Docstoc

Gli Ebrei

Document Sample
Gli Ebrei Powered By Docstoc
					“Scrivere una storia sugli Ebrei è quasi come scrivere la storia
del mondo, ma da un angolo prospettico particolare. Gli Ebrei
si trovano proprio al centro del perenne tentativo di dare alla
vita umana la dignità di uno scopo. La loro storia induce a
pensare che valga la pena di fare questo tentativo? O ne rivela
la fondamentale inutilità?”
Paul Johnson, “Storia degli Ebrei”
        Lingua                      Geografia
                       Storia


Fonti                 EBREI            Religione




Libri e film consigliati        Articoli di giornale
                                            Fonti
•   STORIA DELLA SHOAH.
Autori: Omer Bartov, Philippe Burrin, Marina Cattaruzza, Dan Diner, Marcello Flores, Saul
    Friedlander, Simon Levis Sullam, Enzo Traverso.
Casa Editrice: Utet, anno di pubblicazione 2005

•   STORIA DEGLI EBREI
Autore: Paul Johnson
Casa Editrice: Tea Storica, anno di pubblicazione 1994

•   RAZZE E POPOLI ELLA TERRA
Autore: Renato Blasutti
Casa Editrice: Utet, anno di pubblicazione 1967

•   HATIKVA’, il ritorno degli Ebrei nella Terra Promessa
Autore: Rosellina Bolbi
Casa Editrice: Laterza, anno di pubblicazione 1983

•   IL PROBLEMA EBRAICO NEL MONDO MODERNO
Autore: James Parkes
Casa editrice: La Nuova Italia, anno di pubblicazione 1953
•   GLI EBREI
Autore: Thaly Blanga
Casa Editrice: Xenia, anno di pubblicazione 1999

•   WWW.REPUBBLICA.IT

•   WWW.WIKIPEDIA.ORG

•   WWW.MORASHA.IT

•   QUADRI DI CIVILTA’
Autore: Vittoria Calvani
Casa editrice: Mondadori, anno di pubblicazione 2000

•   NUOVI CONFRONTI
Autore: Michele Contadini, Alessandra Marcuccini, Anna Paola Cardinali
Casa editrice: Eurelle Edizioni, anno di pubblicazione 2005

•   GLI EBREI
Autore: Piero Stefani
Casa editrice: il Mulino, anno di pubblicazione 1999
                       E‟ scritta in                                        La festa principale è
                      lingua Ebraica         E‟ corrispondente ai
                                                     5 libri              la Pasqua ebraica:
Contiene la legge                               del Pentateuco                    si festeggia
    Ebraica,
                                                                             la liberazione dalla
 ovvero i Dieci                 Torah                                         schiavitù in Egitto
 Comandamenti
                           Testo sacro


                                                                              E‟ riconoscibile
    Contiene la descrizione                RELIGIONE
                                                                              solo attraverso
           dell‟inizio                      EBRAICA                         le sue opere di bene
    dell‟umanità e la storia              (MONOTEISTA)
      del popolo Ebraico


                                         Il giorno sacro       E‟ venerato UN
                                          è il Sabato              solo Dio
    Il luogo sacro, in cui si
    celebra la funzione reli-
    giosa, è la Sinagoga                                                          L‟uomo non può
                                                 Stabilisce le leggi
                                                                                     percepirlo
                                               della società Ebraica
                                                                                    (Esodo 33:20
                                               (potere teocratico),               "Un uomo non può
                                            tuttavia concede il libero            vedermi e vivere“)
       Il sacerdote che
                                                arbitrio agli uomini
       celebra la messa
     è chiamato rabbino
• Torah: significa insegnamento, legge.
  Direttiva impartita autorevolmente (da Dio,
  dal rabbino, ecc.). Dopo l’esilio passa ad
  indicare i cinque libri di Mosè.
• Rabbino: è uno studioso che ha ricevuto l'ordinazione
  (semikhah) ed è autorizzato, secondo la tradizione
  ebraica, a decidere su questioni rituali, solitamente
  legate alle regole alimentari. I rabbini sono noti anche
  come maestri (rav) o saggi (chakham).
Poiché è proibito ricevere denaro per insegnare o per
  decidere su problemi di Halakhah, i rabbini nel
  passato non erano pagati per le loro attività e
  dovevano mantenersi autonomamente.
Oggi sono dei funzionari stipendiati dalla sinagoga, con
  ampi doveri pastorali e di predicazione. Le donne
  vengono ordinate rabbini dai seminari riformati,
  ricostruzionisti e conservativi, ma l'ebraismo ortodosso
  si oppone con decisione all'ordinazione di donne.
                                   Teocrazia

Il concetto di teocrazia fu coniato dallo storico Giuseppe Flavio nel I secolo. Egli
definì come teocrazia il governo tipico degli Ebrei. La teocrazia è infatti una forma
di governo in cui il potere politico è stabilito su base religiosa.
Nel senso più stretto della parola, teocrazia consiste di due termini distinti: "teo“
che significa "dio" e "crazia" che vuol dire "forma di governo", da cui teocrazia
significa letteralmente "governo di dio". Di fatto la teocrazia è sempre, più o meno
esplicitamente, una ierocrazia, cioè il governo di un clero.
Nel senso più comune del termine teocrazia, in cui alcuni governanti civili coincidono
con alcuni capi religiosi (per esempio l'imperatore bizantino come capo della Chiesa o
il presidente di Cipro arcivescovo Makarios nel periodo 1960-1974), le politiche
governative coincidono con quelle religiose oppure sono fortemente influenzate dai
principi di una religione (solitamente quella più diffusa) e tipicamente il governo
dichiara di comandare per volere di Dio o di un altro potere superiore, come
specificato dalla religione locale. La teocrazia è concepita in antitesi alla democrazia,
che fonda la legittimità del potere politico e la fonte del diritto nella volontà di
popolo, e non nel volere di Dio.
                                    Lingua

Per lingua ebraica (Ebraico: ‫ )עִ בְרית‬si intendono sia l'ebraico biblico (o
                                  ִ
classico) –periodo biblico e postesilico-, sia l'ebraico postbiblico e rabbinico
–periodo compreso tra la Mishnà e l‟Haskalà-, sia quello moderno –periodo
che va dall‟Haskalà all‟inizio del XX secolo- : la lingua ufficiale dello stato di
Israele, che conta circa 7 milioni di locutori. Generalmente quello biblico e
quello moderno sono considerati come due livelli di una stessa lingua (per
quanto vi siano a volte difformità notevoli tra lingua antica e
contemporanea). L'ebraico è una lingua semitica, e perciò appartenente alla
stessa famiglia cui afferisce anche la lingua araba.
Originariamente, la lingua ebraica era la lingua utilizzata dagli Ebrei quando
ancora vivevano in maggioranza in Medio Oriente. Si stima che circa 2300
anni fa l'ebraico cadde in disuso come lingua parlata, sostituita
dall'aramaico.
Nei secoli seguenti, gli ebrei della diaspora continuarono ad adoperare
questa lingua solo per le cerimonie religiose.
Nella vita di tutti i giorni, gli ebrei si esprimevano invece in lingue locali o in altre
lingue ebraiche come lo yiddish o il ladino, nate dall'incontro tra l'espressione ebraica
e altre lingue, spesso scritte con l'alfabeto ebraico.
La popolazione sente l‟ esigenza di una lingua propria che risponda alle necessità della
vita “ profana” di tutti i giorni.
Dopo la nascita del Sionismo, quindi, si propose da più parti di riprendere l'ebraico
come lingua quotidiana per gli ebrei che immigravano nella Palestina. Il linguista che
mise in pratica la proposta fu Eliezer Ben Yehuda, un ebreo lituano che emigrò in
Palestina nel 1881.
Fu lui a creare nuove parole per i concetti legati alla vita moderna, che nell'Ebraico
classico non esistevano.
Gli ebrei ortodossi non accettarono inizialmente l'idea di usare la "lingua santa“
ebraica per la vita quotidiana, e tutt'oggi in Israele alcuni gruppi di ebrei ultra
ortodossi continuano ad usare lo Yiddish per la vita di ogni giorno.
Detto ciò, l'ebraico prese piede rapidamente tra gli immigrati ebrei nonostante alcune
resistenze e nel 1948 diventò la lingua ufficiale di Israele, insieme all'arabo.
 Al giorno d'oggi l'ebraico è una lingua che viene usata in tutti i campi della
 vita, inclusa la scienza, pur mantenendo un legame con l'ebraico classico.
 Oltre a questa radice sono confluite al suo interno influenze provenienti
 dallo yiddish, dall'arabo, dal russo e dall'inglese.
 Le comunità ebraiche della diaspora continuano a parlare altre lingue, ma gli
 ebrei che si trasferiscono in Israele hanno sempre dovuto imparare questa
 lingua per potersi inserire.

Scrittura, fonetica e struttura della lingua:
L'alfabeto ebraico, come quello arabo, non esprime le vocali, se non sotto
forma di piccoli segni posti al di sopra o al di sotto delle parole, che comunque
di solito non vengono utilizzati. La vocalizzazione ha comunque importanza per il
significato.
La struttura di questa lingua è fondata sulla radice trilittera o bilittera
consonantica. Le consonanti sono 22 di cui sette con doppia pronuncia e cinque
con una forma finale.
Esistono solo due tempi: il perfetto e l‟imperfetto.
La lingua comprende parecchi vocaboli di origine greca, latina, aramaica, araba
ed europea.
L’alfabeto ebraico
• Lingua araba: la lingua araba è una
  lingua appartenente alla famiglia semitica,
  gruppo della più generale famiglia camito-
  semitica, cui appartiene ad esempio la
  lingua egizia faraonica.
• Mishnà: letteralmente “insegnamento”.
Raccolta di trattati rabbinici del I-III secolo,
in cui si compendia la cosiddetta “legge
orale”.
• Jiddish: dialetto medio-alto tedesco,
  con elementi ebraici e slavi, parlato in
  origine dagli Ebrei ashkenaziti.
• Ashkenaziti: Ebrei tedeschi (in
  contrapposizione a Sefarditi) diffusi in
  Polonia, in Russia, nell’America del Nord,
  nell’Africa del Sud e in Israele.
• Sefarditi: discendenti degli Ebrei spagnoli e
  portoghesi enigrati dalla penisola iberica dopo
  l’eccidio del 1491 e l’espulsione del 1492.
  Sono diffusi in Israele, nell’Africa del Nord, nei
  Balcani, nell’area del Mediterraneo e
  nell’America del Nord.
• Lingua semitica: La categorizzazione delle lingue semitiche nasce nel 1781
ad opera di A.L. Schlözer che la derivò dalla Tavola dei popoli nella Genesi.
Si tratta di un gruppo di lingue, alcune delle quali molto antiche (le prime
attestazioni precedono di vari secoli quelle delle lingue sino-tibetane e lingue
indoeuropee) imparentate piuttosto strettamente tra loro, entro il più vasto gruppo
linguistico afro-asiatico.
Le tre lingue semitiche attualmente più diffuse sono l'arabo (oltre 200 milioni di
parlanti), l'amarico (circa 27 milioni) e l'ebraico (7-8 milioni). Piccole isole linguistiche
aramaiche esistono in Siria, con la concentrazione maggiore nella cittadina di Malula,
ricca di quasi 50.000 parlanti, in Turchia, Iraq ed Iran, e nei paesi della diaspora
assira.
In seguito a diverse espansioni (in particolare quella primo Califfato Islamico) sono
oggi parlate anche nell'Africa del nord. Inoltre, l'arabo e l'ebraico sono diffuse come
lingua liturgica e delle Scritture Sacre, tra i musulmani e gli ebrei rispettivamente.
                          Storia
Storia Antica


Cacciata dalla Spagna nel 1492


Olocausto


Il movimento sionista e la formazione dello Stato d’Israele
                           Storia Antica
                                                                      Lasciarono l‟Egitto nel
                            Abramo lascia la città di                   1270 a. C. guidati
                             Ur nel 1900 a. C. e si                     dal profeta Mosè
                             trasferisce a Canaan,
                              la “Terra Promessa”
 I suoi discendenti si
     trasferiscono                                                        Dopo aver vagato
nel 1700 a. C. in Egitto     Si integrano perfettamente                   col suo popolo per
per 4 secoli, a causa di    con la società egizia, tuttavia          40 anni nel deserto, Mosè
      una carestia          sotto il regno di Ramsete II               riceve da Dio le Tavole
  che colpisce Canaan      (1292-1176 a. C.) vengono resi             della Legge, e termina il
                                        schiavi.                        lungo viaggio denomi-
                                                                            nato “esodo”.


                                                                           Dopo il primitivo
                                          Hanno scontri con i          nomadismo, gli Ebrei si
                                         Canaanei, ma soprat-            riuniscono in villaggi
                                          tutto con i Filistei         senza tuttavia formare
                                                                           un‟unione statale

                                     Per fronteggiarli, decisero
                                     di formare un unico Stato.
                                     fu un processo molto lungo.
                                    Solo attorno al 1000 a.C. Saul
                                       diventò Re del Regno di
                                               Israele
                                  Alla morte di Salomone,
                                  Il Regno si divide in due
                                           parti


                 Regno d‟Israele                  Regno di Giuda
                (capitale Samaria)            (capitale Gerusalemme)


                           Cadono sotto il dominio
                               dei regni vicini
  Cadono sotto il
 dominio assiro nel                                         Mantengono l‟indipendenza
722 a.C., diventando                                           sino al 586 a.C, quando
   Una provincia                                             vengono conquistati Dal re
 del vasto impero                                            babilonese Nabucodonosor,
                                                            che distrugge Gerusalemme,
                                                          deportando gli ebrei in Babilonia
                                                                 rendendoli schiavi.
          Ezechia e Giusia
            nel VII secolo
            riconquistano
         il regno di Israele                              Ciro mise fine alla “cattività
     e riunificano i territori.                          babilonese”, con la distruzione
          Proibiscono tutti                                  dell‟Impero, e lascia gli
      i culti religiosi, tranne                         Ebrei liberi di tornare in Palestina
          quello di Jahveh
La storia del popolo ebraico inizia nel 1900 a.C., quando Abramo, sotto ordine di Dio, si
trasferisce dalla sua città Ur, sino alla terra di Canaan, la cosiddetta “Terra Promessa”. Formò
una grande tribù nomade, che, tuttavia, alcune generazioni dopo si dovette trasferire per 4 secoli
circa in Egitto, a causa di una grave carestia che si abbattè sulla loro terra. Si integrarono subito
al meglio con la società egizia, tanto che numerosi funzionari e consiglieri del faraone erano di
stirpe ebrea. Sotto il regno di Ramsete II vennero resi schiavi durante la costruzione di alcuni
monumenti sul Nilo. Finalmente, nel 1270 a.C., poterono fuggire dall‟Egitto grazie al profeta Mosè, un
importante personaggio della storia ebraica, più volte citato nella Bibbia. Dopo aver vagato per
40 anni nel deserto per volere di Dio (il cosiddetto “esodo”), Mosè incontrò sul Monte Sinai il
Signore, dal quale ricevette le Tavole della Legge, contenenti i Dieci Comandamenti, ovvero la
legge che tutt‟ora (almeno in parte), il popolo ebraico rispetta. A causa degli unnumerevoli scontri
con le popolazioni autoctone, si stanziarono in piccoli villaggi o cittadelle, senza tuttavia ottenere
una vera e propria unione statale. Quando i Filistei iniziarono a conquistare alcune loro terre, il
popolo di Dio si riunì in un unico Stato: questo fu un processo molto lungo, che si concluse nel
1000 a.C., con Saul che venne proclamato Re d‟Israele, grazie ai meriti ricevuti in guerra, contro i
Filistei.

Alla morte del grande sovrano Salomone, che aveva contribuito all‟affermazione di Israele all‟estero,
il regno si divide in due parti: Regno d‟Israele, con capitale Samaria, e il Regno di Giuda, con capitale
Gerusalemme. Questi regni, forse a causa della loro divisione, o forse per la perdita di un re così
grande, vengono conquistati dalla popolazioni vicine. Il regno d‟Israele infatti viene conquistato nel
722 a.C. dalla popolazione assira, che rende la terra di Canaan una piccola provincia del suo vasto
impero. Il Regno di Giuda, invece, riesce a mantenere la propria indipendenza sino al 586 a.C., quando
viene conquistato dalla popolazione babilonese, con a capo il re
Nabucodonosor (citato nella
celebre composizione di Giuseppe Verdi, “Va Pensiero”, parte
integrante, appunto, dell‟opera lirica
“Nabucodonosor”). Alcuni Ebrei vengono deportati in Babilonia
e vengono resi schiavi, creando così
la “cattività babilonese”, sino alla sconfitta dei Babilonesi da
parte del re dei Persiani Ciro, che
lascia il popolo ebraico libero di tornare nella propria terra. I
condottieri Ezechia e Giusia nel VII
secolo a.C. riunirono i due regni, dando vita a un lunghissimo
periodo di pace. In quest‟epoca tutti i
culti pagani, vengono resi proibiti, con l‟affermazione della
religione monoteista ebraica. Tuttavia
Pompeo, nel 63 a.C., pone fine all‟indipendenza ebraica,
conquistando insieme all‟esercito romano
tutta la Palestina, eccetto la Giudea, che fu in seguito
conquistata sotto la guida dell‟imperatore
romano Vespasiano, che distrusse il tempio di Gerusalemme.
Da quel momento in poi, la Palestina
sarà solo una provincia dei vari imperi che la conquisteranno,
non più uno Stato libero ed indipendente.
                               I principali Re

          Saul                            Davide                    Salomone
     (1050-1000 a.C)                  (1000-960 a.C)              (960-920 a.C)


   Unifica le tribù, vince         Riconquista Israele
 contro i Filistei. Tuttavia         e Gerusalemme, e         Affermazione di Israele
perde, e la regione ritorna        l‟Arca dell‟Alleanza,        all‟estero, contribuisce
    in mano ai nemici .           in passato rubata dai         alla fioritura artistica,
                                         Filistei.           economica e architettonica
                                                           Stabilisce i rapporti economici
                                                            con Egizi e Fenici. Costruisce
                                                             il palazzo reale e il tempio
                                                                     di Gerusalemme.
                      Cacciata dalla Spagna nel 1492
  Per ragioni politiche:       Nel 1492 Ferdinando d‟Aragona             Per ragioni economiche:
    il Re voleva infatti             decise di eliminare                infatti gli Ebrei banchieri
 indebolire l‟opposizione      Ebrei e Musulmani dalla Spagna          prestarono molti soldi al Re;
sfavorevole, formata so-                                                 In seguito alla condanna
prattutto da non-cristiani                                              questo debito fu annullato

                                 Dapprima il Papa si oppose
     Gli succedette Papa         all‟Inquisizione Spagnola,
  Innocenzio, che chiese          identificandola come un
      più misericordia.          metodo per sottrarre gli
   Tuttavia ottenne solo         averi agli Ebrei, tuttavia
  il ritorno degli Ebrei in          poi dovette cedere
  Spagna, per processarli
        regolarmente.

                                 Furono processati oltre 13.000
Il Re assegnò il compito dei     Ebrei conversi, e nel 1492 venne
   processi ai conversi a       decretata la cacciata degli Ebrei
   Tomás de Torquemada              dalla Spagna. Essi potevano
                                   portarsi appresso tutti i loro
                               beni tranne metalli preziosi e denaro



                               Furono espulsi oltre 200.000 Ebrei,
                                che si rifugiarono in Turchia o nel
                                  Nord Africa; in molte migliaia
                                       morirono nel viaggio.
                                    Olocausto

                               Hitler elabora un ragionamento

La razza ariana-tedesca
                                   Il dominio mondiale
è la migliore, perciò deve                                       Costituisce perciò un
                                  può essere raggiunto
    governare il mondo                                          esercito di super-uomini
                                   solo con un regime
                                                                  (da lui chiamate SS)
                                       autoritario

    Qui, dopo inenarrabili
     sofferenze, vengono
     uccisi nelle camere a             Gli Ebrei degli stati            Gli Ebrei, un popolo di
   gas e nei forni crematori           europei assoggettati              parassiti, cospirano
                                        da Hitler vengono              alle spalle dei cittadini
                                       rinchiusi nei campi di          Tedeschi: devono essere
                                         concentramento.                    ANNIENTATI

  Sono sottoposti da
                                                                          Nei giorni nostri
 esperimenti chimici, e
                                                                         alcuni storici hanno
sono costretti a lavorare
                                     In questi luoghi sono             negato l‟esistenza dello
       duramente
                                 morti quasi 6 milioni di Ebrei         Olocausto, tuttavia il
                                                                       Tribunale di Londra non
                                                                        ha ritenuto valide le
                                                                               loro tesi
Hitler fu il primo capo di stato che fece dell‟antisemitismo l‟obiettivo principale del
    suo programma di governo. il suo “ragionamento” era strutturato in questo modo:
• la razza ariana era la più forte del pianeta e il popolo tedesco era il suo
    rappresentante più puro. Ne consegue la sua missione di dominare il mondo.
• il dominio del mondo tuttavia non si può raggiungere con un sistema democratico,
    ma solo tramite un sistema autoritario e dittatoriale.
• Hitler perciò creò un esercito di superuomini (le SS), ovvero degli eroi col compito
    di impossessarsi del mondo intero.
• gli Ebrei erano un grande ostacolo per il cammino di Hitler nel dominio del mondo.
    Sono un popolo senza terra, parassiti della società che li ospita. Essi si
    arricchiscono alle spalle dei cittadini, diventando tropo potenti. Loro, brutti ma
    ricchi, invidiano le SS, belle ma povere, perciò cospirano contro di loro. Essi
    infatti, grazie ai parenti sparsi in tutto il mondo, formarono una setta che aveva
    lo scopo di creare una congiura internazionale, per dominare i singoli stati: la
    “cospirazione ebraico-capitalista-bolscevica”.
La conclusione di Hitler fu: gli Ebrei dovevano essere annientati. Nel 1941, durante
    la Seconda Guerra Mondiale, i nazisti decisero di porre inizio all‟eliminazione degli
    Ebrei che si trovavano nei territori sottoposti al loro dominio (Germania, Francia,
    Olanda, Belgio, Paesi slavi) e l‟Italia, loro alleata. Questa operazione fu gestita dai
    gerarchi nazisti, che la chiamarono “soluzione finale”. Noi la chiamiamo genocidio,
    un termine che indica la sterminazione di un popolo intero.
Sei milioni di Ebrei furono deportati nei lager di Auschwitz, Buchenwald, Dachau,
Saschenausen ecc e, dopo inenarrabili sofferenze, furono eliminati nelle camere a
gas e nei forni crematori. Erano costretti ad indossare la stella gialla, erano
oggetto di prepotenze anche da parte degli altri prigionieri, e stavano in baracche
separate dalle altre. La maggior parte degli internati erano addetti a lavori
pesantissimi, o venivano sottoposti a esperimenti genetici, da cui spesso non
uscivano vivi o comunque sani.
Sei milioni di ebrei entrarono nei lager e circa sei milioni morirono.
Il 27 gennaio 1945 i soldati dell‟Armata Rossa abbatterono i cancelli di Auschwitz e
liberarono i prigionieri sopravvissuti allo sterminio del campo nazista. Le truppe
liberatrici, entrando nel campo di Auschwitz-Birkenau, scoprirono e svelarono al
mondo intero il più atroce orrore della storia dell'umanità: la Shoah.

In tempi recenti gli storici cosiddetti “revisionisti” o “negazionisti” hanno tentato di
ridimensionare la tragedia dell‟Olocausto. Essi concordano co gli altri storici sul
fatto che il Nazismo adottò nei confronti degli Ebrei un comportamento
particolarmente brutale. Tuttavia negano che lo stato nazista abbia mai
perseguito deliberatamene una politica di sterminio nei confronti degli Ebrei e di
chiunque altro, attuata mediante l‟utilizzo di camere a gas o di altri metodi di
tortura disumani. Il tribunale di Londra, alla fine di un lungo processo, ha
sentenziato che le tesi dei revisionisti sull‟Olocausto non hanno fondamento e che
lo sterminio degli Ebrei è un fatto storicamente provato, come dimostrano i
drammatici racconti dei pochi sopravissuti.

Il campo concentramento di Sachenausen in Germania
 Il campo di concentramento Sachenausen


Sachsenhausen è il nome di un campo di concentramento nazista, istituito nel 1936 nella zona
denominata Sandhausen (oggi Sachsenhausen) della località di Oranienburg, a 35 chilometri a nord di
Berlino, nell'area di Potsdam. In realtà era già attivo dal 1933/1934 come campo di lavoro per prigionieri
politici.
Fu uno dei più grandi campi di concentramento in Germania, dove circa 100.000 prigionieri morirono per
fucilazione, di stenti, di fame, di dissenteria e di polmonite, oltre che di esperimenti medici. Molti
furono anche eliminati con i gas di scarico dei camion. I prigionieri erano impiegati in officine e imprese
di proprietà delle stesse SS, che si trovavano nel cortile industriale accanto al lager, in cui c'erano una
sartoria e officine di falegnameria, lavorazione dei metalli e materiale elettrico. A partire dal 1942,
furono istituiti più di 100 lager esterni e squadre militari esterne facenti capo al campo di
concentramento di Sachsenhausen e i prigionieri furono anche utilizzati nelle vicine aziende per la
produzione degli armamenti (a partire dal 1942) o presso industrie di Berlino, che utilizzarono la
manodopera fornita dal lager.
Il campo fu liberato il 22 aprile del 1945 dall'Armata Rossa, che vi trovarono 3.000 persone ormai in fin
di vita, dato che la maggior parte degli internati erano stati trasferiti dalle SS con le famigerate marce
della morte. Al termine della guerra, il campo fu destinato ad accogliere circa 60.000 prigionieri di
guerra tedeschi, di cui 12.000 vi morirono per malnutrizione, malattie, esaurimento fisico e psichico
prima che il campo venisse definitivamente chiuso nel 1950.
Oggi Sachsenhausen è aperto al pubblico: diversi edifici e costruzioni sono stati ricostruiti, come ad
esempio le torri di guardia, l'entrata del campo e diverse baracche. È inoltre presente un museo che
raccoglie testimonianze e lavori della vita degli internati.
1.   Viale d‟entrata del campo    3. Muro di cinta che costeggiava il campo
2.   Abitazioni dei prigionieri   4. Campo lungo il quale i prigionieri lavoravano
1                                2


    1.   Divisa di un
         deportato
    2.   Divisa di una SS
    3.   Monumento di
         commemorazione ai
         caduti



                             3
                                     2




1




    1.   Monumento               3
         commemorativo ai
         caduti
    2.   Baracche per gli
         esperimenti genetici,
         chimici, ecc
    3.   Stanzetta della
         prigione
                 E‟ stato formato                               Il suo principale obiettivo
                 alla fine dell‟800                              è quello di formare uno
            dal francese Teodor Herzl                          stato ebraico indipendente




Appoggia la formazione                                                          Il territorio desiderato
 di uno Stato Ebraico                   IL MOVIMENTO                               corrispondeva alla
                                           SIONISTA                                       Palestina,
                                                                                     l‟antica “Terra
                                                                                          Promessa”


                                       All‟inizio questo movimento
                                     incontrò numerose opposizioni


         I non-sionisti teme-                                      Alcuni sionisti non accetta-
       vano che questo ideale                                     rono la laicità del movimento,
    incrinasse l‟inserimento nelle                              pertanto boicottarono le imprese
        nazioni in cui vivevano                              predicando e imponendo la fede ebraica
   Si scatena una guerra tra
                                                                                     Tuttavia l‟Inghilterra
  Israele e Lega Araba, che si
                                                                                      non mantiene la sua
  concluse nel 1973. Tuttavia              Nel 1917 i primi coloni
                                                                                     promessa, poiché pre-
  tutt‟oggi sono presenti vari        sionisti arrivarono in Palestina,
                                            grazie alla Dichiarazione                  sero Israele sotto
        conflitti interni
                                               di Lord Balfour                        il suo protettorato




                                 LA FORMAZIONE DELLO                               Nel 1948, a Tel Aviv,
     L‟ONU, per evitare                                                           in Palestina, nacque lo
                                    STATO D’ISRAELE
   malcontenti, divide il                                                            Stato d’Israele.
   neo-stato, compresa
Gerusalemme, in zona araba
  e zona ebraica, tramite
                                                                   Gli Ebrei comprano fazzoletti
    la striscia di Ghaza.
                                                                    di terra dalla Palestina, e si
                                                                       organizzano in kibbutz
                                       Negli anni ‟50,
                                   la Palestina fonda la
                                     Lega Araba, che
                                 pretendeva di distrug-
                                  gere la nuova nazione
   Il movimento sionista e lo stato d’Israele

Il sionismo determina i primi insediamenti degli ebrei in Palestina

Alla fine dell‟‟800 Teodor Herzl diede vita ad un movimento detto sionismo, che
     aveva come principale obiettivo quello di creare una “terra promessa”, che
     sarebbe stata la patria di tutti gli ebrei, ancora sparsi per il mondo. Il nome
     deriva da Sion, uno dei colli di Gerusalemme.
All‟inizio questo movimento incontrò forti opposizioni: i non-sionisti temevano che
     esso incrinasse il loro inserimento nelle nazioni in cui vivevano; alcuni sionisti
     predicarono il ritorno alla Bibbia nella nuova patria; queste persone boicottarono
     dunque il movimento.
Nel 1917 il sionismo potè inviare in Palestina i primi coloni grazie al riconoscimento
     della Dichiarazione di Lord Balfour. In questo anno gli inglesi promisero agli ebrei
     un “focolare nazionale ebraico”; tuttavia non mantennero la promessa e posero la
     Palestina sotto il Protettorato britannico.

Nascono la Lega Araba e lo Stato d‟Israele: due grandi nemici
                        Israele
La regione che fu teatro degli avvenimenti biblici fa parte
di quella zona più vasta chiamata “mezzaluna fertile”, che
si estende dalla Mesopotamia sino al Mar Mediterraneo, a
nord del grande deserto arabico. La terra della Bibbia, in
posizione chiave tra l‟Egitto e la Mesopotamia, ha ricevuto
vari nomi nel corso della storia: detta in origine terra di
Canaan, definita dalla Bibbia “Terra di Israele”, fu poi
chiamata dai Romani Palestina.La regione si estende dai
monti dell‟Antilibano a nord, sino al deserto del Negheb a
sud, dal Mar Mediterraneo a ovest sino al deserto arabico
a est. Si tratta di una terra relativamente piccola, non più
estesa di una regione italiana di media grandezza, dove le
distanze non sono mai eccessive. Si distinguono quattro
zone ben delimitate in senso nord-sud: dapprima la costa,
interamente pianeggiante a eccezione dello sperone del
Monte Carmelo, che forma l‟unico porto naturale del paese
(si ricordi che gli Israeliti non sono mai stati un popolo di
marinai). Sulla costa passava la “via del mare”, la grande
arteria commerciale che collegava 1‟Egitto a Damasco. La
regione centrale comprende ancora da nord a sud, la zona
montuosa della Galilea, che termina nella fertile pianura di
Izreel (o Esdrelon); poi le colline della Samaria, con al
centro la città di Sichem (l‟odierna Nablus) e infine la
Giudea, che giunge oltre i 1000 m nella zona di Ebron.
Tra Giudea e Samaria si trova la città di Gerusalemme. Le
    montagne della Giudea terminano nel vasto deserto del
    Negheb, la parte meridionale del paese. La terza zona è
    costituita dalla fossa giordanica, una faglia naturale
    percorsa dall‟unico vero fiume del paese, il Giordano, che
    nasce alle pendici dell‟Ermon (2750 m) e scorre
    attraverso il lago di Tiberiade (il mare di Galilea di cui
    parlano i Vangeli), già a 120 m sotto il livello del mare.
    Dopo un percorso tortuoso il fiume sfocia nel Mar Morto,
    la massima depressione della crosta terrestre (400 m
    sotto il livello del mare), un grande lago dove la salinità,
    sei volte superiore a quella del Mediterraneo, non
    permette alcuna forma di vita. La quarta zona è
    costituita dall‟altopiano transgiordanico, regione molto
    fertile nella parte settentrionale, sempre più brulla e
    desertica via via che si scende verso sud. La parte
    centrale, a sud del fiume Iabbok, è la regione degli
    Ammoniti, dove si trova l‟attuale città di Amman. Ancora
    più a sud si estendono la regione di Moab, e, quasi nel
    deserto, il territorio di Edom. Dal punto di vista
    climatico la regione palestinese presenta due sole
    stagioni: un‟estate calda e asciutta, praticamente priva di
    pioggia, e un inverno freddo e piovoso, che va da fine
    ottobre a fine aprile. Sono anche questi i periodi in cui si
    fa sentire il vento caldo del deserto, il khamsin.
                            Libri e film consigliati
•    L’EBREO ERRANTE
Autore: Elie Wiesel
Casa Editrice: Giuntina, anno di pubblicazione
    1998

•   NON GLI HO DETTO ARRIVEDERCI
Autore: Claudine Vegh
Casa editrice: Giuntina, anno di pubblicazione
    2001

•   LA NOTTE
Autore: Elie Wiesel
Casa editrice: Giuntina, anno di pubblicazione
    2001

•   GLI EBREI DI VILNA
Autore: Grigorij Sur
Casa editrice: Giuntina, anno di pubblicazione
    2002

•   IL QUINTO FIGLIO
Autore: Elie Wiesel
Casa editrice: Giuntina, anno di pubblicazione
    2001
•   L’ANTISEMITISMO
Autore: Jean-Paul Sartre
Casa editrice: Mondadori, anno di pubblicazione
    2001

•  IL DIARIO DI ANNA FRANK
Autore: Anna Frank
Casa Editrice:

•   SCHINDLER’S LIST
Regia: Steven Spielberg
Durata: 195‟
Anno di uscita: 1993

•   LA VITA E’ BELLA
Regia: Roberto Benigni
Durata: 116‟
Anno di uscita: 1997


•   SE QUESTO E’ UN UOMO, LA TREGUA
Autore: Primo Levi
Casa Editrice: Einaudi tascabili, anno di
    pubblicazione 1989
Riassunto:
La vicenda comincia il 12 giugno 1942, il giorno di compleanno di Anna dove le viene
regalato un diario. Anna è una ragazza di 13 anni, di origine ebrea. La sua è
un'agiata famiglia e il padre esercitava la professione di banchiere. Costretti a
trasferirsi ad Amsterdam per sfuggire alle persecuzioni (1942), dopo
l'occupazione tedesca dell'Olanda, Anna e i suoi famigliari si sistemarono in un
alloggio segreto che si trovava sopra una vecchia fabbrica di spezie. A loro si
unirono la famiglia Van Daan e il Dottor Dussel. La loro non fu una convivenza
felice, poiché erano costretti a vivere nascosti e segregati in locali piccolissimi,
scomodi e molto freddi. Anna, nei due anni di segregazione, decide di scrivere un
diario, in cui racconta le sue gioie, i suoi dolori, le sue speranze. Racconta fatti
spesso banali: le discussioni sul cibo, sull'uso del bagno, le piccole insofferenze
tra persone costrette a vivere troppo vicine. Lei scrive ogni pagina per un'amica
immaginaria, che non esiste: Kitty; emerge un prepotente spirito libero, senza
età: sembra di poter vedere un'anima matura in un corpo di bambina, fiduciosa
nell'avvenire, nella bontà dell'uomo. Spesso parla di Peter, il ragazzo di cui pian
piano si accorge di essersi innamorata. Non riesce quasi più a trovare un minimo di
equilibrio in quell' ambiente: tutti diventano scostanti e perennemente di
malumore. Costretta a dividere la stanza col dentista Dussel, trasferitosi in
seguito, non aveva più uno spazio letteralmente suo, solo il diario, proprio e di
nessun altro. Studiava molto, le sue passioni si basavano sulla storia, sul francese
e sulle materie letterarie, ma odiava la matematica. Per Anna in quell‟ ambiente
non vi era nulla di speciale, se non la sera, quando andava in soffitta da Peter, che
ricambiava il suo sentimento d„amore.
A seguito di una segnalazione spionistica, il 4 agosto 1944 le
SS fecero irruzione all'alloggio segreto: tutti i rifugiati
clandestini furono arrestati e l'alloggio fu saccheggiato e
perquisito dalla GESTAPO. Qualche giorno dopo, il gruppo di
rifugiati fu avviato a Westerbork, il più grande campo di
concentramento in Olanda. Il 2 settembre 1944 i Frank furono
condotti ad Auschwitz, dove il padre venne separato dalle
figlie e dalla moglie, che da lì a poco, morì di consunzione.
Nel febbraio 1945 Anna e Margot si ammalarono di tifo, e in
marzo
Anna morì, pochi giorni dopo sua sorella. Furono entrambe
sepolte in una fossa comune. Tre settimane dopo le truppe
inglesi liberarono Bergen Belesn.
Questo romanzo riesce a raccontare, anche se in modo
drammatico, la crudeltà cui l'uomo stesso sottopone i suoi
simili, facendo però risaltare i desideri e le piccole gioie di
quei ragazzi che, a loro tempo, sarebbero dovuti diventare
uomini, che si sarebbero schierati contro la crudeltà e
l'ingiustizia, per costruire un mondo migliore. Anna col suo
diario dà al lettore la possibilità di diventare una di queste
persone: pacifica, comprensiva e solidale.
                                       La notte
   Autore: Eliezer Wiesel
   Editore: Giuntina
   Data di pubblicazione: 2001
   Genere: storico
   Luoghi, paesaggi in cui si svolge la vicenda: casa dell‟autore, ghetto, campi di
    concentramento (Auschwitz, Buchenwald, Birkenau,…)
   Personaggi principali: Eliezer, il padre
   Personaggi secondari: la madre, le sorelle, i personaggi incontrati nel campo e le comparse
   Breve contenuto dell’opera: questo racconto narra le esperienze che l‟autore ha vissuto
    nella sua gioventù –aveva 14 anni quando è stato deportato nel primo campo-, le sofferenze, la
    fame, la continua lotta contro la morte, l‟amore per il padre e il dipiacere nel vederlo morire,
    il dolore nel separarsi dal resto della famiglia.
   Messaggio che lo scrittore vuole comunicare: la lettura di questo romanzo regala
    approfondimenti riguardanti i ghetti, il modo in cui erano trattati i giudei; inoltre fornisce
    preziose informazioni sui campi di concentramento e sui modi di sterminare i semiti. Lo
    scrittore vuole che noi riviviamo con lui le umiliazioni subite, che tutti siano consapevoli di
    quello che è capace di fare la specie umana.
   Giudizio/commento personale: questo libro mi è piaciuto molto, non solo perchè racconta nei
    particolari le vicende del protagonista, ma perché permette al lettore di entrare nel libro, di
    immedesimarsi in uno di quegli sfortunati esseri umani. Mi hanno commosso le parole
    dell‟autore, sentite e penetrabili; soprattutto mi ha colpito la fine, dove Elie, guardandosi allo
    specchio, si riscopre. Vede nel suo riflesso un cadavere, nei sui occhi non più un uomo, ma solo
    il suo ricordo, e in un attimo gli scorre davanti tutta la sua vita, e gli sembra talmente
    inutile…
             Scheda e commento del libro “Non gli ho detto arrivederci”



Claudine Vegh raccoglie nel suo libro una serie di testimonianze di figli di deportati
     ebrei nei campi di concentramento.
 E‟ difficile raccontare dopo anni e anni, di silenzio, ciò che ha tanto cambiato la loro
     vita, che ha reso ateo qualcuno, o ancora più religioso qualcun altro. Perché
     certamente questo tipo di esperienze ti cambiano nel profondo, mutandoti
     soprattutto carattatterialmente. La stessa scrittrice, anche lei ebrea e figlia di
     deportati nei campi di sterminio, afferma che non si può superare pienamente
     l‟accaduto, specialmente quando almeno uno dei tuoi genitori non fa ritorno. E allora
     ti chiudi in te stesso, non dai confidenza, ma dentro di te ti ribelli, ti ribelli alla
     società che ha permesso che ciò accadesse.
La maggior parte di loro erano bambini, incapaci di capire tutto, di spiegarsi il fatto del
     cambiamento improvviso di cognome, e degli scherni dei compagnetti di scuola alla
     vista della stella gialla. Incapace di capire il perché del cambio di famiglia, la
     lontananza improvvisa da loro, e il loro “non ritorno”, tanto sperato. E un lamento si
     alza da ognuno di loro. <<Non gli ho detto arrivederci>>
                            Articoli di giornale
L'antisemitismo si evolve
di Daniel Pipes
New York Sun

Cristiani, Ebrei e Islamici a Roma
La Repubblica
L'antisemitismo si evolve
di Daniel Pipes
New York Sun
15 febbraio 2005
L'antisemitismo potrebbe apparire come un fenomeno statico e invariabile, ma di fatto l'odio
ossessivo per gli ebrei ha una storia millenaria e continua ad evolversi.
Gli sviluppi avutisi a partire dalla Seconda guerra mondiale e dall'Olocausto sono stati
particolarmente rapidi e profondi. Qui di seguito, quattro dei più significativi cambiamenti:
Dalla Destra alla Sinistra. Per secoli, l'antisemitismo ha contraddistinto la Destra e
occasionalmente la Sinistra. Per riportare gli esempi salienti di questa tendenza, la giudeofobia
di Stalin fu marginale rispetto al suo mostruoso progetto, ma quella di Hitler costituiva il
fulcro della sua ideologia. Addirittura un decennio fa questo paradigma veniva ancora
fondamentalmente considerato reale. Ma negli ultimi anni vi è stato un rapido e globale
riassetto che ha visto la corrente principale della Destra sempre più solidale verso gli ebrei e
Israele e la Sinistra nel suo insieme sempre più fredda e ostile. Da cristiano a musulmano. I
cristiani svilupparono le costanti dell'antisemitismo (come l'avidità e l'ambizione di dominare il
mondo) e storicamente uccisero il maggior numero di ebrei. Pertanto, gli ebrei rifuggirono
abitualmente la cristianità per l'islamismo. Nel 1945, questo paradigma mutò bruscamente. I
cristiani accettarono di nuovo gli ebrei, mentre i musulmani adottarono i vecchi discorsi cristiani
come pure l'istinto omicida. Oggigiorno, l'antisemitismo istituzionale è nella stragrande maggioranza
una questione musulmana. Ne è risultato un esodo inverso permanente, con gli ebrei che adesso
rifuggono l'islamismo per la cristianità.
Dal religioso al laico. Ciò che iniziò come un rifiuto della religione ebraica si è evoluto nel corso dei
secoli in un pregiudizio verso la presunta razza ebraica (pertanto, il nostro continuo uso del
termine privo di senso, antisemitismo) e in seguito in anti-sionismo ovvero l'odio nei confronti
dello Stato ebraico. Un sorprendente sondaggio del 2003 secondo il quale gli europei considerano
Israele come la principale minaccia alla pace mondiale rivela quanto sia radicato questo nuovo
sentimento.
Assimilazione dell' antisemitismo e dell' anti-americanismo. Ebrei ed americani, Israele e Stati
Uniti – si mescolano nelle menti di parecchia gente, ovunque nel mondo, a tal punto che i pregiudizi
verso gli uni si applicano abitualmente agli altri. Questi due sentimenti di odio hanno una principale
caratteristica in comune: entrambi sono refrattari a una discussione logica, pertanto ognuno di
essi andrebbe inteso come il sintomo di un disordine psicologico piuttosto che come un'arcana
logica politica.
Un'analisi globale di questi sviluppi induce ad alcune riflessioni sul precario futuro delle tre
maggiori comunità ebraiche.
Israele affronta il pericolo più estremo, circondato com'è dai nemici che nella generazione
passata hanno disumanizzato gli ebrei utilizzando dei modi che richiamano alla mente la Germania
nazista degli anni Trenta. In entrambi i casi, i governi hanno ingaggiato una sistematica campagna
per trasformare il vicino di casa ebreo in una belva minacciosa che può essere controllata solo
attraverso la sua distruzione. Nella Germania nazista questa visione culminò nei campi della morte;
al giorno d'oggi, essa potrebbe (e sottolineo potrebbe; non sto preconizzando che ciò accadrà)
concludersi con una scarica di bombe nucleari lanciate su Israele, una prospettiva che un
autorevole leader iraniano ha pubblicamente contemplato. Ciò potrebbe provocare in fieri un
secondo Olocausto, per altri sei milioni di ebrei.
Gli ebrei europei sono i prossimi ad essere maggiormente in pericolo, sebbene i pericoli da
affrontare siano più ordinari: l'isolamento politico e sociale, le depredazioni commesse da
parte degli islamisti, i radicali palestinesi ed altre teste calde, e un crescente sentore che gli
ebrei non hanno futuro nel vecchio continente. Nel prossimo futuro potrebbe aver luogo un
esodo che replica quello che ha visto muovere dopo la Seconda guerra mondiale gli ebrei dai
Paesi musulmani, dove la popolazione ebraica ha subito un forte calo di presenze passando da
un milione circa del 1948 ai 60.000 di oggi.
E per finire, gli Stati Uniti. Gli ebrei d'America può darsi che non siano consapevoli di ciò, ma
negli ultimi sessanta anni hanno vissuto una delle epoche d'oro dell'ebraismo, di gran lunga più
rifulgente rispetto a quella vissuta dagli ebrei dell'Andalusia, della regione dell'Aragona, della
Germania, dell'Ungheria, della Lituania e di Praga. Ma adesso, in forma più blanda rispetto
all'Europa, gli ebrei affrontano correnti simili che sconvolgono la vita americana, specie
l'ondata islamista, coccolata dalla Sinistra. Pertanto, l'epoca d'oro dell'ebraismo americano
sta per concludersi. Gli ebrei d'America hanno potuto concedersi il lusso relativo di
preoccuparsi di questioni come quella dei matrimoni misti, dei correligionari di ogni parte del
mondo, della preghiera a scuola, e dell'aborto; se persisterà la tendenza attuale, essi
dovranno sempre più preoccuparsi della sicurezza personale, dell'emarginazione e di altri
sintomi già visibili in Europa.
Mentre si avvicina il sessantesimo anniversario della vittoria in Europa e di quella sul
Giappone, è chiaro che i problemi apparentemente sepolti nei forni crematori di Auschwitz e
di Birkenau si inaspriscono e ci accompagnano sempre più.
La Repubblica,
19 settembre 2006



L’ incontro in Campidoglio promosso da sindaco Walter Veltroni. Insieme i rappresentanti
     delle tre grandi religioni monoteiste
Cristiani, ebrei e islamici a Roma "Dialogo e rispetto tra le religioni“
Il momento finale dell'incontro in Campidoglio


ROMA - La ricerca continua del dialogo, della tolleranza, del rispetto, e la comprensione
reciproca in nome della dignità della persona e della comune origine abramitica. Questi i principi
affermati nell'aula del consiglio comunale di Roma, in Campidoglio, dai rappresentanti delle tre
grandi religioni monoteiste, riuniti dal sindaco Veltroni. Un incontro che arriva all'indomani delle
polemiche mondiali per le parole del Papa e il violento proclama di Al Qaeda, che ieri ha
minacciato di conquistare Roma per vendicare l'offesa subita dall'Islam.
"Per quanto ci riguarda, consideriamo questo capitolo chiuso", ha spiegato il segretario del centro
culturale islamico di Roma, Abdallah Redouane, nel suo intervento nell'aula Giulio Cesare.
"Nell'Angelus di domenica scorsa - ha aggiunto - il Papa ha espresso il suo rammarico e invitato al
confronto franco e sincero. Abbiamo accolto con soddisfazione l'appello di Benedetto XVI e non
risparmieremo quindi nessuno sforzo per portare avanti il dialogo".
Parole distensive condivise dal cardinale Paul Poupard, presidente del pontificio consiglio per il
dialogo interreligioso. "La via alternativa al terrorismo e alla violenza è il dialogo e questa via
passa per il riconoscimento delle differenze". D'accordo anche il rabbino capo di Roma Riccardo
Di Segni, che ha interpretato gli scontri di questi giorni come "un segno del tentativo di due
mondi di parlarsi. Quando ci sono delle prove tecniche di trasmissione, le cose non vanno subito
bene. Noi siamo spettatori preoccupati di questo scontro - ha aggiunto Di Segni - ma da
entrambe le parti vediamo grande volontà di dialogo. E questa volontà va presa, confermata,
sostenuta".
Occasione dell'incontro è stata la presentazione della rivista interreligiosa "Conoscersi e
convivere". L'idea del periodico, ha spiegato Veltroni, è nata dopo le proteste di Bengasi per la
maglietta anti-islamica dell'ex ministro Calderoli e l'incontro in Campidoglio con gli ambasciatori
della Lega Araba. Per il sindaco della capitale, a Roma, "cuore del cristianesimo e crocevia di
religioni, il clima di dialogo non è mai venuto meno, permettendo alle voci della pace di essere più
forti di quelle che diffondono i semi dell'odio e dell'intolleranza".
Veltroni ha letto in apertura un messaggio inviato dal presidente della Repubblica, che ha
definito l'incontro "un'occasione di speranza per un impegnato sviluppo del dialogo tra diverse
fedi e culture, nella capitale d'Italia e non solo". Napolitano ha espresso al sindaco "vivo
apprezzamento per l'iniziativa e l'auspicio che l'incontro odierno e l'iniziativa editoriale di
riflessione e confronto possano favorire la ricerca di vie efficaci per affermare i principii della
convivenza,della solidarietà e dell'azione comune per la pace".
Al termine degli interventi, forse il momento più
carico di significati: i rappresentanti delle tre
religioni in piedi, tutti insieme, una mano sull'altra.
 Un'immagine forte per simboleggiare unione di int-
enti
e la speranza per il futuro: mai più incomprensioni
 e violenze in nome di Dio.
Istituto di Istruzione Superiore Liceo Classico “G. Manno” Alghero
classe IV A a.s. 2006/2007
Coordinatrice: prof.ssa E. Castellaccio
Ricerca a cura di: Giulia Branca, Elisa Doppiu, Chiara Masala e Laura Torre

				
DOCUMENT INFO
Shared By:
Categories:
Stats:
views:485
posted:10/11/2010
language:Italian
pages:50