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					ANNO III – NUMERO 3                                          WWW.MEDICINE-SHOW.NET                                                MAGGIO-GIUGNO 2006



                       DOC’S OPENING                                            incontrandoci nella morbida gola di erba e fiori a Zambla Alta
                                                                                sotto il cielo di ozono e luce. Mia madre sa di candeggina e sole. Io
               Vecchie conoscenze                                               sono colomba, respiro, distanza. Inizia il distacco di me da me, me
                                                                                è qua, io sono in Orione, il mio corpo sigizie, la mia mente
                                                                                precessione di poli, i sensori ricettivi nelle pulsar e nane e rosse, e
N      el marzo del 1995 mi trasferii a Londra per lavorare in uno
       studio legale della City. Il cuore in pezzi per via di una
moretta con cui proprio non riuscivo a condividere la passione
                                                                                tutto è finito prima ancora che cominci.
                                                                                  Nello chalet (di montagna, di legno grezzo che profuma dopo
                                                                                anni di résina) il jukebox, instancabilmente, diffonde Cuccurucucù di
della vela (mi ha sempre infastidito l‟odore dell‟acqua marcia che si
                                                                                Franco Battiato.
deposita in piccole pozze, qua e là sullo scafo), mi ritrovai solo
                                                                                  Dall‟album LA VOCE DEL PADRONE esce la voce che ci abbraccia
come in una canzone di Roy Orbison in un appartamento che
                                                                                tutti, la cultura che ci abbraccia tutti e io muoio.
aveva una sola finestra sul tetto. Vi rimasi rinchiuso tre giorni,                Nella copertina Franco Battiato è magro più di quanto è
prima di decidere di affacciarmi su King‟s Road per spiare la
                                                                                vent‟anni dopo, è una fotocopia sovraesposta, è seduto sul nulla, vi
Generazione X alle prese con la rinascita della Swining London (dai
                                                                                è un quadrante di stelle obliquo. La marca del disco è un cane
pub risuonavano solo le note di Champagne supernova degli Oasis).
                                                                                accanto a un grammofono. La cornice è blu, l‟immagine è vasta e
Tre giorni di cagate di piccione sul vetro, tre metri sopra la mia              bianca e nera.
zucca, e di improvvise spruzzate di pioggerellina, mentre sognavo i
                                                                                  Con tutto questo, io, ho sistemato il presente. Lo stile che volete.
temporali biblici che Garcìa Marquez descriveva in Cent‟anni di
                                                                                I vostri miserrimi feticci. La plastilina che trascorrete ore a
solitudine. Avevo anche un lettore cd cui avevo attaccato due casse
                                                                                modellare senza incanto. Il vostro lutto che mi disgusta, i vostri
water-proof gialle, delle dimensioni di un pacchetto di sigarette; e due        sudori meschini, le tracce dello stupro subìto nella cameretta di
soli dischi: un live dei Police e l‟Unplugged dei Nirvana. Quando
                                                                                notte sotto lenzuola profumate e istoriate con navette e margherite
ascoltavo All apologies, lì dentro, sul finire di un inverno londinese…
                                                                                dal vostro papà e di cui vi vergognate. Le larve di spettri residui di
be‟, se non mi sono suicidato in quei giorni è stato sia per l‟assenza
                                                                                sedute medianiche, praticate con impreparazione e incoscienza. La
di una vera finestra da cui buttarmi sia per il mio senso del ridicolo.
                                                                                vostra assoluta mancanza di innocenza, che ci abbraccia tutti, e
Nient‟altro.
                                                                                grazie a cui io vado in Orione e coincido in Cepheo.
   Kurt Cobain, invece, s‟era buttato davvero – provanod al
                                                                                   [La costellazione rappresenta il mitico re Cefeo, marito della
mondo, nel modo più drammatico – che la disperazione di
                                                                               vanitosa Cassiopea e padre di Andromeda. È una delle costellazioni
BLEACH, NEVERMIND e IN UTERO non era una posa –; ed era
                                                                               situata alle latitudini più settentrionali. Si estende dai confini di
stato assunto nel pantheon dove sono assisi Jimi Hendrix, Jim
                                                                               Cassiopea fino al Polo Nord celeste. La sua stella più luminosa è a
Morrison, Ian Curtis e John Lennon. Aveva tutto per restarci a
                                                                               Cephei, di magnitudine 2,5, ma contiene anche ammassi stellari e
lungo: quel golfino verde mela su cui posavano lunghi capelli giallo
                                                                               altre stelle note come la rossa Stella granato (m), la Gamma (g) e la
piscio; una moglie strafatta e camp; una certa facilità nello scrivere
                                                                               Delta (d). Delta è stata la prima variabile cefeide ad essere scoperta
testi memorabili; e, sotto la scorza ruvida del grunge, sotto le chitarre
                                                                               e ha dato il nome all‟intera categoria. La gamma Cephei indicherà il
lancinanti, sotto la sua voce-tagliola, splendide melodie pop. Sì,
                                                                               polo nord nel 4000 d. C., mentre la alfa Cephei lo indicherà nel
proprio così: i Nirvana erano pop; basta ascoltare quel loro
                                                                               7500 d.C, a causa del moto di precessione cui va soggetta la nostra
UNPLUGGED IN NEW YORK per rendersene conto: le canzoni,                        Terra].
denudate, erano quasi beatlesiane.
                                                                               È il 1982 e a Hockenheim si fa male Pironì.
   Si sa, il pop è superficialmente condannato dai rockettari puristi e
                                                                                  Accade un incidente nella televisione dell‟albergo dove mia madre
più incalliti; ma alla lunga, è il “tocco pop” che decreta il successo
                                                                               teme per l‟incolumità propria sessuale, essendo la stanza senza
di una canzone. La cartina di tornasole, per ogni musicista, rimane            chiave prossima alla stanza di un uomo oscuro e patologico, che
sempre l‟uomo-medio che fischietta un motivo sotto la doccia. È il
                                                                               silenziosamente nomino Il Montanaro. L‟albergo spalanca la bocca
pop che fa diventare immortali.
                                                                               e chiude gli occhi e li strizza mentre scendono lacrime, mentre
   Lo è, il buon Cobain? Forse non lo è più. Una cosa temporanea,
                                                                               Pironì si fa malissimo con la Ferrari a poca distanza di tempo dalla
di sicuro. Ma è da tempo che le canzoni dei Nirvana non si sentono
                                                                               morte di Gilles Villeneuve. Quando è morto Villeneuve io corro
nell‟aria. Ogni tanto capita di ascoltare Smells like teen spirit sulle onde
                                                                               mentre mio padre infila la chiave nella porta di casa a Milano con la
di una radio – svilita dall‟esser ricordata “solo” come un inno
                                                                               gioia di dirgli che è avvenuta un‟incredibile tragedia. Se crollano le
generazionale; ma dove sono andate a finire Come as you are, Heart-
                                                                               Torri, io provo quella gioia, quello scoop.
shaped box, About a girl, All apologies e quell‟altra dozzina di canzoni la
                                                                                  Il Montanaro ha un figlio che segrega nel buio della stanza senza
cui qualità ancora nessuno è riuscito ad eguagliare in questi ultimi
                                                                               chiave accanto alla stanza senza chiave nostra, dove mia mamma
dieci anni?
                                                                               appoggia una sedia per interrompere ogni atto di aggressione.
   Bè, ragazzi. Non vorrei buttarla nel patetico, ma mi rifiuto di
                                                                               Ascoltava Franco Battiato nel disco intitolato L‟ERA DEL
aver pianto tutte le mie lacrime per una moda passeggera, in quel              CINGHIALE BIANCO.
basement londinese. So che la musica dei Nirvana non lo è stata.
                                                                                  Il Cinghiale Bianco, animale apocalittico, è un bisonte di pelo
                                                                               unto, assoluto, stalagmiti concrezionate nel pelo enorme, che di
                                                                               notte nella radura di neve assoluta corre meccanico nella tundra
                          BATTIATO / 1                                         attraversando i vapori densi del fiato che rilascia, le barbe bianche
                                                                               sotto la pancia concava dove ha inghiottito i mondi universali e le
     La voce che ci abbraccia tutti                                            stesse stelle, e va incontro a Charles Bronson che lo attende con il
                                                                               fucile in mano, senza fuochi, nella notte di ghiaccio.
                          di GIUSEPPE GENNA                                       Un amico di Gilles Villeneuve è Patrick Tambay, che lo
                                                                               sostituisce quando muore. È l‟unica Ferrari in corsa. Accade un
  il 1982, estate, quando io e                   uno nelle
Èbraccia dell‟altro, scendendomia madre corriamoopposte e
                               da due colline
                                                                               infortunio, parte per ultimo, lontano dalla griglia della pole. Per
                                                                               tutta la corsa egli rimonta e vince. L‟albergo esplode e Il Montanaro
non dà segni di soddisfazione e sale nella stanza dove ha segregato        hanno corrispettivo nello spettro fisico, essendo quelli e questi
il                                                               figlio.   etere che sente.
Io corro fuori dentro la felicità, metà di me poiché io sono il Cane          Non avete compreso.
Maggiore, è una costellazione situata vicino ad Orione.                       Non avete compreso Paul Celan, la sua astronave là.
Rappresenta, infatti, secondo la mitologia, Lelapo, il più grande dei         Thomas Stearns Eliot, ho puntellato, le rovine, dove le puntella,
due cani del cacciatore Orione, mentre il più piccolo è Maera. Nella       con cosa?
caccia si utilizzavano due cani: uno per l‟animale da penna, l‟altro          Pasolini, Petrolio, dove si vede che uno si vede morire e poi è
per l‟animale da tana. La leggenda narra che Lelapo era utilizzato         diviso in due e rinascono, chi?, dove?, non lo avete compreso.
per la caccia del Cinghiale, mentre Maera per la caccia degli animali         Niente è da comprendere.
più piccoli. Lelapo era considerato il cane più veloce perché,                Confusione, vie del centro, girando a caso consideravo che
secondo la mitologia, aveva ucciso una lepre che devastava Creta.          l‟equilibrio si vede da sé, si avverte immediatamente.
Questo cane era stato regalato da Zeus ad Europa che lo regalò a              Sta arrivando metamorfosi, dice Franco Battiato negli
Minosse; Minosse lo regalò a suo figlio Eurialo, che a sua volta lo        STRATAGEMMI.
regalò a Orione. La costellazione del Grande Cane è impreziosita              Avete trovato un cadavere, lo avete assaggiato. Lo avete vegliato
da Sirio, la stella più luminosa del cielo, che corrisponde,               senza rispetto mentre anneriva, l‟avorio dei denti luminoso e
approssimativamente, al naso del Cane. Sirio è, intrinsecamente,           annerito, le unghie si allungano nella notte e nel giorno, il naso si
venti volte più luminosa del sole.                                         infossa, nella spelonca povera dove l‟odore ammorba, voi lo
   E quando corro nello chalet, si diffonde ovunque la canzone di          osservate, dopo averlo leccato, dopo avere assaggiato l‟ostia,
Franco Battiato Gli uccelli.                                               mentre si gonfiava l‟addome delle bolle di gas e liquidi frizzanti, e
   Nel 1982 Franco Battiato abita a centodieci metri da me, in via         fermentava la polpa, spinta dai vermi, finché l‟epidermide bucata
Perugino, io abito in via Greppi, nella città che sta morendo              ebbe eruzioni, nero e violaceo e i capillari in superficie stagliati,
Milano. Milano inizia a morire nel 1984, prima era viva, dopo il           finché verso la mummia i tarli e le camole presenti ebbero fioritura
referendum sulla Scala Mobile voluto da Craxi contro Enrico                e l‟incavo degli occhi sprofondò collassando su di sé, e i capelli con
Berlinguer che muore prima del voto, alle Europee, il PCI al 33.3          la crescina senza requie avanzavano i loro perimetri grigiastri e
percento. Segretario del partito è il latinista Natta che mio padre        opachi, per sessanta giorni, ed era il cadavere di Franco Battiato.
incontra vicino a Imperia nella vacanza e parlano di Seneca.                  Vide un samaritano che portava un Capro e andava in Giudea.
   Franco Battiato sta con Alice ed entrambi indossano una                 Disse ai suoi discepoli, “Quell'uomo [...] del capretto”. Loro gli
sciarpetta e inizia a ingrassare. L‟esoterismo di René Guénon lo           dissero, “Così che possa ucciderlo e mangiarlo”. Lui disse loro,
interessa, interessa anche me. Lo studio e voi mi fate male: mi            “Non lo mangerà finché è vivo, ma solo dopo averlo ucciso e
insultate, mi sdegnate, additate il mio corpo anoressico con le            ridotto a cadavere”.
vostra dita tozze unte di espressionismo tedesco, mi riducete a uno           Loro risposero, “Non potrebbe fare altrimenti”.
scheletro curvo con la scoliosi dentro un quadro semovente e mi               Lui disse loro, “E così pure voi, cercatevi un posto per riposare,
picchiate, con le spranghe, mi sputate dentro l‟organo che mi              o potreste diventare cadaveri e venire mangiati”.
rappresenta qui mentre io sono in Boòs, nella parte nord della
costellazione dove si trovano le deboli stelle che appartenevano alla
costellazione del Quadrante Murale, ora soppressa. Da esse deboli                                   BATTIATO / 2
stelle si irradia la pioggia di meteore delle Quadrantidi , che ha il
radiante in questa regione di cielo ed è attivo in gennaio.
   Franco Battiato canta Orizzonti Perduti, No Time No Space, Shock In
                                                                                 Chi era Tommaso Tramonti
My Town.
   Quando l‟Opera GILGAMESH scompare da ovunque con Franco                                             di WU MING 1
Battiato, è nel niente che vado e sempre più io vedo niente stando
su Orione.
   Sono una pila in strati differenziati di acido e zinco e non si         U      na domenica dell'81. Ho undici anni. Pomeriggio sfibrato, in
                                                                                  tivù un tizio magro. Un tizio magro col naso adunco. Si
                                                                           chiama Battiato, mai visto prima. La trasmissione è Discoring, in
scarica. Le mappe della Città Morta io le conosco tutte ormai, e le
parole, ormai consunte, non si alzano fino a Orione e le vedo              onda all'interno di Domenica in. Il pezzo s‟intitola Bandiera bianca,
offuscarsi in un‟onda di vapore sonoro mentale, che non distinguo.         Battiato canta: “Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare /
   Non mi interessa.                                                       quei programmi demenziali con tribune elettorali”.
   Muore “interesse”.                                                          Canta il ritornello in un megafono: “Sul ponte sventola bandiera
   Ora esso deve nascere quindi.                                           bianca”. Riconosco la citazione, il morbo infuria, il pan ci manca.
   Quindi accade Qualcosa, seguimmo certe rotte in diagonale,              Stava in un libro di scuola di mio padre, di quelli accatastati nel
dentro la Via Lattea.                                                      garage. È brutto, Battiato, ed è quasi uno shock. Mai vista una pop
   Tutti colpiscono con duri magli il volto in fotocopia di Franco         star davvero brutta, che se ne frega d'esser brutta, nessun
Battiato, dicendo che ha a che fare con i demoni satanici, perché in       compromesso, nessun tentativo di limitare il danno.
Shock In My Town si ascolta al contrario la frase “Di                          LA VOCE DEL PADRONE . Citazione pure questa, ma mi sfugge. È
aminoacidi…Nelle mie orbite si scontrano tribù di sub-urbani… Di           la mia prima musicassetta, la prima che compro io, intendo, ché in
aminoacidi”, che però si ascolta anche normalmente.                        realtà la casa è piena di blues, funk e Pierangelo Bertoli.
   La prosa è insufficiente e la poesia non arriva, non arriva a…          Nell‟estate in cui termino la prima media, LA VOCE DEL PADRONE
   È ridicolo.                                                             supera il milione di copie. Prima volta, per un disco italiano.
   La sostanza primaria è etere che sente, che sono io, e Orione e         “Polverizza” ogni record. Usano quel verbo, sui giornali. È uno
qui sulla Nostra Terra.                                                    scossone cognitivo, per me e per molti: Battiato presidia la vetta
   DIECI STRATEGEMMI esce mentre io roteo impotente intorno a              dell‟hit parade e fa piovere dall'alto testi misteriosi, cantati in modo
un grappolo colossale di cose nere.                                        strano, nessuno li capisce, tutti li ricantano. Tutti.
   Lucio Battisti disse che Franco Battiato.                                   Dopo Bandiera bianca, il secondo singolo è Centro di gravità
   L‟edizione Platinum del quale contiene la parola che mi sfuggiva        permanente. Nel video, Battiato esegue una danza robotica. Il terzo è
in Sentimento Nuevo e che scambiai per “colla”.                            Sentimiento nuevo. Tipi che conosco, d‟ignoranza sesquipedale (gente
   Tutto si anima se io sento etere che sente, non più schermo             che fatica a esprimersi in italiano) cantano: “lo shivaismo tantrico di
mentale, è veramente sentito con i colori primari originari che non        stile dionisiaco”, anche sullo scuolabus che ci porta in piscina, a
                                                                           Portomaggiore. Lo capiscono, lo capiamo, che si parla di chiavate?
                                                                           Sì e no. “Tutti i muscoli del corpo pronti per l‟accoppiamento” è
chiarissimo. Ma il resto del testo? C‟è un verso che non riesco a            bestia al macello, continuare a guardarlo è addirittura faticoso. Il
decifrare, anche sforzandomi, accostando l‟orecchio al                       successo lo gira sullo spremiagrumi, intorno s‟ammonticchia la
mangianastri: “La passione nella cornea / l‟eros che si fa parola”.          polpa, noi tutti beviamo il succo, lui si martoria e prosciuga. Quel
Mi sembra dica: “L'erostèssifa parola”. Cerco l‟aggettivo                    concerto lo rivedrò una quindicina di anni dopo, a notte fonda, mi
„Erostèssifo‟ sul dizionario. Non lo trovo.                                  sembra su RAI 1. Scatenerà ricordi a cluster-bomb.
   Due anni fa cantavamo tutti: “Gloria / manchi tu nell‟aria /                  Nell‟82 esce L‟ARCA DI NOÈ. Di nuovo sette canzoni. I giornali
manchi ad una mano / che lavora piano”, senza capire che Tozzi               parlano di un tale Tommaso Tramonti che ha spedito a Battiato
descriveva una pugnetta.                                                     due testi. Due testi per posta. A Battiato sono piaciuti, ne ha tratto
    Anni fa è accaduta la stessa cosa con una canzone di Celentano,          due canzoni dell‟album, L'esodo e Clamori. Non mi paiono granché,
Una carezza in un pugno, nonostante il titolo più che esplicito. “A          come lyrics. “Ciuffi di isotopi in mano / passeggio tra le particelle
mezzanotte sai / che io ti penserò / ovunque tu sarai sei mia [...] e        dei miei atomi” e altra roba del genere, tipo: “Incrostati di particelle
dal pugno chiuso una carezza / nascerà”. Il molleggiato si faceva            / piene di minuscoli computer / mangiando farfalle giapponesi...”.
una sega sotto gli occhi dei censori Rai e di milioni di italiani.           Però questo Tramonti diventa la pietra di paragone: se ci è riuscito
Divoro tutto ciò che riguarda Battiato, leggo interviste sui periodici       lui, posso riuscirci pure io. Il suo esempio mi fa venir voglia di
che compra mio padre: L'Espresso, Panorama, Intrepido, Il Monello,           scrivere. Da quel momento, quando mi chiederanno: “Ti sa vot far
Lanciostory, Boy Music e Rinascita (niente Battiato, su quest‟ultima).       finì la scòla?” risponderò sempre: “Al scritor”.
Ha già fatto otto o nove album. Parla sette lingue. Leggo che LA                 Di nuovo sette canzoni. Sulla prima facciata del vinile ce ne sono
VOCE DEL PADRONE è il culmine di una piccola rivoluzione                     tre. Brutte. Sulla seconda ce ne sono quattro. Meravigliose. Scalo a
cominciata due anni fa con L'ERA DEL CINGHIALE BIANCO. E gli                 grado, La torre, New Frontiers e Voglio vederti danzare. Brani che canterò
album di prima? Erano “ostici”, scrive qualcuno. Gli ultimi invece           per tutta la vita, in particolare l‟ultimo. In quel periodo la Rai dà in
sono “più commerciali”, va bene, ma che vuol dire “una vecchia               prima serata un documentario – mi pare in due puntate – con
bretone con un cappello e un ombrello di carta di riso e canna di            Battiato nel deserto. È il Sahara? È il Gobi? Ci sono tutte le canzoni
bambù”? Su una rivista, non ricordo quale, gli consigliano la                de L'arca di Noè. L‟anno dopo esce ORIZZONTI PERDUTI , dove c‟è
plastica al naso. C‟è un fotoritocco del “dopo la cura”. Lo                  la canzone più bella, Un'altra vita, ma la radio ci martella e pesta con
preferisco con la canappia. Parlo di lui con quasi tutti. Ho in mente        La stagione dell'amore: “Se penso a come ho speso male / il mio
dilemmi. Ne discuto con mio fratello, che può aiutarmi fino a un             tempo / che non tornerà, non ritornerà più”. Ne cantiamo il testo,
certo punto. Ha sette anni.                                                  ma che possiamo saperne? Io ho tredici anni, mio fratello nove.
   Battiato è il primo concerto rock della mia vita. Non il primo            Passo dalle medie al Ginnasio. Scrivo poesie che fanno cagare. Ca-
show dal vivo di un personaggio famoso: due o tre anni prima ho              ga-re. La strada è tutta in salita. Nella mia vita, e in quella di questo
visto i Gatti di Vicolo Miracoli alla Festa de l‟Unità di Denore.            Paese, c‟è un pre- e un post-LA VOCE DEL PADRONE . Quell‟album
Facevano ridere, ma meno che in televisione. L‟anno dopo il Pci di           e i due successivi, quell‟evocare l'Oriente a ogni pie‟ sospinto,
Denore ha chiamato una grossa orchestra di liscio e il padre del             hanno slargato la via del nostro fantasticare. Battiato, all‟epoca, era
mio amico Benny ha commentato: “Stavolta a ghè d'la zént seria, mina         un reduce del prog-rock e degli sperimentalismi anni Settanta. Il
di can e di gat!”. Certo, ho visto suonare le orchestre, sempre alle         frutto di quelle esperienze maturava all‟inizio dell‟orrenda decade
feste del Partito. Le feste de l'Unità sono parte della mia bildung:         successiva, e dava ispirazione a noi che, allo stesso giro di boa,
dieci giorni ogni estate a quella di Dogato, il mio paesello. Mio            entravamo in pubertà e adolescenza. Nel mezzo di quei versi astrusi
padre gestisce lo stand della “pesca”. È un gioco a premi con in             e di quei mantra infilava le parole giuste, accendeva la miccia delle
palio ninnoli, piccoli elettrodomestici, gadget elettronici che              libere associazioni. È stato il nostro Salgari. Tutto questo tenendo i
diventeranno modernariato. Battiato arriva a Ferrara che è all‟apice         piedi ben piantati nel pop: “Lady Madonna / I can‟t try / with a
della scalata, anzi, forse ha iniziato a perdere momentum, mi                little help from my friends / oh, goodbye, Ruby Tuesday / come
sovviene che sono incazzato, io e Marco Massari siamo incazzati,             on baby, let‟s / twist again”. Nell'incubo a bassa intensità degli anni
BELLA „MBRIANA di Pino Daniele ha scalzato Battiato dal primo                Ottanta, qualcosa da immaginare, versi da canticchiare.
posto. Sì, la settimana è quella. Pino Daniele non ci piace per
niente. Festa de l‟Unità provinciale. La location è il parco del                 Appendice. Quel che ho capito dei testi di Battiato —
“Montagnone”. In realtà è una collinetta di quattordici metri. Sono          Rotolano, trascinano, s‟insinuano. I testi di Battiato del periodo
qui coi miei ma non c‟è mio fratello, non ricordo come mai. Con              1979-82 hanno un andamento dattilico nascosto: lunga-breve-
noi ci sono i Massari, amici di famiglia: Mauro, Marinella e il figlio       breve, lunga-breve-breve. Nello scrivere i versi, Battiato li stipa di
Marco, che ha la mia età. Trentamila persone, mai viste tante                parole sdrucciole; nel cantarli, altera la pronuncia delle piane
schiene, e teste, e paia di gambe. A mia madre il concerto non               allungando la terzultima sillaba e ricorrendo spesso a sineresi e
interessa, vuole sedersi a “veder passare la gente”. Le piace                sinalefi. Inoltre, non c‟è la rima né i versi hanno un numero fisso di
guardare la gente che passa, le è sempre piaciuto, figurarsi stasera.        sillabe. Una concezione del ritmo più affine a quella latina e greca.
A Dogato, poco più di mille abitanti, se ti metti alla finestra vedi         Metrica quantitativa. Centro di gravità permanente si apre la strada a
passare sempre le stesse facce. Qui c‟è il mondo. Noialtri vogliamo          raffiche di trisillabi con ictus di prima: “Eranoi / giòrnidi /
proseguire verso il palco, ma è tutto intasato. Non sono abituato,           màggiotra / nòisischer / zàvaarac / cògliereor / tìche...”. “Làmusi
cerco di andare avanti e dico: “Con permesso... permesso...                  / càfinto / ròcklaniu / uèivita / liànailfri / gèzpunkin / glèse...”.
permesso...”. “Permesso un cazzo!”, mi risponde un tale, di                  Non sono un esperto, ma ha tutta l‟aria di un eptametro dattilico
schiena. Battiato è lontano e piccolissimo. Ricordo una sola                 catalettico: dattilo / dattilo / dattilo / dattilo / dattilo / dattilo /
canzone, sentita lì per la prima volta: Up Patriots to Arms. Mi resta        dattilo privo dell‟ultima sillaba. Nello stesso album c‟è Gli uccelli,
impressa perché Mauro canta l‟ultima frase del refrain: “La musica           pieno di vocaboli sdruccioli: “volano”, “nuvole”, “regole”,
contemporanea / mi butta giù”. Quella sera sento nominare per la             “aprono”, “scendono”, ecc. Bandiera bianca ha invece un feeling
prima volta Armando Cossutta. Per la verità, mi pare di capire               “bisdrucciolo”, avanza per sequenze di quadrisillabi con ictus di
“Cossuta”, con una sola t. Mauro e mio padre commentano quello               prima: “àbetoven / èsinatra / prèferisco / lìnsalata / àvivaldi /
che si avvia a diventare lo Strappo di Berlinguer con l‟URSS. Un             lùvapassa / chèmidapiu / càlorie”; “òsentito / dèglisparin /
pomeriggio dell'anno dopo. Rai 3 dà un concerto di Battiato. La              ùnaviadel / centro”. Versificazione più “barbara” che mai, dal
stessa tournée che lo ha portato a Ferrara, ma è la data finale              momento che in latino non esistono bisdrucciole.
all‟Arena di Verona. È esausto, afono, occhi sgranati, sforzo                    La title-track de L'ERA DEL CINGHIALE BIANCO (l‟album della
terribile per arrivare in fondo. Fa cantare i ritornelli alla folla. Quasi   svolta pop) non solo parte con un verso sdrucciolo, ma Battiato
non apre bocca in Cuccuruccuccù. “Mo mama, guàrdal lì cum c'l'è stuf,        allunga la prima sillaba e s‟inventa un dattilo iniziale: “pièniglial-
puvraz!”, commenta mia madre. “Al fa 'nfin cumpasiòn!”. Sembra una           berghi a Tunisi”. Per tutta la strofa e per quella successiva, Battiato
attacca sempre con un dattilo: “pèrleva”, “àvolteun”, “nòncifa”,             minore. E poi di complementi ce n‟erano svariati. Il complemento
“pròfumi”, “studenti”. Il testo di Sentimiento nuevo ha versi sdruccioli     di settima di dominante, ovviamente. E poi complementi di nona e
in posizioni strategiche: “i desideri mitici di prostitute libiche”, “lo     tredicesima, aumentate o diminuite, a seconda del posto in cui
shivaismo tantrico di stile dionisiaco”, e il refrain si conclude con la     Kenny ti voleva accompagnare. E tutto ciò solo per dire
parola “incantesimo”. Versi sdruccioli in Up Patriots to arms:               dell‟armonia che reggeva il tutto. Poi c‟era del ritmo: la pennata
“L‟impero della musica”; “Alla riscossa, stupidi!”; “mandiamoli in           secca a rimbalzo della mano sinistra. E alla mano destra tutto un
pensione i direttori artistici”, ecc. La vibrazione dattilica dei testi di   mondo di pattern e scale che altro che 80 giorni. Insomma c‟era
Battiato è un tratto talmente distintivo da prestarsi alla parodia:          ben altro dietro quegli 88 tasti bianchi e neri. Si chiamava jazz e io
nella sua canzone Franco a Catania, David Riondino menziona                  un po‟ lo scoprii allora. Grazie a questo ragazzo con la faccia da
“ricotte mastodontiche”, “carabinieri bulgari” e “cipolle                    secchione. Come me. Qualche ora dopo, la nostra serata era finita e
metafisiche”. A mio parere, è questo il segreto delle lyrics di              lo andai a salutare. Gli alitai in un orecchio un saluto e lui rispose
Battiato, il motivo per cui così tante persone cantavano versi di cui        che la cosa più bella del mondo era lavarsi i denti prima di dormire.
non capivano un cazzo. L‟andamento rotolante trascinava                         Qualche mese dopo mi dissero che si faceva le pere di eroina
l‟ascoltatore, la tesi di ogni dattilo penetrava la mente, e l‟arsi la       nelle vene. E vabbè, cazzi suoi. Però era strano. Con quella la faccia
seguiva.                                                                     da secchione. Anni dopo scoprii che anche Bill Evans idem. Lui, il
                                                                             campione del lirismo pianistico, del chiaroscuro romantico, quasi
                                                                             chopiniano, lui, bianco. Lui ben pettinato e con gli occhiali, che
  La grammatica perfetta di un jazzista con gli occhiali                     poteva essere un travet qualunque o un professore di letteratura. Le
                                                                             pere. Di eroina. Mah… Poi anni dopo Kenny Kirkland morì
                                                                             improvvisamente nel suo appartamento. Non si seppe mai
   Quell’assolo di Kenny Kirkland                                            esattamente perché, per cosa. Quindi droga. Eroina o peggio. Pure
                                                                             lui. Nero, ma pettinato, un po‟ fighetto e con gli occhiali. Cazzo.
                       di CRISTIANO CALEGARI                                    Sono passati quasi 20 anni da quando vidi per la prima volta il
                                                                             jazz muoversi su un pianoforte. Bill Evans è ancora lì: sempre una

A      quel tempo ero un ragazzo che giocava a ramino e pensava
      alle donne. Avevo 20 anni, facevo il tastierista in una cover
band che tutti i venerdì del mondo suonava nello stesso locale. Da
                                                                             star nel presepe dei pianisti. Kenny sarà da quelle parti anche lui,
                                                                             immagino. Stefano S. non ho idea di che fine abbia fatto. Di droghe
                                                                             ne ho assaggiate parecchie. Quasi tutte. Il solo di Kenny è ancora lì
bravo tastierista anni ‟80 mi esibivo in tappetoni sintetici, riff di        che mi aspetta. Quasi tutto.Molti anni dopo, davanti a un grancoda
campane, ricami di fiati fasulli. E mi bastava. Suonavo con gente            da concerto, mi sarei ricordato di quella volta in cui Stefano S. mi
più grande, bevevo gratis, venivo pagato per fare della musica. Mi           aveva portato a conoscere il jazz.
fosse toccato il sax o la chitarra sarei anche stato pieno di donne. E
comunque mi bastava.
   Poi si sciolsero i Police e Sting se ne uscì con questo disco, THE
DREAM OF THE BLUE TURTLES, in cui suonava con dei jazzisti
                                                                                    CLASSICAL SINGING FOR DUMMIES
neri. Montammo dei pezzi e cominciai a capire che non mi bastava
più, che c‟era parecchio da capire e da esplorare. L‟estate dopo              Lezione n. 3 / L’intervallo di terza
Sting se ne uscì con un doppio live in cui c‟era questo medley tra
Bring on the night e When the world is running down. Nella seconda c‟era                               di GIORGIA MESCHINI
un assolo di piano che per me era pura fantascienza: un unico
fuoco d‟artificio abbagliante. Decidemmo di mettere su il medley. E
io brancolavo nel buio. Laddove nel disco partiva il solo di Kenny
Kirkland, io producevo un tristo terzinato attorno alla nota blues, e
                                                                             S    e siete sopravvissuti alle prime due lezioni (congratulazioni!) mi
                                                                                  sento autorizzata a perpetuare nella mia missione musical-
                                                                             cultural-umanitaria. E quindi benvenuti finalmente alla terza lezione
varie stinfie biscrome, immiserite dal suono di piano elettrico del          di COME IMPARARE A CANTARE COME FANNO I CANTANTI LIRICI
DX7. Kenny invece sa iddio cosa facesse, quali diavolo di tasti              SENZA LA PRETESA DI DIVENTARE MARIELLA DEVIA (chi non loda
suonasse. E non dico nelle scale. Anche proprio nell‟armonia di              la Devia è un ladro o una spia, e non è figlio di Maria. O di Lucia,
base. Che era – spartito alla mano – di una semplicità siderale: C7,         come preferite – per inciso, mia mamma si chiama Lucia. Come la
D7, E-7. Qualunque strimpellatore oratoriale sa mettere in fila              tizia di Lammermoor. E il cerchio si chiude –).
questo giro sul proprio strumento. Ma non farla suonare in quel                 Oggi finalmente proveremo ad intonare un bell‟intervallo di
modo. E un giorno capii il perché.                                           terza...come sarebbe a dire “che diamine è un intervallo di terza?”??? Oh,
   Conobbi il gruppo che suonava il giovedì. Entrai a locale chiuso          mamma (o anche: “Oh, Lucia!”)! Ripartiamo dal principio: avete
e dietro al piano c‟era un giovanotto tipo me. Si chiamava Stefano           presenti le scale? No, non le scale del palazzo, ah ah, che
S. Se ne stava lì solo sul palco a suonare. E suonava proprio il solo        spiritosi...le scale musicali. Una qualsiasi scala maggiore. Ring any
di Kenny. Il tipo mi somigliava abbastanza. Camicia, capello in              bells? Niente?
ordine, occhiali, l‟aria vagamente secchiona. Un tastierista insomma.           Ok, riproviamo: avete presente la tastiera del pianoforte? Tasti
Il suo assolo però era quello giusto. Accesi la vista a raggi X e tutti i    bianchi e tasti neri? Ebony and ivory live together in perfect harmony side by
magnetofoni mentali disponibili per rubargli i trucchi. Non servì a          side on my piano keybord oh Lord why can't we? Avete una vaga idea di
nulla. Perché lui fu gentilissimo e mi mostrò come funzionava                quale sia il DO (un DO naturale qualsiasi, per i solutori più abili il
quella diavoleria.                                                           DO3 ovvero il “DO centrale”)? Ecco, se avete trovato un DO
   A pensarci ora è tutto molto semplice. È solo un fatto di                 naturale, partendo da lì e suonando in successione solo i tasti
linguaggio. Io suonavo troppe note, le suonavo tutte. Linguaggio,            bianchi fino ad arrivare al DO successivo (cioè un‟ottava sopra.)
appunto. Come se uno parlasse sempre così, come un libro di                  avrete suonato una scala maggiore, anzi, la scala maggiore per
grammatica: soggetto, verbo, complemento. Sempre. Hai presente               eccellenza, la scala di DO maggiore, quella che fa da matrice per
che palle? Invece in quella lingua in cui suonava Kenny non si               tutte le altre scale maggiori. Per i solutori meno abili, ecco un
faceva così. L‟armonia seguiva altre regole. Il soggetto, la tonica          disegnino esemplificativo della scala di DO maggiore:
dell‟accordo, quello Kenny non lo usava quasi mai. Tanto quello lo
metteva preciso il bassista (era il suo lavoro, che diamine) e lo
metteva così in basso che non gli si poteva dar torto. Il verbo,
invece, la mediante, il terzo grado, be‟ quello c‟era sempre tra le dita
di Kenny. Verbo attivo per un accordo maggiore, passivo per uno
                                                                         durante l‟ultima udienza ha gridato: “Questo processo non è
                                                                         regolare!”, prima di essere portato via dall‟aula da due poliziotti.
                                                                            Mentre i Radiohead sono in tour in America, il 10 luglio uscirà
                                                                         THE ERASER, primo album solista del cantante della band, Thom
                                                                         Yorke.
                                                                            Sarà Ennio Morricone a dirigere la Filarmonica e il Coro della
                                                                         Scala per un tour che, dopo il debutto il 24 luglio all‟Arena di
                                                                         Verona, toccherà nel 2007 le maggiori città europee e raggiungerà
                                                                         l‟anno successivo gli altri paesi del mondo. Patrocinato da Giorgio
                                                                         Armani, il tour sarà incentrato sulla musica per il cinema di Ennio
                                                                         Morricone, una selezione degli oltre 400 lavori scritti in 50 anni di
  La scala di DO maggiore, e, di conseguenza, qualsiasi scala            attività. “Mi avvicino con grande rispetto, soddisfazione, piacere ed
maggiore, è formata da una successione di suoni tale che,                emozione alla Scala”, ha detto il compositore 78enne. “Con il
numerando le note con i gradi dal primo al settimo, partendo dalla       teatro milanese non ho avuto grandi rapporti in passato. Ho visto
tonica (cioè, se parliamo della scala di DO maggiore, la tonica è il     qualche opera diretta da Muti, ma mai una prima perché non sono
DO, se è quella di RE maggiore la tonica è il RE, e così via.), che è    uno mondano”.
chiamata anche “primo grado” della scala, avrà come intervalli tra          Nuovo album e nuovo tour per i redivivi Meat Puppets.
un grado e il seguente la successione tono-tono-semitono-tono-           Formatisi nel 1980, le “bambole di carne” salirono alla ribalta nel
tono-tono-semitono, come illustrato dall'esauriente schemino che         1993, quando i Nirvana inclusero tre loro canzoni nel loro
segue:                                                                   UNPLUGGED IN NEW YORK. Adesso i fratelli Curt e Cris
                                                                         Kirkwood hanno deciso di riprovarci a distanza di ben 11 anni dal
                                                                         loro ultimo album, NO JOKE!, dopo il quale la band si era sciolta
                                                                         per i pesanti problemi di droga di Cris (era pure finito in carcere
                                                                         per 18 mesi).
                                                                            Eminem ha annunciato che sarà il protagonista di un nuovo
                                                                         film, Have gun will travel, un remake di uno show televisivo degli anni
                                                                         ‟50, riambientato nella Detroit di oggi. È probabile che il rapper
                                                                         provveda personalmente alla colonna sonora.
   Per farla breve, l'intervallo che c‟è tra il primo grado e il terzo      I White Stripes hanno vinto la causa legale che li opponeva al
grado di una scala si chiama “intervallo di terza” (quando uno dice      loro tecnico del suono e co-produttore Jim Diamond. La corte di
la fantasia...). Cioè, se cantate un DO naturale e subito dopo un MI     Detroit ha deciso che Jack e Meg White sono i soli autori
naturale, come per magia avrete cantato un intervallo di terza. Se       dell‟album THE WHITE STRIPES del 1999 e del successivo DE STIJL,
cantate l‟arpeggio DO-MI-SOL-MI-DO, sappiate che sono tutti              e che a Diamond spetta solo il compenso pattuito di 35 dollari
intervalli di terza. Suvvia, ci voleva poi tanto?                        all‟ora per il suo tempo impiegato negli studi di registrazione.
   Nella prossima lezione tenteremo di capire che razza di voce vi          Lo scorso 12 giugno, i membri superstiti dei Beach Boys sono
ritrovate... ehm, volevo dire, a quale registro appartiene la vostra     apparsi insieme per la prima volta dopo dieci anni. Mike Love,
voce. Mi raccomando, dovessimo scoprire che siete dei                    Brian Wilson e Al Jardine hanno raggiunto i session-men Bruce
mezzosoprano, non vi abbattete: un mezzosoprano non è mezzo              Johnston e David Marks in cima al palazzo della Capital Records di
soprano, cioè, non è la metà di un soprano, semplicemente è una          Los Angeles in occasione della consegna di un doppio disco di
signora o signorina che ha la voce un tantinello meno acuta di un        platino per la loro raccolta di successi THE SOUNDS OF SUMMER,
soprano, tutto qua. Se invece dovessimo scoprire che nella vostra        pubblicata nel 2003, e che ha venduto 2 milioni di copie nei soli
ugola si nasconde un tenore, allora preparatevi ad essere                Stai Uniti. È stata anche l‟occasione per celebrare il 40mo
crudelmente derisi a vita, ché, detto tra noi, personalmente faccio      anniversario di PET SOUNDS, il loro capolavoro. Gli altri due
sempre il tifo per Don Giovanni (pure se è un gran bastardo.)            membri originari della band, Tennis e Carl Wilson, sono morti
sperando sempre che, prima o poi, qualcuno allestisca una                rispettivamente nel 1983 e nel 1998. In questi ultimi anni, Brian
produzione nella quale Don Ottavio (nome completo: L‟Inutile             Wilson ha inciso dischi e fatto tournée come solista, ricevendo
Don Ottavio.) schiatti, possibilmente mentre canta “Dalla sua pace la    trionfale accoglienze, mentre il resto del gruppo ha continuato a
mia dipende”...boom!                                                     girare il mondo con il marchio Beach Boys.
                                                                            Dopo l‟estemporanea reunion londinese per il Live 8 (dove la
                                                                         band ha suonato per la prima volta in 25 anni con la line-up
              Lo Stato dell’Unione                                       classica), i Pink Floyd avevano dichiarato che non ci sarebbe stata
                                                                         un‟altra occasione. I due arcinemici David Gilmour e Roger Waters
                                                                         continuano ad escludere ogni ipotesi di riavvicinamento; ma
        Notizie fresche dal mondo del rock „n‟ roll                      proprio in questi giorni il batterista Nick Mason ha dichiarato che
                                                                         sta provando a convincerli di fare un ultimo tour assieme: “Ho
B     ob Dylan sta per uscire con un nuovo album dopo cinque
      anni di silenzio. S‟intitolerà MODERN TIMES e verrà
pubblicato il 28 agosto. Pochissime le indiscrezioni finora trapelate.
                                                                         appena finito di accompagnare David nei suoi concerti solisti”, ha
                                                                         detto, “e sto per partecipare ad uno show con Roger. Mi sono dato
                                                                         per questo il soprannome di Henry Kissinger dei Pink Floyd.
Si conoscono i titoli di quattro canzoni: Thunder on the mountain,       Vorrei tanto che la reunion avvenga, e sono sicuro che avverrà; ma
Spirit on the water, Workingman‟s blues e When the deal goeas down.
                                                                         dovrà essere per amore e non per soldi”.
   Davanti alla corte d‟appello vietnamita, la vecchia gloria del pop
                                                                            LE MIE CANZONCINE è il titolo del nuovo album di Nada, un
inglese Gary Glitter ha perso l‟appello contro la sentenza di primo      dual disc formato da un CD e un DVD con all‟interno il nuovo
grado che l‟aveva condannato a 3 anni di reclusione per abuso            brano inedito della cantante livornese dal titolo Scalza . Il disco,
sessuale nei confronti di minori. Lo scorso marzo, l‟ex idolo del
                                                                         oltre al singolo, conterrà dodici canzoni che hanno caratterizzato la
glam-rock era stato processato con l‟accusa di aver molestato due        carriera di Nada negli ultimi sette anni, come Guardami negli occhi e
ragazzine di 11 e 12 anni nella sua casa sulla spiaggia di Vung Tau.     altri brani tratti da TUTTO L‟AMORE CHE MI MANCA, album del 2004
Glitter (62 anni) aveva ammesso di essersele portate a letto ma          prodotto da John Parish. Il DVD sarà invece formato da cinque
aveva pure negato recisamente di aver commesso alcun abuso. In           videoclip, tre dei quali inediti, firmati da Citto Maselli, Matteo
carcere dallo scorso novembre (dopo il suo arresto all‟aeroporto di      Basilè e Jasen Nannini, emergente regista slovacco.
Ho Chi Minh, mentre tentava di abbandonare il paese), Glitter
   SPUNK, il leggendario bootleg dei Sex Pistols sarà pubblicato
ufficialmente il prossimo 17 luglio, per celebrare il 30mo
anniversario dell‟incisione del primo demo della più oltraggiosa
delle punk bands.
   È morta il 15 giugno Betty Curtis, una delle più note voci
italiane negli anni '50 e '60. La cantante, al secolo Roberta Corti, è
spirata in una clinica sul lago di Lecco dove era ricoverata da
tempo. Nata nel 1936, la Curtis vinse Sanremo nel 1961 con la
canzone Al di là, presentata in coppia con Luciano Tajoli.
                  I LIBRI DI MRS. HILLS                                    come un filo tagliente ogni assolo, ogni pausa tra le note, ogni più
                                                                           piccola dissonanza.
               Richard Matheson:                                             I versi di The jazz machine nella traduzione italiana perdono un po‟
                                                                           del loro ritmo e l‟andamento da ballata è molto meno evidente, ma
              “The Jazz Machine”                                           conservano la forza abrasiva della scrittura e il tono lirico di una
                                                                           storia che è una favola nera e dolorosa.
                        di SEIA MONTANELLI                                   Soprattutto rimane intatta la straziante disperazione del
                                                                           monologo finale con cui il protagonista tira fuori tutto ciò che non

V      olete sapere cos‟è il jazz? Ogni musicista ha la sua risposta e
       nessuna è sbagliata, perché il jazz è quello che senti, e come lo
senti. Ma il jazz parla anche a chi lo ascolta. Quindi chi può darvi
                                                                           è riuscito ad urlare all'uomo bianco, mentre gli distruggeva la
                                                                           macchina del jazz: giù le mani dalla nostra l'anima, quella volata via
                                                                           nelle note di una tromba o sbattuta sui tasti di un pianoforte.
torto se anche voi avete una risposta a questa domanda? È
                                                                             Richard Matheson, The jazz machine, in Shock. Seconda parte, “Urania” n.32,
sicuramente corretta.
                                                                           2001
   Il jazz – diceva Thelonious Monk – è un graffio dell‟anima.
   C‟è un racconto di Richard Matheson che coglie l‟essenza di
questa musica meglio di decine di saggi eruditi o testi di storia della                         IL SUPPLEM ENT O
musica. A dire la verità non è nemmeno un racconto ma un poema                                       R.E.M.
blues, come una dolente canzone di Robert Johnson. S‟intitola La
macchina del jazz e racconta di un musicista di colore che sputa                                  Nightswimming
nell‟ottone della sua tromba tutta la rabbia e il dolore che si porta         17 TESTI (IN ITALIANO) DI ALCUNE DELLE PIÙ BELLE CANZONI
dentro.                                                                           DEL GRUPPO DI ATHENS, GEORGIA. VENTICINQUE ANNI
   Richard Matheson è stato definito da Ray Bradbury “uno degli                 DI ROCK ALTERNATIVO CHE È DIVENTATO “MAINSTREAM”
scrittori più importanti del XX secolo”. Per darvi qualche                       Per ricevere i Supplementi iscriviti alla nostra Newsletter:
coordinata su quest‟autore, vi dirò che ha alle spalle una carriera                               info@medicine-show.net
che dura da oltre cinquant‟anni, ha vinto numerosissimi premi, tra
cui l‟Edgar Allan Poe e il Bram Stoker Award. Ha scritto centinaia            Scarica i Supplementi arretrati andando su questa pagina web:
tra romanzi (da Io sono leggenda a Tre millimetri al giorno) e racconti,      www.perceber.com/archives/2006/06/tutti_i_supplem.html
che hanno inciso sul gusto e le regole della letteratura fantastica,
proprio al confine con la fantascienza, e la forza persuasiva della
sua penna e l‟abilità di creare mondi ed atmosfere ha travalicato la                                 IL TRASLOCO
letteratura per influenzare profondamente anche altri linguaggi: dal
cinema ai fumetti ai videogiochi, fino alla televisione visto che                          Seconda Parte: I/P
Matheson è il creatore di una delle serie più importanti della storia
della tv: Ai confini della realtà.                                                                 di GABRIELE PESCATORE
   Ebbene, un giorno lo scrittore americano ha deciso di
abbandonare per un po‟ il soprannaturale, l‟insolito e l‟atmosfera              Il trasloco del nostro valente redattore continua [la prima parte è stata
carica di suspense dei suoi racconti e ne ha scritto uno bellissimo             pubblicata sul numero di gennaio-febbraio 2006] tra dubbi amletici e
sul jazz e le sue radici, The jazz machine appunto. Composto nel                dolorose rinunce: quali dischi portare nella nuova casa, dove non c‟è più
1963, è stato inserito nella raccolta intitolata Shock (Matheson ha             spazio se non per l‟essenziale? Si deve fare a meno dei Led Zeppelin e di
imposto una clausola in cui proibiva la pubblicazione dell‟opera con            Van Morrison per dar spazio a Mark Lanegan e ai Madness?
titoli diversi) e in Italia è possibile (ma difficile) reperirlo nel
numero 1775 di Urania: un cofanetto contente 52 suoi racconti
divisi in quattro volumi.
   Alla fine di una jam session avviene l‟incontro-scontro tra un
                                                                           D      ove eravamo rimasti? Alla I, come Inspiral Carpets,
                                                                                  formazione inglese che andava per la maggiore sul finire degli
                                                                           Ottanta/inizio Novanta. In realtà, a parte un paio di singoli e un
musicista pieno di rabbia e dolore, di cui ho già detto, e uno degli       bell‟album di debutto, non è che siano proprio fondamentali. Però
spettatori. Il musicista ha perso suo fratello Rone, ucciso perché si      iniziare la pagina con un “salto” non mi piaceva affatto.
rifiutava di essere uno schiavo come i suoi antenati, e così ogni sera        Alla J, viceversa, di materiale ce ne sarebbe anche troppo. I James
ne celebra la morte lasciando che il blues gli fluisca con il sangue e     di GOLD MOTHER se amate il suono Britpop rivisitato con una
si liberi in decine di note stridule come il rumore delle catene.          certa eleganza sono imprescindibili. Come pure i Janes‟s Addiction
   Qualcuno ha scritto che Chet Baker suonava ogni nota come se le         di NOTHING‟S SHOCKING (si tratta di uno dei migliori dischi dello
stesse dicendo addio; allo stesso modo il musicista di Matheson in         scorso secolo: un incrocio di new wave, punk e ballate d‟alta scuola
ogni squillo della sua tromba dice addio a suo fratello e a tutti gli      come Jane Says: da rimanere senza fiato); anche RITUAL DE LO
altri suoi fratelli morti per il colore della loro pelle.                  HABITUAL, controverso sin dalla copertina censurata, è lavoro che
   Il suo jazz è un urlo contro la discriminazione. L‟ascoltatore          non dovrebbe mancare, nonostante sia inferiore all‟esordio. Sempre
speciale è un uomo bianco che dice di aver costruito la macchina           alla J è un vero piacere riscoprire i Jesus And Mary Chain di
del jazz, un congegno capace di risalire sino alla nascita di quella       DARKLANDS e PSYCHOCANDY: li riascolto, oggi, e mi sembrano
musica, di rintracciare i sentimenti e le emozioni più profonde da         entrambi lavori di un‟assoluta attualità, opere che davvero riescono
cui sono scaturite le note di ogni improvvisazione e scoprirne così        ad andare oltre al tempo; così scure ma anche venate di un pop che,
la natura. Questa macchina prende una nota, la elabora come un             scavando scavando, viene fuori e conquista.
teorema e poi la riconverte in sensazioni, nei rumori esatti della            Alla lettera K opto per FACE TO FACE dei Kinks giusto per avere
rabbia, del dolore, della malinconia, della disperazione.                  un‟alternativa, molto più beat, al suono dei Beatles. C‟è, poi e
   Il musicista capisce che è come svelare un mistero: cosa resta          sempre alla K, una formazione che da sempre è stata avanti di
dopo? Non può permettere di perdere questo segreto: è la storia, il        almeno un quarto di secolo: si tratta dei Kraftwerk, pionieri di un
dramma, la vita stessa della sua gente.                                    suono tedesco in perenne equilibrio tra modernità ed elettronica
   Il jazz è la lingua di chi non ha voce.                                 tradizione; sarebbe cosa buona e giusta, recuperare almeno un paio
   E così distrugge quella macchina per impedire che gli rubi la           dei loro lavori. Volendo, viceversa, andare sul sicuro, opto per
musica, perché i bianchi non possano appropriarsi della storia di          TRANS-EUROPE EXPRESS, con non pochi rimpianti per AUTOBAHN
chi il jazz l‟ha inventato e reso grande, e penetrare tutto il dolore e    (pensare che si tratta di un disco di 32 anni fa mi mette i brividi) e
la solitudine che l‟hanno creato: un dolore antico, che percorre           MAN-MACHINE.
    Passo veloce alla L. I Led Zeppelin mi sono sempre piaciuti con                    dovuto essere sotto la G, di certo non alla P!): cinematici, sognanti,
una certa moderazione; nonostante della premiata coppia                                geometrici sono due lavori in cui si fondono trip-hop, pop e
Page/Plant abbia, comunque, l‟intero lotto decido di farne a meno,                     frammenti di colonne sonore come solo i grandissimi riescono,
forse perché ormai le loro canzoni le passa anche il supermercato                      ancora, a fare. Quasi dimenticavo i Pixies, per i quali sarebbe
dove vado a fare la spesa. Mark Lanegan, seguendo un ordine                            necessario un numero speciale: SURFER ROSA e DOOLITTLE sono
alfabetico, precede gli Screeming Trees, la band di cui è stato                        due opere tanto seminali che dovrebbero esser fatte ascoltare a
l‟ispirato cantante. Le sue opere soliste sono tutte, ma proprio tutte,                scuola, sin dalle elementari. Punk, art rock, indie-pop: tutto quello
magnifiche: ne scelgo un paio – i titoli, sono sincero, non li ricordo                 che di bello c‟è stato negli Anni Ottanta è racchiuso in questa
(di sicuro c‟era WHISKEY FOR THE HOLY GHOST, probabilmente                             coppia di opere d'arte. Assolutamente imprescindibili, come anche i
anche il suo esordio solista, quel THE WINDING SHEET                                   Pink Floyd di THE PIPER AT THE GATES OF DOWN,
dall‟ammaliante introspezione). Dei Lemonheads di Evan Dando                           UMMAGUMMA e THE DARK SIDE OF THE MOON che, di
recupero un BEST OF, all‟interno del quale riscopro la cover di Mrs.                   conseguenza, non posso esimermi dal prelevare.
Robinson ed un altro paio di gemme (Confetti, It‟s About Time, Big Gay
Heart). Avevano tutto – canzoni, armonie, ritmo, ispirazione – per                                                         (III e ultima parte nel prossimo numero)
diventare la migliore formazione dei Novanta; purtroppo per loro
(ma un po‟ anche per noi), droghe e alcool hanno fatto in modo
che le cose andassero diversamente. I La‟s, invece, sono diventati
immediatamente fenomeno di culto; accresciuto dalla pubblicazioni                                       SPARATE SUL PIANISTA
di un unico, omonimo album, dolce e fuori dal tempo come solo
alcune band inglesi sanno essere. Comunque, imprescindibile.
    Passo alla M e trovo Van Morrison. Dell‟irlandese volevo
                                                                                        I capricci di Sua Maestà Accardo
prendere almeno un paio di album; nei giorni che hanno preceduto
                                                                                                                di DAVIDE L. MALESI
il trasloco ne ho riascoltati quattro e ho trovato la sua musica
vecchia e fuori dal tempo (nell‟accezione più negativa). Passo,
quindi, oltre e mi fermo, sbigottito, di fronte al buco entro al quale
ci dovrebbero essere i Madness; avevo un bel box con i primi tre                       A     d essere sincero non so come agire nei confronti di Salvatore
                                                                                             Accardo. Da una parte vorrei rivolgergli parole di encomio per
                                                                                       aver recuperato i Capricci di Paganini dopo i capitomboli degli anni
album, non lo trovo più, me ne rammarico e mi dico di ricordarmi
sempre di non prestare libri e dischi, in particolare agli amici. Tiro,                Sessanta e Settanta: dalle infelici trascrizioni di Rocco Parisi,
invece, un sospiro di sollievo nel constatare che KICK OUT THE                         estreme quanto inutili, per clarinetto basso; fino a vuoti
JAMS degli MC5 è al suo posto. L‟esordio dei Mano Negra è                              sperimentalismi come quelli di Pietro Grossi, che – citando un
divertente quel tanto che basta a farlo inserire nel lotto, anche                      critico dell‟epoca – “realizzò una esecuzione di Paganini per
perché riporta a periodi bellissimi. Sono indeciso sui Massive                         computer e schede perforate: prese un Capriccio di Paganini, il
Attack; nonostante la bellezza di PROTECTION decido di                                 quinto, e sulla base della tabella che gli avevano dato perforò le
soprassedere a vantaggio di YOUNG TEAM dei Mogwai (la miglior                          schede, fatto il pacco di schede, lo assegnò al computer e il
espressione del post-rock britannico) e del Maestro Ennio                              computer lo suonava”.
Morricone, genio tra i geni, inavvicinabile per chiunque: Per un pugno                   D‟altra parte, e sia pure col massimo rispetto, vorrei prendere sua
di dollari, Il buono, il brutto e il cattivo, C‟era una volta il West, Giù la testa,   maestà Accardo idealmente a schiaffi per la spietata cattiveria che
Le foto proibite di una signora perbene, Il Gatto a nove code soltanto per             ha messo nell‟esecuzione del Capriccio in sol minore – da sempre
citare le produzioni di metà anni Settanta. Ma, purtroppo, non                         bestia nera, amata e odiata, dei violinisti che affrontano Paganini;
posso andare oltre.                                                                    traccia n. 16 di questa prestigiosa edizione Deutsche Grammophon
    N è Nirvana, in assoluto la mia band del cuore. NEVERMIND lo                       del 1978 –: note che sembrano stilettate, stridori feroci, convulsioni
conosco a memoria ma non ci rinuncio; e non rinuncio neppure                           e compulsioni, per una manciata di secondi di puro dolore che non
all‟UNPLUGGED IN NEW YORK (sto sognando oppure ho davvero                              hai neanche cominciato ad ascoltarla ed è già finita, però nel
maneggiato un feticistico vinile bianco?) anche se, ormai, lo                          frattempo ti ha fatto male; e siccome però è suonata da dio, tu la
passano con una certa frequenza anche tra un giornale radio e                          riascolti da capo e ti fai ancor più male, e così via all'infinito.
l‟altro.                                                                               Un‟esecuzione, davvero, diabolica. Neanche l‟ultima di Horszowski
    O come Oasis, di cui m‟impossesso di DEFINITELY MAYBE che                          era così bastarda. È pur vero che basta passare al Capriccio in do
preferisco al comunque eccellente (WHAT‟S THE STORY?)                                  minore (traccia n. 4) per ritrovare la maestà di uno spartito sontuoso,
MORNING GLORY; sul resto meglio passare oltre. Alla P opto per                         ricco, e con tutte le note enunciate per benino: ma anche lì c‟è
una bella raccolta dei Police (in modo da evitare, alla lettera S, di                  come una ferita aperta, una sorta di consapevolezza dolente
cadere in tentazione su qualche prescindibile lavoro solista di                        dell‟esecutore, da cui ci si riscuote solo dopo un minuto e venti
Sting), per TEN e VS dei Pearl Jam (con tanti rimpianti per una                        dall'inizio del Capriccio, per precipitare poi subito in un imbuto di
trentina dei loro bootleg ufficiali – che, da maniaco compulsivo, ho                   note vorticose che smettono di apparirci “suonate per benino” e
raccolto negli ultimi anni – e per il resto di una discografia che                     invece sembran tagliate (apposta) con la motosega: finché, dopo un
ritengo superiore alla media). Con il monumentale, in tutti i sensi,                   altro minuto e dieci, ci si riassesta di nuovo in un oceano di
SIGN O‟ THE TIMES e con il sempre attuale PURPLE RAIN anche                            dolenza. Ci si fa male, insomma, se appena si ha un cuore.
Prince è sistemato. Dei Pogues, uno dei gruppi che da un paio di                         Ad ogni modo, sofferenza a parte, io sono qui per parlar bene di
anni sto ascoltando quasi quotidianamente, scelgo RUM, SODOMY                          questo cd, e non è impresa difficile. Anzi. Questa è una di quelle
AND THE LASH (ci sono The Sick Bed Of Cuchulainn, A Pair Of Brown                      rarissime raccolte che, seppur ripetitive nella teoria, non lo sono alla
Eyes, Sally MacLennane e il classico dei classici Dirty Old Town) e IF I               prova dei fatti. Ben ventiquattro Capricci: e, diciamolo, il Capriccio
SHOULD FALL FROM GRACE WITH GOD, divertentissimo esempio                               non è esattamente la più varia delle composizioni. Di solito, dopo
di come punk e tradizione posano camminare di pari passo                               che ne hai ascoltati quattro, sei già bell‟e stufo. E invece, qui, mai
(Fiesta!?!). Un paio di colonne sonore per Elvis Presley, SLANTED                      un istante di noia grazie ad una brillante mescolanza di approcci e
AND ENCHANTED dei sempre troppo sottovalutati Pavement                                 derive dell'interpretazione: Accardo passa con somma disinvoltura
(ricordi, Doc, il loro concerto di spalla ai Sonic Youth – di cui                      dal trillo strafottente alla litania da strazio al cuore, fino al
consiglio DAYDREAM NATION – al vecchio Tenda Strisce?) ed il                           virtuosismo puro del Capriccio in la minore (traccia n. 5) suonato in
gioco è fatto. Non prima di aver fatto scivolare nel borsone il                        stile io-sono-quello-che-prende-le-note-così-veloce-che-tanto-non-
magnifico esordio dei Portishead (DUMMY) e OUT OF SEASON,                              mi-state-dietro-e-andate-tutti-in-malora. Tiè. Le esecuzioni dei
l‟album solista della loro vocalist, Beth Gibbons (che avrebbe                         brani “espressivi”, poi (si veda il Capriccio in sol minore, traccia n. 6)
                                                                                       sono fra le migliori che abbia mai ascoltato: assolutamente
irrispettose dal punto di vista filologico, e dunque prive di certa          Pogliotti, per non parlare della più famose di tutte, Per i morti di
leziosità decadente che Paganini ci aveva infilato dentro, semmai            Reggio Emilia di Fausto Amodei, composta all‟indomani dei moti
pregne di romanticismo tedesco teoricamente del tutto fuori luogo,           popolari che nel luglio 1960 rovesciarono il governo Tambroni:
e vieppiù intrise di salsa beethoveniana e brahmsiana. Ma se questi          “Compagno cittadino, fratello partigiano, / teniamoci per mano in
sono i risultati, al diavolo la filologia. Grazie alla mostruosa capacità    questi giorni tristi: / di nuovo a Reggio Emilia, di nuovo là in
interpretativa di Accardo, non esiste in commercio raccolta dei              Sicilia / son morti dei compagni per colpa dei fascisti; / di nuovo
Capricci più godibile. Ti piace il violinismo veloce e selvatico, fatto      come un tempo sopra l‟Italia intera / urla il vento e soffia la
di ebbrezze e saliscendi di note? E allora metti su il secondo               bufera…”.
Capriccio in sol minore (traccia n. 10). Prediligi le serenate romantiche?      S‟afferma, peraltro, con le Cantacronache, una delle nostre prime
Il Capriccio in la maggiore (traccia n. 21) è il tuo pane. Vuoi il           cantautrici, Margot, che propone, con la sua voce cristallina, ballate
sentimento ultra-mega-maxi-spaccacore, lo sturmunddrannngg che di            proto-femministe, come la splendida Le nostre domande, scritta
più non si può? Il già citato Capriccio in do minore è quel che fa per te.   assieme a Franco Fortini e contenuta nell‟album CANZONI DI UNA
Insomma, ce n‟è per tutti: quel che basta per dimenticarsi dell'unica        COPPIA del 1961.
nota infelice, ovvero lo striminzito libretto: aiutati anche dal fatto          Tre anni prima, nel 1958, con il gruppo delle Cantacronache
che il cd, con un po‟ di fortuna, lo trovate in giro per una diecina         entra in contatto Italo Calvino, che compone tre canzoni in coppia
d‟euro. E tanto basta.                                                       con Sergio Liberovici. Sarà la sua unica incursione nel mondo
                                                                             musicale, fino alla collaborazione con Luciano Berio per l‟opera in
                                                                             due atti La vera storia, rappresentata nel 1982, e per Un re in ascolto
       I VIAGGI DI LORD CORNELIUS PLUM                                       (1984).
                                                                                In Dove vola l‟avvoltoio – la prima di queste canzoni – Calvino fa
          Il tirchio Signor Mostarda                                         del suo meglio nell‟adattarsi al ruolo di paroliere; ma
                                                                             clamorosamente fallisce. La sua prosa leggera e asciutta, antiretorica
                                                                             e vagamente settecentesca, si scioglie con difficoltà nelle misure del
M      entre passeggiavo per Penny Lane, in un bel pomeriggio di
       giugno, incontrai un‟infermiera dell‟Esercito della Salvezza. I
capelli biondi gonfiavano il suo foulard e le asciugavano le lacrime
                                                                             verso: “Un giorno nel mondo finita fu l‟ultima guerra, / il cupo
                                                                             cannone si tacque e più non sparò, / e privo del tristo suo cibo
                                                                             dall‟arida terra, / un branco di neri avvoltoi si levò”. Solo questa
che solcavano le guance preziose. Mi chiese: “Ha per caso visto il           prima strofe presenta arcaismi e locuzioni ingessate a go-go: il cibo è
signor Mostarda?”. E quando io feci mostra di non aver mai                   “tristo”, il cannone “si tacque”, gli aggettivi precedono
sentito nominare prima quell‟uomo, ecco cosa mi raccontò:                    pomposamente i sostantivi. Tutto il testo è pieno di zeppe per farsi
                                                                             tornare i conti; un profluvio di “amor”, “insanguinar”, “fucil”,
  Il tirchio signor Mostarda                                                 “cannon”, “disser”, “rubar”.
  si rade al buio cercando di risparmiare la carta.                             Il tema è questo: l‟avvoltoio, in caccia di sangue e cadaveri, si
  Dorme in una buca nella strada                                             rivolge al fiume, al bosco, ad una madre, ai tedeschi, reclamando le
  risparmiando per comprare i vestiti.                                       proprie prede; tutti gli rispondono di no. Anche l‟uranio: “La mia
  Tiene una banconota da 10 scellini su per il naso.                         forza nucleare / farà andare sulla Luna, / non deflagrerà infuocata
  Che vecchio tirchio!                                                       / distruggendo le città!”. Il „57 era stato l‟anno del lancio dello
                                                                             Sputnik da parte dell'U.R.S.S. E l‟avvenimento era stato
  Sua sorella Pam lavora in un negozio;                                      interpretato da parte dell‟opinione pubblica di sinistra come uno
  non si ferma mai, è una che si dà da fare.                                 scacco inferto dal blocco socialista alla potenza americana, a
  Porta il fratello a vedere la Regina                                       sostegno delle tesi “pacifiste” contro quelle del “ricatto atomico”. È
  – l‟unico posto dove lui sia mai stato.                                    significativo che di questo spunto si fosse fatto portavoce proprio
  Grida sempre qualcosa di osceno.                                           Calvino, che pure da poco era uscito dal Pci, in seguito ai fatti
  Che vecchio sporcaccione!                                                  d‟Ungheria dell‟anno precedente. Questo episodio può servire in
                                                                             qualche modo a chiarire quale fosse la valenza che s‟intendeva dare
                                                         The Beatles,        da parte dei soci fondatori delle Cantacronache sia alla canzone sia
                                               Mean Mr. Mustard (1967)       alla cronaca che avrebbe voluto esserne l‟oggetto. Si può, con una
                                                                             qualche approssimazione, definire il programma del gruppo con
                                                                             uno slogan coniato per l‟occasione da Emilio Jona: “Evadere
    Nel 1957 l‟autore de “Il Barone rampante”entra                           dall‟evasione”. L'intento primario non era quello di mettere la
                                                                             canzone al servizio della lotta politica, ma solo di farne uno
 nel gruppo delle Cantacronache. Con risultati deludenti                     strumento culturalmente dignitoso di comunicazione e di dibattito
                                                                             delle idee, contrapposto in prima istanza alla insopportabile futilità
Quando Calvino faceva il paroliere                                           della canzonetta commerciale di allora (nel „57 le canzoni top di
                                                                             Sanremo furono Corde della mia chitarra e La casetta in Canadà). Certo
                      di ALDO ENRICO TAMBOLO                                 è che, letta oggi, l‟elegia all‟uranio fa impressione, e sottolinea
                                                                             quell‟ottusità – anche da parte di un uomo di genio – così pervasiva

A      cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso,
      mentre Modugno, Carosone e Buscaglione – e poi Celentano,
Mina, Toni Dall‟ara e Peppino Di Capri – provano a
                                                                             all‟interno dello scontro politico-culturale italiano: nonostante
                                                                             l‟Ungheria, infatti, bisognerà arrivare alla primavera di Praga per
                                                                             assistere ad un definitivo smarcamento del Pci dalla linea assunta
sprovincializzare l‟italica canzonetta rifacendosi per lo più a stilemi      dal Patto di Varsavia.
d‟oltreoceano, in tutt‟altra direzione – ma sempre alla ricerca di una
“canzone diversa” – si muove l‟esperienza delle Cantacronache.
   Avviato a Torino nell‟estate del 1957 per iniziativa dei musicisti                      L’ETÀ DELL’INNOCENZA / 1
Amodei, Margot, Liberovici, e di intellettuali del calibro di Franco
Fortini, il progetto coltiva il proposito di riportare nella canzone
italiana la cronaca quotidiana, con un linguaggio di stampo
                                                                                       Mazinger, Tigerman,
realistico lontano mille miglia dalla retorica della musica sanremese.
Nascono così canzoni come Cantata della donna nubile e Valzer della
                                                                                     Candy Candy e Lady Oscar
credulità di Jona e Liberovici), Tiro a segno e Questa democrazia di Mario
                                                                                                     di SEIA MONTANELLI
                                                                                   Decisamente country è invece la musica che accompagnava

I   l mio primo approccio con la musica è avvenuto tramite la
    Ninnananna del cavallino (Garinei-Giovannini-Rascel, 1953):
“Lungo i pascoli del ciel cavallino va, / tutto d‟oro è il suo mantel
                                                                               Candy Candy (trasmesso dalle reti locali a partire dal 1980 e poi da
                                                                               Rete 4, dal 1987; Italia 1 dal 1988, ma nel 1992 aveva già cambiato
                                                                               titolo in Dolce Candy e anche sigla in favore di una di quelle melense
nell‟azzurrità; / bianca luna di lassù mostragli il cammin, / stelle           canzoncine di Cristina D‟avena). Candy Candy, interpretata dai
d‟oro fate un coro nell'azzurrità. / Dormi, dormi mio tesoro, fai la           Rocking Horse, si basa su sonorità folk realizzate senza l‟utilizzo di
nanna ancor…”. Ero piccolissima e mio padre mi cantava sempre                  strumenti elettronici e l‟imprinting è dato da una pedal steel guitar
questa nenia quando non volevo dormire. Adoravo la sua voce                    che da sola conduce quasi tutta la sigla. Nel testo c‟è un errore,
calda e profonda che cominciava a sussurrare fino a raggiungere                quando dice “a spasso col suo gatto”: l‟animaletto di Candy è in
acuti carichi di stizza che arrivavano alla quarantesima volta che lo          realtà un orsetto lavatore, un essere mitico per me, all‟epoca.
costringevo a intonarla.                                                           Più articolata è la sigla di Lady Oscar, il cartone animato più
    Ecco: io pensavo che la Ninnananna del cavallino se la fosse               ambiguo della storia fino all‟avvento di Sailor Moon. Innanzitutto
inventata mio padre e che fosse tutta per me. E non avevo idea che             l‟intro del brano è realizzato su un assolo di spinetta (quale altro
invece esistessero cose come le canzoni, che tanti conoscono e                 strumento è più adatto ad una storia ambientata nella Francia alla
cantano a memoria. Tanto meno sapevo cosa fosse la musica, non                 fine del 1700?) e per tutto il brano si sente in sottofondo un‟arpa
distinguevo la voce dai suoni degli strumenti. L‟arcano mi si è                che sostiene delicatamente le trombe nelle strofe e le percussioni
svelato attorno ai quattro anni, quando il mio rapporto con la                 nell‟inciso: “Grande festa alla corte di Francia, c‟è nel regno una
musica si è fatto più “attivo” grazie alle sigle dei cartoni animati.          bimba in più. / Biondi capelli e rosa di guancia, Oscar ti chiamerai
Sono stata bambina tra la fine degli anni ‟70 e gli ‟80, l‟epoca d‟oro         tu. / Nella culla ti han messo un fioretto, Lady dal fiocco blu. / Oh
dei cartoons. Per fidelizzare i piccoli spettatori, i produttori hanno         Lady Lady Lady Oscar, tutti fanno festa quando passi tu, / oh Lady
investito molto nelle sigle, ricorrendo a parolieri, compositori e             Lady Lady Oscar, come un moschettiere batterti sai tu…”.
interpreti di tutto rispetto. Due nomi su tutti: Franco Migliacci                  Per chi è stata ragazzina ai miei tempi, però, non c‟era verso di
(l‟attuale presidente della SIAE e autore storico di tante                     potersi sottrarre al fascino della pallavolo, anche senza vantare
indimenticabili canzoni come In ginocchio da te, Non son degno di te e         altezze da cestista. Trascorrevo interi pomeriggi a combattere i
persino Volare) e Andrea Vecchio (autore delle musiche di Donna                mostri con i pugni rotanti del Grande Mazinger e a tirare palle di
felicità, Luci a San Siro e Una lacrima sul viso).                             carta contro la porta di casa imitando le schiacciate micidiali di
    Avete presente la bellissima canzone che annunciava le avventure           Mimì, l‟eroina della nazionale di pallavolo giapponese. Merito della
de Il grande Mazinger (su Canale dal 1979) con i suoi raggi fotonici e         fascinazione, come sempre, è largamente dovuto alla sigla, Mimì e la
il micidiale pugno atomico? “Ha la mente di Tetsuya, ma tutto il               nazionale della pallavolo, cantata da Giorgia Lepore e scritta da da
resto fa da sé, / non conosce la pura, né il dolore sa cos‟è. / Lotta,         Vistarini, Lopez e Argante: “Tute colorate, noccioline, gelati, /
cade, si rialza, sempre vincerà, / Mazinga Robot, Mazinga                      gomma americana, bandierine e noi qui. / Squadra nazionale coi
Robot…”. La cantavano i Superobots e l‟ha scritta Migliacci: e sua             colori del cuore, Mimì, c‟è Mimì. / Arci super grande è il
è anche quella voce profonda e adulterata dall‟equalizzatore che               campionato mondiale (ah! ah). / Voglio una canzone da cantare e
scandisce “Maazingaaaaa!!!!” alla fine di ogni strofa. Inutile dire che        gridare a Mimì, a Mimì…”. È un brano semplice nella struttura che
io ero innamorata di Tetsuya e odiavo Mazinga Z, un impostore per              alterna il suono ritmico della chitarra acustica a brevi interventi di
me, visto che la sua serie – seppure realizzata per prima – andò in            basso e batteria (elettronica) su un tempo scandito dal piano. Il
onda solo l‟anno successivo su RaiUno. Proprio Lo Vecchio ne                   testo è indimenticabile.
scrisse la sigla; ma preferisco ricordarlo come autore de L‟alfabeto di            E non si possono dimenticare nemmeno le avventure di Fiorellino
Bia, sigla d‟apertura di Bia la sfida della magia (1981) cantata dai           giramondo, una ragazzina che incarnava i sogni romantici di ogni
Piccoli Stregoni, che è un brano costruito su uno scioglilingua sul            fanciulla in fiore che aspetta il suo principe azzurro: “Oh Fiorellino
nome della streghetta protagonista, Bia appunto, declinato con le              gira-gira-giramondo / il tuo destino presto ti sorriderà, / le tue
lettere dell‟alfabeto: “B e a b e e ba be b e i ba be bi b e o ba be bi        avventure finiranno solo quando / sulla tua strada in grande amore
bo b e u bu ba be bi bo bu / c e a c e e ca ce c e i ca ce ci c e o ca         arriverà…”. E poi i Puffi, gli Snorky, Memole, David gnomo, La signora
ce ci co c e u cu ca ce ci co cu…”. Vendette ben 500mila copie.                Milù (che diventava piccola come un cucchiaino e io ogni volta
    Stefano Jurgens, autore di tanti programmi televisivi di successo          speravo affogasse in qualche tazzina da caffè), La principessa Zaffiro
(da Sei forte papà a Il pranzo è servito a La Corrida), ha invece scritto il   (che contende a Lady Oscar la palma di cartone animato più
testo della sigla di Belle e Sebastien, uno dei cartoni più sdolcinati al      politicamente scorretto), Sampei ragazzo pescatore, Yattaman, il
mondo (1981) cantata da tale Fabiana: una specie di Cristina                   fastidiosissimo Chobin con la sigla onomatopeica: “Chobin! (boing
D‟avena ante litteram. La canzone si sviluppa sulla base della sigla           boing boing) / ma com‟è carino e dolce Chobin! (boing boing
originale giapponese con l‟aggiunta di alcune tastiere per dare un             boing)”, a illustrare il suo modo di muoversi a saltelli; e poi Capitan
effetto più movimentato. La particolarità di questa sigla era un               Harlock, Goldrake, Daitan III, Charlotte, Peline, Georgie...
“Trrrrr” gridato alla fine di ogni verso che mi faceva impazzire e                 Sono tanti, troppi da tenere in mente. I cartoni animati sono la
una musica da girotondo sul prato: “Canta con noi (trrrrr) / meglio            memoria collettiva di una generazione che non ha granché da
che puoi (trrrr) / canta insieme a noi, / viva viva i nostri eroi, /           ricordare. E pensandoci bene, abbandonando le favole, la radio e la
viva Belle e Sebastien…”.                                                      Disney in favore di un Oriente che era più simile ai nostri desideri e
    C‟era poi una sigla, musicalmente sofisticata, che a me però               al nostro immaginario di ragazzini moderni, noi abbiamo vissuto
ricordava immancabilmente un formaggino: L'uomo tigre, cantata dai             una vera rivoluzione e queste sigle che ancora canticchiamo nei
Cavalieri del Re (il cartoon è andato in onda la prima volta su Rete 4         lunghi viaggi in auto o nelle rimpatriate con gli amici, prima che
nel 1982). Il formaggino in questione era naturalmente il                      l‟alcool si porti via l‟ultimo barlume di coscienza, sono la colonna
Formaggino Tigre: “Quel buon sapore, di emmenthal svizzero...                  sonora di una sorta di prima grande opera di globalizzazione.
che dona ai piatti, quel gusto in più! Tiiiiigrrre!”. Il brano si
compone di un intro, una strofa, un ritornello ed un bridge che dà
l‟avvio all‟intro successivo in una struttura circolare molto                                L’ETÀ DELL’INNOCENZA / 2
riconoscibile e resa ancora più efficace da un ritmo molto veloce a
sostenere un testo che incita a combattere il male: “Tigre
(Tigerman), Tigre (Tigerman) / è l‟Uomo Tigre che lotta contro il
                                                                                        Jeeg Robot, Mazinga Z,
male, / combatte solo la malvagità, / non ha paura, si batte con
furore, / ed ogni incontro vincere lui sa…”.
                                                                                       Baldios, Bryger e Devilman
                                                                                                       di DAVIDE L. MALESI
                                                                                sigla di Devilman che, pure iniziando come una specie di testo

L     a storia della diffusione dell‟animazione giapponese in Italia
      potrebbe oggi venir redatta certamente dal punto di vista delle
narrazioni (come peraltro accade nel libro Con gli occhi a mandorla –
                                                                                pedagogico per piccoli satanisti (“Là sull‟Himalaya / nella fredda
                                                                                notte buia / misteriosi riti di sacralità. / Si sciolgono le nevi, / si
                                                                                radunano anche gli avi, / l‟infernale sacrificio si farà…”) e
Sguardi sul Giappone dei cartoon e dei fumetti, a cura di Roberta               proseguendo con l‟entrata in scena di un personaggio
Ponticiello e Susanna Scrivo, Tunué 2005); ma poi occorre non                   inquietantissimo (“Devilman, grande uomo diavolo, / Devilman,
prender sotto gamba le sigle di apertura e di chiusura (in verità               principe del brivido / dominare il mondo vuoi con la malvagità…”)
soprattutto di apertura, poiché in genere la sigla finale veniva                precipita poi fatalmente nel patetico (“Devilman, grande uomo
tagliata dopo non più di qualche secondo). E, poiché le sigle dei               diavolo / [...] come un angioletto su nel cielo volerai / se ti
cartoni più celebri sono legate alle programmazioni tv degli anni               innamorerai”).
Ottanta, è una generazione specifica quella che ne serba memoria:
bisogna esser stati ragazzini allora, non c‟è scampo. Da questo
punto di vista, peraltro, le sigle han lasciato nella memoria una                              DESERT ISLAND DISCS / 1
traccia ben più duratura di quella delle storie: pochissimi, tra quelli
che hanno l‟età giusta, ricordano bene trama vicende personaggi di
Capitan Harlock o Jeeg Robot d'acciaio, ma non ce n‟è uno che non
                                                                                 Tom Petty & The Heartbreakers:
riconoscerebbe le sigle, entrate nel mito al punto da produrre vere e
proprie rivisitazioni eterodosse. È il caso della leggendaria sigla di
                                                                                    “Damn The Torpedoes”
Jeeg, ad esempio, cantata e suonata da un gruppo di nome Fogus…
                                                                                                       di GIOVANNI MIGLIORE
Peraltro, sui nomi degli artisti e delle band che si cimentavano in
queste sigle si potrebbe scrivere un trattato, avendo a disposizione
esempi clamorosi come Chelli & Chelli (sigla di Angie girl), o il Coro
di Baldios (sigla, appunto, di Baldios) o il Galaxy Group (sigle di
                                                                                  sempre            adulto, anche
                                                                                Èvent‟anni,sembrato Petty, ultimo quando aveva poco più di
                                                                                             Tom                  grande rocker proletario,
                                                                                depositario della grande tradizione dei songwriters a stelle e strisce,
Mazinga Z e Gundam, per citare solo le più celebri), per arrivare a
                                                                                esempio rarissimo di onestà intellettuale, compositore di talento,
nomi da chiodi tipo i Piccoli Stregoni (sigla di Bia la sfida della magia)      strepitoso animale da palcoscenico. Cresciuto in mezzo alle paludi
a Le Mele Verdi (che han fatto un po' di tutto, dalla sigla di                  della Florida, Petty fa la gavetta a Tulsa, Oklahoma, alla corte del
Ippotommaso a Ikkiusan, il piccolo bonzo fino a Pat la ragazza del baseball).
                                                                                veterano Leon Russell, prima di stabilirsi a Hollywood nel 1974 e
Ma, tornando alla sigla di Jeeg, essa ha raggiunto popolarità e                 formare gli Heartbreakers. Le dieci canzoni che compongono il suo
diffusioni tali da suscitar leggende metropolitane, come quella che
                                                                                album d‟esordio (TOM PETTY & THE HEARTBREAKERS), nel 1976,
vorrebbe la voce solista esser quella di Piero Pelù dei Litfiba, il
                                                                                sono tutte composte da lui, ma le si potrebbe scambiare facilmente
quale ha sempre smentito. Essa ha pure stimolato irriverenti
                                                                                per brani d‟epoca. Il suo forte non è l‟innovazione, ma la
remake come quello (che ci pare riuscitissimo) dei
                                                                                conservazione, non è il genio, ma il buon gusto. Rifiutando il punk
Santaritasakkascia, storico gruppo rock demenziale romano oggi in               anarchico che dilaga in Inghilterra, l‟isteria colta della new wave di
disarmo, che nel loro ultimo lp (nel quale si annidano anche altre
                                                                                New York e il suono della disumanizzazione che incalza nei cabaret
perle, vedi l‟attualissima Nostalgia di Khomeini o John Zorn alla fermata
                                                                                elettronici, Petty manda a memoria la storia del rock: ballate in stile
del 23) hanno inserito un rimaneggiamento della sigla di Jeeg, quasi            Byrds (American Girl), gli anthem degli Who in Rocking Around e in
identico nella musica all‟originale ma con un testo alquanto diverso.
                                                                                Anything That's Rock And Roll, i lenti alla Rolling Stones in Breakdown
Nello specifico, se questo era il testo originale: “Corri ragazzo
                                                                                e Strangered In The Rain.
laggiù, / vola tra lampi di blu, / corri in aiuto di tutta la gente, /
                                                                                   Entrato ormai fra i divi da classifica per quel suono calligrafico
dell‟umanità. / Corri e va‟ per la Terra, / vola e va‟ tra la stelle, / tu      che è così in rotta con le avanguardie, Tom sforna un secondo atto
che puoi diventare Jeeg! / Jeeg va‟, cuore e acciaio, / Jeeg va‟, cuore
                                                                                bello ma non eccelso (YOU‟RE GONNA GET IT, del 1978) e tocca
e acciaio, / cuore di un ragazzo che / senza paura sempre lotterà! /            l‟apice del suo personale revival col terzo album, DAMN THE
Se dal passato arriverà / una nemica civiltà, / noi restiamo tutti con
                                                                                TORPEDOES, che finisce addirittura al primo posto in classifica. Il
te perchè tuuuuuuuuu / tu sei Jeeg!”, esso diventava, nel remake                gusto tende a una maturazione che lima certe asprezze degli esordi;
dei dei Santaritasakkascia (dal titolo Ciclomotore 10 hp): “Corri               lo stile, elegantissimo, è ormai un classico. Il rock and roll di Century
ragazzo di più, / c‟è la polizia laggiù / e mo‟ sta a arrivà pure la            City, la melodrammatica Refugee, il boogie epilettico di What Are You
gente / che te vo‟ lincià. / Corri e va‟ (fa „no schizzo), / vola e và
                                                                                Doing In My Life e il folk-rock struggente di Even The Losers fanno da
(ma „ndo scappi) / se stai a piedi stai peì moriiiiiiì. / Giggi, e fatte        cornice ai due capolavori del disco: la serenata-monologo Here
„na Vespa, / Giggi, un ciclomotore, / cuore di un ragazzo che /                 Comes My Girl, dai tratti marcatamente dylaniani, e la nostalgica
senza paura sempre andrà a rubbà! / Se tu la Vespa te farai /                   ballata country Louisiana Rain, degne apologie di “cuori infranti”.
sempre de meno rischierai / e più tranquillo te recherai nelle
stradeeeeeee / per annà a scippà!...”e via demenzializzando.
   D‟altronde, le sigle, e nello specifico i testi di quelle sigle, dei
cartoni animati giapponesi diffusi dalla tv italiana negli anni Ottanta                        DESERT ISLAND DISCS / 2
posseggono sovente caratteristiche di comicità tali da non aver
bisogno di storpiature per divertire l‟ascoltatore. Dalla presenza di                      The Band: “The Band”
pleonasmi allucinanti (“Quando il domani verrà / il tuo domani
sarà”, dalla già citata sigla di Jeeg) a trionfi del politicamente                                    di LEONARDO COLOMBATI
scorretto (“Veloce distruttore come un lampo non dà scampo /
odia la paura non conosce la pietà”, sigla di Mazinga Z); dalla sigla
di Baldios, che ha un attacco che sembra venire dalle dichiarazioni
programmatiche di certe associazioni giovanili di stampo
                                                                                N      el 1968 tutto ciò che San Francisco rappresentava in termini
                                                                                       di contro-cultura, pacifismo, psichedelia, libertà formale,
                                                                                suggestioni orientali era già in crisi. Lo spirito commerciale si era
neofascista (“E noi che siamo giovani / crediamo negli eroi”) e                 impadronito degli stimoli originali. Il fondatore del mitico Fillmore,
prosegue sul medesimo tono (“Baldios, invincibile / lo seguiremo                Bill Graham, esportò la formula a New York, costruendo un
finché ci sarà”); alle dichiarazioni squisitamente razziste della               redditizio Fillmore East; i gruppi stipendiavano professionali
canzone di Bryger, robot sterminatore di alieni armato di spada                 managers che contribuissero a rimpinguare il loro conto in banca; i
(“Come un vigilante / percorri lo spazio / sul cavallo alato, /                 festival richiamavano folle sempre più numerose – e paganti… Lo
sicuro di te. / Per gli omini verdi / destino già duro, / con gli amici         spiritualismo, la libertà sessuale, i capelli lunghi, la droga, vengono
tuoi / la gloria già è!”); fino – ed è il massimo dello spasso – alla           trasformati in kolossal di buoni sentimenti: Broadway metterà in
scena Hair e Jesus Christ Superstar, clamorose truffe in danno dello                        HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO
spirito hippie. E poi Woodstock, vera e propria pietra tombale di
un movimento che si guarda negli occhi e scopre ormai solo orbite                 CRISTIANO CALLEGARI fa il trovarobe e lo scrivirobe in
vuote. Per San Francisco inizia una lunga decadenza, sia culturale                un‟agenzia di comunicazione. Appena diventato papà, ha
che musicale. L‟Haight Ashbury diventa il ricettacolo degli sbandati              ricominciato a tornare bambino. Non ha ancora appeso il
e presto i suoi abitanti saranno solo larve umane provate dagli acid-             pianoforte al chiodo. Il suo blog è burp.splinder.com.
tests di guru molto abili in affari. Intanto, nel luglio del 1966, di
ritorno da una tournée con Bob Dylan, la Band di Robbie                           GIUSEPPE GENNA è nato a Milano nel 1969. Ha pubblicato:
Robertson, Rick Danko e Levon Helm si era rinchiusa in una                        Assalto a un tempo devastato e vile (PeQuod, 2001), Catrame
fattoria di Woodstock – la Big Pink – registrando con il cantautore               (Mondadori, 2001), Nel nome di Ishmael (Mondadori, 2002), I demni
di Duluth una serie di brani da cui scaturiranno le famigerate                    (con Michele Monina e Ferruccio Parazzoli; Pequod, 2003), Non
BASEMENT TAPES (pubblicate solo nel 1975). Quell‟esperienza                       toccare la pelle del drago (Mondadori, 2003), Grande Madre Rossa
lascerà il segno nell‟album di debutto del gruppo, MUSIC FROM                     (Mondadori, 2004), Costantino e l‟impero (con Michele Monina;
THE BIG PINK, del 1967, ed anche nel successivo THE BAND, dove                    Tropea, 2005), L‟anno luce (Tropea, 2005), Dies Irae (Rizzoli, 2005).
si possono ascoltare alcuni classici come The night they drove old dixie          Alla sua e-zine letteraria, I Miserabili – tra le più visitate dal
down, Up on the cripple creek, When you awake e King harvest. È un rock           popolo di internet – ha fatto seguito il sito www.giugenna.com.
che privilegia il suo aspetto rurale, la predispsizione naturale alle
ballate e il sapiente mix di strumenti tradizionali come la                       GIORGIA MESCHINI è nata a Roma lo stesso giorno di
fisarmonica di Garth Hudson e gli arrangiamenti fiatistici. Rock,                 Giacomo Puccini (ma 115 anni dopo), di Piero Angela (ma 45
country e folk si mescolano mirabilmente: un trademark                            anni dopo) e di Beppe Bergomi (ma 10 anni dopo). Esperta in
scopiazzato a più non posso da tanti giovani gruppi a stelle e strisce            progettazione bioclimatica, melomane con una fissazione
degli anni ‟70. Ma il sound della Band rimane ancora oggi unico.                  patologica per il Don Giovanni di Mozart, del cui libretto ha in
Musica che sa di storia americana.                                                mente almeno una trentina di variazioni, scenografa teatrale,
                                                                                  apprendista soprano (non necessariamente in quest‟ordine), non
                                                                                  ha ancora deciso esattamente cosa vuole fare da grande – alla fine
                     MEDICINE SHO W                                               probabilmente tutte le cose di cui sopra, oppure aprirà un
                                                                                  ristorante specializzato in garganelli paglia e fieno con gamberetti
                                                                                  e zucchine. Il suo blog è http://no-guru.blogspot.com.

                                                                                  GIOVANNI MIGLIORE è nato a Roma il 16 aprile 1960.
                                                                                  Giornalista, critico musicale, collabora a “Vas” e a “Riferimenti
                                                                                  sonori”.

                                                                                  LORD CORNELIUS PLUM giunse in redazione, un pomeriggio,
                                                                                  fradicio di pioggia. Posò il cilindro e il lungo pastrano sopra la
                                                                                  macchina fotocopiatrice, chiese uno sherry e disse d‟essere
                                                                                  sfuggito ai soldati del Re Cremisi. Gli mostrai il primo numero
                                                                                  della rivista e il nobiluomo estrasse dalla tasca del panciotto una
                       RIVISTA DI MUSICA ON -LINE                                 caramella che pose davanti all‟occhio sinistro: iniziò a vorticare
               ASSOCIATA AL SITO WWW .MEDICINE-SHOW.NET                           come un caleidoscopio. “Musica”, disse, “canzoni... Puah!”. “Non
                                                                                  le piacciono?”, domandò il Doc. “Per nulla. Sono quarant'anni
                                                                                  che mi ci hanno incastrato dentro”. E prese a raccontarci del
                                                                                  Bianconiglio e di tante altre storie fantastiche che avemmo cura di
                      LEONARDO COLOMBATI Doc                                      registrare per il vostro diletto.
                       GIULIO MOZZI Band Major
                                  &                                               ALDO ENRICO TAMBOLO, conte di Amarobollo, è nato a
               THE MEDICINE SHOW BRASS BAND:                                      Napoli il 21 aprile 1922. Nel 1946 dilapidò una fortuna in un
                 NICCOLÒ BORELLA – MARIO DESIATI                                  poker con Tommaso Landolfi all‟Hotel Jennings Riccioli di
                DAVIDE L. MALESI – SEIA MONTANELLI                                Firenze. Quello stesso anno, la notte di Natale, dilapidò il resto al
              GABRIELE P ESCATORE – ALESSANDRO PIPERNO
              BERNARDINO SASSOLI – ARMANDO TRIVELLINI
                                                                                  Casinò di Sanremo. Se lo incontri, oggi, per strada, a Roma ti dirà
                                                                                  che lavora come guardiano al Palazzo delle Esposizioni; oppure
              REDAZIONE: VIA SASSOFERRATO 6, 00197 ROMA                           che è il figlio di un ballerino di sala al Kursaal Garden di Viareggio
               TELEFONO: 06 32650332 – FAX: 06 32655658                           e di una cantante di fado. Ad altri disse che sua madre era la
                    E-MAIL: INFO@MEDICINE-SHOW .NET                               poetessa realvisceralista Cesarea Tinajero e che suo padre era un
                                                                                  torero incornato mortalmente in una corrida ad Agua Prieta.
                           ___________________                                    L‟ultima volta che è passato per la redazione, diceva di chiamarsi
                                                                                  Antonio Baldini, di professione pensionato. Di sicuro non ha più
                                                                                  di settantacinque anni.
                MEDICINE SHOW (testata non registrata) è una
  rivista gratuita, priva di qualunque finalità di lucro. Si accettano invii di
           articoli al seguente indirizzo: doc@medicine-show.net.                 WU MING 1 è Roberto Bui, uno dei cinque anonimi (così come
                                                                                  la sigla in mandarino stabilisce) che nel gennaio del 2000 hanno
                  Iscriviti alla Newsletter inviando una e-mail                   abbandonato dopo sei anni il nome de plume Luther Blisset, sotto il
              al seguente indirizzo: info@medicine-show.net.                      cui nome uscì il romanzo Q (Einaudi, 1999). La band dei Wu
               Riceverai via e-mail i Supplementi della rivista.                  Ming ha scritto i romanzi Asce di guerra (Tropea, 2000) e 54
                                                                                  (Einaudi, 2002), oltre ad alcune raccolte di scritti e alla
                                                                                  sceneggiatura del film Lavorare con lentezza. Wu Ming 1 ha poi fatto
                                                                                  il suo esordio solista con New thing (Einaudi, 2004).
Le collaborazioni alla rivista sono aperte a tutti. Inviateci i vostri
articoli al seguente indirizzo: doc@medicine-show.net.

				
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posted:5/14/2010
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