Il cinema e le nuove tecnologie

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Il cinema e le nuove tecnologie Powered By Docstoc
					Il cinema e le nuove
      tecnologie


    Luca Amitrano
• Il cinema, nella sua storia, ha attraversato
  diverse fasi e periodi, che l'hanno portato
  dai primi rudimentali "esperimenti" dei
  fratelli Lumière ai moderni film, ricchi di
  computer grafica ed effetti speciali
• 1895 Nascita del cinema : grazie alla inventiva
  dei fratelli Louis e August Lumière (tant'è che per
  tutti gli esperimenti anteriori a questa data si
  parla di pre-cinema), i quali mostrarono per la
  prima volta al pubblico del Gran Cafè del
  Boulevard des Capucines a Parigi, il 28 dicembre
  1895, la loro invenzione: un apparecchio
  brevettato chiamato cinèmatographe.

• Tale apparecchio era in grado di proiettare su
  uno schermo bianco una sequenza di immagini
  distinte, impresse su una pellicola stampata con
  un processo fotografico, in modo da creare
  l'effetto del movimento.
Thomas Edison nel 1889 realizzò una cinepresa (detta
Kinetograph) ed una macchina da visione (Kinetoscope): la
prima era destinata a scattare in rapida successione una
serie di fotografie su una pellicola 35mm; la seconda
consentiva ad un solo spettatore per volta di osservare,
tramite un visore, l'alternanza delle immagini impresse
sulla pellicola. Ai fratelli Lumière si deve comunque l'idea di
proiettare la pellicola, così da consentire la visione dello
spettacolo ad una moltitudine di spettatori
• I fratelli Lumiere non intuirono il potenziale di questo
  strumento come mezzo per fare spettacolo, tanto che si
  rifiutarono di vendere le loro macchine, limitandosi a
  darle in locazione. Ciò determinò la nascita di molte
  imitazioni.
• Nello stesso periodo, Edison (negli U.S.A.) iniziò
  un'aspra battaglia giudiziaria per impedire l'uso, sul
  territorio americano, degli apparecchi francesi,
  rivendicando il diritto esclusivo all'uso dell'invenzione.
• Dopo circa cinquecento cause in tribunale, il mercato
  sarà comunque liberalizzato. Nel 1900 i fratelli Lumière
  cedettero i diritti di sfruttamento della loro invenzione a
  Charles Pathè. Il cinematografo si diffuse così
  immediatamente in Europa e poi nel resto del mondo.
• Ricordiamo la famosa proiezione di un treno in corsa che
  sembrava venire nella direzione degli spettatori: si dice
  che alla prima visione il pubblico scappò dalla sala nel
  timore che il treno bucasse lo schermo.
• intrattenimento di massa : Georges Méliès in Francia, a
  buon diritto il padre del cinema fantastico, e l'americano
  David W. Griffith il cui La nascita di una Nazione del
  1915 è il primo vero film in senso moderno e
  rappresenta il culmine del cosiddetto cinema delle
  origini.
• inizio di attività di promozione detto star system
• Il fatto che un attore cinematografico non dovesse avere
  (in apparenza) altre doti che piacere al pubblico(Rodolfo
  Valentino), rese il mestiere di attore del cinema un
  sogno, un miraggio che catturò la fantasia delle masse:
  tutti volevano diventare attori.
• La possibilità di sincronizzare dei suoni alle immagini,
  per aumentare il grado di coinvolgimento del pubblico e il
  senso di realismo.

• 1906 Cinema Lumière di Palazzo Agostini a Pisa, il più
  antico cinema italiano ancora in esercizio. Il 19 ottobre
  venne realizzato il primo esperimento di sonorizzazione
  di pellicole da parte del professore Pietro Pierini
  dell'Università di Pisa, brevettato dalla Fabbrica Pisana
  di Pellicole Parlate sotto la dizione „Sistema elettrico per
  sincronismo di movimenti‟ e, dopo averne migliorato il
  funzionamento, come „Isosincronizzatore‟.
• Primo film sonoro, Il cantante di jazz,
  1927.
• La      tecnica     venne    perfezionata
  ulteriormente nel 1930, creando due
  nuove attività, il doppiaggio e la
  sonorizzazione che provocarono un
  terremoto nel mondo del cinema. Fino
  ad allora, infatti, la maggior parte degli
  attori venivano dal teatro.
• (Chaplin, 1931)« Il sonoro? Cinque sei
  mesi al massimo e poi scomparirà… »
• La tecnica di recitazione teatrale risulta poco
  adatta per i film.
• Nei film dove la macchina da presa è a pochi
  metri dall'attore e addirittura spesso ne inquadra
  solo il volto (primo piano), una gestualità tanto
  esagerata è superflua.
• Nei film muti questo non era un vero problema,
  perché permetteva di sopperire alla mancanza
  di suono; ma con il sonoro e l'effetto della
  musica che sottolinea le emozioni e le situazioni,
  il modo di recitare teatrale classico diventava
  innaturale e perfino ridicolo.
• Molti grandi attori del cinema non seppero
  adattarsi e si ritirarino
• Los Angeles, in California, verso la fine degli
  anni '10 si riuniscono affaristi desiderosi di
  investire nel cinema e registi che alla caotica
  New York preferiscono il clima mite della
  cittadina californiana per girare pellicole.
• In breve tempo nella zona si riuniscono una
  serie di case di produzioni cinematografiche,
  dalla Universal alla MGM, e così nasce
  Hollywood, e l'aurea mitica che tutt'oggi la
  circonda.
• Il cinema diventa un prodotto commerciale: attori
  e attrici ricoprono le immagini delle riviste e
  vengono visti dal pubblico come divinità.
• Negli anni '30 nasce lo studio system: gli Studios comandano a
  bacchetta le star, e pur esaltandone l'immagine (si pensi a Greta
  Garbo e Clark Gable), tendono ad intrappolarli in personaggi
  stereotipati.
• Nascita generi come la commedia e il dramma romantico impazzano
• si faranno strada generi più realistici e socialmente critici, come il
  "gangster-movie" e il noir, genere quest'ultimo sviluppatosi
  maggiormente durante la Seconda Guerra Mondiale.
• Ma in questo decennio è il musical scacciapensieri a far da padrone,
  con Fred Astaire e Ginger Rogers che allietano spettatori desiderosi
  di evasione.
• Anni 40 esaltazione dell' "american way of life": a questo ci pensano
  registi idealisti come Frank Capra, e attori sciovinisti come John
  Wayne, indimenticabile nei suoi western.
• Nel frattempo però nuovi artisti come Orson Welles stravolgono il
  normale modo di fare cinema, e negli anni '50 anche la concezione
  del "divismo" cambia, come nel caso dei più sanguigni Marlon
  Brando e James Dean, che portano sullo schermo un modo più
  reale di rappresentare la realtà.
• Negli anni '60 ormai la vecchia Hollywood non è che un ricordo, e il
  "New Cinema" si fa strada criticando ipocrisie e pudori della vecchia
  America, per opera di registi audaci come Francis Ford Coppola,
  George Lucas, Stanley Kubrick e Martin Scorsese e di attori come
  Dustin Hoffman, Jack Nicholson, Robert De Niro e Meryl Streep.
• Negli anni seguenti si passa dal cinema come contestazione a
  quello come puro intrattenimento, fino all'esaltazione del fantasy di
  Spielberg. Seppur con un modo diverso di intendere il cinema e le
  star, Hollywood continua comunque a regalare sogni ed emozioni
• Lo sviluppo dell'elettronica così come già
  avvenuto in campo musicale, ove il CD ha
  soppiantato l'LP analogico (ma non del tutto,
  visto che molti continuano a preferire il suono
  dell'LP, giudicato più veritiero in quanto più ricco
  di frequenze e dunque dotato di maggiore
  spazialità sonora), anche nel mondo del cinema
  si sta tentando di imporre sistemi interamente
  digitali di registrazione-riproduzione.
• È bene ricordare che un'immagine non è altro che una
  massa di informazioni. E l'informazione, a sua volta, è
  qualsiasi oggetto fisico capace di distinguersi, di
  differenziarsi, di essere diverso da ciò che gli sta vicino.
  Nel cinema tradizionale, ogni singola informazione
  dell'oggetto da rappresentare è raccolta in modo
  analogico: vale a dire che un altro oggetto fisico modifica
  il suo stato in modo proporzionale con l'oggetto da
  rappresentare. In particolare l'immagine è ottenuta per
  mezzo di una emulsione fotosensibile, la quale è una
  sospensione di minuti cristalli di alogenuri d'argento - sali
  assai sensibili all'effetto della luce - dispersi in una
  matrice di gelatina fissata ad un supporto solido.
• Nel cinema digitale, invece, l'informazione è
  raccolta da una cifra (in inglese: digit): dato un
  certo spazio, si può stabilire che al numero "0"
  corrisponda il bianco, ed al numero "1" il nero. In
  questo modo, scomponendo un'immagine in
  punti, è possibile trasformarla in una sequenza
  numerica. È ovvio che maggiore è la quantità di
  informazioni numeriche raccolte, maggiore sarà
  l'accuratezza dell'immagine ottenuta.
• La registrazione e riproduzione digitale delle
  immagini comporta due ordini di problemi: il
  primo riguarda la raccolta di tutte le informazioni
  necessarie per comporre l'immagine; il secondo
  attiene alla gestione di queste informazioni;
  compito, questo, che compete al dispositivo
  incaricato di trasformare le sequenze numeriche
  in unità visibili (cd. matrice).
• Definizione : Ogni singola unità visibile, che può
  assumere un unico stato cromatico, si chiama
  pixel (contrazione dell'espressione picture
  element).
• Secondo alcuni studi, l'accuratezza (più nota come
  risoluzione) massima di una pellicola negativa 35 mm è
  pari a 6 milioni di pixel (che si abbassa 4 milioni di pixel
  per le distorsioni introdotte dalle ottiche). Tale
  misurazione è, tuttavia, da alcuni criticata, in quanto tale
  definizione verrebbe valutata secondo un parametro
  estraneo all'immagine chimica e sostituita con la
  funzione di trasferimento di modulazione o MTF
  (Modulation Transfer Function) che può essere applicata
  non necessariamente alla pellicola, ma più in generale
  ad un sistema ottico, ad esempio il complesso obiettivo-
  pellicola, e che è una misura della capacità del sistema
  di catturare il contrasto dell'immagine.
• Un'immagine digitale, per consentire di
  distinguere gli stessi dettagli esprimibili da una
  pellicola 35 mm, dovrebbe essere composta da
  4 milioni di pixel. Ma la qualità di un'immagine è
  data anche da altri fattori, come il contrasto, la
  luminosità, il numero di colori e la loro pastosità,
  la gamma dinamica: ecco per quale ragione la
  semplice misurazione in pixel dell'immagine
  chimica non appare sufficiente ad esprimere
  tutte le caratteristiche dell'immagine stessa.
• Il cinema digitale per eguagliare e superare il cinema
  chimico ha bisogno di dispositivi di immagazzinamento
  dati (cosiddetto storage) di eccezionale capienza; e
  deve, altresì, disporre di matrici che non abbiamo meno
  di due milioni di pixel. La registrazione della enorme
  massa di informazioni contenuta in un film di circa due
  ore non costituisce più un problema, grazie alla capienza
  dei moderni hard disk e di supporti ottici come il Dvd,
  nonché all'impiego degli algoritmi di compressione, i
  quali consentono di operare un vero e proprio "sunto"
  delle informazioni.
• Gli attuali limiti del cinema digitale sono invece a monte
  e a valle del processo di acquisizione delle immagini. Le
  telecamere HD (High Definition) non offrono ancora la
  stessa risoluzione del negativo fotografico.
• Proiezione problemi.
1. L'altissima risoluzione del negativo originale viene
   perduta durante i vari passaggi (internegativi e stampa
   del positivo finale), sì che la risoluzione della copia da
   stampa non supera i 2 milioni di pixel. Con queste
   premesse gli attuali videoproiettori con tecnologia
   Digital Light Processing (DLP) dovrebbero poter
   reggere il confronto con la proiezione meccanica della
   pellicola 35 mm. I più sofisticati videoproiettori
   utilizzano tre microchip DMD (Digital Micromirror
   Device) per il controllo dell'immagine.
• Com'è noto, durante la proiezione vengono offerte allo
  spettatore 24 immagini per secondo. Nella proiezione
  digitale ogni informazione dell'immagine ha una
  posizione costante, essendo generata sempre dallo
  stesso pixel, il quale muta continuamente il suo stato.
  Nell'immagine chimica, invece, la disposizione dei singoli
  cristalli di alogenuri di argento è casuale, sì che le
  informazioni che si succedono al ritmo di 24 per secondo
  non hanno una posizione costante: la struttura della
  grana, in altri termini, è dinamica, mentre quella della
  matrice è statica. Dunque il confronto tra le due forme di
  acquisizione delle immagini è molto complesso e non
  valutabile solo in termini di risoluzione pura
• A ciò si deve aggiungere che anche le aziende
  produttrici delle pellicole stanno investendo soldi ed
  energie per proporre al mercato pellicole con un potere
  risolvente sempre maggiore. Si pensi che le attuali
  pellicole da stampa hanno un potere risolvente doppio a
  quello che avevano quindici anni fa. Nello stesso tempo
  anche i negativi appaiono sempre più sofisticati e ben al
  di sopra dei limiti fisici delle ottiche (limiti che valgono
  anche le acquisizioni digitali).
• I proiettori meccanici, infine, pure continuano ad essere
  oggetto di migliorie utili all'aumento del contrasto e della
  definzione: si pensi alla trazione diretta elettronica per la
  guida intermittente dell'alberino di precisione - in luogo
  della tradizionale croce di malta - trazione la quale
  elimina l'onda di immagine verticale, con conseguente
  aumento della stabilità dell'immagine, del contrasto e del
  fuoco.
• Allo stato attuale, dunque, non appare così
  vicino il giorno in cui tutti i film siano girati e
  proiettati con tecniche digitali. Per ora i due
  sistemi sembrano, invero, ben collaborare,
  considerato che l'elaborazione digitale delle
  immagini viene adoperata in tutta la fase
  intermedia tra l'impressione del negativo e la
  stampa del positivo da proiezione (c.d. Digital
  Intermediate, abbreviato in "DI").
• In estrema sintesi, questa è l'attuale
  lavorazione tipica di un film:
• sul set si provvede alla ripresa delle
  immagini per mezzo di una cinepresa
  tradizionale;
• i negativi originali delle scene scelte
  vengono scanditi ad alta definizione (2k)
  per poi essere subito archiviati e
  conservati;
• tutto il processo di finalizzazione e post-
  produzione avviene per mezzo di appositi
  computer dotati di grande potenza di calcolo;
• la sequenza di file risultante viene trasferita su
  un unico negativo tramite una film recorder;
• il negativo o intermediate così originato viene
  impiegato per ottenere gli interpositivi ed
  internegativi necessari per la produzione in serie
  delle copie per proiezione.
• In linea teorica, questo sistema potrebbe consentire di
  ottenere una copia da proiezione con una risoluzione
  pari a quella del negativo originale (4k); tuttavia,
  considerato che per motivi di costi si preferisce scandire
  il negativo con una risoluzione pari a 2k, tale ultimo
  valore è quello massimo ottenibile dal negativo destinato
  alla produzione delle pellicole per la proiezione, le quali
  avranno, a loro volta, una risoluzione leggermente
  inferiore (ogni processo di copia ottica porta ad una
  perdita di risoluzione); valore in ogni caso superiore a
  quello che si otterrebbe se alla copia finale si arrivasse
  facendo ricorso a copie intermedie analogiche.
•   Il proto-digitale degli anni '70

    Guerre Stellari (1977) di George Lucas è il punto di
    partenza di questa breve storia degli effetti speciali
    digitali applicati al cinema. Per poterlo realizzare Lucas
    fondò la Industrial Light + Magic, che mise a punto una
    serie di congegni, gettando le basi per gli sviluppi futuri
    nel campo degli effetti speciali digitali. Una perfetta
    integrazione e gestione di numerosissimi elementi nella
    stessa scena, grazie al Dykstraflex e all’uso del blue
    screen, sono le grandi innovazioni di questo film,
    precursore di stili e tecniche ormai divenuti di dominio
    pubblico.
• Gli anni '80: lo sviluppo delle tecniche digitali
  Le migliorie apportate agli hardware e il conseguente sviluppo di
  software capaci di elaborare numericamente le immagini resero più
  diffuso l‟utilizzo delle tecniche digitali.
• In E.T l’extraterrestre (1982) di Steven Spielberg si è ancora in una
  fase di passaggio, in cui convivono animatronics e gestione digitale
  del blue screen, ma gran parte dell‟illuminazione delle textures dei
  pupazzi è gestita con il computer.
• Tre anni dopo in Ritorno al futuro (1985) di Robert Zemeckis, ad
  esempio, il digitale viene utilizzato per cancellare dalla fotografia di
  famiglia McFly i vari componenti e per l‟effetto luccicante del salto
  temporale della macchina De Lorian.
• Vero e proprio capolavoro degli anni ‟80 per l‟uso del
  blue screen e per le nuove tecniche a esso applicate
  (sviluppate dalla Industrial Light + Magic) fu Chi ha
  incastrato Roger Rabbit? (1988), sempre di Robert
  Zemeckis. In questo film, in cui la realtà e il mondo dei
  cartoon si fondono perfettamente, il digitale diventa
  elemento attivo della messa in scena.
• Alla fine del decennio James Cameron con il suo The
  Abyss (1989) mette in scena la prima creatura acquatica
  digitale, che diventa un vero e proprio personaggio. Fu
  proprio per questo film che la Industrial Light + Magic
  creò una nuova materia che metteva assieme le
  caratteristiche di fluidità (proprie dell‟acqua) e di
  resistenza (proprie dei solidi e necessarie alla figura per
  sostenersi). Sorprendentemente efficace risultò anche
  l‟interazione della materia con gli attori.
• L‟età d‟oro degli anni '90
  James Cameron e la Industrial Light +
  Magic producono nel 1991 Terminator
  II - Il giorno del giudizio: nasce così il
  cyborg mutante T-1000, replicatore di
  qualsiasi forma organica con cui egli
  venga a contatto. Grazie all‟uso del
  morphing 3D combinato con la motion
  capture si porta l‟immagine numerica a
  elevati livelli qualitativi.
• Il duo Industrial Light + Magic e Stan
  Winston Studio torna alla ribalta nel 1993,
  con la grande produzione di Jurassic Park di
  Steven Spielberg. Con i formidabili
  animatronics, che venivano animati e
  contestualizzati digitalmente, il film diventa
  un grande videogioco, con trappole, prove
  da superare, missioni da compiere.
• 1997      Il mondo perduto: Jurassic Park
   Sostituzione degli animatronics
  con animali totalmente digitali



• The Mask (1994) di Chuck Russel. La
  Industrial Light + Magic riesce qui ad
  integrare alla perfezione l‟effetto cartoon
  della maschera con il resto del corpo reale
  di Jim Carrey, grazie soprattutto al software
  RenderMan,            ideato       dalla Pixar
  appositamente per l‟integrazione di elementi
  digitali in film ripresi dal vero.
• Artling Cinema Effetti Speciali.htm
    SALE                       FUNZIONE                                                                ATTREZZATURE

C   Duplicazione
                               capacità di trascrivere
                               transcodifiche PAL-NTSC
                                                             e   duplicare   in   diversi   formati;
                                                                                                       videoregistratori Beta digitale, IMX, DVCAM,
                                                                                                       Beta SP, U-matic, VHS, Hi-8, monitors,
                                                                                                       controlli segnale

i   Edit lineare
                               offre la possibilità di montare partendo da materiale sorgente di
                               diversa natura (v. attrezzature elencate alla precedente voce
                               "duplicazione")
                                                                                                       centralina di montaggio Sony; mixer video;
                                                                                                       titolatrice; mixer audio, monitoria


n   Edit non lineare
                               offre la possibilità di montare in modo non-lineare partendo da
                               materiale sorgente di diversa natura (v. attrezzature elencate
                               alla precedente voce "duplicazione")
                                                                                                       Sistema di montaggio Avid Symphony con
                                                                                                       opzione multicamera e 24p


e   Telecinema
                               permette di trasferire le immagini da pellicola a supporti televisivi
                               in Standard Definition
                                                                                                       Spirit e Ursa diamond: telecinema dotati di
                                                                                                       correttore colore, noise reducer, generatore
                                                                                                       di time code e monitoria

c   IQ Quantel con
    Videoproiettore digitale
    Barco
                               Permette di realizzare compositing a risoluzione indipendente,
                               montaggio on line, titolazioni, color correction in tempo reale
                               Sviluppo applicativo di restauro per workstation iQ Quantel
                                                                                                       Videoproiettore dlp ad alto contrasto per la
                                                                                                       simulazione in ambiente reale


i   Film scanner
                               permette di digitalizzare le immagini impresse sulla pellicola a
                               risoluzione 2k o 4k, così da consentire ulteriori fasi di
                               lavorazione finalizzate alla proiezione su grande schermo
                                                                                                       1.Genesis Plus, scanner Kodak; genera file
                                                                                                       .cin    a    2k    e     4k,   10    bit    log.
                                                                                                       2.Spirit 2K; genera file dpx 2K a 10 bit log.

t   Cineon
                               realizzazione di interventi grafici e di compositing a risoluzione
                                                                                                       Cineon Kodak: workstation e software in
                                                                                                       grado di trattare files che conservano le
                               indipendente                                                            quantità di informazioni provenienti dalla

t                                                                                                      scansione

                                                                                                       Arrilaser: film recorder che traduce i files
                               permette di restituire su pellicola le immagini trattate dalle          grafici in luce laser modulata per
à   Film recorder
                               stazioni grafiche                                                       impressionare pellicole vergini fino a
                                                                                                       risoluzione 4k
                                 • FILMOGRAFIA

•   Proprio la Pixar Animation Studios, nata nel 1984 dalla creatività di Steve Jobs - che proveniva
    dalla Industrial Light + Magic stessa - ha sviluppato negli anni nuove tecniche e nuovi software,
    rivoluzionando esteticamente la storia del digitale con il capolavoro Toy Story, diretto da John
    Lasseter nel 1995.
•   Toy Story è infatti il primo lungometraggio interamente animato digitalmente.
•   Dello stesso anno sono anche i film Casper di Brad Silberling, Johnny Mnemonic di Robert Longo
    e Jumanji di Joe Johnston. Un fantasmino interamente realizzato in digitale nel primo, il
    cyberspazio gibsoniano trasportato sul grande schermo nel secondo, la pelliccia digitale degli
    animali e un devastante vortice che risucchia tutto nel terzo, assegnano una volta per tutte al
    digitale una posizione di rilievo nell‟industria cinematografica. L‟elemento del vortice -tornado è
    ripreso e sviluppato in Twister di Jan de Bont, film uscito nelle sale l‟anno successivo e per il
    quale la Industrial Light + Magic sviluppò un software capace di riprodurre i tornado digitalmente.
    Sempre del 1996 è l‟uscita di Mars Attacks! di Tim Burton, che si serve del computer per
    estremizzare le situazioni paradossali create nel film: invece di cercare la verosimiglianza, il
    regista rincorre l‟assurdità, l‟ironia dei personaggi marziani ispirati a delle figurine degli anni ‟50.
    Anche il genere del film d‟azione può attingere a piene mani dal bacino di effetti speciali prodotti
    digitalmente. È il caso di Nome in codice: Broken Arrow (1996) di John Woo. Con questo titolo si
    ritorna al digitale fotorealistico e alla perfetta integrazione tra attori reali e ambiente digitale
    circostante. Di particolare rilievo sono i movimenti a velocità estrema dei mezzi di trasporto sui
    quali agiscono i personaggi.
•   1997 il 3D si perfeziona :
•   È infatti una commedia buffa e fantastica quella interpretata da Robin
    Williams in Flubber, diretto da Les Mayfield, in cui interamente digitale è il
    flubber appunto, una materia gelatinosa e metamorfica. Dirette al computer
    sono pure le sue interazioni con gli oggetti reali e alcune ricostruzioni degli
    ambienti che permettona alla materia di muoversi liberamente nelle scene.
•   Commedia, tinta però da un tocco di fantascienza e azione, è Men in Black
    di Barry Sonnenfeld. La Industrial Light + Magic in questo caso è chiamata
    ad animare tutta una serie di alieni buffi e ripugnanti che si celano in una
    New York futuristica e high-tech.
•   In Batman & Robin di Joel Schumacher il digitale è al servizio di un mondo
    fantastico da cartoon, colorato e ricco d‟azioni acrobatiche. Molti salti
    innaturali ed evoluzioni dei personaggi sono ricreati al computer da stunt-
    man digitali. Tra le case di produzione di effetti speciali che hanno lavorato
    alla realizzazione di questo film vanno ricordate la Rythm & Hues (US), la
    Buf Compagnie (FR) e la Warner Digital Studios (US).
•   Una simile commistione di elementi reali e digitali, compresi i personaggi
    stessi, è presente nel film di Luc Besson Il quinto elemento, in cui un‟équipe
    della Digital Domain capeggiata da Nick Dudman ha animato macchine su
    scenografie minuziosamente costruite sul set e poi digitalizzate, evocanti
    una fantascienza da Métal Hurlant.
•È ancora Digital Domain a dirigere gli effetti dell‟avventuroso-catastrofico
Dante’s Peak di Roger Donaldson, dove viene messa in scena l‟eruzione
vulcanica per eccellenza della storia.
• Ma la perla degli effetti speciali digitali del 1997 è il campione d‟incassi Titanic
di James Cameron, supportato nella sua impresa dalla Digital Domain e da
altre diciassette società. Qui non solo è digitale la ricostruzione del cedimento
della nave, ma anche molte comparse sono virtuali, in special modo quelle che
vengono sbattute sul ponte e scaraventate in mare nelle scene clou del film, in
perfetta integrazione scenica con gli elementi reali. La fine del decennio è
segnata da altri quattro film rilevanti: Fight Club di David Fincher, Haunting-
Presenze di Jan De Bont, Matrix dei fratelli Larry ed Andy Watchowski, e Star
Wars Episodio 1: La minaccia fantasma di George Lucas, tutti usciti nelle sale
nel 1999. Dai movimenti di camera e dalle innovative inserzioni ipertestuali di
Fight Club si passa all‟animazione dei tessuti e dei capelli di Haunting-
Presenze; questi ultimi vengono realizzati dalla Tippett Studio mettendo a
punto vecchi software e creando per la prima volta un elemento digitale con la
stessa texture del suo corrispondente reale, con grande verosimiglianza del
risultato finale.
•La grande star di fine millennio è senz‟altro la coppia
Wachowski con il suo rivoluzionario Matrix. Il film fa un
massiccio uso del digitale, non solo per confermare la
potenza del computer, ma anche per innovare e sviluppare
ulteriormente i mezzi tecnici impiegati. Il bullet-time, il
morphing, il ritocco digitale di tutta la pellicola, le
esplosioni, i voli, le acrobazie tendono ad accostare Matrix
a un film d‟animazione.
•Infine, George Lucas torna sugli schermi con il primo
episodio della saga di Guerre Stellari, Star Wars Episodio
1: La minaccia fantasma, realizzato grazie agli sviluppi
tecnologici elaborati dalla Lucasfilm.
•Se Toy Story è stato il primo film realizzato in 3D senza
pretese fotorealistiche , le ricerche tecniche di Lucas danno
vita al primo film fotorealistico completamente manipolato
digitalmente.
•   “Verso il futuro e oltre”: l‟inizio del nuovo millennio
    L‟uomo senza ombra (2000) Paul Verhoeven, oltre ad usare perfettamente il blue screen, riesce a mostrare la
    graduale riapparizione di un gorilla passando attraverso la comparsa di ogni organo - dal più interno al più esterno
    - a partire dal cuore, passando per le fasce muscolari fino alla pelle.
•   I supereroi tornano invece con due film: X-Men (2000) di Bryan Singer e Spider-Man (2002) di Sam Raimi, con la
    supervisione agli effetti speciali di quel John Dykstra che aveva realizzato gli effetti del primo Guerre Stellari. In X-
    Men un sapiente uso del digitale riesce a rendere le atmosfere fantastiche da fumetto senza “invadere” troppo le
    scene. In Spider-Man le riprese di New York dal vero si alternano ad altre riprodotte in CGI con il sistema della
    fotogrammetria, in modo da rendere possibili tutte le evoluzioni del ragno. Nel 2001 Steven Spielberg realizza il
    kolossal A.I.-Artificial Intelligence, un film di genere fantascientifico che sembra celebrare nel titolo stesso le nuove
    tecnologie numeriche. Set virtuali, animazione di oggetti combinata con modellini animati meccanicamente e una
    perfetta gestione della luce contribuiscono a creare un mondo onirico. Esperti degli effetti speciali come Stan
    Winston e il geniale duo della Industrial Light & Magic, Dennis Muren e Scott Farrar, hanno supervisionato gli
    scenari e le visioni fantastiche che fanno da ambientazione al film, ottenuti tutti digitalmente. Spielberg tornerà nel
    2002 assieme alla Industrial Light & Magic con un'altra magia da grande schermo: il film Minority Report, in cui
    molti elementi, come macchine e ragni, sono interamente digitali. Dello stesso anno è il primo film della saga de “Il
    Signore degli Anelli”, Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello di Peter Jackson. La saga si è conclusa nel
    2003 con l‟ultimo episodio Il Signore degli Anelli –Il Ritorno del Re, dopo l‟uscita nel 2002 de Il Signore degli Anelli
    –Le Due Torri. I tre film si possono considerare un‟opera unica della durata di circa dieci ore, in cui vengono
    combinate tutta una serie di tecniche vecchie e nuove e vengono sviluppati appositamente nuovi software (ad
    esempio il programma Massive, per animare centinaia di comparse digitali). Il capolavoro di Jackson segna così
    un nuovo traguardo dell‟estetica dell‟immagine digitale. Il cinema si fonde con il videogioco nel film Final Fantasy:
    The Spirits Within (2001) di Hironobu Sakaguchi, film totalmente realizzato in CGI e che sfrutta molto bene le
    tecniche di motion capture e key animation. Di grande interesse in questi anni è il film di Richard Linklater Waking
    Life (2001) che utilizza un software in grado di ridisegnare e ricolorare le riprese dal vero con attori in carne ed
    ossa: una sorta di rotoscope digitale. Sempre del 2001 è la risposta della Dreamworks PDI ai film di successo
    della Pixar: Shrek diretto da Andrew Adamson, Vicky Jenson e Scott Marshall. L‟innovazione in questo film
    consiste nell‟uso di un sistema chiamato Shaker, che permette di ricostruire una forma umana partendo dallo
    scheletro fino alla superficie più esterna. In tal modo tutto è più vicino ai movimenti, alla massa e alle espressioni
    reali. Anche il genere drammatico strizza l‟occhio al digitale. Un esempio ne è il capolavoro di Jean-Pierre Jeunet
    Il favoloso mondo di Amélie Poulain (2001). Gli studi della francese Duboi hanno messo a punto un software per
    ritoccare la pellicola, saturarne i colori (si veda il rosso acceso e intenso) e per rendere la luce più espressiva. Il
    digitale è stato usato anche per animare gli oggetti che circondano la protagonista, quasi possedessero quella vita
    magica che ....
• 2003-2005: le grandi produzioni
  Appuntamento a Belleville (2003) : tecniche
  d‟animazione digitale, fondendole perfettamente
  all‟animazione tradizionale.
• La Sposa Cadavere (2005) , capolavoro in stop motion
  con pupazzi, che si è avvalso delle riprese digitali per un
  più agevole movimento di camera e per un feedback
  quasi immediato sul lavoro di ripresa.
• Alla ricerca di Nemo (2003) e con il recente Gli Incredibili
  (2004) , in cui gli studi approfonditi e le abilità tecniche
  hanno sviluppato e perfezionato nuove tecniche,
  creando mondi credibili ma non fotorealistici; in tal modo
  è stato possibile raccontare la realtà attraverso
  caricature senza riprodurla.
• Shark Tale (2004) e Madagascar (2005) sono entrambe
  commedie brillanti che prendono come pretesto il mondo
  animale (quello di squali e pesci in Shark Tale e quello di
  animali da zoo in Madagascar) per raccontare e ridere
  dei tic, dei vizi e delle nevrosi della nostra
  contemporaneità.
• Batmans Begins (2005) . Per il prima la Double Negative
  ha ideato Gotham City manipolando digitalmente alcuni
  panorami di Chicago;
• il film I Fantastici quattro - che riporta sul grande
  schermo i personaggi della serie di fumetti del 1961 di
  Stan Lee e Jack Kirby - cerca invece di enfatizzare
  l‟incredibilità delle imprese compiute dai supereroi con
  un uso estremo degli effetti speciali.
•Le Cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio di Andrew
Adamson (2005). Agli effetti speciali di questo film hanno lavorato
alcune tra le case di produzione più importanti: la Industrial Light &
Magic (ILM), la Rhythm & Hues, la Sony Pictures Imageworks e la
Weta Workshop Ltd.
•Il King Kong di Peter Jackson (2005) sorprende il pubblico per
l'incredibile realisticità del gorilla gigante ottenuta mediante la tecnica
della motion-capture (già utilizzata dalla casa di produzione
neozelandese Weta Digital per la realizzazione del personaggio di
Gollum de Il Signore degli Anelli).
•Il 2005 segna inoltre il ritorno della casa di produzione inglese
Aardman Animation Studios specializzata nell'animazione in stop-
motion con il film Wallace & Gromit: la maledizione del coniglio
mannaro, opera che, come La Sposa Cadavere di Tim Burton, è stato
realizzato con la tecnica tradizionale della stop-motion integrata con
numerosi interventi di computer grafica.
•   2006: l'anno dei sequel
    L’era Glaciale 2 di Carlos Saldanha, divertente
    commedia completamente in 3D
•   X-Men: conflitto finale di Brett Ratner, che fonde live
    action ed effetti speciali spettacolari per realizzare i
    super poteri degli X-Men
•   Mission Impossibile III di J. J. Abrams, terzo episodio
    della fortunatissima saga,
•   Superman Returns di Brian Singer, ultimo episodio del
    supereroe più famoso di tutti i tempi.


•   Nel 2006 il videogioco cult Silent Hill diventa un film per
    la regia di Christophe Gans e ripropone le stesse
    atmosfere inquietanti del celeberrimo survival-horror.
•   2006-2007: le ultime evoluzioni tecnologiche

•   La Pixar nel 2006 festeggia i suoi 20 anni di attività con Cars–Motori
    Ruggenti (2006) di John Lasseter, e ci stupisce per un fotorealismo estremo
    ottenuto mediante tecniche ideate appositamente per il film: ad esempio il
    ray tracing, che consente di ricreare i riflessi prodotti dalle carrozzerie delle
    auto protagoniste del film, o il ground-locking system, che permette alle
    auto di stare ben “piantate” sulla strada.

•   Per il primo “horror per ragazzi” in animazione 3D, Monster House, il regista
    Gil Kenan propone come tecnica di animazione la complessa tecnica della
    “performance capture”. Il principio è lo stesso della “motion capture” ma con
    una capillarità maggiore nella registrazione dei movimenti di tutto il corpo
    degli attori e con la possibilità di coinvolgere più attori nello stesso tempo.
•
    Altra originale tecnica di animazione vista sul grande schermo nel 2006 è
    stata l‟"Interpole Rotoscope" proposta dal film A Scanner Darkly di Richard
    Linklater. La tecnica, già sperimentata per il precedente film di Linklater,
    Waking Life (2001), prevede che il film venga girato prima come un normale
    film in live-action e poi animato con il Rotoshop, un programma in grado di
    disegnare “sul fotogramma” live-action e su quello successivo e così via,
    mentre i frame intermedi vengono generati automaticamente dal software. Il
    film, dopo essere stato girato in live-action è stato quindi rifatto una seconda
    volta per ricreare lo stesso mondo, ma in animazione.

				
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posted:4/29/2010
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