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Le normative in tema di CFC e la loro by ajh17208

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									 Le normative in tema di CFC e la
loro (in)compatibilità con la libertà
  di stabilimento disciplinata dal
         diritto comunitario

           Milano, 15 febbraio 2006
Lavoro dipendente prestato
         all’estero

    Milano, 15 febbraio 2006
         Possibili fattispecie

• Lavoratore che perde la residenza
• Lavoratore che conserva la residenza ma
  presta l’attività lavorativa all’estero
• Residente che presta l’attività lavorativa in
  zona di frontiera
• Convenzioni con Svizzera, Francia ed
  Austria
 Lavoratore che conserva la residenza ma
       presta l’attività all’estero (1)
Art. 51, c. 8-bis, tuir: “(…) il reddito di lavoro
  dipendente, prestato all’estero in via
  continuativa e come oggetto esclusivo del
  rapporto da dipendenti che nell’arco di
  dodici mesi soggiornano nello Stato estero
  per un periodo superiore a 183 giorni, è
  definito sulla base delle retribuzioni
  convenzionali definite annualmente (…)”.
 Lavoratore che conserva la residenza ma
       presta l’attività all’estero (2)
Ambito soggettivo di applicazione:
• Quanto all’esclusività è necessario che il
  contratto indichi chiaramente che la
  prestazione di lavoro sia svolta
  integralmente all’estero
• Quanto alla continuità occorre che al
  dipendente sia affidato un incarico non
  occasionale, con carattere di permanenza
  Lavoratore che conserva la residenza ma
        presta l’attività all’estero (3)
Ambito soggettivo di applicazione (segue)
• Circa il requisito minimo di 183 giorni di lavoro
  nello Stato estero:
   – Il periodo da considerare non necessariamente deve
     essere continuativo;
   – Non si deve far riferimento al periodo d’imposta ma
     alla permanenza all’estero del lavoratore, la qual cosa
     può anche avvenire a cavallo di due anni solari;
   – Nel computo dei 183 gg. rilevano il periodo di ferie, le
     festività, i riposi settimanali e gli altri giorni non
     lavorativi, indipendentemente dal luogo in cui sono
     trascorsi
 Lavoratore che conserva la residenza ma
       presta l’attività all’estero (4)
Ambito soggettivo di applicazione (segue):
• Si applica ai collaboratori per progetto ?

• I redditi di lavoro dei lavoratori marittimi
  italiani imbarcati su navi battenti bandiera
  estera sono esenti da imposizione (art. 5,
  c. 5, l. 16 marzo 2001, n. 88)
 Lavoratore che conserva la residenza ma
       presta l’attività all’estero (5)
Ambito oggettivo di applicazione
• La retribuzione convenzionale si applica
  anche se è inferiore la retribuzione
  convenzionale;
• Si applica a tutte le retribuzioni del
  dipendente siano esse ordinarie o
  straordinarie così come alle retribuzioni
  differite (anche TFR?)
  Lavoratore che conserva la residenza ma
        presta l’attività all’estero (6)
Adempimenti del sostituto d’imposta
Art. 23, c. 1-bis, DPR 600/1973: “I soggetti che adempiono
  agli obblighi contributivi sui redditi di lavoro dipendente
  prestato all’estero (…) devono in ogni caso operare le
  relative ritenute”.
Art. 23, c. 3, DPR 600/1973: “(…) Se alla formazione del
  reddito di lavoro dipendente concorrono somme o valori
  prodotti all’estero le imposte ivi pagate a titolo definitivo
  sono ammesse in detrazione fino a concorrenza
  dell’imposta relativa ai predetti redditi prodotti all’estero.
  Tali disposizioni si applicano anche quando le somme o i
  valori prodotti all’estero abbiano concorso a formare il
  reddito di lavoro dipendente in periodi d’imposta
  precedenti (…)”.
    Residente che presta l’attività
    lavorativa in zona di frontiera
L. 27 dicembre 2002, n. 289 (come modificato con
  l’art. 2, c. 12, lett. a della l. 24 dicembre 2003, n.
  350 e dall’art.1, c. 612, della finanziaria 2006) ha
  stabilito che per gli anni 2003, 2004, 2005 e
  2006 i redditi derivanti da lavoro dipendente
  prestato, in via continuativa e come oggetto
  unitario del rapporto, all’estero in zone di
  frontiera ed in altri Paesi limitrofi da soggetti
  residenti nel territorio dello Stato concorrono a
  formare il reddito complessivo per l’importo
  eccedente 8.000 euro
Convenzioni con Svizzera, Francia
           ed Austria
• Regime convenzionale (rinvio)
• Convenzione con la Svizzera: i redditi dei
  frontalieri sono imponibili solo nello Stato
  in cui è svolta l’attività
• Convenzioni con Francia ed Austria: i
  redditi dei frontalieri sono imponibili solo
  nello Stato di residenza
     Le imposte dirette e il diritto
            comunitario
“Se è vero che allo stato attuale del diritto
  comunitario la materia delle imposte
  dirette non rientra, in quanto tale, nella
  competenza della Comunità, ciò non toglie
  tuttavia che gli Stati membri sono tenuti ad
  esercitare le competenze loro attribuite nel
  rispetto del diritto comunitario” (sentenza
  Schumacker del 1995)
Le disposizioni del Trattato Ce e le
               CFC

• Art. 12: divieto di discriminazione
• Artt. 43-48: libertà di stabilimento
  (discriminazione e restrizione)
• Artt.56-58: libera circolazione dei capitali
• Art. 10: principio di lealtà federale
• Art. 87: divieto di aiuti di Stato
     CFC e libertà di stabilimento
Art. 43 “(…) le restrizioni alle libertà di
  stabilimento dei cittadini di uno Stato
  membro nel territorio di un altro Stato
  membro vengono vietate. Tale divieto si
  estende altresì alle restrizioni relative
  all’apertura di agenzie, succursali o filiali,
  da parte dei cittadini di uno Stato membro
  stabiliti nel territorio di uno Stato membro”.
  CFC, libertà di stabilimento e divieto di
 discriminazione: due fattispecie (teoriche)
La discriminazione dell’ordinamento della
  controllante a seconda della caratteristica
  soggettiva della controllata (ad esempio
  perché holding del ’29 lussemburghesi
  sono CFC e non così le Soparfi?)
La discriminazione dell’ordinamento della
  controllante tra reddito prodotto in Italia e
  reddito prodotto nel Paese CFC
    CFC, libertà di stabilimento e
       divieto di restrizione

Diritto di stabilimento primario e secondario.
Un tema interessante da indagare è l’ambito
  territoriale di applicazione della libertà di
  stabilimento secondaria: si estende anche
  in Paesi extra-comunitari?
  CFC e libertà di stabilimento: le cause di
             giustificazione (1)
Art. 46: “le prescrizioni del presente capo e
  le misure adottate in virtù di queste ultime
  lasciano impregiudicata l’applicabilità delle
  disposizioni legislative, regolamentari e
  amministrative che prevedano un regime
  particolare per i cittadini e che siano
  giustificate da motivi di ordine pubblico, di
  pubblica sicurezza e di sanità pubblica”
  CFC e libertà di stabilimento: le cause di
             giustificazione (2)
• Riduzione delle entrate fiscali (Saint-
  Gobain, 29 settembre 1999): non può
  essere giustificazione di comportamenti
  discriminatori
• La prevenzione della frode ed evasione
  fiscale: da vedere caso per caso
• La coerenza del sistema fiscale nazionale
          … le rule of reason
Un trattamento discriminatorio (o restrittivo) può
    essere tollerato se:
1) È motivato da ragioni imperative di pubblico
    interesse;
2) È una misura idonea o appropriata, ai fini della
    tutela dell’interesse pubblico perseguito;
3) E’ una misura proporzionata, ossia non deve
    andare oltre quanto strettamente necessario
    per raggiungere l’obiettivo.
(sentenza Gebhard, 30 novembre 1995)
   CFC e libertà di stabilimento:
            conclusioni

Aspettiamo sentenza C-196/04 Cadbury
 Schweppes e Cadbury Schweppes
 Overseas
Giusto domani 13 dicembre è prevista la
 prima udienza del caso.

								
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