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Quattro progetti Equal finanziati dalla Regione

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					Quattro progetti Equal finanziati dalla Regione
Donne e lavoro: la sfida delle Pari Opportunità

Spesso percepite come una sorta di residuo di vetero-femminismo e come tali spesso scarsamente considerate, non solo nei
contesti socio-economici ma anche come atteggiamento culturale diffuso, le Pari Opportunità costituiscono in realtà uno dei
quattro pilastri della strategia europee per l’occupazione.
Proprio per promuovere e incrementare l'occupazione femminile, l'Unione Europea ha investito cospicui fondi i n importanti
progetti comunitari per il raggiungimento dell'obiettivo di portare entro il 2010 il tasso di occupazone femminile al 70%. E tra
questi importanti interventi piace ricordare i quattro progetti Equal finanziati sul territorio provinciale dalla Regione Lombardia,
Assessorato alla Famiglia a Solidarietà Sociale, retto do Giancarlo Abelli
Tempo di vita e tempo di lavoro: conciliare si può
Tema dibattuto da troppo tempo e mai risolto è il problema della conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro: le donne,
corno è noto, trovano oggettive difficoltà gestire casa e lavoro o comunque, per riuscirci, sono chiamate e sopportare grandi
fatiche fisiche e grandi coinvolgimenti emotivi.
L'Immobilismo permanente che a volte si coglie su questi temi, forse denota il fatto che proprio noi donne non siamo state
capaci di fare 'massa critica' per far nascere attenzione vera ai nostri problemi, che non sono 'affari da donna' ma sono
problemi che investono il nucleo familiare e quindi l’intera società e per ciò stesso devono interessare tutte e tutti E tutti,
uomini e donne devono farsi carico di trovare adeguate soluzioni. A partire dalle istituzioni. Buone opportunità sono offerte , per
esempio, dalla Regione Lombardia. E si ci riferisce in particolare alla legge n. 53 dell'8 marze 2000, che dà “disposizioni per il
sostegno della maternità e della paternità e per il coordinamento dei tempi della città" e alla legge n. 23 del 1999, che
promuove e realizza un'organica a integrata politica di sostegno al nucle o familiare, che ha consentito in molti casi di migliorare
la qualità della vita delle donne e non solo, attraverso la creazione di nidi di famiglia e/o nidi aziendali, anche sul nostr o
territorio provinciale.
Ma bisogna anche intervenire a livello strutturale, di modello lavorativo, come previsto per esempio dalla Legge Biagi, che, con
l’introduzione della flessibilità, consente di rimodellare i tempi di lavoro nell'ottica di rendere compatibili le responsabi lità
familiari con gli obblighi lavorativi.
Si sa che il lavoro, oltre che un' integrazione necessaria del bilancio familiare, diventa spesso, per molte donne, anche un'
occasione per realizzarsi. Per questo bisogna crederci perché i sacrifici saranno ben ripagati. Sono noti i sensi dì colpa di una
mamma che lavora ma si superano e si annullano se c'è un misurato senso dal dovere che aiuta ad accettare le quotidiane
difficoltà con una buona dose di serenità. Ai figli si può riservare la qualità del proprio tempo piuttosto che la quantità. Ma alla
fine si è soddisfatti...
Quando si sentenzia sul lavoro delle donne non si tiene mai conto del fatto che si è padri e madri per tutta la vita ma allev are i
figli e farli crescere è solo un passaggio della vita, che, per fortuna, non si esaurisce con loro.
Le imprese al femminile: un’occasione di sviluppo del territorio
Nuove imprese nascono con il sostegno di provincia e Camera di Commercio: la sinergia dà buoni frutti. Oggi più che mai - e li
discorso vale soprattutto per le donne - il lavoro non lo si trova già pronto ma lo si deve inventare, mettendoci intraprendenza,
un po' di fantasia e anche un po' di spirito di avventura. Proprio per sostenere nuovi progetti imprenditoriali l'Assessorato alle
Parità della Provincia di Pavia e la Camera di Commercio, grazie a lla sensibilità del Presidente Mossi, hanno emesso un bando
per il sostegno all’imprenditoria femminile che ha dato buoni frutti, confermando che l'azione sinergia tra enti è sempre e
comunque vincente. Sono state finanziate sul territorio dell'intera prov incia 12 Imprese al femminile in molti settori tra i più
innovativi e qualificanti e in particolare nei servizi alla persona, come asili nido e aiuto agli anziani. Si realizza così un bel
circolo virtuoso che partendo dal pubblico (Provincia e Camera di Co mmercio), coinvolge il privato (le imprerditrici o, “donne
d'impresa”, come mi piace definirle) e consente di portare un sia pur piccolo contributo allo sviluppo del territorio. Della
tipologie delle imprese finanziate viene anche puntuale la conferma che, al di là degli stereotipi diffusi che definiscono le donne
nemiche tra loro, là dove possono, invece esse sono capaci di dare aiuto alle altre donne, sostenendole con adeguati servizi di
cura, in particolare con strutture di accoglienza per l'infanzia.
La formazione all’auto imprenditorialità: il ruolo delle Università
In un contesto socioculturale in cui si tende e considerare il sostegno all'imprenditoria femminile uno strumento assistenzia le,
anziché di sviluppo per l’economia, come in effetti è, diventa irrinunciabile e prioritario far crescere la cultura e la formazione
all'auto imprenditorialità tra i giovani. Perché allora non veicolarla attraverso le università con l'attivazione non sporadi ca di
master ad hoc, di primo o di secondo livello, che possono aiutare e sviluppare idee innovative che diversamente resterebbero
sulla carta? Può essere una strada
Eures (European Employment services)
Fortemente voluto dall'Assessore alle P.O. Renata Crotti, è nato per favorire la mobilità e l'incontro tra domand a e offerta di
lavoro nell'ambito dello Spazio Economico Europeo. Avviato presso la sede dell’Assessorato in Strada Nuova 61, afferisce al
Centro per l’impiego. Ha al suo attivo la realizzazione di importanti progetti di scambi tra paesi europei, in partic olare con la
Spagna (Infermiere professionali) o con l’Essex in UK (medici psichiatri e medici di famiglia) in collaborazione tra istituzioni ed
enti che operano sui territorio.
La Provincia Pavese del 31 gennaio 2006

				
Jun Wang Jun Wang Dr
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