Donne e lavoro i successi delle pari opportunità by hcj

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									Donne e lavoro: i successi delle pari opportunità” : maxindagine in
182 PMI italiane-Sesto potere.it
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(Sesto Potere) - Roma - -Quali sono le azioni di promozione delle pari opportunità realizzate dalle PMI? In che
modo vengono decise e realizzate? Quali sono gli effetti sull’azienda e sui lavoratori/lavoratrici coinvolti?

Provano a fornire alcune risposte la ricerca (disponibile nella versione integrale in allegato) ed il video-
documentario (“Women at work”) presentati nell’ambito del convegno “Donne e lavoro: i successi delle pari
opportunità”, organizzato il 15 settembre da SFC - Sistemi Formativi Confindustria, in collaborazione con Aidda
e Comune Roma, nell’ambito del Progetto BIC - “Best in Class: l’eccellenza dall’esperienza”, finanziato dal
Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali.

Dinnanzi ad un’attenta platea di oltre 230 persone, riunite nella prestigiosa sala della Protomoteca in
Campidiglio, si sono confrontati Federica Guidi, Presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria, i Ministri
Mara Carfagna e Maurizio Sacconi, l’Assessore alla attività produttive del Comune di Roma, Davide Bordoni,
insieme ad imprese ed Associazioni del Sistema Confindustria, per discutere delle migliori ricette, azioni e
strategie che occorre mettere in campo per promuovere la presenza della donna nel lavoro e nella società.

Come ha ricordato il Presidente di SFC Luigi Serra, l’obiettivo del progetto BIC è valorizzare e diffondere le best
practices in materia di promozione dell’occupazione femminile e di pari opportunità, attraverso un’indagine sulle
PMI ed un video-documentario che presenta tre casi di eccellenza sul tema strategico della conciliazione dei
tempi di vita e di lavoro. SFC, che da tempo porta avanti progetti a sostegno della valorizzazione del lavoro
femminile, ha evidenziato con questo progetto l’originale spaccato della situazione delle PMI, ancora poco
indagate sotto il profilo della promozione delle pari opportunità.

L’indagine ha censito 554 pratiche di promozione delle pari opportunità in 182 PMI e ha individuato 8 elementi
distintivi che caratterizzano l’azione di promozione delle pari opportunità nelle piccole e medie imprese.
Elementi fondamentali da tener presenti se si vogliono impostare politiche e azioni efficaci di promozione delle
pari opportunità nelle PMI. Nel dettaglio?

L’indagine qualitativa condotta nell’ambito del progetto BIC ha fatto riferimento ad un bacino di 182 PMI
italiane, europee e statunitensi, che hanno promosso pratiche di pari opportunità raccolte attraverso l’analisi
della letteratura e della documentazione disponibile e tramite gli approfondimenti realizzati sul campo,
prevalentemente nei territori di riferimento della ricerca (Milano, Brescia, Roma, Caserta, Puglia). Come già
evidenziato nel capitolo introduttivo, le pratiche identificate, promosse dalle aziende del bacino, sono 554. Tali
pratiche fanno integrazione delle iniziative prmbiti della promozione delle pari opportunità (riequilibrio della
presenza femminile nel lavoro, iniziative family friendly, attività di valorizzazione delle risorse femminili) e
comprendono 26 dei 31 tipi di pratiche classificate dalla ricerca .

  Analizzando la distribuzione interna delle pratiche (ricordando che il campione non è statisticamente
rappresentativo) è stata registrata una predominanza di azioni legate all’approccio family friendly, che
comprende circa il 70% delle iniziative. In particolare, le azioni più diffuse riguardano la flessibilità dell’orario e
dell’organizzazione del lavoro. Tuttavia, anche se con una minore frequenza, sono presenti anche altre
iniziative, dall’offerta di servizi di cura alla promozione di una cultura family friendly, dal sostegno al rientro
delle donne nel lavoro, all’attivazione di

percorsi formativi per sostenere la carriera delle donne.

Dai primi dati emerge un quadro di iniziative molto più variegato di quanto si è soliti pensare quando si parla di
pari opportunità nelle PMI. Considerando, inoltre, che su questi temi le analisi sono ancora poco diffuse, ciò
porta ad ipotizzare che la ricchezza di iniziative promosse dalle imprese di piccole e medie dimensioni possa
essere più ampia di quanto finora documentato.

Di particolare interesse, tra gli elementi caratteristici della promozione delle pari opportunità nelle PMI è la
dimensione della condivisione tra management e personale, nella ricerca delle soluzioni da adottare in azienda.
Nella narrazione del modo in cui sono state adottate le pratiche, gli imprenditori intervistati nel corso della
ricerca hanno fatto frequentemente riferimento ad un processo “partecipativo” in cui, inizialmente è il personale
(un lavoratore o una lavoratrice) che solleva una determinata esigenza al management, insieme al quale si
discute di possibili azioni da intraprendere, fino ad approdare alla soluzione migliore per l’azienda e per il
lavoratore.

Questo approccio partecipativo e di condivisione consente alle pratiche adottate di essere maggiormente
pertinenti rispetto alle problematiche e alle esigenze espresse dal lavoratore e dall’azienda. Le iniziative avviate
nelle PMI
costituiscono delle prassi aziendali, avviate ad hoc, spesso non scritte e formalizzate in nessun documento o
statement, ma che rispondono adeguatamente e nello specifico ad un bisogno espresso e attuale, in molti casi
di un singolo o di un piccolo gruppo. Si tratta di un aspetto che conferisce “qualità” all’azione promossa dalle
PMI, anche rispetto a quanto avviene nelle imprese di più grandi dimensioni, raramente rilevato negli studi e
nelle analisi che si occupano di PMI.

Un altro aspetto distintivo della promozione delle pari opportunità nelle PMI è legato alla valorizzazione delle
risorse umane in azienda e all’interesse dell’imprenditore a non perdere il prezioso contributo di una lavoratrice
o di un

lavoratore. Particolarmente interessanti sono le pratiche dell’orario flessibile e del lavoro part-time, che
permettono di mantenere incarichi di responsabilità, di cui riportiamo alcuni esempi nel riquadro che segue,
rimandando al capitolo terzo per una più completa trattazione.

L’esperienza realizzata da SFC, dimostra che le buone pratiche, certamente più standardizzate e riconosciute
nelle realtà aziendali di grandi dimensioni, sono presenti anche nelle PMI. Tuttavia la conoscenza e la diffusione
di queste realtà non è ancora adeguata per favorire la replicabilità di tali best practices. Per diffondere le buone
pratiche che promuovono le pari opportunità serve l’impegno di tutti gli attori in gioco. Le imprese possono fare
la loro parte ma non possono fare tutto: serve l'impegno delle Istituzioni nazionali e soprattutto di quelle locali.
In chiusura dei lavori il Ministro Sacconi ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e ha manifestato la volontà
di lavorare nelle direzione della promozione di ulteriori azioni di ricerca e diffusione delle migliori esperienze.

								
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