Docstoc

Codice di etica e di deontologia professionale della_1_

Document Sample
Codice di etica e di deontologia professionale della_1_ Powered By Docstoc
					                          Codice di etica e deontologia professionale

Questo codice deontologico è l’insieme di principi e norme di autodisciplina emerso dalla pratica
e dal confronto tra le diverse esperienze professionali che mettono a fuoco la dimensione etica
del counseling e del suo iter formativo, a tutela dei clienti e dei professionisti stessi.
I Counselors iscritti alla REICO sono tenuti alla conoscenza e al rispetto delle norme del
presente codice.
L’ignoranza delle stesse non esime dalle responsabilità disciplinari e dal possibile
allontanamento secondo quanto previsto dall’art. 14 dello Statuto.

FINALITÀ DEL COUNSELING

Art. 1 Finalità del Counseling è promuovere il benessere psico-fisico e socio-ambientale degli
individui, dei gruppi e della comunità, nel rispetto della dignità, dell’autonomia delle persone,
senza discriminazione di età, di genere e orientamento sessuale, di razza, di religione, di
nazionalità, di condizione sociale, di ideologia, quali che siano le condizioni istituzionali e sociali
nelle quali il Counselor lavora.

COMPETENZE DEL COUNSELOR

Art. 2 Il Counselor nel rispetto dell’autonomia del cliente, lavora per strutturare una relazione
professionale, che gli consenta di offrire alla persona un aiuto finalizzato al benessere di
quest’ultima, consapevole costantemente del contesto e delle implicazioni del ruolo.

Art. 3 Nella relazione ogni atto comportamentale verbale o non verbale deve essere valutato e
inserito nel processo di Counseling

Art. 4 Il Counselor si impegna ad operare nel proprio ambito di competenza per il quale ha
ricevuto adeguata formazione e certificazione.
Deve inoltre saper riconoscere le situazioni per le quali richiedere l’appoggio - consulenza di
uno psicoterapeuta o effettuare un invio.

Art. 5 Il Counselor ha cura di verificare il permanere tra lui ed i suoi clienti della reciproca
fiducia, fondamento della relazione di counseling; ha cura delle proprie condizioni psicofisiche,
consapevole di quanto possano influenzare la qualità delle sue prestazioni. Pone particolare
attenzione affinché nella relazione professionale non interferiscano principi e valori personali,
né valori od interessi di altre persone a qualsiasi titolo implicate nella relazione.

Art. 6 Il Counselor cura il proprio aggiornamento professionale in modo costante e permanente
e verifica, confronta, analizza ed elabora il proprio lavoro, anche in supervisione individuale e di
gruppo.

RELAZIONE COUNSELOR - CLIENTE

Art. 7 Poiché il rapporto professionale ha carattere contrattuale, il Counselor sin dal primo
incontro ha cura di promuovere uno scambio di informazioni tale da permettergli di valutare:
   il trattamento di elezione
   la propria disponibilità ad effettuare tale trattamento
   il consenso informato del cliente
Art. 8 Il Counselor è tenuto a fornire ai clienti che lo richiedano tutte le informazioni utili al
processo di Counseling secondo il modello operativo. Ogni qual volta si renda necessario
introdurre modifiche nel contratto il Counselor ha cura di concordarle con il cliente.

Art. 9 Il Counselor rispetta le opinioni ed i valori del cliente anche se non li condivide.
A sua volta è libero di non collaborare verso obiettivi che contrastino con le proprie convinzioni
etiche.

Art. 10 Il Counselor adotta tutte le cautele necessarie per evitare al cliente il disagi o derivante
da un rifiuto o da un’interruzione del rapporto.

Art. 11 Il Counselor deve pattuire in modo chiaro il contratto economico. Eventuali
aggiornamenti dovranno essere preventivamente comunicati al cliente.

Art. 12 Nel caso di rapporti professiona li che prevedano interventi di terzi o la presenza di altri
operatori della salute, il Counselor è tenuto a prendere contatto con terzi solo con il consenso
del cliente.

Art. 13 Il Counselor utilizza la relazione di Counseling per l’esclusivo interesse del cliente,
evitando abusi in qualsiasi campo (emotivo, sessuale, ideologico, religioso, economico, ecc.)
Costituisce abuso qualsiasi uso della relazione di Counseling diretto alla realizzazione di
interessi diversi da quelli del cliente.

Art. 14 E’ eticamente scorretto intraprendere una relazione professionale di Counseling con
persone con cui si abbia un rapporto di parentela o una relazione affettiva o sessuale.

Segreto Professionale

Art. 15 Il Counselor è tenuto ad osservare le norme di questo Codice Deontologico, in
particolare quella relativa al segreto professionale, alla raccolta, tutela e diffusione dei dati
personali.

Art. 16 Il Counselor deve mantenere la riservatezza sulle prestazioni professionali oltre che per
i contenuti anche relativamente all’esistenza della prestazione stessa.

Art. 17 Il Counselor ha cura di custodire tutto il materiale relativo al cliente (cartelle cliniche,
registrazioni video, ecc.) salvaguardandolo da possibili indiscrezioni di persone che hanno
accesso nell’ambiente in cui opera.
Deve inoltre provvedere perché in caso di sua morte o impedimento tale protezione sia affidata
a persona di fiducia.

Art. 18 Il Counselor è tenuto al segreto professionale anche in caso di morte del cliente.

Art. 19 La rivelazione del segreto professionale è consentita solo con il consenso del cliente,
evitando che ciò violi la riservatezza di altre persone.

Art. 20 Il Counselor deve mettere al corrente il cliente che la violazione del segreto
professionale è obbligatoria, se richiesta dall’autorità, in caso di procedure giudiziarie.

Art. 21 Nel caso di obbligo di testimonianza il Counselor limita allo stretto necessario il
riferimento di quanto appreso in ragione del proprio rapporto professionale, ai fini della tutela
del soggetto.
Art. 22 Il Counselor è consapevole di non poter aver certezza del grado di aderenza alla realtà
delle informazioni ricevute nell’esercizio della sua professione. Si assume pertanto la piena
responsabilità della valutazione delle informazioni ricevute quali indici di reato e delle
conseguenze che la denuncia può avere per il cliente, anche in presenza del consenso del
cliente stesso.

Art. 23 Il Counselor che presti la sua opera professionale a una coppia o ai componenti di una
famiglia deve informare gli stessi che non è tenuto al segreto professionale verso i medesimi
quando le rivelazioni di uno creassero danno nei confronti degli altri.

Art.24 Il Counselor ha il dovere di mantenere il segreto professionale anche nei confronti di un
minore.

Art. 25 Il Counselor ha il dovere di informare chi svolge la patria potestà o l’autorità competente
se durante la relazione di Counseling viene a conoscenza che il minore è in pericolo o in una
situazione di sfruttamento anche se consenziente.

Art.26 Il Counselor che si trovi ad operare in contesti Aziendali, di Comunità o comunque di
gruppo è tenuto a richiedere il rispetto del segreto da parte di tutti i partecipanti. Le informazioni
acquisite dai partecipanti non potranno essere utilizzate nei confronti del committente verso il
quale gli stessi siano in rapporto di lavoro o di formazione.

RELAZIONE COUNSELOR - SOCIETÀ

Art. 27 Costituisce violazione della regola di correttezza l’uso non appropriato da parte del
Counselor della competenza e della fiducia in lui riposte a ragione della sua professione.

Art. 28 Nell’utilizzo dei mezzi di comunicazione di massa e degli strumenti pubblicitari il
Counselor è tenuto ad evitare ogni divulgazione dei risultati raggiunti con i propri interventi
professionali senza adottare comportamenti scorretti, né suscitare aspettative infondate.
I seguenti comportamenti sono considerati illeciti ideologici:
  divulgazioni di dichiarazioni o notizie ingannevoli sulla propria qualità professionale, la
    propria competenza e la propria formazione
  ricerca di clientela attraverso manifestazione di opinioni squalificanti il lavoro dei colleghi, i
    modelli teorici di riferimento diversi dal proprio ed il lavoro di altre categorie professionali
  promessa di corrispondere o ricevere vantaggi economici quale corrispettivo per l’invio di
    clientela
  fare uso di titoli riservati ad altre categorie professionali.

Art. 29 Il Counselor è tenuto a rivolgersi per consulto ad un altro professionista o alla REICO
qualora nutra dubbi o incertezze in merito ai propri obblighi etici o deontologici.

Art. 30 Il Counselor accetta che eventuali reclami di clienti e colleghi nei suoi confronti siano
decisi in ambito associativo; si impegna inoltre a fornire informazioni complete ed esatte per la
valutazione deontologica dei suoi comportamenti.

Art.31 I rapporti con gli iscritti alle altre associazioni di Counseling sono improntati ai principi di
trasparenza chiarezza, lealtà.

NORME SULLE PROCEDURE DI RECLAMO
Art.1 La REICO consente nel suo ambito procedure di reclamo per me zzo delle quali
l’organizzazione stessa, i professionisti, i clienti, possano segnalare le violazioni del Codice di
etica e deontologia professionale.

Art.2 Nell’ambito della REICO è costituita una commissione per l’etica e la deontologia
professionale che dura tre anni. La commissione è composta da tre membri eletti
dall’associazione stessa.

Art. 3 Le procedure di reclamo risponderanno alle seguenti caratteristiche:
 l’organo chiamato a giudicare sui reclami deve essere elettivo e precostituito
 prima di disporre l’archiviazione, dovrà essere sentito comunque il reclamante
 l’organo giudicante procederà anche d’ufficio
 al termine del giudizio, l’organo giudicante emetterà una decisione motivata, dopo aver
    sentito le parti, consentito loro il pieno esercizio del diritto della difesa, nel rispetto delle
    regole del contraddittorio
 l’organo giudicante potrà irrogare sulla base della gravità del fatto le seguenti sanzioni:
    ammonizione, sospensione dall’attività associativa, espulsione dalla REICO.

				
DOCUMENT INFO