TALK SHOW “SALVATORE QUASIMODO”

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9/8/2010
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Italian
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            TALK SHOW “ALLA SCOPERTA DI SALVATORE QUASIMODO”



Viviana: Salve a tutti, un caloroso benvenuto ai nostri telespettatori, oggi noi alunni delle classi
terze della Scuola Media di Furci Siculo, siamo riuniti per approfondire la conoscenza di un grande
personaggio: Salvatore Quasimodo

Alberto: Approfondiremo molti aspetti della poetica e della vita di questo grandissimo poeta, si
parlerà delle sue origini, della sua carriera e in modo particolare dei suoi affetti e del suo amore per
la Sicilia

Viviana: Il nostro Istituto Comprensivo da parecchi anni di occupa di approfondire la poetica, la
vita e le opere di Salvatore Quasimodo che ha le sue origini nella nostra terra.

Alberto: Iniziamo subito a leggere questa bellissima poesia, che ci introdurrà al tema centrale del
nostro talk show, la nostra compagna Sandra leggerà per noi i versi della poesia “Vicolo”

Sandra: lettura poesia Vicolo

Viviana: Bene adesso commenteremo con l’aiuto dei nostri compagni la poesia appena letta da
Sandra, Sara inizi tu?

Sara: Si Viviana, questa poesia ci introduce nell’universo familiare più intimo del poeta, i vicoli dei
quali si parla nella poesia sono quelli di Roccalumera, paese d’origine della famiglia Quasimodo e
luogo in cui il poeta trascorse i momenti più belli della sua infanzia.

Stefano: In effetti non appena possibile la famiglia Quasimodo andava a trovare i parenti a
Roccalumera e qui ci trascorreva momenti di vacanza. Da questa poesie emerge l’attaccamento di S.
Quasimodo alla sua terra, legame che si manterrà per tutta la vita

Sandra: S. Quasimodo, nacque a Modica e trascorse l’infanzia spostandosi in vari piccoli comuni
siciliani. Il padre lavorava in ferrovia e portava la sua famiglia nei suoi vari trasferimenti. Fu nel
1908 che la famiglia si stabilì definitivamente a Messina in seguito al disastroso terremoto

Rocco: La famiglia dovette adattarsi a vivere sui treni vista la distruzione provocata dal terremoto.
Il legame con il padre, ma anche la conflittualità fra i due, segnarono tutta la vita del poeta che
renderà immortale tutto questo con una bellissima poesia dedicata proprio a suo padre. Adesso il
nostro compagno Carmelo la leggerà

Carmelo: “Lettera al Padre”

Alberto: La poesia appena letta apre una nuova tematica cioè quella degli anni in cui il poeta,
contrariamente alla volontà del padre, va via da Messina in cerca di fortuna in altri luoghi

Alessio M.: S. Quasimodo fu costretto dal padre a studiare all’Istituto Tecnico Commerciale Jaci di
Messina, pur avendo la passione per la poesia
Maria Catena: Terminati gli studi, S. Quasimodo si trasferì a Roma e questo provocò una lite con il
padre che durò per parecchi decenni. A Roma portò con se la sua compagna

Grazia: A Roma iniziò ad introdursi nell’ambiente letterario e coronò il sogno di studiare latino e
greco

Francesco: Gli anni di Roma però non portarono il poeta al successo e così le difficoltà economiche
crebbero. In quegli anni infatti nacque un figlio e il non avere un lavoro fisso iniziò presto ad essere
un problema.

Paolo: Questo periodo romano si concluse nel momento in cui grazie all’interessamento del padre
S. Quasimodo ottenne un impiego al Genio Civile di Reggio Calabria e nonostante le difficoltà
dovette accettare. Furono gli anni in cui il suo sogno di diventare poeta sembrava tramontare

                         ____________________fine prima parte_________


Davide: Il lavoro al genio civile non era desiderato da Quasimodo e quindi non lo svolgeva come
avrebbe dovuto facendosi odiare dai suoi colleghi, sarà proprio in questi anni che deciderà di
sposarsi

Francesca: La sua passione rimase la poesia e grazie al cognato Elio Vittorini, che lo introdusse
nell’ambiente letterario, riuscì a far leggere le proprie poesie al alcuni importanti letterati, tra cui
anche Eugenio Montale. Inoltre, data la vicinanza alla provincia di Messina, S. Quasimodo
riallacciò nuovamente i rapporti con gli amici letterati siciliani tra cui il Rettore Salvatore Pugliatti e
Giorgio La Pira

Davide: Sarà così che in poco tempo avrà la possibilità di andare di persona a Milano ed essere
introdotto nell’ambiente letterario proprio dal cognato Elio Vittorini. Negli anni milanesi il poeta
comincerà ad avere una certa fama, ed è proprio di questo periodo la poesia Lettera Alla Madre che
ci leggerà la nostra compagna Francesca

Francesca: Lettera alla Madre

Francesca: Di questa poesia scritta dopo il trasferimento a Milano ce ne parla Valentina

Valentina: Questa poesia è dedicata alla madre, già dai primi versi si nota che il poeta descrive i
luoghi in cui vive, in particolare la stagione invernale, tipica dell’Italia Settentrionale, presentata
attraverso immagini di pioggia, di vento , di neve. Il poeta confida alla madre di non essere in pace
con se stesso

Luigi: Il poeta si rivolge alla madre dicendole che sapeva bene quanto la lontananza dal figlio la
facesse soffrire, come spesso capita alla madri dei poeti che decidono di partire per tentare la
fortuna in altri luoghi

Sara: Salvatore Quasimodo fa riferimento alla notte in cui partì e la descrive metaforicamente nei
versi : “Quel ragazzo…….” Questi versi simboleggiano la difficoltà economica nell’affrontare
questa avventura e la sua unica risorsa che era la poesia
Francesca: L’abbandono della propria terra per motivi di lavoro è una tematica attualissima infatti al
giorno d’oggi moltissimi giovani sono costretti a lasciare i propri affetti e la propria terra per motivi
di lavoro

Davide: Sarà sempre negli anni milanesi che il poeta scriverà la poesia Lamento per il Sud, in cui
ancora una volta descriverà la diversità fra la sua terra natia e la terra d’adozione, leggerà la poesia
la nostra compagna Roberta

Roberta: Lamento per il Sud

Tania: Nella poesia il poeta racconta della sua vita in Lombardia, sottolineando, di aver quasi
dimenticato il mare e tutti quegli elementi tipici della sua terra, conclude la prima strofa dicendo :
“Più nessuno mi porterà nel sud”

Francesca: Il Sud di cui parla il poeta, è un sud ancora arretrato con pochi sbocchi professionali, ma
è anche un sud ricco di solarità, di colori, di infinita bellezza

Piero: gli anni della permanenza nel nord d’Italia sono anche egli anni della triste e distruttiva
esperienza della Seconda Guerra Mondiale

Francesca: Quasimodo visse intensamente gli anni delle distruzione, delle deportazioni, delle morti
di giovani che andavano al fronte senza speranza di ritornare; tutto questo il poeta lo racconta nella
poesia “Colore di pioggia e di ferro” che ci leggerà Arianna

Arianna: “Colore di pioggia e di ferro”

Luana: La poesia letta ci illustra la tragedia della guerra e la sofferenza che questa ha portato, di
questo periodo sono anche le poesie “Alle Fronde dei Salici”……….

Sandra: Durante la guerra, nonostante mille difficoltà, Quasimodo continuò a lavorare mentre
continuava a scrivere versi, tradusse parecchi Carmina di Catullo, parti dell’Odissea, Il fiore delle
Georgiche, Il Vangelo Secondo Giovanni, Edipo Re di Sofocle. Un’attività questa di traduttore che
Quasimodo portò avanti negli anni successivi, parallelamente alla propria produzione e con risultati
eccezionali

Francesca: Nel 1947 uscì la sua prima raccolta del dopoguerra Giorno dopo Giorno, libro che segnò
una svolta nella poesia di Quasimodo al punto che si parlò e si continua a parlare di un primo e un
secondo Quasimodo
Nel 1950 ricevette il premio San Babila e nel 1053 l’Etna Taormina insieme a Dylan Thomas

Stefano: Nel 1954 uscì per la casa editrice Schwarz Il Falso e vero Verde; un libro di crisi in cui
inizia una terza fase della poesia di Quasimodo che rispecchia un mutato clima politico. Dalle
tematiche prebelliche e postbelliche si passa a poco a poco a quelle del consumismo, della
tecnologia e del neocapitalismo

Carmelo: nel 1958 viene pubblicato “La terra Impareggiabile” premio Viareggio, ancora nel 1958
Quasimodo mise a punto l’antologia della poesia italiana del dopoguerra; nello stesso anno compì
un viaggio in U.R.S.S. nel corso del quale venne colpito da infarto , cui seguì una lunga degenza
all’ospedale Botkin di Mosca
Viviana: il 10 dicembre 1959 a Stoccolma Salvatore Quasimodo ricevette il premio Nobel per la
letteratura e lesse il discorso Il Poeta e il Politico, venne pubblicato l’anno dopo nell’omonimo
volume che raccoglie i principali scritti critici di Quasimodo, al Nobel seguirono moltissimi scritti e
articoli sulla sua opera con un ulteriore incremento delle traduzioni

Francesca: nel 1960 dall’Università di Messina gli venne conferita la Laurea Honoris Causa inoltre
fu insignito della cittadinanza di Messina. Sempre nel 1960 sul settimanale Le Ore gli venne
affidata una rubrica di colloqui coi lettori che tenne fino al 1964 quando passò al Tempo con una
rubrica simile. Nel 1966 Quasimodo pubblicò il suo ultimo libro “Dare e Avere” un titolo
emblematico per una raccolta che è un bilancio di vita quasi un testamento spirituale.
Nel 1967 l’Università di Oxford gli conferì la laurea Honoris Causa. Colpito da ictus il 14 Giugno
1968 ad Amalfi dove si trovava per presiedere un premio di poesia morì sull’auto che lo trasportava
a Napoli.
Il poeta premio Nobel per la letteratura è tradotto in 40 lingue compreso il coreano ed è studiato e
conosciuto in tutti i Paesi del mondo

Francesca: Grazie agli eredi e in particolare al figlio Alessandro il nome di Salvatore Quasimodo
continua a rimanere vivo, oltre che attraverso le sue opere, grazie a due parchi letterari a lui
deidcati. Uno si trova a Modica presso la casa natale, il secondo si trova a Roccalumenra. Nel parco
di Roccalumera suggestivamente costruito all’interno della vecchia stazione si possono ammirare
numerose fotografie dell’autore con i personaggi più famosi della sua epoca oggetti personali libri e
la ricostruzione del suo studio.

Sara: Conclusione e saluti

						
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