Docstoc

fascino illeg. canzoni.doc - Fac

Document Sample
fascino illeg. canzoni.doc - Fac Powered By Docstoc
					GRUPPO DI RICERCA:

“IL FASCINO DELL‟ ILLEGALITA‟
        NELLA MUSICA”
       Corso di pedagogia sociale



          <<Ecco il dritto di Chicago,
                 Sugar Bing,
            arrivato fresco fresco
              da SingSing. >>

               Fred Buscaglione




                                         GRUPPO DI LAVORO:
                                                 Amabile Villa,
                                                  Anna Diurno,
                                               Anna Tagliabue,
                                                Chiara Lanzoni,
                                               Cristina Faccini,
                                             Eleonora Negretti,
                                           Nora Di Bartolomei,
                                                 Matilde Pozzo,
                                                  Simona Lippi
                                     INTRODUZIONE
                                   di Anna Tagliabue e Anna Diurno
Il nostro gruppo, composto da 9 ragazze, si è occupato del FASCINO dell‟ILLEGALITA‟ in CAMPO
MUSICALE, inizialmente abbiamo riflettuto sull‟impostazione generale da dare al progetto e poi ognuna di noi
ha raccolto e selezionato le canzoni che, secondo propri pareri personali, rispecchiavano ed erano
maggiormente riconducibili al tema. Per questa prima ricerca sono state messe in campo conoscenze musicali
personali, consigli e selezioni operati da volenterosi amici e parenti, nonché abilità nella ricerca informatica;
tutto ciò ci ha permesso di avere più di 60 canzoni da analizzare e su cui porre le basi del nostro lavoro di
ricerca.
In gruppo ognuna ha presentato, a grandi linee, i testi da lei selezionati e questi sono stati suddivisi in
macrocategorie secondo la tipologia di illegalità più consona all‟argomento trattato nella canzone.
Molti testi rientrano, per la ricchezza dei temi trattati, in più aree di illegalità e sono attraversati da argomenti e
azioni comuni.
Successivamente, per ogni macroarea, abbiamo selezionato le canzoni ritenute più affascinanti per l‟intero
gruppo di ricerca; i campi di illegalità presi in considerazione sono:

♪   Camorra e cantanti neomelodici
♪   Droga
♪   Furto e rapina
♪   Malavita radicata nel territorio
♪   Critica al sistema sociale

Durante la ricerca sono emerse notevoli difficoltà soprattutto per quanto riguarda la mera ed essenziale
definizione di FASCINO e dunque la successiva selezione delle canzoni.
Infatti il fascino è spesso soggetto ad attitudini e modi d‟essere personali e dunque l‟obiettività, indispensabile
in ogni lavoro di ricerca, potrebbe venir meno a favore di testi affascinanti solo perché chi li presenta li
conosce bene e li riconduce a vissuti o generi musicali familiari.

Onde evitare un‟eccessiva incursione della soggettività abbiamo usato molteplici criteri per indagare la
presenza di elementi di fascino in ogni singola canzone, tra cui:
▪ La capacità di testo e musica di coinvolgere l‟ascoltatore;
▪ La simpatia suscitata dai criminali e/o dagli atteggiamenti illegali presenti, che portano l‟ascoltatore a tifare
per il “cattivo”, ad esserne attratto e a essere quasi invogliato a compiere atti illeciti;
▪ La risonanza che tali canzoni e autori hanno sul pubblico del periodo storico a cui appartengono (esempio
CLUB DOGO in questi anni) e/o anche per le generazioni successive (esempio DE ANDRE‟);
▪ La capacità di alcune canzoni di creare identità di gruppo e senso di appartenenza (esempio cantanti
neomelodici).

La scelta dei parametri in base ai quali analizzare le canzoni non è stata semplice; son stati scartati durante il
percorso diversi criteri ed elementi che abbiamo considerato fuorvianti o meno importanti ai fini della nostra
ricerca:
▪ Suddivisione delle canzoni in macrocategorie rispetto agli anni di composizione per fare un confronto
temporale
▪ Considerazione delle canzoni straniere su questo tema (“Folsom prison blues” di Johnny Cash, “Happiness
is a warm gun” dei Beatles), che avrebbero ampliato eccessivamente il già numeroso repertorio di canzoni a
cui attingere
▪ Considerazione delle intenzioni dell‟autore
Un grosso limite alla nostra ricerca, con il quale ci siamo dovute più volte scontrare, è stato sicuramente il
tempo, che c‟è sempre sembrato scarso rispetto alla grande mole di testi, di riflessioni, di scelte, da fare.




                       ELENCO DELLE CANZONI
                       SELEZIONATE ALL‟INIZIO DEL PERCORSO DI RICERCA


TITOLO                                                AUTORE
Giava rossa                                           Vanoni, Strehler, Carpi
Ma mì                                                 Vanoni, Strehler, Carpi
Hanno ammazzato il Mario in bicicletta                Vanoni, Strehler, Carpi
Il moro della vedra                                   Svampa
Porto Romana bella                                    Svampa
Il dritto di Chicago                                  Fred Buscaglione
Whisky facile                                         Fred Buscaglione
La ballata del Cerutti                                Giorgio Gaber
T‟ho compraa i calzett de seda                        Jannacci
Veronica                                              Jannacci
Faceva il palo                                        Jannacci
Contessa                                              Pietrangeli
La ballata della moda                                 Luigi Tenco
Un ottico                                             De Andrè
La ballata dell‟eroe                                  De Andrè
Bocca di rosa                                         De Andrè
Delitto di paese                                      De Andrè
Il cantico dei drogati                                De Andrè
Nella mia ora di libertà                              De Andrè
Il bombarolo                                          De Andrè
La cattiva strada                                     De Andrè
Volta la carta                                        De Andrè
Don Raffae                                            De Andrè
Azz                                                   Federico Salvatore
Federico Pantera                                      Federico Salvatore
Nu latitante                                          Tommy Riccio
O capo clan                                           Nello Liberti
Mamma giustizia                                       Nomadi
Vita spericolata                                      Vasco Rossi
Vitti „na crozza                                      Canzone popolare
Il vicino                                             Punkreas
Tutti in pista                                        Punkreas
Voglio armarmi                                        Punkreas
Sosta canapa                                          Punkreas
Senza rete                                            Litfiba
Il branco                                             Litfiba
Canzone per il “Che”                                  Guccini
Fine di un killer                                     De Gregori
Maria Maria!                        Articolo 31
Domani smetto                       Articolo 31
Currè currè guagliò                 99 Posse
Rigurgito antifascista              99 Posse
Criminale                           Prozac +
Acida                               Prozac +
Pastiglie                           Prozac +
Supereroi contro la municipale      Meganoidi
Apologia di Renato                  Vallanzaska
Boys from Comasina                  Vallanzaska
Pagliaccio di Ghiaccio              Metal Carter
Fumo tanta erba                     Villa Ada Posse
Bom bom cylom                       Villa Ada Posse
Roma violenta                       Duke Montana
Immorale                            J-Ax
Fumo ancora                         J-Ax
Tutta colpa di Giuda                Cecco
Le voglio piena                     Marracash
Il mio mondo, le mie regole         Club Dogo
Confessioni di una banconota        Club Dogo
La notte che rovesciammo l‟ordine   Club Dogo
Dedicato a chi rolla                Club Dogo
Pallottole nelle lettere            Club Dogo
                  ILLEGALITA‟:     CAMORRA E CANTANTI
                                    NEOMELODICI
                                                di Amabile Villa

                                       Canzoni di riferimento:
                                       ♪ “DON RAFFAE” - DE ANDRE‟-
                                               Neomelodici:
                                    ♪ “O CAPO CLAN” - NELLO LIBERTI –
                                                 Citata:
                                   ♪ “NU LATITANTE “ - TOMMY RICCIO -

Questa parte della ricerca che riguarda la musica neomelodica è nata dallo spunto che ritroviamo direttamente
sul libro “Le strade della violenza” di Isaia Sales.

Scrive Isaia Sales scrive: “I neomelodici affermano l‟identità di una minoranza sociale urbana che cerca,
attraverso le canzoni, un sostegno culturale al proprio modo di essere”. Una vera e propria identità sociale, in
cui molti si riconoscono: è questo il segreto del loro successo. Continua Sales: “Chi scrive questi testi non
vuole essere ascoltato da un pubblico eterogeneo, ma soltanto dal suo pubblico che è quello che giustifica
anche la camorra”.

<<Non è la prima volta che questo parallelismo tra musica e criminalità organizzata si ripropone agli occhi (e
alle orecchie) della società. Un parallelismo culturale in cui si utilizza un mix di parole e musica per raccontare
ed esaltare una storia, un avvenimento, un soggetto o dei soggetti che attuano comportamenti devianti.>>

Come e quando nascono i neomelodici?

<<La musica neomelodica nasce negli anni ‟70, nel periodo in cui Cutolo trovava, fuori e dentro dalle carceri,
una massa di giovani delinquenti che sarà alla base di quella che diventerà la Nuova Camorra Organizzata
(NCO). E‟ in questo preciso periodo che iniziano ad affermarsi i cosiddetti cantanti “neomelodici”, cantastorie
provenienti dai quartieri napoletani. Distinguere un cantante neomelodico da uno normale non è difficile:
presenza scenica omogeneizzata, testi delle canzoni in dialetto (napoletano), diffusione capillare nei quartieri
e nelle città di tutta la regione.

La Napoli, dalle condizioni sociali piuttosto precarie, dalla povertà esistente da secoli, ha prodotto in certi
quartieri effetti sulla cultura popolare. Il teatro, la canzone, la letteratura non potevano ignorare quello che
erano i modi di vivere della plebe e del sottoproletariato napoletano.
La tipologia di opere precedente era prodotta dalla borghesia napoletana, in essa si raccontano fatti e
situazioni i cui protagonisti sono personaggi “deviati”, figli della malavita, che vivono in contesti sociali in cui si
cerca una “giustificazione sociale” alle attività illegali che essi svolgono. Si tratta di autori estranei a quei
contesti. Autori che hanno vissuto al di fuori di quel modo di vivere, che lo hanno soltanto osservato, ma non
toccato con mano. Autori che non difendono la malavita, né la giustificano, ma la raccontano, ne illustrano i
tratti comuni relegandole un‟arte.

A quest‟arte si contrapporrà negli anni la Napoli giustificatrice, che nasconde i delinquenti a causa della
camorra; una Napoli che diffonde una cultura popolare in difesa dei quartieri-Stato. Il fenomeno dei
neomelodici si sviluppa in questo contesto: forte immedesimazione nel contesto sociale in cui si vive,
giustificazione sociale all‟illegalità, creazione di valori, appartenenza camorristica. E tutto questo può essere
illustrato mettendo a confronto il passato con il presente. Una canzone come Nu Latitante (Tommy Riccio)
raffigura in maniera esauriente ciò che si intende per “cultura popolare deviata”, e cioè una cultura popolare
nata e sviluppata in quei quartieri in cui la camorra (e quindi l‟illegalità) è presente da secoli, in cui si cerca
l‟esaltazione del camorrista, si diffondono sentimenti di ammirazione verso quest‟ultimo.

I clan, o meglio i boss, non hanno mai ignorato questo fenomeno, anzi, è stato dimostrato che ogni cosca
“sponsorizza” il suo neomelodico preferito, preferibilmente appartenente al territorio di controllo
dell‟organizzazione criminale in questione. Il boss Luigi Giuliano ha scritto parecchi testi per canzoni
neomelodiche: Chill’ va pazz’ pe’ te, cantata da Ciro Ricci, è divenuta un autentico tormentone negli anni ‟90 a
Napoli e provincia. Gigi D‟Alessio, sponsorizzato dallo stesso Giuliano, ha più volte raccontato delle nottate
trascorse col Re di Forcella a scrivere canzoni.

                                      Un fenomeno che non si “accontenta” di essere arte popolare, ma che in
                                      certi casi ha portato alla gestione di numerosi affari: matrimoni, feste di
                                      piazza, comunioni, apparizioni televisive, compilation. Fenomeno che è in
                                      continua evoluzione, consolidato dal successo che si ottiene sfruttando
                                      l‟incredibile diffusione di quella cultura dell‟illegalità che è presente in ogni
                                      città o paesino della regione.>>

                                       BALLATA PRO CAMORRA
                                       La canzone di Nello Liberti "O Capoclan". Abbiamo trovato in
                                       questo brano un sottostante fascino verso il personaggio del Capo
                                       Clan che descrive bene la mentalità di alcune persone
                                       riconoscendolo nelle vesti di un mito e di una guida morale.
                                       Abbiamo constatato che questa canzone è già stata rimossa da
                                       Youtube per le proteste di alcuni utenti perché sembrerebbe che
                                       spronasse alla delinquenza. Riportiamo qui il commento che abbiamo
Tommy Riccio                          trovato a questo proposito e che sentiamo di condividere:
                                      “Vogliamo forse impedire a un cittadino di esporre la propria opinione,
                                      calpestando l'articolo 21 della Costituzione? E poi, siamo davvero sicuri
                                      che Liberti condivida il contenuto della canzone? Esistono migliaia di
                                      canzoni a tema malavitoso nelle quali l'autore interpreta un
personaggio dal quale prende le distanze. Milva ha cantato per anni le
canzoni della Mala Milanese. Adriano Celentano, in Una storia come queste, fa la parte di un assassino che
ha ucciso la moglie. John Lennon cantava La felicità è una pistola calda. Johnny Cash, in Folsom Prison
Blues, esordiva con "Ho ucciso un uomo a Reno / Solo per guardarlo morire". Significa che Milva, Celentano,
Lennon e Cash sono dei criminali? Per non parlare dei contenuti di certi testi di Eminem, che poi se ne va a
cantare a Sanremo con la benedizione di Raffaella Carrà. Vogliamo dire che Marlon Brando e Al Pacino sono
mafiosi perché hanno recitato nel Padrino? Perché tutto quest'accanimento su un cantante neomelodico, che
tra l'altro lavora come marittimo facendosi il mazzo così sulle navi, e che se fosse un camorrista di sicuro non
avrebbe bisogno di lavorare?”


O capoclan: si chiama così la canzone del neomelodico Nello Liberti che „esalta‟ le doti e il carattere di un
boss di camorra. Il videoclip inizia con quattro giovani in sella a due moto, tutti senza casco, che sfrecciano
per le strade di una cittadina balneare non identificabile e si snoda per oltre tre minuti: musica assordante e
parole forti: “Il capoclan è un uomo serio, non è cattivo davvero, ma non si può ragionare con il cuore – dice la
traduzione del testo – Il capoclan non sbaglia perché per la famiglia è il capo e deve sapere comandare”.
E ancora: “E‟ il capo e sa campare e noi dobbiamo rispettarlo”. Il momento clou del filmato è rappresentato da
un „pizzino‟ recapitato a un affiliato sul quale c‟è scritto un nome con una croce accanto, Michele Imperato: è
lui la prossima vittima decretata dal capoclan. Il sicario è combattuto, ma alla fine, con tanto di pistola in bella
mostra, decide di obbedire agli ordini. “E‟ la condanna per chi ha sbagliato”, dice il cantante.
Il video si chiude con l‟arresto dell‟uomo e con lui in carcere: “Tutte le sere, guardando una fotografia,
abbraccio le sbarre, guardo le stelle e parlo a Dio. Dio ti raccomando – canta – proteggi i miei figli e se
qualche volta non puoi farlo, non preoccuparti proprio, ci penso io, io che sono il capoclan”.

Don Raffae di De Andrè è una delle canzoni che è stata percepita subito come centrale sul tema del fascino
dell‟illegalità. Abbiamo analizzato il personaggio don Raffaè che risulta essere un uomo capace di esercitare
un potere pervasivo capace di diffondersi ovunque, anche tra le pieghe delle relazioni quotidiane, familiari.
Pasquale, il brigadiere del carcere, lui per primo ne è affascinato, anche lui sente la sua protezione. Gli chiede
un aiuto per trovare un lavoro al fratello, un pretendente che sia dalla sua parte per la figlia, il prestito del suo
“cappotto cammello che al maxi processo eravate „o chiù bello”… e poi il caffè come elemento quasi di
amicizia e complicità che tiene uniti i due personaggi che dovrebbero fare parte di due mondi opposti: quello
illegale e quello legale. Due mondi che si confondono e che trovano una espressione chiara proprio in queste
parole del testo: “Prima pagina venti notizie ventuno ingiustizie e lo Stato che fa si costerna, s‟indigna,
s‟impegna poi getta la spugna con gran dignità mi scervello e mi asciugo la fronte per fortuna c‟è chi mi
risponde a quell‟uomo sceltissimo immenso io chiedo consenso a don Raffaè”

Come nasce questa canzone?
<<"Don Raffaè" nasce dalla collaborazione di Fabrizio De André con Massimo Bubola per la stesura del testo,
con Mauro Pagani per la scrittura della musica. Memorabile l'esecuzione del brano del cantautore genovese in
coppia con Roberto Murolo, registrata in occasione del concerto del 1 maggio del 1992. La canzone è una
bruciante e sferzante denuncia dell'illegalità delle carceri nostrane negli anni ottanta, con un particolare e
diretto riferimento al noto camorrista Raffaele Cutolo, il quale governava una imponente organizzazione
malavitosa mentre si trovava incarcerato. Il potere del camorrista è reso evidente dal fatto che un secondino,
che dovrebbe essere la guardia che controlla il carcerato, chiede aiuto e appoggio al "Don Raffaè" della
canzone, dispensando anche complimenti e chiedendo favori e raccomandazioni.Il ritornello della canzone è
una citazione del brano O ccafè di Domenico Modugno.>>




Testi:

♪ “O CAPO CLAN” - NELLO LIBERTI -
        Per quest'uomo non esiste la libertà
        Per onore si nasconde la verità
        Conta giorno per giorno gli anni, i mesi,
        ma con il suo cuore sta sempre a casa
        I ragazzi stanno fuori ad aspettarlo,
        ma sanno cosa devono fare
        se è arrivata la lettera del capo,
        la condanna per chi ha sbagliato
        Anche se lui è così
        è il capo e sa vivere!
        Perchè ci dà rispetto e noi lo vogliamo rispettare
        Il capoclan è un uomo serio,
        che non è davvero cattivo,
        ma non si può ragionare col cuore!
        Il capoclan, non sbaglia,
        perchè per la famiglia lui è il capo e deve saper comandare!
        Non sa stare lontano dai figli e dalla libertà,
        e tutte le notti sogna chi sta ad aspettarlo a casa!
        Da piccolo non ha mai potuto studiare,
        per sfortuna se ne andò a lavorare
        si sacrificò per mangiare la sera,
        per togliere la famiglia dalla miseria!
        Questa cosa non l'ha potuta sopportare,
        se ha sbagliato è stato per necessità!
        Certo questo l'ha voluto Dio,
        se poi è un vero uomo di strada!
        E se ha deciso così,
        a chi deve dare un cuore?
        è capo e sa vivere e noi dobbiamo rispettarlo
        Il capoclan è un uomo serio,
        che non è davvero cattivo,
        ma non si può ragionare col cuore!
        Il capoclan, non sbaglia,
        perchè per la famiglia lui è il capo e deve saper comandare!
        Non sa stare lontano dai figli e dalla libertà,
        e tutte le notti sogna chi sta ad aspettarlo a casa!
        E tutte le sere, guardando una fotografia,
        abbraccio le sbarre, guardo le stelle e parlo a Dio!
        Dio, mi raccomando, proteggi i miei figli
        E se qualche volta non puoi farlo, non preoccuparti proprio, che ci penso io!
        IO!IO! CHE SONO IL CAPOCLAN!

♪ “DON RAFFAE” - DE ANDRE‟-
Io mi chiamo Pasquale Cafiero                                    Qui ci stà l‟inflazione, la svalutazione
e son brigadiere del carcere oinè                                e la borsa ce l‟ha chi ce l‟ha
io mi chiamo Cafiero Pasquale                                    io non tengo compendio che chillo stipendio
sto a Poggio Reale dal ‟53                                       e un ambo se sogno „a papà
                                                                 aggiungete mia figlia Innocenza
e al centesimo catenaccio                                        vuo‟ marito non tiene pazienza
alla sera mi sento uno straccio                                  non chiedo la grazia pe‟ me
per fortuna che al braccio speciale                              vi faccio la barba o la fate da sé
c‟è un uomo geniale che parla co‟ me
                                                                 Voi tenete un cappotto cammello
Tutto il giorno con quattro infamoni                             che al maxi processo eravate „o chiù bello
briganti, papponi, cornuti e lacchè                              un vestito gessato marrone
tutte l‟ore cò „sta fetenzia                                     così ci è sembrato alla televisione
che sputa minaccia e s‟à piglia cò me                            pe‟ „ste nozze vi prego Eccellenza
                                                                 mi prestasse pe‟ fare presenza
ma alla fine m‟assetto papale                                    io già tengo le scarpe e „o gillè
mi sbottono e mi leggo „o giornale                               gradite „o Campari o volite „o cafè
mi consiglio con don Raffae‟
mi spiega che penso e bevimm‟ò cafè                              A che bell‟ò cafè
                                                                 pure in carcere „o sanno fa
A che bell‟ò cafè                                                co‟ à ricetta ch‟à Ciccirinella
pure in carcere „o sanno fa                                      compagno di cella
co‟ à ricetta ch‟à Ciccirinella                                  ci ha dato mammà
compagno di cella
ci ha dato mammà                            A che bell‟ò cafè
                                            pure in carcere „o sanno fa
Prima pagina venti notizie                  co‟ à ricetta ch‟à Ciccirinella
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa       compagno di cella
si costerna, s‟indigna, s‟impegna           ci ha dato mammà
poi getta la spugna con gran dignità
mi scervello e mi asciugo la fronte         Qui non c‟è più decoro le carceri d‟oro
per fortuna c‟è chi mi risponde             ma chi l‟ha mi viste chissà
a quell‟uomo sceltissimo immenso            chiste so‟ fatiscienti pe‟ chisto i fetienti
io chiedo consenso a don Raffaè             se tengono l‟immunità

Un galantuomo che tiene sei figli           don Raffaè voi politicamente
ha chiesto una casa e ci danno consigli     io ve lo giuro sarebbe „no santo
mentre „o assessore che Dio lo perdoni      ma „ca dinto voi state a pagà
„ndrento a „e roullotte ci tiene i visoni   e fora chiss‟atre se stanno a spassà
voi vi basta una mossa una voce
c‟ha „sto Cristo ci levano „a croce         A proposito tengo „no frate
con rispetto s‟è fatto le tre               che da quindici anni sta disoccupato
volite „a spremuta o volite „o cafè         chill‟ha fatto quaranta concorsi
                                            novanta domande e duecento ricorsi
A che bell‟ò cafè                           voi che date conforto e lavoro
pure in carcere „o sanno fa                 Eminenza vi bacio v‟imploro
co‟ à ricetta ch‟à Ciccirinella             chillo duorme co‟ mamma e co‟ me
compagno di cella                           che crema d‟Arabia ch‟è chisto cafè.
ci ha dato mammà

A che bell‟ò cafè
pure in carcere „o sanno fa
co‟ à ricetta ch‟à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
                                       ILLEGALITA‟:     DROGA
                                             di Chiara Lanzoni

                                         Canzoni di riferimento:
                                      ♪ “OH MARIA” – ARTICOLO 31-
                                  ♪ “LE VOGLIO PIENE” – MARRACASH-
                          ♪ “IL MIO MONDO, LE MIE REGOLE” – CLUB DOGO-

                                                Canzoni citate:
                                           ♪ “SOSTA” – PUNKREAS-
                                          ♪ “CANAPA” – PUNKREAS-

La canzone Maria Maria degli Articolo 31 parla della marijuana, una droga leggera, mentre le altre due, Le
Voglio Piene e Il Mio Mondo, Le Mie Regole dei Club Dogo, trattano della cocaina, una droga pesante.
La differente tipologia di droga è contrassegnata dal ritmo e dallo stile delle canzoni: Maria Maria è una
canzone vivace che emana spensieratezza, mentre le altre due sono canzoni aggressive che comunicano
violenza. Abbiamo notato che tali stili e ritmi rispecchiano l‟effetto delle sostanze di cui le canzoni parlano.
Soprattutto nella canzone Le Voglio Piene traspare l‟idea dell‟ansia di procurarsi in breve tempo la droga.
Nella canzone Maria Maria passa invece l‟idea che il consumo di questa droga sia normale e che appartenga
ad un modello giovanile a cui adattarsi.
Le Voglio Piene di Marracash descrive l‟incontro tra uno spacciatore e il suo cliente; racconta quindi una
scena quotidiana, come la canzone Sosta dei Punkreas, che descrive in modo dettagliato l‟atto del taccheggio,
e la canzone Canapa degli stessi Punkreas, che elenca le istruzioni per coltivare la Marijuana: si raccontano
quindi le tappe, proprio quelle tappe che molti giovani percorrono quotidianamente.
Queste canzoni parlano di quotidianità, ossia non si concentrano sulla vita di un personaggio particolare,
spesso visto da molti come un eroe, un mito, come avviene in molte altre canzoni, ma raccontano di persone
comuni, in cui è facile rispecchiarsi ed al cui modello è semplice adattarsi.
Inoltre in tutte e tre le canzoni viene adoperato un linguaggio giovanile e quotidiano, esattamente come quello
parlato dai giovani che ascoltano queste canzoni.
Lo stile musicale di tali canzoni è quello più diffuso tra i giovani italiani di questi anni: l‟Hip Hop.
Tali elementi evidenziano lo stretto contatto percettivo tra chi ascolta queste canzoni e chi le canta; sono
appunto questi elementi che sottolineano il fascino ed il potere attrattivo che esercitano queste canzoni su una
certa cerchia di persone.
Tra le differenti illegalità che abbiamo individuato nelle varie canzoni, quella della droga è la più diffusa e
legittimata, soprattutto la cocaina, che ben si adatta alla società attuale, in cui primeggiano valori quali le
prestazioni massime e i ritmi accelerati; è infatti consumata da individui appartenenti a differenti contesti socio-
culturali: dall‟operaio al medico. E‟ quindi una droga che include, a differenza dell‟eroina che esclude.
E‟ proprio per questa sua legittimazione da parte della società che spesso si ascoltano tali canzoni senza
percepire che l‟oggetto trattato è una sostanza illegale.



Testi:
♪ “MARIA MARIA” – ARTICOLO 31-
      E' una canzone d'amore che sale dal cuore con ardore candore in stile cantautore
      e caro ascoltatore la canto con calore struggente, un mix fra Masini e Cocciante
      cosciente che serenate ne han già scritte tante, in tanti
      con sentimenti e intenti differenti
        con pianti, lamenti, accordi struggenti, ricordi
        ne hanno scritta una per Francesca che non si trovava,
        per Giulia che era brava, per Silvia che ignorava che Luca si bucava,
        per Anna che sapeva fare l'amore,
        per Gianna Gianna Gianna che aveva un coccodrillo ed un dottore,
        a Marinella volata su una stella lassu', e che due palle ci aveva fatto Lisa dagli occhi blu.
        Cosi' dopo signora Lia e passerotto non andare via, ecco la mia dedicata alla Maria.
        Ricordo quando l' ho incontrata al parco 7 anni orsono
        vestita in verde con quel suo profumo buono
        stava con un mio amico che mi ha chiesto: me la tieni !
        Devo andare all'aereoporto e lei non va d'accordo tanto con i cani.
        Non ci son problemi, fidati di me che intanto che tu vai facciam due chiacchere e
        anche se a quei tempi ero poco piu' di un bebe'
        sono corso a casa mia con la Maria a farmi un the
        RIT.
        Con la Maria ho fatto il the e l'ho baciata , prima
        l'ho conquistata con un tubo Perugina
        dalla mattina a sera siamo stati insieme e stavo troppo bene, sebbene
        m'era venuta una fame immane da pescecane, mi sono fatto 8 panini col salame
        ed un tegame di pasta al pesto, del resto dopo mangiato Maria si bacia con piu' gusto.
        Mi sono addormentato poi verso sera, mi sono svegliato e lei era finita
        finita chissa' dove, volevo tornare al parco ma piove-va e gia' il mio cuore si struggeva
        dopo da allora l'ho sempre cercata continuamente
        ma purtroppo ha dei guai con la legge e' latitante
        e certe sere che mi sento solo e stanco
        come Caruso schiarisco la voce e intono un canto.
        RIT.
        Maria che fa Giovanna di secondo nome, l'ho rivista l'altra estate presso la stazione,
        e con lei mi sono fatto la stagione, e più che un cuore di panna era un cuore di cann...
        ma già sapevo che sarebbe finita presto non la fanno passare in dogana
        e per Maria restare e' un rischio, e' ricercata dai pulotti e dai caramba
        ha pure dei casini con la guardia di finanza.
        Ma comunque sia ho visto che qualche agente di polizia si fa le sue serate in compagnia di Maria e' una
        condanna della mia vita e' il dramma,
        perchè non potrà essere io Maria Giovanna e una capanna.
        mi e' rimasta solo una can-zon del mio core asson
        le vacanze le farò' in Giamaica dalla mia Maria bella
        aspetto e intanto voto Pannella e canto.
        RIT.

♪ “LE VOGLIO PIENE” – MARRACASH-
       Ogni riferimento a personaggi o situazioni reali è puramente casuale
       per gli intellettuali all'ascolto questo è verismo sono riportate le parole dei personaggi.

        "Oh Marra ancora qua sei?"
        "Eh oh stasera è andata così"
        "Si ma non devi pippare tanto se non c'hai i soldi"
        "Tanto no ndevo pippare tanto la tua mmerda"
        "Se ti fa schifo al cazzo te ne vai a prenderla da un'altra parte"
        "Fa schifo al cazzo infatti."
Due sono poche, tre sono tante quante buste devo darti per 50 euro?
le voglio piene mi sa che io da te ci vengo spesso
le voglio piene
non posso scendere di piu col prezzo..
Tre sono poche, quattro sono troppe quante righe posso tirar fuori da quel pezzo?
le voglio piene
forse tu m'hai preso per un fesso
le voglio piene
vabè stasera.. dammela domani non lo so

e ogni sera vieni a prendertela in quel cazzo di parco
jake m'han detto che t'è entrata la bamba l'ha detto marco
chi? non ti do un cazzo questo è il mio lavoro io smazzo se non va bene non ti piace la prendi nel tuo
palazzo
dai che mi serve fra e c'ho il cash nella cintura
t'ho visto dire che sei amico della furia
dai allora fa niente
fa niente un cazzo tu sei solo un mio cliente ma vattene che ci sta guardando la gente
devo fare una serata con la tipa.. si quella che la guarda male ma la pippa voglio vedere i soldi in mano
oppure non ti do la busta
dai dammela poi passa mio fratello e s'aggiusta
tuo fratello è un cocainomane.. oh che cazzo dici.. è un basomane fottuto come tutti i tuoi amici
però ti paga..
gli conviene o lo stendo lungo per strada
e sta busta?
ti do solo la merda tutta tagliata

Due sono poche, tre sono tante quante buste devo darti per 50 euro?
le voglio piene mi sa che io da te ci vengo spesso
le voglio piene
non posso scendere di piu col prezzo..
Tre sono poche, quattro sono troppe quante righe posso tirar fuori da quel pezzo?
le voglio piene
forse tu m'hai preso per un fesso
le voglio piene
vabè stasera.. dammela domani non lo so

t'avevo detto che non venivo piu m'ha ho fatto un salto al parchetto e stasera solo tu l'ultima volta da
un grammo è uscito uno 02
si sarà che la cucini con l'ammoniaca scaduta e non ti viene su
è sempre merda da quando vendevi l'erba
non mi sembra
che se la tiro mi s'ingessa la mascella
minchia era buona quando l'aveva ciro
si era così buona che pippava anche lui e ora è fallito
ho sentito che tu l'hai infamato da uno sbirro
no guarda ciro era un mio buon amico
per scavallargli il giro
dammela dalla sicilia è arrivato mio cugino
se lui fa un brutto tiro poi ti fa un brutto tiro
tu per una volta dalla buona ti porto i clienti
      porti i pezzenti da barona e ti lamenti
      è la mia zona perciò parla bene che ti conviene cambio pusher a te ti cerco solo nelle sere nere

      Due sono poche, tre sono tante quante buste devo darti per 50 euro?
      le voglio piene mi sa che io da te ci vengo spesso
      le voglio piene
      non posso scendere di piu col prezzo..
      Tre sono poche, quattro sono troppe quante righe posso tirar fuori da quel pezzo?
      le voglio piene
      forse tu m'hai preso per un fesso
      le voglio piene
      vabè stasera.. dammela domani non lo so

      e quanti cazzo te ne ho fatto di favori???
      e quante volte l'ho buttata dai balconi
      ma quando taglio ci mettevi in quelle buste?
      e da stasera cambio adesso non sei piu il mio pusher.

      "Basta comunque col cazzo"
      "Si basta un cazzo, se non ti piace te la vai a prend.. vattela a prendere in un'altra zona"
      "Non ci vengo piu' da te"
      "Vattela a prendere in un'altra zona"
      "Infatti non ci vengo piu' da te"
      "Se ti fa schifo al cazzo e ne devi andare a ffanculo"
      "Vaffanculo che gratti l'intonaco..Vaffanculo"
      "Vaffanculo tu.."
      "Vaffanculo ciao."

♪ “IL MIO MONDO, LE MIE REGOLE” – CLUB DOGO-
        Io esco dal fumo delle marmitte                       Il Mio Mondo
        la bamba il fumo le kikke                             Le Mie Regole
        la scopa ed il poker                                  E' da qui che vengo zio e da qui non me ne vado
        gli assi ai bastoni e gli assi di picche              piu'
        sinocche e le quatro tacche                           Il Mio Mondo
        le suore le vacche                                    Le Mie Regole
        sgrille passive                                       Vivo Come Voglio E Non Penso A Cosa Ne Pensi
        quelle impazzite                                      Tu
        quelle nere quelle bianche zio
        cambio sequenziale                                    Il Mio Mondo
        intro up                                              Le Mie Regole
        sulla tangenziale                                     E' da qui che vengo zio e da qui non me ne vado
        la curva e lo stadio                                  piu'
        zio la mia squadra e quella rivale                    Il Mio Mondo
        gli attacchi di panico                                Le Mie Regole
        il serramanico                                        Vivo Come Voglio E Non Penso A Cosa Ne Pensi
        sulla lingua come gli nafte                           Tu
        la pasta per l'ansia e quella per l'after
        la corda per il privè                                 La colla del fumo
        gli occhiali con le lenti fumè                        La conta e il carburo
        l'amore le cose zio le paludi le rose e i             il tacker oscuro
        caffè                                                 il carrello e il tamburo
oh                                        il duro ed il pisciaturo
mc donald e taccobè                       la prima che rolli e inspiri
il sottopassaggio                         la prima che stendi e tiri
fai le buste e i viaggi                   la prima sul fifty top
massaggi dentro i motel                   la prima sul buster spirit
l'amico muore                             frà la pornografia
l'amico che fa brutto                     il nome della tua via
i concerti e la collana col nome del      il primo branco
gruppo                                    l'ultimo bagno
frà la pubblicità                         e la polizia
scegli cock o menage atroise              non voltarti indietro
la maglia firmata                         i facchi sul dominator
quella strappata                          le bugie di una troia
la città                                  il mio nome nella storia
                                          da sbarbato
Il Mio Mondo                              la para dei vestiti di marca
Le Mie Regole                             ora li mando io in para
E' da qui che vengo zio e da qui non me   dal cappello alla scarpa
ne vado piu'                              le buste nel pacco
Il Mio Mondo                              i buster sul palco
Le Mie Regole                             piu' sfatto
Vivo Come Voglio E Non Penso A Cosa       di simona e di morgan a
Ne Pensi Tu                               x factor
                                          gli incubi la notte
  Il Mio Mondo                            gli amici ricchi e pregiudicati
Le Mie Regole                             amati e odiati
E' da qui che vengo zio e da qui non me   le regine e le mignotte
ne vado piu'                              mamma dice che
Il Mio Mondo                              devo finire l'università
Le Mie Regole                             io una vita rock'n'roll
Vivo Come Voglio E Non Penso A Cosa       ma con la musica rap
Ne Pensi Tu

Quanta Bianca
Nuovo papa sulla
panca
tasche gonfie
un cazzo in banca
vado a prendere altra bamba
mentre vai al lavoro in banca
da bambino ero già sguercio
in testa avevo solo il peggio
sarei mai diventato agente di commercio
Prometto Che Domani Smetto
Seee..
La Strofa Che Spacca Che
Per Capirla Mandi Indietro
Le chiamate col 4888
Perquisa
Visa
Clonata
Slang                                Il Mio Mondo
Nuova Parola                         Le Mie Regole
Coniata                              E' da qui che vengo zio e da qui non me ne vado
Occhiaia Cronica                     piu'
Vodtka Con Acqua Tonica              Il Mio Mondo
Una Tipa Non Mi cambia               Le Mie Regole
Cambio Io Francesca Laura E Monica   Vivo Come Voglio E Non Penso A Cosa Ne Pensi
Van Damme E Kenny                    Tu
Cartoni e Film + Violenti
Ora SOno tutti + buoni
ci sono soltanto effetti
gerenazione scarface
frasotto
coi free base
tutta l'erba di grace
zoccole su my space
rimo pump
giordan
air max
silver
il mio nome nelle firme
il mio nome sulle fibbie
                           ILLEGALITA‟:     FURTO & RAPINA
                                            di Eleonora Negretti

                                          Canzoni di riferimento:
                                         ♪ “SOSTA” – PUNKREAS –
                                      ♪ “CRIMINALE” – PROZAC + –
                               ♪ “BOYS FROM COMASINA” – VALLANZASKA-
                               ♪ “APOLOGIA DI RENATO” – VALLANZASKA-

Il furto e la rapina sono due tematiche centrali e presenti in molti dei testi raccolti, anche se in ognuno di questi
vengono trattati e descritti in modo diverso.
Nel complesso, sia che si parli di una figura particolare sia che il contenuto sia generale, emerge con
chiarezza il brivido del rischio, l‟eccitazione che deriva dall‟infrangere le regole, l‟emozione di farcela. Nella
canzone Sosta questo aspetto è più volte messo in chiaro: “Si fa un respiro forte si passa fra le porte”,
“Scappa! Di corsa!”; come anche in Boys from Comasina: “Un cicchetto di Porto per farsi coraggio”, “Alfetta
che parte in fretta, che sfugge ai pulotti”.
La trasgressione è quindi, di per sé, un elemento che crea fascino, che induce a considerare i protagonisti di
queste azioni quasi alla stregua di eroi, in quanto alternativi e anticonformisti. In particolare ciò è visibile
soprattutto in Apologia di Renato (il cui protagonista è ispirato al celebre criminale Renato Vallanzasca):
“Hasta la victoria per il giovane bandito!”.
Viene messo in luce sia il lato criminale del personaggio sia il lato più romanzato e poetico, bandito romantico,
ladro sciupa femmine.

                                              A queste considerazioni si lega il racconto della fuga, che si ritrova
                                              un tutti e quattro i testi selezionati, anche se descritta con termini e
                                              modalità differenti. Nel testo dei Vallanzaska, Renato che corre
                                              inseguito dai gendarmi viene incitato a scappare: “Scappa Renato
                                              che ti vogliono cattare!”. La fuga viene in questo caso vista come
                                              qualcosa di divertente (“semina le guardie con lo sguardo
                                              divertito”, Scappa Renato che diventa divertente!”) e che, oltretutto,
                                              pone in cattiva luce i poliziotti.
                                              Nei testi di Sosta e di Criminale, invece, diventa qualcosa di
                                              inevitabile, che addirittura si mette in conto nel momento in cui si
                                              decide di mettere in pratica la rapina. Proprio in Sosta, una sorta di
                                              “istruzioni per l‟uso” per commettere un furto, è già prevista la
                                              possibilità che si venga scoperti e si sia costretti a fuggire.
                                              Infine, in Boys from Comasina, è esplicitamente detto che “è un
                                              vizio nostrano fuggire così”, qualcosa di abituale. La fuga può però
                                              non portare a esiti positivi (in entrambi i testi dei Vallanzaska viene
Renato Vallanzasca                        citato il carcere: San Vittore e la cella). Tuttavia questo non danneggia
l‟immagine vincente dei protagonisti, anzi, contribuisce a rafforzarne il fascino.
Le figure quasi mitiche vengono presente in modo tale che si è portati a schierarsi dalla loro parte e ad unirsi
al coro di “Scappa Renato!”. L‟immagine che, al contrario, emerge delle forze dell‟ordine è negativa o
denigratoria. Si usano termini e soprannomi dispregiativi (pulotti, caramba…), spesso conosciuti e utilizzati dal
pubblico stesso, e il ruolo stesso di gendarmi e poliziotti viene invertito.

Un altro aspetto sicuramente affascinante è la possibilità di potersi assicurare, grazie a comportamenti
fuorilegge, ciò che con più difficoltà si raggiunge per vie legali. Ciò che passa è quindi un messaggio molto
forte, legato ai soldi facili e al successo, senza tener conto del mio modo tramite cui ci si è arrivati. L‟idea di
fondo è che chi fa il “furbo” e vive senza seguire le regole ottiene molto di più e più velocemente di quanto
avrebbe legalmente.
Il furto non è, dunque, solo un atto trasgressivo, ma diventa una vera e propria azione strumentale, messa in
pratica esclusivamente per soddisfare i propri interessi, come è chiaramente espresso in Criminale: “Mi piace
avere senza pagare, mi piace rubare”.
Infine, pur non essendo da solo un elemento in grado di risultare affascinante, ciò che può aiutare nel rendere
le azioni narrate nelle canzoni assolutamente normali e quasi lecite, è la giustificazione delle stesse. Infatti,
pur essendo chiaro che si tratta di qualcosa che viola le norme, non viene interpretato come realmente grave:
“Ma è solo rapina, niente di più” – Boys from Comasina. Viene in qualche modo legittimato, o quanto meno,
rientra in una serie di comportamenti affascinanti che sono però alla portata di tutti (Sosta descrive proprio un
piccolo furto in un negozio!).

Testi:
♪ “SOSTA” – PUNKREAS –
Uno,                                                             respiro meno forte
si entra all'improvviso                                          ma sento che qualcosa non funziona
si sfoggia un bel sorriso                                        suona!
e' solo col buon viso che si puo' giocare                        che pacco!
due,                                                             le mani,
la scelta del prodotto                                           nel sacco!
qualcosa che sia ghiotto                                         Uno,
gustoso, conveniente ma ridotto                                  puoi far finta di niente,
terzo,                                                           mischiarti tra la gente
si studia l'etichetta,                                           partire per la gita al Sacromonte
si stacca la linguetta,                                          due,
possibilmente fatto in tutta fretta                              si imbosca la filzetta
quarto,                                                          ma in mezzo alla borsetta
si fa un respiro forte,                                          di qualche ignara amabile vecchietta
si passa fra le porte,                                           terzo,
solamente allora potrai dire...                                  la cosa piu istintiva
...funziona,                                                     ingoi la refurtiva
non suona                                                        fai una digestione un po' tardiva
e allora                                                         quarto,
ancora!                                                          reagisci con ardore,
Ora rientro fischiettando                                        si rischia un po' di cuore
ma sottovalutando                                                ma resta sempre il metodo migliore
cio' che mi potrebbe capitare                                    Scappa!
giro intorno agli scaffali                                       Di corsa!
ricolmi di regali                                                Piu avanti,
da offrire in occasioni un po' speciali                          si sosta!
forse per l'eccessiva fretta                                     Scappa!
non bado all'etichetta                                           Di corsa!
conseguentemente alla linguetta                                  Piu' avanti,
quindi ripasso tra le porte                                      si sosta!


♪ “CRIMINALE” – PROZAC + –
       Mi piace avere senza pagare mi piace rubare criminale
       e prendo quello che voglio se non mi faccio beccare criminale
       supermercati distributori e l'ufficio postale criminale
        e poi scappare colpo deciso sull'acceleratore criminale
        si poi scappare la radio suona a volume mortale criminale
        e rapinare la farmacia dell' amica migliore criminale
        e svaligiare appartamenti anche 1 cattedrale criminale
        gioielli e soldi 1 chitarra da potere suonare criminale
        e poi scappare la radio suona a volume mortale criminale
        criminale odiata deviata

♪ “BOYS FROM COMASINA” – VALLANZASKA-
      Boys from Comasina domani rapina
      Col piede di porco ed un cicchetto di Porto
      Per farsi coraggiu che non si sa mai

        Boys with alfetta che parte in fretta
        Che sfugge ai pulotti che han la beretta
        Ma è solo rapina, niente di più

        Poi mesi di latitansa con una donna per stansa
        Noi nati dentro a una biscau
        E lo champagne che ci fa barcollare
        Con al collo il mitragliatore

        Boys nel cellulare non ci fa terrore San Vittore
        Che ben conosciamo è un vizio nostrano
        Fuggire così
        Boys from Comasina domani rapina...

♪ “APOLOGIA DI RENATO” – VALLANZASKA-

Va la carovana nella strada polverosa                           Subito si trova nella stanza di una donna
corrono i gendarmi nella notte silenziosa                       grande latin lover lui va matto per la gonna
con i manganelli in mano lo vogliono beccare                    ma deve star attento, il vizio è recidivo
Scappa Renato! Che ti vogliono cattare                          e l'ispettore gia conosce il suo destino

Dietro l'ispettore con un ghigno malizioso                      "Ah ah, ma questa volta non ci scappa!
punta la sua arma verso il killer vanitoso                      Ah ah, l'abbiamo chiuso in una gabbia!"
lui resta sempre sveglio, non riesce a prender sonno:
sogna Renato con un cappio intorno al collo                     Questa triste storia si conclude in una cella
                                                                Povero Renato, l'ha combinata bella!
"Ah ah, ma questa volta non ci scappa!                          E l'ispettore scaltro ha vinto la battaglia
Ah ah, l'abbiamo chiuso in una gabbia!"                         e giorno e notte si strofina la medaglia!

Hasta la Victoria per il giovane bandito                        "Ah ah, ma questa volta non ci scappa!
semina le guardie con lo sguardo divertito                      Ah ah, c'è un poliziotto nella gabbia..."
e baffo militante si infila tra la gente
Scappa Renato! Che diventa divertente!
                ILLEGALITA‟:     MALAVITA TERRITORIALE
                                                di Matilde Pozzo

                                           Canzoni di riferimento:
                                  ♪ “LA BALLATA DEL CERUTTI” – GABER-
                           ♪ “T‟HO COMPRAA I CALZETT DE SEDA” – JANNACCI-
                            ♪ “IL DRITTO DI CHICAGO” – FRED BUSCAGLIONE-

Le canzoni meno recenti che abbiamo deciso di inserire nella nostra ricerca risalgono agli ultimi anni ‟50 e ai
primi anni ‟60 del secolo scorso e sono riconducibili alle cosiddette “canzoni della mala”. Queste si riferiscono
infatti alla ligera (o liggera), la malavita milanese cantata da Nanni Svampa, Enzo Jannacci, Ornella Vanoni e
altri cantautori milanesi.
Il fascino che queste canzoni esercitano è quello di un ambiente, di uno stile di vita, illegale ma in un certo
senso d‟onore, in cui i crimini non sono certo sanguinosi (per lo più si tratta infatti di furti, rapine, piccole truffe),
e in cui i criminali sono personaggi eroici e popolari.
A differenza della maggior parte delle altre canzoni individuate nella ricerca, quelle della mala raccontano le
biografie di singoli uomini, che assumono il ruolo di protagonisti, di figure mitiche che sprigionano fascino agli
occhi e alle orecchie dell‟ascoltatore, il quale si schiera inevitabilmente dalla parte di questi, e non di certo da
quella della polizia o della “madama”.

   Come riscontrato in molte delle canzoni individuate, le donne hanno un ruolo marginale, quando compaiono
lo fanno perlopiù nelle parole degli uomini che le ricordano in veste di prostitute, come nel caso di T‟ho
compraa i calzett de seda interpretata da Jannacci: a parlare qui è il pappone nonché marito della prostituta di
piazza Beccaria, che -mentre lei è a “fa su i danee”- lui è al bar “a spend i danee” , e che per questo motivo di
certo non si merita il giudizio di “pistola”.
   Abbiamo deciso di assimilare alla categoria della mala anche una canzone che di mala milanese di fatto
non parla, ossia Il dritto di Chicago, poiché presenta molti tratti in comune con questa, a partire dalla quasi
contemporaneità della composizione. Il fascino che questa illegalità esercita è infatti molto simile a quello dei
romantici malavitosi milanesi, quello di un personaggio vincente, Sugar Bing, radicato nel territorio (“mamma
mia che spago quando per Chicago scende a passeggiar”), insomma un duro proprio come il drago del
Giambellino.

Forte in queste canzoni emerge il legame dei protagonisti con il territorio, e il riconoscimento che questo
conferisce loro. La città e il quartiere sono molto presenti e rafforzano l‟immagine dell‟eroe popolare
conosciuto da tutti quelli della zona: il Cerutti Gino (protagonista della canzone La ballata del Cerutti di Gaber)
è assiduo frequentatore del bar del Giambellino, dove tutti lo chiamano drago, il pappone di cui canta Jannacci
tutte le sere accompagna sua moglie in piazza Beccaria, dove lei “mostra de sott banc la mercanzia”, e lui
trascorre la notte a spendere al “cafè coi rochetee”, e Sugar spadroneggia per le strade di Chicago, mentre
tutti sorridono al suo passaggio.

Negli ultimi anni si è assistito ad una riscoperta delle canzoni della mala da parte di alcuni gruppi di giovani.
Sarebbe interessante indagare i motivi di questo rinnovato interesse per delle canzoni così diverse da quelle
attuali, non solo per il genere musicale quanto per le storie raccontate, di un‟illegalità diffusa ormai così
lontana da quella attuale, fatta di cocaina, criminalità organizzata e cruenta, risse e violenza.
Testi:
♪ “T‟HO COMPRAA I CALZETT DE SEDA” – JANNACCI-
       T'ho compraa i calzett de seda con la riga nera
       te caminavet insema a mi come una pantera.
       Ti su del basell, mi gio' del basell: se l'era bell!
       Ti senza capel, mi cont el capel, me s'eri bell!
       (parlato) Caminavom semper insema. La gent che la pasava la ghe' guardava, la se voltava e le diseva:
       "va quel li', el gh'ha compraa anca la stola, el dev ess on poo on pistola".
       Quel pistola seri mi.
       T'ho vist poer, incioda' su quater assit
       anca mi me sont vist inciodaa su quater assit,
       compagn de ti anca mi me sont vist inciodaa, inciodaa come un pover crist.
       Te scareghi ogni sera in piazza Beccaria
       li te mostrett de sott banc la to mercanzia
       ti sul marciapee, mi denter el cafe' di rochetee!
       Ti a fu su i dane, mi a spend i dane coi rochete!
       (parlato) Tuti i volt che semm insema che on quai vun in sul canton che el me varda el me dis: "va quel
       li', el gh'ha la dona che la rola, el dev ess on poo on pistola".
       Ah? Saria mi el pistola? El pistola te se ti.
       Te lavoret tutti el di'...

♪ “IL DRITTO DI CHICAGO” – FRED BUSCAGLIONE-

         Ecco il dritto di Chicago,
         Sugar Bing,
         arrivato fresco fresco
         da SingSing.

         Egli ha avuto da bambino
         Al Capone per padrino
         e sua madre lo allattava
         a whisky e gin.

         Viva il dritto di Chicago,
         Sugar Bing,
         che sparando la pistola                                            Fred Buscaglione
         fa lo Swing.

         Lui con "Jimmi lo sfregiato"
         sette banche ha svaligiato
         nello spazio limitato
         di un mattin.

         Coro:
         Ragazzi mamma mia che spago
         quando per Chicago
         scende a passeggiar.
         Ragazzi bravi sorridete
        se lo disturbate
        certo sparerà.

        Ecco il dritto di Chicago,
        Sugar Bing
        che d'estate va in vacanza
        giù a Sing Sing.

        Quando guarda una ragazza
        quella li diventa pazza
        perché Sugar tiene o' fascino latin

♪ “LA BALLATA DEL CERUTTI” – GABER-

                                              Rit.
Io ho sentito molte ballate
quella di Tom Dooley                          il Cerutti monta in fretta
quella di Davy Crocket                        ma che rogna nera quella sera
e sarebbe piaciuto anche a me                 qualcuno vede e chiama
scriverne una cosi'                           veloce arriva la pantera
invece invece niente                          e lo vede la madama
ho fatto una ballata                          il suo nome era
per uno che sta a Milano                      Cerutti Gino
al Giambellino                                ma lo chiamavan drago
il Cerutti Cerutti Gino                       gli amici al bar del Giambellino
Il suo nome era                               dicevan che era un mago
Cerutti Gino                                  ora e' triste e un poco manomesso
ma lo chiamavan drago                         si trova al terzo raggio
gli amici al bar del Giambellino              e' li' che attende il suo processo
dicevan che era un mago                       forse vien fuori a Maggio
vent'anni biondo mai una lira                 s'e' beccato un bel tre mesi il Gino
per non passare guai                          ma il giudice e' stato buono
fiutava intorno che aria tira                 gli ha fatto un lungo verborino
e non sgobbava mai                            e' uscito col condono
il suo nome era                               il suo nome era
Cerutti Gino                                  Cerutti Gino
ma lo chiamavan drago                         ma lo chiamavan drago
gli amici al bar del Giambellino              gli amici al bar del Giambellino
dicevan che era un mago                       dicevan che era un mago
una sera in una strada scura                  e' tornato al bar Cerutti Gino
occhio c'e' una lambretta                     e gli amici nel futuro
fingendo di non aver paura                    quando parleran del Gino
                                              diran che e' un tipo duro
                       ILLEGALITA‟:     CRITICA AL SISTEMA
                              di Cristina Faccini e Nora Di Bartolomei

                                          Canzoni di riferimento:
                                    ♪ “IL BOMBAROLO” – DE ANDRE‟-
                           ♪ “IL MIO MONDO, LE MIE REGOLE” – CLUB DOGO-
                                     ♪ “DON RAFFAE” – DE ANDRE‟-

Inizialmente, selezionando i testi, abbiamo deciso di scartare quelli fortemente appartenenti ad una
dimensione di militanza politica, che in qualche modo inneggiano all'illegalità ma in funzione di un messaggio
predominante di critica al sistema, tra i testi scelti però spesso e in maniera trasversale, emerge un sentimento
di misconoscimento dello stato che a seconda di ogni brano è presente in maniera più o meno marcata e con
sfumature differenti, ad esempio ne Il bombarolo di De Andrè la critica al sistema è definitiva, ineluttabile.
Impossibile rinunciare a questo brano poiché esso ci mostra chiaramente uno dei volti dell'illegalità attraverso
uno sguardo ricco e complesso,
 in cui il fascino dell'illegalità e il fascino della critica al sistema acquistano insieme un potere "esplosivo". Il
bombarolo è una figura unica e "speciale" poiché si distanzia da tutti e si ritiene superiore: chi non terrorizza
(lo stato-chi domina) si ammala di terrore (la gente-chi subisce) poi ci sono gli intellettuali, i virtuosi della
rivoluzione che parlano del cambiamento ma non lo mettono in atto; il bombarolo non ha bisogno di dare e
ricevere lezioni, agisce, non sta dalla parte di chi si ammala di terrore perché ha il potere, non sta dalla parte
di chi terrorizza perché non ha bisogno di prendere il controllo attraverso la paura. Il bombarolo sa cosa è
giusto fare, ha il coraggio di farlo e quindi ha il controllo della situazione (senza dover manipolare nessuno),
nelle sue azioni mette passione, crede fermamente nella sua causa (non sa con quanto amore mi dedico al
tritolo) ma nonostante tutti i suoi sforzi, per lui non c'è un lieto fine, la bomba non esplode, rimane da solo nel
ridicolo.
L‟illegalità, in testi come Il bombarolo, è uno strumento di contestazione, che auspica un cambiamento nella
società, vuole intervenire nella vita di tutti i giorni, seppure con i metodi illegali che la caratterizzano
 Atteggiamenti illegali nati in risposta ad un contesto sociale non soddisfacente sono presenti anche in canzoni
meno datate e molto in voga tra i giovani; per analizzare tali caratteristiche abbiamo preso in esame Il mio
mondo, le mie regole dei Club dogo. In questo testo viene presentata una contemporaneità frivola e che non
da possibilità ai giovani, i quali sono legittimati ad ottenere per vie illegali piccole conquiste personali, a crearsi
appunto un mondo a parte con regole proprie, in cui il pensiero altrui non conta nulla.
 Questa non è un'illegalità “creatrice”, che agisce per il bene della società intera poiché non vuole portare
cambiamenti, è piuttosto una forma di ribellione sterile, che giustifica meccanismi quali la violenza per un puro
tornaconto personale.

Crediamo che queste 2 canzoni possano simboleggiare quanto questo tema possa apparire affascinante, pur
dimostrando queste sfumature così diverse, che danno un peso (e forse una “giustificazione”?) diverso alle
forme di illegalità in esse presentate.

In Don Raffaè l'inefficienza e l'ipocrisia dello stato fanno della legalità una chimera...nella forma la legge è
uguale per tutti ma nella sostanza i politici hanno l'immunità, questa discrepanza tra la parola e i fatti fa si che
la parola perda di valore, allo stesso modo se la legalità viene nominata ma non è tangibile allora non "esiste"
o meglio non rappresenta una possibile strada "vincente"e alternativa, se no qualcuno la percorrerebbe,
facendo così da esempio a qualcun altro. Il boss mafioso al contrario dello stato è credibile perché non si
nasconde dietro una maschera di legalità, è efficacie perché gli basta una "mossa" per risolvere i problemi, sa
mantenere l'ordine anzi è una garanzia, punisce ma viene anche punito (non ha l'immunità come i politici),
risulta così la figura positiva e vincente che porta anche il brigadiere a rivolgersi a lui.
Testi:
♪ “IL BOMBAROLO” – DE ANDRE‟-
        Chi va dicendo in giro                 Vi scoverò i nemici
        che odio il mio lavoro                 per voi così distanti
        non sa con quanto amore                e dopo averli uccisi
        mi dedico al tritolo,                  sarò fra i latitanti
        è quasi indipendente                   ma finché li cerco io
        ancora poche ore                       i latitanti sono loro,
        poi gli darò la voce                   ho scelto un'altra scuola,
        il detonatore.                         son bombarolo.

         Il mio Pinocchio fragile              Potere troppe volte
         parente artigianale                   delegato ad altre mani,
         di ordigni costruiti                  sganciato e restituitoci
         su scala industriale                  dai tuoi aeroplani,
         di me non farà mai                    io vengo a restituirti
         un cavaliere del lavoro,              un po' del tuo terrore
         io sono d'un'altra razza,             del tuo disordine
         son bombarolo.                        del tuo rumore.

         Nello scendere le scale               Così pensava forte
         ci metto più attenzione,              un trentenne disperato
         sarebbe imperdonabile                 se non del tutto giusto
         giustiziarmi sul portone              quasi niente sbagliato,
         proprio nel giorno in cui             cercando il luogo idoneo
         la decisione è mia                    adatto al suo tritolo,
         sulla condanna a morte                insomma il posto degno
         o l'amnistia.                         d'un bombarolo.
                                               C'è chi lo vide ridere
         Per strada tante facce                davanti al Parlamento
         non hanno un bel colore,              aspettando l'esplosione
         qui chi non terrorizza                che provasse il suo talento,
         si ammala di terrore,                 c'è chi lo vide piangere
         c'è chi aspetta la pioggia            un torrente di vocali
         per non piangere da solo,             vedendo esplodere
         io sono d'un altro avviso,            un chiosco di giornali.
         son bombarolo.
                                               Ma ciò che lo ferì
         Intellettuali d'oggi                  profondamente nell'orgoglio
         idioti di domani                      fu l'immagine di lei
         ridatemi il cervello                  che si sporgeva da ogni foglio
         che basta alle mie mani,              lontana dal ridicolo
         profeti molto acrobati                in cui lo lasciò solo,
         della rivoluzione                     ma in prima pagina
         oggi farò da me                       col bombarolo.
         senza lezione.

♪ “IL MIO MONDO, LE MIE REGOLE” – CLUB DOGO-
♪ “DON RAFFAE” – DE ANDRE‟-
              CONCLUSIONI DELLA RICERCA
                                               di Simona Lippi
Dalla ricerca sono emersi molti spunti di riflessioni relativi al mondo delle canzoni che direttamente o
indirettamente trattano il tema dell'illegalità e del fascino che essa può esercitare sui soggetti.

Rileggendo i testi ci si è accorti che la musica ha moltissima importanza nel suscitare fascino negli individui
come, ad esempio, è già stato analizzato nella parte relativa alle canzoni che trattano il tema della droga e
dell‟attrattiva che essa può esercitare in particolare sui giovani. La musica è capace di dare vita alle parole,
insieme al testo ha la capacità di comunicare messaggi.

Un tema trasversalmente emerso nei testi, che poi sono stati inseriti nelle diverse macrocategorie individuate,
è quello relativo al ruolo della donna all'interno delle canzoni e del mondo dell‟illegalità stesso, il quale è per
eccellenza un contesto a prevalenza maschile, i boss sono uomini, gli spacciatori sono uomini, i cantanti stessi
sono prevalentemente uomini! I soggetti femminili, infatti, risultano essere semplici figure di supporto e con
una duplice funzione: esse subiscono il fascino dell'illegalità e dell'uomo che mette in atto azioni illegali (vedi la
prostituta nella canzone T'ho compraa i calzett de seda), ma allo stesso tempo contribuiscono ad aumentarne
la fama, il fascino. Più il malvivente è corteggiato più è affascinante!
Ciò è evidente in alcuni testi:
                          • Il dritto di Chicago di Fred Buscaglione. Nel testo si afferma:
             “Quando guarda una ragazza quella diventa pazza perché Sugar tiene o' fascino latino”.
     Il ruolo della donna qui è emblematico: la ragazza di cui parla la canzone, infatti, è una donna che subisce
     il fascino di Sugar tanto da diventare pazza, ma allo stesso tempo contribuisce ad aumentare la fama e il
     fascino che egli esercita sulle persone che lo conoscono.

                    •  T'ho compraa i calzett de seda di Enzo Innacci. Nel testo si afferma:
                               “T'ho compraa i calzett de seda cun la riga nera
                                te caminavet insema a mi comme una pantera.
                                 Ti su del basell, mi giò del basell: se l'era bell!
                                Ti senza capel, mi cont el capel, me s'eri bell!”.
                                            Oltre a questo si afferma:
                                    “Te scareghi ogni sera in piazza Beccaria
                                   li te mostrett de sott banc la tua mercanzia
                                ti sul marcapee, mi denter ed cafè di ruchetee!
                             Ti a fa su i danee, mi a spend i danee coi ruchete!”.
    Gli spezzoni della canzone riportati mostrano come anche una prostituta possa in qualche modo
    contribuire ad aumentare il fascino del magnaccia nelle persone che lo incontrano per strada in
    compagnia della donna. Si deve anche notare una frase posta alla fine della canzone:
                                   “Ah? Saria mi el pistola? El pistola te se ti.
                                           Te ghe la miè de mantegnì
                                               te lavoret tutti el dì...
                                   Ah? Saria mi el pistola? El pistola te se ti”.
    In questa frase emerge anche il tema dell'illegalità che manifesta il suo fascino rispetto alla possibilità di
    avere senza faticare, senza dover passare ore a lavorare, perchè la donna guadagna per lui.

•    Apologia di Renato dei Vallanzaska. Qui emerge un'altra prospettiva rispetto al ruolo della donna
    nell'aumentare il fascino del bandito che trasgredisce la legge. Renato, infatti, viene definito come un latin
    lover e quindi quello che emerge è un ruolo indiretto della donna.
                                   “Subito si trova nella stanza di una donna
                                  grande latin lover lui va matto per la gonna”.
All'inizio della ricerca si è discusso anche sul fatto se prima di scegliere una canzone e di definirne il fascino si
dovesse o meno tenere peso delle intenzioni con cui l'autore ha scritto il testo.

A questo proposito è importante
considerare la figura di Fabrizio
De Andrè, cantautore italiano
scomparso nel 1999, poichè molte
delle canzoni individuate all'inizio
della ricerca sul tema del fascino
dell'illegalità erano di questo
grande artista. Dopo un'attenta
riflessione è stato possibile
comprendere che il fatto di aver
individuato        molto     materiale
rispetto a questo cantante fosse
dovuto alla straordinaria capacità
dell'autore di mettere in risalto vari
aspetti       inerenti    al     tema
dell'illegalità in contrapposizione a
quelli relativi al tema della legalità.
Le canzoni di De Andrè, infatti, possono essere intese come il mezzo attraverso cui è possibile trasmettere
una cosiddetta “pedagogia degli oppressi” e quindi possono essere lette come un inno alla libertà e alla
giustizia.
È inoltre corretto sottolineare che diverse generazioni si sono emozionate ed identificate nelle sue canzoni
poiché tutte rispecchiano il bisogno di libertà dei soggetti all'interno di un sistema basato su regole che a volte
risultano troppo ferree e non consentono la libertà di espressione e di vita degli individui.

Come conclusione del nostro percorso di ricerca è giusto affermare che le canzoni che possono suscitare il
fascino dell'illegalità sono moltissime. È, però, necessario considerare sia il testo che la musica per poter dire
se una canzone sul tema dell'illegalità è o meno affascinante; inoltre è importante considerare il pubblico a cui
si rivolge una canzone e le caratteristiche del periodo in cui questa viene scritta.

Si deve quindi riflettere sull'impatto sociale ed educativo che certi testi e certe musiche possono avere sugli
individui.

				
DOCUMENT INFO
Shared By:
Categories:
Tags:
Stats:
views:43
posted:8/14/2010
language:Italian
pages:25