Concorso Poesie 2004 by hjkuiw354

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									    Mamma Lena Foundation Inc.
         Endorsed as a charitable entity under Section 50-B of the Income Tax Assessment Act 1997




    “La vita passa, il bene fatto rimane”
               Mamma Lena




     Concorso Poesie
         2004



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                                                                                   I POETI
                                                                                                                                             Prima Classificata
           Primo Premio                          Seconda Classificata                          Terza Classificata
                                                                                                                                           Poesia Su Mamma Lena




           Giovanni Garlato                              Umberto Calzini                           Maria Giacoppo                             Elisabetta Puglisi Gissara


                                                                        I Poeti Concorrenti




       Gianfranco Addario                 Maria Alvaro                      Rocco Arena                  Maria Elena Andreaus        Annunziata Bagnato          Pasquale Bagnato




         Igea Sevardi Banzato                   Maria Betti                    Orlando Capotosto                Antonietta Carraro         Mariano Coreno          Nancy Cortese




    Fortuna Tina De Nigris       Erminia dell’’Oso in Di Battista           Vanessa Falcone              Rosy Fichera                 Rosa Filosi            Gloria Trillo Gemellaro




      Lina Giannetti      Giovanna Li Volti Guzzardi       Aldo Mattiuzzo      Corradino Masciovecchio          Flora Mori             Nerina Parisi              Giuseppe Romeo




                                                                                              Congratulazioni!
                                                                                                  a tutti.
                Rosa Papillo Schiavello             Domenico Terfè




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                                                           LA GIURIA
    ENRICO ALIMENI
    Nato a Palermo il 31 maggio 1935. All’età di quattro anni la sua famiglia si trasferisce a Firenze, dove egli fa i suoi studi arruolan-
    dosi all’età di 18 anni alla Aeronautica Militare dove svolge per 31 anni tutta la sua carriera.

    Nell’81 si trasferisce a Sydney con la moglie Margherita ed il figlio Gianluca, attualmente docente alla Mac-
    quarie University. Enrico segue la moglie insegnante e diventa anche lui insegnante della Lingua e Cultura
    italiana. Nel 1988 dà inizio ai corsi di Lingua Italiana per adulti presso il Club Marconi e poi al CoAsIt.
    Enrico si diverte a scrivere commedie rappresentandone alcune utilizando gli stessi studenti quali attori.

    Enrico rimase vedovo nel 1994 e nel 2000 si sposò con Silvia.


    SILVIA BEDROSSIAN ALIMENI

    Nata il 22 maggio 1948 a Cairo (Egitto) da genitori di origine armena. Nel 1957 suo padre, (ingeniere-ar-
    chitetto), viene trasferito a Tripoli in Libia dove Silvia frequenta le scuole italiane.

    Nel 1971 data l’incertezza del futuro politico della Libia, la famiglia di Silvia emigra in Australia. Arrivati
    a Sydney, Silvia, grazie all’aiuto di Mamma Lena e della Poetessa Enoe Di Stefano, ha modo di realizzare la
    sua grande passione a cui anelava sin da quando era bambina, facendo da insegnante alle sorelline…..ed in
    mancanza di queste anche alle loro bambole.

    Silvia inizia nel 1971 ad insegnare Lingua e Cultura italiana presso le scuole del CoAsIt, quando questi era
    ancora agli albori e si insegnava l’Italiano ai figli degli immigrati di prima generazione. Le sue attività di
    insegnante continuano tuttora.



              PRIMO PREMIO                                               PULCINELLA

                     Giovanni Garlato                                    Lasciami tra le mani i fili,
                         (New South Wales)                               burattino,
                                                                         così che senza specchio
    Nato a Udine nel 1924 ha partecipato alla Resistenza                 io mi possa guardare.
    nelle Brigate “Osoppo-Friuli” e gravemente ferito
    dalle truppe naziste. Studiò e si laureò in Ingegne-                 Movenze a me vietate
    ria allàUniversità di Padova. Sempre interessato                     ti sono consentite,
    nell’attività letteraria, è solo ad età avanzata che ha              deformi gesti a te sono concessi,
    avuto tempo di dare via alla sua passione. All’età                   burattino,
    di 60 anni ha visto pubblicato il suo primo racconto                 gioioso riso desti
    vincendo premi sia in Italia che in Australia.                       per ciò che solo scherno
                                                                         a me potrebbe dare.

                                                                         Quando mi sfuggiranno i fili,
                                                                         burattino,
                                                                         in me potrai guardarti.

                                                                         Ci adageremo insieme allora,
                                                                         appena in tempo per capire
                                                                         che tutto fu soltanto un lungo scherzo.


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        SECONDA CLASSIFICATA                                                  TERZA CLASSIFICATA
            Umberto Calzini                                                      Maria Giacoppo
                          (Victoria)                                                    (Western Australia)

    SOLITUDINE                                                     TRAMONTO D’AUTUNNO

    Nel mio animo buio e disperato                                 L’incanto dei tuoi raggi
    soltanto una debole, fioca luce arde                           Il tuo splendore
    e vacilla                                                      Oh dolce mio tiepido sole
    è la speranza che sta per spegnersi                            Sono gl’ ultim’ istanti
    ormai stanca d’aspettare                                       E poi ti nascondi.
    per quella luce che mai arriva.
                                                                   Le montagne t’abbracciano
    L’intenso dolore non cessa                                     Il mare t’inabissa,
    i suoi artigli ancora infissi                                  Ma tu sole dorato
    nel mio scarno e vuoto cuore.                                  T’innalzi ogni mattina
                                                                   E ridai calore,
    Io piango, ma non per me                                       Ad ogni bimbo
    che il destino è stato rio                                     Che nasce,
    bensi, per Lei che era                                         Ad ogni fiore che sboccia.
    tutta luce, dolcezza, bontà e amore.
                                                                   Dio beato creò il sole
    Ora che solo l’ombra mi circonda                               E la pioggia
    ora che il sangue mio più non bolle                            Le cose più sacre
    ora che le mie pupille non vedono più                          che danno la vita.
    il suo bel viso
    silenziosamente                                                Per chi s’addormenta sereno la sera,
    a mia volta,                                                   Per chi si sveglia
    m’incammino verso quella pietra                                felice la mattina,
    bianca e fredda                                                Per chi chiede calore
    che segnerà la mia final dimora.                               Per chi chiede da bere,
                                                                   Per la vita che nasce
                                                                   Per la vita che muore.

                                                                   Tu sei sempre presente
                                                                   Caro tiepido amatissimo sole.


              PRIMA                        UN ANGELO                                     Sarebbe spesso ritornata,
                                                                                         Le persone amate che si erano lasciate,
           CLASSIFICATA                    DAL CIELO                                     Ora l’incognita, le speranze…..
              POESIA
                                           Erano scomparse le case,                      Ma nessuno di noi sapeva
         SU MAMMA LENA                     Il porticciolo, i visi amici,                 Che c’era un angelo dal cielo
                                           Puntini lontani…..                            Chiamato ‘Mamma Lena’
                                           Le onde continuavano a danzare,               Che dall’altra parte del mondo
        Elisabetta Puglisi                 La spuma del mare……                           Ci avrebbe attesi al nostro arrivo
                                                                                         Con un abbraccio, con un sorriso, con un
             Gissara                       Sul ponte volti baciati dal vento,            invito,
      (Australian Capital Territory)       Gente avvolta in indumenti dimessi,           Che ci avrebbe aiutati
                                           L’aria stanca, lo sguardo lontano, il pen-    Per far sì che i nostri sogni
                                           siero assente….                               Nascosti nel cssetto potessero avverarsi,
                                                                                         Che ci avrebbe accolti nel suo cuor
                                           Il cuore spezzato piangeva dentro,            Così grande dove c’era spazio per tutti,
                                           La nostalgia di tanti giorni difficili,       Un cuore che era più grande di un mare
                                           Ma forse anche felici                         aperto….

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                                      LE POESIE CONCORRENTI
    Nei casi dove i poeti hanno mandato più di una poesia, solo quelle considerate migliori dai giudici e quelle
    dedicate a Mamma Lena saranno pubblicate in questo opuscolo. Il ‘Diritto d’autore’ è stato accertato dai
    poeti prima della pubblicazione. Coloro che non hanno trasferito i diritti non sono inclusi.
    Le poesie appaiono in ordine alfabetico.



    Anna Trombelli Acquaro                                  Gianfranco Addario

    CENTO PRIMAVERE                                         A LENA

    Sotto un cielo ambrato                                  Noi che t’abbiamo amata,
    calava la notte placida                                 non ti dimentichiamo.
    senza far rumore.                                       Anche ora che sei lontana,
    Pochissime stelle apparivano                            non ti dimentichiamo.
    in quell’infinito,                                      Non lasciarci nel vuoto,
    ma poche che erano                                      lanciaci un segno concreto.
    splendevano come rari gioielli.                         Dacci un segno di vita,
    Chiusa io,                                              tendici la mano.
    dentro un mantello di sentimenti,                       Portaci con te nel tuo mondo beato.
    ammiravo la magica notte.                               So che ancora una volta non ci deluderai.
    Tutto era una sinfonia,                                 Il ricordo sconfigge la morte.
    Un tremore mi avvinceva incredibile,                    Resterai sempre con noi.
    nell’aria sembrava che palpitassero                     Arrivederci amica nostra.
    ali di farfalle nel loro primo volo,
    sembrò una parodia d’amore                              Maria Alvaro
    tutto luce e carezze.
    Con l’entusiasmo della giovinezza mia,                  ALLA MEMORIA DELLA NOSTRA
    riviverò un mondo di emozioni                           CARA MAMMA LENA
    e pensai:
    domani rifioriranno ancora                              Benedici o Signore questo giorno e fai
    le mie primavere?                                       che schiudi sempre tenero e fragrante
    Fioriranno le bianche margherite                        il fiore più bello, che si chiama Amore.
    innocenti e pure?
    Non riesco a dir più parole,                            Lo voglio regalare alla nostra cara mamma lena,
    i sentimenti miei parlano da soli.                      posarlo gentilmente sul suo petto,
    Se tu sapessi che c’è dentro al cuore                   così potrà sentire il suo profumo
    non basterebbero mai le cento primavere                 che odora del suo amore e del nostro affetto.
    per dirti o cara fantasia
    quanto ti voglio bene!                                  Oggi vorrei donare tanti, e tanti fiori
    Fiorirà anche il mio mondo,                             ma uno solo alla nostra mamma piacerà,
    sarà colmo di tenerezze,                                è il fiore coltivato dentro al cuore,
    solo per me splenderà                                   che quando sboccia, non più si sfiorirà
    come un luminoso albero di Natale!




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    Rocco Arena                                                       Annunziata Bagnato
                                                                      (Dedicata a tutte le mamme che non ci sono più)
    INNO INTERNAZIONALE (FERRARI)
                                                                      MAMMA
    Ferrari d’Italia
    inizia in Australia                                               Eri una rosa nel mio giardino
    Con Enzo sei nata                                                 che ancora sento il tuo profumo
    dal mondo sei amata                                               una tempesta ti portò via
    Schumacher in due ore                                             lasciando in me malinconia
    è sempre il migliore                                              spero che ora tu sei al cielo
    Con Barrichello secondo                                           e che guidi il mio cammino
    son campioni del mondo                                            nel mio cuore c’è una fiamma
    Ferrari sei forte                                                 vorrei dirti auguri mamma
    la meglio di tutti                                                ma se un abbraccio
    Hai sempre le carte                                               non ti posso dare
    di battere tutti                                                  ti vengo a trovare
    Schumacher e Barrichello                                          portando un mazzo di fiori
    Jean Todt e scuderia                                              ma lo porto con il cuore in gola
    La rossa col cavallo                                              perchè di mamma c’è ne una sola.
    festeggia in allegria
    Ed io in Australia
    son stato sempre fiero                                            Pasquale Bagnato
    Di essere italiano
    e gridare…..                                                      CARA MAMMA LENA

    Viva l’Italia                                                     Cara Mamma Lena che dorme
                                                                      Il greve sonno dell’eternità
                                                                      Il mio cuore per te è in pena
    Maria Elena Andreaus                                              Di mille ricordi e tanta bontà!

    DOMANI                                                            Riposa - O cuor emigrante
                                                                      Nel silenzio la tua cultura giace
    Rondinella smarrita e sola, del tuo felice volo ch’è stato?       Caldo è il ricordo nella mia mente
    Tutto hai dato e t’han ferita!                                    Triste passa il tempo senza la tua voce!
    Più non garrisci, più non giochi. Ancor libero è il cielo e ti
    chiama.                                                           Oh - Mamma cultura
    Ma l’anima straziata lacera i lembi d’un male senza fine.         Com’era bello ascoltar la tua voce
                                                                      Dopo una giornata immensa e tanto dura!
    Dolore e lacrime in quel piccolo cuore nato per amare.            Quel DI del dolore…..
    Sei tu eletta poichè conosci ora l’amarezza d’un profondo
    abisso?                                                           O - Cara Mamma ti consola il pianto
    Provata, conosci ora i veri valori della vita?                    Della gente vestiva il tricolore
                                                                      Sotto i cupi cipressi del camposanto
    Ancora vola e ancora ridi al tuo compagno assieme per l’azzurro   Ti penso sempre - Ti ci porto un fiore!
    cielo.
    Sempre, sciolte le nubi, il sole splenderà                        E prego IDDIO Gesù con il cuore in pena
    Sempre dai semi nascerà la vita.                                  Che T’accoglie lassù
    Chi ti ferì piange. Perdona! Domani che sarà?                     Cara Mamma Lena!




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    Igea Sevardi Banzato                                Per far entrare il sole nelle nostre case.
                                                        Lasciamo i nostri corpi seminudi.
    LA MAMMA DEGLI ITALIANI                             Per farci fare dal sole l’abbronzatura.
                                                        Ma se per qualche tempo non si vede.
    Oh! Buona Mamma Lena.                               Sarà il segno che cade la neve.
    Ci lasciasti!…                                      E se ancora un giorno tarderà.
    Quà in terra solo!….                                Vuol dire che l’inverno ci sarà.
    Tu occupi i nostri cuori,                           Noi aspettiamo l’estate con ansietà.
    mentre hai raggiunto tutti i casti:                 Che il sole torna e ci riscalderà
    La tua bontà continua ancora;
    Se ti si nomina,
    già splende una bianca aurora.                      Umberto Calzini
    Qual splendore!…
    Una tremolante stella,                              LE SUE LABBRA
    ci indica il tuo amore,
    che ci affratella.                                  In quell’angolo buio
    Noi non piangiamo del tuo vuoto.                    dove usavamo rifugiarsi
    Ma unendoci unanimi,                                a tarda sera
    controlliamo i bei pensieri,                        i suoi limpidi occhi
    dando vita ai tuoi esempi,                          sembravano m’implorassero
    ai soggiorni passati insieme,                       di baciarla appassionatamente.
    gioiendo del tuo dolce sorriso,                     La prossimità delle sue labbra
    di lode meritevole e fidente in Paradiso.           era incantevole e tentatrice
                                                        così dolce
                                                        più dolce ancora del Paradiso.
                                                        Che cosa si sia visto nei nostri occhi
    Lea Drago Bestulic                                  io non so
                                                         ne ricordo
    LE SUE MANI                                         ma qualsiasi cosa essa sia stata
                                                        è ancora quì
    Mani forti,                                         nel più profondo del mio cuore.
    stringono un mazzo di spighe                        Mai in vita mia ho posseduto
    mentre la falce ne recide il gambo.                 cosa più preziosa
    Mani tenere, mentre accarezzano                     e mai più potrò possedere
    un bimbo che piange nel silenzio della notte.       qualcosa di più magico.
    Mani sciupate, mentre strofinano svelte             L’anima mia si è sempre nutrita
    il sapone sul bucato.                               di quel fuoco mistico
    Mani faboriose, mentre accendono il fuoco           di quelle sensazioni
    nel rituale della cena.                             dei sogni e delle speranze
    Mani incerte, mentre salutano un figlio             di quel merviglioso giardino
    che se ne va lontano.                               e di quel meraviglioso pomeriggio.
    Mani deboli, mentre stringono quelle di mio padre   Oh, dolce passato
    nel gelo della morte.                               quando lei tremando in ogni fibra
    Mani inerti . . .                                   del suo angelico corpo
    ferme sopra un pizzo mai portato a termine.         m’offrì, silenziosamente
    Mani bellissime . . . quelle di mia madre!          le sue vermiglie labbra
                                                        che io baciai
                                                        senza sapere che
                                                        non le avrei mai e poi mai
    Maria Betti                                         dimenticate.

    IL SOLE

    Quando il sole splende la mattina.
    Salendo piano piano nell’altura.
    Illuminando il mondo e l’aurora.
    Seguendo a tutti noi fino la sera.
    Il sole splende quà tra la gente.
    Il sole cade così soave.
    E quando il sole brilla intorno al mondo.
    Riscalda i corpi freddi in un secondo.
    Riscalda i prati con i suoi fiori.
    E anche i cuori che son tanto soli.
    Lasciamo le finestre un pò socchiuse.

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    Orlando Capotosto                     Lilla Figuera in Catanzaro

    IL SANTISSIMO                         ALLA MIA CARA MAMMA

    Papa Giovanni, Paolo secondo          Nel mondo vi è un nome dolce come una carezza,
    Vuole la pace, in tutto il mondo.     Questo nome the scintilla come una grande Fiamma
    Pur essendo così acciaccato,          Che esprima tanto amore, gioia a gentilezza,
    Di viaggiare non si è mai stancato    È quello della mia diletta a cara mamma.

    Anni fà subì un attentato,            Mamma adorata, dolce cara mamma mia,
    Tutto il mondo, per lui ha pregato.   Io so the to mi vuoi tanto bene.
    Papa Giovanni così benevole,          Per me, to sei la più bella mamma the ci sia
    Perdonò anche il suo colpevole.       E solo a te, io confido le mie gioie a pene.

    Antonietta Carraro                    Son veramente felice, quando mi guardi a sorridi,
                                          Mi sento protetta a sollevata se to sempre mi guidi.
    A MAMMA LENA                          I tuoi capelli neri, spruzzati da fili d’argento,
                                          Io, mamma, voglio tanto accarezzare ogni momento.
    Cara Mamma Lena
    T’invio la mia lettera-poesia         Ti benedico, ti auguro salute a cose belle,
    Che scrivo alquanto a malapena        Tante, quante sono nel cielo tutte le stelle.
    Perchè un pò seguo la tua via.        Una musica leggera come una piuma
                                          Sento the ti accarezza il cuore al chiar di luna.
    Personalmente poco ti conoscevo;
    T’incontrai alle riunioni NIAWA       Ti voglio dire con tutto il fiato in petto,
    E dai giornali poi apprendevo         Anche se tutto nel mondo è imperfetto,
    La tua attività piena e varia.        Che ti amerò sempre con immenso amore,
                                          Perchè in ogni istante rimani nel mio cuore.
    Sei stata forte e sana,
    Hai fatto tanto e tanto bene
    E le persone che hai aiutato
    Hai sollevato da problemi e pene.

    Buon esempio hai lasciato
    A tanti altri volontari
    Che con te han collaborato
    E ti son stati tanto cari.

    Fare il bene è assai importante
    Se come te è fatto con amore.
    Son d’accordo si, con te,
    Sarai sempre nel mio cuore.

    Augurandoti Buon Viaggio
    T’invio il mio saluto,
    Aggiungendo in tuo omaggio:
    Grazie per il bene ricevuto!




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    Mariano Coreno                                               Erminia dell’’Oso in Di Battista

    A RICORDO DI MAMMA LENA                                      UNA MAMMA DA ONORARE

    Quando non riuscivo                                          Mamma, parola armoniosa,
    ad ambientarmi in Australia                                  sublime melodia che suggerisce tenerezza,
    e tu scrivevi per ‘La Fiamma’                                amore infinito, gioia di vivere.
    ti chiedevo consigli                                         Sovente, dietro il sorriso della mamma,
    consoscendo la tua saggezza                                  dietro le sue carezze,
    e la tua gentilezza.                                         quanto sacrificio si nasconde,
                                                                 quanta pazienza, quanta rinuncia!
    Sono passati                                                 Essa è l’albero indistruttibile a cui appoggiarsi,
    tanti anni da allora;                                        sotto la cui ombra si trova refrigerio, la serenità perduta:
    ma vorrei scriverti ancora                                   bussola d’orientamento nelle incertezze,
    per chiederti illuminazioni.                                 ancora di salvezza nelle tempeste della vita.
                                                                 Colei capace di sorridere anche nel dolore….
    Però come potresti ora                                       Tutto questo fu Mamma Lena e altro ancora….
    leggere le mie lettere                                       Non Le bastò curare i suoi figli, il suo sposo
    se ha gli occhi chiusi?                                      ma spiegar volle le ali del suo grande spirito
                                                                 al di fuori delle mura domestiche,
    Io ti scrivo questi versi,                                   operare a beneficio degli altri, dei suoi conterranei,
    non prendertela a male:                                      della comunità intera.
    altro proprio non so fare!                                   Come la ricorderemo Mamma Lena?
                                                                 Come colei che mise sempre in pratica
    Anche nella tua assenza                                      Ciò che disse Gesù: ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’.
    vedo la tua presenza.
                                                                 Vanessa Falcone
    Nancy Cortese
                                                                 OGGI
    MAMMA
                                                                 Oggi la vita non sempre è bella,
    Mamma nome dolcissimo….                                      Adesso il mondo è tutto in silenzio.
    Sempre sentita sulla bocca dei bimbi,                        Questi giorni sono colmi di sofferenza.
    sempre sentita sulla bocca dell’adulto,                      In questo momento andiamo incontro alla guerra
    sempre sentita di cuori in tumulto.                          Insieme con i giovani, gli anziani, gli innocenti,
    Non importa se si piange, se si ride,                        Uomini e donne che sono morti di
    Se si gioisce o ci si dispera,                               Violenza e malattia.
    perchè sarà sempre la parola mamma                           La vita è corta,
    che sulle nostre labbra affiora,                             Dobbiamo dimenticare il lato cattivo della vita
    e resterà per sempre la nostra più bella ed ultima parola.   E celebrare il buono,
                                                                 La pace nel mondo e la felicità per tutti.

    Fortuna Tina De Nigris                                       Rosy Fichera

    LA MAMMA                                                     NON ESISTERO’ PIU’

    Che cos’è questa parola (mamma?)                             Tutto ormai va perso
    La mamma è colei che ti ha portato in grembo:                Ciò che vorrei raccogliere
    Che ti ha dato la vita.                                      Visi amati lontani che non vedo
    Ti ha insegnato i primi passi incerti:                       Voci care, anche vicino che non sento
    Colei che con il suo amore ti ha guidato nel tuo cammino,    Tristezza di un passato senza gioia
    Ora sei grande, sei andato per la tua vita.                  di giorni vissuti con malinconia
    Lontano da me,                                               E quando il mio corpo sarà cancellato,
    sei riuscito nella vita? Oppure sei fallito.                 e l’anima volerà
    Sei in gentiluomo o un furfantone?                           in quel paradiso perduto
    Per la tua mamma sei sempre il suo bambino,                  Rimarrà solo il ricordo
    anche se la fai soffrire, ti perdona sempre, e ti            nella mente delle persone
    aspetta a braccia aperte                                     con cui ho vissuto che io ho amato
    come quando eri un bambino,                                  in quel momento avrò cessato fi vivere
    questo vuol dire (mamma)                                     non esiterò più.




9
     Rosa Filosi                                  Come il ricordo è blando se la fiamma
                                                  d’un bivacco sperduto non riesce
     LONTANO MONDO                                a decifrarlo e a dire che nel cuore
                                                  relitti sopravvivono d’un sogno!
     Che fare?
     Mi pare di stare
     fissata alla tivù.                           Gloria Trillo Gemellaro
     Mi pesa ma non dico chi fù.
     Sospesa, un attimo, c’è la tivù.             MAMMA LENA
     Ma al cuore c’è il ricordo del più
     profondo mondo lontano,                      Bella come la Terra
     Mi sfiora e poi mi lascia.                   E della molto rimpianta Patria, messaggera
     La tivù riaggancia la mia attenzione
     meno male c’è la Rai - internation - ale!    La Grande tua mano, protesa…..
                                                  nell’offerta dei frutti dell’amore.
     Sembra in superficie
     la decisione più giusta                      Tu, morbida e dolce, nella sacra semplicità
     sotto sotto la ritengo                       a coloro che della vita, retorica non fanno……
     la cosa più ingiusta.                        fosti amica e compagna.
     La cucagna. Che carogna!
                                                  Tu fosti autentica,
     Su sponde nuove mio babbo fu attratto        Ed autentico dolor di folle ti accompagna…..
     e li morì senza qualche traccia conosciuta   nel tuo ultimo sonno.
     di lui tuttora conservo
     (quasi per furto)
     il tomo di Alighieri                         Lina Giannetti
     con in cima
     la sua preziosissima firma                   L’EMIGRANTE

     Quella chance di conoscerlo                  Una sera fredda e scura
     mi fu sottratta                              Un emigrante girovagava,
     E di nuovo lo sguardo cade                   Non aveva paura
     sullo schermo                                Ma piangeva e tremava.
     del lontano
     mondo                                        Era solo l’emigrante
     profondo.                                    Senza casa e focolar,
                                                  Ecco vide la casa di mamma Lena
     Giaovanni Garlato                            Col suo camino sfavillar,

     PRESSO UN BIVACCO DI                         Avvicinandosi alla porta
     GIROVAGHI DOPO IL TRAMONTO                   Egli tacito bussò,
                                                  La dolce voce di mamma Lena
     Quali suoni inattesi mi sussurri             ‘Chi mai fosse domandò?’
     la fiamma accesa presso il carrozzone
     non so dire: rimango a contemplare           Sono un giovane emigrante
     soltanto un vecchio zingaro, chinato         Senza un focolar,
     a respirare il fumo di sterpaglia,           Nel vostro camino
     al quale il fuoco stranamente ombreggia      Mi vorrei riscaldar,
     la fronte densa d’anni consumati,
     di cammino su terre calpestate               Entrate pure giovane emigrante
     alla sfuggita e, dopo, mai riviste.          Che la mia case è molto grande
                                                  Per potervi ospitar
     Quale agitarsi di visioni avviene            E per sempre anche restar.
     entro il mio cuore? Più non so capire
     come ricordi d’ignorate cose
     giungano a me stasera: plasmo volti
     d’antiche conscenze mai incontrate,
     ripeto nomi noti pronunciati
     con il sapore della prima volta.

     Richiami di che cosa? da che luogo?
     Forse è solo un ricordo di bambino:
     rimembranza d’un sogno progettato
     nella penombra d’un leggero sonno.

10
     Elisabetta Puglisi Gissara                        MAMMA LENA!
                                                       Ora che sei un angelo lassù,
     A MIA FIGLIA                                      la stella che brilla più fulgida che mai
                                                       tra l’azzurro di questo cielo australiano,
     Quando il mio cuore trema                         l’eco della tua voce ci arriva come il canto
     subendo un rallentamento,                         dell’usignolo che ancora ci tende la mano!
     caspisco quanto sia grande
     l’amore che per te sento.
                                                       Corradino Masciovecchio
     Quando ti penso con nostalgia
     e tavolta con dolore,                             LA LUNA
     mi rendo conto di come tu sia
     una parte inscindibile della mia vita,            Figura immortale sospesa nell’aria
     e che a volte soffre il mio cuore.                nel gelido cosmico pianeta galttico.
                                                       Vatussa dominatrice di ronda spaziale
     Quando vedendoti così bella,                      nelle ore morte della notte.
     con gli occhi brillanti,                          Errabonda: nottambula astrale.
     i capelli lunghi e inanellati,                    Seriosa the mai trasmette
     un sorriso chiarissimo                            una smorfia di sorriso
     che illumina il tuo viso,                         ma emana flussi di luce soffusa
     penso con orgoglio come io sia felice             nello scenario planetario.
     di essere tua madre…..                            Sovente e’ rabbiosa, fa le bizze:
                                                       sottratta patisce le tenebre
                                                       delle notti oscure.
     Giovanna Li Volti Guzzardi                        Si manifesta nella sua timidezza
                                                       al vento un velo trasparente
     IL CANTO DI UN USIGNOLO                           le protegge le sembianze.
     (Dedicata a Mamma Lena)                           Sola, indifesa, si barrica a protezione
                                                       cerchiando a se aloni di luce.
     Come il canto di un usignolo,                     Passano anni, secoli a millenni
     la Tua voce ci ha deliziato per anni e anni,      la Vatussa stellare imperitura a dominare.
     una voce amica, gentile, vibrante
     che ci ha fatto compagnia nelle ore
     di solitudine e malinconia.

     Sei stata un angelo sceso dal cielo
     per addolcire le giornate amare.
     Una luce accecante per illuminare il buio
     delle notti fredde e solitarie.

     Raggio di luce,
     nelle tenebre dei giorni colmi di tristezze,
     senza il calore di un raggio di sole,
     senza la carezza di un’amica, di una mamma,
     nella disperazione di questa vita scialba.

     Ma tu sei stata l’amica,
     la splendida mamma di tutti colma d’amore,
     hai aperto il manto della tua bontà
     e ci hai coperto, proteggendoci dalla falsità.

     Tutti ti hanno amato,
     dolce usignolo dal dolce canto,
     le tue braccia son state molto grandi
     ed hanno abbracciato il pianto degli emigranti.

     MAMMA LENA! Trent’anni e più di bontà,
     oceano d’amore donato agli altri a piene mani,
     col cuore palpitante di felicità
     nel regalare ai bisognosi il tuo sorriso
     e trasmettere la gioia e la tranquillità.




11
     Aldo Mattiuzzo                              Dalla radio la tua voce amica
                                                 Infondeva agli’italiani it tuo calore,
     IN RICORDO A MIA MADRE                      Non si sentivano così più tanto soli
                                                 Tu eri un po la mamma che dava loro amore!
     Oggi il sole s’è spento.
     Non c’è pace in questa terra.               Quando m’hai messo al collo
     Non c’è pace nel mio cuore.                 La tua bella medaglia,
     C’è un velo nei miei occhi.                 Ho sentito al petto un calore
     Madre, madre mia,                           Misto all’orgoglio che mi ha riempito il cuore.
     perchè te ne andasti
     così all’improviso,                         C’era il tuo amore, la tua carità,
     senza proferir parola,                      Il profumo sincero della tua umanità;
     senza un saluto                             Ciao mamma Lena un’angelo tu sei
     per me che son lontano.                     Che dal cielo ancora per noi pregherà!
     Non senti il mio dolore,
     tu dormi il sonno eterno.                   Nerina Parisi
     Vorrei tanto esserti vicino,
     toccar i tuoi capelli bianchi,
                                                 Nerina Parisi è madre di quattro figli e da oltre 30 anni
     venerabile saggezza.
     I tuoi occhi buoni,                         era una fedele amica di Mamma Lena e presente a tutte le
     comprensivi e stanchi.                      manifestazioni. (Poesia scritta in occasione del 89° compleanno
     Baciar le tue labbra,                       di Mamma Lena nel 2003)
     parole dolci e di conforto.
     Quelle labbra che un dì
                                                 Mamma mia,
     m’insegnarono a dir ‘Mamma’,
     ed ora io ti chiamo                         mamma bella mamma,
     e tu non rispondi!                          oggi per la tua festa,
     Anche lassù continua                        io ti offro una catena di baci,
     la tua missione:                            un cestino di fiori
     Veglia su di me, ti prego,
                                                 e un cielo pieno di stelle
     poichè son sempre il figlio tuo.
     Il mio pianto t’accompagni                  su cui posare la tua testa
     come una lieve musica,                      quando sei stanca.
     le mie lagrime sian stelle,
     e gli Angeli ti corcondino                  Ti offro una fontana di perle
     di gloria ed inni santi.
                                                 lucenti come il colore della luna.
     Tu o Signore, Rè dei cieli,
     abbi misericordia di lei                    Un bel mazzo di rose rosse
     perchè tanto ha amato                       come il mio amore per te,
     e tanto ha sofferto.                        e una montagna di cose belle.
     Illumina il suo volto,                      Gentile è un cuore tanto piccino
     accogli la sua anima,
                                                 come il mio è grande così per questo dì?
     e, placa il mio cuore.
     Ti ringrazio o Signore.
     Madre mia, addio!                           Perchè mamma c’è nè sta una sola
                                                 e quella mamma sei tu Mamma Lena.
                                                 Oggi ti amo e ti amerò sempre per la tua bontà
                                                 per il tuo cuore d’oro, per tutti noi italiani.

     Flora Mori

     A MAMMA LENA

     (Un’angelo è volato)
     Una figura diafana e sottile
     Ma di una forza gigante interiore,
     Io ti ricordo così cara mamma Lena
     E ti avrò sempre nel cuore.

     Da quando ti conobbi tanti anni fa
     Capii che in questa terra c’era un’angelo
     Che vegliava sugli emigranti
     E aveva un grande cuore per tutti quanti.


12
     Giovanni Portogallo                   Cristoforo Puddu

     AUSTRALIA IN MEZZO AL MARE            IL TEMPO AVVENIRE IMPERITURA T’AVRA’
                                           (a Mamma Lena)
     Fra quattro vasti mari
     sei stata creata,                     Da sommità raggiunta rivedi prospettive superate
     di onde a creste bianche              come dirupi montani o rapide di torrente.
     circondata.                           E con improvvisa meraviglia di sguardo aperto
     Le tue bellezze interne               interpelli la vita nella bontà di Dio;
     tanto spettacolari                    nell’ammaliante amore che avvince i cuori
     fanno tutti innamorare.               per fratellanza suggellata da feconda carità.
     Dai tuoi vicini sei tanto amata
     e ammirata.                           Rigermoglia in noi memorie il passo della tua vita
     Popoli che ti hanno visitato          a scandire l’azione ‘per’ e ‘con’ i migranti
     i ricordi delle tue bellezze          in condivisione di segni e frutti d’eguaglianza:
     si son portati                        a irradiare di viva luce ogni incerta alba
     e presto vogliono ritornare.          di chi vive da sofferta umanità marginale
     Dalle tue terre fertili               immolata nel silenzio alla deriva del mondo.
     non c’è nulla
     che non si possa produrre,            O Mamma Lena
     con sacrifici e lavoro                il tempo avvenire imperitura t’avrà
     un sicuro benessere                   come una ‘Fiamma’ artefice d’amore.
     si può ottenere
     e felici si può vivere
     Australia bella e affettuosa,
     razzista non sei,
     popoli da ovunque
     tutti uguali li hai trattati,
     nessuno al mondo
     ti può criticare
     perchè il tuo cuore è grande
     ed un rifugio sicuro
     e tanto ti fa amare.
     Dio, dal male, lontano ti fa stare,
     bella Australia del nostro cuore,
     sei il gioiello da custodire
     e per la vita rispettare.




13
     Giuseppe Romeo                                                  Donava a tutti noi consolazione
                                                                     dei nostri problemi pure s’interessava
     POESIA A MAMMA LENA                                             e con molto amore e comprensione
                                                                     ad ognuno di persona visitava.
     (Poesia scritta anni fà quando Mamma Lena presentava il Bingo
     al vecchio APIA Club)                                           Del suo lavoro fatto per lunghi anni
     Esaltar non voglio di questo scrivere                           sempre del debole prendea difesa
     di questa donna ch’io voglio parlare                            incurabile di disagi ed affanni
     di amore di bontà e pieno il suo vivere                         di noi è la nostra MADRE TERESA.
     lasciatemi pur qualcosa raccontare.
                                                                     Così ancora d’aspetto giovanile
     Di quel che lei ha fatto, esempio prendete                      da brava pastore cura il suo ovile.
     anche se, sacrificio vi costa pena
     di cui vi parlerò or ben sapete,                                Ci piace all’Apia averla di presenza
     la nostra affezionata MAMMA LENA.                               anche nell’età pure avanzata
                                                                     bella vederla senza sofferenza
     Per quasi una lunga vita intera                                 prestrarsi ancora tutta affacendata.
     a dedicare tutto aiuto a noi
     prima era la dolce voce della sera                              Onora in mezzo a gente la sua fotografia
     quel che di resto ha fatto vi dirò poi.                         che per beneficenza fanno riunione
                                                                     con devozione di donna ‘pia’
     È stata sempre l’Angelo Custode                                 piace far sempre opere buone.
     di gente brava che parere chiedeva
     diamo in ricompensa, la nostra lode                             Ma l’amore nostro per lei è infinito
     di tutto quel che di buono ci diceva.                           raro è contraccambiare quel che ha dato.
                                                                     Per noi resterà sempre un mito.
     Come noi, pure lei era una emigrata                             Elogio e bene al suo casato.
     trovando anche contrasti e difficoltà
     dopo subito per aiuto si è data                                 Preghiamo la sua esistenza sia prolungata
     al bisogno della nostra Comunità.                               di questo nostro augurio ne diamo avviso
     Andiamo indietro con gli anni passati                           la sua bontà sia pure ricompensata
     allora i tempi erano diversi                                    a rivederla tutti in Paradiso.
     tutti, in questa Terra, nuovi arivati
     sembravamo come esseri dispersi.

     Ma nelle sere, stanchi a riposare
     dopo aver fatto una buona cena,
     alla Radio tutti ad ascoltare
     la nostra cara voce di MAMMA LENA.

     Ricordo giornate tristi e deludenti
     accompagnate da serate amare
     ma nel sentire la sua voce dolcemente
     era per tutti noi un aiutare.

     Era il conforto delle ammalate
     che pure soffrivano nel loro letto
     trovando ben risposte appropriate
     Portava a tutti noi il suo affetto.

     Ascoltava gli avviliti/gente...brava
     alla ricerca di un buon consiglio
     coraggio e speranza a tutti dava,
     come una vera madre al proprio figlio.

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     Maria Salpietro                                                        Fu tanto triste quella mattina
                                                                            che andasti incontro al Tuo destino
     PER DIRTI GRAZIE                                                       io sentivo il mio cuore che si spezzava
                                                                            Ti davo coraggio e Ti stavo vicino.
     Hai donato to slancio dell’entusiasmo a dell’amore per far
     fiamma, mettendoci il fuoco del tuo cuore.                             Poi la luce del giorno per Te si spense
                                                                            il raggio del sole via se ne andò
     E con to stile della scrittura a l’altruismo delle tue virtù, hai      le nubi nell’aria si son fatte tenebre
     potuto far crescere, rinvigoriti, gli emigrati trapiantati.            e un vento cattivo via Ti portò.
                                                                            Oh figlio mio caro Ti chiedo perdono
     E con 1’influsso chge sprigionava quella luce serena, penetrante,      se forse ho mancato verso di Te
     li hai illuminati a sostenuti con affetto in ogni angolo del           Ti ho portato a questo mondo
     continente formando una comunione di spirito, tutti attorno a te,      per farti soffrire insieme a me!
     o Mamma Lena, divenuta cardine.

     E to sanno le pagine the sfogliavano confessioni d’ ignoti, e le       Domenico Terfè
     risposte piene d’amoroso buon senso, the commovevano perfino
     gli aridi e i solinghi, come passeri sperduti a poi rasserenati,       LA VERA STORIA DELLA VITA ILLUSTRATA
     trasformando, così, in un sublime motivo d’elevazione morale,          SECONDO LE MIE OPINIONI ED ESPERIENZE
     la sofferenza the poteva arrivare alla disperazione.
                                                                            Quando si nasce, sei fragile bello come un fiorellino.
     E la mia ammirazione continua tutt’oggi, attraverso le fibre           Quando hai dieci anni, sei vispo allegro e monellino.
     delle impressioni a dei ricordi; senza mai to saperlo, sentimenti      Quando hai vent’anni, iniziano gli affanni e gli inganni.
     affini ed intrinseci tra not passavano.                                Quando hai trent’anni, vai in cerca della mogliettina, per
                                                                            far festa dalla sera alla mattina.
     Ora voglio dirti grazie, perchè so quanto ti è costata, la gioia che   Qando hai quarant’anni, se hai dei figliolini avrai a
     generosamente hai regalato.                                            che fare coi diavolini, riducendoti i tuoi organi fini fini.
                                                                            Quando arriva la cinquantina, la testa e grigia e
                                                                             bianchina, con sorprese e acciacchi ogni mattina.
                                                                            Quando arriva la sesantina, son finite ogni sorta di
     Rosa Papillo Schiavello                                                 vitamine e proteine.
                                                                            Quando arriva la sett’antina, preparati la cassettina, non
     IL COMPLEANNO DI MIO FIGLIO                                            t’importa se non è pure carina.
                                                                            Quando arriva l’ottantina, non vali il prezzo d’una
     Rocco, mio figlio adorato                                              buona mangiata e bevutina.
     oggi è il giorno che Tu sei nato                                       Ma se arrivi a cent’anni, che sorpresa per tutti quanti,
     sei stato la gioia della mia vita                                      hai varcato troppi anni, e per questo, ogni mossa è una
     come una stella che era infinita.                                       scossa che ti si smontano tutte le ossa.


     Erano tristri quei giorni di allora
     ma Tu crescesti un bel ragazzino
     il Tuo pensiero ti portava lontano
     e stavi sempre con il libro vicino.




                                                                                 Fine
     Poi nei giorni della Tua gioventù
     volevi fare un lungo cammino
     non pensavi che il tempo passava
     e con il computer stavi sempre a studiare.

     Poi mi ricordo quando eri malato
     un triste dolore si presentò
     pregavo col cuore Gesù Bambino
     ma nessuna speranza per noi ritornò.


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