HOSTEL by lifemate

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									                             HOSTEL
                           Note di produzione


Quentin Tarantino presenta Hostel, secondo film del regista e
sceneggiatore Eli Roth dopo Cabin Fever del 2002. Più raccapricciante
del lungometraggio di esordio, Hostel è un pot pourri di aspetti atroci
della natura umana e del mondo in generale, ispirato a numerose storie-
incredibili-ma-vere su traffici umani, crimini internazionali e turismo
sessuale. Implacabilmente vivido e profondamente inquietante, il film
sconvolgerà persino gli appassionati più fedeli del genere horror.


Hostel racconta la storia di due avventurosi ragazzi americani, compagni
di college, Paxton e Josh, che zaino in spalla esplorano l’Europa,
desiderosi di collezionare ricordi di viaggio, insieme al nuovo amico Oli,
un islandese incontrato lungo la strada.


Ma Paxton e Josh vengono infine attirati dal compagno di viaggio in
quello che è descritto come un nirvana per americani avventurosi – un
insolito ostello della gioventù di una sperduta città slovacca, popolato da
donne dell’Est europeo tanto pericolose quanto incantevoli. I due amici
arrivano e stringono facilmente amicizia con le bellezze esotiche Natalya
e Svetlana. Fin troppo facilmente, infatti…


Distratti inizialmente dalle gioie del piacere, i due americani si trovano
ben presto invischiati in una situazione sempre più minacciosa, che
scopriranno – se riusciranno a uscirne vivi – tanto complessa e profonda
quanto il più oscuro e disgustoso recesso della natura umana.
                  LA REALIZZAZIONE DI HOSTEL


Lo sceneggiatore/regista Eli Roth è sempre alla ricerca di nuovi modi per
spaventare il pubblico; ma a differenza di molti autori del genere horror,
Roth sa che le storie vere e ciò che rivelano degli angoli più oscuri della
natura umana sono spesso molto più spaventose dei terribili mostri. Con
il suo lungometraggio d’esordio, Cabin Fever, Roth ha trasformato i titoli
dei giornali su un virus letale che divorava la carne in un orribile bagno di
sangue consumato fra un gruppo di ragazzi in vacanza. Ora con Hostel
della Lions Gate Films, Roth trae nuovamente ispirazione da eventi reali,
questa volta con esiti ancora più inquietanti.


Roth ha pensato per la prima volta a Hostel nel corso di una
conversazione notturna con il suo amico Harry Knowles, il web-master di
Aintitcoolnews.com. “Chiacchieravamo delle cose più disgustose che si
possono trovare su Internet” ricorda Roth. “Quelle cose che oltrepassano
la normale brutalità di incidenti con lo skateboard o delle due giapponesi
che vomitano una nella bocca dell’altra in una vasca da bagno.”
Knowles affermò di essersi imbattuto in qualcosa di talmente terribile da
non riuscire neanche a confessarlo a Roth, il che rendeva il regista ancora
più curioso. Infine, Knowles inoltrò a Roth il sito web in questione e ciò
che Roth scoprì lo impressionò molto di più di quanto avrebbe mai
immaginato: da qualche parte in Tailandia esisteva un commercio che
faceva affari sfruttando il brivido umano dell’assassinio. Dietro
compenso di 10.000 dollari, chiunque aveva la possibilità di essere
accompagnato in una stanza, di imbracciare un fucile carico e avere a
disposizione un altro essere umano da uccidere.
“L’idea mi diede immediatamente la nausea” ricorda Roth. “Ma allo
stesso tempo era vera. La gente ha un gusto morboso e crudele. Non vi è
limite a ciò che ha voglia di fare a qualcun altro per il proprio piacere e
questa è la cosa più terribile, ciò che mi colpisce più di tutto”.


Secondo il sito web, questa pratica era perfettamente legale in Tailandia
perché le vittime partecipavano volontariamente. Si trattava di disperati,
poveri in canna, i cui familiari morivano di fame. Sacrificandosi,
procuravano ai loro cari il denaro necessario per sopravvivere. “Il sito
web presentava il tutto come se i futuri killer fossero dei benefattori,
come se rendessero un servizio alle vittime con la loro bizzarra
assicurazione sulla vita” continua Roth.


Roth era così scosso dalla sua scoperta che iniziò subito a lavorare a un
documentario su questo soggetto; ma presto cominciò anche a
interrogarsi sui possibili pericoli di rivelare la verità. “Se effettivamente
dovessi scoprire qualcuno legato a questa organizzazione, che si
arricchisce con omicidi di questo tipo, perché dovrebbe pensarci due
volte prima di farmi fuori?” pensò Roth. Incerto su come procedere in
maniera sicura, Roth mise da parte l’idea.


Nel frattempo, il suo lungometraggio d’esordio, Cabin Fever, era stato
distribuito nelle sale cinematografiche e si era rivelato per la Lions Gate
Films il film di maggiore incasso del 2003 con entrate complessive di
oltre 100 milioni di dollari in tutto il mondo. Per Roth ebbe inizio un
periodo di fitti incontri a Hollywood, nel corso dei quali conobbe Mike
Fleiss e Chris Briggs, i produttori del rifacimento di ‘Non aprite quella
porta’ (The Texas Chainsaw Massacre). Fleiss e Briggs pensavano a un
film horror chiamato Hostel che avesse come argomento la storia di
alcuni ragazzi che, zaino in spalla, vanno alla scoperta dell’Europa
centrale. “Negli anni del college ho fatto un sacco di questi viaggi, e
come me anche Chris e Mike, e ci piaceva molto poter collocare un film
horror in un ambiente che non vedevamo più dai tempi di ‘Un lupo
mannaro americano a Londra’ (An American Werewolf in London),
afferma Roth. “Ma, a parte il titolo e l’ambientazione nessuno di noi
aveva una vera idea del contenuto del film”.


L’idea di Hostel rimase in sospeso per due anni, finché un pomeriggio
Roth ebbe un’illuminazione: perché Hostel non poteva essere un film sul
commercio dell’assassinio per profitto in Tailandia? Roth pensò quindi di
cambiare l’ambientazione della storia portandola in Slovacchia, un luogo
abbastanza vicino agli usuali itinerari europei di Parigi, Amsterdam e
Spagna, ma allo stesso tempo situato al confine di molti viaggi.
Immaginò     quindi   due   innocenti     ragazzi   americani,   vittime   di
un’organizzazione scellerata di torture e assassini. E improvvisamente
capì di avere una storia da raccontare.


Al tempo di questa svolta, Roth era impegnato a decidere fra diversi
progetti da dirigere come seguito del suo Cabin Fever. Incerto sul da
farsi, avvicinò l’amico Quentin Tarantino per un consiglio e finì per
decidere di riprendere in mano il progetto di Hostel. Da quel che si dice
Tarantino ne fu “pazzamente entusiasta”. Racconta Roth “Quentin è un
ragazzo vivace, ma io non l’avevo mai visto così eccitato. Continuava a
dire “Per la miseria, questa la devi proprio scrivere!” “È l’idea
maledettamente più spaventosa che abbia sentito per un film horror da
molti anni a questa parte! Dimentica qualsiasi altro progetto – e comincia
a scrivere questo film ADESSO”.


Ispirato dall’entusiasmo di Tarantino, Roth staccò il telefono, bloccò la
posta elettronica, si chiuse nel suo ufficio e iniziò a buttare giù
furiosamente la storia. “Potevo chiamare Quentin ogni volta che mi
bloccavo in un punto della storia e lui mi aiutava rassicurandomi che ero
sulla strada giusta o tirandomi fuori dall’intoppo”, ricorda Roth. “Era
davvero incredibile avere una cassa di risonanza come lui. Sono riuscito a
scrivere quasi 20 pagine al giorno. Non riuscivo a fermarmi”.


Tre settimane dopo la conversazione con Tarantino, Roth mostrava una
bozza completa a Boaz Yakin e Scott Spiegel, i partner di Roth nella
compagnia di produzione di film horror, Raw Nerve. “Boaz e Scott erano
incredibilmente entusiasti del progetto e con le loro idee hanno dato un
grande contributo alla storia”, aggiunge Roth. “Dopo aver ricercato per
mesi un progetto da portare avanti insieme, sapevamo di averlo
finalmente trovato”.


Roth mostrava quindi la versione rivista della sceneggiatura a Tarantino,
che pieno di entusiasmo decideva di fare di Hostel il suo prossimo
progetto – “Quentin Tarantino presenta” – e di unirsi immediatamente
alla produzione come produttore esecutivo. Dice Tarantino: “Eli ha
davvero trovato un modo per spingersi oltre i limiti. Non si è mai vista
una cosa simile.”


I produttori Mike Fleiss e Chris Briggs hanno poi contribuito con le loro
idee alla sceneggiatura di Roth, dando vita alla stesura definitiva ancora
più raccapricciante della prima. Elettrizzati dal modo in cui la
sceneggiatura si era sviluppata, i produttori lavorarono alacremente e un
mese più tardi gli uffici della produzione erano pronti a Praga.


Per i ruoli principali di Paxton e Josh, Roth ha ingaggiato gli attori
americani Jay Fernandez, noto per la sua interpretazione in Friday Last
Night, ‘Squadra 49’ (Ladder 49) e ‘Torque – Circuiti di fuoco’ (Torque),
e Derek Richardson ‘Scemo e più scemo’ (Dumb and dumberer). Avendo
scritto una sceneggiatura che consentiva agli attori di esprimersi in un
inglese non perfetto, Roth poté assegnare i rimanenti ruoli ad attori della
Repubblica Ceca (ad eccezione di Eythor Gudjonsson, un attore islandese
conosciuto durante la promozione di Cabin Fever). Fra gli attori cechi già
noti al pubblico vi è Jan Vlasák, uno dei maggiori interpreti
shakespeariani del paese, e Barbara Nedljáková, che ha ottenuto il ruolo
principale di Natalya, la stupenda femme fatale.


Gli attori cechi erano eccitati all’idea di ricoprire ruoli diversi dalle solite
comparse offerte dalle produzioni americane. “La maggioranza dei film
americani girati a Praga hanno interpreti americani o inglesi mentre gli
attori cechi ottengono solo particine e in genere sono ri-doppiati”, dice
Barbara Nedljáková. “Ma con Hostel non era necessario tentare di fare
gli americani. Potevamo essere europei e noi stessi. Per questo siamo stati
tutti molto felici”.


Desiderando che il film fosse autenticamente europeo nella forma e nel
contenuto, Roth ha scelto come direttore della fotografia Milan Chadima,
di nazionalità ceca. Chadima ha lavorato ultimamente nella seconda unità
nel film di Terry Gilliam ‘I fratelli Grimm e l’incantevole strega’ (The
Brothers Grimm). Dice Tarantino, “Ho esortato Roth ad assumere un
direttore della fotografia europeo perché gli europei vedono le cose
diversamente dagli americani, hanno istintivamente una maggiore
sensibilità poetica”.


Roth e Chadima hanno collaborato con lo scenografo Franco Carbone,
che aveva lavorato con Roth anche in Cabin Fever, creando
un’ambientazione divertente e luminosa che evolve lentamente in un
universo lugubre e da incubo, dove l’unico colore è il rosso del sangue.
La squadra ha scelto accuratamente i toni e la composizione delle scene,
derivando il gusto estetico dalle macabre fotografie di Joel Peter Witkin e
i cortometraggi dark dei fratelli Quay ambientati a Londra (Street of
Crocodiles).


Al fine di intensificare l’autenticità visiva della storia, la produzione ha
girato esclusivamente in esterni. Durante le riprese durate quaranta giorni,
la produzione ha cambiato ambientazione 30 volte, spostandosi
dall’esotico Czesky Krumlov del XVI secolo, che rappresenta il villaggio
slovacco nel film, al seminterrato di un vecchio e smesso ospedale per
malattie mentali costruito nel 1915.


Per tutto il processo di lavorazione, Roth sapeva bene che Hostel avrebbe
rappresentato un cambio netto rispetto a Cabin Fever. “Non volevo fare
un’altra commedia horror”, riferisce il regista. “Volevo che Hostel fosse
un puro film dell’orrore – un film che inizia in modo divertente, ma
diventa sempre più cupo, senza tornare mai indietro e senza mai
ammiccare al pubblico”.
Se la fonte di ispirazione per Cabin Fever sono stati i classici americani
dell’orrore degli anni ’70, Hostel si deve piuttosto all’influenza dei registi
horror asiatici e sud-coreani. Roth, in realtà, non conosceva molto i
giovani maestri asiatici come Hideo Nakata, Park Chan-Wook e Takashi
Miike fino a quando non ha iniziato a frequentare i festival
cinematografici per la promozione di Cabin Fever. “Potevo vedere tutto
un mondo nuovo del cinema asiatico che non sapevo esistesse. Ero
sbalordito”, dice il regista. “Questi film dell’orrore sono molto più
creativi, inquietanti e reali di qualsiasi cosa abbia visto provenire
dall’America. Ho iniziato a guardare tutti i film asiatici e sud-coreani su
cui riuscivo a mettere le mani”.


Roth cita film come Audition di Miike, Simpathy for Mr. Vengeance di
Park, film più vecchi come ‘The Vanishing – La scomparsa’ (The
Vanishing) di Sluizer e The Wicker Man di Hardy quali punti di
riferimento importanti nello sviluppo di Hostel. Particolarmente
appassionato di Miike, Roth ha scritto persino una parte per il regista
culto giapponese ed è rimasto molto onorato quando Miike è volato dal
Giappone a Praga per interpretare il ruolo.


Implacabilmente vivido e profondamente inquietante, Hostel conferma
Roth come un regista esaltante, in bilico sul confine del moderno film
dell’orrore. Come i colleghi asiatici, forza deliberatamente i confini del
genere nello sforzo di individuare il terrore autentico e primitivo. “Registi
come Miike e Park sono dei pionieri nel cinema da molti anni” dice Roth.
“E questo è sempre stato il mio obiettivo. Credo che Hostel sarà una bella
sorpresa anche per gli appassionati più fedeli del genere horror.
                          GLI INTERPRETI




JAY HERNANDEZ (Paxton) è apparso al fianco di Kirsten Dunst nel
film del 2001 Crazy/Beautiful. Da allora, Hernandez ha recitato in diverse
produzioni hollywoodiane, fra cui il grande successo della Disney ‘Un
sogno una vittoria’ (The Rookie) al fianco di Dennis Quaid, ‘Torque -
circuiti di fuoco’ (Torque) di Joseph Kahn con Ice Cube e ‘Squadra 49’
(Ladder 49) al fianco di Joaquin Phoenix e John Travolta.


Più recentemente, Hernandez ha recitato con Billy Bob Thornton in
Friday Night Lights lo scorso autunno. Ultimamente ha finito di girare
The Nomad, un’epopea storica ambientata nel Kazakistan del XVIII
secolo che ha debuttato a Cannes e sarà distribuito dalla Weinstein
Company.


A gennaio, vedremo Hernandez fra gli interpreti principali di Hostel,
proiettato in anteprima a Toronto con recensioni molto favorevoli, per la
regia di Eli Roth (Cabin Fever). Hernandez prende parte a questo thriller
psicologico e inquietante su tre ragazzi che, zaino in spalla, vanno alla
scoperta dell’Europa e finiscono con rimanere vittime di un’occulta
organizzazione di torture. Al momento è impegnato nel progetto filmico
di Oliver Stone sul World Trade Center al fianco di Nicolas Cage e
Maggie Gyllenhaal. Il film, ancora senza titolo, è annunciato per l’estate
del 2006.


Nato e cresciuto a Montebello, in California, Hernandez ha iniziato la sua
carriera dopo essere stato scoperto da un talent scout in un ascensore di
Hollywood. La sua prima interpretazione è stata in un film indipendente,
Living the Life e in seguito è stato scritturato come attore fisso nella serie
televisiva Hang Time.




EYTHOR GUDJONSSON (Oli) è un imprenditore nato. Ex atleta, due
volte campione nazionale islandese di palla a mano, il popolare sport di
squadra europeo, Eythor ha ricoperto il ruolo di direttore marketing per la
Walt Disney Home Video in Islanda per cinque anni e all’interno della
Disney Corporation ha stabilito il record mondiale nelle vendite del video
‘Il Re Leone” (The Lion King) nel 1995. Nel 2000, Eythor è riuscito a
ottenere l’affiliazione commerciale con la Little Caesars’ Pizza e dopo
aver avviato l’attività in Islanda ha stabilito il primato mondiale di
vendite nella prima settimana (ancora valido) battendo del 25% il record
della catena di pizzerie Domino. Nato e cresciuto in Islanda, Eythor vive
a Reykjavik occupandosi dei suoi affari che spaziano dal cinema di
animazione ai beni immobili.
Gudjonsson ha già prestato il suo volto nella pubblicità in televisioni e sui
giornali, ma l’apparizione in Hostel rappresenta il suo debutto come
protagonista di un film.


Su Oli: “Interpreto la parte di Oli, un personaggio brillante e allegro che,
stanco della solita vita, decide di viaggiare nel continente europeo alla
ricerca di divertimento e a Berlino incontra Paxton e Josh. In un certo
senso, Oli è dispiaciuto della solitudine degli americani e decide di fare
qualcosa per rendere più interessante la loro esperienza europea. Ho
avuto la possibilità di creare il personaggio con Eli – e abbiamo cercato di
renderlo una persona stravagante e allegra e allo stesso tempo misteriosa.
Arriva in modo spettacolare – se la spassa – e sparisce. Ai ragazzi
americani piace, ma non hanno la minima idea di chi sia realmente o da
dove venga! “ È stata una delle cose più divertenti che abbia fatto in tutta
la mia vita e il mio messaggio al pubblico è: “Siate felici, qualunque cosa
accada!”


BARBARA NEDELJÁKOVÁ (Natalya) ha fatto la sua apparizione in
film come Doom con The Rock e ‘Due cavalieri a Londra’ (Shanghai
Knights) con Jackie Chan e Owen Wilson. Nata e cresciuta in Slovacchia,
ha studiato recitazione a Praga, dove vive e lavora nel famoso teatro delle
marionette della città. Artista burattinaia, Barbara ha lavorato in numerosi
spettacoli per marionette, fra cui ‘Don Giovanni’, ‘Don Chisciotte de la
Mancia’ e ‘Le Nozze di Figaro’, interpretando spesso 3-4 ruoli per volta.
Hostel segna il suo primo ruolo da protagonista.


Del suo personaggio dice: “Natalya non è una ragazza simpatica, ma
questo mi piace di lei. Lavoro nel teatro delle marionette e Natalya
manovra gli uomini allo stesso modo, per questo motivo mi è stato facile
interpretare questo ruolo. Sono attratta dai personaggi più oscuri e
complessi. Natalya, all’inizio, è molto dolce ma pian piano rivela quanto
sia gelida e malvagia dentro, quindi ogni scena ha un cambiamento sottile
nell’interpretazione. Penso che ognuno di noi abbia un lato oscuro e che
nella vita ricopriamo ruoli che ci spingono a comportarci bene e a
indossare una maschera allegra. Ma nel profondo, penso, ognuno ha
qualcosa di simile, per questo il pubblico si sentirà coinvolto da questo
personaggio!”
RICK HOFFMAN (L’uomo d’affari americano) ha lavorato in
numerosi film e progetti televisivi di prestigio fra cui il thriller di Clint
Eastwood ‘Debito di sangue’ (Bloodwork) e la serie televisiva Philly di
Steven Bochco. È stato uno dei protagonisti di Cellular della New Line al
fianco di Kim Basinger e di ‘The Day after Tomorrow – L’alba del
giorno dopo’ (The Day after Tomorrow) di Roland Emmerich. Ha recitato
anche nelle serie televisive The Bernie Mac Show e The Practice.


Indicato da Variety come uno fra i “10 Actors to watch” ha ricoperto il
ruolo dell’indimenticabile Freddie Sacker nella serie drammatica The
Street.


Hoffman ha anche interpretato regolarmente il ruolo di Benji Brickman
nella serie Tv Providence e svolto apparizioni come ospite in ‘Jarod il
camaleonte’ (The Pretender) e Alright, Alright. Fra le altre sue
interpretazioni, ‘Ipotesi di complotto’ (Conspiracy Theory), A Better Way
to die e Johnny Skidmarks.


Nato a Long Island, New York, l’attore vive attualmente a Los Angeles.


                           I REALIZZATORI


ELI ROTH (Sceneggiatore/Produttore/Regista) irrompe sulla scena
cinematografica nel 2002 in occasione del Festival del cinema di Toronto
con la sua opera prima, Cabin Fever. Film indipendente e low-budget,
Cabin Fever si afferma come uno dei film di maggior successo del
festival, oggetto di una frenetica guerra di offerte fra sette case di
produzione. Prodotto da Lions Gate, Cabin Fever si è imposto come uno
dei maggiori campioni d’incassi del 2003, apparendo su 2100 schermi.
Roth ha incontrato il plauso internazionale della critica, ottenendo
recensioni entusiastiche su giornali come The New York Times, Rolling
Stone, Empire Magazine e Premiere Magazine. Nel 2004 l’Academy of
Science Fiction, Fantasy and Horror ha insignito Eli Roth del suo primo
Saturn Award, il premio Filmmakers Showcase, assegnato annualmente a
un regista che si ritiene diventerà un asso nel suo genere. Roth ha
ricevuto recensioni e interviste in pubblicazioni come G. Q., Elle, The
New York Times e la rivista Maxime ed è stato candidato all’Empire
Magazine Movie Award del 2004 come Miglior esordiente – l’unico
regista e l’unico americano candidato nella categoria. Ha fatto la sua
apparizione in numerosi programmi televisivi, fra cui Total Request Live
di MTV; registi come Peter Jackson hanno sostenuto pubblicamente Eli
Roth parlando favorevolmente del suo Cabin Fever e Quentin Tarantino
nel numero di maggio 2004 della rivista Premiere ha definito Eli “il
futuro dell’horror”. Costato in tutto 1,5 milioni di dollari, Cabin Fever ha
incassato fino a oggi oltre 100 milioni di dollari in tutto il mondo,
considerando gli introiti delle sale cinematografiche e della vendita di
video e DVD.


Roth ha da poco finito di girare Hostel, che ha scritto, diretto e prodotto
con Mike Fleiss e Chris Briggs. Quentin Tarantino è uno dei produttori
esecutivi del film insieme a Boaz Yakin e Scott Spiegel. Il film sarà
distribuito da Screen Gems e Lions Gate nell’ambito dell’iniziativa
“Quentin Tarantino presenta”.


Fra i progetti futuri di Roth in veste di regista, Scavenger Hunt,
un’originale commedia per teenager scritta per Universal Studios; The
Box, un horror psicologico che sta scrivendo con Richard Kelly (Donnie
Darko), e un rifacimento del film horror The Bad Seed per la Warner
Brothers.




MIKE FLEISS (produttore) e la sua società, la Next Entertainment,
sono riusciti a fare ciò che nessuna altra produzione indipendente è stata
in grado di fare finora: grandi successi sul piccolo e sul grande schermo.


Fleiss e la Next sono attualmente impegnati nella produzione di tre film e
di due serie televisive per la prima serata. Sul grande schermo, il prequel
del grande horror del 2003 ‘Non aprite quella porta’ (Texas Chainsaw
Massacre), Poseidon di Wolfgang Peterson, il successo della prossima
estate firmato Warner Brothers, e Hostel, distribuito da Screen Gems e
Lions Gate e presentato da Quentin Tarantino.


Sul piccolo schermo, Fleiss sta lavorando attualmente all’undicesima
edizione della serie di immenso successo The Bachelor della ABC e a
una nuova serie per la WB prevista per il 2006.




CHRISTOPHER BRIGGS (produttore) Oltre a essere uno dei
produttori di Hostel, ha recentemente co-prodotto Poseidon, il remake
della Warner Brothers del film ‘L’avventura del Poseidon’ (The Poseidon
Adventure). Briggs ha scritto e prodotto numerose serie televisive e
appare regolarmente come esperto di cultura pop nella trasmissione Best
Week Ever del canale VH1. Briggs si è laureato in discipline umanistiche
alla Wesleyan University.
Di lui dice: “Ho viaggiato molto in Europa nei primi anni ’90
fermandomi spesso negli ostelli della gioventù. Per gli americani non è
possibile viaggiare in tutto il mondo con lo stesso atteggiamento
spensierato a cui siamo abituati e Hostel si collega a questa nuova realtà
in un modo terrificante.”


DAN FRISCH (produttore esecutivo) lavora a Los Angeles e Praga e
nel 2003 ha fondato la International Production Company (IPC) per la
produzione di film, programmi televisivi, video musicali e spot
pubblicitari in tutto il mondo. Frisch e la IPC si sono unite a Raw Nerve,
Next Entertainment e Quentin Tarantino per produrre Hostel di Eli Roth.
Tra i progetti che hanno visto la partecipazione di Frisch e della IPC, ‘La
leggenda degli uomini straordinari’ (The League of Extraordinary
Gentlemen), ‘Una perfetta coppia di svitati’ (Running Scared), ‘La
pantera rosa’ (Pink Panther), i film televisivi Joan d’Arc e Houseguest, i
video musicali per Have a Little Faith in Me di Mandy Moore e Breath
Easy di Blue, nonché il popolare spot per Nescafe Espresso Formula 1
Pit Stop con il campione della McLaren, Kimi Raikokonen. Per saperne
di più su Frisch e la IPC, è possibile visitare il sito web
www.intlprodco.com


GREG NICOTERO e HOWARD BERGER ( effetti speciali di
trucco) La società di effetti speciali di trucco KNB Efx Group, fondata
nel 1988 da Robert Kurtzman, Greg Nicotero e Howard Berger è una
delle più prolifiche e ricercate a Hollywood. Ha alle spalle oltre 500
lungometraggi e serie televisive, fra cui ‘Balla coi lupi’ (Dance with
Wolves), Pulp Fiction, Scream, Spy Kids, ‘Il Miglio verde’ (The Green
Mile), ‘Boogie Nights - l'altra Hollywood’ (Boogie Nights), "Law &
Order - I due volti della giustizia" (Law & Order), 24, Deadwood, ‘Non
aprite quella porta’ (Texas Chainsaw Massacre), ‘La casa 2’ (Evil Dead
2), ‘Dal tramonto all’alba’ (From Dusk to Dawn), la trilogia di Scream,
‘Nightmare dal profondo della notte’ (A nightmare on Elm Street), la
serie della tv via cavo Showtime Masters of Horror, Cabin Fever, Austin
Powers: Goldmember, Ray, The Island, ‘Scappo dalla città - la vita,
l'amore e le vacche’ (City Slickers), ‘L’eliminatore (Eraser), Rat Race e
‘Il Libro della giungla’ (Jungle Book) di Disney, Spawn, e l’imminente
‘Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio’ (The Lion, the
witch e the wardrobe) di C.S. Lewis.


Con sede a Van Nuys, in California, la KNB Efx Group riunisce i
migliori artisti e artigiani che lavorano nel campo, che col loro lavoro
hanno ottenuto lodi e riconoscimenti da ogni parte. Nel 2001 il gruppo ha
vinto l’Emmy Award per i migliori effetti speciali della miniserie Dune,
acclamata dalla critica. Per il loro contributo ai film ‘La cellula – The
cell’ (The Cell) e ‘The Time Machine - Dove vorresti andare?’ (The Time
Machine ) hanno ottenuto la candidatura agli Oscar per il Miglior Trucco,
consolidando relazioni con giganti dell’industria cinematografica come
Robert Rodriguez, Quentin Tarantino, Steven Spielberg, Wes Craven e
Frank Darabont. Di recente Greg è stato insignito del premio “Make-up
of the Year” all’Hollywood Film Festival del 2005 per il suo lavoro a Sin
City, film acclamato dalla critica; e Quentin Tarantino e Eli Roth gli
hanno assegnato un premio alla carriera al Sitges Film Festival del 2005,
in Spagna.
Per la KNB, la vera ricompensa sarà sempre un grido di stupore, una
risata, un urlo ... o l’occasionale “Ma come fanno a fare questo?” dal
fondo della sala. Tutto l’immaginabile trova vita nella KNB, la società di
effetti speciali di trucco più importante di Hollywood, da tre decenni
portatrice di fantasie e incubi…. la sostanza di cui sono fatti i sogni.
Prossimamente l’intero cast di interpreti e realizzatori del film.

								
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