Caso Di Private Equity by rjr25533

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    Crisi finanziaria: nota informativa per la tavola rotonda sulla crisi
                                 finanziaria
                               Montreuil - 10 ottobre 2008


    Osservazioni preliminari:

    In linea generale, l'integrazione dei mercati finanziari europei può contribuire
    all'attuazione della strategia di Lisbona e Göteborg a condizione che vengano
    rispettate tre condizioni fondamentali, segnatamente:
    a) la necessità di garantire un finanziamento efficace degli investimenti a lungo
    termine, fondamentali per il conseguimento degli obiettivi di Lisbona e Göteborg
    (come ad esempio, la lotta al cambiamento climatico e le politiche energetiche);
    b) la necessità di porre rimedio alle imperfezioni di mercato (legate alla mancanza
    di trasparenza, a informazioni asimmetriche,...);
    c) la necessità di far fronte ai rischi sistemici per la stabilità del mercato
    finanziario attraverso precise norme prudenziali e la vigilanza.


      Principali aspetti che i Verdi devono tenere in considerazione e
                proposte per far fronte alla crisi finanziaria


    1. Innovazione finanziaria e utilizzo della "cartolarizzazione" come pratica di
    concessione dei prestiti:
    Questioni in gioco: attraverso tale meccanismo (come dimostrato dalla crisi dei
    mutui sub-prime), i prestiti vengono convertiti in titoli1. Sebbene questi nuovi e
    sofisticati strumenti di trasferimento del rischio fossero intesi a ridurre i rischi e
    migliorare l'efficienza dei mercati, essi hanno di fatto aumentato i rischi con la
    diffusione di "attività tossiche" nel sistema finanziario.
    La proposta dei Verdi: limitare il ricorso alla "cartolarizzazione".


1
  La "cartolarizzazione" è stata utilizzata come strumento per ridurre i rischi. Attraverso questo
processo, gli investitori hanno a disposizione una gamma più ampia di strumenti per valutare,
cartolarizzare e differenziare i rischi di credito nel sistema finanziario.
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Come? Attraverso la revisione della direttiva sui requisiti di capitale, in merito
alla quale è stata presentata una nuova proposta il 1° ottobre.
La proposta della Commissione: le banche che vendono prodotti mobiliarizzati o
debiti cartolarizzati, come quelli che si sono rivelati "tossici", dovranno
condividere i rischi con gli investitori.
A tal fine, le banche dovranno iscrivere il 5% di tali prodotti nei propri bilanci.


Commenti:
- I gruppi PSE, GUE e i Verdi sono favorevoli a tale misura, che viene peraltro
respinta dal PPE (con il sostegno di diversi deputati del gruppo ALDE) sulla base
del fatto che ucciderà il "mercato delle cartolarizzazioni";
- Le banche si oppongono con decisione a tale misura: per questo motivo, il
commissario Mc Creevy ha dovuto rivedere la propria proposta, che inizialmente
prevedeva un limite del 10% ed è stata poi ridimensionata al 5%.
- I Verdi devono per lo meno insistere sull'obiettivo del 10%, come
inizialmente proposto dalla Commissione.


2. Vigilanza:

Questioni in gioco:
Gli strumenti attualmente a disposizione degli Stati membri dell'UE non sono più
sufficienti a contenere le ripercussioni della crisi finanziaria, in modo da ridurre al
minimo i costi collettivi e evitare l'azzardo morale.
In realtà, c'è un numero sempre maggiore di banche paneuropee le cui attività si
estendono a diversi paesi. Gli accordi sulla stabilità finanziaria, in particolare
quello sulla vigilanza bancaria, rimangono al contrario ancorati al livello
nazionale. Ciò significa che, in caso di crisi finanziaria, nessuna autorità nazionale
che agisca in qualità di supervisore ultimo di una banca paneuropea disporrà dei
mezzi adeguati per farvi fronte, poiché dovrà sempre fare affidamento sulla piena
collaborazione degli altri supervisori, che agiscono in contesti giuridici diversi.
In altre parole, considerando che gli statuti, le competenze, i poteri di attuazione e
sanzioni degli organi di vigilanza continuano a presentare notevoli differenze, la
frammentazione prudenziale è una questione da affrontare con urgenza. Il fatto
che la vigilanza finanziaria non abbia tenuto il passo dell'integrazione dei
mercati ha ulteriormente contribuito al contagio della crisi, poiché non è
stato possibile definire una visione europea dei rischi associati a queste
complesse innovazioni finanziarie.


La nuova proposta della Commissione (1° ottobre 2008): dovranno essere istituiti
dei collegi di supervisori per tutte le banche transfrontaliere in cui l'autorità
nazionale prevalente avrà l'ultima parola.
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    La proposta dei Verdi:
    La proposta della Commissione va nella giusta direzione, ma non è sufficiente.
    Alla luce della mancanza di una visione europea dell'esposizione ai rischi, di un
    organo europeo di vigilanza prudenziale, di una struttura europea che consenta un
    rapido scambio di informazioni e un'assegnazione chiara delle responsabilità di
    vigilanza, i Verdi ritengono che sia fondamentale istituire un'autorità europea
    di vigilanza.
    Tale autorità di vigilanza deve essere in grado di raccogliere e analizzare le
    informazioni micro e macro prudenziali insieme alle banche centrali e agire
    in qualità di forza di intervento rapido nelle situazioni di crisi, con un
    impatto sistemico per l'UE.


    3. L'interdipendenza tra i mercati regolamentati e non regolamentati, come i
    fondi speculativi:
    Questioni da affrontare: esiste una relazione tra i fondi speculativi e le banche di
    investimento che concedono loro prestiti (rischi per la controparte). Data la
    conoscenza parziale che tali mutuanti in genere hanno delle linee di credito del
    fondo, risulta difficile valutare l'esposizione delle banche ai rischi. La situazione è
    resa ancor più problematica dal fatto che i compensi molto elevati offerti ai
    gestori dei fondi2 rappresentano un chiaro incentivo a dedicarsi a investimenti
    particolarmente rischiosi e dal fatto che i fondi speculativi sono caratterizzati
    proprio dal loro ampio utilizzo della leva finanziaria. Dato che tale sistema
    implica un livello elevato di indebitamento, può chiaramente avere degli effetti
    negativi in caso di crisi dei mercati finanziari e rappresenta pertanto una minaccia
    di rischio sistemico.

    Per i Verdi: perché la regolamentazione dei fondi speculativi rientra nella
    strategia da adottare per far fronte alla crisi finanziaria
    In effetti, le innovazioni finanziarie e in special modo il processo di
    cartolarizzazione, hanno permesso alle banche di trasferire i rischi di credito ad
    altri attori finanziari. Considerando che tra tutti gli attori finanziari esiste una
    forte interdipendenza, la coesistenza di un mercato poco regolamentato o non
    regolamentato (inclusi i fondi di capitali privati come i fondi di private equity e i
    fondi speculativi) e di istituzioni fortemente regolamentate, come i fondi
    pensionistici, le compagnie di assicurazione, le banche, ecc., ha di fatto accentuato
    l'instabilità finanziaria, dato che la responsabilità delle banche in merito ai rischi
    di credito è stata trasferita ai fondi speculativi. Di conseguenza, è opinione dei
    Verdi che i fondi speculativi vadano regolamentati, essenzialmente per due
    ragioni: 1) non esistono pari condizioni per tutti gli attori (con conseguente
    distorsione della concorrenza); 2) alla luce della relazione tra fondi speculativi e
    private equity e le banche commerciali, gli investitori istituzionali (inclusi i fondi
    pensionistici, ecc.), le caratteristiche dei fondi speculativi (opacità, commissioni di
    performance, ecc.) presentano un potenziale rischio sistemico.


2
  Le commissioni di gestione ammontano in media al 2% del valore netto del fondo; i gestori ricevono
inoltre una percentuale sui profitti annuali dei fondi (commissione di performance o di incentivo del
20%).
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Le proposte della Commissione:
Per ora, il commissario Mc Creevy si aggrappa all'idea che il "codice di condotta"
sia sufficiente per la gestione dei fondi speculativi.

La proposta della relazione Rasmussen: lo scorso settembre, il PE ha chiesto alla
Commissione di legiferare in merito ai requisiti di trasparenza per i fondi
speculativi; l'idea di base è che le banche ottengano le informazioni necessarie per
valutare la loro esposizione al rischio e la loro liquidità. In questo senso, una
maggiore trasparenza e diffusione delle informazioni rappresenta un elemento
cruciale della disciplina del mercato invocata nella relazione Rasmussen. La
relazione insiste su un altro aspetto cruciale, ossia la necessità di rendere i
requisiti di capitale obbligatori per tutte le istituzioni finanziarie, in modo da
riflettere i rischi.


Ulteriori richieste dei Verdi:
- istituire un quadro europeo per la registrazione e l'autorizzazione dei fondi
speculativi e dei gestori dei fondi;
- creare un registro europeo per i prodotti strutturati;
- istituire una struttura di vigilanza europea che abbia competenza su tutti i
settori dei servizi finanziari, in modo da salvaguardare la stabilità finanziaria.
- stabilire dei limiti all'eccessivo indebitamento, che rappresenta proprio una
delle tecniche utilizzate da questo tipo di fondi per aumentare i profitti.


4. Aiuti di Stato e legislazione in materia di concorrenza:
Aspetti principali da considerare: la decisione adottata unilateralmente dall'Irlanda
di concedere una garanzia di due anni sui depositi delle sei principali banche
irlandesi (per un totale di 400 miliardi di euro) ha suscitato aspre critiche e timori
per i seguenti motivi:
a) in questo modo si viene a creare una distorsione della concorrenza fra le banche
irlandesi (che beneficano degli "aiuti di Stato") e le banche straniere presenti in
Irlanda (che non godono degli stessi privilegi);
b) costringe gli altri Stati membri a concedere le stesse garanzie per evitare che
tale "decisione unilaterale" favorisca il contagio della crisi. In effetti, tale
differenza di trattamento ha l'effetto collaterale di incoraggiare i risparmiatori a
rivolgersi alle banche che offrono le garanzie migliori. Di conseguenza, la
mancanza di coordinamento tra gli Stati membri in tale ambito non fa che
aggravare la destabilizzazione delle banche.
Posizione del gruppo:
L'impostazione generale della Commissione, confermata dalle conclusioni del
Consiglio ECOFIN dell'8 ottobre 2008, è condivisibile per quanto riguarda la
necessità di prendere in considerazione "l'eccezionalità delle circostanze".
Occorre, tuttavia, considerare altri aspetti.
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- Il Consiglio ECOFIN si è impegnato a garantire un maggiore coordinamento
delle azioni adottate a livello nazionale, ma l'idea di un fondo di emergenza
comune è stata respinta. Il commissario Kroës dovrà definire degli orientamenti
chiari e un quadro europeo sulla compatibilità della ricapitalizzazione e del
sistema di garanzie con i regimi di aiuti di Stato, nonché con un meccanismo di
solidarietà.
- Occorre valutare il ruolo del consolidamento bancario (come richiesto dal
commissario Kroës) in relazione al contagio della crisi;
- Il ruolo delle agenzie di rating nel diffondere la crisi è stato aspramente
criticato. Quello delle agenzie di rating è un settore dominato da un numero
limitato di società. La crisi dimostra che i timori iniziali legati alla concentrazione
di mercato in questo settore sono assolutamente fondati. È opportuno che il
commissario Kroës presenti delle proposte concrete per porre rimedio a tali abusi
di mercato. I Verdi respingono altresì il tentativo di risolvere la questione del
conflitto di interessi delle agenzie di rating attraverso un semplice codice di
condotta. Il commissario Mc Creevy presenterà un regolamento o una direttiva in
materia nel mese di novembre.


5. Revisione della direttiva UE relativa ai sistemi di garanzia dei depositi

Questioni in gioco:
La direttiva 94/19/CE relativa ai sistemi di garanzia dei depositi obbliga tutti gli
Stati membri a definire un sistema di garanzia per i depositanti. Stabilisce un
livello minimo di copertura di 20 000 euro, atto a garantire che, in caso di
fallimento delle banche, i depositanti europei ottengano un rimborso fino a tale
cifra. Tuttavia, alcuni Stati membri hanno introdotto dei limiti di garanzia
superiori e il funzionamento pratico di tali sistemi non è stato uniformato.

Come detto in precedenza, la decisione del governo irlandese dimostra come in
caso di turbolenze finanziarie queste differenze contribuiscano a peggiorare gli
effetti della crisi.

Posizione della Commissione:
Per ora il commissario Mc Creevy ha affermato che non è necessario legiferare in
materia, sulla base di una consultazione avviata nel mese di luglio 2005: la
direttiva 94/19/CE è pertanto rimasta inalterata. Per correggere le imperfezioni del
sistema, la Commissione ha raccomandato l'autoregolamentazione.

Nel frattempo, la gravità delle turbolenze finanziarie ha rilanciato la possibilità di
procedere alla rifusione della direttiva.

Per i Verdi:
La crisi finanziaria ripropone con forza la necessità di una rifusione approfondita
della direttiva 94/19/CE relativa ai sistemi di garanzia dei depositi, in
particolare in caso di rischi sistemici, per i quali dovrebbe essere previsto il livello
massimo di armonizzazione dei fondi di garanzia.
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6. Altre misure da adottare per affrontare alla radice la crisi finanziaria:


   introduzione di una tassa Tobin per combattere le speculazioni finanziarie e
    conferire mandato alla Commissione a concludere un accordo internazionale
    che impegni i firmatari a imporre tale tassa sulle transazioni finanziarie.

   combattere i paradisi fiscali, dove vengono ad esempio localizzati i fondi
    speculativi alla luce della scarsa regolamentazione e dei vantaggi fiscali;

   corporate governance: per assicurare che la remunerazione sia legata ai
    risultati e limitare i profitti dei gestori.
   rafforzare il ruolo della Banca europea per gli investimenti per prevenire la
    crisi creditizia (in linea con le conclusioni del Consiglio ECOFIN dell'8
    ottobre 2008) e assicurare il finanziamento a lungo termine, in particolare per
    conseguire gli obiettivi definiti con il pacchetto clima-energia.
   estendere il mandato della Banca centrale europea alla stabilità finanziaria e
    rafforzare il suo ruolo di vigilanza, assicurandone al contempo la
    responsabilità politica, ecc.
   infine, creare una nuova Bretton Woods, nel contesto del FMI (da sviluppare).

                                                               Inès Trépant
                                                               8 ottobre 2008
                                                               Gruppo Verdi/ALE

								
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