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Migliaia in piazza per linformazione libera

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									CORRIERE DELLA SERA, 4 OTTOBRE 2009

Migliaia in piazza per l’informazione libera
La Fnsi: siamo trecentomila. Sostegno da Pd, Idv, Cgil e sinistra. Scontro su Minzolini (Tg1)
di Alessandro Trocino

Una «mini Woodstock dell'informazione», la definiscono dal palco. La manifestazione riempie piazza del Popolo
di umori diversi. Ci sono i militanti dell'Idv, con Antonio Di Pietro che rilascia decine di interviste, c'è il Pd nella
sua frammentazione congressuale, ci sono gli esponenti della sinistra, la Cgil, le associazioni. A rappresentarli
tutti, un intimidito Roberto Saviano, accolto da un'ovazione: «Qui non vengono chiusi i giornali con la polizia
politica né i giornalisti vengono arrestati, mala libertà per cui stiamo combattendo è la serenità di poter
raccontare, è la possibilità di lavorare senza doversi aspettare ritorsioni». Andrea Vianello, conduttore della
giornata, parla prima di i5o mila, poi di 300 mila presenti. La Questura ridimensiona a 6o mila. Comunque sia, è
una folla quella che invade piazza del Popolo. Accolta da una frase di Antonio Gramsci: «Odio gli indifferenti».
Qualcuno ha un cerotto simbolico sulle labbra, molti portano cartelli di protesta: «Siamo tutti farabutti»; «Adesso
denuncia anche me». Citazioni dal film Videocracy, attacchi a Silvio Berlusconi, il più bersagliato.
Sul palco sono banditi i politici. Sale il segretario della Federazione della Stampa Franco Siddi, segue il
costituzionalista Valerio Onida: «Il cittadino non informato o informato male è meno libero». Poi è la volta di
Saviano, lo scrittore di Gomorra: «Verità e potere non coincidono mai». Parla di criminalità, ricorda che « le
mafie ci hanno tolto un termine fondamentale, l'onore: trovandoci qui, abbiamo dimostrato che il Paese tiene al
suo onore». Ecco Michele Santoro e Marco Travaglio, tagliano la folla applauditissimi. C'è il Gabibbo, anche la
redazione di Striscia la notizia aderisce. Piovono fischi sulla Cisl e sulla Uil e su Vittorio Feltri. Qualche dissenso
anche per i leader del Pd. C'è persino un cartello che recita: «D'Alema: chiedici scusa e vattene». Molte le
bandiere di partito. «Non le abbiamo chiamate noi» spiega Roberto Natale, presidente Fnsi.
Sale sul palco Neri Marcorè: «Siamo in regime di libertà vigilata». Ettore Scola, intervistato da Youdem: «C'è
una gran voglia di regime. E l'opposizione è debole». Concorda la giovane jasmine Trinca, che legge le parole
della giornalista russa assassinata Anna Politkovskaja. Nel retro del palco ci sono tutti i politici del Pd:
Franceschini, Bersani, Marino, Veltroni. Ma anche la sinistra radicale con Bertinotti, Vendola e Ferrero. Spunta il
veterano Gianni Minà: «lo sono stato epurato nel 'g8. Nessuno mi ha difeso, neanche la sinistra». E nella folla,
solo, attentissimo, ecco Nanni Moretti: «Sinistra e centrosinistra in questi 15 anni hanno sbagliato tutto. Non
sono stati in grado di fronteggiare Berlusconi per incapacità, sciatteria e narcisismo. Di fronte a una straordinaria
anomalia serviva una straordinaria sinistra. E invece. Punto. Addio». Se ne va quasi correndo, a braccia alzate.
Aderisce anche il comitato di redazione di Avvenire. Mentre da Parigi il presidente della Cei, Angelo Bagnasco,
introduce un altro elemento di dibattito: «In alcuni media si sta facendo strada l'anticlericalismo».
Si fa sentire anche Augusto Minzolini, il direttore del Tg1. Va in video e attacca: «È stata una manifestazione
incomprensibile. Convocata contro la decisione del premier di presentare due querele. Negli ultimi 10 anni sono
430 le querele, per il 68% da sinistra. E possibile che la libertà di stampa venga messa in pericolo solo da due
querele di Berlusconi?». Si riaccende lo scontro. Pancho Pardi si dice «sbigottito». Rosy Bindi: « Minzolini ha
perso un'occasione per riscattarsi». Paolo Gentiloni: «Svolta senza precedenti del Tg1, che abbandona il profilo
istituzionale». Replica Maurizio Gasparri: «Per Minzolini non vale la libertà d'informazione?». E Daniele
Capezzone: «Basta intimidazioni a Minzolini».

CORRIERE DELLA SERA, 4 OTTOBRE 2009
Il segretario del sindacato della stampa: passo per l’indipendenza
Siddi: giusto avere fonti più trasparenti. Basta giornalisti
«buca delle lettere»
di Dino Martirano

«Chiediamo al Parlamento di stralciare dal ddl Alfano sulle intercettazioni i punti che allargano a dismisura i confini del
segreto: così si rende impraticabile il lavoro dei cronisti, caricando poi sugli editori il peso di sanzioni economiche
insostenibili. Noi giornalisti dobbiamo occuparci del merito, dei meccanismi che regolano la nostra professione, il nostro
compito non è quello di tentare di mandare a casa i governi. Sono i partiti che hanno questa funzione». Franco Siddi,

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segretario della Federazione nazionale della stampa, rivendica per il sindacato dei giornalisti un ruolo attivo che affronti con
forca anche il tema dell'accesso diretto e trasparente alle fonti da parte dei cronisti, come scritto ieri dal Corriere.
È o non è questo un «passaggio obbligato» per mantenere alta l'asticella della libertà di stampa? «Ho letto ciò che ha
scritto Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera e devo dire di condividere in pieno l'obiettivo di rendere l'accesso alle fonti
sempre più diretto, sempre più trasparente. In questo modo si tutela davvero l'indipendenza».
C'è il rischio che il «mercato nero delle notizie» possa favorire operazioni opache, pm malati di protagonismo e
giornalisti con pochi scrupoli? «Ecco, dobbiamo avere paura delle polpette avvelenate e dei dossier... Quindi meglio la
trasparenza con le fonti, la certezza su regole e tempi per la pubblicazione degli atti giudiziari, anche perché i segreti non
possono mica aspettare i tempi biblici imposti in Italia».
L'accesso diretto alle fonti per i giornalisti sarebbe una garanzia anche per i lettori? «Certo, non vogliamo giornalisti
che abbiano la funzione di buca delle lettere. È nostro dovere pubblicare le notizie, certificando che siano scrupolosamente
controllate e quindi attendibili».
La battaglia contro il ddl Alfano non rischia però di politicizzare troppo l'azione della Fnsi? «Non direi. Sull'accesso
alle fonti non abbiamo fatto sconti neanche al governo Prodi: contro il ddl Mastella organizzammo uno sciopero con un
corteo fin sotto il Senato. E ora siamo molto grati al capo dello Stato che a luglio ha chiesto alle forze politiche di
approfondire con molta attenzione i temi trattati dal ddl Alfano».
Un'arma per fermare giornalisti ed editori indipendenti è la richiesta di danni in sede civile. «Le citazioni milionarie
sono intimidazioni, fuoco preventivo contro la libertà di stampa. Per carità, io credo che chi si senta danneggiato abbia
sempre diritto a chiedere il giusto ristoro ma spesso vediamo che a scendere in campo con gli avvocati sono i politici e i
gruppi industriali.
Ci sono 140 azioni civili di un certo peso economico di cui 100 intentate dai politici. Confermo quindi la proposta di creare
un fondo nazionale di garanzia cui dovrebbe contribuire, con una cauzione, chi intende citare per danni un giornalista».


CORRIERE DELLA SERA, 4 OTTOBRE 2009
L’avvocato esperta di media: accesso sacrosanto, riforma lontana
Malavenda: meglio esigere una copia dell’atto ufficiale. La
legge lo prevede
di Caterina Malavenda

Ieri Luigi Ferrarella, concludendo il suo articolo, rivendicava il sacrosanto diritto del giornalista di accedere agli atti
processuali nell'interesse dei cittadini, per dare loro informazioni corrette e soprattutto complete.
Certo sarebbe auspicabile una riforma che riconoscesse espressamente quel diritto; ma, al momento, una tale riforma non
sembra rientrare nel programma di governo che, al contrario, prevede ulteriori limiti alla pubblicazione di quegli atti e
l'inasprimento delle sanzioni per chi ignora il divieto. È, dunque, meglio tentare di raggiungere il medesimo risultato,
utilizzando gli strumenti che già ci sono.
L'art. 116 c.p.p. stabilisce che chiunque vi abbia interesse possa ottenere il rilascio, a proprie spese, di copia di singoli atti
del procedimento penale, dal Pm o dal giudice che procede, sulla falsariga del diritto di accesso agli atti amministrativi.
Come la Corte costituzionale ha più volte sottolineato, peraltro, il giornalista è «portatore sano» non di un semplice
«interesse», ma del diritto di informare l'opinione pubblica che, a sua volta, ha il diritto ad essere informata. Obiettivo che
può essere compiutamente raggiunto, solo accedendo legittimamente a tutte le fonti esistenti, che non siano riservate. Gli atti
del procedimento penale, in particolare, non sono più segreti, quando l'indagato può prenderne visione.
Ciò nonostante - e qui sta il paradosso - non possono essere pubblicati testualmente, ma solo per riassunto. Non è, quindi,
eversivo - o forse sì - tentare di ottenerne copia, servendosi della legge. Sempre meglio che affidarsi alla compiacenza di chi,
mai disinteressatamente, passa sottobanco copie parziali di atti giudiziari non più segreti.
È certo più faticoso depositare, presso la cancelleria del magistrato competente, che ha già messo a disposizione
dell'indagato gli atti, la richiesta di poterne estrarre copia. Quella richiesta scritta, infatti, non potrà essere ignorata.
Alcuni certo riceveranno un rifiuto, che dovrà essere motivato e che potrà anche essere impugnato; ma altri otterranno le
sospirate copie, con un provvedimento che sarà un precedente, da utilizzare la volta successiva, finché potrà forse parlarsi di
diritto «acquisito». L'obiezione più scontata pare già di sentirla: non si può consegnare ufficialmente un atto, con il rischio
che sia pubblicato integralmente, violando la legge. Eppure nessuno si sognerebbe di vietare la vendita di una pistola a chi ha
il porto d'armi, solo perché potrebbe ammazzare qualcuno. Allo stesso modo, il giornalista deve poter disporre degli atti e se
ne abusa sarà punito. È molto peggio chiudere un occhio e lasciare che il giornalista commetta un reato, con la connivenza
della solita fonte «ignota». E poi, se il giornalista ha davvero il diritto di parlare di alcuni atti, come può farlo, se non
avendone una copia da riassumere?
Coraggio, dunque, da domani carta e penna e la risposta non si farà attendere: è la legge, bellezza e non la puoi fermare!



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BERGAMONEWS, 4 OTTOBRE 2009
Intervento duro di Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria nazionale del Partito democratico,
intervenuto a Dalmine per incontrare i lavoratori della Tenaris
Il presidio. Bersani a Dalmine: criminale chi sostiene che
la crisi è finita
Chi sostiene che la crisi è finita è un criminale". Intervento duro di Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria nazionale del
Partito democratico, intervenuto a Dalmine per incontrare i lavoratori della Tenaris. L'azienda nei giorni scorsi ha annunciato
il piano industrIale che prevede 836 licenziamenti. in piazza caduti 6 luglio operai e sindacati hanno ricostruito all'esponente
del Pd la situazione di crisi che vive la storica azienda bergamasca. secondo Bersani la crisi non è finita, anzi, il peggio deve
ancora arrivare. «Sul piano occupazionale l'onda sarà gravissima e il caso della Dalmine lo dimostra - spiega - è un problema
molto grave, perché non si parla mai di questi temi. Il governo è assente. La situazione della Dalmine è grave, si rischia di
disperdere il patrimonio di conoscenze ed eccellenze. È la punta avanzata del sistema industriale italiano, non possiamo
consentire che venga messa in ginocchio così». Bersani risponde a chi dice che la politica è assente: «Purtroppo, in questo
Paese non si riesce a mettere sotto i riflettori dell'opinione pubblica la questione industriale. In Parlamento non se ne parla,
tutti presi a discutere d'altro». Ma la situazione è preoccupante, e quanto si annuncia oggi da parte del gruppo Tenaris non è
che la punta avanzata di un'onda destinata a travolgere migliaia di posti di lavoro. L'ex ministro parla in una piazza di
Dalmine, cittadina che dal giugno è finita sotto un'amministrazione leghista. E allora torna il tema degli operai che da una
parte prendono la tessera del sindacato, e dall'altro votano per la Lega e per il centrodestra. Una contraddizione che Bersani
non lascia cadere, puntando il dito soprattutto verso il Carroccio: «La Lega in questi anni ha individuato un tema reale,
quello del rapporto con il territorio e le sue radici. Ma sui problemi del lavoro è completamente assente. Non c'è da stupirsi:
o stai con il miliardario o stai con il popolo... E' arrivata l'ora di cantargliele, di richiamare la Lega ai suoi doveri, a rendere
conto alla sua gente per quel che non ha saputo fare". E a chi richiama l'assenza anche dello stesso Partito democratico,
impelegato a sua volta in battaglie a base di gossip più che di politica industriali, Bersani replica: «È vero, noi dobbiamo
essere più presenti. Dobbiamo essere un partito popolare nel senso di avere la capacità di stare vicino alla gente ed ai suoi
problemi. Questa è la vera sfida».

BERGAMONEWS, 4 OTTOBRE 2009
I lavoratori e i sindacalisti hanno presentato a Bersani il quadro della situazione e la pressante richiesta
alla politica di affrontare i problemi del lavoro
«La solidarietà non basta»
Il dito nella piaga lo mette Angelo Nozza della Uilm: «La politica non si limiti alla solidarietà. La politica deve prevenire i
problemi, deve saper cogliere in anticipo le difficoltà e muoversi di conseguenza». E poi ancora: «Piuttosto che parlare della
vita sessuale di un anziano sarebbe meglio dedicarsi ai problemi della gente». Parole che piombano dritte sul tavolo di
plastica dietro cui è seduto, in una calda mattinata dalminese, l'aspirante segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani.
E' venuto per ascoltare gli operai, i sindacalisti, la gente che al piano di ristrutturazione proposto da Tenaris Dalmine rischia
di pagare un prezzo molto salato. Ci sono duecento persone, le bandiere del Pd e dei sindacati.
I cittadini di Dalmine sono altrove. O a messa o a godersi la tranquillità domenicale. Non c'è nemmeno il sindaco Claudia
Terzi. Forse da leghista ha ritenuto non fosse opportuno, nonostante la gravità del problema, mischiarsi con altri. Ci sono
molti rappresentanti del Pd, sia lombardo (dal segretario regionale Maurizio Martina a Filippo Penati) che locale (il
segretario provinciale Mirosa Servidati e il deputato Antonio Misiani). Ma sono tutti, o quasi, espressione della corrente
bersaniana, come se il problema Dalmine fosse faccenda di una parte (il deputato Giovanni Sanga e il senatore Mauro
Ceruti brillavano per la loro assenza). Ci sono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil (Luigi Bresciani, Ferdinando Piccinini e
Marco Cicerone). A tutti si rivolge uno degli operai a rischio di esubero, Salvatore Lamonaca: "La politica deve darci una
mano ad affrontare questa situazione drammatica". Un collega sottolinea: "Il gruppo Tenaris si è arricchito in Argentina. Ora
vuole fare lo stesso alle spalle dello Stato, cioè di tutti noi. Con questo piano mira ad ottenere sovvenzioni per far soldi,
mentre gli operai faranno la fame". Poi tocca ai sindacalisti di categoria.
Mirco Rota (Fiom-Cgil) va dritto al cuore della questione: "L'azienda ha presentato un piano che andrà a stravolgere
completamente l'assetto industriale del gruppo. Dall'altro lato, lancia un messaggio chiaro a tutte le
imprese, perchè suggerisce di partire con le riorganizzazioni eliminando i lavoratori". Ferdinando Uliano (Fim-Cisl)
accusa Tenaris di voler stabilire a priori quali saranno i livelli produttivi e gli organici del futuro. Livelli molto bassi, "tanto
se le previsioni saranno sbagliate si ricorrerà a lavoratori interinali". Franco Ballerini, della Fiom di Valle Camonica
richiama l'attenzione su Costa Volpino: "Il dimezzamento degli organici di oggi prefigura la chiusura di domani. Quel sito,
per la sua posizione, fa gola...". Conclude Nozza con il suo richiamo alla politica, prima dell'intervento di Pierluigi Bersani.


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L’ECO DI BERGAMO, 4 OTTOBRE 2009

«Provincia con i lavoratori, ma il futuro è da ripensare»
Pirovano: per la Dalmine mi sto attivando per ridurre l’impatto. «Bergamo pensi a una
riconversione complessiva di qualità»
di Maurizio Ferrari

Qualcuno lo ha accusa di non aver presenziato venerdì all sciopero della Dalmine, volando a Roma per votare lo
scudo fiscale. Il presidente della Provincia (e parlamentare leghista) Ettore Pirovano non ci sta, e ricorda invece
di «essere rimasto a Bergamo: mi spiace non aver potuto essere davanti ai cancelli della Tenaris ma non posseggo
ancora il dono dell'ubiquità. Ho invece trascorso la giornata con i funzionari del ministero della Giustizia per
firmare finalmente l'atteso Accordo di programma, insieme al sindaco Tentorio, che consentirà di aprire la Scuola
di magistratura a Bergamo. Un modello per l'Italia che porterà tra l'altro un indotto di 15 mila posti letto per il
nostro territorio visto il centinaio di corsi da 150 persone l'uno previsto dai programma annuali. Detto questo, per
la Dalmine io, con l'onorevole Stucchi, mi sto muovendo, soprattutto a livello romano».
Presidente, c'è chi l'accusa di aver tenuto in questi giorni, come presidente della Provincia, un profilo
troppo basso su una vicenda che mette a rischio oltre un migliaio di posti di lavoro. «È vero il contrario:
stiamo lavorando, questa è una tragedia vera per il nostro territorio e i proclami, in questo periodo, servono a
poco. Occorre, insieme alle alle parti sociali, operare per attutire il più possibile l'impatto sociale».
Che margini d'intervento ci sono, secondo lei? «Intanto bisogna capire quanti degli 800 esuberi bergamaschi
potranno essere riconvertiti in prepensionamenti. Per gli altri si potrebbe aprire un percorso di cassa. Siamo solo
agli inizi, credo che alla fine i numeri potrebbero ridimensionarsi, specie a Dalmine. Per Costa Volpino, più
legato all'automotiva, bisognerà capire quando arriverà la ripresa per questo settore».
Si aspettava un verdetto così drastico? «Cosi no, e mi auguro, ripeto, che i numeri si riducano. E importante
che comunque l'azienda abbia ribadito la volontà, con futuri investimenti, di non abbandonare il territorio.
Certo, dopo anni di bilanci floridi, l'impressione è che ora, nel momento di difficoltà si vogliano nazionalizzare le
perdite».
Cosa si sente di dire ai lavoratori? « La Provincia si sta muovendo, a livello locale e nazionale, per cercare di
ottenere il massimo per quelle famiglie che perderanno il lavoro».
Già rassegnati a perdere quei posti? «Niente affatto, ribadisco ancora: con gli altri enti faremo il possibile per
limitare gli esuberi. Vogliamo anche essere a fianco dei sindacati per trovare una soluzione, che però non illuda i
lavoratori».
In che senso? «Che alla fine di questa crisi terribile, nulla resterà più come prima. E non mi riferisco solo alla
Dalmine: se qualche sindacato pensa il contrario, rischia di creare illusioni. Bisognerà ripensare all'intero mondo
produttivo bergamasco».
Anche lei pensa al ridimensionamento del manifatturiero? «Credo debba mutare pelle, mica scomparire.
Dobbiamo cambiare strategia: meno produzioni di massa, ma una specializzazione sempre maggiore, come nella
moda, dove il made in Italy di qualità non ha rivali. Puntare su settori tecnologici con prodotti che a parità di
pezzo garantiscano miglior qualità rispetto a quelli dei Paesi emergenti».
La Provincia cosa può fare per favorire questo processo? «Incoraggiarlo attraverso politiche mirate, compresi
i corsi di formazione per riconvertire le vecchie professionalità ».


L’ECO DI BERGAMO, 4 OTTOBRE 2009
Dalmine
Ripreso il lavoro in fabbrica. Stamattina arriva Bersani
Dopo lo sciopero-di 8 ore contro gli oltre mille licenziamenti annunciati, ieri negli stabilimenti della
TenarisDalmine si è ripreso a lavorare ma l'attenzione dei lavoratori è tutta rivolta agli appuntamenti della
prossima settimana quando la vertenza approderà sui tavoli della Regione Lombardia. Intanto stamattina, alle
10,30, davanti ai cancelli dello storico stabilimento di piazza dei caduti, arriverà il candidato alla segreteria del
Pd Pierluigi Bersani per incontrare i lavoratori. Attesa per la stessa ora anche Susanna Camusso, segretario
nazionale confederale Cgil.

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Martedì, come detto, il caso Tenaris approderà sui banchi del Consiglio regionale della Lombardia, dove la vi-
cenda verrà affrontata dalla Commissione Attività produttive che ha in programma un incontro tra sindacati,
proprietà e Confindustria Bergamo. Dopo lo sciopero di venerdì a Dalmine, a breve sarà il turno dello stabi-
limento di Costa Volpino: le assemblee sono in programma mercoledì 7 ottobre, lo sciopero martedì 13.


L’ECO DI BERGAMO, 4 OTTOBRE 2009
Ricette anticrisi al convegno «Imprenditoria e lavoro» organizzato dalla Lega Nord
Flessibilità e telelavoro, risposte al femminile
di Andrea Iannotta

«Nel 2008 sono stati oltre 110 mila i posti di lavoro persi in Italia. E solo nei primi sei mesi di quest'anno altri
268 mila. La crisi si è aggravata e ora occorre vedere quali possono essere i rimedi e le prospettive». I dati di
fonte Unioncamere sono stati snocciolati da Carolina Lussana - deputato e responsabile del Gruppo politico
femminile della Lega Nord Padania - durante il convegno di ieri sul tema «Imprenditoria e lavoro» , svoltosi al
Cristallo Pace e organizzato dal Carroccio in collaborazione con la Piu (Professionisti e imprenditori uniti).
Nonostante l'Italia «occupi una posizione da Cenerentola in ambito comunitario per l'occupazione femminile - ha
proseguito Lussana -dei 378 mila posti di lavoro persi, solo 68 mila riguardano le donne. E questo perché, oltre a
svolgere attività soprattutto nel campo dei servizi (e meno nel manifatturiero, più colpito dalla crisi); le donne
sanno reagire meglio alle difficoltà e si adattano maggiormente al lavoro flessibile».
Dove le donne non sfondano è nelle posizioni apicali: manager e dirigenti in rosa rappresentano una quota
minima. «Anche per queste posizioni - ha sostenuto Lussana - ci vorrebbe maggiore flessibilità, con l'aumento
del part time e del telelavoro».
Proprio il lavoro a distanza sembra rappresentare la nuova frontiera dell'occupazione. «La possibilità di svolgere
alcune mansioni a domicilio - ha spiegato Francisca Albemonte, consulente del lavoro - potrebbe agevolare sia i
lavoratori (le donne, in particolare, che potrebbero meglio conciliare gli impegni familiari), sia le imprese, che
vedrebbero scendere i costi legati all'utilizzo degli spazi e degli oneri».
La nostra legislazione conferisce però carattere di lavoro subordinato a tutti gli effetti per il telelavoro, per cui gli
oneri di contribuzione e assistenza non possono essere abbattuti. È una delle ragioni per cui «nel nostro Paese –
ha detto Pietro Magno, docente all'Università Mediterranea di Bari - la quota di lavoratori a domicilio raggiunge,
secondo dati Inps (che utilizza il lavoro a distanza per i propri ispettori, tra l'altro) solo il 3,59% della forza
lavoro, contro il 6,60% della media comunitaria, con punte del 16,67% per la Finlandia. Notevole impulso al suo
impiego potrebbe venire dal cambiamento della natura da lavoro subordinato a lavoro coordinato e continuativo,
con alleggerimento degli oneri per le imprese». Al convegno, cui hanno partecipato tra gli altri anche il
presidente della Piu, Filippo Capozio, il consigliere regionale Giosuè Frosio, e i senatori Massimo Garavaglia e
Rosi Mauro, è intervenuto anche l'amministratore delegato della Framar spa di Costa di Mazzate, Filippo
Giovanni Maffeis, che ha approfondito l'importanza dell'etica nell'attività imprenditoriale e dei rapporti umani.


L’ECO DI BERGAMO, 4 OTTOBRE 2009

Lusso e innovazione. La nautica orobica vuole levare
l’ancora
Apre il salone di Genova: 2009 terribile, ma c’è fiducia. I bergamaschi preparano il rilancio
con nuovi modelli
di Luca Cuni

La sfida è partita all'insegna delle novità di mercato e delle innovazioni tecnologiche. Tutto il mondo delle barche
internazionali da diporto che contano è da ieri a Genova, giornata di apertura dell'edizione numero 49 del Salone
Nautico Internazionale. L'evento, che da subito ha subìto l'assalto dei visitatori, rimarrà aperto sino all'11 ottobre.
Il via è stato dato alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli in un sabato
«estivo», sgombro di nuvole e brezza. «Abbiamo preso provvedimenti legislativi per aiutare questo comparto - ha
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detto Matteoli - che è importante non solo per il numero di persone che impiega, ma anche per la qualità del pro
dotto e la visibilità che dà al made in Italy nel mondo. Inoltre stiamo favorendo in tutti i modi - ha aggiunto il
ministro - la nascita di porti turistici. Anche questa era una carenza molto forte nel nostro paese. Si cominciano a
fare bandi per costruirli». In effetti il settore ha conosciuto un 2009 burrascoso, freddo sugli ordinativi e senza
precedenti nella sua lunga ed importante storia. Da qui una prima certezza, forse l'unica al momento: il Salone di
Genova è una grande occasione e si appresta a giocare, quest'anno più che mai, un ruolo chiave nella ripresa del
comparto dopo mesi di crisi.
E fra i 1.450 espositori non poteva mancare un'importante presenza bergamasca. Sono infatti 19 le realtà della
nostra provincia ormeggiate nei padiglioni e in marina.
Aziende ansiose di aggancia: lunga della ripresa che, secondo gli addetti ai lavori, ha già iniziato seppur
lentamente il suo corso. Partecipazione, quella bergamasca, suddivisa in due settori: i costruttori di yacht e le
aziende impegnate nella fornitura di accessori e componentistica.
Vista l'importanza mondiale della vetrina genovese non mancano le novità di prodotti, a conferma della volontà
di investire nonostante il rallentamento della domanda. Sono 9 le aziende produttrici di scafi; a partire da Riva di
Sarnico (Gruppo Ferretti, a Genova con 46 barche), Riva espone 8 imbarcazioni, 5 a terra e 3 in acqua, tra cui la
novità 2009, 1'«86' Domino», un open di 26 metri di lunghezza e velocità di crociera di 34 nodi prodotto nel sito
di La Spezia. In acqua anche l'ammiraglia «92 Duchessa». Apprezzabile ampliamento di gamma per Sessa
Marine. L'azienda di Cividate al Piano di proprietà della famiglia Radice 15 scafi e vara in fiera quattro nuovi
modelli, tra cui l'elegante-sportiva ammiraglia « C68», vincitrice del «Yacht Award 2009» quale miglior
design-yacht sotto i 24 metri di lunghezza al Salone Nautico di Cannes. «Oltre all'ammiraglia - chiarisce
Massimo Radice, vice presidente Sessa -, esponiamo altre tre novità: la prima fly, " Fly 54", l'open "Key Largo
KL27" e il "C38" per la gamma Cruiser».
Approda al salone anche la nuova ammiraglia da crociera sportiva di Rio Yachts di Villongo, il «Rio 46 Art»,
vero e proprio open elegante, alla linea bassa e slanciata affiancata nella expo da altri tre modelli: «Rio 36 Art»,
«Rio 36 Air» e il «Rio 40 Blu», a copertura di tutte le gamme di produzione.
Spazio anche alle vele con Sleeker Boats di Ranica, che esibisce alla rassegna l'ultimo «Sleeker 45» , vela da
sogno. «L'imbarcazione, dalle linee esterne uniche - sottolinea Franco Torda, di Sleeker -, è stata completamente
rinnovata negli interni, ma ha mantenuto le caratteristiche delle precedenti: scafo in lega di alluminio, albero,
boma e bompresso in carbonio».
La navigazione a motore orobica al salone prosegue Antema Yachting, società commerciale con sede a Bergamo
e importatrice della griffe olandese Antema, che produce barche tra i 17 e i 24 metri. «Siamo a Genova -
chiarisce la titolare Emilia Redaelli - con il lussuoso dislocante Antema “Pacific 200”, un 20 metri Italian-style in
acciaio, materiale di alta affidabilità e robustezza». Nuovo progetto per Rose Island di Chignolo d’Isola. «Oltre
alla nuova “Lobster 49” in esposizione - spiega il presidente Fabio Rosa -, presentiamo l'ammiraglia “Lobster
65”, ultimata quest'anno e già premiata al recente Expo di Spalato». Un superyacht in passerella per Gamma
Yachts International, di Urgnano, approdata all’appuntamento espositivo con il modello «Gamma 24», un 25
metri a tre ponti con 220 metri quadri di superficie interna: tra le sue particolarità, c'è la capacità di disporre di
oltre 6 mila miglia di autonomia, ari a quasi due volte l'oceano Atlantico a una andatura di 6 nodi.
Sei scafi per Uniesse Marine, di Chiuduno: la società della Valcalepio espone gli Open «42», «48» e «57», il
«54» Sport e l'ammiraglia «75 Ht», 24 metri di lunghezza.
La presenza orobica è completata da Cantieri di Sarnico, azienda con stabilimento a Capriolo (Brescia) e legata
sin dalla sua fondazione a Sarnico e al Basso Sebino.


L’ECO DI BERGAMO, 4 OTTOBRE 2009
Lo ha ideato la Besenzoni di Sarnico: potrebbe essere una novità rivoluzionaria nel panorama nautico
Accessori vip. Spunta il “balconcino” sul mare
di Luca Cuni

È armonioso, è a tenuta stagna e si chiama «Balcony». È «made in Bergamo» una delle novità mondiale più
«sfiziose» per le imbarcazioni da diporto e con ogni probabilità entrerà nella storia della nautica. E stato
presentato in anteprima ieri durante l'apertura del Salone Nautico di Genova ed è un tuffo nel lusso
dell'accessoristica firmato Besenzoni, l'azienda del lago d'Iseo con stabilimenti a Sarnico e Paratico, presieduta
dal fondatore Giovanni Besenzoni. « È il risultato di un lungo lavoro di ricerca e tecnologie -, ha chiarito Ezio
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Gaspari, responsabile marketing dell'azienda -: si tratta di un balcone-finestra di circa 2,5 metri di altezza per 2
metri di larghezza, installato a prua, che permette con yacht a partire di 35 metri, di godersi la vista mare
attraverso movimenti di rotazione e traslazione. Un salottino in sicurezza, completamente integrato agli interni
dello scafo, che permette all'armatore di affacciarsi sull'acqua direttamente dalla sua cabina. Il primo esemplare è
stato montato su uno maxiyacht Sunseeker di 39 metri di lunghezza». Besenzoni è stata peraltro premiata come
«Miglior fornitore 2009» di Sunseeker International, l'importante cantiere inglese, per innovazione tecnologica,
consegne, qualità e servizio post vendita.
Oltre a Besenzoni, sono 9 le aziende orobiche degli accessori giunte al salone. Parola d'ordine: lanciare prodotti
innovativi e di qualità per occupare nuovi segmenti di business e competere sul mercato. Come Foresti & Suardi
di Predore, società del Consorzio Lombardo per la Nautica, la quale ha progettato una sofisticata lampada con 15
led asportabile, realizzata in ottone trattato e base a tenuta stagna per interno o esterno e disponibile con
paralume. Accessorio funzionale che risulterà apprezzato dalla cantieristica. Fa parte del medesimo consorzio,
cui hanno aderito 8 aziende lombarde, anche Italian Propellers di Grumello del Monte, specializzata nella
produzione di eliche per maxiyacht. «A Genova - chiarisce Luca Belotti, uno dei titolari -, presentiamo una
innovativa elica a 6 pale,. Va considerato che solitamente le eliche dispongono di 4-5 pale, quindi si tratta di una
novità, progettata per garantire maggiore silenziosità a scafi oltre i 24 metri». Sul fronte degli scenari
commerciali continua Belotti è fiducioso: «La congiuntura non è certo favorevole, ma non manca l'ottimismo per
il mercato che inizia a dare segnali di ripresa».
Non manca il settore dell'arredamento nautico per cantieri e armatori, con Italvipla, realtà di Grumello del Monte,
che ormeggia a Genova con nuovi prodotti, trai quali «Opera Silk» ,finta pelle morbida al tatto, per il
rivestimento di cuscini esterni. L'azienda della Valcalepio è anche rivenditrice in esclusiva per la nautica in Italia
di «Lorica», pelle naturale hi-tech innovativa.
In passerella anche Tecnoinox di Seriate, specializzata nella produzione di porte laterali per barche, a Genova con
una soluzione di por te incernierate e scorrevoli all'interno intelaio inox per scafi oltre i 30 metri di lunghezza. A1
richiesto settore dei parabordi e in particolare dei copri parabordi ricamatisi rivolge Onlyfor di Pontirolo Nuovo,
realtà che peraltro presenta a Genova un sistema di video-sorveglianza barche di cui è distributrice. Due le realtà
orobiche impegnate nel settore delle vernici: Aemme Colori di Ranica, il cui business nella nautica occupa circa
il 45% del volume d'affari e che si rivolge con i suoi prodotti a cantieri, rivenditori e distributori all'estero e Stop-
pani di Sarnico, rientrante nel Gruppo lombardo Lechler, 500 dipendenti e con sede principale a Como. Presenza
orobica che si completa con Atep Italia, di Sarnico, produzione di accessori sotto il marchio Marinerie.com e
Volvo di Zingonia, non presente direttamente ma attraverso la milanese AB Volvo Penta.
A queste aziende si aggiunge l'ultima nata, la Elyt di Osio Sotto, presente indirettamente, attraverso i suoi
accessori, nel Salone. La società si è distinta in questi mesi, nella produzione raffinata di accessori, dai
copriparabordi alle cuscinerie, dalle lampade agli occhiali, dalle scarpe alle cinture - personalizzabili con logo -,
«che rendono ogni barca unica e personale», spiega di Elyt il presidente Aldo Mangili.
Una presenza di tutto rispetto, quella bergamasca a Genova a dimostrazione di una capacità imprenditoriale e una
volontà di competere che possono far ben sperare in vista di una attesa ripresa dell'economia, fronteggiando
peraltro la congiuntura negativa che ha accompagnato soprattutto i primi otto mesi dell'anno. Non va dimenticato
che le dimensioni del polmone industriale nautico e dell'indotto in Italia restano importanti, con 6,2 miliardi di
fatturato, per un contributo al Prodotto Interno Lordo di 5,5 miliardi di euro.




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BRESCIAOGGI, 4 OTTOBRE 2009
Iseo. Il progetto del parcheggio interrato sotto il campo sportivo dell’oratorio torna a far discutere
Doppia offensiva contro l’autosilo
Legambiente lancia l’ultimatum all’Amministrazione civica. «O si rivede l’iter oppure ci
rivolgiamo a Tar e Corte Europea»
di Giuseppe Zani

Legambiente potrebbe trascinare davanti al Tar o alla Corte di Giustizia Europea l'iter approvativo del maxiparcheggio
«Madonna della neve» che Brescia Mobilità, la parrocchia e i1 Comune vogliono costruire sotto il campo sportivo
dell'oratorio di Iseo.
«La procedura seguita sin qui non è conforme alle prescrizioni europee e italiane -va dritto al bersaglio Dario Balotta,
presidente del circolo Legambiente Basso Sebino -. Se l'Amministrazione civica, non annullerà la procedura, saremo nostro
malgrado costretti ad impugnarla». Un avvertimento che ha un po’ il sapore di un ultimatum. Nel mirino di Balotta c'è il
parere del consulente legale in forza del quale il Consiglio comunale ha deciso di approvare la variante al vecchio Piano
regolatore che autorizza l'autosilo.
La variante in questione, secondo l'avvocato Domenico Bezzi di Brescia, « riguardando l'uso di piccola area a livello locale,
è esclusa dalla disciplina della Valutazione ambientale strategica,». Altro che piccola area, a sentire Balotta: «L' intervento-
scrive in una lettera consegnata al sindaco Riccardo Venchiarutti- prevede 171 posti auto a rotazione e 148 box per un totale
di 319 posti su due livelli di 4.320 metri cubi ciascuno, la costruzione in superficie di una sala polivalente e l'ampliamento
del centro giovanile dell'oratorio per 3666 metri cubi, il tutto in pieno centro storico, sottoposto a vincolo paesaggistico: è
perciò da considerare un intervento importante, meritevole del rispetto delle procedure in materia».
Ammesso. per pura ipotesi che in questo caso la Vas non si dovesse fare, argomenta Balotta, «per evitarla c'era comunque
bisogno che venisse effettuata una verifica di esclusione della Vas, verifica che va compiuta anche per gli interventi che
determinano l'uso di piccole aree a livello locale».
Il leader di Legambiente spiega poi come e seguendo quali passaggi la verifica di esclusione si concretizzi: avviso di avvio
del procedimento; individuazione dei soggetti interessati: nella fattispecie, Asl, AOB2, Arpa, Ferrovie, Broletto,
Sovrintendenza, cittadini e associazioni; elaborazione di un documento di sintesi e avvio della verifica; convocazione di una
conferenza e pubblicazione delle conclusioni cui si è arrivati.
« Legambiente - insiste Balotta - ritiene che questa verifica, se fosse stata fatta, avrebbe confermato la necessità della Vas
perchè i garage interrati comportano, se realizzati, pesanti e irreversibili conseguenze sul paesaggio, sul patrimonio storico-
architettonico, sull' ambiente urbano e sulle risorse idriche». Balotta conclude con l'auspicio che si apra un confronto anche
alfine di esaminare, com'è prassi internazionale, eventuali soluzioni alternative.


BRESCIAOGGI, 4 OTTOBRE 2009
Edolo. Un altro passo in avanti sulla strada del rilancio della scuola superiore dell’alta valle
L’istituto “Meneghini”? Ora è davvero completo
La coop “Rosa camuna” ha aperto un bar-mensa per il quale verserà un affitto offrendo pure
borse di studio
di Lino Febbrari

L'avvio del secondo anno della nuova dirigenza alla guida dell'Istituto superiore «Meneghini», la grande scuola di Edolo che
è quasi una cosa sola con 1'«Università della montagna», si è caratterizzato per l'avvio di un servizio che decisamente
mancava in una struttura di queste dimensioni: l'apertura del bar interno a disposizione degli studenti e dei docenti; uno
spazio che potrebbe funzionare anche come una piccola mensa.
Dopo avere rimesso a posto lo scorso anno alcune strutture che si trovavano davvero in un cattivo stato, quest'anno il
professor Zaniboni ha voluto mantenere l'impegno preso con il consiglio di istituto e con i genitori dei ragazzi, realizzando
un luogo in cui gli studenti possano mangiare un panino e bere una bibita senza uscire dal recinto scolastico, come hanno
dovuto sempre fare prima durante l'intervallo, o in occasione della pausa tra le lezioni mattutine e quelle pomeridiane.
«Con grande soddisfazione reciproca - spiega l'artefice dell'operazione Vittorio Zaniboni - abbiamo raggiunto un accordo tra
pubblico e privato che è a costo zero per le finanze scolastiche. Noi abbiamo messo a disposizione i locali necessari, e il
gestore ha acquistato l'arredamento e le attrezzature. Il bar mi sembra ben riuscito, e i frequentatori potranno trovare un
ambiente riservato ma in particolare tutelato». Fino a un paio di anni fa; a molte persone (compresi probabilmente gli stessi
dirigenti scolastici provinciali) il Meneghini pareva una scuola in disuso. Una agenzia formativa che «dava fastidio», che
costituiva un pesante aggravio per le finanze della Provincia e che soprattutto, sostenevano i detrattori, non era in grado di

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formare al meglio gli studenti. Invece è bastato cambiare come si dice il «manico» e la realtà è ripartita puntando
decisamente al rilancio. «L’alta e la media Valcamonica - conclude il dirigente - hanno bisogno di questa comunità
scolastica, che va preservata per permetterle il massimo dell'offerta formativa». La gestione del nuovo bar è stata affidata
alla cooperativa sociale «Rosa camuna», la quale oltre al canone d'affitto annuo concordato elargirà all'istituto una
importante somma da destinare a borse di studio per gli studenti più meritevoli. Al taglio del nastro hanno presenziato i
vertici dell'amministrazione comunale; assente invece il padrone di casa, il neo assessore all'Istruzione del Broletto.


BRESCIAOGGI, 4 OTTOBRE 2009
Esine. Domani sera nell’oratorio si svolgerà un’assemblea pubblica
Insediamenti commerciali: Confesercenti riapre le danze
Un tavolo di confronto con l’assessore regionale il sindaco e il presidente della Comunità
montana
di Luciano Ranzanici

Forse domani sera sarà possibile saperne di più sugli annunciati insediamenti commerciali nel territorio di Esine: gli
undicimila metri quadri dell'area del «Pi100», il Piano di insediamento già approvato dall'amministrazione comunale; i 19
mila metri a destinazione commerciale-alberghiera ancora in discussione e i 15 mila dell'ex «Franzoni Filati» che potrebbero
essere convertiti e trasformati in un centro commerciale. Alle 20,30, infatti, nella cornice dell'oratorio inizierà un'assemblea
pubblica organizzata dalla Confesercenti alla quale prenderanno parte l'assessore regionale al Commercio Franco Nicoli
Cristiani, il sindaco Fiorino Fenini e il nuovo presidente della Comunità montana Corrado Tomasi (oppure quello uscente,
Alessandro Bonomelli). I lavori saranno introdotti dal vicedirettore della Confesercenti di Brescia, Fabbio Baitelli, mentre
l'assemblea sarà presieduta dal presidente del medesimo sindacato dei commercianti di Brescia e della Lombardia,
Piergiorgio Piccioli. E proprio l'organizzazione di categoria, lo ricordiamo, a sottolineare in prima fila e ormai da molte
settimane una totale contrarietà sull'ipotesi dei tre insediamenti: «Riteniamo che l'attuazione di tutto questo programma sia
incompatibile con il mantenimento di centinaia di negozi e piccole attività artigianali che operano in tutto il territorio della
media Valcamonica - sottolinea il sindacato -. Se portata a termine, questa operazione potrebbe portare a una sicura chiusura
di parecchie decine di piccole attività familiari che danno lavoro a centinaia di persone». Lo stesso presidente Piccioli si è
attivato in prima persona, affiancando i commercianti di Esine, chiedendo all'amministrazione comunale, alla Comunità
montana e all'assessore Franco Nicoli Cristiani di «fare una riflessione e una discussione pubblica sulla questione e sulla
eventuale sospensione delle decisioni in merito, con l'annullamento di ogni ipotesi di cambiamento e di destinazione d'uso
delle aree industriali e la salvaguardia delle aree verdi ancora esistenti sul territorio comunale».


BRESCIAOGGI, 4 OTTOBRE 2009
Telematica. Grazie e un’intesa tra Comune e Asl di Valcamonica
Carta dei servizi: Breno è apripista
Gli uffici municipali lavorano a un progetto per lanciarne l’uso generalizzato tra gli utenti
di Luciano Ranzanici

La «carta regionale dei servizi» è probabilmente ancora un oggetto «oscuro» per molti utenti; ma almeno a Breno si farà
presto chiarezza su scopi e potenzialità, grazie al fatto che questo è il primo comune della Valcamonica, a sperimentarne
l'utilizzo attraverso il coinvolgimento diretto degli uffici civici: una amministrazione pilota, insomma, in un percorso di
accesso semplificato per i cittadini. Il sindaco Sandro Farisoglio e il direttore generale dell'Asl di Valcamonica e Sebino, An-
gelo Foschini, hanno firmato in questo senso un accordo di collaborazione. Che cosa prevede? Gli uffici municipali saranno
abilitati ad acquisire il consenso dei cittadini al trattamento dei dati contenuti nel fascicolo sanitario elettronico, a rilasciare
ai residenti i codici «Pen» abbinato alla carta e ad assisterli nell'individuazione e nella stampa dei loro referti medici.
Gianmario Sacristani, il consigliere comunale brenese delegato all'Innovazione tecnologica, alla comunicazione e al-
l'associazionismo che sta seguendo il progetto, spiega che «l'accordo con l'Asl, che sperimentalmente durerà sei mesi a
partire dalla fine di ottobre, per noi sarà propedeutico a un'altra funzione essenziale: la carta dei servizi sarà uno strumento di
identificazione dei brenesi, i quali potranno accedere via internet ai servizi comunali che attiveremo in futuro. Stiamo
riorganizzano il nostro sito anche per questo, per permettere in prospettiva ai residenti di utilizzare la carta regionale anche
per inoltrare le loro pratiche non sanitarie». Intanto Il Comune sta attrezzando per questo gli spazi dell'ex biblioteca: un
locale riservato solo ai cittadini in cui verrà installata una postazione attrezzata.


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GIORNALE DI BRESCIA, 4 OTTOBRE 2009

Pontedilegno. Tecnica come a “Ground Zero” nel cantiere
allagato
Domani riprendono i lavori per portare a termine il discusso parcheggio. L’appalto ad una
ditta che ha lavorato a New York
di Francesca Zani

Domani ricominceranno i lavori, riappaltati durante il mese di luglio, per il tanto discusso parcheggio di Piazzale Europa. In
realtà, come si spiega all'ufficio tecnico del Comune di Ponte di Legno, si tratta di «...un intervento urgente di messa in
sicurezza del cantiere, bonifica e inattivazione delle opere già realizzate...».
Una barriera impermeabile. L'intervento consiste praticamente nella realizzazione di una barriera idraulica impermeabile
che permetta poi la continuazione della costruzione come era stata progettata in precedenza. «Questa soluzione - è sempre
l'Ufficio tecnico che spiega - è stata scelta dopo aver considerato anche altre possibilità, perché presenta maggior sicurezza
dal punto di vista tecnico e minori rischi per le strutture adiacenti al sito». La consulenza delle opere è stata affidata a due
docenti di geotecnica. Invece la ditta che ha vinto l'appalto è la Trevi spa, altamente specializzata a livello italiano ed
europeo nella realizzazione di fondazioni speciali utilizzando la tecnica dell'idrofresa.
L'appalto alla Trevi. Navigando sul sito della Trevi si scopre che ha realizzato alcune opere anche nel cantiere di Ground
Zero a New York In un primo momento verranno svolte le operazioni di rinterro dell'area per creare un piano in grado di
sostenere la macchina fresa, di cui esistono pochi esemplari in Italia, che verrà impiegata per creare quella sorta di catino
impermeabile di cui si è detto prima. La fase di realizzazione, che può ormai avere inizio vista l'approvazione del progetto
esecutivo, è prevista entro 270 giorni. A quel punto riprenderanno i lavori interrotti lo scorso anno a causa delle infiltrazioni
d'acqua. Il sindaco, scusandosi con residenti e ospiti peri disagi creati dal cantiere ancora aperto, esprime comunque tutta la
sua soddisfazione: «In meno di un anno abbiamo risolto i problemi legati alla agibilità degli edifici vicini al cantiere, è stato
rescisso il contratto con la ditta appaltatrice dei lavori che hanno portato alla attuale situazione, è stata trovata una soluzione
soddisfacente sia dal punto di vista tecnico che della sicurezza, ed è stato riappaltato il lavoro».
Pareri a confronto. La minoranza dal canto suo esprime le proprie perplessità: «A nostro parere c'è il pericolo che i lavori
provochino ulteriori danni agli edifici e alle persone. Inoltre i costi dell'opera sono più che raddoppiati se si pensa che un
posto auto costerà più di 42mila euro. Secondo noi solo l'incapacità di ammettere un errore ha bloccato il paese per già tre
anni. La nostra proposta di soluzione? Trovare siti alternativi per parcheggi di superficie; meno invasivi e costosi».
Maggioranza compatta. La maggioranza però è compatta e precisa che per quanto riguarda la questione dei costi, i conti
fatti dalla minoranza non tengono conto delle opere già fatte e contestate alla precedente ditta appaltatrice e ribadisce
l'assoluta strategicità dell'intervento nell'ambito del paese. Anche per questo si augura di vedere presto completata
quest'opera così importante. In sostanza, pur nella divisione delle opinioni che abbiamo riportato, finalmente la questione
relativa al parcheggio di piazzale Europa, può dirsi avviata verso una conclusione. Un passaggio atteso ormai da tempo,
soprattutto da chi, come ammette lo stesso sindaco, ha subito dei disagi.


GIORNALE DI BRESCIA, 4 OTTOBRE 2009

Darfo Boario. Domani convegno sul Piano casa
Il «Piano casa»: cos'è, cosa comporta, a quali adempimenti normativi è assoggettato e molto altro, quali adempimenti
richiede e molto altro ancora. L'Assessorato alla cultura e l'Assessorato all'urbanistica del Comune di Darfo Boario Terme
organizzano, per domani, lunedì 5 ottobre, alle ore 17.30, un convegno dal titolo «Piano casa - Regione Lombardia».
Nel convegno verranno affrontati i temi caldi del provvedimento del governo regionale in ambito edilizio e urbanistico che
entrerà in vigore il prossimo 16 ottobre e che, secondo le prime stime, dovrebbe attrarre investimenti sul territorio per sette
miliardi di euro, con una ricaduta occupazionale di 30mila posti di lavoro e un risparmio energetico pari a 45 milioni di euro.
L'incontro, realizzato in collaborazione con l'associazione culturale bresciana «Areopago», si terrà presso la chiesetta dell'Ex
Convento di Via Quartieroni a Darlo. A fare gli onori di casa saranno Daniele Toccacieli, assessore all'Urbanistica del
Comune di Darfo e Aldo Abondio, vicesindaco e assessore alla Cultura. Al convegno prenderanno parte in qualità di relatori
l'ingegner Giovanni Bordoni, presidente della V Commissione Territorio della Regione Lombardia e l'ingegner Mauro
Parolini, assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Brescia. L'ingresso, naturalmente, è gratuito e aperto a tutti.
Si tratta di un'opportunità di sicuro interesse, in modo particolare per gli addetti ai lavori, considerato che il piano - come si è
detto - potrebbe portare sul territorio camuno una mole di investimenti davvero notevole, con tutte le implicazioni positive
che ne potranno conseguire in termini di occupazione di risparmio energetico.



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GIORNALE DI BRESCIA, 4 OTTOBRE 2009

Marone. Presto la nuova palestra
Disco verde dalla Giunta alla trasformazione del vecchio bocciodromo in uno spazio
polifunzionale. La nuova struttura, dal costo di 300mila euro, sarà utilizzata dalla scuola
primaria e dalle associazioni
di Flavio Archetti

La scuola primaria di via Guerini e le associazioni sportive maronesi avranno presto una nuova, grande palestra, dotata di
campo di pallavolo, spazi per la ginnastica, e nuovi spogliatoi. Il progetto è contenuto nel piano di sviluppo del Centro
sportivo di via Europa e prevede l'utilizzo degli spazi attualmente occupati dal bocciodromo, che secondo i dettami
dell'Amministrazione comunale sarà quindi trasformato in una palestra polifunzionale. Il costo dell'operazione, già approvata
preliminarmente dalla Giunta in attesa del via libera al progetto definito-esecutivo, è di circa 300mila euro: 260mila per la
trasformazione strutturale e 40mila per arredamento e costi aggiuntivi.
Il progetto palestra. La trasformazione del vecchio bocciodromo, progettata dallo studio di architettura Gobbi Roscini
Associati, prevede la rimozione delle tre piste per le bocce e la realizzazione di un fondo sintetico a costituire la base
uniforme della nuova pavimentazione 'sportiva. In questo modo sarà possibile ottenere imo spazio di gioco aperto e libero di
circa 400 metri quadrati, con un'altezza «sottotrave» di 4,60 metri.
«Si tratta di una palestra che potrà contenere un campo di pallavolo, utilizzabile per corsi o allenamenti vista l'altezza ridotta
e quindi non regolamentare - spiega Fausto Bettoni, l'assessore ai Lavori pubblici del Comune - ma servirà anche per lo
svolgimento di attività sportive a terra, per la ginnastica di bambini, adulti e anziani, e l'organizzazione di corsi come la
presciistica, il ballo, lo yoga e altro.
Per dotare la palestra degli spazi sportivi accessori previsti dalla normativa sportiva sarà anche necessario realizzare un
piccolo blocco spogliatoi - continua l'assessore - da ricavare all'interno del volume dell'attuale bocciodromo, ritagliando una
fascia dello spazio esistente profonda circa quattro metri. I nuovi spogliatoi saranno addossati alla parete est e si
comporranno di due stanze in grado di ospitare almeno nove atleti, dotati di servizi igienici e docce. I due locali degli
spogliatoi esterni saranno invece recuperati e trasformati in deposito e infermeria».
Nuove possibilità per le associazioni. Un altro intervento qualificante è previsto sullo spalto che porta al bar, con un
ampliamento che consentirà a chi lo desidera di avere un posto dove assistere senza intralciare alle attività in corso in
palestra. Per quanto riguarda il campo di gioco, le dimensioni saranno regolamentari e conformi alla disciplina agonistica
secondo le norme del Coni; la riduzione riguarderà invece le fasce di rispetto attorno al campo che saranno di 2,6 anziché di
3 metri. «Il nuovo intervento creerà nuove possibilità per le associazioni di tutto il paese, ma avrà un effetto particolare
soprattutto sull'attività della confinante scuola primaria - osserva Bettoni - visto che oggi le cinque classi di bambini a
lezione nella sede di via Guerini sono costrette a svolgere l'educazione fisica in spazi molto ristretti e anche poco luminosi».
Per la comunità intera comunque una serie di servizi p:e: il tempo libero che migliorerà non poco la qualità della vita agi
maronesi. «Da quando abbiamo iniziato a lavorare sul progetto palestra non ci sono mai stati dubbi ne sull'utilità di questo
lavoro e nemmeno sull'impatto benefico che avrà sulle attività del paese, visto che consideriamo uno spazio pubblico al
coperto come questo un grande beneficio sportivo e sociale, soprattutto nella stagione fredda».
Anche se oggi lo sport delle bocce è un poco in calo, l'assessore non vuole dimenticare un'attività che in passato ha coinvolto
tanta gente, anche dei paesi vicini.
«La bocciofila di Marone e la società delle bocce in questi anni hanno svolto un compito fondamentale - conclude -
ponendosi come punto di riferimento aggregativo per molti anni. A questo proposito stiamo dunque pensando per il futuro di
creare due nuovi campi di bocce all'aperto, di fianco al campo di calcetto».


GIORNALE DI BRESCIA, 4 OTTOBRE 2009

Iseo. Scuola: tariffe più care per la mensa
di Tonino Mazza

Per la prima volta negli ultimi anni, il Piano per il diritto allo studio è stato approvato in coincidenza dell'inizio dell'anno
scolastico. Il nuovo assessore alla Pubblica istruzione e alla Cultura, Roberto Franco, avvalendosi della collaborazione di
Stefano Cristini, consigliere della maggioranza guidata dal sindaco Riccardo Venchiarutti, ha lavorato anche nel periodo
estivo per centrare l'obiettivo. In Consiglio comunale l'assessore ha evidenziato i piccoli aumenti relativi al costo dei
trasporti ed alla mensa scolastica, sottolineando che per dieci anni le tariffe erano rimaste invariate.
Da sottolineare che il Centro di formazione clusanese, pur non essendo direttamente collegato con le strutture comunali, è
oggetto di attenzione dell'assessorato. I contributi messi a disposizione dal Comune riguardano ovviamente le scuole
comunali e solo parzialmente l'Istituto «Antonietti» che è a carico della Provincia.
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«Alla Scuola d'infanzia iseana - ha detto Roberto Franco - sono stati assegnati 5.400 euro come contributo a sostegno di
progetti, mentre per la scuola di Clusane sono disponibili 4.500 euro. Alla primaria di Iseo per i vari progetti didattici dei
corsi organizzati vanno 11.950 euro, mentre alla Primaria di Clusane 5.050 euro. La secondaria di 1° grado di Iseo avrà
invece a disposizione 11.900 euro, a cui bisogna aggiungere 8mila euro per l'utilizzo dello scuolabus per visite didattiche».
In sostanza per realizzare progetti e visite didattiche l'Istituto Comprensivo disporrà di 46.800 euro a cui si aggiungono
12.200 euro per l'acquisto di materiale di facile consumo, la manutenzione del laboratorio d'informatica, i contributi per la
formazione docenti e progetti territoriali-ambientali. A favore dell'Istituto comprensivo lo stanziamento è di 59mila euro. Ma
non è tutto, poiché il Comune sosterrà anche le spese per il riscaldamento, l'acquisto di beni di consumo, gli arredi e le
attrezzature, il telefono e l'illuminazione per un totale di 275 mila euro.
Paolo Uberti, in forza al Pdl, ha dapprima apprezzato il lavoro svolto dall'assessore, ma ha in seguito contestato gli aumenti
delle rette, e ha anche chiesto chiarimenti in merito ai 1.000 euro messi a disposizione dell'Istituto comprensivo per
l'aggiornamento degli insegnanti. Uberti ha parlato della ex scuola media di Clusane dimessa da 15 anni e mai riutilizzata.
«Ricordo - ha replicato il sindaco - che per tre anni non avete mai presentato un piano per il diritto allo studio che
coincidesse con l'avvio dell'anno scolastico. Mi viene il dubbio che abbiate tenuto bloccate le tariffe perché in realtà non
avevate predisposto il Piano». Il provvedimento è stato approvato dalla maggioranza consiliare e dal consigliere di «Iseo nel
cuore», mentre hanno votato contro Peli, Uberti, Gatti e Sivo.


GIORNALE DI BRESCIA, 4 OTTOBRE 2009

Berzo Demo. Accesso facilitati alla scuola statale
d’infanzia
Una serie di opere di riqualificazione ha recentemente interessato lo stabile che ospita la Scuola statale d'infanzia di Berzo,
posta in via Cesare Battisti. I lavori sono stati condotti durante il periodo estivo, quando i ventuno bambini che frequentano
la Scuola materna erano in vacanza ed i locali erano disponibili senza creare alcun disagio all'utenza. Le opere di
adeguamento e riqualificazione degli accessi alla scuola, dei servizi e l'abbattimento delle barriere architettoniche sono
costate oltre 44.000 euro e sono state realizzate dal Comune di Berzo Demo con un proprio stanziamento.
All'esterno dell'edificio è stata creata una rampa con pendenza minore all'8 per cento, con fondo in calcestruzzo e dotata di
ringhiera; è inoltre stato ampliato l'angolo dedicato ai giochi all'esterno dei piccoli allievi della scuola d'infanzia.
All'interno, gli obsoleti servizi igienici sono stati demoliti e ricostruiti ex novo, è stato realizzato il servizio per i
diversamente abili e sono stati condotti altri lavori di ammodernamento, per adeguare la scuola alle esigenze di oggi.




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