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INDICE ANALITICO

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INDICE ANALITICO Powered By Docstoc
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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                                                             INDICE ANALITICO


        TITOLO I                 Disposizioni generali

        Capo I                     Norme preliminari

                                   Art. 1. Contenuto e limiti del Regolamento Edilizio
                                   Art. 2. Osservanza del Regolamento Edilizio.
                                           Richiamo a disposizioni generali di legge

         Capo II                   Commissione edilizia

                                   Art. 3. Attribuzioni della Commissione edilizia
                                   Art. 4. Composizione della Commissione edilizia
                                   Art. 5. Funzionamento della Commissione edilizia

         Capo III                  Istanze per l'esecuzione dei lavori. Esame dei
                                   progetti. Concessioni ed autorizzazioni.

                                   Art. 6. Concessione edilizia
                                   Art. 7. Opere ed interventi soggetti a concessione edilizia
                                   Art. 8. Opere ed interventi soggetti ad autorizzazione edilizia
                                   Art. 9. Opere subordinate alla denuncia di inizio di attività
                                   Art. 9bis - Opere interne
                                   Art. 10. Opere ed interventi eseguibili d'urgenza
                                   Art. 11. Istanze di concessione e di autorizzazione edilizia
                                   Art. 12. Documentazione da allegare all'istanza di concessione edi-
                                                    lizia
                                   Art. 13. Documentazione da allegare all'istanza di autorizzazione
                                            edilizia e alle denunce d’inizio di attività
                                   Art. 14. Presentazione delle domande
                                   Art. 15. Istruttoria preliminare dei progetti
                                   Art. 16. Iter delle domande di concessione
                                   Art. 17. Iter delle domande di autorizzazione
                                   Art. 18. Iter delle denunce di inizio attività
                                   Art. 19. Titolarità, responsabilità,validità,decadenza, annullamento
                                                    e revoca in ordine a concessione ed autorizzazione
edilizia
                                   Art. 20. Varianti a concessioni ed autorizzazioni edilizie rilasciate
                                   Art. 21. Concessioni in sanatoria
                                   Art. 22. Deroghe




                                                                                1
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                COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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     Capo IV                   Lottizzazioni edilizie

                               Art. 23. Istanze di lottizzazione e documenti da allegare
                               Art. 24. Contenuto delle convenzioni
                               Art. 25. Oneri sostitutivi della concessione di aree e della esecuzio-
                                               ne delle opere di urbanizzazione secondaria
                               Art. 26. Procedure per l'autorizzazione della lottizzazione e sua
                                        validità
                               Art. 27. Modalità per lo scomputo del contributo per opere di
                                      urbanizzazione. Decreto di compensazione
                               Art. 28 Concessioni edilizie nella lottizzazione
                               Art. 29. Progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione
                               Art. 30 Svincolo della cauzione
                               Art. 31 Compilazione d'ufficio dei progetti

     Capo V                    Esecuzione e controllo delle opere

                               Art. 32. Inizio dei lavori
                               Art. 33. Controllo sull'esecuzione dei lavori, vigilanza delle co-
                                      struzioni, tenuta del cantiere
                               Art. 34. Ultimazione dei lavori
                               Art. 35. Autorizzazione all’abitabilità

     TITOLO II                 Disciplina urbanistica

     Capo unico                Criteri per la determinazione degli indici e dei parametri

                               Art. 36. Indici e parametri
                               Art. 37. Definizione degli indici e dei parametri

     TITOLO III                Progettazione degli edifici

     Capo I                    Aspetto dei fabbricati e manutenzione degli edifici

                               Art. 38. Aspetto degli edifici
                               Art. 39. Intonacatura e tinteggiatura
                               Art. 40. Manutenzione dei prospetti
                               Art. 41. Aggetti e sporgenze
                               Art. 42. Decoro e arredo urbano
                               Art. 43. Mostre, vetrine e insegne in genere
                               Art. 44. Tende aggettanti sullo spazio pubblico
                               Art. 45. Tabelle e numeri civici
                               Art. 46. Zoccolature (soppresso)
                               Art. 47. Recinzioni


                                                                            2
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     Capo II                   Norme igieniche

                         Art. 48 Spazi interni agli edifici
                         Art. 49. Forni, focolai, camini, condotti di calore, canne fumarie
                         Art. 50. Classificazione dei locali
                         Art. 51. Caratteristiche dei locali
                         Art. 52. Classificazione dei piani
                         Art. 53. Soffitti inclinati o soppalchi
                         Art. 54. Piani interrati
                         Art. 55. Piani seminterrati
                         Art. 56. Piani terreni
                         Art. 57. Piani sottotetto
                         Art. 58. Locali integrativi per la residenza
                         Art. 59. Fabbricati in zona rurale
                         Art. 60. Salubrità del terreno
                         Art. 61. Isolamento dall'umidità
                         Art. 62. Isolamento termico. Impianto di riscaldamento
                         Art. 63. Isolamento fonico
                         Art. 64. Classificazione delle acque, reti fognarie
                         Art. 65. Approvvigionamento idrico
                         Art. 66. Impianti sanitari degli alloggi
                         Art. 67. Impianti elettrici
                         Art. 68. Impianti per le lavorazioni insalubri
                         Art. 69. Prevenzione incendi - Caratteristiche degli edifici di
                                 altezza inferiore ai 24 metri
                         Art. 70. Centrali termiche
                         Art. 71. Autorimesse
                         Art. 72. Nulla osta dei Vigili del Fuoco
                  Art. 73. Criteri di sicurezza per impianti domestici di gas
                         Art. 74. Criteri di sicurezza per impianti canalizzati di riscaldamen-
                                           to e di condizionamento
                         Art. 75. Rinvio a leggi particolari


     Capo III                  Norme per il superamento di barriere architettoniche

                               Art. 76. Prescrizioni per l'accesso e la fruibilità per persone
                                      fisicamente impedite


     Capo IV                   Norme relative alle aree scoperte

                               Art. 77. Manutenzione delle aree




                                                                            3
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                               Art. 78. Depositi su aree scoperte
                               Art. 79. Esposizione a cielo libero di merci
                               Art. 80. Strutture precarie, smontabili, trasportabili, gonfiabili



     Capo V                    Norme di buona costruzione

                              Art. 81. Stabilità e sicurezza delle nuove costruzioni
                             Art. 82. Stabilità e sicurezza degli edifici esistenti


     Capo VI                   Uso di suolo, spazio e servizi pubblici

                               Art. 83. Occupazione temporanea o permanente di spazio o suolo o
                                        sottosuolo pubblico
                               Art. 84. Rinvenimenti e scoperte
                               Art. 85. Uso di scarichi e di acque pubbliche


     Capo VII                  Garanzia della pubblica incolumità

                               Art. 86. Segnalazione, recinzione ed illuminazione della zona dei
                                               lavori
                               Art. 87. Ponti e scale di servizio
                               Art. 88. Scarico dei materiali - Demolizioni
                               Art. 89. Responsabilità degli esecutori di opere
                               Art. 90. Rimozione delle recinzioni
                               Art. 91. Contravvenzioni



     TITOLO IV                 Sanzioni e disposizioni transitorie

                               Art. 92. Sanzioni
                               Art. 93. Adeguamento al regolamento delle costruzioni preesistenti
                               Art. 94. Disposizioni transitorie




                                                                            4
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                                                      DISPOSIZIONI GENERALI

                                                                          CAPO I

                                                               Norme preliminari


                                                            Art. 1
                                         Contenuto e limiti del Regolamento Edilizio

       Tutte le opere edilizie e di urbanizzazione, già costruite o da costruire nel territorio
comunale da parte di chiunque, sono soggette alle norme e alle prescrizioni contenute nel
presente regolamento nonché alle previsioni del Piano Regolatore generale e delle relative
norme di attuazione.

                                                           Art. 2
                                             Osservanza del RegolamentoEdilizio
                                           Richiamo a disposizioni generali di legge

         Ai sensi e per gli effetti della legislazione vigente, il titolare della concessione (o altro
titolo abilitativo), il committente, il direttore dei lavori e l’esecutore delle opere sono
responsabili di ogni inosservanza alle norme generali di legge e di regolamento e alle
prescrizioni e modalità esecutive fissate nella concessione, autorizzazione o denuncia di inizio
attività.

        Disponendo l'art. 871 del Codice civile che "le regole da osservare nelle costruzioni
sono stabilite dalla legge speciale e dai regolamenti edilizi comunali", per quanto non
specificatamente indicato nel presente regolamento si intendono applicabili le vigenti
disposizioni di leggi nazionali e regionali.


                                                                         CAPO II

                                                             Commissione edilizia

                                                              Art. 3
                                             Attribuzioni della Commissione edilizia

        La Commissione edilizia è organo di consulenza tecnica dell' amministrazione; essa
esprime, in via generale, parere obbligatorio consultivo al Sindaco ed al Consiglio Comunale,
udita la relazione istruttoria approntata dall’Ufficio Tecnico Comunale:



                                                                                5
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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      a) su tutte le questioni di carattere urbanistico ed edilizio riguardanti il territorio
comunale;
      b) su domande di concessioni edilizie nonchè sulle autorizzazioni per lavori
         di manutenzione straordinaria e restauro;
      c) interpretazione delle norme di attuazione dello strumento urbanistico
         generale vigente, dei piani attuativi, nonchè del Regolamento Edilizio;
      d) per ogni intervento edilizio ad eccezione dei lavori ex art.26 della
         Legge 47/85 e della manutenzione ordinaria.

        La Commissione valuta la rispondenza delle opere proposte agli strumenti urbanistici,
alle normative, ai regolamenti ed in generale alle leggi vigenti nonchè al valore e al decoro
architettonico e alla rispondenza dei servizi pubblici alle necessità d'uso.

       Essa può indicare le eventuali modifiche che ravviserà opportune allo scopo di
impedire che si eseguano opere indecorose, di danno o di incomodo pubblico o difformi allo
strumento urbanistico vigente, motivandolo per iscritto.

       Quando la Commissione edilizia ritiene di non poter dare parere favorevole sui
progetti sottoposti al suo esame, dovrà indicarne il motivo per iscritto.

       La Commissione esprime infine parere facoltativo sui progetti dei piani urbanistici
generali ed esecutivi e loro varianti.

                                                           Art. 4
                                          Composizione della Commissione edilizia

         La Commissione edilizia è formata da membri di diritto e membri elettivi.:

         Sono membri di diritto:
         a) il Sindaco o un suo delegato che la presiede,
         b) il Comandante del corpo VV.FF. o suo delegato;
         c) il Capo Servizio ecologia dell’A.S.L. competente o medico suo delegato.

         Sono membri elettivi:
         d) sei esperti da individuarsi con atto consiliare tra le seguenti figure professionali:
            - Ingegnere o Architetto;
            - Geologo;
            - Agronomo o Perito Agrario;
            - Geometra o Perito Edile;
            - Avvocato ovvero esperto in legislazione urbanistica, edilizia,
               ambientale-paesistica;
            - persone, residenti nel Comune, designate dal Consiglio Comunale,
              particolarmente esperte in materia edilizia, urbanistica, sociale ed
              economica.

         Le rappresentanze professionali saranno scelte tra una terna proposta dal
rispettivo competente Ordine.

                                                                                6
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------



          La nomina dei componenti deve garantire la rappresentanza delle minoranze.

        Tra i membri elettivi è necessario individuare almeno tre figure professionali di tipo
tecnico (ingegnere, architetto, geometra, perito edile).

        Tutti i membri elettivi non devono aver riportato condanne penali per reati edilizi nè
avere carichi pendenti per gli stessi reati, non essere Consiglieri Comunali e/o rappresentanti
di Organi statali, regionali, provinciali o di Comunità Montane, ai quali competono, in base a
norme vigenti, attribuzioni di controllo, preventivo o successivo, nell’attività edilizia del
Comune.

        I membri elettivi durano in carica per la stessa durata del Consiglio Comunale e non
possono essere rieletti se non dopo un triennio di vacatio; saranno considerati decaduti se,
senza giustificato motivo, risultino assenti per tre sedute consecutive.

         Per gli affari di speciale importanza il Sindaco può invitare ad assistere alle adunanze,
con voto consultivo, anche altre persone notoriamente esperte nei problemi trattati, nonchè i
tecnici redattori degli strumenti urbanistici vigenti.

        Non possono essere eletti membri della C.E.C i candidati che verranno a trovarsi nelle
fattispecie di incompatibilità previste dalla Legge 18.1.1992, n. 16 e successive modificazioni
ed integrazioni.


                                                          Art. 5
                                          Funzionamento della Commissione edilizia

     La Commissione si riunisce, su convocazione per iscritto notificata ad ogni
componente, almeno una volta al mese e ogni volta che il Presidente lo ritenga opportuno.

       Le adunanze sono valide quando intervengono almeno, in prima convocazione, la
metà più uno dei componenti la Commissione. In seconda convocazione è sufficiente un terzo
dei componenti.

       I pareri saranno resi a maggioranza assoluta dei presenti; a parità dei voti prevale
quello del Presidente.

         Il presidente designa tempestivamente tra i commissari i relatori dei singoli progetti.

        I componenti della Commissione edilizia non possono presenziare all'esame ed alla
valutazione dei progetti nei quali, in qualsiasi modo, fossero materialmente interessati o
perchè esposti a vincoli di parentela fino al terzo grado rispetto al richiedente. Di ciò deve
essere fatta esplicita menzione nel verbale della seduta. L'osservanza di tale prescrizione deve
essere annotata nel verbale.




                                                                                7
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


       Le funzioni di Segretario della Commissione sono affidate al Segretario Comunale
ovvero altro dipendente comunale indicato dal Segretario.

        Il responsabile del procedimento di cui all’art 4 della legge 493/93 partecipa alla
seduta senza diritto di voto con la funzione di relatore dei progetti eventualmente affiancato
da altri relatori, e dal Segretario Comunale.

      Il segretario provvederà inoltre ad annotare in breve il parere espresso dalla
Commissione sulle domande esaminate, e ad apporre sui relativi disegni di progetto la dicitura
"esaminato dalla Commissione edilizia", completata dalla data e dal visto di un
commissario delegato dal Presidente.


                                                                          Capo III

                           Istanze per l'esecuzione dei lavori - Esame dei progetti -
                                        Concessioni ed autorizzazioni -


                                                                    Art 6
                                                              Concessione edilizia

        Ogni attività che comporta trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio
comunale è subordinata al rilascio della concessione edilizia da parte del Responsabile
Ufficio Tecnico ed al pagamento dei relativi contributi, ai sensi della legge 28/1/1977, n. 10,
della legge 25/3/1982, n. 94 e della legge 28/2/1985, n. 47 e successive modificazioni ed
integrazioni.

        Il Dirigente dell’Ufficio Tecnico, preso atto dell'istruttoria degli Uffici tecnici
comunali e sentito il parere della Commissione Edilizia, dichiara approvato o respinto il
progetto, dandone comunicazione nei termini di legge e motivandone l'eventuale diniego. Per
i progetti approvati, autorizza l'esecuzione condizionata o non all'osservanza di speciali
modalità; in ogni caso la condizione deve essere espressa con il richiamo alla ragione
(pubblico interesse, norme di legge, regolamento, ecc.) che ne hanno resa necessaria
l'apposizione . Al rilascio della concessione deve essere allegata una copia dei disegni di
progetto approvati, debitamente vistati e con l'indicazione del termine di scadenza a fare data
dal giorno di inizio dei lavori.

        L'eventuale dissenso del Dirigente dell’Ufficio Tecnico sul parere della Commissione
Edilizia deve essere motivato. Nel caso in cui il dissenso dia luogo a concessione, nella
concessione stessa dovrà essere annotato il parere difforme della Commissione Edilizia.
Copia della concessione edilizia deve essere inviata alle Autorità competenti per territorio e
per materia; sarà pubblicata secondo le disposizioni vigenti e chiunque potrà prenderne
visione presso gli Uffici comunali.

        Un progetto respinto potrà essere ripresentato solo nel caso di varianti che
giustifichino un nuovo esame.

                                                                                8
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------



        Se il progetto esibito al Comune per l'autorizzazione a costruire rientra nel novero di
quelli per i quali è richiesto un preventivo assenso, non può il Dirigente dell’Ufficio Tecnico
procedere al rilascio della concessione edilizia senza aver preventivamente acquisito il
preventivo parere favorevole dell'Autorità interessata.



                                                         Art. 7
                                   Opere ed interventi soggetti a concessione edilizia

         1) Opere soggette a concessione onerosa

       Le seguenti opere, permanenti, semipermanenti o precarie, sia pubbliche che private,
sono soggette a concessione:

- costruzione, ampliamento, riduzione, restauro, riattamento, modifica, trasformazione
strutturale od estetica, demolizione con ricostruzione totale o parziale, sia all'interno che
all'esterno di fabbricati;
- costruzione, restauro, modifica, demolizione, ricostruzione di muri di cinta, cancellate,
recinzioni;
- scavi, rinterri e modifiche del suolo pubblico o privato, opere e costruzioni sotterranee;
- modifiche, restauri, rifacimenti parziali o totali di intonaci, coloriture, decorazioni su
prospetti esterni degli edifici che affaccino sia su strade pubbliche che su aree private;
- collocamento, rimozione, modifica di vetrine, insegne, tabelle, iscrizioni, corpi luminosi,
monumenti, lapidi, statue o pezzi d'arte esposti alla vista del pubblico, chioschi, distributori di
carburanti e simili;
- collocamento o modifica di tende e tettoie aggettanti sullo spazio pubblico o privato;
- mutamento di destinazione d'uso come determinato dall'art. 8 della legge n.47/85
- variazione essenziale- ( mutamento di destinazione d'uso degli immobili che determini
variazioni degli standard di indirizzo e coordinamento; aumento consistente della cubatura o
della superficie dei solai dell'edificio; modifiche sostanziali dei parametri urbanistico-edilizi
dell'edificio; mutamento dello stesso sull'area di pertinenza; cambiamento delle caratteristiche
dell'intervento assentito in relazione a quanto in tal senso classificato all'art. 31 della legge n.
457/1978 ). E' da intendersi come mutamento di destinazione d'uso anche il mutamento della
funzione urbanistica ( abitativa, produttiva, di servizio, etc. ) cui è destinato un immobile,
causato da interventi edilizi operati sullo stesso e tali da renderlo morfologicamente e
tipologicamente diverso dall'edificio precedente e suscettibile di una utilizzazione diversa da
quella originaria e qualora l'immobile interessato non possa riassumere la sua destinazione
d'uso originaria senza la realizzazione di nuove opere edilizie.


         2) Opere soggette a concessione gratuita

       E' richiesta concessione edilizia anche se gratuita, ai sensi dell'art. 9 della legge n. 10
del 28/1/1977 e della legge 5/8/1978, n. 457, per le seguenti opere edilizie, sempre che non



                                                                                9
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


debbano essere eseguite in stabili dichiarati, a norma di legge, di interesse artistico o storico o
riconosciuti di rilevante valore architettonico negli strumenti urbanistici esecutivi:

- per le opere da realizzare nelle zone agricole, ivi comprese le residenze in funzione della
conduzione del fondo e delle esigenze dell'imprenditore agricolo a titolo principale ai sensi
dell'art. 12 della legge 9 maggio 1975, n. 153;
- per gli interventi di restauro, di risanamento conservativo, per recuperi non abitativi o
comunque a prevalenza non abitativa, e di ristrutturazione che non comportino aumento delle
superfici utili di calpestio e mutamento di destinazione d'uso, quando il concessionario
s'impegni, ai sensi dell'art. 14 della legge n. 179/1992, mediante convenzione o atto unilaterale
d'obbligo, a praticare prezzi di vendita e canoni di locazione degli alloggi - limitatamente alla
percentuale mantenuta ad uso residenziale e comunque in misura non inferiore al 75% -
concordati con il Comune ed a concorrere agli oneri di urbanizzazione;
- per gli interventi di manutenzione straordinaria su edifici vincolati ai sensi delle leggi n.
1089/1939 e n. 1497/1939, restando fermo che per la manutenzione ordinaria la concessione
non è richiesta;
- per gli interventi di restauro, di risanamento conservativo, di ristrutturazione e di
ampliamento in misura non superiore al 20% di edifici unifamiliari;
- per gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli
enti istituzionalmente competenti, nonché per le opere di urbanizzazione, eseguite anche da
privati, in attuazione di strumenti urbanistici e opere di urbanizzazione primaria;
- per le opere da realizzare in attuazione di norme o provvedimenti emanati a seguito di
pubbliche calamità;
- per alterazioni di alberi ornamentali di alto fusto;
- per quelle opere previste a favore di soggetti che assumano particolari obblighi in ordine
all'utilizzazione del prodotto edilizio.

       Restano ferme le norme di cui agli artt. 29 e 31, secondo comma, della legge
17/8/1942, n. 1150 e successive modificazioni.

       Per tutti gli altri casi valgono le norme relative alle concessioni (artt. 4, 9, 10, della
legge n. 10/1977).

        Per gli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e
risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e ristrutturazione urbanistica, valgono le
definizioni dell'art. 31 della legge 5/8/1978, n. 457 così come integrate dagli artt. 13 e 14 della
legge n. 179/1992.

                                                      Art. 8
                               Opere ed interventi soggetti ad autorizzazione edilizia

       L' autorizzazione edilizia deve essere richiesta al Dirigente dell’Ufficio Tecnico, da
parte degli aventi titolo e con la procedura all'uopo stabilita, secondo le leggi, le disposizioni
regolamentari e gli strumenti urbanistici vigenti, con l'osservanza delle norme contenute nel
presente Regolamento Edilizio e previo parere del Tecnico comunale e dell’ASL competente
per territorio, per le seguenti opere o attività:



                                                                               10
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


 - opere di manutenzione ordinaria ( così come definite al comma a) dell'art. 31 legge n.
457/1978), allorché vengano eseguite sugli immobili vincolati ai sensi della legge n.
1089/1939 ovvero qualora gli interventi riguardino la parte esterna di immobili vincolati in
virtù della legge n. 1497/1939 o ricadano nell'ambito generale della zona territoriale
omogenea "A" del P.R.G.;
- occupazione temporanea o permanente (V. legge 18/4/1962 n. 208) di suolo pubblico o
privato;
- opere costituenti pertinenze od impianti tecnologici al servizio di edifici o attrezzature già
esistenti, purché non sottoposti ai vincoli di cui alle leggi n. 1089/1939 e n. 1497/1939, quali:
        - installazione a tempo determinato di strutture trasferibili, precarie, gonfiabili (presso-
statiche);
        - installazione a tempo indeterminato di tendoni o simili per spettacoli, manifestazioni
sportive, ricreative, culturali, etc. o in occasioni di festività;
        - chioschi o banchi a posto fisso per la vendita di generi vari e per la vendita di frutta
stagionale;
        - macchine automatiche per la distribuzione di foto tessere e fotocopie, di dolciumi,
sigarette e articoli sanitari, etc.;
        - accumulo di rifiuti, relitti o rottami;
        - sosta continuata di roulotte e/o veicoli attrezzati per il pernottamento su suolo
pubblico;
        - collocamento o modifica di tende, tettoie, tavoli, vasi e fioriere su spazi pubblici;
        - installazione di chioschi, distributori di carburanti o simili nel rispetto della
normativa nazionale e regionale;
        - installazione di campeggi liberi occasionali;

       In tali casi l'autorizzazione richiesta è gratuita e si intende accolta, qualora il
Responsabile dell’Ufficio Tecnico non si pronunci nel termine di 90 giorni, nel caso in
cui non occorra allontanare il conduttore e/o l’immobile non sia sottoposto a vincoli
monumentali e/o paesistici. Nei casi sopra individuati è necessaria l’Autorizzazione
espressa per gli interventi previsti nell’ art. 7 comma 2 del D.L. 9/82, convertito in L.
94/82, la richiesta si intende accolta trascorsi .60. giorni dalla domanda. In tal caso il
richiedente può dar corso ai lavori dando comunicazione al sindaco del loro inizio.

        Sono soggette altresì ad autorizzazione edilizia le opere di recupero abitativo di edifici
preesistenti con lavori di manutenzione straordinaria nonché quelli restauro o risanamento
conservativo ad uso abitativo di edifici esistenti anche nei casi previsti dall'art. 14 della legge
n. 179/92, eccetto quelle su edifici vincolati in virtù delle leggi n. 1089/1939 e n. 1497/1939.

                                                        Art. 9
                                    Opere subordinate alla denuncia di inizio attività

       Per le seguenti opere:
opere di manutenzione straordinariaria, restaro e risanamento conservativo;
opere di eliminazione delle barriere architettoniche in edifici consistenti in rampe o
ascensori esterni, ovvero in manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;
recinzioni, muri di cinta e cancellate;
aree destinate ad attività sportive senza creazione di volumetrie;

                                                                               11
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


opere interne di singole unità immobiliari che non comportino modifiche della sagoma e
dei prospetti e non rechino pregiudizio alla statica dell’immobile e, limitatamente agli
immobili comprese nelle zone omogenee A di cui all’articolo 2 del decreto del Ministro
dei lavori pubblici 2 Aprile 1968, non modifichino la destinazione d’uso;
revisione o installazione di impianti tecnologici al servizio di edifici o di attrezzature
esistenti e realizzazione di volumi tecnici che si rendano indispensabili, sulla base di
nuove disposizioni;
varianti a concessioni edilizie già rilasciate che non incidano sui parametri urbanistici, e
sulle volumetrie, che non cambino la destinazione d’uso e la categoria edilizia e non
alterino la sagoma e non violino le eventuali prescrizioni contenute nella concessione
edilizia:
parcheggi di pertinenza nel sottosuolo del lotto sul cui insiste il fabbricato:
facoltà dell’interessato presentare al Comune denuncia di inizio attività, 20 giorni prima
dell’effettivo inizio dei lavori, accompagnata da una dettagliata relazione a firma di un
progettista abilitato, nonché degli opportuni elaborati progettuali, che asseveri, la
conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici adottati o approvati ed ai
Regolamenti Edilizi vigenti, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle
igienico-sanitarie.
La comunicazione di cui al comma ptrecedente dev’essere corredata dalla dichiarazione
di progettazione dell’impresa a cui si affidano i lavori.
Entro 10 giorni dall’ultimazione dei lavori, l’interessato, su conforme certificazione
rilasciata dal progettista e/o direttore dei lavori, è obbligato a comunicare al Comune la
data di ultimazione degli stessi.
Il progettista e/o direttore dei lavori è obbligato ad emettere il certificato di collaudo
finale che attesti la conformità delle opere eseguite al progetto presentato.
La denuncia di inizio dell’attività ha validità di 3 anni.
La facoltà di cui al primo comma è data esclusivamente dove sussistono tutte le seguenti
condizioni:
gli immobili interessati non siano assoggettati alle disposizioni di cui alle leggi 1° giugno
1939, n. 1089, 29 giugno 1939, n. 1497 e 6 dicembre 1991 n. 394, ovvero a disposizioni
immediatamente operative dei piani aventi la valenza di cui all’articolo 1 bis del D.L 27
giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla Legge 8 agosto 1985, n. 431, o
della legge 18 maggio 1989, n.183, non siano comunque assoggettati dagli strumenti
urbanistici a discipline espressamente volte alla tutela delle loro caratteristiche
paesaggistiche,      ambientali,    storico-artistiche,   storico-architettoniche,    storico-
testimoniali:
gli immobili interessati siano oggetto di prescrizioni di vigenti strumenti di
pianificazione, nonché di programmazione, immediatamente operative e le
trasformazioni progettate non siano in contrasto con strumenti adottati.

                                                                     Art. 9bis
                                                                    Opere interne

Non sono soggette a concessione né ad autorizzazione le opere interne alle costruzioni
che non siano in contrasto con gli strumenti urbanistici adotatti o approvati e con il
presente Regolamento edilizio, non comportino modifiche della sagoma, della
costruzione, dei prospetti, né aumento delle superfici utili e del numero delle unità

                                                                               12
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


immobiliari, non modifichino la destinazione d’uso delle costruzioni e delle singole unità
immobiliari, non rechino pregiudizio alla statica dell’immobile e, per quanto riguarda
gli immobili compresi nelle zone indicate alla lettera A del art. 2 del Decreto Ministeriale
2 aprile 1968, rispettino le originarie caratteristiche costruttive.
Ai fini dell’applicazione del seguente articolo, non è considerato aumento delle superfici
utili l’eliminazione o lo spostamento di pareti interne o di parti di esse.
 Nei casi di cui al comma precedente, contestualmente all’inizio dei lavori, il propietario
dell’unità immobiliare deve presentare al Sindaco una relazione a firma di un
progettista abilitato alla progettazione che asseveri le opere da compiersi ed il rispetto
delle norme di sicurezza e delle norme igienico-sanitarie vigenti.



                                                            Art. 10
                                            Opere ed interventi eseguibili d'urgenza

        Possono essere eseguiti, senza preventiva domanda, le opere e gli interventi
provvisionali di assoluta urgenza inderogabili ed indispensabili per eliminare o evitare danni e
pericoli imminenti. Resta comunque l'obbligo per il proprietario di comunicazione sollecita al
Sindaco ed eventuale istanza di autorizzazione o concessione.



                                                         Art. 11
                                    Istanze di concessione e di autorizzazione edilizia

       Le istanze di concessione e di autorizzazione edilizia di cui ai precedenti artt. 7 e 8
vanno redatte in carta da bollo ed indirizzate al Sindaco e devono contenere:

a) nome, cognome, domicilio, numero di codice fiscale e firma del richiedente proprietario o
concessionario dell'area o in possesso di altri diritti reali sull'area; il richiedente dovrà
eleggere domicilio nel comune interessato dalle opere e, se persona giuridica, produrrà
documentazione pubblica esauriente in ordine alla natura, la sede ed il rappresentante legale;
b) nome, cognome, indirizzo, codice fiscale dei tecnici progettisti - ingegneri, architetti,
geometri, periti industriali edili, dottori in agraria - abilitati ad esercitare l'attività
professionale ed iscritti ai rispettivi ordini professionali, nei limiti delle rispettive competenze
professionali;
c) dichiarazione di impegno a comunicare le generalità del direttore dei lavori e del
costruttore prima dell'inizio dei lavori in uno con               la relativa accettazione e per i
cambiamenti sopraggiunti, la dichiarazione di impegno a darne comunicazione al Sindaco
entro otto giorni, pena la sospensione dei lavori in casi di inadempienza;
d) generalità del responsabile del cantiere, in caso di "lavori in economia";
e) dichiarazione di impegno ad osservare il presente regolamento, nonché gli strumenti
urbanistici e le leggi vigenti.




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       L’istanza dovrà essere firmata dal proprietario dell’immobile o da chi abbia titolo per
richiedere l’autorizzazione e dal progettista. Essa dovrà essere consegnata all’Ufficio
comunale preposto al servizio.

        Il progettista delle opere da eseguire deve essere ingegnere, architetto, geometra o
perito industriale, edile o agrario, iscritto al relativo albo professionale, ciò nell’ambito delle
competenze attribuite a ciascuna delle dette professioni dalle disposizioni legislative in
materia.

       E’ consentito sottoporre all’esame della Commissione edilizia progetti di massima per
opere di particolare importanza e ciò allo scopo di ottenere un giudizio preliminare sul
progetto stesso.


                                                    Art. 12
                            Documenti da allegare alla istanza di concessione edilizia

       Per le opere edilizie, a corredo della domanda, è richiesta la presentazione dei seguenti
elaborati in triplice copia, ove la procedura si inserisca nell'ambito comunale, ed in cinque
copie negli altri casi:

a) copia del certificato di destinazione d'uso rilasciato dal Sindaco per gli interventi per i quali
è obbligatoria la richiesta e, comunque, nei casi in cui è stato rilasciato;
b) corografia in scala non inferiore a 1:5000 con stralcio dello strumento urbanistico vigente
ed orientamento unico da osservarsi anche per i grafici di cui ai successivi commi;
c) planimetria quotata della località, in scala non inferiore ad 1:1000, estesa per un raggio di
almeno 40 metri , riportante la precisa ubicazione dell'opera, la larghezza delle strade
adiacenti, i nomi dei proprietari confinanti, le altezze degli edifici circostanti e le distanze
rispetto ad essi, gli estremi catastali dell'immobile e lo stato di diritto rispetto a servitù attive
e passive;
d) planimetria quotata planimetricamente ed altimetricamente del lotto, in scala non inferiore
a 1:500, con l'indicazione delle sistemazioni delle aree circostanti, delle opere di giardinaggio,
delle recinzioni per forma, tipo ed altezza, delle alberature esistenti con indicazione del tipo di
essenza, delle eventuali aree di parcheggio o rampe di accesso ai locali seminterrati o interrati;
e) documentazione fotografica relativa allo stato di fatto.
f) i prospetti, le piante quotate di tutti i piani non ripetuti dell'opera e della copertura, con
l'indicazione delle sovrastrutture (volumi tecnici così come specificati dalla Circolare del
Mini. LL.PP. 31/1/3 n. 274) e con le indicazioni delle destinazioni d'uso dei singoli locali, ed
almeno due sezioni ortogonali tra loro, quotate in corrispondenza dell'edificio, nella direzione
della linea di massima pendenza, riferite a determinati punti fissi, per una estensione a monte
e a valle di 20 metri, con l'indicazione dell'andamento del terreno prima e dopo la prevista
sistemazione, il tutto in una scala non inferiore a 1:100. Dovranno essere indicati i parcheggi,
le alberature ed il verde, le recinzioni, gli ingressi pedonali e carrabili e quanto altro possa
occorrere al fine di chiarire esaurientemente i rapporti fra l'opera ed il suolo circostante, sia
esso pubblico che privato.




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         Per gli interventi di cui alle lettere a), b), c), d), e) del primo comma dell’art. 31
della 457/78; dovranno essere specificati i materiali usati e prodotti prospetti con i colori che
si intendono porre in opera; dovranno essere inoltre fornite le seguenti elaborazioni:
g) rilievo quotato delle parti dell'immobile soggetto all'intervento con le piante dei vari piani
interessati dalle opere stesse in scala non inferiore a 1:100, con l'indicazione delle destinazioni
d'uso dei locali, dei prospetti, e di almeno due sezioni ortogonali tra loro.
h) tavole comparative sulle trasformazioni da adottare negli edifici in cui saranno indicati in
giallo le demolizioni ed in rosso le nuove opere.
i) schema dettagliato delle urbanizzazioni primarie - rete idrica, fognaria, elettrica, etc. - in
scala adeguata e corredata , laddove dovuto, dagli elaborati di cui al D.P.R. del 6/12/91 n. 447
(Regolamento di attuazione della legge n. 46/1990 in materia di sicurezza degli impianti).
l) relazione con descrizione delle strutture portanti;
m) relazione tecnica che illustri nel dettaglio l'intervento proposte e le opere di progetto;
n) dichiarazione firmata dal progettista, anche ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 481 Codice
Penale, in ordine agli aspetti metrici, volumetrici e prestazionali dell'opera progettata; le
prestazioni riguardano i requisiti obbligatori di cui alla legislazione richiamata dal presente
Regolamento Edilizio - requisiti cogenti generali, particolari o raccomandati di cui alla
Direttiva C.E.E. 89/106 che qui si intende integralmente richiamata - ed in vigore alla data di
presentazione della domanda di concessione, e sono corredate dai relativi calcoli, ove previsti,
e dalle considerazioni giustificative. La dichiarazione deve evidenziare la rispondenza dei dati
di progetto a quelli riportati dall'eventuale certificato d'uso e alle prescrizioni degli strumenti
urbanistici vigenti e del presente Regolamento Edilizio;
o) -------- punto abolito
p) documentazione inerente il calcolo degli oneri di concessione;
q) schema di convenzione di impegno a realizzare le opere di urbanizzazione ove ricorra il
caso;
r) nullaosta della competente Soprintendenza ai Beni Architettonici ed Ambientali per gli
interventi sugli immobili vincolati ai sensi della legge 1089/1939;
s) eventuali provvedimenti abilitativi, autorizzazioni, nullaosta statali, regionali, provinciali,
comunali, etc., richiesti dal certificato d'uso.

       Ogni disegno, come detto innanzi, deve essere quotato nelle principali dimensioni,
devono cioè essere indicati i lati interni ed esterni delle piante, gli spessori dei muri, le altezze
dei singoli piani e quelle totali dell'edificio. Nel caso di divergenza tra quote e dimensioni
grafiche, faranno fede le quote numeriche.

         E' facoltà dell'Amministrazione Comunale di richiedere particolari costruttivi e
decorativi in scala maggiore, nonché fotografie, disegni, e plastici che siano ritenuti necessari
per l'esame dell'opera progettata. La presentazione della suddetta documentazione comporta
l'attribuzione di un nuovo numero e data della domanda di concessione.

        I disegni e gli allegati al progetto, piegati, dovranno avere le dimensioni di cm 21 x
29,7. Tutti gli elaborati dovranno contenere un titolo, la firma dell'avente titolo ad intervenire
e la firma ed il timbro professionale del progettista.




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        I progetti di zone verdi attrezzate, di monumenti, di elementi decorativi o reclamistici
dovranno illustrarne l'ambientamento ed essere redatti, per quanto possibile in analogia a
quelli edilizi.

       Le prescrizioni di cui sopra valgono anche per le domande di concessione edilizia
concernenti varianti di progetti già approvati.

        L'Amministrazione Comunale rilascerà al presentatore una ricevuta, intestata al
proprietario, dalla quale risultino il numero della pratica, la data di accettazione e tutti gli altri
dati necessari per individuare e comprovare la presentazione della domanda.

       Il materiale rilascio delle concessioni edilizie e/o autorizzazioni è subordinato alla
presentazione, in copia, dei nulla-osta, assensi e/o denunzie prescritte dalle vigenti
norme in materia. In particolare: prima dell’eventuale loro ritiro, e comunque
rigorosamente prima dell’inizio dei lavori, le approvazioni o le attestazioni delle denunzie agli
Enti competenti, ai sensi delle vigenti leggi. In particolare:

- parere favorevole del Comando VV.FF., ove previsto, per i progetti di nuove costruzioni
ovvero di radicali trasformazioni di edifici, per qualunque destinazione;
- attestazione del deposito dei progetti delle strutture portanti presso i competenti Uffico a
norma delle vigenti leggi in materia;
- attestazione, da parte di tecnico abilitato, del rispetto, sulla base di appositi elaborati
progettuali da allegare, della sicurezza degli impianti ai sensi della legge n. 46/’90;
- attestazione, da parte di tecnico abilitato, del rispetto, sulla base di appositi elaborati
progettuali da allegare, della norme sul contenimento dei consumi energetici di cui alle leggi
n. 9/91 e n. 10/91 ed al Regolamento di attuazione di cui al D.P.R. n. 412/91;
- preventivo assenso della Sopraintendenza competente per i progetti della opere da eseguire
in aree o edifici sottoposti a vincolo archeologico-monumentale;
- preventivo assenso, per interventi in aree ricadenti in aree di vincolo idrogeologico, da
comunicarsi, a cura del richiedente, all’Ente preposto.

         Per gli edifici che devono sorgere ai margini di strade statali e provinciali, nonchè per
l’allacciamento di strade private alle predette strade, è necessaria la preventiva autorizzazione
dell’ANAS o dell’Amministrazione Provinciale.

        Per le opere insistenti sui terreni demaniali, la domanda sarà sottoposta all’Autorità
competente; dovrà comunque essere sempre richiesta da parte dei privati anche la concessione
o l’autorizzazione al Sindaco.


                                               Art. 13
                     Documentazione da allegare all'istanza di autorizzazione edilizia
                                   e alle denunce di inizio di attività

        La documentazione da allegare alla istanza di autorizzazione e alle denunce di inizio
attività deve contenere gli elementi idonei per localizzare e descrivere lo stato dei luoghi
preesistente nonché gli interventi proposti in maniera sufficientemente dettagliata. La

                                                                               16
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documentazione a corredo dell'istanza di concessione di cui all'art. 12, di norma richiesta
anche per l'istanza di autorizzazione , potrà essere oggetto di riduzioni in funzione della
minore importanza e complessità degli interventi oggetto dell'istanza medesima.



                                                                Art. 14
                                                      Presentazione delle domande

       Al momento della presentazione di istanze di concessione edilizia, o
autorizzazione, o DIA, o comunicazione ai sensi dell’art.26 della legge 47/85, l’ufficio
abilkitato a riceverle è tenuto a comunicare all’interessato il nominativo del
Responsabile del Procedimento, nonché il numero e la data dell’ acquisizione della
pratica al Protocollo Generale.

     Le istanze non correlate dalla documentazione prevista non sono accolte; l'Autorità
Comunale è tenuta a comunicare al richiedente i documenti mancanti o incompleti.



                                                                Art. 15
                                                 Istruttoria preliminare dei progetti

      Le istanze di concessione o di autorizzazione sono esaminate, secondo l’ordine
cronologico di acquisizione all’ufficio, dal Responsabile del Procedimento il quale nel
termine di 15 giorni compie l’istruttoria preliminare degli atti ed elaborati presentati.

        Qualora la documentazione presentata risultasse ad un primo esame incompleta, il
Responsabile del Procedimento fa richiesta di elaborati o documenti integrativi nei termini
sopra indicati.
        In tal caso il richiedente, entro 90 gg. dalla data di ricezione della suddetta
comunicazione, può integrare la pratica, pena l'annullamento dell'istanza; il cronologico di
riferimento per l'esame sarà quello di presentazione delle integrazioni richieste.

        Nell'ambito dell'istruttoria dell'istanza di concessione o di autorizzazione, il
Responsabile del Procedimento redoige una dettagliata relazione contenente la
qualificazione tecnico giuridica dell’intervento richiesto.
        I progetti devono essere sottoposti, obbligatoriamente e per quanto di loro competenza,
all'esame dei seguenti organi:
- ASL competente per territorio;
- veterinario comunale, limitatamente ai fabbricati destinati all'esercizio di attività
  soggette a vigilanze veterinarie;
- ufficio tecnico comunale;
- commissioni edilizie per il parere di competenza.




                                                                               17
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                                                               Art . 16
                                                  Iter delle domande di concessione

        Entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda il responsabile del
procedimento cura l’istruttoria, eventualmente convocando una conferenza di servizi ai sensi e
per gli effetti dell’articolo 14 della legge 7.8.1990 n.241, e redige una dettagliata relazione
contenente la qualificazione tecnico-giuridica dell’intervenro richiesto e la propria valutazione
sulla conformità del progetto alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie. Il termine può essere
interrotto una sola volta se il responsabile del procedimento richiede all’interessato, entro
quindici giorni dalla presentazione della domanda, integrazioni documentali e decorre
nuovamente per intero dalla data di presentazione della documentazione integrativa. Entro
dieci giorni dalla scadenza del termine il responsabile delprocedimento formula una motivata
proposta all’Autorità competente all’emanazione del provvedimento conclusivo.

        In ordine ai progetti presentati, il responsabile del procedimento deve richiedere, entro
il termine di cui al comma 1 del presente articolo, il parere della Commissione edilizia.
Qualora questa non si esprima entro il termine predetto, il responsabile del procedimento è
tenuto comunque a formulare la proposta di cui al detto comma 1 e a redigere una relazione
scritta all’Autorità competente all’emanazione del provvedimento conclusivo indicando i
motivi per i quali il termine non è stato rispettato. I casi in cui il parere della Commissione
edilizia non deve essere richiesto sono determinati dall’articolo 9 del presente Regolamento.

        La concessione edilizia è rilasciata entro 15 giorni dalla scadenza del termine di cui al
detto comma 1, qualora il progetto presentato non sia in contrasto con le prescrizioni degli
strumenti urbanistici ed edilizi e con le altre norme che regolano lo svolgimento dell’attività
edilizia.

        Decorso inutilmente il termine per l’emanazione del provvedimanto conclusivo,
l’interessato può, con atto notificato o trasmesso in plico raccomandato con avviso di
ricevimento, richiedere all’autorità competente di adempiere entro 15 giorni dal ricevimento
della richiesta.

        Decorso inutilmente anche il termine di cui al comma che precede, l’interessato può
inoltrare istanza al Presidente della Giunta regionale competente il quale, nell’esercizio di
poteri sostitutivi, nomina entro i 15 giorni successivi un Commissario ad acta che, nel termine
di 30 giorni, adotta il provvedimento che ha i medesimi effetti della Concessione edilizia. Il
Commissario ad acta non può richiedere il parere della Commissione edilizia. Gli oneri
finanziari relativi all’attività del Commissario di cui al presente comma sono a carico del
Comune.



                                                              Art. 17
                                                Iter delle domande di autorizzazione

      La domanda di rilascio di autorizzazione si considera accolta qualora non venga
comunicato all’interessato il provvedimento di diniego entro 90 giorni dalla presentazione

                                                                               18
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della domanda. Nel caso in cui non occorra allontanare il conduttore e/o l’immobile non
siua sottoposto a vincoli monumentali o paesistici per questi ultimi casi è necessaria l’
Autorizzazione espressa. Per gli interventi previsti dall’art. 7 comma 2 del D.L. 9/82,
convertito in L. 94/82, la richiesta si rende accolta trascorsi 60 giorni dalla domanda. In
tal caso il richiedente può dar corso ai lavori dando comunicazione al Sindaco del loro
inizio.

        Le domande vengono esaminate dal responsabile del procedimento, il quale entro 30
giorni relaziona per iscritto al Dirigente dell’Ufficio Tecnico sulla loro ammissibilità
ricorrendone i presupposti e i requisiti richiesti dalle norme urbanistiche edilizie vigenti,
compreso il presente Regolamento. Il Dirigente dell’Ufficio Tecnico, anche su indicazione del
responsabile, può sottoporre le domande di autorizzazione al parere della Commissione
edilizia.

        Nei casi di silenzio-assenso, sussistendone le ragioni di pubblico interesse, il Dirigente
dell’Ufficio Tecnico può annullare l’atto di assenso, illegittimamente formato, salvo che, ove
ciò sia possibile, l’interessato provveda a sanare i vizi entro il termine prefissato dal Dirigente
dell’Ufficio Tecnico stesso. In tal caso all’interessato non spetta alcun risarcimento.




                                                               Art. 18
                                                 Iter delle denuncie di inizio attività

        Nei casi di attività edilizia subordinata alla denuncia di inizio, entro 20 giorni dalla
presentazione della denuncia, il responsabile del procedimento verifica la sussistenza dei
presupposti e requisiti di legge richiesti e relaziona in merito al Dirigente dell’Ufficio
Tecnico, il quale può, entro il termine di 20 giorni dalla denuncia, notificare agli
interessati l’ordine motivato di non effettuare le previste trasformazioni, e, nei casi di
false attestazioni dei professionisti abilitati, ne dà testuale notizia all’autorità giudiziaria
ed al consiglio dell’ordine di appartenenza. Gli aventi titolo hanno facoltà di inoltrare
una nuova denuncia di inizio di attività, qualora le sudette condizioni siano
soddisfacibili mediante modificazioni o integrazioni dei progetti delle formazioni, ovvero
mediante acquisizioni di autorizzazioni, nulla-osta, pareri, assensi comunque
denominati, oppure, in ogni caso, di presentare richiesta di autorizzazione.


                                                      Art. 19
                          Titolarità, responsabilità, validità, decadenza, annullamento
                               e revoca in ordine a concessioni ed autorizzazioni

        La concessione o l'autorizzazione edilizia sono valide unicamente per le persone
fisiche o giuridiche cui sono intestati. Detti provvedimenti possono essere rilasciati ad un solo
comproprietario del suolo e/o del manufatto previa acquisizione di atto notorio che ne
comprovi la disponibilità, facendo salvi i diritti degli altri comproprietari; possono essere



                                                                               19
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


inoltre intestati, senza ulteriori oneri accessori, agli eredi ed agli aventi causa dal titolare che
avessero richiesto la variazione dell'intestazione, previo accertamento della legittimità.

       Dette variazioni non alterano i termini di validità e decadenza per la concessione od
autorizzazione originaria.

         Il titolare della concessione (o altro titolo abilitativo), il committente, il progettista,
il direttore dei lavori e la ditta appaltatrice (ovvero l'assistente nel caso di lavori in economia)
sono responsabili delle inosservanze delle leggi, regolamenti e strumenti urbanistici vigenti
nonché delle modalità di esecuzione previste nell'autorizzazione o concessione edilizia.

        Le autorizzazioni o concessioni edilizie hanno in genere validità di 12 mesi dal
rilascio; qualora entro tale periodo non sia stato dato inizio ai lavori e non siano intervenuti
nuovi strumenti urbanistici comunali, può essere presentata una sola volta e per un periodo
non superiore a 12 mesi istanza volta a ottenere il rinnovo.

        La validità della concessione non può essere superiore a 36 mesi dall'inizio dei lavori e
comunque a 48 mesi dal rilascio della medesima. E' ammessa la proroga del termine per
l'ultimazione con provvedimento motivato, solo allorquando siano sopravvenute circostanze
improvvise e imprevedibili a ritardare i lavori.

        Il Dirigente dell’Ufficio Tecnico, sentita la Commissione Edilizia, può stabilire termini
diversi per l'esecuzione dei lavori, più brevi per le opere di modesta entità, più lunghi per
opere particolarmente complesse ed articolate.

       Le concessioni o autorizzazioni per le opere che usufruiscono di contributi di enti
superiori ed il cui finanziamento sia previsto in più esercizi di bilancio possono avere validità
temporale più ampie.

        L'entrata in vigore di nuove leggi, norme e discipline urbanistiche, comporta la
decadenza delle concessioni o autorizzazioni contrastanti con esse, slvo che i relativi
lavori siano stati già iniziati e vengano completati entro 3 anni dalla data di inizio.
La sussistenza di vizi procedurali nella autorizzazione dell’atto comporta
l’annullamento, per vizi di legittimità e con efficacia xxxx della concessione o
autorizzazione.
Il Dirigente dell’Ufficio Tecnico revoca l'autorizzazione o la concessione quando il titolare
contravvenga alle disposizioni generali o particolari, alle condizioni prescritte ed atti d'obbligo
cui è subordinato il rilascio nonché quando detti provvedimenti siano stati ottenuti sulla base
di elaborati alterati e non riflettenti la situazione dei luoghi all'inizio dei lavori.

        Nei casi di decadenza e di revoca il titolare all'autorizzazione non ha diritto a compensi
o risarcimenti da parte del Comune.


                                                      Art. 20
                             Varianti a concessioni o autorizzazioni edilizie rilasciate



                                                                               20
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


        Il titolare della concessione od autorizzazione può presentare variante al progetto
approvato fatte salve le fattispecie previste e disciplinate dall’art.15 della 47/85 per le
quali l’approvazione può essere richiesta prima dell dichiarazione di ultimazione dei
lavori, nonché quelle previste nel comma 7, lett. G, dell art. 4 della L. 493/93.

       Detta variante segue procedura analoga a quella del progetto approvato del quale
conserva, quando approvata, anche i termini di validità e di decadenza.

        In caso di progetto di variante in corso d'opera, qualora il Dirigente dell’Ufficio
Tecnico non si pronunci nei sessanta giorni dalla presentazione, la ripresa dei lavori
relativamente alle parti soggette a variazioni equivale ad esplicita rinuncia alla variante stessa.



                                                                  Art. 21
                                                          Concessione in sanatoria

       Entro novanta giorni dall’ingiunzione per i casi di opere eseguite in assenza di
concessione o in totale difformità o con variazioni essenziali, o dei xxx stabiliti
nell’ordinanza del Sindaco, nonché, nei casi di parziale difformità, nel termine xxx
dall’ordinanza del Sindaco e comunque non oltre 120 giorni, ovvero nel caso di opere
eseguite in assenza di autorizzazione ai sensi dell’art. 10 della legge 47/85 e comunque
fino alla irrogazione delle sanzioni amministrative, il responsabile dell’abuso può
ottenere la concessione o l’autorizzazione in sanatoria quando l’opera eseguita in
assenza della concessione o autorizzazione è conforme agli strumenti urbanistici generali
e di attuazione approvati e non in contrasto con quelli adottati sia al momento della
realizzazione dell’opera sia al momento della presentazione della domanda. Sulla
richiesta di concessione o di autorizzazione in sanatoria il responsabile dell’Ufficio
Tecnico si pronuncia entro sessanta giorni, trascorsi i quali la richiesta si intende
respinta.



                                                                         Art. 22
                                                                         Deroghe

        Previa deliberazione preventiva del Consiglio comunale ed ottenuto il nulla osta della
Giunta Provinciale (art. 6 L.R. 20/3/1982, n° 14), il Dirigente dell’Ufficio Tecnico può
rilasciare concessione edilizia in deroga per i casi previsti dall'art. 16 della legge n° 756/1967
e come specificato dalla circolare ministeriale del 28/10/1967 n° 3210, in relazione a progetti
relativi a edifici pubblici o di interesse pubblico. Non è derogabile la destinazione
funzionale imposta all’area interessata dallo strumento urbanistico generale e/o
esecutivo.




                                                                               21
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------



                                                                         Capo IV

                                                             Lottizzazioni edilizie


                                                            Art. 23
                                      Istanza di lottizzazione e documenti da allegare

        I proprietari singoli o riuniti in consorzio che intendono lottizzare aree a scopo
edificatorio, nel rispetto di quanto previsto dallo strumento urbanistico vigente e
dall'eventuale programma pluriennale d'attuazione, devono presentare progetti di piani
esecutivi convenzionati, con l'impegno di attuarli, anche per parti, secondo quanto stabilito
nella convenzione.

       A corredo della domanda per ottenere l'autorizzazione per lottizzazioni di terreni a
scopo edilizio devono essere allegati i seguenti documenti:

A) il progetto in sei copie redatto da un tecnico abilitato, composto dai seguenti elaborati
tecnici:

1) la relazione illustrativa che precisa le prescrizioni e le previsioni dello strumento
urbanistico vigente con riferimento all'area interessata dal piano di lottizzazione, corredata dai
seguenti allegati:
- le analisi e le ricerche svolte, in particolare quelle geognostiche e geotecniche;
- la specificazione delle aree per destinazioni pubbliche e di uso pubblico;
- la stima sommaria degli oneri derivanti dalla urbanizzazione delle aree e la loro riparti-
  zione tra il Comune e i privati;
- i tempi previsti per l'attuazione, con indicazione delle relative priorità;

2) la planimetria stralcio delle previsioni dello strumento urbanistico vigente relative al
territorio oggetto del piano di lottizzazione, estese anche alle zone adiacenti, in modo che
risultino le connessioni con le altre parti del piano stesso.

3) la planimetria del piano di lottizzazione,almeno in scala 1:500 disegnata sulla mappa
catastale aggiornata e dotata delle principali quote plano-altimetriche, contenente i seguenti
elementi:
- le strade e gli altri spazi riservati alla viabilità e ai parcheggi, con precisazione delle
caratteristiche tecniche delle sedi stradali, con le relative quote altimetriche, oltrechè delle
fasce di rispetto e dei distacchi degli edifici dalle sedi stradali;
- gli edifici e gli impianti pubblici esistenti ed in progetto;
- le aree destinate all'edificazione con l'indicazione degli indici di fabbricabilità, degli
eventuali allineamenti, delle altezze massime, dei distacchi fra gli edifici, della utilizzazione e
della sistemazione delle aree libere e di quelle non edificabili;
- l'eventuale delimitazione degli ambiti di intervento edilizio unitario;

4) il progetto di massima delle opere di urbanizzazione primaria e dei relativi allacciamenti;

                                                                               22
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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5) il progetto plano-volumetrico degli interventi previsti, con profili e sezioni, almeno in
scala 1:500, e con l'indicazione delle tipologie edilizie;

6) gli elenchi catastali delle proprietà ricadenti nel territorio interessato dal piano di
lottizzazione ed estratto autentico, in scala 1:2000 e 1:1000 rilasciato in data non anteriore a
sei mesi;

7) le norme specifiche di attuazione del piano di lottizzazione;

8) la planimetria del piano di lottizzazione ridotta alla scala delle tavole dello strumento
urbanistico vigente, al fine di verificarne l'inserimento e di garantire l'aggiornamento dello
stesso.

B) Lo schema di convenzione che deve essere stipulata tra il comune ed il proprietario
o i proprietari e della quale formeranno parte integrante tutti gli elaborati precedenti.

        Qualora l'area da lottizzare appartenga a più proprietari essi devono unire alla
domanda, oltre ai documenti di rito, un atto notarile nel quale dichiarano il loro consenso alla
lottizzazione e si impegnano a sostenere gli oneri in solido tra loro.



                                                                Art. 24
                                                       Contenuto delle convenzioni

         La convenzione deve prevedere essenzialmente:

1) la cessione gratuita, entro i termini stabiliti, delle aree necessarie per le opere di
urbanizzazione primarie e secondarie;

2) il corrispettivo delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie da realizzare a cura del
Comune secondo quanto disposto dalla legislazione vigente ed i criteri per il suo
aggiornamento in caso di pagamento differito; qualora dette opere vengano eseguite a cura e
spese del proprietario o di altro soggetto privato, la convenzione deve prevedere le relative
garanzie finanziarie, le modalità di controllo sulla esecuzione delle opere, nonché i criteri per
lo scomputo totale o parziale della quota dovuta a norma della legislazione vigente e le
modalità per il trasferimento delle opere al Comune;

3) il termine, non superiore ai 10 (dieci) anni, entro il quale deve essere ultimata l'esecuzione
delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria della lottizzazione;

4) le sanzioni convenzionali a carico dei privati stipulati, per la inosservanza delle
destinazioni di uso fissate dal piano di intervento;




                                                                               23
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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5) l'impegno ad effettuare a titolo di cauzione, un deposito, in denaro o mediante polizza
fidejussoria, presso il Tesoriere Comunale, vincolato a favore del Comune per un valore pari
all'80% del costo presunto delle opere di urbanizzazione;

6) l'impegno ad eseguire a propria cura e spese le opere di urbanizzazione primaria, e, su
richiesta del Comune, quelle di urbanizzazione secondaria o quelle per l'allacciamento ai
pubblici servizi;

7) il rimborso delle spese di progettazione per le lottizzazioni compilate d'ufficio ai sensi
dell'art. 30 del presente regolamento;

8) qualora il piano esecutivo preveda interventi di restauro, di risanamento conservativo e di
ristrutturazione di edifici destinati ad usi abitativi, con particolare riguardo ai centri storici, la
convenzione, ove fissato dal programma pluriennale di attuazione, può stabilire i criteri per la
determinazione e la revisione dei prezzi di vendita e dei canoni di locazione degli edifici
oggetto di intervento.


                                                    Art. 25
                                    Oneri sostitutivi della cessione di aree
                        e della esecuzione delle opere per l'urbanizzazione secondaria

        Il Comune può convenire che, in luogo della cessione di aree per l'urbanizzazione
secondaria, il proprietario versi una somma corrispondente al valore della quota delle aree
stesse, in tutti quei casi in cui la cessione dia luogo ad inconvenienti per il Comune; come
pure può convenire che in luogo della cessione parziale delle aree per singole opere, vengano
cedute integralmente, per la quota corrispondente, le aree occorrenti per una od alcune
soltanto di tali opere.

        Di conseguenza, nel caso di cui al comma precedente, il proprietario deve versare la
somma corrispondente alla quota degli oneri per le opere di urbanizzazione secondaria oppure
la somma corrispondente alla quota parte degli oneri per le opere necessarie all'allacciamento
della zona ai pubblici servizi.


                                                   Art 26
                       Procedura per l'autorizzazione della lottizzazione e sua validità

       L’approvazione da parte dei consigli comunali di piani attuativi di edilizia
privata, conformi alle norme ed agli strumenti urbanistici vigenti, deve intervenire entro
il termine di 90 giorni a decorrere dalla data di presentazione dell’istanza xxx degli
elaborati previsti. Qualora vi sia necessità di preventivi pareri o nulla-osta, il termine di
90 giorni decorre dalla data in cui tali atti siano acquisiti. Nel caso di strumenti
urbanististici attuativi di iniziativa pubblica a sguito di inerzia di privati la
predisposizione dei medesimi deve avvenire entro 180 giorni a decorrere dalla data in
cui l’amministrazione ha assunto con provvedimento l’impegno di procedere alla



                                                                               24
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redazione di detti strumenti e la conseguente adozione deve avvenire nei successivi 90
giorni.
La deliberazione del consiglio comunale di approvazione in via definitiva dello
strumento xxx deve intervenire nei trenta giorni successivi alla scadenza del termine per
le osservazioni e le opposizioni.
L apubblicazione dello strumento attuativo da effettuare mediante deposito nella
segreteria del comune deve intervenire nel termine di trenta giorni dalla data della
delibera di xxx o approvazione.
L’infruttosa decorrenza dei termini di cui ai precedenti commi costituisce presupposto
per richiesta di intervento sostitutivo. As tale fine e data facoltà all’interessato di
inoltrare istanza per la nomina di un Commissario ad acta al presidente della Giunta
Regionale il quale provvede entro il termine di 15 giorni. Gli oneri derivanti dall’attività
del commissario ad acta sono posti a carico del comune.
Sono fatte salve le diverse scadenze e modalità previste dalle leggi regionali.

                                                Art 27
                  Modalità per lo scomputo del contributo per opere di urbanizzazione.
                                       Divieto di compensazione

        Agli effetti dello scomputo totale o parziale del contributo di concessione per le opere
di urbanizzazione il Comune, nell'effettuare la valutazione delle opere che il privato si
obbliga a realizzare direttamente, deve tener distinte le opere di urbanizzazione primaria da
quelle di urbanizzazione secondaria e dagli allacciamenti ai pubblici servizi.

        Lo scomputo può essere effettuato solo in relazione alla quota di contributo pertinente
alle opere di urbanizzazione della stessa specie.

        Non è ammessa compensazione tra il contributo per opere di urbanizzazione e quello
sul costo di costruzione.

       Non vanno, comunque, scomputate dagli oneri di urbanizzazione primaria le spese che
i concessionari debbono sostenere per la relazione delle reti elettriche, telefoniche e del gas in
quanto tali spese non sono considerate nella determinazione del costo base di urbanizzazione.



                                                             Art.28
                                              Concessioni edilizie nella lottizzazione

        Per la domanda ed il rilascio delle concessioni edilizie per l'edificazione nell'ambito
della lottizzazione, si seguono le norme contenute nel presente Regolamento.

      Il contributo concessorio di cui all' art. 5 della legge 10/1977 è determinato dal
conguaglio ai sensi dell'art. 11 della stessa legge.

        La concessione per la lottizzazione ha la validità massima di dieci anni; può comunque
essere convenuto un termine più breve.

                                                                               25
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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                                                         Art. 29
                                     Progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione

        Qualora, tra i documenti presenti all'atto della domanda per ottenere l'autorizzazione
per la lottizzazione, non risulti il progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione o quello
degli "allacciamenti", il lottizzante è tenuto a presentare in Comune prima dell'inizio dei
lavori il progetto esecutivo delle opere che egli si è impegnato con la convenzione a eseguire.

        I progetti esecutivi delle opere di urbanizzazione primaria, quelli delle opere di
urbanizzazione secondaria o quelli per l'allacciamento della zona interessata ai pubblici
servizi sono soggetti a concessione edilizia gratuita.

        Durante la esecuzione di tali opere, gli uffici e servizi comunali possono effettuare
visite di controllo per accertare la buona esecuzione e la conformità al progetto. A tal fine il
proprietario deve dare comunicazione dell'inizio dei lavori e della ultimazione dei medesimi.


                                                                   Art. 30
                                                           Svincolo della cauzione

        Qualora entro il termine di validità della concessione a lottizzare non vengano
realizzate le opere di urbanizzazione complessivamente previste il proprietario perde il diritto
alla restituzione della cauzione a garanzia della realizzazione delle opere di urbanizzazione.
Lo svincolo della cauzione può avvenire su autorizzazione del Sindaco e nella misura del 50%
solo dopo il favorevole collaudo di almeno l'80% del totale delle opere di urbanizzazione
convenzionata, collaudo da effettuarsi a cura del comune e spese del lottizzante. Il restante
50% della cauzione viene svincolato sempre su autorizzazione del Sindaco, a totale
ultimazione e favorevole collaudo di tutte le opere previste.




                                                        Art. 31
                                   Compilazione d'ufficio dei progetti di lottizzazione

        Il Sindaco ha facoltà di invitare i proprietari delle aree fabbricabili esistenti nelle
singole zone a presentare entro congruo termine un progetto di lottizzazione delle aree stesse.
Se essi non aderiscono, il Sindaco provvede alla compilazione d'ufficio.

        Il progetto di lottizzazione, una volta approvato, è notificato in via amministrativa ai
proprietari delle aree fabbricabili con invito a dichiarare, entro 30 (trenta) giorni dalla
notifica, prorogabili a domanda degli interessati, se l'accettino e se intendono attuarlo; ove i
proprietari intendano attuarlo, il Comune ha facoltà di variare il progetto di lottizzazione in



                                                                               26
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


conformità delle eventuali richieste degli interessati. In caso contrario il Comune ha facoltà di
procedere alla espropriazione delle aree.

       Le disposizioni di cui ai precedenti commi sono applicabili anche nel caso in cui i
proprietari, pur avendo dichiarato di aderire, non presentino il progetto di lottizzazione nel
termine assegnato o lo presentino incompleto negli elaborati indicati all'art. 23 del presente
Regolamento, oppure lo presentino con previsioni difformi rispetto alle norme del Piano
Regolatore Generale.

        Gli uffici e servizi comunali possono, in ogni fase di esecuzione dei lavori, effettuare
visite di controllo per accertarne la buona esecuzione e la conformità al progetto. A tal fine il
proprietario deve dare comunicazione dell'inizio dei lavori e della ultimazione dei medesimi.




                                                                         CAPO V

                                                Esecuzione e controllo delle opere

                                                                       Art. 32
                                                                  Inizio dei lavori

         Il tracciamento e le quote di tutte le nuove costruzioni dovranno attenersi agli
allineamenti e ai capisaldi altimetrici che, entro 15 gg. dalla richiesta, saranno indicati e
fissati dal tecnico comunale prima dell'inizio della costruzione, in apposito verbale che dovrà
essere redatto in doppio esemplare e firmato, ciascuno, dalle due parti.

        In tale verbale dovrà risultare la quota della fognatura pubblica nel punto di allaccio
relativo.

        Trascorsi invano i 15 gg. il titolare può mettere in mora l'ufficio e, dopo ulteriori 20
gg., dare inizio ai lavori.

        Le opere relative agli adempimenti di cui al primo comma saranno a carico del titolare
che è tenuto a fornire anche mezzi e personale necessari.

       La comunicazione di inizio lavori deve essere effettuata per iscritto dal titolare della
concessione e firmata per conferma dal direttore dei lavori e dal costruttore indicando inoltre
le generalità dei medesimi.

        In caso di necessità di occupazione di suolo pubblico il titolare produce separata
istanza al Sindaco con indicazione planimetrica dell'area.


                                                                           Art 33

                                                                               27
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


                      Controllo sull'esecuzione dei lavori e vigilanza delle costruzioni.
                                             Tenuta del cantiere

        La corrispondenza delle modalità di esecuzione dei lavori autorizzati alle norme
dettate dalle vigenti leggi, dal presente Regolamento Edilizio e quelle eventualmente indicate
nell'autorizzazione a costruire, nonché ai disegni di progetto in base a cui fu rilasciata la
concessione , sarà assicurata dal controllo esercitato dal Comune a mezzo dei suoi funzionari
ed agenti.

       A tal uopo la concessione o autorizzazione e i disegni allegati, o loro copia conforme,
dovranno essere tenuti costantemente a disposizione dei suddetti funzionari sul luogo della
costruzione fino a che l'opera non sia ultimata.

       Nell'eventualità di interruzione dei lavori per qualsiasi causa, il proprietario dovrà
darne avviso, entro le 48 ore successive, al Sindaco, il quale, sentito il tecnico comunale,
disporrà i provvedimenti necessari per assicurare, durante l'interruzione stessa, la pubblica
incolumità, l'igiene ed il decoro, dandone comunicazione scritta all'interessato.

       Tali provvedimenti dovranno essere attuati a cura e spese dell'intestatario della
concessione o autorizzazione.

        Tutti gli addetti alla vigilanza sulle costruzioni hanno diritto al libero accesso ai
cantieri e ad eseguire qualsiasi operazione di controllo.

        In prossimità del cantiere dovrà essere affissa in luogo ben visibile da spazi pubblici
una tabella di dimensioni idonee recante il nome e cognome del titolare della concessione, dei
progettisti delle opere (architettonico, strutturale, degli impianti), del costruttore e
dell'assistente, con relativi titoli professionali, gli estremi della concessione con la data del
rilascio, la posizione assicurativa degli operai, le date di inizio ed il termine di ultimazione
lavori, una sezione schematica dell’edificio indicante il numero dei piani del progetto.

         Il cantiere dovrà essere recintato e mantenuto libero da materiali inutili e dannosi per
l'intera durata dei lavori. Le recinzioni saranno decorose, dotate di lanterne rosse e ben visibili
negli angoli e di segnalazioni di pericolo e di ingombro a strisce bianche e rosse.

       Il responsabile di cantiere provvederà ad assicurare il mantenimento costante della
pulizia negli spazi pubblici nei pressi del cantiere durante il corso dei lavori, evitando il
sollevamento di polvere, l'emissione di rumori eccessivi ed inutili ed in generale ogni forma di
inquinamento ambientale, acustico e dell'aria.

        Il trasporto dei materiali utili o di rifiuto sarà effettuato in maniera tale da evitare
pericoli di ogni genere con riferimento in particolare:

a) alle norme inerenti la prevenzione degli incendi;

b) alle norme di prevenzione infortuni e di sicurezza per ponteggi, mezzi d'opera, macchine,
impianti, combustibili, carichi sospesi, etc.

                                                                               28
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                     COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
     -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------



      Funzionari ed agenti comunali vigileranno sull'osservanza delle disposizioni legislative
e regolamentari effettuando sopralluoghi, controlli, collaudi; in ogni caso di accertate
inadempienze potranno chiedere anche la sospensione dei lavori e la chiusura del cantiere
secondo legge.



                                                                     Art. 34
                                                              Ultimazione dei lavori

       I lavori si intendono ultimati allorquando sono state eseguite tutte le opere di finitura
ed accessorie e l'edificio è effettivamente abitabile od agibile.

        Il tecnico comunale previa comunicazione per iscritto ed in contraddittorio con il
titolare della concessione ed il direttore dei lavori, redige verbale dettagliato di ultimazione
lavori in cui risultano, fra l'altro, la consistenza delle opere realizzate e la conformità o meno
del progetto.



                                                                  Art. 35
                                                       Autorizzazione all’abitabilità

        Affinchè gli edifici o parte di essi possano essere utilizzati, è necessario che il
proprietario richieda il certificato di abitabilità al Sindaco, allegando alla richiesta il certificato
di collaudo, la dichiarazione presentata per l’iscrizione al Catasto dell’immobile, restituita
dagli Uffici catastali con l’attestazione dell’avvenuta presentazione, e una dichiarazione del
direttore dei lavori che deve certificare, sotto la propria responsabilità, la conformità rispetto
al progetto approvato, l’avvenuta prosciugatura dei muri e la salubrità degli ambienti.

        Entro trenta giorni dalla data di presentazione della domanda, il Sindaco rilascia il
certificato di abitabilità; entro questo termine può disporre una ispezione da parte degli uffici
comunali, che verifichi l’esistenza dei requisiti richiesti alla costruzione per essere dichiarata
abitabile.

        In caso di silenzio dall’amministrazione comunale, trascorsi quarantacinque giorni
dalla data di presentazione della domanda, l’abitabilità si intende attestata. In tal caso
l’autorità competente nei successivi centottanta giorni può disporre l’ispezione di cui al
comma precedente ed eventualmente dichiarare la non abitabilità, nel caso in cui verifichi
l’assenza dei requisiti richiesti alla costruzione per essere dichiarata abitabile.

        Il termine fissato al comma secondo del presente articolo può essere interrotto una sola
volta dall’Amministrazione comunale esclusivamente per la tempestiva richiesta
all’interessato di documenti che integrino o completino la documentazione presentata, che non
siano già nella disponibilità dell’Amministrazione, e che essa non possa acquisire
autonomamente.

                                                                                29
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------



       Il termine di trenta giorni, interrotto dalla richiesta di documenti integrativi, inizia a
decorrere nuovamente dalla data di presentazione degli stessi.




                                                                      TITOLO II

                                                     DISCIPLINA URBANISTICA

                                                                   CAPO UNICO

                          Criteri per la determinazione degli indici e dei parametri



                                                            Art. 36
                                             Indici e parametri urbanistici ed edilizi

       L'utilizzazione delle aree, ai fini dell'edificazione consentita dallo strumento
urbanistico generale e da quelli esecutivi, anche in relazione delle destinazioni d'uso, è
regolata dagli indici e dai parametri urbanistici ed edilizi determinati nelle Norme Tecniche di
Attuazione dei richiamati Piani.



                                                         Art. 37
                                   Definizione degli indici e dei parametri urbanistici

         Si definiscono di seguito gli indici e parametri urbanistici adottati.

        Nel caso di eventuali discordanze tra quanto definito nella normativa d’attuazione
dello strumento urbanistico e quanto definito nel presente regolamento, prevalgono le
definizioni contenute nel piano.

1) Superficie territoriale ( ST in ha):
la' "superficie territoriale" è quella riferita agli interventi urbanistici esecutivi, così come
eventualmente individuati dallo strumento urbanistico generale, al netto della grande viabilità
esistente o prevista;

2) Indice di fabbricabilità territoriale (IFT in mc/ha):
è "indice di fabbricabilità territoriale" il rapporto tra il volume massimo realizzabile e la
superficie territoriale di zona. Detto indice si applica in sede di strumenti urbanistici esecutivi
(V. art. 41 - quinques legge 17/8/1942, n. 1150 e art. 7 D.M. n. 1444/1968);

3) Superficie fondiaria (SF in mq):

                                                                               30
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    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


la "superficie fondiaria" è, in caso di strumento urbanistico esecutivo, la parte di superficie
risultante sottraendo a quella territoriale, così come precedentemente definita, la nuova
viabilità di piano e le superfici destinate alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
Tale superficie può essere suddivisa in lotti.
        Laddove è assentito l'intervento edilizio diretto, in dimensioni non inferiori alla
minima unità di intervento diretto, la superficie fondiaria si identifica con l'area edificabile al
netto delle strade pubbliche esistenti o previste nel P.R.G. e delle aree per l'urbanizzazione
secondaria esclusivamente riferita agli spazi verdi e di parcheggio pubblico;

4) Indice di fabbricabilità fondiaria (IFF in mc/mq):
- è "indice di fabbricabilità fondiaria" il rapporto tra il volume massimo realizzabile e la
superficie fondiaria precedentemente definita, (V. art. 41 - quinques legge 17/8/1942, n. 1150
e art. 7 D.M. n. 1444/1968);

5) Rapporto di copertura (Q in mq/mq):
- il "rapporto di copertura" è il rapporto tra la superficie copribile e la superficie fondiaria.
Deve essere misurato considerando per superficie fondiaria quella di cui al parametro SF
innanzi definito e per superficie coperta quella qui di seguito definita;

6) Superficie coperta di un edificio (Sc in mq):
- la "superficie coperta di un edificio" è quella risultante dalla proiezione sul piano orizzontale
di tutte le parti edificate fuori terra delimitate dalle superfici esterne delle murature perimetrali
escluse le parti aggettanti come balconi, sporti di gronda e simili (V. art. 4 della legge n.
10/1977) di larghezza fino ad 1,20 mt;


7) Superficie minima del lotto (Sm in mq):
- la "superficie minima del lotto" è quella relativa all'area minima necessaria per operare un
intervento edilizio diretto o nel caso di intervento urbanistico preventivo l'area minima in cui è
possibile frazionare la superficie fondiaria;


8) Superficie utile abitabile (SU in mq):
- la "superficie utile abitabile" è (V. Circ. Min. LL.PP. n. 1820/1960) la somma delle superfici
di pavimento dei singoli vani dell'alloggio, escluso i balconi, le terrazze, gli armadi a muro, i
sottoscala di scale interne, le cantine, le soffitte non abitabili, tutti gli eventuali spazi comuni e
le superfici comprese negli sguinci.

       Per l'art. 3 del Decr. Min. LL.PP. n. 821/1978, "per superficie utile abitabile, ai fini
delle applicazioni dei limiti di costo si intende la superficie di pavimento degli alloggi
misurata al netto dei muri perimetrali e di quelli interni";

9) Superficie non residenziale (SNR in mq):
- la "superficie non residenziale" è quella destinata a servizi ed accessori, a stretto servizio
delle residenze, misurata al netto delle murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani porte e
finestre (V. art. 2 DM 10/5/1977).
Tali superfici riguardano:

                                                                               31
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          a) cantinole, soffitte, locali motore ascensore, cabine idriche, lavatoi comuni, cen -
             trali termiche ed altri locali similari;
          b) autorimesse singole e collettive;
          c) androni di ingresso e porticati liberi non destinati all'uso pubblico;
          d) logge e balconi.

10) Superficie complessiva (SC in mq):
- la "superficie complessiva", è quella costituita dalla somma della superficie utile abitabile
(SU) e dal 60% del totale della superficie non residenziale (SNR);

11) Volume di un edificio (V in mc):
- il "volume di un edificio" va computato sommando i prodotti della superficie lorda di
ciascun piano, delimitata dal perimetro esterno della muratura, per l'altezza relativa al piano
stesso, misurata tra la quota di calpestio dei pavimenti, con esclusione del volume entroterra
misurato rispetto alla superficie del terreno circostante secondo la sistemazione prevista dal
progetto approvato, salvo che il volume seminterrato sia destinato a residenza, uffici, o attività
produttive, escluse quelle concernenti la lavorazione di prodotti agricoli ad uso familiare.
        Sono altresì esclusi dal calcolo del volume complessivo consentito i porticati non
chiusi su almeno tre lati e allorché questa condizione venga trascritta alla competente
Conservatoria, i balconi, le tettoie, i parapetti, i cornicioni e gli elementi di carattere
ornamentale, nonché i "volumi tecnici".

12) Volumi tecnici:
- sono "volumi tecnici" le parti sporgenti dal volume dell'edificio occupate da scale,
comignoli, serbatoi, impianti di condizionamento, i volumi strettamente necessari a contenere
ed a consentire l'accesso di quelle parti degli impianti tecnici (idrico, termico, elevatorio,
televisivo, di parafulmine, di ventilazione, etc.) che non possono per esigenze tecniche di
funzionalità degli impianti stessi, trovare luogo entro il corpo dell'edificio realizzabile nei
limiti imposti dalle norme urbanistiche e sono esclusi dal calcolo della volumetria assentibile.
        Per i porticati o porzioni di essi, i sottotetti ed i volumi tecnici deve essere trascritto,
prima del rilascio della concessione o autorizzazione edilizia, regolare vincolo che impedisca
qualsiasi genere di chiusura o differente uso degli stessi.

13) Altezza dei fronti di un edificio (HF in ml):
- l' "altezza delle fronti di un edificio", è la differenza di quota tra la linea di terra, definita dal
piano stradale o dalla più bassa sistemazione esterna di cui al progetto approvato, interessata
dalla facciata che si considera ed il livello costituito dalla linea superiore di gronda del tetto,
considerata con una sporgenza massima, compresa la gronda, di ml 1.20 dalla parte verticale
del fronte; nel caso in cui la pendenza del tetto superi il 35%, l'altezza va misurata fino ai 2/3
della proiezione verticale del tetto stesso, sia il sottotetto abitabile o meno.
         Se l'edificio è coperto a terrazzo, l'altezza è data dalla differenza di quota tra la linea di
terra, definita dal piano stradale o dalla più bassa sistemazione esterna di cui al progetto
approvato nel caso risulti al disotto del livello stradale, e la linea superiore definita dal
coronamento del parapetto del terrazzo di copertura o, in mancanza di questi, dal piano di
calpestio del medesimo terrazzo.
         Nel caso in cui la linea di terra e quella di copertura non siano orizzontali, si considera
la parete scomposta in elementi quadrangolari o mistilinei e per ogni elemento si considera la

                                                                                32
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media delle altezze; la maggiore di tali altezze, per ciascuno degli elementi di cui sopra, non
potrà superare il 20%, ovvero 2 ml, l'altezza massima consentita per quella zona dagli
strumenti urbanistici. La media delle medie così ricavata non deve comunque superare
l'altezza massima prevista dalle norme dello strumento urbanistico per quella zona. L'altezza
di una parete in ritiro è misurata dalla linea di terra ideale che si ottiene collegando i due punti
nei quali il piano della parete incontra il perimetro esterno dell'edificio in corrispondenza del
piano stradale o di sistemazione esterna o, in mancanza, il piano dei raccordi fra le strade o
sistemazioni esterne più vicine;

14) Altezza massima della costruzione (H in ml):
- l' altezza massima della costruzione è la media delle altezze delle fronti.

15) Distanza tra le fronti (DF in ml) modificato
- la "distanza tra le fronti" degli edifici è la distanza minima tra le proiezioni verticali dei
fabbricati, misurata nei punti di massima sporgenza, esclusi balconi aperti, pensiline e simili
di larghezza non inferiore ad 1,20 mt. Nel caso di fronti non parallele deve comunque
essere rispettata la distanza minima prescritta dalle norme tecniche di attuazione degli
strumenti urbanistici; le norme dei distacchi tra gli edifici si applicano anche alle pareti di un
medesimo edificio non prospicienti gli spazi interni. E' stabilito in rapporto all'altezza degli
edifici ed è fissato un minimo assoluto.

16) Distanza dai confini e dal filo stradale (D in ml):
- la "distanza dai confini o dal filo stradale" è la distanza tra la proiezione del fabbricato,
misurata nei punti di massima sporgenza, compresi balconi aperti, pensiline e simili, e la linea
di confine o del filo stradale, quest'ultimo inteso come confine tra la strada ed i lotti che si
affacciano.
        E' stabilito dagli strumenti urbanistici un minimo assoluto anche in rapporto all'altezza
massima degli edifici; sono ammesse costruzioni in aderenza, a confine di proprietà, ovvero
distanze inferiori nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di strumenti urbanistici
esecutivi con previsioni plano-volumetriche;



17) Numero dei piani (NP):
- il "numero dei piani" è il numero dei piani abitabili, compreso l'eventuale piano in ritiro, il
seminterrato ed il sottotetto se abitabili;

18) Lunghezza massima delle fronti (LMF in ml):
- la "lunghezza massima delle fronti" è la più lunga delle proiezioni di un fronte continuo,
anche se a pianta spezzata o mistilinea;

19) Spazi interni agli edifici:
- sono "spazi interni agli edifici" le aree scoperte circondate da costruzioni per una lunghezza
superiore ai 3/4 del perimetro. In particolare:

         a) ampio cortile - è uno spazio interno di un edificio nel quale la normale libera
            davanti

                                                                               33
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             ad ogni finestra è superiore a tre volte l'altezza della parete antistante, con un mini-
             mo assoluto di 25 mt;
         b) cortile - è uno spazio interno di un edificio nel quale la normale libera davanti ad
             ogni finestra è superiore a 8 mt e la superficie del pavimento è superiore ad
             1/5 di quella delle pareti che lo circondano;
         c) patio - è lo spazio interno di un edificio ad un solo piano, o all'ultimo piano di un
             edificio a più piani, con normali minime non inferiori a metri 6 e pareti
         circostanti
             di altezza non superiori a mt 4;
         d) chiostrina - è uno spazio interno di superficie minima superiore ad 1/8 di quella
             delle
             pareti circostanti, le quali non abbiano altezza superiore a metri 20 e con una
         normale
             minima davanti ad ogni finestra non inferiore a 3 mt;
         e) cavedio - è uno spazio interno per la ventilazione dei bagni o locali di servizio ed il
             passaggio delle canalizzazioni interne, di superficie inferiore a quella massima della
             chiostrina e comunque superiore a 0.65 mq e sulla quale non si aprono luci o
             finestre. Tale spazio deve essere percorribile per tutta l'altezza ed attrezzato con
             scala alla marinara ed avere ventilazione naturale.
         f) indice di piantumazione - è il numero di piante d'alto fusto prescritto per ogni ettaro
             nelle singole zone, con eventuale specificazione delle essenze;



                                                                      TITOLO III

                                               PROGETTAZIONE DEGLI EDIFICI

                                                                          CAPO I

                                Aspetto dei fabbricati e manutenzione degli edifici

                                                                     Art. 38
                                                               Aspetto degli edifici

        Qualsiasi opera o costruzione, sia pubblica che privata, e le eventuali aree a servizio
delle stesse devono essere progettate, eseguite e mantenute in ogni loro parte, compresa la
copertura, in modo da garantire la tutela degli aspetti estetici, igienici e funzionali delle
medesime e nello stesso modo a garantire la sicurezza, l'igiene, l'estetica ed il decoro
dell'ambiente, nel rispetto del presente regolamento e/o delle specifiche norme di
attuazione dello strumento urbanistico vigente.

       Qualora in particolare risulti che un edificio o parte di esso presenti pericolo di crollo,
ovvero vi si compiano lavori pericolosi, il Sindaco può ingiungere al proprietario di prendere
immediatamente i provvedimenti atti a fare cessare il pericolo e, nel caso di inadempienza,
procedere nei modi di legge, fatta salva la facoltà di procedere in via contingibile ed urgente.



                                                                               34
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


        Il Sindaco può fare eseguire, in ogni momento, ispezioni dal personale tecnico e
sanitario del Comune, in qualsiasi costruzione per verificare l'abitabilità o l'agibilità ai sensi
della vigente legislazione ivi compreso l'art. 35 della legge n. 47/1985.

        L'Amministrazione comunale fissa, con provvedimento da assumere entro un anno
dall'entrata in vigore del presente Regolamento Edilizio, criteri procedurali e tecnici di
accertamento periodico dello stato manutentivo delle costruzioni, stabilendo anche i termini di
sospensione dell'abitabilità o dell'agibilità in caso di difformità degli usi medesimi o di
obsolescenza grave o di dissesto pericoloso delle costruzioni.

        In attesa di tale provvedimento, il livello di degrado delle costruzioni sarà accertato
sulla base degli artt. 20 e 21 della legge 27/7/1978, n. 392.

        Queste disposizioni si applicano a tutti gli immobili siano essi ubicati in zone nelle
quali è consentito l'intervento edilizio diretto, siano essi ubicati in zone per le quali è
prescritto l'intervento urbanistico preventivo anche qualora questi ultimi non siano operanti.

        Nelle nuove costruzioni, nelle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, di
restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia laddove questi interventi sono
assentiti, in conformità alle previsioni urbanistiche individuate dallo xxx urbanistico
generale e/o esecutivi e dal presente regolamento, tutte la parti esterne prospettanti su spazi
pubblici e/o privati, anche se interni alla costruzione, e tutte le opere ad esse attinenti (finestre,
parapetti, etc.) devono essere realizzati con i materiali e con i dettagli specificati nelle tabelle
tipologiche annesse agli strumenti urbanistici esecutivi e/o al presente Regolamento Edilizio,
ed in maniera tale da garantire la buona conservazione delle stesse nel tempo.

        Per assicurare l'igiene in tutti gli alloggi deve essere previsto almeno uno spazio di
servizio bagno comune destinato ad accogliere le attività relative all'igiene personale,
dimensionato tenendo conto dei minimi funzionali necessari alla sua fruizione; in ogni
alloggio, ad esclusione di quelli di piccola dimensione, dovrà esservi uno spazio cucina, che
dovrà consentire anche la possibilità di limitate attività di consumo dei cibi.

        Nelle pareti esterne è vietato sistemare tubi di scarico dei servizi igienici e degli acquai
delle cucine e relative canne di ventilazione, o canalizzazioni in genere.

        Le tubazioni dell'acqua, del gas ed i cavi telefonici ed elettrici non devono essere posti
sulle pareti esterne se non in appositi incassi predisposti in base alle disposizioni degli Enti
erogatori, ed opportunamente rivestiti in modo tale da consentire una idonea soluzione
architettonica. Sono vietate le discese della antenne televisive mediante cavi volanti; tali cavi,
di preferenza, devono essere disposti nelle pareti interne delle costruzioni e nel caso ciò non
fosse possibile, in appositi incassi, opportunamente rivestiti, in modo tale da consentire una
idonea soluzione architettonica.

       In tutte le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento
conservativo, di ristrutturazione edilizia delle costruzioni, prima di dare luogo all'esecuzione
di intonaci colorati, di tinteggiature o di rivestimenti esterni, gli interessati devono eseguire
campioni sul posto, nel rispetto di eventuali indicazioni o prescrizioni presenti nelle norme dei

                                                                               35
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                     COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
     -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


piani esecutivi, onde consentire all'Autorità di controllo la verifica di tali elementi alle
indicazioni contenute nella concessione o autorizzazione edilizia previste in appositi abachi
normativi, e lasciare il campione approvato sino alla ultimazione delle tinteggiature o del
rivestimento.

        Salvo le sanzioni previste dalla normativa vigente, in caso di inosservanza, il
Responsabile dell’Ufficio Tecnico può ordinare l'applicazione di nuove tinteggiature o
rivestimenti e, in caso di inadempienza, può fare eseguire i lavori d'ufficio a spese degli
interessati.

        Qualsiasi modifica dell'aspetto esterno o interno degli immobili di interesse artistico,
monumentale, storico, archeologico, vincolati ai sensi della legge n. 1089/1939 è subordinata
all'approvazione del Comune e al nullaosta della competente Soprintendenza.

        Tutto quanto costituisce o completi la decorazione architettonica delle costruzioni, i
frammenti antichi, le lapidi, gli stemmi, le mostre, i graffiti o qualunque altra opera di
carattere tipologico tradizionale o che abbia carattere storico non può essere asportato,
spostato o comunque modificato senza la preventiva autorizzazione del Comune e nei casi
previsti dalle disposizioni vigenti dal competente organo statale o regionale.

         Per gli immobili non aventi i caratteri di cui al precedente comma, in attesa di
redazione e dell'approvazione, laddove previsto dallo strumento urbanistico generale, di
quelli esecutivi, l'Amministrazione comunale potrà specificare, di volta in volta, l'adozione di
specifici caratteri architettonico-edilizi d'intervento nel settore delle tipologie e dei materiali
delle componenti principali e di finitura degli interventi di manutenzione ordinaria,
straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia e di
ristrutturazione urbanistica.

        Per gli interventi di ristrutturazione edilizia ed urbanistica previsti dallo strumento
urbanistico vigente, l'Amministrazione comunale può, in sede preventiva o istruttoria,
specificare la tipologia edilizia da adottare.


                                                                  Art. 39
                                                        Intonacatura e tinteggiatura

       I muri, visibili da spazi pubblici o da vie private, debbono essere sempre intonacati, a
meno che, per il genere di costruzione o per il carattere architettonico, non richiedano
intonaco.

        E’ prescritto, per le pareti esterne, l’uso di intonaci civili adeguati per grana e colore
agli elementi preesistenti che caratterizzano la via o il tratto in cui l’edificio si affaccia. Per gli
interventi su edifici tradizionali è prescritto l’uso di intonaci lamati a terre naturali.

       Per gli edifici realizzati con paramenti in pietra o mattoni a faccia vista è vietata la
ricopertura mediante intonaco, ed è prescritto il ripristino con ripulitura e stuccatura dei giunti.



                                                                                36
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        Sono vietati i rivestimenti anche parziali con materiali applicati (listelli di cotto e
simili), e quelli in pietra contrastanti con le caratteristiche dell’ambiente circostante.

        Non è ammessa la tinteggiatura parziale di un edificio; negli edifici appartenenti a più
proprietari, la tinta delle facciate, le cornici e le fasce debbono seguire un partito
architettonico unitario e non le singole proprietà.

        Prima di procedere alla tinteggiatura degli edifici e degli infissi esterni, il proprietario
dell’immobile ha l’obbligo di sottoporre all’esame della Commissione edilizia alcuni
campioni delle tinte da applicare. Fra tali campioni la Commissione edilizia sceglierà quello
ritenuto più idoneo, derivando da ciò al proprietario l’obbligo di usare la tinta scelta.
L’Amministrazione per orientare tali scelte può dotarsi di proprie campionature e di “piani del
colore”.

        Chi intenda eseguire sulla facciata della casa o su altre pareti esposte alla pubblica
vista pitture figurative di qualunque genere o restaurare quelle esistenti, deve chiedere all’
Amministrazione comunale apposita autorizzazione, sottoponendo i relativi disegni.
 .

                                                                Art. 40
                                                        Manutenzione dei prospetti

        Ogni proprietario ha l’obbligo di mantenere il proprio edificio e tutte le sue parti in
stato di normale conservazione, non solo per quanto attiene la sicurezza, ma anche per ciò che
concerne l’esteticità, il decoro, l’igiene.

       Il proprietario ha l’obbligo di eseguire i lavori di riparazione, di ripristino,
d’intonacatura e di ritinteggiatura delle facciate delle case, deteriorate dal tempo e dalle
intemperie.

        Se le condizioni delle facciate, visibili in tutto o in parte da spazi pubblici, sono
indecorose, il Responsabile dell’Ufficio Tecnico, a suo insindacabile giudizio e sentita la
Commissione edilizia, ha la facoltà di ordinare al proprietario i lavori necessari a dare
decorosa sistemazione, fissando un congruo termine di tempo, trascorso inutilmente il quale
può fare eseguire d’ufficio i necessari lavori, recuperando poi le somme nei modi previsti
dalla legge.

      Gli edifici ed i loro elementi costitutivi debbono essere progettati e realizzati in modo
che non possano essere degradati in tempi brevi e che, con operazioni di normale
manutenzione, possano conservare nel tempo le loro prestazioni ed il loro decoro.

        Le parti basamentali delle facciate degli edifici devono presentare caratteristiche di
resistenza all’usura ed all’umidità. Pertanto è obbligatorio almeno per un’altezza di m. 1,20
l’uso di materiali durevoli, quali pietra locale o conglomerato a grana grossa.




                                                                               37
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        Le pluviali esterne dovranno presentare un tratto basamentale realizzato in ghisa
dell’altezza di m. 2,00; per la restante parte devono essere in lamiera (ferro o rame) o
verniciate.

       Massima cura deve essere adottata nel disporre sulle facciate tubazioni esterne di
adduzione di acqua o gas o fecali, nonchè le linee elettriche e telefoniche, collocandole, ove
possibile, in aderenza a cornici, marcapiano o sporti di gronda.


                                                                    Art. 41
                                                               Aggetti e sporgenze

Negli edifici e sui muri fronteggianti il suolo pubblico o di uso pubblico sono vietati:

      a) aggetti e sporgenze superiori a cm 5 fino all'altezza di mt 2.20 dal piano del
marciapiede, e aggetti superiori a cm 20 fino all'altezza onsentita per i balconi;

        b) porte, gelosie che si aprono all'esterno per le pareti di cui al punto a) fino ad
un'altezza inferiore a mt 2.20 dal piano stradale, se la strada è fornita di marciapiede, e a mt
2.50, se la strada ne è priva.

        L'aggetto, in ogni suo punto, non può essere ad altezza inferiore a mt 3.50 dal piano
marciapiedi, o a mt 4.50 dal piano stradale se non esiste marciapiede di larghezza superiore a
quella di aggetto.

         Tali altezze vanno misurate in corrispondenza del punto più basso dell'aggetto.

        I balconi non devono sporgere dal filo del fabbricato più di 1/10 della larghezza della
strada e del distacco.

        I balconi totalmente chiusi (bow-window), o con alcuni lati chiusi, sono ammessi
soltanto nelle costruzioni arretrate dal filo stradale o prospettanti su spazi pubblici di
larghezza non inferiore a mt 12.00 e sono sottoposti alle medesime limitazioni previste per i
balconi aperti.
        I balconi chiusi non sono ammessi ad una distanza inferiore dal confine laterale più
vicino di almeno mt 3.00.



                                                                  Art. 42
                                                          Decoro ed arredo urbano

        Le costruzioni a carattere semipermanente o provvisorio (ad es. cabine telefoniche,
chioschi per la vendita di giornali o di fiori, bar, etc.), le serrande, le applicazioni di carattere
commerciale reclamistico, le indicazioni turistiche e stradali, le attrezzature tecniche quali i
sostegni ed i cavi per il trasporto dell'energia elettrica, gli apparecchi per l'illuminazione
stradale, le antenne radio e televisive, etc., devono essere previsti e realizzati in modo da

                                                                               38
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rispondere a requisiti di ordine e di decoro tali da non consentire disturbo o danno per l'aspetto
architettonico dei manufatti e dell'ambiente urbano, o limitare la visuale di sfondi
architettonici, paesistici o il diritto di veduta dei vicini.

         L'esistenza di tali presupposti è accertata dalla C.E.C.

        Tutti gli elementi relativi all'arredo urbano ed alle sistemazioni esterne (fermate di
servizio per i mezzi pubblici, cassette per l'inoltro della corrispondenza, panchine, accessi e
percorsi pedonali relativi a zone verdi, spazi di sosta per la ricreazione, attrezzature per la
raccolta dei rifiuti, fontanelle, telefoni pubblici, etc.) devono essere realizzati in modo da
essere agibili ed utilizzabili anche da persone anziane e/o con ridotte o impedite capacità
motorie.




                                                              Art. 43
                                                Mostre, vetrine ed insegne in genere

       L'esposizione anche provvisoria al pubblico di mostre, vetrine, bacheche, insegne,
emblemi commerciali e professionali, iscrizioni, pitture, fotografie, cartelli pubblicitari, etc., è
subordinata in tutto il territorio comunale al rilascio, nei termini e con le modalità previste
dall’apposito regolamento adottato dal Comune ai sensi dell’ art. 3 D.Lgs 507/93, di atto
di controllo comunale.

        Gli interessati dovranno fare domanda presentando un disegno firmato da un tecnico
abilitato da cui risulti definita l'opera che si vuole realizzare con la precisazione, anche
attraverso opportuni dettagli, dei materiali e dei colori da impiegare, nonché di ogni
particolare costruttivo. Deve inoltre essere dimostrato, attraverso schizzi prospettici e/o
fotomontaggi, l'inserimento dell'opera nell'ambiente architettonico o paesistico.

         La concessione è subordinata al rispetto di tali prescrizioni.

        Tali mostre, vetrine e simili non devono in alcun modo alterare, modificare o coprire
gli elementi architettonici delle costruzioni sulle quali vengono installate. La concessione può
essere rifiutata quando trattasi di edifici storici o di insieme urbanistico-architettonico di
particolare interesse o quando, tenuto conto della forma delle mostre, insegne, vetrine e simili,
nonché del materiale che si vuole impiegare e delle tinteggiature, sia riconosciuto ostarvi
ragioni di pubblico decoro e di architettura o si riscontri che esse turbano il diritto di veduta
dei vicini.

         L'installazione dovrà essere fatta, in ogni caso, in modo da permettere la massima
facilità di manutenzione e di pulizia.

       In caso di riparazione o modifiche di marciapiedi o del piano stradale che richiedano
la temporanea rimozione di mostre, vetrine, o altri oggetti occupanti il suolo o lo spazio
pubblico, gli interessati sono obbligati ad eseguire la rimozione e la ricollocazione in pristino,

                                                                               39
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con le modifiche resesi necessarie dalle nuove condizioni del piano stradale o del
marciapiede, a loro spese e responsabilità.

        Ove non ottemperino, il Responsabile dell’Ufficio Tecnico può ordinare la rimozione
d'ufficio a loro spese.

        Le concessioni di cui al presente articolo possono essere revocate quando le mostre,
vetrine, insegne e simili non sono mantenute pulite ed in buono stato o quando, per
sopravvenute necessità architettoniche o urbanistiche, se ne renda necessaria la rimozione.

        Nelle opere di nuove costruzioni o ristrutturazione edilizia ed urbanistica, di restauro e
risanamento conservativo, o di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio
edilizio esistente ove siano previste destinazioni d'uso anche non residenziali (commerciali,
studi, ambulatori, etc.), il progetto deve individuare appositi spazi per la collocazione di
mostre, insegne, targhe e simili in maniera organica ed unitaria.

        A norma della vigente legislazione sono vietate le insegne, i cartelli, gli altri mezzi
pubblicitari e le sorgenti luminose, siano esse collocate o meno a ridosso delle costruzioni,
visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per forma, disegno, colorazione e ubicazione
possano ingenerare confusione con i segnali stradali o con segnalazioni luminose di
circolazione, ovvero renderne difficile la comprensione, nonché le sorgenti luminose che
producono abbagliamento.

       Sono comunque vietati i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari, anche su pali, in
prossimità di incroci stradali o quando, più in generale, siano in posizione tale da arrecare
danno agli edifici o ambienti di valore storico e/o artistico o da costituire intralcio e pericolo
ai pedoni.

        Qualora i cartelli ed i mezzi pubblicitari riguardino zone nelle quali esistono vincoli a
tutela delle bellezze naturali o del paesaggio o di cose di interesse storico ed artistico, la
concessione è rilasciata previa presentazione da parte del richiedente del nullaosta della
competente Autorità.
        I cartelli e gli altri mezzi pubblicitari che non siano conformi alle disposizioni del
presente articolo devono essere rimossi, a cura e spese del titolare dell'autorizzazione, entro il
termine, che comunque non può superare i 15 giorni, stabilito nella diffida dell'Ente
proprietario della strada, o dell'Ente concedente, nonché dal responsabile dell’Ufficio
Tecnico.

        Decorso inutilmente il termine stabilito nella diffida, la rimozione viene effettuata
dall'Ente a spese del titolare dell'autorizzazione.

        Chiunque colloca cartelli o altri mezzi pubblicitari senza autorizzazione, ovvero viola
le disposizioni del presente articolo, incorre nelle sanzioni previste dalla vigente legislazione.




                                                                               40
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                                                            Art. 44
                                              Tende aggettanti sullo spazio pubblico

        Quando non nuocciano al libero transito e non impediscano la visuale a danno dei
vicini, il Sindaco può concedere, dietro il pagamento della relativa tassa e con l’osservanza
dell’apposito regolamento comunale inerente l’occupazione del suolo pubblico,
l'apposizione a porte e finestre di tende aggettanti sullo spazio pubblico.

         Le tende aggettanti sono proibite nelle strade e piazze prive di marciapiede.

        Nelle strade con marciapiede l'aggetto non può oltrepassare il limite di 50 cm dal
ciglio del marciapiede verso l'interno; le tende, le loro appendici ed i loro meccanismi non
possono essere collocati ad altezza inferiore a mt 2.20 dalla quota del marciapiede. Sono
vietate le appendici verticali, anche in tela o le frange che scendano al di sotto di mt 2.20 dalla
quota del marciapiede stesso.

        La concessione di cui ai precedenti comma, nel caso si tratti di edifici avente carattere
monumentale, storico o ambientale, o riguardi costruzioni poste in prossimità degli stessi o in
zone soggette a particolari vincoli (demaniali, paesistici, etc.) deve essere rilasciata previa
intesa con le Autorità competenti, ai sensi della vigente legislazione.



                                                                   Art. 45
                                                            Tabelle e numeri civici

        Le tabelle stradali ed i numeri civici sono collocati dal Comune sui muri esterni degli
edifici senza che i proprietari possano fare opposizione. I proprietari hanno l'obbligo di non
rimuovere, di non occultarli alla pubblica vista e di sostenere le spese di ripristino nel caso
venissero distrutti, danneggiati o rimossi per fatti loro imputabili.
        Lo stesso dicasi delle altre segnalazioni stradali e di servizi di pubblico interesse che il
Comune si riserva di collocare o di fare collocare, previo avviso agli interessati, sui muri dei
fabbricati e delle costruzioni di qualsiasi natura.

        Il proprietario è tenuto a riprodurre il numero civico in modo ben visibile sulle mostre
o tabelle applicate alle porte quando queste occupino interamente la parte di parete all'uopo
destinata.

        Nel caso di demolizione di immobili o recinzioni, che non devono essere ricostruite, o
di soppressione di porte esterne, di accesso, il proprietario deve notificare al Sindaco i numeri
civici degli ingressi che vengono soppressi.



                                                                          Art. 46

                                                                               41
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                                                                      (Soppresso)


                                                                        Art. 47
                                                                       Recinzioni

       Le recinzioni devono rispondere ai requisiti di decoro e di corretto inserimento
nell'ambiente.

        Le altezze ed i materiali utilizzati saranno tali da non arrecare impedimento o disturbo
alla viabilità per la circolazione.

        Saranno di norma prescelte recinzioni costituite da una parte inferiore in muratura
piena ed una parte superiore con elementi aperti, distaccati salvo che per particolari situazioni
di pericolo.




                                                                         CAPO II

                                                       Norme igieniche e tecniche

                                                                   Art. 48
                                                           Spazi interni agli edifici

        Negli spazi interni definiti come "ampio cortile" e "patio" possono affacciare ambienti
di qualunque destinazione; nell'ampio cortile possono esservi costruzioni ad un piano per
attrezzature di pertinenza degli edifici.

        Negli spazi interni definiti come "cortile" possono affacciare disimpegni verticali ed
orizzontali, depositi, locali igienici e cucine, con esclusione degli ambienti per abitazione,
ufficio, lavoro, insegnamento, ricreazione, cura.

        Non sono consentite nei cortili costruzioni parziali, ma solo la totale copertura ove
siano rispettati i limiti di densità fondiaria e di volume prescritti. L'uso di parcheggio coperto
autorimessa in cortile è consentito ove intervenga il nulla osta dell'Autorità Sanitaria e di
Vigili del Fuoco. Non sono consentiti muri di recinzione di zone del cortile, se non
completamente traforati o traslucidi, e per altezza del solo piano terreno.

        Negli spazi interni definiti come "chiostrine" possono affacciare soltanto disimpegni
verticali o orizzontali e locali igienici. nelle chiostrine non vi possono essere né sporgenze né
rientranze. Tutti gli spazi interni devono essere accessibili da locali di uso comune.




                                                                               42
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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       Salvo che nelle chiostrine, sono ammesse parziali sistemazioni a giardino; tutte le
rimanenti superfici dovranno essere regolarmente pavimentate, assicurando in ogni caso lo
smaltimento delle acque mediante opportune pendenze e fognoli sifonati.


                                                       Art. 49
                              Forni, focolai, camini, condotti di calore, canne fumarie

        Il nullaosta dei Vigili del Fuoco è indispensabile per la concessione della dichiarazione
di abitabilità o di agibilità ogni qualvolta un edificio contenga impianti di uso artigianale o
industriale oppure di riscaldamento centralizzato di qualsiasi tipo, salvo che con
funzionamento completamente elettrico.

        Gli impianti di riscaldamento devono, altresì, ottemperare alle leggi e regolamenti
vigenti.

       Tanto gli impianti collettivi di riscaldamento che quelli singoli, nonché gli scaldabagni
a gas e le stufe, cucine, focolai e camini, debbono essere muniti di canne fumarie
indipendenti, prolungate per almeno 1 mt al di sopra del terrazzo o del tetto; la fuoriuscita di
fumi deve verificarsi a non meno di 10 mt da qualsiasi finestra a quota uguale o superiore. le
canne fumarie non possono essere esterne alle murature o tamponature se non costituenti una
soddisfacente soluzione architettonica, né possono essere contenute in pareti interne
confinanti con stanze di abitazione. I camini degli impianti artigianali o industriali debbono
essere muniti di apparecchiature fumivore, riconosciute dall' ASL competente per il
territorio idonee ad evitare l'inquinamento atmosferico, nonché dai Vigili del Fuoco per
quanto di competenza.

        In particolare per le canne fumarie le altezze vanno calcolate secondo le indicazioni
dettate dal DPR 1391 del 22.12.70 in esecuzione della legge 615 del 13.7.66.



                                                                   Art. 50
                                                          Classificazione dei locali

        Sono locali abitabili o agibili quelli in cui si svolge la vita familiare, lavorativa, sociale
degli individui indipendentemente dalle caratteristiche costruttive che li configurano come
locali permanenti o precari.

      I locali possono essere suddivisi, ai fini del presente Regolamento, in due categorie :
A1 ed A2.

La categoria A1 comprende:

       a) soggiorni, sale da pranzo, cucine e camere da letto posti in edifici di abitazione sia
individuale che collettiva;
       b) alloggi monostanza;

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         c) uffici, studi professionali, aule scolastiche, sale di lettura, gabinetti medici.

La categoria A2 comprende:

        a) negozi di vendita, sale di esposizione, sale di riunione, sale da gioco, palestre, sale
da spettacolo;
        b) laboratori scientifico-tecnici, servizi igienici di edifici di cura e ospedalieri;
        c) officine meccaniche, laboratori industriali di montaggio o relativi ad attività di
lavoro, cucine collettive;
        d) parti di autorimesse non destinate al solo posteggio delle macchine ma a riparazioni,
lavaggi, controlli, vendite;
        e) magazzini, depositi ed archivi dove la permanenza delle persone è prolungata oltre
le operazioni di carico, scarico e pulizia.

       Sono locali accessori quelli in cui la permanenza delle persone è limitata a ben definite
operazioni.

         Essi si dividono in S1, S2, S3.

Il tipo S1 comprende:

      a) i servizi igienici ed i bagni degli edifici di abitazione individuale o collettiva, dei
complessi scolastici e di lavoro.

Il tipo S2 comprende:

       a) scale che collegano più di due piani;
       b) corridoi e disimpegni comunicanti quando superano i 12 mq di superficie o gli 8 mt
di lunghezza;
       c) magazzini e depositi in genere;
       d) autorimesse di solo posteggio;
       e) locali di macchinari che necessitano di solo avviamento o di scarsa sorveglianza;
       f) lavanderie e stenditoi;
       g) stalle, porcilaie e locali con analoghe destinazioni d'uso.

Il tipo S3 comprende:

         a) disimpegni inferiori a 12 mq;
         b) ripostigli o magazzini inferiori ai 5 mq;
         c) vani scale colleganti solo due piani;
         d) locali macchine con funzionamento automatico.

       I locali non espressamente elencati vengono classificati                                                                             per         analogia
dall'Amministrazione Comunale sentita la Commissione Edilizia.


                                                                          Art. 51

                                                                               44
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                                                          Caratteristiche dei locali

        Fatti salvo il rispetto delle normative regionali per l'edilizia sovvenzionata e quella
convenzionata, nonché le disposizioni specifiche, i locali devono avere le seguenti
caratteristiche:

A) Altezze minime

         1) Locali di categoria A1

       L'altezza minima interna utile dei locali classificati come A1 nel precedente articolo 50
non deve essere inferiore a mt 2.70.

         Nel caso di soffitti inclinati o misti, o sottotetti tali altezze devono intendersi minime.

         2) Locali di categoria A2

       L'altezza minima interna utile dei locali classificati come A2 nel precedente articolo 50
non deve essere inferiore a mt 3.50, salvo prescrizioni particolari contenute in leggi e/o
regolamenti specifici.

       Per i locali di categoria A2 nei quali sia prevista la presenza contemporanea di un
numero di persone superiore a 100, l'altezza minima interna utile deve essere portata a mt
4.50 salvo che i locali medesimi non siano dotati di impianti speciali di aerazione o aria
condizionata.

         3) Locali di categoria S

        Nella nuova edilizia l'altezza minima interna utile dei locali classificati S1, S2, con
esclusione dei punti a) e g) ed S3 con esclusione del punto c) non deve essere inferiore a mt
2.40, salvo quanto stabilito da leggi e/o regolamenti specifici.

B) Superfici minime e caratteristiche

         1) Locali di categoria A1

        Per ogni abitante deve essere assicurata una superficie abitabile non inferiore a mq 14
per i primi 2 abitanti e mq 10 per ciascuno dei successivi. Tutti i locali A1 devono avere una
superficie minima non inferiore a 9.00 mq.

        I locali di categoria A1 adibiti a stanze da letto devono avere una superficie minima di
9.00 mq, fatti salvi i minimi fissati dal D.M. 5/7/75 relativo ai requisiti igienico sanitari
per i locali di abitazione e quelli specifici inerenti le destinazioni non residenziali, se per
una persona e mq 14.00 se per due persone; quelli adibiti a soggiorno o sala da pranzo devono
avere una dimensione minima pari a 14.00 mq. La dimensione minima di un lato non può
essere inferiore a mt 2.10.



                                                                               45
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       I locali A1 destinati a cucina devono avere una superficie minima di mq 5.00 con il
lato minimo non inferiore a mt 1.70.

        In alloggi di modeste dimensioni o in caso di ristrutturazione o manutenzione
straordinaria di edifici esistenti, se necessario, sono ammesse cucine in nicchia, cioè prive di
finestra propria, di dimensione volumetrica minima pari a 15 mc, che si aprono su altro locale
(soggiorno o pranzo) avente una volumetria minima pari a 26 mc, purché non risultino da
questo separate con pareti fisse.

         Ogni alloggio deve essere dotato di una stanza soggiorno.

        L'alloggio monostanza deve avere una superficie minima, comprensiva di servizi, non
inferiore a mq 28 per una persona e non inferiore a mq 38, se per due persone.

         2) Locali di categoria A2

        I locali di categoria A2 salvo prescrizioni particolari contenute in leggi e/o regolamenti
specifici, non possono avere dimensioni inferiori a 30 mq.

         3) Locali di categoria S

       I locali di categoria S devono rispettare le dimensioni minime stabilite da leggi e/o
regolamenti specifici.

         I locali di categoria S1 non possono avere accesso diretto dai locali di categoria A se
non attraverso disimpegno, salvo il caso di unità immobiliari (appartamento, complesso,
uffici, albergo, etc.) con più servizi igienici di cui almeno uno deve rispettare le caratteristiche
precedenti, e gli altri accessi da locali di cui sono specificatamente attribuiti, con esclusione di
soggiorno o pranzo.

       Ogni alloggio deve essere provvisto di un locale di categoria S1 dotato dei seguenti
impianti igienici: vaso, bidè, vasca da bagno o doccia, lavabo.

         Tutti gli elementi suddetti devono essere provvisti di chiusura idraulica.

        Tutti i locali classificati come A1 punto c) e A2 punti a), c) e d) nel precedente art. 47
devono essere forniti degli indispensabili locali di categoria S1 costituiti da latrina ed
antilatrina con lavabo, in quantità sufficiente alla destinazione d'uso dei locali A1 ed A2 ed al
personale che ne usufruisce, possibilmente divisi per sesso.

         La superficie minima per una latrina è di mt 1.20 e la larghezza minima mt 0.90.
         I locali di categoria S1 devono avere il pavimento ed il rivestimento delle pareti, fino
all'altezza minima di mt 1.50, realizzati con materiale impermeabile e facilmente lavabile.

      Nel caso di unità immobiliari di edilizia pubblica, con più di un locale di categoria S1,
almeno una di esse deve avere le dimensioni minime di mt 1.80x1.80 al fine di potere essere



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attrezzato, se necessario, in maniera da permettere la facile utilizzazione anche da parte delle
persone con ridotte o impedite capacità motorie.

        Tutte le costruzioni pubbliche o destinate a uso pubblico devono, ai sensi delle
legislazione vigente essere dotate di locali S1 di dimensioni minime di mt 1.80x1.80.

        I locali S2 di cui alla lettera g) del precedente art. 47, devono altresì avere dimensioni e
caratteristiche specifiche come da legislazione vigente in materia.

C) Illuminazione e ventilazione

       Tutti i locali rientranti nella categoria A devono fruire di aerazione ed illuminazione
naturale diretta da spazi liberi, adeguata alla destinazione d'uso.

        I locali di categoria A1 devono essere provvisti di finestre apribili sull'esterno e tali da
distribuire uniformemente la luce nell'ambiente.

        L'ampiezza delle finestre deve essere proporzionata in modo da assicurare un valore di
fattore luce diurna medio non inferiore ad 1/8 della superficie del pavimento e comunque mai
inferiore a mq 2.00 nel caso il locale sia provvisto di una sola apertura di finestra.

        I locali di categoria A2, per quanto riguarda l'illuminazione e la ventilazione, devono
rispettare quanto prescritto per quelli di categoria A1, salvo prescrizioni più restrittive dovute
a leggi e/o regolamenti specifici.

       Quando le caratteristiche tipologiche delle unità immobiliari diano luogo a condizioni
che non consentono di fruire di ventilazione naturale, si deve ricorrere a ventilazione
meccanica centralizzata, immettendo aria opportunamente captata e con requisiti igienici
confacenti.

        I locali di categoria S possono ricevere aria e luce dall'esterno anche da spazi
equiparabili a cavedi, salvo le centrali termiche. Il rapporto tra la superficie delle finestre e
quella dei pavimenti non deve essere inferiore ad 1/12 ed in nessun caso la superficie delle
finestre può essere inferiore a mq 0.80.

      I locali di categoria S3 possono essere senza aria e luce diretta se non vi sono locali
macchine,ove si producono esalazioni, gas o altre emissioni insalubri.

       Detti locali possono anche essere ventilati meccanicamente con impianti
opportunamente dimensionati.




                                                                          Art. 52

                                                                               47
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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                                                           Classificazione dei piani

       Sono piani abitabili quelli in cui si trovano, anche se in misura parziale, locali di
categoria A1, A2 ed S1.

        Sono piani non abitabili quelli in cui si trovano i locali di categoria S2 o S3, anche se
gli stessi sono interessati da limitate espansioni di locali di categoria A1 ed A2 appartenenti a
piani abitabilli sovrastanti o sottostanti ed a condizione che tali espansioni non eccedena 1/10
della superficie complessiva del piano superiore o inferiore.



                                                                    Art. 53
                                                        Soffitti inclinati o soppalchi

        Nel caso di soffitti non orizzontali il locale può lo stesso considerarsi abitabile e
rientrare nella categoria A purché la sua altezza media corrisponda ai minimi sopra indicati e
con un minimo assoluto di ml. 2,40 e purché vengano rispettati tutti gli altri requisiti.

      Sono ammessi i soppalchi, cioè solai intermedi, nei locali di categoria A ed S
semprechè l'altezza minima netta della parte sottostante il soppalco non sia inferiore ai
minimi prescritti rispettivamente per le varie categorie di locali.

         La parte soprastante il soppalco può essere adibita a deposito o ripostiglio.

                                                                       Art. 54
                                                                    Piani interrati

        I piani risultanti, a sistemazione realizzata, totalmente al di sotto del livello delle aree
circostanti al fabbricato, non possono essere adibiti ad abitazione, uffici o qualsiasi altro uso
che comporti la permanenza anche solo diurna di abitanti, fatta eccezione per gli addetti a
magazzini o ad autorimesse per i quali è necessario il rispetto delle norme specifiche
vigenti in materia di sicurezza e salute dei laboratori e dei luoghi di lavoro. Per i locali da
adibire ad autorimessa e/o ad impianti di riscaldamento, aria condizionata e simili dovranno
essere rispettate tutte le norme specifiche vigenti. Se il deflusso delle acque di scarico del
fabbricato non avviene a quota inferiore a quello dei piani interrati, dovrà essere installato un
sistema di sollevamento delle acque stesse, che, a giudizio dell' ASL competente per
territorio, sia tale da evitare qualsiasi inconveniente di carattere igienico. L'aerazione dei
locali interrati deve essere tale da assicurare sufficiente ricambio d'aria.

        Per quanto riguarda i magazzini o depositi va comunque precisato caso per caso
la tipologia.


                                                                     Art. 55
                                                                Piani seminterrati



                                                                               48
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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        I piani risultanti, a sistemazione, a sistemazione realizzata, parzialmente al disotto del
livello delle aree circostanti al fabbricato, possono essere adibiti ad abitazioni, uffici, etc.,
soltanto se in nessun punto il pavimento di ogni locale è a quota inferiore a un metro rispetto
alla quota più alta delle sistemazioni esterne, e altezza utile netta interna è almeno di mt 3.00,
salvo le maggiori altezze prescritte per particolari destinazioni d'uso.

         Per il deflusso delle acque del fabbricato valgono le norme di cui all'art. 51.

       L'utilizzo dei seminterrati è comunque subordinato a quanto prescritto dall' art.
8 del D.P.r. 303/56 per l'eventuale deroga da concertare con il parere del Servizio di
Igiene e Medicina del Lavoro.


                                               Art. 56
                                            Piani terreni
       I piani terreni, se adibiti ad abitazioni o uffici, e se privi di sottostante piano
seminterrato, devono essere rialzati almeno di cm 50 dal livello delle aree circostanti il
fabbricato a sistemazione realizzata ed avere il pavimento isolato con materiali riconosciuti
idonei dall'Ufficiale Sanitario; la loro altezza interna utile non deve essere inferiore a mt 3.00.

       I piani terreni adibiti ad autorimesse, laboratori, negozi, luoghi di riunione di uso
pubblico, devono avere altezza utile netta non inferiore a mt 3.50, salvo diverse prescrizioni di
norme specifiche.

       I piani terreni adibiti ad autorimesse per una sola autovettura o a deposito motocicli o
carrozzine possono avere altezza utile netta di mt 2.30.



                                                                      Art. 57
                                                                   Piani sottotetto

        I piani sottotetto possono essere adibiti ad abitazioni o uffici, se l’altezza media
media utile e l’altezza minima non sono inferiori ai limiti fissati dai precedenti artt. 51 e
53, e se l'isolamento delle coperture è realizzato con camere d'aria o con materiali coibenti tali
da assicurare una temperatura uguale a quella dei piani sottostanti. La dichiarazione di
abitabilità o agibilità è, perciò, condizionata al rilievo delle temperature da parte dell' ASL
competente per territorio.

        Per l'abitabilità dei sottotetti le altezze minime comunque devono rispettare
quelle indicate nel D.M. 5.7.55.


                                                               Art. 58
                                                  Locali integrativi per la residenza




                                                                               49
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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       Locali integrativi per la residenza quali spazi chiusi per il gioco dei bambini e sale per
riunioni condominiali con relativi servizi, depositi per biciclette, per recipienti
dell'immondizia, etc., saranno previsti per edifici residenziali con numero di unità immobiliari
residenziali superiori ad otto. Le superfici relative non sono da computare nel calcolo della
superficie utile dell'edificio al fine della definizione del contributo per il costo di costruzione.

      Essi saranno per lo più posizionati al piano terra, in particolare i locali deposito, in
modo da poter essere fruiti nella maniera più conveniente.

       Ai piani terra di edifici per abitazione, industriali, ed artigianali, di uffici, anche se
provvisti di portineria, andranno sistemate cassette per il recapito della corrispondenza.


                                                                     Art. 59
                                                                 Nuove case rurali

        Le abitazioni rurali devono essere possibilmente isolate e sono soggette alle
disposizioni relative alle case d'abitazione contenute nel presente Regolamento edilizio
particolarmente per quanto attiene all'igiene ed al decoro. Sono da evitare l'addossamento ai
terrapieni e l'utilizzazione a scopo abitativo di seminterrati; il livello di calpestio del piano
terra dovrà essere sopraelevato di almeno 30 cm rispetto al piano di campagna.

        Le case rurali saranno provviste di acqua potabile della rete idrica cittadina; l'eventuale
approvvigionamento da pozzi, consentito solo in mancanza di condutture avverrà mediante
pompa di sollevamento e comunque previa certificazione di idoneità rilasciato dalle autorità
sanitarie competenti.

         Saranno di norma previste cisterne per la raccolta delle acque piovane per uso irriguo.

       Per quanto attiene allo smaltimento delle acque piovane, nere e luride, si farà
riferimento a quanto previsto al successivo art. 64.

        I locali di abitazione non potranno in nessun caso essere destinati alla manipolazione
dei prodotti agricoli cui si provvederà in locali all'uopo adibiti.
        I locali destinati ad uso porcilaia, pollaio, conigliera, ed in generale al ricovero degli
animali, dovranno comunque essere separati dalle abitazioni; non prospetteranno sulla
pubblica strada dalla quale disteranno almeno 10 mt oltre le distanze fissate a protezione del
nastro stradale dal D.M. 1/4/1968 n. 1404.

        Le stalle avranno dimensioni e caratteristiche idonee al tipo di allevamento nel rispetto
delle leggi vigenti (D.M. n. 1265 del 27/7/1934 e successivi) e comunque con altezza minima
pari a mt 3.00; saranno ben aerate e ventilate, pavimentate con materiale impermeabile e
munite di scoli per la raccolta delle urine e avranno pareti intonacate o rivestite in materiale
impermeabile fino all'altezza di mt 2.00 dal pavimento. Le mangiatoie saranno costruite con
materiale lavabile; gli abbeveratoi saranno costruiti in conformità al suddetto T.U. della legge
sanitaria n. 1265 del 27/7/34 e dovranno distare da pozzi, acquedotti, serbatoi ed abitazioni di
almeno mt 30.

                                                                               50
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------



                                                                    Art. 60
                                                              Salubrità del terreno

       E' vietato realizzare nuove costruzioni su terreni che siano stati utilizzati come
deposito di immondizie, di letame o di altro materiale insalubre che abbia comunque potuto
inquinare il suolo se non dopo avere completamente risanato il sottosuolo corrispondente.

       Se il terreno oggetto di edificazione è umido e/o soggetto ad infiltrazioni di acque
superficiali o sotterranee deve essere operato un sufficiente drenaggio.

      In ogni caso è fatto obbligo di adottare provvedimenti atti ad impedire che l'umidità
pervenga dalle fondazioni alle murature e/o strutture sovrastanti.


                                                                  Art. 61
                                                           Isolamento dall'umidità

         Tutti gli edifici devono essere isolati dall'umidità del suolo.

        I locali classificati di categoria A1 ed S1 al piano terra devono avere il piano di
calpestio isolato dal terreno mediante solaio distaccato dal terreno stesso ovvero mediante
vespaio aerato con almeno cm 50 fra terreno e pavimento e relativa impermeabilizzazione;
per i locali di categoria A2 è sufficiente un vespaio aerato di spessore cm 30.
        Nel caso di locali la cui quota di calpestio sia anche parzialmente inferiore a quella del
terreno sistemato, dovrà essere prevista un'intercapedine aerata per il tratto interrato del
locale.

        Il solaio di calpestio dei locali A1, A2 ed S1 deve essere sempre a quota superiore
della falda freatica e del massimo livello delle fognature di scarico.

       Le coperture piane dovranno essere sempre impermeabilizzate con stratificazioni
continue di idonei materiali.

        Il comune può concedere parti di terreno pubblico per la creazione di intercapedini da
lasciare libere riservandosi la facoltà d'uso per il passaggio di tubazioni, cavi, etc.; le griglie di
aerazione eventualmente ubicate a livello marciapiede dovranno essere idonee per il transito
di pedoni, di carrozzine, etc..


                                                         Art. 62
                                      Isolamento termico - impianti di riscaldamento

         Tutti i locali di categoria A ed S1 devono rispettare la legislazione vigente in materia
di isolamento termico e di contenimento dei consumi energetici; la temperatura di progetto
dell'aria all'interno, con esclusione di depositi e ripostigli, deve essere la stessa nei vari locali.



                                                                               51
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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        Non è ammissibile la formazione di condensa permanente sulle pareti o sui solai dei
locali innanzi detti. Ai sensi della legge 10/91 e del relativo regolamento approvato con
D.P.R. 412/93 per i casi e secondo le modalità ivi previsti, in allegato all'istanza di
concessione od autorizzazione dovrà essere consegnata la documentazione tecnica relativa.

       In caso di edifici nuovi o ristrutturati dotato di impianto di riscaldamento con potenza
termica al focolare superiore a 500.000 Kcal/h (580.000 w) l'Ufficio tecnico Comunale
provvede, entro 180 gg. dalla ultimazione dei lavori, alla verifica di conformità dei lavori
eseguiti.

        Nel caso di impianti di potenza inferiore, il progettista, il direttore dei lavori ed il
costruttore certificano con dichiarazione congiunta la rispondenza dei lavori alla
documentazione depositata; in caso di inosservanza delle norme innanzi descritte non possono
essere rilasciate le relative autorizzazioni di uso e di abitabilità. Sono fatte salve le norme
inerenti le autorizzazioni, le denunce ed i collaudi di competenza di altri enti.


                                                                      Art. 63
                                                                 Isolamento fonico

         Tutti i locali di categoria A1, A2, S1 ed S2 di nuova costruzione ovvero oggetto di
ristrutturazioni devono essere rispondenti alle norme vigenti in materia di isolamento fonico
di cui al D.P.C.M. 1 marzo 1991 in materia di limiti massimi di esposizione al rumore, ed
alla normativa regionale emanata a seguito del D. Lgs. 112/1998.


                                                             Art. 64
                                            Classificazione delle acque, reti fognarie

       Le acque di scarico sono distinte nelle seguenti categorie ai sensi della legislazione
vigente in materia:

         - acque meteoriche, ovvero le acque di pioggia e da neve sciolta;
         - acque nere, ovvero le acque di scarico di lavabi, lavelli, vasche da bagno, doc-
            ce, bidè, etc., nonché le acque non inquinanti provenienti da lavaggi;
         - acque luride, ovvero le acque di scarico di vasi e latrine;
         - acque inquinanti, ovvero quelle di qualsiasi provenienza definite in tal modo
           dalla normativa in materia.

         Le acque meteoriche sono convogliate in apposite tubazioni indipendenti.

       Le acque nere, luride e inquinanti vanno smaltite secondo quanto disposto dal
D.Lgs. 152/1999.



                                                                          Art. 65

                                                                               52
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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                                                        Approvvigionamento idrico

        Qualunque costruzione che contenga locali classificati A1, A2, S1 deve essere
provvista di acqua potabile, proveniente dall'acquedotto comunale ovvero da un pozzo
privato; in tale ultimo caso la potabilità deve essere garantita da certificazione da parte dei
laboratori di igiene e l'uso consentito dall'Autorità Sanitaria.
        L'impianto idrico deve essere progettato in modo da garantire la proporzionata
distribuzione dell'acqua ai vari locali secondo le disposizioni legislative vigenti.



        Per l'esercizio degli impianti di sollevamento di acqua (autoclave) è prescritta
l'autorizzazione preventiva del Comune, revocabile in particolari situazioni di carenza idrica.


                                                                 Art. 66
                                                      Impianti sanitari degli alloggi

        La dotazione minima dei servizi igienici per gli alloggi consiste in vaso igienico con
sifone allacciato alla canna di ventilazione, bidè, lavabo, doccia o vasca e lavello, a chiusura
idraulica.


                                                                      Art. 67
                                                                  Impianti elettrici

        Ogni costruzione che contenga locali classificati come A ed S deve essere dotata di
impianto elettrico realizzato conformemente alla legislazione ed ai regolamenti vigenti ed in
particolare dei dispositivi di sicurezza a salvaguardia dell'incolumità degli utenti.



                                                               Art. 68
                                                Impianti per le lavorazioni insalubri

         Gli impianti e le attrezzature per la produzione, la lavorazione ed il deposito di
sostanze e prodotti riconosciuti insalubri, secondo la vigente legislazione, e iscritti nella prima
classe, non possono essere ubicati nelle zone residenziali, ma soltanto nelle aree destinate
dallo strumento urbanistico ad insediamenti industriali ed artigianali o in quelle in cui tali
attività sono consentite, e devono, in ogni caso essere tenuti distanti dalle abitazioni.

        Gli impianti e le attrezzature di cui sopra, già esistenti nelle zone residenziali, possono
permanere a condizione che, mediante l'introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il loro
esercizio non reca nocumento alla salute degli abitanti e ciò sempre subordinatamente alla
verifica dell' ASL competente per territorio.




                                                                               53
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                       COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
       -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


       Non è consentito lo spostamento nè l'ampliamento di tali impianti nell'ambito delle
zone residenziali, ma soltanto da dette zone a quelle industriali ed artigianali.

        Gli impianti e le attrezzature per la produzione, la lavorazione e il deposito di sostanze
e prodotti riconosciuti insalubri ed iscritti nella seconda classe, secondo la vigente
legislazione, possono svolgersi anche in zone residenziali a condizione però che siano
adottate speciali cautele, riconosciute idonee dall'Autorità Sanitaria ad evitare pericoli per la
incolumità e la salute pubblica.




                                                          Art. 69
                                                   Prevenzione incendi.
                                  Caratteristiche degli edifici di altezze inferiori a 24 mt

        Ai fini della prevenzione incendi nei fabbricati di altezza inferiore a mt 24 devono
essere rispettate le seguenti condizioni:

        1) le gabbie delle scale e degli ascensori e dei relativi accessi e disimpegni non devono
avere alcuna comunicazione con i magazzini, depositi, negozi, laboratori e comunque con
locali destinati esclusivamente ad abitazione e ad uffici;

        2) le rampe delle scale ed i pianerottoli devono avere struttura portante in cemento
armato e altri materiali resistenti al fuoco ed all'urto. La larghezza minima delle rampe e dei
pianerottoli delle scale che disimpegnano più di una unità immobiliare non può essere
inferiore a 1 mt, salvo che norme specifiche richiedano dimensioni maggiori. Tale larghezza,
se il fabbricato non è servito da ascensore, deve essere aumentata di 10 cm ogni due piani
serviti oltre ai primi due;

            3) ogni scala può servire al massimo una superficie coperta non superiore a mq
400;

      4) le pareti delle gabbie delle scale e degli ascensori devono avere uno spessore
minimo di cm 18 se in muratura di mattoni pieni e di cm 15 se in cemento armato;

       5) scale ed ascensori possono arrivare alle cantine solo attraverso zone scoperte e
disimpegni areati direttamente dall'esterno con superficie minima di mq 0.50 e provvisti di
porta metallica (D/P.R. 29/5/1963 n° 1497);

        6) tutti gli insediamenti le cui unità abitative presentano i prospetti provvisti di vani
non raggiungibili con autoscala aerea ovvero presentano gli androni delle scale del cortile non
direttamente accessibili dalla pubblica via e comunque condizionati da recinzioni,
delimitazioni e simili e non servite da scale a prova di fumo devono essere raggiungibili
tramite un passaggio carrabile idoneo al transito degli automezzi di soccorso dei VV.FF.
(dimensioni minime: larghezza ed altezza mt 4,00).

                                                                                  54
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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                                                                     Art. 70
                                                                 Centrali termiche

A) Centrale termica a combustibile liquido

        1) Le strutture dei locali devono avere le caratteristiche di resistenza al fuoco
previste dalle vigenti disposizioni in materia.

        2) Il canale da fumo ed il camino, nonché la camera di raccolta, che per le carat-
teristiche costruttive, devono risultare conformi a quanto richiesto dalle norme del
regolamento anti smog, non possono essere ubicati all'interno di locali autorimessa,
magazzini, etc. La separazione da detti locali (fermo restando l'osservanza delle norme
previste dal regolamento anti smog) deve essere realizzata con struttura in C.A. privo di
aperture.

        3) Nella realizzazione degli impianti (caldaie, serbatoio, canale da fumo, camera di
raccolta, etc.) devono essere osservate tutte le norme prescritte dalla legislazione vigente.

        4) Qualora il deposito di oli combustibili o di gasolio superi i 25 mc deve essere
richiesta alla Prefettura il relativo decreto per l'autorizzazione all'esercizio del deposito
stesso.

B) Centrale termica a gas di rete

        1) Le aperture di aerazione del locale caldaia devono risultare di superficie non
inferiore a quella indicata nei dati caratteristici dell'impianto termico e comunque non
inferiore a mq 0.50.

        2) Le strutture dei locali e dei relativi impianti devono essere realizzati con le
caratteristiche previste dalle vigenti disposizioni.

         3) Il misuratore del gas deve essere istallato all'esterno dello stabile.

        4) Tutti i materiali, gli apparecchi, le installazioni e gli impianti alimentati con gas
combustibile devono essere realizzati in conformità alle leggi vigenti secondo le regole
specifiche della buona tecnica per la salvaguardia della sicurezza.

      5) Il locale dell'impianto termico non deve essere sottoposto ad autorimessa, scuole,
caserme, sale di riunione o comunque locali destinati alla collettività.




                                                                               55
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


                                                                        Art. 71
                                                                      Autorimesse

       1) Il solaio di separazione con i sovrastanti sottostanti locali deve essere in cemento
armato ovvero in altri materiali incombustibili e resistenti al fuoco o resi tali. In quest'ultimo
caso deve essere presentato per la preventiva approvazione del comando VV.FF., il progetto
esecutivo delle strutture.

        2) L'autorimessa non deve avere alcuna comunicazione con le scale, ascensori ed altri
locali non facenti parte dell'autorimessa; la separazione dell'autorimessa stessa deve essere
eseguita con muro taglia fuoco dello spessore minimo di 2 teste di mattoni pieni. Le
intercapedini di aerazione devono essere ad esclusivo servizio del locale; scale ed ascensori
devono condurre alle autorimesse solo attraverso zone scoperte della superficie minima di mq
6 con porte interdistanti non meno di mt 2.00.

       3) Le rampe di accesso non possono avere pendenza superiore al 20%, devono avere
larghezza tale da consentire il transito contemporaneo di due autoveicoli nei due sensi e
comunque non inferiore a mt 4.00.

         4) L'altezza minima netta non può essere inferiore a mt 2.50.

         5) In posizione opposta all'ingresso devono essere realizzate una o più uscite di
sicurezza per le persone. Tali uscite devono essere raggiungibili con percorsi non superiori a
mt 30.00; le scale devono essere racchiuse in gabbie di muratura dotate al piede di porta
metallica. Tali scale non possono terminare sotto grigliato o botola ed essere di tipo a pioli
infissi al muro.

       6) Le grandi autorimesse al piano terra devono essere compartimentate con strutture in
mattoni pieni a due teste in modo che ciascun compartimento non abbia superficie maggiore
di mq 2.000. Le autorimesse al primo piano interrato devono avere invece compartimenti di
superficie non superiore a 1.500 mq e quelle al secondo piano interrato compartimenti con
superfici non superiori a 750 mq. Tra le autorimesse del primo e del secondo piano interrato
non deve sussistere alcuna comunicazione e le intercapedini devono essere diaframmate in
modo da rendere indipendenti l'aerazione di ogni piano. Ciascun compartimento deve essere
servito da rampa di accesso indipendente ed i compartimenti possono essere tra loro
comunicanti mediante aperture, per il passaggio dei veicoli, munito di serramenti metallici a
chiusura automatica. Per la suddivisione in compartimenti delle autorimesse deve essere
presentato un progetto per la preventiva autorizzazione.

         7) Gli impianti elettrici devono essere a regola d'arte e conformi alle norme C.E.I.

        8) Gli scarichi delle acque di lavaggio devono essere muniti prima del collegamento
alla fognatura cittadine di idoneo pozzetto "a trappola".

       9) Nelle autorimesse interrate non possono ricavarsi locali deposito od officina con uso
di fiamme libere o a verniciatura.



                                                                               56
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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        10) In prossimità di uno degli ingressi o al piede della rampa di ogni compartimento
dell'autorimessa deve essere installata una bocca da incendio da mm 45 UNI derivata
direttamente dall'acquedotto cittadino posta in cassetta metallica con sportello fragile e
corredata di lancia e tubo di mandata di lunghezza tale da poter battere ogni punto del locale.

        11) Nelle autorimesse poste al secondo piano interrato deve essere installato un
impianto di spegnimento automatico a pioggia realizzato secondo le norme del Concordato
Italiano Incendi. Deve essere presentato progetto dettagliato per la preventiva approvazione.

       12) Devono essere installati n. 2 estintori a schiuma da lt 10 o di tipo equivalente e n. 2
secchielli con sabbia ogni 60 mq di superficie utile.




                                                                Art. 72
                                                     Nullaosta dei Vigili del Fuoco

        Per edifici di altezza superiore a mt 24, per le costruzioni industriali e di carattere
speciale (culturali, ricreative, turistiche, ricettive, commerciali, comunitarie, etc.), il rilascio
del certificato di agibilità o di abitabilità è subordinato al nullaosta dei VV.FF.



                                                      Art. 73
                           Criteri di sicurezza per impianti domestici di gas liquefatto

       Gli impianti per usi domestici funzionanti con gas liquefatto devono soddisfare ai
seguenti requisiti:

        a) la bombola (o le bombole) di gas liquefatto deve essere situata all'esterno del locale
di utilizzazione, i vani chiusi verso l'interno, apribili ed aeratiti permanentemente verso
l'esterno;

        b) le tubazioni fisse metalliche nell'attraversamento delle murature debbono essere
protette con guaina pure metallica, aperta versa l'esterno, chiusa ermeticamente verso l'interno
e munita di valvola di interruzione del flusso;

        c) la tubazione flessibile di collegamento tra la tubazione fissa e l'apparecchio
utilizzatore deve essere realizzata con materiale resistente all'usura e all'azione chimica del
gas liquefatto, con giunzioni sia alla tubazione che all'apparecchio, ugualmente resistenti
all'usura atte ad evitare fughe di gas.


                                            Art. 74
      Criteri di sicurezza per impianti centralizzati di riscaldamento e condizionamento



                                                                               57
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


        Gli impianti di riscaldamento o di condizionamento per edifici di abitazione, uffici,
negozi e simili oltre ad essere realizzati secondo le disposizioni vigenti in merito e, ove ne
ricorrano le circostanze, secondo le disposizioni per i luoghi di pubblica frequenza, devono
osservare le norme seguenti:

       a) il locale destinato a centrale termica deve essere accessibile direttamente dall'esterno
mediante porta apribile anch'essa versa l'esterno; salvo casi in cui ciò sia assolutamente
impossibile e comunque dietro specifica autorizzazione dell'autorità comunale, tale porta deve
prospettare su spazi pubblici;

       b) il rifornimento del carburante di qualsiasi genere deve avvenire in modo che
l'automezzo rifornente possa sostare fuori dalla sede stradale; possono essere utilizzate a tale
scopo le aree per parcheggio purché adeguatamente ubicate;

      c) prese ed uscite di aria di impianti di condizionamento di qualsiasi dimensione non
possono aprirsi su spazi pubblici se non al di sopra dell'altezza di mt 2.50 dal marciapiede e,
ove mancante, dalla sistemazione esterna del fabbricato.




                                                                   Art. 75
                                                          Rinvio a leggi particolari

        Ascensori o montacarichi con relativi vani corsa, impianti elettrici e termici,
autorimesse, depositi di materiali infiammabili, etc., sono soggetti anche a norme e
prescrizioni tecniche degli enti preposti che qui si intendono richiamate.

        Lo stesso dicasi per gli edifici speciali come: sale di spettacolo, edifici collettivi,
alberghi, scuole, collegi, ospedali, case di cura, industrie, impianti sportivi, etc., che
sottostanno a speciali regolamentazioni previste da leggi particolari.

        Le attività di cui all'art. 1) del presente Regolamento sono soggette alla specifica
legislazione di settore ed in particolare alle normative antincendio, strutturale nonché dell'Ente
Nazionale per la Prevenzione Infortuni delle quali di seguito vengono riportate le disposizioni
fondamentali.

A) Normativa Antincendio

       - Legge 27/12/1941 n. 1570 "Nuove norme per l'organizzazione del Servizio An-
tincendio";
       - Legge 13/5/1961 n. 469;
       - Legge 26/7/1965 n. 966 "Disciplina delle tariffe, delle modalità di pagamento e dei
compensi al personale del Corpo Nazionale dei VV.FF. per i servizi a pagamento";
       - D.M.I. 16/2/1982 "Modificazioni del D.M.I. 27/9/1965 concernente la
determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi, chiarimenti e criteri
applicativi";

                                                                               58
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


        - Legge 18/7/1980 n. 406 "Disposizione per la prevenzione incendi";
        - D.P.R. 29/7/1982 n. 577 "Approvazione del regolamento concernente l'espleta-
mento dei servizi di prevenzione e di vigilanza antincendio";
        - Legge 7/12/1984 n. 818 "Nulla osta provvisorio per le attività soggette ai con-
trolli di prevenzione incendi, modifica degli artt. 2 e 3 della legge 4/3/1982 n.66
“norme integrative dell'ordinamento del Corpo Nazionale dei VV.FF.";
        - D.M.I. 8/3/1985 "Direttive sulle misure più urgenti ed essenziali di prevenzione
incendi al fine del rilascio del nulla osta provvisorio di cui alla legge 7/12/1984 n. 818";
        - D.M.I. 25/3/1985 "Procedure e requisiti per l'autorizzazione e l'iscrizione dei
professionisti negli elenchi del MM.II. di cui alla legge 7/12/1984 n. 818";
        - D.M.I. 26/3/1985 " Procedure e requisiti per l'autorizzazione e l'iscrizione di Enti e
Laboratori negli elenchi del MM.II. di cui alla Legge 7/12/1984 n. 818";
        - D.P.R. 8/6/1982 n. 524 "Attuazione delle direttiva C.E.E. n. 77/576 per il rav-
vicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli stati membri
in materia di segnaletica di sicurezza sul posto di lavoro e della direttiva C.E.E. n. 79/640 che
modifica gli allegati della direttiva suddetta";
        - D.M.I. 30/11/1983 "Termini, definizioni e simboli grafici di prevenzione incendi".

B) Normativa Strutturale

        - Legge 5/11/1971 n. 1086 "Norme per la disciplina delle opere in conglomerato
cementizio normale e precompresso ed a struttura metallica";
        - D.M.LL.PP. 27/7/1985 "Norme tecniche per la esecuzione delle opere in C.A.
normale e precompresso e per le strutture metalliche";
        - D.M.LL.PP. 3/12/1987 "Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle
rocce, la stabilità, l'esecuzione ed il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere
di fondazione".

C) Normativa Antinfortunistica

        - D.P.R. 27/4/1955 n. 547 "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro";
        - D.P.R. 7/1/1956 n. 164 "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle
costruzioni";
        - D.P.R. 19/3/1956 n. 302 "Norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro inte-
grative di quelle generali emanate con D.P.R. 27/4/1955 n. 547";
        - D.P.R. n. 303 "Norme generali per l'igiene sul lavoro";
        - D.P.R. 8/6/1982 n. 524 "Attuazione della direttiva C.E.E. n. 77/576 per il rav-
vicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli stati membri
in materia di segnaletica di sicurezza sul posto di lavoro e della direttiva C.E.E. n. 79/640 che
modifica gli allegati della direttiva suddetta";
        - Circolare Ministero della Previdenza Sociale n. 149;
        - D.P.R. 27/1/1956 n. 164 "Disciplina della costruzione e dell'impiego dei ponteggi
metallici fissi".


                                                                        CAPO III



                                                                               59
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


                           Norme per il superamento delle barriere architettoniche


                                                Art. 76
              Prescrizioni per l'accesso e la fruibilità per persone fisicamente impedite

         Accesso e fruibilità delle costruzioni da parte di persone fisicamente impedite:

1) Luoghi da sottoporre a particolare disciplina.


        I luoghi da rendere accessibili nelle costruzioni alle persone fisicamente impedite nelle
loro capacità motorie, visive e uditive, a integrazione di quelli elencati dalla legge e sulla base
del presente Regolamento Edilizio, sono:

        - le nuove costruzioni a destinazione d'uso residenziale;
        - le nuove costruzioni destinate a usi misti e produttivi, allorché non abbiano ad
assolvere esigenze operative che debbano escludere per ragioni tecniche o di sicurezza tale
accessibilità;
        - le costruzioni recuperate, quantomeno per le parti di esse ove l'accesso delle persone
fisicamente impedite appaia possibile e conveniente;
        - gli spazi di ogni altra costruzione, nuova o recuperata, coperti o scoperti, dove, a
causa della loro funzione colletiva, debba essere assicurata la fruibilità degli spazi stessi da
parte di tutti.

2) Requisiti

       Negli spazi e nelle costruzioni elencati al precedente punto 1) ad integrazione di quelli
espressamente indicati dalla legge, devono essere garantiti:

        - l'accesso ai medesimi o, quantomeno, ai mezzi di sollevamento meccanico delle
persone nelle costruzioni di cui al punto 1);
        - attraverso rampe indipendenti abbinate alle scale di larghezza non inferiore ad 1.30
mt, di lunghezza non superiore a 10 mt, di pendenza fra il 5% e l'8%, convenientemente
protette ai loro lati e pavimentate con materiale antisdruciolevole;
        - la disponibilità di almeno un ascensore di dimensioni minime interne 0.90x1.30, con
apertura della cabine posta sul lato più corto attraverso porta a scorrimento laterale di
larghezza non inferiore a 0.90 mt;
        - l'inclinazione delle rampe delle scale in ragione di gradini con alzata non supe-riore a
17 cm e pedata non inferiore a cm 30;
        - l'attrezzatura di queste ultime con corrimano continuo ed eventualmente anche
centrale quando la larghezza della rampa superi 1.50 mt;
        - una larghezza minima delle piattaforme di distribuzione, anche se servite dal solo
ascensore di 1.50 mt;
        - la fruibilità dell'alloggio mediante portantini d'ingresso e porte interne - ivi
comprese quelle di accesso alla cucina e ad almeno un locale igienico con più di tre
apparecchi - di larghezza non inferiore ad 80 cm e, in particolare, l'uso di quest'ultimo da parte

                                                                               60
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


delle persone vincolate all'uso di quest'ultimo da parte di persone vincolate all'uso della sedia
a ruote;
        - la fruibilità dei servizi comuni nelle costruzioni dell'ultimo comma del punto 1) nelle
stesse costruzioni la fruibilità di almeno un gabinetto mediante porte di accesso prive di
dislivello e non inferiore ad 80 cm;
        - la manovrabilità degli essenziali comandi elettrici dell'alloggio, che non devono
essere posti ad un'altezza superiore a 90 cm dal pavimento.




                                                                        CAPO IV

                                                 Norme relative alle aree scoperte

                                                                  Art. 77
                                                           Manutenzione delle aree

        Nelle aree a verde, nei giardini privati, la vegetazione esistente ed in particolare gli
alberi di alto e medio fusto dovranno essere conservati e se possibile incrementati nel rispetto
della tradizione della flora locale.

       In luogo degli alberi eventualmente abbattuti per l'esecuzione di opere edilizie saranno
impiantati altrettanti esemplari di pari grandezza ed essenza.

       L'abbattimento o la sostituzione di piante di medio o alto fusto è soggetto ad
autorizzazione edilizia.

        L'ubicazione delle nuove costruzioni sarà tale da evitare quanto più possibile
l'abbattimento di alberi in particolare gli esemplari più rigogliosi e caratteristici.

       Nelle aree scoperte all'interno di lotti residenziali dovranno essere messe a dimora
alberi d'alto fusto, zone prative, zone lastricate e per attrezzature, giochi, etc., nonché
adeguato impianto di illuminazione artificiale.



                                                              Art. 78
                                               Depositi di materiali su aree scoperte

       I depositi di materiali su aree scoperte, alla rinfusa o accatastati, visibili da strade o
spazi pubblici sono vietati nelle zone destinate a residenza. Sono invece consentiti all'interno

                                                                               61
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


delle zone produttive se non costituiscono pericolo per l'igiene pubblica o del suolo e per
l'incolumità delle persone e non siano, a giudizio delle autorità competenti indecorose.

         Gli impianti per la demolizione delle auto e relativi depositi dovranno essere collocati
all'interno delle zone industriali o artigianali, fermo restando l'obbligo di rispetto dell'igiene,
della pubblica incolumità e del decoro.


                                                              Art. 79
                                                 Esposizione a cielo libero di merci

       L'esposizione a cielo libero su aree pubbliche o private, di veicoli di merci, in via
temporanea o permanente, è soggetta ad autorizzazione da parte del Responsabile
dell’Ufficio Tecnico.

                                                        Art. 80
                                 Strutture precarie, smontabili, trasferibili, gonfiabili

        L'installazione in aree pubbliche o private di strutture precarie, smontabili, trasferibili,
(chioschi per vendita giornali, fiori, etc.), gonfiabili (coperture pressostatiche di impianti
sportivi, tendoni per spettacoli, etc.), è soggetta ad autorizzazione da parte del Responsabile
dell’Ufficio Tecnico previa acquisizione dei relativi parrei e nullaosta da parte degli Enti ed
Organi competenti.

       Non è consentita la realizzazione o l'installazione di costruzioni temporanee o precarie
di qualsiasi tipo ad uso abitativo, fatta eccezione nei casi di calamità naturale, se non nelle
aree destinate negli strumenti urbanistici a tale scopo e nel rispetto delle norme ivi previste.




                                                                         CAPO V

                                                      Norme di buona costruzione

                                                            Art. 81
                                         Stabilità e sicurezza delle nuove costruzioni

        Per ogni costruzione dovranno essere osservate le norme e prescrizioni fissate dalle
leggi vigenti in materia di stabilità delle fondazioni e delle costruzioni nonché di sicurezza
degli impianti tecnologici.


                                                             Art. 82
                                           Stabilità e sicurezza degli edifici esistenti




                                                                               62
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


        I proprietari di edifici hanno l'obbligo di provvedere alla manutenzione di essi in modo
che tutte le loro parti mantengano costantemente i requisiti di stabilità e di sicurezza richiesti
dalle norme vigenti.

        Quando un edificio o parte di esso minacci rovina dalla quale possa derivare pericolo
alla pubblica incolumità, il Sindaco, sentito il tecnico comunale, potrà ingiungere la pronta
riparazione o la demolizione delle parti pericolanti, fissando le modalità del lavoro da eseguire
e assegnando un termine preciso per l'esecuzione del lavoro stesso, sotto comminatoria
dell'esecuzione d'ufficio a spese del proprietario o dei proprietari inadempienti.

       La manutenzione delle aree di proprietà privata, anche se destinate a strade, piazze o
spazi di uso pubblico, è a carico dei proprietari fino a quando non siano perfezionate le
pratiche di esproprio, cessione od acquisizione.




                                                                        CAPO VI

                                             Uso di suolo, spazio e servizi pubblici


                                        Art. 83
         Occupazione temporanea o permanente di spazio o suolo o sottosuolo pubblico

        E' vietato occupare, anche temporaneamente, il suolo o lo spazio pubblico senza
preventiva autorizzazione specifica del Responsabile dell’Ufficio Tecnico, il quale può
accordarla nel rispetto delle norme e procedure previste dall’apposito regolamento
comunale e con l’osservanza di quanto previsto dagli artt. 25 e seguenti del D.Legs.
285/92 e successive modificazioni ed integrazioni, sentita la C.E. e dietro pagamento della
relativa imposta, quando ritenga l'occupazione stessa non contrastante con il decoro cittadino
e non dannosa per la pubblica igiene ed incolumità.

       Il Responsabile dell’Ufficio Tecnico, sentita la C.E., potrà anche consentire
l'occupazione permanente di suolo pubblico per coscrizioni, quando essa conferisca decoro al
fabbricato che deve sorgere e sempre che lo consentano le condizioni delle proprietà
confinanti e l'esigenza della viabilità.

       Alle stesse condizioni può consentirsi la creazione di intercapedini coperte sotto il
suolo stradale e l'occupazione permanente di spazio pubblico con sporgenze e balconi,
secondo le norme di cui al precedente art. 38.

        E' vietato eseguire scavi o rompere il pavimento di strade pubbliche o aperte al
pubblico transito per piantarvi pali, immettere o restaurare condutture nel sottosuolo, costruire
o restaurare fogne o per qualsivoglia altro motivo, senza specifica autorizzazione del
Responsabile dell’Ufficio Tecnico, in cui siano indicate le norme da osservarsi
nell'esecuzione dei lavori, compresi quelli di ripristino.

                                                                               63
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------



       Il rilascio della suddetta autorizzazione è subordinato al pagamento della relativa tassa
ed al versamento del deposito di garanzia da effettuarsi presso la tesoreria del Comune, e sul
quale il Comune avrà piena facoltà di rivalersi delle eventuali penali e delle spese non
rimborsate dagli interessati.

        Il Responsabile dell’Ufficio Tecnico potrà, sentita la C.E., concedere l'occupazione
del suolo o del sottosuolo stradale, con impianti per servizi pubblici di trasporto o con
canalizzazioni idriche, elettriche, etc., oltre che con chioschi, il cui progetto dovrà, però,
rispettare le nome dettate al Titolo I, Capo III.

       Il concessionario in tal caso, oltre al pagamento della imposta prescritta per l'uso del
suolo pubblico, è tenuto ad osservare sotto la sua personale responsabilità tutte le necessarie
cautele perché il suolo stesso non subisca danni e perché non sia in alcun modo intralciato o
reso pericoloso il pubblico transito.


                                                                  Art . 84
                                                           Rinvenimenti e scoperte

        Ferme restando le prescrizioni delle vigenti leggi sull'obbligo di denuncia alle autorità
competenti da parte di chiunque compia scoperte di presumibile interesse paleontologico,
storico-artistico o archeologico del tipo indicato nell’art 2 del D.Lgs. 490/99, ai sensi di
quanto previstonell’art 87 del D.Lgs.490/99, il committente, il direttore e l'assuntore dei
lavori sono tenuti a segnalare immediatamente al Sindaco i ritrovamenti aventi presumibile
interesse pubblico che dovessero verificarsi nel corso dei lavori di qualsiasi genere.

       La disposizione di cui al comma precedente si applica anche nel caso di reperimento di
ossa umane.

        Le persone di cui al primo comma sono tenute ad osservare e fare osservare tutti quei
provvedimenti che il Sindaco ritenesse opportuno disporre in conseguenza di tali scoperte, in
attesa delle definitive determinazioni delle competenti autorità.



                                                              Art. 85
                                                Uso di scarichi e di acque pubbliche

       I luoghi per gli scarichi pubblici sono stabiliti dal tecnico comunale, sentito l'Ufficiale
Sanitario, e di essi è data indicazione nella concessione.

       I materiali scaricati dovranno essere sistemati e spianati, secondo le indicazioni del
tecnico comunale e, comunque, in modo da non determinare cavità od ineguaglianze che
permettano il ristagno dell'acqua.




                                                                               64
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                         COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
         -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


       E' vietato, senza speciale nullaosta del Comune, servirsi per i lavori dell'acqua
defluente da fontane pubbliche o corrente in fossi e canali pubblici nonché deviare, impedire o
comunque intralciare il corso normale di questi ultimi.



                                                                            CAPO VII

                                                    Garanzia della pubblica incolumità


                                                       Art. 86
                            Segnalazione, recinzione ed illuminazione della zona dei lavori

      In tutti i cantieri di lavoro deve essere affissa, in vista del pubblico,una tabella
chiaramente leggibile riportante tutte le voci indicate all’art.33, comma sesto, del
presente regolamento.

       1) nome e cognome del proprietario committente ed, eventualmente, amministrazione
pubblica interessata ai lavori;
       2) nome, cognome e titolo professionale del progettista e del direttore dei lavori;
       3) denominazione dell'impresa assuntrice dei lavori o indicazione che i lavori sono
eseguiti in economia diretta;
       4) nome, cognome e qualifica dell'assistente;
       5) una sezione schematica dell'edificio indicante il numero dei piani del progetto.
       Ogni cantiere dovrà essere decorosamente recintato per l'altezza indicata nella
concessione e dotato di razionale latrine provvisoria.

        Le recinzioni dovranno essere dotate in ogni angolo di lanterne rosse, facilmente
visibili a media distanza, mantenute accese, a cura del responsabile del cantiere, durante
l'intero orario della pubblica illuminazione stradale, ed avere porte apribili verso l'interno,
munite di serrature o catenacci che ne assicurino la chiusura nelle ore di sospensione dei
lavori.

       Il Responsabile dell’Ufficio Tecnico potrà consentire l'esenzione dall'obbligo della
recinzione quando:

              a) si tratti di lavori di limitata entità e di breve durata;
              b) si tratti di lavori esclusivamente interni;
              c) si tratti di tinteggiature, di prospetti, brevi opere di restauro esterne, ripulitura di
tetti;
              d) ostino ragioni di pubblico transito.

        Salvo nel caso di cui al punto b), tuttavia, dovranno essere disposte nella via
sottostante o adiacente idonee segnalazioni luminose o di altro tipo che avvertano i passanti
del pericolo, e il primo ponte di servizio non potrà essere costruito ad altezza inferiore a 2.50



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mt dal suolo misurato nel punto più basso dell'armatura del ponte stesso, il quale dovrà essere
costruito in modo da costituire sicuro riparo per lo spazio sottostante.




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                                                           Ponti e scale di servizio

         I ponti, i cavalletti, le scale di servizio e le incastellature debbono essere poste in opera
con le migliori regole dell'arte in modo da prevenire qualsiasi pericolo sia per gli operai che
per i terzi.

       Le funi delle macchine adibite al sollevamento dei materiali debbano essere munite di
dispositivi di sicurezza che impediscano la caduta dei materiali e dei recipienti che li
contengono.

       E' vietato costruire ponti e porre assi a sbalzo sopra il suolo pubblico senza particolare
autorizzazione comunale.

        In caso di cattiva costruzione di un ponte o di insufficiente cautela della posa di assi a
sbalzo, sentito il tecnico comunale, il Sindaco potrà ordinare l'immediato sgombero del ponte
o la rimozione degli assi ritenuti pericolosi per la pubblica incolumità, indipendentemente
dalle responsabilità penali degli aventi causa.



                                             Art. 88
         Scarico dei materiali - Demolizioni - Nettezza delle strade adiacenti ai cantieri

        E' assolutamente vietato gettare, tanto dai ponti di servizio che dai tetti o dall'interno
delle case, materiale di qualsiasi genere.

       Durante i lavori, specie se di demolizione, dovrà essere evitato l'eccessivo
sollevamento di polvere mediante opportune bagnature.

       Il responsabile del cantiere deve provvedere ad assicurare il costante mantenimento
della nettezza nella pubblica via per tutta l'estensione della costruzione e le immediate
vicinanze.

       Il trasporto dei materiali utili o di rifiuto dovrà essere fatto in modo da evitare ogni
deposito o accatastamento lungo le strade interne dell'abitato, salvo speciale autorizzazione
del Sindaco e qualora non intralci il pubblico transito.




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       Qualora si verifichi intralcio il responsabile del cantiere è tenuto a provvedere
all'immediata rimozione dei materiali dalla parte di strada pubblica su cui è avvenuto il
deposito.



                                                            Art. 89
                                             Responsabilità degli esecutori di opere

       Il Commitente, il titolare della concessione, il Direttore dei Lavori, il costruttore
ed il direttore di Cantiere sono responsabili di ogni inosservanza, così delle norme
generali di legge e di regolamento come delle modalità che siano state fissate nella
concessione edilizia, e devono adottare, ognuno relativamente alle proprie competenze,
tutti quei mezzi e provvedimenti od accorgimenti necessari per evitare pericoli di
qualsiasi genere che possano provenire dall’esecuzione di opere.

        Il Sindaco potrà far controllare, da funzionari e da agenti, l'idoneità dei provvedimenti
di cui sopra e, ove lo ritenga opportuno, ordinare maggiori cautele, senza che ne derivino in
alcun modo una attenuazione delle responsabilità dei soggetti di cui al comma precedente.




                                                                 Art. 90
                                                         Rimozione delle recinzioni

        Immediatamente dopo il compimento dei lavori il costruttore deve provvedere alla
rimozione dei ponti, barriere o recinzioni posti per il servizio dei medesimi, restituendo alla
circolazione il suolo pubblico libero da ogni ingombro ed impedimento.

      In ogni caso, trascorso un mese dall'ultimazione delle opere, deve cessare ogni
occupazione di suolo pubblico con materiale, ponti e puntellature.

        In caso di inadempienza il Responsabile dell’Ufficio Tecnico potrà ordinare
l'esecuzione d'ufficio a carico del proprietario e salve le sanzioni previste dalle norme vigenti.



                                                                      Art. 91
                                                                  Contravvenzioni

       Le contravvenzioni alle norme del presente Regolamento edilizio vengono applicate ai
termini dell'art. 106 e seguenti del T.U. L.C.P. n° 383/1934 e successive modificazioni e
integrazioni.



                                                                               67
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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         Le inosservanze alle norme igienico-sanitarie sono punibili con le penalità stabilite
dall'art. 344 del T.U. delle leggi sanitarie n° 1265/1938 e successive modificazioni.




                                                                     TITOLO IV

                                      SANZIONI E DISPOSIZIONI TRANSITORIE


                                                                         Art. 92
                                                                         Sanzioni

        Per le violazioni delle disposizioni del presente regolamento, salve le pene speciali che
fossero previste da altre leggi e regolamenti, si provvederà con l'osservanza delle norme
stabilite dalle leggi vigenti in materia edilizia ed urbanistica.

        Se la violazione si riferisce ad occupazione di suolo o spazio pubblico, ovvero ad
esecuzione dei lavori vietati o per i quali sarebbe occorsa l'autorizzazione comunale,
l'intimazione del Sindaco comporta l'obbligo per il contravventore di cessare immediatamente
dall'occupazione, di desistere dagli atti vietati demolendo i lavori e rimuovendo gli oggetti e i
materiali, nonché di provvedere all'immediato ripristino dello statu quo ante, restando
responsabile pienamente dei danni non eliminabili.

        Se la violazione consiste nella mancata esecuzione dei lavori o nel mancato
adempimento di atti obbligatori, l'intimazione del Sindaco comporta la decadenza delle
autorizzazioni e la sospensione dei servizi prestati dal Comune al contravventore, e può
inoltre definire i tecnici responsabili ai rispettivi Consigli degli ordini professionali.



                                                 Art . 93
                           Adeguamento al Regolamento delle costruzioni preesistenti

         Il Sindaco, per motivi di pubblico interesse, potrà, sentita la C.E. e, se del caso,
l'autorità urbanistica territorialmente competente, ordinare la demolizione di costruzioni e la
rimozione di strutture occupanti o restringenti le sedi stradali ed eseguite a termine delle
norme che vigevano all'epoca della loro costruzione, salvo il pagamento dell'indennità
spettante ai proprietari.

         La rimozione delle strutture sporgenti su suolo pubblico quali gradini, sedili esterni,
paracarri, latrine, grondaie, tettoie, sovrappassi, imposte di porte o di finestre aperte
all'esterno, etc., deve essere prescritta, ove non sia assolutamente urgente ed indifferibile, in
occasione di notevoli restauri o trasformazioni degli edifici o delle parti in questione.




                                                                               68
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                    COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA                                         - REGOLAMENTO EDILIZIO
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                                                                  Art. 94
                                                           Disposizioni transitorie

       I lavori di qualsiasi genere non ancora iniziati alla data di entrata in vigore del presente
regolamento sono soggetti alle disposizioni da esso dettate.

       I lavori già iniziati in base ad autorizzazioni precedentemente ottenute potranno essere
ultimati, entro i limiti consentititi dalle leggi vigenti, ma dovranno uniformarsi alle norme
presenti in quanto applicabili.

       Entro tre anni dall'entrata in vigore del presente regolamento potranno essere riviste,
modificate ed eventualmente revocate tutte le autorizzazioni relative all'occupazione
permanente di suolo pubblico assentite in base alle precedenti disposizioni.

       A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento Edilizio sono
abrogate inoltre le disposizioni regolamentari emanate dal Comune che contrastino o risultino
incompatibili con le norme in esso contenute.

       Il presente Regolamento Edilizio entra in vigore dopo l'approvazione da parte delle
competenti autorità e dopo l'avvenuta pubblicazione per 15 gg. consecutivi all'Albo Pretorio
del Comune.
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