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Articolo n1 by Levone

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									Livello: Intermedio
Eventi di moda\ Incontro d‟autore con Krizia


Fattore Kappa

Gli esordi difficili, la grinta, la scoperta della moda e la passione della cultura


Ho sempre avuto la passione dei vestiti. Quando ero bambina, sul pianerottolo di casa mia c‟era una
sartoria. Appena potevo ci andavo. Mi piaceva moltissimo. Facevo I vestiti per la bambola. La sarta
diceva che avevo un grande talento. La bambola, per me, non era una bambola, era un manichino.
Poi mi sono messa a studiare. Ma avevo sempre in testa quell‟idea della sartoria. In seguito la mia
famiglia perse tutti i suoi averi e dovetti mettermi a lavorare. Ho insegnato per qualche mese ... ma
non ho resistito.

Avevo una zia che era la direttrice di una scuola a Cassano d‟Adda. „Sei pazza‟ mi diceva. „Hai il
diploma, insegna. E‟ una missione, la più bella carriera del mondo‟.
Ma io non le davo retta.

Poi mia sorella vendette la Lambretta e insieme comprammo alcuni tavoli di sartoria.
Lelio Luttazzi ci lasciò il suo appartamento di due stanze, con l‟affitto pagato per sei mesi. Non
volevo fare la sarta. Volevo vendere I miei vestiti a tutti. Ho scelto subito il nome Krizia. L‟ultimo
ricordo di scuola.

Guardavo I negozi di Milano, le prime boutique. Un giorno entrai nella boutique di Sabazzi. Presero
tutti I miei capi e li misero in vetrina. Ricordo ancora un golf a quadretti bianchi e rosa ... Niente
imbottitura. Facevo cose minimaliste fin da allora. In seguito ai miei vestiti si interessò Elsa Herter,
una fotografa tedesca che lavorava per la rivista Grazia.

Nel frattempo andavo in giro per l‟Italia con I vestiti fatti da me in due valigie. Ero testarda. Almeno
una camicetta la volevo vendere. Gli affari andavano bene, riuscivo a stabilire rapporti di lavoro con
tutte le boutique più nuove, piu‟ importanti ...
All‟inizio degli anni Sessanta ho aperto un laboratorio in un grande sotterraneo in piazza Duse.
Novanta operaie. E‟ difficile mettere insieme fantasia ed organizzazione.

Intanto si andava avanti. Mi chiamavano „la regina della maglia‟. La prima sfilata a Milano. Il
premio della critica. La collezione in stile anni Trenta prima che esca il film Bonny and Clyde.
Avevo uno stabilimento adesso. Volevo costruirne un altro, più grande. Un giorno mio cognato, il
regista Francesco Rosi, passeggiando nota il palazzo Manin a Milano e mi dice: „Perché non lo
comperi?‟ Mi sembrava assurdo. Io in un palazzo così antico? Ma poi l‟ho comprato.

Nel 1994 ho messo a disposizione il mio spazio per la cultura e la letteratura. Una volta Giorgio
Bocca mi ha detto:’Ofelèe fa el to mesteé - fai quello che sai fare. Ma io non ho mai cercato di
sostenere un ruolo da intellettuale, per carità. Ho voluto soltanto mettere a disposizione di Milano
uno spazio per la cultura e vorrei continuare a farlo.

Mariuccia Mandelli, in arte Krizia
(tratto da Panorama 14 ottobre 1994)
 Vero o Falso? Comprensione del testo

1) Krizia fin da bambina aveva la passione per insegnare
   Vero o Falso

2) La zia di Krizia le consigliava di non insegnare, ma di dedicarsi alla creazione di   vestiti
   Vero o Falso

3) Krizia non voleva fare la sarta, ma creare e vendere I suoi modelli
   Vero o Falso

4) Krizia non disegnava vestiti minimalisti
   Vero o Falso

5) Le boutique italiane non mostravano interesse ad acquistare I vestiti disegnati da    Krizia
   Vero o Falso

6) La creatività di Krizia inizia ad incontrare il favore della critica.
   Vero o Falso

7) Krizia decide di non mettere più a disposizione il suo spazio per eventi culturali    e letterari
   Vero o Falso
 Ricostruzione delle frasi
N.B.: Nelle frasi possono esserci delle parole superflue

a) un diceva La che talento. sarta avevo grande

b) una volevo Almeno camicetta vendere. la

c) scelto Krizia. il Ho nome subito appena

d) quello sai Fai che fare. dopo

e) continuare farlo. a Vorrei

 Esercizi di grammatica

1) Volgi questo brano in terza persona singolare

Ho sempre avuto la passione dei vestiti. Quando ero bambina, sul pianerottolo di casa mia c‟era una
sartoria. Appena potevo ci andavo. Mi piaceva moltissimo. Facevo I vestiti per la bambola. La sarta
diceva che avevo un grande talento. La bambola, per me, non era una bambola, era un manichino.
Poi mi sono messa a studiare. Ma avevo sempre in testa quell‟idea della sartoria. In seguito la mia
famiglia perse tutti i suoi averi e dovetti mettermi a lavorare. Ho insegnato per qualche mese ... ma
non ho resistito.

2) Volgi I tempi verbali sottolineati al passato prossimo

Poi mia sorella vendette la Lambretta e insieme comprammo alcuni tavoli di sartoria.
Lelio Luttazzi ci lasciò il suo appartamento di due stanze, con l‟affitto pagato per sei mesi. Non
volevo fare la sarta. Volevo vendere I miei vestiti a tutti. Ho scelto subito il nome Krizia. L‟ultimo
ricordo di scuola.


3) Riempi gli spazi vuoti con una parola appropriata

Nel frattempo andavo in giro --- l‟Italia con I vestiti fatti ---- in due valigie. Ero testarda. Almeno ---
camicetta -- ------ vendere. Gli affari andavano ----, riuscivo a
-------- rapporti di lavoro con tutte le boutique --- nuove, piu‟ --------- ...
All‟inizio ----- anni Sessanta -- aperto un laboratorio in un grande sotterraneo in piazza Duse.
Novanta operaie. E‟ difficile ------ ------- fantasia ed organizzazione.


per     da me la           volevo        ho            insieme   bene   stabilire
mettere       degli        più    importanti           una
4) Ricostruisci il testo

   Intanto si andava avanti. Mi chiamavano „la regina della maglia‟. La prima sfilata a Bonny and
   Clyde. Avevo uno stabilimento adesso. Volevo costruirne un altro, più palazzo Manin a Milano e
   mi dice: „Perché non lo comperi?‟ Mi sembrava assurdo. Io
grande. Un giorno mio cognato, il regista Francesco Rosi, passeggiando nota il
in un palazzo così antico? Ma poi l‟ho comprato.
Milano. Il premio della critica. La collezione in stile anni Trenta prima che esca il film

 Esercizi a scelta multipla

1) Krizia è una
a) rappresentante di capi d‟abbigliamento
b) sarta
c) stilista di moda

2) Per sfilata di moda si intende
a) un luogo di incontro per sarte
b) la presentazione dei modelli disegnati da uno stilista
c) la recensione critica dei modelli disegnati da uno stilista

3) Quali sono gli strumenti di lavoro di una sarta
a) ago, filo e forbici
b) martello, chiodi e incudine
c) colla, forbici e righello

4) La città della moda in Italia è per eccellenza
a) Venezia
b) Napoli
c) Milano

5) Quali fra questi verbi si addicono al lavoro di una sarta
a) cucinare, mescolare e cuocere
b) tagliare, cucire e stirare
c) tagliare, spazzolare ed asciugare
 Collega ogni parola della prima colonna con la parola attinente della seconda colonna

Stirare                            Modelle
Infilare                           Ago
Disegnare                                Carta
Cucire                             Macchina da cucire
Indossare                                Ferro da stiro
Manica                                   Camicia
Sfilata di moda                          Abito
Maglieria                                Lana
                                                    File culturale

Cosa ne pensi della moda italiana?

Ti piace qualche stilista italiano in particolare? Perchè?

Cosa ne pensi della moda britannica?

Descrivi lo stilista britannico che preferisci


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                                                  Fatti ed opinioni


        “Crazy Krizia”, così gli americani hanno battezzato Mariuccia Mandelli, la grintosa stilista
che, partita dal nulla, ha creato un marchio noto in tutto il mondo.
        “Krizia può andare fiera della sua carriera perchè se l‟è costruita con fatica e grinta” osserva
Guido Vergani, capo della redazione milanese della Repubblica, il quale la conosce dagli anni 60.
“E‟ stata lei, insieme a Missoni, ad aprire la strada agli altri stilisti, quando la moda italiana ancora
non esisteva e si importavano stoffe e modelli dalla Francia. Il suo percorso è stato duro, ma pieno
di talento e di capacità manageriale. A Krizia è stato rimproverato di allargarsi in un campo che non
le competeva, invece credo che abbia fatto bene, ha smosso le acque.”
        “Ho collaborato con Krizia per un anno e ho avuto modo di verificare la sua straordinaria
capacità di lavorare” dice Carlo Sartori, direttore delle relazioni esterne ed internazionali RAI. “Il
suo è un vero one-woman business: si è circondata di tanti collaboratori, ma le sue idee alla fine
erano le migliori.”
        Laura Lepetit, direttore editoriale a La Tartaruga, la conosce da sei anni: “Abbiamo
presentato molte scrittrici, americane, inglesi e tedesche, alla serie di incontri Visitors nello Spazio
Krizia. E‟ sempre entusiasta e contagiosa per energia e disponibilità.”
 Esercizio 1

Prova a riassumere brevemente il brano appena letto.


 Esercizio 2

Immagina di essere un giornalista e di intervistare uno stilista di moda italiano.
Crea un breve dialogo.

Giornalista “Buon giorno! Sono il corrispondente per l‟estero della rivista inglese
      Elle. Vorrei farle qualche domanda a proposito di ...”

Stilista        “...”
                                             Glossarietto


Pianerottolo (sost.)            il piano di un edificio
Manichino (sost.)               fantoccio usato come modello in una sartoria per
                provare I vestiti
Lambretta (sost.)               un modello di moto diffuso negli anni 60
capi (sost.)                    vestiti, abiti
imbottitura (sost.)             materiale soffice di varia natura impiegato per imbottire
                (riempire)
sotterraneo (sost.)             locale costruito sotto terra
’Ofelèe fa el to mesteé         “Fai il tuo mestiere” dialetto regionale

								
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