dicembre 2008__free online magazine about fashion+photography__issue#21
Fairytales
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editoriale
atale è quasi alle porte, siamo quasi alla fine di un anno e ad un nuovo inizio. Dicembre è un mese magico... tutta la gente sembra felice, le strade sono piene di luci, il freddo non ci infastidisce, ma quasi ci fa sorridere, mentre camminiamo di vetrina in vetrina alla ricerca di qualcosa da regalare alle persone a cui vogliamo bene! C’è un’innegabile atmosfera di festa... Noi, per questo 2009 che sta per cominciare, ci auguriamo di continuare a portare avanti questo spirito, di essere sempre positive, ottimiste, diciamo pure IN FESTA PERENNE! Ci auguriamo di lavorare al meglio per un altro anno di articoli, di interviste, di sorprese ed eventi! Soprattutto ci auguriamo di sfogliare tantissimi nuovi numeri di FashionPH insieme a Voi, che siete il nostro sostegno costante! Per cui grazie a tutti quanti per quello che ci avete regalato anche quest’anno... Godetevi questo numero un pò magico, un pò speciale, che ha come tema le favole! A tutti i nostri lettori, un augurio per un meraviglioso Natale ed un 2009 senza precedenti! Da Elisa, Valentina, da tutto lo staff di FashionPH! E a proposito... questo numero è dedicato al mio nonno: questo Natale non ci sarà, ma mi sarà comunque vicino perchè lo terrò nel cuore. BUON NATALE A TUTTI!!! E adesso è il vostro momento: sprofondate in poltrona, copritevi col vostro caldo e morbido piumino, sorseggiate la vostra cioccolata calda e cominciate a sfogliare questo nuovo numero! Buona lettura!!!
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Elisa
In copertina
Model: Gaia Make-up artist: Dakini Stylist: Viviana Pace Photographer: Valentina De Meo
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indice
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PHOTOGRAPHY
008 032 036 048 068 070 074 076 - Expo’ . Photographer on the net - Bad fairy - Noir fairytales - L’angolo di Monimix - Random Shot - And the winner is - Fashion history
BRAND NEW
080 083 086 089 091 093 Purple Pug Laura fashion stylist Ochobags Clizia Ornato Puella Massimiliano Zumbo
fashionph team
Direttore Responsabile Valentina De Meo Vicedirettore Elisa Benni Fashion Editor Giorgia Ciani Webmistress Claudia Marinangeli Redazione Chiara Dal Ben Isabella Renzetti Federica Ruggeri Disegni Marta www.martart.it Collaboratori Monica Antonelli Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita’ Non puo’ pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Per qualsiasi tipo di informazione rivolgersi a info@fashion-ph.it
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expo’
The loneliness of Cinderella
PH: Chiara Cerri MODEL: Licia MAKE UP ARTIST: Chiara Cerri pag 8 pag 9
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The girl and the piano
PH: Claudia Stiatti MODEL: Azzurra Gosi
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White secret cocoon
PH: Marcella Scopelliti www.marcellascopelliti.it MODEL: Alice Monetti MAKE UP ARTIST: Chiara Bonotto pag 16 pag 17
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Modern Fairytales
PH: Vale P. MODEL: Ilaria e Jessica
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photographer
a cura di Isabella Renzetti
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Quando scatti sei circondata sempre dallo stesso team o le persone cambiano a seconda dei servizio da realizzare? Dipende da cosa scatto. Se scatto un progetto personale cerco di farlo con lo stesso team, se è un lavoro commissionato seguo le direttive altrui. Sbirciando nel tuo sito – www.nadiamoro.it troviamo anche delle foto scattate a dei concerti. Che musica ascolti di solito? Quali sono i tuoi gruppi preferiti? Nel sito non potevo non mettere le foto dei live di concerti, è il genere di fotografia che mi ha fatta iniziare infatti... Ascolto vari generi, dalla musica classica, alla musica metal, al punk, acustica folk, rock, alla musica italiana anni 50/60’ ect. Adoro Ludovico Einaudi, Sigur Ros, Maria Callas, gli Inflames, Between the Buried & me, City & Colour, The Cure ed una sola canzone di Prince: Purple Rain. Progetti per il futuro? Vorrei dedicarmi un domani alla direzione della fotografia per il cinema/video. La strada sarà lunga, l’importante è provarci.
Nadia Moro
iao Nadia! Parlaci un po’ di te..quanti anni hai, di dove sei, di cosa ti stai occupando attualmente? Eccomi, sono Nadia, ho 30 anni, vivo a Milano e principalmente mi occupo della mia professione, la fotografia.
Nome: Nadia Cognome:Moro Età: 30 Residenza: Milano Studi:diploma di scuola media superiore; IED Milano Triennio Fotografia Web: www.nadiamoro.it
Sì, certo, è un progetto reallizato in collaborazione con L’Istituto Marangoni. Inizialmente nacque come un progetto mio e di una stylist con cui collaboro spesso: Esmeralda Patisso. In seguito quando l’Istituto Marangoni decide di affrontare un progetto indetto da Vivienne Westwood con un servizio fotografico subacqueo, Quando e in che modo ti sei avvicinata alla fo- ecco che iniziano a cercare qualcuno a cui affitografia per la prima volta? dare lo sviluppo della fotografia e dello styling. Tutto è iniziato circa 11/12 anni fa quando ac- E sono arrivati a noi. quistai la mia prima reflex analogica per poter scattare durante i concerti di musica punk har- Qual è tra i tuoi scatti il tuo preferito? Puoi dcore, per diletto ovviamente. La fotografia è descrivercelo brevemente per noi? diventata una professione oltre che una passio- E’ un’immagine scattata 9 anni fa a Londra, ne durante gli anni allo Ied. mentre ero in viaggio da sola. Credo sia una delle prime immagini ad avermi avvicinata alla Cosa ti ha spinto a dedicarti maggiormente pro- fotografia con un approccio creativo. Si tratta prio alla fotografia di moda? di una silhouette di una statua d’angelo contro L’uso delle luci artificiali in modo creativo nel il cielo “nero”, scattata in pieno giorno. ricreare determinate situazioni. La costruzione in generale. Parliamo di post produzione: quanto è rilevante nei tuoi lavori? Cosa cerchi di esprimere nelle tue fotografie? Molto in alcuni, per niente in altri. DipenOgni volta sensazioni o ambienti diversi. de da cosa scatto e con che supporto. Se scatto in digitale preferisco elaborare le imTra i tuoi lavori mi ha subito colpito quello inti- magini; dare quello che manca al file ditolato Behind The Surface, un progetto realiz- gitale rispetto alla pellicola. Se scatto in zato in collaborazione con l’Istituto Marangoni, pellicola non postproduco nulla, o quasi. è esatto? Puoi raccontarci come è nato e quali sono state le principali fasi di realizzazione?
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a cura di Federica Ruggeri
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Cosa ne pensi della fotografia di moda, oggi, in Italia? Come dice la domanda... è una moda.. ma è anche una bella moda. Progetti e collaborazioni in cantiere? Una collaborazione con Ermione e una marca di vestiti!
Walter Trabucco
ome è nata la tua passione per la fotografia?Cosa ti attrae di questo mondo? La passione per la fotografia l’ho sempre avuta fin da piccolo quando ho iniziato ad apprezzare le polaroid di famiglia. Con il tempo ho iniziato a scattare prima paesaggi, poi sport e infine foto in stile fashion.Di questo mondo mi piace soprattutto la possibilità di far vedere come la mia mente immagina e realizza l’immagine che voglio. Colore o bianco/nero? Assolutamente colore.
Nome: Walter Cognome: Trabucco Età: 27 Residenza: Pescara Tools: Canon 30D, canon 17-40 e canon 70-200 più un paio di flash Web:www.myspace.com/waltershot Email: walter@waltertrabucco.it
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Cosa cerchi di esprimere attraverso le tue foto? La bellezza. Che rapporto hai con i tuoi modelli/modelle? Da quando scatto con le modelle ho aumentato il mio portfolio di amici visto che rimango tale con loro!! Hai qualche mito o figura dell’ambiente a cui ti ispiri? No.
Il tuo stile in 3 parole è… Carico, forte, spavaldo. Location esterne o interne? Preferisco le location esterne per dare un’ ambientazione al tipo di scatto, creare una storia Il tuo scatto migliore?...e quello peggiore? Puoi descriverli per noi? o un contrasto. Per me ogni scatto è il migliore e il peggiore Il tuo primo scatto è stato… non saprei scegliere. Di ogni set amo il risultaUna macro. Una mosca su un giornale. to. Che strumenti usi? Razionalità o istintività nelle tue fotografie? Canon 30D, canon 17-40 e canon 70-200 più un Un giusto di mix di tutte e due. paio di flash. L’esperienza più significativa? Con la modella professionista Ermione. Hai frequentato qualche corso di fotografia? No.
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BAD FAIRY
Valentina De Meo viviana pace
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dakini Gaia
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gabriele ghiapparini giulia papetti
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l’angolo di
na delle cose più stimolanti del mestiere del fotografo è – talvolta – dover riuscire a cavarsela e ottenererisultati di livello professionale in situazioni all’apparenza assurde. A volte capita che un cliente commissioni un servizio senza pensare a ciò che realmente il fotografo dovrà fare; i vincoli che ci pongono i maggiori problemi sono quelli relativi ai tempi strettissimi per la consegna e alle condizioni estreme in cui scattare. In genere, accettando il lavoro, come prima cosa ci chiediamo come riusciremo a farcela in così poco tempo e senza avere a disposizione le risorse necessarie. Un esempio è un servizio che ho realizzato nei giorni scorsi in cui mi hanno chiamata nel primo pomeriggio per scattare la sera del giorno stesso. Fin qui nulla di strano, capita spesso che non ci sia molto preavviso (anche se meno di mezza giornata, per un servizio di moda, è quasi un record!); la cosa particolare è che mi è stato chiesto di realizzare gli scatti in una stanza d’albergo, ma anziché sfruttare la stanza stessa come location avrei dovuto utilizzare un fondale nero uniforme. Ovviamente la prima cosa che viene da chiedersi è perché non si realizzi il servizio direttamente in studio; sarebbe stata la soluzione migliore in termini di tempo e facilità d’impiego. In questo caso specifico però c’erano difficoltà oggettive, di altra natura, che ci hanno costretto di fatto a non poter seguire quella via. Posti davanti a premesse del genere sta a noi scegliere se accettare o meno il lavoro; essendo io una persona a cui piace fare dell’impossibile una missione, ho accettato.
a cura di Monica Antonelli Non abbiamo abbastanza spazio per posizionare lo stativo a terra, quindi non resta che appoggiarlo sul comò. Con una sola fonte di luce però avremmo la parte destra del modello troppo in ombra e lo sfondo non sufficientemente uniforme, ma una fonte luminosa di bilanciamento dalla parte opposta non ci sta. Quindi non resta che posizionare un pannello riflettente argentato che faccia rimbalzare la luce della prima lampada andando a schiarire il lato destro del modello, leggermente arretrata rispetto al soggetto in modo da “staccarlo” meglio dal fondale. Realizziamo qualche scatto di prova e in effetti così la luce è soddisfacente, il soggetto è ben illuminato e lo sfondo è scuro e uniforme come lo voleva il cliente. Non ci resta che aspettare l’arrivo degli altri e iniziare il servizio.
monimix
Questa è stata una situazione estrema, ma la cosa importante è che siamo riusciti nel nostro intento. Fare questo lavoro significa anche far fronte a difficoltà di questo tipo; non sempre possiamo scattare nella comodità del nostro studio, o avere a disposizione tutta l’attrezzatura di cui avremmo bisogno. L’importante è sapersela cavare ingegnandosi per trovare una soluzione anche quando non sembra esserci. Non ci si deve arrendere solo perché la situazione è difficile o l’attrezzatura non basta. La fantasia è la fonte inesauribile di soluzioni e se ci guardiamo attorno con spirito creativo troveremo il modo per ovviare alle difficoltà.
COME GESTIRE SITUAZIONI ESTREME
U
Analizziamo le informazioni a nostra disposizione: sappiamo che dovremo allestire un set fotografico in una stanza d’albergo, che dovremo scattare alcuni primi piani e piani americani al modello, che il fondale deve essere il più uniforme possibile e la luce sul modello tale da illuminarlo con una luce d’atmosfera ma non troppo cupa. Ecco quindi una cronistoria degli eventi di quella sera. Arriviamo nella stanza d’albergo prima del cliente e del modello per fare un sopralluogo; dobbiamo prendere le misure per capire come far entrare un porta fondali mobile largo quasi 3 metri, e dove poter mettere le luci per creare un’illuminazione come quella richiesta, nonostante il pochissimo spazio a disposizione. La camera a prima vista è ingestibile: è una stanza tipicamente business, oltre al letto ci sono pure un divano a due posti, un tavolino, una scrivania e un comò. Non ci perdiamo d’animo e iniziamo col togliere il divano e il tavolino, spostandoli a forza di braccia e accatastandoli dietro il letto. Cominciamo così a creare un po’ di spazio libero. La fortuna è dalla nostra parte, la stanza è larga poco più di tre metri e il nostro fondale ci entra per pochi centimetri; ora non resta che alzarlo e fermarlo a terra. Essendoci la moquette è impossibile fissarlo col nastro adesivo, l’unica cosa a disposizione sono delle tazze da tè. Vista la situazione ce le facciamo andar bene! Il primo problema è stato risolto, ora dobbiamo capire dove poter posizionare le luci; l’idea è quella di creare un’illuminazione laterale che arrivi al modello dalla sua sinistra e che non proietti tagli di luce sul fondale alle sue spalle.
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a cura di Elisa Benni e Valentina De Meo
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Nome: Annie Bertram Website: www.anniebertram.com Titolo: Fairytale L’idea era di realizzare uno shooting con il tema delle favole, circondato da una natura con un alone mistico, misterioso. Abbiamo avuto i vestiti dalla fashion designer Vecona (www.vecona.de) e Cristina (www.ccgmake-up.com), la make up artist, ha realizzato un trucco perfetto e ci ha prestato delle orecchie da folletto. Dopo tutta la lunga preparazione per il lavoro, devo dire che abbiamo passato una giornata meravigliosa nella Foresta Nera e ne sono venute fuori delle bellissime foto.
Nome: Robert Kothe Website: www.rauschen-photography.com Titolo: Fairytale Princess III La ragazza nella foto, che si chiama Elisa, conosceva una studentessa di design che voleva qualche foto con le sue creazioni. Per questo ho deciso di realizzare qualche scatto, proprio per fare un favore ad un’amica. Il topic per il fashion editor era Rokoko. Così ci siamo dati appuntamento a Berlino, a Friedrichhain, in un bellissimo parco... e abbiamo cominciato a scattare.
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Nome: Silvia Bordin Website: www.silviabordin.com Titolo: L’elfo
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Sono molto legata a questa foto perché fa parte del mio primo servizio fotografico, e tuttora mi piace. l’idea è stata di uno dei miei truccatori, Fausto Cavaleri, aveva scoperto queste orecchie in lattice e voleva assolutamente sperimentarle. Ci siamo avvalsi della collaborazione di una stylist e designer di gioielli, Carola Minnetti, e come modella si è prestata una delle mie migliori amiche, Morena Prati.
Nome: Tristan Bejawn Website: www.portrait76.co.uk Titolo: A Fairytale Avevo intenzione di lavorare a qualcosa a tema favole, e sapevo che la location perfetta per gli scatti avrebbe dovuto essere in un bosco;così giravo qua e là, fischiettando, finchè non sono capitato in un luogo sperduto e semi-nascosto che ho capito subito essere proprio quello che cercavo per le mie foto. Trovai che le foglie e le luci dessero un grande senso di fantastico, così ho cercato di catturarle al meglio, per far rendere loro tutto quello che mi avevano subito trasmesso. Ho usato lenti larghe per “distruggere” le proporzioni normali e ho fatto sedere la modella per terra, su quello che sembrava proprio un letto di foglie.
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and the
a cura di Valentina De Meo
winner is...
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cosa ti sei ispirata per il tema “Chocolate”? Questo “invitante” tema mi ha ispirato molto da subito e l’ispirazione deriva direttamente dal tema stesso. La sfida maggiore è stata cercare di rappresentare l’eleganza, la bontà, la dolcezza di questo prelibato alimento e la piacevole sensazione che si prova gustandolo, attraverso un’immagine che trasmettesse queste caratteristiche. Qual Ë la tua foto preferita inquesto servizio? E perchè? Questo è lo scatto che prediligo perchè credo che riesca a comunicare tutte quelle caratteristiche già precedentemente citate, che sintetizzano l’essenza della cioccolata: la sua dolcezza.
Azzurra Piccardi
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Come è nato il servizio “Dea della Tentazione”? Choccolate: peccato di gola, costante dolce tentazione questo è stato il pensiero genitore del servizio, che si è poi sviluppato, attraverso un attento studio sull’allestimento del contesto e sul costume, nella “Dea della Tentazione” che conoscete. Cosa volevi esprimere con le tue foto? Credo di avere gia risposto a questa domanda, Quali sono state le fasi di realizzazione? in ogni caso il mio intento era quello di creare Le fasi di realizzazione sono state semplici, ma un’immagine che contenesse innanzi tutto un allo stesso tempo ricercate, precise e creative. contenuto “fashion-glamour” e che ad impatInizialmente, nello specifico, ho allestito il set to visivo rimandasse alla sensazione provocata fotografico con illuminatori, pannelli riflettenti dall’assaporare il prelibato cibo in questione, e diffusori, è venuto poi il turno del trucco e come un “peccato” caratterizzato da dolcezza, del parrucco per la modella, nonchè shooting e bontà, eleganza e trasgressione, senza traladulcis in fundo post produzione. sciare di aggiungere un pizzico di pepe. Insomma una ricetta sfiziosa per la vista che cerca di Ha inciso molto la postproduzione in questo simulare quella “divina” della cioccolata. servizio? Si, decisamente. Nonostante non sia nel mio Cosa ne pensi degli altri servizi in gara? stile esasperare troppo la realtà, ma in que- Ho trovato gli altri servizi in gara tecnicamensto caso ho dovuto necessariamente “abusare” te molto competenti e qualitativamente buoni. di tale fase, in quanto il tema prescelto lo ri- Non amo molto parlare dei lavori altrui, sopratchiedeva.Fondato, infatti, sulla divinizzazione tutto quando non ne conosco i moti genitori della modella per cui doveva necessariamente che hanno spinto a tali riusltati, per cui non essere perfetta. mi sento di aggiungere altro anche perchè sulla soggettività dell’estetica non si discute. In base a cosa hai scelto la modella delle tue foto? Cosa ti ha ispirato di lei? Perchè pensi di avere vinto? Cosa aveva il tuo La ragazza è stata scelta per la sua dolce servizio in più rispetto agli altri? espressività, perchè potesse trasmettere in La vittoria non è il fine del concorso, ma è la un’immagine visiva ciò che trasmette la cioc- passione per la ricerca alla perfezione sia teccolata a livello sensoriale quando la si mangia. nica che estetica a valere su tutto. Il valore agDi lei mi ha ispirato tutto, in quanto quando si giunto del servizio sta proprio nel fatto di aver hanno delle belle amiche così da fotografare vinto questo contest. c’è solo da sbizzarrirsi.
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a cura di Federica Ruggeri
fashion history
E da questo insegnamento Paolo Roversi non si è più discostato, affermandosi nel campo della fotografia ai più alti livelli. Le sue opere compaiono nei cataloghi delle maggiori case di moda, come Dior e Yohji Yamamoto inoltre firma molte campagne pubblicitarie, tra cui: Giorgio Armani, Cerruti 1881, Comme des Garçons, Christian Dior, Alberta Ferretti, Romeo Gigli, Givenchy, Krizia, Valentino, Yves Saint Laurent. Ha anche realizzato numerosi spots pubblicitari. Tra gli altri: Dim, Evian, Gervais, Kenzo, Woolmark e tra gli ultimi quello per Mariella Burani in cui mette in scena il fascino severo ed aristocratico delle star femminili del cinema degli anni 40 e 50, scolpito sul volto della top model Stella Tennant.Lo studio di posa scelto richiama i set dei grandi studios hollywoodiani dove si produceva il materiale promozionale destinato a diffondere il mito delle star tra il pubblico. Scatti da backstage, destinati alle cartoline autografate, o alle riviste cinematografiche. Un omaggio al cinema dunque, ma soprattutto alla macchina dei sogni.Roversi consegna scatti dallo straordinario risultato formale, in un bianco e nero pittorico, che esalta l’eleganza esclusiva degli abiti ed insieme la plasticità ipnotica di Stella Tennant. Splendide le foto realizzate per l’80esimo anniversario del marchio bolognese “Furla”: le immagini protagoniste della campagna giocano sul bianco e su toni e sfumature leggere, in cui accenni di rosso si rincorrono nei visual e si ritrovano in ciascuno scatto. Collaboratore di prestigiose testate internazionali di moda come Harper’s Bazaar, Vogue (edizioni italiana ed inglese), Uomo Vogue, Interview, Arena, ID, W, Marie-Claire. e di stilisti di fama mondiale ha esposto i suoi lavori in importanti mostre personali e collettive. Le sue fotografie sono sogni, immagini oniriche, atmosfere acquarellate, icone dissolute e impalpabili. Utilizza soprattutto tecniche tradizionali per rendere la naturalezza, e allo stesso tempo l’atemporalita’, dei volti fotografati. Per Roversi il suo studio fotografico e’ un qualunque luogo dove puo’ usare la sua macchina fotografica, e piu’ che un luogo fisico e’ un angolo della mente dove cercare misticamente e spiritualmente il profondo mistero insito nella bellezza. Ama il ritratto, ama le donne, ha rivoluzionato l’uso del colore e l’approccio alla bellezza nei servizi di moda. “Tutte le fotografie sono rivelatrici - dichiara - ma il ritratto non e’ solo un gesto estetico, esso esiste come dimensione psicologica..” tilizza soprattutto tecniche tradizionali per rendere la naturalezza, e allo stesso tempo l’atemporalita’, dei volti fotografati. Per Roversi il suo studio fotografico e’ un qualunque luogo dove puo’ usare la sua macchina fotografica, e piu’ che un luogo fisico e’ un angolo della mente dove cercare misticamente e spiritualmente il profondo mistero insito nella bellezza.
PAOLO ROVERSI
Roversi, classe ’47,è noto per essere stato il primo ad usare la Polaroid formato 20 x 25, aprendo la strada a nuove sperimentazioni caratterizzate dall’uso di una luce intensa e incisiva, di grande efficacia espressiva. La fotografia è “il momento preciso in cui il presente è inghiottito per sempre dal passato” così afferma il fotografo ravennate che ora vive a Parigi. Le donne, da lui ritratte, sembrano uscite da un passato indefinito, da un tempo e da uno spazio senza contorni. I loro sguardi nascondono storie e misteri, i loro abiti esplorano le mode di molti tempi e non è possibile collocarle in un qui e ora.“Tutte le foto sono rivelatrici ma il ritratto non è solo un gesto estetico, esiste come dimensione psicologica”. Roversi in ogni suo scatto instaura un rapporto diretto con i soggetti, i corpi, le forme, i colori.
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Soltanto qualche anno più tardi scoprirà la fotografia di moda stabilendosi a Parigi e iniziando a lavorare prima con la Huppert Agency e poi come assistente di Lawrence Stackmann: “il tuo treppiede e la tua macchina – gli ripeteva – devono essere ben fermi ma i tuoi occhi e La fotografia e’ soprattutto la rappresen- la tua mente devono essere liberi”. tazione dello sconosciuto, dell’irreale. Per me la foto e’ il sogno”.
Paolo Roversi debutta come reporter a soli vent’anni in un’agenzia fotografica. La sua prima macchina fotografica e’ una Ferraniaflex 4,5 x 6 che riceve in dono per la prima comunione ma è durante un viaggio in Spagna che nasce la passione per la fotografia. Con una Leica III dello zio, inizia a fare fotografie e installa una camera oscura, come un vero fotografo amatoriale. Nel 1970 apre a Ravenna uno studio tutto suo dedicandosi allo still-life e ai ritratti.
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a cura di Chiara Dal Ben
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disfazione enorme sapere ciò, perché è proprio su questo che punta il mio marchio! Il target a cui rivolgo le mie creazioni infatti è una donna ribelle, grintosa con carattere ma con fascino, finezza e sensualità. al meglio possono rispecchiare l’idea iniziale come anche per gli accessori! Per quanto riguarda le lavorazioni, queste sono assolutamente artigianali, confeziono i miei capi su misura ma anche di taglie standard, utilizzo macchine assolutamente professionali Hai progetti per l’immediato futuro? ed anche i disegni sul tessuto sono effettuaSi, ma preferisco per ora lasciarli segreti sa- ti a mano libera con colori specifici! Considero ranno una sorpresa! meraviglioso il lavoro artigianale perché il suo valore è enorme, secondo me l’abbigliamento Secondo te quali saranno le tendenze moda del prodotto in serie è nulla in confronto. 2008? Questo non lo so.. forse un ritorno agli anni settanta! Mi auguro comunque che siano opposte rispetto alle mie future idee! Spesso quando utilizzo determinate fantasie o accessori poco dopo vanno di moda e ciò, da un lato mi piace perchè lo stilista è proprio colui che è capace di saper cogliere e prevedere le nuove tendenze, dall’altro invece no perché non riesco a capire la gente che in massa veste allo stesso modo! Qual’è la parte dell’essere designer che ti piace di più? Partendo dal presupposto che amo indistintamente la realizzazione di un modello in tutte le sue fasi, figurino, cartamodello e confezione, la parte che mi soddisfa di più è proprio quest’ultima.. Vedere una mia idea trasformata in realtà, poterla toccare con mano per me è fantastico, come la realizzazione di un sogno! Per me i vestiti valgono più di qualsiasi cosa, mi rendono immensamente felice perciò non potrei proprio fare a meno di poterli inventare e cucire con le mie mani! Raccontaci qualcosa sulla scelta dei materiali e sulle lavorazioni! La scelta dei materiali la divido in due parti: ci sono i tessuti che compro liberamente in quanto mi colpiscono per la fantasia, i colori, ed in base alla trama e all’effetto che può dare sul corpo creo il bozzetto, proprio perché mi lascio ispirare dall’elemento visivo e sensoriale, poi invece c’è la scelta dei tessuti che avviene dopo aver disegnato un bozzetto, una scelta dunque basata sulla ricerca di quei tessuti che
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i chiamo Fabiana, ho vent’anni e vivo a Foggia. Ho una passione sviscerata e irrefrenabile per il disegno e per il cucito,studio infatti e frequento un corso privato per specializzarmi in modellistica e alta sartoria, anche se ho cominciato a cucire e a creare i miei primi vestiti da autodidatta, grazie al mio impegno e alla grande forza di volontà! Fin da quando ero piccola e frequentavo l’asilo ho sempre amato disegnare vestitini, modificare quelli delle bambole e vestire in modo particolare! Ideo e creo dunque abbigliamento da donna e in una piccola parte anche da uomo e per piccoli animali da compagnia e da circa due anni questa mia passione si è trasformata effettivamente nel mio lavoro. Creo vestiti di taglie standard e principalmente su misura vendendoli nella mia città e tramite internet, spedendoli in tutta Italia e all’estero. Amo i vestiti particolari e stravaganti,i manga giapponesi e la musica rock e il mio obbiettivo è quello di rendere felici le persone con le mie creazioni, perché sono dell’idea che i vestiti siano tra le poche cose che possono veramente rendere felice una donna, sentendosi bella e sicura si sé sono dunque a vostra disposizione e per vedere le foto delle mie creazioni potete visitare il mio sito www.myspace.com/purplepug_clothing o scrivermi a fabydark@hotmail. com ! Come nasce la tua passione per la moda? Ho cominciato ad imparare a cucire da autodidatta all’età di sedici anni e probabilmente per dono naturale nonostante non capissi nulla di modellistica e sartoria, riuscivo già a creare diverse cose, dalle magliette alle felpe prendendo i cartamodelli dalle riviste e modificandoli in base ai miei gusti e corregendoli in base alle misure del mio corpo! Questo è durato fino al giorno in cui mi sono diplomata, da circa un anno e mezzo infatti seguo un corso per specializzarmi in modellistica e alta sartoria, e da gennaio comincerò una scuola specializzata in fashion design per approfondire ancor di più le mie conoscenze sia in campo pratico che teorico. Ho partecipato poi ad un concorso per giovani stilisti emergenti che mi ha dato modo di fare diverse sfilate sia nella mia città che nei dintorni, delle esperienze davvero fantastiche! Lavoro dunque da libero professionista, invento e creo abbigliamento da donna e in una piccola parte anche da uomo e per piccoli cani da compagnia!! Il mio marchio infatti nasce proprio dal grande amore che provo per il mio cane anche se il nome Purple Pug ha un significato ben preciso che va al di là di questo amore, non è un nome inventato a caso! Vendo dunque le mie creazioni nella mia città e on-line spedendole in tutta Italia e anche all’estero! Sono dunque a lavoro 24 ore su 24 e per il mio lavoro farei questo e altro! Quali credi che siano i punti di forza del tuo prodotto? Probabilmente l’originalità nel saper mescolare colori squillanti, fantasie un po’ aggressive e stravaganti come quelle animalier a dettagli più dolci e femminili come pizzi, fiocchetti, merletti e nastrini! Mi dicono sempre che i miei abiti piacciono perché, anche se adottano fantasie e dettagli un po’ punk-rock tipici di un look trasandato, hanno stile e buon gusto e per me è una sod-
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Come costruisci il tuo outfit? Costruisco il mio out-fit concentrandomi sui colori e sui tessuti che compongono l’abito. Scelgo dunque gli accessori ed in particolare collane e scarpe in relazione alla donna che voglio rappresentare attraverso quell’abito. Mi piace molto inoltre creare accostamenti insoliti ed originali come dettagli rock e lolita. Quale pezzo non manca mai nel tuo guardaroba? Beh,diciamo che ci sono vari pezzi che non mancano mai nel mio guardaroba, come i corsetti, i vestitini aderenti... ma di sicuro ciò che non manca mai in qualsiasi periodo dell’anno sono in assoluto le minigonne!!! Di tutti i tipi! Le metto sempre sia col caldo che col gelo!! Un designer che ti piace e perchè! A dire il vero per quanto ami i vestiti,le sfilate, i negozi di abbigliamento, non sono poi una che segue la moda, che osserva cosa va di tendenza.. anzi! Se qualcosa va di moda evito di utilizzarla nelle mie creazioni proprio per principio perché mi piacciono le cose diverse e originali! E di conseguenza le mie conoscenze si basano più su stilisti famosi e affermati che hanno fatto la storia più che su quelli emergenti! Diciamo comunque che mi ha colpito molto Kira Plastilina data la giovanissima età e il patrimonio di negozi che già detiene in diverse città russe! Ho visto alcune sue sfilate e mi sono piaciute molto per le scarpette da ginnastica spesso utilizzate a differenza dei soliti tacchi alti!! Originale!
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CONTATTI
a cura di Chiara Dal Ben fabydark@hotmail.com www.myspace.com/purplepug_clothing
LAURA FASHION STYLIST
All’età di 14 anni si iscrive ad un corso di portamento per diventare indossatrice con la sua migliore amica, da qui arrivano le prime soddisfazioni, le sfilate, i servizi fotografici, i casting, la tv e tantissime altre cose. Ma il suo sogno, dov’è il suo sogno? Lui si nascondeva dietro tutto questo, finite le scuole superiori Laura si è iscritta in una scuola di moda molto importante che le ha permesso di diventare stilista. Dopo questo primo corso, si rende subito conto che il mondo del lavoro è troppo vasto per accettare solo questa mansione, e così decide di continuare gli studi con un corso di modellazione professionale che la aiuta a realizzare tutto ciò che disegna. Non più solo figurini perfetti, ma anche vera e propria realtà. Presa dall’euforia e dalla voglia di imparare, inizia a frequentare un master di modellazione,da ora in poi la parola chiave di ogni abito diventa “perfezione” e “sartorialità”. Nel frattempo molte sono le sue esperienze nell’ambito della moda, le più significative sono sicuramente le partecipazioni all’Altamoda Romana per 4 anni consegutivi riscuetendo successo e notorietà. Un’altro impegno molto importante è quello che Laura prese due anni fa con l’università iscrivendosi a Scienze della moda e del costume “Economico manageriale” presso l’università “La Sapienza” di Roma. Dopo il corso di stilista e modellazione arrivano finalmente due borse di studio tanto aspettate sulla confezione sartoriale di altamoda sposa. Dopo anni e anni di duro lavoro cominciano ad arrivare tantissime soddisfazioni, nel 2005
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aura, una ragazza semplice, umile che odia le chiacchiere e il superfluo, che ama i sogni e anche raggiungerli. La passione per la moda nasce fin da bambina, quando se ne girava sola per la casa con addosso mille vestiti.
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nasce la sua linea di abiti da sposa caratterizzata da tagli particolari e tessuti sofisticati. Abiti che sono in vendita presso Atelier Sempre Sposi velletri, Un piccolo atelier elegante e raffinato che gestisce insieme ai suoi cari genitori, Sandro e Antonella, che l’hanno aiutata in tutti questi anni di studio. Quali credi che siano i punti di forza del tuo prodotto? Innanzitutto penso che un buon prodotto debba avere delle ottime caratteristiche che lo distinguano dagli altri comuni. il mio è un prodotto MADE IN ITALY, e quindi i miei punti forza sono qualità,tessuti pregiati, lavorazioni artigianali e ottima sartorialità (elementi che purtroppo oggi come oggi sono un pò trascurati a causa della Cina). Com’e’ nata in te la passione per il design e in particolare per gli abiti da sposa? La passione per la moda nasce fin da piccolina quando all’età di 6 anni me ne giravo per la casa con mille vestiti addosso, simulando mini sfilate. All’inizio infatti, le mie prime esperienze nel campo della moda iniziano in veste di indossatrice. In realtà, questa passione mi è stata tramandata dai miei genitori che hanno sempre gestito un’atelier di abiti da sposa. Inizia, quindi a studiare per specializzarmi in questo settore. tra qualità e prezzo.
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Ci racconti qualcosa sulla scelta dei materiali e le lavorazioni? I tessuti che scelgo dipendono dal tipo di collezione che voglio creare. Diciamo che amo le sete e i tessuti svolazzanti come lo chiffon, l’organza, ma anche il tulle e il taffettà per i grandi volumi.Adoro i pizzi francesi e i ricami lucenti, i rasi raffinati e le stampe particolari. Raccontaci l’esperienza lavorativa che più significativa! L’esperienza più significativa che non dimenticherò mai è sicuramente L’Altamoda 2006 quando prtecipai con due abiti ispirati al pierrot e al tema del teatro. Ebbero talmente tanto successo che vennero pubblicati sulle migliori riviste come “BOOK” “IL MESSAGGERO” e tantissimi altri. Parliamo di te...chi sono i tuoi stilisti preferiti? Definiscimi il tuo stile! Gli stilisti che amo di più sono: Valentino e John Galliano. Insomma,due correnti differenti e due stili che si contrappongono. Di Valentino amo l’eleganza, la raffinatezza,l’ottima scelta dei dettagli e dei particolari. Di Galliano amo i volume esasperati,il voler sempre osare ovunque e comunque, i colori che fanno vibrare le passerelle,i dettagli, lo stile così eccentrico e glamour. Non nascondo che mi piacerebbe lavorare con entrambi. Sono due grandi maestri della moda.
Secondo te quali saranno le tendenze moda del 2008? Sicuramente andrà di moda il viola, le tonalità della terra, l’argento,tornerà la vita altissima, le zeppe multicolor e i tacchi super vertiginosi Oltre agli abiti da sposa che altro tipo di abbi- ma non a spillo. Il tutto coordinato sempre con gliamento ti piacerebbe creare? un pizzico di eleganza. Oltre agli abiti da sposa,amo creare abiti di ogni genere,Altamoda e Pret-à-portèr. La parte dell’essere designer che ti piace di Ma soprattutto mi piace realizzare gli abiti per più. le mie amiche.. Il volere stravolgere la moda, cambiare e rovesciare ciò che si è sempre visto e ciò che è gia Hai progetti-collaborazioni per l’immediato fu- stato creato. turo? Di progetti ne ho tanti,adesso sono impegna- Quali sono le difficoltà di questa carriera? ta nella realizzazione della collezione sposa Le difficoltà sono tante, bisogna tenere i piedi 2009,dopodichè un’altro progertto che ho in per terra perchè è un mondo che ti offre tanto mente è quello di di creare una collezione di ma che ti toglie tutto in pochi minuti. Bisogna costumi da bagno e accessori mare per la pros- adattarsi al mercato e ai bisogni del consumasima stagione. tore finale, quindi trovare un connubio giusto
CONTATTI
sede di lavoro: Atelier Sempre Sposi velletri 06/9620178 www. ateliersempresposi. it www. myspace. com/ateliersempresposi www. myspace. com/lauraciarla
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a cura di Chiara Dal Ben
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Come nasce in te la passione del design e in particolare per il design di borse? Non ricordo di avere sentito nascere da un particolare momento la “passione” per il design bensì di avere sempre provato un istinto creativo che poi si è via via concretizzato in mille forme espressive , ora borse o altri oggetti (vedere il sito) che purtroppo non sempre trovano una realizzazione pratica. Come nasce il nome del tuo marchio? Ochobags deriva da un periodo di vita vissuta a Barcellona dove 8 era un numero che mi si ripresentava ad ogni occasione fortunata… E poi è facile da ricordare… Quante e quali sono le tue collezioni di borse? Sono numerose ed è possibile vederle sul sito,le serie limitate con stampe personalizzate chiamate Art, oppure le linee texture o vintage caratterizzate da tessuti ricercati o vintage. Raccontaci qualcosa sui materiali e sulle lavorazioni. Mi è difficile descrivere un settore qualitativo (salvo per il momento escludere la pelle). In quanto io non ripeto mai gli stessi tessuti che trovo di volta in volta nei luoghi piu impensati rendo in questo modo ogni borsa praticamente “un pezzo unico”. Quali credi che siano i punti di forza del tuo prodotto? Credo che siano senz’altro la voglia di customizzare la propria borsa, oltre a poter suddividere I propri oggetti nelle singole borse e poterli cosi trovare quando ti servono…
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in Italia (roma)e Spagna (Barcellona). Nel 2006 crea una propria linea di borse le ochobags, borse customizzabili e scomponibili che oggi vende in tutto il mondo. Attualmente collabora per l’azienda canadese UMBRA per la realizzazione di alcuni accessori per l’ arredamento. Il fil rouge che lega quasi tutti i suoi progetti sembra essere l’ironia senza tralasciare l’importanza l’ aspetto funzionale. Nel 2006 nasce la Ochobags, una linea di borse customizzabili e scomponibili. Ochobags dal 10 al 18 dicembre 08 sara’ presente alla rassegna internazionale Roma design + nella sezione Designer after school. In Passato Le Ocho sono state esposte al Pitti Immagine nella sezione Cloudnine per giovani designer, ulteriori mostre ( Sprint lazio in Australia, design & Donna Roma, Galleria Gard Roma ) e pubblicazioni (Kult Magazine, OxigeArianna è nata a bari 29 anni fa. no, Glamour..) hanno sostenuto la neonata imNel 2003 si laurea in disegno industriale a Ge- presa che ora vende i suoi prodotti in giro per nova. Successivamente lavora presso designers il mondo. cho è formata da più borsette intercambiabili, di dimensioni e forme diverse che possono essere sfilate e ricomposte a piacimento dando la possibilità di creare una borsa sempre diversa. Ogni singola borsetta è dubleface e realizzata in tessuti sintetici o cotoni o con stampe personalizzate, provviste di occhielli metallici e moschettoni a cui infilarle, le ocho possono essere fornite con la cinghia a tracolla estensibile o più corta da sera. Limited edition , tessuti vintage e grafiche giapponesi vanno ad aggiungersi alle illimitate possibilità che la ocho offre. Ochobags prova a riassumenere il concetto di versatilita’ e comodita’ senza tralasciare l’aspetto puramente estetico dell’accessorio. Un modo diverso di concepire la borsa. Sei tu che crei il tuo Stile .
Quali siti/blog/forum consulti giornalmente e reputate fondamentali per un fashion designer? Io navigo molto sul web i siti a cui faccio riferimento sono prettamente di industrial design Come designspotter, designer blog, design boom, design directory (non hanno pero’ molta Qual’è il target a cui ti rivolgi? Inizialmente ritenevo di riscuotere interesse fantasia nei nomi…) prevalente dalla fascia giovanile invece ho riscontrato sempre maggior gradimento anche Hai progetti-collaborazioni per l’immediato fudal settore adulto e adesso sto iniziando anche turo? una linea per uomo, bsogna accontentare un Attualmente sto sviluppando dei progetti su accessori per la casa con l’impresa canadese Umbra. po tutti!!
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La parte dell’essere designer che ti piace di più? La libertà di espressione! Il tuo accessorio musthave? La Mia agendina Moleskine
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a cura di Chiara Dal Ben
CLIZIA ORNATO
lizia Ornato: nel nome un destino. Clizia come la ninfa della mitologia greca che si innamorò della bellezza del dio sole al punto di trasformarsi in un girasole per essergli sempre fedele, e Ornato come ogni dettaglio impreziosito da un valore aggiunto che coniughi estetica, significato, ispirazione in qualcosa di unico, fortemente caratterizzato, in continuo divenire. La sua attività di jewelry designer-maker nasce per caso a partire dal 2000, quando Clizia comincia ad indagare le potenzialità del linguaggio espressivo degli oggetti trasformandoli in ornamenti del tutto unici, quasi autobiografici, presto apprezzati dalla stampa e dai buyers di tutto il mondo. Le sue collezioni sono infatti frutto di una personalissima interpretazione di svariati objets trouvés semplicemente scovati nel cassetto o incontrati durante i suoi viaggi tra Europa, America, America Latina, Asia, e Africa; sono ricordi trasformati in gioielli da indossare per ricreare legami privilegiati con tempi e spazi altrimenti lontani, per instaurare un curioso gioco di suggestioni sensoriali che inducano a viaggiare nella memoria e nella fantasia, guidati da oggetti perduti, e poi ritrovati. Presto il sogno diventa realtà e dopo una tesi in antropologia culturale sui griot dell’Africa Occidentale, Clizia apre la sua showroom a Bologna dove è ora possibile conoscerla di persona e visionare le sue collezioni dal vivo.
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Come è nata in te la passione per il design? Si è sviluppata con il tempo, con la curiosità di scoprire quali altre forme sono nascoste in ogni semplice oggetto. La parte dell’essere designer che ti piace di più. La libertà di espressione, mia e delle creazioni. Da dove ti è venuta l’idea di creare braccialettipartendo da semplici francobolli? Aprendo un cassetto e trovando una cartolina di una mia amica giapponese. Quali credi che siano i punti di forza del tuo prodotto? L’unicità delle idee e dei materiali utilizzati. Cosa ti ispira? Ci sono luoghi o persone che aiutano e ispirano la tua crescita professionale? mi ispirano i viaggi reali e i sogni ad occhi aperti, le persone per strada, i dettagli della natura, lo stile di ogni piccola cosa. Quali siti/blog/forum consulti giornalmente e reputi fondamentali per un designer? Siti di arte moda e design, creatività a 360 gradi. Hai progetti-collaborazioni per l’immediato futuro? Ogni novità sarà di volta in volta segnalata nella pagina news del mio sito www.cliziaornato.com. Raccontaci qualcosa sulla scelta dei materiali e le lavorazioni? I materiali utilizzati sono frutto di un’incessante ricerca, mi occupo poi personalmente della realizzazione a mano di ogni singolo pezzo per garantire un contatto diretto tra il mio immaginario e il mondo esterno.
CONTATTI
Viale cesare pavese 151 Roma www.ochobags.com info@ochobags.com
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LPuoi parlarci della tua attività in termini pratici e di quali sono i tuoi clienti? La clientela più affezionata è fatta di persone che amano giocare con il loro stile puntando su accessori fortemente caratterizzati, in grado di esaltare la personalità di chi li indossa attraverso la magia dei dettagli. Un jewellery designer che ti piace e perchè. Tzuri Gueta, perchè le sue creature mi sembrano appena uscite dagli abissi del mare, quindi sono vive. Nuova stagione: dimmi un accessorio must-have Collane lunghissime da indossare su abiti altrettanto lunghi.
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a cura di Chiara Dal Ben
PUELLA
uella crea accessori esclusivi realizzati a mano e impreziositi da piccoli dettagli sartoriali che creano la sensazione del “pezzo unico”, borse e bijoux caratterizzati dall’amore per i materiali inediti, le stampe, il colore, gli oggetti pop o naif scovati qua e là, le vecchie fotografie: un gioioso e poetico “bric à brac” che dà vita ad uno stile fresco, delicato e meravigliosamente imperfetto. Barbara Barbantini è designer di Puella dal 1999 e conduce una ricerca artistica che interagisce con la sua esperienza nel mondo della moda per creare personali interpretazioni di una trasognata femminilità adolescenziale e dei lati oscuri che la caratterizzano. La designer ha inoltre inaugurato da due stagioni il progetto dedicato alla fotografia “SelfTimer Mode” commissionando il catalogo delle collezioni Puella a giovani artiste specializzate in autoritratti. Come nasce il nome del tuo marchio? Puella, fanciulla in latino, è un nome che evoca un’immagine antica fatta di grazia e femminilità ma soprattutto è un il nome con cui venivo chiamata affettuosamente in famiglia. Qual’è il target a cui ti rivolgi? Mi piace pensare che siano gli oggetti che disegno a “cercare” la loro proprietaria, e che questo momento sia come un incontro emozionante, molto lontano dall’idea di shopping bulimico e compulsivo. Vorrei che alle mie borse e ai miei accessori ci si affezionasse come ad un piccolo tesoro passata da madre a figlia o da amica ad amica. Detto questo la clientela di Puella è molto trasversale, dalla ragazzina eccentrica alla signora che vuole un dettaglio che si faccia notare e ricordare. Come nasce la tua passione per la moda e il design? Tutto è partito nel 1999 con alcune collane realizzate con tessuti anni ’60 ed esposte durante una mia mostra di polaroid che avevano come tema ragazze che sembravano uscite da un Bmovie; erano pericolose e attraenti Lolite che indossavano abitini colorati, denti da vampiro e cerchietti di pannolenci. Inventavo dei veri e propri set per ambientare i miei scatti, scegliendo con cura improbabili tappezzerie, arredi e accessori vintage. In generale, mi è sempre piaciuto creare abiti e bijoux, lo facevo per me, anche per personalizzare, rendere unico, ciò che acquistavo. Qual’è il mood della collezione di questo inverno? La collezione si chiama “Bohemian afternoon” ed ho immaginato una ragazza un po’bambina che si diverte a giocare con accessori dal gusto un po’retrò, usciti da un baule nascosto in soffitta. I bijoux mixano charm d’epoca, pizzi francesi , cristalli in vetro e “objects trouve”. Catene in metallo su cui fioriscono foglie, petali, medaglioni con vecchie fotografie recuperate nei mercatini “bric à brac” : un poetico e allusivo richiamo alla memoria, agli oggetti modificati dal tempo e fatti rivivere attraverso il riuso creativo. Qual’è la parte dell’essere designer che preferisci? Come designer penso che ciò che si indossa debba essere al tempo stesso bello, ricercato, inedito ma portabile, non amo la sperimentazione fine a sé stessa. Mi piace che gli oggetti che creo siano amati e portati quotidianamente. Metto molta cura nella ricerca del dettaglio…ciò che rende un oggetto unico e “non stravisto”.
Se non avessi fatto il designer cosa avresti fatTi piace comprare on-line? se si, dove? to? Preferisco gli acquisti diretti, ma mi capita di La fotografa acquistare anche online articoli altrimenti inSecondo te quali saranno le tendenze moda del trovabili. 2008? Riscontro una crescente attenzione per l’hand made, il remake, l’utilizzo di materiali riciclati. Come costruisci il tuo out-fit? Improvvisando, ma sempre puntando su punti di forza. Quale pezzo non manca mai nel tuo guardaroba? D’inverno le calze a righe Gallo: mi mettono il buonumore; in estate parei, occhiali da sole vintage, collane oversize.
CONTATTI
Clizia Ornato via Pompeo Vizzani 8 40138 Bologna tel. +39 3391753500 e-mail: info@cliziaornato.com web: www.cliziaornato.com
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Personalmente lavoro per restituire alla parola artigianato un significato alto (progettuali, creatività, sperimentazione del design legato ad una produzione non seriale); purtroppo oggi a questa parola si collega molto spesso ad un’”estetica da mercatino” (ripetizione di stereotipi, approssimazione, scarsa professionalità…) a cui non sento di appartenere. Io percepisco il mio lavoro (sia la parte più legata all’arte tout court che quella legata al design) in modo unitario…dal punto di vista progettuale non vedo differenza tra la creazione di una videoinstallazione o all’immaginare un nuovo bijoux o a stampa di una t-shirt. Quali credi che sia il punto di forza del tuo prodotto? Gli accessori Puella sono prodotti completamente in Italia nel nostro atelier o in laboratori artigianali selezionati e molto spesso sono pezzi unici o parte di serie limitate. Ci racconti qualcosa sulla scelta dei materiali e le lavorazioni? Prediligo l’uso della serigrafia su tessuto: stampiamo con questa tecnica tessuti (seta e cotone) per ottenere moduli e componenti per bijoux e accessori mi piace l’idea di accostare la grafica all’oggetto di design da indossare. Utilizzo inoltre resina e metallo per inglobare e conservare vecchi tessuti, carte da tappezzeria ed oggetti effimeri. Un tuo accessorio must-have! Per la prossima primavera-estate naturalmente la collana con il ciondolo in resina con la scritta “Reading is sexi”!
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a cura di Federica Ruggeri
MASSIMILIANO ZUMBO
un’ appellativo usato dagli altri per definirlo. Agonizzante?si , perchè estremamente fragile ed estremamente forte...nel suo disequilibrio un equilibrio. Da dove trai ispirazione per le tue illustrazioni? Come le realizzi? Traggo ispirazione prettamente dalla Natura e dalle emozioni che costantemente mi suscita, dal rapporto simbiotico e innato che abbiamo da sempre...da tutto ciò che è magico e fiabesco ma anche dalle realtà storiche come l’800. Da tutto ciò che è bello e mi suscita bellezza. Tecnicamente non mi pongo limiti. Amo sperimentare. Ma per quanto riguarda la moda uso i pantoni e i pastelli a matita. Tutto il resto è prettamente sperimentale, tempere, acrilici, colori al fluoro, sabbie e terre, collage, computer...tutto. Come è nata l’idea di creare un abito scultura e a cosa ti sei ispirato? L’abito scultura nasce come un progetto a fini puramente personali di soddisfare una mia idea. Volevo creare un connubio tra l’idea ispiratrice e due arti che amo molto. La Moda e la scultura. L’idea ispiratrice fa parte di un discorso metaforico interessante. L’art Nouveau interpretata come tentativo estetico di compiere il presagio della prima guerra mondiale. Da qui un’ abito iper-naturalista e prettamente decorativo con una gonna a spuntoni, che ricorda il mondo bellico ma addolcita da una fitta rete di fili di fame, fiori e perle ovvero la personificazione della bellezza salvatrice. Non è stato facile costruire tale idea. Un’ anno intero di lavoro tra la progettazione sia illustrativa che modellistica, più la ricerca dei materiali opportuni e i tentativi per giungere alla realizzazione.E’ tutta carta resinata resa durissima e scultorea con dei rilievi di carta pesta,
www.puella.it info@puella.it Dove possiamo trovare le tue creazioni? Showroom: Lo showroom The Kitchen of Fashion aTorino si The Kitchen of Fashion, Via Magenta 13, Torino occupa della distribuzione e nel centro storico Thekitchenoffashion@libero.it di Savona abbiamo uno spazio vendita mono335 6505558 marca. L’elenco completo dei negozi è disponibile su www.puella.it. Dal 2009, inoltre, sarà attivato un e-shop. Quali sono i tuoi progetti futuri? Attualmente sto portando avanti parallelamente al mio impegno con Puella il progetto “Self-Timer Mode” dedicato alla fotografia commissionando il catalogo delle collezioni a giovani artiste specializzate in autoritratti. Self-timer Mode è un progetto sullo sguardo che riassume la mia da sempre giocata in un campo dove arte visiva e moda si confondono. hi è Maximilien? Perchè ti definisci come un principe folle agonizzante? Maximilien è una creatura dissimile da tutte le altre. Un’anima che a livello meccanico usa ingranaggi e strutture differenti, un pensiero che si articola in maniera irrazionale e sorprendente, un corpo esile e dalle sembianze androgine quasi come un’ elfo. Ha una personalità raffinata da esteta, uno stile da dandy decadente e per l’appunto un’ atteggiamento molto simile a questa figura. Una persona, che come molti sostengono, ha sbagliato epoca o forse una creatura fatata incatenata nel mondo umano. Un principe...si un principe forse. Non per scelta propria. Un’etichetta che non riassume in maniera completa né l’essenza nè tutti gli atteggiamenti che gli sono propri, ma comunque
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incollati, resinati e dipinti. Ho scelto il colore rame perchè mi è molto caro e poi interpreta perfettamente sia il mondo bellico che l’arte decorativa dell’art Nouveau che il mondo bellico. Dipingi, scolpisci, confezioni abiti…un’artista poliedrico e talentuoso…come nascono queste passioni? Grazie prima di tutto per l’artista... Nascono principalmente da me stesso..cioè nessuno mi ha mai invogliato a fare quello che faccio..ho sempre vissuto la mia vita come un’opera d’Arte sentendo costantemente il bisogno intrinseco di esprimermi così...di esprimere me stesso e le mie idee. Non ponendomi limiti esatti tra le varie discipline ho creato un linguaggio che posso applicare in tutte, dando tutto me stesso. Tra le varie illustrazioni troviamo fate, streghe..un mondo fantastico e fiabesco…cosa rappresenta per te?Un sogno che può realizzarsi attraverso la creazione dei capi o un’illusione? Il confine tra sogno e illusione credo sia sottile. I sogni mi hanno permesso di fare tutto quello che ho fatto e continuo a fare. Non tutti si realizzano ma prendono strade che prima sembrano illusorie ma poi danno sempre qualcosa di concreto. Un messaggio che solo chi ha la pazienza di ascoltare riesce a cogliere. Streghe, fate, magie e leggende sono la mia passione fin da quando sono nato. Mi sento appartenente completamente al mondo della Fantasia, con tutte le sue meraviglie e i suoi misteri. Perciò amo dilettarmi con la rappresentazione illustrativa e la creazione dei capi..di queste creature che da sempre mi affascinano.
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stesso e di quel me stesso profondo che intingo in ogni mia opera. Progetti in cantiere per il futuro? Prima di tutto spero di finire con ottimi risultati gli studi che sto compiendo, poi sicuramente lavorare iniziando da qualche brand estera… mi piacerebbe molto lavorare da Alexander McQueen o Vivienne Westwood, poi trasferirmi sicuramente o Inghilterra o in Irlanda luoghi che amo.. Naturalmente continuando a sperimentare e a vivere delle continue e meravigliose esperienze artistiche.
Ho lavorato come costumista teatrale di una compagnia per almeno due anni, è una cosa fantastica differentemente dalla moda. Il teatro ti permette di creare l’impossibile, di dare libertà totale alla tua fantasia. Mi affascina tutta l’Arte. Anche se riconosco un’amore profondo per la Pittura e la Moda.
Che tipo di studi stai affrontando?Cosa vorresti fare da grande? Cosa sognavi da piccolo? Sto frequentando il corso triennale di fashion design alla Marangoni. Il mio sogno è quello di creare un mio brand che faccia una moda più concettuale ed elitaria non parlando economicamente ma di pensiero. Un vestire un’idea, un sogno che faccia star bene le persone quando Note musicali, abiti-violino..qual è il sottofon- l’indossano. Secondo me è questo il senso della do musicale che accompagna le tue creazioni? Moda e della moda che io vorrei fare io. Sensa dubbio le musiche classiche con attenzione ai repertori barocchi e al melodramma Che ruolo gioca la natura nelle tue opere? operistico..Amo la musica e la considero come E’la componente essenziale della mia esistenza una delle più grandi muse. perciò anche della mia vita artistica. Ha sempre un modo di comunicarmi, ispirarmi,condurre il Realizzi anche abiti di scena..quanto è impor- mio pennello o la matita che brandisco. E’ la tante l’arte per te e che tipo di arte ti affascina? Natura la mia fonte inesauribile di tutto me
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ROCK
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