…. con riferimento al settore di competenza”
 che infine la stipula del Contratto Nazionale Successivo degli Enti Locali, del 14.09.2000 ha
  previsto all'art. 29 (Disposizioni speciali per l'area vigilanza) in applicazione peraltro dell'art.24
  del CCNL 1999 un             specifico profilo professionale peraltro ad esaurimento ovvero di
  "specialista dell'area vigilanza" riconoscendo che la criticità della ex 6a q.f. debba trovare
  una risposta nel riposizionamento verticale in categoria D1, e che il mansionario ivi previsto
  testualmente recita "Possiede buone conoscenze                plurispecialistiche   ed un       grado
  d'esperienza pluriennale con frequente necessità d'aggiornamento….Coordina dipendenti
  della categoria        inferiore curando la disciplina e l'impiego tecnico            operativo del
  personale…..Svolge inoltre attività di vigilanza nei settori di competenza della Polizia
    Municipale…può compiere tutti gli atti previsti dalla funzioni ricoperte anche quella di base
    dell'area vigilanza; conduce tutti i mezzi in dotazione, come gli altri appartenenti alla Polizia
    Municipale", ovvero si è in presenza di un profilo sostanzialmente simile a quello della ex 6a
    qf con atipico assorbimento (caso unico nel Nuovo Ordinamento Professionale) anche delle
    mansioni tipiche dalla categoria inferiore ovvero la "C".

                                         CONCLUSIONI


       Nel merito si richiede:

-   di     rendere nulla la Delibera di Giunta del Comune/Provincia di …………….
    n°…………… del …………………….. per la parte in cui si è proceduto
    all’inquadramento degli ex Istruttori di Vigilanza (ex 6a q.f. DPR n°347/83) in
    categoria “C” per le suesposte ragioni
-   di dichiarare altresì legittima la richiesta formulata nel presente ricorso, ovvero di
    riconoscere l’inquadramento in categoria “ D” posizione economica “1” del Nuovo
    Ordinamento Professionale (in vigore dal 1.4.99), al ricorrente, in conformità alla sua
    appartenenza alla ex 6a q.f. dell’Area Vigilanza (Istruttore di Vigilanza) ed ai compiti
    da esso espletati, conseguenti alla qualifica stessa assunta anteriormente all’entrata
    in vigore del CCN sul “Nuovo Ordinamento Professionale”, anche alla luce dei
    contenuti professionali e della specificità riconosciuta agli specialisti dell'area
    vigilanza di cui all'art.29 del CCN successivo (Code Contrattuali) del 14.9.2000.

In via istruttoria si allega:
   (Legislazione nazionale)
   (Contratti Nazionali)
   (Delibere di Giunta e Regolamenti Servizio o Corpo)
   (Lettera d’assunzione e/o Contratto di lavoro)

    NB:

1. Il presente ricorso dovrà prima essere inoltrato allo: “Ufficio Provinciale del Lavoro-
   Tentativo obbligatorio di conciliazione delle controversie individuali” territorialmente
   competente (dislocazione su base Provinciale)
2. Una volta esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione e qualora l’esito dello
   stesso risultasse negativo, ovvero trascorsi 90 gg dalla presentazione del ricorso
   dello stesso andrà inoltrato al: “ Tribunale Ordinario di …………………- Sezione
   Lavoro” territorialmente competente.


    Gli iscritti O.S.Po.L. potranno usufruire del patrocinio legale e della necessaria
    assistenza      gratuita rivolgendosi alla Segreteria      Nazionale al telefono
    06.58.18.638.

                                              Il Segretario Nazionale
                                                   Bruno Galante

				
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