Ad Chronicam Ordinis - ORDO FRATRUM MINORUM by gabyion

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									                           AD CHRONICAM ORDINIS
1. De itineribus Ministri Generalis

1.1. Incontro con le Clarisse
        La Verna, 06.06.1999

        Dal 3 al 9 giugno 1999, su iniziativa della Federazione delle Clarisse di Toscana, più di 150
Sorelle provenienti da tutt'Italia sono state ospiti del Pastor Angelicus del Santuario della Verna.
Hanno vissuto giorni intensi di riflessione sulla preghiera cristiana secondo l'esperienza di
Francesco e di Chiara d'Assisi. Le ha guidate in questo itinerario teorico e pratico fr. Thaddée
Matura ofm, teologo e maestro nella spiritualità.
        Oltre a rappresentanti delle nove Federazioni delle Clarisse d'Italia, hanno partecipato anche
quattro sorelle della Federazione delle Sorelle Urbaniste, con le quali - e insieme alle Sorelle
Cappuccine - si stanno aumentando le occasioni di incontro e di condivisione fraterna della
medesima matrice clariana.
        Dopo un'introduzione sui tratti fondamentali della preghiera cristiana, fr. Thaddée ha
invitato le Sorelle a ripercorrere la via contemplativa prima di Francesco e poi di Chiara, attraverso
una lectio, calma ed attenta, dei testi delle loro preghiere o esortazioni alla preghiera che
conserviamo nelle Fonti Francescane, particolarmente nei loro Scritti.
        Momenti di preghiera silenziosa e di condivisione in gruppo caratterizzavano i due tempi
successivi alla conferenza del mattino e del pomeriggio e si prolungavano nella preghiera liturgica:
la Liturgia delle Ore e l'Eucaristia. Questa ha avuto il suo culmine nella solenne concelebrazione
eucaristica nella Basilica della Verna, l'ultimo giorno, a cui ha partecipato l'intera comunità dei frati.

        Il 6 giugno, festa del Corpo e del Sangue del Signore, è stato un giorno dedicato all'incontro
con il Ministro generale dei Frati Minori, fr. Giacomo Bini. Sono intervenuti anche il Delegato
generale ―Pro-Monialibus‖ fr. Herbert Schneider, il Definitore generale fr. Sean Collins, il Ministro
provinciale di Toscana fr. Angelo Stellini. A completare la presenza della famiglia francescana, era
presente la Segretaria generale della Conferenza Francescana Internazionale delle Sorelle e dei
Fratelli del Terz'ordine Regolare sr. Céline, che ha letto una fraterna comunicazione della
Presidente della Conferenza, sr. Carola Thomann.
        Dopo il messaggio del Padre Assistente della Federazione Toscana fr. Costanzo Paracchini,
quello della Presidente madre Maria Chiara Stucchi, fr. Giacomo ha offerto una riflessione sulla
vocazione contemplativa, prioritaria nel carisma di Francesco e Chiara, evidenziandone le istanze
nelle relazioni con Dio, con sé, con gli altri. Il tema trattato in modo esauriente ed esaustivo
meriterebbe di essere trascritto integralmente, ma nell'ambito di questa specifica comunicazione ci
sembra significativo estrapolare alcuni brevi passaggi che ne lasciano trasparire lo spessore dei
contenuti e la profondità della riflessione.

        Ecco le parole del Ministro generale:
Relazione con Dio. Francesco, quando parla del corpo, invita a non cessare mai di costruire
un‘abitazione per il Signore, perché siamo sua dimora. Bisogna prendere seriamente coscienza di
essere abitati da Lui. Questa relazione ha le sue tappe, la prima delle quali è l‘ascolto di Dio che
trasforma e rinnova e ha come conseguenza, da parte nostra, una disponibilità all‘accoglienza.
Dobbiamo essere molto attenti a creare un clima d‘ascolto, per questo vorrei che voi Sorelle deste a
noi un esempio splendido nel dirci dove inizia la contemplazione, cioè questa cultura del silenzio,
dell'ascolto, della presenza di qualcuno che ci ha investito. Allora la preghiera è il mezzo che ci
rende presenti con tutto di noi stessi: con il corpo, con i gesti, con i sentimenti, con i desideri, e
anche con le distrazioni se le accogliamo come materiale di relazione. La preghiera, allora, non è
più un momento dedicato a questo dialogo, non è più uno spazio limitato, ma è la presenza che
inventa spazi e luoghi. Così impariamo ad accompagnare e ad accompagnarci in questa avventura
contemplativa. La nostra vita non è un isolamento: è una solitudine abitata che dà serenità e ci fa
camminare e approfondire la nostra relazione con Dio. Vi auguro una crisi: che troviate un Signore
diverso da quella che pensavate. Dio vi sorprende oggi, vi sorprende domani, vi sorprende nel
presente. Entrare in questa crisi significa crescere.
Relazione con se stessi. È la capacità di esprimersi. Una persona vive perché si esprime. Ancora una
volta è Dio che ci sorprende, ma anche il fratello. Se ho fiducia nel fratello, eh sì che mi deve
sorprendere! Esprimersi per fare unità con se stessi, con i propri sentimenti, con tutta il proprio
passato per modificarlo. Tutto ciò favorisce la riconciliazione. Allora c'è bisogno di un
accompagnamento, di un aiuto per poi camminare. Non andiamo verso l‘altro soltanto con la parola,
ma con la parola animata dal cuore e dal corpo che diventa uno specchio. Ciò che siete vale molta di
più di quello che potete dire o potete fare per gli altri. A questo punto io vi direi: ―Perché non
facciamo lo sforzo di ritrovare la bella immagine che tutti abbiamo dentro‖? Se abbiamo un po' di
fede dobbiamo dire che tutti siamo questa bella immagine che portiamo dentro di noi. Il lavoro è di
togliere, di entrare, di andare in profondità per riscoprirla; ecco allora il dialogo con Dio e con se
stessi che ci rende amabili nonostante tutte le ombre e tutto quello che vi costruiamo sopra. Spesso
noi ci disprezziamo. Nella Spiritualità francescana c'è una parola molto bella che anche Thaddée
usa molto: restituzione. Più che mortificazione, più che disprezzo, c'è restituzione. Restituzione: se
voi entrate in questa logica la vita comincia a cantare, perché restituite tutto, tutti i doni e il bene
che il Signore fa. Allora voi capite come la vita diventa libertà, vedete come la vita diventa un
canto.

Relazione con gli altri. Non è molto semplice, ma più comprensibile quando sono chiare in noi le
altre due relazioni: quella con Dio che ci fa evitare certi idoli, e quella con se stessi che ci fa
esprimere con libertà perché abbiamo imparato a restituire. Una volta che si impara a restituire, la
vita diventa molta più libera e liberante, molto più gioiosa. La mano non stringe più, ma è fatta per
ricevere e dare. Se c'è questo, viene fuori una relazione con gli altri molto più vera, più accogliente,
più ospitale. Una volta che sono entrato in questa logica della restituzione, della riconoscenza, in
questa logica della centralità di Dio nella mia esistenza, l'altro ha spazio e riesco a dialogare in
verità e semplicità. Mi piace terminare con un fatto africano. In Africa le famiglie hanno molti
bambini perciò il bambino o la bambina più grande si carica sulle spalle la più piccola. Si vedono
queste bambine di 8-9 anni che si legano il fratellino dietro e vanno a cercare la legna per cucinare.
Un giorno arriva un turista che vede questa bambina che porta il fratellino sulle spalle e le dice:
―Ma non ti pesa?‖ E lei risponde: ―Non è un peso: è il mio fratellino‖. Allora, con gli occhi fissi su
di Lui, anche il peso può diventare più leggero perché è diventato un fratello, una sorella.
Relazione con il mondo. Visitando le Province ho vista alcuni monasteri, alcuni nostri conventi, che
stanno tentando di far diventare le loro case centri di preghiera, centri di spiritualità. Questo vuol
dire però anche conoscere il mondo e formarsi conseguentemente. Quando incontro le Clarisse
ripeto loro che non c'è contemplazione senza formazione. Perciò anche voi avete bisogno di un
certo tipo di formazione alla relazione con il mondo, per sapere in che mondo viviamo. Io credo che
dobbiamo ritrovare questo tipo di dialogo profondo con l'uomo, con la donna di oggi. E queste cose
sono provvidenziali. È chiaro che non potrete lasciare la Liturgia delle Ore così come è, dovrete
adattarla un po‘ alle persone che pregano con voi: qualche introduzione al Salmo, una
concretizzazione del Salmo alla vita di oggi, un po‘ di silenzio, preparato, perché il silenzio è un
segno tra i più difficili per la gente di fuori. Sì, anche una introduzione al silenzio, un riempire il
silenzio: la gente vi ringrazierà mille volte se la aiutate a recuperare questi valori perché ha bisogno
della vostra interiorità.

       La mattinata si è conclusa con la Celebrazione Eucaristica. Durante l‘omelia, il Ministro
generale ha invitato le Sorelle a ringraziare il Signore per il dono dell'Eucaristia:
―Gesù si consegna nelle nostre mani anche oggi ed è questo consegnarsi totalmente che ci salva. In
altre parole possiamo dire che Dio non ci salva, Gesù non ci salva per quello che fa, ma con quello
che gli è fatto. Questo consegnarsi per noi è la nostra vita. L‘Eucaristia che celebriamo ogni giorno
ci riporta a questa nuova incarnazione in noi. La nostra spiritualità francescana ci dice che Iddio si è
incarnato non perché c'era il peccato, ma per la divinizzazione dell'uomo. La vita eterna è dentro di
noi, lasciamogli lo spazio per diventare profeti in questo mondo dove gli uomini e le donne di oggi
vogliono vedere questa presenza trasfigurante in noi. Si tratta allora di custodirla, fecondarla,
continuarla con l‘aiuto dello Spirito e con l'aiuto dei nostri fratelli e delle nostre sorelle con i quali
viviamo‖.

         Terminato il "discorso" come semplicemente ha voluto definirlo fr. Giacomo, sono seguiti
gli interventi delle Sorelle, che hanno dato modo di approfondire ulteriormente la riflessione,
concreta e incisiva nel vissuto quotidiano e in linea tematica con i contenuti proposti in questo
corso.
         Nella positiva eco ―a caldo‖ e nei ringraziamenti al relatore, alla Madre Presidente, al Padre
Assistente, ai Fratelli della Verna e a tutte le partecipanti, si poteva sentire la gioia scaturita dalla
forte esperienza fatta di unità nella molteplicità delle provenienze, delle tradizioni, delle stagioni di
vita, e la consapevolezza - trasformata in gratitudine al nostro ―bon Signore‖ - di aver partecipato a
un evento storico (la prima volta che si realizzava un incontro di Clarisse così numeroso), seme di
un futuro desiderato nella dinamica della comunione, affidato al cuore di ciascuna e, soprattutto,
alla ―santa operazione‖ dello Spirito.

       SR. MARIA CHIARA STUCCHI

1.2. Visita alla Provincia Picena “ S. Giacomo Della Marca”
        Jesi, Italia, 01-04.09.1999

        Il Ministro generale, fr. Giacomo Bini, accompagnato dal definitore generale, fr. Antonio
Riccio, ha visitato la Provincia Picena di S. Giacomo della Marca nei giorni 1-4 settembre 1999.
        Il primo incontro ha avuto luogo a Sassoferrato, la sera del 1 settembre verso le ore 19, dove
si trova la Fraternità dell‘infermeria provinciale. Ad accoglierlo erano presenti, oltre alla fraternità
locale, il Ministro e Vicario provinciale con i giovani in formazione. Ha partecipato anche il
vescovo di Fabriano, mons. Luigi Scuppa.
        Nella celebrazione dei vespri, dopo il saluto del Ministro provinciale, fr. Giacomo si rivolge
ai fratelli anziani e malati esprimendo un profondo senso di stima e di ringraziamento per ciò che
essi hanno vissuto e operato nella nostra famiglia a vantaggio della Chiesa e di tutti gli uomini.
Un‘agape fraterna e festosa ha concluso l‘incontro. Subito dopo ci si è trasferiti nella Casa S.
Francesco di Jesi presso la Curia provinciale per il pernottamento.

        La giornata del 2 settembre è stata dedicata totalmente alla tematica della formazione.
        Al mattino fr. Giacomo ha incontrato i giovani in formazione, intrattenendosi con loro sulle
cause della crisi dei molti che abbandonano l‘ordine nei primi anni della professione e
dell‘ordinazione, come per es. la perdita della fede e di una significativa relazione con Dio e
l‘incapacità di vivere e di inserirsi in una Fraternità della Provincia, sulla importanza fondamentale
della contemplazione e di una formazione e maturità personale, sulla ricerca di migliori strutture
formative e infine sulla preparazione dei formatori. Ne è seguita una interessante conversazione che
ha toccato tematiche come il dialogo, la conduzione di una vita profetica, la trasformazione dello
studio in realtà vitale e la priorità dei valori sulle strutture.
        Nel pomeriggio fr. Giacomo, sempre accompagnato da fr. Antonio, si è intrattenuto con i
formatori. Anzitutto ha tracciato una visione panoramica della situazione dell‘ordine nel settore
della formazione, esprimendo gravi preoccupazioni per l‘alto numero di giovani che lasciano la
nostra famiglia e proponendo l‘urgenza di un accompagnamento nei primi anni della professione e
dell‘ordinazione. Ha sottolineato le difficoltà che i formatori incontrano nella formazione dei
giovani del nostro tempo, segnati dallo smarrimento dei valori e dei punti di riferimento. Si è
soffermato sulle qualità che devono avere coloro che accompagnano i giovani: il dialogo, la
condivisione, il disinteresse, un certo radicalismo, l‘indirizzo al progetto evangelico, l‘esperienza di
Dio, ecc. Infine ha prospettato alcune linee per il futuro, come l‘accompagnare i giovani con una
presenza anche fisica, il far fronte alla sfida della spiritualità e in particolare della spiritualità
francescana, l‘inculturazione del nostro carisma in dialogo con il mondo, l‘affrontare la tematica
della formazione permanente.
        La giornata si è conclusa con la celebrazione eucaristica presieduta da fr. Giacomo e
partecipata dai formatori e dai giovani in formazione e dalla numerosa comunità cristiana.
All‘agape del mezzogiorno sono stati presenti l‘arcivescovo di Ancona, mons. Franco Festorazzi,
presidente della conferenza episcopale marchigiana, e il vescovo di Jesi, mons. Oscar Serfilippi.

        La giornata del 3 settembre si è svolta nella casa S. Francesco a Loreto con un triplice
successivo incontro.
        Il primo incontro ha interessato tutti i Frati della Provincia, ai quali fr. Giacomo ha proposto
la priorità dell‘evangelizzazione, illuminandone i vari aspetti: l‘urgenza di un progetto di annuncio
del regno, il superamento di un attivismo e protagonismo antropocentrico, il discernimento tra ciò
che è importante e ciò che è secondario, una evangelizzazione con la testimonianza della vita e in
un marcato contesto di fraternità e di minorità. Ha sottolineato con forza che ci troviamo in un
momento prezioso, un kairòs da vivere con creatività.
        Fr. Antonio ha presentato l‘esperienza di fraternità che sta vivendo il Definitorio generale e
il servizio di animazione nei riguardi dell‘intera famiglia francescana. E tra le altre cose ha rilevato
l‘importanza della comunicazione e della collaborazione tra le Province nella formazione e nei
progetti di evangelizzazione.
        Durante la conversazione il ministro provinciale ha letto il messaggio che sr. Chiara Patrizia
Festa in qualità di presidente della Federazione Clarisse ha rivolto a nome di tutte le Sorelle povere
di s. Chiara al Ministro generale e a tutti i Fratelli della Provincia.
        La mattinata si è conclusa con la celebrazione eucaristica, alla quale hanno partecipato anche
i ministri provinciali francescani delle Marche. L‘agape fraterna è stata onorata dalla presenza
dell‘arcivescovo di Loreto, mons. Angelo Comastri, e dal vescovo di Senigallia, mons. Giuseppe
Orlandoni, nella cui diocesi si trova Ostra Vetere, paese nativo del ministro generale.
Il secondo incontro della giornata ha riguardato i Guardiani delle nostre Fraternità locali. Fr.
Giacomo rilevando l‘importanza della funzione dei guardiani per una animazione e rinnovamento
della provincia, ne ha messe in luce alcune qualità: animatori spirituali, uomini di comunione e di
pacificazione, formatori dei propri fratelli, coloro che esercitano con carità il ministero della
correzione fraterna. Ritenendo che stiamo vivendo un momento di grazia ha proposto periodi di
formazione per tre settimane nell‘arco dell‘anno per i definitori, per i Formatori e per i Guardiani.
Fr. Antonio ha richiamato l‘attenzione sulla urgenza di elaborare un progetto personale, un progetto
di Fraternità locale e un progetto a livello provinciale, con opportune verifiche successive.
        Il terzo incontro verso le ore 17, è stato con il Definitorio provinciale. Fr. Giacomo si è
diffuso sul servizio di autorità che il definitorio è chiamato a svolgere a vantaggio di tutta la
Provincia: la necessità di lavorare insieme, di trovare momenti forti di vita fraterna (tre settimane
nell‘arco dell‘anno, oltre gli incontri mensili), di elaborare un progetto di provincia, di camminare
sulla linea tracciata dal capitolo provinciale, di praticare il principio di sussidiarietà, di essere
gestori non tanto delle case ma delle idee e dei fermenti, di essere animatori dei fratelli e delle
fraternità, di concentrarsi sull‘essere più che sul fare, di curare la comunicazione tra i frati, di essere
obbedienti allo Spirito.
        Il giorno 4 settembre nel palazzetto dello sport di Loreto il Ministro generale ha incontrato al
mattino i giovani e in particolare i giovani della Gifra e al pomeriggio i francescani secolari,
proponendo loro con taglio di radicalismo evangelico il modello Francesco per far fronte alle
urgenze e alle forti domande di senso che si elevano dalla nostra generazione. In particolare ha
richiamato i giovani a non lasciarsi adescare dalle droghe che il consumismo propone in
abbondanza.
        Richiamando poi su un più stretto legame tra il Primo e il Secondo e il Terzo Ordine, il
Ministro ha tenuto ad illustrare che il laicato francescano è come l‘ala avanzata nel dialogo con il
mondo e nell‘animazione delle realtà terrene.
        Nella celebrazione eucaristica fr. Giacomo ha ricevuto la professione di un nostro giovane,
fr. Alessandro Angelisanti, in una cornice festosa con la partecipazione di numerosi confratelli e di
tanti giovani. Nell‘omelia il Ministro generale ha ribadito la forza delle sfide del nostro tempo e la
risposta che la vita consacrata attraverso i consigli evangelici di castità, povertà obbedienza è
chiamata a dare in un contesto di intensa spiritualità e di gioiosa testimonianza.

       La visita dei fratelli Giacomo e Antonio è stata una vera grazia del Signore. L‘auspicio è che
la preziosa semina porti molto frutto. Un ringraziamento sincero da parte di tutta la famiglia
francescana delle Marche.

       FR. VALENTINO NATALINI OFM

1.3. Visit of the Minister General to The United States of America
        September 20-30, 1999

Visit to Holy Name Province

         Even though they left Rome on September 20th, Br Giacomo Bini, Minister General, and Br
Seán Collins, Definitor General, did not arrive in Boston until late afternoon of September 21st.
Reason: severe storms at Milan's Malpensa airport caused them to miss the connection there, and
they had to spend the night in Milan. Arch Street Guardian, Art Aldrich, stepped adroitly into
Giacomo's sandals at a 12 noon Eucharist on September 21 for the Franciscan Family in Boston -
and like John the Baptist 'he confessed and did not deny and confessed: I am not the one!' (John
1:20). But since he was beginning as Guardian Art found the encounter a good one - and somebody
had to eat the food!
         A second misfortune, as the travelers discovered on their arrival at Logan airport, was that
Provincial Minister John Felice had been laid low by illness ("I haven't felt as bad in thirty years" he
later told them) and could not meet and accompany them as he had intended. The omens looked bad
- until Province Secretary and Guardian Angel extraordinaire Ed Coughlin whisked them straight to
Arch Street in record time, in spite of protesting that he was not too sure of the way. (This involved
some maneuvers which would be considered dodgy by the fairly elastic Italian driving norms, but
which appeared to be encouraged by word and gesture - mainly gesture - by the Boston police
force.) Unfortunately the guests were late for Vespers, but arrived in time for preprandial drinks.
These were followed by a delightful meal, at which the Holy Name friars of the Boston region were
joined by friars of the Immaculate Conception Province. After dinner, the Minister General
addressed the friars, then chatted with them individually at recreation. The Provincial Minister
telephoned from his sick bed in New York to welcome Giacomo to the Province, and in fact
continued over the next few days to keep in touch by phone - a courtesy which was deeply
appreciated.
Siena College

      On Wednesday 22nd - it had been, as Snoopy would say, 'a wild and stormy night', and the
bad weather continued all day - Ed Coughlin marshaled the troops and, after an early Mass, set out
by car for the capital city of New York State, Albany. The dreariness of the weather was more than
offset by the warm welcome of the friars at Siena College, Loudonville, led by Guardian Dan
Dwyer and College President, Kevin Mackin. At 12.45 p.m. there was a special academic
convocation for the conferring on Br Giacomo of the honorary degree of Doctor of Sacred
Theology. The newly inaugurated J. Spencer and Patricia Standish Library provided the perfect
setting for the ceremony, which commenced and ended with a colorful procession of College
dignitaries in academic robes. After he had been conferred by the President, Giacomo spoke warmly
of the pursuit of excellence which typifies Siena College, and the Franciscan spirit which pervades
its campus. True love of learning, he said, is never a sterile enterprise; it enables one to unify the
various facets of one's life and person and aim at the full flourishing of one's self through discipline
and of others through service. This meshes well with the Mission Statement of the College, in which
Saint Francis is invoked as the College's model, in that he "recognized the goodness of creation,
welcomed every human being as brother or sister, and esteemed all labor no matter how humble".
Siena consciously walks in this tradition: it "affirms the unique worth of each person and the
responsibility of individuals to cooperate in the creation of a just and caring society". The solemn
academic convocation was followed by a joyful buffet meal in Serra Hall, during which the
Minister General circulated and spoke with the Siena College community of academics,
administrators and students.
        In the afternoon Giacomo and Sean were given a tour of the extensive College campus,
including the Campus Ministry premises, the sports facilities and the student townhouse
accommodation. Giacomo and Seán were most impressed by the commitment of the Holy Name
Province to higher education (there are 28 friars in Siena College Friary, and the friars are totally
involved in every College activity) in a thoroughly Franciscan atmosphere. In an address to the
friars during the festive dinner which followed Vespers, Giacomo underlined the importance of an
ever-renewed commitment to accompany young people as they struggled to find solid values. Our
primary mode of inspiring them has to be our own manner of living - how we relate to God, to each
other as Franciscan brothers, and to those with whom we work in partnership and those whom we
serve. Our charism is to witness precisely as a fraternity, and not as Lone Rangers. The friary,
therefore, alive and inviting at the heart of the College campus, is of immense importance.

Mount Irenaeus and Saint Bonaventure University

        After Lauds and Mass, Ed accompanied Giacomo and Seán to Albany airport, where they
took a flight to Buffalo on Lake Erie, very close to the Canadian border. It is also Ed's home town.
The day had dawned sunny and bright, and the flight was pleasant and the visibility excellent. From
Buffalo they drove south, and headed first for Mount Irenaeus and Holy Peace Friary. It is
impossible to describe the beauty of wooded Mount Irenaeus, its tranquillity, and the warmth of the
community of women and men who either live there or come there frequently. It's a 'holy mountain',
where perspective on life is recovered, where the Lord is encountered and where people bond in
deep communion. The first to meet the guests was Guardian Dan Riley, who came striding through
the sun-dappled trees with a huge smile and a fraternal welcome for the visitors. He brought them to
the beautiful chapel, wooden, built into the hillside with nature visible through glass all around.
There the members of the community introduced themselves and there was a period of prayer, led
by Louis McCormick. It was one of those experiences which make you see just what Peter meant on
Tabor when he wanted to set up three tents!
        After the prayer, the visitors were shown some of the hermitages in the woods and then
brought to the central house for lunch, prepared by the members of the community from what they
produce organically in the garden. It was a wonderful experience of sharing, in a gracious setting,
that savored of the shared meal of Francis and Clare at the Portiuncula, and an experience that will
remain in the hearts of Giacomo and Seán for a very long time. They discovered that Mount
Irenaeus is available as a 'hideaway' for the students at St Bonaventure University, and longed to be
undergraduates again!
        Next, Saint Bonaventure University itself beckoned and the intrepid trio set off, one of them
returning home (as it were) and the other two looking forward to seeing the celebrated center of
learning for the first time. They were not disappointed. A quick visit to the friary was followed by
the Convocation in honor of Giacomo at the Regina A. Quick Center for the Arts. University
President Dr Robert J. Wickenheiser conferred an honorary Doctorate in Humane Letters on the
Minister General in the course of an inspiring program. The invocation was taken by Sr Margaret
Carney, OSF, Director and Dean of the Franciscan Institute. Giacomo was introduced by the
Guardian of Saint Bonaventure Friary, Tom Blow, while the academic address was given by
Michael Blastic, OFM Conv. Regis Duffy read the citation, and the Minister General was invested
by Mr Leslie C. Quick, III, Chair of the Board of Trustees. In his address of thanks, Giacomo
lauded the 140-year commitment of the university to the intellectual and Christian formation of
young men and women, and gave thanks particularly for the magnificent service of the University's
Franciscan Institute to the Franciscan Family worldwide. "You can scarcely begin to understand",
he said, "the importance of the Institute for the worldwide Franciscan movement". In his praise of
the pursuit of excellence in education, Giacomo quoted the words of Simone Weil: "Intelligence can
be guided only be desire. But before one can experience desire, one must first experience pleasure
and joy. Intelligence bears fruit only in joy. Just as breathing is indispensable for the runner, so is
joy indispensable for study. Where there is no joy, there are no students, only pale caricatures of
learners…" It is clear that St Bonaventure is a place of serenity, joy and exhileration in discovering
the wealth and potential of the human spirit. It is certainly true to what its identity statement
declares: "In the 21st century, many things will change. But St. Bonaventure University will
continue to pursue St Francis of Assisi's ideal: a joyful, grateful, and reverential response to life."
        The reception after the conferring ceremony was followed by dinner in the friary, again a
wonderful meal, lovingly prepared and graciously served. Afterwards, Giacomo addressed the friars
and some aspirants to the Order, reminding them of the shared commitment that binds us together
as a brotherhood and inviting them to focus on the essential values we espouse, which are few but
absolutely basic - living totally devoted to God, so that we seek God's will in everything; living as
brothers whose choices are conditioned by our responsibility to and for each other; living in a way
that heralds the kingdom of God and proclaims the Good News of Jesus Christ to all; living in the
poverty and freedom of knowing that we belong to another and that we can arrogate nothing to
ourselves.

New York, New York

       Next morning, Friday September 24, Ed brought Giacomo and Seán to the nearby convent
of the Franciscan Sisters of Allegany, whose history is intimately linked to that of the friars: they
were founded in 1859 by Panfilo da Magliano, the friar from the Abruzzi who is regarded by the
Provinces of the Immaculate Conception and the Holy Name as their founder. Giacomo celebrated
Mass for the community, and afterwards greeted the sisters.
       Before leaving St Bonaventure, there was time to visit the renowned Franciscan Institute.
Giacomo addressed the assembled students and staff, and expressed the hope that the Institute
would continue to provide the sterling service to the Order and the Franciscan Family which has
made the Institute the primary center of Franciscan studies in the world. The appointment of Sr
Margaret Carney as Director of the Institute highlights the significance of the Institute as being not
simply an OFM concern, but one which serves the entire family of the followers of Clare and
Francis.
       Then it was time to drive back to Buffalo and catch the flight to New York City, the
destination being the friary of St Francis on 31st Street, headquarters of Holy Name Province. A
delay in the flight and extremely heavy traffic from La Guardia airport meant that they missed
Vespers but (you guessed it) were in time for preprandial drinks. (Some cynics refused to believe
that this was completely involuntary!) The welcome of the friars at 31st Street was overwhelming,
and Provincial Minister John Felice (finally on the road to recovery after his illness) and Guardian
Ron Stark left nothing undone to make the visitors feel at home. After dinner there was a special
recreation on the rooftop garden for the friars gathered to meet the Minister General and to celebrate
the Solemn Profession of three of the brothers on the following day.
        Saturday 25th was a day to remember. The Solemn Profession celebration was wonderful,
combining a simplicity of ritual with a perfection of music and song that invited and encouraged the
participation of the overflowing and enthusiastic assembly. Br Giacomo took as his text for the
homily the formula of vows the three friars to be professed would shortly recite solemnly, and
expounded it magisterially: the awesomeness of saying "I vow and promise to Almighty God" - the
sublime daring of committing myself to live "without anything of my own", material or spiritual -
the level of trust and of selflessness required to say, 'sine glossa', "I commit myself with all my
heart to this brotherhood". Giacomo challenged the professuri, and all the friars present, to put
hand on heart every morning of their lives and repeat this solemn consecration. Profession is made,
canonically, once; profession is lived, amid struggle and sacrifice, joy and pain, day by day. But for
the genuine friar minor (which doesn't necessarily mean the 'perfect' or 'beyond-reproach' friar
minor) the wonders of God's love and care are 'new every morning' and daily life is a glorious
adventure of love. After the saints, especially our Franciscan brothers and sisters, had been
solemnly invoked, the three brothers, Scott Brookbank, John Gill and Stephen Kluge, made their
profession, using the words just commented on by the Minister General, into the hands of Giacomo.
While the solemnly professed friars welcomed their newest brothers, a song called "The Cloud's
Veil" by Irish composer Fr. Liam Lawton, a close friend of Seán and a colleague when Seán was
director of the Irish Liturgy Institute, was sung; the words expressed a hope which becomes a
prayer when one thinks of the number of young friars who leave our fraternity: "Even though the
rain hides the stars, even though the mist swirls the hills, even when the dark clouds veil the sky,
God is by my side". May Scott, John and Stephen be given the grace to be able to pray these words
with confidence in all the days ahead…
        After the profession ceremony Giacomo and Seán had the joy of meeting Paul Reczek,
former minister of the Assumption Province, who is presently studying in New York. Paul is an
excellent advertisement for "life-after-ministry": fit and relaxed, he's taking the Big Apple bite by
bite.

Washington, D.C.

        The visit to the Holy Name Province was briefly interrupted so that Giacomo and Seán
could participate in a meeting of the mid-western provinces in St. Louis, MO: that meeting is
described elsewhere in this issue. From St. Louis Giacomo and Seán flew to Washington, D.C., and
were met by Joe Rozansky, Guardian and Formation Director at Holy Name College. The friars at
the College immediately made the guests feel at home, joining them in a brief recreation before they
retired for the night.
        In the morning, Giacomo and Seán joined the friars and the lay missionary volunteers for
morning prayer. After breakfast they went to the Washington Theological Union and were
welcomed by the President, Daniel McLellan OFM. The Holy Name Province has had a profound
commitment to the Theological Union since its inception, and Br Vincent Cushing was president of
the Union for 24 years. John Felice and Ed Coughlin, incredibly generous in their hospitality, were
already waiting in the President's suite. Dan McLellan led the visitors in a tour of the Union and
introduced them to the staff and students. The culminating moment of the visit was the Eucharist in
the splendid chapel, at which Giacomo presided. The Mass was followed by a spaghetti lunch - and
the two guests, who are (modestly) 'intenditori' of spaghetti, pronounced the spaghetti excellent -
dieci con lode!
        Unfortunately, all good things come to an end, and farewells had to be said. Ed drove the
visitors to Dulles airport, and dealt masterfully with ticketing glitches. The flight brought Giacomo
and Seán to Kennedy Airport, and their connecting flight to Rome, Italy. They touched down in
Rome at 9 o'clock on the following morning, September 30.

       SEÁN COLLINS, OFM

1.4. Minister General Attends Friar Gathering in St. Louis

        An annual get-together in September for the Provincial Councils of the American mid-west
provinces has been a regular feature for the past number of years. These provinces - Assumption,
Sacred Heart, John the Baptist, Holy Savior and Guadalupe - have had a common formation
program for some time. For the last gathering of the millennium it was decided to invite the General
Minister and to open the meeting to all the friars of the five provinces. The meeting was carefully
planned by the Vicars of the provinces, two of whom had become Provincial Ministers by the time
the gathering took place - Tom Luczak and John Doctor.
        So on Sunday September 26, 1999, close to two hundred friars gathered in the Holiday Inn
in St Louis, Missouri. Br Giacomo Bini, General Minister, and Br Seán Collins, General Definitor,
flew in from New York, where they had been visiting the Holy Name Province. They were met by
Allan DaCorte, Provincial Treasurer of Sacred Heart Province. It happened that Br Richard
McManus of Saint Barbara Province, General Visitor for the Province of the Sacred Heart, had just
completed the post-chapter business, and was being offered a farewell dinner by John Doctor,
Provincial Minister of Sacred Heart Province, and the Council. Giacomo and Seán were very happy
to join them for the occasion.
        The business of the meeting commenced on Monday morning. Giacomo's keynote address
was entitled: "Where the Order is at today"; in it he reflected on his visits to the brothers in every
continent and drew up a balance sheet. It was a largely positive one: the brothers are serious about
their vocation and by and large they work with dedication and professionalism. There is among us a
certain lack of creativity and imagination, and this curtails the scope of our specifically Franciscan
charism. The missionary thrust of the Order, a characteristic feature of our life since the very
beginning, seems to be on the wane, and needs to be rekindled once again. Giacomo's address was
followed by a lively exchange of views.
        After a coffee break Giacomo and Seán spoke on the first priority of the Order, the life of
prayer and devotion, and their presentation was complemented by a fish bowl discussion involving
a group of brothers who had been selected beforehand. A discussion of the entire assembly then
followed. The quality of the contributions was excellent, but all agreed that what was really
valuable was the dynamic of sharing about what is at the very heart of our Franciscan life.
        The afternoon session began with a brief input by Giacomo and Seán on priorities 2,3 and 4
- life in fraternity; minority, poverty and solidarity; evangelization and mission. After a table
discussion there was a response on each of the topice: Mel Brady spoke on fraternity, Al Mertz and
Steve Suding on Solidarity, and Mark Hudak on evangelization. This led to a lively open
microphone discussion. At 4.45 p.m. Seán Collins presided at the Eucharist. After dinner John
Doctor invited Giacomo and Seán to a tour of St Louis. They saw the old cathedral and the famous
arch which is the gateway to the West. Then they visited the Provincial Curia on Meramec Street.
        Formation was the topic on Tuesday morning. Giacomo spoke on initial formation and Seán
on ongoing formation. This was followed by a fishbowl discussion on formation and an open
forum. At 11 a.m. Giacomo met with the young brothers, encouraging them and urging them to
embrace their vocation with passion and total commitment. A most interesting exchange followed.
        In the afternoon there was a session in which the friars shared with Giacomo and Seán the
challenges of the present time as they perceived them. Everyone agreed that the two days had been
exhilarating and energizing. The meeting ended with Mass, presided over by the General Minister.
The liturgies had been prepared by the formation fraternity of St Jospeh in Chicago, and were
sensitive and truly prayerful.
        After the Eucharist, Giacomo and Seán had to head for the airport to catch a plane for
Washington, D.C., bringing with them the memory of two days filled with fraternity and joy.

       SEÁN COLLINS, OFM

1.5. Visit of Minister General to Lebanon Syria and Jordan

        From 7-13 October 1999, the Minister General accompanied by Br. Peter Williams,
Definitor General for Africa and the Middle East, visited the friars who live and work in Lebanon,
Syria and Jordan (three countries which form part of the Custody of the Holy Land).
        Upon arrival at Beirut airport in the early hours of October 7th, the Minister General was
welcomed by Br. Giovanni Battistelli, Custos of the Holy Land, and by the friars who make up the
two fraternities in Lebanon. The friars have been in Lebanon since the thirteenth century and have
continued to live close to the people, staying with them even during the many upheavals which this
country has experienced in its rich but chequered history. Today the friars are present in two
fraternities: St. Joseph‘s in the centre of Beirut, a friary and service church, and Harissa, near
Beirut, which serves as a vocational centre and house for aspirants.
        The day started with a visit to the Poor Clares of the Monastery of Unity. The eight Sisters,
four Lebanese and four French follow the Maronite Rite and through prayer seek to bring about the
unity of all the nations. The visit to the Monastery began in the chapel with the Sisters chanting in
Arabic. A fraternal dialogue in the community room followed. The Sisters explained to the Minister
General that they have attempted to establish in the monastery a ―school‖ of prayer and interiority
in response to the needs of the many young people who come to them for advice and help. Br.
Giacomo encouraged the Sisters in their outreach to the youth saying that young people of today are
often wounded and lonely and are in search of someone to listen to them. He also emphasized that
the Franciscan charism with its fundamental values of fraternity and liberty is particularly relevant
in our day but that we have to find, as Francis did in his day, a language with which to speak to
our world. Finally, he urged the Sisters to continue in their efforts to establish contacts with
monasteries of other ecclesial communions in the Orient, stating that a monastic ecumenism would
bear much fruit for the Church and for religious life.
        At noon a festive lunch in St. Joseph‘s friary was offered in honour of the Minister General.
Besides the friars, the Latin-rite Bishop and representatives of the Capuchins and Conventuals as
well as other friends and acquaintances of the friars were present.
        At 16.00, Br. Giacomo met with members of the Franciscan family at the convent of the
Franciscan Sisters of the Holy Cross of Lebanon. In his address, he challenged the various branches
of the family to work together more closely. He said that we had to rediscover our unity in our
diversity. Here too he urged those present to search for a language which the world of today can
understand. The meeting concluded with Mass and a fraternal agape for the 70 or so present.
          The following morning, Br. Giacomo went to the friary at Harissa and en route paid a
courtesy call on the Patriarch of the Maronites and to the Apostolic Nunciature. He then met with
four young friars in temporary profession from the Vice-Province of the Holy Family in Egypt who
are studying theology in Lebanon. The main part of the morning was devoted to meeting with the 8
solemnly professed friars of Lebanon. The Minister General spoke of the need to give much
attention to the quality of fraternal life if our presence is to be both meaningful and effective.
Fraternal life should be characterized by the Franciscan values of prayer and peace and
reconciliation, he said. He recalled the need to be creatively faithful to the tradition we have
received if we are in any way to make an impact on the world of today. In the afternoon, Br.
Giacomo celebrated Mass at the National Marian shrine situated near the friary and then met with
members of the Franciscan youth and the Secular Franciscan Order.
        On the morning of Saturday 9th October, after celebrating Mass in the friary church of St.
Joseph, the Minister General left by car for Syria, a country in which Christians are a minority and
where the Christian presence is represented by various communions and rites.
        After completing border formalities, Br. Giacomo travelled to the friary in Latachia, a city
on the sea, to meet Br. Romualdo Fernandez, Delegate for the Custody of the Holy Land in Syria
and Lebanon, and together with him continued the journey to Ghasanieh for lunch with Br. Ibrahim
Yunes and with the friars and sisters who work in the missions of Knayeh and Yacoubieh. In the
late afternoon, the Minister continued his journey to Aleppo, the second most important city in
Syria with a population of 3 million inhabitants and where the friars have been since the 13th
century. Today they run a large parish in the city centre and have a vocational centre and aspirancy.
The friars, together with the Latin Bishop, Monsignor Armando Bortolaso , welcomed the Minister
and his companions and, during the course of dinner, explained their history and their present-day
situation in Aleppo.
        On the following morning, together with Br. Pasquale Castellana, a renowned archeologist
of the region, Br. Giacomo visited some of the early Christian ruins as well as the site of the column
of St. Simon Stylites and the remains of the 5th century basilica built to honour his memory. After
lunch, the Minister met with the Franciscan Sisters of various congregations. Speaking of the need
to pay attention to the quality of our life, he said that today the witness of individuals is not
sufficient, what counts and what makes an impact on society is the witness of communities living a
Gospel life. Urging them to collaborate as much as possible as a family, he told them that we have
need of each other if we are to live fully our charism and bring the good news to others. The world
expects much of us, of our values and of our spirituality. Together, he said, we can work miracles.
In view of the Great Jubilee, he urged the Franciscan family to work even more closely together and
to organize a Franciscan day which could be the spring-board for further joint initiatives.
        Br. Giacomo then met the Parish Council, the SFO and various confraternities which exist in
the parish. He also encouraged them to work together and especially to work in favour of the youth.
This meeting was followed by a solemn concelebrated Mass in the large parish church, packed to
overflowing. After Mass, Br. Giacomo had the opportunity to greet many parishioners in the
parish hall.
        The morning of Monday, 13th October, was consecrated to a meeting with the friars. At 9.00
a.m. the Minister General met the friars from Syria, Lebanon and Jordan who are in the first 10
years of Solemn Profession. A frank and open discussion took place between the Minister and the
young friars. In his introductory remarks, Br. Giacomo told them that as young friars they had a
role to play in the life of the Order today and not just in the future. Young friars, he said, had an
important word to say now and should be listened to. To ensure that their life was not dispersed or a
prey to individualism, he invited each one of them to draw up a personal project of life and to
review it regularly with his spiritual director or mentor.
        There followed a general meeting with all the friars of Syria. Br. Giacomo began his talk
by reading and commenting on the text of Matthew 13:44-46 the parable of the treasure and the
pearl. He said that this text with its emphasis on searching, finding and selling everything could
help us examine afresh our religious vocation. In speaking of fraternal life, he remarked that often
problems arise in this area because we have been formed for life in common but not for life in
relationships. It is this aspect that we have to work at. He also commented on the fact that, unlike
Francis, we today are very often afraid to take risks and to create something new. After dialogue
with the friars, the Minister presided at a Eucharistic celebration which was followed by lunch.
After a brief rest, he left by car for the four hour journey to Damascus where the friars have 2
fraternities.
        The next morning, Br. Giacomo celebrated Mass at the sanctuary of the house of Saint
Annias, looked after by the friars and which many pilgrims still visit. He then made a courtesy call
on the Patriarch of the Syrian Orthodox Church and on the Patriarch of the Greek Catholic
(Melkite) Church. After this he met with Franciscan Sisters of various Congregations who work in
the capital. Before lunch, the Minister General had the opportunity to visit the Memorial of St. Paul,
entrusted to the care of the friars. This was a gift to the Christian community of Damascus by Pope
Paul VI who wished it to be a remembrance of the conversion of St. Paul. It functions today as a
guest house and also serves as a centre for retreats and ecumenical gatherings. In the garden of the
Centre is located the traditional place of the conversion of St. Paul. After lunch at the Memorial, at
which the Nunzio was also present, the Minister General left by car for the three hour journey to
Amman, in Jordan.
        A short rest at Terra Santa College, Amman, was followed by a meeting with the friars and
Franciscan Sisters who are working in Jordan. Here too he repeated his challenge for the Franciscan
family to work together more closely. Again, he invited them to plan a joint initiative in favour of
the youth as a significant way of celebrating the Great Jubilee.
        The next morning, Br. Giacomo visited Terra Santa College, a school run by the friars with
some 1,400 pupils, both Christians and Muslims. He then visited the vocational centre where
aspirants for the Order are received before going on to the postulancy in Rome. Mass was
celebrated on Mount Nebo, the site of Moses‘s death. The Minister General also visited the
exacavations taking place under the direction of Br. Michele Piccirillo. Before lunch, there was
opportunity for a dialogue with the three friars who make up our presence in Jordan. Immediately
after lunch at the small friary on Mount Nebo, Brother Giacomo left for Amman airport for a flight
to Rome via Vienna.

       FR. PETER WILLIAMS, OFM

1.6. Franciscan Friars’ Assembly in Australia
       From Small Beginnings
       Franciscans Celebrate the Past
       And Look to the Future

        The Franciscan Friars from Australia, New Zealand and Singapore gathered in Melbourne,
21-24 October, to celebrate 120 years of Franciscan community life in Australia and sixty years
since the formal inauguration of the Holy Spirit Province. A total of 125 friars met at Corpus Christi
Conference Centre, Clayton, and were pleased to have in their midst Friar Giacomo Bini (Minister
General of the Order) from Rome, Friar Séan Collins from Ireland and Friar Xavier Yu from Korea
(General Councillors of the Order). Six friars from Papua New Guinea (including one indigenous
brother) were also special guests, as this region was originally a mission of the Holy Spirit
Province.

        Friar Giacomo addressed the Assembly and spoke passionately about Franciscan life as a
―life of risk-taking‖. With quiet insistence, he reminded the friars that the Franciscan life was one
based upon a loving relationship with God, a genuinely fraternal life with other friars, and a
commitment to reach out in dialogue to a world which struggles to hear Christ‘s message. He urged
the friars to seek a rapport with the many people who seem lost in society and forgotten by the
powerful. He added his concern that the ‗youth of today are the poor of our world‘ and he posed the
question: ‗Have the friars lost touch with the real poor?‘
        Ms Caroline Jones, former ABC journalist and presenter of the radio program ―Search for
Meaning‖ and author of ―An Authentic Life‖, shared with the group many stories from her own life
and from those people whom she interviewed during her eight years on radio. Her personal and
inspirational presentation complemented the words of Friar Giacomo. She stressed the importance
of nurturing one‘s own gifts, being true to oneself and being available to others in friendship,
concern and hospitality. She encouraged the friars to be listeners and to share with confidence the
Franciscan values of gentleness and humility, compassion and generosity. Caroline referred to
Chapters Three and Six of the Rule when talking about how the friars should go about the world
and how they should care for one another. She also offered some stimulating comments on the
Priorities of the Order. Her challenging and insightful words gave the friars hope and
encouragement in their fraternal life and ministry.
        Friar John Keane, Provincial archivist, offered a reflection based on his sixty years as a
friar. He spoke of the rich heritage that has guided the friars of Holy Spirit Province over the years:
the heritage contained in the values of Francis and the heritage embodied in the pioneering spirit of
the original Irish missionaries and the early Australian friars. Despite some opinions that the
Province is fragile because of its diminishing numbers and increasing age of its members, John
encouraged the friars to look to the future with optimism and to be aware that it was the quality of
the Franciscan life that guaranteed a future for the Province, not simply the number of brothers. He
reminded the friars that the total priority of the Franciscan life must be the focus upon living the
Gospel of Jesus Christ while living in obedience, without anything of their own and in chastity —
and he posed to the assembly the challenging question: ‗What would identify me as a true
Franciscan in today‘s world?‘. In seeking to answer the question, John offered insightful and
thought-provoking comments on fraternity, service and poverty. He emphasised that the heart of the
Franciscan life is true brotherhood which comes from the essence of the Gospel command to love
one another.
        Several friars addressed the group briefly on behalf of their region. Friar Tom Ritchie,
Provincial Minister in Papua New Guinea, acknowledged the efforts of the early Franciscan
missionaries from Australia who brought the Franciscan way of life to Aitape in 1946. He praised
the courage of the original band of missionaries and thanked the many Australian and New Zealand
friars who have ministered in Papua New Guinea since then. It was through their determination that
a local formation program was established, that the Vice-Province was formed in 1985 and now the
majority of friars working PNG are local brothers. The friars of the Vice-Province continue to enjoy
a special relationship with their ‗mother Province‘ and are grateful for the hospitality and support
shown them when they visit Australia on leave.
        Friar John-Paul Tan, from Singapore, chronicled the involvement of the Australian
Franciscans in his country since World War II when three friars were imprisoned in Changi Camp.
It was also one of those friars, Brendan Rogers, who returned to Singapore when the Holy Spirit
Province was given care of St Mary of the Angels parish at Jurong (now Bukit Batok) in 1970.
Since then, a local formation program has flourished and twenty-two of the twenty-five friars in
Singapore were born in Singapore or Malaysia. The Custody of St Anthony, which was established
in 1991, will expand further in December 1999 when a community will be formed in East Malaysia
by two friars who will take up parish ministry in Kuching, Sarawak.
        Friar Anthony Malone, from Auckland, spoke about the Foundation of St Andrew, Aotearoa
- New Zealand. He thanked those friars who have worked in New Zealand over the past sixty years
and reminded the Australians that New Zealand had provided many friars to work in Australia,
particularly in the 1950s and 1960s. The friars in New Zealand, though small in number, have a
local formation program and conduct the St Francis Retreat Centre, Mount Roskill, and St
Anthony‘s parish, Mangere Bridge. On 20 November, the first Samoan-born friar will make his
solemn profession.
        Archbishop Brian Barnes of Port Moresby, Papua New Guinea, spoke about the Synod that
he attended earlier this year in Rome as one of the bishops of Oceania and he offered some personal
comments and reflection on that meeting. Brian enlightened the group with up-to-date information
on the church in PNG, particularly concerning lay ministry and small Christian communities. He
also shared his experiences following his public Easter message in which he criticised corruption in
the local government.
        Friar Xavier Yu, General Definitor for the Asia/Oceania region, commented on the
contribution being made to the Order by the Holy Spirit Province. He acknowledged some
difficulties that the Province experiences, but encouraged the brothers to be optimistic about the
future and enthusiastic in their ministries. He urged that the friars to be attentive to the worthy
traditions of the Order and he reminded the friars that all brothers are vocation directors and all
should continue to promote the Franciscan way of life actively by living faithfully the values of
Francis and encouraging others to consider this way of life.
        A highlight of the Assembly was the Profession of Solemn Vows by Friar Paul Ghanem. In
the presence of Friar Giacomo, Paul promised to live as a Franciscan Friar for the rest of his life in
poverty, chastity and obedience. Paul‘s family had travelled from Sydney to join the 120 friars and
200 other friends and religious for this joyful ceremony during a Eucharist celebrated by Friar
Giacomo at St Paschal Friary chapel, Box Hill.

         The Assembly of friars was an opportunity to give thanks for the spirit and vision of the
Irish friars who pioneered the message of Francis ‗down under‘ and those early Australian friars
who laboured to spread the Franciscan message further across ‗this great Southern Land‘. It was a
time to give thanks for all the men who joined the Order in Australia, New Zealand and Singapore
over the years, having been inspired by the life of Francis and the example of the friars. It was a
chance, also, to gratefully recognise the gifts and talents which show themselves clearly among the
present friars and to thank God for the guidance of the Holy Spirit in bringing the Franciscan
movement in Australia to this place in history.
         The spirit of brotherhood, friendship and co-operation was clearly evident at the assembly.
The friars were happy to have this opportunity to be together to mark a special point in our history.
The assembly itself became one of those special moments which friars will remember for years to
come. It was a time to listen, talk, renew acquaintances, celebrate and pray. The anniversary dinner
(with a specially commissioned anniversary wine) was made even more enjoyable by the guest Irish
singer and his musical entertainment. It was not long before some friars took to the microphone and
showed their own repertoire of songs: in English, Irish, Italian, German and Samoan. The Minister
General, accompanied by two other friars, was easily enticed into singing ‗Santa Lucia‘!
         The creative liturgies were well-prepared by various groups of friars; the Mass of the Holy
Spirit was the occasion for an inspirational and rousing homily by Séan Collins (General Definitor
for the English-speaking Conference) who managed easily to remind us of our Irish heritage. At the
final liturgy of the Assembly, all the friars renewed their commitment to the Franciscan life of
fraternity and service.
         Many stories were shared amongst the brothers and much of the success of the assembly
happened in the informal mixing of the brothers, as well as through the formal presentations. It is
also fair to recognise that the friars who initially questioned the value of bringing all the brothers
together departed from the assembly feeling that it was all worthwhile. There has been a lot of
conversation about the assembly among friars in local communities, as well friars sharing their
experiences with their friends and families. The general feeling has been very positive! One friar
commented that ―it was the best thing that the Province has done‖. Another said that it was a great
success because there were no small group discussions and no ‗butcher paper‘. Another said, ―it
was great to hear the friars laughing‖. Another summed it up with the words: ―we came simply to
celebrate and to listen to good speakers – we got that and much more‖.
         The Franciscan Presence: Its beginnings and expansion to new horizons.
         The first Franciscan community came to Australia from Ireland in 1879, initially to work in
the ‗Eastern District of Sydney – from Watsons Bay to Botany Bay‘. Since then, the Order has
expanded into every State of Australia. The friars‘ apostolates include parish ministry, education,
migrant chaplaincies, care of the sick and aged, printing, youth advocacy and assistance to the poor
and homeless.
         As the number of local vocations increased, the Order expanded beyond Australia. The
Franciscans established a community in New Zealand in 1939 to give retreats. The Order implanted
itself in Papua New Guinea in 1946 when the first band of Franciscan missionaries went there to
bring the Christian message and help rebuild the shattered lives of those affected by the War. In
1970, three Australian friars were given care of a parish in Singapore. Today, twenty-two of the
twenty-five Franciscans in Singapore come from Singapore or Malaysia. In December 1999, the
Franciscans will establish a presence in Malaysia where two young friars will undertake parish
ministry in Kuching. Other Australian friars have also taken the ‗Australian flavour‘ of
Franciscanism to work in the mission fields of East Africa and in the Holy Land.
       From the small beginnings of three Irish friars in the eastern suburbs of Sydney in 1879, the
Franciscan Province of the Holy Spirit now numbers 145 friars in four countries of the Asia and
Oceania region.

       FRIAR PAUL SMITH OFM,
       Provincial Vicar,
       Secretary of the Province

1.7. The Minister General’s visit to Indonesia

October 25, 1999
        Br. Giacomo Bini, the Minister General, and Br. Xavier Yu So Il, General Definitor arrived
in Jakarta from Australia. The Provincial his Secretary met them at the airport. A change in the
flight schedule meant their arrival in Indonesia was one day ahead and that the arranged programme
had to be revised. The visitors, however, had ample time to rest and prepare for the opening
meeting.
        The evening meeting was attended by the friars of the whole province, except those in East
Timor. Some of the participants knew one another from, for example, the Assisi Experience; the
Bishop of Jayapura (West Papua), and the retired Minister Provincial had often met the Minister
General.

October 26, 1999
       In the morning, the Minister General and Definitor and some of the friars visited the Bible
Association of Indonesia and the St. Vincent Orphanage which is run by the friars.
       At 4.30 pm the meeting was held in the provincial house. It was attended by the friars
coming from Jakarta and vicinity (Depok, Puncak and Bogor towns); some young friars from
Yogyakarta town, one night‘s train journey away, also attended.
       All the provincial councils, including the Formation and Study Councils, as well as the
Custos and Guardians were present. These had planned to meet regularly in future at Sukabumi.
Unfortunately, no brother came from East Timor, on account of the political crisis there; we
offered our prayers for their encouragement. The meeting ended with supper in common, followed
by recreation till 8.30.

October 27, 1999
        The meeting at 8am was attended by the Minister Provincial, the Vicar and Council, the
Guardian, Custos, and the Councils of Formation and Studies and some of those involved in
provincial services.
        At 10.30 the Minister General and Definitor visited Mgr. Julius Darmaatmaja, SJ, Bishop
of Jakarta, accompanied by the Provincial and Secretary, and stayed about an hour; on the way
home they did some sightseeing around Jakarta.
        At 5pm the Eucharist, prepared by Br. Hortentius Mandaru, was held in St. Paschal‘s Parish,
attended by all the Franciscan Families including the SFO brothers and sisters. Afterwards, all met
in the Parish Multipurpose Building. There were various interesting items: a report Br. Francs
Indrapaja, SFO on the early days of the SFO in Indonesia and at the present time; Sr. Elisabeth
Tjahyana, FMM, the president of the Association of Indonesian Franciscan Teamwork, spoke on
their activities; there was interesting dancing from a Franciscan Sister of Semarang and her dance
group; Sr. Giovani, a Franciscan Sister of Pringsewu, introduced the Franciscan Family and spoke
of its activities; some Franciscan Songs were sung by the friars and sisters. Eventually, all enjoyed a
good supper prepared by the SFO.

October 28,1999
       At 9am the Minister General and Definitor, with the Minister Provincial, his secretary and
Br. Martin Harun, visited Mgr. Michel Angkur, OFM, the Bishop of Bogor.
       Leaving the Bishop, they went to the Poor Clare Monastery but on the way they stopped at
the House of Carceri, close to it, where some brothers were working in the St. Joseph Orphanage.
       At the Poor Clare Monastery a special song of welcome greeted them. Later they had
lunch.
       At 3.30 the General had a special meeting with the Poor Clares on their own; Br. Martin
Harun, the delegate, acted as translator.
       At 5 o‘clock they solemnly celebrated Mass in their own chapel, attended by all the
Franciscan Families from Puncak, Sukabumi and Bogor towns, including the Franciscan Sisters of
Sukabumi. A special choir came from Sukabumi town, made up of the "MARDI YUANA' senior
high school students run by the Franciscan Sisters there. They sang the Sundanise Songs
accompanied by a special music called "the Degung". The choir was directed by a woman who
was capable of conducting both the choir and the Degung music.
       After Mass there was supper in common and the programme ended at 8 o‘clock.

October 29, 1999
        After breakfast at dawn, around 6am they left the Poor Clare Sisters singing the Gobi song.
They went to the Franciscan "TRANSITUS" novitiate, which is in Depok town. On this account the
Sisters postponed their daily Mass.
           They arrived at 7am to find the novices, who had thought events were starting at 8.30,
unprepared. The visitors waited outside until preparations were made. The Guardian placed the
"Ulos" (the special native cloth from north Sumatra) on the shoulders of the Minister General and
the Definitor. The novices, with singing and dancing, invited the guests of honour into their
classroom. There the novices welcomed them all in four native languages: Jawa, Batak, Manggarai
and the East Timor language.
        There were two meetings; the first was for the young brothers; the second for the
formators. It was over by 11am, and the Minister General and his companions left for the
Soekarno-Hatta airport.
        They had lunch on the way at Sizzler Restaurant and got to the airport by 2 o‘clock. The
Provincial party left, after dropping them off. The Minister General and Definitor travelled to
Rome by Singapore Airlines.
        We would like to express our gratitude to you, Br. Giacomo Bini and Br. Xavier Yu So Il,
for being with us. Our hearts were full of gratitude to the caring Lord for your coming. May our
Franciscan life and our fraternity be encouraged by your special visit. May the loving God kindly
take good care of you.

       BR. ALFONS SUHARDI, OFM

1.8. III Incontro con i Visitatori generali
        Roma, Curia generale, 07-11.11.1999

       Convocato con Lettera del Ministro generale del 5 agosto 1999, il 3° Incontro del
Definitorio generale con 43 Visitatori generali di 14 nazionalità si è tenuto a Roma, presso la Curia
generale, dal 7 all‘11 novembre 1999.

1. Partecipanti
– Definitorio generale:
Fr. Giacomo Bini, Ministro Generale; Fr. Estevão Ottenbreit, Vicario Generale; Definitori generali:
Fr. Kapistran Martzall, Fr. Sean Collins, Fr. Antonio Riccio, Fr. Gerard Moore, Fr. Peter Williams,
Fr. José Rodríguez Carballo, Fr. Peter Schorr, Fr. Xavier Yu Soo Il, Fr. Pierantonio Norcini,
Segretario Generale.

– Visitatori generali:
Arriaga Torres fr. Martin, Provincia SS. Pietro e Paolo (Messico), Visitatore della Provincia B.
Junipero Serra (Messico); Belisario da Silva fr. José, Provincia Belo Horizonte (Brasile), Visitatore
della Provincia Immacolata Concezione (Brasile); Blanco Arias fr. Luis, Provincia Betica (Spagna),
Visitatore della Provincia Cantabria (Spagna); Bonner fr. Dismas, Provincia S. Cuore (USA),
Visitatore della Provincia N.S. Guadalupe (USA); Brocanelli fr. Vincenzo, Vice Provincia S.
Francesco (Africa e Madagascar), Visitatore della Provincia S. Benedetto (Congo); Bucaioni fr.
Alfredo, Provincia Serafica Assisi (Italia), Visitatore della Provincia S. Francesco
Stimmatizzato-Toscana (Italia); Dilli Aloisio fr. Alberto, Provincia S. Francesco (Brasile),
Visitatore della Provincia S. Antonio (Brasile); Folgado Lopez fr. Carlos, Provincia S. Antonio
(Bolivia), Visitatore della Custodia Huancambamba (Perù); Görgen fr. Sergio Antonio, Provincia S.
Francesco (Brasile), Visitatore della Provincia S. Nome (Brasile); Harmath fr. Károly, Provincia
SS. Cirillo e Metodio (Croazia), Visitatore della Provincia S. Stefano Re (Romania); Hartrich fr.
Kurt, Provincia S. Cuore (USA), Visitatore della Provincia delle Filippine; Karris fr. Robert,
Provincia S. Cuore (USA), Visitatore della Custodia S. Famiglia (USA); Koenig fr. Augusto,
Provincia Immacolata Concezione (Brasile), Visitatore della Provincia S. Croce (Brasile); Lafuente
Larrauri fr. Carlos, Provincia S. Francesco Solano (Perù), Visitatore della Provincia XII Apostoli
(Perù); Marchesi fr. Francesco, Provincia Cristo Re-Bologna (Italia), Visitatore della Provincia S.
Bonaventura-Piemonte (Italia); Metz fr. Eduardo, Provincia S. Michele (Argentina), Visitatore della
Provincia Bacabal (Brasile); Pinat fr. Claudio, Provincia S. Croce (Germania), Visitatore della
Provincia S. Francesco (Ecuador); Plogmann fr. Norbert, Provincia S. Croce (Germania), Visitatore
della Provincia S. Croce (Svizzera); Rosatelli fr. Alvaro, Provincia S. Giacomo della Marca (Italia),
Visitatore della Provincia S. Michele Arcangelo-Foggia (Italia); Samac fr. Sime, Provincia S.
Redentore (Croazia), Visitatore della Provincia S. Croce (Bosnia); Solinas fr. Angelo Maria,
Provincia S. Maria delle Grazie-Sardegna (Italia), Visitatatore della Provincia S. Carlo
Borromeo-Lombardia (Italia); Stefani fr. Andrea, Provincia S. Pietro e Paolo-Roma (Italia),
Visitatore della Provincia Cuore Immacolato di Maria-Liguria (Italia); Tapia Santamaria fr.
Benjamin, Provincia XII Apostoli (Perù), Visitatore della Custodia del Caribe; Vilà Virgili fr.
Francesco, Provincia S. Salvatore (Spagna), Visitatore della Provincia di Valencia (Spagna); Wasko
fr. Wladyslaw, Provincia Immacolata (Polonia), Visitatore della Provincia S. Edvige (Polonia);
Wilges fr. Ireneus, Provincia S. Francesco di Assisi (Brasile), Visitatore della Custodia del
Paraguay.

– Interpreti e Collaboratori:
Fr. Pio Vulcan (Italiano); Fr. Gabriele Trivellin (Italiano); Fr. Boniface Kruger (Inglese); Fr. Rubén
Camps (Spagnolo); Fr. Rubén Tierrablanca (Spagnolo; Addetto Liturgia); Fr. Ary Pintarelli
(Portoghese); Fr. Paolo Canali (Addetto Liturgia); Fr. Sean Collins (Addetto Liturgia); Fr.
Gianfranco Pinto Ostuni (Verbalista); Fr. Bernard Thilagarajah (Assistente segreteria); Fr. Samuele
Portka (Addetto Sala-traduzioni); Fr. Simone Lopata (Addetto Sala-traduzioni).

2. “Agenda”

       Dopo il saluto del Moderatore di turno, Fr. Stefano Ottenbreit, la presentazione personale
dei Partecipanti e le indicazioni sulle modalità di lavoro, ha preso la parola il Ministro generale, fr.
Giacomo Bini, il quale si è soffermato sulla situazione dell‘Ordine oggi, allo scopo di offrire alcune
linee essenziali per il servizio di animazione che i Visitatori dovranno compiere nelle varie Entità
dell‘Ordine. In altre parole, come testimoni e protagonisti di comunione con il Ministro generale,
per conto del quale agiscono, e con le Fraternità locali e provinciali e quindi con la Fraternità
universale.

        Anzitutto il Ministro ha elencato e commentato i ―segni‖ positivi esistenti nell‘Ordine e
nelle varie Entità come possibilità concrete di nuovi inizi. Tra gli altri, fr. Giacomo ha richiamato il
ritorno ai valori fondamentali del nostro carisma; una più fattiva e sentita collaborazione delle
Entità con il Definitorio generale e con le Entità limitrofe; un più accurato e convinto impegno nel
campo della formazione permanente ed iniziale.
        Subito dopo il Ministro ha invitato i Visitatori a riflettere su alcuni aspetti problematici della
vita dell‘Ordine oggi, anche con esemplificazioni e testimonianze concrete, come la decrescita
numerica, l‘innalzamento dell‘età media, la diminuzione delle vocazioni, la mancanza di
perseveranza, l‘abbassamento della qualità della vita, l‘adeguamento ai ―valori‖ del mondo,
l‘individualismo e l‘attivismo sfibrante.
Entrambi gli aspetti, quelli positivi e quelli problematici, sono stati illustrati dal Ministro non per
suscitare facili entusiasmi o immotivati pessimismi riguardo al presente e al futuro della vita delle
Province e dell‘Ordine, ma come stimolo ad accogliere il presente, nelle sue luci ed ombre, come
opportunità provvidenziali per individuare alcune essenziali ―strategie‖ su cui puntare per il futuro,
affinché i Frati e le Entità possano con coraggio e rinnovato entusiasmo intraprendere nuovi
cammini, grazie anche al servizio di animazione affidato dall‘obbedienza ai Visitatori, in un
momento qualificante della vita delle Fraternità provinciali e locali come è quello del Capitolo.
        Estrapolando dalle varie parti della Relazione del Ministro, l‘animazione da parte dei
Visitatori dovrà privilegiare i seguenti punti: collaborazione e solidarietà con il Definitorio generale
e con le Entità o Conferenze limitrofe; fedeltà creativa al nostro carisma; riscoperta della
dimensione missionaria della nostra vocazione ed adesione ai progetti missionari dell‘Ordine;
primato della formazione permanente; vero discernimento vocazionale; accompagnamento
personalizzato dal postulandato ad almeno cinque anni dopo la formazione iniziale; tempo pieno per
i formatori; intensa vita di preghiera personale e comunitaria; riscoperta della gioia del vivere ed
operare insieme; rivalutazione del servizio di animazione da parte di Definitori, Guardiani e
Formatori.

       L‘Agenda dell‘Incontro, alternando i lavori dell‘Assemblea con quelli dei Gruppi linguistici,
aveva previsto:
– momenti formativi con le seguente relazioni: L‘impegno della Visita secondo gli Statuti peculiari
e le necessità (Fr. Peter Schorr, DG); La presidenza del Capitolo e del Congresso Capitolare (Fr.
Antonio Riccio, DG);
– momenti di condivisione delle riflessioni, sia nei Gruppi linguistici e sia in Assemblea, e delle
esperienze con le testimonianze di ―esperti‖ in Visite canoniche, come Fr. Dismas Bonner (USA) e
FR. Carlos Folgado (Bolivia);
– momenti di informazione: progetto per la raccolta giubilare (fund-raising); inchiesta sulle attività
pastorali, specialmente sulla pastorale parrocchiale; la contemplazione; la revisione delle strutture;
adempimenti del Capitolo generale;
– momenti di fraternità e di preghiera.
       Preparati da una Commissione locale, tenendo presente l‘internazionalità e le tematiche della
giornata, i momenti di preghiera sono stati sempre coinvolgenti, particolarmente                 nella
celebrazione conclusiva dell‘invio da parte del Ministro generale, sia per i simboli usati, il
Crocifisso di San Damiano, il bastone del pellegrino e i sandali, e sia per la memoria delle parole
con le quali san Francesco accompagnava il mandato dell‘obbedienza: ―Riponi la tua fiducia nel
Signore ed Egli avrà cura di te‖ (1 Cel 29).
       FR. LUIGI PERUGINI

1.9. Visita alla Provincia “S. Bonaventura” del Piemonte
        Torino-Novara, 15-18.11.1999

         La sera di lunedì 15 novembre il Ministro generale, fra Giacomo Bini, insieme al Definitore
generale, fra Antonio Riccio, giungeva, proveniente da Bologna, alla stazione Porta Nuova di
Torino, accolto dal Ministro Provinciale, fra Fedele Pradella, che lo accompagnava alla Casa S.
Antonio, sede della Curia provinciale.
         La visita del Ministro iniziava martedì mattina, scandita dai numerosi incontri prima a
Torino e poi a Novara, e si concludeva giovedì 18 quando, alle ore 20 ripartiva dalla Malpensa alla
volta di Roma.
         Gioia e commozione sono i sentimenti che hanno pervaso l‘animo di tutti, religiosi e
secolari, accogliendo colui che incarna la presenza del Serafico Padre, il poverello Francesco.
         Generalmente quando si incontra una persona che sta ―ai vertici‖, che riveste un‘autorità, si
percepisce un certo distacco e si ha la sensazione che un diaframma, invisibile, ostacoli una
relazione autentica e profonda. Così non è stato con il nostro Ministro. Fin dal primo saluto e dal
primo abbraccio abbiamo sentito la tenerezza e la semplicità del fratello accanto a noi. Anche chi lo
vedeva e lo salutava per la prima volta era come l‘avesse da sempre conosciuto, sentiva la letizia di
rivedere un volto ben noto ed impresso nella memoria. Possiamo ricordare l‘incontro con il
Ministro prendendo a prestito le parole del Celano: «una vera esplosione dell'affetto spirituale, il
solo amore che sopra ogni altro amore è fonte di vera carità fraterna».
         Veniamo alla cronaca di queste tre giornate veramente intense che fra Giacomo e fra
Antonio hanno trascorso tra i fratelli del Piemonte. Hanno iniziato e concluso la loro visita
incontrando il Definitorio della Provincia. Nel primo incontro era presente anche il Visitatore
generale, fra Francesco Marchesi della Provincia bolognese.
         La parte più cospicua del tempo è stata riservata ai frati: l‘incontro con i Guardiani, con i
frati in formazione, con i fratelli ammalati dell‘infermeria provinciale e i due incontri, a Torino e a
Novara, con tutti gli altri frati. Soltanto cinque frati, a causa di infermità, non hanno potuto lasciare
la loro Casa per vedere da vicino il Ministro generale. In compenso è stato presente, il primo giorno,
fra Corrado Trabucchi che stava per ripartire alla volta di Novosibirsk, dopo un breve soggiorno in
Italia.
         Sia a Torino che a Novara c‘è stato l‘incontro con una folta rappresentanza delle sorelle e
dei fratelli dell'Ordine Francescano Secolare e, a Torino, con i giovani dei vari gruppi e del
volontariato, che operano nell‘accoglienza dei poveri a S. Antonio.

Incontro con il Definitorio provinciale.
        Il Ministro provinciale, a nome del Definitorio e di tutti i confratelli della Provincia, dà il
benvenuto agli ospiti ringraziandoli perché hanno accettato l‘invito a visitare questa piccola
porzione della grande Famiglia di Francesco che vive nella terra piemontese, ricca di grandi figure,
la maggior parte delle quali legate al francescanesimo. Presenta poi la situazione attuale della
Provincia, con le sue luci e le sue ombre, la fatica del cammino per molti frati, gravati dall‘età
avanzata e dagli inevitabili acciacchi, ma anche la speranza riposta nel piccolo gruppo di giovani
che si affacciano alla ribalta della vita della Fraternità.
        Il Ministro generale risponde al saluto e pone l‘accento su alcuni elementi fondamentali per
la vita di una Provincia: il senso di appartenenza alla Famiglia francescana; il conflitto tra autorità e
obbedienza, superato quando l‘autorità è al servizio dei frati, anima ed è presente; l'importanza
dell'unità nelle decisioni e negli orientamenti da parte del Definitorio provinciale; il recupero del
senso profetico della nostra vita francescana. La mancanza di vocazioni e l‘età avanzata dei frati
sono una realtà transitoria che non deve portare allo scoraggiamento.
       Il Definitore generale evidenzia l‘importanza dell‘imminente Capitolo, che sarà buono se
ben preparato. Il Visitatore generale sottolinea la necessità di dialogare, dando tempo e voce a tutti i
frati.
       Nell'ultimo incontro con il Definitorio, prima di lasciare la Provincia, il Ministro generale ha
parole di ringraziamento per l‘accoglienza e di incoraggiamento a voler proseguire con audacia. La
Provincia, egli dice, ha ancora un buon numero di frati, anche se l‘età è avanzata. Indica come
impegno prioritario una particolare attenzione al mondo giovanile dal quale dipende il nostro futuro.
Suggerisce di dar vita a qualche cosa di nuovo, formando almeno una Fraternità meno tradizionale,
ma animata da spirito profetico.
       Dal Capitolo provinciale scaturiranno orientamenti che non bisognerà lasciar cadere, ma che
dovranno essere vivacizzati mediante una continua verifica. Verifica che avrà valore se sostenuta da
uno stretto legame tra il Definitorio, i Guardiani, i Formatori e tutti i frati.

Incontro con i Guardiani.
        L‘incontro con i Guardiani è aperto dal Ministro provinciale, fra Fedele, che saluta il
Ministro generale a nome di tutti e presenta i singoli Guardiani descrivendo lo specifico di ogni
Fraternità e le varie attività che esse svolgono, dando atto che i Guardiani, più ancora del
Provinciale, sono coloro che portano il peso quotidiano delle Fraternità.
        La maggioranza dei Guardiani sono frati anziani, rispecchiando in questo la realtà della
nostra Provincia. Termina ricordando che da tre anni ormai si tiene una ―tre giorni‖ di formazione
per i Guardiani che ha per tema la figura del Guardiano nel suo compito di animatore della
Fraternità.
        Il Ministro generale prendendo la parola dice che l‘attuale Definitorio generale ha assunto
come impegno prioritario quello di visitare i frati sparsi nel mondo, come espressamente ordina san
Francesco nel capitolo decimo della Regola e, in questo contesto, è convinto dell‘importanza di
incontrare e dialogare con i Guardiani, i quali hanno un ruolo centrale nella Fraternità provinciale. Il
Guardiano è l'animatore spirituale della Fraternità che a lui è stata affidata, è la persona chiave nel
dialogo con i frati, è il naturale legame tra la Fraternità e il Definitorio della Provincia. Per il
Ministro è sommamente importante ed indispensabile che si instauri un dialogo costante tra il
Definitorio, i Formatori e i Guardiani, per programmare e rivedere insieme il progetto di vita e
perché la formazione dei giovani frati sia condotta con la partecipazione e il coinvolgimento
responsabile dell‘intera Provincia.
        Intervenendo, il Definitore generale, fra Antonio, mette in risalto il momento favorevole che
la Provincia sta vivendo con la preparazione al Capitolo provinciale che sarà celebrato nella
primavera prossima. Conclude lanciando uno slogan: «Un Capitolo ben preparato sarà un buon
Capitolo».
        Interviene anche il Visitatore generale, fra Francesco Marchesi, che porge il suo saluto ai
Guardiani e, per mezzo loro, a tutti i frati della Provincia. Verrà in Piemonte, accogliendo
l‘obbedienza del Ministro generale, non tanto per dirigere, quanto per incontrare ed ascoltare,
offrendo il suo contributo fraterno per il bene dell‘intera Fraternità provinciale.
        Dopo il grazie che il Ministro provinciale rivolge agli illustri ospiti per i loro interventi, si
apre il dialogo dal quale affiora, in primo luogo, il senso abbastanza diffuso, specialmente nei frati
anziani, di un certo smarrimento e preoccupazione davanti alle difficoltà del nostro tempo. Il
Ministro generale, rispondendo, dice che anche questa nostra realtà di sofferenza deve essere
inserita nella rianimazione della vocazione di cui ha parlato, affrontata con fiducia e grande fedeltà
al nostro carisma di frati minori che ci rende capaci, come Francesco, di saper cantare anche nella
sofferenza. Occorre saper rivedere con sincerità i progetti, le scelte, il modo di relazionarci tra di
noi e con il mondo.
        Se c‘è un gruppo di frati entusiasti, anche se anziani, produrrà certamente vocazioni nuove,
perché, come noi abbiamo ricevuto la nostra vocazione attraverso i fratelli del passato, così anche
noi possiamo trasmetterla ad altri, attraverso l'entusiasmo, la fedeltà, l‘accoglienza e l‘ascolto.
Incontro con i frati in formazione.
         Dopo il pasto consumato in lieta fraternità con i Guardiani e la Fraternità di S. Antonio, nel
pomeriggio il Ministro e il Definitore incontrano i frati in formazione.
         La riflessione del Ministro, prima di passare al dialogo con i giovani frati, verte su due punti,
che egli reputa fondamentali ed essenziali per tutti i frati, ma in particolare modo per chi è agli inizi
del cammino di consacrazione e li vede come il cuore della stessa formazione: il progetto di vita
evangelica o, in altre parole, la radicalità della nostra vita e la dimensione contemplativa.
         L‘adesione, fedele e costante, cioè radicale, alla chiamata del Signore ha bisogno di risposte
continue, nell‘intento di fare armonia tra i valori e fondare la formazione su solide basi. La nostra
identità di frati minori è chiara, ma deve incarnarsi nel concreto quotidiano e perciò dobbiamo
chiederci che cosa vogliamo, a cosa ci impegniamo avendo presente, ogni giorno, le parole
pronunciate con la formula della professione.
         La dimensione contemplativa è l‘essenza della nostra identità. Francesco, con felice
intuizione, ha saputo armonizzare contemplazione e azione. Non c‘è contrapposizione tra l‘essere e
il fare, che devono convivere e procedere insieme, sapendo che è l‘essere ad ispirare il fare.
Sentiamo certamente difficoltà nel trovare l‘armonia, nel vivere la radicalità, nell‘essere autentici,
per questo è necessario custodire la libertà interiore.Conclude dicendo che la formazione deve
essere intesa come ciò che si riceve quotidianamente nell‘incontro con gli altri, sia all'interno della
Fraternità che nei rapporti con il mondo esterno ed ha come fattori indispensabili una sana vita di
studio, una vita fraterna intessuta di relazioni e la contemplazione, sempre al primo posto, ad
illuminare tutto il resto.
         Si apre poi il dialogo, schietto e fraterno, con il quale i formandi esprimono le loro difficoltà,
le attese e le speranze per il loro futuro, trovando piena comprensione e solidarietà nel Ministro che
li sprona ad essere sempre aperti e fiduciosi nella Fraternità, desiderosi di una soda formazione
francescana, non solo a livello scolastico, ma concreta ed incarnata nel quotidiano.
Alle ore 19 dello stesso giorno 16 novembre, il Ministro generale presiede la celebrazione
Eucaristica nella chiesa di S. Antonio alla quale partecipano i frati della comunità, alcuni delle altre
Case di Torino e i frati in formazione, insieme ad un gruppo di Terziari e di volontari che si
fermano poi anche a condividere il pasto fraterno, dopo il quale i professi temporanei animano un
momento simpatico ed allegro di fraternità.Incontro con i frati ammalati.
La sera di mercoledì 17 novembre il Ministro e il Definitore generale visitano i frati ammalati,
ricoverati nell‘Infermeria provinciale della Casa S. Bernardino di Torino, con i quali si
intrattengono in cordiale e fraterno dialogo e si fermano a consumare con loro la cena.
Incontro con i frati.
         Il Ministro generale ha incontrato i frati in due momenti diversi, a Torino e a Novara, così
che tutti hanno avuto modo di vederlo e di ascoltare la sua parola. All'inizio dell'incontro è stato
letto il capitolo decimo della Regola e quindi il Ministro provinciale ha rivolto il saluto ai presenti.
         Nella sua esortazione il Ministro generale è partito dalla parola del Vangelo. A Torino ha
preso lo spunto dalle parabole del tesoro nascosto e della perla (Mt 13, 44-46) invitando a riflettere
sui cinque verbi usati da Gesù: cercare, trovare, andare, vendere, comperare. Per non arrenderci alla
rassegnazione, alla sfiducia e allo sconforto che ci possono sorprendere in questo nostro tempo
difficile, dobbiamo vivere in costante e necessaria ricerca. Il costante rinnovamento interiore, alla
luce del nostro carisma di minori, e l‘impegno a rianimare la vocazione sono il tesoro da ricercare e
trovare, per il quale vale la pena liberarci di tutti gli intoppi che ci circondano.
         A Novara fra Giacomo prende lo spunto dal Vangelo di Marco (3, 13-14) e vede, nella
chiamata dei Dodici, la nostra chiamata. Il lasciare tutto per ―stare con lui‖ e il formare con lui la
fraternità, costituiscono il nocciolo fondamentale della nostra vita, per cui tutti i problemi devono
essere riportati alla relazione che abbiamo con Dio e con i fratelli.
        Il Ministro richiama tutti ad avere maggiore audacia, a saper rischiare, a non accontentarci di
sopravvivere, ma a vivere in pienezza la nostra vocazione perché – afferma – dentro di noi c‘è
un‘anima francescana.
        Fra Antonio, nel suo intervento, dice che tutti dobbiamo essere convinti dell‘attualità del
nostro carisma, per cui non c‘è motivo alcuno di scoraggiamento. Dobbiamo saper vivere
l‘invecchiamento con speranza. In secondo luogo dobbiamo puntare alla qualità della vita perché sia
sempre più testimonianza evangelica ed accoglienza autentica. Abbiamo gli aiuti necessari nella
formazione permanente, nei documenti dell‘Ordine, nella qualificazione delle singole Fraternità.
        Si apre poi un proficuo e cordiale dialogo con i frati che espongono perplessità e paure, ma
anche il desiderio vivo di rinnovamento. Senza dare facili ricette, fra Giacomo risponde a tutti con
semplicità e squisita fraternità, incoraggiando e invitando sempre alla speranza. Ad una precisa
richiesta risponde che l‘orgoglio dell‘Ordine oggi è quello di essere, da sempre, in mezzo alla gente.
Siamo i frati del popolo e davanti a noi sono aperte tutte le porte, perché la gente ci aspetta e ci
vuole bene. Sta a noi non deluderla. Una Provincia che si apre con spirito missionario, non solo sul
suo territorio, ma guardando ai progetti dell‘Ordine e alla collaborazione con le altre Province, è
certamente viva ed ha prospettive nuove al suo orizzonte.

         Incontro con l’Ordine Francescano Secolare.Anche l‘incontro con gli appartenenti
all‘O.F.S. è avvenuto in due momenti distinti, a Torino e a Novara. Fra Fedele presenta al Ministro
generale 1‘Ordine Francescano Secolare piemontese, ricordando che i grandi santi sociali – da Don
Bosco al Cafasso, dal Cottolengo a Paolo Pio Perazzo –, erano terziari francescani e ancora oggi i
terziari piemontesi ne seguono le orme, inseriti nella Chiesa e nella società civile con varie
iniziative a vantaggio degli ultimi.
         Il Ministro regionale dell‘O.F.S., Luigi Panebianco, prende la parola e si dice fortemente
emozionato di trovarsi al fianco del successore di san Francesco. Presenta poi i progetti che i
terziari hanno realizzato in questi anni, sempre in sintonia e con il sostegno dei frati, con i quali si
cammina insieme.
         Il Ministro generale manifesta la sua gioia per l‘incontro con le sorelle ed i fratelli
dell‘O.F.S., poiché il primo, il secondo e il terzo Ordine sono una sola famiglia: la famiglia di
Francesco, presente ovunque nel mondo.
         Il Ministro ha lasciato ai terziari, come suo ricordo, due piste che devono essere programma
di vita. La prima è l‘impegno a crescere nella formazione, mediante la quale riusciamo a fare unità
tra l'essere e il fare, imparando da Francesco a vivere in piena libertà di spirito, costruttori di pace e
di solidarietà. La seconda è l‘impegno all'ascolto, con pazienza e umiltà, per capire il mondo e
rispondere alle sue attese. In particolare modo invita a saper ascoltare i giovani e a dialogare con
loro con rispetto ed amicizia.
         Tra i molteplici incontri i frati, i terziari, i giovani, si sono uniti insieme a fra Giacomo e a
fra Antonio nella celebrazione dell‘Eucarestia, dove le parole, le sofferenze e le speranze, le attese
ed i propositi, si sono fatti preghiera nell‘accoglienza del Signore Gesù, Parola e Pane, dono del
Padre per la nostra salvezza.

       FR. EMANUELE BATTAGLIOTTI

1.10. Capitolo delle Stuoie delle Case dipendenti dal Ministro Generale
       Santuario del Divino Amore Roma, 26-28 Novembre 1999

        Per la quarta volta si celebra il Capitolo delle Stuoie delle Case dipendenti, in Roma, dal
Ministro Generale, cioè: la Curia generale, il Collegio Internazionale S. Antonio (Casa matrice e
degli studenti), il Collegio San Bonaventura di Grottaferrata e il Collegio dei Penitenzieri di San
Giovanni in Laterano, con la partecipazione di un‘ottantina di fratelli.
        L‘incontro inizia con il saluto del Ministro Generale, Fr. Giacomo Bini, che incoraggia i
partecipanti a vivere questa esperienza sotto il segno della formazione, della fraternità e della
celebrazione. Fr. Giacomo insiste in modo particolare sull‘opportunità che ci viene offerta per
stringere rapporti più fraterni tra di noi, superare i pregiudizi, esercitare la riconciliazione ed il
perdono, attraverso la gratuità dell‘incontro.
        Subito dopo viene presentata, dai Guardiani, la situazione delle quattro Case, le attività e i
servizi che vi si svolgono, con i problemi, le possibilità e le speranze di superamento.
        La seconda parte del mattino è dedicata alla visita guidata alla nuova Basilica della Madonna
del Divino Amore, accompagnati da Fr. Costantino Ruggeri, architetto e artista che ha elaborato il
progetto e realizzato le vetrate, l‘altare e le altre opere che si trovano all‘interno del Santuario. I
partecipanti all‘incontro hanno avuto il privilegio di gustare la ―sinfonia di luce‖, il nuovo spazio
della fede e dell‘arte, attraverso l‘appassionata illustrazione dell‘Autore, il che ha costituito uno dei
momenti più belli del Capitolo.
        Al pomeriggio riprendono i lavori con una seduta consacrata all‘informazione sulla vita
dell‘Ordine, con la possibilità di domande e suggestioni dei presenti. In un clima di massima
sincerità e apertura si sono ascoltate le relazioni del Ministro Generale e del Vicario generale, così
come gli interventi dei due definitori generali presenti.
        Il Ministro spiega che l‘attività principale che svolge il Definitorio è l‘animazione dei Frati
di tutto il mondo, compito questo che coinvolge anche altri membri della Curia, perché le forze e le
disponibilità del Ministro sono limitate. Questi intende la sua missione come un invito rinnovato ai
Fratelli ad approfondire lo ―spirito di devozione e orazione‖, e a vivere in modo sempre più
convinto il nostro essere una Fraternità. In questo senso invita tutti i partecipanti ad accogliere la
sfida di creare delle vere Fraternità internazionali, in grado di superare i vincoli e i gruppi regionali,
linguistici o nazionali.
        Il Vicario Generale, Stefano Ottenbreit, ricorda che intercorre un rapporto tra la vita
dell‘Ordine e quella delle Case dipendenti dal Generale. Pure per noi, membri di queste Case,
valgono le ―priorità‖ del sessennio: preghiera, fraternità, povertà, solidarietà, evangelizzazione e
formazione. Sollecita poi a creare un ambiente fraterno e a rendere le nostre Case luoghi dove possa
essere vissuta una vera esperienza di vita francescana. Sono utili al riguardo i Capitoli locali e le
ricreazioni. Finalmente rivolge un invito a porre in pratica quella ―fedeltà creativa‖ che emerge dal
documento Vita consecrata.
        In un secondo momento il Ministro fa un riferimento alla situazione dell‘Ordine. Segnala
che ci troviamo in un momento di ―crisi e di grazia‖, di discernimento e di purificazione. Si
sofferma sui problemi derivanti dalla globalizzazione e dall‘invadenza dell‘economia, che
costituiscono una provocazione alla nostra povertà, insieme alle grandi disuguaglianze presenti nel
mondo. C‘è da intraprendere un cammino profetico nelle Province per superare la crisi. Questo
implica: il ritorno ai valori fondamentali, soprattutto nel campo della formazione; il bisogno di
diversificare le esperienze e le presenze, creando anche Fraternità d‘inserzione; una maggiore
collaborazione tra le Entità, l‘internazionalizzazione di alcune iniziative. Insomma serve ricuperare
la dimensione missionaria, sempre presente nell‘Ordine, ma che rischia di vanificarsi se si resta
prigionieri dei propri problemi.
        E i problemi riscontrati dal nostro Ministro sono: il calo numerico e l‘invecchiamento; la
difficoltà di armonizzare gli impegni con lo spirito di devozione; il calo vocazionale e la mancanza
di perseveranza, che comportano una ristrutturazione della formazione e un migliore discernimento;
pure il senso di apatia ed il pessimismo sono molto preoccupanti, poiché facilmente conducono ad
accontentarsi della sopravvivenza o bloccano il coraggio dell‘obbedienza e del cammino verso
sentieri nuovi.
        Il dialogo è molto vivace e gira intorno a diversi aspetti della relazione del Ministro.
Vengono pure espresse opinioni che cercano di completare il discorso del ―Governo dell‘Ordine‖ e
che si richiamano ai risultati positivi di altri gruppi, di altre iniziative e che puntano a creare un
maggiore senso di appartenenza, uno spirito di corpo o una identità più positiva, che ridiano a tutti
la gioia di essere francescani.
         La giornata si conclude dopo la cena con una familiare celebrazione della festa onomastica
di fr. Giacomo, Ministro generale.
         La domenica mattina, dopo le Lodi e l‘Eucaristia, è dedicata agli incontri di gruppo per
facilitare il dialogo e lo scambio di idee e di esperienze. Nel pomeriggio vi è un fruttuoso incontro
in assemblea, nel quale vengono comunicati i risultati del lavoro dei gruppi e approfonditi alcuni
argomenti. Di grande utilità sono l‘informazione sui problemi relativi all‘economia e il dibattito sul
presente e futuro dell‘Ateneo Antonianum, con la constatazione della sua crescita e del suo
miglioramento, così come della persistenza di alcuni pregiudizi che richiamano il nostro impegno
comune.
         Con una suggestiva celebrazione della ―luce‖, all‘inizio del tempo di Avvento, il nostro
incontro si conclude in vero spirito fraterno.

       FR. LLUÍS OVIEDO

1.11. Visit of General Minister to Saint Barbara Province in the U.S.A.

       Br Giacomo Bini, General Minister, and Br Seán Collins, General Definitor, arrived in San
Francisco on the evening of the Feast of All Saints of the Franciscan Family, November 29, and
were greeted at the airport by Br Finian McGinn, Provincial Minister, and Br Mel Jurisich,
Provincial Secretary. They then traveled to the friary at Arch Street in Berkeley which was their
headquarters for the next few days, and were welcomed by the fraternity.

Meeting of Guardians and Vicars
       On the following morning Giacomo and Seán traveled with Finian to San Damiano Retreat
at Danville, a magnificently located friary in perfect surroundings. The Guardians and Vicars of the
Province were holding a meeting there. At 11 a.m. the General Minister met with the Provincial
Definitory and discussed with them the style of leadership which is necessary for the animation of a
province. At lunch he met all the Guardians and Vicars of the Province of St Barbara, who were
engaged in a two-day meeting. The Guardian of Danville, Larry Dunphy, had been a colleague of
Giacomo's in Africa, and he was also happy to greet John Vaughn, former General Minister and
presently Guardian of San Miguel and Novice Master.
       In the afternoon Giacomo and Seán addressed the meeting and dialogued with the friars.
Then Giacomo presided at the celebration of the Eucharist in the beautiful chapel of the retreat
house. Dinner followed, and then Finian brought Giacomo and Seán back to Arch Street. An early
night went some way to combat the rigors of jet lag.

The Saint Anthony Foundation
       On Wednesday morning the visitors traveled with Finian to the center of San Francisco,
where they were expected at 10 a.m. Since they were early, Finian took the opportunity of showing
them something of the city, especially the sites, old and new, associated with the St Anthony
Foundation. At the Foundation itself they were welcomed by Sister Patrick, the Director, and Dan
Lackie, the chaplain, as well as many of the staff and volunteers. The St Anthony Foundation is the
biggest operation of its kind in San Francisco, a real miracle of grace and generosity. It feeds
thousands of people each day, has a clinic, a home for battered women, a clothes bank, a furniture
depot and numerous other departments. The beginning of the celebration of fifty years of St
Anthony Foundation fit very neatly with the General Minister's visit, and his address to the
assembled workers on Global Poverty and the Franciscan Response was very warmly received.
After the formal presentation, the guests toured the building and saw the work of the Foundation.
Giacomo was delighted to hear that one of the aspects of the Foundation is a farm - and
immediately promised to come back to work on the farm at a later date!
        At 12 noon we visited St Boniface Friary, where Guardian and Pastor Louis Vitale
introduced us to the various ethnic groups which are active in the parish. St Boniface is a most
hospitable center where everybody feels welcome. When the Church was damaged by an
earthquake a number of years ago it was mooted that it be pulled down and replaced. However, the
people who frequent it were adamant that what they wanted was to have the Church retrofitted for
earthquake damage but retained as it is. To have somewhere beautiful to enjoy should not be the
exclusive preserve of the wealthy. After this meeting we were treated to a splendid lunch by the
fraternity of St Boniface.

Formation Communities
        In the afternoon there was a meeting scheduled with the formation personnel of the Province
at Brother Giles Fraternity in Berkeley. Guardian Tommy King and the brothers ensured that it was
a good meeting. We celebrated the Eucharist together and shared dinner. Afterwards the Minister
General spoke with the brothers in formation.
        On Thursday morning we visited the Franciscan School of Theology, where our host was
Bill Cieslak, OFM Cap., the President of the School, joined by the Dean, Bill Short, OFM. Bill
Cieslak told us that FST is the only Franciscan school where candidates for ministry are trained in
the United States at present. He highlighted the importance of doing theology from our specifically
Franciscan perspective: it would be sad if, while others are discovering and enthusing over our
Franciscan heritage, we ourselves were to ignore it. All agreed that the meeting of heads of
Franciscan academic institutions of the English-speaking Conference which will take place in
Denver next March will be significant, and will help to foster good communication and cooperation
between them.
        The visitors then joined the School liturgy which was presided over by Joe Chinnici, OFM.
The homilist was Kenan Osborne, OFM. Some wonderful music and song added to making it a
most memorable celebration. Afterwards there was a reception.
        Then it was on to the Provincial Curia Friary, St Elizabeth's in Oakland, where they were
welcomed by Guardian John Gutierrez and the fraternity at lunch. Afterwards the Pastor, Marco
Antonio Figueroa, showed us around the Church, and we visited with the members of the Provincial
Curia staff who received us graciously.
        The next engagement was at Immaculate Conception Church, where Floyd Lotito and
Guglielmo Lauriola (from the Province of Foggia in Italy) welcomed the General Minister. We
celebrated Evening Prayer with the friars who had gathered from all over northern California, and
afterwards moved to a hall where Giacomo spoke to the assembly and took questions from the
floor. After this dinner was ready - an Italian meal prepared by the friends of Immaculate
Conception Friary. It was a truly joyful and fraternal occasion. When the festivities ended Finian
brought Giacomo and Seán to nearby St Anthony Friary, where he himself resides. We stayed the
night there because of its proximity to the airport.

Santa Barbara
        On Friday, December 3rd, we left San Francisco and flew to southern California, to Mission
Santa Barbara. Guardian Clifford Herle and the friars were gracious and thoughtful hosts. We had a
pleasant and stimulating visit with the Poor Clare community which is just a few blocks from the
Friary. In the afternoon there was an assembly for the friars of the region, which followed the same
format as that of the previous afternoon in San Francisco. We were happy to meet a colleague from
the General Curia, Angus Cooper, who had just agreed to return for a short time to ensure that the
Y2K bug wouldn't bring us crashing down on January 1 next! The evening concluded with a festive
dinner.
        Saturday was the Feast of St Barbara, Patron of the Province, and there was a special Mass
planned. The General Minister presided in a packed Church, and Bishop Tom Curry, who is bishop
for the region - who is a native of Cavan, Ireland, and a most impressive man - graced the occasion
with his presence. Pastor Vincent Mesi and his helpers had prepared an excellent and moving
celebration. After the Mass Giacomo had an opportunity to meet with many of the Secular
Franciscans, sisters and parishioners at a parish reception.

Tucson, Arizona
        In the afternoon we flew from Santa Barbara via Los Angeles to Tucson, Arizona, where the
Saint Barbara friars have the Mission of San Xavier del Bac - a splendid Church with breathtaking
wall paintings which have recently been restored. The whitewashed Church with its two towers and
various domes is known as "the white dove of the desert". Alberic Smith and the fraternity - which
includes two brothers in initial formation - made us very welcome in the friary, which has a
spectacular view from the living-room windows. On Sunday morning Giacomo and Seán
concelebrated Mass and afterwards met with the Native American Community in the plaza beside
the Church, where coffee, donuts and all kinds of sweet things were on offer.
        In the afternoon we had a meeting with the friars who minister in Arizona and some of the
covenant members who work with them. It was a good meeting; we appreciated that some of the
friars came long distances after their weekend schedule to be with us.
        Later in the evening we returned to Tucson airport, where we flew with Finian to Phoenix,
which is his home place. He saw us safely to the plane for Albuquerque and we said our good-byes
and thanked Finian and all the friars of St Barbara Province for their incredible kindness and
hospitality, hoping that the Provincial Chapter which is due to take place in January will be blessed
by the Spirit of the Lord.
        And then we flew to Albuquerque, where we were welcomed by Provincial Minister Gilbert
Schneider - but that is another story.

       FR. SEÁN COLLINS, OFM

1.12. Visit of the Minister general to the Province of our Lady of Guadalupe in the U.S.A.

        Gilbert Schneider, Provincial Minister, writes: Sunday, Dec. 5: 10:35 PM Sean and
Giacomo arrived in Albuquerque on America West Airlines from Tucson/Phoenix where they were
visiting St. Barbara Province. After a brief tour of the house, and a little tea, we were off to bed.

Monday: Dec. 6:
        Morning prayer at 7:15 am, followed by a great breakfast prepared by Art Puthoff,
specializing in ‗goetta‘ made by Larry Schreiber.
        9:00. We departed, first stop, Santo Domingo Pueblo, where we were met by the church
officers and given a tour of the church and explanation of the relationship between the church/friars/
and Santo Domingo. It was a very memorable visit.
        We then visited Bart Wolf, OFM in his shop at Pena Blanca, Franciscan Custom
Woodworks, where we viewed pictures of the many sanctuary furnishings Bart has produced.
        We were in Santa Fe by 11:30 am where we met Salvador (Provincial Vicar), Marcos, and
Manuel for lunch - Onion Soup at the French Pastry shop near the plaza. The shops and the plaza
were all decorated for Christmas. We toured the cathedral, drove by the Cross of the Martyrs, and
headed for Albuquerque for a siesta.
        4:00 PM Sean and Giacomo met with our Provincial Council: Giacomo reviewed the notes
we had presented to him, reporting on our responses to the Priorities of the Order. Giacomo
commented that our province may be unique in our ministry, which calls us to be ‗inserted‘ in the
life of the people on the reservations, and with the Hispanic Ministry. Giacomo remarked that
because ‗Individualism‘ has been so emphasized in recent years, it is now time to strike the balance
and give greater witness through our fraternal living. Giacomo spoke with great enthusiasm about
the need to 'animate' the provinces. He said it was not a question of age or number, but rather about
enthusiasm. A province of 20 members could accomplish great things, more than a province of
300, if they are alive with the life of God, and living the Gospel life. Giacomo spoke often these
days about the formula of profession: ―I entrust my life, with all my heart, with all my desire, to the
brotherhood.‖ Giacomo explained that in order to animate we must: 1) clarify our identity; 2)
Identify those who will animate: council, guardians, and formators. 3) Co-responsibility is needed.
4) Conversion, is ever on-going and the basic ingredient of true animation. 5) We need to evaluate
our project. Sean added that our annual assembly is of great value in continuing the formation of
all the friars. Sean said that ours is a ‗flag ship ministry‘ to the Native and Hispanic peoples, so
much in the spirit of the order. It gives us an identity as a province which is clear.
        At 5:00 PM we gathered at Queen of Angels for a great served meal. There were about 60 of
us, friars, SFO, guests. We had time for socializing, then Liturgy with Giacomo celebrating for us.
Giacomo encouraged us to continue to appreciate and build up the charism in our lives, and to grow
ever closer as the Franciscan Family. Liturgy was followed by ‗dessert‘.

Tuesday, Dec. 7:
        We had Office and Liturgy, followed by another of Art's breakfasts. At 8:30 am we departed
and arrived at the Catholic Center at 9 am for a visit with Archbishop Sheehan. Giacomo and the
Archbishop exchanged memories of Rome and spoke of the church of today.
        At 10:30 am we arrived at Laguna Pueblo. Antonio and Berard toured us around the
mission, the plaza, the Spirit Garden and the new Shrine of St. Joseph down by the river.
        At 11:15 we were invited into the Tribal Council chambers, where Giacomo spoke to the
officers, and Governor Early introduced the council and explained the governing structure of the
pueblo. The head officers then went to their offices to bring their canes to be blessed by Giacomo.
Outside the chambers Governor Early explained his canes to the group of us. We then had a meal at
the community center and a little time for rest.
        At 1:30 we departed and stopped by St. Theresa's in Grants, where we had a very brief visit
with Emeric. We then went on to Zuni. At Zuni we were given a tour of the Old Mission and
explanation of the murals of the kachinas by the artist, Alex Seowtewa.
        At 5:00 PM we gathered in St. Anthony's church for the on-going novena to Our Lady of
Guadalupe. This gathering was quite astounding to me, and all of us. The church was absolutely
packed. Giacomo spoke to us, bringing greetings from Rome and all the brothers, and encouraging
the people to continue to make progress in their faith and love of God. We then went to the cafeteria
for a pot luck meal, and dances by the school children. Fernando Celicion played the flute
and drummed for the children. The people were very exuberant and quite delighted with having the
visitors from Rome among them.
        At about 8 00 PM we arrived at St. Francis in Gallup, visited briefly, then with Duane went
to Bishop Pelotte's home for a very friendly visit. Bishop Pelotte and Giacomo shared many
stories about Africa, a land very close to both their hearts. We arrived at St. Michael's, AZ, About
9:15 PM ready to call it a day, a very pleasant day.

Wednesday, Dec. 8:
         7:30 morning prayer then breakfast. At 8:30 am we departed for Chinle and Canyon de
Chelly. There had been a dusting of snow at St. Michael's, and a bit on the road, but past the summit
there was nothing. We went first to the Canyon and visited some of the overlooks. We then went to
the mission in Chinle. Sr. Adelaide was there to greet us as well as Shirley Britt. Blane was
detained because of arranging a funeral in the Pinon area. Sr. toured us through the hogan
church, and explained all of the symbolism for us. We then departed and arrived at St. Michael's
just in time for lunch, and siesta.
         At 3:00 PM we gathered with the friars. A few were missing because of weather, but it
was a good turn out. Giacomo began his remarks by quoting from the Gospel of Mark, where Jesus
chose the apostles from among the disciples. Giacomo detailed for us the meaning of this event: He
said that our call, like that of the apostles is our ―gift‖, to be shared with us. We are first called to
―be with the Lord‖. Then we are sent out. We must remember that the work we are sent to do is the
Lord's work, not our own. In applying this to our life, Giacomo reminded us that our fraternity has
its roots in God, that we are a ‗project‘ of God, and our whole life, our whole calling continues to
have the dimension of ―gift‖.
         There are, Giacomo said, three characteristics of our Franciscan Evangelization: 1) Witness
rather than speech. 2) The first way for us to evangelize is in fraternity, as brothers, but empowering
the laity. 3) Minority: to be available, having a sense of belonging to the project of God.
         Giacomo said again, as he often did: It is not so much a lack of vocations. The Lack is in
our own lives. Sean referred to a commentary on Ch. II of the Rule by Angelo Clareno about ―Any
who come to us wishing to join the order.‖ Once the brothers were urging Francis to speak to a man
in the town whom they thought should be a friar. Francis vehemently refused, saying no, our task is
to live the rule to which we are called. If we do, they will come to us. Our on-going formation, Sean
said, is to be continually converted to our way of living. In response to a comment by one of the
friars, Giacomo said that we cannot start with poverty, but rather with solidarity with the Lord, who
will then be enough for us. We start with our charism, he said, which is so rich, and we do not have
to imitate the charism of someone else.
         We had dinner together at 5 and then assembled in Church with the people and religious for
liturgy celebrated by Giacomo. Giacomo again encouraged all present to grow in the Love of God
and continue their daily conversion. We again had a very lively and enthusiastic gathering of the
parish community. We then retired to the parish hall for a reception. The three of us had to leave
quickly as we had the drive ahead of us back to Albuquerque. We got to bed by about mid-night.

Thursday, Dec. 9:
        Sean and Giacomo bade farewell to the province house fraternity, who were gathered for
morning prayer, and Giacomo gave the community his blessing. We then drove to Los Lunas, Casa
Rivo Torto, on the Feast of Blessed Juan Diego. Giacomo celebrated the liturgy for us, and spoke
very encouraging words to us about the giving of ourselves to the conversion process, the surrender
that is needed to allow the Lord to work in us. Our candidates had prepared a great breakfast for all
of us.
        We were then off to the airport directly and so ended a most inspiring visit from our General
Minister and Councilor. Many remarked that they felt the spirit of Francis alive among us once
again, which no one could deny.
        In the final hour of Giacomo's presence at the provincial house I asked him if he had any
observations, any advice for myself and the province. He said there were two things. First of all, he
said, as you approach your chapter make some very clear goals. In particular, there needs to be the
resolve to establish or nourish one or two strong fraternities. These fraternities would be houses
were the young friars could be sent to be mentored in the fraternal life. Giacomo spoke often of his
great sorrow over the fact that many young friars leave in the first years after Solemn Profession.
Secondly he said, the friars need to concentrate on working with the youth, encouraging other adults
to join them in this project. This was also a theme he emphasized in all our gatherings. He
reminded us that the youth, in our ministries and in the order, are the future. Giacomo always
recognized the presence of the youth in all of our gatherings. He also pointed out their absence
when that was the case.
        We give thanks again that we are part of our beautiful brotherhood. And, we give thanks
that the Lord has sent us such dedicated ministers to walk with us in living out together our Gospel
life.
        Seán Collins adds:
        Giacomo and I also give thanks to the Lord for Gilbert and all the brothers of the Province
of Our Lady of Guadalupe. We already knew the Province through Nils Thompson, General
Assistant to the Secular Franciscan Orde, but even Nils had (as the Queen of Sheba said to
Solomon) told us only the half! We enjoyed a visit which was, for us, one of great fraternal joy and
of hope. Gilbert was a wonderful host, gentle and caring about the smallest detail. (We remarked to
each other on how easy our itinerant life is, since we always seem to find kind and sensitive
brothers like Gilbert and Finian to care for us!) Gilbert skillfully arranged the visit in such a way
that we could, in a short time, have a real experience of the life and ministry of the Province. The
Province is compact territorially (though much bigger than many European provinces!), and its
characteristic ministry, to the Pueblo peoples and to the Navajo nation, gives it a strong and
energizing Franciscan identity. It is a Province, as we remarked to each other frequently during our
visit, where it is easy to be a good Franciscan! May OLG flourish and continue to influence the
Order by its dedication and its ministry!

        GILBERT SCHNEIDER, OFM

1.13. Visita fraterna do Vigário geral e Definidores ao Brasil
       29.11-10.12.1999

        De 29 de novembro a 10 de dezembro, o Vigário geral, Fr. Estêvão Ottenbreit, e os
Definidores gerais Fr. Antônio Riccio e Fr. Gerardo Moore fizeram uma visita às Entidades
franciscanas do Norte e Nordeste do Brasil. O motivo da visita era conhecer a realidade das
Entidades, partilhar algumas preocupações do Definitório geral e encontrar caminhos concretos de
colaboração e solidariedade entre as Entidades.
        Os visitantes chegaram, primeiramente, a Recife, Pernambuco, onde se reuniram com o
Definitório provincial e com os Formadores da Província de Santo Antônio, do Brasil. A seguir,
viajaram para a Vice-Província de Nossa Senhora da Assunção. Numa casa de campo dos arredores
de Teresina, Piauí, encontraram-se com os Ministros e Vigários Provinciais e Formadores da
Província de Santo Antônio (Recife), da Vice-Província de Nossa Senhora da Assunção (Bacabal),
da Vice-Província de São Benedito (Santarém, Pará) e com o Presidente e o Mestre de noviços da
Fundação de Nossa Senhora das Graças (Floriano, Piauí). O encontro iniciou com uma apresentação
global do desenvolvimento, situação atual, problemas e perspectivas de cada Entidade. O Vigário
geral falou sobre o trabalho do Definitório geral, de algumas preocupações e dificuldades da Ordem
em nível mundial e das linhas que se promovem para revitalizar a Ordem. Depois de uma pausa,
organizaram-se grupos de trabalho para refletir sobre possíveis caminhos, a curto e longo prazo,
para concretizar a colaboração e a solidariedade entre as Entidades, com o objetivo de fortalecer o
franciscanismo no Norte e Nordeste do Brasil. Em sessão plenária, foram apresentadas várias
propostas. Como medida imediata, propôs-se uma colaboração na formação inicial entre a
Vice-Província de Nossa Senhora da Assunção (Bacabal) e a Fundação de Nossa Senhora das
Graças (Floriano). Os quatro representantes do Norte e Nordeste decidiram ainda acrescentar mais
um dia às reuniões ordinárias da Conferência de Ministros para poderem aprofundar o diálogo
iniciado. O mesmo se fará nos encontros de Formação em nível de Conferência.
        No sábado à tarde, dia 4 de dezembro, Fr. Estêvão e os Definidores gerais viajaram para
Floriano, onde foram homenageados com uma sessão de arte pelos alunos do Colégio Industrial São
Francisco de Assis. No domingo, pela manhã celebraram a Eucaristia com as Irmãs
Concepcionistas. Visitaram as instalações do Mosteiro e mantiveram um breve encontro com as
Irmãs. Às 10 h regressaram ao noviciado para um encontro com todos os Irmãos da Fundação. Pela
tarde, visitaram a Rádio Emissora "Santa Clara" e foram conduzidos pelas instalações do Colégio
Industrial. Às 19.30 h, Fr. Estêvão presidiu uma participada Celebração eucarística com o povo.
        Na manhã de segunda-feira, o Presidente da Fundação, Fr. James, levou os visitantes para
Teresina. À tarde, mantiveram um encontro com os Formadores. No dia seguinte, às 8 h.,
reuniram-se com o Definitório e, a seguir, viajaram até o Noviciado onde participaram do almoço
com os noviços. Às 14,30 h passaram para a Residência franciscana de São Raimundo, onde Frei
Adolfo Teme lhes mostrou a casa de oração. Os visitantes ficam admirados com a iniciativa dos
Irmãos em promoverem a vida contemplativa com uma estrutura tão simples, num bairro popular.
Às 16,30 h, dirigiram-se ao aeroporto, visitando de passagem a Paróquia São Francisco.
        Via aérea seguiram de Teresina para Belém, onde pernoitaram. Às 6 h do dia 8 de dezembro
viajaram para Santarém, onde se reuniram com os Definidores e Formadores. Ao almoço, o Bispo
franciscano Dom Lino Vamboemmel e o Bispo emérito Dom Tiago Ryan, também franciscano,
fizeram-se presentes para saudar os Irmãos e participar da festa da Imaculada Conceição. Às 17 h
todos seguiram para a praça central da cidade a fim de participar da missa campal em honra da
Virgem. A praça estava tomada de fiéis fervorosos, que deram um testemunho da devoção do povo
de Santarém. Durante o último dia, os Irmãos do Definitório geral realizaram uma pequena viagem
até a confluência dos rios Tapajós e Amazonas. Pela tarde visitaram o noviciado e o postulantado e
foram até o Seminário para saudar o Bispo.

       FR. GERARDO MOORE

1.14. Visita alla Custodia di Terra Santa
        16-18.12.1999
        La sera di mercoledì 15 dicembre il Ministro generale Fra Giacomo Bini, insieme al
Definitore Peter Williams, giungeva all‘aeroporto Ben Gurion accolto da Fr. Castor García, Vicario
Custodiale, e da una delegazione di frati che lo accompagnava al convento di San Salvatore, sede
della Custodia di Terra Santa. L‘attendeva in chiesa la comunità di San Salvatore al completo,
ansiosa e lieta di accogliere il successore di san Francesco al quale il Padre Custode indirizzava
brevi e cordiali parole di benvenuto. Sorridente e visibilmente commosso, il Ministro generale
salutava i presenti e impartiva loro la serafica benedizione.
        La visita del Ministro generale iniziava il giorno dopo, giovedì, ritmata da diversi e
successivi incontri, a Gerusalemme prima e quindi a Nazareth, secondo il programma
precedentemente concordato. La visita si concludeva a Nazareth la sera di sabato 18 dicembre. Il
mattino dopo, domenica 19 dicembre, il Ministro ripartiva dall‘aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv
alla volta di Roma.

– Gerusalemme: 16 dicembre, mattino
        Incontro con il Discretorio della Custodia Il Padre Custode dà un fraterno e cordiale
benvenuto al Padre Generale e a Padre Williams, Definitore incaricato per l‘Africa e il Medio
Oriente, a nome di tutti i frati della Custodia, del Discretorio e suo personale. Lo ringrazia di cuore
per questa visita accolta e attesa da tutti come un vero dono del Signore.
        Il Ministro generale risponde ponendo l‘accento su alcuni elementi fondamentali per la vita
di una entità, atipica come la Custodia, che vuol vivere con spirito francescano la sua esperienza di
vita francescana in un contesto del tutto particolare.
        Fra Giacomo Bini raccomanda, il senso di appartenenza alla Famiglia di Francesco; lo
spirito di servizio e di dialogo che deve sempre ispirare e animare chi è chiamato a compiti di
responsabilità, anche al fine di comporre eventuali conflitti tra autorità e obbedienza; il valore
profetico che è un dono dello Spirito. Infine la necessità di lavorare insieme. Si passa poi a trattare
problemi di attualità relativi a specifiche situazioni che riguardano la Custodia.

        Incontro con i Guardiani
        Il Ministro generale sottolinea che chi è preposto a guidare una Fraternità, piccola o grande
che sia, deve avere la consapevolezza di esserne l‘ispiratore e l‘animatore. È una grazia di stato che
deve essere valorizzata. Molti abbandonano, ed è una realtà che si constata anche negli altri Istituti
religiosi. Il problema è serio. Dobbiamo preoccuparcene, rianimando la nostra vocazione, risalendo
alle radici e alle motivazioni delle nostre scelte. Il guardiano deve avere grande capacità di ascolto,
di dialogo e di accoglienza. Inoltre non deve trascurare di saper programmare in seno alla Fraternità
un preciso progetto di vita.
        La mattinata si conclude con la visita del Padre generale al Patriarca latino di Gerusalemme
Michel Sabbah. Quindi agape fraterna del mezzogiorno a San Salvatore.

– Gerusalemme: 16 dicembre, pomeriggio

        Il Ministro incontra il Movimento Francescano della Giudea. Si diffonde a parlare del
carisma francescano e dell‘impegno che, in coerenza a tale carisma, la grande Famiglia francescana
è chiamata a testimoniare nel mondo di oggi. Uniti si è più forti e si ha la possibilità e la capacità di
influire più efficacemente nel campo apostolico che la Chiesa ci affida. Il carisma francescano è
tuttora attuale. L‘incontro si conclude con la concelebrazione Eucaristica presieduta da Fra
Giacomo e partecipata da una larga rappresentanza di religiose delle diverse congregazioni
francescane nonché dalla comunità parrocchiale locale.

        Incontro con i formatori e formandi
        Nell‘incontro Fra Giacomo ha fatto un giro d‘orizzonte sulla visione globale dell‘Ordine nel
settore della formazione. C‘è una situazione che è preoccupante, afferma. Troppi vuoti nelle nostre
file. Bisogna cercare di porre rimedio. Occorre incontrarsi con Dio, poiché o si conosce e si sceglie
Lui o si cambia strada. È importante saper accompagnare i nostri giovani, soprattutto nei primi anni
successivi alla professione e all‘ordinazione sacerdotale. Un accompagnamento che deve essere
fraterno, amico, confidente. Si è soffermato sulle qualità che devono avere coloro che attendono alla
formazione. Il lavoro del formatore non è facile, Fra Giacomo lo sa per esperienza personale;
richiede esperienza di Dio, pazienza, costanza, discernimento, capacità di dialogo, disinteresse e
condivisione.

– Gerusalemme: 17 dicembre, mattino

        Professi solenni degli ultimi 10 anni
        Il Ministro inizia l‘incontro dicendo che il primo periodo successivo alla professione solenne
e all‘ordinazione sacerdotale è il più delicato. Nascono e si accentuano problemi di fede, di
inserimento reale nella vita di comunità, di crisi affettive. Molto dipende dal fatto che non si è
ancora trovata la strada giusta. Il passaggio dalla formazione iniziale al di dentro della vita di
comunità può creare problemi con qualche delusione. Si tratta di saper reagire e armonizzare sogni
e realtà e sapervici convivere.

        Incontro con tutti i frati
        L‘incontro con i Frati è aperto dal Padre Custode, Fra Giovanni Battistelli, che saluta il
Ministro generale dicendosi lieto, a nome dell‘assemblea, di ascoltare la parola del Successore di
san Francesco per poi metterla in pratica. Fra Giacomo Bini si rivolge quindi a tutti e a ciascuno con
un cordiale ―Pace e Bene‖, ringraziando i frati della loro presenza e del piccolo sacrificio, che spera
non sia stato troppo grande, di essere presenti all‘incontro.
        ―Mi presento a voi come un fratello che vi porta il saluto di tutti i frati dell‘Ordine, ha
esordito Fra Giacomo Bini, e anche per dirvi che, avvicinandoci al Giubileo e prevedendo molti più
pellegrini, è chiaro che voi, con la vostra presenza, contribuite a dare un volto anche all‘Ordine. I
pellegrini ritornando ai loro paesi parleranno di voi, dei Frati Minori di Terra Santa che qui hanno
incontrato. Come vedete, aggiunge il Padre Generale, sto correndo dappertutto per cercare di
conoscere e visitare tutte le Provincie dell‘Ordine. Sono venuto molto volentieri tra voi nell‘intento
di aprire un dialogo che vuole essere una meditazione che vogliamo fare insieme e che parte
dall‘esperienza di questi miei primi due anni al servizio dell‘Ordine. La vostra è la sola e unica
entità dell‘Ordine che visito per la seconda volta‖!
        Fra Giacomo prende lo spunto dal brano del Vangelo di Giovanni (20, 19-28), in cui si parla
dell‘apparizione di Gesù ai discepoli dopo la risurrezione, per illustrare alcuni aspetti della vita
dell‘Ordine, per stimolare i frati a superare paure o chiusure, per incoraggiare ad intraprendere
qualcosa di nuovo.

        La mattinata, conclusiva della sua visita a Gerusalemme, si chiudeva con la solenne
concelebrazione Eucaristica presieduta dal Padre Generale, in una cornice di festosa e completa
partecipazione di confratelli. Nell‘omelia Fra Giacomo, dopo un breve commento al vangelo del
giorno, ci salutava ringraziando tutti della calorosa e fraterna accoglienza e ribadiva quei punti di
riflessione che ci aveva dettato durante gli incontri con i frati e cioè, in sostanza, la risposta che la
nostra vita di frati minori è chiamata a dare al mondo d‘oggi vivendo in un contesto di intensa
spiritualità e di gioiosa testimonianza.
        Dopo di che il Ministro, accompagnato dal Custode Fra Giovanni Battistelli, faceva visita
all‘infermeria dove si intratteneva amabilmente con i frati ammalati e con le suore che li assistono
portando a tutti una parola di conforto e la benedizione di san Francesco.
        Il Ministro generale si recava poi al convento della Flagellazione dove, con manifesta
soddisfazione, si intratteneva a pranzo con i professori e gli alunni dello Studium Biblicum, felici ed
onorati per una visita così gradita e fraterna.
        Nel pomeriggio il Padre Generale era obbligato a saltare le visite alle Monache Clarisse e
alla Grotta del latte, dove dimorerà per il 2000 una comunità interfrancescana, causa la deviazione
del traffico verso Betlemme, poiché le strade erano affollatissime da vetture e pulmans dei
musulmani venuti a pregare alla moschea dell‘Aksa a Gerusalemme, essendo un venerdì di
Ramadan.

Nazareth: 18 dicembre

        Il Ministro incontra i giovani frati dei 10 anni di Professione solenne e poi tutti quelli che
non avevano potuto incontrarlo a Gerusalemme. Visita Il Vescovo, Mons. Marcuzzo, ausiliare del
Patriarca di Gerusalemme per la Galilea, e le Monache Clarisse di Nazareth.
        Nel pomeriggio, dopo la S. Messa celebrata dinanzi alla Grotta dell‘Annunciazione, incontra
il movimento francescano.
        Il Ministro lasciava alcune raccomandazioni da sottoporre all‘attenzione di tutti, relative a
diversi aspetti della nostra vita di fraternità. In particolare: preparazione seria per i candidati alla
professione solenne; l‘importanza di una specifica formazione francescana; scelta
dell‘accompagnatore; date da stabilire per gli incontri dei frati nei primi 10 anni di professione;
programma formativo per i servizi ai santuari e per i nuovi arrivati.

       Fra Giacomo, successore di Francesco, ci ha parlato con il linguaggio dei senza ―se‖ e senza
―ma‖, guardando in faccia alla realtà dell‘oggi, con il cuore in mano, di chi si sente padre e fratello
di una Famiglia che l‘ha eletto come sua guida.
       Grazie, Fra Giacomo, della tua visita che è stata un dono del Signore; grazie delle tue
provocazioni alla vigilia del Grande Giubileo; grazie di averci inquietati e di averci lasciato il
messaggio della trasparenza della tua vita. La Custodia di Terra Santa ti è e ti sarà vivamente grata.

       FR. MARCO MALAGOLA
2. Treffen der Provinzsekretäre der MEFRA in Rom
       Rom, Generalkurie, 27.09-01.10.1999
Vorgeschichte
        Auf nachdrücklichen Wunsch der Provinzialenkonferenz der MEFRA fand im letzten Jahr
ein erstes Treffen der Provinzsekretäre in München statt. Acht Provinzsekretäre hatten Zeit und
Gelegenheit gefunden, an diesem Treffen teilzunehmen. Einander kennenlernen, Austausch über die
Arbeitsfelder der einzelnen Sekretäre, über Probleme und Fragen, über Arbeitsabläufe und
Kommunikationsmöglichkeiten waren Themen dieser Tagung. Es war ein lockeres Treffen bei den
Brüdern in St. Anna. Als am Ende der Tage die Frage auftauchte, ob wir uns im nächsten Jahr
wieder treffen sollten, war die einhellige Meinung „Ja―. Als es um den Ort ging, schälte sich schnell
die Generalkurie unseres Ordens in Rom heraus.

Vorbereitung des Treffens in Rom
        Niklaus Gehrig, Provinzsekretär aus der Schweiz, ein erfahrener Romkenner aus seiner Zeit
als Schweizer Gardist, nahm die Vorbereitung dieser Tage in die Hand. Bei der Generalkurie fanden
wir für unser Anliegen offene Ohren. So fand sich der Termin Ende September bis Anfang Oktober
dieses Jahres. Als wir in Rom anreisten, war alles bestens vorbereitet. Nicht nur durch Niklaus,
sondern auch vor Ort durch unseren Generaldefinitor Peter Schorr, der uns durch ersten Tage
unseres Treffens begleitete, bevor er zum 150jährigen Jubiläum der Franziskaner in Werl abreisen
mußte.
        Die Zahl der teilnehmenden Provinzsekretäre hatte sich gegenüber dem Treffen in München
auf elf erhöht. Es nahmen teil: Antal Fejes (Budapest, Mariana), Reinald Romaner (Bozen,
Südtirol), Patrick Schaffler (Wien), Rupert Schwarzl (Schwaz, Tyrolia), Niklaus Gehrig (Eschenz,
Schweiz), Bob van Laer (Vaalbeck, Belgien), Joost van Heijst (Utrecht, Niederlande) Franz Gruber
(München, Bavaria), Peter Amendt (Bonn, Colonia), Martin Pfeiffer (Fulda, Thuringia), Franz Josef
Kröger (Hannover, Saxonia). Nicht teilnehmen konnten die beiden Sekretäre der Capistrana
(Ungarn) und von Rumänien.
        Eine möglichst umweltschonende und geruhsame Anreise mit dem Zug von Bozen aus war
für fünf Sekretäre geplant. Als wir uns am Sonntag in Bozen trafen, da geisterte das Wort vom
Generalstreik der Eisenbahner in Italien durch das Kloster. Unser Zug würde nicht fahren, das war
schnell klar. Alle Versuche, einen anderen internationalen Zug zu finden, mißlangen. Es fuhr am
Montag nur ein Zug, am Nachmittag und der war so ausgelastet, daß wir die Stunden bis Rom
hätten stehen müssen. So haben wir uns entschlossen, von Bozen aus mit zwei PKW nach Rom zu
fahren. Das funktionierte gut. Sowohl auf der Hinfahrt als auch auf der Rückfahrt haben Autos und
Personen keine bleibenden Schäden abbekommen und schneller wären wir mit dem Zug auch nicht
gewesen.

Unser Programm
        1.Die Vormittage
        Nach einer herzlichen Aufnahme in der Generalkurie, einem guten Abendessen und einer
Rekreation draußen konnte am Dienstag Vormittag unser Programm beginnen.
Die Vormittage waren von Peter Schorr so organisiert, daß jeweils zwei Einheiten waren, in denen
sich die verschiedenen Büros vorstellten, über ihre Arbeiten berichteten und uns auch einen Blick
in ihre Büros gewährten.
        Am Dienstag hat Peter Schorr uns zunächst in die Geheimnisse der Generalkurie eingeführt.
Der Aufbau der Generalkurie, die Struktur des Hauses, die Häuser, die direkt dem Generalat
unterstehen – über alles wurden wir informiert. Daneben hat er uns von seiner Arbeit im Büro für
Gerechtigkeit, Frieden und Bewahrung der Schöpfung erzählt, für das er als Generaldefinitor
zuständig ist.
        In der zweiten Einheit hat uns der Generalsekretär des Ordens, Pierantonio Norcini, die
Bedeutung des Amtes des Provinzsekretärs klar gemacht. Daß wir nicht die Privatsekretäre unseres
jeweiligen Provinzials sind, das wußten wir ja schon, aber dem einen oder anderen war vielleicht
doch nicht so ganz bewußt, daß wir – juristisch gesehen – die Notare der Provinz sind und viele
Akten in Rom ohne unsere Unterschrift nichts wert sind. Es war eine äußerst interessante und
informative Einheit mit dem Generalsekretär.
        Am Mittwoch erwartete uns eine kurze, informative und sehr lebendige Einheit mit Herbert
Schneider, der vom Generalat für die Franziskanischen Schwestern beauftragt ist. Der zeitliche
Rahmen dieser Einheit geriet etwas in Bedrängnis dadurch, daß Herbert Schneider schon auf dem
Sprung zur Abreise war und unser Wunsch nach einem eigenen Gottesdienst für uns den Zeitplan
ein wenig durcheinander brachte. Wer Herbert Schneider kennt, wird ahnen, daß er – trotz der
Kürze der Zeit – alle wichtigen Informationen an den Mann brachte.
        Im Anschluß an Herbert Schneider hatte sich der Ökonom des Ordens angesagt, um uns in
Kürze Tips zu geben, wie Geldangelegenheiten mit der Kurie zu behandeln sind und uns
Informationsmaterial über Projekte der Evangelisierung mit auf den Weg zu geben.
        Danach hat uns der „Chef des Protokolls―, Hans-Ulrich Kordwittenborg, in die Geheimnisse
seiner Arbeit eingeführt, die vor allem darin besteht, alle amtliche Post anhand von
Durchlaufmappen und kurzen Summarien zum leichteren Lesen auf den richtigen Weg zu bringen,
sie für die Registratur vorzubereiten, dafür zu sorgen, daß sie von den entsprechenden Stellen
gelesen, zur Kenntnis genommen und bearbeitet werden und sie dann in der Registratur abzulegen,
wo die Akten etwa 10-15 Jahre aufbewahrt werden, bevor sie dann für 30-35 Jahre im
Zwischenarchiv landen, um letztendlich im historischen Archiv abgelegt zu werden. Außerdem ist
Hans-Ulrich für die Personaldatei des Ordens verantwortlich.
        Am Donnerstag waren die zwei letzten Einheiten. Zunächst mit Luigi Perugini, dem
Sekretär für das Kommunikationswesen. Hier ging es vor allem um die Zeitschriften des
Generalates: „fraternitas―, Acta Ordinis und Pax et Bonum. Anschließend hat uns der
Generalprokurator Antonio Riccio einen Vortrag gehalten über die Hauptmotive bei Brüdern, die
den Orden verlassen; über die Art und Weise wie eine Laisierung eingeleitet und vorangetrieben
werden kann und was zu tun ist, wenn jemand wieder eintreten möchte.
        Wie gesagt waren es durchweg interessante und auch informative Einheiten. Wir hatten das
Gefühl, in der Generalkurie willkommen zu sein und daß es den einzelnen Referenten schon am
Herzen lag, uns von ihrer Arbeit erzählen zu können und darüber ins Gespräch zu kommen. So hatte
der Generalassistent der Franziskanischen Gemeinschaft, Nils Thompson, z.B. für jeden
Provinzsekretär namentlich eine Mappe vorbereitet, in der Unterlagen über seine Arbeit, aber auch
konkrete Anfragen an uns zu finden waren. Eine kleine Aufmerksamkeit, die wohlwollend
registriert wurde und deshalb nicht unerwähnt bleiben soll, weil sie deutlich macht, daß wir wirklich
willkommen waren und alles gut vorbereitet war.
        Sprachbarrieren wurden gut gemeistert. Eine ganze Reihe von uns konnten ein wenig oder
auch mehr italienisch. Ab und zu wurde ins Englische ausgewichen. Wenn die Referenten keinen
Übersetzer dabei hatte, konnten wir uns immer auf Reinald aus Bozen verlassen.
        Die Manöverkritik am Freitag zeigte, daß auch unsererseits große Zufriedenheit herrschte
gerade auch über die Einheiten am Vormittag und die Besuche in den einzelnen Büros. Es ist schon
gut, wenn man mit einem Namen ein Gesicht verbinden kann.
        Am Freitag hatten wir nach dem Mittagessen ein kurzes Gespräch mit dem Generalminister
Giacomo Bini, der tags zuvor von einer Reise zurückgekehrt war.

       2.Die Nachmittage
       Während die Vormittage mit inhaltlichem Programm abgedeckt waren, haben wir
nachmittags die Gelegenheit wahrgenommen, uns Rom ein wenig anzuschauen. Dank der kundigen
Führung unseres ehemaligen Schweizer Gardisten haben wir einige wichtige Sehenswürdigkeiten
zu Gesicht bekommen.
       Nicht alltäglich für Rombesucher ist sicher ein Besuch der Schweizer Garde. Da Niklaus
zwei Jahre lang dort Dienst getan hatte, war es ihm nicht schwer gefallen, für uns einen Besuch dort
zu arrangieren. Es war schon interessant, mitten in Rom, ein paar Meter entfernt von den sechs
Meter dicken Mauern der Vatikanbank eine Schweizer Enklave vorzufinden. Vermutlich muß man
schon eine Berufung für diesen Dienst haben. Bis zu 11 Stunden Dienst am Tag. Der erste Urlaub
erst nach 11 Monaten Dienst. Der repräsentative Dienst all das scheint kein Honigschlecken. Und
die Bezahlung ist für Schweizer Verhältnisse sehr bescheiden. Dafür werden für jeden neuen
Gardisten die Uniformen maßgeschneidert. Allerdings muß der Gardist sie am Ende seiner
Dienstzeit wieder abgeben und seine Uniformen werden Opfer des Reißwolfes. Damit möchte man
verhindern, daß diese Uniformen kopiert werden.
        Zur Zeit sind es hundert Schweizer Gardisten, die ihren Dienst tun. Eigentlich müßten es
zehn bis fünfzehn mehr sein, um einen geregelten Dienstplan aufstellen zu können. Während die
einfachen Gardisten nicht verheiratet sind, können Offiziere mit ihren Familien dort leben, wenn
denn eine Wohnung für sie frei ist. Die Kinder gehen großteils zur Schweizer Schule, einige zur
Deutschen Schule. Selbst die Köchinnen sind Schwestern aus der Schweiz.
        Selbst in Rom, das ja die römische Kleiderordnung für Priester kennt, wo viele Schwestern
zu sehen sind, kann eine Gruppe von Franziskanern im Habit vor dem Petersdom für Aufsehen
sorgen. Zumindest wenn ein Großteil der Besucher des Petersplatzes und – domes aus Asiaten
besteht. Ich möchte nicht wissen, in wie vielen Wohnungen und Häusern in Japan und Korea unsere
Gruppe der Provinzsekretäre oder einzelne von uns in den letzten Wochen auf Fotografien oder auf
Videobildern gezeigt worden sind.
        So haben sich in Rom so einige Türen für uns geöffnet, die sich ansonsten nicht so einfach
öffnen. So konnten wir z.B. – ohne Voranmeldung – die Gemeinschaft der Brüder am Lateran
besuchen. Paul Waldmüller (Bavaria), einer der Beichtväter des Lateran, hat uns dankenswerter
Weise einiges gezeigt und auch für einen erfrischenden Trunk in der Hitze des Tages gesorgt.
        Zufrieden und dankbar sind wir am Samstag in aller Frühe von Rom wieder abgefahren,
nicht ohne uns für das nächste Jahr wieder verabredet zu haben. Der Norden hatte das Nachsehen.
Das nächste Treffen wird voraussichtlich in Wien stattfinden.

Ein herzliches Dankeschön
       Zum Schluß gilt es zu danken: denen, die dieses Treffen vorbereitet haben; denen, die uns
durch diese Tage begleitet haben; der Gemeinschaft der Generalkurie, die uns herzlich
aufgenommen hat und nicht zuletzt dem Generalvikar des Ordens, Stefan Ottenbreit, der uns und
unsere deutschen Brüder vor Ort, Hans-Ulrich Kordwittenborg und Herbert Schneider, am letzten
Abend zu einem Abendessen eingeladen hat, was einige von uns allerdings verpaßt haben, weil sie
schon am Freitagabend den Heimflug angetreten sind.
       Der Tenor in der Gruppe der Provinzsekretäre war eindeutig: Rom war in jeder Beziehung
eine Reise wert.

       FRANZ JOSEF KRÖGER

3. Erster Internationaler Franziskanischer Kongreß in Monterrey

        Unter dem Thema: „Der Mensch im Angesicht der Zukunft. Franziskanische Sicht des
Lebens― fand vom 4.-7. Oktober 1999 der „Erste Internationale Franziskanische Kongreß― in
Monterrey/Mexiko statt. Veranstalter war die Franziskanerprovinz der Heiligen Franziskus und
Jakobus in Mexiko (Zapopan). Der Provinzialminister Federico Hernández Carillo fungierte als
Präsident, während die wissenschaftliche Leitung in den Händen des ehemaligen Rektor des
Antonianum in Rom, José Antonio Merino, lag. Die Referenten – fast ausschließlich Mitbrüder –
kamen aus Spanien, Brasilien, Frankreich, den USA, Mexiko, Guatemala, Italien und Deutschland.
        Im Vorfeld des Kongresses machte eine sonntägliche Fernsehdiskussion mit einigen
Referenten Thematik und Hintergrund der folgenden Tage einem breiten Publikum bekannt. Nach
einer feierlichen Eröffnungsmesse am Abend des Franziskusfestes begann die eigentliche Arbeit am
Morgen des 5. Oktober im riesigen modernen Kongreßzentrum „Cintermex―. An den Vormittagen
gab es jeweils drei Hauptvorträge im Plenum und an den Nachmittagen kürzere Vorträge mit
Diskussion in acht verschiedenen Gruppen. Inhaltlich ging es dabei um drei Themenbereiche: der
Mensch im Angesicht Gottes, der Mensch und die Gesellschaft und die Beziehung Mensch-Natur.
Mensch und Religion         wurden dabei diskutiert im Hinblick auf Themen wie Jugend,
Gegenwartskultur, Familie, Massenkommunikation, Solidarität, Individualität,       Atheismus,
Technik, Ästhetik, Umwelt, Bioethik, u.a. mehr: ihre Gegenwart und ihre Zukunft. Methodische
Perspektiven waren etwa Franziskanologie im engeren Sinn, Theologie, Philosophie, Pädagogik,
Soziologie oder Humangenetik. Umrahmt wurde dies von einer Ausstellung moderner
Franziskusdarstellungen und kleinerer Arbeiten von Ureinwohnern: letztere standen, wie auch
Kongreßmaterial, zum Verkauf. Außerdem boten Theologiestudenten von Monterrey ein stimmlich
und gestalterisch ganz einfach begeisterndes Franziskus-Musical.
        Die Durchführung dieses Kongresses war professionell und perfekt, auch die würdigen
Gottesdienste und das „Drumherum― und die Zahl der Teilnehmer mit etwa tausend unerwartet
hoch. So kann man zum Mut und zur Realisierung dieses Kongresses nur gratulieren und hoffen,
daß er eine Fortsetzung in anderen Teilen des Ordens findet.

       HERMANN PUNSMANN

4. 30 Jahre Missionszentrale
       Bonn, 17.10.1999
                                               _________

         Am 17. Oktober 1999 hat die Missionszentrale der Franziskaner in Bonn in einem Dankgottesdienst
mit dem Generalvikar, Fr. Stefan Ottenbreit, und einem Empfang das Jubiläum ihres dreißigjährigen
Bestehens begangen. Die Missionszentrale wurde 1969 von den Provinzialministern der Mitgliedsprovinzen
in der damaligen Germanischen Provinzialenkonferenz (heute: MEFRA) als ihr gemeinsames Organ für
vielfältige missionarische, pastorale und soziale Anliegen in der Dritten Welt gegründet. In diesem Dienst
arbeitet sie mit den Missionssekretariaten der Mitgliedsprovinzen zusammen.
         Seit ihrem Beginn wird sie von P. Andreas Müller OFM geleitet und hat weltweit innerhalb und
außerhalb der franziskanischen Familie große Anerkennung gefunden durch ihre Arbeit der
Bewußtseinsbildung, der Projektförderung auf franziskanischer Grundlage, des Einsatzes für
Menschenrechte und Bewahrung der Schöpfung, für die Rechte der Frauen, das Recht auf
menschenwürdiges Leben sowie durch den Einsatz für Landreform und das Recht der Kleinbauern auf
Grund und Boden.
         Als Vorreiter der Verbreitung und Verteidigung der Befreiungstheologie über Lateinamerika hinaus
und in ihrer bewußten Ausrichtung an der ―Option für die Armen‖ hat sie auch theologisch immer wieder
ihrer Stimme Geltung verliehen. Als Sitz des weltweit angebotenen Fernkurses zum Franziskanischen
missionarischen Charisma (CCFMC) ist sie maßgeblich beteiligt an der spirituellen Erneuerung und dem
Zusammenwachsen der franziskanischen Familie in vielen Ländern.
         Die Ausweitung ihrer Tätigkeit nach dem Fall der Berliner Mauer richtete sich zuerst auf den
östlichen Teil Deutschlands (Filiale Berlin) und führte wenig später zur Gründung der Zweigstelle in Wien,
deren Sorge der franziskanischen Familie im postkommunistischen Europa gilt (Stelle ―Franziskaner in
Mittel- und Osteuropa‖: FMO, Leiter: P. Ulrich Zankanella OFM).
         Diese Entwicklung zeigt, daß die Missionszentrale in diesen 30 Jahren das wichtigste Instrument der
MEFRA zur Wahrnehmung ihrer weltkirchlichen Verantwortung geworden ist.
                                               _________


Liebe Schwestern und Brüder!

       Wir sind zu diesem Gottesdienst gekommen, weil uns die Missionszentrale der Franziskaner
zum Fest ihres 30 jährigen Bestehens eingeladen hat. Viele kommen aus der Nähe, andere sind von
weither angereist; ja sogar alle Kontinente sind vertreten. Wir sind dieser Einladung gerne gefolgt
und es entspricht auch unseren Gefühlen und dem Wunsch, in dieser Eucharistiefeier Dank zu
sagen, denn es geht ja an erster Stelle um Gott, den wir stets als Urheber der Welt und allen Lebens
und besonders als Geber aller guten Gaben erfahren. Deshalb sind wir hier. Wir wollen Gott danken
für 30 reich gesegnete Jahre der Missionszentrale.
        Ich muss Ihnen aber gleich etwas eingestehen. Als ich mich auf diesen Gottesdienst
vorbereitete, machte sich erst einmal eine gewisse Enttäuschung in mir breit. Das Herz und Gemüt
froh gestimmt für einen festlichen Gottesdienst und dann kommt das ―harte‖ Evangelium vom
heutigen Sonntag, in dem Jesus auf eine hinterlistige Frage antwortet: ―Ist es nach deiner Meinung
erlaubt, dem Kaiser Steuern zu zahlen oder nicht?‖ Meine erste Reaktion: Was hat denn dieser
Evangelientext mit dem heutigen Festereignis zu tun? Hätte es nicht ein anderer Text sein können,
der direkt Bezug nimmt auf das, was wir heute begehen? Sollte man nicht doch einen anderen
Evangelientext wählen, um der Bedeutung der 30 Jahre Missionszentrale besser gerecht zu werden?
        Dann habe ich mich aber gefragt: Selbst wenn das heutige Evangelium auf den ersten Blick
nichts mit dem feierlichen Anlass zu tun hat, muss er doch eine Bedeutung haben, es wäre ja sonst
keine ―Frohe Botschaft‖. Dieses Nachdenken führte mich zunächst zu der Einsicht, dass man sich
als Christ und Franziskaner dem ―Wort Gottes‖ stellen muss, auch wenn das nicht immer so
einfach von der Hand geht. Nicht immer kommt die Botschaft ―glatt‖ an und problemlos auf uns zu.
Oft fordert sie uns heraus und stört uns in unserer Gemütlichkeit. Und da sah ich den Einstieg zum
heutigen Fest der Missionszentrale und ich begriff: Es gibt die Missionszentrale der Franziskaner
schon dreissig Jahre lang, weil sie sich von Anfang an und immer wieder den Herausforderungen
des Evangeliums gestellt hat. Unser dankbarer Blick zurück lässt uns nicht vergessen, dass es nicht
immer leicht und einfach war. Es gab auch Momente voller Fragen und Schwierigkeiten,
Entscheidungen, die erkämpft und durchgestanden werden mussten.
        Je mehr ich mich nun mit dem Evangelienstext auseinandersetzte, desto deutlicher wurde
mir die Parallele zwischen dem heutigen Evangelium – Kaiser und Gott - und dem Anliegen und
der Sendung der Missionszentrale. Oft wird versucht, mit diesem Evangelientext diese beiden recht
verschiedenen Bereiche (irdisches Wohl und ewiges Heil) klar und deutlich abzugrenzen, oder gar
auszugrenzen. Aber gerade der ―Blick auf Gottes Welt‖, die Zeit des II Vatikanischen Konzils, in
dem das kleine und noch schwache Pflänzchen der Missionszentrale vor dreissig Jahren den
geeigneten Nährboden fand, läßt nicht zu, eine auseinanderklaffende, sondern eine verbindende
Interpretation zu wagen. Es geht Christus nicht um das Eine ohne das Andere, das Eine im Kampf
mit dem Anderen, sondern das Eine mit dem Anderen in Verantwortung für die Welt. Das ist das
eigentliche Anliegen Jesu überhaupt: dass Menschen sich öffnen für das erneuernde, versöhnende,
Solidarität stiftende Wirken Gottes und so zu einem Miteinander und Füreinander finden. Dort wird
die Welt gut und heil, wo Menschen die Lebensfreundlichkeit Gottes in sich wirken lassen und
damit Gott geben, was Gottes ist, nämlich ihr eigenes Denken und Tun. ― Wenn Jesus davon
spricht, dass Gott zu geben ist, was Gottes ist, verlässt er die Alternative von erlaubt und verboten.
Er ruft in das eigentliche Niveau menschlicher Verantwortung: Fragt nach Gottes Traum mit euch;
fragt nach den guten Anregungen, die der Geist euch eingibt; erinnert euch daran, dass es eure
Berufung ist, Gott als eurem Ursprung und Ziel zu gehören und darin eine mit allen geteilte Freude
zu finden; wie ihr leben könnt, dass ihr Gott gehört.‖ (Dieter Emeis)
        War das nicht gerade der – wenn auch langsam zündende – Gedanke in den Köpfen einiger
Franziskaner, die zur damaligen Zeit das Amt eines Missionssekretärs ausübten? Ganzheitlich
wollte man denken und handeln: zum einen die Welt im Lichte Gottes sehen und zum anderen
durch Zusammenarbeit ein gemeinsames Zeugnis für unsere Verantwortung gegenüber der von
Gott geschaffenen Welt geben. Wir wissen heute, dass mit diesem prophetischen Mut das
entstanden ist, was nun seit dreissig Jahren das Gütesiegel MZF verdient: Missionszentrale der
Franziskaner. Franziskaner, Mission und Zentrale. Ich glaube, darin kann man auch den Schlüssel
zum Verständnis und zur Würdigung des heutigen Festes, den Grund für unseren Dank und die
gemeinsame Freude finden.

Franziskaner:
        Wenn auch, wie die Gründer selbst bekennen, am Anfang noch manches nicht so klar war,
muss man doch betonen: es waren Franziskaner am Werk. Die anfängliche ―Spurensuche‖ wurde
im Laufe der Jahre zur ―Entdeckungsfahrt―, die bis heute anhält und die die Spiritualität der
Missionszentrale wesentlich geprägt und bestimmt hat. Das heisst, es waren Franziskaner, die auf
der Suche nach dem ursprünglichen Geist ihres Vorbildes und in der Nachfolge Christi auf die
Armen in der Welt trafen. Daraus entstand nach und nach eine klare Option für die Armen. Im
Lichte der franziskanischen Spiritualität entdeckte man Menschen, die auf der Flucht waren, als
Asylanten kamen oder in der Fremde lebten. Respekt vor dem Fremden und Dialog mit dem
Anderen waren die Haltungen, die gefragt waren. Franziskus sah sich und seine Brüder als Künder
des Friedens, eines Friedens freilich, der nur in Gerechtigkeit für alle Bestand haben kann. Deshalb
wuchs auch immer mehr die Überzeugung, daß wir uns für Gerechtigkeit und Frieden einsetzen
müssen. Franziskus verstand sich als Bruder aller Geschöpfe. Deshalb wurde die Grundhaltung für
umweltbewusstes Verhalten zu einem wichtigen Anliegen. Und schliesslich zeigte sich Franziskus
als der ―geschwisterliche‖ Mensch, der in allem einen Bruder und eine Schwester entdeckte, da
alles den gleichen Ursprung in dem einen, liebenden Vater hat. Deshalb wurde auch der Einsatz für
ein geschwisterliches Denken und Handeln in der Kirche und als Kirche in der Welt wichtig.

Mission:
         Aus dieser echt franziskanischen Sicht entwickelte sich nach und nach eine Zentrale der
Mission. Der Missionsauftrag war von Anfang an das Zentrale allen Suchens und Bemühens. Es
ging dabei hauptsächlich um ein neues Missionsverständnis, um die daraus folgenden neuen
missionarischen Aufgaben, um den Wandel in den Methoden und das erneuerte Bewusstsein einer
missionarischen Kirche. Ich glaube die Botschaft des heutigen Evangeliums will uns gerade darauf
aufmerksam machen. Im Namen Gottes, der unser ganzes Leben trägt und hält, müssen wir als
Kirche und Orden Farbe bekennen und die Stimme erheben, in bezug auf ―des Kaisers
Angelegenheiten‖, und uns einmischen, wenn der Mensch und die Schöpfung in Gefahr sind, von
Menschen missbraucht und misshandelt zu werden. Deshalb ist der Heilsdienst auch nie blosse
―Seelsorge‖, sondern Sorge um den ganzen Menschen und um die ganze Welt. Dazu gehören vor
allem Freiheit und Gerechtigkeit als Basis für einen sicheren Frieden und Solidarität mit allen, die
in ihren Menschenrechten verletzt und misshandelt werden. Dazu kommt dann das klare
Bewusstsein, dass das mit dem Leben bezeugte und mit dem Wort verkündete Evangelium auf die
bestehenden Kulturen aufbauen und in ihnen heimisch werden muss, um zu versöhnen und zu
heilen. Von Anfang bis heute ist der Einsatz und die Arbeit der Missionzentrale von diesem
Bemühen nach einem neuen missionstheologischen Profil bestimmt. Eine der bedeutendsten
Initiativen dazu ist der interfranziskanisch, international und interkulturell konzipierte Kurs zum
franzikanisch-missionarischen Charisma. Gott sei Dank hat diese Sorge es verhindert, dass aus der
Missionszentrale eine blosse Spendenannahme und -vergabestelle wurde.

Zentrale:
       Wenn man nachliest ―wie ein Traum in Erfüllung‖ gegangen ist, wie viele ―Hürden und
Stolpersteine auf dem Weg‖ überwunden wurden und wie die ―Aufbauphase‖ verlief, entdeckt man
als prophetische Triebfeder das starke Ringen nach gemeinsamer Verantwortung und
Zusammenarbeit. Das war vor dreissig Jahren, als man von Globalisierung noch nicht sprach. Es
ging aber nie – und das stellen wir heute dankbar fest – um Zentralisierung und zentralistische
Steuerung, sondern um den Ausdruck wahrer Solidarität. Wenn wir von der Missionszentrale der
Franziskaner als ―Zentrale‖ sprechen, dann kommt mir das Bild eines Brennglases in den Sinn. Das
Brennglas bündelt – wenn es in die richtige Stellung gebracht wird – die vielen kleinen
Sonnenstrahlen; konzentriert sie zu einem starken Strahl, der auf einem zentralen Punkt gebündelt
Feuer entfachen kann. Wer denkt da nicht gleich an die Missionszentrale als ―Zentrale‖, Bündel-
und Durchgangsstelle unzähliger solidarischer Beiträge in der Verantwortung für die eine Welt und
mit dem Wunsch, Gott und seiner Welt das zu geben, was ihnen gebührt? Wem fällt da nicht die
Aktion ein, dass „10 Pfennige am Tag― wirksame Hilfe für Menschen in Not und missionarische
Mitarbeit sein können? Und wie könnte man gerade heute vergessen, von den vielen
―Brennpunkten‖ zu sprechen, in denen die gebündelten Beiträge zur konkreten Unterstützung, ja in
vielen Fällen zum wahren Rettungsanker wurden? Mit Freude stellen wir im Hinblick auf die
erweiterte Mitgliederkonferenz, die morgen beginnen wird, fest, dass das gebündelte Licht auch
reflektiert wird und zurückfliesst, in dem immer grösser werdenden Bewusstsein, dass Mission nie
eine Einbahnstrasse sein darf.
        Wir sprachen vorhin vom Gütezeichen der MZF, das in ihrem Signet Ausdruck findet. Es
wird von einem Kreuz überragt, an dem Christus, der sich selbst als Weg bezeichnet hat, sein Leben
für das Heil der Welt und im Gehorsam an den Vater hingegeben hat. Ein Kreuz bedeutet auch
Wege, die sich kreuzen. Könnte man ein besseres Bild für die Missionszentrale der Franziskaner
finden?

Missionszentrale ein Weg:
- auf dem Menschen gehen und kommen, sich treffen und sich gegenseitig kennen und achten
    lernen;
- auf dem Menschen sich als Brüder und Schwestern entdecken und beschliessen, gemeinsam den
    Weg weiterzugehen;
- auf dem Menschen, die sich in Verantwortung und Solidarität miteinander verbinden,
    gemeinsam suchen und immer wieder, trotz scheinbarer Ausweglosigkeit, neue Wege finden.
    Im Namen der Ordensleitung und aller, die bis heute von der Missionszentrale
―geschwisterlich‖ auf ihrem Weg begleitet wurden, möchte ich Gott danken für die, für alle, die bei
der Gründung der Missionszentrale der Franzikaner mitgewirkt haben, und auch für die, die bis
auf den heutigen Tag das prophetische Gütezeichen der MZF durch ihre Mitarbeit in der Welt
aufleuchten lassen. Und mit dem Dank verbindet sich unser aller Wunsch, dass das Anliegen und
die Sendung der Missionzentrale immer mehr in Erfüllung gehe: Söhne und Töchter des einen
Vaters, und allen Menschen Brüder und Schwestern zu sein und auch weiterhin ―mit den Armen
unterwegs‖ zu bleiben.

   BR. STEPHAN OTTENBREIT OFM


5. Assisi: 3° Incontro degli Editori Francescani

1. Cronaca
         Dal 18 al 21 ottobre 1999 si è svolto a Santa Maria degli Angeli – Assisi, presso la Domus
Pacis, il 3° Incontro degli Editori Francescani. Erano presenti i Rappresentanti di 15 Case Editrici
Francescane provenienti dall‘Argentina, Bosnia-Erzegovina, Brasile, Croazia, Francia, Israele,
Italia, Iugoslavia, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti e Ungheria. Altre cinque Case, iscritte
all‘Incontro, non hanno potuto parteciparvi (dalla Germania, dal Portogallo e da Malta).
     Il Ministro generale, Fr. Giacomo Bini, in visita alle Province di Australia e dell‘Indonesia, ha
inviato un Messaggio per ringraziare ―il lavoro duro e attento‖ che gli Editori svolgono in nome
dell‘Ordine, e per incoraggiargli ―a proseguire il cammino intrapreso‖.
     Dopo un resoconto sui Convegni precedenti, svoltisi a Milano nel 1996 e 1998, i Partecipanti
hanno approvato lo Statuto dell‘Associazione degli Editori Francescani. In tale Statuto si è definito
che sono Soci dell‘Associazione le Case Editrici presenti all‘Incontro e l‘Ufficio Comunicazioni
dell‘Ordine. Possono diventare Soci, su presentazione da parte di due già Soci: le Case Editrici
dirette da francescani, o collegate ad una Provincia; le Case o Istituzioni francescane che
pubblicano libri, CD e video di carattere francescano. Sono state, inoltre, riconfermate le quote
definite nel II Incontro (da 200 a 700 $U, secondo la disponibilità di ogni Casa Editrice) per
costituire un fondo comune dell‘Associazione per l‘amministrazione ordinaria e per aiutare una
Casa Editrice in difficoltà. Verrà realizzata una Mailing List con i nomi delle Case Editrici che
faranno parte dell‘Associazione per una rapida e continua informazione.
    Mezza giornata è stata dedicata alla Libreria Internazionale Francescana: organizzazione, sfide,
impegni della Provincia Serafica e degli Editori, cose pratiche come: posta, sdoganamento, sconto
del 50% sul prezzo di copertina, liquidazione quadrimestrale delle vendite ecc. Un altro momento
importante è stato la presentazione dei progetti di ogni Casa Editrice.
    L‘Incontro si è concluso con l‘impegno di rivedersi in Ungheria, dal 12 al 16 ottobre 2000.

2. Messaggio del Ministro generale al III Incontro degli Editori

                                                                           Roma, 17 ottobre 1999

         La visita fraterna alle Province di Australia e Indonesia – programmata da tempo – mi
impedisce d‘essere presente al vostro terzo Incontro. Pertanto, vi invio questo breve
messaggio per salutarvi, cari Fratelli Editori, e per darvi il mio benvenuto alla Porziuncola, il
luogo più caro a San Francesco.
         Ringraziandovi per il lavoro duro e attento che svolgete a nome dell‘Ordine, vi
incoraggio a proseguire il cammino intrapreso da tempo, per trovare una strada comune nel
vostro servizio attraverso la comunicazione. Nel primo Incontro del 1996 avete preso la
decisione di collegarvi via Internet, per facilitare al massimo lo scambio dei diritti d‘autore e
dei nuovi libri; e avete gettato il seme di una Libreria internazionale presso la Porziuncola.
Nel secondo Incontro del 1998 avete analizzato le modalità concrete di funzionamento della
Libreria Internazionale; posto le fondamenta dell‘Associazione degli Editori francescani
all‘interno dell‘Ordine e creato un fondo operativo e di solidarietà. Ciò vi aiuterà ad attuare in
forma stabile la collaborazione, la promozione del pensiero e il reciproco sostegno.
         Nell‘attuale Incontro approverete lo Statuto peculiare dell‘Associazione e
individuerete alcuni progetti comuni, in attesa dell‘inaugurazione della Libreria Internazionale
Francescana, un sogno che diventa realtà.
         La vostra cooperazione futura, cari Editori, è importante per la testimonianza che
offrite: il dialogo e la collaborazione fraterna al di là di ogni frontiera e cultura. I pellegrini
che verrano da tanti paesi per visitare i luoghi santi francescani completeranno e
continueranno la formazione anche attraverso il Libro che voi offrite, nella lingua a loro
accessibile, sul Francescanesimo di ieri e d‘oggi, particolarmente sulla vita e l‘esempio di
Francesco e Chiara.
         Richiamo la vostra attenzione su un punto specifico. È vero che per noi Francescani
nessun settore della cultura è estraneo. Desidero invitarvi, però, ad avere uno speciale sguardo
a ciò che Papa Giovanni Paolo II ha chiamato ―lo spirito d‘Assisi‖. Il mondo d‘oggi e le
culture contemporanee sono molto sensibili alle tematiche sottese allo ―spirito d‘Assisi‖, che
coincidono con i temi centrali del grande Giubileo.
         Nella lettera che il Definitorio ha scritto ai Frati per la festa di San Francesco di
quest‘anno viene ricordato che di solito ci preoccupiamo per i numeri, i metodi, i mezzi
insufficienti. Anche voi vi preoccupate per questo, e con ragione. Tuttavia, la memoria dello
―spirito di Assisi‖ ci ammonisce a guardare ―oltre‖! Una comunicazione, infatti, ispirata a
mentalità e a comportamenti consumistici sta contribuendo a ―costruire‖ un ―villaggio
globale‖ sì, ma un ―villaggio mercato‖, alienante, senza strade e ponti che permattano di
andare verso gli altri. Allora, la vostra iniziativa deve mirare soprattutto a favorire una vera
comunicazione, contribuiendo così a riaprire i cammini verso i ―fratelli ladroni‖, il ―fratello
Sultano‖, ―frate lupo‖, frate sole‖, ―sora nostra madre terra con diversi fructi, con coloriti fiori
et herba‖.
         Colgo l‘occasione, infine, per ringraziare la Provincia Serafica di Assisi, il Ministro
Provinciale, Fr. Massimo Reschiglian, e il Definitorio provinciale per avere accolto la proposta
della Libreria, averla portata avanti con mezzi finanziari, aver scelto un luogo privilegiato, sulla
Piazza della Basilica, ed indicato le persone che vi lavoreranno.
        Il Signore benedica il vostro Incontro e i passi futuri della Libreria Internazionale. Il
Vicario Generale, Fr. Stefano Ottenbreit, vi porterà la sera del 20 ottobre la gioia,
l‘apprezzamento, la speranza e le felicitazioni del Definitorio generale.

                                         Fraternamente

                                                                          Fra Giacomo Bini, ofm
                                                                               Ministro generale

3. Lettera degli editori al Ministro generale

                                                                                     Assisi, 19.10.1999

   Caro Fr. Giacomo,
   Pace e Bene!

   Noi, Frati editori, riuniti per la terza volta come Associazione degli Editori Francescani,
vorremmo indirizzarLe questo saluto fraterno dalla Porziuncola, luogo così caro a tutti i Frati
da Francesco in poi.
   La ringraziamo per la premura e l‘interesse con cui sta accompagnando i nostri sforzi
comuni. Fr. Clarêncio ci ha trasmesso anche il Suo vivo desiderio di essere qui con noi.
Speriamo che un prossimo nostro incontro non La trovi così impegnata.
   Durante il nostro Incontro, che si è svolto dal 18 al 21 ottobre 1999, abbiamo elaborato gli
Statuti della nostra associazione e discusso sulle modalità di far vivere e crescere la nuova
Libreria Internazionale Francescana (LIF), inaugurata la sera del 20 ottobre 1999.
   La Libreria, situata nella piazza antistante la Basilica di Santa Maria degli Angeli, per la
quale la Provincia Serafica si è assunta ogni tipo di responsabilità, offrirà ai numerosi
pellegrini una larghissima produzione libraria di tutto il mondo nelle lingue più varie.
   Abbiamo analizzato i progetti delle nostre Case editrici e presentato le novità. Si
intravedono per il futuro prossimo possibili coedizioni di opere di autori francescani più
autorevoli nel campo della spiritualità francescana, edite contemporaneamente in diverse
lingue.
   Ci siamo vicendevolmente impegnati a curare di più la pubblicità ed anche l‘aspetto
grafico delle nostre edizioni, per suscitare più interesse.
   Abbiamo preso l‘impegno di cooptare nella nostra Associazione autori francescani di
spicco, offrendo loro la possibilità di pubblicare simultaneamente in nuove lingue.
   Speriamo che queste parole non cadano nel vuoto, ma portino frutti di evangelizzazione nei
cuori delle persone che, leggendo l‘uno o l‘altro dei nostri libri, si sentano avvicinate al
Messaggio evangelico. Entriamo in quel ―villaggio globale‖ anche noi, ma non per perderci in
esso, perché non sia tutto alienato, ―mercatizzato‖, ma anzi per mettere lungo quelle strade
elettroniche i segni visibili della presenza di Dio, l‘efficacia del suo amore, e le orme del
grande uomo evangelico di Assisi.

   La ringraziamo di nuovo per la gentilezza che ci ha espresso nella Sua lettera e ci
raccomandiamo: ci parli ancora di Dio, e parli a Dio di noi.

       I Frati Editori

                                                                             Fr. Clarêncio Neotti
                                                                        Coordinatore della Commissione


6. Aperta la Libreria Francescana Internazionale ad Assisi

1. Cronaca

        Il 20 ottobre, a S. Maria degli Angeli (Assisi), presso la Basilica, si è inaugurata la Libreria
Internazionale Francescana (LIF), la prima del suo genere in Italia e nel mondo. Alla presenza delle
Autorità civili, accademiche e religiose locali, l‘inaugurazione è stata preceduta da una conferenza
stampa. L‘idea di volere ad Assisi una tale libreria – ha ricordato il coordinatore della Libreria Fr.
Giancarlo Lati, della Provincia Serafica di Assisi – è sorta nel I Incontro degli Editori OFM,
tenutosi a Milano, presso la Biblioteca Francescana, nell‘ottobre 1996.
        Il Ministro provinciale, Fr. Massimo Reschiglian, è intervenuto dicendo, tra l‘altro, che la
LIF è un segno di ―futuro e di rinascita‖ dopo le tragiche vicende del terremoto. Il Vicario generale
dell‘Ordine, Fr. Stefano Ottenbreit, ha portato a nome del Ministro generale, la solidarietà,
l‘attenzione e il ringraziamento da parte dell‘Ordine; ha incoraggiato l‘iniziativa a servizio dei
Frati, dei ricercatori e dei pellegrini di tutto il mondo nel campo della spiritualità come pure in
quello della cultura. Mentre Fr. Giancarlo Rosati ha offerto un saggio su S. Francesco-scrittore, il
Prof. Stefano Brufani ha richiamato l‘importanza degli studi francescani, dal Sabatier ad oggi,
sottolineando l‘esigenza di un ritorno allo studio delle fonti francescane e del primo
francescanesimo anche, e soprattutto, in ambienti universitari.
        Oltre un centinaio di persone hanno partecipato all‘inaugurazione. La LIF porrà a
disposizione, in tutte le lingue, solo libri a tema ―francescano‖. Vi si troveranno agio-biografie, testi
di teologia, filosofia, spiritualità, arte e i più recenti temi di ecologia, umanesimo, evangelizzazione,
e la Bibbia nelle le lingue in cui è stata tradotta. A coloro che sono amanti delle ultime tecnologie,
la Libreria offrirà, fra poco, il proprio sito Internet, con catalogo in rete e la possibilità di ―navigare‖
(attraverso links) nelle librerie e biblioteche francescane di tutto il mondo. La LIF sarà anche un
centro di video e CD, sempre a carattere francescano. La LIF, insomma, vuol essere un punto di
riferimento culturale-spirituale ed un segno concreto di intensa ed efficace collaborazione tra gli
Editori Francescani di tutto il mondo e la Provincia Serafica di Assisi.

2. Saluto di fr. Stefano Ottenbreit, Vicario generale

       Gentili Signore e Signori, cari Fratelli e Sorelle: a tutti Pace e Bene!

        Quando incontro i nostri Frati durante le visite o incontri vari, spesso mi sento rivolgere la
domanda: ―Cosa farà l‘Ordine per celebrare degnamente il 2000‖? Rispondo sempre: Niente di
eccezionale, solo ciò che stiamo facendo. E questo vuol dire: impegnare tutte le nostre energie nel
rinnovamento dei nostri atteggiamenti e del nostro entusiasmo per vivere con gioia e novità la
vocazione francescana.
        Tale impegno ―quotidiano‖, però, non esclude segni concreti e profetici. Segni che
esprimano e confermano i frutti di un processo di rinnovamento in corso. E per noi oggi, il plurale si
riferisce al Ministro Generale e al suo Definitorio, l‘apertura di una libreria francescana e
internazionale, è un segno molto concreto e anche profetico di una presenza nuova e creativa nel
mondo della cultura e nella accoglienza della ricchezza che deriva dalla varietà delle culture.
        Non soltanto perché la libreria, che oggi inauguriamo, ci dà la possibilità di conoscere il
pensiero scritto su Francesco e Chiara, figli di questa Città, sulla loro spiritualità che feconda e
ispira le persone nel mondo intero e la visione filosofica e teologica corrente, indicando così
speranze ad un‘umanità perplessa, ma soprattutto perché parla alto ―dell‘insieme‖, della
collaborazione effettiva.
         Infatti, oggi si conclude un lungo processo iniziato nel primo incontro degli editori
francescani, nell‘ottobre 1996. Fin dall‘inizio l‘idea è stata accolta e appoggiata da Fr. Hermann
Schalück, in quel tempo Ministro generale, chiedendo anche alla Provincia Serafica d‘Assisi la
collaborazione in questo progetto coraggioso. Fr. Giulio Mancini, allora Ministro provinciale,
insieme con il suo Definitorio, approvò con entusiasmo l‘iniziativa e promise, a nome della
Provincia Serafica, un fattivo aiuto. Già durante il secondo incontro degli Editori francescani, 1998,
Fr. Giancarlo Lati, Economo provinciale, ha potuto presentare e approfondire una proposta precisa
in tutti dettagli. Oggi possiamo dire: Ciò che è stato seminato è cresciuto e ciò che è cresciuto, non
senza aver superato alcuni ostacoli, oggi fiorisce e promette bei frutti.
        Perciò riprendo il messaggio, inviatovi all‘inizio di questo Incontro, dal Ministro generale,
Fr. Giacomo Bini, per manifestare la gioia, gratitudine, speranza e appoggio del Definitorio
Generale. Infatti, il Definitorio Generale è consapevole che la libreria internazionale francescana
non solo raccoglie e offre a tutti il vostro lavoro di evangelizzazione, ma esprime, anzitutto, il
vivere ―insieme‖ la vocazione francescana accolta e arricchita con i valori di tante culture.
        Per ottenere, però, ―l‘insieme‖ c‘è sempre bisogno del supporto speciale di alcune persone.
Anche noi ne abbiamo e le vogliamo ringraziare di tutto cuore. Anzitutto, tutti voi che avete
collaborato nell‘attuazione di quest‘avvenimento. C‘è la Provincia Serafica, che non solo ha accolto
con entusiasmo l‘idea, ma si è impegnata grandemente nella preparazione di un posto strategico e
adeguatamente attrezzato. E al già fatto, assume pure la responsabilità della gestione della libreria.
Grazie alla Provincia Serafica nelle persone di Fr. Massimo Reschiglian, Ministro provinciale, e di
Fr. Giancarlo Lati, Economo provinciale. Grazie anche per il supplemento di tempo e energie
nonostante i tanti impegni e preoccupazioni a causa delle conseguenze del terremoto e del giubileo.
Per ultimo, ma non per importanza, ringraziamo l‘Ufficio delle Comunicazioni della nostra Curia
Generale. E nell‘ufficio, Fr. Clarêncio Neotti, instancabile sognatore, competente nel campo delle
comunicazioni, fedele e attento a tutti i dettagli. Tutti voi, infine, cari Confratelli, avete ben ragione
di rallegrarvi e perciò vi invito a ringraziare Dio per tutto che fa attraverso i suoi veri collaboratori.
Assisi, Santa Maria degli Angeli, non è più la stessa. Da oggi, il pellegrino troverà nella sua lingua,
alimento spirituale, filosofico e teologico per sostentare la sua ricerca di fede. Da oggi abbiamo qui
semi molti coloriti. Ne siamo sicuri: Contribuiranno a far fiorire e fruttificare lo ―Spirito d‘Assisi‖
nel mondo intero.

3. Intervento del Ministro Provinciale, Fr. Massimo Reschiglian

       Dal 31 luglio u.s. la nostra comunità provinciale dei Frati Minori dell‘Umbria si trova a
vivere e a celebrare eventi che hanno il sapore di segni di speranza dopo le ferite del terremoto di
settembre 1997. Basterà ricordare la riapertura della Basilica di S. Maria degli Angeli, le prime feste
dell‘Ordine ri-celebrate finalmente alla Porziuncola (il Perdono, l‘Assunta, il Transito di S.
Francesco, la Solennità del santo celebrata con i pellegrini della Toscana, le Professioni religiose e
le Ordinazioni presbiterali), il gemellaggio Assisi-Gerusalemme per il Perdono di Assisi, l‘incontro
dei Definitori Generali il 5 ottobre u.s. In questi giorni ci siamo trovati di nuovo insieme con gli
Editori Francescani europei, dell‘America del nord, del latino-America e dell‘Asia accolti alla
Porziuncola e oggi inauguriamo questa nuova Libreria Internazionale Francescana.
         L‘originalità di questo evento, mi pare, è da ricondursi al processo di ricostruzione che si è
avviato in questi anni. La ferita del terremoto e l‘ormai prossimo Giubileo dell‘Incarnazione del
Signore ci stanno dando l‘occasione di ri-verificare la nostra identità di Frati minori in Umbria e
l‘attività del nostro santuario della Porziuncola. Come tutti i santuari esso proclama l‘esperienza di
un uomo, Francesco di Assisi, che qui ha iniziato la sua esperienza di povertà, di fraternità e di
missione: è la memoria. Ma è anche presenza viva di una grazia che ogni giorno i pellegrini
possono ricevere attraverso i segni sacramentali della penitenza e dell‘eucarestia, della Parola
ascoltata e della visita ai luoghi della memoria francescana. Ed è anche profezia, in quanto il
Santuario con la sua storia religiosa e credente annuncia un mondo che non è ancora nato, un
mondo fatto di valori perenni e universali, sui quali fondare un nuovo umanesimo, così atteso
dall‘uomo che sta per entrare nel terzo millennio.
        Ed è appunto qui che si inserisce, a mio avviso, l‘evento che stiamo celebrando. La
ricostruzione del dopo terremoto, la preparazione per il Giubileo, la ricostruzione della Chiesa (è la
missione di Francesco), la costruzione di una umanità nuova, la ri-costruzione della nostra vita di
credente e di cristiani, passano necessariamente attraverso una apertura ricca di stupore a quella
eredità francescana ricca di valori capaci di trasformare e rinnovare. Il ri-comunicare, in modo serio
e scientificamente fondato, i valori sempre nuovi del francescanesimo è partecipare a quella ‗nuova
evangelizzazione‘ voluta da Giovanni Paolo II, è dare un sostegno di idee e di spiritualità all‘uomo
del nostro tempo, cosi affamato di significati autentici, è innescare un processo di riflessione, di
studio e di divulgazione dei documenti fondativi e della tradizione francescana.
         L‘uomo d‘oggi ha bisogno certamente di una spiritualità, di un significato per vivere (cfr. V.
Frankl). La filosofia esistenzialista ci ha abituati a vedere ciò che all‘uomo fa problema (la morte,
l‘altro e gli altri, la libertà personale, Dio, la morale), ma non sempre ci ha indicato le vie capaci di
dare un senso autentico all‘esistenza. Questa iniziativa intende offrire un piccolo contributo per una
nuova partenza culturale, teologica e spirituale, non fondata su un pensiero debole o su una
religiosità emotiva e superficiale, ma su un‘autentica esperienza cristiana, di morte e risurrezione, di
speranza e di salvezza: il carisma di Francesco e del suo Ordine. C‘è certamente bisogno di
spiritualità, ma occorre fondare la spiritualità nella storia, nella teologia, nella filologia, nelle
genuine tradizioni ecclesiali.
         Al termine di questa mia breve presentazione, alla presenza dei responsabili delle diverse
Case Editrici francescane e, di tutti voi, vorrei permettermi un augurio, che spero sia anche una
benevola pro-vocazione. Gli studi francescani stanno riscuotendo in questo momento un rinnovato
interesse, specie negli ambienti universitari e laici. E‘ certamente auspicabile un dialogo tra le
diverse discipline di studio, affinché l‘esperienza cristiana dell‘uomo Francesco ci possa essere
restituita nella sua integrità e nella sua capacità di affascinare le generazioni.
        L‘interesse degli storici per le origini francescane e per lo sviluppo dell‘Ordine, i percorsi
storiografici che essi ci propongono e lo studio dei diversi modelli agiografici medievali,
chiarificano quell‘immagine un poco sdolcinata o forse ecologica che sempre più sbiadisce con
l‘incedere del tempo. Lo studio dei Fontes nelle loro componenti storiche, filologiche e
codicologiche, ci consente certamente di aprire degli squarci di luce sulla avvincente e a volte
annosa ‗questione francescana‘. Gli studi antropologici e storico-sociali intorno alla figura di
Francesco e dei suoi frati ci aprono certamente intuizioni nuove e concrete riguardo all‘ambiente
vitale nel quale il carisma francescano nasce e si sviluppa, riguardo al vissuto personale di
Francesco e dei primi frati. Gli studi sull‘iconografia, sull‘arte e l‘architettura francescane, ci
aiutano a comprendere, attraverso la lettura simbolica, gli elementi portanti di questa ‗forma di vita‘
evangelica e profondamente ecclesiale. Non ultime, anche le letture teologiche e filosofiche degli
inizi del carisma, così come lo sviluppo del pensiero e della teologia francescane, ci aiutano a
comprendere il valore perenne, umano e cristiano, degli ideali minoritici. E si potrebbe continuare.
        Tutti questi studi di settore illuminano, certamente, ma sollecitano anche un dialogo
fruttuoso e interdisciplinare. Lo studioso e filosofo Bernard J.F. Lonergan, nel suo noto Metodo in
Teologia (Brescia, 1975), traccia quella che può essere definita la modalità di rapporto tra le diverse
discipline impegnate nell‘approfondimento di un medesimo oggetto di studio. Egli ritiene che vi
siano delle differenze di orizzonte, cioè dei criteri di studio e una ampiezza di oggetti di studio
propri di ogni scienza, che possono essere più o meno in dialogo l‘uno con l‘altro. Le differenze
dialettiche di orizzonte si realizzano quando due diverse discipline scientifiche presentano
presupposti o conclusioni sostanzialmente differenti e inconciliabili, superabili solo attraverso una
vera e propria conversione intellettuale. Altre discipline sono invece capaci di complementarità,
cioè capaci di dialogare in vista dell‘avvicinamento a e della scoperta della verità oggettiva. Questa
complementarità è necessaria per la fondazione di un lavoro interdisciplinare, cioè una visione il più
possibile completa dell‘oggetto di studio: di questa complementarietà, di questa collaborazione, ha
bisogno, a mio avviso, lo studio del francescanesimo.
         L‘augurio è quindi che gli studi francescani siano sempre più capaci di questa
interdisciplinarietà dialogante, intesa come capacità di collaborazione tra teologia e storia, tra storia
e teologia, tra spiritualità e studio della fonti, tra filologia e spiritualità, tra storia dell‘arte e teologia
Questo incontro potrebbe certamente essere fervido di frutti preziosi per la vita di fede, per la
cultura del nostro tempo, per l‘uomo del terzo millennio. Questo dialogo è necessario se si vuole
comprendere Francesco, il suo vissuto cristiano e la storia del suo Ordine, nella luce di una verità
che se vuole rimanere solo storica, o solo teologica, o solo artistica, rischia di trasformarsi in un
riduzionismo scientifico di varia marca. Il lavoro interdisciplinare non è certo facile, esige
preparazione in vari ambiti, dialogo continuo tra le diverse discipline, messa a fuoco dei diversi
criteri epistemologici e di interpretazione, necessita di una chiara metodologia di ricerca, di umiltà
nel considerare i risultati di ogni singola disciplina… ma certo avrebbe il merito di restituirci un
Francesco più autentico, uomo dello Spirito che risponde alle sfide della storia.
       I riusciti lavori di ristrutturazione delle due Basiliche di Assisi ci hanno mostrato il frutto di
un intenso lavoro di dialogo e cooperazione tra esperti delle diverse discipline, ma ci hanno anche
consentito di riportare alla primitiva bellezza dei capolavori artistici e religiosi unici al mondo. E se
questo intento di collaborazione si realizzasse e portasse frutti simili anche nell‘ambito degli studi
francescani?


7. 1° Centenario della nascita di Fr. Karlo Balić OFM (1899-1999)

1. “Attualita della Tradizione”. Simposio Internazionale a Split
       Split, Croazia, 05-07.11.1999

         Tra le varie iniziative prese per celebrare il 1° Centenario della nascita di Fr. Carlo Balić, è
d‘obbligo citare il Simposio Internazionale che la sua Provincia francescana del Ss. Redentore ha
organizzato a Split dal 5 al 7 novembre 1999.
         Al Simposio, che aveva come motto ―Attualità della tradizione‖ (Aktualnost Predaje), hanno
partecipato vari Relatori con le suguenti Relazioni: Mato Zovkić, Tradizione e “depositum fidei”
nelle Lettere di San Paolo; Božo Odovašić, Scriptura crescit in tradita fide tenenda (DV 10);
AnĎelko Domazet, La Chiesa come portatrice della tradizione tra obbedienza e libertà; Marko
Babić, ―Lex orandi, lex credendi” nella tradizione della Chiesa; Luka Tomašević, Tradizione e
norme etiche; Stipe Nimac, Teologia pastorale e tradizione oggi; Ante Vučković, Tradizione e
memoria; Mile Babić, Concezione della libertà in Giovanni Duns Scoto; Leonardo Sileo, Auctoritas
et ratio nella formazione del concetto della Tradizione degli Scolastici; José Antonio Merino,
Francescanesimo e cultura contemporanea; Pavo Barisić, Fra Karlo Balić e attualità della
tradizione; Željko Pavić, Il rapporto di Balić con il neotomismo; Stjepan Čovo, L’Immacolata e la
tradizione della Chiesa in Karlo Balić; Marijan Mate Mandac, ―Mariologia negli scritti di fra Karlo
Balić editi in francese e Vicko Kapitanović, Fra Karlo Balić e l’emigrazione croata.
         Per l‘occasione, Fr. Vicko Kapitanović, Fr. Petar Djukić e Fr. Ante Branko Periša hanno
allestito una mostra sui Testi di Scoto e la Provincia francescana del Ss. Redentore.
         Il Ministro generale, Fr. Giacomo Bini, ha concluso il Simposio con una solenne
concelebrazione nella chiesa della Curia provinciale e con un incontro con i Frati della Provincia. In
questo incontro il Ministro generale, oltre a parlare di Fr. Carlo Balić e del suo lavoro, sia come
Rettore dell‘Antonianum che come fondatore e presidente della Commissione Scotista e della
PAMI e come collaboratore durante il Concilio Vaticano II, si è soffermato sull‘importanza di una
solida formazione intellettuale e ha invitato i Frati della Provincia a continuare l‘opera di Fr. Karlo
Balić. Alla sessione conclusiva del Simposio hanno partecipato Fr. Kapistran Martzall, Definitore
generale, Fr. José Rodríguez Carballo, Definitore e Segretario generale per la Formazione e gli
Studi, i Ministri provinciali di Bosnia e Croazia.

       FR. JOSÉ RODRIGUEZ CARBALLO, OFM

2. ―Memoria eius in benedictione‖. Congresso internazionale presso il Pontificio Ateneo
Antonianum
       Roma, Italia, 08-09.11.1999

         ―Memoria eius in benedictione‖. Con questo motto celebrativo e memoriale insieme si è
svolto nell‘Aula magna ―Maria Assunta‖ del Pontificio Ateneo Antonianum in Roma, nei giorni 8-9
novembre 1999, un simposio internazionale per celebrare il Centenario della nascita di P. Carlo
Balic O.F.M. (1899-1999), esimio scotista e mariologo, fondatore della Pontificia Accademia
mariana Internazionale e della Commissione Scotista. Il Simposio, promosso dal Pontificio Ateneo
Antonianum insieme con la Pontificia Accademia Mariana Internazionale e la Commissione
Scotista con il Patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, si è svolto sotto la presidenza del
Card. Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, il quale ha presieduto nella
festa del Beato Giovanni Duns Scoto anche la solenne Liturgia Eucaristica, concelebrata dal
Ministro Generale e Gran Cancelliere, P. Giacomo Bini, O.F.M., dal Segretario generale per la
Formazione e gli Studi, P. José Rodriguez Carballo, O.F.M., dal Segretario del Pontificio Consiglio
per la Cultura, P. Bernard Ardura, O.Praem. e da oltre cento Sacerdoti, dell‘Antonianum, di altri
Istituti e della Pontifica Accademia Mariana Internazionale con i partecipanti al Simposio. L‘omelia
del Card. Paul Poupard, in onore del B. Giovanni Duns Scoto, è stata pubblicata su L’Osservatore
Romano, Anno CXXXIX - N. 262 (42.299), di Domenica 14 Novembre 1999, p. 6.
         Ha aperto il Simposio il Rettore Magnifico del Pontificio Ateneo Antonianum, Prof. Marco
Nobile, O.F.M., che si è complimentato con gli organizzatori e con i partecipanti alla celebrazione
memoriale del P. Carlo Balic, una delle figure più illustri del PAA, del quale è stato Professore e
Rettore magnifico.
         Il P. Gaspar Calvo, O.F.M., Presidente della Pontificia Accademia Mariana Internazionale,
ha dato il benvenuto ai presenti, illustrando la preparazione e il senso memoriale del Simposio in
onore di P. Carlo Balic, Fondatore e Presidente della Pontifica Accademia Mariana Internazionale.
E‘ seguita la presentazione del Simposio da parte del Card. Paul Poupard, che ha manifestato la sua
gioia e il suo compiacimento per l‘iniziativa che onorava non solamente l‘Antonianum in uno dei
suoi più illustri rappresentanti, il P. Carlo Balic, esimio cultore degli studi teologici e mariani e ne
perpetuava la memoria grazie alle Istituzioni da lui promosse, ma anche come acuto e lungimirante
studioso, che ha scoperto i tesori e ravvivato la memoria dei Maestri della Scuola Francescana,
specialmente del B. Giovanni Duns Scoto, del quale ha reso possibile non solo la conoscenza dei
testi criticamente editi, ma ha contribuito in modo determinante ad appianare la via per
l‘approvazione dei suoi Scritti e per il riconoscimento della santità.
         I Relatori che si sono susseguiti hanno illustrato la figura di P. Balic e delineato la sua
molteplice attività di appassionato ricercatore della verità a servizio della Chiesa e dell‘Ordine e di
organizzatore vulcanico e tenacissimo di iniziative ed opere che ne perpetuano la memoria, quali la
Pontifica Accademia Mariana Internazionale per la promozione della dottrina e della devozione
mariana nella Chiesa e la Commissione Scotista, per l‘edizione critica delle Opere del B. Giovanni
Duns Scoto, in modo da dischiuderne i tesori, secondo l‘adagio di Scoto: ―Nel procedere delle
umane generazioni sempre cresce la conoscenza della verità‖ (Ordinatio, IV, d. 1, q. 3, n. 8; Ediz.
Vivès, XVI 136a).
         Il Prof. René Laurentin, dell‘Università Cattolica di Angers e di Parigi, ha rievocato la figura
di P. Balic al servizio di Maria e della Chiesa, con dovizia di particolari autobiografici e con grande
ammirazione per l‘illustre mariologo e appassionato difensore della verità, specialmente il suo
apporto determinante per la preparazione della definizione del Dogma dell‘Assunzione, quale
membro trainante e propulsore infaticabile dell‘apposita Commissione creata da Pio XII; e quale
Perito del Concilio Ecumenico Vaticano II, con un ruolo di primo piano sia nella fase preparatoria
che in quella di svolgimento del Concilio stesso.
        Il Prof. Ermanno Toniolo, O.S.M., della Pontificia Facoltà Teologica Marianum ha
presentato in una lezione veramente coinvolgente l‘opera di P. Balic al Concilio Ecumenico
Vaticano II. Dalle sue parole, documentate e convincenti, risulta che il P.Carlo Balic è stato al
Concilio un vero gigante e tenace propugnatore delle verità riguardanti la Beatissima Vergine
Maria, non solo, ma anche dell‘apertura del Concilio all‘ecumenismo, illustrando la dimensione
ecumenica della mariologia. Dobbiamo a lui, infatti, quale professore dell‘Antonianum le proposte
dei temi da trattarsi al Concilio e soprattutto degli schemi mariologici e sull‘ecumenismo. Nelle
appassionate sedute conciliari egli si profilò con illuminata dottrina e vigorosa formulazione delle
verità, distinguendosi soprattutto per lo sviluppo e la formulazione della dottrina mariologica, quale
redattore insieme a Mons. Philips del capitolo VIII della Lumen Gentium.
        La figura veramente eminente del teologo e mariologo Balic rimane imperitura nella Chiesa,
grazie alle sue innumerevoli iniziative e istituzioni, che ne perpetuano il nome in benedizione,
specialmente la Pontifica Accademia Mariana e i Congressi Mariologico-Mariani Internazionali,
come ha illustrato il Prof. Luigi Gambero, S. M., dell‘Università di Dayton (USA); e i suoi studi sul
B. Giovanni Duns Scoto e l‘edizione critica delle sue opere, ben lumeggiati dal Prof. Barnaba
Hekic, O. F. M., Presidente della Commissione Scotista da lui fondata.
        P. Balic si erge come un colosso tra i personaggi di spicco dell‘Ordine francescano del
secolo XX e ne segnano il cammino verso il futuro, grazie all suo esempio di studioso e di frate, di
organizzatore appassionato e instancabile trascinatore nel suo appassionato amore alla Vergine
Maria e alla Chiesa ha detto, tratteggiandone il profilo storico-spirituale, il Ministro generale dei
Frati Minori e Gran Cancelliere del PAA, P. Giacomo Bini, parlando sull‘attualità della figura di P.
Carlo Balic e additandone l‘esempio alle generazioni presenti e future, invitando tutti non solo
ammirarlo, ma ad emularne le gesta.
        Un‘altra testimonianza toccante fu quella del P. Paolo Melada, dapprima Segretario di P.
Balic e poi per molti anni Presidente della Pontificia Accademia Mariana Internazionale, che con
ricordi personali e apprezzamenti di illustri personaggi ne ha ricordato, oltre alla perspicace
intelligenza e alla volontà adamantina, l‘eccezionale talento organizzativo e l‘appassionata fedeltà
alla sua vocazione di frate minore e di impareggiabile cultore della Vergine Maria.
        Il Prof. Angelo Amato, S.D.B., della Pontificia Università Salesiana, Segretario della
Pontificia Accademia Teologica, ha offerto una panoramica esauriente sulla mariologia oggi. P.
Alfonso Pompei, O.F.M.Conv., della Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura, Segretario
della Pontificia Accademia dell‘Immacolata, ha fatto un‘avvincente relazione sul B. Giovanni Duns
Scoto e l‘Immacolata. Il Prof. Bernardino Garcia, O.F.M.Cap., del PAA, ha illustrato
magnificamente in un‘appassionata relazione, arricchita da toccanti ricordi personali, il P. Balic e i
Congressi assunzionistici francescani, mettendo in chiara luce l‘opera determinante di Balic nella
promozione della teologia mariana, nell‘animazione del movimento assunzionista nell‘Ordine
francescano e nella Chiesa e nella diretta partecipazione alla preparazione della definizione del
Dogma dell‘Assunta.
        Degli Studi mariologici francescani ha parlato il Prof. Cornelio Del Zotto, O.F.M., Titolare
della Cattedra di Studi Mariologici ―Beato Giovanni Duns Scoto‖ del PAA. Partendo
dall‘ispirazione della mariologia francescana nella devozione mariana di S. Francesco e nelle sue
preghiere alla Vergine, ha tratteggiato lo sviluppo storico-teologico del pensiero mariologico dei
grandi Maestri Francescani, specialmente di S. Antonio, Dottore Evangelico, del Serafico Dottore
S. Bonaventura, del B. Giovanni Duns Scoto Dottore Sottile e Mariano e di S. Bernardino da Siena
Dottore dell‘Assunta. Ha proposto, quindi, la fioritura di studi e di iniziative che nel nostro secolo
hanno promosso la dottrina mariologica francescana, specialmente grazie all‘apporto determinante e
creativamente fecondo del P. Carlo Balic. Ha presentato, infine, la Cattedra di Studi Mariologici ―B.
Giovanni Duns Scoto‖, istituita dal PAA e dalla Pontificia Accademia Mariana Internazionale per la
promozione degli studi mariologici francescani, continuando l‘illustre tradizione iniziata dal P.
Carlo Balic. Merita una menzione che l‘influsso degli studi mariologici francescani non si è limitato
al Capitolo VIII della Lumen gentium, ma che insieme a P.Balic altri periti conciliari
dell‘Antonianum hanno collaborato in vari Documenti, specialmente nella redazione della Dei
Verbumi. Il Prof. Betti, teologo del Relatore del testo al Concilio, Card. E. Florit, Arcivescovo di
Firenze, è l‘autore del Capitolo II sulla Tradizione, il Prof. Alexander Kerrigan, Docente di esegesi
nel PAA, del Capitolo IV sull‘Antico Testamento e il P. Beda Rigaux, Esegeta di Lovanio, del
Capitolo V sul Nuovo Testamento.
         Il Simposio, mettendo in evidenza l‘eccezionale personalità di P. Carlo Balic, la sua
eminente statura di teologo e di iniziatore e promotore di opere che permangono imperiture, come la
Pontificia Accademia Mariana Internazionale e la Commissione Scotista, ha contribuito affinché la
sua memoria sia tramandata in benedizione. Dev‘essere uno stimolo efficace e un propulsore
potente per una nuova fioritura di studi medievali e mariologici, come ha auspicato il Decano della
Facoltà di Teologia, Prof. Fernando Uribe, parlando delle prospettive del Simposio. ―Tramandare le
azioni gloriose degli antenati è segno d‘onore verso di loro, ma è anche una prova di amore per i
figli, che non li hanno conosciuti personalmente. Dal ricordo delle loro gesta sono indotti al bene e
convinti a migliorarsi, mentre testimonianze indimenticabili rendono vivi ai loro occhi i padri ormai
lontani nel tempo‖ (2Cel 26:FF 613).

       FR. CORNELIO DEL ZOTTO, OFM

8. Notitiae particulares

– Alla Seconda Assemblea del Sinodo dei Vescovi di Europa, 1-23 ottobre 1999, vi hanno
parteciapto: CARD. LÁSZLO PASKAI, OFM, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria), MONS.
ANGELO MASSAFRA, OFM, Arcivescovo di Scurai (Albania), FR. JAKAB VARNAI, Ministro
provinciale OFM della Prov. S. Giovanni da Capestrano (Ungheria).

– ANTONELLI FR. FRANCESCO, Membro della Curia generale OFM, è stato confermato, da Giovanni
Paolo II, il 3 ottobre 1999 ―in aliud quinquennium‖ come Consultore della Congregazione delle
Cause dei Santi.

– FR. JOSÉ BELISARIO DA SILVA, fionora Rettore del Seminario Serafaco ―Santo Antônio‖ a Santos
Dumont, è stato nominato da Giuovanni Paolo II Vescovo di Bacabal (Brasile).
       (L‘Osservatore Romano, 02.12.1999)

BREVE NOTA BIOGRAFICA

       Nasceu no dia 4 de agosto de 1945 em Camópolis, MG. Cursou filosofia no Instituto
Franciscano de Daltro Filho, RS, e Teologia no Instituto Central de Teologia de Belo Horizonte.
Graduou-se em filosofia na Faculdade de Divinópolis, MG. Emitiu a Profissão solene na Província
de Santa Cruz no dia 2 de fevereiro de 1969 e foi ordenado sacerdote em sua cidade natal,
Carmópolis, no dia 13 de dezembro de 1969.
       Exerceu os seguintes ministérios: coadjutor da paróquia de Abaeté (1970), coadjutor da
paróquia Nossa Senhora de Fátima, em Teófilo Otoni, Mestre dos Frades de Profissão temporânea
(1971), Reitor do Seminário Seráfico Santo Antônio, em Santos Dumont (1973), Definidor
provincial (1977), Secretário e Ecônomo provincial (1980), Mestre dos Frades estudantes de
Filosofia e Definidor provincial (1983). Em 1984 cursou Espiritualidade Franciscana em Petrópolis
(CEFEPAL). Diretor administrativo e professor do Postulantado, em São João del Rei (1985),
Definidor provincial (1988-1991), Reitor do Seminário Santo Antônio, em Santos Dumont (1991),
Guardião do Postulantado, em São João del Rei (1999). Nomeado Visitador geral da Província da
Imaculada Conceição (1999), teve de renunciar ao cargo depois de haver iniciado a visitação, pela
eleição ao Espiscopado para a Diocese de Bacabal.
        Ordenado Bispo no dia 19 de fevereiro do Ano Santo de 2000, em Carmópolis, tomou posse
da Diocese de Bacabal no dia 19 de março do mesmo ano. Escolheu como lema episcopal: ― Como
se visse o Invisível‖ (Hb 11,27), numa referência a Moisés, condutor do povo na fé, à Terra
Prometida.

								
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