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VERBALE N - DOC

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									                             ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE CIRO POLLINI
                                              Via Marsala 11 - Mortara
                                  Indirizzi: Agrario – Servizi Sociali – Alberghiero


                                    Collegio dei Docenti: VERBALE N. 65
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Il giorno 7 aprile 2006, alle ore 14.30 nell’aula magna della scuola elementare Teresio Olivelli di
Mortara si è riunito il Collegio dei Docenti dell’Istituto Pollini in seduta straordinaria per discutere
il seguente o.d.g.:
     1. lettura e approvazione del verbale della seduta precedente (già all’albo nelle sale insegnanti);
     2. viaggi di istruzione sul Garda
     3. condivisione delle regole, organizzazione della didattica, mantenimento della disciplina
         nell’attuale situazione di difficile crescita dell’istituto.
Sono presenti 89 docenti su 117; risultano assenti i prof. Baiamonte, Borella, Caprioglio, Caputo,
D’Ambros, Di Prima, Ferraris, Foppiani, Gazzaniga, Guardia, Guarino, La Viola, Legora. Lolaico,
Marsotto, Marucci, Morrongiello, Palomino, Pazzi, Piccinini, Stampo, Turchi, Zoriaco.
Presiede il dirigente, prof. Alberto Hénin, funge da segretario la Prof.ssa Carlucci.
Constatata la presenza del numero legale, la seduta è aperta dal Dirigente
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Punto 1: approvazione del verbale della seduta precedente
Interviene la prof. Ricotti sul punto 5 (alternanza classi quarte) chiedendo che venga riformulata la
definizione dell’iniziativa attuata nelle classi quarte dell’indirizzo alberghiero che non può essere
presentata come alternanza in quanto il precedente collegio aveva approvato l’alternanza scuola/la-
voro esclusivamente per le classi sperimentali.
Il dirigente propone di correggere la bozza di verbale con la seguente formulazione:
Tenuto conto del dibattito il Collegio dei Docenti delibera a maggioranza (con 72 voti favorevoli,
5 contrari, 10 astenuti) di approvare l’anticipo dello stage estivo, purchè sussistano le condizioni
indicate, nelle classi 4H e 4I.
e pone quindi ai voti l’approvazione del verbale n. 64 del 10 febbraio 2006 esposto all’albo e
pubblicato sul sito, con la correzione proposta.
Il verbale, con la modifica su indicata, è approvato a maggioranza, con 10 astenuti.
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Punto 2: viaggi di istruzione sul Garda
Il dirigente sottopone al Collegio la proposta avanzata dal consiglio di classe della 1aH in relazione
a un viaggio di tre giorni con meta il lago di Garda. Accompagnatori sono i prof. Castellano e Guar-
dia, obiettivo didattico è la visita a strutture alberghiere e di ricevimento della zona. Il periodo pre-
visto è dal 5 al 7 maggio, il viaggio che è autorganizzato, prevede trasporto e spostamenti in treno e
bus di linea.
Delibera n. 1
Visto il POF approvato il 19/9/2005,
Visto l’art. 26, comma 4, del CCNL 2002-05,
Vista la proposta del Consiglio di classe, presentata dal Dirigente,
Tenuto conto del dibattito
Il Collegio delibera all’unanimità l’approvazione del viaggio di istruzione in oggetto come integra-
zione al Piano Annuale delle Attività, approvato nel Collegio del 13 ottobre 2005.
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Punto 3: condivisione delle regole, organizzazione della didattica, mantenimento della discipli-
na nell’attuale situazione di difficile crescita dell’istituto.
Il dirigente introduce il dibattito facendo riferimento a recenti episodi avvenuti nell’istituto a cui la
stampa locale, informata da alcuni genitori, ha dato eco rincorrendo lo scandalo.
La dirigenza stessa nell’edizione della settimana successiva ha risposto offrendo doverose e pubbli-
che precisazioni.
L’analisi della situazione dell’utenza iscritta all’indirizzo alberghiero presenta aspetti di affinità con

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quella degli altri istituti dello stesso tipo. Mentre le scuole professionali nel loro insieme vedono
una contrazione di iscrizioni a favore di ITI e Licei, l’indirizzo alberghiero è ovunque in espansione
anche a causa delle ridotte capacità di accoglienza dei C.F.P.
Coloro che passano dal CFP al nostro istituto si trovano di fronte a percorsi diversi da quelli che si
attendevano; inoltre questa utenza proviene spesso da un ambiente socialmente e culturalmente de-
pauperato e frequenta la scuola per procurarsi al più presto un lavoro che dia autonomia economica.
A questo si aggiunge l’incertezza psicologica e la conflittualità proprie dell’età. L’insieme di tali
fattori concorre a creare difficoltà ai docenti nello svolgere la didattica e nel far rispettare le regole.
Non tutto però è negativo come si vorrebbe far apparire: le classi terze danno buoni risultati ma
anche nelle prime e seconde si sono fatti passi avanti almeno nei percorsi professionali grazie ai
LARSA e alla presenza del doppio insegnante dove è stato possibile realizzarla (il Preside coglie
l’occasione per ringraziare i docenti che hanno dato la loro disponibilità).
Per quanto grandi possano essere le difficoltà, il Preside comunque rifiuta la logica della lista d’at-
tesa e dell’esclusione poiché ritiene che il compito della scuola sia quello di includere e offrire pro-
spettive senza che questo significhi dare a tutti la qualifica. Il problema va affrontato nella logica
dello sviluppo dei ragazzi, va istituito un rapporto di chiarezza e collaborazione con la scuola media
per non trovarsi inconsapevolmente a concentrare situazioni difficili nella stessa classe.
E’ possibile anche puntare sul lavoro di riorientamento indirizzando i ragazzi verso i CFP. La boc-
ciatura corrisponde a volte al non raggiungimento degli obbiettivi, le buone prassi rimangono isola-
te, bisogna affinare le capacità di scambiarsi informazioni e trucchi del mestiere.
Serve tuttavia maggior attenzione all’aspetto disciplinare e regolamentare di cui tutti devono farsi
carico, bisogna che i docenti siano i primi a mostrare rispetto delle regole e attenzione ai problemi
delle classi. In ogni caso l’obbiettivo è tenere i ragazzi nella scuola o, se non si riesce, almeno rio-
rientarli adeguatamente.
Segue il dibattito
La prof. Pappalardo interviene per evidenziare che i docenti di educazione fisica si trovano spesso
a dover gestire alunni che non sono delle loro classi ma escono a gruppi raggiungendo le palestre e
creando situazioni che possono anche diventare pericolose. Rileva inoltre la mancanza di controllo
degli studenti durante l’intervallo.
Replica il dirigente precisando che il controllo all’intervallo è delegato ad un solo insegnante per gli
spazi esterni, mentre i docenti in orario sorvegliano le classi.
La prof. Morone chiede che all’alberghiero venga chiusa la porta di comunicazione con il cortile
poiché gli allievi passano a tutte le ore per andare a fumare, sputano e rispondono male agli inse-
gnanti che, come lei, si permettono di riprenderli. Il discorso del dirigente è bello ma aprire troppo
le porte rischia di trasformare la scuola nel raccoglitore dei rifiuti altrui. E’ anche eccessivo acco-
gliere chiunque anche ad anno avanzato, introducendo elementi nuovi in classi già difficili.
Il prof. Lapadula ricorda che fino a qualche anno fa il valore aggiunto riconosciuto al Pollini era
una certa tranquillità nei comportamenti degli allievi che invece attualmente vanno avvicinandosi a
quelli riscontrabili nelle megalopoli. E’ ormai necessario individuare strumenti di intervento coor-
dinati, va ipotizzato un filtro iniziale, la situazione va affrontata in termini collettivi, i singoli consi-
gli di classe non sono più in grado di dare risposte da soli. La situazione si è poi aggravata a causa
della dislocazione dei diversi indirizzi che ostacola la comunicazione. Fa poi riferimento a compor-
tamenti dissennati di alunni protagonisti di episodi di elogio al fascismo che andrebbero sanzionati
con decisione e chiarezza, sia da parte dei docenti sia da parte del dirigente.
Il prof. Reina concorda con l’intervento della collega Morone e denuncia la pericolosità della situa-
zione di incertezza in cui ci troviamo a operare. Le regole che ci siamo dati sono precise e certe ma
spesso sono ignorate e i comportamenti che le violano restano impuniti. E’ condivisibile la disponi-
bilità all’accoglienza purché sulla base di regole chiare, questo è anche ciò che gli allievi si aspetta-


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no da noi, un’autorità benevola ma decisa, insegnante, dirigente, bidello insieme, altrimenti le
situazioni rischiano di diventare incontrollabili.
Interviene la prof.ssa Frojo con le seguenti osservazioni.
     1) Il regolamento c’è ma è quotidianamente disatteso, possiamo anche continuare ad autoana-
        lizzarci per individuare le nostre responsabilità, però, se un ragazzo insulta un docente, deve
        essere sanzionato;
     2) A fronte di episodi specifici si emettono circolari generiche (ad es. quella sulla sperimenta-
        zione) che sparano indiscriminatamente nel mucchio; se qualcuno si rende responsabile di
        comportamenti professionalmente inadeguati sia sanzionato individualmente;
     3) In merito ai recenti episodi e alle dichiarazioni rilasciate dal dirigente alla stampa sarebbe
        stato più opportuno parlarne tutti insieme in un collegio docenti;
     4) È paradossale accontentarsi e cercare di vedere il buono nella situazione attuale in cui una
        scuola in evidente espansione è costretta a pietire una sede e a continuare a lavorare in con-
        dizioni di disagio e in un ambiente degradato che di per sé induce a comportamenti aggres-
        sivi da parte degli allievi. Noi tutti dovremmo arrabbiarci e dovremmo muoverci e far sen-
        tire la nostra voce per ottenere una sede.
La prof.ssa Carlucci osserva che il problema principale è, a suo avviso, la condivisione dei valori.
Se i docenti non danno peso all’applicazione delle regole è perché non credono che quelle regole
siano fondanti. Nell’analisi della situazioni ci si appiglia in genere agli aspetti di infrazione che si
mostrano con maggiore evidenza, come il fumo, ma in realtà vi sono situazioni meno palesi ma
forse per certi aspetti più gravi, sulle quali non si interviene. Adduce ad esemplificazione alcuni
sgradevoli episodi che la hanno toccata direttamente ed altri già citati dal collega Lapadula.
Atteggiamenti razzisti, nazisti e sessisti assunti più volte dagli studenti sono tranquillamente accet-
tati senza alcun intervento e chi eventualmente prenda posizione, come è doveroso fare per chiarire
quali sono i valori su cui è nata e si fonda la nostra società, riceve etichette ideologiche non perti-
nenti.
Quanto alle considerazioni del dirigente sulle linee di sviluppo della scuola, ne condivide lo spirito
ma non il metodo; avrebbe infatti gradito non apprendere dai giornali gli eventi in oggetto ma poter-
li conoscere ed affrontare insieme agli altri, come avrebbe voluto che l’intero collegio offrisse una
risposta collettiva agli articoli pubblicati e non il solo dirigente e alcuni anonimi colleghi. E’ ancora
possibile farlo.
Il Prof Zambelli conviene sulla mancanza di condivisione dei valori. Noi dovremmo essere dei pro-
fessionisti dell’insegnamento invece preferiamo lasciare che le cose vadano avanti da sole, senza
impegnarci e contribuire a creare un clima di serenità e collaborazione.
Il dirigente si scusa con i docenti che si sono ritenuti offesi da interventi erga omnes senza la dove-
rosa precisazione che sono da intendersi diretti a chi se li merita; è anche dispiaciuto per essere stato
frainteso quando ha richiamato un documento del 1992 sulla metodologia didattica con intenzioni
propositive e non di altra natura. Precisa però che non sempre i suoi interventi possono essere pub-
blici, molte azioni non sono note perché sono e devono restare riservate.
Condivide l’opinione diffusa della necessità della sanzione poiché l’accumulo di azioni impunite
crea l’idea del diritto acquisito e l’aspettativa dell’impunità. Condivide anche l’opinione che il pro-
blema non sia solo tecnico (il regolamento) ma di valori (cosa vogliamo?, cosa insegniamo?).
Sulla sede tutte le strade sono state percorse, la controparte è quanto mai inaffidabile, d’altra parte
le scelte del governo hanno lasciato scoperte le finanze degli enti locali. Si può pensare a promuo-
vere una manifestazione di studenti e personale della scuola in Provincia; essa sortirebbe l’effetto
(unico) di favorire la nostra unità e la consapevolezza di una situazione comune.
Interviene il prof. Rubinacci che condivide l’intervento della prof Frojo e sostiene la linea di acco-
glienza degli alunni senza tuttavia trattarli da clienti che devono essere conservati a tutti i costi.
Osserva poi che molto si parla di competenze e poco di esigenze dei ragazzi. I LARSA sono consi-

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derati una grande conquista ma gli ITP li applicano da sempre, la sperimentazione infatti non è la
panacea e la stessa metodologia può essere impiegata nella didattica tradizionale. La situazione di-
sciplinare è a volte incontrollabile ma nessun collega ha mai cercato di affrontare il problema, tutte
le energie sono rivolte a questioni metodologiche, a scapito dell’immagine della scuola. Anche nei
laboratori è facile che i docenti perdano il controllo, spesso si presentano situazioni pericolose,
spesso si verificano furti, sarebbe necessaria la presenza degli assistenti tecnici che sono invece
spesso impegnati nelle operazioni di rifornimento. Conclude esprimendo apprezzamento per il di-
scorso del dirigente, ma auspicando anche una sua maggiore presenza nei laboratori.
La prof. Magatelli conferma l’importanza degli spazi e il loro influsso sui comportamenti, denuncia
un clima di indisciplina nella scuola che sfocia talora in atti di vandalismo per lei inattesi in questo
contesto. Tuttavia invita a distinguere ciò che è importante da quanto lo è meno, ponendo al primo
posto il rispetto. E’ contraria all’esclusione ma bisogna individuare strumenti di intervento comuni.
I consigli di classe stanno diventando spazi burocratici in cui la maggiore preoccupazione è inserire
in un computer dati in un piano prestabilito da altri. Per contro quando si presentano problemi di
qualche entità si tengono sotto silenzio (es. lettera dei genitori). Gli studenti ostentano spesso atteg-
giamenti di sessismo, razzismo e vandalismo: si dovrebbero individuare interventi sia sul piano san-
zionatorio (ad esempio una commissione) sia sul piano educativo (per esempio introducendo dei la-
boratori di educazione alla convivenza sociale).
Il dirigente ribadisce la necessità da più parti affermata di condividere problemi e soluzioni con il
contributo di ciascuno; solo se si uniscono le forze si può pensare di vincere, di fronte alle situazioni
difficili bisogna essere operativi e il consiglio di classe deve essere un gruppo di lavoro permanente.
Quanto alle competenze (che indicano il saper fare) osserva che i docenti di area professionale sono
avvantaggiati poiché la loro attività e essenzialmente pratica.
Rubinacci aggiunge che in altri istituti le compresenze sono istituite in diverse materie come italia-
no e matematica.
Interviene al proposito la prof.ssa Pirozzi per informare di avere realizzato la pratica della compre-
senza con il collega di cucina ottenendo risultati soddisfacenti sul piano dell’apprendimento, ma c’è
sempre un anello mancante che è quello della famiglia spesso assente, si percepisce il disagio dei
ragazzi che avrebbero bisogno di un supporto psicologico.
Il supporto psicologico esiste, informa il Dirigente. La psicologa è contattabile telefonicamente ed
è a disposizione tutti i lunedì e, se necessario, anche il sabato. I coordinatori inoltre hanno messo in
atto ogni sforzo possibile per contattare le famiglie, quando necessario.
Introduce infine alcune considerazioni conclusive sintetizzando le opinioni emerse dal dibattito:
      il lavoro dei consigli di classe è impegnativo, si devono ridurre i tempi burocratici e gli a-
         spetti formali per far spazio alla ricerca di soluzioni;
      sulle iscrizioni si recepisce l’indicazione di una maggiore severità sulle scadenze anche co-
         me segnale di regola di lavoro;
      gli interventi sanzionatori devono essere puntuali pertanto più che l’intervento del dirigente
         è auspicabile quello dei consigli di classe per individuare soluzioni interne;
      il controllo del rispetto del regolamento deve essere più severo, in particolare su fumo e
         cellulare, da consentirsi solo all’intervallo.
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Esaurito il dibattito, sentite le conclusioni del dirigente, la riunione si chiude alle ore 17 e di essa
viene compilato il presente verbale, integrato dai seguenti allegati che ne costituiscono parte inte-
grante:
      3 pag. di firme di presenza
        La Segretaria                                                                    Il Dirigente
Prof.ssa Elisabetta Carlucci                                                        Prof. Alberto Hénin


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