Il formulario di identificazione e il trasporto dei - Il D by liwenting

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									                  UNIVERSITA’ GENOVA

  IL FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE E
             TRASPORTO
              DEI RIFIUTI

        IL REGISTRO DI CARICO E SCARICO


E1102001- 09 GC
                        IL FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEI
                                      RIFIUTI


Il formulario è un documento che accompagna i rifiuti durante il loro
     trasporto a prescindere dal vettore (sia esso camion, treno o nave)
     ed identifica principalmente:

- i soggetti attivi del trasporto (produttore del rifiuto, trasportatore e
     destinatario);
- il rifiuto oggetto del trasporto (codice CER, quantità, caratteristiche
     di pericolo, ecc.);
- il percorso che sta facendo (o che dovrà fare).

Serve a dimostrare che un determinato rifiuto è stato gestito dal
  produttore correttamente, interessando soggetti abilitati al
  trasporto ed autorizzati ad effettuare lo smaltimento o il
  recupero.

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• Il formulario deve essere compilato dal produttore (o dal
  detentore) per 2 motivi:

- il rifiuto è suo, quindi egli è l’unico che può conoscerlo veramente a
     fondo; di fronte a trasporti di rifiuti pericolosi, il produttore deve
     informare il trasportatore di eventuali rischi, consegnando certificati
     di analisi sul rifiuto o schede di sicurezza ecc.

- La norma dice che “la responsabilità del detentore per il corretto
   recupero o smaltimento dei rifiuti è esclusa:
    per il conferimento al servizio pubblico di raccolta;
    per il conferimento a soggetti autorizzati alle attività di recupero o
      smaltimento, a condizione che il detentore abbia ricevuto il formulario
      controfirmato e datato in arrivo dal destinatario entro 3 mesi dalla data
      di conferimento dei rifiuti al trasportatore, ovvero alla scadenza del
      predetto termine abbia provveduto a dare comunicazione alla Provincia
      della mancata ricezione del formulario”.

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• Lo Stato ha voluto dire che il produttore (o detentore) è
  responsabile del rifiuto, fino a quando non dimostri di averlo
  smaltito o recuperato in maniera corretta, consegnandolo cioè, o al
  gestore del servizio pubblico di raccolta che fornisce determinate
  garanzie oppure, fornendo la prova dell’avvenuto smaltimento o
  recupero, attraverso la copia del formulario compilata dall’impianto
  di destinazione.

• Questa copia deve ritornare al produttore tramite il trasportatore,
  entro 90 giorni dall’effettuazione del viaggio.

• Nel caso in cui dovessero passare più di 90 giorni dall’effettuazione
  del viaggio, il produttore è manlevato dalla responsabilità del
  rifiuto solo se effettua immediatamente una comunicazione di
  mancato ricevimento del formulario alla Provincia.


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• A differenza dei registri di carico e scarico, il formulario
  di identificazione deve essere compilato ogni volta che si
  effettua un trasporto di rifiuti, indipendentemente dal
  fatto che il produttore sia soggetto o meno alla
  compilazione del registro di carico e scarico. La
  movimentazione dei rifiuti esclusivamente all’interno di
  aree private non è considerata trasporto

• Quindi, qualunque ente o impresa che debba
  trasportare un rifiuto (attraverso una ditta autorizzata o
  per conto proprio), è obbligato alla compilazione del
  formulario.

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• I formulari, essendo parte integrante dei registri
  di carico e scarico, vanno anch’essi conservati
  per 5 anni ad eccezione di quelli collegati al
  registro delle discariche; questi vanno
  invece tenuti per tutta la vita della discarica e
  alla chiusura vanno consegnati all’autorità
  che ha rilasciato l’autorizzazione.
• Va da sé che i formulari devono essere
  conservati nello stesso posto fisico del
  registro di carico e scarico.
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• I formulari non sono altro che dei bollettari a ricalco, ove
  compaiono le informazioni necessarie ed indicate nel D.M. 145 del
  1/4/98.
• Devono essere numerati progressivamente anche con l’adozione
  di prefissi alfabetici di serie, e vidimati gratuitamente dall’Ufficio
  del Registro o dalle Camere di Commercio, Industria,
  Artigianato e Agricoltura o dagli uffici regionali o provinciali
  competenti in materia di rifiuti. La VIDIMAZIONE E’
  ESSENZIALE
• I formulari sono predisposti dalle tipografie autorizzate dal
  Ministro delle Finanze; gli estremi dell’autorizzazione alle
  tipografie devono essere indicati su ciascuno dei predetti stampati,
  unitamente ai dati identificativi della tipografia.
• Non si possono pertanto usare altri tipi di quaderni o bollettari come
  per i registri.



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• Il formulario è diviso in frontespizio e fogli del formulario.
• Il frontespizio riporta i dati del proprietario del formulario (il nome
  della ditta, la residenza o il domicilio, il codice fiscale,
  l’ubicazione dell’esercizio e i numeri del formulario dal n…. al
  n…).
• Sul frontespizio vanno riportati i dati del proprietario del formulario,
  perché quest’ultimo può essere emesso dal produttore, o dal
  detentore dei rifiuti o dal soggetto che effettua il trasporto.
• L’emissione è diversa dalla compilazione: infatti il formulario deve
  essere sempre compilato dal produttore, che ha la responsabilità
  civile e penale per quanto dichiarato.
• Il formulario è redatto in 4 copie, così da poter assicurare il massimo
  della trasparenza e della tutela da parte dei soggetti coinvolti.




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Allegato A
FRONTESPIZIO DEL BOLLETTARIO O DELLA PRIMA PAGINA DEL MODULO
CONTINUO

Ditta ..... ABC spa

Residenza o domicilio ............................ ............................ ....................

comune        GENOVA                        via VIA ROSSI 25

Codice fiscale 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9

Ubicazione dell'esercizio ........................ ............................ ....................

comune        GENOVA                  via VIA DELLA PACE n. ............................

Formulario dal n. 001 al n. 025

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• Il produttore compila le 4 copie del formulario e si tiene la prima
  consegnando le altre 3 al trasportatore.
• Questi effettua il viaggio e, una volta giunto a destinazione, fa
  compilare le 3 copie in suo possesso dal destinatario per la parte
  di competenza e ne consegna una al destinatario stesso.
• Il soggetto che ha effettuato il trasporto, trattiene una delle 2
  copie rimaste, controfirmate dal destinatario, e ha l’obbligo di
  trasmettere l’ultima al produttore entro 90 giorni dall’avvenuto
  smaltimento pena la denuncia da parte di quest’ultimo all’autorità
  competente.
• Così facendo, ogni soggetto ha in mano l’unico documento che
  dimostra come, quando e con chi un determinato rifiuto ha viaggiato
  ed è andato a destinazione.
• Di fronte ad un qualsiasi controllo, ogni soggetto interessato deve
  fornire, oltre al formulario, le relative registrazioni riguardanti quel
  rifiuto e quel viaggio

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• La fattura di acquisto dei formulari, dalla quale devono risultare gli
  estremi seriali e numerici degli stessi, deve essere registrata sul
  registro IVA-acquisti dell’azienda prima dell'utilizzo.

• Il formulario deve essere emesso dal produttore, o dal
  detentore dei rifiuti o dal soggetto che effettua il trasporto.

• Quindi un trasportatore può acquistare un formulario, farlo
  vidimare, registrarlo sul suo registro IVA-acquisti, ed utilizzarlo
  per effettuare i trasporti di rifiuti prodotti da altri.

• Il fatto che il produttore compili un formulario non di sua proprietà
  ma del trasportatore, non lo esime da tutti gli obblighi e da tutte
  le responsabilità connesse al trasporto del rifiuto dette
  precedentemente.


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                               COMPILAZIONE DEL FORMULARIO

•   In alto sulla destra compare, già prestampato dalla tipografia, il numero di
    identificazione del formulario che deve essere trascritto sul registro di
    carico e scarico nella prima parte alla voce “numero del formulario”.
•   Sempre in alto sulla destra compaiono gli spazi per la data (informazione
    essenziale) d’emissione del formulario ed il numero del registro relativo
    allo scarico (per n°di registro si intende il n°progressivo della registrazione
    di scarico relativa).
•   Le 3 parti successive sono identiche, per il produttore, il destinatario e il
    trasportatore, ai fini delle informazioni da immettere, e riguardano la
    seguenti informazioni essenziali :
•   - denominazione o ragione sociale;
•   - unità locale - luogo di destinazione per il destinatario – indirizzo per il
    trasportatore;
•   - codice fiscale;
•   - numero di autorizzazione/iscrizione all’albo;
•   - data del rilascio dell’autorizzazione/iscrizione all’albo;



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                      COMPILAZIONE DEL FORMULARIO


• Se il produttore o detentore del rifiuto ne effettua il
  trasporto per conto proprio, la parte relativa al
  trasportatore può non essere compilata, purché si indichi
  da quale stabilimento (di sua proprietà) proviene il
  rifiuto.
• Se il produttore o detentore del rifiuto effettua il
  trasporto per conto proprio deve sempre compilare il
  n°di iscrizione all’albo e la data.
• Il trasportatore deve sempre indicare n°di iscrizione
  all’albo e la data
• Dopo lo spazio dedicato alle note, comincia la parte di
  identificazione del rifiuto trasportato

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                             COMPILAZIONE DEL FORMULARIO

• La prima casella da compilare riguarda le caratteristiche del rifiuto
  e comprende:
• - denominazione/descrizione del rifiuto, presa dalle descrizioni
  del codice CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) informazione
  essenziale;
• - CER (la codificazione numerica dei rifiuti) informazione
  essenziale;
• - lo stato fisico (1. solido pulverulento, 2. solido non pulverulento,
  3. fangoso, 4. liquido) informazione essenziale;
• - le caratteristiche di pericolo di cui all’allegato I della parte IV
  del D.Lgs.152/06, qualora il rifiuto sia pericoloso
• - N. colli/contenitori, se il rifiuto viaggia all’interno di tali contenitori.




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                 COMPILAZIONE DEL FORMULARIO


• La parte seguente riguarda la
  destinazione del rifiuto. informazione
  essenziale
• Bisogna indicare che il rifiuto è destinato al
  recupero o allo smaltimento,
  informazione essenziale, aggiungendo il
  relativo codice dell’attività (da R1 a R14
  per le attività di recupero e da D1 a D15
  per le attività di smaltimento).

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                   COMPILAZIONE DEL FORMULARIO


• Dopo aver annotato la destinazione del rifiuto,
  occorre indicare i quantitativi che si stanno
  trasportando. informazione essenziale
• Si possono indicare il peso lordo, la tara, i Kg, i
  litri, per quei soggetti che non hanno la
  possibilità di pesare i loro rifiuti si può mettere
  un generico “peso da verificarsi a destino” ad
  integrazione di un peso o di un volume che
  deve essere comunque indicato.
  informazione essenziale
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                       COMPILAZIONE DEL FORMULARIO


• A seguire, bisogna indicare se il percorso che si effettua
  è diverso dal più breve e se il trasporto è sottoposto alla
  normativa ADR/RID.
• Dopo le firme del produttore e dell’eventuale
  trasportatore, si indicano i dati dell’automezzo, il
  nome del conducente e la data e l’ora dell’inizio del
  trasporto. informazioni essenziali
• Infine il destinatario deve dichiarare se il carico è stato
  accettato per intero, oppure per una parte indicando
  quanti Kg, oppure litri sono stati accettati; se il carico è
  stato respinto se ne deve indicare la ragione.
  informazione essenziale
• La data e la firma del destinatario concludono la
  compilazione del formulario. informazione essenziale
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                           COMPILAZIONE DEL FORMULARIO

• Chi effettua il trasporto di rifiuti senza il formulario, o indica dati
  incompleti, è punito con una sanzione pecuniaria da 1600 € a 9300
  €.

• A chi, nel caso di trasporto di rifiuti pericolosi o, nella
  predisposizione di un certificato di analisi di rifiuti, fornisca false
  indicazioni sulla natura, sulla composizione e sulle
  caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti e a chi faccia uso di un
  certificato falso durante il trasporto si applica la pena dell’art. 483
  del codice penale (falsità ideologica commessa dal privato in atto
  pubblico).

• Se le indicazioni incomplete o inesatte, contengono però gli
  elementi per ricostruire le informazioni dovute per legge, la
  sanzione pecuniaria applicata è da 260 € a 1550 €.


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         Registro di carico e scarico rifiuti - art.190,
                       D.Lgs 152/2006
Sono obbligati
• chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di
   rifiuti;
• commercianti e gli intermediari di rifiuti senza/con detenzione;
• le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento
   di rifiuti;
• consorzi istituiti per il recupero ed il riciclaggio di particolari tipologie di
   rifiuti;
• le imprese gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
• le imprese agricole di cui all’articolo 2135 C.c. con volume di affari annuo
   superiore a euro 8.000,00 (rifiuti pericolosi);
• le imprese gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all'articolo
   184, comma 3, lettere c), d) e g) ;
• gestore dell’impianto portuale di raccolta e del servizio di raccolta;
• produttori di rifiuti pericolosi conferiti al servizio pubblico di raccolta
   competente per il territorio previa apposita convenzione (rifiuti pericolosi);
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          Registro di carico e scarico rifiuti - art.190,
                        D.Lgs 152/2006
Sono esclusi
• l’imprenditore agricolo di cui all’articolo    •   produttori iniziali di rifiuti di cui
   2135 C.c. con volume di affari annuo              all'articolo 184, comma 3, lettere c), d)
   non superiore a euro 8.000,00;                    e g) (rifiuti non pericolosi);

•   produttori iniziali di rifiuti non           •   imprese ed enti produttori iniziali di
    pericolosi che effettuano operazioni             rifiuti di cui all'articolo 184, comma 3,
    di raccolta e trasporto dei propri rifiuti       lettere c), d) e g) che non hanno più di
    a condizione che tali operazioni                 10 dipendenti (rifiuti non pericolosi);
    costituiscano parte integrante ed
    accessoria          dell’organizzazione      •   soggetti abilitati allo svolgimento delle
    dell’impresa dalla quali i rifiuti sono          attività di raccolta e trasporto in forma
    prodotti;                                        ambulante;

•   produttori di rifiuti non pericolosi         •   professionisti singoli per i rifiuti da essi
    derivanti da: attività agricole e                stessi prodotti.
    forestali, di servizi, commerciali, da
    costruzione e demolizione, attività
    sanitarie, ecc..;

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Le annotazioni sul registro devono essere fatte:

•   per i produttori, almeno entro 10 giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto
    e dallo scarico del medesimo;

•   per i soggetti che effettuano la raccolta e il trasporto, almeno entro 10 giorni
    lavorativi dalla effettuazione del trasporto;

•   per i commercianti e gli intermediari, almeno entro 10 giorni lavorativi dalla
    effettuazione della transazione relativa;

•   per i soggetti che effettuano le operazioni di recupero e di smaltimento,
    entro 2 giorni dalla presa in carico dei rifiuti;

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•   i registri sono tenuti presso ogni impianto di produzione, di stoccaggio, di recupero e
    di smaltimento di rifiuti nonché presso la sede delle imprese che effettuano attività di
    raccolta e trasporto, e presso la sede dei commercianti e degli Intermediari;

•   i soggetti la cui produzione annua di rifiuti non eccede le 10 tonnellate di rifiuti non
    pericolosi e le 2 tonnellate di rifiuti pericolosi, possono adempiere all’obbligo della
    tenuta dei registri di carico e scarico dei rifiuti anche tramite le organizzazioni di
    categoria interessate o loro società di servizi;

•   i rifiuti provenienti da attività di manutenzione assistenza sanitaria si considerano
    prodotti presso la sede o il domicilio del soggetto che svolge tali attività (art. 266 c.4)




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             Registro di carico e scarico rifiuti - art.190,
                           D.Lgs 152/2006

•   ai sensi dell’art. 230 i produttori di rifiuti derivanti da manutenzione delle infrastrutture,
    dei mezzi e degli impianti fruitori delle infrastrutture per l’erogazione di forniture e
    servizi di interesse pubblico (sia effettuata direttamente dal gestore dell’infrastruttura
    sia da terzi) possono tenere il registro:

•   presso la sede del cantiere che gestisce l’attività manutentiva;

•   presso la sede locale del gestore dell’infrastruttura nella cui competenza rientra il
    tratto di infrastruttura interessata dai lavori di manutenzione;

•   presso il luogo di concentramento dove il materiale tolto d’opera viene trasportato per
    la successiva valutazione tecnica, finalizzata all’individuazione del materiale
    effettivamente, direttamente ed oggettivamente riutilizzabile, senza essere sottoposto
    ad alcun trattamento




                                           Ufficio NOAM                                          24
            Registro di carico e scarico rifiuti - art.190,
                          D.Lgs 152/2006



•   i registri, integrati con i formulari relativi al trasporto dei rifiuti, devono essere
    conservati per cinque anni dalla data dell’ultima registrazione;

•   il registro dovrà avere fogli numerati e vidimati dall’ufficio del registro imprese;

•   per attività diverse (recupero, produzione, ecc…), svolte nella stessa Unità Locale,
    sul registro andranno barrate le caselle corrispondenti alle attività svolte;

•   nel caso di più impianti distinti all’interno del medesimo stabilimento, ogni impianto
    dovrà disporre di un registro di carico e scarico.




                                           Ufficio NOAM                                    25
 MODALITA’ DI COMPILAZIONE DEL
REGISTRO DI CARICO E SCARICO DEI
              RIFIUTI




            Ufficio NOAM       26
       COME E’ FATTO UN REGISTRO DI
         CARICO E SCARICO RIFIUTI?

Il registro di carico dei rifiuti non è altro che un quaderno,
ove compaiono tutte le informazioni necessarie ed indicate
dallo Stato dal D.M. 148 del 1° aprile 1998.


Il registro di carico e scarico deve avere i fogli numerati e
vidimati dall’ufficio del registro: non è possibile inserire
fogli aggiuntivi nel registro, (ad esempio un quaderno ad
anelli).




                    Ufficio NOAM                          27
       COME SI COMPILA IL REGISTRO

Il registro è composto da un frontespizio e dai fogli del
registro stesso.
Sul frontespizio bisogna inserire tutti i dati anagrafici
dell’azienda proprietaria del registro, i dati dell’ubicazione
dell’esercizio presso il quale si producono i rifiuti
registrati, l’attività che vi si svolge e, nel caso si svolgano
attività di recupero o di smaltimento dei rifiuti, i codici
dell’attività (da D1 a D15 per lo smaltimento e da R1 a R14
per il recupero) e la relativa descrizione.
Infine gli estremi delle numerazioni del registro con le
date relative (dal n.1 del… al n. x del…).
Il frontespizio, si compila una sola volta all’attivazione del
registro.


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REGISTRO CARICO-SCARICO




     Ufficio NOAM         29
I fogli del registro vanno compilati ogni volta che un
rifiuto viene prodotto, oppure stoccato, o portato al di
fuori del luogo di produzione, ecc.
Un registro può avere al suo interno più registrazioni di
rifiuti diversi.
I fogli del registro sono suddivisi in 5 parti.
La prima parte del registro descrive i movimenti che fa il
rifiuto oggetto della registrazione.
La seconda parte identifica il rifiuto con le sue eventuali
classi di pericolosità, con lo stato fisico ed il nome.
La terza parte è dedicata ai quantitativi.
La quarta parte indica il luogo di produzione e l’attività di
provenienza del rifiuto ed identifica l’eventuale
commerciante di rifiuti (nome, sede, codice fiscale ed
iscrizione all’albo gestori).
La quinta parte serve per le note.
                   Ufficio NOAM                            30
Ufficio NOAM   31
                PRIMA PARTE

Alla voce carico / scarico, si deve barrare la casellina
relativa il movimento eseguito.
Si barra carico ogni volta che il rifiuto, viene prodotto,
oppure viene conferito per essere stoccato.
Si barra invece la voce scarico quando il rifiuto viene
portato fuori dalla sede di produzione o di stoccaggio per
essere smaltito o recuperato.
Strettamente connessa alla registrazione di carico e
scarico è la data della registrazione medesima.
Bisogna sempre mettere la data relativa al movimento,
infatti per rendere più comprensibile questo passaggio si
noti che non è stata appositamente messa la dicitura
“data”, ma è stato messo un più immediato “del”, il quale
vuole indicare proprio la data di quel movimento
effettuato.

                   Ufficio NOAM                         32
                  PRIMA PARTE


La compilazione della prima parte del registro prosegue con
l’indicazione del numero della registrazione.
Il numero è progressivo per ogni registrazione e continuo
per tutte le registrazioni.
Il primo numero e l’ultimo, congiuntamente alla loro data di
registrazione, sono i numeri che devono essere inseriti sul
frontespizio del registro stesso (dal n.1 del… al n. x del…).
Solo ed esclusivamente quando si effettua uno scarico, e
cioè vengono presi e portati dei rifiuti al di fuori dalla sede
di produzione o stoccaggio per essere smaltiti o
recuperati, si devono inserire i dati relativi al formulario
di identificazione e trasporto dei rifiuti.



                    Ufficio NOAM                            33
                 PRIMA PARTE

I dati da inserire sul registro per la parte relativa allo
scarico sono:
- il numero del formulario: questo numero si trova in alto a
destra del foglio del formulario stesso ed è già
prestampato dalla tipografia ed è diverso per ogni nuovo
foglio del formulario.
- la data di effettuazione del trasporto: questo è uno dei
pochi punti che possono essere compilati in un secondo
tempo, perché si può verificare il caso che il trasporto del
rifiuto scaricato dal registro non venga effettuato lo
stesso giorno della registrazione, ma uno o due giorni dopo.
- i riferimenti alle operazioni di carico: ovviamente lo
scarico del rifiuto sarà comprensivo di un certo numero di
operazioni di carico inerenti il rifiuto stesso, per questo
motivo, si devono mettere tutti i numeri delle registrazioni
di carico.
                    Ufficio NOAM                          34
                  SECONDA PARTE


Occorre prima di tutto inserire il codice CER (Catalogo
Europeo dei Rifiuti) del rifiuto. Esso è un codice dato da 6
cifre che identificano solo ed esclusivamente un rifiuto.
Ad ogni codice numerico corrisponde una descrizione di
quel rifiuto. Tale descrizione dev’essere inserita nel
secondo rigo di questa parte.
A seguire, si deve indicare lo stato fisico del rifiuto, e cioè
come si presenta ad un controllo visivo.
La codifica per lo stato fisico dei rifiuti è di 4 categorie:
1. solido polverulento
2. solido non polverulento
3. fangoso palabile
4. liquido
                     Ufficio NOAM                           35
                  SECONDA PARTE


La riga successiva allo stato fisico del rifiuto, si compila
solo se il rifiuto della registrazione è un rifiuto pericoloso.
Occorre qui indicare la classe di pericolosità del rifiuto
indicata convenzionalmente con delle H seguite da
numeri che vanno da 1 a 14.
Questa codifica serve ad identificare che tipo di pericolo
può portare quel rifiuto all’ambiente esterno, alle
persone o agli animali in caso di sversamenti accidentali o
di contatto con occhi, derma o inalazione.
Le classi di pericolo sono indicate nell’allegato I al
D.Lgs.n.152/97.




                     Ufficio NOAM                            36
                 SECONDA PARTE


Le caratteristiche di pericolo così come lo stato fisico
sono, di regola indicate nel frontespizio del registro
stesso.
Se la registrazione è dedicata ad uno scarico di rifiuti, in
questa parte, come ultimo punto, occorre indicare se il
rifiuto è destinato a smaltimento oppure a recupero, con
l’indicazione dei relativi codici delle attività (da D1 a D15
per le attività di smaltimento e da R1 a R14 per le
attività di recupero).




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                  TERZA PARTE


La terza parte è interamente dedicata ai quantitativi.
Si possono esprimere indifferentemente in Kg, oppure litri
o ancora in metri cubi.
Invece è fondamentale che, quando si effettua una
registrazione di scarico dei rifiuti, i quantitativi relativi
alla registrazione siano identici alla somma dei
quantitativi relativi alle operazioni di carico precedenti
di quel rifiuto ed indicate nella prima parte del foglio di
registro relativa allo scarico.




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                 QUARTA PARTE


Questa parte è divisa in due:
- la prima riguarda il luogo di produzione e l’attività di
     provenienza dei rifiuti per quei soggetti che
     effettuano attività di manutenzione a reti diffuse sul
     territorio e tengono i registri presso unità
     centralizzate o di coordinamento.
- la seconda parte invece riguarda la gestione della presa in
     carico o dell’uscita del rifiuto.
In questo caso occorre inserire i seguenti dati:
   - denominazione o ragione sociale dell’impresa;
   - codice fiscale;
   - sede dell’impresa;
   - numero di iscrizione all’albo gestori.
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                 QUINTA PARTE


La quinta ed ultima parte del registro serve per eventuali
annotazioni.

I registri di carico e scarico sono numerati e vidimati
dall’Ufficio del registro .




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I produttori di rifiuti non pericolosi hanno la facoltà di adempiere
all’obbligo della tenuta del registro di carico e scarico anche con i
seguenti registri, scritture e documentazioni contabili, a
condizione che siano vidimati e numerati e che contengano tutti i
dati del Decreto Ministeriale n.148/98:
- registri IVA di acquisto e vendite;
- scritture ausiliarie di magazzino di cui all’art.14 del
D.P.R.29-09-73, n.600 e successive modificazioni;
- altri registri o documentazione contabile la cui tenuta sia
prevista da disposizioni di legge.
•Gli obblighi connessi alla tenuta dei registri di carico e scarico
si intendono correttamente adempiuti anche qualora sia
utilizzata carta formato A4 regolarmente numerata

I registri possono essere tenuti anche mediante strumenti
informatici, utilizzando carta a modulo continuo.
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       SANZIONI PER CHI NON USA IL REGISTRO
Chiunque ometta di tenere il registro di rifiuti non pericolosi, o
lo tenga in modo incompleto, è punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da 2600 € a 15500 €.
Se il registro è relativo ai rifiuti pericolosi, la sanzione
pecuniaria va da 15500 € a 93000 € e la sanzione
amministrativa consiste nella sospensione da un mese ad un anno
dalla carica rivestita dal soggetto responsabile dell'infrazione e
dall’amministratore.
Per le imprese che occupano un numero di unità lavorative
inferiore ai 15 dipendenti calcolate con riferimento al numero
di dipendenti occupati a tempo pieno durante un anno (quello
dell’ultimo esercizio contabile approvato), le sanzioni sopra
indicate sono ridotte rispettivamente da 1040 € a 6200 € per i
rifiuti non pericolosi e da 2070 € a 12400 € per i rifiuti
pericolosi.
Infine, se i registri di carico e scarico sono tenuti in modo
incompleto, ma, l’analisi di tutta una serie di altri dati contabili
(MUD e Formulari) consente di ricostruire le informazioni
dovute, si applica una sanzione pecuniaria (indipendentemente
dalla pericolosità dei rifiuti) da 260 € a 1550 €.
                     Ufficio NOAM                             42
                                             DEPOSITO TEMPONAREO

•   La nuova definizione di deposito temporaneo è dettata dall'art. 183, comma 1, lett. m) del Testo Unico
    Ambientale, così come modificata dal D.Lgs. n. 4/2008;       Deposito temporaneo :
    il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, alle seguenti
    condizioni:

•   i rifiuti depositati non devono contenere policlorodibenzodiossine, policlorodibenzofurani, policlorodibenzofenoli
    in quantità superiore a 2,5 parti per milione (ppm), ne' policlorobifenile e policlorotrifenili in quantità superiore a 25
    parti per milione (ppm);
    i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle
    seguenti modalità alternative, a scelta del produttore, con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle
    quantità in deposito;

•   quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 10 metri cubi nel caso di rifiuti pericolosi
    o i 20 metri cubi nel caso di rifiuti non pericolosi.
•   In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti pericolosi non superi i 10 metri cubi l'anno e il quantitativo di rifiuti non
    pericolosi non superi i 20 metri cubi l'anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno;
•   il deposito temporaneo deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative
    nonne tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze
    pericolose in essi contenute;
    devono essere rispettate le norme che disciplinano l'imballaggio e l'etichettatura delle sostanze pericolose;
    per alcune categorie di rifiuto, individuate con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e
    del mare di concerto con il Ministero per lo sviluppo economico, sono fissate le modalità di gestione del deposito
    temporaneo.




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                             DEPOSITO TEMPONAREO
                                (RIFIUTI SANITARI)

L’Art. 8 del DPR 254/2003 regola le fasi di deposito temporaneo –
raccolta - trasporto dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo
ll deposito temporaneo, la movimentazione interna alla
struttura sanitaria, il deposito preliminare, la raccolta ed il
trasporto dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo
necessitano di un apposito imballaggio a perdere con la
scritta “Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo”
e il simbolo del rischio biologico ;




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                           DEPOSITO TEMPONAREO
                              (RIFIUTI SANITARI)

Art. 8 DPR 254/2003


se si tratta di rifiuti taglienti o pungenti, occorre un apposito
imballaggio rigido a perdere, resistente alla puntura,
recante la scritta "Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo
taglienti e pungenti"




                              Ufficio NOAM                        45
                          DEPOSITO TEMPONAREO
                             (RIFIUTI SANITARI)

Art. 8 DPR 254/2003


contenuti entrambi nel secondo imballaggio rigido esterno,
eventualmente riutilizzabile previa idonea disinfezione ad
ogni ciclo d'uso, recante la scritta "Rifiuti sanitari pericolosi
a rischio infettivo".




                             Ufficio NOAM                       46
                         DEPOSITO TEMPONAREO
                            (RIFIUTI SANITARI)

Art. 8 DPR 254/2003

Il deposito temporaneo di rifiuti sanitari pericolosi a rischio
infettivo deve essere effettuato in condizioni tali da non
causare alterazioni che comportino rischi per la salute e
puo' avere una durata massima di 5 giorni dal momento
della chiusura del contenitore.

Nel rispetto dei requisiti di igiene e sicurezza e sotto la
responsabilita' del produttore, tale termine e' esteso a 30
giorni per quantitativi inferiori a 200 litri.

La registrazione sul registro di c/s deve avvenire entro 5
giorni.

                            Ufficio NOAM                      47
                        ancora sul deposito temporaneo



Non ci sono specifiche norme tecniche per il deposito temporaneo.
Per quanto applicabili si prendono a riferimento quelle del DM 5.2.98
(come integrato con il Decreto 186/2006)
Il deposito deve essere condotto in maniera tale da non creare
problematiche ambientali, quali ad esempio emissioni di polveri o
spandimenti di rifiuti, interferenze con i sistemi di raccolta acque
meteoriche. In particolare:
• i rifiuti depositati all’esterno dovranno essere coperti ( o con tettoia
    o mediante cassoni scarrabili chiusi)
• i rifiuti liquidi devono essere stoccati all’interno di un bacino di
    contenimento idoneamente dimensionato
• i rifiuti polverulenti devono essere protetti dall’azione del vento
• le aree di deposito devono essere pavimentate,
• devono essere utilizzati contenitori idonei in relazione alle
    specifiche caratteristiche dei rifiuti


                                    Ufficio NOAM                             48
                      deposito temporaneo riferimenti normativi


D.Lgs 152/06 e s. m. e i.
Art.183, comma 1, lettera m

Dm Ambiente 5 aprile 2006, n. 186
Rifiuti non pericolosi sottoposti a procedure semplificate di recupero -
Modifiche al Dm 5 febbraio 1998
Allegato 5 : “Norme tecniche generali per gli impianti di recupero che
effettuano l'operazione di messa in riserva dei rifiuti non pericolosi”
punti 5 e 6

Decreto 12 giugno 2002, n.161
Regolamento attuativo degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5
febbraio 1997, n. 22, relativo all'individuazione dei rifiuti pericolosi che e'
possibile ammettere alle procedure semplificate.
Allegato 3




                                    Ufficio NOAM                                  49
                                            deposito temporaneo riferimenti normativi



Dm Ambiente 5 aprile 2006, n. 186
Allegato 5 “punti 5 e 6”
5. Stoccaggio in contenitori e serbatoi fuori terra.
I contenitori o serbatoi fissi o mobili utilizzati per lo stoccaggio dei rifiuti devono possedere adeguati requisiti di resistenza in relazione alle
proprietà chimico-fisiche del rifiuto.
I contenitori e i serbatoi devono essere provvisti di sistema di chiusura, accessori e dispositivi atti ad effettuare in condizioni di sicurezza le
operazioni di riempimento, travaso e svuotamento.
Le manichette ed i raccordi dei tubi utilizzati per il carico e lo scarico dei rifiuti liquidi contenuti nelle cisterne devono essere mantenuti in perfetta
efficienza al fine di evitare dispersioni nell'ambiente.
Il contenitore o serbatoio fisso o mobile deve riservare un volume residuo di sicurezza pari al 10%, ed essere dotato di dispositivo
antitraboccamento o da tubazioni di troppo pieno e di indicatori e di allarmi di livello.
Gli sfiati dei serbatoi che contengono sostanze volatili e/o rifiuti liquidi devono essere captati ed inviati ad apposito sistema di abbattimento.
I contenitori e/o serbatoi devono essere posti su superficie pavimentata e dotati di bacini di contenimento di capacità pari al serbatoio stesso
oppure, nel caso che nello stesso bacino di contenimento vi siano più serbatoi, la capacità del bacino deve essere pari ad almeno il 30% del
volume totale dei serbatoi, in ogni caso non inferiore al volume del serbatoio di maggiore capacità, aumentato del 10% e, in ogni caso, dotato di
adeguato sistema di svuotamento.
I rifiuti che possono dar luogo a fuoriuscita di liquidi devono essere collocati in contenitori a tenuta, corredati da idonei sistemi di raccolta per i
liquidi.
Lo stoccaggio dei fusti o cisternette deve essere effettuato all'interno di strutture fisse, la sovrapposizione diretta non deve superare i tre piani.
I contenitori devono essere raggruppati per tipologie omogenee di rifiuti e disposti in maniera tale da consentire una facile ispezione (passo
d'uomo), l'accertamento di eventuali perdite e la rapida rimozione di eventuali contenitori danneggiati.
6. Stoccaggio in vasche fuori terra.
Le vasche devono possedere adeguati requisiti di resistenza in relazione alle proprietà chimicofisiche del rifiuto. Le vasche devono essere
attrezzate con coperture atte ad evitare che le acque meteoriche vengano a contatto con i rifiuti.
Le vasche devono essere provviste di sistemi in grado di evidenziare e contenere eventuali perdite;




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                                  deposito temporaneo riferimenti normativi

Decreto 12 giugno 2002, n.161
Allegato 3
…omissis…Stoccaggio in contenitori e serbatoi fuori terra I contenitori o serbatoi fissi o mobili utilizzati per lo
stoccaggio dei rifiuti devono possedere adeguati requisiti di resistenza in relazione alle proprietà chimico-fisiche ed
alle caratteristiche di pericolosità del rifiuto.
I contenitori e i serbatoi devono essere provvisti di sistema di chiusura, accessori e dispositivi atti ad effettuare in
condizioni di sicurezza le operazioni di riempimento, travaso e svuotamento.
Le manichette ed i raccordi dei tubi utilizzati per il carico e lo scarico dei rifiuti liquidi contenuti nelle cisterne devono
essere mantenuti in perfetta efficienza al fine di evitare dispersioni nell'ambiente.

Il contenitore o serbatoio fisso o mobile deve riservare un volume residuo di sicurezza pari al 10%, ed essere dotato
di dispositivo antitraboccamento o da tubazioni di troppo pieno e di indicatori e di allarmi di livello.
Gli sfiati dei serbatoi che contengono sostanze volatili e/o rifiuti liquidi devono essere captati ed inviati ad apposito
sistema di abbattimento.
I contenitori e/o serbatoi devono essere posti su pavimento impermeabilizzato e dotati di sistemi di contenimento di
capacità pari al serbatoio stesso oppure nel caso che nello stesso bacino di contenimento vi siano più serbatoi, la
capacità del bacino deve essere pari ad almeno il 30% del volume totale dei serbatoi, in ogni caso non inferiore al
volume del serbatoio di maggiore capacità, aumentato del 10%.
I rifiuti che possono dar luogo a fuoriuscita di liquidi devono essere collocati in contenitori a tenuta, corredati da
idonei sistemi di raccolta per i liquidi.
Lo stoccaggio dei fusti o cisternette deve essere effettuato all'interno di strutture fisse, la sovrapposizione diretta non
dovrà superare i tre piani.
I contenitori devono essere raggruppati per tipologie omogenee di rifiuti e disposti in maniera tale da consentire una
facile ispezione, l'accertamento di eventuali perdite e la rapida rimozione di eventuali contenitori danneggiati.
…omissis…




                                                    Ufficio NOAM                                                          51
                       SMALTIMENTO/RECUPERO RIFIUTI




Lo smaltimento avviene tramite ditte specializzate, autorizzate al
trasporto del rifiuto da smaltire e iscritte Albo Nazionale Gestori
Ambientali per le Imprese abilitate alla gestione e al trasporto dei
rifiuti .




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                 ATTIVITA’ SOGGETTE A ISCRIZIONE
           CATEGORIE ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI


•  raccolta e trasporto rifiuti non pericolosi
•  raccolta e trasporto rifiuti pericolosi;
•  bonifica siti;
•  bonifica beni contenenti amianto;
•  attività commercio e intermediazione senza detenzione
  rifiuti
• gestione impianti smaltimento e recupero di titolarità di
  terzi
• gestione impianti mobili di smaltimento e recupero



                          Ufficio NOAM                        53
                        ATTIVITA’ SOGGETTE A ISCRIZIONE
                    (trasporto in conto proprio art. 212 comma 8)


• Imprese di raccolta e trasporto rifiuti propri non pericolosi come
  attività ordinaria e Regolare
• Imprese di raccolta e trasporto rifiuti propri pericolosi non superiori a
  30 Kg o litri giorno

Occorre una semplice richiesta alla Sezione dell’Albo;
Diritto annuale iscrizione: 50 Euro;
Non soggetti a:
– Garanzie finanziarie
– Capacità finanziaria
– Idoneità tecnica
– Responsabile tecnico


                                 Ufficio NOAM                            54
                                           ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI
                                                   Categorie di iscrizione



                                                              Categorie di iscrizione

Categoria 1: raccolta e trasporto di                                              Limitazioni alla Categoria 1
    rifiuti urbani ed assimilati
     (vedi art. 1, comma 1 e 2, della delibera del    Raccolta e trasporto di rifiuti urbani e assimilati
     Comitato Nazionale n.1 del 30.01.2003)
                                                      Raccolta e trasporto di rifiuti ingombranti/raccolta differenziata di rifiuti urbani

                                                      Attività esclusiva di trasporto di rifiuti urbani da centri di stoccaggio a impianti di
                                                            smaltimento finale

                                                      Raccolta e trasporto di rifiuti vegetali provenienti da aree verdi (articolo 184,
                                                           comma 2, lettera e, del D.Lgs. 152/2006)

                                                      Raccolta e trasporto di differenti e specifiche frazioni merceologiche di rifiuti
                                                           conferite in uno stesso contenitore (raccolta multimateriale di rifiuti urbani)

                                                      Attività di spazzamento meccanizzato

                                                     Gestione dei centri di raccolta rifiuti urbani

Categoria 2: raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi individuati ai sensi dell'articolo 216 del D.Lgs. 152/2006, avviati al
    recupero in modo effettivo ed oggettivo

Categoria 3: raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi individuati ai sensi dell'articolo 216 del D.Lgs. 152/2006, avviati al
    recupero in modo effettivo ed oggettivo

Categoria 4: raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi

Categoria 5: raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi


                                                                   Ufficio NOAM                                                              55
                                  ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI
                                          Categorie di iscrizione



Categoria 6: gestione di impianti fissi      Categoria 6A: gestione di stazioni di trasferimento di rifiuti urbani e di stazioni
di titolarità di terzi nei quali si          di conferimento di rifiuti raccolti in modo differenziato
effettuano le operazioni di smaltimento
e di recupero di cui agli allegati B e C
del D.Lgs. 152/2006                          Categoria 6B: gestione di impianti di stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi e
                                             pericolosi

NON OPERATIVA                                Categoria 6C: gestione di impianti di trattamento chimico-fisico e/o biologico di
                                             rifiuti
                                             Categoria 6D: gestione di impianti di discarica per rifiuti urbani tal quali o
                                             trattati
                                             Categoria 6E: gestione di impianti di discarica per inerti

                                             Categoria 6F: gestione di impianti di discarica per rifiuti speciali

                                             Categoria 6G: gestione di impianti di discarica per rifiuti pericolosi

                                             Categoria 6H: gestione di impianti di termodistruzione di rifiuti urbani e di rifiuti
                                             speciali, pericolosi e non pericolosi


Categoria 7: gestione di impianti            Categoria 7A: gestione di impianti mobili di smaltimento e di recupero dei rifiuti
mobili per l'esercizio delle operazioni di   non pericolosi
smaltimento e di recupero di cui agli
allegati B e C del D.Lgs. 152/2006
                                             Categoria 7B: gestione di impianti mobili di smaltimento e di recupero dei rifiuti
NON OPERATIVA                                pericolosi


                                                        Ufficio NOAM                                                           56
                                ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI
                                        Categorie di iscrizione

Categoria 8: intermediazione e          Categoria 8A: intermediazione di rifiuti senza detenzione
commercio di rifiuti
                                        Categoria 8B: commercio di rifiuti con detenzione
Categoria 9: bonifica di siti
Categoria 10: bonifica di siti e beni   Categoria 10A: attività di bonifica di beni contenenti amianto effettuata sui
contenenti amianto                      seguenti materiali: materiali edili contenenti amianto legato in matrici cementizie
                                        o resinoidi.
                                        Categoria 10B: attività di bonifica di beni contenenti amianto effettuata sui
                                        seguenti materiali: materiali d'attrito, materiali isolanti (pannelli, coppelle, carte e
                                        cartoni, tessili, materiali spruzzati, stucchi, smalti, bitumi, colle, guarnizioni, altri
                                        materiali isolanti), contenitori a pressione, apparecchiature fuori uso, altri
                                        materiali incoerenti contenenti amianto.




                                                    Ufficio NOAM                                                             57
          ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI
            Categorie e altre tipologie di iscrizione




Fonte dati sito www.albogestoririfiuti.it




                         Ufficio NOAM                   58
FAC-SIMILE C. PROPRIO




 Ufficio NOAM           59
FAC-SIMILE C. PROPRIO




 Ufficio NOAM           60
FAC-SIMILE C. PROPRIO




 Ufficio NOAM           61
                         RIFIUTI DA MANUTENZIONI O ASSISTENZA
                         SANITARIA



I rifiuti provenienti da attività di manutenzione o assistenza sanitaria si considerano
prodotti presso la sede o il domicilio del soggetto che svolge tali attività (art. 266, comma
4, del D.Lgs. 152/2006).
Il registro di carico e scarico dove annotare i rifiuti derivanti da attività di manutenzione o
assistenza sanitaria è quello tenuto presso l’ubicazione dell’esercizio (che può coincidere
con la sede legale o con la sede operativa) dell’ impresa o dell’ente che ha effettuato
l’attività di manutenzione o l’intervento di assistenza sanitaria.




                                         Ufficio NOAM                                       62
                        RIFIUTI DERIVANTI DA ATTIVITÀ DI
                        MANUTENZIONE REGISTRAZIONI
                        LUOGO PRODUZIONE

Si ricorda quanto detto a proposito del registro di carico e scarico dei rifiuti:
La compilazione del luogo di produzione e dell'attività di provenienza del rifiuto
(quarta colonna) è obbligatoria per i soli soggetti che effettuano attività di
manutenzione delle infrastrutture. Ad essi è riservata la possibilità di tenere il
registro nel luogo di produzione dei rifiuti come definito all’art. 230 del D.Lgs.
152/200616.




                                     Ufficio NOAM                                   63
 LUOGO DI
PRODUZIONE




        Ufficio NOAM   64

								
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